community of e-motions

Margherit
inserito il 03/09/2004 23:51:08
EPISODIO SCANDALOSO IN SICILIA...

Cari amici, mi sono iscritta in questo forum per denunciare un fatto che nel 2004 io ritengo gravissimo. Ecco il fatto: è di pochi giorni fa la notizia che il sindaco di un piccolo paese della Sicilia (noto per aver dato i natali a un noto cantautore italiano) ha severamente proibito l'affissione di locandine e la presentazione nel suo comune di un libro, IL SESSSO SENSO, perché ritenuto troppo scandaloso e improponibile alla collettività. Tutto questo senza aver letto il libro e solo basandosi sulla copertina. Io che il libro l'ho letto non ci trovo niente di scandaloso, anzi, ci sono parecchi spunti di riflessione. Ora mi chiedo e chiedo a voi: è possibile che nel 2004 possano succedere ancora certe cose? O forse si ragiona ancora per pregiudizi e prese di posizione dettate da poteri sotterranei? La censura non era morta qualche anno fa? Cerco di precisare alcune cose per rendervi più chiara la gravità del fatto. Sono una giornalista di un noto quotidiano isolano e per fatti miei e anche per deformazione professionale sono venuta a conoscenza di quest'atto di proibizionismo. Per attenermi alla prima regola di San Tommaso, se non vedo non ci credo, mi sono recata personalmente nel paese in questione e parlando con chi di competenza mi è stata confermata la vicenda. Le locandine dovevano essere destinate all'interno di uno stand dove la stessa casa editrice insieme al libro in questione proponeva le sue novità. Bene, il sindaco ha proibito che le stesse fossero affisse all'interno. Punto secondo: tornata al giornale ho scritto subito il pezzo ma il mio caporedattore me l'ha tagliato dicendo che questo sarebbe stato un modo di fare pubblicità e la pubblicità si paga. In poche parole, se l'editore d'accordo col giornale avesse sborsato la metà di quanto lui potesse stimare di guadagnare nell'operazione, l'articolo e le eventuali repliche con tanto di rumore si sarebbe fatto. Mi sono rivolta quindi all'editore, il quale con garbo e nello stile che ha sempre contraddistinto la sua piccola casa editrice, mi ha detto che lui è contrario ad ogni forma di speculazione commerciale sui libri e che intende la letteratura come un concetto alto da non spacciarsi come qualsiasi prodotto da supermercato; e che quindi non avrebbe mai accettato queste misere forme di "baratto". Se l'articolo usciva bene, altrimenti niente. Come potete immaginare niente articolo, la notizia viene sommersa fra le tante cose mai dette di questa terra e non se ne parla più. A quel punto, infervorata come una iena perché certe cose non devono accadere, mi metto in contatto con alcuni amici giornalisti di grosse testate nazionali e tutti, dico tutti, mi rispondono la stessa tiritera: "è un'operazione commerciale, ci vogliono soldi per fare uscire un articolo, qui non si tratta di cronaca". Indignata mi viene quasi di strappare il tesserino dell'ordine e andarmene a vivere in australia. Poi ci ripenso, e mi rendo conto che qualcosa posso farla per denunciare questo fatto: iscrivermi a più forum possibile e fare arrivare la notizia in questo modo. Risultato: chiedere alla gente cosa ne pensa. Per quanto riguarda il titolo del libro, se qualcuno si riferisce al film "the sixty sense" non ci trovo l'assonanza o se c'è potrebbe essere anche uno spunto ironico e felice dato che poi tutto il libro è farcito di sapida ironia. Il problema qui è un altro. Mostri da cento spazzole che hanno grossi agganci politici e commerciali e che la pornografia la spacciano come letteratura magari passano inosservati o meglio vengono celebrati proprio in quei paesini dove censurano. Piccoli capolavori di letteratura come questo SESSSO SENSO del giovanissimo Vladimir Di Prima (mi assumo tutte le responsabilità letterarie sul giudizio dato, in quanto è una mia visione dell'opera che certo non vuole condizionare o consigliare alcuno) che per certi aspetti linguistici ricorda Gadda, proprio perché pubblicato da una piccola e coraggiosa casa editrice che non utilizza veicoli pubblicitari per promuovere le sue cose ma si basa appunto sulla proposta stessa che viene offerta su territorio, debba rimanere in quell'involucro dimenticato e scordato che è questa terra. La mia è soltanto una questione morale che vuole essere un riscatto nei confronti di quanto di più ignobile e meschino è successo. Grazie Margherita