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RISULTATI DELLA RICERCA

La ricerca per la parola desiderio sessuale ha restituito i seguenti risultati:

Sesso e mestruazioni: come fare e cosa non fare

Come comportarsi davanti a quei giorni in cui ci sembra impossibile poter liberamente fare l'amore? La prima suggestione riguarda l’avvento del menarca, la prima mestruazione. Per ogni ragazza questo è un momento molto importante nel processo di crescita, poiché è carico di vissuti che determineranno profondamente il rapporto con il proprio corpo e il suo modo di sentirsi donna. E. Deutsch (45) parla di un periodo di aspettativa, variabile da persona a persona, durante il quale avviene una maturazione fisica e una preparazione psicologica alla femminilità. In questo processo maturativo entrano in gioco le esperienze infantili della ragazza relative ai segreti della madre circa le mestruazioni. Più la ragazza è giovane e più l’evento mestruazioni, a livello emotivo, suscita in lei sensazioni sconvolgenti e si può insinuare il pensiero che la femminilità sia qualcosa di doloroso, sanguinoso, sporco, pericoloso. Numerose possono essere le conseguenze di un simile vissuto: la mestruazione non viene sentita come parte integrante del proprio essere femminile, quanto analoga a una funzione escretoria, un rifiuto del corpo, qualcosa che non serve e di cui ci si deve solo vergognare (pare che questo vissuto accomuni donne e ragazze che soffrono o hanno sofferto di enuresi, enterite, nevrosi ossessiva, debolezza vescicale, o più semplicemente coloro che, nel periodo delle mestruazioni, stanno a letto). Il menarca assume infatti, nella psicologia femminile, secondo gli autori di matrice psicoanalitica, l’importante funzione di organizzatore della vita dell’adolescente, che le permette di “scandire la vita regolandola secondo le fasi procreative: non a caso vengono chiamate regole” (Vegetti Finzi, Battistin, 00). Quando esso non viene accolto e compreso nel suo significato positivo può dare origine a diverse reazioni di disagio e malessere psicologico, se non addirittura sfociare nella patologia. Ipereccitabilità, sensazioni di malessere, scarsa resistenza alla fatica, stati di depressione, ansia e angoscia che possono sfociare in fobie e paranoia, sono alcune possibili evoluzioni di un significato negativo, attribuito alle mestruazioni. Il rapporto con le mestruazioni, con il proprio corpo e quindi anche con il sesso è influenzato dal legame che la ragazza ha con la propria madre, e quindi con il modo in cui quest’ultima, a sua volta, ha vissuto ed ha accettato la sua femminilità e il rapporto con l’altro sesso. Inoltre, anche la società e la cultura familiare concorrono ad alimentare una visione ottimistica o pessimistica dell’essere donna o dell’essere uomo. Purtroppo anche nella nostra società continuano a rimanere antichi retaggi e credenze mitologiche, secondo cui “il sangue che le donne mestruate espellono è impuro perché passando dalla notte uterina al giorno rovescia la sua polarità e passa dal sacro destro al sacro sinistro. Le donne in questa condizione sono intoccabili e in numerose società segrete devono compiere un rito di purificazione prima di reintegrarsi nella società da cui sono state momentaneamente escluse” (Chevalier, Gheerbrant; 69). In Vegetti Finzi, Battistin (00) si legge: “In alcune civiltà primitive la donna era considerata tabù, e quindi inavvicinabile durante le mestruazioni: non solo il suo contatto, ma addirittura il suo sguardo potevano far perdere all’uomo la virilità e distruggere i vegetali che germinavano…Anche al di fuori della sessualità si tendeva ad attribuire alla donna nel periodo mestruale un misterioso potere malefico simile a quello delle streghe”. Se tali immagini, legate alla femminilità, al potere generativo, vissuto come oscuro e minaccioso, anziché come auspicabile meta da raggiungere viene avvallata dal gruppo di appartenenza (famiglia, scuola, società) la ragazza (e la futura donna) potrà essere indotta a vivere questo evento come elemento regressivo, che la induce a rifiutarsi di crescere e quindi di accettarsi come un essere sessuato che gode della piena maturità fisica e psichica raggiunta. Il padre, in questo senso, e più tardi il partner, può essere di grande aiuto perché fornisce alla ragazza, attraverso i suoi principi e le sue concezioni, la possibilità di rendere più agevole questo passaggio (Benjamin, 95). Ecco perché è importante ciò che i rispettivi sessi pensano l’uno dell’altro: l’uomo nei confronti della femminilità e della donna e quest’ultima nei confronti dell’universo maschile rappresentano punti importanti nella conquista di un forte senso di identità. Inoltre per quanto attiene alla relazione con il corpo essa non può prescindere dalla sfera emozionale e dalle esperienze dell’individuo perché la sessualità dipende anche da come viviamo: le emozioni, soprattutto quelle negative, le inibizioni di ordine psicologico e i conflitti e ne può risentire (Kaplan, 75). Da quanto asserito si deduce quindi la complessità della relazione esistente fra sesso e mestruazioni, per cui come rispondere a domande quali: si può fare sesso quando ci sono le mestruazioni? E’ vero che per un uomo la donna in quel periodo è meno attraente? La mestruazione dolorosa spegne il desiderio sessuale? La donna mestruata suscita fantasie particolari nell’uomo? Probabilmente tenendo conto di tutti i fattori sopra menzionati per cui esperienze, aspettative sociali, stereotipi, relazioni significative concorrono insieme a determinare quanto per una persona può essere accettabile e desiderabile e quanto invece rappresenterebbe un evento sgradevole. Non esiste quindi una risposta univoca, che va bene per tutti, esiste piuttosto la storia personale, propria di ogni persona cui bisogna dare valore, poiché ciò che può essere auspicabile per uno ad un altro può provocare fastidio ed esiste il rispetto e l’accettazione della differenza [...]

IL BACIO: CONSIGLI PER L'ABUSO

Sapevate che gli uomini, baciando una donna, le trasmettono il testosterone, aumentando così il suo desiderio, e che le donne trasmettono invece le benzodiazepine che riducono l’ansia dell’amante? Tutte le meraviglie del bacio, in compagnia di Emmanuele Jannini. Darwin pensava che il bacio fosse naturale fra gli esseri umani. Pur sapendo che questa pratica era sconosciuta presso diverse culture, era convinto che fosse una tendenza innata. Aveva ragione: Più del 90% delle popolazioni che sono state studiate dagli antropologi si baciano… Se la pratica del bacio è praticamente universale nella cultura occidentale, non si può dire altrettanto per altre culture. E' infatti una pratica sconosciuta, per esempio, nei Tonga africani come nei Siriono boliviani. Gli stessi giapponesi hanno imparato baciarsi solo nel dopoguerra, e grazie all'influenza della cultura occidentale arrivata con le lattine di cocacola. Prima della colonizzazione, non ci si baciava tra i somali e i Tonga del sudafrica. A Bali si dice che ci si baci sfregando il naso; in realtà si accostano i volti e ci si odora e si gusta col naso il calore della pelle dell'altro, ma non ci si bacia. Il bonobo, la scimmia antropomorfa più vicina all'uomo dal punto di vista genetico, passeggiano a braccetto, si baciano le mani e i piedi, e si abbracciano dandosi lunghi baci "alla francese". Simbolicamente, il bacio è il simulacro del coito, perché la lingua che penetra nella bocca ha un significato fallico sia per l'uomo che per la donna e, restando nel campo simbolico, esprime l'impulso bisessuale per entrambi: possedere ed essere posseduto/a. Ma c’è anche una chimica del bacio. Qualcuno ha dimostrato che il maschio immette, baciando, una certa quantità di testosterone nella bocca della donna. Il testosterone è l'ormone del desiderio per entrambi i sessi (anche le donne lo producono nelle quantità sufficienti a questo scopo). Il bacio aumenta quindi il desiderio femminile. La donna, a sua volta, immetterebbe, secondo alcuni, delle sostanze ansiolitiche della famiglia delle benzodiazepine. Lo scopo è ridurre l'ansia dell'amante. Alcuni scienziati pensano addirittura che la frazione benzodiazepino-simile aumenti quando il desiderio sessuale di entrambi sia basso. Ciò avrebbe un effetto sedativo. QUEL MERAVIGLIOSO TOCCO SULLE LABBRA Che la bocca fosse piena di batteri l'aveva scoperto nel XVII secolo l'olandese Antonio Leewenhoek che si domandava angosciato: "Che succederebbe se si rivelasse alla gente che vi sono più animali viventi nella schiuma dei denti, in bocca a un uomo, che abitanti di un regno?". Infatti si calcola che in un millilitro di saliva ci sono circa 60 milioni di germi. In una sessualità come la nostra attuale, segnata dallo spettro dell’AIDS, i timori legati al bacio sono moltissimi. Tuttavia, la prevenzione delle malattie, e soprattutto di quelle sessualmente trasmissibili come l'AIDS, non passa attraverso la disinfezione della bocca, la sistemazione di un preservativo sulla lingua o l'astensione dal baciarsi. La maggior parte delle malattie che si trasmettono con i baci, dal raffreddore, all'influenza - le più banali - dalla difterite alla tubercolosi - le più gravi - sono trasmesse prima di tutto con le cosiddette "goccioline di Flugge", l'aerosol di saliva che emettiamo, anche a grande distanza (fino a 6 metri) quando parliamo, quando tossiamo e quando starnutiamo. Non si previene quindi l'influenza non baciando, ma vivendo in una campana di vetro. Un discorso a parte è per la monucleosi infettiva, la "kissing disease" degli autori anglosassoni. Si trasmette col bacio, ma non solo col bacio. E' vero che la bocca è ricettacolo di miliardi di germi, alcuni potenzialmente patogeni (streptococchi, stafilococchi, lattobacilli, spirochete benigne, protei, funghi come la candida), ma questi batteri e funghi diventano patogeni solo in condizioni di immunodepressione. Non serve quindi non baciare per avere la bocca sterile. Non serve nemmeno un ossessionante uso di collutori: la bocca non sarà mai sterile e si rischia di uccidere coi batteri cattivi anche quelli buoni, utili per il mantenimento di una sana flora batterica che difende, anziché provocarle, dalle malattie. Ma il bacio è anche lo scambio di uno dei fluidi con le più importanti caratteristiche immunologiche: la saliva contiene lisozima, un potente antibatterico e grandi quantità di anticorpi secretorii. Anziché deprimere il sistema immunitario, lo attiva e lo fortifica. Mutatis mutandis, è un poco come avviene durante l'allattamento. Il bambino, poverissimo di anticorpi, li assume per bocca col latte materno. Baciarsi è quindi un po' come continuare l'allattamento. Infine il bacio fa bene al cuore che in maniera direttamente proporzionale col grado di innamoramento, accelera i suoi battiti mentre si bacia. È una buona ginnastica per il muscolo cardiaco, un buon allenamento per il cuore di tutti, anche dei cardiopatici. Baciarsi fa bene all’amore e fa bene al cuore. [...]

FISIOLOGIA DELLA RISPOSTA SESSUALE

I primi studiosi che hanno compiuto uno studio sistematico sulla fisiologia della risposta sessuale sono stati Williams H. Masters (ginecologo) e Virginia E. Johnson (psicologa) nella Washington University School of Medicine a partire dal 1954.Le loro ricerche hanno aperto l’orizzonte anche verso la classificazione precisa dei disturbi della sessualità.  Con una sperimentazione su migliaia di soggetti sani e con disfunzioni, singoli e in coppia, i due ricercatori americani hanno potuto definire le fasi della risposta sessuale.  Ma non si sono occupati di ciò che sta a monte: il desiderio sessuale.  Fisiologia del desiderio sessuale Il desiderio sessuale è una fase fondamentale nel rapporto. Perché questa fase sia attiva, il cervello deve produrre in quantità un neurotrasmettitore, la dopamina, che sollecita il desiderio e si deve rallentare la produzione della sostanza che lo inibisce: la serotonina. Occorre per questo uscire dall’anestesia emotiva, tanto che si ha anche una riduzione della produzione di endorfine da parte dell’ipotalamo. Contemporaneamente aumenta la produzione di una molecola che regola il sistema ormonale riproduttivo: il GnRH.  Perché tutto ciò si svolga adeguatamente è necessario che il cervello emozionale, chiamato sistema limbico, abbia dato il “via libera” di fronte ad un’emozione con connotazione erotica.Le fasi della risposta sessuale L'insieme dei fenomeni fisici e psichici che avvengono nel corpo umano in seguito ad uno stimolo erotico viene definito "ciclo di risposta sessuale" e comprende 4 fasi: Eccitamento Plateau Orgasmo Risoluzione Naturalmente l'intensità e la durata di queste fasi varia molto da un soggetto all'altro, perché esiste un'importante componente psicologica che accompagna, stimola o addirittura deprime e inibisce una buona risposta sessuale, soprattutto nella fase dell'orgasmo.  Oggi si pensa che la proporzione ottimale fra mente e corpo sia del 50%, perciò è importante sapersi abbandonare all'istinto e alle sensazioni, imparare a rilassarsi, diminuendo il livello di ansia e le inibizioni.  Questo buon approccio psicologico permette il realizzarsi della fisicità del rapporto a partire dalla prima fase cioè l'eccitamento, costituito da una serie di stimoli erotici sia fisici (carezze, stimolazione genitale) sia sensoriali (odore della pelle e delle secrezioni, fantasie erotiche).  Se la tensione sessuale persiste si raggiunge la fase statica: il plateau costituito dal perdurare dell'eccitazione fisica fino al raggiungimento della terza fase che è l'orgasmo, la cui intensità è condizionata sia dall'efficacia degli stimoli precedenti, sia dalle motivazioni e dalla disponibilità psicologica del soggetto. L'orgasmo si manifesta con un acme di piacere intenso e involontario nel quale si riversano tensioni fisico-psichiche del soggetto avvertite nella donna a livello di vagina, clitoride ed utero e nell'uomo a livello di pene, prostata e vescichette seminali. Nel maschio questa fase è sempre molto intensa e stabile, mentre nella donna è più variabile e si possono avere schemi di risposta diversi : in uno l'orgasmo si manifesta come un acme evidente sulla fase di plateau, talvolta invece l'acme è molto debole e con caratteristica ondulatoria, altre volte viene raggiunto per mezzo di un rapido e progressivo incremento della tensione sessuale. La fase di risoluzione vede una progressiva diminuzione della tensione sessuale che si manifesta con profonde differenze fra i due sessi. Nell'uomo si ha un fisiologico "periodo refrattario" la cui durata è estremamente soggettiva e variabile: in genere è più breve nei giovani. Tale periodo è caratterizzato da una fase di detumescenza rapida con condizioni inferiori alla norma d'eccitabilità. La donna, quando si trova in questa fase, se riceve un'adeguata stimolazione, può ricominciare il ciclo e avere successivi orgasmi distinti fra loro provando ondate di piacere nel corso dello stesso rapporto sessuale. RISPOSTA SESSUALE MASCHILE La zona maggiormente sensibile agli stimoli in fase d'eccitazione è il glande, perché ricco di recettori sessuali specifici che trasmettono le sensazioni attraverso il midollo spinale, fino all'encefalo. Il parasimpatico controlla il sistema vascolare penieno e agisce sia sull'afflusso di sangue in fase di erezione, sia sul deflusso che avviene con il calo dell'erezione .La stimolazione diretta dei genitali determina l'inizio del periodo di eccitamento caratterizzato dall'aumentato afflusso sanguigno con conseguente allagamento e irrigidimento dei corpi cavernosi. Nel sistema limbico si trovano le aree responsabili dell'erezione che sono sensibile all'azione del testosterone, infatti durante la fase di eccitamento si ha un aumento della sua secrezione. Nella fase di plateau, con il perdurare dell'eccitazione, il pene raggiunge il massimo di durezza, di lunghezza e di diametro . A questo proposito è importante sottolineare che non esiste una proporzione tra le dimensioni del pene a riposo e quelle in stato di erezione, perché molto dipende dall'elasticità dei tessuti e da come è fisiologicamente posizionata l'asta peniena dietro all'arcata pubica. La fase di plateau ha una durata variabile a seconda dell'individuo e si allunga spontaneamente con l'età ed è caratterizzata dal glande di un colore rosso vinoso e dall'aumento di volume dei testicoli, che risalgono aderendo al perineo per contrazione del saccco scrotale. L'orgasmo che segue è caratterizzato da una serie di violente contrazioni ritmiche che determinano l'emissione e l'eiaculazione. L'emissione è costituita dal rilascio di sperma e di fluidi di ghiandole accessorie nell'uretra pelvica, mentre l'eiaculazione consiste nell'espulsione del seme maschile. L'intensità del piacere è dovuta a più fattori: le contrazioni precedenti il momento dell'eiaculazione, il volume dell'eiaculato, il tempo di astinenza, la durata e l'intensità dell'eccitazione sessuale e da una serie di fattori psicologi estremamente variabili da un individuo all'altro. RISPOSTA SESSUALE FEMMINILE ll primo essenziale segno di eccitazione femminile, corrispondente all'erezione maschile, è la lubrificazione vaginale, che si manifesta velocemente e rende possibile e non doloroso il coito . Inoltre le secrezioni diminuiscono l'acidità della vagina che altrimenti sarebbe inadatta alla motilità degli spermatozoi. I centri nervosi che assicurano la risposta fisica sessuale , anche nella donna sono situati a livello midollare e in rapporto con il Sistema Nervoso Centrale. La stimolazione del clitoride, zona erogena di primaria importanza nella donna, attiva migliaia di fibre nervose e determina una serie di reazioni vascolari ed endocrine che contribuiscono alla formazione della "piattaforma orgasmica". Questa fase è costituita da una vasocongestione vaginale, dall'appiattimento e dalla distensione delle grandi labbra contro il perineo fino a scoprire parzialmente l'ostio vaginale e dall'aumento del diametro delle piccole labbra fino a sporgere dalle grandi labbra. Il colore varia dal rosa al rosso intenso, aumenta il corpo del clitoride e si ha una trasudazione di sostanza mucosa che ricopre tutta la parete vaginale. La zona esterna della vagina è, quindi, quella sicuramente più sensibile, infatti nel suo interno non si trovano molte terminazioni nervose. Si pensa che la sensibilità erogena vaginale sia comunque collegata a recettori profondi a partenza muscolare, ciò spiega il fatto che molte donne apprezzano una penetrazione profonda, ricavandone un piacere intenso diverso da quello ottenuto dalla stimolazione vaginale esterna. Il proseguire della fase di eccitamento porta alla fase di plateau, caratterizzata da un'intensa vasocongestione, dalla riduzione del lume vaginale di circa il 50% rispetto alla dilatazione verificatasi nella fase di eccitamento, dall'intensificazione del colore e dall'appiattimento delle pieghe mucose. Tutto questo porta all'aumento delle sensazioni fino ad arrivare all'orgasmo il cui piacere è unico e può variare parecchio di intensità in relazione allo stimolo iniziale. In questa fase il condotto vaginale si espande e si determinano una serie di contrazioni dei muscoli perivaginali spesso accompagnate da simili contrazioni dello sfintere anale esterno e da motilità del perineo. Avviene un'innalzamento dell'utero e il sollevamento del canale cervicale per creare una eventuale sede di deposito dello sperma. Dopo questa fase, l'eccitazione sessuale svanisce lentamente, senza avere il rapido crollo caratteristico dell'uomo e sia l'utero che il canale cervicale recuperano la loro posizione normale. Si è molto discusso sul tipo di orgasmo femminile: se è determinato dalla stimolazione clitoridea o da quella vaginale. Sicuramente la stimolazione del clitoride in modo diretto (carezze, baci...) prima del coito e quella che avviene durante il rapporto attraverso i movimenti penieni, lo sfregamento e la pressione delle pareti vaginali produce intense sensazioni che portano all'orgasmo. Esiste, però, un orgasmo definito vaginale del quale si ignorano ancora le cause scatenanti. Si crede che esistano alcuni punti capaci di attivarlo, per esempio il punto G nella parte interna anteriore della vagina, lo sbocco dell'uretra stimolato durante il coito, la prima parte della vagina e le strutture vaginali profonde. L'eccitazione dell'orgasmo è un'esperienza totale e unica che può arrivare a livelli così elevati da far perdere coscienza per qualche attimo. E' avvertito con contrazioni involontarie definite come tremito pelvico e precedute da una sensazione di spasmo, di calore che parte dalla zona pelvica e si irradia a tutto il corpo. Queste sensazioni possono ripetersi più volte nel corso dello stesso rapporto sessuale in particolari condizioni di coinvolgimento emotivo e di grande eccitazione, dando vita a quello che viene definito come orgasmo multiplo.  REAZIONI EXTRAGENITALI  Nella donna il primo segno di eccitazione è dato dall'erezione dei capezzoli e dalla congestione mammaria, che in seguito determina un aumento di volume delle mammelle e un ispessimento dell'aureola che ingloba parzialmente il capezzolo eretto. In fase di plateau facilmente nella donna si manifesta una reazione eritematosa sul torace, sul collo e sul volto che diventa un rossore generalizzato con l'aumentare dell'eccitamento e che scompare dopo l'orgasmo. Sia nell'uomo che nella donna è presente un aumento della tensione nella muscolatura degli arti, nei muscoli addominali e in quelli intercostali e un'accelerazione del ritmo respiratorio. Nella fase iniziale della risposta sessuale c'è il controllo volontario della muscolatura striata, ma questo scompare nella fase preorgasmica, nella quale si instaura un periodo tonico seguito da contrazioni cloniche tipiche dell'orgasmo. Spesso nel momento immediatamente successivo si può avere un tremolio in quei muscoli che avevano avuto movimenti involontari. Viene inibita la mobilità intestinale ed è presente una dilatazione delle pupille. Costante della tensione sessuale sono l'iperventilazione e la tachipnea con associazione di vocalizzi, gemiti che culminano con una inspirazione forzata nel momento dell'orgasmo. Si ha un aumento del battito cardiaco e della pressione arteriosa. In fase di risoluzione nell'uomo si presenta sudorazione a livello della superficie plantare dei piedi e delle mani e nella donna a livello del torace e delle cosce.  [...]

ATTO SESSUALE DOLOROSO: SCOPRIAMO I MOTIVI

Piacere o dolore? Le cause dovute ad un atto sessuale dolorosoLa donna può provare dolore o fastidio vaginale nel momento della penetrazione, durante o dopo il rapporto.Ne soffre il 14-19% delle donne tra i 18 e i 55 anni. Il dolore può essere causato da fattori sia fisici sia psichici. La diagnosi deve considerare entrambi i fattori, spesso associati, per avere una terapia davvero risolutiva del disturboE' frequente nelle donne di ogni età e può essere provocato da cause fisiche (contrazioni muscolari o anomalie del rivestimento vaginale) o psicologiche. Indipendentemente dalla causa occorrerà consultare un ginecologo se il sintomo persiste o se è spesso presente in quanto potrebbe influenzare negativamente sul desiderio sessuale. Andiamo a vedere comunque delle possibili cause ed eventuali primi interventi da attuare. Per "Disturbi sessuali caratterizzati da dolore" (Sexual Pain Disorders") si intendono:La dispareunia: definita come ricorrente o persistente dolore genitale associato al rapporto sessuale.Il vaginismo: definito come persistente o ricorrente spasmo involontario della muscolatura vaginale che impedisce o rende dolorosa la penetrazione vaginale.Il dolore sessuale non coitale: definito come ricorrente o persistente dolore genitale indotto da stimolazioni non coitali (per esempio, dal petting, da stimolazione manuale ecc).Il disturbo è considerato tale se causa "personal distress", ossia un significativo disagio e stress personale (e non solo se causa un problema coniugale). Per completare la diagnosi, di ciascun disturbo bisogna precisare:Se sia presente fin dall'inizio della vita sessuale e dei rapporti (primario o lifelong) o acquisito dopo un periodo di rapporti sessuali soddisfacenti (secondario o acquisito, acquired);Se sia generalizzato (con qualsiasi partner e in qualsiasi situazione) o situazionale (solo con un partner o in particolari situazioni);Quale sia la sua causa (etiologia): organica, psicogena, mista o indeterminata.Alcune tipologie di doloreVa detto anzitutto che i dolori alla vagina sono frequenti nelle settimane successive al parto, specialmente se sono presenti suture. Come fare? Astenetevi dai rapporti sessuali fin tanto ché la vagina non sarà guarita. Quando riprenderete i rapporti aiutatevi con una gelatina lubrificante e se continua ad essere doloroso consultate il vostro ginecologo di fiducia che vi visiterà per accertare che non vi siano postumi di lacerazione da parto. Se avete perdite vaginali anomale significa che è possibile che abbiate una vaginite. Se invece la penetrazione è difficile o dolorosa per una scarsa lubrificazione vaginale ed avete più di 45 anni sappiate che le modificazioni ormonali che avvengono in menopausa causano una riduzione del rivestimento vaginale e quindi una minore lubrificazione.Consultate il vostro ginecologo che vi prescriverà una terapia ormonale sostitutiva e/o una gelatina lubrificante. Inoltre vi consiglierà tecniche sessuali per favorire l'eccitamento e prevenire tali disturbi. Le donne che hanno avuto una soddisfacente attività sessuale continuano ad averla anche con l'avanzare dell'età... se avete un buon rapporto con il vostro partner non esiste nessuna causa fisica che riduca la capacità di godere a pieno di tutte le sensazioni fisiche ed emotive connesse con l'atto sessuale. Anzi molte donne trovano che l'attività sessuale migliori con una maggiore esperienza, con la capacità di apprezzare meglio il partner e con la sicurezza di non rischiare una gravidanza indesiderata. Se uno dei due partner e malato è ovvio che i rapporti sessuali saranno ridotti, quindi provate altre forme di contatto sessuale come carezze o rapporto orale. Se il rapporto sessuale provoca invece frustrazione consultate un consulente sessuale. Se avete un rapporto sessuale doloroso ma solo alcune volte e in determinate situazioni o se avete avuto mestruazioni insolite e dolorose sappiate che anche l'endometriosi può causare ciò. Tale patologia è caratterizzata dalla presenza al di fuori dell'utero (ovaie, tube di Falloppio), di endometrio (tessuto che normalmente rivestele pareti uterine), consultate un ginecologo che ispezionerà la vagina e potrà decidere di sottoporvi a laparoscopia. Se la diagnosi è confermata vi prescriverà una cura ormonale a lungo termine. Se il dolore durante il rapporto sessuale lo avvertite da poco tempo sappiate che una cisti ovarica (formazione a sacco contenente liquido) può causare dolore se sottoposta a pressione durante il rapporto sessuale. Cisti ovariche provocano anche gonfiore addominale. Il dolore è possibile che sia dovuto ad un'infiammazionedella cervice. Consultate il ginecologo di fiducia il quale dopo un'ispezione vaginale è probabile che vi richiederà un pap-test ed altri esami come ecografia ed una laparoscopica. Se la diagnosi è confermata è necessaria l'asportazione chirurgica. Se avete avuto di recente il vostro primo rapporto o avete cambiato da poco il partner sappiate che i dolori ed i bruciori ai genitali sono frequente dopo un rapporto insolito o molto coinvolgente!!! Non preoccupatevi, il disturbo scomparirà da solo; se il dolore è forte però è meglio astenersi da rapporti sessuali per qualche giorno. Importante è anche sapere che la pressione esercitata su di un ovaio o altro punto sensibile durante una penetrazione profonda può causare dolore, quindi se provate dolore sempre in determinate posizioni non preoccupatevi basta cercare posizioni nuove, consultate comunque il ginecologo che escluderà con la visita la presenza di cause organiche.Quali sono invece le cause psichiche?Molti più frequenti, nel vaginismo primario (lifelong), sono le cause psichiche, che associano la sessualità - e la penetrazione in particolare - a stimoli ed emozioni negativi:paura del dolore della prima volta; tabù e inibizioni educative ("una brava ragazza non lo fa fino al matrimonio"), cui spesso si associa una sopravvalutazione della verginità;pregresse violenze o molestie sessuali, nell'infanzia e/o nell'adolescenza. Spesso la sola idea del rapporto riattiva ricordi così dolorosi da bloccare ogni disponibilià all'intimità: si parla allora di inibizione sessuale generale. In altri casi, l'effetto del trauma si manifesta soprattutto al momento della penetrazione che richiama alla mente una violenza il cui potere di angosciare è rimasto intatto nel tempo. In tal caso è indicata una psicoterapia che aiuti a superare le conseguenze emotive e sessuali del trauma, per lasciare finalmente alle spalle i ricordi negativi e il dolore del passato;paura di gravidanze indesiderate e ambivalenza, ossia sentimenti contraddittori, verso la contraccezione più sicura, quella ormonale (la "pillola", per intenderci);paura della gravidanza e del parto;l'aver udito racconti drammatici relativi al primo rapporto, alla perdita di sangue, al dolore, al parto; disturbi del comportamento alimentare, specialmente l'anoressia. La difficoltà ad accettare la maturazione psicosessuale, tipica della ragazza che soffre di anoressia, si somatizza anche in diversi disturbi sessuali. Al punto che un terzo delle ragazze anoressiche soffre di vaginismo. Il bisogno ossessivo di controllo, che domina il rapporto con il cibo, si estende anche al controllo - fino al blocco - della sessualità. E non è un caso se la tensione psichica in molte ragazze si traduce in uno spasmo dei muscoli che chiudono la vagina;un eccessivo attaccamento alla famiglia di origine, per cui la ragazza resta "figlia di" piuttosto che diventare "moglie di";la paura dell'aggressività implicita nel gesto sessuale, paura spesso condivisa da entrambi i partner. Diceva Danielle Choucroun, che si è molto occupata di matrimoni e rapporti "bianchi": "Per un caso curioso, la signora che ha paura di essere penetrata sceglie (inconsciamente!) un uomo che ha paura di penetrare. E viceversa".Ricordiamo inoltre che anche un rapporto sessuale con ansia e/o mancanza d'eccitamento può provocare tensioni durante il rapporto sessuale impedendo una normale lubrificazione vaginale ed il normale rilassamento dei muscoli e tessuti circostanti. Cosa fare? Parlatene prima con il vostro partner e già ciò potrebbe risolvere il problema, usate una gelatina lubrificante durante il rapporto, poi vi suggerisco una tecnica per ridurre l'ansia ed aumentare la capacità di reazione agli stimoli sessuali che può essere d'aiuto per superare inibizioni e tensioni che compromettono il rapporto sessuale: in accordo con il partner astenetevi tre settimane da rapporti sessuali. Dopo di che, per alcuni giorni, senza che vi sia la possibilità di essere disturbati da qualcuno, create un'atmosfera adatta ad entrambi che vi faccia sentire rilassati (come ad esempio sentire musica), non abbiate ancora rapporti sessuali!!! A questo punto massaggiate ed accarezzate, ciascuno dei due, il corpo dell'altro per 20 min., meglio se entrambi nudi e se preferite usando l'olio, ma facendo attenzione a non toccare genitali e seno!!!! Ciascun partner dovrà concentrarsi sul piacere che prova alle carezze ed al contatto con l'altro corpo. Quando inizierete a godere delle sensazioni che vi provoca l'essere massaggiati, la sera successiva iniziate a toccare anche i genitali ed il seno. [...]

SESSO E GRAVIDANZA

FARE SESSO DURANTE LA GRAVIDANZA. POSSIBILE? Un calo del desiderio sessuale si verifica soprattutto durante il primo trimestre di gravidanza. Spesso si sta male, si ha la nausea, poca voglia anche di mangiare, figuriamoci se si pensa al sesso. Il secondo trimestre è invece il periodo più tranquillo e appagante anche dal punto di vista dell'affiatamento sessuale. Generalmente i disturbi funzionali sono cessati. Da parte della donna aumenta il bisogno di coccole e tenerezze, aumenta il desiderio di sentirsi al centro dell'universo e quindi di essere desiderate dal partner più intensamente. In questo periodo aumenta anche la vasocongestione e i genitali sono più sensibili: il desiderio sessuale può addirittura diventare più forte e gli orgasmi più intensi e frequenti. Il terzo trimestre è più controverso: l'ostacolo fisico del pancione può ridurre la voglia di fare sesso e questo sarebbe giustificato anche da alcune modificazioni ormonali, mentre la situazione generale sembra predisporre di più al sesso. Infatti se da un lato il desiderio cala per gli alti tassi di progesterone, ormoni che riducono il desiderio, dall'altro gli ormoni facilitano la lubrificazione e la risposta orgasmica. In più, il muscolo uterino aumentato di massa permette di percepire meglio le contrazioni uterine sia durante sia dopo l'orgasmo. Il sesso in gravidanza diventa pericoloso soltanto in quelle situazioni in cui la gestazione è complicata da qualche patologia. Vediamo quando è necessario astenersi da un rapporto completo: - se c'è minaccia d'aborto o di parto prematuro - se il collo dell'utero si dilata molto tempo prima della data prevista per il parto - se è stata diagnosticata attraverso l'ecografia una placenta "previa", cioè posta nella zona inferiore della cavità uterina. - se si è affette da ipercontrattilità uterina e, allo stesso tempo, si stanno assumendo farmaci che causano il rilassamento della parete uterina. - se si verifica anzitempo la rottura del sacco amniotico e, di conseguenza, si comincia una cura farmacologia per favorire la sviluppo completo dei polmoni del piccolo. Escluse queste eventualità, godiamoci il sesso e la bellezza di una donna che sta diventando madre. Consiglio una posizione, ideale per gli ultimi mesi di gravidanza: i due amanti stanno sul fianco, faccia a faccia. Lei solleva la gamba posandola sopra la coscia di lui in modo da facilitare la penetrazione. Una variante: lui sta alle spalle di lei e può accarezzarle il clitoride o il seno. [...]

CALO DEL DESIDERIO: EVITIATELO INSIEME

CALO DEL DESIDERIO: COSA FARE PER EVITARLOÈ facile lasciare la briglia sciolta al puledro del desiderio sessuale da giovani. Quando si è adolescenti e la pubertà è da poco terminata il problema non è certo quello di un ridotto desiderio sessuale; semmai il contrario. Ma quando condividiamo lo stesso letto con la stessa persona da tanti tanti anni, come fare a continuare a desiderarla? Anche se spesso invochiamo il sentimento amoroso come la colla che ci tiene insieme, il sesso ha tra i suoi motori principali proprio la varietà, qualcosa di lontano, lontanissimo dal nostro bisogno di una scelta sentimentale che duri un’intera vita.Una delle tecniche che i sessuologi suggeriscono per mantenere alto il desiderio consiste nel dare libero sfogo alle fantasie erotiche. Ne abbiamo tutti un po’ paura: crediamo che quei pensieri strani, così inconfessabili, particolari, che talvolta ci vengono mentre ci eccitiamo siano il nostro lato oscuro, siano il segno di una nostra perversione nascosta. Li scambiamo proprio per perversioni latenti. Pronte a esplodere se appena si lascia spazio e si abbassa la guardia. Così, anziché “usare” le fantasie per continuare a far bene l’amore le reprimiamo, le nascondiamo e ci vergogniamo anche con noi stessi.Uomini che sognano di essere a letto con 2 o più donne, donne che vagheggiano amori saffici, coiti violenti: non c’è limite alle umane fantasie. Non è realtà. Pochi, pochissimi sono i veri perversi che tentano di mettere in pratica queste fantasie. Si distinguono dalla grande maggioranza proprio perché non sono in grado di fare l’amore in altro modo, se non con l’ausilio di borchie e frustini, in presenza di estranei, in un parco pubblico. Chiamiamo infatti perversioni sessuali solo l’essere obbligati a certi comportamenti per trovare un poco di soddisfazione sessuale. Un poco, solo un poco, perché il perverso, nonostante l’impegno, ha sempre grandi difficoltà ad avere appagamento. Nulla di più lontano dalle fantasie, che vivono in un mondo a parte, separato e lontano da quello reale. Ecco perché non ha senso temerle. Ecco perché sono utili per continuare ad amare.Quando, nonostante l’amore, il desiderio si affievolisce e la vita sessuale si ripete uguale a se stessa per poi cessare del tutto, ci sono altre cose da fare. Vengono consigliate due cose apparentemente in contraddizione: imparare a dire di sì e imparare a dire di no. Imparare a dire di sì significa che quanto più si fa l’amore tanto più si desidera farlo, grazie alla secrezione di testosterone che accompagna l’atto sessuale in entrambi i sessi. Chi si ferma è perduto!, verrebbe da dire. Ed è proprio così. Ma occorre anche imparare a dire di no. Che significa imparare a non dare troppo peso a un rifiuto. Può succedere che non si abbia voglia di fare l’amore, e non necessariamente questo deve rappresentare il fallimento di un progetto di coppia. Insomma, ciascuno deve trovare la sua strada per escludere dalla camera da letto lo stress e i pensieri che distraggono, per reinventare ogni volta il sesso, quasi che fosse la prima volta.Uno dei fattori che minano il desiderio sessuale è lo stress. Animali ed esseri umani dispongono di meccanismi per rinunciare agli “optional” (come il sesso) quando c’è una eccessiva pressione da parte dell’ambiente. Il significato di questi meccanismi è che non ci si deve riprodurre in condizioni di pericolo. Quando è sotto stress, sia fisico che emotivo, il cervello produce le ben note endorfine, gli oppioidi naturali che se da una parte ci aiutano a sopportare meglio una situazione negativa (sono sostanze analgesiche capaci di dare benessere) sono anche potenti ormoni antisessuali. Per questo l’ultima cosa che ci viene in mente è di fare l’amore quando siamo sotto pressione, quando siamo preoccupati o abbiamo seri problemi. È naturale e non serve forzare la mano. Occorre aspettare di poter dominare lo stress.Anche droghe, alcool e farmaci abbassano il desiderio sessuale, soprattutto quando se ne abusa. Per non parlare delle malattie in generale che mettono in atto tutti quei meccanismi di risparmio sulle funzioni non essenziali (ancora una volta: il sesso) di cui abbiamo appena detto, e di quelle endocrine che con i loro ormoni in eccesso o in difetto interferiscono specificamente coi meccanismi del desiderio. Sono tutte condizioni che un bravo sessuologo medico deve escludere quando ha a che fare con il calo del desiderio.Molti pensano di poter sopperire alla mancanza di desiderio con i cosiddetti afrodisiaci. La scienza moderna ha sempre affermato che cibi o sostanze più o meno naturali capaci di suscitare il desiderio sessuale assopito non esistono. E probabilmente è così. Tuttavia, è la stessa scienza che ci informa che desiderio sessuale, gusto e olfatto sono funzioni collocate nel nostro cervello nelle stesse aree. La vista, l’odore o il semplice ricordo di un cibo è in grado di evocare un’infinità di sensazioni. Queste funzioni sono infatti collocate nel rinencefalo, nella parte tra le più antiche del nostro cervello. Dove sono posti i centri regolatori dell’olfatto, dell’alimentazione e, naturalmente, del sesso.Sono considerati afrodisiaci i cibi che evocano nella forma gli organi genitali (ostriche, asparagi), o piccanti (peperoncino) perché danno la sensazione di calore, o costosi (tartufo) perché indicano attenzione e passione, che però contiene effettivamente nel suo profumo ormoni volatili simili al testosterone. Ma l’unico vero afrodisiaco è la polenta, ma a condizione che sia solo quella a essere mangiata: è l’unico cibo che non contiene un aminoacido che serve per costruire l’ormone che inibisce il desiderio sessuale, la serotonina. I ratti da laboratorio alimentati solo con farina di granturco hanno sviluppato un comportamento sessuale così dirompente che arrivati a un certo punto non distinguevano più il sesso del partner con cui tentavano l’accoppiamento. Ma per gli esseri umani passere mesi mangiando solo polenta non è facile. Meglio allora ricordare un vecchissima storiella che risale alla tradizione medioevale: "Ti mostrerò un filtro amoroso che non contiene medicamenti, né erbe, né incantesimi di una strega. Ed è questo: se vuoi essere amato, allora devi prima amare."Il desiderio sessuale- il 5% dei matrimoni non è consumato per mancanza di desiderio - nel primo anno di matrimonio la media annua di rapporti sessuali è 200 - nel quinto anno 50 (un quarto) - nel decimo anno 20 (un decimo)La mancanza del desiderioLe 5 cause della mancanza del desiderio sono:- consuetudine, abitudine e stress - traumi sessuali, impotenza, eiaculazione precoce, frigidità e anorgasmia - farmaci, droghe e alcol - malattie ormonali - malattie sistemiche e psichiatricheLe terapie del desiderioLe 5 terapie del desiderio ipoattivo- Identificare ed eliminare le cause organiche e psichiatriche - Dire di no - Dire di si - Liberare le fantasie - Ormoni androgeniNon c'è desiderio?I 10 sintomi della mancanza del desiderio- abusare del telefono nelle ore più adatte a fare sesso- abusare della televisione nelle ore più adatte a fare sesso -iniziare una discussione nelle ore più adatte per fare sesso - accusare vari malesseri soggettivi - coricarsi prima o dopo il coniuge - lasciare la porta della camera aperta - lasciare che i bambini vengano nel lettone - trascurare aspetto e igiene - stordirsi di alcool e sedativi - avere rapporti sbrigativi e monotoni [...]

PILLOLA ANTICONCEZIONALE: COS'E' e COME SI USA

Con questo termine viene comunemente indicato un farmaco messo in commercio la prima volta negli anni ’60 dal Dott. Pinkus costituito da due ormoni in grado di bloccare l’ovulazione nel corpo femminile attraverso il metodo del “falso messaggio”. pillola anticoncezionale. I complessi meccanismi ormonali che scatenano l’ovulazione sono, nella donna in età fertile, attivati dalla periodica assenza di ormoni quale si verifica durante il normale ciclo all’inizio della mestruazione. La somministrazione per 21, 22, o più modernamente 24 giorni di un preparato ormonale da l’impressione all’organismo femminile di essere già in attività e quindi inibisce i comandi centrali. Negli anni la quantità di ormoni presenti nella pillola anticoncezionale è stata costantemente ridotta pur mantenendo una sicurezza elevatissima, tanto che il rischio di rimanere incinta assumendo correttamente la pillola è solo teorico. Attualmente l’assunzione della pillola anticoncezionale viene iniziata al primo giorno della mestruazione mentre un tempo si cominciava dal quinto giorno. Il cambiamento è legato all’intuizione che cominciando l’assunzione in anticipo si inibisce direttamente la prima ovulazione e in questo modo la sicurezza è garantita da subito. La pillola anticoncezionale va assunta tutti i giorni alla stessa ora e, anche se vi è una certa tolleranza oraria, quanto meno la fascia deve essere rispettata; esempio: se è l’ora di pranzo, il giorno dopo non può essere all’ora di cena né il terzo giorno all’ora di colazione. Qualora nel corso di una assunzione regolare ci si accorga di aver dimenticato una pillola, se non sono trascorse più di dodici ore dall’ora della mancata assunzione, è possibile assumere la pillola anticoncezionale dimenticata e l’effetto contraccettivo è garantito. Se le dodici ore sono trascorse, nei dieci o quindici giorni successivi sarà necessario usare un’altra precauzione; non vale la pena di assumere la pillola dimenticata e inoltre si potranno vedere delle perdite di sangue nei giorni successivi legate alla diminuzione della quantità di ormoni assunti ma prive di qualunque problema. Se si assumono degli altri farmaci insieme alla pillola anticoncezionale è necessario ricordare che alcuni fra essi, con vari meccanismi, possono interferire con la sicurezza contraccettiva. Qualunque somministrazione sporadica non è pericolosa; es. una compressa per il mal di testa, un ansiolitico, ma se assumete un farmaco di qualunque tipo in maniera regolare per più di qualche giorno prescrittovi da un medico o di automedicazione, accertatevi che la sicurezza contraccettiva non venga compromessa e se non avete notizie precise usate un’altra precauzione fino a 10 giorni dopo la sospensione. Un altro modo di perdere l’efficacia della pillola è avere problemi con l’assorbimento. Se prendete la pillola, andate a cena fuori, mangiate del cibo guasto e quando tornate a casa vomitate, dal vostro stomaco è stato espulso non solo il cibo guasto ma anche la pillola anticoncezionale. Per essere assorbita completamente dallo stomaco la pillola anticoncezionale necessita di 5 ore: se vomitate prima di tale intervallo sarà necessario prendere una nuova pillola entro 12 ore. Lo stesso discorso può essere fatto con la diarrea, ma se il vomito è pericoloso soprattutto nelle prime ore che seguono l’assunzione, la diarrea continua a essere pericolosa fino a 8/10 ore dall’assunzione soprattutto se gli episodi sono molti. In generale non sempre è facile quantificare il rischio ma nel dubbio è buona norma assumere comunque una pillola in più. Sull’usanza di eseguire analisi del sangue prima di cominciare la somministrazione non tutti sono d’accordo, ma comunque durante l’assunzione sono necessari dei controlli periodici. E’ possibile assumere la pillola anticoncezionale anche da parte delle donne sopra i 35 anni purché non fumatrici, ma è ovviamente consigliabile, per ovvi motivi di salute, la sospensione o almeno la riduzione del fumo a tutte le età. Le donne che hanno una storia familiare di incidenti vascolari precoci, di gestosi in gravidanza, di ipertensione, di malattie autoimmuni devono prestare una maggiore attenzione ai controlli da eseguire durante l’assunzione della pillola anticoncezionale. Per alcune predisposizioni familiari alle trombosi è sconsigliata l’assunzione. E’ necessario durante l’assunzione, soprattutto per le donne “più grandi”, il regolare controllo della pressione. Impongono la sospensione immediata della pillola anticoncezionale una cefalea persistente e dolori acuti alle gambe. Tutti gli altri sintomi, come perdite di sangue irregolari, dolori o gonfiori al seno, sensazione di gonfiore generalizzato o nausea, tendono a diminuire con il progredire dell’assunzione e non costituiscono una indicazione alla sospensione della pillola anticoncezionale. Per lungo tempo si è pensato che la somministrazione della pillola non potesse essere continua, ma necessitasse di pause durante le quali l’organismo si “riposava”. In realtà nei paesi del Nord Europa, come l’Olanda o la Svezia non si è mai osservata la pratica della “sospensione periodica “ della pillola e non esiste nessuna prova scientifica che le donne che la praticano abbiano dei vantaggi in termine di salute rispetto a quelle che non sospendono mai. L’unica conseguenza certa della sospensione periodica della pillola è stato un gran numero di gravidanze indesiderate. Sono in commercio forme di somministrazione alternative come il cerotto transdermico. Il principio è sempre lo stesso e probabilmente i vantaggi sembrano più che altro legati alla comodità di assunzione. Consente invece di ridurre drasticamente la quantità di ormoni assunti l’anello vaginale. ALCUNE DOMANDE E RISPOSTE FREQUENTI 1. Come funziona la pillola anticoncezionale? La pillola anticoncezionale contiene una combinazione di ormoni sintetici che bloccano l'ovulazione. Niente ovulazione = niente fecondazione = niente bambini ^__^ 2. e' davvero efficace? Se usata correttamente, la pillola e' in assoluto il metodo contraccettivo reversibile piu' efficace (99%). 3. la pillola serve anche contro l'AIDS? No, la pillola non protegge da nessuna malattia sessualmente trasmissibile. 4. per iniziare a prendere la pillola, come devo fare? Devi recarti da un ginecologo (consultabile anche presso consultori pubblici e privati), il quale ti prescrivera' il tipo di pillola che ritiene piu' adatto. 5. sono necessari esami medici per prendere la pillola? Di solito il medico fara' un'anamnesi accurata. Raccogliera' cioe' tutti i dati di carattere medico della paziente: storia medica familiare e personale, ponendo attenzione ad eventuali malattie in atto, all'uso di farmaci, fumo, etc. In seguito procedera' con una visita medica generale e una visita ginecologica. In mancanza di problemi o situazioni particolari, si prescriveranno esami del sangue per controllare glicemia, colesterolo HDL e LDL, trigliceridi, antitrombina e protrombina, transaminasi, lattico-deidrogenasi, gamma GT, bilirubina, emocromo, e uno striscio vaginale. I controlli successivi sono semestrali o annuali (a seconda dell'eta') e servono per verificare eventuali disturbi provocati dall'assunzione della pillola (spotting, cefalea, depressione, etc.). Si rifanno quindi tutti gli altri esami fatti prima dell'inizio dell'utilizzazione della pillola. 6. ci sono controindicazioni all'uso della pillola? Si', alcune condizioni fisiche ne sconsigliano l'utilizzo: - gravidanza sospetta, gravidanza accertata e allattamento; - disturbi cardiovascolari o cerebrovascolari; (in particolare: In particolare: anemia depranocitica (trombo-embolica), tromboflebite in atto o pregressa, arteriopatie e flebopatie infiammatorie o degenerative, malattie cerebro-vascolari o coronariche, cardiopatie vascolari). - ipertensione grave e nefropatie ipertensive; - disturbi epatici (=del fegato) gravi; - tumori (neoplasie) maligni; - colesterolo troppo alto; - livello dei trigliceridi troppo elevato (specie in caso di obesita' in eta' superiore ai 35-40 anni). - inoltre: metrorragie di natura non accertata, psicosi o nevrosi in atto o pregresse, porfiria (o iperbilirubinemia congenita), otosclerosi, glaucoma, diabete (anche potenziale), epilessia, polineuriti, lupus eritematoso. Ci sono poi alcune condizioni che vanno tenute sotto controllo; ad esempio: - le donne fumatrici hanno piu' probabilita' di contrarre malattie cardiovascolari; - chi soffre di emicranie deve controllare se queste aumentano di frequenza e/o intensita'; - varie ed eventuali (leggere il foglietto illustativo allegato ad ogni confezione di pillole!!!). 7. posso iniziare a prendere la pillola in qualsiasi momento? Si' e no. Se assunta il primo giorno delle mestruazioni, protegge subito da gravidenze indesiderate; se assunta in qualsiasi altro perde quest'immediata efficacia, e quindi occorrera' utilizzare un metodo contraccettivo aggiuntivo (preservativo) per tutta la durata del primo ciclo di assunzione. Va presa una pillola al giorno, piu' o meno alla stessa ora (meglio comunque di sera) per 21 gorni. 8. quando ho finito la prima confezione cosa devo fare? Aspettare 7 giorni e poi iniziare la confezione successiva l'ottavo giorno. Durante quei 7 giorni dovrebbero comparire le "mestruazioni". NB: "mestruazioni" tra virgolette poiche' in realta' non di mestruazioni vere e proprie si tratta, bensi' un'"emorragia da sospensione" spesso (ma non necessariamente) meno abbondante di quella del ciclo naturale. 9. dopo quanti giorni dalla sospensione settimanale della pillola mi verranno le "mestruazioni"? Circa dopo 2-3 giorni, ma i tempi variano da donna a donna, possono essere anche 4 o 5. 10. i 7 giorni di sospensione sono finiti ma ho ancora le "mestruazioni". Devo aspettare che finiscano per cominciare il nuovo ciclo di pillole? No! Devi sempre rispettare i tempi previsti. Prendi la pillola l'ottavo giorno, anche se le "mestruazioni" non sono ancora terminate. 11. i 7 giorni di sospensione sono passati ma le "mestruazioni" non sono ancora comparse. Che devo fare? Beh, se sei sicura di aver assunto la pillola correttamente (insomma, non l'hai mai dimenticata, non hai preso altri medicinali, non hai avuto vomito o diarrea ecc. vedi domanda 12-13), e' molto improbabile che tu sia incinta. Tuttavia, per precauzione, un test di gravidanza e' meglio farlo prima di proseguire con l'assunzione delle pillole. In ogni caso, meglio comunicare al proprio ginecologo la situazione. 12. Ho dimenticato una pillola! che devo fare? Se non sono ancora passate 12 ore dall'ora in cui avresti dovuto assumerla, prendila comunque. Se invece e' passato piu' tempo, passa direttamente a quella successiva, ma ricordati di prendere precauzioni aggiuntive finche' non termini quel ciclo. 13. ci sono casi in cui la pillola perde la sua efficacia? Si': - se ne dimentichi una o piu' - se assumi determinati medicinali (specialmente gli antibiotici), per cui e' sempre meglio chiedere al medico. - se hai vomito o diarrea entro 4 ore dall'assunzione della pillola. NB. se non assumi medicinali tradizionali ma ti piace la "medicina alternativa", fai comunque attenzione perche' ci sono sostanze che possono interagire con la pillola e ridurne l'efficacia. E' il caso dell'iperico, e, pare, del carbone vegetale. 14. Quando ho iniziato a prendere la pillola le mestruazioni sono durate piu' del solito: e' normale? Si'. 15. da quando prendo la pillola ho delle perdite di sangue anche in giorni lontani da quelli delle "mestruazioni". E' normale? Le perdite ematiche lontane dalle "mestruazioni" (spotting) avvengono spesso durante il primo mese di assunzione, e sono abbastanza normali. Se il fenomeno pero' continua anche nei mesi successivi forse stai prendendo una pillola non adatta a te. Chiedi al ginecologo di cambiarla. 16. e' vero che la pillola fa ingrassare? Dipende da donna a donna e anche da pillola a pillola. Le pillole di ultima generazione hanno dosaggi molto bassi che non causano l'aumento di peso. Tuttavia, in generale, le pillole favoriscono il ristagno dei liquidi, e dunque un aumento di peso intorno a uno o due chili e' molto frequente. Il consiglio e' di bere molto e fare movimento (non l'avreste mai detto, eh? :P). 17. E' vero che la pillola puo' dare fastidio a chi utilizza le lenti a contatto? Puo' succedere. Dal momento che la pillola fa trattenere i liquidi, anche l'occhio sara' meno umidificato, e di conseguenza le lenti a contatto potrebbero dare qualche fastidio. 18. E' vero che la pillola riduce il desiderio sessuale? Ad alcune donne succede, ma spesso e' un fattore psicologico. In ogni caso, si puo' provare a cambiare il tipo pillola, parlando al proprio ginecologo del problema. 19. E' vero che se prendo la pillola non posso stare al sole? In alcune donne, l'assunzione della pillola provoca la formazione di macchie sulla pelle se si espongono a bagni di sole. Queste macchie in genere se ne vanno da sole dopo un po' di tempo. 20. devo andare in vacanza per una settimana, e proprio in quella settimana mi verranno le "mestruazioni". Se vuoi puoi evitarle continuando a prendere la pillola senza interrompere nei 7 giorni previsti. In questo modo per quel mese salterai le "mestruazioni". [...]

IL PIACERE FEMMINILE TRA MITI E STEREOTIPI

Liberiamoci da chi ci vuole mettere le mani nelle mutande.Ancora oggi sono presenti tantissimi stereotipi sulla sessualità femminile. Il vero problema è che questi non sono nemmeno voluti dalle donne.Questi steroetipi promuovono una vera e propria “mutilazione sessuale” delle donne. Ci portano a sentirci inadeguate, anomale, sbagliate promuovendo un modello che limita i diritti femminili nella sessualità limitando il piacere sessuali e le pulsioni in modo estremo. Essi sopravvivono purtroppo nei contesti dove l’informazione sessuale è assente. Chi è disinformato si affida ai luoghi comuni e questo può essere pericoloso, in quanto può generare seri problemi alla vita sessuale.Le donne, sopratutto in Italia (forse anche a causa di eccessivi luoghi comuni), hanno poca confidenza con il proprio corpo e con il proprio sesso e hanno molta paura di approciarsi ad esso. Altre pur avendo più confidenza tendono a vergognarsi quando si trovano davanti argomenti che riguardano la propria sessualità. Ricordatevi che nessuno deve imporvi regole sul vostro comportamento sessuale. Il sesso è bello proprio perchè non ha regole.Vediamo (e sfatiamo) alcuni stereotipi sessisti che rendono la sessualità delle donne poco appagante, ansiosa e piena di sensi di colpa: Una donna “seria” non deve perdere la testa durante il sesso. Questo luogo comune purtroppo allude ad una sessualità femminile ad esclusivo piacere maschile.Sfatiamolo. Il piacere femminile è importante quanto quello maschile così anche la salute sessuale. Lasciarsi andare non è una colpa, ma un diritto della donna.La serietà di una donna non la si dovrebbe misurare dal numero di orgasmi o dal suo comportamento sessuale. Una donna non deve prendere iniziativa sessuale.Sfatiamolo. Non sta scritto da nessuna parte che una donna debba comportarsi sempre da preda. Se una donna ama prendere iniziativa che male c’è? imporre questi luoghi comuni renderebbe poco felice la vita sessuale di una donna “attiva”.  Le donne che hanno avuto molti partner sono delle ”poco di buono”. Anche questo è falso. Perchè giudicare una donna dal numero di partner che ha avuto in passato? Le donne serie fanno sesso soltanto se innamorate. Falso anche questo. il sesso è anche piacere. Etichettare come “poco serie” chi fa sesso per puro piacere sessuale è un grave limite morale. Il sesso delle donne sarebbe quindi una moneta in cambio d’amore?  Se una donna guarda i film porno è “poco seria” (a meno che non li stia guardando assieme al partner). Sbagliato. Anche questo stereotipo vuole dire che la sessualità dovrebbe soddisfare solo l’uomo e la pornografia serve solo per stuzzicare la donna “a dagliela” datto apaple papale.  Le donne normali hanno un orgasmo ogni volta che hanno un rapporto sessuale. Questo luogo comune crea non pochi complessi in quelle donne che non possono raggiungerlo. Una donna su tre non raggiunge l’orgasmo. Spesso dipende dal partner o dalla donna stessa (poca conoscenza del proprio corpo o tabù).  Le donne si eccitano sempre ad ogni provocazione maschile.  Questa è la teoria degli stupri. Questo stereotipo è molto presente nella pornografia, dove le donne sono sempre disponibili.  La donna deve venire contemporaneamente all’uomo ed esclusivamente durante il coito. Falso. I tempi dell’orgasmo sono diversi tra uomo e donna e il piacere femminile può anche avvenire fuori dal coito. Questo luogo comune condanna la masturbazione e l’omosessualità femminile. L’uomo raggiunge l’orgasmo prima della donna e con più facilità. Non è vero, non dipende dal genere di appartenenza ma dal partner.  Le donne che non raggiungono l’orgasmo con la penetrazione  sono frigide. L’anorgasmia è spesso indice di poca conoscenza del proprio corpo, di un partner che non conosce le preferenze della partner e di tabù psicologici. L’orgasmo clitorideo è tipico delle donne immature. Vi siete fumati Freud?  Le donne che hanno orgasmi multipli sono ninfomani.Falsissimo. La donna che ha orgasmi multipli è una che ha acquisito maggior padronanza della propria sessualità. Altro stereotipo che demonizza il piacere femminile. L’alcool aumenta il desiderio delle donne. Semmai abbassa l’inibizione. Ricordatevi che chi fa bere una donna con il fine di portarsela a letto più facilmente è stupro! Le donne in menopausa non hanno più desiderio sessuale.Sbagliato. Ci sono donne che con la menopausa aumenta il desiderio. Se una donna si masturba perde interesse verso il rapporto sessuale completo. Ma chi ha detto che la sessualità femminile debba ruotare sempre attorno al fallo? La masturbazione è utile, perchè esplorando il proprio intimo si impara a conoscere il proprio corpo. Una donna non dovrebbe mai farsi vedere troppo esperta dal suo partner. Se lo è dove fare finta che sia lui a guidare il gioco e a indsegnarle tutto. Che noia! Siamo o non siamo noi padrone del nostro corpo? Allora chi più di noi dovrebbe conoscere il nostro corpo? La contraccezione è responsabilità esclusivamente femminile. Sbagliatissimo! Ma il sesso non si fa in due? Dagli steretopi sull’orgasmo sembra che deve fare sesso solo l’uomo e in alcuni solo la donna….decidetevi..il sesso si fa in due!! Gli uomini tradiscono  per sesso, le donne per amore.Falsissimo stereotipi nati per deresponsabilizzare il tradimento maschile. Le donne hanno meno desiderio sessuale rispetto agli uomini.Altro stereotipo che permette di dare della malata a chi ama il sesso. E’ strano che sussistano tanti stereotipi che poi si contraddicono. Da una parte non dobbiamo apparire “frigide”, dall’altra non dobbiamo apparire troppo desiderose. Il piacere di una donna dipende dalle dimensioni del pene del partner. Altra teoria fallocentrica. perchè a noi per provare piacere ci basta un dito di pochi centrimetri. Infatti lka magigor parte delle donne prova più piacere perl’autoerotismo che per il coito. Tutte le donne simulano gli orgasmi. Spesso purtroppo alcune donne per non ferire il partner tendono a simularlo. Non lo fate mai, perchè vi rende insoddisfatte. Semmai dite al partner che non siete soddisfatte. I tabù sulla sessualità femminile spesso fanno sì che le donne abbiano paura ad esporre la loro insoddisfazione sessuale. Alcuni uomini per giustificare la loro inadeguatezza hanno tirato fuori questo steroetipo. Una donna non può mai rimanere incinta durante il ciclo.Non credete a questo stereotipo. La rottura dell’imene avviene con la fuoriuscita del sangue.  Non è vero. Ci sono donne che hanno l’imene elastico che non comporta fuori uscita di sangue e non si rompe facilmente, ci sono altre che pur non avendo mai rapporti non possiedono l’imene. [...]

ARRIVA IL VIAGRA FEMMINILE

Come funziona il Viagra femminile?Approvata definitivamente negli Usa la flibanserina, il farmaco per la libido femminile già soprannominato “Viagra rosa”. Ecco il suo (misterioso) funzionamento.La Food and Drug Administration americana ha approvato ufficialmente il primo farmaco che tratta i problemi di libido delle donne. Già ribattezzato Viagra femminile, o Viagra rosa, laflibanserina riguarda disordini che si stima colpiscano una donna su dieci, quelli da “desiderio sessuale ipoattivo”, una mancanza di desiderio in un periodo più o meno lungo che può provocare stress, problemi interpersonali e in alcuni casi depressione. Lanota ufficiale della Fda parla di uso per le donne in pre-menopausa. Un percorso, quello di approvazione dell’Addyi, prodotto realizzato dalla Sprout Pharmaceutical nei primi anni del Duemila, piuttosto accidentato, dato che si conclude solo oggi (ultimo giorno burocraticamente utile), dopo essere stato interrotto due volte a causa di pareri negativi di un comitato consultivo. Di recente, poi, c’è stato il voto a favore di 18 membri del comitato contro 6.Anche se è soprannominato Viagra femminile, sono diverse le differenze rispetto al più famoso farmaco per trattare i problemi erettili maschili.Innanzitutto, la pillola di flibanserina andrebbe assunta ogni sera e non prima dell’atto sessuale (come il Viagra), preferibilmente poco prima di andare a dormire. Un’indicazione, questa, che mira a ridurre gli eventuali problemi di pressione bassa e sonnolenza/sedazione che può causare.Inoltre, il Viagra è un farmaco usato per trattare la disfunzione erettile che segue un meccanismo semplice per un problema fisico semplice: invia più sangue al pene per tenerlo eretto e presuppone che sia presente il desiderio sessuale. “Un accurato equivalente femminile del Viagra avrebbe dovuto, al limite, agire direttamente sul clitoride” ha commentato Andrew Thomson, psicologo dell’Università della Virginia. La flibanserina, invece, non lavora sui genitali, ma sui recettori del cervello e mira proprio ad aumentare il desiderio sessuale.La pillola è stata infatti originariamente usata per trattare la depressione e, inizialmente, gli scienziati temevano che avrebbe diminuito, e non promosso, il desiderio sessuale. La sostanza è infatti un agonista 5HT1A e 5HT2A, e condivide meccanismi comuni con l’antidepressivo buspirone. Come agonista 5HT1A promuove il rilascio di dopamina, legata ai meccanismi di piacere e appagamento. Inoltre, la flibanserina promuove anche il rilascio di noradrenalina, che entra in gioco quando si presenta uno stimolo esterno. Al di là di questi dati tecnici, comunque, nessuno è veramente certo di come il farmaco riesca a sollecitare il desiderio sessuale femminile, qualcosa di più sfumato e complicato di un’erezione, essendo il risultato di una danza tra piùneurotrasmettitori.Non mancano, naturalmente, gli effetti collaterali, che hanno alimentato il dibattito sulla flibanserina nei mesi scorsi. Il farmaco può causare ipotensione e perdita di coscienza, rischio che aumenta sensibilmente quando c’è interazione con alcool, la cui assunzione durante il trattamento è perciò controindicata.È interessante notare, infine, come si conclude il comunicato della Fda: “L’Addyi (flibanserina) è un agonista recettore 1A della serotonina e antagonista recettore 2A, ma il meccanismo per cui il farmaco migliora il desiderio sessuale e i relativi disturbi è sconosciuto”. Segno che, forse, il desiderio sessuale femminile è destinato a restare un mistero. [...]

DIFFERENZE TRA DESIDERIO MASCHILE E DESIDERIO FEMMINILE

Il desiderio, è il motore della sessualità. Senza questo una relazione.Il desiderio, è il motore della sessualità. Senza questo una relazione rischia di trasformarsi rapidamente in un'amicizia. Diversi i fattori, fisici e psicologici, che scatenano il desiderio sessuale: stile di vita, educazione, ormoni, fantasie, sentimenti.Desiderio sessuale: l’influenza degli ormoniL’ormone che regola il desiderio, è il testosterone, sia per l’uomo che per la donna. Il testosterone è prodotto dai testicoli nell’uomo, e dalle ovaie nelle donne, e in minima parte, dalla corteccia surrenale di entrambi. Le donne hanno in genere un tasso più basso di testosterone rispetto a quello degli uomini; questo implica un minor appetito sessuale? Non per forza; il corpo femminile è molto più sensibile al testosterone del corpo maschile, e quindi la differenza viene compensata.Gli sbalzi ormonali, durante il ciclo mestruale, influenzano in modo rilevante l’intensità del desiderio femminile. Nei giorni che precedono l’ovulazione, il nostro corpo registra un picco di estrogeni e la nostra libido è al massimo (tranne per coloro che assumono contraccettivi ormonali). In compenso, dopo un parto, l’organismo produce della prolattina, un ormone anti-desiderio.I fattori psicologiciEducazione, cultura, tabù sociali e religiosi, eredità dei secoli passati, esercitano ancora una pressione morale importante sulle donne, che esprimono meno liberamente il loro desiderio sessuale rispetto agli uomini.Il desiderio maschile corrisponde a una pulsione, che proviene dall’interno, mentre quello della donna viene più che altro provocato, spesso dalla voglia e l’eccitazione dell’altro, da un contesto favorevole, rilassato ma anche un po' più pericoloso.Età e desiderio sessualeNell’uomo, il desiderio sessuale si fa strada durante la pubertà, sin dalle prime esperienze di masturbazione.Fino ai 50 anni è molto sviluppato, dopodichè comincia a scemare, complice l'andropausa, una diminuzione del testosterone che provoca un calo della libido.Nella donna il desiderio nasce un po' più tardi, ma aumenta con il tempo e l’esperienza. La maturità sessuale è intorno ai 35 anni. Quando la donna entra in menopausa, le ovaie generano meno testosterone e il tasso di estrogeni diminuisce. Nonostante i cambiamenti fisici, il desiderio non cala per forza, grazie ai condizionamenti psicologici. A questa età le donne hanno più tempo per pensare a se stesse e alla coppia, e si concedono più momenti dedicati alla sessualità. Per questo la menopausa è complice spesso di un momento di rinascita del desiderio.Il momento giusto per lui e per leiPerchè la maggiorparte degli uomini vuole fare sesso la mattina, proprio quando le donne hanno meno tempo? Il tasso di testosterone nell’uomo con le primi luci del giorno aumenta del 30%, ecco perché la libido aumenta notevolmente.Le donne, invece, per essere eccitare hanno bisogno di sentirsi rilassate, riposate e in linea di massima non avere pensieri. Il momento propizio è quindi la sera, una volta che i bambini sono andati a letto e i problemi dell'ufficio dimenticati.Anche dal punto di vista delle stagioni, il bioritmo incide notevolmente sul desiderio sessuale. Le donne constatano che il desiderio si manifesta con più vigore con l’arrivo della primavera, mentre per gli uomini, il risveglio avviene più tardi, verso l’inizio dell’estate.Come ci si mette d’accordo?Quando il partner non ha voglia, ci si sente respinti, poco amati e indesiderati. Per evitare questo tipo di situazione, bisogna sempre cercare di comunicare. Parlare di sesso non è certo facile, ma per far sì che una relazione funzioni è necessario esprimere i propri sentimenti e le proprie frustrazioni.Inoltre, come dice il proverbio, "l’appetito vien mangiando", quindi non esitate a forzarvi un po’ all’inizio, a forza di coccole e carezze il desiderio si risveglierà naturalmente. [...]

Problemi a letto? E’ tutta una questione di luce

PRESENTATO A VIENNA UNO STUDIO SENESE SULLA TERAPIA DELLA LUCE IN AIUTO AI PROBLEMI DI DESIDERIO SESSUALE.E pensare che per molti il momento ideale per fare l’amore è la notte, al buio. La scienza infatti dice il contrario, in quanto la terapia della luce aumenta il desiderio sessuale negli uomini. Questi i risultati di uno studio coordinato dal professor Andrea Fagiolini, direttore del Dipartimento Interaziendale Salute Mentale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, insieme ai professori dell’Università di Siena Roberto Ponchietti e Letizia Bossini, appena presentati a Vienna al congresso dell’European College of Neurpsycopharmacology.E’ stato dimostrato che l’esposizione alla luce intensa, con lampade specifiche a 10000 lux, per 30 minuti al giorno, aumenta i livelli di testosterone e porta ad una maggiore soddisfazione sessuale negli uomini con un basso desiderio.«Una riduzione del desiderio sessuale – spiega Fagiolini – colpisce un numero significativo di uomini dopo i 40 anni determinata, nel 25% dei casi, anche da particolari problemi legati all’età o ad altri fattori».I ricercatori sono partiti dalla constatazione che l’interesse sessualevaria a seconda delle stagioni e, quindi, i livelli di luce ambientale possano contribuire a modificare il desiderio sessuale.«Abbiamo trovato differenze significative tra coloro che hanno ricevuto il trattamento con luce attiva – aggiunge Fagiolini – ed i gruppi di controllo. Prima del trattamento, entrambi i gruppi avevano in media un punteggio di soddisfazione sessuale di circa 2 su 10, ma dopo il trattamento il gruppo esposto alla luce attiva ha riportato punteggi di soddisfazione sessuale di circa 6.3, con un aumento superiore al 300%. Al contrario, il gruppo di controllo ha mostrato solo un punteggio medio di circa 2,7 dopo il trattamento».Sono stati reclutati 38 uomini con riduzione del desiderio sessuale o della capacità di erezione, e sono stati divisi in due gruppi: un gruppo ha ricevuto un trattamento con la terapia della luce e un gruppo ha ricevuto un trattamento con una lampada a minore intensità, con funzione di placebo.«Nell’emisfero nord – prosegue Fagiolini – la produzione di testosterone del corpo diminuisce naturalmente da novembre ad aprile, e quindi aumenta costantemente con la primavera e l’estate, con un picco nel mese di ottobre. Gli effetti di queste variazioni potrebbero contribuire al fatto che il mese di giugno mostra il più alto tasso di concepimento. Con l’uso della terapia della luce, possiamo riprodurre ciò che accade normalmente in natura. Non siamo ancora in una fase in cui possiamo consigliare la terapia con la luce artificiale come un trattamento clinico – conclude Fagiolini – Tuttavia, se i nostri risultati saranno confermati in uno studio più ampio, la terapia della luce potrà essere utilizzata in un ampio numero di persone. Per il momento, abbiamo solo un piccolo studio e dobbiamo trattare i risultati con la dovuta cautela». [...]

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