RISULTATI DELLA RICERCA

La ricerca per la parola disfunzione erettile ha restituito i seguenti risultati:

SESSO e OBESITA'

Sesso e CICCIA: PESI MASSIMI PRESTAZIONI MINIME Pillole blu, gialle o arancione risolvono, e anche radicalmente, i problemi legati alla disfunzione erettile, ma qualcosa si può fare anche senza farmaci, soprattutto quando il disturbo è legato a fattori di rischio quali l’obesità. In realtà non è il sovrappeso in quanto tale a creare il disturbo ma le disfunzioni che spesso accompagna come, per esempio, l’aumento dei livelli di lipidi nel sangue, le conseguenti patologie cardiovascolari, in particolare l’aterosclerosi. L’irrigidimento e la restrizione delle arterie, comporta una riduzione del flusso del sangue nella rete vascolare corporea, e quindi anche nelle arterie che raggiungono il pene, con conseguente riduzione dell’apporto di sangue. Obesi e impotenti Tuttavia, l’obesità è stata recentemente associata in modo più diretto alla disfunzione erettile, a partire dall’osservazione di alcuni casi clinici, nei quali si è condotta la valutazione di parametri della funzione endoteliale (elasticità dei vasi, per intendersi) e marcatori di infiammazione vascolare. In effetti, i 110 uomini presi a campione, di età compresa tra 35 e 55 anni, per quanto obesi, con un indice di massa corporea superiore a 30, non presentavano altre malattie o fattori di rischio quali il diabete, l’ipertensione o l’iperlipidemia. La ricerca è stata condotta presso il Centro Obesità della Seconda Università di Napoli da ottobre 2000 a ottobre 2003, proprio per verificare se una perdita di peso potesse migliorare la disfunzione misurata con l’indice internazionale, IIEF (International Index of Erectile Function). Metà degli uomini è stata avviata a un programma che aveva come obiettivo la riduzione del peso corporeo del 10% o più, attraverso una diminuzione dell’apporto calorico giornaliero e l’aumento dell’attività fisica. Gli altri avevano ricevuto solo informazioni generali su come scegliere gli alimenti giusti e suggerimenti su come eseguire gli esercizi. Un po’ di buona volontà A distanza di due anni i parametri usati per monitorare le condizioni dei “pazienti” erano migliorati ma con un margine di differenza tra i due gruppi. Il primo gruppo era passato da 48 minuti di attività fisica settimanale a 196 minuti, il gruppo di controllo arrivava al massimo a 84 minuti alla settimana. L’indice di massa corporea si era abbassato, in media, di quasi sei punti nel campione che aveva seguito il programma mentre nell’altro gruppo era rimasto pressoché uguale. Seguendo il programma erano diminuite anche le concentrazioni nel sangue di interleuchina 6 e proteina C reattiva, marcatori di infiammazione. I miglioramenti, come ci si aspettava, interessavano anche il punteggio IIEF. Nel primo gruppo erano 17 gli uomini che avevano raggiunto o superato un punteggio di 22 (il punteggio iniziale di tutti i soggetti arrivava al massimo a 21) risultato ottenuto solo da tre uomini del gruppo controllo. Un terzo del campione analizzato aveva ottenuto miglioramenti delle prestazioni sessuali semplicemente modificando le abitudini di vita e senza intervenire in modo drastico sul peso corporeo. Gli autori non spiegano le motivazioni di tale cambiamento, va da sé che le variazioni dei parametri di laboratorio supportano l’ipotesi di un miglioramento funzionale, ma non si può escludere che una migliore accettazione e una maggiore autostima, che hanno accompagnato il cambiamento dello stile di vita, non faccia più miracoli di una pastiglia colorata. Fonte Simona Zazzetta - Katherine Esposito et al. Effect of Lifestyle Changes on Erectile Dysfunction in Obese Men. JAMA. 2004;291:2978-2984 [...]

TI MASTURBI: ASSOLUTAMENTE NO

La masturbazione è un atto assolutamente naturale e le statistiche dimostrano che tutti, maschi e femmine, almeno una volta nella vita praticano l’autoerotismo.Masturbazione e autoerotismo sono due termini, sinonimi, che si usano comunamente per indicare la stimolazione degli organi genitali allo scopo di raggiungere l‘orgasmo, sia dell’uomo che della donna.Oggi la masturbazione è considerata una pratica fondamentale per lo sviluppo sessuale di ogni individuo e uno strumento indispensabile per conoscere il proprio corpo. Tuttavia viene considerata da molti ancora come un tabù favorendo in questo modo la diffusione di falsi miti che contribuiscono a creare solo confusione tra i più giovani.Intorno alla masturbazione, si sono tramandati per generazioni  leggende e falsi miti che, purtroppo, da molti ancora vengono ritenuti reali fino ad arriva a credere – sbagliando – che la masturbazione non sia una pratica sana.Masturbazione: le domande più comuni a riguardo.La masturbazione fa diventare ciechiSe così fosse l’intera popolazione mondiale sarebbe non vedente. Questo mito nasce da un trattato scritto nel 1712 contro la Masturbazione e ampiamente confutato dalla medicina moderna. Oggi praticamente tutti i medici e gli studiosi concordano sul fatto che la masturbazione è innocua (anzi fa anche bene). Le affermazioni secondo cui la masturbazione provoca cecità, pazzia, palmi delle mani pelose, perdita di capelli, acne o cancro sono del tutto infondate. Al contrario di quanto si credeva anni e anni fa la masturbazione possiede effetti benefici sulla salute dell’uomo.Masturbarsi per molti uomini è addirittura di aiuto contro lo stress, oltre che un sonnifero naturale. Clinicamente è stato dimostrato che la masturbazione può ridurre l’emicrania ed altri tipi di dolore e che, se frequente, può addirittura ridurre le probabilità di sviluppare un tumore alla prostata.Masturbarsi di frequente fa maleAssolutamente no, a meno che non sia così frequente da prevalere sulle altre attività giornaliere. La masturbazione, anche se praticata molte volte nel corso della settimana, non diminuisce la libido, non causa problemi di salute o patologie quali la disfunzione erettile e l’eiaculazione precoce. Sicuramente una masturbazione eccessiva potrebbe essere alquanto faticosa, tanto da portare ad un esaurimento fisico. Diventa tuttavia necessario rivolgersi ad uno specialista solo nel caso in cui la vita lavorativa e sociale ne risentano in termini di tempo e qualità.La masturbazione influisce sulla conta degli spermatozoiNo, in quanto il risultato della masturbazione è lo stesso di un’eiaculazione avvenuta a seguito di un rapporto sessuale. Sia la masturbazione, che il sesso non causano infatti una diminuzione della fertilità maschile. Tuttavia, se un uomo ha già inizialmente una conta degli spermatozoi non elevata, la masturbazione potrebbe in qualche modo influenzare la qualità dello sperma. Per questa ragione, solo agli uomini che stanno tentando di procreare, si consiglia di astenersi dalla masturbazione nel periodo di ovulazione della propria partner.Si masturbano solo gli uominiAnche questa è un’affermazione del tutto falsa. Le statistiche dimostrano che gli uomini si masturbano più delle donne, ma questo non implica necessariamente che le donne non lo facciano! Ciò che è vero è che l’atteggiamento sociale nei confronti della masturbazione femminile è molto più negativo e che le donne sono più reticenti nell’ammetterlo o nel parlarne perfino con il proprio partner!Si masturbano solo i singleFalso. La masturbazione è un’alternativa al sesso di coppia, ma una cosa non esclude l’altra. Anzi, potrebbe essere una piacevole esperienza da provare in due.Masturbarsi fa crescere il penePurtroppo neanche questo è vero. Non c’è nessun collegamento tra la misura degli organi genitali e il numero di volte che vi masturbate al giorno o in un mese. Quindi se praticate l’autoerotismo con l’obiettivo di far allungare il vostro pene, sappiate che non cambierà nulla! [...]

ARRIVA IL VIAGRA FEMMINILE

Come funziona il Viagra femminile?Approvata definitivamente negli Usa la flibanserina, il farmaco per la libido femminile già soprannominato “Viagra rosa”. Ecco il suo (misterioso) funzionamento.La Food and Drug Administration americana ha approvato ufficialmente il primo farmaco che tratta i problemi di libido delle donne. Già ribattezzato Viagra femminile, o Viagra rosa, laflibanserina riguarda disordini che si stima colpiscano una donna su dieci, quelli da “desiderio sessuale ipoattivo”, una mancanza di desiderio in un periodo più o meno lungo che può provocare stress, problemi interpersonali e in alcuni casi depressione. Lanota ufficiale della Fda parla di uso per le donne in pre-menopausa. Un percorso, quello di approvazione dell’Addyi, prodotto realizzato dalla Sprout Pharmaceutical nei primi anni del Duemila, piuttosto accidentato, dato che si conclude solo oggi (ultimo giorno burocraticamente utile), dopo essere stato interrotto due volte a causa di pareri negativi di un comitato consultivo. Di recente, poi, c’è stato il voto a favore di 18 membri del comitato contro 6.Anche se è soprannominato Viagra femminile, sono diverse le differenze rispetto al più famoso farmaco per trattare i problemi erettili maschili.Innanzitutto, la pillola di flibanserina andrebbe assunta ogni sera e non prima dell’atto sessuale (come il Viagra), preferibilmente poco prima di andare a dormire. Un’indicazione, questa, che mira a ridurre gli eventuali problemi di pressione bassa e sonnolenza/sedazione che può causare.Inoltre, il Viagra è un farmaco usato per trattare la disfunzione erettile che segue un meccanismo semplice per un problema fisico semplice: invia più sangue al pene per tenerlo eretto e presuppone che sia presente il desiderio sessuale. “Un accurato equivalente femminile del Viagra avrebbe dovuto, al limite, agire direttamente sul clitoride” ha commentato Andrew Thomson, psicologo dell’Università della Virginia. La flibanserina, invece, non lavora sui genitali, ma sui recettori del cervello e mira proprio ad aumentare il desiderio sessuale.La pillola è stata infatti originariamente usata per trattare la depressione e, inizialmente, gli scienziati temevano che avrebbe diminuito, e non promosso, il desiderio sessuale. La sostanza è infatti un agonista 5HT1A e 5HT2A, e condivide meccanismi comuni con l’antidepressivo buspirone. Come agonista 5HT1A promuove il rilascio di dopamina, legata ai meccanismi di piacere e appagamento. Inoltre, la flibanserina promuove anche il rilascio di noradrenalina, che entra in gioco quando si presenta uno stimolo esterno. Al di là di questi dati tecnici, comunque, nessuno è veramente certo di come il farmaco riesca a sollecitare il desiderio sessuale femminile, qualcosa di più sfumato e complicato di un’erezione, essendo il risultato di una danza tra piùneurotrasmettitori.Non mancano, naturalmente, gli effetti collaterali, che hanno alimentato il dibattito sulla flibanserina nei mesi scorsi. Il farmaco può causare ipotensione e perdita di coscienza, rischio che aumenta sensibilmente quando c’è interazione con alcool, la cui assunzione durante il trattamento è perciò controindicata.È interessante notare, infine, come si conclude il comunicato della Fda: “L’Addyi (flibanserina) è un agonista recettore 1A della serotonina e antagonista recettore 2A, ma il meccanismo per cui il farmaco migliora il desiderio sessuale e i relativi disturbi è sconosciuto”. Segno che, forse, il desiderio sessuale femminile è destinato a restare un mistero. [...]

UN MORSO DI RAGNO PER 4 ORE DI EREZIONE

Secondo un recente studio il veleno di un ragno tropicale potrebbe aiutare nel trattamento di alcuni disturbi sessuali maschili. (Focus.it, 22 marzo 2011).I ragni, soprattutto quello grossi, pelosi e velenosi, non sono certo i migliori amici dell'uomo, ma presto potrebbero diventarlo. Un recente studio condotto da Kenia Nunes, fisiologa presso il Medical College della Georgia e pubblicato sul Journal of Sexual Medicine, ha evidenziato come il veleno del ragno vagante brasiliano (Phoneutria nigriventer) possa essere impiegato con successo nel trattamento della disfuzione erettile maschile.Un morso... lì? L'aracnide in questione, detto anche ragno delle banane, è un bestione che da zampa a zampa può arrivare ai 15 centimetri di lunghezza. Vive nelle piantagioni di banane del Brasile e il suo morso, se non curato con uno specifico antidoto, può portare alla paralisi muscolare e alla morte per asfissia. Chi è sopravvissuto a questa poco piacevole esperienza, ha manifestato, tra gli altri sintomi, delle dolorose erezioni durate anche 4 o 5 ore consecutive: è il priapismo, un malfunzionamento dell'apparato genitale maschile le cui conseguenze possono essere anche gravi.La Nunes, ha scoperto che questo effetto è causato da un peptide chiamato PnTx2-6 presente nel veleno del ragno. Opportunamente utilizzata, questa molecola si è dimostrata in grado di ridonare la virilità perduta a un gruppo di topi affetti da disfunzione erettile.Secondo lo studio, il peptide provocherebbe l'erezione utilizzando meccanismi diversi rispetto ai farmaci convenzionali (per esempio il Viagra) e questo potrebbe renderlo efficace anche sui pazienti che non rispondono alle normali terapie. Prima di poter pensare ad un farmaco a base di veleno di ragno passeranno comunque ancora molti anni. Nel frattempo la Nunes vuole verificare l'utilizzo della tossina nel trattamento delle disfunzioni sessuali femminili. [...]

DONNE SENZA ORGASMO

Con la denominazione "disturbi dell'orgasmo femminile" (viene utilizzato anche il termine "anorgasmia") si intende quella condizione clinica che impedisce al soggetto di arrivare al piacere durante l'atto sessuale, nonostante siano state effettuate adeguate manovre di eccitazione. I disturbi dell'orgasmo femminile rappresentano un terreno di discussione medica estremamente complesso, riguardo al quale sono diffuse non poche incertezze, a causa delle informazioni fuorvianti diffuse da alcuni mezzi mediatici per nulla specialistici.Le cause di questa sfera di disturbi possono essere innanzitutto divise in due branche: quella psicologica e quella biologica.Quando si parla dell'origine delle cause psicologiche dell'anorgasmia femminile, si individuano diversi fattori causanti. Uno tra tutti è l'ansia, che può essere a sua volta collegata ad altri aspetti.QUALI SONO LE CAUSESi tratta di una risposta che si può dare in maniera assolutamente generale, dal momento che ogni singolo caso ha una storia personale. Però, in linea di massima, è possibile individuare alcuni punti comuni. Tra questi si può ricordare la presenza di eventuali abusi sessuali durante l'infanzia o l'adolescenza, oppure un'educazione restrittiva per quanto riguarda la sfera sessuale sia a livello teorico, sia a livello pratico.In assenza di particolari patologie fisiche, l'ansia può portare il soggetto femminile a essere protagonista dell'insorgere di un controllo involontario, che raggiunge livelli estremi. Livelli tale da non permettere alla donna di abbandonarsi al contesto emozionale creato dalla situazione che è il rapporto sessuale, a causa di una barriera difensiva eretta al fine di non mostrare nulla di quello che fa parte delle sue reazioni.Questa forma esasperata di autocontrollo può trasferirsi, in alcuni casi, anche nei preliminari, che per molte coppie rappresentano un momento di estrema importanza dell'atto sessuale. Inficiare la fase dei preliminari può voler significare l'inibizione dell'immaginario erotico, e l'incapacità di abbandonarsi anche a pratiche di autoerotismo o di eccitazione da parte del partner.In questo caso, uno dei metodi più utilizzati per portare la paziente alla guarigione è la terapia cognitivo - comportamentale. L'obiettivo di tale percorso terapeutico (che viene comunque adattato alle esigenze di ogni singola paziente) è, in linee generali, quello di guidare la donna a un rapporto libero con le sue sensazioni. L'iter di cura si divide in diverse fasi: la partenza è dedicata alla guida della paziente nella conoscenza del suo corpo, i passi successivi, invece, sono sostanzialmente mirati al ripristino di un tono muscolare vaginale che possa far sì che venga sopportata la penetrazione. L'anorgasmia legata a stati psicologici o psichici porta infatti spesso a una contrazione estrema dei muscoli vaginali, situazione che può essere causa di un forte dolore nel momento della penetrazione.Per quanto riguarda invece la patogenesi delle cause fisiche e biologiche, possono essere individuati diversi punti in comune tra i soggetti che lamentano disturbi dell'orgasmo.Prima di tutto è bene ricordare che un ruolo molto importante è giocato dall'assunzione di sostanze stupefacenti, psicofarmaci, ormoni. In particolare la categoria degli oppioidi risulterebbe particolarmente dannosa: gli studi clinici effettuati sulle donne che li hanno assunti per lungo tempo hanno portato in luce una grande frequenza nell'insorgenza sia di disturbi dell'orgasmo, sia di pesanti irregolarità nel ciclo mestruale.Un'altra delle cause biologiche dell'anorgasmia femminile è individuata nell'insufficiente irrorazione ematica della zona genitale. Questa condizione, abbastanza simile alla disfunzione erettile maschile per quanto riguarda le basi fisiche, è stata ufficialmente teorizzata nel 1998 dai sessuologi Irwin Goldstein e Jennifer Barman (fondatrice della prima clinica dedicata alle disfunzioni sessuali femminili), i padri della pillola rosa.Questa condizione di insufficiente irrorazione può essere effettiva causa impediente durante quello che è il momento introduttivo della seconda fase dell'intero processo orgasmico, ossia il plateau. Per far sì che questa fase avvenga, è necessario che il flusso ematico porti a un allungamento del canale vaginale, condizione che rappresenta il passo appena precedente la fase culminante del piacere.Una terza causa dell'anorgasmia può essere ricondotta a una tonicità effettivamente scarsa dei muscoli vaginali, il che può far conseguire effettivi episodi di contrazione durante il processo della penetrazione.Il disturbo dell'orgasmo femminile è un problema molto diffuso. Alcuni studi clinici effettuati in questi anni hanno portato alla luce un numero sempre crescente di donne che lamentano questa disfunzione, accompagnata da una sostanziale incapacità di comunicare la propria condizione al partner (molto spesso a causa dell'imbarazzo provato). Un problema che ha radici in diversi terreni, uno su tutti quello culturale, e che è necessario affrontare con gli strumenti clinici giusti, facendo il primo e importantissimo passo che è la consultazione di uno specialista. [...]

UNA CREMA PER I PROBLEMI DI EREZIONE

Dopo un adeguato periodo di utilizzo, la crema agisce rapidamente, tra 5 e 30 minuti dopo l'applicazione, e l'effetto permane per più di un'oraArriva anche nel nostro Paese, dopo Francia e Spagna, il primo farmaco in crema per il trattamento della disfunzione erettile, una condizione estremamente diffusa che interessa 3,2 milioni di italiani. Il farmaco, che utilizza il principio attivo Alprostadil, è stato presentato in occasione dell'88/mo Congresso Nazionale della Società Italiana diUrologia (Siu) in corso a Riccione. Anche quando episodica o dovuta semplicemente a stress e disturbi psicologici, spiegano gli urologi, «la disfunzione erettile condiziona non poco la vita di relazione delle coppie. Il nuovo farmaco-crema, sviluppato negli Stati Uniti, si basa su una nuova tecnologia che permette l'assorbimento cutaneo del principio attivo, agisce localmente e non sono note interazioni negative con altri farmaci, alimenti e bevande alcoliche».«'La facilità d'utilizzo, con la semplice applicazione locale, in aggiunta all'efficacia clinica e alla sicurezza d'uso, rendono questo farmaco la prima linea di trattamento peri pazienti, circa il 13% della popolazione maschile, che soffrono di disfunzione erettile - afferma il segretario generale della Siu Vincenzo Mirone -. Sebbene possa presentarsi a qualsiasi età, la disfunzione erettile è più frequente negli uomini di età superiore ai 45-50 anni. Fra i 40 e i 50 anni interessa circa il 10% degli uomini e sale sino al 40% fra i 60 e i 70 anni, per interessare il 50% dei soggetti oltre i 70 anni».La crema, dopo un adeguato periodo di utilizzo, agisce rapidamente, tra 5 e 30 minuti dopo l'applicazione, e l'effetto permane per più di un'ora. Il farmaco a crema si presenta in confezione da quattro monodose ed è già acquistabile con la prescrizione medica nelle farmacie italiane. (ANSA). [...]

COME MASSAGGIARE ANALMENTE IL TUO LUI

Viviamo in un mondo difficile, dove spesso dobbiamo sacrificare il piacere alla salute. Hai presente quando si dice che tutti i cibi buoni fanno ingrassare? Conosci una verità più vera?Va da sé che quando piacere estremo e grandi benefici si combinano, l’occasione è così ghiotta che non ce la possiamo lasciar sfuggire. Anche se, a un primo sguardo, l’accoppiata è delle più improbabili.Stiamo parlando del massaggio della prostata che, oltre ad essere la fonte di esperienze erotiche travolgenti, è anche il segreto del benessere sessuale dell’uomo. E poiché, nonostante i benefici di questa pratica siano innegabili, gli uomini diventano subito reticenti quando c’è di mezzo la prostata, abbiamo preparato per voi cinque domande (e altrettante risposte) per un classico “tutto quello che avreste voluto sapere sul massaggio della prostata… ma non avete mai osato chiedere!”.Che cos’è la prostata?È una ghiandola delle dimensioni di una noce, situata alla radice del pene, proprio sotto la vescica, contenente il liquido seminale che veicola gli spermatozoi.Quando la prostata viene massaggiata, il liquido residuo in essa contenuto viene rilasciato e… voilà, la ghiandola è pulita. Quando invece la prostata viene trascurata, come spesso accade, il liquido seminale stagna al suo interno creando un accumulo di batteri che può portare all’ingrossamento della ghiandola stessa.Che benefici posso ricavare dal massaggio prostatico?                             Un regolare massaggio della prostata riduce i rischi di prostatiti, cancro alla prostata e dolore genitale, i sintomi della disfunzione erettile e l’enuresi (ovvero l’incontinenza notturna). Aumenta la quantità di liquido seminale e favorisce la circolazione.Gli effetti salutari di un regolare massaggio della prostata sono innegabili e di lunga durata, ma quello che ci sorprende di più sono tutti gli altri vantaggi del massaggio.Non sarà fastidioso?Quando eseguito correttamente, è piuttosto vero il contrario: il massaggio della prostata è talmente piacevole che molti uomini, grazie a questa pratica, provano orgasmi intensi, prolungati, a volte persino multipli, oltre a sperimentare una copiosa eiaculazione. La maggior parte degli uomini, soprattutto occidentali, si concentra solo sulle zone erogene esterne, mentre uno dei segreti meglio conservati della sessualità maschile risiede proprio lì, dove il sole non batte.Quindi…? Addirittura il massaggio mi piacerà?Se ti piace il sesso strabiliante sì. È arrivato il momento, per gli uomini, di smettere di invidiare le donne per la loro capacità di provare orgasmi intensi, duraturi e multipli. La prostata, che non a caso è chiamata punto L maschile, viene considerata il corrispettivo del punto G e, quando massaggiata, permette di provare orgasmi perfino più intensi di quelli generati dalla stimolazione del pene.Come faccio a massaggiare la prostata?Si può usare il dito e massaggiare la ghiandola muovendolo avanti e indietro. Ma non è una pratica particolarmente facile. Per questo, abbiamo deciso di darti (letteralmente) una mano e ti proponiamo un massaggiatore per la prostata che si adatta perfettamente all’anatomia maschile. [...]

I vostri problemi di sesso e sessualità sono subito risolti!