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RISULTATI DELLA RICERCA

La ricerca per la parola donna ha restituito i seguenti risultati:

L'APPARATO SESSUALE FEMMINILE

L'apparato sessuale femminile si compone di: organi genitali esterni; organi genitali interni ; mammelle 1. Gli organi genitali esterni La vulva è l'organo che riassume tutti i genitali esterni della donna, cioè quelli che si possono osservare direttamente. Nella vulva si distinguono diverse parti: le labbra più esterne, dette grandi labbra , che si riuniscono superiormente a livello del monte di Venere Una protuberanza cedevole che dopo la pubertà è ricoperta di peli; Le labbra più interne dette piccole labbra , situate internamente rispetto alle grandi labbra; Il clitoride , situato nel punto di riunione superiore delle piccole labbra; Il vestibolo , un'area a forma di mandorla all'interno delle piccole labbra dove si aprono il meato urinario e l'apertura della vagina o ostio vaginale 1. Le grandi labbra Le grandi labbra, le labbra più esterne, sono le parti più esterne dei genitali femminili e variano in forma e dimensione da donna a donna. Dopo la pubertà sono di solito ricoperte di peli. Durante l'eccitazione sessuale, le grandi labbra si gonfiano, appiattendosi verso l'esterno e lasciando vedere l'apertura della vagina. Ciò è causato dall'aumentato afflusso di sangue nella circolazione locale. Le labbra delle donne che hanno avuto un figlio hanno una reazione più consistente di quelle di donne nullipare. Dopo la menopausa le grandi labbra si assottigliano, perdendo la maggior parte del tessuto adiposo che dà loro forma e prominenza; non si gonfiano più e non tendono ad appiattirsi in fuori come prima. 2. Il monte di Venere Il monte di Venere, chiamato anche monte del pube, è un deposito di tessuto adiposo situato sopra l'osso pubico. Durante la pubertà si ricopre di peli. 3. Le piccole labbra Le piccole labbra, le pieghe di tessuto più interne, non sono così spesse come le grandi labbra, ma sono più sensibili e se vengono toccate trasmettono una sensazione di piacere. Quando una donna raggiunge un certo livello di eccitazione sessuale, le piccole labbra cambiano di colore, e ciò indica che, continuando l'attività di stimolazione, la donna raggiungerà l'orgasmo. Le piccole labbra delle donne che non hanno ancora avuto un figlio diventano di un color rosso chiaro brillante, mentre nelle donne che hanno avuto figli il colore è più scuro o ambrato. Contemporaneamente al cambiamento di colore, le piccole labbra aumentano di volume a causa del maggior afflusso di sangue che è il risultato naturale della stimolazione sessuale. Quando la stimolazione cessa, sia le labbra esterne che quelle interne riassumono in breve tempo la loro abituale forma e dimensione. 4. Il clitoride Il clitoride, che si trova nel punto in cui si incontrano le piccole labbra o labbra più interne, possiede un'unica funzione: quella di dare piacere. Esso non ha nulla a che vedere con il concepimento della prole, ma le numerosissime terminazioni nervose disposte in esso e nell'area immediatamente adiacente significano che è molto sensibile al contatto diretto o indiretto. Il clitoride è formato da una parte terminale, arrotondata, detta glande del clitoride, e da una parte allungata detta asta o corpo del clitoride. Il corpo del clitoride è di solito protetto da una piega di tessuto formata dalle piccole labbra che assomiglia a una specie di cappuccio. In condizioni normali, quando non è stimolato, il clitoride ha più o meno le dimensioni di un nocciolo di ciliegia. Le normali variazioni di lunghezza sono comprese tra un tre millimetri e un centimetro. Quando viene stimolato, si riempie di sangue e aumenta di dimensioni, sia a livello del glande che del corpo: il glande, in particolare, può raddoppiare il proprio diametro. Se la stimolazione continua e l'orgasmo si avvicina, il clitoride si ritira sotto il cappuccio protettivo e riemerge solo quando la stimolazione ha termine. Dopo l'orgasmo il clitoride recupera le proprie normali dimensioni nel giro di dieci minuti circa. Se la donna non ha avuto l'orgasmo il sangue in eccesso che ha riempito il clitoride in risposta alla stimolazione può rimanere in sede, per cui le dimensioni del clitoride rientrano nella norma solo dopo diverse ore. Molte donne trovano fastidioso questo comportamento. L'orgasmo invece porta a un riassorbimento del sangue affluito in eccesso. 5 . Il vestibolo Il vestibolo è diviso in due parti principali, l'uretra e l'apertura o ostio della vagina. L'uretra è il canale di passaggio per l'urina dalla vescica all'esterno. La sua apertura è situata sotto il clitoride e sopra l'apertura della vagina. Appena sotto il meato o apertura dell'uretra si apre l'ostio della parte iniziale della vagina stessa. L'apertura della vagina non è molto grande e può essere vista meglio scostando entrambe le coppie di labbra. Gli organi genitali interni Gli organi genitali interni della donna si possono così elencare: 1. l'imene , sottile diaframma di tessuto che in parte ostruisce l'ingresso della vagina; 2. Le ghiandole del Bartolino , situate da ciascun lato rispetto alle piccole labbra, che secernono alcune gocce di liquido durante la fase di eccitazione della donna; 3. l'uretra, canale di passaggio per l'urina; 4. la vagina , il passaggio che conduce dalla vulva alla cervice (5), altrimenti nota come collo dell'utero ; 6. l'utero , in cui l'uovo fertilizzato si sviluppa fino al completamento del feto prima della nascita; se l'uovo non è stato fertilizzato, la mucosa di rivestimento delle pareti dell'utero sarà eliminata nel corso delle mestruazioni; se l'utero è sede di manifestazioni patologiche può rendersi necessaria la sua rimozione mediante un intervento detto di isterectomia; all'estremità superiore dell'utero si trovano le tube di Fallopio (7), lungo cui transita l'uovo e dove avviene l'incontro con lo spermatozoo maschile; le uova sono contenute nelle due ovaie (8). 1. L'imene Appena oltre l'apertura della vagina si trova l'imene, un sottile diaframma di tessuto che ostruisce in parte l'accesso alla vagina. Prende nome dal dio greco del matrimonio e non ha alcuna funzione biologica nota. Anche se alcune donne sono nate prive di imene, la maggior parte di esse ne è provvista; varia in forma e dimensioni da donna a donna. L'imene non ricopre interamente l'ingresso della vagina, poiché rimane un piccolo passaggio per la fuoriuscita del sangue mestruale. L'imene può lacerarsi in caso di esercizi ginnici o sportivi particolarmente violenti; può lacerarsi durante il rapporto sessuale o a causa dell'inserimento di un tampone igienico durante le mestruazioni, e a volte si lacera per motivi non specifici. Un imene lacerato non costituisce prova di avvenuto rapporto sessuale, né dimostra la perdita della verginità. Ne è controprova il fatto che in alcuni casi l'imene deve essere rimosso chirurgicamente (mediante imenectomia) prima della nascita del primo figlio, poi ché la sua flessibilità o piccolezza ne aveva impedito la lacerazione durante il rapporto sessuale. Quando l'imene si lacera, sia durante il rapporto sessuale, sia in altre occasioni può aversi una piccola perdita di sangue e si può avvertire un po' di dolore. Sia l'emorragia che il dolore sono del tutto normali ed entrambi cesseranno entro breve tempo. Per alcune donne la lacerazione dell'imene non comporta alcun dolore. A volte una donna può essere in tensione durante il rapporto sessuale, soprattutto se si tratta del primo, e questo stato può causare più disagio che non la perforazione stessa dell'imene. Inoltre, gli uomini che durante il rapporto sessuale hanno pochi riguardi e delicatezze, o cercano di penetrare in vagina prima che questa sia opportunamente lubrificata e pronta all'introduzione del pene, possono causare dolore. Di solito, tuttavia, l'eccitazione che prelude al rapporto sessuale risolve il problema, per cui la donna avverte un disagio minimo anche se il suo imene non era ancora stato lacerato. E' importante ricordare che una donna può rimanere incinta anche se il suo imene è ancora intatto e se il pene non è penetrato in vagina. Se lo sperma giunge a contatto con le labbra o con la zona vaginale, esso può penetrare attraverso la normale apertura dell'imene, e risalendo la vagina fino all'utero determinare uno stato di gravidanza. 2. Le ghiandole del Bartolino Le ghiandole del Bartolino sono situate da una parte e dall'altra delle piccole labbra. Queste ghiandole si aprono in prossimità dell'ingresso della vagina e quando la donna è sessualmente eccitata secernono una piccola quantità di liquido. Si riteneva che il liquido in questione fosse importante per la lubrificazione della vagina, ma le ricerche di Masters e Johnson hanno dimostrato che la lubrificazione della vagina è attuata da secrezioni che provengono dall'interno della vagina più a monte, per cui le ghiandole del Bartolino non hanno l'importanza presunta durante la fase di eccitazione sessuale. Quale sia la vera funzione delle ghiandole è quindi ancora da scoprire. A volte le ghiandole del Bartolino si irritano o si infettano; possono allora gonfiarsi e diventare dolenti. Ciò può essere facilmente curato dal medico. 3. L'uretra L'uretra è il breve canale di collegamento tra la vescica a monte e il vestibolo a valle. L dunque il passaggio che permette l'eliminazione dell'urina. La sua apertura o meato è situata tra il clitoride e l'apertura della vagina. 4. La vagina La vagina inizia affacciandosi all'esterno con l'ostio vaginale e termina in profondità al collo dell'utero. La vagina ha dimensioni che variano da una donna all'altra, ma di solito è lunga da sette a tredici centimetri. Ha la forma di un tubo appiattito con le pareti che si toccano. Le pareti della vagina non sono lisce, ma presentano dappertutto rughe e pieghe. La vagina ha una enorme capacità di espansione e di contrazione: ad esempio si dilata durante il processo del parto e durante il rapporto sessuale può adattarsi a qualunque dimensione del pene. Durante la fase di eccitazione sessuale, la vagina risponde pressoché immediatamente agli stimoli di piacere. In pochi secondi lungo le sue pareti compaiono goccioline di liquido. Se la stimolazione continua queste goccioline si diffondono fino a ricoprire uniformemente le pareti della vagina. Quando una donna comincia ad eccitarsi sessualmente i vasi sanguigni delle pareti della vagina si riempiono rapidamente di una quantità in eccesso di sangue. Il perseverare di questa situazione di congestione determina la compressione dei vasi sanguigni contro i tessuti circostanti, costringendo i liquidi tissutali fisiologici a essudare dalle pareti della vagina stessa. Il liquido non è solo sintomo di eccitazione sessuale, ma funziona da lubrificante per il rapporto sessuale, senza il quale la penetrazione per la donna sarebbe dolorosa. La vagina, come l'occhio, è un organo capace di mantenere. da sé le proprie condizioni igieniche senza bisogno di particolari interventi esterni. Le lavande non sono quindi necessarie, a meno che non siano state prescritte da uno specialista, poiché sottraggono alla vagina stessa le sostanze naturali che provvedono al suo equilibrio ambientale. Le pareti della vagina non sono sede di numerose terminazioni nervose, per cui non sono eccessivamente sensibili. I due terzi superiori della vagina sono dunque più sensibili alla pressione che alla manipolazione, mentre il terzo inferiore, soprattutto attorno all'ingresso della vagina, ha una innervazione più ricca ed è quindi molto più sensibile alla manipolazione. 5. Il collo dell'utero Il collo dell'utero è quella parte terminale dell'utero che, restringendosi, sconfina nella zona superiore della vagina. In questa zona il collo dell'utero si apre mediante un passaggio detto ostio cervicale. E' un passaggio molto stretto, come l'estremità di una cannuccia di paglia, e assomiglia alla punta di un naso o a un mento con la fossetta. Le donne che usano gli IUD come anticoncezionali hanno il filo dello IUD che pende attraverso il collo dell'utero nella vagina. Il collo dell'utero possiede la capacità di espandersi e di contrarsi per permettere il passaggio e l'espulsione del feto al momento della nascita. Attraverso il collo dell'utero passa anche il sangue mestruale prima di raggiungere la vagina. E lo sperma dalla vagina raggiunge l'utero e le tube di Fallopio passando attraverso il collo dell'utero. Il collo dell'utero secerne un liquido detto muco cervicale. Il muco varia in aspetto e consistenza nel corso del ciclo mestruale e viene sfruttato da coloro che praticano metodi naturali di controllo delle nascite come indicatore della possibilità di avere o non avere rapporti sessuali senza timore di rimanere incinte (questo metodo si chiama metodo Billings o del muco cervicale) 6. L 'utero In una donna che non è in stato di gravidanza, l'utero ha le dimensioni di un pugno chiuso (da sette a dieci centimetri di lunghezza e cinque centimetri di larghezza) ed ha la forma di una pera capovolta. In gravidanza, quando è completamente dilatato, misura circa trenta centimetri di lunghezza. L'estremità inferiore, più stretta, è detta collo dell'utero: trapassa nella vagina e termina con l'ostio cervicale. La parte più ampia dell'utero è quella superiore, in cui durante la gravidanza e fino al parto il feto cresce e si nutre. L'utero ha pareti molto spesse ed è insolitamente elastico, poiché deve espandersi per contenere il feto in via di sviluppo, mentre dopo il parto riacquista più o meno le sue dimensioni normali. L'utero è rivestito da tre strati di tessuto speciale e di muscolo. Lo strato più interno è l'endometrio, un tessuto molto particolare. Dopo la pubertà, questo strato di tessuto riveste il corpo centrale dell'utero pronto a fornire un luogo di parcheggio e di nutrizione a un uovo fertilizzato fin dai primi istanti della gravidanza. Se una donna non è incinta questo rivestimento non è necessario, per cui si stacca dall'utero e lascia il corpo attraverso il flusso mestruale. Questo processo si ripete mensilmente. Immediatamente un nuovo strato di rivestimento comincia a formarsi per rendersi disponibile nel caso la donna rimanga incinta nel ciclo successivo. Tranne che nel corso della gravidanza, questo ciclo di eventi molto regolare continua ininterrottamente dalla pubertà fino alla menopausa. Il secondo strato della parete dell'utero è formato da un potente strato muscolare detto miometrio, che conferisce all'utero la sua grande forza ed elasticità. Questo strato si contrae durante il processo della nascita costringendo il feto a uscire dall'utero e a passare nella vagina. Il terzo strato della parete dell'utero è il peritoneo, che ricopre gli altri due strati, miometrio ed endometrio e anche gli altri organi della cavità addominale. L'utero è mantenuto in posizione all'interno dello scavo pelvico da diverse serie di legamenti (il legamento largo dell'utero, il legamento rotondo e i legamenti anteriori e posteriori). Durante la fase di eccitazione sessuale l'utero si solleva, aumenta di dimensioni e rimane tale fino all'orgasmo o fino al termine della stimolazione. L'orgasmo si traduce in un rapido ritorno dell'utero alle sue dimensioni normali. Il motivo della dilatazione e del sollevamento dell'utero è che nella fase di eccitazione sessuale affluisce alle sue pareti una maggior quantità di sangue. 7. Le tube di Fallopio Le tube di Fallopio sono due, ciascuna lunga circa 10 centimetri, fissate a ciascun lato della parte superiore dell'utero. Ciascuna tuba conduce a un'ovaia. Le tube di Fallopio (dal nome dell'anatomista del sedicesimo secolo Gregorio Fallopio, che per primo le descrisse) sono piuttosto strette (da uno a due millimetri), e sono il canale di passaggio che permette all'uovo di raggiungere l'utero partendo dall'ovaio. Le tube di Fallopio non sono fissate alle ovaie in un punto ma le circondano avvolgendole alla loro estremità superiore. La estremità superiore delle tube di Fallopio è aperta e appare come l'imbuto di una tromba dotato di un bordo frastagliato (le frange sono chiamate fimbrie). Quando l'uovo è liberato dalla ovaia viene avviato rapidamente verso l'apertura della tuba di Fallopio e da lì comincia a muoversi verso l'utero, che si trova all'altra estremità della tuba. Le pareti delle tube di Fallopio sono ricoperte da strutture pilifere dette cilia, che si contraggono lievemente insieme alle tube garantendo il movimento dell'uovo verso l'utero. E' interessante notare che lo spermatozoo si muove nella tuba contro la corrente delle cilia. Quindi è solo lo spermatozoo più maturo e sviluppato che è in grado di compiere il viaggio. E' il modo che l'organismo ha di assicurare, in caso di fertilizzazione, buone possibilità che si realizzi una gravidanza senza problemi. La fertilizzazione, cioè l'incontro dello spermatozoo e dell'uovo, si verifica di solito nel tratto superiore della tuba di Fallopio. In qualche caso, la tuba si ostruisce, e a volte un uovo fertilizzato rimane incastrato nella tuba di Fallopio e lì si sviluppa: questo evento prende il nome di gravidanza ectopica. 8. Le ovaie Le donne possiedono due ovaie, ciascuna delle quali è situata a fianco dell'utero nella sua parte superiore. Esse sono situate da ciascuna parte rispetto all'ombelico, proprio sotto, e non sono direttamente connesse con l'utero e con le tube di Fallopio. Esse sono mantenute in situ dai legamenti ovarici. Le ovaie hanno forma di mandorla, e sono lunghe circa quattro centimetri, alte poco meno di due centimetri e larghe due centimetri e mezzo. Le ovaie assolvono a due importanti funzioni: esse liberano le uova attraverso un processo chiamato ovulazione; l'uovo può quindi essere fertilizzato da uno spermatozoo maschile; inoltre le ovaie producono ormoni femminili chiamati estrogeni e progesterone. Gli estrogeni sono fondamentali per lo sviluppo sessuale della donna, mentre il progesterone è molto importante per la gravidanza. Questi ormoni passano direttamente dalle ovaie nel circolo sanguigno. Una donna nasce con circa 200.000 ovuli in ciascuna ovaia. Nel corso del periodo fertile della donna verranno liberati da 300 a 500 ovuli. Ciascun uovo è contenuto in un follicolo, una cavità in cui l'uovo immaturo rimane protetto. Quando l'uovo matura, esso esce dalla cavità e viene liberato dall'ovaia nella tuba di Fallopio. La maturazione dei follicoli che permette la liberazione dell'uovo ha inizio alla pubertà, quando un follicolo dell'ovaia destra o di quella sinistra libera un uovo nella tuba di Fallopio. Questo processo prende il nome di ovulazione, e si verifica circa una volta ogni quattro settimane dalla pubertà alla menopausa. Per tutto il tempo che una donna è gravida, l'ovulazione cessa; e riprende il suo ciclo normale poco dopo la nascita del feto. 3. Le mammelle Tre sono gli aspetti importanti che caratterizzano le mammelle femminili: sono spesso fonte di piacere erotico, giocano un ruolo non piccolo nel formare l'immagine che una donna ha di sé, e la donna con esse può nutrire i propri figli. Le mammelle maschili possono essere fonte di piacere erotico, ma hanno ben poca influenza sull'immagine che l'uomo ha di sé. Una reazione normale alla stimolazione è l'erezione del capezzolo femminile. Fino alla menopausa, se la donna non ha allattato, le sue mammelle stimolate cresceranno in dimensione per un aumento del flusso del sangue venoso. Le mammelle maschili non aumentano in dimensione se vengono stimolate ma un po' più del 50% degli uomini dimostrano una erezione evidente del capezzolo. Spesso anche lo stare nudi e al freddo fa rizzare i capezzoli. Le mammelle femminili sono fatte nel seguente modo: al centro sulla superficie esterna si trova (1) il capezzolo , circondato dalla (2) areola . All'interno si trovano le (3) ghiandole lattifere , che in seguito alla gestazione e al parto di un bambino producono latte, e (4) i dotti lattiferi , che trasportano il latte dalle ghiandole lattifere ai capezzoli. La struttura restante della mammella è fatta di tessuto adiposo e di tessuto connettivo fibroso che dà consistenza e forma alla mammella. 1. Capezzoli I capezzoli possono essere molto prominenti, oppure avere scarso rilievo, possono essere un po' infossati nella mammella, oppure possono essere invertiti. L'ambito normale delle diverse morfologie è vasto. I dotti lattiferi che partono dalle ghiandole lattifere convergono e si svuotano proprio nel capezzolo, permettendo così al bimbo di succhiare. Ciascun capezzolo è provvisto di terminazioni nervose che lo rendono molto sensibile al tatto. Le minuscole fibre muscolari presenti in ciascun capezzolo gli permettono di diventare eretto in seguito all'eccitazione sessuale e in risposta ad altri stimoli come il freddo. Proprio come una mammella può essere leggermente più voluminosa dell'altra, così anche un capezzolo può diventare più eretto dell'altro in seguito alla stimolazione sessuale. 2. Areola L'areola mammaria è la zona scura e pigmentata che circonda ciascun capezzolo; l'intensità del suo colore varia da donna a donna. L del tutto normale che nell'areola vi siano minuscole protuberanze: si tratta di ghiandole produttrici di grasso che secernono una sostanza lubrificante per rendere più facile l'allattamento. Nel corso della gravidanza l'areola diventa più scura e rimane tale fino a un certo periodo dopo il parto. Le dimensioni dell'areola variano da donna a donna. 3. Ghiandole lattifere All'interno di ciascuna mammella si trovano da 15 a 25 piccole ghiandole produttrici di latte. Il latte da esse prodotto viene portato al capezzolo per mezzo di dotti lattiferi, pronto per essere succhiato dal bambino. Le dimensioni delle ghiandole lattifere sono più o meno le stesse in tutte le donne, e producono la stessa quantità di latte, indipendentemente dalle dimensioni complessive della mammella. 4. Dotti lattiferi Questi dotti mettono in comunicazione le ghiandole lattifere di ciascuna mammella con il capezzolo. Il latte viene prodotto dalle ghiandole, passa nei dotti e si accumula attorno al capezzolo. Il bambino allora può succhiare il latte dal capezzolo. Il latte viene prodotto come risposta all'azione di due ormoni, la prolattina e l'ossitocina. La prolattina stimola le ghiandole lattifere a produrre latte, e quando il bambino succhia, viene liberata una ulteriore quota di prolattina nel circolo sanguigno per far aumentare la produzione del latte. L'ossitocina fa sì che il latte venga portato dalle ghiandole al capezzolo in un processo detto di "caduta". A volte, il neonato nei primi giorni di vita non è in grado di succhiare in modo sufficientemente vigoroso da permettere la liberazione di opportune quantità di ossitocina, per cui il processo di "caduta" è inadeguato. Una volta che la madre e il neonato hanno sincronizzato i ritmi di allattamento, ogni cosa torna a funzionare bene. Le mammelle producono un'altra sostanza, il colostro. Il colostro non è latte, ma è estremamente nutriente. E una sostanza densa e giallastra e nel corso delle ultime settimane di gravidanza può sgocciolare occasionalmente dal capezzolo. I bambini si nutrono di colostro nei primissimi giorni dopo la nascita, fino a quando sopraggiunge il latte vero e proprio. Il colostro non è solo ricco di proteine, ma contiene anche importanti anticorpi che permettono al neonato di acquisire protezione immunologica contro determinate malattie cui i neonati sono particolarmente suscettibili. [...]

IL PUNTO L dell'UOMO

MA DOVE SI TROVA?Quando ho sentito parlare per la prima volta del punto L maschile ho pensato che fosse la solita follia femminista. Non volli neppure fare lo sforzo di capire di cosa si trattava. Era successo durante una conferenza della dottoressa Elisabetta Leslie Leonelli. Non potevo pensare che una donna avesse qualche cosa da insegnarmi sul mio orgasmo. Solo anni dopo, leggendo "Coccole e carezze" (della Leonelli) mi venne qualche dubbio e decisi di fare un esperimento. Ne restai folgorato. Tra l'altro capii come mai alcune volte avevo provato degli orgasmi fortissimi. Infatti si può sperimentare il piacere del punto L anche casualmente, non sapendo che esiste. Ma sapere dov'è e come trattarlo è meglio. Molto meglio. Ecco come Leslie Leonelli lo descrive: "... Mentre avevo davanti le sezioni laterali dei genitali maschili con i corpi cavernosi, i nervi, i testicoli, la prostata, ecc... mi sono resa conto, improvvisamente, di quanto la base del pene affondi profondamente dentro le pelvi. Ciò che si vede all'esterno del corpo costituisce meno della metà dell'intero apparato, mentre i corpi cavernosi, veri e propri protagonisti dell'erezione del pene, continuano all'interno delle pelvi, al di là dell'osso pubico, al di sotto della prostata, fin quasi a raggiungere la parete del retto."COME PROVOCARE IL PIACERE DEL PUNTO LQuesta zona alla radice del pene può essere sollecitata in vari modi:Succhiando. Attraverso il tubicino del pisello (l'uretra) è possibile sollecitare il punto L creando un'aspirazione. Le nostre progenitrici muovevano naturalmente i muscoli vaginali creando un'aspirazione durante il coito. Questo spiega perché il punto L si trova lì dov'è. Oggi poche donne sono consce dei propri muscoli vaginali e quindi è difficile che il punto L sia stimolato normalmente durante il rapporto sessuale.Lo stesso effetto lo si può ottenere attraverso un rapporto orale. Succhiando ritmicamente (cioè succhiare e poi smettere di succhiare ripetendo l'operazione in rapida sequenza) si può sollecitare ottimamente il punto L maschile. È anzi possibile far arrivare all'orgasmo un uomo soltanto succhiandolo, appoggiando le labbra sulla punta del pene, come fosse una cannuccia, senza toccarlo altrimenti. Ovviamente non per tutti è uguale e il succhiare non dovrà essere troppo forte. Fate attenzione perché, se esagerate, potrebbe essere irritante. Va poi detto che sarà bene continuare l'aspirazione dell'orgasmo dato dalla stimolazione del punto sensibile sotto il glande (la clitoride) anche durante l'eiaculazione. Infatti l'orgasmo del punto L è molto più lungo nel maschio. Sarebbe un peccato interrompere il godimento.Sollecitare con un massaggio delicato ma profondo la zona del perineo, tra l'attacco dello scroto (la sacca che contiene i testicoli) e l'ano. E possibile sollecitare il punto L attraverso la stimolazione anale.Questo spiega tra l'altro perché gli omosessuali possono raggiungere l'orgasmo attraverso la penetrazione anale o perché tanti uomini gradiscano essere penetrati con un dito durante un rapporto sessuale. Fino a ieri si ipotizzava una capacità della prostata di provare piacere. Ecco cosa scrivevano Ladas, Whipple e Perry sul libro "Il Punto G":"... E in effetti uno dei motivi per cui alcuni uomini provano piacere nel rapporto omosessuale è che spesso, in un'unione di questo tipo, la prostata viene stimolata più facilmente che in un rapporto eterosessuale".La dottoressa Leonelli ha però dimostrato che le cose stanno diversamente. Infatti, come si potrebbe raggiungere questo tipo di orgasmo profondo con il sistema dell'aspirazione e del massaggio perineale se il centro si trovasse nella prostata che è raggiungibile solo per via anale?L'ORGASMO DEL PUNTO LL'orgasmo nel suo complesso è ancora un fenomeno poco conosciuto scientificamente e solo sommariamente esplorato dalla narrativa. Cosa succede esattamente quando godiamo? E in particolare, come gode il maschio? Potremmo dire che vi sono quattro tipi di piacere.Il piacere di un semplice contatto genitale, una carezza o un bacio. Diventa particolarmente forte, accompagnato quasi da un mancamento emotivo, quando viene toccato in modo appropriato il punto più sensibile (la clitoride del maschio). Questa sensazione però spesso o non viene avvertita. La si sente solo quando c'è una sufficiente partecipazione emotiva. Sennò accade di fare solo su e giù attendendo che arrivi il piacere dell'orgasmo. Si è come anestetizzati. Le carezze, i baci o lo sfregamento danno piacere solo perché sono un preludio all'eiaculazione ma in quel momento non si prova nulla di speciale. Succede quando non si riesce a lasciarsi andare.Prima dell'eiaculazione il piacere cresce, diventa una sensazione acuta. Generalmente si arriva a un punto di resistenza. Cioè ci si sente compressi e poi si percepisce qualcosa che scatta. Come se fosse crollata la diga che tratteneva il seme. Si sentono alcune rapidissime scariche di piacere. Generalmente non più di quattro o cinque, che durano pochi secondi. Solo più raramente si arriva all'eiaculazione senza quel momento di resistenza. Allora le scariche di piacere possono essere di più e più forti e dotate di maggior profondità. Questa "resistenza" è causata da una eccessiva contrazione involontaria del muscoli che stanno tra il pube e l'ano.Alle sensazioni di piacere e agli orgasmi più forti possono essere associate sensazioni piacevoli diffuse in tutto il corpo come brividi o ondate di calore. Si tratta di un piacere accessorio non localizzato nell'area genitale ma generalizzato in tutto il corpo.Quando si sollecita il punto L c'è un sufficiente coinvolgimento emotivo e l'abbandono amoroso, si sperimenta un orgasmo che travolge arrivando in modo lento, graduale, senza scatti e senza resistenze, con la fluidità di un respiro. Le scariche di piacere sono più forti, meno acute, più tonde, più calde, più profonde. E soprattutto più lunghe. L'orgasmo inizia prima dell'eiaculazione e finisce dopo che l'ultimo schizzo è stato liberato. È un'orgasmo che contiene in sé tutti gli altri piaceri fin qui nominati e si diffonde in tutto il corpo. Cioè gente... una cosa da provare. Comunque, cari amici, il piacere del punto L non è ancora il massimo che potete provare.Attraverso la respirazione, il rilassamento del basso ventre e altre tecniche è possibile (con la persona giusta) arrivare a toccare vette di piacere ancora più alte.IL POSTILLONAGEIl Postillonage a volte chiamato anche mungitura della prostata (dall'inglese prostate milking) è una tecnica che prevede il massaggio della prostata allo scopo di ritardare l'orgasmo maschile (e la conseguente eiaculazione) e di aumentarne l'intensità.Il massaggio può avvenire sia in modo indiretto, premendo al centro del perineo (la zona compresa tra i testicoli e l'ano), che in modo diretto, introducendo parte della mano o altri oggetti (preferibilmente lubrificati per evitare abrasioni) nell'ano per circa 5 cm.L'individuazione della prostata è semplice giacché in seguito all'eccitazione l'afflusso di sangue la ingrossa e la indurisce.La ghiandola prostatica è la zona erogena più sensibile nel maschio, e per questo viene paragonato al punto G femminile, col nome di "punto A"; grazie a questa sensibilità gli orgasmi raggiunti con l'ausilio del massaggio della prostata (in aggiunta alle altre pratiche sessuali) hanno generalmente un'intensità notevolmente maggiore, oltre che una maggiore durata.Il postillonage come tabùIn alcuni paesi, tra cui l'Italia, la pratica del postillonage, come tutte quelle riconducibili al sesso anale, è un tabù molto diffuso[senza fonte]. Questo perché coloro che nutrono timore verso l'omosessualità, tendono ad evitare quelle pratiche e quei comportamenti che associano ad essa[senza fonte]. Tuttavia va ricordato per chiarezza, che l'omosessualità consiste nell'attrazione per individui del proprio sesso, e che invece i piaceri derivanti dalla stimolazione dell'ano e della prostata, non sono ad essa collegati, ma dipendono dalla conformazione biologica di tutti i maschi. [...]

I PROBLEMI DEL SESSO ANALE: COME SUPERARLI

Il sesso anale è ancora oggi un grande tabù e forse proprio per questo è cosi desiderato soprattutto dagli uomini! Praticato bene, però da le sue soddisfazioni ed il suo piacere, ma non dimenticate che questo tipo di incontro ha i suoi rischi che, se sottovalutati, possono comportare notevoli problemi di salute. Il sesso anale se praticato nel modo corretto può essere grande fonte di piacere sia per i ragazzi che per le ragazze, ma perchè sia così è necessario capire che l'ano e la vagina funzionano diversamente e che, quando si tratta di sesso anale, la delicatezza e la prevenzione sono le chiavi fondamentali perché entrambi possiate godere di questi incontri. FA MALE?Uno dei primi rischi che devono affrontare le coppie, in particolare le donne, è il dolore intenso durante e dopo la penetrazione, un fattore che genera grande paura, impedendo a volte che le ragazze si decidano a sperimentare questa pratica. Questo rischio è di semplice soluzione: si deve stimolare l'ano in modo adeguato e allo stesso tempo durante la penetrazione è necessario l'uso di un lubrificante intimo, affinché sia molto più delicata e piacevole. Si consigliano anche i dilatatori anali che renderanno più semplice il rapporto senza provocare dolore. E se l'obiettivo è estendere un po' l'ano prima della penetrazione, potete utilizzare vibratori o anal plug, che renderanno i preliminari molto più divertenti e piacevoli. PROBLEMI GRAVI Lacerazioni, ferite o emorragie prodotte dal sesso anale sono altri rischi che possono portare a problemi maggiori se non viene usata una protezione adeguata. Su questo punto è importante ricordare che l'ano è molto più stretto della vagina e che non si può penetrare con la stessa forza, bisogna entrare poco a poco, senza fretta e usando sempre del lubrificante.Inoltre, soprattutto se si pratica in modo casuale con degli sconosciuti, è importante usare un preservativo speciale per il sesso anale, in modo da evitare il contagio di malattie a trasmissione sessuale. INFEZIONI ANALIUn altro dei rischi più comuni del sesso anale sono le infezioni intime. Le coppie spesso dimenticano che dopo aver penetrato il retto della donna non si può passare alla penetrazione vaginale senza aver preso le precauzioni necessarie, in quanto si rischia di trasferire particelle di escrementi dall'ano alla vagina.Evitare questo problema è molto semplice: innanzitutto devono essere prese tutte le precauzioni riguardanti l'igiene per il sesso anale, e poi è importante non passare dall'ano alla vagina senza tener conto di alcuni dettagli. Ad esempio, se penetri l'ano con un preservativo, toglilo e cambialo prima di passare alla penetrazione vaginale. Se decidete di farlo senza protezione, invece, sarà meglio concludere il rapporto con il sesso anale, in modo da evitare infezioni. [...]

SESSO ORALE: SAI PRATICARLO

SESSO ORALEIl sesso orale è uno dei rapporti più desiderati dagli uomini. Talmente mitizzato che tante volte lo preferiscono alla classica penetrazione. Ovviamente il sesso orale è molto piacevole anche per noi donne, soprattutto per l'eccitazione emotiva che riesce a creare, senza dimenticare che anche gli odori e i sapori sono particolarmente eccitanti. Non sottovalutare il sesso orale, anche se in apparenza sembra una pratica semplice, se lo scopo è quello di far impazzire il tuo uomo, devi metterci una notevole dose di impegno ed abilità.Impara a...Innanzitutto devi imparare a sentire le sue reazioni, il pulsare del suo pene nella tua bocca è un valido termometro per sapere quando la sua eccitazione sta per raggiungere il culmine. E' importante saperlo! Soprattutto se vuoi che al sesso orale segua altro. Ed anche se non fosse un semplice preliminare è molto bello prolungare a lungo il suo piacere.Per praticare bene delsesso orale, non devi mai avventarti come un'affamata sul suo pene. Quando lui è ancora vestito, mentre vi scambiate dei baci appassionati, fai scorrere la tua mano sui suoi pantaloni, accarezzandogli la parte. Spogliati, o volendo, più semplicemente, scopriti il seno (dipende anche da come sei vestita). Entro breve, le carezze, i baci, daranno l'effetto desiderato: l'erezione! Lentamente scendi fino a trovarti con la tua testa all'altezza del suo missile... e tiragli giu piano la lampo, non sbottonargli subito i pantaloni, infila la mano all'interno e continua ancora un po' le tue carezze sopra gli slip prima, e poi direttamente sul pene. Ora sei pronta per portare alla luce il suo totem pulsante.... e ricorda che ...Devi tenere sempre presente una cosa, il pene è il tallone d'Achille di ogni uomo. Qualunque siano le sue dimensioni, mostrati stupita dalla sua grandezza... quasi come se ti trovassi di fronte una divinità da adorare. Mai ridere o scherzare in questi momenti, almeno le prime volte e finchè non raggiungi un intensa intimità con il tuo lui. Dalle piccole cose si riconosce una brava spompinatrice. Ricorda, il sesso orale è un arte!Come si inizia?Se il suo glande, malgrado l'erezione, è ancora coperto, delicatamente scoprilo abbassando la pelle del prepuzio. Ricorda che la delicatezza è la parola che devi sempre tenere presente finchè giochi con il suo pene! Struscia dapprima le tue guance sulla sua cappella, e poi comincia a dare teneri baci cominciando dal glande e proseguendo per tutta la lunghezza dell'asta. Ora, bagnati bene le labbra e lascia che il suo glande (solo il glande) scivoli lentamente nella tua bocca, con la lingua giragli attorno, soffermandoti di tanto in tanto sulla zona del frenulo (filetto) che è la sua parte più sensibile. All'uomo piace vedere quello che gli stai facendo, quindi in qualunque posizione vi troviate, devi far sempre attenzione a non togliergli la visuale.Entriamo nel vivoAdesso puoi abbassargli del tutto pantaloni e slip. Accarezzagli lo scroto, facendo scorrere la mano fino ai suoi glutei per poi tornare allo scroto. Afferra saldamente il suo pene alla base e, chinando la testa al di sotto di lui, fai scorrere la tua lingua lungo tutta la parte inferiore fino ad arrivare al glande. Rendere il suo pene ben lubrificato dalla tua saliva è fondamentale! Anzi, a molti uomini piace che gli si sputi direttamente sul membro, mentre con le mani gli distribuisci la saliva per tutta la sua lunghezza. Succhia e spingiCon le labbra ben strette fai scivolare tutto (o quanto più puoi), il suo pene nella tua bocca e comincia ad andare avanti e indietro con la testa. Fa attenzione a non fargli male con i denti e disponi la lingua in modo che eserciti una certa pressione durante il rapporto. Asseconda il movimento succhiando quando ti entra dentro e soffiando quando invece retrai il capo dal pene. Un po' come quando si succhia un ghiacciolo o un lecca lecca. Insomma, il movimento, più che i muscoli del tuo collo, lo deve creare proprio questa alternanza di succhio e spinta.Variare, un trucco per il sesso oraleBisogna sempre variare durante un sesso orale, è uno dei trucchi per fargli provare il massimo del piacere, variare, sia la parte stimolata che l'intensità della stimolazione. Quindi a questo punto ricomincia semplicemente a baciargli l'asta, magari accarezza il suo sesso con i tuoi seni e con le mani lo scroto, il sedere, le gambe. Devi fargli capire di amare quella parte, ricorda, è come un idolo e tu lo stai adorando, lo veneri!L'uomo vorrebbe che tu glielo tenessi in bocca per tutto il tempo. Qui si vede la tua bravura, anche se te lo chiedesse esplicitamente, devi seguire i miei consigli, continua a farlo impazzire, se lasci condurre lui, questo gioco finirebbe in pochissimi minuti! Concentrati con la lingua nella zona del frenulo, muovila rapidamente. Riaccoglilo nella tua bocca, ricomincia a succhiare, leccare, baciare... continua fino alla fine a variare stimolazione ed intensità!Il sesso orale è uno dei modi migliori per legare a te un uomo, quindi se diventi un esperta nell'arte dei pompini, avrai un enorme potere! Molte donne non la praticano perchè dicono che il loro uomo non ha un buon sapore, in genere questo vale anche per noi se non curiamo in modo particolare la nostra igiene intima. Quindi per essere sicure, lo si può fare dopo un bagno od una doccia fatta insieme. Ingoio: sì o no?Altro dubbio è cosa fare quando lui "viene"! L'uomo sogna che tu ingoi il suo nettare fino all'ultima goccia. Ovviamente non sei tenuta a farlo se la cosa ti disgusta! Molto eccitante e lasciarlo colare lentamente dalle labbra, mentre assolutamente non devi sputare come se avessi in bocca una medicina amara. Puoi anche evitare che ti venga in bocca, semplicemente imparando a sentire le pulsazioni del suo membro, una volta divenute troppo intense puoi continuare semplicemente masturbandolo con la mano e magari strusciandotelo sul viso o sul seno.Il sesso orale e le malattieOvviamente il sesso orale è una pratica a rischio per quanto riguarda il virus dell'AIDS e tante altre malattie, quindi se non conosciamo bene il nostro partner è meglio usare sempre un preservativo. Sarai tu ad infilarglielo, basta farlo prima di portarlo alla bocca direttamente. Indossandolo tutte le sensazioni sono attenuate, quindi devi usare un po' più energia rispetto ad una sesso orale fatta a nudo. In commercio ci sono preservativi molto sottili, ideali per questo tipo di rapporti.Esperta in sesso oraleMi sono dilungata molto su questo argomento, e tante sarebbero ancora le cose da dire sul sesso orale, molte le scoprirai con la pratica. L'importante è l'atteggiamento, ricorda stai venerando un idolo, non un wurstel, è questo forse il consiglio migliore da tenere sempre a mente. Vedrai che con la pratica diventerai bravissima, o bravissimo, visto che è una pratica adorata anche dai gay.Ma sapete davvero praticare il sesso orale al vostro compagno? Sapete muovere la bocca e la lingua? Usate il ritmo giusto? Siete voi le uniche in grado di farlo godere nel modo migliore o forse un’altra lo farebbe meglio di voi? Scopritelo con il nostro test!Rispondete alle seguenti domande poi verificate a quale lettera avete dato la maggioranza e andate a leggere il relativo profilo. Stampatevi la pagina, annotate tutte le risposte con una X su ogni lettera poi fate vedere il test al vostro ragazzo e commentate le risposte insieme a lui. Passate il test anche alle vostre amiche e confrontate le vostre risposte con quelle delle amiche più intime. È un modo per ascoltare le esperienze altrui o semplicemente per divertirsi in compagnia.1. Durante i preliminariA) Lui vi fa capire che vuole una fellatio e voi accettateB) Lui vi fa capire che vuole una fellatio ma voi evitate dedicandovi ad altre zone erogene2. Durante i preliminariA) Dopo aver baciato appassionatamente il vostro compagno sulla bocca gli tirate fuori il pene dai pantaloni e ve lo mettete in bocca succhiandolo avidamente con un movimento ascendente e discendenteB) Appoggiate il viso al petto di lui, prendete in mano il pene, lo osservate e di tanto in tanto lo baciate senza andare oltre3. Durante i preliminariA) Vi piace prenderlo in bocca solo quando è perfettamente duroB) Vi piace farlo crescere in bocca per sentire le pulsazioni e i movimenti del glande4. Lui non è infetto da AIDS e/o da altre malattie infettiveA) Gli mettete il preservativo prima di fargli la fellatioB) Odiate il preservativo specie in questi casi5. Durante i preliminariA) lo masturbate con forza tenendo il pene con due maniB) con una mano lo tenete mentre con la lingua esplorate il sapore del glande6. Come lo masturbate?A) Con una mano e a volte anche con due. Chiudete le labbra intorno al glande. Ogni tanto vi piace stringerlo con i denti per fargli provare un po’ di dolore.B) Preferite farlo solo con una mano. Con la lingua giocate sopra il glande leccandolo come se fosse un gelato. Siete sempre delicate: circondate la testa del pene con le vostre labbra facendo attenzione a non toccare il glande con i denti.7. Durante la fellatioA) Siete silenziose e pienamente concentrate su ciò che gli state facendoB) Gli domandate se state andando bene e/o gli chiedete come deve essere fatto8. Durante la fellatioA) Gli date le spalle e cercate di nascondervi dietro i vostri capelli senza mostrargli il visoB) Lo guardate in faccia intensamente per vedere che effetto gli state facendo e/o per fargli capire che sta piacendo anche a voi9. Durante la fellatioA) Muovete la testa su e giù ripetutamente con un ritmo veloce e frenetico. La vostra mano accompagna i movimenti della bocca con un ritmo serrato e velocissimo. Lo masturbate con vigore per portarlo all’orgasmo il più presto possibile.B) Muovete la testa su e giù molto lentamente. Ogni tanto vi fermate per concentrarvi solo sul glande. Vi piace leccarlo lungo tutta l’asta con tempi lunghissimi, quando arrivate in cima al glande chiudete la bocca sopra l’orifizio per poi riaprila e andare giù fin dove potete.10. Durante la fellatioA) Vi piace pomparlo e succhiarlo cercando di portare il glande più in fondo possibile in gola. Non vi piace leccarloB) Vi piace leccarlo e pomparlo lentamente. Non lo succhiate. Fate colare la saliva lungo tutta l’asta del pene e la raccogliete con la punta della lingua11. Durante la fellatioA) Cercate di fare meno rumori possibili con la bocca e se li fate li nascondete con dei mugolii o lamentiB) Non badate ai rumori12. Durante la fellatioA) Vi piace spalmare su tutto il pene il miele, il vino, lo champagne, insomma, tutto ciò che vi passa per la testa. Lo leccate lungo tutta l’astaB) Preparate con cura gli ingredienti da mettere sopra il pene del vostro compagno facendo attenzione che il colore e la densità somiglino il più possibile allo sperma. Vi piace utilizzare il latte condensato, la panna o del gelato fior di latte. Vi piace leccarlo con naturalezza come se fosse un gelato13. Durante la fellatioA) Vi piace masturbarlo con una mano mentre con l’altra vi piace accarezzarlo sul petto o nel viso con tenerezzaB) Con una mano lo masturbate. La bocca segue il movimento della mano mentre l’altra mano accarezza il perineo, i testicoli e/o stimola la cavità anale14. Durante la fellatioA) Vi masturbate voi stesse cercando di attirare la sua attenzioneB) Prendete la mano del vostro compagno e ve la portate alla testa . Volete che sia lui a stabilire il ritmo e la profondità della penetrazione.15. Durante la fellatioA) Vi piace essere penetrate da un vibratore o da un altro uomoB) Non vi piace essere penetrate. Volete solo delle tenere carezze.16. Durante la fellatioA) Vi piace essere leccate (69)B) Non volete distrazioni. Essere leccate lì vi infastidisce e vi blocca. Vi piace concentrarvi solo su di lui.17. Sentite che sta per venireA) Vi sollevate di scatto e proseguite la masturbazione con la manoB) Continuate con la bocca18. Sentite che sta per venire:A) Coprite il glande con il palmo della mano affinché gli schizzi non vi colpiscano in viso o sul corpoB) Continuate a fare quello che state facendo senza paura di macchiarvi il vestito e/o che qualche schizzo vi colpisca sul viso o sui capelli19. Durante l’orgasmoA) Lasciate che lui vi venga sulla pancia o sui seni ma non in viso o nel colloB) Lasciate fare a lui20. Lui vi viene in bocca improvvisamenteA) Ridete, vi alzate di scatto, sputate e/o correte in bagno a lavarviB) Guardate il vostro partner con occhi semiaperti. Aprite la bocca. Fate colare lo sperma dalle labbra oppure lo ingoiate21. Lo spermaA) Gli schizzi di sperma vi inorridiscono. Preferite non guardareB) Vi piace osservare i getti di sperma che escono dall’orifizio22. Lo spermaA) Non vi piace ingoiarlo, leccarlo e/o toccarloB) Non vi crea fastidio leccarlo e/o ingoiarlo23. Lo spermaA) Non ha sapore. È schifosoB) Ha un sapore particolare. Non è cattivo24. Lo spermaA) È preferibile non ingoiarlo perché fa maleB) Si può ingoiare tranquillamente, non fa male, è nutriente e non contiene calorie in eccesso25. Dopo l’orgasmoA) Vi andate a lavare e a sciacquare la boccaB) Continuate a baciarlo e a leccarlo. Vi piace pulirlo con la vostra lingua. Vi piace appoggiare la testa vicino al pene26. FantasieA) Una delle vostre fantasie è leccare il pene del vostro partner o di un altro uomo insieme alla vostra migliore amicaB) Una delle vostre fantasie è leccare il pene di un uomo di colore e/o di un’altra razzaI vostri profiliSe la maggioranza delle risposte sono contraddistinte dalla lettera ASai osare, ti piace prendere l’iniziativa, sei sicura di te. Hai grandi potenzialità sessuali ma non le sfrutti appieno. A letto sei capace di fare i numeri ma forse lo fai per farti ricordare dal partner. Sembra che tieni più alla tua performance piuttosto che al reale piacere che sai dare. Vuoi dimostrargli che sei brava e che puoi essere “porca” se lui lo vuole. Ti sei ricordata come lo aveva fatto quell’attrice in quel film porno e ora ti piace usare la stessa tecnica con il tuo partner. Entro certi limiti però. Risultato: non sei né porca né sexy o erotica! Il sesso orale con te è meccanico come se fosse un esercizio da fare in palestra! Un consiglio: ricordati che il sesso è anche una questione di testa! Lasciati andare, sii te stessa, dai sfogo alle tue fantasie. Non essere precipitosa. La fellatio richiede tempo, pazienza e tanta ma proprio tanta partecipazione mentale non solo fisica. Non guardare film hard piuttosto leggiti dei libri erotici.Se la maggioranza delle risposte sono contraddistinte dalla lettera BComplimenti! Voi conoscete i segreti che ogni donna vorrebbe conoscere (il vostro partner lo ha certamente capito). Ti lasci andare completamente, sei “naturale”, libera , trasgressiva, senza inibizioni. Ti piace il sesso forte purché sia condito da coccole e tenerezza. Sei comunicativa , ti piace ascoltare i suoi consigli ma non ne hai bisogno, percepisci da sola ciò che lui vuole, ciò che lui gradirebbe. Ti piace fargli la fellatio non perché sai che lui ne va pazzo ma semplicemente perché a te piace sentire il suo corpo dentro di te in modo ancora più intimo, più affettuoso. È un tuo bisogno fisiologico: ti piace baciarlo, leccarlo e pomparlo con la stessa passione e amore che hai quando lo baci sulla bocca. La tua bocca è ricettiva come una vulva: le tue labbra sono le piccole e grandi labbra, la tua lingua è il clitoride, è estremamente sensibile al tatto e al sapore; il palato e le gote sono le pareti vaginali; la tua saliva è l’orgasmo che fuoriesce per il piacere che provi durante la fellazione. Adori vederlo godere, faresti qualsiasi cosa per accontentarlo ma ciò che più conta è che tu provi piacere nel dare così come lui prova piacere nel ricevere. Voi siete l’amante che tutte vorrebbero essere e che tutti sognano di avere. [...]

IL METODO CONTRACCETTIVO NATURALE

LA CONTRACCEZIONE NATURALE Quando i giorni contano! L'applicazione pratica di questi metodi, che si basano sull'astinenza periodica dai rapporti sessuali, è fondata sull'ipotesi della periodicità di fertilità e infertilità nel corso del ciclo femminile. Le premesse biologiche determinanti per tale periodicità sono così sintetizzabili: attitudine alla fecondazione dei gameti limitata nel tempo: a) ovulo, 6-12 ore b) spermatozoi, 2-3 giorni una sola ovulazione per ciclo determinabilità della data dell'ovulazione. La determinabilità della data dell'ovulazione rappresenta il criterio decisivo per l'applicazione pratica dei metodi di astinenza periodica ed è il fattore responsabile della maggior parte dei loro fallimenti. Metodo di Ogino In cosa consiste Basandosi sui propri studi clinici, il giapponese Ogino stabilì che l'ovulazione avviene tra il 16° e il 12° giorno antecedente l'inizio della mestruazione successiva. Ipotizzando una durata massima della vita degli spermatozoi di 3 giorni, se ne deduce una durata del periodo fertile dal 19° al 12° giorno prima della mestruazione successiva. Nel caso di una donna con ciclo mestruale normale di 28 giorni, il periodo fertile va dal 10° al 17° giorno del ciclo. In cosa consiste Nel caso invece di una donna con ciclo mestruale variabile da 26 a 30 giorni il periodo fertile va dall'8° al 19° giorno del ciclo. Primo giorno fertile = ciclo più breve - 18 giorni = 26-18 = 8. Ultimo giorno fertile = ciclo più lungo - 11 giorni = 30-11= 19. Vantaggi Utilizzabile quando non è disponibile o accettabile nessun altro metodo. Svantaggi Necessità di programmare i rapporti. Di difficile attuazione nelle donne con cicli irregolari. Difficoltà di calcolo della data presunta di ovulazione. Necessità di disporre dei dati di almeno 12 cicli consecutivi prima di poter disporre di una base di calcolo affidabile. Scarsa affidabilità. Indice di Pearl 14-40 Metodo di Ogino: calcoli secondo Knaus e Marschall In cosa consiste Variazione meno affidabile del metodo di Ogino, basata sulla convinzione che l'ovulazione avviene sempre il 15° giorno antecedente la mestruazione. La fase fertile è compresa fra i tre giorni precedenti l'ovulazione e il giorno successivo alla stessa. Metodo di Ogino: calcoli secondo Marschall In cosa consiste Variazione del metodo di Ogino. Il calcolo del periodo fertile è il seguente: ciclo più breve meno 18 = primo giorno fertile ciclo più lungo meno 10 = ultimo giorno fertile. Per una donna con cicli di 26-32 giorni, il periodo fertile va dall'8° al 22° giorno. Svantaggi Come per il metodo Ogino. Indice di Pearl 14-40 La misurazione della temperatura basale In cosa consiste La premessa biologica di questo metodo è l'effetto termogenetico del progesterone. Con la misurazione della temperatura, per via orale, rettale o vaginale, prima di alzarsi la mattina è possibile determinare la data dell'ovulazione con una precisione di ± 1-2 giorni. L'ovulazione si considera avvenuta quando la temperatura basale sale di 0,3-0,5 °C. Ci si deve astenere dai rapporti sessuali da 3 giorni prima a 3 giorni dopo l'aumento della temperatura. Vantaggi Utilizzabile quando non è disponibile o accettabile nessun altro metodo. Svantaggi Necessità di programmare i rapporti. Totalmente inaffidabile in caso di malesseri o malattie. Scarsa affidabilità globale. Impossibilità di prevedere con certezza il momento dell'ovulazione. Indice di Pearl 1 in caso di rapporti sessuali solo dopo l'ovulazione. 3 in caso di rapporti sessuali anche prima dell'ovulazione. Il metodo "Billings" In cosa consiste Determinazione del periodo fertile mediante l'osservazione del muco cervicale, che in prossimità dell'ovulazione diventa fluido, elastico e può essere stirato in lunghi filamenti. Astensione dai rapporti sessuali nel periodo fertile. Vantaggi Utilizzabile quando non è disponibile o accettabile nessun altro metodo. Svantaggi Necessità di programmare i rapporti. Necessità di una buona conoscenza del proprio corpo e disponibilità al contatto profondo con i propri genitali. Il muco può subire variazioni anche per cause diverse dall'influsso ormonale. Scarsa affidabilità, soprattutto perché il muco, prima dell'ovulazione può non dare segni rilevanti di modificazione. Indice di Pearl 15,5-32 secondo le casistiche. L'abbinamento della misurazione della temperatura basale e dell'osservazione del muco cervicale (metodo "sinto-termico") può migliorare l'indice di Pearl fino a 0,8. Persona In cosa consiste Persona è un sistema contraccettivo che, monitorando i livelli ormonali, è in grado di stabilire quali sono i giorni fertili. In pratica, con dei semplici stick usa e getta analizza le urine del mattino e segnala su un piccolo monitor portatile se si possono avere rapporti sessuali. Vantaggi Il più sicuro fra i metodi naturali. Svantaggi Necessità di programmare i rapporti. Costi. Indice di Pearl 6 Vantaggi Elevata affidabilità del metodo della temperatura basale e del metodo sinto-termico. Metodi contraccettivi in assoluto più innocui. Non è necessario alcun preparativo antecedente il rapporto sessuale. Reversibilità. Nessun problema di compatibilità. Nessun effetto secondario. Nessuna interferenza con la fertilità futura. Buona accettabilità se i partner cooperano. Nessun intervento chimico o meccanico sull'organismo. Nessuna spesa (eccetto per Persona). Svantaggi Bassa affidabilità del metodo del calendario e del metodo Billings. Non molto adatti a coppie giovani visti i giorni di astinenza richiesti. Accettabilità limitata in quanto alcune coppie non si fidano del metodo. Elevata percentuale di fallimento se la motivazione è scarsa. Elevata percentuale di fallimento se sui metodi sono state fornite informazioni scarse. Necessaria la misurazione quotidiana della temperatura. Necessaria una certa dose di intelligenza per l'interpretazione corretta della curva della temperatura. Non praticabili durante l'allattamento. Applicabili in modo condizionato in caso di forti oscillazioni del ciclo mestruale. [...]

Sesso e mestruazioni: come fare e cosa non fare

Come comportarsi davanti a quei giorni in cui ci sembra impossibile poter liberamente fare l'amore? La prima suggestione riguarda l’avvento del menarca, la prima mestruazione. Per ogni ragazza questo è un momento molto importante nel processo di crescita, poiché è carico di vissuti che determineranno profondamente il rapporto con il proprio corpo e il suo modo di sentirsi donna. E. Deutsch (45) parla di un periodo di aspettativa, variabile da persona a persona, durante il quale avviene una maturazione fisica e una preparazione psicologica alla femminilità. In questo processo maturativo entrano in gioco le esperienze infantili della ragazza relative ai segreti della madre circa le mestruazioni. Più la ragazza è giovane e più l’evento mestruazioni, a livello emotivo, suscita in lei sensazioni sconvolgenti e si può insinuare il pensiero che la femminilità sia qualcosa di doloroso, sanguinoso, sporco, pericoloso. Numerose possono essere le conseguenze di un simile vissuto: la mestruazione non viene sentita come parte integrante del proprio essere femminile, quanto analoga a una funzione escretoria, un rifiuto del corpo, qualcosa che non serve e di cui ci si deve solo vergognare (pare che questo vissuto accomuni donne e ragazze che soffrono o hanno sofferto di enuresi, enterite, nevrosi ossessiva, debolezza vescicale, o più semplicemente coloro che, nel periodo delle mestruazioni, stanno a letto). Il menarca assume infatti, nella psicologia femminile, secondo gli autori di matrice psicoanalitica, l’importante funzione di organizzatore della vita dell’adolescente, che le permette di “scandire la vita regolandola secondo le fasi procreative: non a caso vengono chiamate regole” (Vegetti Finzi, Battistin, 00). Quando esso non viene accolto e compreso nel suo significato positivo può dare origine a diverse reazioni di disagio e malessere psicologico, se non addirittura sfociare nella patologia. Ipereccitabilità, sensazioni di malessere, scarsa resistenza alla fatica, stati di depressione, ansia e angoscia che possono sfociare in fobie e paranoia, sono alcune possibili evoluzioni di un significato negativo, attribuito alle mestruazioni. Il rapporto con le mestruazioni, con il proprio corpo e quindi anche con il sesso è influenzato dal legame che la ragazza ha con la propria madre, e quindi con il modo in cui quest’ultima, a sua volta, ha vissuto ed ha accettato la sua femminilità e il rapporto con l’altro sesso. Inoltre, anche la società e la cultura familiare concorrono ad alimentare una visione ottimistica o pessimistica dell’essere donna o dell’essere uomo. Purtroppo anche nella nostra società continuano a rimanere antichi retaggi e credenze mitologiche, secondo cui “il sangue che le donne mestruate espellono è impuro perché passando dalla notte uterina al giorno rovescia la sua polarità e passa dal sacro destro al sacro sinistro. Le donne in questa condizione sono intoccabili e in numerose società segrete devono compiere un rito di purificazione prima di reintegrarsi nella società da cui sono state momentaneamente escluse” (Chevalier, Gheerbrant; 69). In Vegetti Finzi, Battistin (00) si legge: “In alcune civiltà primitive la donna era considerata tabù, e quindi inavvicinabile durante le mestruazioni: non solo il suo contatto, ma addirittura il suo sguardo potevano far perdere all’uomo la virilità e distruggere i vegetali che germinavano…Anche al di fuori della sessualità si tendeva ad attribuire alla donna nel periodo mestruale un misterioso potere malefico simile a quello delle streghe”. Se tali immagini, legate alla femminilità, al potere generativo, vissuto come oscuro e minaccioso, anziché come auspicabile meta da raggiungere viene avvallata dal gruppo di appartenenza (famiglia, scuola, società) la ragazza (e la futura donna) potrà essere indotta a vivere questo evento come elemento regressivo, che la induce a rifiutarsi di crescere e quindi di accettarsi come un essere sessuato che gode della piena maturità fisica e psichica raggiunta. Il padre, in questo senso, e più tardi il partner, può essere di grande aiuto perché fornisce alla ragazza, attraverso i suoi principi e le sue concezioni, la possibilità di rendere più agevole questo passaggio (Benjamin, 95). Ecco perché è importante ciò che i rispettivi sessi pensano l’uno dell’altro: l’uomo nei confronti della femminilità e della donna e quest’ultima nei confronti dell’universo maschile rappresentano punti importanti nella conquista di un forte senso di identità. Inoltre per quanto attiene alla relazione con il corpo essa non può prescindere dalla sfera emozionale e dalle esperienze dell’individuo perché la sessualità dipende anche da come viviamo: le emozioni, soprattutto quelle negative, le inibizioni di ordine psicologico e i conflitti e ne può risentire (Kaplan, 75). Da quanto asserito si deduce quindi la complessità della relazione esistente fra sesso e mestruazioni, per cui come rispondere a domande quali: si può fare sesso quando ci sono le mestruazioni? E’ vero che per un uomo la donna in quel periodo è meno attraente? La mestruazione dolorosa spegne il desiderio sessuale? La donna mestruata suscita fantasie particolari nell’uomo? Probabilmente tenendo conto di tutti i fattori sopra menzionati per cui esperienze, aspettative sociali, stereotipi, relazioni significative concorrono insieme a determinare quanto per una persona può essere accettabile e desiderabile e quanto invece rappresenterebbe un evento sgradevole. Non esiste quindi una risposta univoca, che va bene per tutti, esiste piuttosto la storia personale, propria di ogni persona cui bisogna dare valore, poiché ciò che può essere auspicabile per uno ad un altro può provocare fastidio ed esiste il rispetto e l’accettazione della differenza [...]

LA MASTURBAZIONE FEMMINILE E LE SUE FORME

Masturbatevi il più possibile e nei modi più svariati. E’ importante per conoscere meglio il vostro corpo, per amarlo di più e per farlo conoscere meglio. Nel rapporto sessuale è l’uomo che deve seguire la donna, essendo questa più complessa, ed è la donna che deve spiegare all’uomo come fare a seguirla. Per questo è fondamentale che essa conosca le proprie zone erogene, i modi in cui stimolarle, i ritmi di queste stimolazioni, il proprio piacere, insomma. Una donna che non si è mai masturbata parte svantaggiata nel rapporto sessuale. Non si può aspettare che sia l’uomo a farci conoscere, se non in piccola parte. Troviamo da sole i nostri punti, poi indichiamoli al partner e facciamoci aiutare a stimolarli. Conoscendo i nostri orgasmi con le loro potenzialità, ci sarà più agevole trasferirli in un rapporto a due e trascinare anche il partner nel nostro godimento. La masturbazione clitoridea. E’ la forma più comune di masturbazione femminile. Consiste nella stimolazione diretta o indiretta del clitoride. Diretta: viene manipolato, sfregato il corpo stesso del clitoride. Tenendo aperte le piccole labbra si può titillare delicatamente il glande fuoriuscito, avendo cura di tenerlo lubrificato, fino a giungere all’orgasmo. Questa non è la procedura più usata in quanto per molte donne il glande è un punto troppo sensibile perché sia stimolato direttamente. Più delicato è lo sfregamento diretto del clitoride con oggetti, perché in questo caso il glande rimane per lo più nascosto dentro al suo prepuzio. In questo caso la stimolazione avviene tramite movimenti circolari d’oggetti dalla punta arrotondata. Indiretta: il clitoride viene stimolato indirettamente facendo pressione sul monte di Venere o stirando le labbra vaginali. Le piccole labbra, che sono attaccate al prepuzio, se sono sfregate provocano un delicato e gradevole strappo della clitoride, e se titillate fanno scivolare il prepuzio avanti e indietro sul glande facendolo inturgidire e, infine, venire. Altre donne preferiscono sfregare gli interi genitali contro oggetti quali cuscini, pomi del letto, maniglie della porta, tessuti morbidi, ecc... Altre ancora, si masturbano sedendosi sui tacchi e facendo pressione sui muscoli o stringendo le cosce l’una contro l’altra ritmicamente o salendo in bicicletta o, ancora con il massaggio idrico della regione genitale e perineale. Le varianti per questo tipo di masturbazione sono in sostanza infinite. Un esperto in questo campo riconobbe in venti anni d’esperienza clinica più di cento forme di masturbazione clitoridea. [...]

LA MASTURBAZIONE VAGINALE

Sono poche le donne che si masturbano accompagnando alla stimolazione clitoridea la penetrazione vaginale, solo un 2% quelle che si masturbano solo vaginalmente. Eppure, all’interno del nostro organo sessuale, possediamo diversi punti che, se correttamente stimolati, ci portano all’orgasmo. Quindi perché così poche donne ne usufruiscono? Forse si pensa che l’esplorazione della vagina sia una prerogativa del partner (ma lui come fa a trovare i punti giusti se non glieli indichiamo?). Oppure che sia più rapido e facile masturbarsi clitoridealmente e che una penetrazione possa distrarci da tale pratica (ma non è forse una limitazione?). O, ancora, non si sa bene quali punti andare a stimolare (in questo caso è bene trovarli). L’uso di un pene artificiale, o di chi per lui, durante la masturbazione, vi permette di esplorarvi e quindi conoscervi meglio. Di trovare le zone interne in cui siete più sensibili, di scoprirne la giusta stimolazione, le giuste pressioni e i giusti ritmi, di smascherarne il piacere, insomma. Conoscenze che arricchiscono sia voi che il vostro partner, perché -sia chiaro- nel rapporto sessuale è l’uomo che deve seguire la donna, essendo questa la più sensibile e complessa. Ripetiamo: come può un uomo conoscere i vostri punti deboli, se questi variano da donna a donna, per lo meno come ritmi e modi di stimolazione? Per questo è importante una masturbazione completa. Vi consigliamo di usare un pene artificiale perché molto spesso le dita non bastano, sia per la profondità delle zone ricercate che per le pressioni di cui queste necessitano. Una cosa importante è l’utilizzo del preservativo: incappucciate gli oggetti che avete deciso di utilizzare per la vostra masturbazione. Siano banane, cetrioli, carote, candele, bottigliette, falli artificiali o vibratori, tutto deve essere ben pulito onde evitare il rischio d’infezioni e un preservativo sterilizzato è la miglior precauzione. Altra raccomandazione è quella di non eccedere nelle dimensioni degli oggetti che avete deciso di utilizzare onde evitare sgradevoli inconvenienti. Per sfatare eventuali leggende metropolitane rileviamo che i peni artificiali non sono pericolosi da usare, ma sono un ottimo trattamento per quelle donne che hanno difficoltà ad arrivare all’orgasmo (per questo sono consigliati da molti terapisti). I peni artificiali non danno dipendenza e non diminuiscono la percezione del piacere. Chiaramente, come in ogni cosa, non bisogna abusarne e ricordarsi che il piacere ha in ogni modo i suoi tempi: il concentrarsi solo sull’orgasmo veloce dato dal vibratore non vi lascerà molto soddisfatte. [...]

COME FARLA IMPAZZIRE

COME FARLA IMPAZZIRE CON LA BOCCA Se il verbo "to lick" in inglese significa banalmente "leccare", ce n'è un altro assai più evocativo che è "to lap", e significa "lappare". Lappare, secondo lo Zingarelli, significa "bere come fanno i cani, suggendo rumorosamente l'acqua con la lingua", "bere avidamente" e comunque "leccare". Se si dovesse trovare il verbo che più indica la leccata del cunnilinguus, direi che è più espressivo lappare piuttosto che leccare. Non voglio scrivere il solito decalogo dei dieci modi per fare qualcosa in campo erotico (ho già fatto quelli della missionaria, della masturbazione per lui, della masturbazione per lei e del bacio). Nè voglio propormi (come non mi sono mai voluto proporre in precedenza parlando di altre pratiche) come l'artista della leccata o il profeta del cunni. Mi piace praticare il cunnilinguus, ma non mi sento di farlo meglio di qualcun altro, e di sicuro so che tutti potrebbero, se non altro, farlo come riesce a me, ammesso che a me riesca. Scrivo solo, anche perchè sollecitato a farlo, per mettere nero su bianco un po' di esperienze fatte negli ultimi vent'anni, e forse anche per chiarire meglio le idee a me stesso. Dirò prima delle posizioni, poi delle tecniche (anche se so benissimo che sia le prime che le seconde hanno varianti infinite e che ognuno ne studia di personalizzate adatte a sè e alla propria compagna: insomma, di nuovo, non ci sono regole... "non esistono leggi in amore", cantava Marco Ferradini smentendo il suo stesso Teorema). POSIZIONI L'importante è che la lingua di lui possa lappare la micia di lei. Ciò premesso, ogni posizione è buona, anche appesi a testa in giù dal lampadario. Però, se vogliamo escludere i numeri da circo, sono dodici le posizioni più tradizionali. Lei distesa sulla schiena su un letto o su un divano o dove può stendersi comoda, e lui è steso a pancia in giù sullo stesso piano, ma più in basso, in modo di avere la testa sopra la fica di lei, in posa tale da poterle allargare le grandi labbra. Stessa cosa detta sopra, ma con lei che si è messa sotto i fianchi un cuscino (o due) per poter meglio porgere il monte di venere alla bocca di lui. Lei è sul letto o sul divano, seduta o sdraiata, ma con le gambe piegate giù verso il pavimento lui siede accucciato per terra e lecca fra le sue cosce. Lei è a quattro zampe, o con il sedere in alto a pecorina e il busto appoggiato, porge il sedere e può essere leccata e toccata da tergo da lui che è inginocchiato dietro. Lei è a quattro zampe e lui le è sotto, ma solo con la testa, e si fa accucciare la fica sulla bocca e lecca aiutandosi con le mani. Lei è a quattro zampe e lui le è sotto, con tutto il corpo... potrebbe essere il sessantanove, ma lei si gode la leccata e non lecca. Lei sotto, sdraiata sulla schiena, lui sopra rovesciato e aderente su di lei... potrebbe essere il sessantanove, ma lei si gode la leccata e non lecca. Il sessantanove con lei a quattro zampe sopra, o appoggiaata su lui che è sotto sulla schiena. Il sessantanove con lei sotto sulla schiena e lui sopra ventre a ventre. 10) Sessantanove sui fianchi. Lei in piedi (magari appoggiata) lui a terra la lecca da sotto 12) Lei seduta sul letto, gambe larghe, lui pancia in giù con la faccia a leccarla. TECNICHE Avvicinamento lento. La lingua non va SUBITO a cercare la fica e il clitoride, ma si avvicina facendosi desiderare, lentamente, con toccate e fughe, e con le dita che giocano a stuzzicare in collaborazione con la lingua. Il cunni può iniziare PRIMA che siano tolte le mutandine, ed è delizioso spostarle quel tanto che basta per tentare i primi affondi e le prime leccatine, sentendola già bagnata e profumatissima. Delicatezza. Il clitoride è delicato. Non va aggredito con slappate violente fin dall'inizio. Anzi, va titillato con estrema cautela, cercando di capire come reagisce lei. Se lei mostra di apprezzare, si intensificano piano piano il movimento e la pressione, altrimenti si rimane lievi. Il posto giusto. Il posto giusto è il clitoride. Lei gode solo se si stuzzica lì. Leccare più in basso è piacevole ma non porta all'orgasmo. Nessuna donna godrà solo per essere stata penetrata dalla lingua nella vagina. Non solo il clitoride. Tuttavia, se si rimane sempre e solo sul clitoride la cosa è monotona e si priva la nostra fantastica compagna di qualche brivido in più. Per cui pur concentrando *soprattutto* sul clitoride le nostre attenzioni, occorre leccare anche intorno, e giù, e dentro, compresa la zona magica fra ano e vagina, e poi lo stesso buchetto del sederino e il solco di pesca fra i due glutei. Movimenti non ripetitivi. Non si deve leccare sempre allo stesso modo, alla stessa velocità, allo stesso ritmo, sullo stesso punto. Si può leccare in punta di lingua, poi passare a movimenti di lingua piatta, poi a movimenti circolari, poi a movimenti a scalpello, poi andare su e giù, poi aumentare l'intensità, e poi dimuire o aumentare la vicinanza fra il nostro volto e la topina. Si può succhiare. Il tutto *rispondendo* a lei, vedendo se le piace, se cola umori, se mugola, se ci porge il monte di venere, se inarca la schiena. Aiutarsi con le dita. Le dita sono fondamentali per un buon cunnilinguus. Come minimo, servono a carezzare la topina prima e poi ad allargare le grandi labbra, e a tenerle allargate. Poi scoprono e scappucciano il clitoride offrendolo libero ed eretto alla lingua. Però sono di aiuto incredibile per l'orgasmo, servendo a titillare e penetrare nello stesso momento in cui si lecca. L'ideale per farla impazzire è tenere scoperto il clitoride con la sinistra, e usare la destra per penetrarla, in vagina o nel sederino, o in tutti e due i posti contemporaneamente. A volte lei dice, quando faccio così: non so che cosa tu mi stia facendo, ma continua a farlo! Il punto G. Il punto G esiste ed è pure abbastanza facile trovarlo. Stimolarlo in abbinamento al cunni scatena orgasmi violenti (dicono loro). Si inserisce l'indice o l'indice e il medio insieme nella fica, e si preme, strofinando energicamente, la parte anteriore della cavità vaginale, come scavando verso l'esterno del corpo di lei per uscire dal baso ventre. Si sente un piccolo dosso rugoso.Il punto G è in profondità in corrispondenza di quelle rughe, serve una frizione forte per stimolarlo. Se lo si fa, e intanto si lecca il clitoride, il palmo della mano si riempie di suoi umori come se lei facesse pipì. A volte si ottiene pure un effetto squirting. Magia, quando accade. Le dita di lei. Anche lei si può e si deve toccare mentre viene leccata. Lei può titillarsi il clitoride contemporaneamente alla lingua di lui, oppure mentre lui lecca più in basso, oppure può penetrarsi analmente e vaginalmente mentre lui lecca, o può titillarsi i capezzoli o stringersi i seni. I seni. Leccare la fica e titillare insieme i capezzoli o stringere le tette favorisce l'orgasmo in maniera notevole. I Toys. Leccare e intanto giocare con il fallo artificiale, o il vibrino, o le palline cinesi o altri "giochi" da sexy shop aiuta più che mai a farla godere. Naturalmente occorre variare le posizioni, di continuo, senza commettere però lo sbaglio di cambiare posizione o movimento proprio mentre lei sta per godere... occorre sentirlo, vedere, capirlo. Se le piace e le piace tanto, si insiste. Squadra che vince non si cambia. Non si deve aver paura di sporcarsi la faccia. La faccia va premuta sulla fica fino a lavarsela dei suoi umori. Si possono e si devono usare anche il naso e l'alito. Si deve non solo leccare, ma anche succhiare, bere. Si deve avere il gusto per quell'odore, quel sapore. Quel calore. E' il suo segreto, la sua essenza, la sua intimità. Si devono usare anche gli occhi, per aprirla e penetrarla con gli sguardi là dove è più donna. Se nonostante tutto ciò lei non gode, pazienza. Forse non è dell'umore, serve essere sereni e rilassati per arrivare all'orgasmo. Spesso all'orgasmo lei non arriva non perchè non le piace, ma perchè ha voglia di essere penetrata e allora chiede di smettere per passare ad altro. Va bene lo stesso. Ma forse a volte vale la pena insistere... perchè vederla e sentirla godere mentre la si lecca, è un'emozione grande. [...]

SESSO TANTRICO e CONCETTI SUL TANTRA

IL SESSO TANTRICO Di libri sul tantra ne sono pieni gli scaffali di ogni libreria, per cui mi limiterò a darvi brevi cenni su cosa e' il sesso tantrico e su come sperimentare le tecniche di orgasmo rilassato : non prendetela solo come guida Michelin sulla sessualità alternativa, ma anche come modo di affrontare la vita (anche sessuale) serenamente :) Il "tantra" nasce in india con un preciso significato filosofico e dottrinale e una valenza principalmente spirituale. La dottrina tantrica infatti, insegna il metodo di liberazione dei vincoli sensoriali, e non una frenetica ricerca di sensazioni nuove ed eccitanti, e come tale va vissuta.nonostante oggi si parli di "tantra" in modo familiare, i riferimenti non sono quasi mai corretti. Si tende ad indentificarlo come una panacea ai piu' diversi problemi sessuali, mentre dovrebbe essere visto come la via dell'amore, si, ma non intesa solo come rapporto erotico, bensi' come unione sentimentale, psichica e naturalmente sessuale tra uomo e donna. Il sesso è solo l'inizio, non la fine. Provate a chiedervi : quante volte faccio sesso in modo concitato, quasi competitivo? La risposta la conoscete da soli. Adattandoci a stili di vita frenetici e stressanti, ci abituiamo a vivere la sessualita' allo stesso modo: affannandoci, sudando, gemendo, urlando e soffocando il respiro allo scopo di conquistare il/la partner con la nostra bravura erotica e la nostra carica sessuale. Quello stato orgasmico che sempre ricerchiamo, ci risulta così molto più lontano di quanto realmente sia. Se cominciassimo a pensare che il sesso non è solo un piacevole modo di consumare calorie e di dimostrarci forti e bravi, riusciremmo a capire la vera essenza del tantra. Rilassamento e respiro. «Un giorno lei mi disse: Fai l'amore in modo competitivo. Io mi incazzai, lei era sempre più polemica verso di me. Alla fine non realizzai nessuna delle mie fantasie sessuali strane, il nostro rapporto esplose e io mi trovai solo, disperato e in preda a una eccitazione selvaggia che non riuscivo a sedare in nessun modo. Vedevo il sesso come un modo divertente di fare ginnastica, stavo lì a pensare ai movimenti giusti che dovevo fare per godere e farla godere, ma mi perdevo ogni divertimento.» Se provate a ricordare l'ultima volta che avete fatto sesso, la vostra memoria si soffermerà per lo più su ricordi fisici e ambientali quali: luogo, posizione, calore, sudore, gemiti, penetrazione e movimenti; in piccola parte su sensazioni psichiche e sensoriali piacevoli. Questo perchè l'orgasmo che avete raggiunto, era sintonizzato su "onde corte" e non su "onde lunghe". Negli ultimi anni di ricerche sul cervello umano, si è scoperto che tanto più una persona è attiva e tesa, tanto più il cervello lavora su un ritmo di onde cerebrali corte e veloci. In questo stato la capacità di percepire sensazioni piacevoli è bassa. Il funzionamento del corpo è ridotto perché il cervello ha bisogno di molta energia per affrontare il difficile compito del pensare razionalmente. Pensare razionalmente durante l'atto sessuale è pratica comune ai nostri giorni. Sia gli uomini che le donne si trovano sommersi da paure e dubbi: "le piacerà?", "starà godendo?", "forse non sono abbastanza bella", "forse non sono abbastanza bravo", "dovrei cambiare posizione?" "forse dovrei succhiarglielo un po'". Tutti questi pensieri che ci affollano la mente inibiscono il naturale fluire del piacere, impedendoci di scorgere la vera carica erotica di una carezza, di un bacio o della penetrazione. In questo modo, l'energia vitale viene tolta al corpo per concentrarsi sui pensieri; che é poi lo stesso meccanismo che si instaura quando siamo stressati o ansiosi e digeriamo male: il cervello ha tolto energia allo stomaco che non può portare a termine una corretta digestione. Se proviamo a concentrarci sul rilassamento e sgombriamo la mente da dubbi inutili e controproducenti, il ritmo di "lavoro mentale" diviene più lento e le onde cerebrali si allungano. La dottrina tantrica insegna le tecniche di rilassamento e di "sgombero" da pensieri negativi e bloccanti, per giungere ad una più alta e profonda coscienza di sé, del nostro corpo e del nostro spirito. Il tantra, invece che spingere a concentrare le energie su tecniche amatorie e penetrazioni contorsionistiche, ci insegna a non fare niente e non pensare a niente. Prova a fare sesso e a concentrarti su "niente" e ti renderai conto che non è così semplice. Il punto è: mentre facciamo sesso, ci sono mille piccoli stimoli cerebrali e sensoriali che ci portano a pensare ad "altro", a partire dalla posizione fino ad arrivare all'orgasmo stesso; il sesso diviene una specie di gara, o di match con noi stessi. Ma se proviamo a concentrarci sul niente, nè sull'orgasmo, nè sulla durata, nè sul piacere che stiamo portando al/la partner, l'unica cosa che sentiremo sarà noi stessi e il nostro respiro. Bene, ora che hai sgombro il pensiero e che siete l'uno dentro all'altra, respira profondamente. Diventa tutt'uno col respiro e pensa solo a questo. Non fare sforzi, pensa che ti stai addormentando e ti concentri sulla respirazione in modo naturale. Ti sembrerà noioso e stupido, ma è il primo passo per liberarsi da quella zavorra che ti impedisce di godere di un amplesso intenso e prolungato che culmina in un'emozione spirituale profonda, mai provata. Nel tantra niente deve essere meccanico. Quando facciamo l'amore siamo generalmente molto impegnati a farlo bene, la tecnica ha la sua importanza, specie per gli uomini che mettono molta attenzione nell'ascoltare il proprio piacere sessuale. A volte è come se volessimo misurarlo, controllarlo,confrontarne la quantità e la qualità con il piacere provato altre volte, con altre persone.Ma questo meccanismo è controproducente ai fini del piacere stesso. Il sesso tantrico non si fa per mostrare la propria tecnica perché nel sesso non esiste una tecnica. Non si può misurare il piacere che si prova, perché non è un piacere che può essere più o meno forte, bensì un piacere totale: o c'è o non c'è. Se c'è, sei soddisfatto/a fino in fondo. Difficile descriverlo, bisogna proprio provarlo. Ma attenzione! Non è una cosa mistica, ideale, mentale. Stiamo parlando di una reazione fisiologica, di un cambiamento fisico che avviene dentro il nostro corpo quando si fa l'amore in questo modo diverso. Se due persone fanno l'amore in modo rilassato e rallentato, dopo 35 minuti circa avviene una reazione fisica che fa sì che le onde cerebrali dei due amanti si sintonizzano su un livello molto tranquillo e si passi dalle famigerate "onde corte" alle "onde lunghe". Fare l'amore per trentacinque minuti... E' più facile di quello che sembra, perchè non è necessario che il pene di lui sia eretto, è sufficiente che resti dentro, anche se è piccolino e anche se i movimenti non sono dei sonori e poderosi stantuffamenti che tolgono il respiro. Anzi! Il respiro deve essere sempre rilassato e profondo! Ricorda: Respiro corto e concitato = onde cerebrali corte. Respiro profondo e rilassato = onde cerebrali lunghe. Quando nel linguaggio comune si dice "sentire delle buone vibrazioni", essere "sulla stessa lunghezza d'onda" oppure "avere feeling"; ci si riferisce proprio a questo fenomeno di rilassatezza in cui ci sentiamo a nostro agio e non cerchiamo di mostrarci nè bravi, nè belli nè forti e che quindi non ci impone il raggiungimento di nessuna vittoria; non c'è gara con l'altro, e neppure con noi stessi: siamo perchè respiriamo. In termini pratici, quello che è necessario fare per acquisire una buona dimistichezza col sesso tantrico è provare, provare provare provare provare... La prima volta, ritrovarsi per 35 minuti l'uno nell'altra, muovendosi appena, con movimenti lenti e impercettibili, simili a quelli di un bradipo, ci risulterà davvero assurdo e forse noioso. Ma dopo le prime volte, superati quei 35 minuti in cui il nostro corpo e la nostra mente si adatterano a questa nuova dimensione di nulla, vi sarà uno sconvolgimento sensoriale e una percezione continua di piacere, come se il confine tra il proprio corpo e quello del/la partner non esistesse più. Ed è a questo punto che si inizia a godere in un modo completamente nuovo dello sfregamento tra i due sessi. Il contatto con la pelle acquisterà una nuova valenza, gli odori si amplificheranno, ci sembrerà quasi di percepire le minuscole particelle ormonali che si liberano nell'aria, ogni più piccolo movimento acquisterà una carica emotiva inaspettata, e tutte le sensazioni fisiche saranno moltiplicate. Ogni contatto, ogni movimento, ogni carezzamento interno dà subito piacere, non come accade spesso quando si fa "su e giù" e non si sente quasi nulla e il piacere sta tutto nell'attesa dell'orgasmo. In questo stato mentale il piacere sessuale si intensifica, è forte ma non esplode nell'orgasmo... Esplode dentro, in un piacere diffuso in tutto il corpo; un piacere fatto di brividi e calore che non è solo genitale e che ci lascia in uno stato di appagamento e soddisfazione totale, che passa in ogni centimetro di carne del suo e del tuo corpo. Ricapitolando: Sesso tantrico é un modo di concepire e attuare il sesso nella dottrina tantrica. Per metterlo in pratica serve: profonda rilassatezza sgombero del pensiero dalla volontà di godere e di far godere calma e lentezza apertura mentale verso se stessi e i propri sensi nessuno stimolo esterno che possa attirare l'attenzione lunghi respiri profondi NON serve: avercelo duro (e se ce lo avete duro, dopo 35 minuti di semi-immobilità diventerà molle ed bene così :)) sbattersi e affannarsi mettersi in attesa dell'orgasmo cambiare mille posizioni urlare, gemere, ansimare.. Detto questo, se ne avete voglia provate ad immaginarlo come una danza. una leggera danza che viene dall'interno, che vi coinvolge senza che voi vi imponiate di ballare. Se ci riuscite avete scoperto il tantra come lo scoprirono gli antichi indiani. Se non ci riuscite, vorrà dire che sarete costretti ad una vita di affanni per dimostrare che siete i migliori amanti del mondo, pur rimanendo col dubbio della potenza e della bellezza questo tanto declamato sesso tantrico. [...]

IL BACIO: CONSIGLI PER L'ABUSO

Sapevate che gli uomini, baciando una donna, le trasmettono il testosterone, aumentando così il suo desiderio, e che le donne trasmettono invece le benzodiazepine che riducono l’ansia dell’amante? Tutte le meraviglie del bacio, in compagnia di Emmanuele Jannini. Darwin pensava che il bacio fosse naturale fra gli esseri umani. Pur sapendo che questa pratica era sconosciuta presso diverse culture, era convinto che fosse una tendenza innata. Aveva ragione: Più del 90% delle popolazioni che sono state studiate dagli antropologi si baciano… Se la pratica del bacio è praticamente universale nella cultura occidentale, non si può dire altrettanto per altre culture. E' infatti una pratica sconosciuta, per esempio, nei Tonga africani come nei Siriono boliviani. Gli stessi giapponesi hanno imparato baciarsi solo nel dopoguerra, e grazie all'influenza della cultura occidentale arrivata con le lattine di cocacola. Prima della colonizzazione, non ci si baciava tra i somali e i Tonga del sudafrica. A Bali si dice che ci si baci sfregando il naso; in realtà si accostano i volti e ci si odora e si gusta col naso il calore della pelle dell'altro, ma non ci si bacia. Il bonobo, la scimmia antropomorfa più vicina all'uomo dal punto di vista genetico, passeggiano a braccetto, si baciano le mani e i piedi, e si abbracciano dandosi lunghi baci "alla francese". Simbolicamente, il bacio è il simulacro del coito, perché la lingua che penetra nella bocca ha un significato fallico sia per l'uomo che per la donna e, restando nel campo simbolico, esprime l'impulso bisessuale per entrambi: possedere ed essere posseduto/a. Ma c’è anche una chimica del bacio. Qualcuno ha dimostrato che il maschio immette, baciando, una certa quantità di testosterone nella bocca della donna. Il testosterone è l'ormone del desiderio per entrambi i sessi (anche le donne lo producono nelle quantità sufficienti a questo scopo). Il bacio aumenta quindi il desiderio femminile. La donna, a sua volta, immetterebbe, secondo alcuni, delle sostanze ansiolitiche della famiglia delle benzodiazepine. Lo scopo è ridurre l'ansia dell'amante. Alcuni scienziati pensano addirittura che la frazione benzodiazepino-simile aumenti quando il desiderio sessuale di entrambi sia basso. Ciò avrebbe un effetto sedativo. QUEL MERAVIGLIOSO TOCCO SULLE LABBRA Che la bocca fosse piena di batteri l'aveva scoperto nel XVII secolo l'olandese Antonio Leewenhoek che si domandava angosciato: "Che succederebbe se si rivelasse alla gente che vi sono più animali viventi nella schiuma dei denti, in bocca a un uomo, che abitanti di un regno?". Infatti si calcola che in un millilitro di saliva ci sono circa 60 milioni di germi. In una sessualità come la nostra attuale, segnata dallo spettro dell’AIDS, i timori legati al bacio sono moltissimi. Tuttavia, la prevenzione delle malattie, e soprattutto di quelle sessualmente trasmissibili come l'AIDS, non passa attraverso la disinfezione della bocca, la sistemazione di un preservativo sulla lingua o l'astensione dal baciarsi. La maggior parte delle malattie che si trasmettono con i baci, dal raffreddore, all'influenza - le più banali - dalla difterite alla tubercolosi - le più gravi - sono trasmesse prima di tutto con le cosiddette "goccioline di Flugge", l'aerosol di saliva che emettiamo, anche a grande distanza (fino a 6 metri) quando parliamo, quando tossiamo e quando starnutiamo. Non si previene quindi l'influenza non baciando, ma vivendo in una campana di vetro. Un discorso a parte è per la monucleosi infettiva, la "kissing disease" degli autori anglosassoni. Si trasmette col bacio, ma non solo col bacio. E' vero che la bocca è ricettacolo di miliardi di germi, alcuni potenzialmente patogeni (streptococchi, stafilococchi, lattobacilli, spirochete benigne, protei, funghi come la candida), ma questi batteri e funghi diventano patogeni solo in condizioni di immunodepressione. Non serve quindi non baciare per avere la bocca sterile. Non serve nemmeno un ossessionante uso di collutori: la bocca non sarà mai sterile e si rischia di uccidere coi batteri cattivi anche quelli buoni, utili per il mantenimento di una sana flora batterica che difende, anziché provocarle, dalle malattie. Ma il bacio è anche lo scambio di uno dei fluidi con le più importanti caratteristiche immunologiche: la saliva contiene lisozima, un potente antibatterico e grandi quantità di anticorpi secretorii. Anziché deprimere il sistema immunitario, lo attiva e lo fortifica. Mutatis mutandis, è un poco come avviene durante l'allattamento. Il bambino, poverissimo di anticorpi, li assume per bocca col latte materno. Baciarsi è quindi un po' come continuare l'allattamento. Infine il bacio fa bene al cuore che in maniera direttamente proporzionale col grado di innamoramento, accelera i suoi battiti mentre si bacia. È una buona ginnastica per il muscolo cardiaco, un buon allenamento per il cuore di tutti, anche dei cardiopatici. Baciarsi fa bene all’amore e fa bene al cuore. [...]

FISIOLOGIA DELLA RISPOSTA SESSUALE

I primi studiosi che hanno compiuto uno studio sistematico sulla fisiologia della risposta sessuale sono stati Williams H. Masters (ginecologo) e Virginia E. Johnson (psicologa) nella Washington University School of Medicine a partire dal 1954.Le loro ricerche hanno aperto l’orizzonte anche verso la classificazione precisa dei disturbi della sessualità.  Con una sperimentazione su migliaia di soggetti sani e con disfunzioni, singoli e in coppia, i due ricercatori americani hanno potuto definire le fasi della risposta sessuale.  Ma non si sono occupati di ciò che sta a monte: il desiderio sessuale.  Fisiologia del desiderio sessuale Il desiderio sessuale è una fase fondamentale nel rapporto. Perché questa fase sia attiva, il cervello deve produrre in quantità un neurotrasmettitore, la dopamina, che sollecita il desiderio e si deve rallentare la produzione della sostanza che lo inibisce: la serotonina. Occorre per questo uscire dall’anestesia emotiva, tanto che si ha anche una riduzione della produzione di endorfine da parte dell’ipotalamo. Contemporaneamente aumenta la produzione di una molecola che regola il sistema ormonale riproduttivo: il GnRH.  Perché tutto ciò si svolga adeguatamente è necessario che il cervello emozionale, chiamato sistema limbico, abbia dato il “via libera” di fronte ad un’emozione con connotazione erotica.Le fasi della risposta sessuale L'insieme dei fenomeni fisici e psichici che avvengono nel corpo umano in seguito ad uno stimolo erotico viene definito "ciclo di risposta sessuale" e comprende 4 fasi: Eccitamento Plateau Orgasmo Risoluzione Naturalmente l'intensità e la durata di queste fasi varia molto da un soggetto all'altro, perché esiste un'importante componente psicologica che accompagna, stimola o addirittura deprime e inibisce una buona risposta sessuale, soprattutto nella fase dell'orgasmo.  Oggi si pensa che la proporzione ottimale fra mente e corpo sia del 50%, perciò è importante sapersi abbandonare all'istinto e alle sensazioni, imparare a rilassarsi, diminuendo il livello di ansia e le inibizioni.  Questo buon approccio psicologico permette il realizzarsi della fisicità del rapporto a partire dalla prima fase cioè l'eccitamento, costituito da una serie di stimoli erotici sia fisici (carezze, stimolazione genitale) sia sensoriali (odore della pelle e delle secrezioni, fantasie erotiche).  Se la tensione sessuale persiste si raggiunge la fase statica: il plateau costituito dal perdurare dell'eccitazione fisica fino al raggiungimento della terza fase che è l'orgasmo, la cui intensità è condizionata sia dall'efficacia degli stimoli precedenti, sia dalle motivazioni e dalla disponibilità psicologica del soggetto. L'orgasmo si manifesta con un acme di piacere intenso e involontario nel quale si riversano tensioni fisico-psichiche del soggetto avvertite nella donna a livello di vagina, clitoride ed utero e nell'uomo a livello di pene, prostata e vescichette seminali. Nel maschio questa fase è sempre molto intensa e stabile, mentre nella donna è più variabile e si possono avere schemi di risposta diversi : in uno l'orgasmo si manifesta come un acme evidente sulla fase di plateau, talvolta invece l'acme è molto debole e con caratteristica ondulatoria, altre volte viene raggiunto per mezzo di un rapido e progressivo incremento della tensione sessuale. La fase di risoluzione vede una progressiva diminuzione della tensione sessuale che si manifesta con profonde differenze fra i due sessi. Nell'uomo si ha un fisiologico "periodo refrattario" la cui durata è estremamente soggettiva e variabile: in genere è più breve nei giovani. Tale periodo è caratterizzato da una fase di detumescenza rapida con condizioni inferiori alla norma d'eccitabilità. La donna, quando si trova in questa fase, se riceve un'adeguata stimolazione, può ricominciare il ciclo e avere successivi orgasmi distinti fra loro provando ondate di piacere nel corso dello stesso rapporto sessuale. RISPOSTA SESSUALE MASCHILE La zona maggiormente sensibile agli stimoli in fase d'eccitazione è il glande, perché ricco di recettori sessuali specifici che trasmettono le sensazioni attraverso il midollo spinale, fino all'encefalo. Il parasimpatico controlla il sistema vascolare penieno e agisce sia sull'afflusso di sangue in fase di erezione, sia sul deflusso che avviene con il calo dell'erezione .La stimolazione diretta dei genitali determina l'inizio del periodo di eccitamento caratterizzato dall'aumentato afflusso sanguigno con conseguente allagamento e irrigidimento dei corpi cavernosi. Nel sistema limbico si trovano le aree responsabili dell'erezione che sono sensibile all'azione del testosterone, infatti durante la fase di eccitamento si ha un aumento della sua secrezione. Nella fase di plateau, con il perdurare dell'eccitazione, il pene raggiunge il massimo di durezza, di lunghezza e di diametro . A questo proposito è importante sottolineare che non esiste una proporzione tra le dimensioni del pene a riposo e quelle in stato di erezione, perché molto dipende dall'elasticità dei tessuti e da come è fisiologicamente posizionata l'asta peniena dietro all'arcata pubica. La fase di plateau ha una durata variabile a seconda dell'individuo e si allunga spontaneamente con l'età ed è caratterizzata dal glande di un colore rosso vinoso e dall'aumento di volume dei testicoli, che risalgono aderendo al perineo per contrazione del saccco scrotale. L'orgasmo che segue è caratterizzato da una serie di violente contrazioni ritmiche che determinano l'emissione e l'eiaculazione. L'emissione è costituita dal rilascio di sperma e di fluidi di ghiandole accessorie nell'uretra pelvica, mentre l'eiaculazione consiste nell'espulsione del seme maschile. L'intensità del piacere è dovuta a più fattori: le contrazioni precedenti il momento dell'eiaculazione, il volume dell'eiaculato, il tempo di astinenza, la durata e l'intensità dell'eccitazione sessuale e da una serie di fattori psicologi estremamente variabili da un individuo all'altro. RISPOSTA SESSUALE FEMMINILE ll primo essenziale segno di eccitazione femminile, corrispondente all'erezione maschile, è la lubrificazione vaginale, che si manifesta velocemente e rende possibile e non doloroso il coito . Inoltre le secrezioni diminuiscono l'acidità della vagina che altrimenti sarebbe inadatta alla motilità degli spermatozoi. I centri nervosi che assicurano la risposta fisica sessuale , anche nella donna sono situati a livello midollare e in rapporto con il Sistema Nervoso Centrale. La stimolazione del clitoride, zona erogena di primaria importanza nella donna, attiva migliaia di fibre nervose e determina una serie di reazioni vascolari ed endocrine che contribuiscono alla formazione della "piattaforma orgasmica". Questa fase è costituita da una vasocongestione vaginale, dall'appiattimento e dalla distensione delle grandi labbra contro il perineo fino a scoprire parzialmente l'ostio vaginale e dall'aumento del diametro delle piccole labbra fino a sporgere dalle grandi labbra. Il colore varia dal rosa al rosso intenso, aumenta il corpo del clitoride e si ha una trasudazione di sostanza mucosa che ricopre tutta la parete vaginale. La zona esterna della vagina è, quindi, quella sicuramente più sensibile, infatti nel suo interno non si trovano molte terminazioni nervose. Si pensa che la sensibilità erogena vaginale sia comunque collegata a recettori profondi a partenza muscolare, ciò spiega il fatto che molte donne apprezzano una penetrazione profonda, ricavandone un piacere intenso diverso da quello ottenuto dalla stimolazione vaginale esterna. Il proseguire della fase di eccitamento porta alla fase di plateau, caratterizzata da un'intensa vasocongestione, dalla riduzione del lume vaginale di circa il 50% rispetto alla dilatazione verificatasi nella fase di eccitamento, dall'intensificazione del colore e dall'appiattimento delle pieghe mucose. Tutto questo porta all'aumento delle sensazioni fino ad arrivare all'orgasmo il cui piacere è unico e può variare parecchio di intensità in relazione allo stimolo iniziale. In questa fase il condotto vaginale si espande e si determinano una serie di contrazioni dei muscoli perivaginali spesso accompagnate da simili contrazioni dello sfintere anale esterno e da motilità del perineo. Avviene un'innalzamento dell'utero e il sollevamento del canale cervicale per creare una eventuale sede di deposito dello sperma. Dopo questa fase, l'eccitazione sessuale svanisce lentamente, senza avere il rapido crollo caratteristico dell'uomo e sia l'utero che il canale cervicale recuperano la loro posizione normale. Si è molto discusso sul tipo di orgasmo femminile: se è determinato dalla stimolazione clitoridea o da quella vaginale. Sicuramente la stimolazione del clitoride in modo diretto (carezze, baci...) prima del coito e quella che avviene durante il rapporto attraverso i movimenti penieni, lo sfregamento e la pressione delle pareti vaginali produce intense sensazioni che portano all'orgasmo. Esiste, però, un orgasmo definito vaginale del quale si ignorano ancora le cause scatenanti. Si crede che esistano alcuni punti capaci di attivarlo, per esempio il punto G nella parte interna anteriore della vagina, lo sbocco dell'uretra stimolato durante il coito, la prima parte della vagina e le strutture vaginali profonde. L'eccitazione dell'orgasmo è un'esperienza totale e unica che può arrivare a livelli così elevati da far perdere coscienza per qualche attimo. E' avvertito con contrazioni involontarie definite come tremito pelvico e precedute da una sensazione di spasmo, di calore che parte dalla zona pelvica e si irradia a tutto il corpo. Queste sensazioni possono ripetersi più volte nel corso dello stesso rapporto sessuale in particolari condizioni di coinvolgimento emotivo e di grande eccitazione, dando vita a quello che viene definito come orgasmo multiplo.  REAZIONI EXTRAGENITALI  Nella donna il primo segno di eccitazione è dato dall'erezione dei capezzoli e dalla congestione mammaria, che in seguito determina un aumento di volume delle mammelle e un ispessimento dell'aureola che ingloba parzialmente il capezzolo eretto. In fase di plateau facilmente nella donna si manifesta una reazione eritematosa sul torace, sul collo e sul volto che diventa un rossore generalizzato con l'aumentare dell'eccitamento e che scompare dopo l'orgasmo. Sia nell'uomo che nella donna è presente un aumento della tensione nella muscolatura degli arti, nei muscoli addominali e in quelli intercostali e un'accelerazione del ritmo respiratorio. Nella fase iniziale della risposta sessuale c'è il controllo volontario della muscolatura striata, ma questo scompare nella fase preorgasmica, nella quale si instaura un periodo tonico seguito da contrazioni cloniche tipiche dell'orgasmo. Spesso nel momento immediatamente successivo si può avere un tremolio in quei muscoli che avevano avuto movimenti involontari. Viene inibita la mobilità intestinale ed è presente una dilatazione delle pupille. Costante della tensione sessuale sono l'iperventilazione e la tachipnea con associazione di vocalizzi, gemiti che culminano con una inspirazione forzata nel momento dell'orgasmo. Si ha un aumento del battito cardiaco e della pressione arteriosa. In fase di risoluzione nell'uomo si presenta sudorazione a livello della superficie plantare dei piedi e delle mani e nella donna a livello del torace e delle cosce.  [...]

IL CLITORIDE: QUESTO SCONOSCIUTO!

Il clitoride, questo sconosciuto. Gli uomini ne sono impauriti, rapiti, soggiogati; alcuni sono abilissimi a dialogarci, altri ne temono il giudizio al punto da ignorarlo completamente. Le donne sembrano conoscerlo un pò meglio ma lui, il clitoride, si sente come un genio incompreso anche ai loro occhi. Normale per l'unico degli organi di tutta l'intera specie mammifera apparentemente creato senza altro scopo da quello di produrre piacere. Grazie alle oltre 8000 fibre nervose che lo attraversano - il doppio rispetto a quelle della superfice del glande del pene - il clitoride è la parte più sensibilee reattiva dell'intero apparato genitale femminale. Lo dimostra il fatto che raramente la donna può resistere alla sua stimolazione; e che, alcune culture retrograde e misogene, ne prescrivono l'amputazione (infibulazione) per privare la donna della possibilità di godere oltre la penetrazione.In realtà è tecnicamente possibile provare del piacere clitorideo anche attraverso lastimolazione vaginale. Quasi tutti, uomini e donne, credono che il clitoride sia esterno, protetto esclusivamente da un cappuccio ed accolto tra le piccole labbra. Il clitoride invece è una sorta di iceberg: quello che vediamo da fuori è solo una parte di questo misterioso gioiello che si innesta tra la vulva e la vagina e che tiene ben nascosti allo sguardo i suoi movimenti. I corpi cavernosi del clitoride - il tessuto spugnoso ed erettile che reagisce all'ingente flusso di sangue conseguente all'eccitazione sessuale - sono interni all'apparato genitale femminale e in pochi si sono preoccupati di capirci qualcosa in più. La letteratura scientifica sull'argomento è praticamente inesistente e la sessuologia medica ne parla solo in relazione alla presunta esistenza di due tipologie di orgasmo femminile: il vaginale e il clitorideo.Assumere che l'anatomia del clitoride sia pressochè sconosciuta potrebbe riaprire il dibattito sulla genesi del piacere femminile, perchè probabilmente l'orgasmo vaginale non è altro che la conseguenza della reazione della porzione nascosta del clitoride, quella che si gonfia per l'afflusso di sangue e si contrae per l'azione dei muscoli pelvici.Questo spiegherebbe perchè molte donne provano piacere anche se il partner non è ben dotato. Le pareti della vagina sono infatti molto meno sensibili e reattive di quella porzione di vulva che accoglie il gioiello cui nessuna donna rinuncerebbe. [...]

QUELLA STRANA MEDICINA: URINOTERAPIA

URINOTERAPIA: UN PO' DI CHIAREZZA E’ la cura Naturale per eccellenza, meglio di ciò la Natura, non poteva proporre alle sue creature, per la prevenzione e la cura di TUTTI i malesseri; l’utilizzo dell’Orina si perde nella notte dei tempi del passato dell’uomo; è la migliore, la più sicura ed efficace cura per ogni tipo di malattia. Fin da quando è comparso l’uomo sulla Terra egli ha utilizzato questo "Elisir di lunga Vita" per potersi auto curare ed è anche per questo motivo che l’umanità non è scomparsa dalla faccia del pianeta prima d’ora. Tutte le culture e popolazioni del mondo ne hanno fatto uso; in Italia conosciuta da Etruschi e Romani, è passata nel medioevo attraverso le tradizioni alchemiche e quelle dei medici contadini (detti pagani), giungendo fino ai giorni nostri. L’urina era molto utilizzata sopra tutto fra i contadini. La scarsa popolarità dei nostri giorni, di questa antica terapia, deriva dal fatto che è stato insegnato da ormai decenni che essa è un prodotto di scarto, generando in larghi strati della popolazione, l’idea che è tossica ma sopra tutto ripugnante, al solo pensiero di utilizzarla come rimedio per la salute, pur essendo normalmente un prodotto autologo e sterile. L’Orina nell’antichità è stata chiamata con vari nomi: Frutto della Vita, Acqua Santa, Elisir, Acqua di Vita, Acqua dorata, Acqua degli iDei (iDee), Rugiada del Cielo, Nettare Celeste, Amaroli, ecc. Il medico naturista dell’antica Grecia di nome Galeno, (129-199 prima dell’era volgare) utilizzava e consigliava l’uso dell’urina, assieme agli altri medici naturisti greci. Plinio, scrittore Romano (23-79 era volgare) ci ha lasciato scritto nella sua "Storia Naturale" che l’uso dell’urina sulle ferite, morsi di cani e serpenti, anomalie della pelle, infiammazioni oculari, ustioni e cicatrici ecc., guarisce. Ippocrate (antico naturista Greco) stesso utilizzava ed insegnava l’uso dell’urina per diagnosi e terapie. Paracelso conferma nei suoi scritti l’utilizzo dell’urina come mezzo diagnostico e terapeutico. Il romano Diodoro Sicule, riferisce nella sua "Bibliotheca" (V,33,5), che la pratica dell’urino terapia e di lavarsi anche i denti con l’urina era già nota nell’antichità, ma e sopra tutto in uso presso i Celtibèri come documentato anche dal poeta latino Catullo, il quale parlando con un suo rivale in amore riferisce: "ma si dà il caso che tu sia celtibèro, in terra celtibèra, ciascuno con quel che ha pisciato al mattino si suole strofinare i denti e la gengiva che diventa rossa; quanto più i tuoi denti sono bianchi è segno che li hai sciacquati con una dose più abbondante" (carme 39,w.17-21). Le malattie come abbiamo già più volte affermato, sono la conseguenza dei conflitti Spirituali (vedi cap 7 nel 2° vol.) che "scendono" dal "cielo dello Spirito" nella "terra fisiologica" e quando trovano il "terreno" (vedi cap. 3 voce Bio elettronica) adatto, prolificano generando il corpo del conflitto, la malattia, ovvero l’azione del male, cioè dell’ignoranza. Gli organismi degli esseri viventi (mammiferi) sono come delle "centrifughe", che separano le scorie dai prodotti nobili ed attraverso enzimi e batteri (se l’intestino ed il metabolismo funzionano a dovere) estraggono i fattori energetici vitali (le micro molecole) che per mezzo del sangue vengono trasportati a tutte le cellule del corpo perché queste possano nutrirsene, ma le cellule oltre a trarre nutrimento ed a rendere al sangue le eccedenze, riemanano anch’esse sostanze vitali, specializzate e personalizzate, che sono quindi reimmesse nella circolazione sanguigna, redistribuite e trasportate, affinché altre parti (cellule e tessuti) interessati possano nutrirsene e ne traggano vantaggio; ciò significa che ogni molecola circolante nel corpo, è "informata del tutto e delle singole parti del corpo e guidata" anche attraverso il Campo Psico Elettro Magnetico Informato (CEI) del corpo stesso, a quello delle singole cellule, in modo che le sostanze "personalizzate" dalle singole cellule, possano nutrire altre cellule in altre parti del corpo, in un "colloquio informazionale e fisiologico" perenne di scambio, dal concepimento alla morte del fisico, fin negli atomi che compongono i corpi sottili. Quindi l’urina che è il distillato del sangue, è il miglior prodotto che si possa immaginare per se stessi e per il mantenimento della propria ed altrui salute; è quindi anche possibile "allattare" altri in caso di bisogno, cioè quando non vi sia disponibile l’urina del soggetto stesso. Essa serve anche per re-informatizzare le acque matriciali dette "sacre", che sono la base dei processi di terapeutica delle Medicine Biologico Naturali. Questa "divina" ed antichissima tecnica è stata da sempre ritenuta "sacra" in quanto insegna a coloro che la praticano a ricercare in primo luogo ed in se stessi le energie del proprio benessere e quindi a credere in se stessi, scopo primario dell’insegnamento di tutte le VERE religioni; quelle false insegnano che occorre rivolgersi a qualche mediatore. Il corpo è il più perfetto laboratorio Al-Chemico che "distilla" estraendo dal "piombo" l’Or-Ina; essa è la "Quintessenza" (del livello fisiologico) di cui si parla negli scritti iniziatici dell’Alchimia. Le uree in essa contenute sono molto utili per le digestioni, inoltre essendo a base di Azoto, permettono la produzione degli amminoacidi i quali sono i mattoni della Vita, ma ciò che importa è che essi svolgono compiti importanti ad esempio, produrre e riattivare l’ADN, rallentando quindi anche il processo di invecchiamento, la produzione di ormoni T1, immuno globuline, globuli bianchi, ecc. L’Orina non è tossica come ci vogliono far credere per fede i medici allopatici; i cibi una volta terminato il processo di digestione divengono escrementi passando dal TUBO digerente e non sono assolutamente in contatto con l’interno del corpo; il lato, la parete a contatto con i cibi e gli escrementi di questo Tubo, fanno parte del "fuori del corpo" ovvero della parte esterna, la pelle delle viscere, quella anaerobica (senz’aria), mentre la cute (la pelle esterna) è quella parte a contatto con l’aria dell’ambiente. Tutti gli altri organi, a parte il sistema digerente, sono solo all’interno del corpo; solo l’apparato digerente è a contatto sia con la parte interna che con la parte esterna per mezzo delle mucose che hanno un lato facente parte del tubo digerente e l’altro a contatto con l’interno del corpo, formando una perfetta membrana osmotica che funziona per mezzo di scambi bio elettronici e bio chimici. Il "metabolismo" corporeo estrae e distilla tutto ciò che serve dagli alimenti introdotti nel tubo digerente per poter attuare il processo Nutrizionale delle cellule del corpo; la parola alimento, significa: ciò che si porta "al mento"; il sangue prodotto, dall’intestino e dal midollo spinale, è quindi parte integrante dell’interno del corpo; infatti distribuisce le sostanze vitali e da esso si distilla l’Orina che, dopo vari passaggi, esce da un rubinetto speciale chiamato da sempre ....l’Albero delle Vite (Pene) o la Fonte della Vite (Vulva). Occorre quindi ritornare ad abbeverarci alla nostra personale fonte e berci ogni giorno! Bevendola impariamo a conoscerci, amarci sempre di più, a comprendere come amare gli altri, quindi ad amare questa meravigliosa Manifestazione che ci regala tanta Perfezione. La parola Orina od Urina significa nell’antico linguaggio semantico: La bevanda, la forza, la Luce, l’Energia, l’Informazione, (l’Or-o) cioè l’or-INA (l’anagramma di INA è ANI e significa in antico Fenicio ed Ebraico semplicemente l’IO dell’Essere), per cui il vero significato dell’Orina è questo: la sorgente fondamentale, il dono, simbolo dell’anima Universale, la sintesi dell’Essere, il distillato della persona, capace di poteri tramutanti, cioè di far passare da uno stato ad un altro (dalla malattia alla salute), infatti l’Orina è il distillato del sangue; per mezzo dei reni essa viene estratta dal sangue, possiamo chiamarla l’Oro del Sangue; essa è l’unico ed il vero "Elisir di lunga Vita" di cui parlano tutte le tradizioni antiche; in Sanscrito l’Orina si dice "Amaroli", da "Amar" che significa immortalità !, dalla stessa parola deriva anche la nostra parola "Amore" quindi l’urina e l’amore fin dall’antichità sono strade da percorrere per giungere alla tanto sospirata immortalità. Nel libro dei Veda si parla molto di urino terapia; i monaci Tibetani la usano quotidianamente. Gli Egizi, Esseni, i Giudeo cristiani ed in seguito alcune piccole chiese cristiane, sette eretiche, ma quasi tutti i Maghi e le Streghe detti "pagani o contadini" dei secoli scorsi, utilizzavano l’urina anche per aspergere ovvero frizionare il corpo dei loro adepti; di queste utili usanze ne è rimasta traccia anche nel cattolicesimo, infatti ai bambini si asperge il capo con "acqua santa" per battezzarli; questo rito proviene proprio dal "battesimo" che si effettuava per immersione (battismos, in greco significa immersione) in acqua corrente, finito il quale il neo battezzato beveva e si aspergeva il corpo con la sua Orina ovvero con l’acqua santa. Quando i sistemi di controllo della Distribuzione e di Assimilazione (Nutrizione) delle sostanze vitali contenute nel sangue alle e per le cellule del corpo, vengono ad essere alterati per qualunque motivo (stress, alimentazione sbagliata ecc.), i reni distillano ciò che è "eccedenza", per poter mantenere costanti i valori nel sangue delle sostanze vitali necessarie al buon funzionamento dell’organismo e quindi queste sostanze Vitali con l’eccedenza di liquidi divengono urina, non rimanendo più a disposizione per la Nutrizione corporea; quindi sono espulse dal Pene o dalla Vulva, per essere disponibili per la guarigione dell’uomo e dell’animale in ogni situazione di malessere o per prevenire TUTTE le malattie. L’Orina è la base della Totale Salute Perfetta (compatibilmente a ciò che si è ereditato, a cosa si mangia od agli stress ai quali ci sottoponiamo) e di conseguenza della longevità della Vita. La ricerca del santo "Graal", di cui parla la tradizione religiosa Cristiana, che contiene la "fonte della giovinezza e della guarigione" è il calice che la tradizione afferma essere stato utilizzato da Gesù il Nazareno, con i suoi discepoli per bere "l’acqua della vita" che era di colore Oro; esso conteneva semplicemente l’Orina che essi hanno regolarmente bevuto con lui, dopo essere stati iniziati a questa tecnica, la sera della santa cena od ultima cena; l’Orino terapia era in uso presso gli Esseni (Essi sono) di cui Gesù era un rabbino/maestro e presso gli iniziati giudeo cristiani. La parola "Graal" nel suo significato semantico antico significa: il posto, il luogo, il contenitore, ove ci si reca per riportare l’uomo su se stesso. Anche nella Bibbia (Prov. 5:15-19) sta scritto: "Bevi le acque della tua cisterna (vescica), le acque che escono dal tuo pozzo; le tue sorgenti devono spargersi fuori ? Ed i tuoi ruscelli devono scorrere nelle pubbliche piazze? Che esse siano per te solo e non per gli stranieri che sono con te. Che la tua sorgente sia benedetta e fanne la gioia della donna della tua gioventù"...parole molto chiare e precise per indicare questa tecnica; nell’Apocalisse è riferito che nel Nuovo Cielo e nella Nuova Terra gli abitanti berranno tutti al Fiume della Vita sui cui 2 bordi vi è l’Albero della Vita, chi ha "orecchio per intendere" capisca ciò che vuol dire questo testo. Tutti voi potete abbeverarvi a questa fonte di vita facendo ogni giorno la "santa cena" innalzando il calice e rendendo grazie alla Manifestazione Universale, per questo dono meraviglioso, senza bisogno di mediatori, né farmaci. Bevendo noi stessi impariamo ogni giorno ad auto curarci ed a guidarci nell’auto sufficienza della Salute, in quanto capiremo se sbagliamo alimentazione oppure se siamo nel giusto per noi stessi. E’ per questo motivo che fin dall’antichità il "Fallo e la Vagina" sono stati i simboli per eccellenza della Vita, non solo perché essi sono Fonte di Orgasmo, di Gioia e di continuazione della specie, ma anche perché in quel luogo e per mezzo di essi, noi possiamo abbeverarci all’Albero della Vita stessa, alla fonte della Vitalità. Il nostro corpo è il più perfetto laboratorio di medicinali e sostanze vitali che possa essere immaginato. Perché non ci abbeveriamo più a questa sacra "Fonte di Vita" ? perché le religioni e la scienza imperante od ufficiale ovvero questo "sistema bestiale", per poter gestire le coscienze ed il denaro di coloro che gli danno credito e fiducia e cioè gli "credono" per "fede" tenendoli psico dipendenti da esso, ha inserito nella loro mente un Engram, uno schema mentale, una falsa informazione che afferma che "l’urina è tossica" e così li gestisce annullando loro la possibilità dell’autosufficienza nella Salute, tutto ciò per poter vendere i suoi servizi od i suoi prodotti. L’educazione fin dalla tenera età all’uso della propria urina insegna all’uomo il "riciclaggio" che è la base nei processi biologici della Natura; in essa NULLA è tossico, TUTTO viene riciclato nel processo di Nutrizione operato bevendo giornalmente l’urina. E’ solamente l’uomo "sapiens, civilizzato, colto, moderno e scientifico" che però riesce ad auto distruggersi ed a distruggere l’ambiente del quale è OSPITE, quindi non è capace di comprendere bene i giusti cicli biologici, che ha "perso" la conoscenza di questa unica ed insostituibile terapia naturale. Egli si è anche auto costruito le bombe atomiche per l’ambiente o le Vaccinazioni (vere bombe atomiche per il Sistema immunitario del corpo). Malgrado vi siano in commercio nel mondo, circa 15.000 farmaci, il loro utilizzo NON ha permesso la guarigione vera di NESSUNA malattia, ma al contrario la loro cronicizzazione, malattia che rimane "addormentata" per risvegliarsi nel futuro con danni ancor più gravi. Nel giuramento Ippocratico il medico recita: "Primo NON NUOCERE" e poi di fatto somministra farmaci anche tossici; permette l’utilizzo di cibi coltivati e prodotti con l’agricoltura tossico chimica, per di più raffinati, cioè senza fattori vitali ma pieni di conservanti, coloranti, ecc.; l’uomo ha inquinato le fonti delle acque che utilizziamo per bere, con i prodotti tossici utilizzati per l’agricoltura e con gli scarichi industriali, ecc.; il "contagio", cioè la proliferazione dei danni della chimica, in ogni campo, è ormai sotto gli occhi di tutti. Parlare di Urino terapia in questa società "moderna" è ricordare che ognuno è portatore della propria Salute o malattia e ha in se stesso la fonte della propria guarigione, la porta con sé ovunque egli va e se ne può servire quando vuole e quanto gli necessita, ma soprattutto NON COSTA ASSOLUTAMENTE NULLA, ecco perché questa tecnica NON deve essere insegnata, in quanto toglie potere finanziario a chi utilizzando la disinformazione sfrutta l’ignoranza ed il denaro dei suoi seguaci. L’urina contiene il meglio del nostro laboratorio Naturale e cioè: anticorpi, anti ossidanti, antibiotici naturali, amminoacidi, enzimi (specialmente il Q), minerali, vitamine, proteine, ormoni, ecc., tutti in forma colloidale, in acqua dinamizzata (il 96% della sostanza è acqua), tutte sostanze biologiche ed attive e tutti questi prodotti sono PERSONALIZZATI cioè magnetizzati dal nostro proprio Campo Psico Elettro Magnetico Informato (CEI). Ricordiamo che la Luce inFormata, (le frequenze modulate ricevute o create dall’essere) si memorizza nei corpi viventi, nel substrato che ha alla base la "terra" fisiologica, cioè e sopra tutto nei metalli amorfi a base di minerali rari. La composizione dell’urina non ha mai riscosso grande attenzione da parte dell’ordine medico/sanitario, giacché considerata un liquido inutile e tossico, sebbene naturalmente si ricorre abitualmente ed in ogni caso, ad analisi delle urine per fini diagnostici. L’urina umana è costituita dal 96% di acqua e da un rimanente 4% di prodotti vari del metabolismo: proteine, sali, ormoni, enzimi, vitamine e altre sostanze in tracce; di fatto, sono note all’incirca 200 sostanze principali, ma in realtà l’urina ne contiene alcune migliaia. Ricerche mediche effettuate nei paesi più avanzati (Giappone e U.S.A.) hanno rivelato la presenza di sostanze importantissime per la cura di molte malattie inguaribili come cirrosi, problemi cardiocircolatori, cancro, aids, ecc. Alcune di queste meritano una citazione: Urokinase: enzima che aiuta a sciogliere grumi di sangue che si accumulano nelle vene o nelle arterie. Direttina: obbliga le cellule cancerogene ad allinearsi per poter essere meglio controllate. 3-Methyl Glyoxal: scoperta dal premio nobel Albert Gyorgi, distrugge le cellule cancerose o le libera del loro contenuto tossico. H-II: inibisce la crescita delle cellule cancerose e diminuisce i tumori già esistenti senza interferire con i processi di ricostruzione. Acido Urico: controlla il processo dei radicali liberi ed il processo di invecchiamento del corpo. Allantoina: usata dai medici e dai veterinari per trattare le ferite e stimolare la crescita dei tessuti sani. Renina: enzima, prodotto dei reni per mantenere la tonicità vascolare del corpo influenzando, regolando così la pressione sanguigna. Creatinina: possiede proprietà antibatteriche e antitubercolari. Dhea: previene l’obesità, estende la durata della vita degli animali ed è un possibile trattamento per l’anemia, il diabete e il cancro al seno. Urea: inibisce la crescita dei bacilli tubercolosi; è un anti infiammatorio, dissolve i grassi ed altre secrezioni del corpo; è utile per la formazione degli amminoacidi essenziali. Prostalglandium: efficace per ipertensione ed anche come anticoncezionale. Melatonina: ormone naturale che si produce solo di notte, rallenta il processo di invecchiamento perché agisce attivando l’eliminazione dei radicali liberi, cioè gli ossidanti; favorisce il sonno e funge anche da tonico. Somatostatina: ormone naturale formato da 14 amminoacidi, secreto dall’ipotalamo e dalle cellule D del isole di Langerhans del pancreas, in medicina allopatica farmacologica, è prodotta sinteticamente ed è utilizzata come anticancerogeno in alcuni tipi di tumori. Enzimi: Catalizzatori di origine biologica; sono proteine semplici o coniugate di elevato peso molecolare, prodotte dalle cellule viventi a partire dagli amminoacidi. Sono molto sensibili alle variazioni della temperatura, radiazioni elettromagnetiche, acidi e basi forti, dagli ioni di metalli pesanti, ecc.; ogni enzima richiede temperatura fra i 25 ed i 40 gradi C. A livello internazionale, sono state classificate 6 classi di enzimi a seconda delle loro tipologie di reazione catalizzate Coenzimi: composti di natura bio chimica, diversi da caso a caso, che combinandosi con la parte proteica di uno specifico enzima dà origine ad un enzima cataliticamente attivo; essi intervengono direttamente nel meccanismo della catalisi e ciascuno di essi è utilizzato per un determinato tipo di reazione anche simili fra di loro; esempio i coenzimi "flavinici" intervengono in reazioni di ossido riduzione; altri in reazioni di carbossilazione o trascarbossilazione; molti dei coenzimi derivano da vitamine, che sono trasformate in coenzimi per mezzo di reazioni enzimatiche dopo la loro introduzione con la dieta alimentare. Tra i coenzimi presenti, vi è in grandi quantità il "coenzima Q", responsabile dell’attivazione dei processi osmotici cellulari, indispensabili alla vita sana delle cellule stesse. Una delle scoperte che abbiamo fatto nei nostri studi sull’urino terapia è che, quando un soggetto è sotto stress intenso o cronico, la sua urina diviene acida; al contrario quando il soggetto è rilassato l’urina diviene neutra o leggermente basica. Queste sono solo alcune delle oltre 1000 sostanze (ponderali ed atomiche, cioè in forma omeopatica) che si trovano nell’urina; quindi usatela per QUALSIASI MALATTIA, dal raffreddore al cancro, all’aids, ecc. Tutti i cicli bio geochimici del pianeta Terra sono regolati da quelli dello Zolfo, Azoto, Fosforo, Carbonio, ebbene l’Orina contiene queste sostanze e ripristina questi indispensabili cicli biologici. Nulla può sostituire i suoi prodotti, perché essi sono immediatamente assimilabili dall’organismo perché da esso auto preparati per mezzo dell’alchimia Vivente (la Chimica del Vivente), cioè la distillazione/filtrazione dal sangue. Noi siamo concepiti e cresciamo nella Placenta, immersi nel liquido amniotico, che di fatto è principalmente Orina ! L’Orina tende a normalizzare e rinforzare il Sistema immunitario e quindi tutto l’organismo come nessun’altra sostanza; per eliminare la malattia, oltre alle tecniche descritte in questo libro, bevi la tua urina; da essa le case farmaceutiche e quelle di prodotti di bellezza estraggono certi "estratti biologici" (descritti sulle confezioni di certi farmaci o di certe creme) venduti poi a caro prezzo; essi ritirano l’urina dagli ospedali, caserme, ecc., per poter estrarre le sostanze che necessitano alla preparazione dei loro prodotti; questi prodotti garantiscono la salute delle società od industrie che li producono ed assicurano molto spesso e facilmente l’intossicazione di coloro che li usano, mentre basta bere e fare frizioni quotidiane della vostra urina sulla pelle dopo averla orticata con un guanto di corda, per ottenere una bella pelle vellutata ed elastica. "Pisciare sulle ferite o sulle bruciature" è una pratica ancora nota che funziona perfettamente, perché l’Orina è asettica e nutre le cellule traumatizzate, cicatrizzando le ferite in modo naturale; non usate MAI l’alcool. NON esiste malattia che non regredisca o non guarisca usando l’urina in ogni sua forma; essa serve per ogni tipo di disturbo: Spirituale, Emotivo, Mentale o Fisico. Ovviamente da sola essa non basta, essa è però la base sulla quale "costruire" una vera ed efficace terapia che deve comprendere anche certe vitamine e minerali (colloidali), fermenti lattici ed al limite certi tamponi utili per riequilibrare il terreno, i liquidi del corpo; occorre anche inserirla in un contesto di varie terapie naturali coadiuvanti ed esaltanti l’effetto dell’urina, altrimenti non se ne traggono tutti i benefici, alimentazione appropriata, diete idriche a base di acque pure con bassissimi residui fissi di minerali (al di sotto dei 100 mgr per litro), tecniche di riequilibrio termico (orticazione della pelle e frizioni fredde, idroterapia, fango terapia ecc.). Comunque e sempre occorre effettuare prima di tutto e se possibile, le analisi del "terreno", come descritto in questo capitolo, voce Bio elettronica, per conoscere preventivamente il tipo di terreno ed applicare quella serie di terapie accessorie per preparare la situazione ottimale al ripristino della salute per mezzo anche dell’urina e della appropriata alimentazione solida giornaliera di tipo quasi vegetariano e liquida con l’assunzione di almeno 2 lt. al dì, di apposite acque demineralizzate; senza l’urina comunque NON si può pretendere di guarire veramente, perché essa contiene anche anti ossidanti ma e sopra tutto serve a riordinare il processo di nutrizione/eliminazione cellulare (processo osmotico) attraverso il riordino bio elettronico fra i liquidi extra cellulari e quelli endo cellulari, normalizzando quindi il metabolismo della cellula stessa, con il ripristino del ciclo di Krebs; ricordiamoci che la vita e l’energia si producono nelle cellule del corpo, quindi pulire e mantenere al miglior livello funzionale possibile le nostre cellule, permette a tutti di mantenersi sani o di guarire facilmente quando si è malati. Gli effetti migliori si ottengono quando un malato inizia subito le cure naturali SENZA l’utilizzo di farmaci che sempre intossicano l’organismo; sopra tutto nel caso di malattie degenerative NON si devono fare tecniche immuno soppressive, invalidanti, tossiche, invasive (chemio terapia, radio terapia, interferone, cortisone, ecc.); in questi casi l’effetto NON è assicurato perché il corpo ormai è quasi distrutto dalle terapie invalidanti e quindi NON è più in grado di reagire verso la guarigione, deve arrivare alla "cronicizzazione nascosta" fino alla morte finale. NON si devono combattere i sintomi, ma aiutare il corpo ad eliminarli, ripristinando il terreno adatto in modo che l’intero organismo non segnali più con i sintomi, le cause del proprio malessere, ........essere nel male. La concausa delle malattie è, lo ricordiamo, l’assenza di sostanze che dovrebbero essere nel corpo e la presenza di sostanze che non dovrebbero esserci, quindi una alterazione del giusto processo di Nutrizione. Le malattie come abbiamo già più volte affermato e dimostrato, sono la conseguenza dei conflitti Spirituali (vedi cap 7, Uomo elettronico, nel 2° vol.) che "scendono" dal "cielo dello Spirito" nella "terra fisiologica" e quando trovano il "terreno" adatto (vedi cap. 3 voce Bio elettronica), prolificano generando il corpo del conflitto, la malattia, ovvero l’azione del male, cioè dell’ignoranza. La malattia quindi è il prodotto dell’intossicazione del corpo fisico, determinata dalle azioni sbagliate, cioè dagli errati Comportamenti Etici che derivano dalle scelte effettuate nel mezzo di Conflitti Spirituali della Mente (la Personalità) che sono generati dall’incoerenza prodotta da iDee in contrasto con le Leggi della Manifestazione (della Vita nell’UniVerso) ovvero dai desideri profondi dell’Ego/IO che è sempre consciamente od inconsciamente informato su di esse per l’attrazione che esso ha nei confronti dell’InFinita Perfezione, perché ad essa attratto per sua natura intrinseca, quindi la malattia è un conflitto fra mente ed Ego/IO. Le persone che decidono di iniziarsi all’urino terapia devono procedere a tentativi per le quantità e le frequenze, ma sopra tutto coloro che hanno avuto malattie curate a lungo con farmaci, dovranno avvicinarsi con cautela per le reazioni alle volte anche forti, che sicuramente interverranno, in quanto esse tenderanno ad eliminare i farmaci e la malattia stessa (il Conflitto = Afflitto), per cui le reazioni saranno sicure ed in certi casi anche intense; i sintomi appariranno nell’ordine inverso nel quale sono apparsi all’inizio delle malattie. Queste reazioni sono dovute al fatto che i sintomi sono stati addormentati dai farmaci utilizzati ed immagazzinati e con l’urina essi verranno risvegliati ed eliminati, ma nella fase eliminatoria si possono indurre malesseri vari dovuti all’incosciente ed errato trattamento della malattia da parte di "medici", non conoscitori dei processi della malattia e quindi di tutte le tecniche mediche Biologico/Naturali. Molte persone quando sentono parlare di Urino terapia "inorridiscono", questo avviene in quanto ignorano che l’intestino è una perfetta membrana osmotica con permeabilità selettiva che filtra le sostanze utili all’organismo, eliminando quelle tossiche per il corpo dal colon per mezzo delle feci, per cui quando bevete l’urina non preoccupatevi, bevetela e state a guardare cosa avviene in voi. Il sangue raccoglie le sostanze nutrienti, prodotte dalla digestione e dal metabolismo e le distribuisce (se il sistema è funzionante) in tutte le cellule e queste assimilano solo ciò che esse necessitano (regolando le loro carenze, riportandole ai giusti rapporti) ed eliminano le eccedenze accumulate per mal funzione osmotica, (alterazione della tensione della membrana cellulare) dovute anche e sopra tutto alle variazioni del pH intestinale ed a quelle bio elettroniche del corpo stesso e da quelle generate dall’ambiente (aria, acqua, terra, luna, sole, pianeti, cosmo), dalle infiammazioni viscerali, in primis quelle della mucosa intestinale generate dalle alterazioni Termiche fra pelle e viscere e dalle carenze Nutrizionali dovute ad alimenti (aria, acqua, cibi) alterati, inquinati e privi di fattori vitali e dalle cariche bio elettroniche delle varie sostanze ingerite. Le "eccedenze" delle Sostanze Vitali prodotte dall’organismo, vengono quindi estratte dal sangue per mezzo dei Reni, filtrate con un processo alchemico nell’acqua dorata chiamata Urina e messe a disposizione per poter essere bevute e riutilizzate attraverso l’apparato digerente o per l’utilizzo esterno. Di fatto noi ci alimentiamo (portiamo .......al mento i cibi) per poter produrre urina della quale dobbiamo nutrirci; essa è l’elemento Nutrizionale per eccellenza; quindi a seconda della qualità e del tipo di alimenti introdotti, avremo un’urina più o meno nutriente; alimenti biologico naturali faranno sì che il distillato (l’urina) del nostro laboratorio alchemico, ci consenta di avere i fattori probiotici migliori; da questo deriva l’assoluta importanza di alimentarsi il più possibile con prodotti naturali, coltivati su colture biologiche, senza nessun tipo di sostanze chimiche, neanche per la conservazione; il liquido filtrato dai reni viene reimmesso al 90% nella circolazione sanguigna, il resto viene preparato come urina, questo in condizioni normali, senza stress; una persona in buone condizioni di salute prepara 1,5 lt. di urina al giorno, praticamente il quantitativo per tutte le necessità interne ed esterne. Quando vi è una qualsiasi forma di stress, dovuto a comportamenti in disarmonia rispetto alle leggi biologico/spirituali della Natura, i reni ricevono l’ordine (secondo il ciclo: Ipofisi, surRenale, Reni), l’input di drenare e distillare dal sangue, più elementi vitali (molecole ed atomi) del solito, in modo che l’individuo si impoverisca e quindi si ammali; ciò significa che le malattie sono create solo dai comportamenti, cioè dagli errori Etici e che quindi la malattia è un processo educativo che tende a portare la riflessione dell’essere sui suoi errori Etici. L’urina viene ribevuta per servire da nutrimento ideale per tutte le cellule del corpo "in un circolo chiuso su se stesso di auto purificazione"; se però l’individuo persiste nel continuare a produrre conflitti con le leggi Naturali, il drenaggio qualitativo aumenterà, il metabolismo varierà non producendo le sostanze vitali necessarie e quindi non si produrrà più urina "adatta a guarire". I migliori risultati con l’urino terapia si ottengono con una alimentazione biologica (frugivora in certi casi; solo alimenti vegetali crudi in altri ed in certi casi il digiuno) ma comunque con un’alimentazione il più possibile tendente al vegetariano, (con poche proteine animali), con grande percentuale di alimenti crudi, 70 % e 30 % di cotto che deve essere implementata con le micro diete, capsule di frutta e verdura micronizzate a freddo e l’aggiunta dei fermenti lattici multibatterici. Il ciclo di interdipendenza che, attivato dal Pensiero/Psiche (conscio od inconscio), genera a tutti i livelli la malattia, lo ricordiamo ancora una volta, è questo: la Psiche sottoposta a Stress di Incoerenza rispetto alle Leggi dei Giusti rapporti con la Manifestazione della Natura, attiva l’ipofisi (ghiandola endocrina posizionata al centro del Cranio), la quale invia opportuni messaggi bio elettrochimici alle surrenali (poste sopra i reni), le quali a loro volta attivano i reni ad espellere più del normale, le sostanze Vitali (vitalie) nell’urina e quindi se quest’ultima viene gettata via, l’organismo si indebolisce man mano che il processo Nutrizionale si và via via depauperando, permettendo quindi la nascita di QUALSIASI tipo di malattia. Quindi la malattia è chiaramente un metodo che l’UniVerso ha messo a punto per far comprendere all’essere che non deve trasgredire le sacre Leggi della Manifestazione, vivendo una vita di Incoerenza, in quanto egli, se continuerà nell’incoerenza, somatizzerà sicuramente qualsiasi tipo di malattia; ma comunque essa è la base dalla quale partire per riprendere coscienza su se stessi, sui propri errori e quindi iniziare ad invertire la "rotta" di Vita. Quando per Comportamenti Etici non conformi alle Leggi della Manifestazione, con alimenti non adatti, per mal Nutrizione ed Alterazione Bio Elettro Termica, i reni non riescono più ad effettuare il loro lavoro di controllo e di riassorbimento delle sostanze vitali in modo corretto, immettono nell’urina le sostanze utili prodotte, esse quindi possono e devono essere reintegrate bevendo la propria urina. Bevendo giornalmente da 1 a 2 bicchieri di urina, mattina, pomeriggio (in genere si beve prima dei pasti; dopo il pasto, un dito di urina è un ottimo digestivo) l’organismo a questo punto riassorbirà per mezzo della mucosa gastrointestinale le sostanze perse ma già metabolizzate e ridotte agli elementi Essenziali, Nutrizionali Personalizzati e Magneto Informati, che saranno velocemente assimilati, redistribuiti, riordinando al più presto la funzione osmotico (assimilazione/eliminazione) di tutte le cellule del corpo nutrendole con le sostanze Vitali e disintossicandole completamente a poco a poco; l’urina è anche un ottimo disinfiammante dell’intestino e regola bene le evacuazioni delle feci; il pH dell’urina è simile a quello dell’intestino, che nel colon deve essere a pH 7, cioè neutro oppure leggermente alcalino/basico. I primi effetti si ottengono nel giro di qualche giorno, durante i quali è possibile che vi siano dei momenti di malessere perché i parassiti e le tossine accumulate e fissate nelle cellule vengono rimesse in circolo per essere eliminate, onde per cui il malessere sarà di fatto una "mini malattia" (in quei giorni diminuite le quantità assorbite ma non arrestate la terapia); rifarete di conseguenza nel giro di qualche settimana o qualche mese, in certi casi dopo qualche anno, tutte le malattie avute fin dall’infanzia e mai eliminate veramente, sopra tutto quelle bloccate con farmaci; le sostanze tossiche introdotte con i vaccini, potranno solo in certi casi, essere eliminate, ma le mutazioni genetiche indotte nel DNA, non potranno essere facilmente invertite solo con l’urina. E’ possibile eliminare oltre agli effetti dei farmaci stessi, le sostanze tossiche dei loro componenti. L’urina riequilibra anche il pH (acidità e basicità), lo rH (carica bio elettronica) e lo rò (resistività) del sangue e dei liquidi corporei, il terreno. Le sostanze contenute sono elencate nella tabella; l’urea è comunque composta da azoto ed è noto che l’azoto è il componente base dei processi biochimici del mondo biologico; esso attiva le basi azotate che producono gli amminoacidi essenziali. Per ottenere effetti completi e profondi occorrono da 3 mesi a 3 anni anche con l’opportuna alimentazione suggerita e sopra tutto con le "micro diete" (vedi vol.1° cap.2, stessa voce), l’urino terapia e con i fermenti lattici multibatterici; questi sono i migliori approcci terapeuti in assoluto per la PREVENZIONE o per la cura adatta alla GUARIGIONE da qualsiasi malattia; non esiste NULLA meglio di questo abbinamento; il Sistema Immunitario tenderà a ritornare "come nuovo", se non vi saranno mutazioni genetiche già avvenute, per esempio con le vaccinazioni. Gli usi principali dell’urino terapia sono questi: Uso esterno; Orale ed attraverso la via iniettiva. Consigli per la pratica dell’Urino Terapia: L’Urino terapia si concilia meglio con il Digiuno e con l’Alimentazione Biologica Cruda (senza prodotti cotti) oltre ad essere più sanatrice è anche più buona al gusto; bevete acqua fresca e tutta la vostra urina durante i giorni del digiuno o dell’alimentazione cruda; questa è la tecnica da utilizzare quando siete malati assieme ai fermenti lattici e le micro diete; un’altra tecnica è quella dei clisteri (giornalieri od a giorni alterni per almeno 3 oppure 5 o 7 o 15 o più giorni, contenenti per ogni litro di acqua da 1 a 3 bicchieri della vostra urina) e mangiando SOLO crudità (vegetali) per lo stesso ciclo intrapreso, riprendendo alla fine del periodo con la normale alimentazione quasi vegetariana a base di cibi biologici integrali e con l’assunzione di preparati multi batterici, micro diete ed urino terapia. Assunzione orale: appena uscita dalla sorgente, dopo il primo getto, bevetene quanto volete, anche tutti i giorni della vostra vita; imparate ad auto regolarvi a seconda delle necessità, potete berla anche di notte, poca rilassa ed aiuta la digestione, quindi favorisce il sonno. Potete iniziare da qualche goccia ad un bicchiere. Occorre comunque ricordare che con queste terapie Naturali ognuno DEVE auto gestirsi, ma sopra tutto con questa terapia, le frequenze e le quantità da assumere possono variare completamente da persona a persona, per cui occorre prestare molta attenzione agli effetti derivanti dalla cura arrivando a ridurre o sospendere in caso di reazioni troppo forti, riprendendo dopo un certo periodo, non superiore alla settimana Quando iniziate la terapia, bevete dopo il primo getto, quella del mattino (la seconda pipì è meno forte); al mattino vi fornirà energia ed al pomeriggio vi calmerà ed alla sera (poca) vi farà dormire bene; imparate ad auto regolarvi da soli, in generale state sulla dose massima di 2 bicchieri al dì, in alcuni casi potreste avere degli strani effetti indesiderati. Se non riuscite per problemi mentali a berla pura, mescolatela con qualche altro liquido (succo d’arancia, pompelmo, succhi crudi in genere oppure acqua o ghiaccio, ma bevetela comunque); se non riuscite, turatevi il naso ma bevetela; dopo averla bevuta pura eventualmente sorseggiate un poco di acqua o succhiate una caramella, se possibile naturale. Può anche essere diluita in acqua più volte fino a dosi Omeopatiche, (diluire per 4 volte utilizzando ogni volta il 10 % della precedente mescola), ci vorrà comunque più tempo per avere gli effetti desiderati; ma se diluite a dosi omeopatiche poche gocce di urina in acqua sacra o matriciale, il nuovo composto diverrà il migliore mezzo per re-infromatizzare tutto l’organismo malato che ha perso l’informazione della salute. Fate digiuni o nutritevi solo di crudità per periodi di 3 oppure 5 o 7 o 15 o più giorni; bevete i 2 bicchieri della vostra urina ancora calda; bevete durante quel periodo, anche acqua pura e la meno minerale possibile, oppure utilizzate acque minerali a pH 7 con basso residuo fisso, (al di sotto di 50 mgr. litro) Potete utilizzare l’urina anche nel clistere: da 1 a 2 bicchieri per 2 litri di acqua tiepida. Durante il digiuno od i cicli dei clisteri, bevendo l’urina; può capitare che le palpitazioni cardiache aumentino di frequenza, in tal caso ridurre la quantità di urina, prendere degli ovuletti di aglio e fare frizioni di urina sulla testa, sulle braccia, sul corpo e tutto si normalizzerà; queste frizioni servono comunque a chiunque. Si può utilizzare anche per fare fanghi, cataplasmi ed impacchi. Nel caso vi sia dissenteria, ricordarsi di non proseguire a bere l’urina oltre il 3 giorno di diarrea; sospendere ed assumere dei fermenti lattici multi batterici in capsule (3 volte al dì, prima dei pasti) e riprendere dopo 15 giorni l’assunzione di urina, bere con parsimonia ed attenzione, magari con metà dose. In certi casi può essere utile fare 7 giorni con la "dieta del minestrone" (vedi vol.1°, cap. 5, voce "dieta base per star bene") e dal 3° giorno iniziare a berla. Ricordarsi che questa tecnica naturale, prevede sempre l’auto gestione sulle frequenze e per le quantità; quindi esse possono variare da individuo ad individuo. Alle volte è necessario interrompere per un certo periodo e riprendere successivamente; NON vi è una regola fissa, ognuno deve imparare a gestire da sé questa tecnica. Che la beviate tutti i giorni o solo quando siete malati, l’importante è sapere che avete a disposizione un mezzo importante (non il solo) per la vostra salute. L’urina si deteriora se aspettate a berla, in quanto si ossida e cambia composizione chimica facilmente al contatto dell’aria, per cui bevetela appena sgorga dalla fonte; essa può comunque essere raccolta e conservata solo per uso esterno. Se consumate farmaci, diminuiteli del 50 % ogni giorno fino ad eliminare totalmente le quantità utilizzate e bevete il vostro nettare; anche se pensate che siete intossicati e che la vostra urina non vada bene, bevetela comunque e ne vedrete gli effetti ! il nostro corpo ha delle particolarità impensabili, "raddrizza" energeticamente tutto e tende a riciclare e separare ogni cosa, purché le sostanze riescano a compiere normalmente e biologicamente tutto il ciclo naturale fino all’urina, al sudore, alle feci. Usatela anche esternamente in ogni problema; un esempio di come mantenere parti del corpo sempre umide di urina: prendere della garza e del cotone idrofilo e stendetelo sulla garza in modo da creare un buon strato assorbente da fissare con un grande cerotto adesivo, sulle parti da trattare; lasciate un buco nella parte esterna del cerotto in modo da poter far filtrare l’urina che ogni volta che con una boccetta, ove avrete raccolto la vostra urina, la verserete nel buco; questo serve per alimentare e mantenere la parte sempre umida di urina senza avere odore di urina; in genere bastano 2 applicazioni di urina per mantenere l’umidità necessaria a far lavorare l’urina sulla parte; è utile anche sui "nei" di tutti i tipi. Se volete riordinare la vostra energia migliorandone la distibuzione di tutti i "ciakra", iniziate ad urinarvi sul pube (a cavalcioni del bidet) lasciando che essa vada a bagnare fino all’ano, tenete la parte bagnata fino a quando la pelle è asciutta e lavatevi e rivestitevi, vedrete come "funziona"…. Fate sciacqui boccali per le infiammazioni alle gengive per 3, 4 minuti (ogni sera ed ogni mattina o più) o dei gargarismi (nella bocca e nella gola, abbiamo dei sensori, delle "placche" importanti del Sistema Immunitario, che vengono attivate dall’urina e le informazioni in essa contenute arriveranno subito al cervello per riorganizzare il sistema immunitario). Lavatevi i denti, occhi, orecchie (lasciate per almeno 30 minuti e quindi sciacquate con un poco di acqua per togliere l’odore) pulite anche ferite e bruciature; fatevi impacchi sulla pelle per qualsiasi problema su di essa; sui capelli (lasciate l’impacco per almeno 1 ora, poi fatevi un leggero shampoo, oltre a nutrire il cuoio capelluto ed il capello stesso essa dà anche riflessi dorati), fate spugnature, frizioni, pediluvi, maniluvi, clisteri, ecc., con l’urina; sui bambini avrà effetti veloci ed insperati. Fate attenzione, in certi casi essa rimetterà in circolo parassiti e tossine accumulate che potranno alle volte disturbarvi, non scoraggiatevi proseguite senza timore, al limite diminuite la o le dosi giornalieri, in certi casi sospendete le bevute per qualche giorno e riprendete più in là e vedrete la guarigione avvenire come mai vi sareste aspettati oppure il completo blocco di gravi malattie; il ritorno naturale della Salute passa SEMPRE attraverso l’eliminazione delle tossine accumulate. Per ottenere migliori risultati in minor tempo, è opportuno implementare il processo Nutrizionale dell’urina con: vitamine, minerali, fermenti multi batterici, alghe verdi/azzurre, aloe vera, aglio micronizzato, timo od altri prodotti necessari a "rifinire" l’attività dell’urina nell’organismo; sempre e comunque con le frizioni fredde. L’urina può essere scambiata nell’ambito della famiglia (parentela) facendo attenzione a scambiarla, maschi con maschi e femmine con femmine, salvo nei casi di aids nei quali si consiglia di utilizzare quella di individui sani e giovani, dell’altro sesso, per il contenuto di certe sostanze che il malato di aids deve reintegrare. In casi eccezionali può essere utilizzata al di fuori della famiglia, ma con attenzione. Probabilmente ogni animale produce un’urina adatta a certe malattie anche umane, ma non abbiamo ancora l’esperienza necessaria per poterne parlare Uso per via iniettiva: preparazione omeopatica attraverso le opportune diluizioni iniettata sotto cute, nelle zone necessarie; alcuni medici la iniettano pura, non diluita. Recentemente un ricercatore italiano il dott. Francesco P. Iaccarino ha messo a punto un procedimento per estrarre dalla propria urina tutti i fattori vitali senza alterarli, riducendoli in polvere bianca (il procedimento si basa sull’evaporazione dell’acqua contenuta nell’urina sotto vuoto), che vengono in seguito introdotti nel corpo per mezzo di apposite capsule. Presto avremo la possibilità di poter disporre di queste capsule contenenti i fattori nobili della nostra urina, per poter andare incontro alle richieste di coloro che non riescono a vincere i propri tabu mentali, essi dicono: "mi fa schifo" e con queste frasi stupide si impediscono di berla e di godere dei suoi benefici! Per riassumere: ogni malattia lo ricordiamo, nasce solo dal disordine del "terreno" i liquidi del corpo, generati dalle azioni e dai comportamenti errati dei singoli individui (trasgressioni alle Leggi della Natura che determinano conflitti di ordine Spirituale (vedi cap 7 nel 2° vol.), "non Etica", azioni auto soppressive e quindi divengono la somatizzazione della disarmonia fra ciò che dovremmo essere e ciò che siamo; la malattia quindi non va aggredita come fosse un "demone da distruggere", ma occorre agire fisiologicamente sul terreno (i liquidi del corpo) rinforzando ed aiutando l’organismo intero a reagire naturalmente per far sì che esso stesso sia il motore della propria auto guarigione arrivando alla eliminazione progressiva di tutte le cause Spirituali/emozionali che generano il dolore e quindi delle concause fisiologiche, le alterazioni Nutrizionali che determinano i sintomi, sensori finali per la determinazione del disordine/conflitto Spirituale iniziale. Quindi è la MEDICINA del TERRENO, (Spirituale e Fisico) che parte dalla ConoScienza dei processi naturali della Salute/malattia (malessere ...essere nel male) abbinata alle medicine mitocondriali, nutrizionali, tecniche di riordino termico, quelle da perseguire e NON il tipo di medicina aggressiva ed invasiva oggi tanto praticata. Occorre lavorare nella direzione della riparazione dei danni nei mitocondri, con coenzima Q, enzimi derivati dalle piante, alghe verdi, amminoacidi, batteri simbiotici, vitamine e minerali colloidali e ionizzati (chelanti dei metalli tossici e non solo), l’argento colloidale eccetera. Ricordiamo che la Luce inFormata, (le frequenze modulate ricevute o create dall’essere) si memorizza nei corpi viventi, nel substrato che ha alla base la "terra" fisiologica, cioè e sopra tutto nei metalli amorfi a base di minerali rari. Il tutto abbinato con alimentaziono biologica, micro diete, pulizia intestinale (ripetuti clisteri con acqua ed olio di semi di girasole per il ripristino della vitamina F), ripristino della flora batterica (preparati multi batterici), amminoacidi, enzimi, bere la propria urina giornalmente, 1 bicchiere al mattino, tenendo sotto controllo anche la temperatura dell'intestino con il freddo sulle parti (fango terapia e frizioni fredde) ed il pH, rH, rò del sangue, saliva, urina con analisi bio elettroniche del terreno fatte almeno una volta ogni 3 mesi, dunque 4 volte all’anno; vitamine e minerali colloidali e ionizzati (nutrienti e chelanti dei metalli tossici); argento colloidale, utilizzato anche come "antinfiammatorio"; l'opportuna alimentazione (cibi biologici e personalizzati), solida e liquida (bere acqua, molta, a basso residuo di minerali, almeno 2 lit. al giorno) ed parallelamente con la risoluzione dei Conflitti (motori matriciali delle patologie), per mezzo della Riflessione, dell’Azione nella Conoscenza dell’Etica, Giustizia e Coerenza, sono la Giusta ed Unica strada per ottenere dei risultati veramente risolutori e per non arrivare al trapianto od alla morte, che di fatto sono i dichiarati fallimenti della medicina diagnostica, terapeutica e preventiva attuale. La forma Umana è stata progettata per funzionare con un pH corporeo neutro o tendente all’alcalino e come tale deve essere mantenuto per star bene e vivere il più possibile nel benEssere. Per rimanere in quei limiti occorre che ci si alimenti con diete idriche di acque le più pure possibili, con cibi integrali e biologici, con prevalenza di verdura e frutta crude e micro diete, alle volte cotte, pochissime proteine di tipo vegetale e raramente di quelle animali, preferendo carne di pesce piccolo (niente molluschi, crostacei) ed alle volte di piccoli animali terrestri; mai cibarsi di quelli grandi nemmeno se sono ancora lattanti; praticando ginnastiche o movimento all’aria aperta e con la pelle in contatto con il sole e l’aria, riposando adeguatamente, respirando bene e profondamente, cercando di non crearsi degli inutili conflitti Spirituali (vedi cap 7 nel 2° vol.) oltre a quelli che la vita stessa propone, arrivando a pensare in positivo il più possibile in modo da digerire bene anche tutte le asperità della vita. Fare all’Amore spesso e bene con il proprio partner, Meditare, Riflettere, pregare, ascoltare o fare musica melodiosa, ballare con musiche rilassanti o gioiose, giocare e passeggiare in mezzo alla Natura, sono medicine gratuite che vanno utilizzate il più possibile per mantenersi in Perfetta Salute. Dal momento che vi inizierete al "Nettare degli Dei" bevendo ogni giorno l’Elisir di Lunga Vita, la vostra personalità assumerà più forza di carattere, vi sentirete più sicuri in ogni situazione, perché le sostanze entro contenute forniscono gli apporti Nutrizionali adatti per il miglior funzionamento delle vostre ghiandole endocrine e quindi la vostra Spiritualità ne trarrà enorme vantaggio. Ringraziate sempre la Natura per quanto vi offre ogni giorno, quando la bevete. Alcuni aneddoti: Fino a 40 anni or sono nel mondo, l’urina era utilizzata anche per la lavorazione delle pelli, dei tappeti, come ottimo ammorbidente per la lana e flanella, per dare aroma al tabacco (solo quella delle femmine), far fermentare prima il formaggio e dargli un gusto migliore, per disinfettare i contenitori del latte ecc., le scimmie per esempio si bevono e ciucciano l’urina fra di loro per aiutarsi a stare sempre bene. Anche nel libro del celebre Giuseppe Romeo di Luca: "La vera e completa NUOVA SMORFIA del Giuoco del Lotto" stampata da diversi secoli, alla voce "O" della "Spiegazione dei sogni", è riferito: "Orina bevuta, denota sanità recuperata".......... ecco la sapienza del popolo in contrapposizione con quella dei "luminari" della medicina che hanno fatto di tutto per insegnare il contrario della verità semplice, bere l’urina significa star sempre facilmente bene. Ricordate quindi: Assorbire la propria Urina è accettare e conoscere sempre di più se stessi. BIBLIOGRAFIA in Italia: Guida alla Salute Naturale; dott. G. Paolo Vanoli; Vanoli editore srl (MI). Urino terapia, osservazioni ed esperienze; ediz. Tecniche N. (MI) L’acqua della Vita, un trattato di urinoterapia; ediz. Baul, (MS) La terapia del soffio; ediz. Mediterranne (Roma) Diario di un amarolista ; ediz. Blu Int. Studio Borgofranco I. (TO) La tua perfetta medicina, il miracolo che la scienza non ci aveva rivelato; Ediz. Amrita Il succo della vita; ediz. Corbaccio (MI) Urinoterapia; ediz. Red (CO) Shivambu Kalpa; ediz. Litotipografia verbano (CH) Urinoterapia, la riscoperta di un’antica terapia naturale; ediz Mediterranee (Roma) Amica felicità; ediz. C. Benessere Psicofisico (TO) Amaroli 2, non più tabu; ediz. Blu International S. Borgofranco I. (TO) La fontana d’oro; ediz. Punto d’incontro (VI) Tratto da: www.mednat.org [...]

I SEGRETI DEL PIACERE: IL PUNTO G

DOV'È IL PUNTO G NELLA DONNA? Se ne sente parlare tantissimo, c'è chi sostiene che sia una illusoria diceria, ci sono donne invece che sostengono che solo con la stimolazione di quella zona riescono a raggiungere l'orgasmo...e che orgasmo! Noi siamo sostenitori di una sua possibile esistenza...sia per esperienze personali, ma anche per aver sentito molte esperienze concordanti. Il mitico punto G si trova ad un terzo della profondità della vagina, sulla parete superiore (dietro l'osso pubico); all'altezza della zona attraversata dall'uretra (il canale dal quale esce la pipì). Lì c'è una zona che, se opportunamente stimolata, si gonfia proprio come l'organo di principale conduzione del piacere: il/la clitoride. In effetti si tratta dello stesso tipo di tessuto. La cosa importante da sapere nella ricerca del punto G, è che questo si trova leggermente in profondità. È quindi necessario premere leggermente per procurare il piacere. Inoltre il punto G non reagisce immediatamente quindi va stimolato per un po' prima che possa dare tutto il piacere di cui è capace. Un modo semplice per individuarlo è quello di inserire due dita nella vagina (ben lubrificata); il palmo della mano deve essere rivolto verso il/la clitoride. In questo modo vi troverete, tra i polpastrelli delle due dita, un leggero rigonfiamento che finisce con una lieve depressione. Il punto G si trova a circa un centimetro di profondità proprio verso la fine del rigonfiamento. Comunque spiegarlo a parole è più complicato che arrivarci in pratica. A una donna è sufficiente toccarsi per un po' dentro per trovare il Punto Giusto. Poi sarà semplice insegnare a lui come fare. Un uomo invece dovrà sempre chiedere alla donna come le piace essere toccata perché ognuna ha gusti diversi e la localizzazione può variare, di poco, da donna a donna. Alcune donne preferiscono un tocco più forte, altre più lieve. Si tratta comunque di spingere un poco ma senza esagerare. Se il tocco è troppo forte, ovviamente, può diventare fastidioso o addirittura doloroso. Ma ogni donna è diversa, non lo si dirà mai abbastanza. Soltanto chiedendo saprete. Questo vale particolarmente per il punto G. Trovare il ritmo giusto del movimento e la pressione più gradevole con una donna e ripetere le stesse modalità con un'altra è un errore grossolano. C'è da dire che generalmente gli uomini fanno movimenti troppo rapidi quando toccano le donne dentro. Invece esse preferiscono un movimento morbido. È anche importantissimo il fatto che la vagina sia ben lubrificata, di modo che la carezza sia scivolosa. L'ideale è che prima dell'inizio del rapporto sessuale ci si dedichi a lungo a massaggiarsi e accarezzarsi e che prima di toccare dentro si indugi per un po' intorno al clitoride. C'è poi da dire che alcune donne preferiscono che le si tocchi soltanto intorno al punto G. Altre preferiscono che le si accarezzi anche la clitoride. Altre gradiscono essere toccate delicatamente anche intorno all'ano. A volte preferiscono i polpastrelli, altre volte le labbra. Insomma, bisogna ascoltare, sperimentare e parlare. Solo così si cresce, insieme, senza egoismo e scoprendo quantè bello anche solo soddisfare l'altro! Il luogo del piacere multiplo. Chi fu dunque a scoprire l'esistenza del punto G? Nelle sperdute isole dell'Oceania c'erano popoli che praticavano il "coito oceanico", che consiste proprio nell'infilare solo la punta del pene nella vagina e, tenendolo con la mano, muoverlo come un cucchiaio in una tazza. In questo modo andavano a toccare proprio il punto G. Noi europei abbiamo scoperto il punto G quando, nel 1980, ce l'hanno spiegato gli americani! Ma sarebbe bastato guardare una tavola di anatomia del 1800 per capire il punto G. Perché già nel secolo scorso gli anatomisti avevano notato che il tessuto erettile della clitoride si estendeva fino a quella zona interna, intorno all'uretra, che chiamiamo punto G. Il punto G si chiama così perché è stato ufficialmente scoperto dal dottor Gräfemberg (nel 1944). [...]

I MECCANISMI DEL DESIDERIO

L’eccitazione – in senso strettamente biologico – si nutre di due elementi fondamentali: il desiderio e la fantasia, tra loro collegati intimamente. Il desiderio è una specie di molla che si carica nel tempo che intercorre tra un rapporto e l’altro, che si “scarica” col rapporto stesso e che subito ricomincia a caricarsi. L’eccitazione è data quindi in primo luogo proprio dal fare l’amore. Questo fu dimostrato alla fine degli anni Sessanta, quando uno scienziato inglese trascorse per motivi di studio alcuni periodi di diverse settimane su un'isola remota, nel più completo isolamento. Si accorse che durante questi periodi la crescita della sua barba diminuiva. Quando tuttavia veniva a sapere che avrebbe presto rivisto sua moglie, e poi l’incontrava, la crescita ricominciava. Ma la crescita della barba dipende dal più importante ormone sessuale: il testosterone. Per lo scienziato, fu questa semplice osservazione l'inizio di uno dei primi studi mai condotti sulla fisiologia del desiderio. Lo scienziato, che pubblicò la sua scoperta sulla prestigiosa rivista scientifica “Nature”, aveva intuito una grande verità: che l’eccitazione nutre se stessa. Partendo proprio dal suo lavoro, gli endocrinologi sono riusciti a scoprire perché in certi periodi l'uomo e la donna sono più propensi all'attività sessuale, mentre in altri lo sono meno. Il desiderio di avere rapporti sessuali non ha infatti sempre la stessa intensità, come quasi tutte le altre funzioni del nostro corpo, ma dipende invece da uno speciale sistema di automantenimento. Quanto intensamente ricerchiamo l'attività sessuale dipende dal livello di testosterone nel sangue, che è il risultato di un complesso meccanismo di regolazione. Tutto ha inizio in una speciale struttura del cervello, l'ipotalamo, che produce un primo ormone. Questo stimola l'ipofisi a produrne un secondo, che a sua volta stimola delle speciali cellule del testicolo nell'uomo, o dell'ovaio nella donna, a produrre il testosterone. Quest'ultimo chiude il ciclo contribuendo a stimolare la corretta produzione del primo ormone. Il vero motore di questa "cascata ormonale" è però la corteccia cerebrale, cioè la nostra mente, che regola e controlla proprio la produzione del primo ormone ipotalamico. I rapporti sessuali, gli stimoli e le fantasie erotiche, ma anche la semplice aspettativa di un incontro, come nel caso dello scienziato inglese, possono accelerarla. LA FANTASIA Ma l’eccitazione non si nutre soltanto di desiderio: anche la fantasia ha un ruolo determinante. Il nostro programma biologico prevede la varietà sessuale. Dal punto di vista evolutivo una specie che incrocia ripetutamente il proprio patrimonio genetico attraverso accoppiamenti “infedeli” ha molte più possibilità di affermarsi che non una specie rigorosamente monogama. Per questo nel nostro DNA la varietà sessuale svolge un ruolo di potentissimo stimolante dell’eccitazione sessuale. Questo spiega storie che abbiamo tutti sotto gli occhi: mogli scoperte dal bellissimo marito a letto con un idraulico di dubbia igiene, mariti che fuggono con la segretaria un po’ racchia lasciando una moglie col fisico da indossatrice e il volto da attrice. Questo succede proprio quando si obbedisce al richiamo della varietà sessuale. E’ un richiamo che prima di tutto parte dal cervello e muove dai sentieri della fantasia. In questo fantasticare è sufficiente conoscere approfonditamente il corpo del partner perché gran parte dell’eccitazione svanisca, soprattutto se a letto non si è stati capaci di mantenere il mistero. È il doloroso lamento di molti: ti amo, ma non mi ecciti più. Naturalmente non deve e non è sempre così. Ci sono coppie (non molte a dire il vero) dove l’innamoramento rimane costante tutta la vita e sempre in perfetta sintonia con l’eccitazione. Non dimentichiamo infatti che siamo biologicamente infedeli ma anche biologicamente programmati per la monogamia e la fedeltà. Come potremmo infatti allevare cuccioli così deboli e bisognosi di cure come i nostri se non creando un’unità parentale di un papà e una mamma? Per questo per molti il matrimonio è tutt’altro che "la tomba dell’amore". COSA FARE SE NON TI ECCITA PIU' A volte, oggi, il desiderio in una coppia può scendere anche se uno dei partner, o tutti e due, vorrebbero invece che salisse. Che cosa è meglio fare, in questi casi? Il ruolo della mente è determinante: è come un "motorino di avviamento" per rimettere in moto la catena ormonale del desiderio, magari arrugginita da una forzata inattivita' sessuale: il sesso si fa prima di tutto con la testa. Quante volte? Non ci sono riferimenti validi per tutti, perché c'é una forte variabilità individuale. Ma è bene farlo il più possibile, e non c'é pericolo di esagerare. Chi lo fa di più, lo farà di più. Non solo adesso, ma anche più in là negli anni. E poi è importante, determinante, lavorare di fantasia, senza aver paura del proprio fantasticare in tema di sesso. Nulla uccide maggiormente il sesso coniugale della routine e dell’abitudine. Per essere sempre amati si può cercare di dare l’illusione di essere un amante diverso, imprevedibile; per amare sempre si può immaginare di avere tra le braccia un compagno o una compagna differente. [...]

LA FECONDAZIONE NATURALE: COME AVVIENE

Il fine dell’apparato genitale femminile è quello della procreazione per cui deve : produrre ovuli fecondabili. favorire l’ascesa dello spermatozoo. favorire l’azione fecondante dello spermatozoo. Provvedere alla nutrizione dell’embrione. L’inizio della gravidanza avviene grazie ad una serie di fenomeni. Il liquido seminale, con il rapporto sessuale, viene depositato in vagina e gli spermatozoi, in esso contenuto, risalgono dal fondo vaginale, attraversano il collo e la cavità dell’utero fino alle tube per incontrare l’ovulo che è stato maturato nell’ovaio, nel cosiddetto “follicolo”, e che è stato espulso e captato dalla tuba. E’ importante, in questo caso, che la posizione coitale sia eseguita nel migliore dei modi; infatti non sempre il rapporto sessuale è eseguito in modo tale da sfruttare al meglio l’utilizzo di tutti gli spermatozoi presenti nel liquido seminale. La posizione migliore è quella illustrata del "missionario", ovvero lui sopra di lei con le gambe unite e lei con le gambe aperte, che è quella che permette la penetrazione del pene profondamente per cui il liquido seminale viene depositato in fondo al canale vaginale; inoltre è consigliabile che la donna, dopo l’eiaculazione del partner, rimanga distesa per almeno 20-30 minuti con un cuscino sotto il bacino per evitare la fuoriuscita del liquido seminale troppo precocemente. Le altre posizioni possono essere eseguite per i rapporti di piacere, ma sono poco efficaci per la fecondazione. Durante il percorso nell’apparato genitale femminile gli spermatozoi acquisiscono la capacità di fecondare l’ovulo (capacitazione degli spermatozoi). Arrivati in corrispondenza del terzo esterno della tuba, l’ampolla, gli spermatozoi circondano l’ovulo, ma uno solo vi penetra. Gli spermatozoi, emessi con il liquido seminale, sono in quantità variabile da 40 a 120 milioni per c.c.; immessi in vagina con l’eiaculazione, viaggiano , con movimenti propri, alla velocità di 2/3 mm. al minuto e devono percorrere una distanza di circa 100/ 150 mm. Questo spostamento è condizionato dalla capacità di movimento dello spermatozoo e delle condizioni favorevoli o ostili dell’ambiente dell’apparato genitale femminile ove lo spostamento avviene. L’ambiente vaginale in cui lo spermatozoo è depositato, rappresenta , per la sua acidità , un ambiente sfavorevole che pero’ è tamponato per circa 6/7 ore dal ph del fluido seminale; pertanto il transito dello spermatozoo nell’ambiente vaginale deve essere veloce , infatti dopo circa 60/90 secondi gli spermatozoi che si trovano in posizione più favorevole, raggiungono il muco cervicale. Superata la barriera vaginale, lo spermatozoo giunge a contatto con la secrezione del collo uterino che ha invece un ph alcalino che è più favorevole alla sua sopravvivenza; infatti in questo ambiente può sopravvivere da due fino a sei giorni. Questo ambiente favorevole è però presente solo nei giorni del periodo ovulatorio. Dal collo uterino gli spermatozoi attraversano tutta la cavità uterina e la tuba e arrivano a contatto dell’ovulo nella cosiddetta porzione ampollare della tuba dove uno solo penetrerà nell’ovulo e lo feconderà. Avvenuta la fecondazione nell’ampolla tubarica, l’ovulo deve annidarsi nella cavità uterina e per questo dalla tuba viene trasportato con un apparato importantissimo, presente all’interno della tuba, che si chiama “ciglia vibratili”. Questo trasporto dura circa 5 giorni. Durante questo trasporto l’ovulo va soggetto ad un processo di “segmentazione” cioè dalla cellula fecondata se ne formano due per divisione, da queste quattro e così via . Questo processo porta alla formazione di un ammasso di cellule o blastomeri, che, nel loro insieme, assumono l’aspetto di una mora, per cui è definita “morula”. Dopo questi 5 giorni, in cui si forma, la morula arriva in cavità uterina e, sempre per trasformazione cellulare, diventa “blastocisti” che ha la capacità di erodere la mucosa uterina, l’endometrio, ed annidarsi, per cui si parla di attecchimento in cavità uterina. A tal punto inizia la produzione di un ormone che si chiama gonadotropina corionica ed è presente nell’organismo solo in questa occasione; questo ormone è quello che, se presente, darà positività al test di gravidanza, dopo qualche giorno di ritardo mestruale. Gli spermatozoi nelle vie genitali femminili: velocità degli spermatozooi e durata Subito dopo l’eiaculazione o contemporaneamente si producono nella donna contrazioni ritmiche a carico della muscolatura liscia dell’utero e delle trombe uterine, che costituiscono l’orgasmo femminile. In virtù di tali contrazioni il liquido spermatico, immesso profondamente nel canale vaginale, viene quasi risucchiato attraverso il canale cervicale e raggiunge la cavità uterina e successivamente il lume tubarico. Generalmente gli spermatozoi arrivano al luogo della fecondazione nello spazio di un’ora. Poiché gli spermatozoi si muovono con una velocità di 1,5 3 mmal minuto e poiché la distanza che dovrebbero coprire per arrivare al sito di fecondazione e di oltre 20 cm, appare chiaro che non è il solo movimento attivo che porta gli spermatozoi in tale luogo. La progressione è dovuta principalmente alle contrazioni delle pareti uterine, determinate dall’orgasmo. C’è tuttavia da rilevare che l’orgasmo non è essenziale perché la fecondazione abbia luogo. Infatti spermatozoi sono stati trovati nella porzione ovarica della tuba uterina dopo 5 minuti dalla inseminazione artificiale; forse uno dei fattori del veloce percorso degli spermatozoi è da ricercarsi anche nella presenza di prostaglandine, contenute nello sperma, che provocano la contrazione della muscolatura liscia. Si calcola che solo 200 spermatozoi su un milione riescano a raggiungere il luogo della fecondazione; perciò solo 300 – 500 spermatozoi raggiungerebbero, nella donna, la porzione ampollare della tuba. Lungo le vie genitali femminili si riscontrano, dopo l’eiaculazione, concentrazioni progressivamente decrescenti di spermatozoi, man mano che si procede dalla cavità uterina nei diversi tratti del lume tubarico, fino al segmento ampollare. Il primo gruppo di spermatozoiche viene immesso nel canale vaginale con la frazione prespermatica va incontro a fenomeni degenerativi, indotti principalmente dall’acidità dell’ambiente vaginale. Il fluido che bagna la mucosa vaginale è costituito da numerosissimi componenti: fanno parte di esso le secrezioni delle ghiandole endocervicali endometriali etubariche, nonché delle ghiandole vulvari e del Bartolino, il liquido trasudato dai vasi attraverso la parete vaginale e numerosi microrganismi costituenti la flora vaginale. Gli enzimi presenti nel liquido vaginale, compreso gli enzimi della prostata e contenute nel seme, determinano la liquefazione del plasma seminale dopo l’iniziale coagulazione che ha fatto seguito alla eiaculazione; inoltre batteri ed enzimi prodotte dalle cellule dell’epitelio vaginale, fermentano il glucosio formando un certo quantitavo di acido lattico, che conferisce all’ambiente vaginale un’acidità mal sopportata dagli spermatozoi. Il PH vaginale infatti, pur modificandosi in seguito a stimoli ormonali nel corso del ciclo vaginale, si mantiene su valori compresi tra 3,5 e 5. La seconda frazione, che viene immessa con l’eiaculazione a mezzo di contrazioni ritmichesuccedentesi a brevissima distanza dalle prime, possiede la maggiore concentrazione di spermatozoi: 80%. Essi sono distribuiti in un liquido seminale formato prevalentemente dalle secrezioni contenute nel lume delle vie genitali maschili, mescolate al liquido prostatico, immesso al momento della eiaculazione. Il muco cervicale favorisce il passaggio degli spermatozoi nel periodo ovulatorio, li protegge dall’acidità dei fluidi vaginali e conferisce loro un supplemento di energia in previsione del proseguimento del viaggio nelle vie genitali femminili. La terza frazione eiaculata per ultima nella vagina è formata dal 20-30% di spermatozoi attivi in quanto sono immersi nel liquido secreto dalle cellule delle vescichette seminali. Tale secreto conferisce l’alcalinità necessaria alla vitalità degli spermatozoi, fornendo loro i mezzi energetici più idonei per motilità e per la funzione fecondante. Solo una piccola parte degli spermatozoi eiaculati riesce a penetrare nelle tube. Il trasporto degli spermatozoi verso il sito di fecondazione è molto raido, ma prima che la cellula uovo e gli spermatozoi si incontrino possono passare anche molte ore. Mentre gli spermatozoi soggiornano nella tuba, vanno incontro al processo della capacitazione che li rende adatti alla fecondazione. Vitalità e capacitazione degli spermatozoi La sopravvivenza degli spermatozoi nelle vie genitali femminili varia nelle diverse specie. La sopravvivenza sarebbe di 24-48 ore per gli spermatozoi umani all’interne delle vie genitali femminili. La loro sopravvivenza dipende soprattutto dalla velocità con la quale essi consumano le loro fonti energetiche, specialmente le sostanze fornite dalle ghiandole seminali. E’ da ricordare che spermatozoi sottoposti a basse temperature conservano intatta la loro capacità di fecondare, come si usa fare nel caso della fecondazione artificiale. Durante tutto il periodo in cui gli spermatozoi transitano nelle vie genitali femminili per raggiungere il tratto ampollare della tuba sottostanno a particolari modificazioni che li rendono atti alla fecondazione. Tale processo è detto CAPACITAZIONE. Questo processo non si accompagna a modificazioni morfologiche ultrastrutturali apprezzabili a carico dello spermatozoo, ma piuttosto a cambiamenti di natura molecolare che avvengono a livello della membrana plasmatica. Tragitto e vitalità dell'ovulo Con lo scoppio del follicolo avviene l’espulsione dall’ovulo dell’ovaio nella cavità pelvica. In virtù di contrazioni ritmiche che interessano tutta la moscolatura liscia della tuba uterina, stimolata dalle prostaglandine, il padiglione si accolla alla superficie dell’ovaio, là dove è avvenuta l’ovulazione. L’ovulo, spinto dalle correnti del liquido follicolare, raggiunge la mucosa dell’infundibolo, agevolato anche dal movimento delle ciglia delle cellule che tappezzano l’orletto delle fimbrie della tuba. E’ stato accertato che in particolari condizioni, nella specie umana, la cellula uovo può passare dall’avaio alla tuba dell’altro lato. Dopo la captazione da parte del padiglione della tuba uterina l’ovulo, immerso in un fluido formato dai residui del liquido follicolare e perintoneale viene sospinto dal miìovimento delle ciglia delle cellule dell’epitelio della tuba verso l’interno della stessa. Da qui inizia il tragitto dell’ovulo verso il tratto ampollare della tuba, tra le numerose pliche di aspetto arborescente in cui la mucosa è sollevata e che rallentano il suo cammino. L’ovulo si trova così in un ambiente fluido in cui i componenti immessi dalle cellule secretici nel lume tubarico costituiscono una prima sostanza nutritizia. Durante il suo percorso nel segmento ampollare, nell’ovulo avvengono gli ultimi processi maturativi, nell’attesa che si attui la fecondazione. La permanenza nella tuba è una tappa importante per la fecondazione, non solo per lo spermatozoo ma anche per l’ovulo. Dopo l’ovulazione esiste un margine di tempo perché l’ovulo possa essere fecondato, al di là del quale esso va incontro a fenomeni degenerativi che per l’ovulo umano è di circa 12 ore. Dopo aver sostato per un certo tempo nel lume dell’ampolla uterina, la cellula uovo è dunque pronta per essere fecondata. Intanto pochi spermatozoi riescono a raggiungere la porzione ampollare della tuba: uno solo però riesce a penetrare all’interno dell’ovulo. E’ stato recentemente dimostrato che gli spermatozoi si dirigono verso l’ovulo non a caso ma in seguito di un richiamo dell’ovulo stesso. Il processo di fecondazione o fertilizzazione è il risultato di molteplici eventi molecolari, che consento agli spermatozoi eiaculati prima di riconoscere e poi di legarsi alla zona ben lucida dell’ovulo. [...]

PAURA DEL GINECOLOGO

La prima volta dal ginecologo: perchè non bisogna temerla!E' sicuramente tra le visite mediche quella più intima e quindi quella che soprattutto nelle giovanissime crea un impatto emotivo più forte ed a volte più difficile da superare. Cercheremo con questa pagina da aiutare le molte ragazze che vivono tale momento in modo imbarazzante se non addirittura traumatico, di spiegare in cosa consiste, perchè è fondamentale e soprattutto perchè non avere paura. Se vissuta bene, tuttavia, è preziosa per la propria salute, fisica ed emotiva.Innanzitutto bisogna rendersi conto che un rapporto di fiducia con il proprio o la propria ginecologa èspesso alla base di una tranquilla e sana vita, non solo dal punto di vista della salute, ma anche della visione della propria sessualità. Già perchè non bisogna vedere il/la ginecologo/a semplicemente come un medico, ma talvolta è proprio quella figura che dovrà risolvere i nostri piccoli dubbi in materia di comportamenti sessuali. Si capisce bene come scegliere con cura il proprio medico, dunque, sia fondamentale.Di solito, soprattutto per le giovanissime, ci si affida al "ginecologo di famiglia". Se invece si hanno problemi specifici, è bene informarsi accuratamente sullo specialista migliore sul tema che vorremmo approfondire per avere la cura più qualificata.A che età e con che periodicità è bene fare la visita ginecologica?È bene iniziare una valutazione ginecologica ad ogni età, se vi sono problemi (dalla irregolarità delle mestruazioni, all'acne, alle vaginiti, ai disturbi del comportamento alimentare etc). Comunque quando si desidera avere il primo rapporto, per programmare in modo intelligente la contraccezione. E se si hanno 24, 25 anni, e non si sono ancora avuti rapporti sessuali, è comunque saggio fare un controllino annuale. La periodicità dei controlli è annuale o biennale, con pap-test, a meno che non vi siano problemi particolari che richiedono monitoraggi più frequenti.Come arrivare alla visita.Sembrerà eccessivo, ma scrivere su un foglietto le malattie più importanti presenti nella vostra famiglia di origine, e vostre personali, prima della visita avrà due vantaggi: aggiornare facilmente la vostra scheda medica, così nessuna informazione rilevante andrà perduta; e facilitare il lavoro del medico, che avrà una sintesi esaustiva di tutte le informazioni rilevanti, che spesso il/la paziente dimentica nell'emozione della visita. Grazie a queste informazioni verranno ottimizzate anche la sua accuratezza diagnostica e la vostra soddisfazione terapeutica. La valutazione medica inizia con una storia clinica accurata; oggi un buon ginecologo è di fatto l'internista della donna. Per questo, dopo aver chiesto il motivo principale della visita (controllo di routine o patologia specifica) deve porre attenzione a:a) anamnesi familiare: il medico vi chiedrà quali siano le malattie più importanti comparse nella famiglia di origine, tra cui tumori, malattie cardiovascolari (ipertensione, infarti, ictus.); problemi ormonali (disfunzioni della tiroide, irregolarità mestruali, menopausa precoce etc); dismetaboliche, quali il diabete mellito; neurologiche, tra cui la malattia di Alzheimer, il morbo di Parkinson o la sclerosi multipla) e anche autoimmuni (Lupus eritematoso etc).b) anamnesi patologica remota: il medico vi chiederà quali siano le malattie di cui avete sofferto in passato (appendicite, per esempio, o depressione e/o disturbi d'ansia, oppure disturbi del comportamento alimentare, o cistiti ricorrenti o altro), allergie.Vi chiederà anche le cure che sono state prescritte ed effettuate, il loro esito, con guarigione o persistenza dei sintomi. Ricordate quindi di portare tutta la documentazione relativa, meglio se preparata in ordine di tempo!; se siete state ricoverate per malattie o interventi importanti, chiedete copia della cartella clinica alla Direzione sanitaria dell'Ospedale in cui siete state curate e portatela al medico.c) anamnesi fisiologica: tutto quello che riguarda il vostro essere donne dal punto di vista medico:età di comparsa della prima mestruazione;caratteristiche del flusso (ritmo, ossia ogni quanti giorni si ha la mestruazione, contando dal primo giorno di inizio di un flusso al primo della mestruazione successiva;quantità, durata del flusso in giorni;irregolarità mestruali (mestruazioni troppo frequenti: polimenorrea; troppo abbondanti: metrorragia; poco frequenti, in ritardo: oligomenorrea; oppure blocco delle mestruazioni (amenorrea); mestruazioni dolorose (dismenorrea) o no;eventuale sindrome premestruale (PMS) e quindi sintomi quali gonfiore, irritabilità, caduta dell'umore, aumento di peso e/o dell'appetito nella settimana prima delle mestruazioni;data dell'ultima mestruazione: segnatela in agenda!;informazioni sulla vita sessuale.Il medico dovrebbe sempre chiedere di routine "come va la Sua vita sessuale?" con una domanda molto semplice che tuttavia dà alla donna la sensazione di poter parlare anche di quell'aspetto della vita: metodo contraccettivo scelto, se ha rapporti, a meno che la donna non stia cercando figli; eventuali gravidanze o aborti (numero di gravidanze, esito, tipo di parto (cesareo, naturale o operativo, ossia con forcipe o ventosa), peso dei bambini alla nascita, specie se è stata naturale (questo ci fa intuire come sia lo stato dei muscoli che circondano la vagina, spesso lesi se il bambino era di peso elevato, se il parto è stato traumatico o operativo), numero di figli vivi e loro stato di salute); stile di vita: il medico chiederà se e quanto la donna fuma, se e quanto beve, se fa uso di droghe e quali, se fa uso di farmaci quotidianamente (quali e perchè), se fa sport, se dorme bene, se ha disturbi dell'appetito, oltre che il peso corporeo attuale (specie se sovrappeso o troppo magra per l'altezza), se va di corpo regolarmente (una volta al giorno o almeno a giorni alterni) o soffre di stipsi.d) anamnesi patologica prossima: ossia i disturbi per i quali la signora viene in consultazione. Di questi bisogna dettagliare:sintomi precisi; momento e circostanze di inizio;fattori che li peggiorino o che li allevino; sintomi associati;eventuali diagnosi o esami già fatti da altri specialisti;esami di controllo recenti: la data dell'ultimo pap-test, ed ev. degli ultimi esami del sangue, o di altre indagini specialistiche: portare sempre tutti gli esami con sé, possibilmente ordinati per data.COME SI SVOLGE LA VISITA?Di norma un ginecologo comincia la visita .dall'alto. Questo è un altro segno di attenzione e di rispetto, perché crea una gradualità nell'invasività potenziale presente nella visita ginecologica. A lato della donna, stesa sul lettino ginecologico, dovrebbe visitare:la tiroide (ghiandola importantissima per la salute delle donne, posta al davanti del collo) specie se già allo sguardo la nota ingrossata;le mammelle e le ascelle (per ev. linfonodi);l'addome (il colon dice molto sia sullo stato di tensione della donna);l'apparato genitale.Durante la visita ginecologica, dovrebbe esaminare:i genitali esterni: se siano infiammati, arrossati, distrofici (con secchezza o lesioni da grattamento), con condilomi o altre lesioni;lo stato dei muscoli perivaginali ("ipertonici", ossia contratti e quindi dolenti, spesso associati a dolore ai rapporti, o "ipotonici", e quindi lassi, più associati a incontinenza da sforzo, oltre che a minore sensibilità vaginale durante il rapporto sessuale);se la donna riferisce dolore o bruciore durante i rapporti sessuali, dovrebbe accuratamente diagnosticare la "mappa del dolore", valutando con accurata gentilezza tutti i punti (sui genitali esterni, a metà vagina e profondi) in cui la donna avverte dolore. Sede e caratteristiche di inizio del dolore sono infatti i più forti fattori predittivi sulle cause fisiche di dolore: altro che dire "Signora il dolore è tutto nella sua testa!" come troppi medici fanno, saltando una visita accurata!Valuterà poi il collo dell'utero e l'utero (per fibromi o altre patologie), e le ovaie. Sarebbe bene che valutasse sempre il pH, ossia il grado di acidità vaginale, con un piccolo stick: in pochi secondi ha un'informazione preziosa sullo stato di estrogenizzazione della vagina e sugli ecosistemi vaginali, ossia le tribù di germi che normalmente abitano la vagina, così da orientare meglio le decisioni cliniche da prendere.Se la donna ha già avuto rapporti, completerà l'esame con la valutazione del collo dell'utero mediante lo speculum vaginale (uno strumento che consente di visualizzarlo). Prima di inserirlo, avrà cura di sceglierne uno di misura piccola, specie se la signora non ha ancora avuto figli; di divaricare gentilmente le labbra e di chiedere alla signora di spingere leggermente: questa fa distendere i muscoli che circondano la vagina e facilita l'inserimento, evitando il fastidio o il dolore che molte donne provano. Molti usano anche un leggero lubrificante.Il medico farà poi il pap test, un prelievo di cellule -NON DOLOROSO!- utile per la diagnosi precoce di eventuali lesioni pre-tumorali e tumorali. Farà eventualmente la colposcopia, un esame con lenti di ingrandimento e colorazioni speciali per evidenziare lesioni a rischio sul collo dell'utero, su cui fare una eventuale biopsia, ossia un prelievo per analizzare istologicamente le cellule asportate, se indicata. Molti medici fanno anche l'ecografia, che tuttavia non può mai sostituire un'accurata visita ginecologica!La valutazione della pressione arteriosa ed eventualmente del peso corporeo completa l'esame fisico.In caso di gravidanza, la valutazione del battito fetale, del pH e dell'incremento del peso mensile, oltre che la valutazione trimestrale di esami del sangue e dell'ecografia ostetrica, completa il monitoraggio. [...]

L'IGIENE INTIMA

Per igiene intima si intendono tutte quelle norme di comportamento ed i presidi atti ad attuare una corretta pulizia della regione anatomica genitale esterna maschile e femminile e della regione anale. Contribuisce a conservarne l’integrità e quindi anche a mantenere il benessere psicofisico della persona, considerando che la salute è da intendersi non solo come "assenza di malattia ", ma anche come stato di "benessere psicofisico" dell’individuo. Tali comportamenti e presidi contribuiscono anche ad attuare la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse. Come si attua una corretta pulizia? Entrambe le regioni anatomiche genitali maschili e femminili sono ricoperte dalla cute con gli annessi cutanei: i peli e le ghiandole sebacee e sudoripare. La maggior parte dei batteri patogeni e saprofiti dell’uomo hanno un pH che oscilla tra 7,2 e 7,6. I bacilli vaginali (lactobacilli) prosperano ad un pH di 9. Il ph della cute è leggermente acido, cioè permette all’individuo di difendersi dalla moltiplicazione di germi normalmente saprofiti,"ospiti innocui",dell’uomo. La cute che ricopre i genitali esterni sia maschili che femminili contiene nel derma le ghiandole sudoripare produttrici di sudore. Il sudore contiene il 98% di acqua, il 2% di composti organici (urea, creatinina, acidi grassi) e sali (cloruro di sodio), acido urico, acido lattico, ammoniaca. Se non avviene una accurata, corretta pulizia, con conseguente asportazione di detriti cutanei e cataboliti derivanti dal sudore, si ha un effetto irritante con alterazione del normale pH della cute, bruciore, arrossamento, produzione di cattivo odore; a volte il prurito provoca grattamento e quindi anche dermatiti. E’ consigliato il lavaggio con frequenza regolare con detergenti solidi o liquidi con pH leggermente acido. Sia la scarsa igiene sia lavaggi troppo frequenti con sostanze non adatte,come saponi contenenti sostanze alcoliche e profumi possono creare seri problemi. Quando, anche in seguito ad una scarsa o scorretta igiene personale, viene alterato il pH, diminuiscono le normali difese della cute e vengono meno le funzioni che normalmente ha la nostra pelle. Quali sono le funzioni della nostra pelle? Le funzioni della cute sono: Difesa contro aggressioni di natura meccanica , chimica, batterica, protezione dal calore. Produzione di sudore. Produzione di sebo che costituisce il mantello idrolipidico protettivo della superficie cutanea. Funzione di termoregolazione mediante irradiazione, conduzione, convenzione del calore ed evaporazione del sudore. In cosa si distingue l'igiene femminile? Nella donna l’igiene intima riveste una particolare importanza data la comunicazione della vulva con la vagina e, tramite la vagina , con l’utero. Per quanto riguarda l’igiene intima femminile è importante ricordare i cambiamenti fisiologici della vagina, nelle varie fasi della vita: infanzia, pubertà, età fertile, menopausa. Durante l’età fertile si trovano nella vagina in condizioni fisiologiche, di normalità, numerosi bacilli chiamati di Doderlein. Questi bacilli , producendo acido lattico, mantengono acido il pH vaginale , contribuendo alla difesa della vagina dalle infezioni. I bacilli di Doderlein sono assenti nella bambina e poco presenti o quasi assenti in menopausa. La vagina presenta una difesa biologica basata sul pH acido e sulla presenza del bacillo di Doderlein. Questi due fattori, che impediscono lo sviluppo di altri germi , sono legati alla presenza di glicogeno nell’epitelio vaginale e alla possibilità di scissione del glicogeno in acido lattico ad opera del bacillo di Doderlein. In tutte le condizioni nelle quali vi è carenza di estrogeni si ha mancanza di glicogeno nell’epitelio vaginale e quindi poca acidità e scarso sviluppo di bacillo di Doderlein, con conseguente possibilità di moltiplicazione di altri germi. Queste condizioni di deficiente difesa genitale dovute a carenza ormonale si hanno fisiologicamente nella bambina e nella donna in menopausa. Infatti l’apparato genitale ritorna attraverso un processo di involuzione,a condizioni anatomiche e biologiche simili a quelle della bambina (mancanza di poteri di difesa della vagina e sottigliezza della mucosa vaginale). Cosa e' la leucorrea? Le secrezioni vaginali possono essere bianche o giallastre, più o meno dense, a seconda che si tratti di un fenomeno fisiologico o patologico. Casi di leucoreea fisiologica possono essere: La leucorrea delle ragazze in età pubere o nell’immediata postpubertà. La leucorrea che segue a volte il flusso mestruale. A volte ci può essere leucorrea durante la gravidanza Quando la leucorrea ha colore giallastro indica spesso una condizione patologica su base infiammatoria. Non bisogna confondere la leucorrea con il muco cervicale: questo è un fluido filante , trasparente che indica l’avvenuta ovulazione durante i giorni fertili del ciclo femminile. La scarsa igiene intima può contribuire all’instaurarsi di vulviti /infiammazioni della vulva , caratterizzate da prurito) e a volte per contiguità vaginiti. Le infiammazioni della vulva a volte si associano a flogosi delle ghiandole del Bartolini (ghiandole che fanno parte dell’apparato genitale femminile esterno). In genere i germi dalla vulva passano per contiguità nel condotto escretore della ghiandola di Bartolini, dando così origine ad un processo infiammatorio. Si ha tumefazione della ghiandola, arrossamento della cute, dolore in sede; a volte l’infiammazione degenera in ascesso. Nel maschio l’igiene intima e' ugualmente importante? Nel maschio l’igiene intima riveste l’importanza per quanto riguarda le infiammazioni dell’apparato genitale. La balanopostite è un’infezione dello spazio balanoprepuziale che interessa la mucosa del glande e del prepuzio che la ricopre, del solco coronale, del meato uretrale. Le cause dell’infezione possono essere costituite da germi gram positivi e da germi gram negativi.Molto frequentemente questa patologia è causata dalla presenza di una fimosi (restringimento dell’orifizio prepuziale), che rende molto difficoltosa, se non addirittura impossibile l’igiene locale , oppure a volte è causata da mancanza di igiene locale da parte del paziente. La balanopostite è più frequente nei bambini con fimosi e negli anziani che trascurano la propria igiene intima; in questo caso è la balanopostite ad essere causa di fimosi; l’infiammazione provoca aderenze tra la mucosa del prepuzio e del glande. Tali balanopostiti sono un evento frequente tra i pazienti diabetici. Vi sono poi dei presidi atti a prevenire le malattie sessualmente trasmesse, e sono i seguenti: Curare l’igiene intima con prodotti che abbiano un pH compreso tra 3,5 e 5,5, simile a quello della cute. Ciò contribuisce a conservare l’integrità dall’attacco di microorganismo. Osservare se il partner presenta lesioni della zona genitale, in questo caso usare sempre il profilattico, finchè non è sicuramente guarito, o meglio ancora interrompere fino a guarigione la vita sessuale. Usare sempre il profilattico con partner occasionali e/o poco conosciuti. Controllare sempre che il profilattico sia integro. Ricordare che i microorganismi , causa di malattie sessualmente trasmesse, si trovano nelle secrezioni vaginali, nel liquido seminale, nelle mucose genitali che presentano abrasioni. Quando si sospetta di essere stati contagiati, è utile rivolgersi subito al medico specialista: il ginecologo per la donna e l’andrologo per l’uomo. La terapia precoce di queste malattie ne previene le possibili gravi conseguenze. CHE FARE PER MANTENERE UN PH VAGINALE "EQUILIBRATO", A PROVA DI PROBLEMI INTIMI? Il mantenimento del pH dipende da molti fattori, primo fra tutti un ciclo regolare. Gli ormoni estrogeni sono i primi amici del pH e dell'ecosistema fisiologico in età fertile. Quando una donna subisce un blocco mestruale (amenorrea), il pH sale e, in parallelo, l'ecosistema viene alterato, perché mutano le tribù di microrganismi. La vagina diventa più vulnerabile alle invasioni dei germi provenienti dal colon, quali l'Escherischia Coli o l'Enterococcus Foecalis, chiamati "saprofiti patogeni" (dal greco "sapròs", marcio, ovvero batteri che crescono nel materiale in decomposizione a livello intestinale). Questi germi saprofiti sono normali nell'intestino, ossia fanno parte del suo ecosistema, ma diventano causa di patologia (malattia) se invadono la vagina, dove scatenano vaginiti, e la vescica, dove sono fonte di cistiti. E poi un pH sano è legato a doppio filo a una corretta igiene intima. QUALI SONO LE MOSSE GIUSTE PER UN'IGIENE INTIMA DAVVERO CORRETTA? Quella dei genitali esterni prevede una pulizia eseguita muovendo dall'avanti all'indietro sia la carta per la detersione, sia le mani per il lavaggio. Questo per evitare che frammenti di feci (che contengono milioni di germi saprofiti) possano inquinare i genitali anteriori, la vagina e/o l'uretra. All'igiene dei genitali interni, invece, ci pensa la natura femminile. La vagina, infatti, grazie alla produzione naturale di liquidi che - per la forza di gravità - scendono all'esterno, si autodeterge in presenza di normale pH. La donna sana, dunque, non ha bisogno di lavande interne, che vanno riservate e limitate, su indicazione medica, alla terapia complementare delle vaginiti. Anzi: secondo un'analisi di diversi studi, l'uso abituale di lavande vaginali sarebbe associato a significativo aumento di gravidanze ectopiche, di infezioni tubariche e, in alcuni studi, di tumore della cervice uterina. Un dato spiegabile con il fatto che la donna che ha rapporti non protetti, specie se promiscui, è a maggior rischio di infiammazioni vaginali. Questo potrebbe indurre la tendenza all'automedicazione con lavande vaginali frequenti. CI SONO ALTRI FATTORI A CUI LA DONNA DEVE FARE ATTENZIONE PER DIFENDERE LA ZONA INTIMA? Sì. È fondamentale rispettare un'adeguata protezione intima durante le mestruazioni, preferendo assorbenti, tamponi interni o salvaslip di cotone, che facilitano la traspirazione, ed evitando che le secrezioni vaginali, ricche di germi e molto acide, ristagnino a livello del vestibolo vulvare. Occhio anche all'attività intestinale: la stipsi, o costipazione (meno di quattro evacuazioni alla settimana), facilita l'alterazione degli ecosistemi vulvare e vaginale. Imperativo categorico, infine, è l'uso costante del profilattico in caso di cambio di partner o di rapporti promiscui. Anche il liquido spermatico, che ha pH 7.39, se abbondante e/o frequente potrebbe alterare il pH vaginale e causare irritazione vestibolare. L'alterazione del pH vaginale e vulvare, lo squilibrio degli ecosistemi, "l'effetto serra" genitale e la maggiore vulnerabilità della mucosa infiammata e microtraumi genitali possono concorrere a causare la vestibolite vulvare. CHE COS'È LA VESTIBOLITE VULVARE? È un'infiammazione cronica della mucosa del vestibolo vulvare, definita da tre sintomi e segni: variabile rossore del vestibolo (entrata della vagina); bruciore e dolore intenso, soprattutto in due punti, collocati alle ore 5 e alle ore 7, se si considera l'entrata vaginale come il quadrante di un orologio; dolore durante i rapporti (dispareunia). DA COSA È CARATTERIZZATA LA VESTIBOLITE VULVARE? Dall'iperattività di tre sistemi cardinali per la salute, primo fra tutti del sistema immunitario locale e, in particolare, del mastocita, una cellula di difesa che produce sia le sostanze che mediano l'infiammazione dei tessuti locali, causando bruciore, dolore, rossore, gonfiore e limitazioni funzionali, sia le sostanze che fanno proliferare le fibre nervose del dolore nella zona colpita. L'iperattività del mastocita è causata da diversi stimoli, detti "agonisti", tra cui: le infezioni da Candida, un fungo oggi in grande crescita a causa dell'eccessivo uso di antibiotici, da Gardnerella o da germi misti; l'irritazione del vestibolo dalle secrezioni vaginali che non evaporano a causa di salvaslip sintetici impermeabili; i microtraumi meccanici, tra cui il rapporto sessuale in condizioni di secchezza vaginale, e/o quando il muscolo elevatore è contratto e/o quando la mucosa è già irritata. Possono infiammare la mucosa del vestibolo anche un vestiario inadeguato che causi microabrasioni (tanga, jeans attillati), specie se la mucosa è già più vulnerabile e fragile a causa dell'infiammazione cronica, o sport (come ciclismo o equitazione), che causano una riduzione del flusso sanguigno e/o irritazioni nella zona genitale; gli estrogeni, perché l'infiammazione peggiora in fase premestruale); alcune sostanze chimiche, che provocano allergia, spesso contenute in detergenti inappropriati OLTRE AL SISTEMA IMMUNITARIO, QUALI SONO GLI ALTRI SISTEMI COINVOLTI IN CASO DI VESTIBOLITE? Il sistema nervoso del dolore: nella mucosa colpita da vestibolite, le fibre nervose sono moltiplicate di dieci volte rispetto al normale. Questo causa "iperalgesia", cioè aumento spiccato della sensibilità al dolore. Le fibre del dolore, inoltre, penetrano negli strati più superficiali della mucosa, in cui normalmente non si trovano, e questo provoca "allodinìa", ossia dolore urente ("come essere scottata da un ferro bollente", dicono le donne che ne soffrono). Inoltre, si registra un'iperattività del muscolo elevatore dell'ano, quello che chiude in basso la vagina e circonda l'uretra, la vagina e l'ano. Provoca una tensione, che causa ulteriore dolore ("mialgia") e riduce l'entrata vaginale, diventando cofattore di dolore ai rapporti (dispareunia). È POSSIBILE PROTEGGERE LA SALUTE GENITALE E PREVENIRE LA VESTIBOLITE VULVARE? Si può fare molto. Prima di tutto, utilizzando detergenti a pH acido per i genitali esterni non più di due, al massimo tre volte al giorno. Per il resto, detersione con acqua. Per la protezione periodica mestruale, usare solo assorbenti in puro cotone. Anche i tamponi interni di puro cotone vanno bene: se l'inserimento causa dolore - come succede spesso nelle adolescenti ai primi tentativi - il problema non è il tampone, ma lo spasmo muscolare di cui il tampone è solo una spia. In tal caso, bisogna ascoltare questo sintomo importante, valutare se c'è un'iperattività del muscolo e, in caso affermativo, rilassarlo mediante con l'automassaggio o lo stretching. Il vestiario deve lasciare "respirare" i tessuti, lasciando asciugare normalmente le modeste secrezioni vaginali: sì alle gonne o ai pantaloni morbidi in tessuti naturali. Non scordare l'uso regolare del profilattico, specie se si cambia partner e/o non si è certi della propria o altrui fedeltà: l'intolleranza vera al lattice è molto più rara del rischio di infezioni sessualmente trasmesse! Infine, attenzione alla lubrificazione vaginale durante i rapporti: la secchezza vaginale (causata da scarsa eccitazione e/o dal dolore alla penetrazione) facilita le microabrasioni della mucosa, perpetuando la cronicizzazione dell'infiammazione. In caso di dolore durante i rapporti, secchezza vaginale, ma anche cistiti o irritazioni vescicali, dopo il rapporto è importante rivolgersi a un ginecologo con competenza sessuologica. Non diagnosticate e non trattate, queste condizioni possono portare a una vestibolite cronica. Se diagnosticate e curate tempestivamente, possono invece essere completamente risolte. [...]

COS'E' L'IMENE E DOVE SI TROVA

L'imene e' una struttura che gode un'attenzione sproporzionata alla sua funzione. Per secoli e' stata considerata la prova della purezza di una donna. Nulla potrebbe discostarsi maggiormente dalla verita'. L'imene non e' che un residuo embrionario: la vagina e' difatti la vacuolizzazione del tessuto dei bulbi senovaginali e l'imene e' la sottile lamina di tessuto che fa da fondo a detta cavita'. Tale lamina raramente e'gia' completamente scomparsa alla nascita, solitamente e' presente imperforata e si perfora prima della puberta'. L'imene puo' essere naturalmente assente, o quasi; puo' consistere in frustoli, o in un cercine sottile ed elastico, che sopravvive anche al parto. Se rimane completamente imperforata sara' necessario eseguire una imenotomia. Praticare sport puo' contribuire a sbrindellarne i lembi, e cosi' anche i tamponi vaginali interni, e la masturbazione inserendo le dita in vagina. Al contrario, qualche punto chirurgico puo' ricostruire facilmente la verginita' in qualunque donna : Imenorrafia. Ma dove si trova esattamente l'imene? Meglio di qualunque spiegazione a parole , e' una tavola anatomica [tratta dall'Atlante di Anatomia sistematica e topografica dell'uomo, di E.Pernkoff, Piccin Editore,vol.II . fig.296 ,particolare] Come si puo' osservare l'imene si trova subito all'entrata della vagina. Non sempre la perdita della verginità è segnalata dalla fuoriuscita di sangue. Ciò dipende dalla struttura dell'imene che può avere aperture più o meno grandi o forma ed elasticità tali da consentire il rapporto senza che ci sia lacerazione. In alcuni casi è addirittura assente. Appare chiaro, allora, che la verginità non può essere identificata con un corrispettivo anatomico,ma rappresenta un valore personale, una scelta che ciascuno può fare indipendentemente dal sesso di appartenenza. [...]

ATTO SESSUALE DOLOROSO: SCOPRIAMO I MOTIVI

Piacere o dolore? Le cause dovute ad un atto sessuale dolorosoLa donna può provare dolore o fastidio vaginale nel momento della penetrazione, durante o dopo il rapporto.Ne soffre il 14-19% delle donne tra i 18 e i 55 anni. Il dolore può essere causato da fattori sia fisici sia psichici. La diagnosi deve considerare entrambi i fattori, spesso associati, per avere una terapia davvero risolutiva del disturboE' frequente nelle donne di ogni età e può essere provocato da cause fisiche (contrazioni muscolari o anomalie del rivestimento vaginale) o psicologiche. Indipendentemente dalla causa occorrerà consultare un ginecologo se il sintomo persiste o se è spesso presente in quanto potrebbe influenzare negativamente sul desiderio sessuale. Andiamo a vedere comunque delle possibili cause ed eventuali primi interventi da attuare. Per "Disturbi sessuali caratterizzati da dolore" (Sexual Pain Disorders") si intendono:La dispareunia: definita come ricorrente o persistente dolore genitale associato al rapporto sessuale.Il vaginismo: definito come persistente o ricorrente spasmo involontario della muscolatura vaginale che impedisce o rende dolorosa la penetrazione vaginale.Il dolore sessuale non coitale: definito come ricorrente o persistente dolore genitale indotto da stimolazioni non coitali (per esempio, dal petting, da stimolazione manuale ecc).Il disturbo è considerato tale se causa "personal distress", ossia un significativo disagio e stress personale (e non solo se causa un problema coniugale). Per completare la diagnosi, di ciascun disturbo bisogna precisare:Se sia presente fin dall'inizio della vita sessuale e dei rapporti (primario o lifelong) o acquisito dopo un periodo di rapporti sessuali soddisfacenti (secondario o acquisito, acquired);Se sia generalizzato (con qualsiasi partner e in qualsiasi situazione) o situazionale (solo con un partner o in particolari situazioni);Quale sia la sua causa (etiologia): organica, psicogena, mista o indeterminata.Alcune tipologie di doloreVa detto anzitutto che i dolori alla vagina sono frequenti nelle settimane successive al parto, specialmente se sono presenti suture. Come fare? Astenetevi dai rapporti sessuali fin tanto ché la vagina non sarà guarita. Quando riprenderete i rapporti aiutatevi con una gelatina lubrificante e se continua ad essere doloroso consultate il vostro ginecologo di fiducia che vi visiterà per accertare che non vi siano postumi di lacerazione da parto. Se avete perdite vaginali anomale significa che è possibile che abbiate una vaginite. Se invece la penetrazione è difficile o dolorosa per una scarsa lubrificazione vaginale ed avete più di 45 anni sappiate che le modificazioni ormonali che avvengono in menopausa causano una riduzione del rivestimento vaginale e quindi una minore lubrificazione.Consultate il vostro ginecologo che vi prescriverà una terapia ormonale sostitutiva e/o una gelatina lubrificante. Inoltre vi consiglierà tecniche sessuali per favorire l'eccitamento e prevenire tali disturbi. Le donne che hanno avuto una soddisfacente attività sessuale continuano ad averla anche con l'avanzare dell'età... se avete un buon rapporto con il vostro partner non esiste nessuna causa fisica che riduca la capacità di godere a pieno di tutte le sensazioni fisiche ed emotive connesse con l'atto sessuale. Anzi molte donne trovano che l'attività sessuale migliori con una maggiore esperienza, con la capacità di apprezzare meglio il partner e con la sicurezza di non rischiare una gravidanza indesiderata. Se uno dei due partner e malato è ovvio che i rapporti sessuali saranno ridotti, quindi provate altre forme di contatto sessuale come carezze o rapporto orale. Se il rapporto sessuale provoca invece frustrazione consultate un consulente sessuale. Se avete un rapporto sessuale doloroso ma solo alcune volte e in determinate situazioni o se avete avuto mestruazioni insolite e dolorose sappiate che anche l'endometriosi può causare ciò. Tale patologia è caratterizzata dalla presenza al di fuori dell'utero (ovaie, tube di Falloppio), di endometrio (tessuto che normalmente rivestele pareti uterine), consultate un ginecologo che ispezionerà la vagina e potrà decidere di sottoporvi a laparoscopia. Se la diagnosi è confermata vi prescriverà una cura ormonale a lungo termine. Se il dolore durante il rapporto sessuale lo avvertite da poco tempo sappiate che una cisti ovarica (formazione a sacco contenente liquido) può causare dolore se sottoposta a pressione durante il rapporto sessuale. Cisti ovariche provocano anche gonfiore addominale. Il dolore è possibile che sia dovuto ad un'infiammazionedella cervice. Consultate il ginecologo di fiducia il quale dopo un'ispezione vaginale è probabile che vi richiederà un pap-test ed altri esami come ecografia ed una laparoscopica. Se la diagnosi è confermata è necessaria l'asportazione chirurgica. Se avete avuto di recente il vostro primo rapporto o avete cambiato da poco il partner sappiate che i dolori ed i bruciori ai genitali sono frequente dopo un rapporto insolito o molto coinvolgente!!! Non preoccupatevi, il disturbo scomparirà da solo; se il dolore è forte però è meglio astenersi da rapporti sessuali per qualche giorno. Importante è anche sapere che la pressione esercitata su di un ovaio o altro punto sensibile durante una penetrazione profonda può causare dolore, quindi se provate dolore sempre in determinate posizioni non preoccupatevi basta cercare posizioni nuove, consultate comunque il ginecologo che escluderà con la visita la presenza di cause organiche.Quali sono invece le cause psichiche?Molti più frequenti, nel vaginismo primario (lifelong), sono le cause psichiche, che associano la sessualità - e la penetrazione in particolare - a stimoli ed emozioni negativi:paura del dolore della prima volta; tabù e inibizioni educative ("una brava ragazza non lo fa fino al matrimonio"), cui spesso si associa una sopravvalutazione della verginità;pregresse violenze o molestie sessuali, nell'infanzia e/o nell'adolescenza. Spesso la sola idea del rapporto riattiva ricordi così dolorosi da bloccare ogni disponibilià all'intimità: si parla allora di inibizione sessuale generale. In altri casi, l'effetto del trauma si manifesta soprattutto al momento della penetrazione che richiama alla mente una violenza il cui potere di angosciare è rimasto intatto nel tempo. In tal caso è indicata una psicoterapia che aiuti a superare le conseguenze emotive e sessuali del trauma, per lasciare finalmente alle spalle i ricordi negativi e il dolore del passato;paura di gravidanze indesiderate e ambivalenza, ossia sentimenti contraddittori, verso la contraccezione più sicura, quella ormonale (la "pillola", per intenderci);paura della gravidanza e del parto;l'aver udito racconti drammatici relativi al primo rapporto, alla perdita di sangue, al dolore, al parto; disturbi del comportamento alimentare, specialmente l'anoressia. La difficoltà ad accettare la maturazione psicosessuale, tipica della ragazza che soffre di anoressia, si somatizza anche in diversi disturbi sessuali. Al punto che un terzo delle ragazze anoressiche soffre di vaginismo. Il bisogno ossessivo di controllo, che domina il rapporto con il cibo, si estende anche al controllo - fino al blocco - della sessualità. E non è un caso se la tensione psichica in molte ragazze si traduce in uno spasmo dei muscoli che chiudono la vagina;un eccessivo attaccamento alla famiglia di origine, per cui la ragazza resta "figlia di" piuttosto che diventare "moglie di";la paura dell'aggressività implicita nel gesto sessuale, paura spesso condivisa da entrambi i partner. Diceva Danielle Choucroun, che si è molto occupata di matrimoni e rapporti "bianchi": "Per un caso curioso, la signora che ha paura di essere penetrata sceglie (inconsciamente!) un uomo che ha paura di penetrare. E viceversa".Ricordiamo inoltre che anche un rapporto sessuale con ansia e/o mancanza d'eccitamento può provocare tensioni durante il rapporto sessuale impedendo una normale lubrificazione vaginale ed il normale rilassamento dei muscoli e tessuti circostanti. Cosa fare? Parlatene prima con il vostro partner e già ciò potrebbe risolvere il problema, usate una gelatina lubrificante durante il rapporto, poi vi suggerisco una tecnica per ridurre l'ansia ed aumentare la capacità di reazione agli stimoli sessuali che può essere d'aiuto per superare inibizioni e tensioni che compromettono il rapporto sessuale: in accordo con il partner astenetevi tre settimane da rapporti sessuali. Dopo di che, per alcuni giorni, senza che vi sia la possibilità di essere disturbati da qualcuno, create un'atmosfera adatta ad entrambi che vi faccia sentire rilassati (come ad esempio sentire musica), non abbiate ancora rapporti sessuali!!! A questo punto massaggiate ed accarezzate, ciascuno dei due, il corpo dell'altro per 20 min., meglio se entrambi nudi e se preferite usando l'olio, ma facendo attenzione a non toccare genitali e seno!!!! Ciascun partner dovrà concentrarsi sul piacere che prova alle carezze ed al contatto con l'altro corpo. Quando inizierete a godere delle sensazioni che vi provoca l'essere massaggiati, la sera successiva iniziate a toccare anche i genitali ed il seno. [...]

SESSO E GRAVIDANZA

FARE SESSO DURANTE LA GRAVIDANZA. POSSIBILE? Un calo del desiderio sessuale si verifica soprattutto durante il primo trimestre di gravidanza. Spesso si sta male, si ha la nausea, poca voglia anche di mangiare, figuriamoci se si pensa al sesso. Il secondo trimestre è invece il periodo più tranquillo e appagante anche dal punto di vista dell'affiatamento sessuale. Generalmente i disturbi funzionali sono cessati. Da parte della donna aumenta il bisogno di coccole e tenerezze, aumenta il desiderio di sentirsi al centro dell'universo e quindi di essere desiderate dal partner più intensamente. In questo periodo aumenta anche la vasocongestione e i genitali sono più sensibili: il desiderio sessuale può addirittura diventare più forte e gli orgasmi più intensi e frequenti. Il terzo trimestre è più controverso: l'ostacolo fisico del pancione può ridurre la voglia di fare sesso e questo sarebbe giustificato anche da alcune modificazioni ormonali, mentre la situazione generale sembra predisporre di più al sesso. Infatti se da un lato il desiderio cala per gli alti tassi di progesterone, ormoni che riducono il desiderio, dall'altro gli ormoni facilitano la lubrificazione e la risposta orgasmica. In più, il muscolo uterino aumentato di massa permette di percepire meglio le contrazioni uterine sia durante sia dopo l'orgasmo. Il sesso in gravidanza diventa pericoloso soltanto in quelle situazioni in cui la gestazione è complicata da qualche patologia. Vediamo quando è necessario astenersi da un rapporto completo: - se c'è minaccia d'aborto o di parto prematuro - se il collo dell'utero si dilata molto tempo prima della data prevista per il parto - se è stata diagnosticata attraverso l'ecografia una placenta "previa", cioè posta nella zona inferiore della cavità uterina. - se si è affette da ipercontrattilità uterina e, allo stesso tempo, si stanno assumendo farmaci che causano il rilassamento della parete uterina. - se si verifica anzitempo la rottura del sacco amniotico e, di conseguenza, si comincia una cura farmacologia per favorire la sviluppo completo dei polmoni del piccolo. Escluse queste eventualità, godiamoci il sesso e la bellezza di una donna che sta diventando madre. Consiglio una posizione, ideale per gli ultimi mesi di gravidanza: i due amanti stanno sul fianco, faccia a faccia. Lei solleva la gamba posandola sopra la coscia di lui in modo da facilitare la penetrazione. Una variante: lui sta alle spalle di lei e può accarezzarle il clitoride o il seno. [...]

LA STERILITA' FEMMINILE

Se la mancata gravidanza dipende dalla donna Le indagini. Il primo passo è sempre quello dell'anamnesi prima e della visita ginecologica dopo: tutta la storia medica dovrà essere raccontata dalla paziente con particolare precisione sugli aspetti riguardanti il ciclo mestruale. La visita ginecologica. Accertare manualmente la posizione, il volume dell'utero e la sua regolarità, accertare se lo spostamento manuale provoca dolore o meno e con lo speculum accertare visivamente le condizioni del collo uterino (eventuali "piaghette", polipi ecc.). L'ecografia pelvica. Le informazioni fornite dagli esami ecografici sono di indubbia utilità. L'ecografia pelvica consente di mettere in luce problemi alle ovaie, all'utero, la presenza di polipi, miomi ecc. Sterosalpingografia. È un esame radiologico che consente di valutare eventuali malformazioni o lesioni che possono essere alla base della sterilità meccanica. Consiste nell'iniettare dell'utero e nelle tube un mezzo di contrasto e nell'eseguire una serie di radiografie per studiarne il percorso. Oggi rimane il più utilizzato, è a volte doloroso, non è privo di complicazioni. Le percentuali di errore sono piuttosto alte, specie se l'interpretazione non è affidata a personale competente. Laparoscopia. Decisamente più affidabile dell'isterosalpingografia , consente di valutare la presenza di endometriosi, di aderenze o di altre patologie che causano sterilità, meccanica e non. Si esegue in anestesia generale: attraverso una piccola incisione dentro l'ombelico si inserisce una sonda ottica che consente di osservare tutti gli organi pelvici. La laparoscopia comporta, sia pur raramente, una serie di complicanze quali la lesione di un grosso vaso arterioso, piccole lesioni intestinali, dolori addominali. In tutti e tre i casi si tratta di complicanze di facile e rapida risoluzione che non lasciano conseguenze spiacevoli. La laparoscopia richiede un breve ricovero che può variare da alcune ore a due giorni. La falloppioscopia. Vi sono diverse modalità di studio della struttura delle tube: esse possono essere incannulate durante la laparoscopia; vi si può iniettare un liquido medicato od aria in modo da valutarne la pervietà ed il tono muscolare; oppure si ricorre alla falloppioscopia, tecnica di grande utilità ma non ancora così diffusa, che consiste nell'introdurre nelle tube attraverso l'utero un sottile catetere con una fibra ottica in modo da poter guardare da vicino lo stato di salute della parete interna della tuba, lungo il percorso che dovrà compiere l'ovulo. Grazie alla falloppioscopia è possibile anche notare eventuali danni a carico della mucosa tubarica che, altrimenti, non sarebbero evidenziabili con la laparoscopia. Dosaggi ormonali. (FSA-LH- 17 betaestradiolo - Progesterone - Prolattina - Testosterone) : per la valutazione del ciclo mestruale. Monitoraggio dell'ovulazione. Con questo termine si definisce il controllo ecografico della crescita follicolare che può essere di base (per controllare se esista l'ovulazione) o dopo stimolazione con i vari induttori dell'ovulazione presenti in commercio. Post Coital test (test dopo un rapporto completo). viene eseguito nel periodo dell'ovulazione, quando il muco cervicale è più recettivo alla penetrazione degli spermatozoi. Si esegue dopo 2/3 giorni di astinenza dei rapporti sessuali. Il momento può essere determinato tramite ecografia endovaginale o tramite temperatura basale oppure quando si nota una fluidificazione più marcata della secrezione vaginale. Nel giorno stabilito si deve avere un rapporto sessuale completo avendo cura di rimanere distesa per i successivi 15/20 minuti. Dopo 4/6 ore dal rapporto si preleva il muco mediante una semplice siringa e il muco si distende su un vetrino che viene subito messo al microscopio e si valuta la presenza o meno di spermatozoi mobili o no. Tampone vaginale e del muco cervicale Si preleva in modo sterile il secreto vaginale e il muco in corrispondenza del collo uterino e si invia al laboratorio dove vengono ricercati i germi comuni e principalmente la Clamidia e il Micoplasma. Le idrotubazioni. Nei casi di ostruzione tubarica lieve e cioè quando il quadro non è tra i più seri (tube congeste o tortuose ecc.) si possono effettuare idrotubazioni al settimo-decimo giorno del ciclo, per un massimo di sei cicli. Si introduce nell'utero, attraverso il canale cervicale, una piccola quantità di aria seguita da liquidi medicati (antibiotici e idrocortisone) e poi ancora aria. Il liquido, spinto dall'aria, crea una pressione sulle tube e vi esercita una lieve azione terapeutica. Non è una pratica dolorosa, ma fastidiosa, che lascia come conseguenze dolore alle spalle per alcune ore. Attualmente nei casi di malattie tubariche (tube impervie, inaccessibili o inaffidabili) o di sterilità meccaniche si tende a percorrere la strada della fecondazione in vitro o comunque della fecondazione assistita. Endometriosi. Cause: è una malattia subdola, dolorosa e capace di provocare anche una sterilità permanente. Se in alcune donne non provoca alcun sintomo, in altre può affacciarsi con notevole violenza: in genere si manifesta con mestruazioni molto dolorose dopo che per anni non hanno dato alcun problema. Si manifesta quando l'endometrio (cioè la mucosa dell'utero che, dopo essersi preparata ad accogliere l'embrione, viene espulsa con il sangue durante il ciclo qualora non si sia verificato il concepimento) per motivi ancora sconosciuti compie un percorso inverso risalendo attraverso le tube fino alla cavità addominale. L'endometriosi è davvero una malattia severa nei confronti della possibilità di concepire: in molti casi anche quando si è raggiunta la completa guarigione (peraltro non facile da ottenere) la fertilità rimane, almeno in parte, compromessa. Terapia: durante una laparoscopia diagnostica se il medico si accorge di trovarsi in presenza di endometriosi solitamente interviene direttamente coagulando con la diatermia o con il laser il tessuto malato o asportando le cisti ovariche. Dopo la fase chirurgica la donna viene trattata con farmaci specifici: sono cure lunghe e fastidiose che comportano una serie di effetti collaterali spiacevoli. Le ricadute non sono rare, ma nel 60% dei casi trattati chirurgicamente si ottengono una guarigione e una discreta qualità della vita. Sterilità secondaria. È così definita perché insorge successivamente ad una gravidanza portata felicemente a termine con parto spontaneo o taglio cesareo oppure esitata in aborto spontaneo o provocato. In genere è legata a problemi di natura meccanica insorti inspiegabilmente in occasione della precedente gravidanza. Anche in questo caso la donna dovrà sottoporsi a esami di laboratorio e principalmente all'isterosalpingografia per diagnosticare eventuali ostruzioni meccaniche o infiammatorie delle tube. In seguito ad ulteriori accertamenti come monitoraggio dell'ovulazione ecc. e per il coniuge esame del liquido seminale. I fattori vulvo-vaginali come causa di sterilità I fattori vulvo vaginali come causa di sterilità possono essere di due categorie: Fattori che determinano la così detta “sterilità coitale” che comporta difficoltà ai rapporti sessuali fino alla cosiddetta “impotenza coeundi femminile”. Fattori che determinano una sterilità vaginale vera, che incide soltanto per lo 0,2% di tutti i casi di sterilità e provoca una in attivazione degli spermatozoi prima che penetrino nel canale cervicale, pur essendo il coito normale. Questa distinzione non sempre è così netta, in quanto, specialmente nelle vaginiti acute, si associano i due fattori precedentemente detti ossia oltre all’inattivazione degli spermatozoi esiste anche difficoltà al coito (dispareunia). Tra i fattori coitali tutte le cause di dispareunia assumono un certo valore nel determinismo della sterilità. In genere la dispareunia viene distinta in esterna ed interna: nel primo caso si ha una difficoltà all’introduzione del pene in vagina, nel secondo caso si ha solamente dolore durante il coito dopo introduzione del pene in vagina. La dispareunia interna inoltre può essere funzionale od organica: la forma funzionale detta anche VAGINISMO è caratterizzata da uno spasmo involontario dei muscoli che circondano l’introito vaginale. E’ riconducibile ad una psiconeurosi genitale e rappresenta, al di fuori di qualsiasi alterazione anatomica, una difesa incoscia della donna di fronte al contatto sessuale, per paura di lesioni genitali, di malattie veneree o di gravidanze. A volte la sintomatologia oltre ad essere presente nel momento del rapporto sessuale può, a causa dello stato di ansia, essere scatenata anche solamente all’idea di esso. La forma organica esterna è rappresentata da cause imeneali (imene sclerotico o rigido, imene imperforato) o da cause di interventi vulvo vaginali in seguito a parti o a precedenti interventi chirurgici sulla vagina, oppure da malformazioni congenite della vagina o anche da tutti quei processi infettivi a carico della vulva, della vagina, dell’uretra, dell’ano i quali possono scatenare riflessi dolorosi. La forma organica interna è rappresentata da alterazioni anatomiche della vagina: vagina totalmente stretta, setti vaginali, restringimento a clessidra della vagina, più raramente delle endometriosi vaginali o dei legamenti utero sacrali, dalle annessiti, parametriti posteriori, cerviciti, cisti della ghiandola del Bartolini ecc.ecc. I casi di sterilità legati ad infezioni vaginali possono essere causati da batteri o da funghi e protozoi. Le infezioni batteriche sono le vaginiti da germi banali: streptococco, stafilococco, escherichia coli. Questi germi, causa di vaginiti, alterano, per azione delle tossine da esse prodotte, la motilità degli spermatozoi. Quindi le vaginiti da germi banali, poiché molto frequenti, possono avere rilevante importanza nel determinare alterazioni della progressione spermatica specialmente in quei casi in cui esistono alterazioni più o meno evidenti dello spermiogramma. Notevole importanza è attribuita alle vaginiti da candida albicans e da trichomonas vaginalis la cui frequenza è aumentata fino a diventare il 30- 50% delle infezioni vaginali. Tale aumento di incidenza è dovuto all’uso indiscriminato di antibiotici, cortisonici, contraccettivi ormonali e alla maggiore libertà sessuale. Possiamo dire che il ruolo delle infezioni vaginali, nei casi di sterilità o di infertilità, rappresenta senz’altro un fattore da tenere in giusta considerazione per le influenze negative che tali flogosi possono arrecare alla motilità degli spermatozoi. Occorre un trattamento medico adeguato prima di indagare su qualunque altra causa possibile di sterilità, soprattutto considerata la semplicità del loro trattamento e i rapidi e brillanti risultati che si possono conseguire. Liberamente tratto da “LA STERILITA’ UMANA” di E.CITTADINI ed. PICCIN [...]

L'UTERO RETROVERSO

Il normale angolo di "versione" dell'utero e' quello di 90° circa, aperto in avanti, formato dall'asse longitudinale dell'utero con l'asse della vagina quando la donna e' in piedi; l'angolo di flessione e' quello di 120° circa, aperto in avanti, che esiste normalmente tra corpo dell'utero e collo dell'utero (si suggerisce di seguire il discorso con innanzi una immagine degli organi genitali interni femminili). La retroversione uterina e' la condizione nella quale l'asse longitudinale dell'utero forma con l'asse della vagina un angolo aperto all'indietro; la retroflessione e' invece la condizione nella quale l'utero presenta l'angolo fra corpo e collo aperto posteriormente verso la cavità sacrale. In genere retroversione e retroflessione sono associate, per cui si parla di retroversoflessione dell'utero: per lo più l'utero va incontro prima ad una retroversione per una eccessiva lassita' dei legamenti rotondi e successivamente, per l'aumento della pressione endoaddominale che agisce sulla sua parete anteriore, si determina una retroflessione; in seguito si puo' anche associare, se ci sono le condizioni predisponenti, una discesa dell'utero, potendo arrivare sino al prolasso uterino. La retrodeviazione viene anche distinta in fissa e mobile: fissa quando, a seguito di aderenze, l'anomalia di posizione non puo' essere corretta con le manovre bimanuali eseguibili durante una esplorazione vaginale; mobile quando tali manovre riportano l'utero in asse. LE CAUSE DELL'UTERO RETROVERSO Le retrodeviazioni si riscontrano in circa il 20-30 % delle donne visitate da ginecologi; le pluripare ne sono piu' colpite delle nullipare. Possono talvolta essere congenite, ed in tal caso sono di solito associate ad un utero piccolo, con collo uterino molto lungo, cioe' sono indice di infantilismo genitale. Piu' spesso sono acquisite, con molte possibili cause: il parto, sia per rilassamento post-gravidico degli apparati di sostegno dell'utero, che per un eventuale processo infiammatorio, il quale, ritardando il regolare rimpicciolimento dell'utero, fa si' che con maggiore facilita' questo si posizioni in modo anomalo a causa del suo peso; l'endometriosi pelvica, che determina sovente retrodeviazione fissa; i processi infiammatori, in quanto possono favorire il formarsi di briglie aderenziali tra sigma/retto e parete posteriore dell'utero; la costituzione longilinea quando associata ad eccessiva magrezza; la presenza di tumori (ovarici, paraovarici, uterini). SINTOMI I sintomi principali sono soprattutto legati ai fatti di stasi ed alle alterazioni della circolazione; si possono avere: dolori sacro-coccigei e lombari; secrezioni bianche abbondanti; dolore durante il flusso, generalmente in eccesso, o durante il coito nella penetrazione profonda; disturbi nell'urinare e nella defecazione; alterazioni della fertilita', con maggiore difficolta' ad iniziare la gravidanza (sembrano coinvolti fattori meccanici, come il posizionarsi dell'orificio uterino esterno verso l'alto, lontano dal fornice vaginale posteriore, dove invece si raccoglie il seme; l'ostacolo che l'aumentata secrezione e trasudazione uterina produrrebbe all'ascesa degli spermatozoi; una possibile alterazione della funzione ovarica in conseguenza dei disturbi di circolo che la retrodeviazione determina) e, nella retroversoflessione congenita o nella retroversione talmente fissa da impedire lo sviluppo dell'utero durante la crescita del prodotto del concepimento, un piu' elevato rischio di aborto. Per lo piu' i disturbi riferiti non sono in rapporto al grado dell'anomalia di posizione: una retroversione fissa puo' causare, in modo apparentemente paradossale, disturbi meno accentuati di una retroversione mobile. DIAGNOSI La diagnosi si fonda sull'esame ginecologico: si sente la porzione vaginale del collo uterino spostata in avanti ed in alto e l'orificio uterino esterno rivolto verso la parete vaginale anteriore ed il pube; il corpo dell'utero viene invece avvertito, attraverso il fornice posteriore, rivolto verso la concavita' sacrale. La diagnosi differenziale deve soprattutto accertare che la formazione percepita sia effettivamente il corpo uterino e non tumore uterino, una cisti ovarica o una neo-formazione a carico della tuba; ci si basa sulla consistenza, sulla mobilita', sulla possibilita' di trasmettere ad essa i movimenti impressi sul collo dell'utero. L'ecotomografia puo' confermare l'anomala posizione dell'utero oppure la presenza di una neoformazione, che sposta l'utero in avanti ed in alto. Anche l'isterografia, specialmente in caso di retroversoflessione fissa, evidenzia la patologia di posizione uterina. Se la retroversoflessione si associa con sintomatologia molto dolorosa e/o alla visita ginecologica si provoca dolore premendo sulla cervice o spostando l'utero, di solito viene consigliato di eseguire una laparoscopia, per escludere l'endometriosi o altre patologie. In genere la retrodeviazione uterina va trattata solo per i disturbi che provoca: antiflogistici se occorre attenuare le conseguenze di stati aderenziali; analgesici durante la mestruazione. L'uso di un pessario normalmente e' utile solo per dimostrare se vale la pena dì correggere chirurgicamente l'anomalia di posizione: se i disturbi scompaiono mantenendo l'utero in asse per qualche giorno a mezzo del pessario, l'operazione puo' essere giustificata. Comunque l'intervento di isteropessi, al fine di portare l'utero in posizione fisiologica, si giustifica soprattutto se alla retrodeviazione si associano altre manifestazioni patologiche che possono giovarsi dell'atto chirurgico: cisti ovariche, fibromi, alterazioni mestruali, grave dolore durante il coito, sterilita', ripetuti aborti; non e' invece indicato nelle retroversoflessioni congenite, in quanto in questi casi e' la struttura stessa dell'utero a formare un angolo aperto posteriormente, angolo che non e' quindi modificabile dall'azione dei legamenti (gli interventi difatti correggono l'anomalia accorciando i legamenti rotondi con varie modalita'). [...]

QUEL PRURITO PROPRIO LI!

QUEL PRURITO PROPRIO LI: Vulvovaginiti non infettive Le vulvovaginiti di natura non infettiva costituiscono un ampio capitolo della patologia flogistica vulvovaginale. Costituiscono, infatti, almeno il 40% delle comuni sintomatologie del basso tratto genitale. Le cause che possono determinare questo tipo di infiammazione sono molte, spesso misconosciute e di norma quasi mai diagnosticate. Spesso laddove viene riferita una sintomatologia vulvovaginale, quasi sempre è individuata una noxa infettiva. Un denominatore comune tra questo tipo di disturbi è la prescrizione di terapie, topiche o orali, di regola ad ampio spettro antimicrobico che non eliminano il fattore eziopatogenetico e, quindi, non migliorano il disturbo. Vi sono quattro principali fattori che espongono ad un rischio maggiore di sviluppare vulvovaginiti di natura non infettiva: Rapporti sessuali. Una storia delle donne affette da patologia flogistica vulvovaginale ricorrente non infettiva, può essere direttamente correlata alla loro attività sessuale. La formazione di abrasioni microscopiche dovute ad un'inadeguata lubrificazione favorirebbe, infatti, la penetrazione di agenti esterni, possibile fonte di sensibilizzazione. Abitudini igieniche. Studi condotti su donne sessualmente attive hanno dimostrato come l'uso eccessivo di detergenti intimi e lavande vaginali aumenti notevolmente il rischio di contrarre vulvovaginiti irritative. Abbigliamento. L'abitudine ad indossare indumenti molto attillati, soprattutto, se costituiti da un materiale sintetico (nylon o lycra), contribuirebbero ad alterare l'ecosistema vaginale rendendolo più sensibile ad molecole esogene. Fattori psicologici. È stato dimostrato, infatti, che alcune donne affette da vulvovaginiti ricorrenti di natura non infettiva, conducono una vita sessuale insoddisfacente o sottacciono spesso quadri depressivi. Le manifestazioni cliniche sono del tutto aspecifiche e spesso indistinguibili dalle vulvovaginiti infettive. I sintomi sono di solito bruciore e prurito, dolore e senso di tensione e, nei casi più gravi, a seguito da una accurata anamnesi, può emergere come qualsiasi agente esterno sia in grado di irritare la regione genitale. All'ispezione si può osservare arrossamento ed edema vulvare (vulvite eritematosa) accompagnati da escoriazioni e fissurazioni. Più raramente, tali forme si possono associare alla comparsa di bolle o vescicole od ulcerazioni (reazione eritematoide), interessando talora anche la vagina. La leucorrea (secrezione mucosa definita spesso dalle donne come "perdita vaginale") può essere presente ed è priva di alcun odore. Spesso queste forme di vulvite non infettiva tendono a perpetrarsi a causa di trattamenti antibiotici inappropriati e/o antimicotici che hanno un effetto ipersensibilizzante sulle mucose, oltre che destruente per la flora batterica vaginale. Una corretta ed approfondita valutazione della storia clinica e delle abitudini della donna rappresentano un approccio imprescindibile quando si sospetta di un processo infiammatorio di natura non infettiva. Una volta esclusa la presenza dei principali agenti infettivi (Candida albicans, Trichomonas e Gardnerella vaginalis), diviene fondamentale porre una corretta diagnosi. Patologie sistemiche di natura dermatologica (come psoriasi, lichen, penfigo, lupus, sindrome di Behcet, sindrome di Paget) possono determinare quadri vulvovaginali di difficile interpretazione per specialisti poco esperti. La persistenza della sintomatologia accompagnata dalla presenza di particolari stili ed abitudini di vita (uso di assorbenti interni, salvaslip, etc.) devono orientare l'attenzione sul fatto che possa trattarsi di una forma di ipersensibilità vaginale ad agenti esterni. Spesso le donne che presentano i sintomi sono portatrici di una storia familiare di allergia ad agenti ambientali (riniti, asma, congiuntivite) o alimentari (orticaria, angioedema). La terapia di tutte queste forme consiste nell'eliminare la causa irritativa, allergizzante, traumatica. Il primo presidio terapico, di importanza fondamentale risulta essere l'educazione della paziente. Essa, infatti, messa a conoscenza della sua particolare sensibilità vaginale ad agenti esogeni, va' informata rispetto ai comportamenti e alle abitudini di vita corrette che possono risolvere la sua sintomatologia. Rimosso l'agente sensibilizzante (quando riconosciuto) è fondamentale nelle donne "ipersensibili" evitare: qualsiasi stimolo irritativo: applicazioni vaginali di deodoranti spray, profumi, saponi eccessivamente alcalini o ricchi di coloranti, lavande vaginali, creme depilatorie l'abitudine ad una eccessiva igiene intima, potrebbe alterare le naturali difese immunitarie vaginali e la flora microbica saprofita l'utilizzo di assorbenti interni; questi dovranno essere sostituiti da quelli esterni, preferibilmente non dotati di "ali protettive" poiché il materiale adesivo di cui sono costituite è ricco di colla in grado di sciogliersi a contatto con le normali sudorazioni e capace quindi di generare prurito e fenomeni di sensibilizzazione. In questi casi una corretta informazione è quasi "terapeutica". Informare la donna sulle più basilari nozioni di fisiologia vaginale (le funzioni della mucosa, il ruolo del pH e delle secrezioni in generale, etc.) la rende spesso partecipe di un "percorso medico" di difficile gestione. È comunque importante dettare delle norme comportamentali: Limitare, ad esempio, l'uso di salvaslip, indumenti attillati o di tessuti a maglie strette che non permettono una corretta ossigenazione tissutale favorendo il ristagno di secrezioni, la possibilità di sovrainfezione nonché di una possibile sensibilizzazione a fattori di contatto. Consigliare un'accurata e mai esasperata igiene intima e post-coitale (evitare che il liquido seminale permanga a lungo all'interno della vagina in virtù del suo effetto immunosoppressivo e della sua capacità di alterare il pH). Dettare delle norme alimentari per un corretto ed equilibrato regime dietetico. Preferire l'uso di biancheria intima di puro cotone ed evitare il continuo ricorso a salviette intime deodoranti o salvaslip. Nelle reazioni più gravi, con sintomatologia intensa e dolorosa, è consigliabile praticare impacchi con compresse rivestite da acido borico o soluzioni 1:20 di alluminio acetato. Anche l'applicazione locale di creme a base di corticosteroidi può provocare una rapida regressione dei sintomi, specie se la forma ha una base allergica. Tali applicazioni devono essere protratte per 2-3 settimane se la pelle vulvare presenta già fatti di lichenificazione. In alcuni casi se necessario è possibile somministrare dei corticosteroidi anche per via orale. Meno indicate sono le creme antistaminiche e a base di sodio cromoglicato che dimostrano una certa efficacia nelle reazioni vulvari al trattamento con antibiotici locali come la penicillina, ma hanno l'inconveniente, nelle forme su base irritativo-traumatica, di dare origine a reazioni allergiche. Vaginosi batterica Tra le infezioni del basso tratto genitale femminile, un ruolo di primaria importanza riveste la vaginosi batterica (VB) che è, insieme con la vulvovaginite micotica (VVC), la causa più frequente di vaginiti nelle donne in età fertile. In realtà, il termine stesso "vaginosi" indica come non si tratti di una vera e propria infezione, bensì di una modificazione dell'ecosistema vaginale con sostituzione della normale flora lattobacillare da parte di una flora patogena a prevalente composizione anaerobica. L'ambiente vaginale non è, infatti, sterile ma è popolato da una serie di microrganismi commensali che in condizioni di normalità, non arrecano alcun danno alla donna stessa. Tuttavia ci sono diverse condizioni che influiscono sulle difese immunitarie femminili e possono predisporre la donna a tale spiacevole disturbo. La VB, infatti, si manifesta, spesso, con la presenza di perdite vaginale profuse, omogenee, grigio-verdastre, abbastanza fluide e talora schiumose. La caratteristica che le rende uniche è, soprattutto, il cattivo odore a cui si accompagnano, un odore acre, simile a quello del pesce avariato che deriva dai prodotti del metabolismo di questi microrganismi. Questo odore sgradevole si accentua specialmente dopo un rapporto sessuale non protetto, e, soprattutto, non recede dopo ripetute toilette igieniche. Raramente queste perdite sono accompagnate da prurito, bruciore e dolore durante i rapporti sessuali. La diagnosi della VB si basa essenzialmente su criteri clinici e sull'osservazione al microscopio, dopo colorazione di GRAM, del secreto vaginale. Trattandosi di una alterazione dell'ecosistema vaginale più che di un'infezione, non vi sono norme igieniche né comportamentali da consigliare alla donna per prevenire tale forma. Si tratta, infatti, di una riduzione quantitativa dei potenziali fattori di difesa vaginali (lactobacilli). Fattori come lo stress, le terapie antibiotiche ad ampio spettro ed una indole tendenzialmente depressiva dovuta ad una vita insoddisfacente possono influire sulle difese immunitarie e quindi predisporre alla vaginosi. Vulvovaginiti di natura micotica Le patologie flogistiche vulvovaginali causate da miceti rappresentano oggi una delle più frequenti cause di consultazione dello specialista ostetrico-ginecologo. La vulvovaginite micotica è una malattia tipica dell'età riproduttiva a diffusione praticamente ubiquitaria, piuttosto debilitante per la donna, sia sul piano fisico sia psichico. L'agente eziologico responsabile della vulvovaginite micotica, repertato nella quasi totalità dei casi, appartiene al genere Candida: specie microbica che trova nell'ambiente vaginale le condizioni ideali per la sua proliferazione. Si calcola, infatti, che circa il 75% delle donne manifesti almeno una volta nella vita un episodio di VVC; nel 40-50% va incontro ad un secondo episodio, mentre nel 5% sviluppa una forma di VVC recidivante. L'infezione da Candida si può manifestare in forma asintomatica, acuta o recidivante. La sintomatologia è quasi costantemente caratterizzata da prurito intenso vaginale e/o vulvare, associato a perdite vaginali patognomoniche, talora scarse, dense, con un tipico aspetto "a ricotta". Altri sintomi spesso presenti sono irritazione più o meno diffusa, bruciore vulvovaginale, dolore durante i rapporti sessuali e bruciore urinario. In particolare, il bruciore è particolarmente frequente durante la minzione a causa delle escoriazioni da grattamento. I sintomi in genere si accentuano una settimana prima dell'inizio della mestruazione e tendono poi ad esaurirsi con l'arrivo del flusso mestruale. La vulvovaginite micotica non è una infezione a trasmissione sessuale, tuttavia, nel 20% circa dei partner di donne affette da VVC è possibile osservare un prurito penieno post-coitale. La relativa mancanza di segni e sintomi specifici non permette una diagnosi esclusivamente clinica, ma richiede anche l'isolamento dell'agente patogeno attraverso l'esecuzione di un tampone vaginale per la ricerca di miceti, batteri e vaginosi batterica ed un GRAM (vetrino su cui vengono strisciate le secrezioni vaginali della donna e sul quale poi sarà eseguita una apposita colorazione per la ricerca del micete). La terapia è di due tipi una locale ed una topica. Le terapie topiche consistono nella somministrazione del farmaco sotto forma di candelette, crema od ovuli, applicabili la sera prima di coricarsi in modo da prolungare al massimo il tempo di contatto fra il farmaco e la mucosa vaginale per un efficace assorbimento e di minimizzare le perdite conseguenti alla stazione eretta. Attualmente i farmaci più utilizzati sono gli azoli, farmaci che presentano un ampio spettro di azione contro i miceti un'alta attività antimicotica. La somministrazione locale di tali farmaci rende possibile il loro utilizzo anche durante la gravidanza, perché, unitamente all'ottima azione fungicida e agli scarsi e poco frequenti effetti collaterali (irritazione locale, senso di bruciore, reazioni allergiche) il rapido metabolismo epatico riduce i livelli ematici di farmaco a tal punto, da non determinare un pericolo teratogeno per il feto. Anche la terapia orale, riservate alle forme complicate e recidivanti, si basa sulla somministrazione degli stessi. Per l'eradicazione dell'infezione è necessario che vi sia anche, l'eliminazione dove possibile, o quantomeno il controllo di tutti i fattori predisponenti fra i quali il diabete mellito, l'immunodepressione o immunocompromissione, la terapia corticosteroidea o antibiotica a largo spettro, l'assunzione di contraccettivi orali, la presenza di una concomitante malattia a trasmissione sessuale. Vi sono poi una serie di norme igieniche e di profilassi delle reinfezioni che la donna affetta da tali episodi è tenuta a seguire, quali: Cambiare frequentemente la biancheria intima. Utilizzare alte temperature e disinfettanti specifici per il lavaggio della biancheria. Limitare l'uso di indumenti aderenti e di tessuti sintetici. Evitare lavaggi troppo frequenti con abuso di saponi a pH acido. Praticare correttamente il nettoyage (lavaggio antero-posteriore). Asciugare attentamente la cute e le mucose dopo la toilette. Limitare l'assunzione di carboidrati e zuccheri. Inserire lo yogurt o i fermenti lattici nell'alimentazione quotidiana. Aumentare l'assunzione di fibre alimentari. È consigliabile astenersi dai rapporti sessuali, oppure utilizzare il profilattico, fino ad accertata guarigione. Seguire scrupolosamente le modalità terapeutiche indicate dal ginecologo. Infezione da Trichomonas vaginalis La trichomoniasi è un'infezione sessualmente trasmessa causata da un protozoo, il Trichomonas vaginalis, un microrganismo mobile. La prevalenza dell'infezione in gruppi specifici è correlata con il livello dell'attività sessuale: dal 5% nella popolazione generale, al 13-25% delle pazienti afferenti ad ambulatori ginecologici, fino al 75% nelle prostitute. Sono, infatti, molte le evidenze che supportano l'importanza dell'acquisizione della trichomoniasi per contatto sessuale: 85% delle partner di maschi infetti risulta positivo e il 70% dei partner di donne infette è positivo nelle 48 ore successive all'ultimo rapporto. Spesso, pur essendo infetti, gli uomini non manifestano alcun sintomo, divenendo così il più importante vettore e serbatoio della malattia. Il 50-75% di donne con trichomoniasi lamenta perdite vaginali (leucorrea), descritta come maleodorante dal 10% di esse. Il prurito vaginale è descritto nel 25-50% dei casi ed è spesso severo. Può essere altresì riferita una sintomatologia soggettiva di dolore durante i rapporti sessuali, aumentata minzione e bruciore urinario. Le algie pelviche (dolori al basso ventre) non sono particolarmente comuni, essendo riportate solo nel 5-12% dei casi. Data però la frequente associazione della trichomoniasi ad altri agenti a trasmissione sessuale, bisognerebbe sempre sospettare una concomitante salpingite (infezione delle tube uterine). Nella maggior parte dei casi i sintomi si esacerbano durante o immediatamente dopo il periodo mestruale. La tipica leucorrea da Trichomonas vaginalis viene spesso descritta come giallo-verdastra e schiumosa; tuttavia solo una stretta minoranza di casi presenta queste tipiche caratteristiche. La perdita è grigia in circa 3/4 dei casi e gialla o verde in meno della metà dei casi. Nel maschio il Trichomonas vaginalis è una delle cause di uretrite non gonococcica (UNG) con prevalenze che vanno dal 5 al 15-20%. Perdite dall'uretra sono descritte nel 50-60% dei maschi sintomatici e sono in 1/3 dei casi francamente purulente, in un altro terzo mucopurulente e nel rimanente terzo di aspetto mucoide. Sintomi e segni di infezione non bastano, da soli, ad una sicura diagnosi di trichomoniasi. L'osservazione diretta del parassita al microscopio e/o la coltura mediante tampone vaginale devono confermare la natura della vaginite. La terapia, in questo, deve essere estesa anche al partner ed è unicamente orale, data l'alta percentuale di fallimento terapeutico delle terapie locali (creme o candelette vaginali), che quindi devono essere riservate sempre e solo ai casi nei quali esiste una controindicazione al trattamento sistemico con tali farmaci. Essendo un'infezione a trasmissione sessuale l'unico metodo preventivo è l'utilizzo, durante rapporti sessuali occasionali, di metodi contraccettivi barriera quali il preservativo: è in grado non solo di prevenire tale patologia, ma soprattutto la trasmissione di agenti infettivi potenzialmente mortali quali l'Hiv. tratto da un articolo di Francesco De Seta e Erika Bianchini Università degli Studi di Trieste, IRCCS Burlo Garofolo [...]

LA STERILITA' MASCHILE

Le cause di una mancata gravidanza sono spesso da ricercare nell'uomo. Prova ne sia il fatto che entrambi i coniugi devono sottoporsi a una serie di esami. Fino a qualche tempo fa, ma non troppi anni indietro, la sterilità maschile era una "tabù". Non era varo che una coppia che non riusciva ad avere figli concentrasse le proprie attenzioni soltanto sulla donna. Per ottenere un coinvolgimento ab inizio dell'uomo si è dovuti uscire dalla falsa idea che sterilità è uguale a mancanza di virilità. Un uomo può vivere una normale e felice attività sessuale e, allo stesso tempo, può non poter concepire figli. COME INTERVENIRE SE DIPENDE DAL PARTNER MASCHILE: L'esame seminale. L'esame seminale -o spermiogramma- è l'indagine di laboratorio principale a cui viene sottoposto un uomo in questa fase. Anche se, è bene ricordarlo, nel 50% dei casi di sterilità maschile la causa non è imputabile ad alterazioni del liquido seminale. Lo spermiogramma mette in evidenza la presenza di un problema del quale, tuttavia, occorre comunque identificare la causa. L'esame seminale fornisce valori quantitativi e qualitativi del liquido (per esempio il numero e la vitalità degli spermatozoi ecc.): deve essere ripetuto a distanza di uno-due mesi, anche se il primo esame ha dato esito negativo e cioè se è normale. L'esame viene fatto ripetere perché il liquido seminale è sensibile a diversi fattori: (dall'uso di particolari farmaci, a scorrette abitudini di vita) che possono aver alterato i risultati. Il liquido seminale necessario per questi esami deve essere prelevato in modo sterile. Lavarsi molto accuratamente prima della raccolta, sia le mani che i genitali. Il seme va raccolto in contenitori sterili (chiedere in farmacia di contenitori sterili per l'urinocultura) curando di tenerli aperti il meno possibile e di non toccare l'interno. Il campione va portato di laboratorio dove va, previo appuntamento, esaminato subito e poi nelle ore successive. Si parla di: Aspermia : se non c'è liquido seminale. Ipospermia : se il volume è inferiore a 2 ml. Iperspermia: se il volume è superiore a 6 ml. Azoospermia : se nel liquido seminale non ci sono spermatozoi. Oligospermia : se il numero degli spermatozoi è inferiore a 20.000.000 per ml. Astenozoospermia : se la motilità è inferiore al 50% del numero totale. Teratozoospermia: quando gli spermatozoi ma formati superano il 50%   LE CAUSE DELLA STERILITÀ MASCHILE SI POSSONO IDENTIFICARE: Nell'incapacità o nella diminuita capacità di produrre spermatozoi normali. Nell'impossibilità di portare il seme prodotto all'esterno Nel varicocele. In traumi chirurgici. Nella formazione di anticorpi anti-spermatozoi. Il varicocele È una dilatazione varicosa delle vene dello scroto, che può interferire con la produzione degli spermatozoi perché innalza la temperatura del testicolo. Come accertarla: il medico sente la vena dilatata al tatto. Alla visita, però, deve seguire l'esame del liquido seminale (spermiogramma), perché non è detto che la presenza di varicocele determini sempre alterazioni del numero degli spermatozoi. Una volta accertata un'anomalia, si procede con l' Eco-Doppler, un esame che, mediante l'osservazione della circolazione nei vasi sanguigni, permette di valutare l'entità del disturbo. Il varicocele si cura con l'intervento chirurgico. Si tratta di un'operazione molto semplice, che richiede un solo giorno di ricovero e che consiste nell'asportazione della vena dilatata mediante un taglio all'altezza dell'inguine. L'intervento, però, dovrebbe essere eseguito non appena si rileva il disturbo: il varicocele, infatti, influisce sulla fecondità molto gradualmente, per cui prima si interviene e minori sono i rischi per la fertilità. Il Criptorchidismo È la mancata o incompleta discesa di uno o di entrambi i testicoli dello scroto. Si tratta di un difetto congenito, tanto più serio ai fini della fertilità se coinvolge entrambi i testicoli (criptorchidismo bilaterale). Il criptorchidismo si rileva con la visita degli organi genitali. L'unico intervento efficace è l'orchiopessi, che consiste nel riposizionamento del testicolo nella sua sede. Fino a poco tempo fa, si riteneva impossibile migliorare la funzionalità del testicolo fuori posto nell'adulto: i medici pensavano che l'intervento dovesse essere eseguito entro il 5 anni, altrimenti sarebbe stata compromessa la capacità di produrre spermatozoi. Recenti ricerche, al contrario, hanno dimostrato che non esiste una sicura correlazione tra l'età in cui viene effettuato l'intervento e i risultati ottenuti. Non sempre, comunque, una volta fatti scendere nella posizione normale i testicoli funzionano bene: soprattutto se il criptorchidismo è bilaterale, i testicoli, in genere, rimangono difettosi e non riescono a produrre sperma fecondante. Le infezioni Le forme infiammatorie non curate, se si cronicizzano, possono provocare infertilità e a volte anche sterilità. Infezioni provocate da malattie veneree (come la gonorrea e la sifilide) o da altre malattie sessualmente trasmessibili (Clamidia) possono, infatti, determinare l'ostruzione del canale (il dotto deferente) che dal testicolo va alla vescicola seminale. In questo caso, l'assenza di spermatozoi nel liquido eiaculato dipende da un ostacolo meccanico che impedisce il loro passaggio dal testicolo attraverso il dotto deferente. Come accertarla: l'esame più indicato per accertare la presenza di infezioni e il test di Stamey. Questa metodica si articola in tre fasi. In primo luogo, si esegue un'urinocoltura, cioè la ricerca di batteri nell'urina. Poi si procede con il massaggio prostatico (effettuato inserendo un dito nel retto per stimolare la prostata a secernere il liquido prostatico, un importante costituente di quello seminale) e con la coltura (ricerca di batteri) del liquido prostatico emesso dal pene. Infine, il paziente orina di nuovo (per effettuare una sorta di lavaggio dell'uretra in cui è confluito il liquido prostatico) e si esegue una seconda urinocoltura. Una volta individuato il germe responsabile dell'infezione, bisogna avviare subito una cura a base di farmaci antibiotici specifici. L'insufficienza ormonale La produzione degli spermatozoi può non avvenire normalmente se l'ipofisi (si tratta della ghiandola situata alla base del cervello che elabora numerosi ormoni e sovraintende al funzionamento di altre ghiandole) non secerne ormoni in quantità sufficiente. Questo deficit ormonale prende il nome di ipogonadismo ipogonadotropo ed è provocato dall'insufficiente produzione delle gonadotropine FSH (ormone follicolo-stimolante che nell'uomo stimola la produzione degli spermatozoi) da parte dell'ipofisi. Come accertarla: occorre sottoporsi a una serie di esami del sangue mirati al dosaggio de gli ormoni. Il deficit ormonale (ipogonadismo ipogonadotropo) si cura con farmaci specifici, che contengono l'ormone che si produce in quantità insufficiente. Le anomalie genetiche Negli ultimi anni, grazie a studi e ricerche sui geni (le particelle dei cromosomi portatrici dei caratteri ereditari), sono state scoperte anomalie costituzionali in grado di determinare la totale assenza di spermatozoi (azoospermia) o la produzione di un numero di spermatozoi insufficiente al concepimento (oligozoospermia). In particolare, si e accertata la connessione tra l'incapacità di secondaria e la mancanza di alcuni geni localizzati nel cromosoma Y (fa parte della coppia XY, che indica i due cromosomi sessuali della cellula maschile). Come accertarla: le anomalie vengono diagnosticate con un esame del sangue mirato alla ricerca di geni localizzati sul cromosoma Y. Quando il numero degli spermatozoi è molto ridotto, si può ricorrere a una particolare procedura di fecondazione in vitro. Si tratta della tecnica con microiniezione, che permette di iniettare, con una micropipetta di vetro, un singolo spermatozoo all'interno della cellula uovo precedentemente prelevata dal corpo materno. In presenza di questa anomalia genetica del cromosoma Y, però, usando gli spermatozoi per la microiniezione si corre il rischio, nel caso poi nasca un figlio maschio, che il bambino erediti lo stesso difetto del padre e che sia quindi destinato a essere sterile. [...]

SESSO ESTREMO E PARAFILIE: QUANDO SI SUPERA IL LIMITE

Si tratta di quelle manifestazioni patologiche della sessualità che sono state chiamate dapprima perversioni e poi deviazioni sessuali. Ad esse non appartiene più, da quasi trent'anni, l'omosessualità. Il nuovo termine vuole indicare che la deviazione (para) dipende dall'oggetto fonte di attrazione (filia). Prima che nelle forme di rilievo clinico, se ne possono vedere nuclei non necessariamente patologici in soggetti che possono avere comunque difficoltà a vivere la relazione intima in modo anche emotivamente coinvolgente. Di solito si presentano associate ad un desiderio sufficiente, all'incapacità di investire in una direzione oggettuale definita e alla necessità di far fronte a sentimenti di vuoto. Nelle loro espressioni più benigne, le parafile presentano ancora un certo grado di flessibilità e il soggetto non ne è imprigionato senza via d'uscita. Ciò invece avviene nelle forme parafiliche organizzate, le quali hanno una codificazione diagnostica ben definita. Secondo l'ultima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-IV) prodotto dall'American Association of Psychiatry: le caratteristiche essenziali di una parafilia sono fantasie, impulsi sessuali o comportamenti ricorrenti e intensamente eccitanti sessualmente che riguardano : oggetti inanimati; la sofferenza o l'umiliazione di se stessi o del partner; bambini o altre persone non consenzienti. Devono manifestarsi per almeno sei mesi. Il DAM-IV chiarisce che: "Per alcuni soggetti, fantasie o stimoli parafilici sono indispensabili per l'eccitazione sessuale e sono sempre inclusi nell'attività sessuale. In altri casi, le preferenze parafiliche si manifestano solo episodicamente (per esempio, durante periodi di stress), mentre altre volte il soggetto riesce a funzionare sessualmente senza fantasie o stimoli parafilici. Il comportamento, i desideri sessuali, o le fantasie causano disagio clinicamente significativo o compromissione dell'area sociale, lavorativa, o di altre importanti aree di funzionamento. Le fantasie parafiliche possono essere agite con un partner non consenziente, in modo da risultare lesive per il partner stesso. Il soggetto può andare incontro ad arresto e reclusione. I reati sessuali contro i bambini costituiscono una parte significativa di tutti i crimini sessuali riportati e i soggetti con esibizionismo, pedofilia e voyeurismo costituiscono la maggior parte dei criminali sessuali arrestati. ...Le relazioni sociali e sessuali possono essere danneggiate se altri trovano il comportamento sessuale vergognoso o ripugnante o se il partner sessuale del soggetto rifiuta di condividere le preferenze sessuali inusuali. In alcuni casi, il comportamento inusuale (per esempio, atti esibizionistici o la collezione di oggetti feticistici) può diventare l'attività sessuale principale nella vita dell'individuo". Esibizionismo In questa parafilia, il soggetto prova piacere mostrando i propri genitali ad un estraneo e talvolta anche masturbandosi. Di solito egli non mette in atto tentativi di ulteriore attività sessuale. L'insorgenza avviene spesso prima dei 18 anni, anche se la manifestazione può avvenire più avanti nell'età. Perché la diagnosi sia soddisfatta, deve manifestarsi per almeno sei mesi e le fantasie, gli impulsi o i comportamenti sessuali devono causare disagio importante al soggetto e una compromissione in aree importanti del suo funzionamento, quali quella sociale o lavorativa. Queste ultime specificazioni valgono per la definizione compiuta di tutte le diagnosi di parafilia. Feticismo Si tratta dell'uso di oggetti (calze, mutande, reggiseno, stivali, ecc.) per raggiungere l'eccitazione. Di solito vengono strofinati o annusati durante la masturbazione, o fatti indossare al partner durante il rapporto sessuale. Il feticcio ha importanza fondamentale per l'eccitamento e per l'erezione che non avviene in sua mancanza. Il suo esordio è solitamente precoce. Si colloca nell'adolescenza anche se il feticcio può essere stato connotato di significati particolari nella prima fanciullezza. Una volta insorto, tende ad acquisire caratteristiche croniche. Frotteurismo Di solito in luoghi affollati (marciapiedi dove transita molta gente o mezzi affollati di trasporto pubblico) per potersi sottrarre dai rischi di essere arrestato, il soggetto si strofina o tocca una persona non consenziente. Le zone più coinvolte sono i genitali, i seni, le cosce e i glutei. L'esordio è di solito nell'adolescenza. Il comportamento ha un picco di intensità tra i 15 ed i 25 anni ed in seguito la sua frequenza si riduce progressivamente. Pedofilia Un soggetto di almeno 16 anni e di almeno 5 anni più vecchio della vittima che pratica attività sessuale con bambini prepuberi è definito pedofilo. Di solito è espresso da soggetti con età più avanzata da quella della tarda adolescenza. L'attrazione verso le femmine, che è la più frequente, coinvolge solitamente bambine tra gli 8 ed i 10 anni, mentre quella per i maschi coinvolge ragazzi un po' più grandi. Il DSM-IV annota: " i soggetti con pedofilia che sfogano i propri impulsi con bambini possono limitarsi a spogliare il bambino e a guardarlo, a mostrarsi, a masturbarsi in sua presenza, a toccarlo con delicatezza e a carezzarlo. Altri, comunque, sottopongono il bambino a fellatio o cunnilingus, o penetrano la vagina, la bocca o l'ano del bambino con le dita, con corpi estranei, o con il pene e usano vari gradi di violenza per fare ciò. Queste attività vengono di solito giustificate o razionalizzate sostenendo che esse hanno valore educativo per il bambino, che egli ne ricava piacere sessuale, o che era sessualmente provocante - argomenti comuni anche nella pornografia pedofilica. I soggetti possono limitare le attività ai propri figli, a figliastri, o a parenti, oppure possono scegliere come vittime bambini al di fuori della propria famiglia. Alcuni pedofili minacciano il bambino per evitare che parli. Altri, specie coloro che abusano spesso di bambini, sviluppano complicate tecniche per avere accesso a loro, che possono includere: guadagnare la fiducia della madre, sposare una donna con un bambino attraente, scambiarsi i bambini con altri pedofili o, in casi rari, adottare bambini di paesi sottosviluppati o rapire bambini ad estranei. Tranne i casi in cui il disturbo è associato a Sadismo sessuale, il soggetto può essere attento ai bisogni del bambino per ottenere l'affetto, l'interesse e la fedeltà del bambino stesso e per evitare che questi riveli l'attività sessuale. Il disturbo inizia di solito nell'adolescenza, sebbene alcuni pedofili riferiscano di non essere stati eccitati dai bambini fino alla mezza età. La frequenza del comportamento pedofilico varia spesso a seconda dello stress psicosociale. Il decorso è di solito cronico, specie in coloro che sono attratti dai maschi. Il tasso di recidive dei soggetti con Pedofilia con preferenze per i maschi è all'incirca doppio rispetto a coloro che preferiscono le femmine. Masochismo Sessuale Vi si esprime l'atto reale di subire umiliazioni, percosse, di essere legato e fatto soffrire. Vi sono masochisti turbati dalle loro fantasie che possono essere evocate durante la masturbazione o il rapporto sessuale, ma non vengono agite. Sadismo Sessuale Vengono svolte azioni che provocano sofferenza psicologica e fisica alla vittima e che sono sessualmente eccitanti per il sadico. Possono essere limitate a fantasie fastidiose per il soggetto durante l'attività sessuale che implicano la necessità di esercitare un controllo completo sulla vittima e sul suo essere terrorizzata dal fatto che si possano tradurre in atti reali. I comportamenti possono essere messe in atto con un partner consenziente, ma spesso con soggetti non consenzienti. Si esprimono con condotte che tendono ad umiliare la vittima, a imprigionarla, percuoterla, torturarla, fino anche ad ucciderla. L'esordio si colloca prevalentemente nella prima età adulta e acquisisce i connotati di cronicità. La gravità degli atti sadici aumenta di solito con il passare del tempo. Feticismo da travestimento E' di solito un collezionista di indumenti femminili con i quali si traveste. In questa situazione si masturba associando l'atto alla fantasia di essere sia il maschio soggetto, sia la femmina oggetto della sua fantasia sessuale. Alcuni maschi indossano biancheria intima femminile sotto gli abiti consueti, altri si vestono da donna e si truccano. Di solito, ma non necessariamente, è eterosessuale. Voyeurismo Si tratta dell'osservare soggetti di solito estranei quando sono nudi o sono impegnati in attività sessuali per ricavare eccitazione. Spesso hanno la fantasia di avere un'esperienza sessuale con la persona che guardano di nascosto. Nella sua forma più grave, il voyeurismo costituisce l'unica forma di attività sessuale possibile. Esordisce solitamente prima dei 15 anni e tende alla cronicità. [...]

LA POSIZIONE DIVARICATA

Poggiando la testa in basso, la donna inarca la schiena, solleva la parte centrale del corpo fino a toccare il partner, allargando le gambe per assicurare una profonda penetrazione. Il contatto dei genitali prodotto da questa posizione dà probabilmente più soddisfazione alla donna che all'uomo. Questo perchè il clitoride è completamente esposto allo strofinìo da parte del patner, che, invece, non sente più sul pene la stretta delle gambe della sua compagna. [...]

LA BATTITURA DI UN CHIODO

La donna appoggia il tallone sulla fronte del partner. Il piede e la gamba sembrano un martello che batte un chiodo, rappresentato dalla testa di lui. Questa come altre posizioni acrobatiche mostrano come raggiungere il piacere in modo spiritoso e fatasioso. Per voi maschietti: mentre la penetrate, la sua gamba alzata si muove variando la tensione tra vagina e pene, ossia facendo variare in modo continuativo tutte le sensazioni recepite dai centi nervosi. [...]

GIOCARE CON IL FUOCO

Per gli americani rappresentano quasi un gioco erotico irrinunciabile, tanto che non si contano i film che se ne fa sfoggio: parliamo ovviamente delle candele di cera, un vero e proprio feticcio dei nostri amici transoceanici. Per noi italiani l'idea di "candela" e' associata soprattutto all'idea di chiesa e offerta votiva, a parte i frequentatori di locali notturni che invece penseranno subito ad una canzoncina ballata tutta l'estate: ma la pratica di utilizzare una candela come gadget per vivacizzare un rapporto sessuale non e' sicuramente diffusa nella nostra penisola, complice l'aura di sacralita' che da secoli questo oggetto multiuso si porta dietro. E' tempo allora di rovistare nei cassetti e tirare fuori quel set di candele comprate anni fa nel timore che la crisi del Kippur ci facesse piombare nel buio. Vi accorgerete subito dello stupendo effetto di luce creato da un perimetro di candele accese intorno al letto; e per i piu' pavidi questo bastera' per contribuire ad un amplesso comunque romantico e piacevolissimo. Per chi ama il rischio e non disdegna il sesso "hard", una pratica che anche il marchese de Sade raccomanderebbe e' quella di lasciar sgocciolare la candela sul corpo del partner. Tenete la candela piuttosto in alto rispetto alla pelle, di modo che la cera liquida abbia il tempo di raffreddarsi. Non vi basta? Bendate il vostro amante e fate cadere le bollenti gocce dove non puo' aspettarselo: la cera calda avra' l'effetto di un bacio appassionato e choccante. UN CONSIGLIO PER LUI: Evitate assolutamente di riciclare per i vostri incontri bollenti i cerini rossi da cimitero, soprattutto quelli dove l'effigie di Padre Pio o di Papa Giovanni XXIII fa sfoggio di se'. Potrebbero avere conseguenze funeree anche sulla piu' focosa amante. UN CONSIGLIO PER LEI: Abbiate cura di far cadere le gocce di cera su una zona del corpo priva di peli, o magari depilate la zona interessata prima di cominciare: lo scopo e' il piacere, non la tortura. Attenzione: i consigli che troverete sono rivolti solo agli amanti piu' esperti. Non abbattetevi se non riuscirete a metterli in pratica, in quanto richiedono un self-control ed una padronanza dei movimenti davvero eccezionali. Si sa che il sesso tantrico e' basato sul controllo totale di respiro e gesti, e si sa che queste pratiche di derivazione orientale permettono di dilatare i tempi del rapporto (fino ad arrivare alle famose 8 ore dichiarate dall'invidiatissimo cantante Sting). Se riuscirete a mettere in pratica quanto segue, potrete tranquillamente cercare di emulare l'ex leader dei Police: prendetela come una sfida, vi accorgerete ben presto che la vostra attivita' erotica ne avra' tratto enormi benefici. Prima prova: uno dei due partner (possibilmente quello in posizione verticale) tiene in equilibrio sulla testa una tazza di te'. Scopo dell'esercizio: riuscire aMportare a termine il rapporto sessuale senza versarne una sola goccia. Seconda prova (da affrontare solo quando la prima e' stata superata): ora entrambi i partner, in posizione verticale, hanno una tazza di te' sulla testa. I vostri gesti dovranno essere ancora piu' moderati e delicati, o vi ritroverete ben presto completamente bagnati (in un modo diverso da quello a cui pensavate). Terza ed ultima prova: se superate questa siete dei veri professionisti del sesso (ehm...in senso metaforico, si intende). Partendo dalla posizione del missionario, la donna alza una gamba in verticale; sul piede (rigidamente a martello) viene posta la solita tazza di te'. Questo esercizio non richiede solo coordinazione e controllo, ma anche una buona condizione atletica: attenzione, i crampi sono in agguato. UN CONSIGLIO PER LUI: Se credete, potete sostituire il te' con un buon bicchiere di vino o di amaro. Non sara' altrettanto esotico, ma in caso di fallimento sara' molto piu' eccitante "pulire" il corpo della vostra amante. UN CONSIGLIO PER LEI: Quando preparate il te', non portatelo all'ebollizione. Le ustioni non fanno bene al sesso. [...]

LA POSIZIONE PREMUTA

La posizione premuta, mette la donna in stato di sottomissione. Cosa che può provocare emozioni subconscie in ambedue i partner, facendo sì che la donna si senta vulnerabile e l'uomo potente. La donna piega le gambe e le preme contro lo stomaco, puntando contro di lui le piante dei piedi. L'uomo deve stare attento alla profondità e alla forza di penetrazione per non causare dolore alla vagina che, in questa situazione, risulta accorciata. Usare i piedi: spingete la pianta dei piedi contro il petto di lui e con le dita provare a premergli il torace. Massaggi al piede: stringete e massaggiate dolcemente le sue caviglie eil collo del piede. Carezze sulle cosce: palpate e massaggiate le cosce del partner, sintonizzando i movimenti delle mani sul ritmo delle spinte del pene. [...]

LA POSIZIONE DELLA RANA

Questa posizione o meglio questa unione permette all'uomo di sollevarsi aggrappandosi alle spalle della donna, mentre lei si chiude sulle gambe. Questo modo di accoppiarsi è sicuro, comodo e crea intimità Nessuno dei due partner ha molta libertà di movimento in questo tipo di unione, dove l'uomo è seduto e la donna stesa sulla schiena, eppure è molto intimo e rilassato. Al momento dell'orgasmo afferrate la donna per le spalle sollevandola. Per le Signore: abbracciatevi le gambe e divaricate i piedi per farvi penetrare. Per i Signori: sedetevi a gambe divaricate premendo quelle di lei per avvicinarle i talloni alle natiche. [...]

L'ARCOBALENO

Questa posizione è più insolita che pratica. Ma è divertente da sperimentare in una seduta sessuale particolare. Anche se meno comoda delle altre posizioni di fianco, l'insolita inclinazione del pene offre alla donna sensazioni insolite. Poichè quando afferra i piedi dell'uomo, tirandoli verso di sè, fa del corpo di lui una specie di arco, nel quale lei è la freccia, la posizione si chiama anche "Tirare con l'arco". Per i Signori: tenetela per le spalle o appoggiatele le mani sulla parte alta della schiena. Prima di penetrarla, mettete le gambe tra le sue ruotando finchè lei arriva ai vostri piedi. Per le Signore: aggrappatevi ai piedi o alle caviglie del partner tirandole verso di noi. [...]

OSTRICHE A TAVOLA, MA NON SOLO....

Dedicato a tutti i lettori che andranno in vacanza nella Francia Occidentale, patria delle migliori ostriche che si possano apprezzare nei (relativi) dintorni. Ma i consigli che vi diamo questa settimana possono essere applicati anche da tutti coloro che si trovano in qualsiasi localita' di villeggiatura marittima, o al limite anche in citta', purche' conoscano un ristorantino rifornito di pesce fresco. Tutti conoscono le proprieta' afrodisiache dell'ostrica: questo prodigioso mollusco marino, se ingerito crudo (meglio se condito da un'abbondante dose di limone), viene descritto come un portentoso sostituto naturale del viagra. Molti scettici sono pronti a giurare che non si tratti di altro se non di uno scarso "condizionamento autoindotto", ma per una volta, specie se in vacanza, vale la pena provare. E per concludere degnamente la serata dell'ostrica, tanto vale provare l'ononima posizione: specie se si tratta di met tere a frutto l'investimento appena fatto. La posizione detta "unione dell'ostrica" vede la donna sdraiata sul dorso ripiegare le coscie contro il ventre. L'uomo, inginocchiato davanti a lei, la tiene per le ginocchia e utilizza le coscie della compagna come un supporto per facilitare il movimento ondulatorio e conservare un ritmo regolare. La penetrazione e' profonda ed incoraggia una buona ampiezza di movimenti; la stimolazione e' ottima per entrambi poiche' la vagina si comprime sul pene. Attenzione: procedere con cautela. Puo' essere doloroso per lei se la penetrazione e' troppo profonda: necessaria una fase intensa di preliminari. UN CONSIGLIO PER LUI: Per una volta non fate i taccagni e portatela nel miglior ristorante della citta'. Se la portate in una bettola e vi fidate delle ostriche crude che vi servono, potreste trascorrere il resto della serata in una stanza molto meno eccitante della camera da letto. UN CONSIGLIO PER LEI: La posizione dell'ostrica permette un intenso contatto visivo: ripagatelo della costosa cena inframezzandouno sguardo "assassino" a qualche parolina oscena... lui gradira'. LA SCIMMIA CHE CANTA [...]

LA SCIMMIA CHE CANTA

I due partner non hanno, in questa posizione, molta libertà di movimento - l'uomo addirittura meno della donna - ma possono carezzarsi e guadarsi negli occhi, accrescendo in tal modo la sensazione di intimità. Ciò che rende diversa questa posizione da altre simili con la donna sopra, è che l'uomo tiene una mano sotto il sedere della partner: molte donne trovano il gesto altamente erotico, eppure gli uomini lo usano poco. Oltre che premere le natiche, lui potrebbe scostarle leggermente dal perineo e dall'ano, provocando così in lei sensazioni di piacere e di godimento. La donna deve abbracciare l'uomo con una mano e appoggiare l'altra sulla gamba di lui per tenersi in equilibrio. L'uomo si deve appoggiare a un braccio per stare dritto, passando l'altra mano sotto le natiche di lei. Deve tenere e rilassare i muscoli delle gambe per aiutare il movimento in avanti e indietro del pene. [...]

LA VISTA RECIPROCA DELLE NATICHE

In questa posizione non soltanto l'uomo è rilassato, ma può ritardare l'eiaculazione, perché le sensazioni sono meno intense di quando si muove liberamente. Questo metodo curiosamente impersonale di accoppiarsi dà la passibilità, sia all'uomo che alla donna, di immaginarsi di far l'amore con qualcuno che non è il partner del momento. Se i due formano una coppia di vecchia data e la familiarità rende loro difficile provare desiderio, può risultare molto funzionale. Una volta inserito il pene in vagina, la donna si piega in avanti fino a toccare il pavimento e, così appoggiata, può vedere le natiche dell'uomo e lui quelle di lei, in grado di muoversi come meglio crede. Per le Signore: Accovacciatevi su di lui, guidate il pene in vagina, piegatevi in avanti e muovetevi in qualsiasi modo vi dia piacere. Per i Signori: Stringetela tra le cosce e usate le mani per carezzarle la schiena e le natiche. [...]

LA CODA DELLO STRUZZO

L'uomo può penetrare la donna semplicemente, oppure variare le sensazioni reciproche alzandola o abbassandola per modificare la profondità e l'angolo di penetrazione. In questo caso, dovrebbe sorreggerla da dietro con le mani. Questa posizione fa parte delle fantasie maschili e ha poco a che fare con un rapporto sessuale soddisfacente per la donna. Se però lei è felice di assecondare il partner, allora tutto bene. L'unione può risultare comunque molto scomoda per il suo collo e la sua schiena. Per le Signore: sul letto vi resteranno appoggiate solo la testa e le spalle. Per i Signori: In ginocchio davanti a lei, sollevatele le gambe, appoggiandovele sulle spalle, fino a farle volgere al soffitto le piante dei piedi. [...]

METTERSI IL CALZINO

Più che una vera e propria posizione, è un preliminare dell'accoppiamento e il nome è ben indovinato per indicare la donna che viene eccitata prima della completa penetrazione. Mentre giace sulla schiena, il partner, seduto tra le sue gambe, allarga le grandi labbra e appoggia il glande sulla clitoride, stringendone dolcemente le labbra con le dita della mano. Movendosi avanti e indietro, il pene sfrega l'area clitoridea bagnandola con il liquido che secerne. Dopo aver così dato alla donna un assaggio del piacere, l'uomo la penetra completamente. Questo tipo ti accoppiamento è un modo eccellente di usare il pene come una specie di vibratore. L'effetto, diverso da quello del coito, è concentrato sulla zona clitoridea e la donna può raggiungere il massimo della tensione prima della penetrazione. Per le Signore: Stendetevi appoggiando le vostre cosce sopra le sue. Per i Signori: Con una mano tenetele le labbra della vulva chiuse e con l'altra massaggiatele dolcemente la zona intorno alla clitoride. Penetratela con spinte rapide e poco profonde finché non è completamente eccitata e pronta per la penetrazione profonda. [...]

VICINO AI PIEDI

In questa posizione l'uomo non può muoversi liberamente, ma il tipo di unione è adatto a esprimere tenerezza ed è un interludio piacevole tra accoppiamenti più vigorosi. La donna giace distesa sulla schiena e il partner la penetra stando in ginocchio tra le sue cosce e tenendosi attaccato al letto o al pavimento con la punta dei piedi.  Questa è una delle posizioni che consentono all'uomo di variare l'inclinazione della penetrazione, avvicinandosi o allontanandosi dalla donna. Per le Signore: Stringete le mani attorno al suo collo. Cingetegli il corpo con le gambe e tiratelo verso di voi. Per i Signori: Stringete le mani attorno al suo collo. [...]

LA CAPRA E L'ALBERO

Per quanto la mobilità dell'uomo sia limitata, le sue mani sono libere di carezzare il viso e il seno della partner e di stimolarne la clitoride. Cosa che può risultare difficile potrà altrimenti, in questa posizione lei difficilmente potrà raggiungere l'orgasmo. Questo piacevole gioco può essere iniziato anche casualmente. Chiacchierando seduta sulle ginocchia del partner, può capitare che la donna lo baci e che lui la ricambi; da cosa nasce cosa: quasi senza accorgersene, lei potrebbe prenderlo di sorpresa. Per le Signore: Appoggiatevi a lui tenendo i piedi sul pavimento, così da poter dondolarvi sul suo pene, dolcemente. Per i Signori: sedetevi su una sedia comoda e sicura, preferibilmente con la spalliera. [...]

LA SPACCATURA DEL BAMB

Questa posizione dal nome così evocativo è un'evoluzione della posizione base con l'uomo sopra la donna e richiede da parte della donna particolare agilità e scioltezza. Essa solleva una gamba e l'appoggia per un po' sulla spalla del partner, poi la rimette giù e solleva l'altra, continuando così alternativamente. La spaccatura del bambù fa si che la vagina stringa e massaggi il pene e, ogni volta che la donna cambia la gamba, questa provoca un nuovo tipo di stimolazione per i due partner. Posizioni di questo tipo mostrano come i giovani riescano ad usare il corpo e ad inventare incredibili posizioni sessuali agli inizi del loro rapporto fisico. Per i Signori: inginocchiatevi e piegatevi su di lei invece di allungarvi. [...]

LA RUOTA DEL KAMA

L'uomo siede con le gambe divaricate e la donna gli si abbassa sul pene, mettendo le gambe intorno ai lati della vita di lui, che l'abbraccia allunga il più possibile le braccia tese in un movimento che ricorda un raggio, donde il nome di ruota. La ruota del kama mostra una dimensione della sessualità che molti di noi trascurano, trovandola probabilmente difficile da capire. È una dimensione nella quale il sesso, come forma di meditazione, dovrebbe condurci a un alto livello di consapevolezza. A un acuirsi del desiderio e a un maggior senso di benessere. Il fine della Ruota del Kama non è sviluppare la sensibilità erotica o l'orgasmo. È piuttosto il conseguimento dell'equilibrio della mente, che rende consapevoli, sereni e felici. Questa posizione vi permette di baciarvi e di guardarvi. [...]

LA MUTAZIONE DEL DRAGO

Questa posizione permette una penetrazione più profonda, quindi l'uomo non dovrebbe penetrare la donna finché essa non raggiunge la pienezza dell'eccitazione e la vagina non arriva al culmine della dilatazione. In questa unione l'uomo può trovare soddisfazione solo in modo impersonale. Le gambe sollevate della donna ostacolano il contatto visivo e lo sforzo che egli fa per sostenerle rende scomodo il rapporto; in più, la clitoride non può essere stimolata dal pene. Non è una posizione comoda ed è faticosa ma comunque per chi vuole provare un penetrazione diversa la consiglio. La donna deve tenere le gambe dritte e il più unite possibile. L'uomo si deve servire delle sue mani, con una preme le gambe della donna, con l'altra introduce il pene in vagina. [...]

LA POSIZIONE ACCERCHIANTE

La posizione accerchiante è molto adatta per gli amanti ardenti di desiderio. Mentre la donna è stesa sulla schiena, alza i piedi e incrocia i polpacci in modo che le gambe siano a forma di diamante. Poi l'uomo si mette sopra di lei e la penetra, come nella classica posizione con l'uomo sopra. In questa posizione la donna è in stato di sottomissione, cosa che, combinata al fatto che la zona pelvica è ben aperta e la clitoride in evidenza, dà al rapporto un approccio molto sensuale. La penetrazione non è particolarmente profonda, ma la notevole apertura della vagina è eccitante per l'uomo. Sembra che le gambe indichino e inquadrino la vagina, rendendo la posizione decisamente eccitante per tutti e due. Uomini appoggiatevi sulle mani per non pesare troppo sulle gambe incrociate della vostra partner. [...]

SESSO IN BAGNO

Il bagno è un luogo che abbiamo più volte esplorato nei nostri viaggi nel mondo dell'erotismo. La posizione di questa settimana potrà sembrarvi ad una prima e superficiale lettura non particolarmente romantica e intrigante, ma all'atto pratico vi renderete conto delle soddisfazioni che indubbiamente ne trarrete. Dopo la vasca da bagno, lo stenditoio e il lavandino, scelti in passato come location per amplessi "casalinghi", la proposta di oggi riguarda un elemento non propriamente erotico nell'immaginario collettivo: il water. In realtà, proprio per la sua conformazione strutturale, si può trasformare facilmente in un oggetto fortemente adatto alla pratica sessuale. Si tratta solo di dimenticare per un attimo (un attimo in senso lato, ovviamente), il suo utilizzo consueto. Praticate quindi una sorta di straniamento sull'oggetto "water" e preparatevi all'azione. L'uomo dovrà semplicemente sedersi e la donna si posizionerà sopra di lui,  standogli di fronte o dandogli  e spalle, a scelta. La posizione permetterà (soprattutto se sceglierete l'opzione "da dietro") una penetrazione molto profonda e un maggior controllo della situazione da parte della donna. Un unico accorgimento: moderate, se ci riuscite, la vostra irruenza, in quanto la struttura in questione potrebbe subire danni permanenti. UN CONSIGLIO PER LUI: Cercate di vincere il riflesso condizionato (certe abitudini sono dure a morire) di portare con voi la Gazzetta dello Sport. La vostra compagna potrebbe tentare di soffocarvi infilandovi in gola un rotolone di carta igienica. UN CONSIGLIO PER LEI: Lasciatevi andare e soprattutto cercate di non ridere quando vedrete il vostro partner posizionarsi sul w.c. Non è una bella immagine, certo, ma pensate al dopo... [...]

LA POSIZIONE DELLA CAVALLERIZZA

La primavera tarda ad arrivare, costringendoci a proporvi ancora posizioni indoor. Per il sesso bucolico bisognerà aspettare tempi migliori e temperature meno rigide. Per la posizione di oggi torniamo in un luogo ultimamente un po' trascurato nei nostri viaggi nell'erotismo: la camera da letto. E' essenziale che abbiate un letto composto da due letti singoli separabili. In caso contrario ingegnatevi in qualche modo per poter praticare comunque la posizione della cavallerizza, che vi regalerà grandi soddisfazioni. Prima di tutto distanziate i due letti di circa cinquanta centimetri. L'uomo si sdraierà trasversalmente in modo da avere il bacino posizionato nello spazio vuoto fra i due materassi. La donna starà in piedi, nello stesso spazio, appoggiandosi a cavallo del bacino del partner, che dovrà stare perfettamente fermo, lasciando che sia lei a guidare l'amplesso. Potete però appoggiarle le mani sui fianchi in modo da farle capire qual è il ritmo che vi soddisfa. Ma se la vostra intesa è alta non ne avrete bisogno. UN CONSIGLIO PER LUI: Dovete stare attenti a non muovervi troppo. Rischiereste di cadere,  piegati in due, nello spazio fra i due letti UN CONSIGLIO PER LEI: Mantenete il più possibile una posizione verticale. Se vi appoggiate con tutto il vostro peso sul vostro compagno potreste farlo cadere. [...]

SPINGERE SUL PIOLO

Questa posizione viene chiamata così perché il movimento del membro maschile ricorda l'atto con cui un piolo viene appeso al muro. L'uomo solleva la donna, che si appende con le braccia al suo collo, e la penetra con soddisfazione anche se pesa, ma deve fare attenzione e non farsi male perché in questo in questo tipo di unione il pene è particolarmente vulnerabile. La posizione di per se non è molto semplice, c'è il rischio che la donna scivoli e si faccia male e che l'uomo si faccia molto male al pene. L'uomo deve essere forte e molto atletico la donna non pesantissima, inoltre per facilitare il compagno deve stringergli le gambe attorno alla vita, abbracciargli le spalle e tenere la schiena dritta contro il muro. [...]

I DUE PESCI

I due amanti sono affiancati faccia a faccia come due pesci che si accoppiano stringendosi l'un l'altro con la pinna caudale. Dopo la penetrazione la donna appoggia le gambe su quelle di lui. Perché un rapporto fianco a fianco risulti soddisfacente, l'uomo deve avere il pene piuttosto lungo; altrimenti, penetrando solo parzialmente in vagina, può fuoriuscirne con facilità. Per l'uomo, con la mano libera stringete le sue cosce verso di voi, variando così la tensione tra pene e vagina. La donna invece deve tenere unite le gambe e appoggiarle su quelle del proprio partner. [...]

LA FENICE CHE GIOCA IN UNA GROTTA ROSSA

Il significato immaginifico del nome di questa posizione allude alla profondità della penetrazione. Alla lunga per la donna può risultare stancante, perciò è meglio che l'uomo aspetti che lei sia al culmine dell'eccitazione prima di penetrarla. Il nome di questa posizione è meravigliosamente suggestivo: la donna alza le gambe per aprire la sua "grotta rossa" al pene del partner.   Dato che lei non può muoversi molto, agli inizi lui dovrebbe usare il pene come un pendaglio, sfregandolo su e giù sulle piccole labbra e intorno alla clitoride. [...]

LA CAVALCATA SUL MEMBRO

Questa posizione ispira a cavalcare, l'uomo è disteso con un cuscino sotto le spalle e porta in alto le ginocchia. Con le cosce forma una specie di V su cui la donna, di fronte a lui, si abbassa per introdurre il pene in vagina. L'uomo spinge le ginocchia vicino al viso e la donna si siede a cavalcioni sulle sue cosce per "cavalcarlo". Per gli uomini che amano sapere cosa vuol dire essere donna, questa è un'interessante posizione sperimentale. La donna deve piegare le ginocchia per sollevarsi e abbassarsi sul pene del partner. [...]

UN GRANDE UCCELLO SUL MARE SCURO

Ecco un'altra unione che permette una penetrazione profonda. Alzando le gambe, rispetto alla posizione base del missionario la donna modifica l'angolo secondo cui il pene entra in vagina e la stimolazione è più intensa per ambedue i partner. Con le gambe appoggiate all braccia del partner, la donna è sia psicologicamente che fisicamente molto vulnerabile. Sono numerose le donne non disponibili ad adottare questa posizione, a meno che non siamo molto innamorare, perché, insieme alla profonda percezione fisica, c'è un forte significato simbolico. L'uomo deve piegarsi su di lei senza usare troppa forza, le sostiene le gambe con le braccia tenendola per la vita. La donna deve alzare le gambe e appoggiarle sulle braccia del partner. [...]

Come capire se piaci ad una ragazza

A volte si dice che capire se piaci davvero ad una donna sia indiscutibile: si capisce e basta, è quella scintilla che scocca e tutti e due lo sanno perfettamente.... Ma questo forse è nel mondo del cinema o delle fiabe, perchè nella società odierna, basata su maschere e sul non mostrarsi davvero, a volte capire certe cose diventa impossibile e si perde l'occasione magari della donna della propria vita!Esistono però dei segni che possono aiutare i maschietti a decifrare il linguaggi del complesso modndo femminile, eccono una rapida carrellata: Quando incroci i suoi occhi lei abbassa lo sguardo per sembrare timida. In questo modo mette in mostra la sua vulnerabilità che è un aspetto tipicamente femminile. Se invece lei distoglie lo sguardo e guarda altrove significa che non è interessata; Quando la guardi lei si passa una mano tra i capelli per aggiustarli. Significa che vuole apparire più bella e farsi notare da te; Quando la guardi lei scosta i capelli e scopre il collo. Ancora una volta vuole evidenziare la sua vulnerabilità e la sua femminilità. Il collo infatti è la zona più vulnerabile in tutte le specie viventi, In ogni combattimento tra animali si cerca sempre di azzannare il collo. Scoprendosi il collo è come se ti stesse dicendo "avvicinati, non sono pericolosa". Lei mette in mostra i polsi. I polsi sono una zona erotica ricca di terminazioni nervose, se li mette in mostra ci sarà un motivo! Quando parlate lei si morde il labbro inferiore. Questo è un gesto che fai anche tu inconsciamente quando vedi qualcosa che desideri. In quel caso lei potrebbe desiderare te oppure desidera che continui a parlare di quell'argomento dal quale è particolarmente attratta. Continua così! Lei tira dentro la pancia e gonfia il petto per mettere in mostra il seno. Questo gesto lo fanno anche gli uomini quando incontrano una donna che trovano attraente. Vogliono apparire più snelli e in forma per avere maggiori probabilità di essere scelti come partner sessuali. Ti sfiora “inavvertitamente” con il suo seno. Mai una donna farebbe un gesto del genere inavvertitamente. Il suo gesto potrebbe sembrarti casuale ma non lo è affatto. Questo è un gesto volontario fatto appositamente per stimolare una tua reazione sessuale. Se noti questo gesto vai tranquillo, lei ci sta! Trova qualsiasi scusa per avvicinarsi a te. Significa che prova piacere ad averti al suo fianco. Ti guarda con la testa inclinata da un lato e sorride. Ancora una volta si mostra vulnerabile esponendo il collo (vedi punti precedenti). Ti tocca spesso, anche con una scusa o per sbaglio. Significa che fa di tutto per mantenere il contatto con te e per rafforzare il vostro legame. Si aggiusta continuamente il look quando è con te. Se lo fa mentre ti guarda è buon segno, se invece sembra non considerarti vuol dire che si sta annoiando. Si sistema i vestiti o li stringe per mettere il risalto la sua femminilità. Ogni volta che mette in risalto la sua femminilità con qualsiasi gesto è un potenziale tentativo di seduzione. Gioca con anelli, braccialetti, collane mentre ti guarda. Sfoga la sua voglia di toccarti su oggetti simbolici. Accarezza oggetti di forma fallica mentre la sua attenzione è rivolta a te (penne, bottiglie, calici…). Vedi punto precedente. Ti allaccia un bottone della camicia, ti aggiusta il nodo dela cravatta o ti toglie dei pelucchi dai vestiti, anche se sono pelucchi immaginari. Sta mostrando la sua voglia di prendersi cura di te, è un gesto di interesse nei tuoi confronti altamente significativo. Si umetta le labbra con la lingua durante la conversazione. Rendere le labbra umide è il primo passo verso il bacio. Quando è con te le sue pupille sono molto dilatate. La dilatazione delle pupille è una reazione involontaria di tutti gli esseri umani davanti alle cose che ci piacciono. Le piaci! Lei ti guarda spesso e mantiene un buon contatto visivo con te. Ancora una volta cerca di creare un legame profondo con te. Ti fa molte domande. Vuole conoscerti meglio perché è interessata. Parla più spesso con te che con gli altri. Molto semplicemente significa che in quel momento è più interessata a te che agli altri. Arrossisce se le parli o se la guardi. Arrossiamo quando non ci sentiamo all'altezza della situazione e vorremmo esserlo. In questo caso lei vorrebbe sentirsi all'altezza di stare con te. Trova una scusa per toccare un tuo oggetto (chiavi, portafogli, cappello…). Questo è un modo indiretto per mantenere il contatto con te. Quando toccarti direttamente è un segnale troppo esplicito inizia a toccare gli oggetti che ti appartengono. Assume una postura identica alla tua, come se fosse il tuo specchio. In PNL si chiama rapport e significa che siete entrati in sintonia. Accavalla le gambe attorcigliando il piede della gamba accavallata attorno alla caviglia della gamba che poggia a terra. Questo è un gesto impossibile per gli uomini e che riesce solo alle donne per via della diversa fisicità. Serve ad evidenziare la sua femminilità per fare colpo su di te. Ti squilla, ti chiama e ti scrive sms o via chat molto di frequente. Più ti cerca più ti vuole. Ti saluta con un bacio vero sulla guancia. Se è interessata non fingerà di baciarti come fai tu quando saluti un parente, ma poggerà realmente le sue labbra sul tuo viso. Sporge o inclina il suo corpo in avanti o di lato verso di te. Vuole accorciare le distanze perché inconsciamente non riesce a starti lontana Ripete i tuoi movimenti (tu bevi lei beve, ti appoggi a un muro e lo fa anche lei, guardi da un lato e si gira con te…). Questa è un'altra forma di rapport che significa che siete entrati in sintonia. Avvicina le sue labbra alle tue, come per dire "baciami!!!". A volte lo fa con la scusa di sussurrarti qualcosa all’orecchio. Desidera essere baciata. Ha un atteggiamento sorridente e aperto nei tuoi riguardi, vuol dire che ci tiene alla tua compagnia. Solleva un lembo della gonna con la scusa di sistemarsi, e ti fa vedere le sue gambe. Non è un caso, vuole provocarti! Un conto è tirare giù la gonna per aggiustarsi, ben diverso è alzarla per poi riabbassarla e ricomporsi. Indossa abiti aderenti, succinti o comunque provocanti ad un appuntamento con te. Vuole mettersi in mostra per te. Ti chiede se i suoi vestiti le stanno bene. Anche se la domanda sembra innocua, in realtà vuole attirare la tua attenzione sul suo corpo per conquistarti. [...]

EIACULAZIONE FEMMINILE: Alcuni consigli!

L’uomo e la donna, sessualmente, sono più simili di quello che si creda. Possediamo una serie di ghiandole in comune… una di queste è la prostata. Quella di noi donne è leggermente abbozzata, però c’è… e funziona. Inoltre ci sono circa altri 30 canali da cui possiamo eiaculare. L’eiaculazione femminile è abbastanza rara e molto difficile da provare… la donna media ha semplicemente una fuoriuscita di umori… ma non possiamo definirla una vera eiaculazione che è molto più copiosa e violenta. Chi riesce a sperimentarla la descrive come un qualcosa di molto appagante sessualmente. Volendo tentare, provo a descrivere una tecnica… se non ci riesci al primo tentativo, riprova più volte… ripeto, non è assolutamente semplice! Cerca il muscolo che comanda l’uretra all’interno della vagina. Comincia a contrarlo e rilasciarlo. Vedrai, è molto piacevole e in questo modo potresti arrivare fino all’orgasmo. Massaggia l’uretra nella tua vagina con le dita. Spingi forte, e, dopo un po’, sentirai lo stimolo di fare la pipi. E’ un buon segno, significa che sei quasi pronta per eiaculare. Adesso metti un altro dito appena sotto alla parte dell’uretra che si trova esternamente e comincia a masturbarlo come se fosse il clitoride. Facendo questo ti accorgerai che i canali, quello all’interno e all’esterno della tua vagina sono pieni e forse doloranti. Ci sono altri 29 canali all’interno che spingono per scaricare il loro contenuto. Continua a masturbarti, e, quando sei vicina all’orgasmo, spingi fuori la parte dell’uretra come se volessi fare la pipì. Il liquido uscirà come un getto forte. [...]

PILLOLA ANTICONCEZIONALE: COS'E' e COME SI USA

Con questo termine viene comunemente indicato un farmaco messo in commercio la prima volta negli anni ’60 dal Dott. Pinkus costituito da due ormoni in grado di bloccare l’ovulazione nel corpo femminile attraverso il metodo del “falso messaggio”. pillola anticoncezionale. I complessi meccanismi ormonali che scatenano l’ovulazione sono, nella donna in età fertile, attivati dalla periodica assenza di ormoni quale si verifica durante il normale ciclo all’inizio della mestruazione. La somministrazione per 21, 22, o più modernamente 24 giorni di un preparato ormonale da l’impressione all’organismo femminile di essere già in attività e quindi inibisce i comandi centrali. Negli anni la quantità di ormoni presenti nella pillola anticoncezionale è stata costantemente ridotta pur mantenendo una sicurezza elevatissima, tanto che il rischio di rimanere incinta assumendo correttamente la pillola è solo teorico. Attualmente l’assunzione della pillola anticoncezionale viene iniziata al primo giorno della mestruazione mentre un tempo si cominciava dal quinto giorno. Il cambiamento è legato all’intuizione che cominciando l’assunzione in anticipo si inibisce direttamente la prima ovulazione e in questo modo la sicurezza è garantita da subito. La pillola anticoncezionale va assunta tutti i giorni alla stessa ora e, anche se vi è una certa tolleranza oraria, quanto meno la fascia deve essere rispettata; esempio: se è l’ora di pranzo, il giorno dopo non può essere all’ora di cena né il terzo giorno all’ora di colazione. Qualora nel corso di una assunzione regolare ci si accorga di aver dimenticato una pillola, se non sono trascorse più di dodici ore dall’ora della mancata assunzione, è possibile assumere la pillola anticoncezionale dimenticata e l’effetto contraccettivo è garantito. Se le dodici ore sono trascorse, nei dieci o quindici giorni successivi sarà necessario usare un’altra precauzione; non vale la pena di assumere la pillola dimenticata e inoltre si potranno vedere delle perdite di sangue nei giorni successivi legate alla diminuzione della quantità di ormoni assunti ma prive di qualunque problema. Se si assumono degli altri farmaci insieme alla pillola anticoncezionale è necessario ricordare che alcuni fra essi, con vari meccanismi, possono interferire con la sicurezza contraccettiva. Qualunque somministrazione sporadica non è pericolosa; es. una compressa per il mal di testa, un ansiolitico, ma se assumete un farmaco di qualunque tipo in maniera regolare per più di qualche giorno prescrittovi da un medico o di automedicazione, accertatevi che la sicurezza contraccettiva non venga compromessa e se non avete notizie precise usate un’altra precauzione fino a 10 giorni dopo la sospensione. Un altro modo di perdere l’efficacia della pillola è avere problemi con l’assorbimento. Se prendete la pillola, andate a cena fuori, mangiate del cibo guasto e quando tornate a casa vomitate, dal vostro stomaco è stato espulso non solo il cibo guasto ma anche la pillola anticoncezionale. Per essere assorbita completamente dallo stomaco la pillola anticoncezionale necessita di 5 ore: se vomitate prima di tale intervallo sarà necessario prendere una nuova pillola entro 12 ore. Lo stesso discorso può essere fatto con la diarrea, ma se il vomito è pericoloso soprattutto nelle prime ore che seguono l’assunzione, la diarrea continua a essere pericolosa fino a 8/10 ore dall’assunzione soprattutto se gli episodi sono molti. In generale non sempre è facile quantificare il rischio ma nel dubbio è buona norma assumere comunque una pillola in più. Sull’usanza di eseguire analisi del sangue prima di cominciare la somministrazione non tutti sono d’accordo, ma comunque durante l’assunzione sono necessari dei controlli periodici. E’ possibile assumere la pillola anticoncezionale anche da parte delle donne sopra i 35 anni purché non fumatrici, ma è ovviamente consigliabile, per ovvi motivi di salute, la sospensione o almeno la riduzione del fumo a tutte le età. Le donne che hanno una storia familiare di incidenti vascolari precoci, di gestosi in gravidanza, di ipertensione, di malattie autoimmuni devono prestare una maggiore attenzione ai controlli da eseguire durante l’assunzione della pillola anticoncezionale. Per alcune predisposizioni familiari alle trombosi è sconsigliata l’assunzione. E’ necessario durante l’assunzione, soprattutto per le donne “più grandi”, il regolare controllo della pressione. Impongono la sospensione immediata della pillola anticoncezionale una cefalea persistente e dolori acuti alle gambe. Tutti gli altri sintomi, come perdite di sangue irregolari, dolori o gonfiori al seno, sensazione di gonfiore generalizzato o nausea, tendono a diminuire con il progredire dell’assunzione e non costituiscono una indicazione alla sospensione della pillola anticoncezionale. Per lungo tempo si è pensato che la somministrazione della pillola non potesse essere continua, ma necessitasse di pause durante le quali l’organismo si “riposava”. In realtà nei paesi del Nord Europa, come l’Olanda o la Svezia non si è mai osservata la pratica della “sospensione periodica “ della pillola e non esiste nessuna prova scientifica che le donne che la praticano abbiano dei vantaggi in termine di salute rispetto a quelle che non sospendono mai. L’unica conseguenza certa della sospensione periodica della pillola è stato un gran numero di gravidanze indesiderate. Sono in commercio forme di somministrazione alternative come il cerotto transdermico. Il principio è sempre lo stesso e probabilmente i vantaggi sembrano più che altro legati alla comodità di assunzione. Consente invece di ridurre drasticamente la quantità di ormoni assunti l’anello vaginale. ALCUNE DOMANDE E RISPOSTE FREQUENTI 1. Come funziona la pillola anticoncezionale? La pillola anticoncezionale contiene una combinazione di ormoni sintetici che bloccano l'ovulazione. Niente ovulazione = niente fecondazione = niente bambini ^__^ 2. e' davvero efficace? Se usata correttamente, la pillola e' in assoluto il metodo contraccettivo reversibile piu' efficace (99%). 3. la pillola serve anche contro l'AIDS? No, la pillola non protegge da nessuna malattia sessualmente trasmissibile. 4. per iniziare a prendere la pillola, come devo fare? Devi recarti da un ginecologo (consultabile anche presso consultori pubblici e privati), il quale ti prescrivera' il tipo di pillola che ritiene piu' adatto. 5. sono necessari esami medici per prendere la pillola? Di solito il medico fara' un'anamnesi accurata. Raccogliera' cioe' tutti i dati di carattere medico della paziente: storia medica familiare e personale, ponendo attenzione ad eventuali malattie in atto, all'uso di farmaci, fumo, etc. In seguito procedera' con una visita medica generale e una visita ginecologica. In mancanza di problemi o situazioni particolari, si prescriveranno esami del sangue per controllare glicemia, colesterolo HDL e LDL, trigliceridi, antitrombina e protrombina, transaminasi, lattico-deidrogenasi, gamma GT, bilirubina, emocromo, e uno striscio vaginale. I controlli successivi sono semestrali o annuali (a seconda dell'eta') e servono per verificare eventuali disturbi provocati dall'assunzione della pillola (spotting, cefalea, depressione, etc.). Si rifanno quindi tutti gli altri esami fatti prima dell'inizio dell'utilizzazione della pillola. 6. ci sono controindicazioni all'uso della pillola? Si', alcune condizioni fisiche ne sconsigliano l'utilizzo: - gravidanza sospetta, gravidanza accertata e allattamento; - disturbi cardiovascolari o cerebrovascolari; (in particolare: In particolare: anemia depranocitica (trombo-embolica), tromboflebite in atto o pregressa, arteriopatie e flebopatie infiammatorie o degenerative, malattie cerebro-vascolari o coronariche, cardiopatie vascolari). - ipertensione grave e nefropatie ipertensive; - disturbi epatici (=del fegato) gravi; - tumori (neoplasie) maligni; - colesterolo troppo alto; - livello dei trigliceridi troppo elevato (specie in caso di obesita' in eta' superiore ai 35-40 anni). - inoltre: metrorragie di natura non accertata, psicosi o nevrosi in atto o pregresse, porfiria (o iperbilirubinemia congenita), otosclerosi, glaucoma, diabete (anche potenziale), epilessia, polineuriti, lupus eritematoso. Ci sono poi alcune condizioni che vanno tenute sotto controllo; ad esempio: - le donne fumatrici hanno piu' probabilita' di contrarre malattie cardiovascolari; - chi soffre di emicranie deve controllare se queste aumentano di frequenza e/o intensita'; - varie ed eventuali (leggere il foglietto illustativo allegato ad ogni confezione di pillole!!!). 7. posso iniziare a prendere la pillola in qualsiasi momento? Si' e no. Se assunta il primo giorno delle mestruazioni, protegge subito da gravidenze indesiderate; se assunta in qualsiasi altro perde quest'immediata efficacia, e quindi occorrera' utilizzare un metodo contraccettivo aggiuntivo (preservativo) per tutta la durata del primo ciclo di assunzione. Va presa una pillola al giorno, piu' o meno alla stessa ora (meglio comunque di sera) per 21 gorni. 8. quando ho finito la prima confezione cosa devo fare? Aspettare 7 giorni e poi iniziare la confezione successiva l'ottavo giorno. Durante quei 7 giorni dovrebbero comparire le "mestruazioni". NB: "mestruazioni" tra virgolette poiche' in realta' non di mestruazioni vere e proprie si tratta, bensi' un'"emorragia da sospensione" spesso (ma non necessariamente) meno abbondante di quella del ciclo naturale. 9. dopo quanti giorni dalla sospensione settimanale della pillola mi verranno le "mestruazioni"? Circa dopo 2-3 giorni, ma i tempi variano da donna a donna, possono essere anche 4 o 5. 10. i 7 giorni di sospensione sono finiti ma ho ancora le "mestruazioni". Devo aspettare che finiscano per cominciare il nuovo ciclo di pillole? No! Devi sempre rispettare i tempi previsti. Prendi la pillola l'ottavo giorno, anche se le "mestruazioni" non sono ancora terminate. 11. i 7 giorni di sospensione sono passati ma le "mestruazioni" non sono ancora comparse. Che devo fare? Beh, se sei sicura di aver assunto la pillola correttamente (insomma, non l'hai mai dimenticata, non hai preso altri medicinali, non hai avuto vomito o diarrea ecc. vedi domanda 12-13), e' molto improbabile che tu sia incinta. Tuttavia, per precauzione, un test di gravidanza e' meglio farlo prima di proseguire con l'assunzione delle pillole. In ogni caso, meglio comunicare al proprio ginecologo la situazione. 12. Ho dimenticato una pillola! che devo fare? Se non sono ancora passate 12 ore dall'ora in cui avresti dovuto assumerla, prendila comunque. Se invece e' passato piu' tempo, passa direttamente a quella successiva, ma ricordati di prendere precauzioni aggiuntive finche' non termini quel ciclo. 13. ci sono casi in cui la pillola perde la sua efficacia? Si': - se ne dimentichi una o piu' - se assumi determinati medicinali (specialmente gli antibiotici), per cui e' sempre meglio chiedere al medico. - se hai vomito o diarrea entro 4 ore dall'assunzione della pillola. NB. se non assumi medicinali tradizionali ma ti piace la "medicina alternativa", fai comunque attenzione perche' ci sono sostanze che possono interagire con la pillola e ridurne l'efficacia. E' il caso dell'iperico, e, pare, del carbone vegetale. 14. Quando ho iniziato a prendere la pillola le mestruazioni sono durate piu' del solito: e' normale? Si'. 15. da quando prendo la pillola ho delle perdite di sangue anche in giorni lontani da quelli delle "mestruazioni". E' normale? Le perdite ematiche lontane dalle "mestruazioni" (spotting) avvengono spesso durante il primo mese di assunzione, e sono abbastanza normali. Se il fenomeno pero' continua anche nei mesi successivi forse stai prendendo una pillola non adatta a te. Chiedi al ginecologo di cambiarla. 16. e' vero che la pillola fa ingrassare? Dipende da donna a donna e anche da pillola a pillola. Le pillole di ultima generazione hanno dosaggi molto bassi che non causano l'aumento di peso. Tuttavia, in generale, le pillole favoriscono il ristagno dei liquidi, e dunque un aumento di peso intorno a uno o due chili e' molto frequente. Il consiglio e' di bere molto e fare movimento (non l'avreste mai detto, eh? :P). 17. E' vero che la pillola puo' dare fastidio a chi utilizza le lenti a contatto? Puo' succedere. Dal momento che la pillola fa trattenere i liquidi, anche l'occhio sara' meno umidificato, e di conseguenza le lenti a contatto potrebbero dare qualche fastidio. 18. E' vero che la pillola riduce il desiderio sessuale? Ad alcune donne succede, ma spesso e' un fattore psicologico. In ogni caso, si puo' provare a cambiare il tipo pillola, parlando al proprio ginecologo del problema. 19. E' vero che se prendo la pillola non posso stare al sole? In alcune donne, l'assunzione della pillola provoca la formazione di macchie sulla pelle se si espongono a bagni di sole. Queste macchie in genere se ne vanno da sole dopo un po' di tempo. 20. devo andare in vacanza per una settimana, e proprio in quella settimana mi verranno le "mestruazioni". Se vuoi puoi evitarle continuando a prendere la pillola senza interrompere nei 7 giorni previsti. In questo modo per quel mese salterai le "mestruazioni". [...]

IL PEGGING (quando lui chiede certe cose a lei!)

Il termine pegging designa una pratica sessuale nella quale un uomo è penetrato analmente da una donna che indossa uno strap-on dildo. Pegging è il termine vincitore nella gara di neologismi bandita da Dan Savage nel giugno del 2001 nella sua rubrica Savage Love. In quel contesto, l'accezione era eterosessuale; il concorso fu bandito dopo l'osservazione fatta da Savage sul fatto che non esisteva un nome comune per indicare la pratica in questione. Il pegging può essere piacevole per entrambi i partners. Una donna può fare pegging con un uomo alla pecorina con un dildo, usando l'angolo del letto per arrivare alla giusta altezza. Il termine pegging designa una pratica sessuale nella quale un uomo è penetrato analmente da una donna. Il sedere dell’uomo è da sempre considerato una parte eccitante per la donna e la possibilità di violarlo può comportare nella donna una forte eccitazione, alimentata anche dall’inversione del ruolo nella situazione. Per poter fare pegging in modo corretto, la donna inizia a spingere piano nella posizione indicata, fino a fargli sentire il suo corpo attaccato: da quel momento inizia il piacere che se ben fatto è reciproco; perché il pegging stimola anche le parti interne della prostata mentre contemporaneamente, se il dildo è di tipo doppio, penetra le parti interne della vagina. A questo punto l’uomo, sentendo il corpo della donna attaccato al suo, si lascia penetrare: ora sfruttando la posizione del dildo che rende l’uomo immobile, la donna lo tiene facilmente fermo ed inizia a spingere in modo sempre più corposo e per lei eccitante, per provare un orgasmo che se raggiunto sarà intenso e forte, considerando anche l'aspetto trasgressivo dell’atto. Per alcune tradizioni orientali, l’atto è portatore di fortuna per la donna, tanto più forte quanta più è l’eccitazione che ne prova dal gesto che l’uomo sottostante le ha donato. Gli uomini potrebbero godere della stimolazione dell'ano, del retto e degli organi adiacenti - e specialmente della prostata - a condizione che venga usato lubrificante a sufficienza. Le donne, d'altro canto, possono beneficiare della stimolazione diretta operata dalla base del dildo, o, nel caso di un dildo a doppia punta, dalla penetrazione vaginale operata dall'altro capo dello strumento. In ogni caso, per trarre piacere dal pegging, la donna potrebbe usare un vibratore secondario posto tra lo strap-on dildo ed il clitoride. Uomini e donne potrebbero inoltre godere dell'aspetto psicologico della sottomissione e della dominazione, per quanto, come suggerirebbero i praticanti di BDSM, l'essere penetrati di per sé non sia atto di sottomissione né il penetrare di dominazione. Proprio in considerazione dello stigma associato al sesso anale (e alla associazione di questo con l'omosessualità), alcune persone - fra cui molti eterosessuali - traggono piacere dall'infrazione del tabù e dalla trasgressività insita nel pegging. Alcune donne apprezzano la sensazione di avere un pene simulato, e alcuni uomini l'esperienza passiva della penetrazione. Lo stesso Dan Savage, che è gay, ha consigliato ironicamente ad ogni uomo etero di farsi peggare almeno una volta nella vita. [...]

COSA SI INTENDE PER CREAM PIE

Creampie è un termine dello slang inglese che significa letteralmente torta di panna, usato (soprattutto in pornografia) per indicare che un uomo eiacula all'interno della vagina della sua partner o nell'ano del partner. Paragonato ai rapporti orali, il Creampie è molto meno comune nei film pornografici. Un Anal Creampie (Creampie anale in italiano) è una variante in cui un uomo eiacula dentro l'ano del partner. Creampie nei film pornografici Molti film pornografici eterosessuali, specialmente americani, usano la parola creampie nel titolo o nella scatola della cassetta probabilmente solo per attirare l'attenzione. Infatti le scene in sé non sono molto differenti da quelle di altri film: spesso l'unica differenza di rilievo è presente nella scena finale, nella quale il pene del protagonista rimane dentro la vagina o l'ano del partner nel momento dell'eiaculazione. Subito dopo l'orgasmo, quando l'attore rimuove il suo pene dall'orifizio, solitamente il cameraman effettua un primo piano della vagina o dell'ano mentre lo sperma fuoriesce. Il protagonista può agevolare la visione dello sperma estraendo in parte il suo pene subito prima dell'eiaculazione, in modo tale da far rimanere parte del suo sperma vicino all'apertura dell'orifizio. Variazioni del creampie Creampie eating Il creampie eating è una tecnica sessuale che consiste nello bere lo sperma che fuoriesce da un orifizio del partner (ano o vagina). Solitamente in questa pratica figurano diversi "ruoli": due padroni (un uomo e una donna) e una schiava che riceve lo sperma dal pene dell'uomo in uno dei due orifizi (quello di più frequente uso è l'ano). L'uomo, dopo l'eiaculazione, toglie il pene dall'orifizio della ragazza schiava e la ragazza padrona, avvicina la bocca all'orifizio "riempito" con lo sperma e attende che il creampie fuoriesca. Una variante consiste anche nei due "padroni" (uomo e donna) che fanno sesso sopra la faccia di uno "schiavo" o una "schiava", mentre lo schiavo ha il compito di leccarli, quando i due hanno l'orgasmo, rimangono seduti sulla faccia dello shiavo che così pulisce con la bocca ingoiando lo sperma e i fluidi vaginali che fuoriescono. Alcune volte, però, questa pratica può risultare rischiosa, soprattutto per quanto riguarda il creampie dall'ano: infatti può succedere che lo sperma entri in contatto diretto con le feci. Il rischio principale è quello di contrarre virus e batteri, oltre ad un cambiamento nel sapore e nel colore (in tal caso si parla di Chocolate creampie). Chocolate creampie Il chocolate creampie è una tecnica sessuale che consiste nell'eiaculare nell'ano del proprio partner in modo da mettere lo sperma a contatto con gli escrementi presenti nell'intestino; in questo modo lo sperma, sporcato dal contatto con le feci, simula l'aspetto della crema al cioccolato. Va sottolineato che questa tecnica comporta dei rischi per i batteri e i virus che vi sono all'interno delle feci: infatti, anche se il contatto non avviene direttamente, i batteri possono trovarsi facilmente nello sperma sporco. Il chocolate creampie è una forma di feticismo: vi sono perciò video e film specificamente dedicati a questo atto sessuale, in cui l'uomo eiacula nell'ano del partner e dopo pochi secondi si vede fuoriuscire lo sperma sporco. Creampie gang bang Il creampie gang bang è una tecnica sessuale che consiste nell'eiaculare nell'ano o nella vagina di una donna, da parte di più uomini che agiscono simultaneamente. Coloro che effettuano questa pratica si masturbano in presenza della donna, la quale attende passivamente di ricevere l'eiaculazione. I partecipanti possono partire da un minimo di due, ma possono anche arrivare a numeri molto elevati. Questa pratica è ritratta in alcuni film pornografici. Si parla invece di felching quando lo sperma viene succhiato da un'altra persona. [...]

L'eiaculzione femminile, o SQUIRTING

Il termine eiaculazione femminile (squirting) si riferisce alla espulsione di un fluido dall'uretra durante la stimolazione o l'eccitazione sessuale o in prossimità dell'orgasmo, espulsione che in qualche modo richiama l'eiaculazione maschile. L'origine e la natura esatta di questo fluido non sono ancora ben conosciute, sebbene alcuni ricercatori abbiano ipotizzato che possa aver origine dalle ghiandole di Skene (o ghiandole periuretrali). La possibilità che ogni donna sia in grado di eiaculare in questo modo è ugualmente oggetto di controversie. L'esistenza del fenomeno è stata oggetto di discussioni perché è difficile distinguere questo fenomeno dall'incontinenza urinaria che può accompagnare, in certe donne, il momento dell'orgasmo. In ogni caso, studi medici successivi al 2000 e in condizioni controllate hanno dimostrato un effetto bona fide non collegato all'urina. La natura dell'eiaculazione femminile L'eiaculazione femminile non è un concetto moderno. Il filosofo greco Aristotele ne annotava già l'esistenza, Galeno, nel II secolo, descrisse la prostata femminile; nel 1559, l'anatomista italiano Realdo Colombo riferì dell'eiaculazione femminile mentre spiegava le funzioni del clitoride, e nel XVII secolo, l'anatomista Olandese Regnier de Graaf scrisse, in un libro sull'anatomia femminile, di fluidi «che correvano fuori» e «che zampillavano» durante l'eccitamento sessuale. Fino agli anni ottanta l'eiaculazione femminile era largamente ignorata dalla comunità medica. In quegli anni il tema ritornò in auge con il bestseller The G Spot: And Other Discoveries About Human Sexuality (Il punto G e altre scoperte sulla sessualità umana) scritto da Alice Khan Ladas, Beverly Whipple e John Perry. Il libro non solo riconosce l'esistenza del punto G, ma porta all'interno della comunità medica l'innovativo concetto per cui l'eiaculazione femminile costituirebbe una delle principali fonti della salute sessuale delle donne. Sebbene in molti, nella comunità medica e scientifica, abbiano ora riconosciuto l'esistenza del fenomeno, permane un largo vuoto quando si cerca di spiegare su basi scientifiche il processo di eiaculazione o la fonte del fluido stesso. Sono stati condotti vari studi su questo argomento, da medici quali Beverly Whipple, John Perry, Gary Schuback, Milan Zaviacic e Cabello Santamaria, ma i risultati sono stati limitati. Se comunque le informazioni attualmente acquisite non spiegano chiaramente la provenienza del fluido, le analisi chimiche sul secreto, effettuate da numerosi team di ricerca, hanno rivelato che non è urina poiché i livelli di creatinina e urea sono risultati troppo bassi. Ricerche Sono stati compiuti diversi studi sui fluidi espulsi durante l'eiaculazione femminile per determinarne la composizione chimica. Attraverso le analisi [6][7] è stato rilevato che il fluido espulso contiene: * glucosio (uno zucchero naturale) e fruttosio (un altro zucchero naturale, rinvenuto anche nel fluido seminale prostatico); * antigene prostatico specifico (PSA), un'enzima prodotto dalla prostata e presente nello sperma che il PSA mantiene fluido dopo l'eiaculazione. È stato ipotizzato che nella donna l'antigene venga generato dalle ghiandole periuretrali di Skene; * un livello molto basso di creatinina e urea, i due principali marcatori chimici dell'urina, rinvenuti ad alte concentrazioni nelle analisi dell'urina, precedenti e successive, all'eiaculazione. Nel 1988, Milan Zaviacic, che dirige l'istituto di patologia dell'Università Comenius di Bratislava, pubblicò uno studio su cinque pazienti ricoverate per problemi di fertilità, presso il reparto di ginecologia e ostetricia. La totalità dei campioni di una delle pazienti e un campione su quattro di una seconda donna del gruppo, furono prelevati direttamente in laboratorio, i restanti a domicilio. In quattro casi su cinque, i campioni furono analizzati entro tre ore dal prelievo, mentre il campione restante fu analizzato tre mesi dopo. I risultati mostrarono, in tutti e cinque i casi, una concentrazione di fruttosio maggiore nel campione dell'eiaculato rispetto a quello delle urine. Nel 1997, Cabello Santamaria analizzò le urine alla ricerca del PSA tramite MEIA (Microparticle Enzyme Immunoassaye, metodica immunoenzimatica a microparticelle) e scoprì che il 75% del campione mostrava una elevata concentrazione di PSA nelle urine post orgasmiche che non era presente nel campione pre orgasmico. Il fluido raccolto al momento dell'orgasmo (distinto dal campione delle urine) mostrò la presenza del PSA nel 100% dei campioni. Nel 2002, Emanuele Jannini dell' Università dell'Aquila offrì una spiegazione per questo fenomeno, così come per le frequenti smentite della sua esistenza: le aperture delle ghiandole periuretrali sono di norma della dimensione dei pinoli, e variano da donna a donna nella loro dimensione, fino a quasi scomparire e/o essere atrofiche in alcune donne [9]. Se le ghiandole periuretrali sono la causa dell'eiaculazione femminile, questo potrebbe allora spiegare l'assenza del fenomeno in molte donne. In alcune situazioni patologiche di origine somatica, l'eiaculazione retrograda, consistente nello spostamento del fluido fino alla vescica attraverso l'uretra, potrebbe rappresentare una ulteriore spiegazione dell'assenza riscontrata. Le ghiandole periuretrali e l'eiaculazione femminile Le donne possiedono organi secretori sviluppatisi dallo stesso tessuto embrionale (similmente alla relazione tra testicoli e ovaie) che sono chiamati ghiandole periuretrali o di Skene. La dimensione e la struttura di queste ghiandole sembrano variare, in modo anche considerevole, da donna a donna. Il fluido che producono è simile a quello secreto dalla prostata maschile e, così come negli uomini, passa nell'uretra e in qualche caso potrebbe defluire anche nella vagina. Le ghiandole si riempiono con il fluido durante il rapporto sessuale e i preliminari, e possono essere sentite con l'esplorazione digitale attraverso il muro vaginale. Il rigonfiamento del tessuto circostante l'uretra, può essere una combinazione di ghiandole che si riempiono con il fluido e del tessuto erettile circostante che si solleva, il corpo spugnoso, che negli uomini consente l'erezione. In questo frangente potrà anche risultare evidente al tatto, il sollevamento/inturgidimento della parte non visibile del clitoride. Le contrazioni ritmiche dei muscoli pelvici, durante l'orgasmo, produrranno l'espulsione del fluido accumulato, quale ultima componente dell'eiaculazione femminile. Il quantitativo di fluido rilasciato può essere considerevole, attraverso il ripetersi di riempimento e svuotamento delle ghiandole durante l'orgasmo. Diagnosi differenziale La disinformazione riguardante l'eiaculazione femminile può portare alla diagnosi di un errato quadro clinico di fondo oppure a diagnosticare patologie inesistenti. Recenti studi hanno ormai appurato che il fluido eiaculato viene espulso attraverso l'uretra, anche se permane la credenza, errata, che il fluido sia rilasciato attraverso la vagina. L'espulsione di una copiosa quantità di fluido dalla vagina è chiamata, al contrario, leucorrea (perdita bianca) e può avere differenti cause: * perdita fisiologica - un'abbondante quantità di secrezione senza alcun disordine medico di fondo; * infezioni o malattie trasmesse sessualmente - presente con i tipici sintomi, tra cui prurito, cattivo odore e/o arrossamento; * un'infezione trasmessa sessualmente come quella da Trichomonas vaginalis, che spesso si presenta senza la sintomatologia tipica. Per tali motivi è importante che ogni donna che accusa quantità non normali di secrezioni vaginali si sottoponga ad appropriati test medici e di laboratorio. D'altra parte una donna che non sia stata informata correttamente sull'eiaculazione femminile potrebbe pensare di soffrire di incontinenza urinaria e cercare un intervento medico. La cura per l'incontinenza urinaria (da stress o da altre patologie) richiede spesso l'uso di medicinali o un intervento chirurgico, entrambi non necessari ed eventualmente iatrogeni, se la fonte del fluido si riferisce al fenomeno dell'eiaculazione femminile. Prima di richiedere un intervento medico queste donne dovrebbero provare a verificare se il fluido è espulso dall'uretra e se si tratta effettivamente di urina. [...]

ESERCIZI DI KEGEL

Sono definiti esercizi di Kegel, dal nome del dr. Arnold Kegel, che li ha ideati, delle semplici contrazioni volontarie attuate per esercitare i muscoli del pavimento pelvico. Molte donne credono che l'allenamento della propria vagina, ossia dei suoi muscoli, dovrebbe essere fatto solo per un breve periodo dopo il parto (per tornare ad essere strette). Errato. Drasticamente errato, soprattutto se si pensa che in altre culture le donne lavorano da sempre sulla loro forza vaginale perché questo aumenta il piacere sessuale loro e del loro partner (e non di poco!).Ma la nostra cultura, si sa, per certe cose lascia un po' a desiderare... Ma torniamo agli esercizi di Kegel: sono esercizi che permettono di sviluppare al meglio i propri muscoli vaginali ovvero quelli coinvolti nell'orgasmo, nel parto e nell'urinamento. Stiamo parlando dei muscoli pelvici, con precisione del subococcigeo. I benefici per una donna che ha la vagina forte sono: - orgasmi migliori: più facili da raggiungere, più intensi e forti - maggiore sensibilità vaginale (essendo più stretta) - maggiore contatto con il pene (vantaggio bipartito) - parti più facili (gli esercizi di Kegel sono utilizzati anche nella gestazione) -miglior ripresa dopo il parto -prevenzione di prolassi e incontinenza E' anche molto importante continuare ad esercitare e mantenere in forma i muscoli vaginali via via che si va' avanti con gli anni, perché con la menopausa possono cambiare e indebolirsi. Gli esercizi di Kegel consistono in una serie di contrazioni vaginali. Se non sapete come si contrae una vagina fate la prova del nove: provate a fermare il vostro flusso mentre state urinando. Il muscolo richiamato è il subococcigeo. Una volta trovato il muscolo provate a contrarlo e rilasciarlo tenendovi un dito nella vagina, questo per capire esattamente qual è il movimento giusto. Una volta appurato estraete il dito e continuate le contrazioni. Fate durare le contrazioni 3 secondi e altrettanto il rilassamento. Il rilassamento è importante quanto la contrazione, perché aiuta a scaricare la tensione accumulatasi nei muscoli vaginali. In caso contrario, la tensione accumulata ridurrebbe di molto la sensibilità vaginale. E' molto importante non usare i muscoli dell'addome, delle gambe o dei glutei, ma solo quelli vaginali. Potete eseguire le contrazioni utilizzando oggetti (esistono coni vaginali per aiutare le donne a localizzare ed esercitare i muscoli giusti ), ma può bastare anche un dito. Una volta capito esattamente qual è il giusto movimento potete iniziare con l'eseguire 3 serie da 10 contrazioni (da 3 secondi l'una), il giorno. Quando il muscolo sarà più sviluppato, basterà una settimana d'allenamento, potrete iniziare con le contrazioni graduate. Con il pene artificiale inserito in vagina, contraete gradualmente il muscolo pubococcigeo per 5 secondi, mantenete la tensione per altri 5 e quindi rilassatelo sempre gradualmente. Questo esercizio vi permette di stringere la vagina attorno al pene del partner così come se steste praticando una fellatio. Aggiungete questo tipo di contrazioni a quelle da 3 secondi. Sono consigliate due serie di 10 contrazioni da 3 secondi e una serie di 10 contrazioni graduate il giorno. Un altro modo per allenare i muscoli che circondano la vagina è sdraiate con le gambe a ranocchia (ginocchia piegate e piante dei piedi l'una contro l'altra). Così posizionate visualizzate le pareti interne della vagina e cercate di farle avvicinare contraendo come se doveste interrompere il flusso dell'urina. Contraete lentamente facendo durare la stretta 5-6 secondi, quindi rilassate per altri 6. Eseguite per 10 minuti il giorno. Ricordate che, per ottenere il meglio, vi dovrete allenare con continuità', ma potrete farlo quando e dove volete e che a volte questi stessi esercizi possono portarvi all'orgasmo. I cambiamenti si potranno notare dopo sole tre settimane. Anche gli uomini possono esercitare il loro muscolo subococcigeo, ne otterranno un maggior controllo dell'orgasmo e orgasmi multipli. fonte: giovani.it [...]

LA BISESSUALITA'

Si definisce bisessualità l'orientamento sessuale di un soggetto che trae piacere nell'avere rapporti sessuali e/o prova sentimenti erotico-affettivi con persone sia dello stesso che dell'altro sesso. Tali rapporti possono, in generale, essere accompagnati da fantasie erotiche, atteggiamenti e stili di vita specifici. Non è significativo, ai fini della definizione, che l'orientamento bisessuale si concretizzi realmente in rapporti sessuali, né che il ruolo assunto dal soggetto nel rapporto sessuale sia “attivo” o “passivo”. Terminologia Il termine bisessuale è stato coniato nel 1809 da alcuni botanici, per descrivere le piante provviste di organi riproduttivi sia maschili che femminili. Non è noto quando il termine sia stato applicato al contesto dell'orientamento sessuale. Esistono anche alcuni termini alternativi per descrivere le varie forme di bisessualità ma, molti di essi, sono considerati neologismi non universalmente accettati. Pansessuale, omnisessuale e pomosessuale (sessualità postmoderna) sono termini che si riferiscono all'attrazione verso ogni genere, compreso il transessualismo e il transgenderismo. * "Bi-permissivo" (in inglese Bi-permissive) indica qualcuno che non cerca attivamente relazioni sessuali con persone di un sesso specifico, ma che è "aperto", ossia disponibile, a fare nuove esperienze. Alcune persone che rispondono a questa descrizione potrebbero identificarsi come eterosessuali o omosessuali, e potrebbero essere incluse nella Scala Kinsey ai posti 1 o 5 (vedi più avanti), pur avendo normalmente rapporti sessuali con persone di sesso opposto. * "Ambisessuale" indica una indiscriminata attrazione che si rivolge verso persone di ambo i sessi. Chi si identifica come ambisessuale può provare attrazione verso qualcuno da un punto di vista fisico, emotivo, intellettuale o spirituale, a prescindere dal sesso o dal genere, mentre conferma i suoi criteri selettivi in altri ambiti. D'altra parte, alcuni potrebbero sperimentare nei confronti di un soggetto, una intensa attrazione forse causata da particolari qualità riguardanti proprio il sesso o il genere. Una persona con questo orientamento può essere inclusa nel settore 3 della scala Kinsey, anche se alcuni potrebbero identificarsi a pieno titolo nei posti 2 o 4 ( nonostante alcuni possano pensare di essere, invece, "bi-permissivi"). * "Bi-curioso" (in inglese Bi-curious) è un termine che può avere diversi e contraddittori significati. Comunemente è usato da persone che si identificano come eterosessuali ma che sono interessati ad esperienze omosessuali. Alcuni soggetti sono spesso ritenuti omosessuali oppure bisessuali (anche se in modo non appropriato), che però non accettano la loro omosessualità (in questo caso si parla di omosessualità latente). La parola bi-curioso può inoltre essere usata per classificare chi è "Bi-passivo" (vedi oltre), "Bi-permissivo" oppure aperto a rapporti bisessuali. * "Tri-sessuale" è sia una variante di "bisessuale" che un gioco di parole sempre collegato alla parola "bisessuale". Comunque, nel suo significato più tecnico, indica persone attratte da uomini, donne e transgender (cioè transessuali o crossdresser). In termini più generici, può indicare persone interessate a "tutte" le possibili e variegate esperienze sessuali. * "Bifobia" (in inglese Biphobia) indica la paura o il rifiuto della bisessualità, in base alla convinzione che solo l'eterosessualità e l'omosessualità siano "reali" orientamenti sessuali e corretti stili di vita. I bisessuali possono anche essere l'obiettivo di "omofobia" (in inglese homofobia) da parte di coloro che considerano soltanto l'eterosessualità come appropriato orientamento sessuale. Al contrario, alcuni bisessuali possono essere oggetto di critiche sia da parte di coloro che hanno atteggiamenti "eterofobi" (in inglese eterophobia), sia da una parte della comunità gay. * "Bi-passivo" descrive una persona eterosessuale o "bi-curiosa" che è "aperta" a contatti sia "casuali" che intenzionali, contatti che spesso si realizzano durante sesso di gruppo con persone dello stesso sesso, solitamente in modo passivo. * "Bi-attivo" (in inglese Actively-bi) descrive una persona "bi-curiosa" o bisessuale che inizia a stabilire un contatto diretto con persone dello stesso sesso. La bisessualità nella storia La considerazione sociale della bisessualità nel corso della storia e presso le varie civiltà è stata molto varia. Relativamente alla cultura occidentale si è andati dall'apprezzamento del mondo greco, quando esercitata secondo precisi canoni, alla assoluta condanna della tradizione giudaico cristiana che riteneva comunque inaccettabili i rapporti sessuali fra individui dello stesso sesso. Queste relazioni erano generalmente strutturate in base a classi di età (come nella pratica della pederastia nel bacino mediterraneo dell'antichità classica o la pratica dello "Shudo" nel Giappone premoderno, o strutturato in base al genere (come nella tradizione nordamericana dei "Due Spiriti" o nelle pratiche "bacchá" dell'Asia centrale). Molto più recentemente, nel quadro della laicizzazione o secolarizzazione del mondo occidentale, ha cominciato a svilupparsi un consistente movimento di opinione che considera la condotta bisessuale accettabile e naturale quanto la condotta eterosessuale od omosessuale. All'opposizione verso la bisessualità delle morali tradizionali, si è aggiunta, almeno in alcuni casi, una forte opposizione di molti gruppi omosessuali. Alcuni settori negano il concetto di bisessualità. Ciò ha portato alcuni sostenitori del movimento bisessuale a parlare di bifobia, intesa come avversione alla bisessualità, quale equivalente, specialmente in determinati settori gay, dell'omofobia. La bisessualità è oggi molto lontana dal ricoprire l'importanza sociale che ha avuto nel mondo antico. Antica Grecia Sia nella società greca che in quella romana il fatto di provare attrazione per le persone dello stesso sesso non era, di per sé, considerato deplorevole ma, al contrario di quanto è stato talvolta sostenuto, questo non significava affatto una piena accettazione dell'omosessualità o l'esistenza di una sessualità libera. Nel mondo antico, ove una potenza demografica significava anche una potenza militare e quindi politica, relazioni fra persone dello stesso sesso potevano essere accettate solo all'interno di un comportamento bisessuale. Ovvero, per quanto di per sé non vi fosse nulla di condannabile nell'attrazione verso persone dello stesso sesso, ciò poteva realizzarsi solo dopo che un cittadino adulto, sia greco che romano, avesse assolto ai doveri nei confronti dello stato. Fra questi ovviamente figuravano al primo posto unirsi in matrimonio, generare figli e rispettare le leggi e convenzioni sociali sulla famiglia, considerata l'architrave della società. Qualsiasi comportamento che minasse questo principio era assolutamente condannato. Ulteriori limitazioni derivavano poi dalle convenzioni o dalle leggi che regolavano i rapporti sessuali con persone dello stesso sesso. Sulle modalità con cui tale rapporto poteva realizzarsi, sia il mondo greco che quello romano differivano profondamente. Anzi, anche nel corso della storia greca tali modalità cambiarono notevolmente. È necessario comunque premettere che le informazioni storiche di cui disponiamo oggi, riguardano quasi esclusivamente la bisessualità maschile. La bisessualità femminile in Grecia, era sicuramente praticata e meno soggetta a regolamentazioni. Ciò a causa del ruolo sociale assolutamente subalterno che la cultura dominante assegnava alla donna. Proprio a causa della marginalizzazione sociale della donna greca, almeno per quanto riguarda la sfera pubblica, è possibile affermare che con Saffo finisce la tradizione letteraria dell'amore fra donne. Dopo di lei non rimarranno tracce evidenti nella cultura tramandata e si sa quindi ben poco sull'argomento. Il primo modello di relazione bisessuale tramandatoci, è quello manifestato dagli eroi omerici. Il rapporto fra uomini è, secondo una felice definizione di H. I. Marrou, una "omosessualità militare" la cui essenza consiste in un cameratismo fra guerrieri. Il rapporto fra Achille e Patroclo è stato in questo senso ritenuto paradigmatico. Anche dopo che questo modello fu abbandonato, almeno secondo la morale ufficiale, esso ha continuato a essere ben presente anche nella cultura greca successiva. Non a caso uno dei drammi perduti di Sofocle si intitolava "Achilleos Erastai", gli amanti di Achille. Le stesse fonti omeriche chiariscono per altro il fatto che questo tipo di rapporto potesse ridursi a esclusiva relazione omosessuale. Indicativo in questo senso è il tipo di rimprovero che Teti, madre di Achille, rivolge al figlio per la sua la relazione con Patroclo. Non biasima l'eroe perché porta avanti una relazione immorale ma perché questa relazione sta ritardando il dovere naturale cui neppure il semidio può sfuggire, cioè sposarsi e generare una discendenza. D'altro canto si deve osservare come i legami di tipo omosessuale, fra guerrieri, fossero comuni anche presso altre culture come quella celtica. Un quadro meglio conosciuto è quello della Grecia cittadina, che risulta invece del tutto differente. Un uomo, oltre che con le donne, può avere delle relazioni omosessuali ma solo ed esclusivamente sotto forma di pederastia, cioè una relazione di un adulto con un prepubere o un adolescente, secondo regole e ruoli codificati e ineludibili. Non si tratta certamente di una relazione alla pari, di fatto al pais (fanciullo) è assegnato il ruolo passivo. Esso viene scelto con precise limitazioni di età, ad Atene era un fanciullo fra 12 e i 17 anni. Non solo era vietato scegliere un bambino di età inferiore ma anche continuare nel ruolo passivo oltre i 17 anni era ritenuto inaccettabile. Probabilmente si voleva evitare una femminilizzazione dell'adolescente che avrebbe potuto prodursi non mettendo limiti temporali alla fine della relazione omofila. All'interno di tali regole la relazione non solo è tollerata ma diviene socialmente apprezzabile in quanto ritenuta formativa ed educativa per l'adolescente. Oltre l'adolescenza era possibile ricoprire solo un ruolo attivo, quindi avere relazioni eterosessuali adulte e con altri fanciulli, secondo le regole di cui sopra. L'omosessualità esclusiva era socialmente biasimata quando si esercitava il ruolo attivo o, addirittura, punita per un adulto che accettasse il ruolo passivo. A Sparta, una legge molto antica, ordinava che tutti gli uomini adulti avessero una relazione con un adolescente, fino a che quest'ultimo non si fosse sposato e avesse avuto dei figli. Gli Spartani pensavano che le relazioni, sia affettive che sessuali, tra uomini adulti e ragazzi, avrebbero rafforzato la lealtà in combattimento e favorito i comportamenti coraggiosi da parte di coloro che volevano fare buona impressione nei confronti dei propri amati. Quando i giovani soldati raggiungevano la maturità, la relazione sarebbe dovuta diventare prettamente affettiva, ma non è chiaro quanto frequentemente ciò avvenisse. Alcuni giovani erano infatti accusati di continuare la relazione con il proprio partner anche durante l'età adulta. I testi sacri greci, riflettendo alcune abitudini culturali del tempo, parlavano di relazioni bisessuali. L'argomento poteva essere affrontato sia sotto il profilo mistico che didattico. Antica Roma Del tutto differente è il contesto romano. La massima virtù era la virilità che era però intesa anche, se non principalmente, come sottomissione sessuale. Era pertanto applicabile solo ai soggetti considerati all'epoca "inferiori", alla donna, moglie, concubina o prostituta che fosse, ed in generale a chi si trovasse in situazione di schiavitù indipendentemente dal sesso. Viceversa era del tutto esclusa la possibilità, per un cittadino romano libero, di avere un ruolo passivo. Sarebbe stata una stridente contraddizione con l'ideologia del civis romanus quale dominatore assoluto. Non avendo quindi nessuna valenza educativa, ma anzi essendo una dimostrazione di predominio, non poteva avere senso una relazione pederasta come quella greca, almeno verso un fanciullo libero. Al contrario, fin dalla più tenera infanzia il romano era educato a sottomettere gli altri, anche sessualmente, e a non piegarsi mai. La passività sessuale non poteva essere tollerata, neppure temporaneamente come nel modello ellenico. La cosi detta "lex Scatinia" (149 a.C.) puniva esplicitamente lo "stuprum cum puero" (intendendo sempre un puer libero). Il tutto può lapidariamente riassumersi nella frase che Seneca, nelle Controversie, fa pronunciare all'avvocato di un liberto, cioè uno schiavo liberato, criticato per avere una relazione col suo ex padrone: "la passività sessuale (impudicitia) è un crimine per un uomo libero, una necessità per uno schiavo, un dovere per un liberto". D'altra parte per un greco il rapporto sessuale con uno schiavo sarebbe stato, almeno secondo l'ideologia ufficiale, completamente privo di contenuti "alti"; si sarebbe trattato di meschino soddisfacimento degli istinti sessuali. A prescindere dal fatto che, specialmente in età imperiale, i comportamenti effettivi si allontanassero non poco da quelli professati negli intenti ideologici, l'indirizzo tradizionale, almeno ufficialmente, non fu mai messo in discussione e quindi la passività non fu mai ritenuta socialmente accettabile in un uomo libero. L'elemento unificante che consente di affermare che, tanto quella greca che quella romana, furono culture bisessuali, è il fatto che l'opposizione nei confronti dei comportamenti sessuali non fu mai, principalmente, fra eterosessualità ed omosessualità ma fra attività e passività sessuale. Questo concetto rappresenta una sostanziale differenza rispetto alle successive società occidentali, fra cui quella attuale. Progressivamente, anche a causa dell'affermarsi del cristianesimo, la repressione di ogni comportamento tendente all'omosessualità sarà sempre più intensa. Culture Mediorientali In Medio Oriente l'omosessualità era diffusa; alcune fonti la descrivono come "molto frequente". Era anche un leitmotiv decantato da celebri artisti, dal Medioevo fino al XIX secolo, come il famoso poeta Abu Nuwas e il pittore persiano Reza Abbasi. Ancora oggi, nel Corano esistono divieti contro comportamenti omosessuali manifestati in pubblico (mentre l'attrazione è consentita), sono inoltre previste pene severe per i colpevoli, fino ad arrivare alla pena di morte in alcune nazioni. In ogni caso, il Corano prescrive che quattro uomini, oppure otto donne, testimonino sulla avvenuta "trasgressione" per condannare i colpevoli. Quindi, mentre i comportamenti omosessuali erano diffusi, gli uomini non avevano eccessivi problemi riguardo a ciò nel caso in cui fossero stati sposati, avessero messo su famiglia e adempiuto agli altri obblighi sociali. Esiste comunque il fatto che tali pratiche debbano rimanere "segrete", una esplicita ammissione della propria omosessualità sarebbe socialmente inaccettabile. In questo modo, la bisessualità nel mondo arabo e nell'impero persiano assomiglia alla cultura prevalente in alcune comunità afroamericane e latine. Oggi: diffusione della bisessualità nel mondo occidentale Alcuni sondaggi indicano che una percentuale di popolazione compresa tra il 2 e il 6 % è bisessuale, ma esistono ancora difficoltà metodologiche riguardo alla casualità e all'ampiezza del campione preso in esame, e anche riguardo all'accuratezza con cui gli intervistati descrivono la propria condizione. Differenti studi usano inoltre test e "scale di misurazione" diverse: alcune ricerche ignorano del tutto i comportamenti omosessuali, oppure li separano nelle componenti eterosessuale e omosessuale. I risultati proposti divergono sulla individuazione di aree geografiche o nazioni nelle quali l'omosessualità sia più diffusa della bisessualità (del termine bisessualità, come abbiamo visto, le definizioni sono diverse). Rapporti "non ufficiali", che vanno dunque presi con il beneficio del dubbio, evidenziano come, nelle aree al di fuori del mondo occidentale, la bisessualità sia maggiormente diffusa dell'omosessualità. Alcuni studi, tra cui ricordiamo quelli di Alfred Kinsey pubblicati nei volumi "Il comportamento sessuale nel maschio umano" del 1948, e "Il comportamento sessuale nella femmina umana" del 1953, indicano che la maggioranza delle persone esaminate sia in una certa misura bisessuale. Molti dei soggetti esaminati provano una certa attrazione per persone dello stesso sesso, sebbene provino una più forte attrazione verso persone dell'altro sesso. Secondo altri studi (erroneamente attribuiti a Kinsey), solo il 5 - 10 % della popolazione può essere considerato esclusivamente eterosessuale o omosessuale[senza fonte]. D'altra parte, una percentuale anche più piccola non ha specifiche preferenze nei confronti di uomini o donne. Studi sulla bisessualità Nonostante sia sempre stata presente nel corso della civiltà umana, la bisessualità è stata oggetto di studi scientifici affidabili solamente a partire dalla seconda metà del XX secolo. Rimangono comunque molte interpretazioni discordanti riguardo la sua natura. Per alcuni il termine esprime un contrasto con l'omosessualità e l'eterosessualità, mentre per altri indica una posizione intermedia fra i due estremi. In particolare Alfred Kinsey nella sua opera più nota, “Il comportamento sessuale nel maschio umano”, scrive: « Il mondo non è diviso in pecore e capre. Non tutte le cose sono bianche o nere. È fondamentale nella tassonomia che la natura raramente ha a che fare con categorie discrete. Soltanto la mente umana inventa categorie e cerca di forzare i fatti in gabbie distinte. Il mondo vivente è un continuum in ogni suo aspetto. Prima apprenderemo questo a proposito del comportamento sessuale umano, prima arriveremo ad una profonda comprensione delle realtà del sesso » Come è evidente il nucleo centrale del pensiero di Kinsey sta nella parola chiave continuum. Ovvero la sessualità umana non è una variabile discreta che può assumere solo i valori eterosessuale-omosessuale. Tenendo ferme queste premesse Kinsey ritenne comunque utile proporre una scala tassonomica:   Tale approccio non esaurisce completamente la complessità dell'orientamento sessuale. Viene ad esempio lasciato fuori dalla definizione il "fattore temporale". Con il passare del tempo alcune persone possono modificare il loro orientamento sessuale. Questo è particolarmente vero per molti bisessuali, gay o lesbiche e, sebbene in misura minore, ciò vale anche per gli eterosessuali. Non è affatto detto, comunque, che il punto della scala Kinsey in cui può trovarsi oggi una persona, sia lo stesso che aveva nel passato o che avrà nel futuro. Bisessualità nel regno animale Il bonobo presenta comportamenti bisessuali nel 100% degli individui Osservato sia allo stato libero che in cattività, il comportamento degli animali contraddice nettamente l'idea che i rapporti sessuali fra esseri dello stesso sesso siano una prerogativa degli esseri umani. Sono circa 450 le specie animali nelle quali sono stati osservati comportamenti di questo genere. L'elevato numero di osservazioni scientifiche contrasta quindi con la definizione di questi rapporti come "contro natura", almeno se la si intende come definizione derivante da osservazioni naturalistiche. Fatta l'ovvia premessa che non possono esistere specie esclusivamente omosessuali, a seconda delle specie varia la percentuale di soggetti eterosessuali esclusivi, bisessuali e omosessuali esclusivi. Di seguito sono riportate le frequenze di comportamento sessuale di varie specie[1]: * Gabbiano australiano (Chroicocephalus novaehollandiae) fra le femmine: 10% omosessuali; 11% bisessuali, 79% eterosessuali. * Gabbiano comune (Chroicocephalus ridibundus) - fra ambedue sessi: 22% omosessuali, 15% bisessuali, 63% eterosessuali. * Macaco giapponese (Macaca fuscata) - fra ambedue i sessi: 9% omosessuali, 56% bisessuali, 35% eterosessuali. * Bonobo (Pan paniscus), una scimmia antropomorfa, - fra ambedue i sessi- 0% omosessuali, 100% bisessuali, 0% eterosessuali. * Cacatua pettorosa (Cacatua roseicapilla), un tipo di pappagallo: 44% omosessuali, 11% bisessuali e 44% eterosessuali. Come si può osservare nel caso del bonobo, una scimmia antropomorfa con cui condividiamo il 96% del nostro patrimoni genetico, il comportamento bisessuale sembra essere l'unico praticato. Comportamenti bisessuali sono stati osservati anche in specie diversissime, quali le ostriche, le farfalle e le giraffe. Bisessualità e società Il tema della bisessualità è un argomento di difficile trattazione per diversi motivi: esistono degli stereotipi, come nel caso dell'omosessualità, dettati da condizionamenti culturali oppositivi, che potremmo definire in termini di “bifobia”, in analogia con il termine “omofobia”. Per inciso, la fobia è una "paura razionalmente non motivata"[2]. La bisessualità, rispetto all'omosessualità, è un concetto meno presente nell'opinione comune. Ciò deriva dal fatto che solitamente si ritiene che il bisessuale non sia identificabile (nella realtà o solo nello stereotipo del senso comune) con quelli che sono considerati i tipici comportamenti o cliché omosessuali (come l'effeminatezza nei maschi). Di conseguenza la persona bisessuale non è percepita come soggetto che si discosti significativamente dallo stereotipo maschile o femminile corrente, cosa che ovviamente potrebbe risultare completamente difforme alla prove dai fatti. In altre parole, per il senso comune, il bisessuale semplicemente "non esiste" o non appare. Ciò ha avuto come effetto, sul piano sociale, che solo negli ultimi decenni, in particolare negli Stati Uniti, la bisessualità sia risultata visibile a livello pubblico. Anche come conseguenza di tale scarsa visibilità a livello di opinione pubblica, il comportamento bisessuale tende, presso alcuni, ad essere assimilato con la tendenza eterosessuale tout court, l'uomo che ha rapporti sessuali come partner attivo, con uomini e con donne, rientra comunque nella categoria del "maschio". Presso altri è viceversa considerata una finzione, un camuffamento adottato per sfuggire alla disapprovazione sociale che in vasti strati dell'opinione pubblica circonda l'omosessualità. Un detto della cultura gay recita: Bi now, gay later (Bisessuale oggi, gay domani). Come conseguenza di questa subcultura, la persona bisessuale rischia un doppio ostracismo, tanto da parte dell'ambiente eterosessuale quanto da quello omosessuale, che non lo riconosce in quanto tale o lo giudica un “omosessuale mascherato”, ovvero con tendenze latenti. Dato che molti individui bisessuali non si sentono di appartenere né alla tipologia gay né al mondo eterosessuale, e tendono a mimetizzarsi in queste categorie, è stata creata negli anni una comunità politica bisessuale, che ha costituito una propria cultura e movimenti politici specifici. Così come la comunità gay si è data come simbolo la bandiera arcobaleno, esiste anche la bandiera dell'orgoglio bisessuale. In ogni caso, forse proprio a causa di questa ambivalenza latente il "bisessuale" medio non si è mai trovato a interessarsi eccessivamente, da un punto di vista politico, alla difesa di uno stile di vita che comunque tende a vivere in un modo strettamente privato. [...]

IL PRIMO ANTICONCEZIONALE TELECOMANDATO

Avrà la durata di 16 anni un piccolo impianto inserito sotto la pelle che rilascerà un farmaco anticoncezionale disattivabile a comando.Una volta inserito nel corpo, non ci si pensa più per 16 anni. È un nuovo contraccettivo “telecomandato” sviluppato dalla MicroCHIPS: un impianto che rilascia un farmaco anticoncezionale e viene inserito sotto la pelle della natiche, delle braccia o dell’addome. Quando la donna vuole avere un bambino, le basta disattivarlo con il telecomando in dotazione; in seguito, potrà essere riattivato.«Le dimensioni dell’impianto sono 20 x 20 x 7 mm; al suo interno ha un microchip che contiene il progestinico levonorgestrel, un principio attivo usato negli anticoncezionali» spiega Rober Farra, presidente di MicroCHIPS.«Il progestinico è racchiuso in miniserbatoi; ogni mese se ne apre uno e il farmaco viene rilasciato in modo costante. L’apertura avviene quando una corrente elettrica passa attraverso le membrane di metallo che chiudono ogni serbatoio e le “fonde”. Così il farmaco si diffonde. Il meccanismo è regolato da un microcontroller che si può disattivare con un segnale wireless dall’esterno: la donna lo può inviare quando vuole un figlio».Rispetto ad altri impianti contraccettivi esistenti, questo promette di durare più a lungo e di non richiedere un ritorno in clinica se si desidera disattivarlo. I test preclinici inizieranno il prossimo anno; bisognerà verificare anche la sicurezza dal punto di vista del controllo wireless. La compagnia punta alla messa in commercio per il 2018. E questa tecnologia può essere applicata per il rilascio di diversi farmaci.«L’impianto è una nuova versione di quello che avevamo in precedenza testato sull’uomo per il rilascio di un farmaco per trattare l’osteoporosi» conclude Farra. [...]

AMORE SAFFICO: LO SCISSORING

Scissoring: la traduzione letterale è sforbiciando ed è il termine con cui si descrive quella particolare posizione del sesso saffico in cui le donne tengono le gambe divaricate e si 'incastrano' l'un l'altra, tenendo i genitali a stretto contatto in modo dastimolare il clitoride. Il termine, usato soprattutto come chiave di ricerca nel porno, ha diversi sinonimi di origine colloquiale. Ad esempio (traducendo dall'inglese): Lucchetto, Le sorelle arrotolate, Ballare il twist, Pulire lo specchio, Fare le tortillas etc.Lo scissoring è una pozione molto utilizzata nelle produzioni porno, un pò meno nella vita reale, in quanto presuppone una certa intimità, una buona intesa sessuale e una discreta compatibilità fisica. Non essendoci penetrazione infatti, lo scissoring è ungioco di corpi che si incastrano e di sessi che si solleticano per donarsi piacere reciproco. Inoltre coinvolgendo direttamente il clitoride per stimolazione diretta, è una posizione che non tutte le donne gradiscono e che in molte definiscono troppo agonistica.Tecnicamente è identica alla posizione della forbice del sesso etero.In pratica se ne hanno due variabili:Scissoring tradizionale: le due donne sono in posizione speculare, entrambe sedute o sdraiate. Si fronteggiano in modo da avere entrambe lo stesso livello di controllo dei movimenti del bacino.Reverse scissoring: una donna sdraiata, l'altra sopra di lei che, in maniera apparententemente più dominante, conduce il gioco. E' una posizione interessante, perchè permette la contemporanea stimolazione anale. Una terza variante è il tribbing o tribadism, in cui una donna strofina i genitali sul corpo dell'altra, dove preferisce ad esclusione del viso (altrimenti si 'rischia' ilcunnilingus). E' un termine ombrello per indicare la stimolazione della vulva a prescindere dal contatto genitale. Quale sia la vostra preferenza, per farlo bene: - Fatelo con qualcuno che vi piace veramente! O se la chimica tra voi è davvero forte! Avere familiarità con il corpo (e l'orgasmo) della partner è una condizione imprescindibile per un'esperienza davvero soddisfacente. - Tenete a portata di mano dei cuscini. Vi aiuteranno a sperimentare nuove angolazioni, che vi daranno sensazioni e piaceri inediti. - Depilatevi! I peli pubici riducono l'attrito, che è il meccansimo di base dello scissoring. Inoltre la sensibilità di una patatina completamente glabra è maggiore; provare per credere! ;) - Usate il lubrificante. Vi aiuterà a rendere il gioco più fluido e sensuale, almeno nella fase iniziale di rottura del ghiaccio. - Utilizzate i sex toys. Al contrario di quanto pensano i profani, i toys non sono un must have del sesso saffico. Ma un vibratore per rinforzare la stimolazione clitoridea o unplug anale al momento giusto, potrebbero portare sorprese gradite. - Prendetevi il vostro tempo! Non ci stancheremo mai di ribadirlo: quello che fa la differenza tra il buon sesso e il sesso qualunque è la capacità di dialogare con il partner, di imparare a comunicare i propri desideri, di captare le voglie e di saper cogliere le sfumature del piacere del partner.Parlatevi, baciatevi, toccatevi, studiate il corpo della vostra partner; il sesso èesplorazione, è un viaggio a due nel piacere reciproco. Non abbiate dunque mai paura di osare e di spingervi verso l'ignoto, purchè lo facciate con intelligenza e rispetto. [...]

SCULACCIAMI! COS'E' LO SPANKING

Per tutti quelli che hanno fatto i cattivi, per chi coltiva pensieri peccaminosi e per chi sa di meritarsi proprio una bella punizione: abbassate le mutande, lo spanking è in arrivo!Praticare lo spanking significa eccitarsi grazie ad una sonora sculacciata o provare piacere sessuale nel colpire il lato b di una persona, a mani nude o utilizzando deglistrumenti (fruste, cinture, canne, cucchiai da cucina, giornali arrotolati) o gli appositispanker (palette). Lo spanking rientra nella gamma dei feticismi sessuali, e varia dalla semplice pacca sul sedere durante un rapporto sessuale, a pratiche più complesse che prevedono cos-play e giochi di ruolo.Lo spanking può essere un pratica di coppia estermamente eccitante se fatto con intelligenza ed eleganza. Molte donne covano in segreto il desiderio di essere "punite" dal proprio partner e per l'uomo non c'è niente di più gratificante che poter disporre del lato b di una donna sottomessa.Come in tutti i giochi fetish, è fondamentale che entrambi i partner condividano i medesimi orizzonti di gioco; calatevi nei personaggi che rispecchiano la vostra personalità e  sperimentate i ruoli che meglio si addicono alla vostra coppia.In generale, per eccitarsi a dovere, praticate la logica delclimax: create aspettative, facendo pregustareverbalmente al partner la punizione fisica, e cercate di stabilire l'intesa necessaria alla riuscita del gioco; aiutatevi definendo e recitando un rituale che precede ogni sessione di spanking (fare lo striptease, implorare la grazia, simulare una colluttazione etc).BDSMLa logica punitiva insita nella pratica dello spanking, usato da sempre ed in diverse culture come punzione corporale a scopo rieducativo, predispone verso il legame naturale con il BDSM e alcuni degli accessori in commercio ne sono la dimostrazione.La Spanking Skirt, solitamente realizzata in pelle, latex o pvc, è una gonna stretta, in perfetto stile sado, più o meno lunga, aperta sul dietro che lascia il sedere nudo, pronto per essere sculacciato. L'analogo capo di vestiario al maschile sono i motorcycle chaps, i soprapantaloni in pelle (che lasciano libero il didietro) indossati dai motociclisti, un ricercato capo fetish per molti gay bear.La Spanking Horse è la panca utilizzata per ospitare chi deve subire lo spanking. Trattandosi di un componente d'arredo ne esistono di diverse forme e fatture, dotate di legacci o meno.Da ricordare inoltre gli spanker borchiati e le fruste modello gatto a nove code.Over the kneeLa maggioranza degli appassionati del genere preferisce ricevere lo spanking direttamente dalle ginocchia del partner. Questa posizione riporta alla mente le punizioni dell'infanzia ed il piacere, oltre ad essere amplificato dalcontatto fisico, deriva soprattutto dalla sensazione divulnerabilità e di sottomissione. La pozione sulle ginocchia è particolarmente gradita alle donne, in quanto ogni sculacciata provoca lastimolazione del clitoride, a stretto contatto con il corpo del partner.Lo spankee (colui che riceve) può adagiarsi su entrambe le ginocchia dello spanker(colui che da) seduto a gambe strette su una sedia, oppure può stare su un solo ginocchio con entrambe le gambe bloccate dall'altra gamba dello spanker.Testa tra le gambeAltrimenti conosciuta come la posizione di Martin Van Maele (1863 -1926), illustratore erotico belga dal gusto macabro e grottesco.In questa posizione lo spanker è in piedi e tiene la testa dello spankee stretta tra le gambe.Vita tra le gambeIn questa posizione lo spanker è in piedi e tiene il busto dello spankee stretto tra le gambe, all'altezza della vita. Si può fare anche con lo spankee sdraiato e lo spankerseduto, a gambe divaricate, sulla schiena dello spankee; oppure con lo spankee a quattro zampee (doggie o pecorina) e lo spanker seduto su di lui.In tutte le posizioni naturalmente spanker e spankee sono rivolti in direzioni opposte. SdraiatiSul letto, sul divano o in terra, lo spankee si posiziona a pancia in sotto, con un cuscino sotto il bacino, per offrire meglio il lato b allo spanker.Possono essere utilizzate anche manette e legacci per stringere l'un l'altra le gambe dello spankee, altrimenti divaricate all'estremo e legate ai bordi del letto.TECNICHEPer rendere giustizia al lato erotico dello spanking bisogna prestare attenzione al come farlo.Innanzitutto è importante colpire nelle zone giuste: colpire troppo in alto o troppo in basso può risultare fastidioso e lesivo, dunque concentriamoci sulla zona centrale dei glutei, più carnosa e quindi meglio disposta ad essere picchiata.E' fondamentale mettere a proprio agio il partner. Prima di iniziare massaggiate con amore e passione i glutei che vi stanno offrendo; in questo modo aumenterete la circolazione facilitando il riscaldamento della zona e quello del partner, che pregiustando il trattamento inizierà ad eccitarsi.Chiaramente nessuno vi impedisce di allungare le mani oltre la zona dei glutei; un pò di masturbazione sarà utile a far rilassare il partner.Molto importante è variare l'intensità della sculacciata e la posizione delle mani e delle dita. Una mano estremamente rilassata colpisce molto più forte di una mano rigida; le dita aperte, diminuendo la resistenza con l'aria, fanno più male delle dita serrate.Dopo aver riscaldato la zona a suon di sculacciate, usate le dita anche per pizzicare e graffiare la pelle.Bandite la monotonomia e giocate sull'effetto sorpresa; il pathos subito dallo spankee nell'attesa tra un colpo e l'altro vi aiuterà moltissimo a far salire l'eccitazione.Lo spanking è molto diffuso nei college americani dove viene tradizionalmente usato come atto di nonnismo verso le nuove reclute all'interno di confraternite femminili chiamate le Sorority Sister. Questi circoli femminili hanno regole d'appartenenza ben precise e lo spanking è uno dei rituali di iniziazione per entrare nel gruppo; oltre ad essere inteso come una prova di coraggio ed un atto di sottomissione verso le "sorelle maggiori", il rituale dello spanking non è estraneo all'allusione sessuale. In rete è facile trovare foto e video amatoriali di ragazze impegnate in performance di spanking arricchite di flirt saffici. [...]

FANTASIE SESSUALI: MITI E LEGGENDE

La nostra vita è governato da regole ferree: dobbiamo pensare a quello che possiamo dire, a quello che possiamo pensare o desiderare compreso come e perché fantasticare! Tuttavia, il cervello è il nostro principale organo erotico. Le fantasie nascono dalla somma delle nostre esperienze e delle nostre immaginazioni. La conoscenza e l'esperienza della nostra infanzia sono fondamentali a questo riguardo: come qualsiasi comportamento  sessuale che si vede o sente durante l’infanzia, questo  può essere registrato e ricordato nella nostra mente per il futuro. Le Fantasie sono idee che nessun altro animale può generare, è una condizione esclusivamente umana, tuttavia, avere una  fantasia non significa che devi la si debba  rispettare. Le fantasie e hanno un fine in sé e non devono essere necessariamente traformate in realtà. Si tratta di un perido di sottoscrizione mentale personale che può restare circoscritto solo a quella sfera. Ma bisogna distinguere tra fantasie e desideri. Se una persona non è soddisfatta, senza che la realtà ha cessato di diventare una fantasia, potrebbe essere un problema!Fantasie possono essere ... Esistono  tre tipi di fantasie: -Vissute: Quelle fantasie che hai vissuto o sentito e che vuoi che si ripetano. -Desideri: Cose che si vorrebbero realizzare. Un esempio è l’amore dove il ragazzo è semplicemente meraviglioso. Questo, però, continua ad essere un'altra fantasia!!!! - Indesiderate: ci sono certe fantasie che non capiamo come possano passare per la nostra testa, ma avvengono! Situazioni con parenti, amici, scene familiari ecc. Cose che nella realtà non accettereste mai, ma sorgono alla mente come lampi!Cosa sono? Una fantasia può stimolare tanto quanto il rapporto sessuale o la masturbazione: i livelli ormonali possono salire per raggiungere gli stessi picchi di eccitazione. Tuttavia, la differenza tra uomini e donne è nel contesto, non nel contenuto. Abbiamo fantastie che possono ricreare lo spazio che ci circonda, mentre altre che si concentrano più sul l'atto stesso. I vantaggi delle fantasie sono: Esprimono  desideri e sentimenti Aiutiamo ad eludere la vita reale senza rischi Rilassano Sono libere Aumentano la concentrazione e l’afflusso di sangue al cervelloLe fantasie sessuali più frequenti degli uomini ... Avere un partner diverso Rapporti di gruppo Essere dominato o dominare Avere rapporti omosessuali Sesso con i partner precedenti Fare Sesso in un luogo diverso dal solito Sesso orale o anale con la propria partner molto piu frequente Essere violentato da una donnae le fantasie delle donne - Sesso con un uomo diverso da suo marito o compagno - Essere oggetto di violenza da parte di un bellissimo uomo. Questo è relativo perché nessuno vuole essere violentata da uno sconosciuto, bello o brutto, ciò che si desidera è l'incapacità di fare qualcosa al riguardo. - Sottomettere un uomo alla sua volontà - Sesso con una persona dello stesso sesso - Rivivere le esperienze sessuali passate - Sesso estremo (BDSM) - Sesso in un luogo diverso dal solitoCome nascono  le fantasieSenza dubbio, l'immaginazione e la creatività sono molto importanti quando si crea una fantasia. Ci sono persone incapaci, e così i sessuologi raccomandano la visione di materiale pornografico per queste persone! Il film erotico può essere una grande fonte di suggerimenti. Usateli! E anche se abbiamo messo in chiaro che le fantasie non devono essere realizzate, nel caso di coloro che invece vogliono che ciò accada, è necessario disporre di regole chiare per non superare il confine. Questo per non creare problemi a se stessi o al proprio partner! Dunque cosa possiamo fare per far avverare una nostra fantasia? Senza dubbio una delle cose più difficili e più spaventose è quando dobbiamo comunicare la nostra fantasia all’interno della coppia! Il partner potrebbe accettarla solo se esiste un rapporto basato sulla fiducia e se si fa capire che l’esistenza delle fantasie è una cosa del tutto naturale. Queste le fantasie, che secondo gli esperti, possono far bene: Se la fantasia da piacere ad entrambi Se la fantasia accresce la visione che si ha dell’altro Se l'obiettivo è quello di esplorare insieme un'altra dimensione della loro sessualità Se si fa con divertimento e gioco per arricchire entrambi Se entrambi l’accettano! Tuttavia, se nessuno di questo funziona, è possibile utilizzare piccoli trucchi, delle tracce per spingere il partner o la partner a capire che si cerca qualcosa di nuovo, ad esempio nei casi piu comuni provare a fare sesso in luoghi poco consueti! Insomma, il nostro consiglio è quello di non fare mai pressioni, di prendere le cose in modo molto leggero, e non fatevi ossessionare dalle fantasie: perché in fondo sono più belle se rimangono tali! [...]

PERCHE' SI DICE SCOPARE

I verbi, più o meno volgari, per indicare l’amplesso sono molti: trombare, copulare, fornicare… ma il più utilizzato rimane “scopare”L’uso metaforico del verbo scopare in accezione oscena è da ricollegarsi all’utilizzo di termini riferiti a fori e angoli per indicare l’organo sessuale femminile (per esempio, buco, pertugio, fenditura eccetera): il pene-scopa è l’attrezzo che pulisce il foro o l’angolo della donna. L’analogia è rafforzata dal carattere ritmico del movimento. Origini anticheGià in alcuni scrittori greci (Saffo, Anacreonte) il termine corrispondente era usato in senso equivoco.Ciò che è strano, invece, è la ragione dello straordinario successo di scopare rispetto ad altre voci analoghe, come spazzare, nettare, ripulire e così via: il loro uso osceno è documentato (come anche quello di “scopare”) nei canti carnascialeschi toscani del XV e XVI secolo.Una spiegazione convincente non esiste: si può soltanto osservare che la fortuna di questo verbo è piuttosto recente, e forse da collegare all’ambito romanesco.Sonetti. Il primo a usarlo in modo sistematico sembra infatti essere stato il poeta dialettale romano Giuseppe Gioacchino Belli (1791-1863), che nel 1831 nei suoi Sonetti scrisse: “De tante donne che mme sò scopato…”.C’è un modo per parlare di sesso senza risultare scurrili o essere scambiati per ginecologi? La risposta – grazie agli scrittori – arriva direttamente dalla Treccani: «Io non credo bisogna usare una parola diversa da quella necessaria – cioè sono già tanto allergico alla sinonimia, figuriamoci all’invenzione di una parola. Secondo me, insomma, scopare non è volgare, è preciso. E se un tempo ci si vergognava di usarlo o si facevano differenze (con gli innamorati non si “scopava”, adesso finalmente si “scopa” anche con loro) ora direi che è diverso e secondo me è il termine più preciso per riuscire a includere anche qualcosa che paradossalmente veniva tenuta fuori: l’eccitazione.La proposta è: usare scopare anche in tv in qualunque fascia oraria.Quindi sono contrario all’invenzione di un termine nuovo.» (Francesco Piccolo) «Scopare va bene. Perché no? Scopare va benissimo. Non vedo cosa ci sia che non vada. Scopare. Va bene con amore e va bene senza, scopare va bene sempre. La soluzione è scopare.» (Sandro Veronesi) [...]

Posologia del sesso: tre volte la settimana previene ictus e infarti

Ma più di 20 volte al mese fa male alla salute!Maratoneti del sesso, astinenti, schizzinosi o equilibrati: l’atteggiamento nei confronti della sessualità varia di persona in persona. Esiste però un modello da seguire, che stabilisca frequenza e ritmi ideali? Per rispondere alla domanda, negli ultimi anni alcuni ricercatori si sono dati da fare per delineare una sorta di “bugiardino” del sesso.TRE VOLTE A SETTIMANA PER PREVENIRE ICTUS E INFARTIChe l’attività amorosa faccia bene al sistema cardiocircolatorio è risaputo: nulla di nuovo, fin qui. Chi fa l’amore almeno tre volte a settimana però (se non di più) è maggiormente protetto da infarti e ictus. A dirlo è uno studio del Queens University di Belfast, che ribadisce l’influenza benefica di una pratica sessuale costante anche sul sistema osseo maschile. Avere un primo criterio di riferimento per la frequenza è senz’altro utile, ma che dire di più?PIU’ DI 20 VOLTE AL MESE È NOCIVOMa mai esagerare. La Stanford University e l’Università del Michigan sono state concordi nel precisare che troppo sesso provocherebbe alla coppia più danni che benefici. Se da un lato una carenza è responsabile del deperimento di alcune cellule fondamentali dell’organismo, dall’altro un’eccessiva attività risulterebbe nociva.Specie ai meccanismi genetici, condizionatori della durata media della vita, che causerebbero un decadimento cellulare prematuro nei soggetti coinvolti. In particolare, farlo per più di 20 volte al mese rappresenterebbe un rischio di deperimento per l’uomo, a seguito di un eccessivo rilascio di feromoni femminili, e di invecchiamento precoce per la donna, a causa di una tossina nociva rilasciata dalla controparte maschile nel rapporto.IL VERO PIACERE SI HA OLTRE IL SETTIMO MINUTO. OLTRE I 13 È NOIADue minuti volano e lasciano insoddisfatti. Dal terzo al settimo minuto il sesso si comincia ad assaporare, ma non ancora del tutto. Il vero piacere si raggiungerebbe tra il settimo e il tredicesimo minuto, consigliato come limite per la chiusura del rapporto. Un risultato che può lasciare perplessi, quello diffuso dalla rivista scientifica Journal of Sexual Medicine che ha riportato quanto emerso da uno studio americano. Cinquanta specialisti della Society for sex therapy and research di Washington hanno dimostrato come una durata superiore ai 13 minuti faciliti cali di attenzione durante il rapporto sessuale, che si trasformerebbe da quel momento in poi in un imbuto per distrazioni, pensieri e preoccupazioni quotidiane. Quindi sfatato il mito della durata, per cui il sesso non è bello se non dura a lungo.Insomma, come dicevano i latini: est modus in rebus (c’è un buon senso in tutto). Dunque, via libera al desiderio, ma occhio alle abbuffate: anche nell’intimità la moderazione premia. Fonte: http://letteradonna.it/147962/sesso-quante-volte-farlo-in-un-mese-e-quanto-farlo-durare/ [...]

Cosa indicano le perdite marroni (spotting)

Comunemente denominate “perdite marroni“, sono quelle perdite di sangue scuro che non sono di tipo mestruale, e che si possono verificare sia in periodo intra-mestruale (tra un ciclo e l’altro, spesso in concomitanza con l’ovulazione) che poco prima delle mestruazioni stesse, che anche durante la prima fase di una gravidanza (in questo caso, però, sono normali e determinate dall’impianto dell’ovulo nell’utero). Le cause dello “spotting“, questo il termine che i ginecologi utilizzano per definire il fenomeno delle perdite ematiche scure, sono diverse a seconda di quale sia l’origine, ma nella maggior parte dei casi non sono tali da far preoccupare anche se non vanno sottovalutate, specie se si tratta di episodi ripetuti. Vediamo di fare un po’ di chiarezza, distinguendo tra perdite da spotting di origine disfunzionale o organica.Perdite marroni da spotting di origine disfunzionaleSi tratta delle cause più comuni, soprattutto in età fertile, e sono dovute non ad una patologia ginecologica di tipo organico (che vedremo più avanti), ma ad una condizione di disequilibrio psicofisico, o a problemi di natura “meccanica”, tutti risolvibili. Vediamone i principali:Stress: è in assoluto il primo fattore che i ginecologi prendono in considerazione quando le loro pazienti parlano di “perdite marroni” tra un ciclo e l’altro, o in prossimità di questo. Accade perché l’ormone cortisolo (quello i cui livelli si innalzano quando siamo stressate) e l’ormone adrenalina, insieme pongono l’organismo in una sorta di stato di allarme, che influenza l’ipotalamo, la parte del nostro cervello che regola anche l’attività delle nostre ovaie, come tutti i bioritmi corporei. In genere questi episodi di spotting sono associati anche a mestruazioni irregolari.Disturbi dell’alimentazione e obesità. Anche in questo caso, quando una ragazza soffre di problemi legati all’alimentazione, come l’anoressia, la bulimia, l’obesità da sindrome del mangiatore compulsivo, anche il suo ciclo mestruale perde la bussola. In questi casi, specie quando si parla di bulimia nervosa, si assiste ad una interruzione del ciclo mestruale (amenorrea secondaria) o a cicli mestruali privi di ovulazione con piccole perdite ematiche da spotting. Si tratta di una condizione reversibile, ma assolutamente legata ad un riequilibrio dell’organismo. Mangiare bene, fare dell’attività fisica sana e non compulsiva, dormire regolarmente, sono alcune semplici regole igieniche di salute per riprendere il ritmo naturale della propria funzionalità ovarica.I contraccettivi: sono spesso causa di episodi di spotting. Nello specifico, l’uso di anticoncezionali ormonali, come la pillola, ma anche l’anello vaginale, nel 10% delle donne provoca proprio piccole perdite ematiche scure tra un ciclo e l’altro. In ogni caso, anche se non si tratta di perdite preoccupanti, sempre meglio segnalare gli episodi al proprio ginecologo. Anche l’inserimento della spirale (IUD) al rame nel 12% circa dei casi, può determinare, specie a pochi mesi dall’inserimento, episodi di spotting. Se le perdite perdurano nel tempo e sono associate a bruciori, allora probabilmente il posizionamento non è corretto, e il dispositivo va rimosso. Perdite marroni da spotting di origine organicaVeniamo alla cause organiche principali che possono provocare perdite ematiche scure:Cisti ovariche: fenomeno molto frequente. In questo caso gli episodi di spotting si verificano prevalentemente tra una mestruazione e l’altra, e se sono ricorrenti, meglio fare un’indagine attraverso una ecografia pelvica. Anche la sindrome dell’ovaio policistico può manifestarsi in questo modo.Piaghetta al collo dell’utero: detta ectopia, può anch’essa determinare fenomeni di spotting. Di per sé si tratta di una condizione non patologica, anche perché in genere congenita, che oltre a provocare perdite marroni, è segnalata anche da una maggiore produzione di muco vaginale e da piccole perdite di sangue dopo i rapporti sessuali.Fibromi e polipi: sono dei tumori benigni che crescono nell’utero (possono essere cervicali o endometriali), determinando, tra i sintomi, anche queste perdite ematiche di colore scuro. Si possono diagnosticare facilmente attraverso delle ecografie, e vanno curati o rimossi per via chirurgica. Sono comunque innocui.Lesioni pre-cancerose e cancerose:Questo è sempre il timore maggiore di ogni donna, perché quando si parla di perdite di sangue marroni, il primo sospetto che viene è che si tratti di un tumore maligno dell’utero. In effetti, avere questo tipo di spotting, in modo ricorrente, e a maggior ragione se si è già in menopausa, può e deve far sorgere il sospetto che ci sia qualcosa di più grave. Effettuare ogni 2-3 anni il pap test dopo i 25 anni, e comunque quando si comincia l’attività sessuale, è il modo migliore per prevenire questo genere di patologie, scoprendone l’insorgenza in fase iniziale. Quindi, per togliervi qualunque dubbio, andate sempre dal ginecologo e parlate apertamente dei vostri dubbi e delle vostre paure, non appena notate perdite e irregolarità sospette tra una mestruazione e l’altra. Fonte: pourfemme.it [...]

Il dubbio di essere omosessuali

Ci sono tantissime cause e motivi perche’ un ragazzo/a possa sperimentare in adolescenza un’attrazione per lo stesso sesso SSA (Same Sex Attraction) tra tutti questi motivi l’unico non vero è l'essere nati gay o lesbiche e avere geni gay.Possono essere solo semplici insicurezze verso i componenti dell’altro sesso, il sentirvi inferiori rispetto ai compagni, a vostro avviso più attraenti e prestanti, del vostro stesso sesso. Dinamiche famigliari scorrette, incomprensioni e distanza emotiva o fisica dal genitore del proprio sesso, una madre emotivamente troppo presente, soffocante o invadente. Un fratello sportivamente più capace e più sicuro. Compagni aggressivi e prepotenti che vi hanno sempre ridicolizzato. Abusi emotivi o fisici. Pornografia che vi ha coinvolti. 3 esempi recenti: 1. questo ragazzo rispondendo alle domande degli psicologi che si perdono a parlare di orientamento sessuale e identità di genere, dice già lui stesso quale sia il motivo delle sue pulsioni: la sensazione di inadeguatezza verso il fratello ritenuto fisicamente più prestante e uomo e una mancanza di stima del padre nei suoi confronti come maschio.2. anche per questo ragazzo è molto evidente che la mancanza nel trovare figure maschili accoglienti che lo comprendessero e lo amassero  per suppliere al padre che purtroppo è morto, lo ha portato a pulsioni omosessuali che rappresentano in modo falsato la ricerca nel genere maschile di quel bisogno emotivo insoddisfatto. Subito dopo l'errore della masturbazione e l'errore della pornografia omosessuale che peggiorano le cose in una persona che ha altri sogni di vita, dando così una risposta di apparente soddisfazione allo stimolo, rafforzando nella mappa neurale questo collegamento.  3. questo ragazzo e l'altro che  risponde  ai suoi interrogativi, hanno subito abusi sessuali da piccoli, uno da parte dei compagni, l'altro da un fratello, come sospetta questa è la vera ragione delle sue emozioni omosessuali, mentre "l'esperto" LGBT nella sua risposta lo convince che gli abusi non c'entrano, perchè non tutti quelli che subiscono abusi (che potrebbero essere anche solo psicologici) sviluppano emozioni omossessuali, ignorando completamente che davanti agli avvenimenti della vita non tutti rispondono nello stesso modo psicologico inconscio. Questi poveri ragazzi subiranno un doppio abuso perchè l'associazione psicologi venduta all'ideologia gay li lascerà senza aiuto.  Sempre piu' spesso ora, la SSA è anche indotta dalla mentalità della società, dal bombardamento mediatico e dalle sperimentazioni: In una recente ricerca dell’Istituto di ortofonologia di Roma, è stato calcolato che tra gli undici e i sedici anni il 35 per cento delle ragazze, e addirittura il 60 per cento dei ragazzi, si è avvicinato o ha provato l’esperienza omosessuale. Gli adolescenti sperimentano una nuova libertà, ma anche un nuovo modo di NON DEFINIRSI. E' certo però che queste sperimentazioni, come tutte le esperienze vissute, creano collegamenti neurali  che possono coinvolgere e legare psicologicamente. Purtroppo in alcuni casi, difficili da interrompere (ma non impossibili) . I ragazzi dovrebbero essere informati di questo. L'orientamento delle emozioni sessuali NON E' INNATO nemmeno quello eterosessuale. Alla nascita il bambino ha già tutti gli elementi necessari per un naturale suo sviluppo, in base all'appresa consapevolezza del suo sesso biologico nel corretto rapporto triadico famigliare con il padre e la madre, e alle corrette interazioni sociali e ambientali) ... tuttavia la mancanza di corrette interazioni o l'aggiunta di elementi traumatici, ingannevoli, disinformativi, pornografia o la sperimentazione puo' portare a cambiamenti.Al di là dei motivi che possono determinare l’orientamento delle emozioni sessuali, il risultato risiede solo nel cervello emotivo della persona e non nei geni, negli ormoni o nell'epigenetica. L'orientamento è una direzione che riflette nell' esterno qualche cosa che risiede all'interno dell'inconscio. La sessualità è essa stessa un'emozione con i suoi effetti somatici, come l'eccitamento che porta alla trasformazione delle parti genitali. Per la scienza sono definite  emozioni tutti gli impulsi che partono dal cervello emotivo dando avvio a effetti somatici visibili nel corpo, come la paura che porta a pallore e battito cardiaco accellerato. Tutte le emozioni sono soggette a mutamenti anche nel tempo. Se non diventiamo consapevoli su di esse e le guidiamo nella direzione desiderata, saremo guidati noi nelle direzioni che non vogliamo da altri mediante trabochetti (pornografia)  e disinformazione (far credere che esiste l'"essere gay).Approfondite come si forma la sessualità e cos’è veramente. COSA FARE E COSA NON FARE ? ? ? ? ? ?Non bisogna spaventarsi, come le statistiche dimostrano, è una cosa molto frequente nei giovani passare in periodi dove si percepiscono questo tipo di attrazioni ... perfino Freud le riteneva una fase normale degli adolescenti, per poi in seguito confermare la loro eterosessualità. Per prima cosa bisogna accettarle, senza per questo pensare di essere gay, nessuno è gay se non lo vuole essere.  Evitate di avere contatti omosessuali o eterosessuali forzati, per mettervi alla prova.Evitate anche la pornografia omosessuale che attraverso le immagini vi potrà coinvolgere creando dei collegamenti neurali con quel tipo di eccitamento, rendendo il cambiamento molto più difficile ma anche la pornografia eterosessuale puo’ provocare forzature verso una sessualità per la quale ora non siete pronti e non desiderate, creando ulteriori blocchi. EVITATE LA PORNOGRAFIAin ogni modo,  vi allontana dalla vera sensualità. creando dipendenza e disfunzioni di ogni genere  Un esempio di cambiamento spontaneo di un adulto, tradotto dal francese:Ho 37 anni, e ho sempre pensato di essere gay senza essermi mai realizzato in amore.Ora sono sempre meno attratto dagli uomini: li guardo come guardavo le donne prima, vale a  dire senza un interesse sessuale mentre guardo fisicamente le donne con desiderio.Soprattutto, sono innamorato di una donna sul posto di lavoro: penso a lei tutto il tempo  quando sono con lei sono felice e entusiasta.Continuerò a provare questi sentimenti, e devo lasciarli andare.Vorrei parlare con degli uomini gay diventati etero.Lo sviluppo sessuale è unico per ognuno, evidentemente, se avete esperienze simili.forum.psychologies.com  Il cambiamento avviene anche senza che unapersona se ne renda conto. Essendosi innamorato di una donna, complice la nuova forte emozione "romantica"  che scientificamente è un tipo diverso di emozione rispetto a quella sessuale.  (2 tipi diversi di emozione per le quali si parla in ogni caso di "omosessualità innata", indipendentemente se c'è solo quella romantica o quella sessuale, questa è un'altra prova dell'infondatezza delle menzogne  propagandate dalle lobby gay http://www.today.it/donna/sesso-amore-attivano-diverse-aree-cerebrali.html ). Tutte le emozioni hanno effetti somatici visibili attraverso il corpo, l'emozioni sessuale porta all'eccitamento con tutte le visibili mutazioni principalmente dei genitali. L'amore romantico con tutte le sue caratteristiche di pensiero invadente ed energie intense,  nella fase dell’attrazione è caratterizzato dalla presenza di alti livelli di dopamina e di norepinefrina. Gli alti livelli di questi due neurotrasmettitori causano sensazioni di euforia, perdita dell’appetito, insonnia e attenzione focalizzata (l'ATTENZIONE è la presa di possesso da parte della mente, di chiare e vivide forme, di uno solo fra quanti sembrano diversi oggetti contemporaneamente possibili, o di un solo pensiero in un corso di pensieri. La FOCALIZZAZIONE ne rappresenta l'essenza. Essa indica l'abbandono psicologico di alcune cose per poter trattare in modo efficace con altre. William James - 1890).  E' proprio l'attenzione focalizzata che permette il cambiamento inconscio dell'emozione sessuale. Non basta il solo pensiero al fine di un cambiamento ma anche il cuore dev'essere sintonizzato al pensiero, l'insieme di questa realtà permette molto più facilmente il cambiamento dell'emozioni sessuali. La scienza ha scoperto che ci sono nel cuore neuroni importantissimi che influenzano la mente. Il segreto del cambiamento è nel focalizzare tutta la tua energia, non nel combattere il vecchio, ma nel costruire il nuovo. (Socrate) Nell' emozione romantica non necessariamente è sempre presente anche l'emozione  sessuale. Infatti può capitare in alcune persone di percepire l'emozione romantica per una persona dell'altro sesso e essere attratti sessualmente da una persona del proprio sesso o viceversa, per molte ragioni che andrebbero comprese. E' proprio la focalizzazione dell'amore romantico, influenzata dai neuroni del cuore che spesse volte porta ad un cambiamento spontaneo dell'emozione sessuale se la persona non si è prima "etichettata in gay"  creandosi delle barriere psicologiche al cambiamento. Oppure viceversa sempre per colpa della falsa idea che esiste l' "ESSERE gay" e per la mentalità della società, molto più facilmente, un ragazzo identifica una sensazione di "amore romantico" per una persona del proprio sesso, magari anche solo perchè finalmente trova comprensione da parte di un compagno,  dando così inizio con la  focalizzazione a pensieri fissi ed emozioni che coinvolgono i neuroni del cuore ad una nuova mappatura cerebrale che creerà una nuova  emozione omosessuale anche se prima non esisteva.  le ricerche di Damasio hanno mostrato soprattutto che le immagini si formano anche quando non siamo coscienti, influenzando in qualche modo il nostro pensiero e le nostre azioni. In altri termini, le immagini sono basate su cambiamenti che hanno luogo nel corpo e nel cervello durante l’interazione fisica con un oggetto o persona. I segnali inviati dai sensori distribuiti nel corpo creano configurazioni neurali che mappano l’interazione  dell’organismo con l’oggetto o la persona. Il corpo funge in un certo senso da medium tra il cervello e la rappresentazione del mondo esterno. Oltre a mappare gli stati del corpo, il cervello può anche trasformarli e simulare quelli che non si sono ancora verificati.  Cervello e corpo, dunque si influenzano a vicenda. (Es.: un ragazzo fisicamente gracile con già delle sue insicurezze, puo' percepire il suo corpo inadeguato rispetto a quello dei compagni. Nello sviluppo della sua emozione sessuale, questo desiderio  inconscio di poter possedere la fisicità altrui e sentirsi parte del mondo maschile del quale si sente rifiutato, puo' portare ad una percezione/attribuzione "distorta" dell'emozione sessuale con una prima mappatura cerebrale. Se si da un seguito a questa percezione con la realtà o solo con l'immaginazione o la visione di immagini, crea un'ulteriore mappatura, dove automaticamente l'emozione sessuale si lega a quella realtà in modo sempre più radicato.Se a questo si aggiunge la masturbazione, il cervello rilascia in questo caso una sostanza, la Dopamina che agisce da ricompensa, come una droga naturale. Se a tutto questo poi si aggiunge l'idea di "ESSERE gay" si vivrà un'intera vita in conseguenza ... convinti che quella era l'unica realtà possibile. Mentre esisteva un'altra realtà molto più reale che era quella di cercare le vere ragioni delle  prime emozioni omosessuali così da poterle comprendere e cambiare, invece di creare delle mappature neurali sempre più marcate. La mente non distingue quello che viene solo pensato da quello che viene anche vissuto realmente. Un forte pensiero continuo accompagnato da emozioni e immaginazione crea collegamenti neurali come la realtà. Anche se quella realtà è solo temuta e non desiderata (DOC omosessuale, disturbo ossessivo compulsivo).  Un problema che non avrebbe ragione d'esistere se fosse raccontata la verità: l'ESSERE omosessuali non è una realtà biologica nè scientifica, esiste solo l'AVERE emozioni omosessuali e in questo caso le state creando proprio voi con la vostra paura infondata in qualche cosa che non esiste.  L'"orientamento sessuale" consiste nell'identificazione coscente del nostro pensiero nell'oggetto o genere di persona reale o immaginato, al quale in quel momento  stiamo attribuendo l'attivazione della nostra emozione sessuale o romantica (un miscuglio di inconscio e conscio che in fine esiste solo nella nostra testa . Leggete le pubblicazioni del prof. A. Damasio sulle emozioni,  uno dei neuroscienziati più affermati al mondo in questo campo. Il suo ultimo libro: Il sè, viene dalla nostra mente).   L'"orientamento sessuale" Può cambiare da solo nel tempo in base all'evoluzione della persona, può cambiare con la psicoterapia, comprendendo e allargando gli orizzonti Puo' cambiare anche spontaneamente sotto una forte spinta emotiva causata dagli avvenimenti della vita piacevoli o spiacevoli.  Come l'esempio riportato sopra.  La vera scienza deve trovare conferme nella  realtà. Se pur supportata con paroloni da autorevoli signori che hanno svolto costosi studi ripetuti a pappagallo, la realtà è la prima a smentirla, vuol dire che sono solo menzogne e non è scienza. Ciò che si contrappone al cambiamento, oltre le coercizioni (motivazioni che sono state inconsciamente d'impedimento ad un naturale sviluppo di emozioni eterosessuali),  che andrebbero trovate, comprese e neutralizzate, sono delle frasi limitanti inconsce del tipo: "Non ce la farò mai", "Non è possibile", "Sono nato così" "E' parte del mio corpo o di me stesso" ecc.. Proprio quelle frasi, che appositamente gli attivisti gay hanno cercato, in tutti questi anni, di inculcare nella testa delle persone, per scoraggiare e impedire qualsiasi tentativo di> LE EMOZIONI OMOSESSUALI NON SONO CIO' CHE SIETE, SONO CIO' CHE PROVATE IN QUEL MOMENTO Allo stesso modo potete provare un'emozione d'amore romantica per una persona che in seguito scoprite indegna. L'acquisizione di questa nuova consapevolezza favorisce e contribuisce a cambiare ed annullare l' identificazione dell'emozione romantica per quella persona. Ma ciò non impedisce un domani di poter identificare un altro genere di persona all'emozione romantica o all'emozione sessuale e percepirle nuovamente  in tutta la loro intensità abbinate a questo nuovo soggetto. Voi siete  rimasti I medesimi, ma le conoscenze acquisite hanno permesso il cambiamento.  Non si tratta di fingere, non si tratta di reprimere, ma si tratta di comprendere veramente fino in fondo "l'inganno" emotivo, "vederlo" per quel che è realmente,  scoprirne tutti i "suoi trucchi seduttivi", neutralizzarli con la conoscenza dove sorgono,  e di conseguenza  l'emozione romantica e/o l'emozione sessuale che sono parte di ogni essere umano, cambiano inevitabilmente con il tempo orientandosi verso nuovi soggetti percepiti reali e degni di rispecchiare  le nuove conoscenze acquisite.  Tutto questo fa parte del "diventare consapevoli"; ciò può ferire, ma porta alla verità il pericolo non viene da ciò che non conosciamo, ma da ciò che pensiamo sia vero e invece non lo è Il pensiero. Piu’ sarete correttamente informati e piu’ sara’ facile cambiare. La conoscenza rende liberi. Quando sarete correttamente informati sarà molto più facile cambiare, e se non ci riuscite da soli fatevi aiutare, se questo è il vostro desiderio. Se volete essere aiutati, iniziate a parlarne con i vostri genitori. Questo è un passo molto importante. Spiegate loro attraverso queste informazioni della vostra SSA, di cosa rappresenta veramente e del vostro desiderio di essere aiutati nel cambiamento. Tante notizie scientifiche, per alcuni di voi anche difficili da comprendere, le si possono riassumere in questa unica frase  scrittami personalmente da un ragazzo che è riuscito nel suo cambiamento: ..."Se devo dirtela qui adesso e nel modo più semplice possibile, per cambiare ... bisogna SERNTIRSI UOMINI tra gli altri uomini E TRARRE PIACERE  DALL'ESSERLO...all'inizio può sembrare una recita innaturale ma se si è motivati, e io lo sono sempre stato , di certo dopo un po di tempo il cambiamento sopraggiunge" PRIMA DI DECIDERE SE  VOLETE VIVERE UNA VITA GAY O CAMBIARE LE VOSTRE EMOZIONI OMOSESSUALI LEGGETE ANCHE LA VERSIONE NEGATIVA DI COSA VUOL DIRE VIVERE UNA VITA GAY (TUTTO QUELLO CHE LE ASSOCIAZIONI LGBT EVITANO DI DIRE) fonte: alidavismara1.blogspot.it [...]

I poteri dell'Attrazione psicofisica

L’attrazione fra i sessi è un meccanismo molto potente, capace di stabilire un legame anche fra persone che si conoscono da pochi minuti. Inoltre, è un pensiero così irresistibile che rende tutte le altre necessità e i doveri stranamente privi di senso, noiosi e irrilevanti…Quando ci si sente lontani dall’oggetto del proprio desiderio, si diventa incapaci di mangiare, di dormire, di concentrarsi su qualsiasi cosa. Ciò che conta, in questi casi, è solamente l’incontro successivo con la persona desiderata: al solo pensiero di incontrarla ci si può sentire euforici, felici, appagati. Chi rifiuterebbe dunque un tale lusso, una tale fortuna?Eppure in molti casi la forte attrazione per una persona “sbagliata” può essere molto pericolosa e destabilizzante. Non a caso i greci ritenevano che l’attrazione sessuale fosse come un arma, un dardo, capace di bucare la carne e prendere possesso di un’anima, provocando il caos, sia fra gli umani, sia nel mondo degli Dei.Pensiamo ad esempio a quelle relazioni pericolose che instaurano le donne con i così detti “mascalzoni”: soggetti potenzialmente pericolosi e inaffidabili, ma comunque molto attraenti per l’altro sesso. Presso la New Mexico State University di Las Cruces, dei ricercatori hanno studiato il carattere di 200 studenti universitari considerati “bad boys” (o mascalzoni) per capire quali fossero i tratti salienti della loro personalità e perché piacessero tanto alle donne.Si è visto così che le loro caratteristiche di personalità di questo tipo di uomo includono tratti di insensibilità, comportamenti impulsivi, estroversione, narcisismo ed altri comportamenti comunemente considerati anti-sociali.La conclusione di Peter Jonason, che ha condotto la ricerca, è che, se anche se la società tende a guardare dall’alto in basso questi tratti “negativi” di personalità, essere un cattivo ragazzo alla fine paga, e molto, nei rapporti con l’altro sesso, soprattutto se gli obiettivi della coppia sono di breve periodo. Il tipo classico del mascalzone è simile alla moderna figura di James Bond: un uomo con poca empatia per gli altri, con un debole per le auto veloci e per le relazioni ancor più veloci con l’altro sesso (la quantità per lui conta assai più della qualità). Questi tratti di personalità, spiega Jonason, sono evidentemente vincenti nel facilitare l’accoppiamento e per questo si sono mantenuti e rafforzati durante l’evoluzione umana.Altre spiegazioni su queste attrazioni pericolose potrebbero però essere ricercate in altri fattori, ad esempio fisiologici, prima che psicologici. E’ possibile infatti che un maschio con queste caratteristiche di personalità dominante possa essere percepito come maggiormente dotato di testosterone e pertanto considerato maggiormente ricco di fascino e di appeal sessuale. Va anche detto che, sul lungo periodo, l’uomo-mascalzone colleziona solo insuccessi, essendo incapace di costruire una relazione basata sulla fiducia, l’intimità e l’impegno.A volte si può provare un’attrazione a prima vista per una persona, perché sembra che essa somigli al proprio ideale, per poi rimanere delusi dal suo modo di fare, dalla sua conversazione, dai suoi interessi. Spesso le aspettative sono irrealistiche: molte donne tendono infatti a costruire la loro figura ideale di uomo sulla base di romanzi rosa, fotoromanzi o telenovele, mentre molti uomini si basano principalmente su aspettative di tipo sessuale.Secondo una ricerca condotta presso la Heriot Watt University, le commedie rosa portano spesso le donne a difficoltà relazionali con il proprio partner. L’aspettativa è infatti quella che il partner debba comprendere al volo i propri desideri e i propri bisogni, anche senza doverglieli comunicare esplicitamente, in quanto ci si aspetta che l’amore vero sia deciso dal fato, come una sorta di predestinazione e dunque sia “perfetto”.I film rosa, secondo la ricerca, riescono benissimo a trasmettere l’eccitazione e l’interesse presente nelle relazioni appena sbocciate, ma diventano irrealistici quando tendono a far credere che la fiducia e l’amore possano esistere sin dal primo momento, senza che essi debbano essere costruiti e perseguiti nel tempo, attraverso la reciproca frequentazione, la conoscenza e le tante altre mediazioni che portano i due partners a stabilire le regole del proprio rapporto di coppia.Gli uomini invece, come si diceva, sono attratti dalla sessualità che la donna riesce ad emanare e si aspettano da lei comportamenti sessuali molto vicini a quelli osservati nelle donne della pornografia.Che l’attrazione maschile per una donna sia soprattutto legata al sesso lo dimostra ad esempio una ricerca condotta presso l’Università di Rochester, dove è stato dimostrato che gli uomini prestano grande attenzione alle immagini di donne in cui sia presente il colore rosso (colore simbolicamente legato alla passione, al sangue, alla vita).Dovendo rispondere a domande del tipo: “Quanto ti sembra attraente questa persona?” si è visto che i soggetti erano più disposti a valutare positivamente le foto di donne vestite di rosso, o anche quelle dove il rosso era presente solo nella cornice esterna alla foto.Nel suo ultimo libro (Why Him? Why Her? – Henry Holt), Helen Fisher, che da anni studia l’attrazione fra i partner, l’innamoramento, e l’amore, sostiene che vi siano quattro sostanze chimiche a decidere chi siamo e come ci comportiamo in amore: due ormoni sessuali, il testosterone e l’estrogeno e due neurotrasmettitori: la dopamina e la serotonina.Ne aveva parlato anche in un lavoro precedente (Why We Love – 2004, pubblicato in Italia l’anno successivo, con il titolo Perché amiamo. Essenza e chimica dell’innamoramento, ed. Corbaccio), ma è soprattutto nel suo nuovo che l’autrice associa queste molecole a uno specifico tipo di personalità.La personalità che si basa su una grande attività dopaminica, ad esempio, è quella dell’Esploratore: un tipo avventuroso, sempre alla ricerca di novità, creativo. Poi c’è il Costruttore, colui che è dominato da una forte attività della serotonina: cauto, convenzionale, manageriale. Il Direttore è il tipo che ha fatto il pieno di testosterone: aggressivo, analitico, determinato. Infine la Fisher teorizza il tipo Negoziatore, influenzato dagli estrogeni e per questo empatico, idealista, pensatore.Secondo la Fisher i Costruttori si attraggono fra di loro, così come gli Esploratori; solo i Negoziatori e i Direttori sono invece fortementi attratti l’uno/a dell’altro/a, in quanto desiderosi di cercare l’altra metà di sé stessi e dare vita ad una coppia complementare. Per l’Esploratore il mondo è che conta è quello dell’avventura, per il Costruttore la vita ha senso se si ha una famiglia, per il Direttore ciò che merita attenzione è l’intelligenza e, infine per il Negoziatore, la cosa per la quale vale soprattutto spendersi è la passione.Questa dunque, secondo la Fisher, sarebbe la chimica alla base dell’attrazione.Se la chimica è importante, nel determinare l’attrazione sessuale fra persone, lo sono sicuramente anche altre valutazioni più specifiche, effettuate dagli interessati, che prendono in considerazione l’età, l’aspetto fisico, il modo di vestire, il portamento, il comportamento sociale ecc del possibile partner. Per valutare le potenzialità di attrazione di una persona impieghiamo solo qualche secondo, al massimo qualche minuto. E queste valutazioni possono a volte essere spietate.Chi sente di essere fisicamente attraente infatti, tende immediatamente a respingere le persone meno belle; chi ama seguire la moda scarta subito chi veste troppo casual; chi punta sulla posizione sociale, a colpo d’occhio decide se una persona ha lo status economico desiderato.Nonostante il mito e l’atmosfera di mistero che circonda ancora oggi i meccanismi dell’attrazione umana, quello che sembra ormai provato è che le persone tendano fondamentalmente a costruire delle coppie omogenee: pari come livello di attrattività, intelligenza, cultura o situazione economica. Laddove qualcosa non fosse pari, la persona in deficit deve poter offrire qualcosa di più: ad esempio la bellezza, la giovinezza, la posizione economica, la cultura, lo status sociale, ecc. Le coppie che mostrano di non tener conto di tali regole e pregiudizi, vengono considerate con diffidenza e spesso allontanate a livello sociale.Una donna giovane e bella, per esempio, si ritiene che non dovrebbe regalare la sua bellezza e la sua giovinezza, nel mercato del matrimonio, ad una persona che non avesse le sue stesse qualità.L’eccezione può essere rappresentata dall’incontro con un altro dotato di caratteristiche diverse, ma altrettanto attraenti, come ad esempio la ricchezza. Si tratta in questo caso di un scambio equo, tra adulti consenzienti.A questo proposito, è interessante citare il parere della scrittrice americana Hilary Black (The Secret Currency of Love: The Unabashed Truth about Women, Money and Relationships – ed. William Morrow), la quale sostiene che le donne, anche le più emancipate, di fronte ad un uomo ricco ma brutto, che potrebbe permettere loro una vita agiata senza lavorare, vivono ancora una forte ambivalenza. Del resto, non va dimenticato che per molti secoli il matrimonio ha rappresentato anzitutto una sorta di transazione finanziaria molto importante per la donna e per la sua famiglia ed ora che la scelta si fa più sui sentimenti che sui patrimoni, si è visto che se all’inizio si sceglie di non pensare agli aspetti economici, difficilmente le coppie poi durano nel tempo: i sentimenti infatti cambiano e spesso non sono sufficienti per tenere insieme i due partner. Gli interessi in comune “funzionano” molto di più. Se hai i soldi o non li hai, sostiene la Black, non è un dettaglio, in una relazione sentimentale: è un dato di fatto, che è sempre lì, presente, in ogni cosa che si fa.E le donne, un po’ perché abituate a pensarci sin da piccole, un po’ perché più interessate alla coppia stabile che al sesso occasionale, da tempo hanno capito come valutare il patrimonio dell’uomo da poche, veloci considerazioni. Una di queste è il tipo di automobile posseduta dall’uomo, dal momento che la macchina, a torto o a ragione, è uno tra gli status symbol più eloquenti per descrivere la situazione economica del suo proprietario. Che vi sia qualcosa in più rispetto al luogo comune sulla valutazione dell’uomo in simbiosi con la sua autovettura, lo dimostra una specifica ricerca condotta a Cardiff dai ricercatori Michael Dunn e Robert Searle. Nel centro di Cardiff essi hanno fermato degli ignari passanti, chiedendo loro di valutare il livello di attrazione che provavano verso un soggetto dell’altro sesso, seduto in una macchina. Agli uomini veniva mostrata una donna, alle donne un uomo. Erano sempre lo stesso uomo e la stessa donna, con la stessa postura e la stessa espressione facciale, ma ripresi con due “sfondi” differenti: o seduti su una Ford Fiesta , o seduti su una Bentley Continental (al tempo dell’intervista il valore stimato di questa macchina era di 75.000 sterline – circa 86.000 euro). La ricerca pilota ha dimostrato che sia il modello che la modella ricevevano una valutazione estetica media (in una scala da 1 a 10), ma che il modello maschile, nelle foto sulla Bentley riceveva una valutazione significativamente maggiore rispetto alle foto in cui era sull’altra macchina. Niente cambiava invece per le valutazioni maschili sulla modella: sia quando era nella city car sia quando era sulla macchina di lusso, veniva giudicata “attraente” allo stesso modo.La ricerca sembra dunque confermare quanto gli antropologi sostengono da tempo: le donne eterosessuali sono attratte da uomini ricchi, mentre gli uomini eterosessuali tendono ad essere attratti da donne giovani e fertili, senza curarsi della loro ricchezza.Questo trova spiegazione nella lunga evoluzione che ci siamo lasciati alle spalle: le donne si sono dovute preoccupare di trovare un compagno ricco e di prestigio per garantire un futuro alla propria prole, mentre gli uomini cercano di diffondere il loro seme, ingravidando donne giovani e sane, pronte a mettere il proprio utero al servizio della riproduzione. (Quello che è strano è che lo stereotipo viene confermato anche fra le donne ricche, le quali, pur godendo già di uno status elevato e di mezzi economici non indifferenti, non per questo sembrano aver perduto la loro attenzione ed il loro interesse verso la ricchezza del partner, a meno che non si tratti di relazioni occasionali).Un’altra recente ricerca che confermerebbe questa teoria è quella condotta su soggetti britannici di mezza età e di sesso maschile, la quale ha mostrato che gli uomini ricchi hanno più figli di quelli che hanno gli uomini poveri: cosa significa? Secondo i ricercatori ciò significa che le donne sono più propense a sposare uomini ricchi, capaci di mantenere economicamente sia la moglie, sia i figli nati da lei. Guardando alle crude statistiche, i ricercatori Nettle e Pollet hanno scoperto che gli uomini che guadagnano 10.000 sterline l’anno hanno in media un solo figlio, mentre quelli che guadagnano 50.000 e più sterline l’anno hanno due figli, o anche di più. Gli uomini ricchi hanno dunque una maggiore probabilità di trovare delle donne disposte a fare figli con loro, avendo maggiori possibilità di trasmettere i loro geni.C’è però un’altra ragione molto importante, che influisce sulla scelta del partner: parte della gioia nell’avere l’altra persona così intimamente presente nella propria vita è infatti saldamente collegata al fatto che l’altro conferma la nostra autostima e ci dà il senso del nostro valore. (Se mi ama, ciò significa che valgo)Freud riteneva che la capacità di formare rapporti significativi con il sesso opposto fosse il risultato di una buona educazione ricevuta da parte dei genitori. Al contrario, l’impossibilità di stringere rapporti significativi era la conseguenza di relazioni disfunzionali tra le ragazze e i loro padri, o dei ragazzi con le loro madri. Lo psicoanalista ha inoltre specificato che, seppure un certo grado di narcisismo sia utile e presente in tutti gli esseri umani, è importante ad un certo momento della vita saper liberare questo amore per sé stessi, donandolo ad un’altra persona, per non sviluppare un narcisismo incontrollato, he porterebbe alla follia.Jung è andato oltre questi concetti, ed ha suggerito che quello che sembrava “amore a prima vista” fosse semplicemente una proiezione. Le persone, secondo Jung, riconoscono il loro animus maschile o la loro anima femminile, e sono attratti da ciò che riconoscono come la parte inconscia e nascosta di sé stessi. Per Jung, era importante capire questo aspetto della propria psiche, in modo da imparare a interagire con la propria anima (o animus) in modo da scegliere il/la partner con maggiore saggezza, per formare un rapporto di coppia adulto.Insomma, il contrario del famoso “vai dove ti porta il cuore”.font: psicolinea.it [...]

TI MASTURBI: ASSOLUTAMENTE NO

La masturbazione è un atto assolutamente naturale e le statistiche dimostrano che tutti, maschi e femmine, almeno una volta nella vita praticano l’autoerotismo.Masturbazione e autoerotismo sono due termini, sinonimi, che si usano comunamente per indicare la stimolazione degli organi genitali allo scopo di raggiungere l‘orgasmo, sia dell’uomo che della donna.Oggi la masturbazione è considerata una pratica fondamentale per lo sviluppo sessuale di ogni individuo e uno strumento indispensabile per conoscere il proprio corpo. Tuttavia viene considerata da molti ancora come un tabù favorendo in questo modo la diffusione di falsi miti che contribuiscono a creare solo confusione tra i più giovani.Intorno alla masturbazione, si sono tramandati per generazioni  leggende e falsi miti che, purtroppo, da molti ancora vengono ritenuti reali fino ad arriva a credere – sbagliando – che la masturbazione non sia una pratica sana.Masturbazione: le domande più comuni a riguardo.La masturbazione fa diventare ciechiSe così fosse l’intera popolazione mondiale sarebbe non vedente. Questo mito nasce da un trattato scritto nel 1712 contro la Masturbazione e ampiamente confutato dalla medicina moderna. Oggi praticamente tutti i medici e gli studiosi concordano sul fatto che la masturbazione è innocua (anzi fa anche bene). Le affermazioni secondo cui la masturbazione provoca cecità, pazzia, palmi delle mani pelose, perdita di capelli, acne o cancro sono del tutto infondate. Al contrario di quanto si credeva anni e anni fa la masturbazione possiede effetti benefici sulla salute dell’uomo.Masturbarsi per molti uomini è addirittura di aiuto contro lo stress, oltre che un sonnifero naturale. Clinicamente è stato dimostrato che la masturbazione può ridurre l’emicrania ed altri tipi di dolore e che, se frequente, può addirittura ridurre le probabilità di sviluppare un tumore alla prostata.Masturbarsi di frequente fa maleAssolutamente no, a meno che non sia così frequente da prevalere sulle altre attività giornaliere. La masturbazione, anche se praticata molte volte nel corso della settimana, non diminuisce la libido, non causa problemi di salute o patologie quali la disfunzione erettile e l’eiaculazione precoce. Sicuramente una masturbazione eccessiva potrebbe essere alquanto faticosa, tanto da portare ad un esaurimento fisico. Diventa tuttavia necessario rivolgersi ad uno specialista solo nel caso in cui la vita lavorativa e sociale ne risentano in termini di tempo e qualità.La masturbazione influisce sulla conta degli spermatozoiNo, in quanto il risultato della masturbazione è lo stesso di un’eiaculazione avvenuta a seguito di un rapporto sessuale. Sia la masturbazione, che il sesso non causano infatti una diminuzione della fertilità maschile. Tuttavia, se un uomo ha già inizialmente una conta degli spermatozoi non elevata, la masturbazione potrebbe in qualche modo influenzare la qualità dello sperma. Per questa ragione, solo agli uomini che stanno tentando di procreare, si consiglia di astenersi dalla masturbazione nel periodo di ovulazione della propria partner.Si masturbano solo gli uominiAnche questa è un’affermazione del tutto falsa. Le statistiche dimostrano che gli uomini si masturbano più delle donne, ma questo non implica necessariamente che le donne non lo facciano! Ciò che è vero è che l’atteggiamento sociale nei confronti della masturbazione femminile è molto più negativo e che le donne sono più reticenti nell’ammetterlo o nel parlarne perfino con il proprio partner!Si masturbano solo i singleFalso. La masturbazione è un’alternativa al sesso di coppia, ma una cosa non esclude l’altra. Anzi, potrebbe essere una piacevole esperienza da provare in due.Masturbarsi fa crescere il penePurtroppo neanche questo è vero. Non c’è nessun collegamento tra la misura degli organi genitali e il numero di volte che vi masturbate al giorno o in un mese. Quindi se praticate l’autoerotismo con l’obiettivo di far allungare il vostro pene, sappiate che non cambierà nulla! [...]

ANCHE LI UOMINI FINGONO A LETTO

Se pensate che “l’arte” di simulare l’ orgasmo sia una caratteristica tutta femminile, dobbiamo smentirti. Un recente sondaggio ha rilevato che più di un terzo degli uomini (il 30.6%) ha finto almeno una volta il momento magico.Quando abbiamo letto i risultati del sondaggio del Time Out , siamo rimasti un po’ perplessi e ci siamo chiesti: Come fanno gli uomini a fingere un orgasmo?Secondo gli esperti, fingere un orgasmo non è poi così difficile per un uomo!E’ abbastanza facile se si sta utilizzando un preservativo. Basta iniziare a rendere i propri movimenti un po’ più frenetici, dare al respiro un ritmo particolare, lasciarsi andare e il gioco è fatto: sicuramente la partner non controllerà il contenuto del preservativo! Non potendo quindi esserci “prove evidenti” come l’emissione di sperma e mancando l’effettiva sensazione orgasmica di piacere, anche l’uomo potrà decidere di fingere.Senza un preservativo, la simulazione dell’orgasmo è più complicata, ma si può fare lo stesso con successo, soprattutto se la partner è occasionale o non conosce ancora bene le abitudini sessuali dell’uomo.Ma perchè un uomo dovrebbe far finta di avere un orgasmo?I motivi, spiegano gli esperti, possono essere diversi. Per esempio, se l’uomo è stanco, un po’ brillo, o usa un preservativo che inibisce la stimolazione, o se sta assumendo dei farmaci come gli antidepressivi che possono rendere difficile o faticosamente lungo da raggiungere l’orgasmo…bhè…perchè fare brutta figura? Basta simulare!A volte, invece, alcune situazioni particolari (l’odore di una donna, uno sfregamento strano che ha irritato il pene, un’ abrasione, oppure anche semplicemente per delle tempistiche sbagliate o la mancanza di fantasia) possono disturbare l’eccitazione e interrompere il processo, quindi è semplice, e in certi casi indispensabile, fermare la situazione fingendo un orgasmo altrimenti sempre più lontano.Anche la mancanza di intimità e complicità fra i partner può far sì che l’uomo non riesca a raggiungere l’orgasmo. Allora, per apparire virile e capace di soddisfare la donna, non può far altro che fingere. [...]

COME ECCITARE UN UOMO

Molti pensano che per l’uomo raggiungere l’orgasmo sia molto più facile di quanto non lo sia per la donna. In generale è vero che le donne hanno bisogno di maggiore stimolazione per ottenere il piacere, ma in realtà anche gli uomini ne hanno bisogno e anche per loro l’orgasmo non è poi un evento così ‘automatico’ e scontato!Un recente sondaggio, infatti, ha messo in evidenza che al 29% degli uomini capita di eiaculare senza provare piacere, e al 18% degli uomini è capitato di simulare un orgasmo. A quanto pare, è un’esperienza più complicata di quanto sembri!Come stimolare al massimo l’orgasmo maschile e far sussultare di piacere il partner?Recenti studi dimostrano che usare preliminari lenti, stuzzicanti e protratti, il cervello dell’uomo rilascia tre ormoni (tesosterone, dopamina e ossitocina) che, agendo insieme, lo portano ad alti livelli di eccitazione e ad un finale a lunga durata. Ecco alcuni suggerimenti per potenziare l’orgasmo maschile.Comincia dalla vistaL’obiettivo è carburare lentamente per farlo salire all’apice del piacere, per questo è bene iniziare a solleticare i suoi sensi e i suoi pensieri perché l’orgasmo prima che dal corpo parte dal cervello. La stimolazione visiva è la prima strategia davvero potente. A volte bastaun piccolo gesto – un movimento delle gambe, una scollatura, un sorriso, un atteggiamento sexy – per dare inizio ad un incontro sessuale eccitante e piacevole. Meglio ancora se si prende l’uomo alla sprovvista, stuzzicandolo magari mentre è impegnato in qualche attività quotidiana. Nella sua mente già scatterà qualcosa e comincerà ad avvertire una certa eccitazione.Vai con le fantasie piccantiL’obiettivo, anche questa volta, è carburare lentamente per farlo salire all’apice del piacere, per questo la donna può solleticare i suoi pensieri  e la sua fantasia erotica. Per scaldarlo a fuoco lento è utile dare spazio alla sua immaginazione: fare un’allusione, mostragli qualche centimetro di coscia prima di andarsi a nascondere dietro una porta. Una dolce tortura fa salire il flusso ormonale dando il via all’orgasmo prolungato. A livello chimico, la stimolazione visiva e mentale, incrementa il rilascio di testosterone, che amplifica la sua libido e fa crescere la dopamina che regola l’eccitazione sessuale.Preliminari lenti e eccitantiA questo punto, la donna può prendere in mano la situazione iniziando da  baci e carezze, per arrivare lentamente alla masturbazione manuale e al sesso orale molto graditi dagli uomini. Alternando entrambe le cose, il partner arriverà ad un tale livello di eccitazione che pregherà la donna di penetrarla.Un suggerimento: non bisognerebbe toccare l’uomo ovunque e, soprattutto, non dove lui vorrebbe! E non andare subito alla stimolazione del suo pene.È essenziale che lei si avvicini il più possibile ai suoi genitali, senza arrivarci;questo crea anticipazione erotica: lui con la mente vive già ciò che ancora non ha e va su di giri. Se la partner sarà brava a tenerlo in sospeso, quando si arriverà alla penetrazione i livelli di dopamina lo porteranno all’estasi.Potenziare l’orgasmo, potenziare l’orgasmoIl metodo toccata e fugaMa ancora non è giunto il momento e, in questa fase, è importante ritardare ancora un po’ la penetrazione continuando a toccare il partner con i polpastrelli, le labbra, il seno.   Ogni volta che l’uomo si sente sfiorato, il suo corpo rilascia l’ossitocina, l’ormone dell’amore. Questa sostanza è rilasciata nel cervello in grandi dosi durante il sesso e più viene stimolato con il contatto pelle a pelle più ne fa il pieno.  Se a questo si aggiunge  il picco di testosterone e dopamina, il mix è vincente per intensificare e dilatare il suo orgasmo.A questo punto, lui sarà così eccitato che potrebbe esplodere. Ma non è ancora il momento: il segreto è portarlo ripetutamente al limite e poi rallentare. Più si sollecita l’uomo uomo con alternanza di stimoli e pause, più il suo organismo sarà “stressato” (in senso buono) e più intensa sarà la sua eccitazione. L’operazione deve essere ripetuta almeno due o tre volte, portando il partner fin quasi al punto di non ritorno e tornando indietro. Quando il suo respiro si farà più rapido o i suoi muscoli diventeranno  più tesi, il suo corpo sarà travolto da continue ondate di piacere: allora è segno che non può più trattenersi.Cambiare posizioni sessualiPer riuscire ad ottenere il massimo piacere durante il rapporto sessuale vero e proprio, è importante cambia le posizioni. [...]

IL POMPINO PERFETTO La tecnica di Auntie Angel

Se non avete mai visto il video del pompelmo di Angel significa che non siete aggiornati. Molto male, cara generazione di internet. Niente biscottino per voi. Per rimediare guardate il video qui sopra, e solo dopo riprendete a leggere.  Visto? Bene, perché questo video è perfetto. La tecnica, che ho provato, non è immediata, e stando al mio ragazzo è “un po' troppo bagnata, eppure piacevole.” Ad ogni modo il pompelmo è solo una delle 50 tecniche da fellatio presentate nel corso in DVD di Angel. I fortunati l'hanno apprezzata dal vivo, durante le lezioni che secondo Angel avrebbero raggiunto più di 50.000 persone in dieci anni di insegnamento.Il suo primo successo virale, un video di 20 minuti intitolato "Angel’s Fellatio Secrets"—che garantisce l'orgasmo maschile in cinque minuti o meno—ha debuttato su World Star Hip Hop a febbraio del 2013 e da allora ha totalizzato più di sei milioni di visualizzazioni. I video di Angel raggiungono un equilibrio delicato. Franca e inequivocabile, la sua enfasi sulla terminologia e sul sesso sicuro ricordano le lezioni di educazione sessuale, mentre il senso dell'umorismo e le bizzarre dimostrazioni danno più l'idea di un addio al nubilato. La genialità di Angel è che incarna entrambi gli spiriti, rendendo il sesso qualcosa da prendere seriamente ora così da poterlo praticare in tutta leggerezza (o fragore) dopo.Auntie Angel, aka Denise Walker, ha 43 anni e vive a Chicago, dove lavora come specialista del sesso ed estetista specializzata in manicure. L'ho contattata per chiederle delle sue tecniche, degli otto anni nell'esercito e delle particolarità del suo suono da autospurgo incazzato.Come è venuta l'idea del pompelmo?Auntie Angel: Molti anni fa, prima ancora che cominciassi a tenere dei corsi—è una storia vera. Quando ho cominciato a praticare sesso orale non avevo idea di cosa fare. Il ragazzo che frequentavo voleva che lo facessi, così ho dovuto imparare, come fanno tanti, dal porno. Perciò guardavo i porno cercando di capire cosa stessero facendo quelle donne sullo schermo, e una in particolare aveva della frutta, e faceva quello che doveva fare, e l'uomo sembrava in estasi.Sono corsa in cucina a vedere cosa avevo. C'erano un limone, un'arancia e un pompelmo. Sono seria, eh. Ho preso prima l'arancia. Pensi che sia dolce e maneggevole, no? Ma lui era così dotato che l'arancia si è spappolata. Così ho tagliato il pompelmo, e mentre mi adoperavo con il pompelmo lui mi ha detto, “Oddio, sembra che stiamo contemporaneamente facendo sesso e che tu mi stai facendo un pompino.”In un tuo pezzo su Cosmo avevi 27 anni. Molte iniziano prima; com'è andata? Se devo essere sincera, nessuno me l'aveva mai chiesto, quindi non pensavo fosse un'esigenza. O era qualcosa che ti piaceva fare, come una fissazione, o eri sposata o via dicendo. [Ride] Poi quando il ragazzo con cui uscivo me l'ha chiesto, mi sono detta, “Davvero vuoi che lo faccia?! Ma è roba che fanno quelle brutte!” Volevo davvero che gli piacesse, quindi sono andata a fondo; non mi sono limitata a provarci. Volevo capire cosa stavo facendo. Sapevo che c'era un metodo. Quindi hai adottato una sorta di approccio accademico. Assolutamente sì. E questo atteggiamento ha effettivamente aperto la comunicazione tra me e il mio uomo—e come ho capito, questo è l'aspetto più importante, perché ogni uomo e ogni donna sono diversi. Ho dovuto cominciare a parlargli e a scoprire cosa gli piacesse. E gli uomini non sono molto bravi a comunicare. Non vogliono articolare. Vogliono solo l'azione. Ma alla fine ha cominciato a dirmi cosa gli piaceva o meno, ed è così che ho praticamente strutturato le 50 tecniche. Emetti un rumore molto preciso e riconoscibile mentre lo fai. Di cosa si tratta? L'effetto è esagerato, lo so. Guardando porno e parlando con le donne, ho notato che tutti fanno sempre più o meno i solito ooh e ah. Volevo fare qualcosa che fosse così sopra le righe da essere indimenticabile—una cosa da portarsi fino alla tomba. Quelli a cui lo fai collasseranno e durante gli ultimi respiri ricorderanno ancora quel suono. Se a loro non piace, puoi comunicare. Se non piace l'effetto, puoi diminuire o trovare un compromesso. Ma non cominciare dando loro quello che hanno sempre avuto. Hai fatto un sacco di lavori. Ora sei anche estetista, e ho letto che sei stata nell'esercito, giusto? Sono stata un meccanico per otto anni. Una volta, nei primi degli anni Novanta, stavo assistendo a una lezione sulla salute e il sesso, e continuavo a ripetermi che avrei saputo fare di meglio. E Angel non era ancora nata, ma anche in quell'occasione, anche nell'esercito, mi sono fatta avanti. Tenevo lezioni sul sesso sicuro.Molti uomini dicevano di odiare il preservativo. Ma tengo molto alla promozione del sesso sicuro, soprattutto nella comunità afroamericana, perché il tasso di HIV è molto alto. Una volta mi sono messa un preservativo sul piede, lì davanti a tutti. Ho insegnato a tutti come srotolarlo sul mio piede, l'ho alzato per aria e ho detto ai ragazzi, “Allora, se avete un pene più grande del mio piede non dovete usare un preservativo, ma penso non sia questo il caso.” Mi guardavano tutti con un'espressione a dir poco stupita. Ma io non mi vergognavo. Amo il sesso. È un denominatore comune. Non dovrebbe essere un tabù del quale le persone hanno paura di parlare.Quindi quando è “nata” Angel? Dieci anni fa. Stavo con un ragazzo particolare. Ero così eccitata delle cose che facevo con lui che ho cominciato a raccontarle alle mie amiche, e loro erano sbalordite. Poi hanno cominciato a raccontarlo ai loro amici, e agli amici degli amici. Ecco come è nata Angel, per aiutare gli amici. Ma si è diffusa come il fuoco—sono finita ovunque.Ora stai con il tuo manager, Jay, no? Proprio così. È bello perché capisce quello che faccio. Non è solo lì per farmi da manager. Proviate nuove tecniche insieme, no? È una sorta di laboratorio del sesso? La camera da letto è il nostro laboratorio, cara mia. Ma uno dei miei DVD—Home Is Where the Heart Is—consiglia di non limitarsi alla camera da letto. Se vivi solo o i bambini sono fuori, ci sono il salotto, la sala da pranzo, la cucina, il bagno, il corridoio, la macchina, il cortile... ci sono così tanti posti in cui avere una gran bel rapporto sessuale. Ho anche la cosiddetta Tecnica della Morte. E, a essere sincera, ci sono state donne che l'hanno usata e si sono trovate con un morto.... durante il sesso orale? Sì, un attacco di cuore. E io lo dico, non mi prendo responsabilità per la salute dei vostri uomini. Fatelo a vostro rischio e pericolo!Di che tecnica si tratta. Praticamente unisci un vibratore alla tecnica del pompino perfetto, quindi scendi e giri tutto su tutto il corpo, su e giù e poi intervieni sul perineo con il vibratore.Che programmi ha Angel? Tanti! Io e Jay siamo appena stati intervistati per Sex Sent Me to the ER. Non posso dirti cosa è successo, ma una volta sono davvero finita in ospedale per una cosa del genere. Anche diversi reality show si sono interessati a noi. È molto eccitante. Non ho mai pensato che quello che facevo potesse portare a fama o fortuna. Volevo aiutare le donne a emanciparsi nella sessualità. Tra tutte le dritte e le tecniche, quale pensi sia la migliore? La nostra bocca può fare cose che la vagina non può fare. La vagina è fantastica—così fantastica che, nove volte su dieci, l'uomo con cui stai facendo sesso avrò un orgasmo. Dio l'ha resa perfetta. La bocca è diversa: devi lavoraci un po'. Ma una volta che hai una vagina fantastica e una grande testa, allora diventi una belva. Il mio consiglio per le donne è diventare belve.  [...]

Cosa evitare per rimanere incinta

Quando state cercando un bambino ci sono alcuni errori che vanno evitati per poter aumentare le probabilità di rimanere incinta.Vediamo quali sono:1) Non fare abbastanza sessoQuesto tutto sommato è l’errore più divertente da risolvere. Alcune pensano che poche volte aiutino a preservare le scorte di sperma del partner, ma quando l’astinenza è troppo prolungata non va bene. Mai far passare più di 5 giorni di astinenza anche nei giorni non fertili. Nei giorni fertili invece potete avere rapporti a giorni alterni.Non fate l’errore di avere rapporti solo quando pensate di ovulare in base ai calcoli. Molte donne che si basano solo sui calcoli pensano di essere in ovulazione quando invece non lo sono e concentrano i rapporti nei giorni sbagliati.Monitorate attentamente i sintomi dell’ovulazione osservando il muco cervicale o misurando la temperatura basale. Oppure se non riuscite a osservare i sintomi usate i test ovulazione.2) Fare troppo sessoAlcune coppie pensano che più fanno sesso più facilmente riusciranno ad acciuffare la cicogna. Sbagliato! Non sempre la quantità vince su tutto. Anche se fare sesso spesso non dovesse diminuire la riserva di sperma di un uomo, il troppo sesso rischia di far diventare i rapporti una sorta di dovere meccanico che porta a stanchezza o disinteresse magari proprio in prossimità dei giorni migliori.3) Usare sempre la stessa posizioneNon usate sempre la stessa posizione quando fate l’amore credendo che in qualche modo sia la più “produttiva”. Se qualcuno vi ha suggerito che la posizione del missionario sia la migliore o che dovete rimanere a gambe alzate per mezz’ora dopo il rapporto….non è propriamente vero.Qualsiasi posizione usiate il risultato è lo stesso. Quando un uomo eiacula, lo sperma intraprende subito il viaggio verso le tube imbrigliato nelle maglie del muco cervicale Questo accade in pochi secondi, indipendentemente dalla posizione scelta durante il rapporto. Quindi invece di fissarvi con la solita posizione… divertitevi e siate creativi.4) Pensare che sia la donna il problemaQuando una coppia incontra delle difficoltà nell’ottenimento della gravidanza, molte persone (coppie comprese) pensano  automaticamente che nella donna ci sia qualcosa che non va. Che abbia cioè un problema di fertilità. Gli uomini sono meno propensi a pensare che il problema sia loro. Le coppie devono essere consapevoli che il problema di fertilità nel 40% dei casi può essere femminile nel 40% dei casi maschile e nel 20% dei casi rimanenti di entrambi o inspiegabile. La cosa migliore da fare quando una gravidanza non arriva dopo un anno di tentativi mirati (o dopo sei mesi se la donna ha un’età superiore ai 36 anni) è di fare entrambi dei controlli di approfondimento.5) Calcolare nel momento sbagliato l’ovulazioneSapere esattamente quandosi ovula può essere complicato o richiedere parecchia attenzione ed esperienza.Molte donne credono erroneamente di ovulare dopo 14 giorni dall’inizio delle mestruazioni. Ma non è così, la durata del ciclo mestruale può variare e l’ovulazione non sempre si verifica allo stesso momento ogni mese.Ci si può aiutare osservando il muco cervicale. Molte donne notano senza particolare difficoltà l’evoluzione del muco nei giorni fertili.Per chi invece non è in grado di farlo, i test ovulazione possono rivelarsi molto utili (a meno che non si soffra di sindrome dell’ovaio micropolicistico).6) Fare sesso solo nel giorno dell’ovulazioneSe utilizzate i test ovulazione, o se monitorate il muco cervicale o usate il metodo del calendario per cercare di individuare l’ovulazione, potreste essere portate a pensare di poter avere il rapporto solo nel giorno dell’ovulazione.Ed è sbagliato perchè potrebbe essere troppo tardi. Quello che leggete nei test ovulazione è il risultato di qualcosa avvenuto ore prima nel vostro corpo e che impiega alcune ore per essere visibile a livello delle urine. L’ovulo può essere fecondato entro 12-24 ore dopo essere stato emesso dal follicolo. Gli spermatozoi invece possono vivere per tre a cinque giorni, a fare sesso nei pochi giorni che precedono l’ovulazione aumenterà le probabilità di rimanere incinta.7) Usare lubrificantiNon usate i lubrificanti se cercate una gravidanza. I lubrificanti commerciali influenzano negativamente la motilità degli spermatozoi, rendendo più difficile ali spermatozoi di raggiungere l’ovulo. Esistono (chiedete in farmacia) lubrificanti che non influenzano negativamente lo sperma. Oppure potete usare lubrificanti più naturali:  olio di oliva, olio vegetale, olio per bambini, ma anche gli albumi sono sicuri ed efficaci.8) Correre subito da uno specialistaQuando si decide di avere un bambino sarebbe opportuno fare un controllo ginecologico.Se però dopo due o tre mesi di tentativi la cicogna non è ancora arrivata, non dovete correre immediatamente da un medico esperto in problemi di fertilità. Anche in condizioni ideali, coppie perfettamente fertili possono aver bisogno di alcuni mesi di tentativi per raggiungere una gravidanza. Se hai meno di 36 anni, cicli mestruali regolari e non presenti problemi di salute che potrebbero influenzare la fertilità, in genere i medici consigliano di attendere un anno di tentativi mirati prima di fare approfondimenti particolari.9) Aspettare troppo per andare da uno specialistaCi sono alcune situazioni in cui è ben non attendere troppo per andare da uno specialista.Se la donna ha più di 36 anni, la coppia dovrebbe iniziare  fare accertamenti dopo sei mesi di tentativi senza successo. Se siete giovani ma avete cicli mestruali irregolari o una storia di infezioni sessualmente trasmesse alle spalle, o una precedente gravidanza ectopica, o una malattia infiammatoria pelvica, o altri problemi di salute che possono influenzare la fertilità o la gravidanza, è bene cercare subito uno specialista.10) Trascurare la vostra salute in generaleSpesso, quando le coppie stanno cercando di concepire, si concentrano così intensamente sulla loro salute riproduttiva, trascurando la loro salute complessiva. E’ invece molto importante prestare attenzione alla propria salute, perché questioni come il peso, il fumo, lo stress, e farmaci possono influenzare anche molto la fertilità. Prima di provare a concepire, sarebbe opportuno che la coppia facesse un controllo medico per parlare di eventuali problematiche che possono influenzare la fertilità. [...]

CONSIGLI SUL SESSO ANALE

Il sesso anale è una di quelle cose che o si ama o si odia. Non c’è via di mezzo. La maggior parte delle donne ad un certo punto della propria vita lo prova, ma sono solo in poche quelle che ripetono l’esperienza. La ragione è chiara: il dolore. Se non ci fosse dolore, ci sarebbe probabilmente piacere. E da qui, o amore o odio. Tuttavia, anche in questo campo è la pratica che rende perfetti. Solo provando e riprovando riuscirete ad imparare tutte le tecniche e i segreti che renderanno il sesso anale un’esperienza piacevole per la vostra partner. E’ fondamentale inizialmente capire cosa alle donne piace e cosa non piace del sesso anale.Il potere del sesso analeSia per gli uomini che per le donne il sesso anale può costituire un ottimo diversivo rispetto al sesso convenzionale. Le sensazioni che dona sono particolari, inconsuete e diverse. Inoltre, i tabù ancora associati a questa pratica sessuale non fanno altro che creare, in verità, una certa attrazione da parte sia dei più audaci che dei più timidi. Tuttavia, una volta provato, il sesso anale perde velocemente tutto il suo fascino per la maggior parte delle donne (e anche per qualche uomo). Ma quali sono le ragioni per cui le donne amano oppure odiano il sesso anale? Perché le piace il sesso anale? Partiamo dalle cose positive.Il sesso anale le piace perché la eccitaLe donne amano il sesso anale perché può far provare loro sensazioni magnifiche e mai provate prima. Il sesso anale permette alla donna di sentire una penetrazione molto profonda e di provare un insieme di sensazioni che coinvolgono, in una sorta di particolare mescolanza, sia il clitoride che la vagina. Qualora anche queste parti vengano correttamente stimolate, la donna verrà trasportata in un’altra dimensione e il suo piacere non avrà limiti. Ricordate che gli orgasmi anali sono una realtà.La trasgressione del sesso analeMolte persone amano la trasgressione. Il sesso anale è una di quelle trasgressioni che si possono fare privatamente e nessuno ne saprà mai niente, se non voi e la vostra partner. La cosa, ovviamente, è parte fondamentale del divertimento. Spesso per una donna il sesso anale è una di quelle attività del tipo “c’è una prima volta per tutto”. Può avere un sacco di fascino il fatto di fare qualcosa che non si è mai fatto prima nella vita. Perché lei odia il sesso anale? Parliamo delle cose negative.Perché il sesso anale fa maleIl sesso anale non è così facile da mettere in pratica se non lo si è mai fatto prima. Per un uomo può sembrare semplice – dentro e fuori – ma per la donna non è così. Il sesso anale, se fatto male, può causare sudorazione fredda, brividi e un’estrema agonia. Molto spesso tuttavia le donne decidono di sopportare il dolore perché desiderano che l’esperienza possa essere piacevole per voi. Una volta conclusa un’esperienza dolorosa, tuttavia, la vostra partner potrebbe rifiutare ogni altro tentativo. Quindi, per ridurre al minimo la possibilità di un rifiuto categorico nel futuro, cercate di non farle male sin dalla prima volta. Fate del vostro meglio ogni volta e probabilmente potrete riprovarci di nuovo. Fatele male e sarete interdetti dal suo ano a vita.Perché è preoccupata per le conseguenze esteticheIl sesso anale è, ovviamente, il modo ideale per fare disastri. Per una donna, l’idea che possiate entrare dentro di lei ed uscire in una situazione non “idonea”, è estremamente imbarazzante.Per questo motivo la vostra partner potrebbe essere assolutamente contraria al sesso anale, anche senza averlo mai provato. Le donne passano così tanto tempo per farsi belle per noi, che il solo pensiero di fare qualcosa che potrebbe compromettere fatalmente tutto quel duro lavoro, potrebbe essere inconcepibile. Per alleviare le sue preoccupazioni potrebbe essere utile consigliarle di praticare un lavaggio anale (in commercio esistono vari tipi di strumenti per effettuare una doccia anale) o assicurarsi che sia andata in bagno almeno un’ora prima del rapporto.Lubrificazione d'obbligo!Il canale rettale non produce un lubrificante proprio, quindi è fondamentale utilizzare sempre un lubrificante di buona qualità in tutte le vostre avventure anali. Si consiglia di usare lubrificanti a base di silicone, perché tendono a durare a lungo e a non seccarsi. Non utilizzate prodotti come la vaselina: intasano le pareti del retto e sono troppo appiccicosi.Giocate con leiE’ molto importante che la vostra partner sia molto eccitata. Solo a quel punto il suo corpo sarà pronto ad accogliervi. Massaggiate il suo corpo con l’olio, fatela rilassare, amatela, adoratela e accarezzatela.Tutto questo, ovviamente, dovrà avvenire senza che il suo ano venga minimamente sfiorato. L’attesa è una delle tecniche sessuali più efficaci che abbiamo a disposizione: usatela a vostro vantaggio. Il livello di eccitazione dovrebbe essere tale per cui sarà lei stessa ad un certo punto a pregarvi di farlo: è quello il momento adatto. A quel punto, quando le sfiorerete l’ano, invece di una smorfia di tensione, vi risponderà con gemiti e lamenti.Preservativi e igiene Le malattie si trasmettono attraverso tutti i tipi di rapporto sessuale, compreso quello anale. Inoltre, le pareti del retto sono molto sottili e permeabili quindi il rischio di contrarre una malattia sessuale è addirittura maggiore. Ma l’utilizzo di un preservativo potrebbe essere una buona idea anche per altri motivi.La vostra partner potrebbe non desiderare che eiaculiate all’interno del suo retto. E la cosa, francamente, è comprensibile: le cose per lei potrebbero diventare un po’ fastidiose una volta finito il sesso. Utilizzate un preservativo ed eviterete il problema. Inoltre, i preservativi vi aiuteranno anche a proteggere il pene dalla materia fecale che può essere presente in piccole quantità nel retto. Qualora succedesse non sarà un problema: basterà sciacquarla via. Infine, indossare il preservativo vi renderà meno sensibili e quindi vi permetterà di durare un po’ più a lungo.Cosa non fare MAI Non fatelo mai senza che la vostra partner abbia dato il suo espresso consenso. Una donna non è un oggetto da usare a piacimento: se la vostra partner è così gentile da voler condividere con voi il suo bellissimo di dietro, vedete di trattarlo con rispetto e siate solo grati. A meno che non vi sia espressamente richiesto, non eiaculate dentro di lei. Non siate troppo irruenti e non spingete troppo forte, sempre che non sia espressamente richiesto.Cosa fare SEMPREUtilizzate sempre il lubrificante. Indossate sempre il preservativo se vi viene richiesto, senza fare i bambini. Fate come vi viene richiesto, in qualsiasi momento: il sesso anale è una situazione delicata e lei avrà bisogno di potersi di fidarsi di voi.Sesso anale e stereotipi di genere Quando una coppia eterosessuale pensa al sesso anale, in genere pensa al sesso anale “uomo su donna”. Tuttavia, per meglio comprendere cosa sia il sesso anale e riuscire a migliorare le vostre prestazioni, sarebbe bene se vi apriste alla possibilità che sia lei a potervelo praticare.Spaventati? Non siatelo.Il sesso anale richiede una sacco di pratica per diventare perfetto e sperimentarlo a vicenda è anche un modo perfetto per rendere più profonda la vostra connessione sessuale e amorosa. Non si deve per forza usare un sex toy: potete usare dita, lingua, oli, lubrificanti o qualsiasi altra cosa. Sperimentate e lasciate che il vostro corpo venga amato. Vedrete come ripagherà.Il sesso anale non viene vissuto bene da tutti: fatelo bene e lo farete di nuovo. Fatelo male e potreste essere banditi per sempre dal di dietro della vostra lei. Beh, probabilmente non per sempre, ma almeno fino a quando non si dimenticherà quanto male le avete fatto la volta precedente. Il miglior consiglio che possiamo darvi è quello di assicurarvi che lei sia molto eccitata prima di iniziare. A quel punto sarà molto difficile perdere la sfida. [...]

IL CLITORIDE FONDAMENTALE PER OGNI ORGASMO

Fare del buon sesso aiuta a togliere lo stress, diminuire la pressione sanguigna, è utile contro il rischio di malattie del cuore e stimola il sistema immunitario. Le endorfine rilasciate durante il sesso e l’orgasmo possono far diminuire il dolore e favorire l’afflusso del sangue ai genitali, prevenendo l’atrofia vaginale, ovvero il rilassamento dei tessuti della parete vaginale che possono accompagnare la menopausa.Quasi tutti gli animali fanno sesso solo per procreare, si accoppiano solo quando sono fertili e generalmente da dietro. Nella razza umana, dove si fa sesso per altre ragioni, la posizione della vagina facilita il sesso faccia a faccia. Nella nostra specie il sesso non è solo per creare la vita. Il sesso ha un grande impatto nell’umore: può farci calmare o rallegrarci e può migliorare la propria autostima.L’organo sessuale primario femminile è il clitoride, non la vagina, che è il canale per la nascita. Il termine “fallo” fa riferimento sia alla porzione esterna del clitoride che al pene. Durante l’eccitamento, quando stimolato, il tessuto si riempie di sangue proprio come il tessuto del pene. Si hanno anche erezioni ma la naturale lubrificazione è il “termometro” di quanto si è eccitati. Il glande del clitoride è la parte più sensibile e ricca di terminazioni nervose in una donna. Il clitoride è utilizzato solo per uno scopo, ovvero il piacere sessuale. La piccola protuberanza del clitoride è solo la punta dell’iceberg. E’ presente una larga area di tessuto molto sensibile proprio dietro la parte visibile del clitoride ed è chiamata corpo clitorideo, dove sono presenti molte estensioni che vanno verso l’esterno ed il basso e ruotano intorno la vagina e l’uretra, fino all’interno del corpo, misurano tra i 9 e gli 11 centimetri in totale. Per apprezzare appieno il potenziale sessuale occorre familiarizzare con il clitoride. Per avere piena consapevolezza del piacere sessuale occorre mettere da parte la vergogna ed il disagio che magari si può avere con il proprio corpo. Ci si preoccupa dell’anatomia della propria vagina (labbra troppo grandi, clitoride troppo piccolo o difficile da raggiungere), solo accettando che i propri genitali sono unici e belli nelle loro imperfezioni risulta determinante per rilassarsi e ricevere piacere sessuale. Molti terapisti sessuali raccomandano di sedersi di fronte ad uno specchio, esaminando ed imparando ad apprezzare la bellezza che c’è li sotto.Essere totalmente presenti con il proprio corpo e respirare profondamente aiuta a raggiungere l’orgasmo. Occorre focalizzarsi nelle sensazioni del corpo e che cosa fa sentire bene piuttosto che sull’aspetto e su quello che pensa il proprio partner.Esistono diversi tipi di orgasmo: ma tutto parte dal clitoride.Il piacere di un orgasmo può essere localizzato nell’area genitale, situazione più tipica, o diffondersi per l’intero corpo (le pratiche di sesso tantrico si focalizzano sull’intero corpo richiedendo più tempo affinché avvenga). L’eccitazione crea afflusso di sangue nei genitali ed un orgasmo espelle sangue e tensione da tutti gli organi pelvici che fa quindi ritornare il corpo allo stato d’origine. Masters e Johnson hanno determinato che tutti gli orgasmi provengono dalla stimolazione clitoridea e Betty Dodson è d’accordo. Ma ci sono anche ricercatori sessuali che credono in differenti tipi di orgasmo che si manifestano da forme differenti di stimolazione. Per esempio il dottor Berman fa riferimento all’orgasmo del “pavimento pelvico” che si manifesta dalla stimolazione del punto G.Qualsiasi tipo di stimolazione può portare ad un orgasmo. Ci sono donne che possono raggiungere l’orgasmo senza coinvolgere il clitoride. Ci sono casi di persone che hanno avuto l’orgasmo da stimolazione di qualunque parte del corpo, anche succhiare il dito del piede può portare una donna a provare l’orgasmo. Alcune donne possono raggiungerlo solo con la stimolazione dei capezzoli ed altre donne semplicemente nel pensare il loro seno e zona genitale toccate (lo studio di Kinsey quantifica l’orgasmo spontaneo senza stimolazione fisica nel 2% delle donne). Ti sei mai svegliata a metà di un sogno e ti accorgi di essere venuta? Molte donne hanno questi “sogni bagnati” (due ricercatori quantificano il 37% delle donne). Gli orgasmi notturni sono relazionati all’ansia, significa si è in uno stato di stress.Gli orgasmi multipli sono anche chiamati orgasmi seriali. Per molte donne dopo aver raggiunto l’orgasmo il clitoride risulta molto sensibile e diventa una zona “off limit”. E’ chiamato periodo refrattario ed è più evidente nell’uomo che nelle donne. Ma con la contrazione dei muscoli pelvici, focalizzandosi sulla respirazione profonda e muovendo la zona pelvica avanti ed indietro si può avere un’altra serie di spasmi sessuali.Il sesso è un antidepressivo naturale, e le ragioni per le quali il buon sesso ci fa sentire bene sono sia fisiche che emozionali. Essere un tutt’uno con il proprio partner e godere insieme dello spazio e tempo può essere un’esperienza spirituale molto forte. Ricevere le attenzioni amorose di qualcuno aiuta ad amarci ed accettarci. [...]

COME CONQUISTARE UNA RAGAZZA ONLINE

Una cosa è conquistare una ragazza online, tutt’altra è conquistarla dal vivo. E’ naturale, infatti, che ogni scenario di conquista esiga i suoi approcci e le sue regole. Dunque pensare che su internet regni l’anarchia è un grande errore. Se davvero volete rimorchiare una ragazza online e desiderate portare a buon fine il processo di seduzione, dovete seguire lagiusta strategia. Noi vi suggeriamo ben cinque regole utili da mettere in pratica per riuscire con successo nel vostro intento. Attenzione alla ricercaOvviamente, qualunque sia il canale online da voi scelto per conquistare una ragazza, una cosa non potrà non balzarvi all’occhio: la varietà. Vi trovate di fronte a un numero di profili esorbitante, avete improvvisamente davanti a voi migliaia e migliaia di donne, tutte potenzialmente pronte a ricevere i vostri approcci. Se, infatti, il mondo reale è già di per sé pieno zeppo di donne, quelle nel mondo virtuale ne sono infinitamente di più. C’è chi di fronte ad un numero illimitato non sa come districarsi e allora si affida al caso. Ma non c’è niente di più sbagliato che pescare nel mucchio! In questo caso la parola chiave è ricerca. Perderete anche un po’ più di tempo a curiosare nei profili quello che più potrebbe fare al caso vostro, ma pensateci, in realtà si tratta di tutto tempo guadagnato! Primo approccioAnche il primo approccio in rete è molto diverso da quello di persona. Considerate che di persona potete puntare sull’aspetto fisico, sulla voce, insomma su degli aspetti che online non si possono vedere e sentire. Dunque online bisogna giocare altre carte e, indiscutibilmente, quella col valore più alto è la carta dell’originalità. Si sa, infatti, che sui vari siti d’incontri e nelle varie chat regna sovrana la banalità, si chiedono le stesse cose e si approccia sempre allo stesso modo. Quello che fa la differenza è un approccio diverso dal solito, che cattura l’attenzione, anche perché è risaputo che la soglia di attenzione in rete è piuttosto bassa. Usare moderazioneCredeteci, la moderazione è sempre amica della seduzione, ed online ancora di più. Essendo voi dei perfetti sconosciuti che sono dall’altro lato del monitor, una donna ha bisogno ancor più dei suoi tempi. Dunque iniziate a studiare il suo profilo, conoscendo gusti e preferenze, e dimostratele il vostro interesse e la vostra attenzione, ma sempre con moderazione. E scansate la nemica della seduzione online, la fretta. Avere fretta negli approcci virtuali, infatti, è sempre controproducente. Rispettate i suoi tempi, e piuttosto che esser voi sempre i primi a contattarla aspettate che qualche volta sia lei a farlo. Evitare la volgaritàInsieme alla fretta l’altra nemica numero uno degli approcci online è la volgarità. Spinti dal fatto che scrivere coperti dietro un monitor ci faccia essere più liberi e persuasi dalla convinzione che la donna iscritta a certi siti sia particolarmente predisposta al sesso, gli uomini si lasciano andare a qualche volgarità inopportuna. Non perdete mai la vostra classe, oltrepassando quella sottile linea rossa che separa la seduzione dalla volgarità. Ricordare tuttoE alla fine, quando finalmente vi incontrerete, non vanificate tutti gli sforzi cadendo in contraddizione su qualcosa. Un’occhiata alle vecchie conversazioni  potrebbe esservi utile.  [...]

QUANDO LE DONNE FINGONO L'ORGASMO

Le donne provano l’orgasmo come risposta a quello dell’uomo. Una sorta di reazione a specchio. E’ la teoria dello studio  The Case of the Female Orgasm: Bias in the Science of Evolution.Il motivo per cui le donne raggiungono il piacere, sostengono gli autori dello studio, sarebbe quello di dare una sorta di “ricompensa” all’uomo per averle inseminate.C’è però un’altra teoria secondo cui l’orgasmo femminile sarebbe uno dei modi usati dalla femmina per attrarre i maschi migliori. Provare piacere spingerebbe la donna a cercare meglio il partner migliore, per la vita ma soprattutto per la riproduzione. Inoltre aumenterebbe le possibilità diconcepimento.  [...]

COME DURARE DI PIU A LETTO

Come durare di più a letto per far godere una donna? Esistono tecniche ed esercizi che ti permettono di combattere l’eiaculazione precoce ed avere una soddisfacente vita sessuale?Oggi invece che di parlare di rimedi miracolosi per durare di più a letto cerchiamo di capire cosa non fare, i falsi miti da sfatare e per quale motivo non servono per durare di più.Durare di più i miti da sfatarePensare a cose brutte o comunque pensare ad altro: questo è il primo consiglio che a detta di amici dovrebbe funzionare. Non pensare al sesso, a quello che stai facendo e alla bella ragazza che hai nuda sotto di te. Pensa alle tasse, all’esame da fare, ai casini che hai al lavoro e per magia durerai di più Per quale motivo dovrebbe funzionare? Anzi nella maggior parte dei casi peggiori la situazione perché non controlli il tuo corpo, non leggi i segnali che ti manda e non ti rendi conto che stai raggiungendo il punto di non ritorno.Creme ritardanti: nel breve periodo funzionano perché hanno una sostanza che si fa sentire meno le sensazioni e quindi duri un po’ di più. Il problema è che questa sostanza la spalmi anche su di lei e quindi anche lei avrà il problema che raggiungerà l’orgasmo con più difficoltà e quindi alla fine hai peggiorato la situazione.Pillole e medicine miracolose: in linea di massima servono poco o niente e spesso fanno anche male. Stai attento a chi promette miracoli.Masturbarsi prima del rapporto: altro mito che non muore mai ma che tutti ripetono ma che nessuno ha mai provato. Ricorda che dopo la prima eiaculazione passa un po’ di tempo prima che puoi avere un altro rapporto e questo tempo varia da uomo a uomo e si allunga con l’età. Inoltre non riuscirai con i rapporti successivi ad avere un pieno appagamento sessuale. [...]

69 la posizione che fa contenti tutti

Anche nel sesso, come nella vita, c’è chi si preoccupa dell’altro e chi preferisce invece preoccuparsi solo di sè. La posizione del 69 rappresenta in questo senso un ottimo compromesso: il piacere è infatti reciproco. Tuttavia esiste una certa “etichetta”, come la definisce Askmen, delle buone norme di  comportamento che sarebbe bene tenere a mente se si vuole che la posizione del 69 si riveli un’esperienza gratificante.Prima regola igiene intimaCome in tutti gli atti sessuali, ed in particolare tutti quelli che coinvolgono la stimolazione orale, un’ottima pulizia è spesso imprescindibile se non si vuole rischiare di esporre la propria partner ad un cattivo odore che potrebbe farle repentinamente cambiare idea. Seconda regola: meglio lasciare che sia lei a prendere l’iniziativa di provare la posizione del 69. Questo non esclude il fatto che la si possa indurre cortesemente alla posizione del 69, spostandosi lentamente in quella prospettiva durante i preliminari.  Inoltre, se durante la posizione del 69 uno dei due è sopra l’altro, è consigliabile far sì che sia la donna a stare sopra. In questo modo è lei ad avere maggiore controllo e a decidere quale velocità e profondità preferisce. La posizione del 69 ha anche una variante più “comfort”: entrambi i partner possono stare sdraiati, uno di fianco all’altro. Adagiando la propria testa sulle cosce dell’altro, tutto diventa più comodo e quindi i tempi di durata si allungano.Tuttavia, la posizione del 69 presenta spesso un rischio: quello di far sì che il piacere che si riceve ci distragga dal pensiero di fornire altrettanto piacere alla propria compagna, trascurandola. Occorre tenere a mente che l’atto deve essere reciproco e non unilaterale. Un’altra accortezza da tenere a mente è di non andare a stimolare con la lingua altri punti, se non si è certi che lei lo voglia. La posizione del 69 offre infatti facile accesso ad altre zone intime oltre alla vagina, come l’ano. Quest’ultimo è una parte molto sensibile del corpo femminile, ma a non tutte le donne piace essere sfiorate lì. Infine una giusta regola, spesso ignorata durante la posizione del 69, sarebbe l’uso di un contraccettivo di barriera come il preservativo: il sesso orale può essere veicolo, specialmente nell’uomo, della trasmissione del Papillomavirus umano (HPV) [...]

l'ORGASMO MULTIPLO NELL'UOMO

Anche se non tutti sanno, l’uomo può essere multiorgasmico come la donna, però per riuscirci deve impegnarsi ed allenarsi per un certo periodo.Il modo per ottenerlo è fare ripetutamente una serie di esericizi che lo aiutano a controllare l’eiaculazione, e permettergli in questo modo di sentire diversi orgasmi prima della completa e finale eiaculazione. Questo perchè la scienza afferma che orgasmo ed eiaculazione non sono la stessa cosa, anche se viene da pensare che siano lo stesso atto, e ci sono situazioni che attestano questa conoscenza, come i “sogni bagnati” degli adolescenti, che eiaculano senza orgasmo, oppure casi di orgasmo senza eiaculazione. E’ su questi ultimi che ci concentreremo.Il trucco per il multiorgasmo maschile si basa sul potere che gli uomini hanno sui propri muscoli pubococcigei e di quale uso ne fanno nell’atto sessuale. Gli esericizi di Kegel (più conosciuti dalle donne che dall’uomo) sono quelli che si incaricano di rinforzare la zona pelvica in modo tale da rendere l’uomo capace di controllare la sua eiaculazione e non evacuare il suo sperma nel momento del primo orgasmo.Per esercitare questi muscoli con gli esercizi di Kegel, tutto quello che deve fare l’uomo è contrarre volontariamente il bacino (come quando uno sforza in bagno, seduto sul water) 25 volte ogni volta, con due o tre ripetizioni al giorno, e aumentare le ripetizioni man mano. Come nella migliore tradizione ginnica, i muscoli si vanno fortificando e passano ad essere totalmente dominati dal cervello dell’uomo, che decide quando lasciar passare i fluidi.Un modo per sapere se i muscoli sono pronti per “darci” ilmultiorgasmo è controllarlo mentre ci si masturba, limitando l’impulso sessuale di pari paso. Bisogna masturbarsi fino al punto di orgasmo, goderselo, rilassarsi un poco, e poi proseguire. Il segreto sta nell’impossibilità di eiaculare ai primi orgasmi, e per questo oltre alla mente è doveroso controllare anche il corpo.Una volta fatta sua la tecnica, l’uomo può dimostrarlo anche alla sua compagna, rendendo entrambi più che felici e appassionati nell’atto sessuale, che sarà di fatto più lungo e intenso per entrambi. [...]

IL PIACERE FEMMINILE TRA MITI E STEREOTIPI

Liberiamoci da chi ci vuole mettere le mani nelle mutande.Ancora oggi sono presenti tantissimi stereotipi sulla sessualità femminile. Il vero problema è che questi non sono nemmeno voluti dalle donne.Questi steroetipi promuovono una vera e propria “mutilazione sessuale” delle donne. Ci portano a sentirci inadeguate, anomale, sbagliate promuovendo un modello che limita i diritti femminili nella sessualità limitando il piacere sessuali e le pulsioni in modo estremo. Essi sopravvivono purtroppo nei contesti dove l’informazione sessuale è assente. Chi è disinformato si affida ai luoghi comuni e questo può essere pericoloso, in quanto può generare seri problemi alla vita sessuale.Le donne, sopratutto in Italia (forse anche a causa di eccessivi luoghi comuni), hanno poca confidenza con il proprio corpo e con il proprio sesso e hanno molta paura di approciarsi ad esso. Altre pur avendo più confidenza tendono a vergognarsi quando si trovano davanti argomenti che riguardano la propria sessualità. Ricordatevi che nessuno deve imporvi regole sul vostro comportamento sessuale. Il sesso è bello proprio perchè non ha regole.Vediamo (e sfatiamo) alcuni stereotipi sessisti che rendono la sessualità delle donne poco appagante, ansiosa e piena di sensi di colpa: Una donna “seria” non deve perdere la testa durante il sesso. Questo luogo comune purtroppo allude ad una sessualità femminile ad esclusivo piacere maschile.Sfatiamolo. Il piacere femminile è importante quanto quello maschile così anche la salute sessuale. Lasciarsi andare non è una colpa, ma un diritto della donna.La serietà di una donna non la si dovrebbe misurare dal numero di orgasmi o dal suo comportamento sessuale. Una donna non deve prendere iniziativa sessuale.Sfatiamolo. Non sta scritto da nessuna parte che una donna debba comportarsi sempre da preda. Se una donna ama prendere iniziativa che male c’è? imporre questi luoghi comuni renderebbe poco felice la vita sessuale di una donna “attiva”.  Le donne che hanno avuto molti partner sono delle ”poco di buono”. Anche questo è falso. Perchè giudicare una donna dal numero di partner che ha avuto in passato? Le donne serie fanno sesso soltanto se innamorate. Falso anche questo. il sesso è anche piacere. Etichettare come “poco serie” chi fa sesso per puro piacere sessuale è un grave limite morale. Il sesso delle donne sarebbe quindi una moneta in cambio d’amore?  Se una donna guarda i film porno è “poco seria” (a meno che non li stia guardando assieme al partner). Sbagliato. Anche questo stereotipo vuole dire che la sessualità dovrebbe soddisfare solo l’uomo e la pornografia serve solo per stuzzicare la donna “a dagliela” datto apaple papale.  Le donne normali hanno un orgasmo ogni volta che hanno un rapporto sessuale. Questo luogo comune crea non pochi complessi in quelle donne che non possono raggiungerlo. Una donna su tre non raggiunge l’orgasmo. Spesso dipende dal partner o dalla donna stessa (poca conoscenza del proprio corpo o tabù).  Le donne si eccitano sempre ad ogni provocazione maschile.  Questa è la teoria degli stupri. Questo stereotipo è molto presente nella pornografia, dove le donne sono sempre disponibili.  La donna deve venire contemporaneamente all’uomo ed esclusivamente durante il coito. Falso. I tempi dell’orgasmo sono diversi tra uomo e donna e il piacere femminile può anche avvenire fuori dal coito. Questo luogo comune condanna la masturbazione e l’omosessualità femminile. L’uomo raggiunge l’orgasmo prima della donna e con più facilità. Non è vero, non dipende dal genere di appartenenza ma dal partner.  Le donne che non raggiungono l’orgasmo con la penetrazione  sono frigide. L’anorgasmia è spesso indice di poca conoscenza del proprio corpo, di un partner che non conosce le preferenze della partner e di tabù psicologici. L’orgasmo clitorideo è tipico delle donne immature. Vi siete fumati Freud?  Le donne che hanno orgasmi multipli sono ninfomani.Falsissimo. La donna che ha orgasmi multipli è una che ha acquisito maggior padronanza della propria sessualità. Altro stereotipo che demonizza il piacere femminile. L’alcool aumenta il desiderio delle donne. Semmai abbassa l’inibizione. Ricordatevi che chi fa bere una donna con il fine di portarsela a letto più facilmente è stupro! Le donne in menopausa non hanno più desiderio sessuale.Sbagliato. Ci sono donne che con la menopausa aumenta il desiderio. Se una donna si masturba perde interesse verso il rapporto sessuale completo. Ma chi ha detto che la sessualità femminile debba ruotare sempre attorno al fallo? La masturbazione è utile, perchè esplorando il proprio intimo si impara a conoscere il proprio corpo. Una donna non dovrebbe mai farsi vedere troppo esperta dal suo partner. Se lo è dove fare finta che sia lui a guidare il gioco e a indsegnarle tutto. Che noia! Siamo o non siamo noi padrone del nostro corpo? Allora chi più di noi dovrebbe conoscere il nostro corpo? La contraccezione è responsabilità esclusivamente femminile. Sbagliatissimo! Ma il sesso non si fa in due? Dagli steretopi sull’orgasmo sembra che deve fare sesso solo l’uomo e in alcuni solo la donna….decidetevi..il sesso si fa in due!! Gli uomini tradiscono  per sesso, le donne per amore.Falsissimo stereotipi nati per deresponsabilizzare il tradimento maschile. Le donne hanno meno desiderio sessuale rispetto agli uomini.Altro stereotipo che permette di dare della malata a chi ama il sesso. E’ strano che sussistano tanti stereotipi che poi si contraddicono. Da una parte non dobbiamo apparire “frigide”, dall’altra non dobbiamo apparire troppo desiderose. Il piacere di una donna dipende dalle dimensioni del pene del partner. Altra teoria fallocentrica. perchè a noi per provare piacere ci basta un dito di pochi centrimetri. Infatti lka magigor parte delle donne prova più piacere perl’autoerotismo che per il coito. Tutte le donne simulano gli orgasmi. Spesso purtroppo alcune donne per non ferire il partner tendono a simularlo. Non lo fate mai, perchè vi rende insoddisfatte. Semmai dite al partner che non siete soddisfatte. I tabù sulla sessualità femminile spesso fanno sì che le donne abbiano paura ad esporre la loro insoddisfazione sessuale. Alcuni uomini per giustificare la loro inadeguatezza hanno tirato fuori questo steroetipo. Una donna non può mai rimanere incinta durante il ciclo.Non credete a questo stereotipo. La rottura dell’imene avviene con la fuoriuscita del sangue.  Non è vero. Ci sono donne che hanno l’imene elastico che non comporta fuori uscita di sangue e non si rompe facilmente, ci sono altre che pur non avendo mai rapporti non possiedono l’imene. [...]

MASTURBAZIONE FEMMINILE SEGRETO O VERGOGNA

Masturbazione femminile: non se ne parla! Ma le donne la praticano o no?Numerose ricerche in sessuologia clinica hanno riscontrato che le donne che si dedicano all'autoerotismo hanno una vita sessuale molto più attiva e soddisfacente e raggiungono più facilmente l'orgasmo rispetto a quelle che non la praticano. Tante donne vivono l'autoerotismo come una zona d'ombra dell'erotismo femminile carica di sentimenti di colpa e vergogna. Masturbarsi quando si è sole non significa per forza compensare una mancanza di rapporti sessuali.Molte donne che non riescono a raggiungere l'orgasmo con il proprio partner spesso condividono l'esperienza  di non essersi mai masturbate. Luisa ha 54 anni e richiede una consulenza sessuologica per una problematica di anorgasmia. "Quando avevo 11 anni sentivo e notavo i cambiamenti che stavano avvenendo nel mio corpo. Avevo voglia di uscire con le mie amiche, e flirtare.... Mio padre spesso mi puniva se rientravo più tardi, se uscivo in compagnia di coetanei maschi: tutto questo perchè stavo diventando donna. Nella mia solitudine avevo scoperto che strofinare le mie coscie l'una sull'altra mi provocava delle sensazioni molto piacevoli. La punzione della solitudine si trasformava in piacere, e temevo di essere scoperta".Luisa soffre perchè negli anni si è resa conto che con gli uomini ha sempre ricercato e "trovato il piacere" nell'essere sottomessa, tutto perchè "Temevo di essere troppo esigente e perversa". La sessualità femminile può sembrare più complicata di quella maschile, ma questo elemento non può e non deve essere usato come un alibi per disinteressarsi dei gusti sessuali e di ciò che piace o non piace.La masturbazione nella donna, ma così come nell'uomo, rappresenta la palestra per la ricerca del proprio equilibrio sessuale. E' frequente riscontrare che molte donne raggiungono l'orgasmo solo masturbandosi, e già negli anni '80 Shere Hite nel suo trattato sul piacere femminile parlava di 85% di donne che raggiungevano l'orgasmo con la masturbazione piuttosto che con la penetrazione vaginale (dove il rapporto di orgasmi raggiunti era 1 su 4 rapporti sessuali consumati).L'eroticità femminile è stata per lungo sconosciuta e rimossa anche dalla cultura scientifica (specie da teorie psicoanalitiche ortodosse) che ha visto lo sviluppo psicosessuale della donna solo in funzione dell'aspetto riproduttivo della sessualità, la maternità, e il ruolo familiare come pilastri dell'identità femminile. Per secoli anche i medici si sono chiesti se l'orgasmo femminile fosse legato alla procreazione, analogamente a quello maschile e, in qualche modo, indispensabile alla stessa. La masturbazione è uno strumento di piacere, conoscenza del proprio corpo e delle proprie sensazioni erotiche e rappresenta una via privilegiata di conoscenza sui propri punti sensibili: la clitoride, il punto G e altre zone erogene.Ciò che definisce la sessualità è la ricerca e l'ottenimento del piacere che vuole essere protagonista anche della sessualità femminile, oggi che alle donne è permesso rivendicarlo.Una donna che scopre i suoi punti piacevoli e sa come raggiungerli sarà in grado di guidare il proprio/la propria partner al raggiungimento di soddisfazione sessuale di coppia... oppure provare piacere dalla stimolazione ricevuta senza necessariamente aspettare di avere un orgasmo assieme.Nessuna carezza intima è vergognosa. Tra i fattori che concorrono allo sviluppo e mantenimento delle problematiche della sessualità femminile le restrizioni culturali sulla vita sessuale della donna, i modelli appresi sul ruolo femminile, l'immagine della "buona donna" verso cui tendere...Come è vista una donna che si masturba? Spesso una donna anorgasmica vede la donna che si masturba come sporca, peccatrice, colpevole.Le nuove terapie sessuali sono inteventi di breve durata e prevedono nel trattamento di alcuni disturbi della sessualità femminile una parte di ri-educazione sulla conoscenza della fisiologia degli organi genitali, le peculiarità degli organi genitali interni ed esterni, le fasi di risposta sessuale e compiti di auto-esplorazione manuale degli organi genitali da eseguire a casa.Diversi autori hanno potuto constatare che le donne che mostrano un'attitudine negativa nei confronti della masturbazione sperimentano una vasocongestione pelvica, durante l'eccitazione, più scarsa rispetto alle donne che vivono positivamente anche il solo pensiero di una possibilità di masturbazione (sia individuale, sia di coppia). La masturbazione è pertanto un fattore predittivo del livello qualitativo della sessualità vissuta. [...]

QUALE LUBRIFICANTE SCEGLIERE

Intanto diciamo subito che i lubrificanti non servono solo per il sesso anale. Quando si penetra l’ano sono senz’altro fondamentali ma ci sono molte situazioni in cui usare una buona lubrificazione aggiunge molto divertimento. Alcuni esempiIntanto se è presente un po di secchezza vaginale lubrificare è sempre utile, inoltre è fondamentale per tentare di fare squirtare la vostra donna, oppure per massaggiare i genitali in maniera più libidinosa, o ancora per lubrificare un profilattico ed evitare rischi di rottura, infine masturbarsi è sempre più bello se il pene o la vagina sono molto lubrificati. Per decidere quale lubrificante scegliere i fattori da tenere presenti sono due: i componenti di cui è fatto e l’uso che se ne vuole fare.Il principale e più economico lubrificante sempre disponibile è la saliva anche se ha come svantaggio il fatto di essere spesso troppo acquosa, non sempre molto scivolosa, e inoltre tende a seccarsi molto rapidamente. Il suo utilizzo può essere quello di una lubrificazione rapida e preliminare. Quindi è utile per masturbare o masturbarsi oppure per iniziare un rapporto vaginale. I lubrificanti artificiali più diffusi sono quelli a base d’acqua. Iniziamo con i pro: si trovano facilmente in commercio, possono essere usati in modo sicuro anche con i preservativi, non sporcano le lenzuola, si lavano via con acqua facilmente e si possono ingerire senza complicazioni. Invece i contro sono: non sono adatti ad essere usati come oli da massaggio e si asciugano quando il rapporto sessuale è prolungato (in quel caso va rinnovata l’applicazione).Molto diffusi per i giochi erotici sono gli oli derivati dal petrolio come l’olio Johnson o simili. Attenzione questi prodotti non andrebbero mai usati all’interno della vagina poiché possono causare irritazioni e aumentare il rischio di infezioni cambiando la chimica vaginale e non possono essere ingeriti (sono più sicuri, ma con qualche riserva, per il sesso anale). Attenzione: danneggiano i profilattici. Altro genere di lubrificanti oleosi sono quelli alimentari naturali come oli vegetali o burro i quali sono commestibili: l’utilizzo di queste sostanze alimentari che si trovano facilmente in casa è piuttosto sicuro e non richiede accortezze a parte il fatto che queste sostanze macchiano molto e hanno un odore che può risultare sgradevole durante il sesso se miscelato con gli altri liquidi corporei. Anche questi grassi danneggiano i profilattici.Parliamo infine dei lubrificanti di ultima generazione a base di silicone. La loro consistenza è setosa, molto delicata, hanno un altissimo potere lubrificante e tendono a seccare molto poco, per cui ne verrà utilizzata una quantità minore rispetto agli altri. Tendenzialmente non hanno controindicazioni con il lattice dei profilattici, ma non vanno d’accordo con oggetti fatti a loro volta di silicone, controllate dunque di che materiale sono fatti i vostri sex toys prima di cospargerli con questi prodotti. Possono essere usati senza problemi sui genitali, anche se non è ancora stato appurato quanto sia sicuro ingerirli; possono macchiare alcuni tessuti e non si lavano via facilmente con l’acqua, ma è necessario usare un sapone. Essendo fantastici sia per i massaggi che per ogni altro gioco sessuale, anche sotto la doccia o nella vasca da bagno, un unico prodotto è sufficiente per quasi ogni esigenza. Unico difetto è il prezzo, tendenzialmente  molto più alto dei prodotti a base acquosa.Concludiamo dicendo che qualsiasi lubrificante intendiate usare non applicate il lubrificante direttamente sui genitali del vostro (o della vostra) partner: quando esce direttamente dal contenitore spesso è freddo, quindi prendine una piccola quantità tra le mani e strofinalo per riscaldarlo. [...]

A CHI PIACE FARLO VELOCE OVVERO LA SVELTINA E IL SESSO

Il sesso è una di quelle cose a cui dedicare tempo, tutto quello che si ha a disposizione.Ma violare questa regola generale è trasgressivo, eccitante e divertente.Parliamo allora della "sveltina".Odiata, rivalutata, e poi di nuovo esaltata e sminuita da uomini e da donne, a seconda dei contesti, dei partner e delle situazioni, può però essere divertente.E allora, per le donne: sveltina sì o sveltina no?Il mito è sfatato: l'amplesso veloce e intenso, rapido ma eccitante piace molto anche alla donna. A patto che anche lei riesca a godere appieno.Certo la qualità di un rapporto sessuale non si misura con il cronometro perché spesso, soprattutto alla donna, piace preparare l'amplesso con momenti preliminari fatti di parole, carezze, baci che svolgono un a funzione importante per l'eccitazione di lui e lei. Non solo, le donne sono selettive circa i partner sessuali perché cercano quello 'giusto' che garantisca sicurezza una volta nata la prole; quindi ci vanno piano e ci pensano su.Gli uomini invece si sono evoluti per diffondere il più possibile il proprio patrimonio genetico e quindi per avere più rapporti sessuali con partner diverse. Quindi vanno di corsa.L'obiettivo in effetti non è però durare il più a lungo possibile, ma divertirsi il più possibile insieme. Questo, a volte significa trascorrere ore in preliminari, altre volte vuol dire passare ore a fare sesso sul serio, ma la sveltina è altrettanto gradevole e spesso più divertente rispetto a ritrovarsi martellate per 40 minuti mentre guardate con gli occhi fissi al soffitto.Una ricerca condotta dal Center for Sex Education and Research, ha rivelato che perché sia davvero soddisfacente, un incontro sessuale deve durare tra i 3 e i 13 minuti, non di più.La sveltina non è soltanto fare sesso veloci come colibrì, è comunque un atto che può avere delle conseguenze (mediche e di salute), per questo va sempre e comunque usato il preservativo per diminuire il rischio di malattie o gravidanze indesiderate.Fate anche molta attenzione al luogo dove fate la sveltina, perché il rischio di essere colti inflagrante è tanto eccitante quanto reale.Eviterete così figuracce e nei peggiori dei casi anche delle vere e proprie denunce per atti osceni. [...]

SQUIRTING CONSIGLI SU COME FARLA EIACULARE

Il termine squirting si riferisce alla espulsione dagli organi genitali della donna di un liquido durante l’orgasmo, paragonabile all’eiaculazione maschile. L’esistenza dello squirting è stata riconosciuta da molti, ed è stato accertato che in alcune donne vi sono manifestazioni eiaculatorie che si qualificano come straordinarie rispetto ai normali fenomeni di lubrificazione connessi all’eccitazione sessuale. L’eiaculato femminile è espulso dall’uretra, lo stesso posto da dove proviene l’urina. E anche se studi hanno dimostrato che il liquido chiaro espulso non è assolutamente urina (il succo è rilasciato dalle ghiandole di Skene, o spugna uretrale, o prostata femminile). L’eiaculazione femminile è un fenomeno che pare interessare una piccola percentuale della popolazione femminile, secondo alcuni nell’ordine del 10-30%.Ecco alcuni consigli e tecniche che permettono di trovare il punto G durante i preliminari e far squirtare la tua partner.1) Per prima cosa lubrificare: Questa non è una cosa opzionale, per lo meno le prime volte che si prova questa tecnica. Per aumentare il godimento ed arrivare all’eiaculazione femminile usa un lubrificante a base d’acqua. Eviterai anche di lesionare le pareti vaginali.2) Fai attenzione alle tue mani ed, eventualmente, preparale prima: Anche se la vagina non è un organo troppo delicato e può essere anche molto “strapazzata”, devi prenderti cura delle tue mani. Tagliati le unghie, evita la presenza di tagli o abrasioni e tienile pulite.3) Trova il punto G all’interno della vagina: Il punto G  è reperibile al di sotto dell’uretra  a circa 3-5 cm all’interno della vagina. Con la donna sdraiata a “pancia in su”, inserendo un dito dentro la vagina, lo troverai sulla parete anteriore. Più la donna si eccita e più è facile sentire il punto G perché si gonfia risulterà cribroso e un po spugnoso.Tecnica “Light”: con la donna a “pancia in su” inserisci il dito indice (o il medio) nella vagina e giralo verso su in modo da toccare le pareti frontali con le dita. A questo puntomassaggia con fermezza muovendo avanti e indietro. Inizia con un  accarezzamento lento e cadenzato per poi aumentare in intensità e fermezza. Una volta che vedrai la donna essere più coinvolta, prova con 2 dita continuando con gli stessi movimenti (usa l’indice ed il medio): passa alla tecnica “Strong”.Tecnica “Strong”: Questa modalità è da usare con cautela e dopo un po di pratica con la prima tecnica “light”. In questo caso usa subito indice e medio per penetrare la vagina. Cerca di appoggiare il palmo della mano sul clitoride per fare in modo di accarezzarlo mentre muoverai le dita dentro la vagina sul punto G.Dopo aver stimolato il punto G per 5-10 minuti con la tecnica “light”, dovresti iniziare ad osservare dei cambiamenti molto interessanti nella tua donna. Il punto G sarà sempre più gonfio e turgido e lei dovrebbe iniziare a gemere per il piacere. Questi sono segnali che lei si sta preparando allo squirting. La tecnica “strong” finirà il lavoro iniziato mentre tu continuerai con un movimento sempre più veloce e vigoroso. Dovresti anche sentire il muro vaginale modificarsi intorno alle tue dita: potrà sia stringersi che allargarsi. Continua sempre più duramente e velocemente fino a che lei non avrà eiaculato tutti i suoi liquidi interni all’esterno.Alcuni ultimi consigli da ricordare prima di dedicarti allo squirting. Non tutte le donne arrivano all’eiaculazione femminile, non subito in ogni caso. Non tutte le volte verranno emesse quelle caratteristiche perdite vaginali. Se non squirterà, comunque le farai provare una sensazione molto intensa.Ricorda anche che per la donna, le prime volte che proverai questa tecnica, è normale sentirsi strana quando sta per squirtare perché le sembrerà di essere in procinto di urinare. Se prova a trattenerla, non eiaculerà: deve lasciarsi andare senza inibizioni. Anche se puoi manipolare la vagina della tua femmina come vuoi, ci sono possibilità che lei non raggiunga l’apice della soddisfazione sessuale se non si lascerà andare completamente. La sensazione dello squirting potrebbe anche disturbarla, cerca di assicurati che lo voglia davvero. [...]

AUMENTARE LA QUANTITA' DI SPERMA DELL'EIACULAZIONE

Quella che emerge dal titolo di questo articolo potrà sembrare una richiesta bizzarra, ma in realtà avere eiaculazioni abbondanti ed esplosive è una priorità per l’uomo, e rappresenta un desiderio diffuso quasi quanto quello di avere un pene molto sviluppato. Ecco un aiuto preciso e mirato ad ottenere degli orgasmi davvero abbondanti di sperma.Per iniziare vorremmo ricordarvi che l’eiaculato, ovvero il liquido che viene emesso dal pene durante l’orgasmo, è composto dagli spermatozoi e dal liquido seminale, nel quale gli spermatozoi trovano un ambiente favorevole per sopravvivere all’interno della donna. Un uomo adulto, ad ogni eiaculazione, emette circa dai 1,5 ml ai 6 ml di sperma. Seguendo i consigli che di seguito riportiamo si può arrivare sino a 8 ml. Anche la densità del liquido spermatico è un elemento importante e dipende da più fattori. Nella maggior parte dei casi ha una densità discreta, ma il suo aspetto può variare da una cremosità vistosa ad uno stato quasi completamente liquido, ma mai trasparente. Quindi per avere un’eiaculazione abbondante, densa ed esplosiva bisognerà trovare delle strategie per aumentare la quantità e la qualità del liquido seminale. Ecco quindi i nostri trucchi:1) Assumere acqua: lo sperma è costituito per la maggior parte da acqua e bere molti liquidi comporta l’aumento delle scorte del prezioso liquido nelle vescichette. Si consigliano almeno 2 litri di acqua al giorno.2) Astenersi dai rapporti: la produzione di sperma necessita dai 4 ai 10 giorni per raggiungere il suo massimo. Nelle vescichette seminali lo sperma aumenta di volume sino a 10 giorni dopo l’ultimo rapporto, poi si mantiene stabile e diminuisce di qualità al fine della riproduzione.3) Assumere Arginina: L’arginina è un amminoacido che si può acquistare in tutti i negozi che vendono integratori alimentari. E’ anche presente in molti preparati che si trovano in farmacia e non è molto costoso. Assumere arginina è uno dei segreti più efficaci per incrementare il volume dello sperma.4) Assumere Lecitina di Soja: in tantissimi blog anglosassoni viene riportato che l’assunzione della lecitina di soia incrementa di molto la produzione sia di liquido seminale che di liquido pre-seminale. Si trovano molti studi su animali che indicano che la lecitina di soia aumenta sia la quantità che la qualità dello sperma.5) Aumentare i livelli di testosterone: l’unico modo “sano” per incrementare i livelli del testosterone nel nostro corpo è quello di allenarsi in palestra, avere una dieta proteica, esporsi alla luce solare, mantenere basso il grasso corporeo, non fumare e non bere alcolici. Ah, ancora una cosa…fruire di materiale pornografico sembra che aumenti i livelli di testosterone!6) Assumere Zinco: L’assunzione di zinco infatti stimola la produzione di testosterone, il quale stimola l’accumulo dello sperma nelle vescichette seminali e la produzione prostatica. I cibi più ricchi di zinco sono le nocciole, le noci, il tuorlo d’uovo, i semi di sesamo, la carne, il cacao, i semi di zucca e i funghi. Per introdurre almeno 11 mg al giorno di zinco, puoi utilizzare anche integratori alimentari che lo contengono. [...]

ARRIVA IL VIAGRA FEMMINILE

Come funziona il Viagra femminile?Approvata definitivamente negli Usa la flibanserina, il farmaco per la libido femminile già soprannominato “Viagra rosa”. Ecco il suo (misterioso) funzionamento.La Food and Drug Administration americana ha approvato ufficialmente il primo farmaco che tratta i problemi di libido delle donne. Già ribattezzato Viagra femminile, o Viagra rosa, laflibanserina riguarda disordini che si stima colpiscano una donna su dieci, quelli da “desiderio sessuale ipoattivo”, una mancanza di desiderio in un periodo più o meno lungo che può provocare stress, problemi interpersonali e in alcuni casi depressione. Lanota ufficiale della Fda parla di uso per le donne in pre-menopausa. Un percorso, quello di approvazione dell’Addyi, prodotto realizzato dalla Sprout Pharmaceutical nei primi anni del Duemila, piuttosto accidentato, dato che si conclude solo oggi (ultimo giorno burocraticamente utile), dopo essere stato interrotto due volte a causa di pareri negativi di un comitato consultivo. Di recente, poi, c’è stato il voto a favore di 18 membri del comitato contro 6.Anche se è soprannominato Viagra femminile, sono diverse le differenze rispetto al più famoso farmaco per trattare i problemi erettili maschili.Innanzitutto, la pillola di flibanserina andrebbe assunta ogni sera e non prima dell’atto sessuale (come il Viagra), preferibilmente poco prima di andare a dormire. Un’indicazione, questa, che mira a ridurre gli eventuali problemi di pressione bassa e sonnolenza/sedazione che può causare.Inoltre, il Viagra è un farmaco usato per trattare la disfunzione erettile che segue un meccanismo semplice per un problema fisico semplice: invia più sangue al pene per tenerlo eretto e presuppone che sia presente il desiderio sessuale. “Un accurato equivalente femminile del Viagra avrebbe dovuto, al limite, agire direttamente sul clitoride” ha commentato Andrew Thomson, psicologo dell’Università della Virginia. La flibanserina, invece, non lavora sui genitali, ma sui recettori del cervello e mira proprio ad aumentare il desiderio sessuale.La pillola è stata infatti originariamente usata per trattare la depressione e, inizialmente, gli scienziati temevano che avrebbe diminuito, e non promosso, il desiderio sessuale. La sostanza è infatti un agonista 5HT1A e 5HT2A, e condivide meccanismi comuni con l’antidepressivo buspirone. Come agonista 5HT1A promuove il rilascio di dopamina, legata ai meccanismi di piacere e appagamento. Inoltre, la flibanserina promuove anche il rilascio di noradrenalina, che entra in gioco quando si presenta uno stimolo esterno. Al di là di questi dati tecnici, comunque, nessuno è veramente certo di come il farmaco riesca a sollecitare il desiderio sessuale femminile, qualcosa di più sfumato e complicato di un’erezione, essendo il risultato di una danza tra piùneurotrasmettitori.Non mancano, naturalmente, gli effetti collaterali, che hanno alimentato il dibattito sulla flibanserina nei mesi scorsi. Il farmaco può causare ipotensione e perdita di coscienza, rischio che aumenta sensibilmente quando c’è interazione con alcool, la cui assunzione durante il trattamento è perciò controindicata.È interessante notare, infine, come si conclude il comunicato della Fda: “L’Addyi (flibanserina) è un agonista recettore 1A della serotonina e antagonista recettore 2A, ma il meccanismo per cui il farmaco migliora il desiderio sessuale e i relativi disturbi è sconosciuto”. Segno che, forse, il desiderio sessuale femminile è destinato a restare un mistero. [...]

ALLARME GONORREA TRA I GIOVANI DILAGANO LE MALATTIE SESSUALI

L’emergenza in termini di salute pubblica è oggi rappresentata dalle malattie croniche, ma poco si dice invece sulle infezioni a trasmissione sessuale in realtà ancora molto aggressive e diffuse. Sebbene le malattie infettive risultino in calo per merito della profilassi, il trend che riguarda quelle che si trasmettono sotto le lenzuola è opposto. Clamidia, gonorrea e sifilide le più diffuse e contro cui non risultano disponibili vaccini. ECCO LE MALATTIE SESSUALI MAGGIORMENTE DIFFUSE  L’istantanea è stata scattata dall’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc), con gli ultimi dati disponibili (relativi al 2013). L’infezione daChlamydia trachomatis rimane la più diffusa, tra quelle sessualmente trasmesse: 146 milioni i nuovi casi ogni anno, 385mila soltanto in Europa due anni fa. Ma a preoccupare è soprattutto il “boom” della gonorrea (la malattia è nota anche come “scolo”), la cui incidenza risulta cresciuta del 78%, dal 2008 a oggi. A contrarla sono soprattutto gli uomini. «Il trend, in questo caso, sembra legato all’aumento dei rapporti omosessuali», hanno messo nero su bianco gli esperti del centro di Stoccolma, che proprio in questi giorni festeggia il decimo anniversario di attività. Seguono la sifilide (trasmessa dal treponema pallidum), illinfogranuloma venereo (causata da alcuni immunotipi di Chlamydia trachomatis) e la sifilide congenita (contratta per via transplacentare). Segno che ci sono donne che intraprendono una gravidanza ignorando - pur potendo arrivare alla diagnosi in modo abbastanza semplice: attraverso un tampone vaginale o un semplice esame delle urine - che l’infezione ha colpito anche il loro corpo. SOLO IL PRESERVATIVO CI METTE AL SICURO  Patogeni a parte, la situazione denuncia la scarsa consapevolezza da parte dei più giovani dei rischi e la mancanza delle precauzioni che dovrebbero accompagnare i rapporti sessuali: soprattutto se occasionali. A complicare i piani di chi si muove per fare prevenzione, c’è l’aspetto “silente” della maggior parte di queste infezioni. Così, per esempio, oltre a un’ampia fetta della popolazione che ne risulta inconsapevolmente portatrice, sono in pochi a sapere che la Chlamidia espone a un rischio cinque volte più alto di contrarre l’infezione da Hiv(responsabile dell’Aids), oltre al rischio di infertilità e gravidanza extrauterina. Lo stesso discorso è valido per la gonorrea che, se trasmessa dalla mamma incinta al futuro neonato, può provocargli cecità, infiammazioni articolari o sanguigne. L’unica vera arma per evitare il contagio è sempre la stessa: l’utilizzo del preservativo.  IN GRAN BRETAGNA È UN VERA E PROPRIA EMERGENZA  Proprio la gonorrea è salita alla ribalta nelle ultime settimane nel nord della Gran Bretagna, dove un focolaio di quindici infezioni resistenti ai farmaci ha innescato un allarme senza precedenti, di cui si sono occupati tutti i principali organi di stampa. Anche l’Ecdc aveva evidenziato il problema nel luglio scorso . L’emergenza rimanda al cattivo utilizzo che per anni è stato fatto degli antibiotici, al punto da renderli ormai innocui contro un ampio spettro di microrganismi. Ma pure alla facilità con cui oggi si organizzano appuntamenti al buio attraverso uno smartphone. «Oltre a un incontro sessuale, con queste nuove app c’è anche il rischio di contrarre una nuova infezione», afferma Whitney Engeran-Cordova, direttrice dell’ultime campagna voluta dall’Aids Healthcare Foundation che mostra, sui muri e sui bus di Los Angeles, dei poster in un uomo chiamato “Mr Tinder” incontra una donna di nome “Clamydia”.UNA SETTIMANA PER PROTEGGERE LA SESSUALITÀ  È anche di queste problematiche che si è parlato nel corso della Settimana del Benessere Sessuale iniziata il 28 settembre e che terminerà sabato 3 ottobre. Organizzata dalla Federazione Italiana Sessuologia Scientifica ha avuto appuntamenti in tutta Italia, per discutere del ruolo di un’alimentazione equilibrata nel rapporto di coppia e delle difficoltà psicologiche che oggi rischiano di minare l’intesa tra due partner. [...]

SESSO ORALE SOTTO ACCUSA CAUSA DI TUMORI ALLA FARINGE

I dati sulla diffusione e la mortalità dei tumori nella popolazione ci dicono che l'andamento per alcuni tipi di cancro è positivo: l'incidenza di molti tumori comuni, come quello del colon, della prostata, dei polmoni, è in calo.Aumentano invece i casi, soprattutto tra gli uomini, di tumore orofaringeo, che colpisce cioè il palato molle, la base della lingua, l’arco delle tonsille e la parte posteriore della gola. E gli scienziati si interrogano su quale sia il ruolo del sesso orale nella diffusione di queste neoplasie.I due maggiori fattori di rischio per i tumori orofaringei sono il fumo e l'alcol. Ma mentre altri tipi di tumori che colpiscono zone molto vicine, come la laringe e le corde vocali, stanno diminuendo negli Stati Uniti, dove il fumo è in netto calo da anni, il cancro dell'orofaringe è in aumento. La colpa è delleinfezioni da HPV (papilloma virus), un virus sessualmente trasmesso che, soprattutto nel suo tipo 16, è in grado di causare l'insorgenza del cancro nei tessuti colpiti.La ricerca più recente, che ha cercato di stabilire la diffusione del virus e il suo legame con il carcinoma orofaringeo a cellule squamose, è stata pubblicata sulla rivista scientifica Jama e porta la firma di Maura Gillison, oncologa dell'Ohio State University. Intervistata dal magazine americano The Atlantic , Gillison ha spiegato che non deve stupire l'età spesso avanzata di alcuni dei pazienti diagnosticati, perché il periodo di latenza tra l'iniziale infezione e l'insorgenza del tumore può essere anche molto lungo.Nelle sua ricerche passate Gillison aveva stabilito che le persone che hanno avuto più partner sessuali, (comprendendo sia il sesso vaginale che il sesso orale) nel corso della loro vita hanno unrischio maggiore di sviluppare un tumore dell'orofaringe, e che l'infezione da HPV 16 è correlata a questo tipo di cancro. Ma quanto è diffuso il virus nella popolazione generale, e quindi quanto alto il rischio?Il suo nuovo studio ha preso in esame 5.579 uomini e donne di età compresa tra 14 e 69 anni, attingendo a soggetti che erano già stati reclutati per il National Health and Nutrition Examination Survey, e ha chiesto loro di raccogliere un campione di saliva. Il virus è stato poi ricercato nelle cellule orali presenti nella saliva, e trovato nel 7% dei campioni, con una forte prevalenza nelle fasce di età comprese tra 30 e 34 anni e tra 60 e 64, e tra gli uomini (10 per cento contro il 3,6 per cento delle donne). La ricerca conferma inoltre il legame direttamente proporzionale tra numero di partner sessuali e probabilità di infezione.Panorama.it ha chiesto un commento alla ricerca a Laura Locati, oncologo medico che lavora all'Istituto tumori di Milano, presso la struttura di oncologia medica testa-collo .Anche in Italia si è registrato un aumento dell'incidenza di tumori all'orofaringe negli ultimi 20 anni. A cosa è dovuto?Questo tipo di tumori in realtà è incluso nella categoria più generale dei tumori delle vie aerodigestive superiori, non ci sono dati specifici per queste sedi per l'Italia. Abbiamo però dati europei in cui è incluso anche il nostro paese, che fanno riferimento agli anni dal 1988 al 2002, in cui è evidente che questi tipi di tumore HPV correlati hanno un'incidenza in crescita rispetto a altri tumori non correlati al papilloma virus.L'HPV si può contrarre solo per via sessuale?La via più probabile di contatto per l'infezione del papilloma virus orale è la via sessuale.E' il sesso orale il responsabile di questo incremento dei casi di tumore legati all'HPV?Non solo rapporti orali, ma avere più partner, in particolare aver avuto oltre 20 partner sessuali, aumenta il rischio. La trasmissione del virus attraverso il sesso orale è comunque la via più accreditata. Gli uomini sono più soggetti a contrarre l'infezione a livello orale, si suppone perché è più diffusa la pratica del sesso orale da parte dell'uomo sulla donna che non viceversa. Il cambiamento nei costumi sessuali negli ultimi 20 anni si riflette nell'andamento dell’incidenza di questa malattia.Quali sono gli altri responsabili?Altri responsabili dell'infezione orale sono il fumo di tabacco, che causa un'irritazione cronica della mucosa che altera le difese immunitarie della zona, il fumo di marijuana e l'assunzione di alcol. Questi fattori contribuiscono alla persistenza dell'infezione del virus a livello orale.Contrarre il virus è cosa abbastanza comune?Possiamo entrare in contatto durante la nostra vita con diversi papilloma virus ma la maggior parte viene eliminata dalle nostre difese immunitarie. Non sappiamo ancora quali sono i co-fattori fondamentali e perché in alcuni individui questo virus invece di essere clearato (eliminato n.d.r.) dà origine alla malattia. Il ruolo del sistema immunitario è senz'altro centrale, tanto è vero che nei soggetti HIV positivi l'incidenza dell'infezione orale da HPV è doppia rispetto alla popolazione generale.Devono preoccupare i risultati della ricerca?Dall'HPV al tumore la strada è lunga, non sappiamo chi è più predisposto a svilupparlo. Molti di quelli che rientrano nel 7% in cui si è riscontrata la presenza di HPV elimineranno il virus. E quel che più conta è che i tumori dell'orofaringe sono correlati all'HPV di tipo 16. Il 7% individuato da Gillison è quello di tutti i papillomi. L'incidenza del tipo 16 è pari a circa l'1-2% del totale. Insomma solo una minima parte di tutte le infezioni HPV a livello orale è più frequentemente correlata al tumore.Il vaccino può proteggere?Esistono dati pubblicati che dicono che il vaccino protegge dal rischio di tumori dovuti all'HPV anche in sedi diverse dalla cervice ma per l'orofaringe non ci sono dati. Di sicuro si sta pensando di estendere la vaccinazione anche ai maschi.Cosa si può fare per proteggersi dal rischio di infezione?Le cose che dovremmo fare sempre: non fumare, non bere alcolici, e avere rapporti sessuali protetti.In che direzione punta la ricerca?La sfida principale è capire il processo di carcinogenesi. Individuare il percorso che porta dal contrarre l'infezione allo sviluppo del tumore. Dobbiamo capire perché in alcuni individui il virus non venga eliminato per poter poi efficacemente prevenire lo sviluppo della malattia tumorale. Non è un caso comunque che l'HPV 16 sia il genotipo più mutante e quindi il più subdolo, che perciò sfugge al sistema immunitario. [...]

STRAP-ON COME FUNZIONA E COME USARLO

Lo strap on, uno dei sex toys in grado di rompere tutti i tabù e gli schemi relazionali, è sempre più utilizzato nelle coppie. Ovviamente, considerato l’argomento delicato, introdurlo in camera da letto non sempre è semplicissimo. Magari uno dei due lo vuole provare spinto dalla curiosità, oppure perché pensa che portare un po’ di novità sotto le coperte faccia bene alla coppia, ma non sa come proporlo al proprio partner in quanto non è proprio un topic da Corriere dei Piccoli.Se poi è la donna che vorrebbe indossare lo strap on e provarlo sul proprio uomo, la faccenda si fa ancora più complicata. Già si hanno problemi sul come chiamare quello che si vuole fare, considerato che l’atto della donna di usare lo strap on sull’uomo, ossia il sesso anale eterosessuale subito dall’uomo, è stato “codificato” solo da pochi anni con il termine di “pegging”.Se già è difficile nominarlo figuriamoci introdurlo nella vita di coppia (“introdurlo” anche in senso non figurato). Un uomo, anche se incuriosito, difficilmente tirerà fuori l’argomento per non dare l’impressione di essere diventato gay, e la donna avrà timore di proporre questa esperienza per paura di offendere il proprio compagno. In questo caso il “silenzio-assenso” porterà ad un nulla di fatto e a far rimanere questo gioco erotico solo un sogno nel cassetto.Lo strap on in una normale vita sessuale.La realtà è ben diversa, gli uomini che praticano il pegging non sono omosessuali, si fanno penetrare solo da donne e, una volta superati i dubbi iniziali, chi lo prova ne è profondamente soddisfatto.Per quale motivo il pegging può essere una piacevole scoperta per l’uomo? Ricordiamo che l’ano (maschile e femminile) è una zona erogena ricca di terminazioni nervose e che, se opportunamente stimolato, può regalare grandi soddisfazioni. Inoltre grande importanza ricopre la parte emotiva che amplifica tutte le sensazioni provate e permette di sfogare le proprie fantasie nascoste.Grande soddisfazione viene regalata anche alla donna che, una volta tanto, ha un ruolo attivo nel rapporto sessuale. Anche per lei il piacere è sia fisico, quando indossa uno strap on doppio che le stimola il clitoride, e sia mentale grazie al ribaltamento dei ruoli.C’è sempre la prima volta.Da dove partire? Sicuramente farsi penetrare da un sex toy non può essere semplice per una uomo che non l’ha mai provato, quindi è meglio procedere con calma e a piccoli passi. Il primo segreto da scoprire è proprio che l’ano, se stuzzicato nella maniera corretta, può essere fonte di estremo piacere. Quindi si può iniziare con le dita o con la lingua, poi passare a piccoli falli di gomma ed infine allo strap on.Quando arriverà il gran giorno “della prima volta” prenditela con calma e non avere fretta. Procedi con molti preliminari e fai salire lentamente la carica erotica dell’incontro. Quando sarà il momento, usa un lubrificante, fai entrare con dolcezza lo strap on e fai abituare le pareti interne alla presenza del nuovo amichetto.Le prime volte è meglio usare la posizione classica in cui l’uomo è piegato in avanti, in piedi, appoggiato al bordo del letto o a un tavolo in modo che abbia ampia possibilità di movimento e capacità di gestire il ritmo della penetrazione.Strap on: dubbi e perplessitàOvviamente saranno molte le domande che ti frullano per testa. Cerchiamo in questa ultima parte dell’articolo, di rispondere a quelle più comuni.Dove comprare uno strap on?Gli strap on possono essere acquistati nei sexy shop ormai presenti in tutte le città italiane oppure online sui numerosi siti internet. Il vantaggio del negozio “reale” è che puoi vedere e toccare con mano l’oggetto per renderti conto anche della qualità dei materiali, ma capisco che ci può essere imbarazzo ad entrare in questo genere di negozi se non l’hai mai fatto.I negozi online hanno il grande vantaggio della privacy e discrezione ma vedrai l’oggetto solo quando ti arriva a casa e magari hai comprato una cosa differente da quello che avevi in mente.Da dove iniziare?Il primo acquisto deve essere fatto con calma e con razionalità. È consigliabile acquistare unostrap on con montato un dildo relativamente morbido e di dimensioni contenute. Mi raccomando fai molta attenzione all’imbracatura che deve essere comoda e ben salda.La scelta del primo oggetto sessuale dovrebbe essere fatta in compagnia del partner in modo che anche l’acquisto rientri nell’esperienza sessuale che si sta vivendo e che soddisfi le esigenze di entrambi.Ci possono essere problemi alla salute?Ricorda che le zone intime sono molto delicate, quindi la pulizia è fondamentale per tutti i sex toys. L’ideale sarebbe di inserire il dildo all’interno di un preservativo in modo da facilitarne il lavaggio. [...]

ANORGASMIA FEMMINILE OVVERO QUANDO LEI NON RAGGIUNGE L'ORGASMO

L’anorgasmia femminile è la difficoltà da parte di una donna di raggiungere l’orgasmo grazie alla stimolazione sessuale.Nonostante si pensi che per una donna l’appagamento in un rapporto è un’esperienza più completa e che non si riduce solo al fatto di raggiungere l’orgasmo, l’anorgasmia è un problema molto comune e da non sottovalutare.Attenzione a non confonderlo con la frigidità, ossia all’assenza di piacere, che potrebbe essere invece una conseguenza dell’anorgasmia. Infatti una donna che non riesce a raggiungere l’orgasmo si può scoraggiare nella ricerca del piacere fino a diventare frigida.Il mistero dell’orgasmo femminile.L’orgasmo femminile è ancora un mistero. Mentre per quanto riguarda l’orgasmo maschile si sanno molte cose, anche perché il suo funzionamento è abbastanza semplice, nel caso dell’orgasmo femminile molte sue caratteristiche sono ancora oscure a causa della sua complessità e variabilità da una donna all’altra.Sicuramente ci sono ragioni storico evolutive per cui è stato un argomento non troppo preso in considerazione. Primo fra tutti il fatto che l’orgasmo femminile non è necessario alla riproduzione e quindi il suo funzionamento non è stato ritenuto indispensabile. Poi il fatto che la donna abbia due tipologie di orgasmi, quello clitorideo e quello vaginale, ha complicato ulteriormente la faccenda.L’orgasmo clitorideo è provocato dalla stimolazione del clitoride, che è un piccolo rigonfiamento di tessuto che si trova all’interno delle piccole labbra e una delle zone erogeneper eccellenza. Il clitoride è ricco di terminazioni nervose e per questo una sua stimolazione procura facilmente un piacevole orgasmo alla donna.L’orgasmo vaginale, invece, è procurato dalla stimolazione delle parete interne della vagina e in particolare del Punto G, anch’esso ricco di terminazioni nervose, che se opportunamente stimolato fa raggiungere alla donna un orgasmo indimenticabile.In genere l’orgasmo clitorideo è più facile da raggiungere anche se non sono molte le posizioni del Kamasutra che permettono di stimolare correttamente il clitoride, per questo si preferisce stimolarlo tramite il rapporto orale.Ultimamente, recenti ricerche nel campo della sessuologia, hanno dimostrato che il Punto G non è altro che un’estensione del clitoride, quindi alla fine si tratta sempre dello stesso organo che risulta accessibile da due punti differenti. Quindi possiamo dire che il vero organo del piacere femminile è il clitoride.La sensibilità dell’orgasmo femminile.L’anorgasmia è un problema comune a molte donne perché per loro raggiungere l’orgasmo è una faccenda molto delicata. Mentre per l’uomo, quando l’eccitazione è elevata, si arriva ad un punto in cui l’orgasmo diventa inevitabile (punto di non ritorno), questo fatto non lo ritroviamo nella donna che fino all’ultimo momento può vedere dispersi tutti i suoi sforzi per una piccola distrazione o per un disturbo esterno.Le tipologie dell’anorgasmia femminile.Considerato che la sessualità femminile è molto complessa, anche la sua anorgasmia non poteva che essere complicata. Parleremo infatti di: anorgasmia parziale, anorgasmia totale, anorgasmia relativa, anorgasmia primaria.L’anorgasmia parziale si ha quando la donna non riesce a raggiungere l’orgasmo con la stimolazione vaginale, e questo è la tipologia più diffusa. L’anorgasmia totale riguarda invece anche l’orgasmo clitorideo e l’impossibilità a raggiungere il piacere con qualsiasi tipo di stimolazione.Ci possono essere casi in cui la donna riesce a raggiungere l’orgasmo con la masturbazione ma non durante un rapporto sessuale (anorgasmia relativa), mentre è primaria quando l’orgasmo è un’esperienza che non si riesce mai a provare.Anorgasmia e ansia da prestazione.Con l’avvento dell’emancipazione femminile, il fatto di voler raggiungere l’orgasmo da parte di una donna è ormai considerato un diritto sacrosanto e necessario per far funzionare correttamente una relazione. In un rapporto paritario, non solo l’uomo, ma anche la donna ha il diritto di raggiungere una piena soddisfazione sessuale.Il problema è che se l’orgasmo viene visto come un traguardo da raggiungere a tutti i costi, assolutamente necessario in ogni rapporto sessuale e soprattutto visto come un atto liberatorio,subentra l’ansia da prestazione e l’eccessiva aspettativa rischia di far allontanare lo stesso orgasmo. In questo modo si arriva ad un circolo vizioso senza via d’uscita che rischia di mandare a pezzi la coppia.Nella donna infatti l’orgasmo non è un evento meccanico e facilmente raggiungibile come per l’uomo, ma un processo complesso che interessa molti aspetti della mentalità femminile che non sono attivabili a comando. Anzi, come nell’uomo la volontà di ritardare l’eiaculazione e di durare di più produce l’effetto contrario, anche per la donna la voglia di raggiungerlo a tutti i costi lo fa allontanare ancora.L’orgasmo femminile come lo vede l’uomo. Spesso il problema si ripercuote anche sull’uomo che vede il raggiungimento dell’orgasmo della donna come una conferma della sua “mascolinità”, come un obiettivo da raggiungere assolutamente e come una possibile causa da ansia da prestazione se non arriva nei tempi previsti.Come risolvere l’anorgasmia femminile.Come tutti i problemi che interessano la sfera sessuale, anche l’anorgasmia può essere risolta se si lavora sulle cause che l’hanno prodotta e si presta attenzione al proprio corpo e ai propri bisogni sessuali. Quindi difficilmente sarà risolvibile con una sveltina o con l’utilizzo di un preservativo stimolante.Il segreto è rilassarsi. Abbiamo detto che per una donna il rapporto sessuale è un’esperienza globale e che, per goderne fino in fondo, è necessario rilassarsi e connettere tra di loro tutti i sensi per amplificarli verso uno scopo comune.Quindi la chiave di volta è non pensare all’orgasmo ma abbandonarsi completamente alle attenzioni del partner, godere fino in fondo di quello che si riceve, prestare attenzione alle risposte del proprio corpo senza giudicarle ma apprezzandole per quello che sono. [...]

COME FAR DAVVERO GODERE UNA DONNA

Come fare l’amore e far godere una donna è delle domande che si pongono molti uomini al fine di avere una vita sessuale piena di soddisfazioni per sé e per la partner.Il sesso è uno dei motori che tengono in vita una coppia ma, spesso e volentieri, è fonte di problemi e profonda frustrazione in camera da letto. Come mai far godere una donna è diventato così problematico? Le donne sono diventate troppo esigenti o è l’uomo che si è rammollito e non sa più come fare l’amore?Come fare l’amore e la sessualità femminile.Per raggiungere la piena soddisfazione sessuale e imparare i segreti su come fare l’amore e far godere una donna, è importante capire che la sessualità femminile è profondamente diversa da quella maschile. Solo approfondendo queste differenze potremo capire come funziona il corpo della donna e raggiungere una buona intesa sessuale a letto.Per l’uomo il sesso è un bisogno fisiologico che gli serve per scaricare le tensioni accumulate durante la giornata, per confermare la sua autostima e per sentirsi all’altezza della propria donna.Per le donne, invece, il sesso è un modo per entrare in piena sintonia con il partner, per sentirsi accettate ed attraenti e per eliminare le loro insicurezze.Il tempo giusto per far godere una donna.Un’altra differenza tra i due partner è il loro rapporto con il tempo. L’uomo vorrebbe portare a termine il rapporto in fretta e raggiungere l’orgasmo il prima possibile, considerato che per eccitarsi ha bisogno di poco tempo e riesce a sentirsi appagato e soddisfatto in poco tempo.La donna invece ha tempistiche differenti, raggiunge l’eccitazione lentamente, si deve sentire coinvolta pienamente nel rapporto e solo quando si sente a suo agio si abbandonerà ai piaceri del letto.Se non capisce a fondo queste differenze, a letto l’uomo avrà sempre problemi e non riuscirà a far godere una donna.Come fare l’amore e l’importanza dei preliminari.Considerate le differenze del fattore tempo, già capiamo l’importanza dei preliminari per fare l’amore. Quando siamo a letto con una ragazza non buttiamoci subito sulle sue zone erogene e non pensiamo alla penetrazione come unico mezzo per far godere una donna. Prendiamoci tutto il tempo necessario, procediamo lentamente, stimoliamo tutto il suo corpo, che è pieno di zone erogene, e portiamola al piacere con lentezza. Il segreto è di far salire la tensione sessuale gradualmente, leggere ed interpretare i segnali che ci manda la donna e variare gli stimoli a seconda delle sue risposte.Ricorda che un bravo amante pensa prima alla donna e alle sue esigenze e poi ai propri bisogni, anche perché una donna che si sente soddisfatta si concederà completamente e sarà disposta, in seguito, a soddisfare tutte le tue richieste.Conoscere le zone erogene per far godere una donna.Per far godere una donna bisogna anche conoscere il suo corpo, come funziona, come risponde agli stimoli e quali sono le sue zone erogene.Le zone erogene sono quei punti del corpo che quando vengono stimolate portano la donna al piacere e a raggiungere l’orgasmo. Ovviamente le donne sono complesse anche nella sessualità e hanno una miriade di zone erogene, alcune anche impensabili. In linea di massima suddividiamo il corpo femminile in: Zone erogene primarie, Zone erogene secondarie.Le zone erogene primarie (clitoride, vagina, Punto G) sono quelle legate agli organi sessuali e, se vengono opportunamente stimolate, portano la donna velocemente all’orgasmo.Le zone erogene secondarie (collo, viso, braccia, ginocchia, piedi) sono invece sparpagliate per tutto il corpo e possono aiutare a far salire l’eccitazione della donna.Il sesso orale per far godere una donna.Tramite il sesso orale, l’uomo è in grado di stimolare opportunamente gli organi genitali e far godere una donna con relativa facilità. In molte coppie viene preferito alla penetrazione perché è più immediato, si riescono a stimolare le zone erogene direttamente, in particolare il clitoride che è ricco di terminazioni nervose, e non ci sono problemi di ansia da prestazione e di eiaculazione precoce.Naturalmente anche il sesso orale necessita della tecnica giusta, altrimenti diventa fastidioso e noioso. Non è esclusivamente un fatto meccanico e fare sempre le stesse cose, ma è fondamentale capire i segnali che manda la donna, quali sono i punti che le piacciono di più e come vuole il sesso orale. Solo in questo modo capirai come far godere una donna.Come fare l’amore con le posizioni del Kamasutra.Per essere un amante perfetto è necessario conoscere varie posizioni del Kamasutra da utilizzare a seconda delle esigenze. Come fare l’amore bene è uno dei motivi per cui è stato scritto il Kamasutra e finalmente è arrivato il momento di parlare delle posizioni per fare l’amore.Una domanda sorge spontanea: è necessario conoscere le posizioni del Kamasutra per fare l’amore o sono soltanto una moda dei giorni nostri?Ricorda che i tempi sono cambiati, le donne sono diventate più esigenti e giustamente pretendono di raggiungere anche loro la soddisfazione sessuale. Inoltre come far godere una donna è diventato sempre più importante all’interno della coppia e se non è fatto bene rischi di mandare all’aria anche i rapporti più collaudati.Per questo è necessario conoscere le posizioni dell’amore per portare un po’ di fantasia in camera da letto, sapere che le donne sono diverse e che per far godere una donna la missionaria non è la posizione più adatta e che esistono posizioni per combattere l’eiaculazione precoce e durare di più. [...]

DIFFERENZE TRA DESIDERIO MASCHILE E DESIDERIO FEMMINILE

Il desiderio, è il motore della sessualità. Senza questo una relazione.Il desiderio, è il motore della sessualità. Senza questo una relazione rischia di trasformarsi rapidamente in un'amicizia. Diversi i fattori, fisici e psicologici, che scatenano il desiderio sessuale: stile di vita, educazione, ormoni, fantasie, sentimenti.Desiderio sessuale: l’influenza degli ormoniL’ormone che regola il desiderio, è il testosterone, sia per l’uomo che per la donna. Il testosterone è prodotto dai testicoli nell’uomo, e dalle ovaie nelle donne, e in minima parte, dalla corteccia surrenale di entrambi. Le donne hanno in genere un tasso più basso di testosterone rispetto a quello degli uomini; questo implica un minor appetito sessuale? Non per forza; il corpo femminile è molto più sensibile al testosterone del corpo maschile, e quindi la differenza viene compensata.Gli sbalzi ormonali, durante il ciclo mestruale, influenzano in modo rilevante l’intensità del desiderio femminile. Nei giorni che precedono l’ovulazione, il nostro corpo registra un picco di estrogeni e la nostra libido è al massimo (tranne per coloro che assumono contraccettivi ormonali). In compenso, dopo un parto, l’organismo produce della prolattina, un ormone anti-desiderio.I fattori psicologiciEducazione, cultura, tabù sociali e religiosi, eredità dei secoli passati, esercitano ancora una pressione morale importante sulle donne, che esprimono meno liberamente il loro desiderio sessuale rispetto agli uomini.Il desiderio maschile corrisponde a una pulsione, che proviene dall’interno, mentre quello della donna viene più che altro provocato, spesso dalla voglia e l’eccitazione dell’altro, da un contesto favorevole, rilassato ma anche un po' più pericoloso.Età e desiderio sessualeNell’uomo, il desiderio sessuale si fa strada durante la pubertà, sin dalle prime esperienze di masturbazione.Fino ai 50 anni è molto sviluppato, dopodichè comincia a scemare, complice l'andropausa, una diminuzione del testosterone che provoca un calo della libido.Nella donna il desiderio nasce un po' più tardi, ma aumenta con il tempo e l’esperienza. La maturità sessuale è intorno ai 35 anni. Quando la donna entra in menopausa, le ovaie generano meno testosterone e il tasso di estrogeni diminuisce. Nonostante i cambiamenti fisici, il desiderio non cala per forza, grazie ai condizionamenti psicologici. A questa età le donne hanno più tempo per pensare a se stesse e alla coppia, e si concedono più momenti dedicati alla sessualità. Per questo la menopausa è complice spesso di un momento di rinascita del desiderio.Il momento giusto per lui e per leiPerchè la maggiorparte degli uomini vuole fare sesso la mattina, proprio quando le donne hanno meno tempo? Il tasso di testosterone nell’uomo con le primi luci del giorno aumenta del 30%, ecco perché la libido aumenta notevolmente.Le donne, invece, per essere eccitare hanno bisogno di sentirsi rilassate, riposate e in linea di massima non avere pensieri. Il momento propizio è quindi la sera, una volta che i bambini sono andati a letto e i problemi dell'ufficio dimenticati.Anche dal punto di vista delle stagioni, il bioritmo incide notevolmente sul desiderio sessuale. Le donne constatano che il desiderio si manifesta con più vigore con l’arrivo della primavera, mentre per gli uomini, il risveglio avviene più tardi, verso l’inizio dell’estate.Come ci si mette d’accordo?Quando il partner non ha voglia, ci si sente respinti, poco amati e indesiderati. Per evitare questo tipo di situazione, bisogna sempre cercare di comunicare. Parlare di sesso non è certo facile, ma per far sì che una relazione funzioni è necessario esprimere i propri sentimenti e le proprie frustrazioni.Inoltre, come dice il proverbio, "l’appetito vien mangiando", quindi non esitate a forzarvi un po’ all’inizio, a forza di coccole e carezze il desiderio si risveglierà naturalmente. [...]

DONNE SENZA ORGASMO

Con la denominazione "disturbi dell'orgasmo femminile" (viene utilizzato anche il termine "anorgasmia") si intende quella condizione clinica che impedisce al soggetto di arrivare al piacere durante l'atto sessuale, nonostante siano state effettuate adeguate manovre di eccitazione. I disturbi dell'orgasmo femminile rappresentano un terreno di discussione medica estremamente complesso, riguardo al quale sono diffuse non poche incertezze, a causa delle informazioni fuorvianti diffuse da alcuni mezzi mediatici per nulla specialistici.Le cause di questa sfera di disturbi possono essere innanzitutto divise in due branche: quella psicologica e quella biologica.Quando si parla dell'origine delle cause psicologiche dell'anorgasmia femminile, si individuano diversi fattori causanti. Uno tra tutti è l'ansia, che può essere a sua volta collegata ad altri aspetti.QUALI SONO LE CAUSESi tratta di una risposta che si può dare in maniera assolutamente generale, dal momento che ogni singolo caso ha una storia personale. Però, in linea di massima, è possibile individuare alcuni punti comuni. Tra questi si può ricordare la presenza di eventuali abusi sessuali durante l'infanzia o l'adolescenza, oppure un'educazione restrittiva per quanto riguarda la sfera sessuale sia a livello teorico, sia a livello pratico.In assenza di particolari patologie fisiche, l'ansia può portare il soggetto femminile a essere protagonista dell'insorgere di un controllo involontario, che raggiunge livelli estremi. Livelli tale da non permettere alla donna di abbandonarsi al contesto emozionale creato dalla situazione che è il rapporto sessuale, a causa di una barriera difensiva eretta al fine di non mostrare nulla di quello che fa parte delle sue reazioni.Questa forma esasperata di autocontrollo può trasferirsi, in alcuni casi, anche nei preliminari, che per molte coppie rappresentano un momento di estrema importanza dell'atto sessuale. Inficiare la fase dei preliminari può voler significare l'inibizione dell'immaginario erotico, e l'incapacità di abbandonarsi anche a pratiche di autoerotismo o di eccitazione da parte del partner.In questo caso, uno dei metodi più utilizzati per portare la paziente alla guarigione è la terapia cognitivo - comportamentale. L'obiettivo di tale percorso terapeutico (che viene comunque adattato alle esigenze di ogni singola paziente) è, in linee generali, quello di guidare la donna a un rapporto libero con le sue sensazioni. L'iter di cura si divide in diverse fasi: la partenza è dedicata alla guida della paziente nella conoscenza del suo corpo, i passi successivi, invece, sono sostanzialmente mirati al ripristino di un tono muscolare vaginale che possa far sì che venga sopportata la penetrazione. L'anorgasmia legata a stati psicologici o psichici porta infatti spesso a una contrazione estrema dei muscoli vaginali, situazione che può essere causa di un forte dolore nel momento della penetrazione.Per quanto riguarda invece la patogenesi delle cause fisiche e biologiche, possono essere individuati diversi punti in comune tra i soggetti che lamentano disturbi dell'orgasmo.Prima di tutto è bene ricordare che un ruolo molto importante è giocato dall'assunzione di sostanze stupefacenti, psicofarmaci, ormoni. In particolare la categoria degli oppioidi risulterebbe particolarmente dannosa: gli studi clinici effettuati sulle donne che li hanno assunti per lungo tempo hanno portato in luce una grande frequenza nell'insorgenza sia di disturbi dell'orgasmo, sia di pesanti irregolarità nel ciclo mestruale.Un'altra delle cause biologiche dell'anorgasmia femminile è individuata nell'insufficiente irrorazione ematica della zona genitale. Questa condizione, abbastanza simile alla disfunzione erettile maschile per quanto riguarda le basi fisiche, è stata ufficialmente teorizzata nel 1998 dai sessuologi Irwin Goldstein e Jennifer Barman (fondatrice della prima clinica dedicata alle disfunzioni sessuali femminili), i padri della pillola rosa.Questa condizione di insufficiente irrorazione può essere effettiva causa impediente durante quello che è il momento introduttivo della seconda fase dell'intero processo orgasmico, ossia il plateau. Per far sì che questa fase avvenga, è necessario che il flusso ematico porti a un allungamento del canale vaginale, condizione che rappresenta il passo appena precedente la fase culminante del piacere.Una terza causa dell'anorgasmia può essere ricondotta a una tonicità effettivamente scarsa dei muscoli vaginali, il che può far conseguire effettivi episodi di contrazione durante il processo della penetrazione.Il disturbo dell'orgasmo femminile è un problema molto diffuso. Alcuni studi clinici effettuati in questi anni hanno portato alla luce un numero sempre crescente di donne che lamentano questa disfunzione, accompagnata da una sostanziale incapacità di comunicare la propria condizione al partner (molto spesso a causa dell'imbarazzo provato). Un problema che ha radici in diversi terreni, uno su tutti quello culturale, e che è necessario affrontare con gli strumenti clinici giusti, facendo il primo e importantissimo passo che è la consultazione di uno specialista. [...]

ANORGASMIA FEMMINILE POSSIBILI CAUSE NEI GENI

Secondo un recente studio inglese le difficoltà incontrate da alcune donne nel raggiungere l'orgasmo potrebbero derivare da fattori genetici ereditari. I risultati della ricerca condotta presso la Keele UniversityCos’è l'ANORGASMIA?E' quel disturbo che affligge il 30,1% delle donne italiane, lo stesso per cui le donne fingono di godere; o se preferite è quello che rende nervose, invidiose, gelose e intrattabili lo stesso 30,1% delle donne italiane.  Potrebbe essere lui, il disturbo dell’anorgasmia, alla fine dei conti, a distruggere molti dei rapporti che vanno a rotoli piano piano o che non cominciano mai ad ingranare.Una ricerca della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) ha distribuito 600 questionari negli ambulatori dei medici di base, scoprendo alla fine che questo già menzionato 30,1 % delle donne (percentuale allargata a partire dal campione rappresentativo scelto appositamente dalla SIMG) non riesce a raggiungere l’orgasmo, mentre il 26,9% delle stesse ha seri problemi di lubrificazione vaginale. Come se non bastasse, uno studio della dottoressa Kate Dunn, del Primary Care Sciences Research Centre alla Keele University, a Staffordshire in Gran Bretagna, ha dimostrato una cosa che ha dell ’incredibile: non riesci a raggiungere l’orgasmo? Sei una delle povere sfigate che ha un problema genetico, per di più ereditario, quindi se avrai una figlia potresti anche trasmetterglielo. Già: la disgrazia di poter godere molto raramente se non mai, è dovuta per gran parte ai geni. Certo esistono cause fisiologiche, ma sono molto rare. Poi ci sono le cause psicologiche e socio-culturali: tabù, paure, blocchi derivanti da retaggi culturali, insicurezze personali, senso di inadeguatezza e chi più ne ha più ne metta. Ma le cause genetiche ancora non erano state prese in considerazione e sono di quanto più impensabile poteva profilarsi all’orizzonte orgasmo. Lo studio è stato condotto su un campione di 4037 gemelle tra i 19 e gli 83 anni. Al termine dei test è stato dimostrato che il 34% delle donne non raggiunge l’orgasmo in un rapporto sessuale e il 45% non ci riesce nemmeno con la masturbazione, in pratica una tragedia. Inoltre la ricerca della Dunn svela che per il 34-45 per cento delle donne la capacità di raggiungere l'acme del piacere durante un rapporto dipende dalla variabilità genetica individuale. Lo studio ha infine evidenziato che una donna su tre (32 per cento) ha difficoltà a raggiungere l'orgasmo al punto da non arrivarci mai o quasi mai. Solo il 14 per cento delle donne coinvolte nello studio ha dichiarato di riuscirci sempre in un rapporto, il 34 per cento solo mediante la masturbazione.La consapevolezza che l’incapacità di godere può non dipendere da noi, può toglierci i sensi di colpa e la spiacevole sensazione di non sentirci completamente donne. Ma la certezza che, se si soffre di lubrificazione scarsa, si può rimediare, se ci sono cause organiche (per altro molto rare) si possono curare, se ci sono cause psicologiche si possono sradicare, ma che se ci sono cause genetiche non si può proprio fare niente, certo non mette allegria. Il fatto poi che le donne ci mettano in media 12 minuti per arrivare al momento più alto del piacere, pare che renda la popolazione femminile non molto contenta, tanto più se si pensa che la media dell’uomo è di 2,5 minuti. Certo io direi che le donne che raggiungono l’orgasmo, fosse anche dopo 75 minuti, dovrebbero essere più che grate alla natura, alla luce di questi ultimi fatti, anche se il loro uomo è venuto da circa un’ora e loro sono costrette a raggiungere l’orgasmo con un bel crampo alla mano, perché lui si è addormentato: voi donne comprese in questa descrizione, sappiate che comunque la vostra non è una performance da poco! [...]

CUNNILINGUS OVVERO SAI LECCARLA DAVVERO

Oggi, scendiamo nei minimi particolari del sesso orale, cosa che dovremmo imparare a fare tutti, soprattutto se vogliamo che la nostra donna ricambi!PRIMA REGOLA: NON FARLO COME IN UN FILM PORNOLa cosa peggiore che puoi fare è prendere consigli sul sesso orale dal porno. Non solo lo fanno sbagliato, ma lo fanno in maniera errata di proposito in modo che la telecamera possa filmare l’azione. Seriamente, i film porno vengono girati per fare soldi non per far godere le donne.Un’altra cosa veloce, devi sforzarti di aumentare i commenti positivi che le dai associati al sesso orale: alcune donne saranno un po’ troppo concentrate sui propri difetti, quindi devi farle sapere che ami leccargliela e che il suo sapore è delizioso.Consigli Sul Sesso OraleNON AVERE FRETTA!Non andare direttamente al clitoride come fa la maggior parte dei ragazzi, è troppo affrettata come cosa e non crea tensione sessuale che come tu sai, se hai gli altri nostri articoli sul sesso, è la chiave per farle raggiungere un orgasmo. Comincia baciandola dolcemente leccando tutto intorno la vagina, fai passare così alcuni minuti finchè lei ti pregherà di andare oltre.LECCALA SOTTO IL CLITORIDEDopo averla baciata e leccata intorno, devi cominciare dolcemente a leccare l’area appena sotto il clitoride (usa entrambe le mani per divaricare le labbra della vagina). Quest’area è molto sensibile, puoi inoltre leccare dalla base della vagina fino alla cima, senza però toccare il clitoride, non ancora almeno.STIMOLA IL CLITORIDEContinua succhiando il clitoride in maniera gentile, i tuoi movimenti dovrebbero essere esattamente come se stessi per mordere una mela e stai cercando di non farti colare il succo addosso (sembra stupido ma funziona). Un altro modo per descrivere come la tua lingua e bocca dovrebbero sembrare è bocca = completamente aperta e lingua = a forma di una mezza pipa.La tua bocca dovrebbe coprire interamente il suo clitoride. Muovi la lingua sù, giù e di lato mentre la bocca copre il clitoride. Spingi un po’ gemendo un pochino, questo provocherà 2 cose: le farà pensare che tu ti stai davvero divertendo a leccargliela sentirà un tremolio sul clitoride che aumenterà il piacere.INSISTI CON QUEL DITOA questo punto dovrebbe esser venuta, se non è venuta ancora non preoccuparti è molto vicina. La prossima cosa che puoi fare è usare il tuo dito per simulare una penetrazione. La maggior parte dei ragazzi iniziamo subito a masturbarla col dito, non devi invece. Devi usare il tuo dito indice, inserirlo e lasciarlo alla base della vagina, senza muoverlo avanti e indietro, semplicemente lascialo li. Le sembrerà di fare sesso.ANILINGUS?Alcuni ragazzi saranno disgustati dal leccare il buchetto di una ragazza, quindi per tutti quelli più avventurosi che vogliono davvero dare piacere alle proprie donne… leccarle un po’ il culo le provocherà una grandiosa sensazione, quindi è sempre un’opzione. Può anche non piacerle quindi controlla prima.ED ORA, COSA NON FARE NEL SESSO ORALE Morderle il clitoride – A meno che non te lo chiede specificatamente, “per favore mordimi il clitoride” non farlo. Ricorda che il clitoride è incredibilmente sensibile e morderlo sarebbe incredibilmente doloroso per lei. Dare colpetti al clitoride – Nè con la lingua nè con le dita. Entrambe le cose la faranno sentire a disagio. Andare troppo veloci  – Amico, devi prenderti del tempo. Più a lungo è meglio è, ti dirà lei quando ne ha avuto abbastanza. Infilarle la lingua dentro – Un altro cosa che la maggior parte dei ragazzi fa è infilare la lingua nella vagina e leccarla in maniera aggressiva, questo non è sexy e non è gradevole per lei. [...]

IL DITALINO PERFETTO PER FARLA IMPAZZIRE

Amare come si deve una donna, è una questione che va ben oltre la mera prestanza fisica. Diventare un buon amante è un lavoro che richiede pazienza, dedizione e una conoscenza approfondita della complessità dell'orgasmo femminile. Un pene non può farcela da solo, è fondamentale sapersi mettere in ascolto delle vibrazioni che il corpo di una donna eccitata trasmette più o meno consciamente. Lei ama i preliminari, l'essere toccata, baciata e leccata, è per la donna - e per la sua vagina - una componente fondamentale del rapporto. Per soddisfarla non è possibile prescindere dalla masturbazione  e trattare con amore e rispetto il suo clitoride, vi garantirà l'accesso a quel caldo paradiso che è il vostro traguardo.Questa guida vi insegnerà a farla impazzire con le vostre mani ed imparerete l'arte del ditalino perfetto.PRIMA DI COMINCIARE... il vostro dito non è un pene! Il movimento dentro-fuori è solo la versione semplificata del ditalino e, il più delle volte, soprattutto se siete solo all'inizio del rapporto, non sortisce alcun effetto su di lei, anzi può darle fastidio.  Se non volete essere giudicati come dei verginelli, trasformate l'esperienza del ditalino in un viaggio avventuroso nella sua fichetta e date ascolto ai nostri semplici ma importanti consigli.FUORI DALLA VAGINASvegliare punto G e clitorideLe sensazioni più piacevoli per una donna, sono quelle che interessano il suo punto G. Iniziate con lo stimolarlo dall'esterno. Passate le dita sulla vulva, tenendo il palmo appoggiato sul suo pube. La doppia pressione nell'area genitale farà risvegliare le terminazioni nervose del suo punto G che faranno progressivamente ingrossare il  clitoride.Massaggiare le labbraDal pube scendete verso il basso con il palmo della mano, le dita rivolte verso l'ano, a massaggiare in modo superficiale tutta la sua vulva. Fatelo per un pò di volte, poi fatevi avanti con le dita, tra le grandi labbra prima e tra le piccole poi. Utilizzate le vostre tre dita più lunghe, indice ed anulare scorrono sulle grandi labbra, il medio si insinua tra le piccole. Già che ci siete, massaggiatele anche - movimenti circolari ed una leggera pressione - il perineo. Se lei non è molto bagnata, insalivatevi le dita o fatevele leccare da lei prima di continuare a toccarla; fatelo guardandola negli occhi, sarà eccitante per entrambi!Alla conquista del clitorideA questo punto lei sarà certamente pronta per avere di più. Cercate il clitoride, lavoratelo dall'esterno con movimenti circolari ed aspettate che si inturgidisca per bene. Fatelo uscire dal suo baccello e sgrillettatelo, con un movimento dell'indice simile a quello che si fa per chiamare qualcuno a sè. Premetelodolcemente, oppure stringetelo delicatamente tra il pollice e l'indice: una donna eccitata raramente prova il dolore del "pizzico"; sarà comunque il suo stesso clitoride a dirvi se state facendo un buon lavoro.  E se siete già stati a letto insieme, provate a ricordare come la avete vista toccarsi durante la penetrazione: non c'è migliore maestra della vostra stessa amante!DENTRO LA VAGINALa tecnica dell'"autostoppista"Dopo la stimolazione esterna, è il momento di entrare dentro di lei. Infilate indice e medio quel tanto che basta a permettervi di tenere il pollice ben aderente al suo clitoride o all'ano. Muovete le dita all'interno con movimenti gentili, circolari o verticali o combinati (aiutatevi anche con la rotazione del polso), e continuate con la stimolazione del clitoride o dell'area pre-anale.Deeper and deeperNon tutte le donne lo trovano piacevole, e ve ne accorgerete senza dovrene parlare ma, se le vostre mani non sono corte e tozze, potreste arrivare a toccare la sua cervice. Ovviamente lei deve essere ben dilatata e in una posizione favorevole. La riconoscerete al tatto, sembra essere una piccola cupola spugnosa.Ritmo e musicalitàLa masturbazione è un'arte: rispettare i tempi di reazione e la fisicità del partnerè la chiave del successo. Pensate al ditalino come un regalo per la vostra amante, in questo momento tutta la vostra attenzione deve focalizzarsi sul ritmo con cui il suo orgasmo monta. Sono bandite la fretta e la monotonia.IL DITALINO ANALEAlla donna eccitata piace che si giochi con il suo culetto anche se potrebbe non saperlo. Testate la sua disponibilità, "coccolandole" il perineo. Poi passate a solleticarle la corona anale (l'entrata dell'ano) e, al momento opportuno, inserite il dito ben lubrificato in posizione leggermente orizzontale. Coinvolgetela con le parole, anche per capire se la pratica è gradita e come, eventualmente, aggiustare il tiro. La stimolazione anale spesso rivela il potenziale sconosciuto della femmina; quel misto di inibizione e leggero fastidio mescolato ad un'indefinita sensazione di piacere, potrebbe trasformarla in una pantera cui sarà difficile tenere testa. [...]

DOPPIA PENETRAZIONE IL SOGNO SEGRETO DI TUTTE LE DONNE

Tra le esperienze sessuali che una donna merita di provare almeno una volta nella vita, c'è quella della doppia penetrazione che risulta, tra l'altro, essere uno dei desideri piccanti più inconfessabili delle over trenta.La doppia penetrazione coinvolge contemporaneamente ano e vagina e proprio questo la rende un'esperienza unica, come unici sono gli orgasmi che sperimentano le donne che la praticano. Attraverso la doppia penetrazione tutti i punti più sensibili e reattivi dell'apparato genitale femminile vengono stimolati in diversi modi e da diverse angolazioni. La bravura dei partecipanti darà un valore aggiunto all'esperienza, che necessita di delicatezza, feeling e di un profondo rispetto reciproco, per risultare altamente e parimenti gratificante per tutti.La doppia penetrazione è un traguardo che si raggiunge con la pratica e lapazienza; non costringete i vostri orifizi a sperimentarla anzi tempo ma pianificatela adeguatamente, anche attraverso una serie di esercizi preparatori e di step preliminari.Ad esempio approfittate dei vostri momenti di piacere solitario, rispolverate ildildo e il butt-plug che avete nel cassetto per avere un primo sentore di quella sensazione di pienezza che una blanda penetrazione singola non potrà mai farvi provare. Riscaldatevi utilizzando le dita e non lesinate mai sul lubrificante, fondamentale per conservare un buon ricordo dell'esperienza. Non trascurate il sesso anale e praticatelo con maggiore frequenza per aumentare l'elasticità del buchetto posteriore.Durante l'intimità di coppia non abbiate paura di confessare al vostro lui questo desiderio! Molte donne si lasciano facilmente inibire dalle loro stesse fantasie sessuali ed hanno spesso paura di non essere capite o, ancor peggio, giudicate. Il feeling tra le lenzuola è la solida base su cui poggia ogni relazione duratura! Aprite lo scrigno della perversione e fatevi aiutare dal vostro uomo: dovrà semplicemente metterci il membro, e contribuire alla stimolazione del buchino che è rimasto vuoto. Per i primi tempi saranno sufficienti un paio di dita, poi sarà il caso di munirsi di toys, fino a giungere al giorno in cui anche lui sarà pronto per il tanto sospirato threesome MFM. Qui dovrete mettercela davvero tutta ed impegnarvi anima e corpo!MANTENERE L'EREZIONEIl primo problema che dovrete fronteggiare, oltre a dover combattere la vostra stessa inevitabile ansietta, è quello dell'erezione dei vostri compagni. Potrete sperimentare diverse posizioni ma inevitabilmente tra gli uomini ci sarà un contatto! Se non altro sentiranno i loro scroti sfregarsi tra loro ed i membri solleticarsi, separati solo dalla sottilissima parete anovaginale (quella che divide internamente ano e vagina). Se uno - o peggio nessuno - dei due, è ben disposto verso la bisessualità, sarà estremamente faticoso fargli raggiungere e mantenere un'erezione decente; questo dovrebbe suggerirvi che la scelta dei partner non deve essere completamente casuale...Riscaldateli con il sesso orale; mentre uno dei due uomini è impegnato nella penetrazione anale o vaginale, l'altro si lascerà succhiare dalla donna che potrà essere sdraiata sulla schiena o in ginocchio alla pecorina.LA POSIZIONEIl secondo problema sarà la scelta di una posizione confortevole per tutti. Il buon senso consiglia di "utilizzare" il partner meno dotato per il retro. Ecco invece alcuni suggerimenti sulle posizioni: un lui sdraiato che pentera in vagina la lei, che sta frontale a cavalcioni su di lui e con la schiena abbastanza inarcata permette all'altro di entrare da dietro. un lui sdraiato o seduto che penetra analmente la lei che, dandogli le spalle, riceverà il secondo pene in vagina dall'uomo che le sta davanti. Questi può giocare con le gambe della lei (completamente divaricate, a candela, raccolte sul petto) per farle provare sensazioni variegate.  Sperimentate anche la variante con posizioni più laterali rispetto alla donna, per vedere come si gode di più. tutti in piedi, con la donna nel mezzo. Servono muscoli e orifizi molto elastici!Ovviamente fate le cose con calma e senza pensare di dover dimostrare qualcosa a qualcuno; non ignorate il dolore (se dovesse essere insopportabile fate dietro front!); utilizzate tanto lubtrificante e, se volete essere davvero giudiziosi, tanti preservativi, uno per ciascun partner e soprattutto uno per ciascun orifizio! [...]

PROBLEMA EREZIONE COME DURARE DI PIU A LETTO

Oggi parleremo di come aumentare la durata dell'erezione (praticamente di come avere un’erezione forte e dura come una roccia) così non dovrai preoccuparti di deludere mai più un’altra donna.Come rimanere duro più a lungoHai una ragazza sul letto… super-sexy, ti ci son volute settimane per arrivare a questo punto… costruire attrazione, rapporto, escalation sessuale, kino… hai eseguito tutti gli step come da manuale. Solo per farti rovinare la festa… dal temuto pene moscio! Patologia anche conosciuta come disfunzione erettile. Il tuo amichetto ha deciso di farsi un pisolino e di mettersi in letargo, invece di diventare una bestia da letto che distrugge qualsiasi donna che gli si avvicina. E’ una cosa che capita più frequentemente di quanto credi e ad un sacco di ragazzi, ma non abbatterti. Fortunatamente ci sono dei trucchi e consigli testati per avere un erezione stile mammut, un’erezione così dura che la prossima ragazza che si trova nel tuo letto pregherà per un poco d’aria per prendere fiato.Come Rimanere Duro Più A LungoTecnica Dell’AsciugamanoAsciugamano? Si, è così! Un semplice asciugamano può aiutarti a rafforzare l’erezione. Ci sono legamenti e tendini alla base del pene che se esercitati regolarmente spingeranno il pene verso l’alto. Tutto ciò che devi fare è: Avere un’erezione Mettere un asciugamano medio sul tuo pene (come se fosse appeso) Ora con il pene che si abbassa, contrai i tendini e essenzialmente solleva l’asciugamano e poi rilascia… in modo che vada giù ancora e continua così per più o meno 5 minutiUsa Gli Esercizi Di KegelGli esercizi Kegel sono ottimi per la salute del pene. Non solo aiutano a prevenire l’eiaculazione precoce ma aiutano anche a rafforzare l’erezione. E dovrebbero essere fatti direttamente dopo l’asciugamano in modo da avere un doppia sessione d’allenamento. Ecco come farlo: 1. Incomincia con il trovare il muscolo che si trova nella piccola area tra l’ano e i genitali. 2. Contrai il muscolo, mantieni per 5 secondi e poi rilascia per 3 (il miglior modo per imparare questo esercizio è quello di fermarsi, quando si urina, a metà strada, stesso muscolo). 3. Fai quest’esercizio per 5/10 minuti.Non Bere TroppoL’alcool causa impotenza lo sappiamo da un pezzo, quindi se hai bisogno di un aiuto dall’alcool per alzare il tuo livello di autostima non aspettarti poi che il tuo pene sia pronto all’azione nel momento del bisogno. Quindi, non essere un altro ragazzo che non può alzarlo perché ha bevuto troppo.Non Farti Troppe Pippe Mentali!Pensarci troppo può uccidere l’erezione. Se ti preoccupi di cosa pensa di te nudo, o ti chiedi  sei stai facendo le cose bene, ecc… tutto ciò può portare ad avere ansia, che rovina qualsiasi possibilità di avere una buona erezione. Quindi non pensarci troppo, energie sprecate. Finché sai quali sono le posizioni sessuali che vuoi usare e lei è a proprio agio, va tutto bene!Mangia Il Cibo GiustoPuò sembrare sciocco, ma la dieta è fondamentale per quanto riguarda l’erezione. Fai in modo di avere il giusto nutrimento nel flusso sanguineo (alto grado di alcalinità come broccoli e spinaci), cibo essenziale alla dieta (carboidrati complessi, pane integrale, semi di lino, ecc) e le giusta dose di proteine (pesce, pollo, ecc). Se mangi solo schifezze, il tuo flusso sanguineo sarà lento e blando. Gli scienziati hanno provato che se si ha una dieta molto acida, il tuo sangue ne risente e questo può portare, tra le altre cose, all’impotenza.Più ZincoPrendendo zinco regolarmente innalzerai i livelli di testosterone, aiuterai lo sperma e i fluidi seminali. Un perfetto nutrimento per rimanere duro più a lungo.Usa Un Anello Per Il Pene”Provato tutto sopra e ancora non riesci a stare duro? Allora prova ad usare un anello per il pene, potrebbe funzionare. Mai provato ma potrebbe essere giusto per te. L’idea e quella d’imprigionare il sangue nel tuo pene in modo che stia duro, fino all’eiaculazione. Esistono in commercio dei preservativi che lo hanno già alla base. [...]

SESSO ANALE CONSIGLI VELOCI PER COME FARLO

La realtà è che sempre più donne confessano di avere un orgasmo più intenso grazie al sesso anale con il proprio partner,  inoltre è ancora considerata una cosa un po’ peccaminosa ed è ancora una sorta di tabù e questo rende il tutto più eccitante per entrambi.Consigli Per Il Sesso AnaleAssicurati Che Sia Completamente RilassataNon aspettarti una sessione anale di 5 minuti (a meno che lei non sia una professionista ovviamente) perché le donne devono essere completamente rilassate per godersi il sesso anale. L’analingus (si è una parola reale) è più piacevole quando l’area anale è soffice e rilassata (soprattutto lo sfintere anale) se è stretto e asciutto non pensarci neanche lontanamente che qualcosa possa entrare lì dentro .Assicurati che la stanza abbia un buon odore, che le lenzuola siano pulite e che la luce sia giusta. Mettici pure un paio di candele per precauzione.Con I Prelimiari Prepara Il Suo CervelloSi, hai bisogno di un sacco di preliminari prima di pensare al sesso anale. Quindi falla riscaldare per bene, in modo che sia bagnata e ben lubrificata. Dovresti iniziare col baciarla… poi massaggiarla lentamente… e poi passare a leccarle la figa.Ci sono un sacco di tecniche per i preliminari che potresti usare per farla eccitare. Dopo circa 20 minuti di preliminari, puoi poi decidere se ti piacerebbe provare a fare prima il sesso anale o prima il sesso vaginale.Usa Sempre Un Lubrificante Ad Acqua (Tantissimo Lubrificante)Se ti piace il lubrificante e lo usi molto quando fai sesso, allora lo amerai ancora di più quando farai sesso anale. Semplicemente perché il suo ano non produce alcun fluido naturale che ti può essere d’aiuto nel penetrarla.. quindi il lubrificante ti aiuta a rendere l’esperienza meno dolorosa e più facile.Prenditi Tutto Il Tempo NecessarioPotresti iniziare con il sesso vaginale in modo che lei sia rilassata, invece di andare dritto al sedere. Poi durante il sesso puoi iniziare a inserire un dito nell’ano e a masturbarla mentre le penetri la vagina. Potresti anche usare un sex toy per stimolare quell’area, ce ne sono alcuni che vibrano ed entrano bene nell’ano. Potresti persino lasciarlo lì mentre fate altre posizioni.Le Piace? Prova Altre PosizioniL’ultimo passo è provare altre posizioni, se le piace ovviamente. Se non le piace fermati e ritorna al sesso vaginale (solo se cambi il preservativo, non passare dal sesso anale al sesso vaginale perché porta infezioni) ma se le piace dovresti provare quanto segue…Migliori Posizioni Per Il Sesso AnalePecorinoConosciamo la posizione a pecorina. Ma questa è un pochino diversa quindi ascolta. Falla mettere nella posizione pecorina classica poi prendile entrambe le mani, appoggiagliele sulla vita e tirale sopra le anche in modo che il sedere salga, dandoti maggiore e migliore accessibilità all’ano. Penetrala lentamente e allo stesso tempo prendile i piedi e mettili dietro il tuo sedere e dille di spingere il tuo sedere come a voler dirigere la velocità.Posizione Rana A Spinta Inversa (L’Incudine)Ok questa è facile e ti permetterà di andare davvero a fondo. Tanto per cominciare assumi la posizione classica del missionario, poi prendile le gambe… metti le tue mani dietro le sue gambe in modo da trattenerle a terra (in questo modo il suo sedere si solleverà).Prendi poi un cuscino e mettilo sotto la parte basse della sua schiena in modo che tu non sarai costretto a sollevare metà del su corpo. Poi penetrala e via!Altri Consigli Per Il Sesso Anale Un’eccessiva pulizia può essere pericolosa – non farle pulire troppo il sedere perché potrebbe causare secchezza e quindi incrementare le possibilità di trasmettere IST (infezioni sessualmente trasmesse) a causa delle micro abrasioni. Non andare troppo di fretta – ricorda… pulisci, lubrifica, e fai molti preliminari. L’aiuterà a rilassarsi. Se vai troppo di fretta, senza lubrificanti e preliminari sarà un disastro e molto doloroso per lei. Usa un preservativo –  il sesso anale, si sa, porta IST molto più facilmente del sesso vaginale, è sempre una buona idea usare il preservativo. Tieni pronto uno straccetto imbevuto – è bene tenere vicino una bacinella con dell’acqua calda con cui stuzzicare la donna prima (leggermente passandogliela intorno all’ano come a volerla massaggiare). Non usare il lubrificante a base d’olio –  specialmente se usi un preservativo. L’olio rovinerà il latex e potrebbe addirittura far rompere il preservativo. [...]

UN PENE GRANDE NON SERVE OVVERO QUANDO LE DIMENSIONI (FORSE) NON CONTANO

Le dimensioni del pene sono un argomento che spaventa sia gli uomini, i quali hanno paura che il loro pene sia troppo piccolo per soddisfare le proprie partner, sia le donne, e qui viene il buffo della faccenda: alcune donne sono spaventate che il proprio uomo abbia un pene troppo grande tanto da farle male. Ora come minimo ci si dovrebbe mettere d’accordo.Tali paure sono comunque infondate per entrambi. La vagina è un organo elastico e può adattarsi senza grandi problemi alle dimensioni del pene, le sue pareti sono infatti composte di morbide pieghe elastiche di pelle membranoso-mucosa che si allungano o contraggono (con il concorso dei muscoli pelvici) per permetterle tale adeguamento. Ogni vagina ha la sua conformazione particolare come ognuno di noi ha un corpo diverso, ma in media è stato riscontrato che il condotto vaginale, in fase di non stimolazione, ha le dimensioni di 2 cm. di diametro e di 7-8 cm. di lunghezza interna. In fase di eccitazione le misure cambiano per la dilatazione, fino a raggiungere la lunghezza di 9,5-10,5 cm. e la larghezza della parte più interna di 5,75-6,25 cm. di diametro, continuando a dilatarsi ed adattarsi al pene durante la penetrazione (Masters & Johnson in “L’atto sessuale nell’uomo e nella donna”). Questo vuol dire che non serve un pene tanto grande per soddisfare una donna e che, eccetto rari casi, non esiste un pene tanto grande da causare grandi dolori ad una donna.Questo del dolore è poi un argomento sopravvalutato ed esagerato nelle sue conseguenze. Il dolore non è sempre presente nelle donne, né la prima volta né le volte seguenti, e anche quando c’è, nella maggior aprte dei casi, non è un dolore così acuto di cui spaventarsi. La vagina è un organo elastico, ma la sua elasticità dipende dai muscoli pelvici, se questi vengono contratti viene bloccata la dilatazione e si può provare del dolore. Se siete rilassate e tranquille non ci sarà contrazione di tali muscoli, anzi la dilatazione avverrà con più naturalezza e non ci sarà possibilità di provare dolore. Più siete spaventate dalla situazione, o dal dolore stesso, meno sarete rilassate e più dolore proverete.Può capitare che alcuni uomini durante la penetrazione spingano molto in profondità il loro pene perché hanno la sensazione che questo scivoli all’interno della vagina e non dia sensazioni piacevoli. Questo accade nei casi in cui c’è molta lubrificazione e cioè la donna è molto eccitata. Lo spingere molto in fondo però può causare fastidio nella donna, in questo caso non abbiate vergogna o paura di chiedere al vostro partner di spingere di meno, spiegandogli che le vostre sensazioni sono molto più piacevoli ed aiutando lui a provare maggiore stimolazione contraendo i muscoli vaginali, stringendo dunque il condotto vaginale ed aumentando l’aderenza del pene alla vostra vagina. Per imparare a fare questo potete usare gli esercizi di Kegel utili a rinforzare appunto tali muscoli.La vagina si è evoluta per poter accogliere ed adattarsi alle dimensioni del pene che si appresta a ricevere al suo interno, questo accade in modo naturale per poter permettere all’atto sessuale di avvenire in modo gradevole e spontaneo. Le dimensioni del pene in sè per una donna contano molto poco, poichè il suo apparato genitale è in grado di avere la giusta combinazione con tutti i tipi di pene. [...]

COME FARLO GODERE COL SESSO ANALE

Il sesso anale è uno dei topic più caldi di questi ultimi tempi. Se ne parla e si pratica sempre di più all’interno della coppia eterosessuale, sia quando è la donna a riceverlo ma, non ci crederai, anche quando succede il contrario.E se un uomo etero, si dovesse domandare per quale motivo avventurarsi in quella direzione o se una donna etero, si stesse domandando in che modo rendere ancora più strabiliante l’intesa con il suo partner… beh, eccovi un po’ di motivi per farlo all’incontrario!Perché anche lui ha il punto "X" CHE SI CHIAMA PUNTO LQuando esplori le zone erogene del tuo lui ti soffermi sui lobi delle sue orecchie, lo baci sul collo, gli stimoli i capezzoli, ma sai bene che quello che lo manda in estasi è… lo stesso che manda in estasi te, ovvero il pene.Ma non sottovalutare il potere dell’ano, sia in quanto zona estremamente sensibile in sé perché dotata di innumerevoli terminazioni nervose, sia in quanto mezzo di accesso a una delle sue zone erogene più potenti che, per renderci le cose più difficili (ma intriganti!), è situata proprio lungo il canale rettale, precisamente all’esterno di esso, a una profondità di circa 5 cm: la prostata.La prostata, che generalmente associamo ai problemi che gli uomini iniziano ad avere a una certa età, è una piccola ghiandola la cui funzione è quella di produrre il liquido seminale che andrà a costituire lo sperma e, quando l’uomo si eccita inizia a contrarsi ritmicamente, provocando sensazioni molto piacevoli.Può essere stimolata in due modi: premendo la zona compresa tra lo scroto e l’ano o inserendo un dito (o un oggetto erotico) all’interno dell’ano. La zona non a caso è stata ribattezzata ‘il punto G maschile’, perché scatena orgasmi che gli uomini descrivono come molto diversi da quelli raggiunti tramite la stimolazione del pene: più lunghi, più potenti, più ‘totali’.I preliminariDiciamo che con questa digressione sull’orgasmo prostatico vi abbiamo convinto a provare, cosa dovete fare adesso? Innanzitutto, come succede anche quando è lei a ricevere il sesso anale, occorre estrema igiene, massimo relax, moltissima lubrificazione. Partiamo dall’igiene: poiché le pareti del retto sono estremamente porose e fragili e la zona particolarmente delicata anche da un punto di vista psicologico, il nostro consiglio è di cominciare con una doccia rilassante, che oltre a farti sentire al top della tua desiderabilità, ti aiuta anche a rilassare i muscoli.Ti consigliamo poi di usare un preservativo per ricoprire qualsiasi oggetto di cui facciate uso, non solo ti protegge, ma rende anche l’inserimento più facile in quanto illubrificante reagisce meglio alla superficie del condom. E infine togliamoci questo sassolino dalla scarpa: il retto è semplicemente un canale di passaggio per i rifiuti del nostro corpo, niente di quello che temi  può rimanere lì dentro.Ora che sei ma, soprattutto, ti senti pulito, il tuo obiettivo è rilassarti al massimo. L’ano è un muscolo circolare che tende a contrarsi automaticamente niente paura quindi se, inserendo un dito, la tua prima reazione è di rifiuto. Continua con la stimolazione, partendo dall’esterno, con un dito ben lubrificato e senza unghie sporgenti, e ricorda che più sei eccitato, meglio è.Infine, come anticipato, la lubrificazione è la chiave per un’esperienza anale appagante, quindi non lesinare.Ok, sei pulito, profumato, rilassato, tu e la tua compagna sfoggiate una manicure impeccabile e hai una pila di preservativi e un flacone di lubrificante di fianco a te.Ottimo! Potete cominciare con una stimolazione di tutto il lato B del corpo: nuca, schiena, incavi delle ginocchia, natiche… per farvi sempre più vicini. Continuate con un massaggio circolare e esterno della zona anale, finché non sentirete il muscolo così rilassato da provare una prima breve e piccola intrusione. Puoi usare il tuo dito, o quello della tua compagna, ma anche un sex toy: l’ideale è usare un massaggiatore o un dildo pensato proprio per la stimolazione anale e quindi dotato di una base allargata che impedisce all’oggetto di perdersi dentro il tuo corpo. Le regole rimangono comunque le stesse: massima calma, relax, e procedere per tentativi. Pian piano i muscoli si rilassano e l’ingresso diventa più facile. E soprattutto non dimenticare di comunicare alla partner le tue sensazioni e i tuoi desideri, non solo ti permetterà di guidarla nel labirinto della tua eccitazione, ma risulterà anche estremamente erotico. Per te e per lei.I massaggiatori prostaticiIl miglior alleato, nel caso del sesso anale, è indubbiamente un massaggiatore prostatico. Che non solo ti permette di raggiungere la prostata molto più facilmente di quanto riusciresti a fare con un dito (soprattutto se sei da solo) ma, in alcuni casi, ti offre anche una strabiliante stimolazione doppia, come HUGO™ per esempio, che non solo raggiunge la prostata dall’interno, ma la sollecita anche dall’esterno. Ci sono poi anche dei massaggiatori prostatici che riproducono il movimento di un dito che si ripiega su se stesso, che è proprio il tipo di movimento ideale per toccare la prostata (e il punto G femminile).Il pegging e lo strap-onMa, ovviamente, accanto all’aspetto meramente fisico della stimolazione anale, esiste anche tutta la parte ‘psicologica’, quella che eccita e appaga la nostra immaginazione erotica.E, nel caso in cui è lui a ricevere il sesso anale, può essere di vario tipo: l’idea di fare una cosa che molti considerano tabù all’interno di una relazione eterosessuale. L’idea di essere estremamente vicini, intimi, proprio perché insieme si affronta un percorso diverso. L’idea, eccitante per l’uomo, di essere dominato, anche sessualmente da una donna e, viceversa per la donna, di dominare il suo uomo. Ed è sull’onda di quest’ultima fantasia dal sapore un po’ BDSM, che si sta diffondendo sempre di più la pratica del pegging: la donna indossa un fallo artificiale, detto appunto strap-on, che fissa ai propri fianchi con una cintura apposita, che è spesso dotata di un dildo interno, e ‘penetra’ analmente l’uomo. I due partner ricevono così una stimolazione contemporanea anche se la situazione è completamente rovesciata.Indubbiamente il pegging può costituire un’esperienza estremamente stimolante per la coppia, sia a livello fisico che emotivo.Sesso anale sì (ma anche no)Concludiamo con la stessa raccomandazione data alle donne, se il sesso anale ti incuriosisce, ti eccita, se vuoi arrivare a provare un orgasmo anale, non ti scoraggiare ai primi tentativi e magari non partire con il pegging. Comincia con un dito (meglio ancora? Con la lingua!), prosegui inserendo un massaggiatore prostatico ‘singolo’, procedi con uno a doppia azione e, a questo punto, se ti va, se la tua compagna è d’accordo, passa allo strap on. Nessuno ti impedisce di fermarti in qualsiasi punto di questa escalation di piacere.E non avere nessuna curiosità nei confronti del sesso anale, così come amarlo alla follia, non significa essere meno ‘uomo’, ma solo che la tua curiosità funziona diversamente.Perché, se il mondo è bello perché è vario, il mondo del sesso è bellissimo perché è varissimo! [...]

Cinque motivi (più uno) per cui le donne vanno pazze per il sesso orale

1. Perché è estremamente piacevoleIl clitoride è la zona erogena più sensibile del corpo femminile, con più di 8000 terminazioni nervose. Questo si traduce non solo in una notevole sensibilità alle carezze, ma anche in un’estrema delicatezza.La lingua è umida, morbida, calda e per quanto energica possa risultare, non avrà mai la ‘pesantezza’ di una mano o di un vibratore. Queste caratteristiche la rendono l’ideale per la stimolazione del clitoride. Che è poi il tipo di stimolazione che porta la maggior parte delle donne all’orgasmo.2. Perché è estremamente eroticoNon tutte le donne amano il sesso orale e, una percentuale molto alta di queste, non lo ama perché lo trova piuttosto imbarazzante. Molte temono di non essere abbastanza belle, a posto, profumate… insomma, tutte quelle paure che quotidianamente applichiamo all’aspetto fisico, le centuplichiamo quando si tratta del nostro sesso.Vincere queste paure e trovare col partner un’intesa tale che ci permette, non solo di non vergognarci di noi stesse, ma addirittura di offrirci al contatto più intimo, risulta quindi estremamente erotico: più ci sentiamo disinibite, più la situazione si fa eccitante.3. Perché con l’uomo con cui fai sesso orale puoi fare di tuttoDiretta conseguenza di quanto sopra. Un uomo che ti bacia e ti accarezza con la lingua, proprio lì, è un uomo che ti prende tutta intera, per come sei, senza sconti e senza limiti.E, da parte tua, con un uomo con il quale ti senti libera di offrirti al 100% sarai probabilmente pronta a sperimentare molto. E molto altro ancora…4. Perché l’uomo che pratica sesso orale, è un uomo generosoE sensibile al piacere femminile. È un uomo che ti vuole scoprire e che vuole esplorare tutti i modi di darti piacere. Ed è attento alle sfumature. E con un uomo così, è bello fare l’amore.5. Perché può durare all’infinitoI tempi di uomini e donne sono sostanzialmente diversi e molto spesso pensiamo che l’uomo sia ‘troppo veloce’ o noi ‘troppo lente’. In realtà si tratta solo di una sfasatura fisiologica che però, in alcune coppie, rischia di creare una distanza non colmabile. Difficilmente si troverà il punto di contatto tra un uomo particolarmente rapido e una donna particolarmente lenta. Il sesso orale, al contrario, può andare avanti all’infinito e sono molte le donne che sperimentano un orgasmo più frequentemente con il rapporto orale che con quello sessuale.+ 1. Perché è il preliminare più sexyÈ il modo migliore per passare dal petting all’amore: la stimolazione fisica è nulla a paragone di quella mentale. E mentre ti abbandoni ai suoi baci, lui ti eccita e ti lubrifica in un colpo solo. Cosa vuoi di più dalla vita? [...]

Le migliori tecniche per un cunnilingus indimenticabile

Premessa necessariaPremessa indispensabile: il sesso orale può essere paragonato a un film che comincia dopo i titoli di testa, e più sono lunghi i titoli, più la tua attesa del film aumenta. Ovvio che i titoli, ovvero i preliminari, non possono durare all’infinito, ma anche cominciare il film senza titoli, il più delle volte, ti fa sentire derubato di una parte fondamentale in ogni piacere, soprattutto sensuale: l’anticipazione dello stesso.Poi certo, ci sono film che cominciano bruschi e va benissimo così, ma qui stiamo procedendo per generalizzazioni e, in generale, se hai deciso di deliziarla con il sesso orale, evita di dirigerti verso le sue zone calde dopo un paio di baci. Anche perché la maggior parte delle donne è paranoica rispetto a qualsiasi dettaglio del proprio aspetto fisico, e la paranoia aumenta esponenzialmente quando si tratta della propria intimità.Irretiscila in un gioco sensuale, falle capire che ti dirigerai da quella parte e disilludila, falle desiderare e anticipare tutto quello che hai in serbo per lei.  Dalle il tempo di perdersi e di aprirsi al piacere.1. Leggero come una piumaÈ il modo migliore di cominciare e, se la tua partner è particolarmente sensibile, può essere anche quello migliore di finire.Usa solo la punta della lingua per accarezzare, con un tocco leggero ma umido, le grandi e le piccole labbra, dal basso verso l’alto, fino a raggiungere il clitoride, per poi ritornare verso il basso, fermandoti ogni tanto per baciare l’interno coscia.Accarezzale contemporaneamente i capezzoli. Quando la senti sufficientemente eccitata, inizia a tracciare piccoli cerchi, con le dita o con la lingua, solo sul clitoride (o nelle zone che sollecitano maggiormente il suo entusiasmo).2. Il bacio del colibrìMolte donne adorano baci e carezze su tutta l’area della vulva, ma generalmente le sensazioni più intense sono scatenate dal clitoride. Puoi provare a succhiarlo leggermente con le labbra, e far seguire un movimento intenso ma lento della lingua dall’alto al basso.La comunicazione, verbale o (più probabilmente) di altro genere, con la partner è il modo più semplice per capire qual è il tipo di carezza che la entusiasma di più, quindi cerca di mantenerti sempre attento alla sua reazione.Prova anche a inserire leggermene un dito all’interno della vagina, ma prediligi una stimolazione del punto G piuttosto che andare in profondità. Se poi vuoi proprio strafare, prova con un piccolo vibratore.3. L’amazzone del sesso oraleSe noti che la tua partner ama cambiare l’intensità della pressione, o se è il tipo di donna che desidera avere il controllo della situazione, questa posizione potrebbe fare al caso vostro.Sdraiati e porta il bacino della tua compagna all’altezza del tuo viso. Lei si può sostenere alla testiera del letto o appoggiarsi direttamente sulle proprie mani; può decidere se sollevarsi per rendere il tocco più leggero o abbandonarsi di più verso la tua bocca, per farlo più intenso.Tu, d’altro canto, hai una soggettiva del suo corpo, molto (molto!) eccitante. E mani libere per stimolarle, che so, il lato B, per esempio!4. Sopra, sotto e tutt’intornoIl mondo è bello perché è vario?Perché allora non variare con un anilingus? Ma, tenendo in mente che l’utilizzo di unlubrificante può rendere l’esperienza molto più piacevole per entrambi. Ed è importante prendere precauzioni prima di passare da un rapporto vaginale a uno anale e viceversa: anche semplicemente un preservativo tagliato lungo il senso della lunghezza. Quanto basta per proteggere la zona e le labbra dal contatto diretto. [...]

LE COSE CHE NON SAPETE SUL CLITORIDE

1. La punta dell’icebergIl clitoride è come un iceberg che mostra solo la parte più piccola di se stesso. Dietro questo bottoncino rosa, si nasconde un organo dalla forma biforcuta che si estende lungo la vagina con due ‘bracci’ lunghi quasi 11 cm. Le dimensioni del clitoride, peraltro, variano da donna a donna. Esattamente come quelle del pene per gli uomini.2. Perso di vistaCitato per la prima volta nel 1559 dal medico italiano Matteo Colombo che lo definì ‘l’amore o la dolcezza della donna’ e lo indicò come fonte del piacere femminile, il clitoride è stato perso di vista per lungo tempo e si è dovuti arrivare al XX secolo per assistere a un rinnovato interesse nei suoi confronti da parte della comunità scientifica. E addirittura al 1998 per una corretta descrizione della sua anatomia.3. Senza invidiaIl clitoride è formato dello stesso tessuto del pene e, come il pene, possiede un glande, un prepuzio e un tronco sottile. Ed è presente in tutte le femmine dei mammiferi, nessuna esclusa.4. Una strana posizioneMa, nella femmina dell’uomo, il clitoride è situato all’esterno della vagina. Ecco perché,spesso non è facile stimolarlo durante il rapporto. Questo tipo di anatomia potrebbe essere legata al processo evolutivo: quando siamo diventati dei bipedi e abbiamo raddrizzato il bacino, il clitoride si è posizionato dove lo troviamo oggi.5. Il clitoride di Maria BonaparteDiscendente di Napoleone, principessa di Grecia e Danimarca, Maria Bonaparte è stata una studiosa di psicoanalisi che ha collaborato con Freud. Il suo interesse prese le mosse proprio da un problema di frigidità che Maria cercò di risolvere sottoponendosi a ben due operazioni di spostamento del clitoride. Era infatti fermamente convinta che la difficoltà delle donne a raggiungere il piacere fosse legata alla posizione eccentrica del clitoride rispetto alla zona stimolata durante il rapporto.6. Erezioni notturneAnche per il clitoride si verifica il fenomeno delle erezioni notturne. E anche il clitoride si ingrossa durante l’eccitazione.7. Un tipo nervosoE non è un modo di dire. Il clitoride possiede 8000 terminazioni nervose, più di qualsiasi altra parte del corpo umano e infinitamente di più del pene che si attesta su circa 3000. È così sensibile che alcune donne non sopportano la sua sollecitazione diretta, preferendo di gran lunga che ci si giri intorno o che si stimoli con la lingua.8. In continua evoluzioneIl clitoride non smette mai di crescere: intorno ai 30 anni le donne possiedono un clitoride 4 volte più grande che al momento della pubertà. E la crescita continua anche dopo la menopausa quando può arrivare a raggiungere dimensioni 7 volte superiori a quelle di partenza.9. Vaglielo un po’ a spiegare agli uominiQuando opportunamente stimolato, il clitoride può portare una donna all’orgasmo in 4 minuti. Netti.10. Meravigliosamente inutileIl clitoride è l’unico organo del corpo umano che non ha altra funzione che quella di procurare piacere.  L’uomo non dispone di niente del genere visto che il suo attributo serve anche per la riproduzione e l’eliminazione delle urine.In realtà, probabilmente, il clitoride serve indirettamente alla riproduzione: il piacere provato spinge a ricominciare daccapo ogni volta! [...]

Il punto G Meglio guardare al punto C

Uno studio statunitense avverte: la difficoltà nel raggiungere l’orgasmo, che tocca fino al 34% delle donne, potrebbe nascondersi nell’anatomia del clitoride, “origine di buona parte del piacere sessuale femminile”. Ma anche in un diverso atteggiamento sotto le lenzuola.“Non c’è un punto G, esiste piuttosto un punto C”. Amen. A emettere la sentenza, certo relativa, è la ginecologa Susan Oakley del Good Samaritan Hospital di Cincinnati, Ohio. La scienziata ha condotto un’analisi su 32 donne di circa 32 anni, una decina delle quali con grandi difficoltà a raggiungere l’orgasmo nel corso del rapporto sessuale. Non è un problema raro, tutto il contrario: secondo alcuni studi ne soffrirebbe fra il 18 e il 34 per cento delle donne. Inoltre meno della metà di quelle sposate vive un orgasmo a ogni rapporto e solo il 15 per cento ne ha sperimentati di multipli.Il problema? Altro che punto G, smentito d’altronde dalla quasi totalità degli studi condotti: la faccenda gira piuttosto intorno al clitoride, “origine di buona parte del piacere sessuale femminile”, secondo la dottoressa. Potrebbe infatti esseretroppo piccolo o anche troppo lontano dalla vagina. Tradotto: le dimensioni potrebbero essere importanti. Anche per la donna.L’indagine, pubblicata di recente sul Journal of Sexual Medicine, ruota intorno a una risonanza magnetica alla zona pelvica delle 32 volontarie. Nel gruppo che ha difficoltà a raggiungere l’orgasmo, a quanto pare, il clitoride è mediamente più piccolo e anche più distante di 5-6 millimetri. Dettagli a parte, rimangono alcuni dubbi per esempio sulrapporto che lega questa constatazione morfologica all’esperienza sessuale nel suo complesso: “Il problema è sempre quello dell’uovo o della gallina – ha spiegato Oakley –non sappiamo se le donne che hanno un clitoride più grande lo abbiano in virtù del fatto che hanno sperimentato più orgasmi o se essere nate con l’organo più sviluppato permetta loro di sperimentare meglio il piacere”.Per esempio, una distanza ridotta potrebbe favorire la stimolazione del clitoride durante il rapporto. Un organo più grande, e dunque più innervato, sarebbe invece in grado di produrre sensazioni più stimolanti e soddisfacenti. Tuttavia il punto C potrebbe non essere l’unico aspetto del problema. “Il piacere sessuale femminile è ovviamente molto soggettivo – ha aggiunto la responsabile dello studio – riguarda anche l’aspetto psicosociale. In questo caso, però, stiamo tentando di concentrarci su quello anatomico”.Dai questionari distribuiti alle volontarie gli scienziati statunitensi hanno infatti verificato, oltre al desiderio, all’attrazione e alla percezione di sé stesse, che anche gliatteggiamenti sotto le lenzuola erano significativamente diversi. In che modo? Le donne con problemi di orgasmo prediligevano la cosiddetta “posizione del missionario” mentre il resto del gruppo posizioni diverse, in particolare sopra al partner. Che il segreto si nasconda semplicemente in un pizzico di fantasia in più? [...]

4 cose da sapere sull'orgasmo femminile

L'orgasmo femminile è da circa un secolo oggetto di studi e "classificazioni". Esistono donne che provano piacere solo con la stimolazione del clitoride, altre che invece raggiungono l'orgasmo con la penetrazione vaginale.Così come sono numerose le donne che giurano di aver scoperto il punto G e ben il 13% della popolazione femminile sessualmente attiva afferma di aver provato, almeno una volta nella vita, orgasmi multipli.Ma cos'è l'orgasmo femminile e come funziona? Dal lato prettamente fisico, si tratta di un fenomeno neuromuscolare. Nella donna, l'orgasmo è preceduto dalla lubrificazione delle pareti vaginali e da una dilatazione del clitoride dovuta a un aumento del flusso sanguigno. TIPI DI ORGASMOMa quanti tipi di orgasmo femminile esistono? E come si "innescano"?Molto interessante, a tal proposito, è un recente studio incentrato proprio sull'orgasmo al femminile e pubblicato sul Journal of Sexual Medicine. In questo caso, un'équipe di medici francesi ha analizzato, tramite ecografie, le variazioni del flusso sanguigno negli organi sessuali sottoposti a stimolazione ed eccitazione. Dai risultati, è emerso che esistono due tipologie di orgasmo femminile.Al contempo, si è rilevato che esiste una differenza sostanziale, proprio di tipo funzionale, tra i diversi orgasmi a seconda del contatto e dellastimolazione adottata. IL CLITORIDEGli studi hanno, quindi, evidenziato che è la parte del clitoride che reagisce a creare la differenza sostanziale tra ciò che viene definito orgasmo clitorideo e l'orgasmo ottenuto con la penetrazione vaginale. Nello specifico, con la stimolazione clitoridea, il flusso sanguigno aumenta solo nella parte superiore del clitoride scatenando il caratteristico orgasmo di tipo clitorideo. Con la penetrazione vaginale, invece, il flusso sanguigno aumenta sia alla radice del clitoride sia in tutta l'area vaginale. Dunque, tutti gli orgasmi femminili sono comunque clitoridei ma a fare la differenza è la parte del clitoride che reagisce. LE DIMENSIONI AL FEMMINILERecenti sondaggi hanno anche evidenziato come solo un terzo delle donne sessualmente attive, sia in grado di raggiungere l'orgasmo soltanto attraverso il rapporto sessuale e la "semplice" penetrazione vaginale. Nonostante quest'ultima vada comunque a stimolare la radice del clitoride, l'orgasmo al femminile è procurato, per la maggioranza delle donne, da una stimolazione diretta del clitoride. In tal senso, numerosi studi recenti, hanno proprio sottolineato quanto contino anche le dimensioni del clitoride e il suo posizionamento per raggiungere l'orgasmo: un clitoride più grande e situato più vicino alla vagina, rende più semplice il raggiungimento del piacere. LA PSICHEOvviamente, al di là di tutte le esplorazioni e le considerazioni prettamente fisiche, l'orgasmo femminile comprende anche una grande componente psicolgica. Infatti condizioni come ansia, stress o depressione possono influenzare notevolmente il raggiungimento dell'orgasmo, così come il piacere può restare "bloccato" a causa di problemi di comunicazioneall'interno della relazione.Il corpo si interseca continuamente con la mente, dando il via a reazioni imprevedibili e che ancora devono essere indagate a fondo persino da scienza e medicina. L'orgasmo femminile comprende anche una parte "culturale": recenti studi hanno dimostrato come le donne più competenti, informate e curiose siano più portate a raggiungere il piacere. Informarsi sull'orgasmo, conoscerne i meccanismi e segreti a ora rivelati dalla scienza, aumenterebbe la consapevolezza del proprio corpo e delle sue potenzialità.  [...]

PARTICOLARI INTERPRETAZIONI DI VARI SEGNI DELLA MANO

Desbarrolles e Tricasso da Cerasani indicano particolari significati di alcuni segni che qui riportiamo. I monti ben rilevati: segno favorevole, felicità. Una sola linea sui monti: fortuna, buona riuscita. Due linee: cambiamento di situazione. Tre linee a uguale distanza e ugualmente profonde: grande fortuna e successo. Le stesse linee tortuose, ineguali e che si intersecano: delusione, ostacoli. Linee diritte e ben chiare che si volgono verso l’alto sono sempre segni favorevoli. Quando una linea perfettamente retta parte dal monte di Venere e sale direttamente al monte di Mercurio pura e senza ostacoli è un segno felice: amore e fortuna (connubio di Mercurio e di Venere). Questa linea però nella mano non intelligente e materiale significa anche una doppia forma di amore condannata dalla morale. LINEE E SEGNIMancanza delle linee del cuore e della testa Quando nella mano manca completamente una di queste due linee è minaccia di grave fatalità, di una malattia gravissima o di un fatto catastrofico. Linea spezzata della testa La linea spezzata della testa indica grave ferita alla testa o a qualche membro. Su mani di criminali predice morte violenta . Linea della testa in rapporto all’arte Se la linea della testa è molto lunga e diritta è sempre in antitesi all’amore per l’arte; se nella stessa mano vi è la linea del Sole indica desiderio di ricchezze. Attitudine alle scienze Una mano che possegga una bella linea della fortuna , la linea del Sole e una lunga linea della testa oltre a dita nodose indica forte disposizione alle scienze. Doppia linea del cuore Significa grande potenza amorosa . Linea della vita lunga Se la linea della vita si estende nel palmo della mano fino a toccare il monte della Luna vicino al braccialetto questo annuncia una lunga esistenza. Altrettanto è pronosticato se la linea vitale è alla fine molto inclinata verso il monte di Venere . Linea della testa corta Se la linea della testa è corta indica vita breve e carattere maligno. Bella linea della testa Se la linea della testa è diritta e nitida annunzia che si conserveranno vigili i sensi della vista e dell’udito e la memoria sino a età avanzata. Se sulla linea si trovano punti scuri, annunziano disturbi ai denti, agli occhi e alle orecchie. Mano molto segnata Se la mano è coperta da molti segni con la linea della testa unita all’inizio della linea della vita e un poco inclinata verso il monte della Luna, specialmente se vi è anche la linea del Sole, il soggetto avrà una intelligenza superiore. Tutte le eccitazioni nervose producono una sensibilità eccessiva, però questa sarà dominata e regolata se la linea della testa sarà molto accentuata.Linee che volgono verso l’altoLinee che salgono dal monte di Mercurio alla prima giuntura del mignolo indicano persona lussuriosa e disonesta Se la linea del cuore sale sul monte di Giove senza rami predice pericolo di morte violenta e indica mano sfortunata Linee che partono dal monte di Venere attraversano la linea vitale e la linea della testa indicano persona litigiosa e furiosa Una linea che parte dal monte di Venere e va verso il monte di Mercurio attraversando il palmo della mano avverte che si avrà amore disonesto e lussuria vergognosa Una linea del cuore che si biforca alla fine e manda un ramo sul monte di Giove mentre l’altro si incurva verso il pollice attraversando la linea vitale annuncia persona sfortunata Se un ramo si dirige invece fra l’indice e il medio indica persona tranquilla e fortunata Una linea che sale dal fondo del monte di Venere con una curva indica persona timida e maligna Una linea che parte dalla base del monte di Venere attraversando la linea della vita e si volge verso la percussione indica debolezza causata da eccessi La linea cosiddetta “sorella” della linea vitale se è divisa in più punti e doppia indica persona lussuriosa Una linea sul monte di Venere che sale sulla falange del pollice è segno di amore incestuoso La linea vitale che all’inizio si biforca e non è unita alla linea della testa indica persona infedele e bizzarra Una linea che sale dal monte di Apollo alla terza falange del dito mignolo formando una curva indica tendenza al furto Una linea che sale dal braccialetto verso la percussione è segno di carattere litigioso Una linea che sale dal braccialetto verso il mignolo denota persona loquace. Una linea che sale dalla radice del mignolo indica persona ingegnosa Linee che partono dal basso del monte di Venere e attraversano la linea della vita indicano viaggi Linee profonde dal basso in alto presso la percussione annunciano persona rozza e sciocca Piccole linee sul monte di Apollo che tendono verso il monte di Mercurio indicano disturbi renali Linee che volgono verso il bassoUna linea sotto i monti di Saturno e di Apollo che si si incurva verso la linea del cuore indica volontà di dominio Linee sul monte di Venere che vanno dall’alto al basso nel senso della linea vitale promettono eredità Una linea che parte dalla linea del cuore e scende verso la percussione indica che nasceranno dissapori con i parenti La linea che parte fra l’indice e il medio e va verso il monte di Mercurio parallela alla linea del cuore indica individuo interessato ad ogni scienza ma non molto costante Se dalla linea del cuore partono alcuni rami verso la linea della testa è segno che il soggetto per la sua leggerezza andrà incontro a gravi inconvenienti Alcune linee sul monte di Apollo provenienti dalla radice dell’anulare indicano individuo prudente e morigerato Se la linea vitale finisce sul braccialetto ramificandosi significa che il soggetto ha carattere instabile e leggero e che vivrà a lungo La linea epatica che si biforca verso il braccialetto con un ramo che scende su questo, è segno di grave incidente, forse mortale Se la linea della testa alla fine si biforca indica persona astuta e ipocrita Una linea tortuosa che scende sul monte di Apollo partendo fra il medio e l’anulare annuncia persona presuntuosa, instabile, poco equilibrata La linea del cuore che parte fra l’indice e il medio e si incurva dove tocca la linea di Saturno indica grave pericolo. Per le donne vi sarà pericolo durante un parto Se la linea del cuore parte senza rami sotto il monte di Saturno facendo arco verso la linea della testa indica prodigalità e leggerezza Punti, croci, stelle e semicerchiUna stella sulla linea epatica dove si incontra con la linea della testa è segno di sterilità. Punti sulla linea epatica indicano disturbi allo stomaco Una croce o una stella sotto il monte di Apollo e vicina alla linea del cuore significa fortuna e ricchezza Un semicerchio sul monte della Luna con le estremità rivolte verso la percussione è segno di gravissimo incidente Croci sul monte di Venere indicano lussuria e adulterio Una croce sulla terza falange del dito significa fortuna attraverso donne (anche matrimonio ricco) Due semicerchi posti in senso contrario tra loro sulla seconda falange del pollice indicano infedeltà e malignità Una croce o una stella sulla seconda falange del pollice su mani di donna indica lussuria Una piccola croce nell’angolo formato dall’incrocio della linea della vita con quella della testa è avvertimento di inimicizie e persecuzioni Una croce sotto la linea della testa vicina alla percussione avverte che si avrà fortuna e si conquisterà la ricchezza molto avanti negli anni Una croce nel piano di Marte e punti scuri nel palmo di una mano che abbia unghie corte e con la linea della testa troncata in vari punti sono invece indice di epilessia Tre crocette sul monte della Luna indicano che il soggetto è falso; ha menzogne con tutti e inganna anche se stesso Una croce fra il monte di Apollo e quello di Mercurio vicino alla linea del cuore annuncia mancanza di denaro e relative preoccupazioni Una croce sulla linea della testa quando la linea della vita è spezzata annuncia pericolo di gravi incidenti o di malattie cerebrali Un punto sotto il dito di Apollo indica che si avranno affanni per ragioni di cuore che potranno influire sul successo artistico . Un punto sotto il dito di Mercurio è indice di preoccupazioni per affari e commerci Una stella sotto il dito di Saturno indica che vi è pericolo di accidenti gravissimi. Orgoglio fatale . Semicerchi sul monte della Luna avvertono che vi è eccesso di fantasia. Se sono sulla mano di un uomo è segno che egli si lascia soggiogare da donna stravagante e capricciosa.Ricordiamo che le linee e i segni devono essere interpretati nel loro insieme perché non hanno valore assoluto per se stessi ma soltanto in rapporto a tutte le altre caratteristiche della mano. [...]

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