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IL PUNTO L dell'UOMO

MA DOVE SI TROVA?Quando ho sentito parlare per la prima volta del punto L maschile ho pensato che fosse la solita follia femminista. Non volli neppure fare lo sforzo di capire di cosa si trattava. Era successo durante una conferenza della dottoressa Elisabetta Leslie Leonelli. Non potevo pensare che una donna avesse qualche cosa da insegnarmi sul mio orgasmo. Solo anni dopo, leggendo "Coccole e carezze" (della Leonelli) mi venne qualche dubbio e decisi di fare un esperimento. Ne restai folgorato. Tra l'altro capii come mai alcune volte avevo provato degli orgasmi fortissimi. Infatti si può sperimentare il piacere del punto L anche casualmente, non sapendo che esiste. Ma sapere dov'è e come trattarlo è meglio. Molto meglio. Ecco come Leslie Leonelli lo descrive: "... Mentre avevo davanti le sezioni laterali dei genitali maschili con i corpi cavernosi, i nervi, i testicoli, la prostata, ecc... mi sono resa conto, improvvisamente, di quanto la base del pene affondi profondamente dentro le pelvi. Ciò che si vede all'esterno del corpo costituisce meno della metà dell'intero apparato, mentre i corpi cavernosi, veri e propri protagonisti dell'erezione del pene, continuano all'interno delle pelvi, al di là dell'osso pubico, al di sotto della prostata, fin quasi a raggiungere la parete del retto."COME PROVOCARE IL PIACERE DEL PUNTO LQuesta zona alla radice del pene può essere sollecitata in vari modi:Succhiando. Attraverso il tubicino del pisello (l'uretra) è possibile sollecitare il punto L creando un'aspirazione. Le nostre progenitrici muovevano naturalmente i muscoli vaginali creando un'aspirazione durante il coito. Questo spiega perché il punto L si trova lì dov'è. Oggi poche donne sono consce dei propri muscoli vaginali e quindi è difficile che il punto L sia stimolato normalmente durante il rapporto sessuale.Lo stesso effetto lo si può ottenere attraverso un rapporto orale. Succhiando ritmicamente (cioè succhiare e poi smettere di succhiare ripetendo l'operazione in rapida sequenza) si può sollecitare ottimamente il punto L maschile. È anzi possibile far arrivare all'orgasmo un uomo soltanto succhiandolo, appoggiando le labbra sulla punta del pene, come fosse una cannuccia, senza toccarlo altrimenti. Ovviamente non per tutti è uguale e il succhiare non dovrà essere troppo forte. Fate attenzione perché, se esagerate, potrebbe essere irritante. Va poi detto che sarà bene continuare l'aspirazione dell'orgasmo dato dalla stimolazione del punto sensibile sotto il glande (la clitoride) anche durante l'eiaculazione. Infatti l'orgasmo del punto L è molto più lungo nel maschio. Sarebbe un peccato interrompere il godimento.Sollecitare con un massaggio delicato ma profondo la zona del perineo, tra l'attacco dello scroto (la sacca che contiene i testicoli) e l'ano. E possibile sollecitare il punto L attraverso la stimolazione anale.Questo spiega tra l'altro perché gli omosessuali possono raggiungere l'orgasmo attraverso la penetrazione anale o perché tanti uomini gradiscano essere penetrati con un dito durante un rapporto sessuale. Fino a ieri si ipotizzava una capacità della prostata di provare piacere. Ecco cosa scrivevano Ladas, Whipple e Perry sul libro "Il Punto G":"... E in effetti uno dei motivi per cui alcuni uomini provano piacere nel rapporto omosessuale è che spesso, in un'unione di questo tipo, la prostata viene stimolata più facilmente che in un rapporto eterosessuale".La dottoressa Leonelli ha però dimostrato che le cose stanno diversamente. Infatti, come si potrebbe raggiungere questo tipo di orgasmo profondo con il sistema dell'aspirazione e del massaggio perineale se il centro si trovasse nella prostata che è raggiungibile solo per via anale?L'ORGASMO DEL PUNTO LL'orgasmo nel suo complesso è ancora un fenomeno poco conosciuto scientificamente e solo sommariamente esplorato dalla narrativa. Cosa succede esattamente quando godiamo? E in particolare, come gode il maschio? Potremmo dire che vi sono quattro tipi di piacere.Il piacere di un semplice contatto genitale, una carezza o un bacio. Diventa particolarmente forte, accompagnato quasi da un mancamento emotivo, quando viene toccato in modo appropriato il punto più sensibile (la clitoride del maschio). Questa sensazione però spesso o non viene avvertita. La si sente solo quando c'è una sufficiente partecipazione emotiva. Sennò accade di fare solo su e giù attendendo che arrivi il piacere dell'orgasmo. Si è come anestetizzati. Le carezze, i baci o lo sfregamento danno piacere solo perché sono un preludio all'eiaculazione ma in quel momento non si prova nulla di speciale. Succede quando non si riesce a lasciarsi andare.Prima dell'eiaculazione il piacere cresce, diventa una sensazione acuta. Generalmente si arriva a un punto di resistenza. Cioè ci si sente compressi e poi si percepisce qualcosa che scatta. Come se fosse crollata la diga che tratteneva il seme. Si sentono alcune rapidissime scariche di piacere. Generalmente non più di quattro o cinque, che durano pochi secondi. Solo più raramente si arriva all'eiaculazione senza quel momento di resistenza. Allora le scariche di piacere possono essere di più e più forti e dotate di maggior profondità. Questa "resistenza" è causata da una eccessiva contrazione involontaria del muscoli che stanno tra il pube e l'ano.Alle sensazioni di piacere e agli orgasmi più forti possono essere associate sensazioni piacevoli diffuse in tutto il corpo come brividi o ondate di calore. Si tratta di un piacere accessorio non localizzato nell'area genitale ma generalizzato in tutto il corpo.Quando si sollecita il punto L c'è un sufficiente coinvolgimento emotivo e l'abbandono amoroso, si sperimenta un orgasmo che travolge arrivando in modo lento, graduale, senza scatti e senza resistenze, con la fluidità di un respiro. Le scariche di piacere sono più forti, meno acute, più tonde, più calde, più profonde. E soprattutto più lunghe. L'orgasmo inizia prima dell'eiaculazione e finisce dopo che l'ultimo schizzo è stato liberato. È un'orgasmo che contiene in sé tutti gli altri piaceri fin qui nominati e si diffonde in tutto il corpo. Cioè gente... una cosa da provare. Comunque, cari amici, il piacere del punto L non è ancora il massimo che potete provare.Attraverso la respirazione, il rilassamento del basso ventre e altre tecniche è possibile (con la persona giusta) arrivare a toccare vette di piacere ancora più alte.IL POSTILLONAGEIl Postillonage a volte chiamato anche mungitura della prostata (dall'inglese prostate milking) è una tecnica che prevede il massaggio della prostata allo scopo di ritardare l'orgasmo maschile (e la conseguente eiaculazione) e di aumentarne l'intensità.Il massaggio può avvenire sia in modo indiretto, premendo al centro del perineo (la zona compresa tra i testicoli e l'ano), che in modo diretto, introducendo parte della mano o altri oggetti (preferibilmente lubrificati per evitare abrasioni) nell'ano per circa 5 cm.L'individuazione della prostata è semplice giacché in seguito all'eccitazione l'afflusso di sangue la ingrossa e la indurisce.La ghiandola prostatica è la zona erogena più sensibile nel maschio, e per questo viene paragonato al punto G femminile, col nome di "punto A"; grazie a questa sensibilità gli orgasmi raggiunti con l'ausilio del massaggio della prostata (in aggiunta alle altre pratiche sessuali) hanno generalmente un'intensità notevolmente maggiore, oltre che una maggiore durata.Il postillonage come tabùIn alcuni paesi, tra cui l'Italia, la pratica del postillonage, come tutte quelle riconducibili al sesso anale, è un tabù molto diffuso[senza fonte]. Questo perché coloro che nutrono timore verso l'omosessualità, tendono ad evitare quelle pratiche e quei comportamenti che associano ad essa[senza fonte]. Tuttavia va ricordato per chiarezza, che l'omosessualità consiste nell'attrazione per individui del proprio sesso, e che invece i piaceri derivanti dalla stimolazione dell'ano e della prostata, non sono ad essa collegati, ma dipendono dalla conformazione biologica di tutti i maschi. [...]

COME FARLO IMPAZZIRE A LETTO

Agli uomini piace il sesso così come piace, in egual misura alle donne. Tuttavia le donne, seppure in misura minore rispetto ad un tempo, provano ancora un certo timore nel mostrarsi fantasiose e/o troppo disponibili con il proprio partner. Questo atteggiamento, presente in molte fasce di età, giovanile e non, è purtroppo il sintomo di una cattiva relazione di coppia che porta molto spesso a delle rotture. Lo dicono sessuologi, psicologi, psicoterapeuti: parlare di sesso ma soprattutto giocare e scherzare con il sesso insieme al proprio partner, è fondamentale per un'ottima relazione di coppia. Cosa fare dunque? Semplice! Come prima cosa fategli capire che a voi il sesso piace, poi siate voi stesse! Niente paura e niente stupide inibizioni. Tutto verrà da sé! Dopo aver raggiunto un'adeguata confidenza con il proprio compagno è bello rinnovare la vita sessuale di coppia ricercando nuovi piaceri e fantasie erotiche da provare insieme. Sappiate che per lui tutto sarà più eccitante se sarete proprio voi a decidere e a prendere l'iniziativa. Dunque coraggio! Ecco per voi qualche metodo e qualche utile consiglio per farlo impazzire dal piacere. Come masturbarlo Con la mano massaggiategli il sesso ancora nascosto sotto il pantalone, poi con le dita esploratene la dimensione in tutta la sua lunghezza. Quando sentirete il pene gonfio e turgido, lentamente aprite il pantalone (attenzione a non graffiare il glande con la cerniera) e liberatelo dallo slip facendone uscire fuori i testicoli. Ora afferratelo appena sotto il glande con la mano ben chiusa poi lentamente iniziate i movimenti ascendenti e discendenti con molta naturalezza. Il segreto sta proprio nell'impugnatura e soprattutto nel movimento che dovrà essere molto lento e interrotto ogni tanto da brevi colpi forti e decisi verso il basso. Con l'altra mano accarezzatelo sotto i testicoli e ancora più in basso verso l'apertura dell'ano. (Lo fa impazzire.) Non appena eiaculerà continuate il movimento della mano cospargendo lo sperma lungo tutto il pene.  La bocca Come già ampiamente descritto nella lezione ( Il sesso orale ) la fellatio è uno degli atti sessuali che l'uomo ama più di ogni altro rapporto, dunque, se non lo avete ancora fatto provate e se avete qualche timore parlatene al vostro partner. Il vostro compagno apprezzerà moltissimo e probabilmente non andrà a cercare chi la pratica magari per professione (ci siamo intese!). Per chi non lo avesse mai fatto ecco un suggerimento su come procedere. Baciate il vostro partner sulla bocca poi lentamente sempre più giù: il collo, il petto, i capezzoli, l'ombelico il pube. Proseguite baciando molto lentamente tutta la lunghezza del pene. Almeno dieci baci prima di arrivare sulla cima. Poi, una volta arrivate sulla sommità appoggiate le labbra sul glande, sopra l'orifizio, ora aprite la bocca e provate a scendere giù con la testa mettendolo tutto dentro. Piano piano risalite in alto. La vostra bocca sarà eccitata da un intenso sapore di sale. Rimanete per un attimo ferme sentirete il glande pulsare di piacere nel vostro palato. Seguitate a leccarlo proprio come se fosse un gelato o un lecca lecca e di tanto in tanto mettetelo in bocca premendo con le labbra tutto intorno al glande. Con la punta della lingua esplorate l'orifizio e il contorno del glande poi continuate a masturbarlo con la bocca aiutandovi con la mano. La bocca dovrà seguire i movimenti della vostra mano. Lentamente dovrà salire e poi ridiscendere, senza indugio, ma piuttosto con molta naturalezza. Ogni tanto volgete lo sguardo al vostro uomo e guardatelo negli occhi per dimostrargli tutta la vostra sicurezza e piena partecipazione all'intenso piacere che state provando. Ricordate sempre che il movimento più sarà lento e più lo ecciterà alla follia. Mentre lo leccate fate colare la saliva lungo tutto il pene poi con la lingua riportate la goccia in alto e fatela colare giù nuovamente. (Sono giochi che lo fanno impazzire dal piacere). Quando sentirete le pulsazioni del glande farsi più rapide significa che il vostro partner sta per eiaculare e quindi dovrete decidere se tenerlo in bocca e tastare il sapore del liquido seminale oppure allontanarvi. Al vostro compagno ovviamente piace di più la prima ipotesi ad ogni modo dovrà rispettare le vostre decisioni. Abbiate solo un po' di tatto: se proprio non vi piace evitate di allontanarvi di colpo come se fosse veleno poiché questo metterebbe in grave imbarazzo il vostro compagno. Se proprio non desiderate ingoiare lo sperma fate un piccolo sforzo e provate a tenerlo in bocca per qualche istante poi riversatelo sul glande oppure lasciate che lui venga sulle vostre labbra o sul viso. Questo state pur certe lo fa impazzire dal piacere.  Sesso Anale Insieme alla bocca, il sesso anale è uno dei piaceri più richiesti e più desiderati dall'uomo tuttavia rimane anche il più chiacchierato e il più discusso. Il sesso anale è bello, anzi bellissimo, ma bisogna essere in due a ritenerlo gradevole e soprattutto bisogna essere in due a godere altrimenti significa che non state procedendo nel modo giusto. Per farlo bene, occorre conoscersi alla perfezione, avere cioè un'intesa sessuale perfetta nonché un'enorme rispetto per i gusti del proprio partner. Anzitutto non abbiate paura poiché se lui sarà delicato non vi farà alcun male, anzi ne trarrete un piacere nuovo, tutto da scoprire. Inoltre, se sarete voi a prendere l'iniziativa, questo scatenerà nel vostro compagno una forte eccitazione dovuta all'effetto sorpresa. Non ci stancheremo mai di dirlo: siate voi a prendere le iniziative ogni tanto! Mostrategli che anche a voi piace provare qualcosa di nuovo. Per l'uomo è esaltante osservare la propria compagna completamente libera da qualsiasi inibizione, quindi coraggio!  Leggendo la lezione sul "sesso anale " poi provate a seguire questo suggerimento: Spogliatevi e dite al vostro uomo che siete molto stanche e che avete bisogno di un buon massaggio. L'olio di oliva per cucinare andrà benissimo. Sdraiatevi sul letto e fatevi massaggiare nel collo e lungo tutta la schiena, poi ditegli di proseguire un po' più in basso; nelle natiche. Aprite leggermente le gambe e ditegli che vi piacerebbe essere massaggiate anche all'interno del canale che separa i glutei. Ora cambiate la vostra posizione: chinatevi e adagiate il petto sulle vostre gambe proprio come se pregaste alla maniera mussulmana. Esibitegli le vostre rotondità e le vostre aperture. Guidate la mano del vostro partner nell'ano e ditegli di versarvi ancora dell'olio facendogli intuire le vostre intenzioni. Con una mano toccatevi il clitoride e con l'altra indirizzate il dito del vostro compagno nella cavità anale. Lasciate che lui vi penetri piano piano fino in fondo poi fatelo uscire. Fatevi versare altro olio nell'apertura e lasciatevi penetrare ancora, questa volta con due dita. Provate a tenerle dentro di voi cercando di abituarvi alla loro dimensione poi provate con il membro. Appoggiate il pene nell'apertura anale poi lentamente spingete verso di lui facendo entrare solo il glande. Fermatevi lì. Non lasciatelo andare oltre. Aspettate invece che i vostri muscoli lo accettino. Ci vuole molta pazienza e concentrazione quindi pregate il vostro compagno di collaborare rimanendo immobile. Non lasciate che sia lui a spingere e a dirigere. Quando vi sentirete pronte sarete voi a muovervi verso il pene per riceverlo più profondamente. Forse sentirete un po' male all'inizio, ad ogni modo l'eccitazione del vostro uomo sarà talmente forte che l'eiaculazione sarà pressoché immediata. Le prime volte non è semplice ma è proprio quello il bello! Dovrete concentrarvi moltissimo ed esercitarvi spesso. Probabilmente il vostro legame diventerà ancora più forte: lui si sentirà un superuomo, voi invece avrete scoperto che il sesso anale non è poi così male, anzi... [...]

L'APPARATO SESSUALE MASCHILE

L'apparato sessuale maschile è composto da: 1. Gli organi genitali esterni ; (il pene e lo scroto ); 2. I genitali interni ( testicoli , epididimi , vasi deferenti , vescichette seminali , prostata , dotti eiaculatori , ghiandole di Cowper , uretra ). Gli organi genitali esterni Il pene Il pene è composto da una testa chiamata glande, e dall'asta o corpo. Alla sommità del glande è posta l'apertura esterna dell'uretra attraverso la quale fuoriescono l'urina e lo sperma. Il glande è ricoperto da uno strato di pelle ripiegata che viene chiamato prepuzio. Esso è come un cappuccio e può essere ritratto fino a scoprire la sommità del pene, salvo che nei neonati. Poco dopo la nascita, alcuni bambini vengono sottoposti ad un intervento per asportare questa pelle: tale intervento viene detto circoncisione. Il glande è liscio e contiene molte terminazioni nervose che lo rendono assai sensibile. Tutt'intorno alla parte inferiore del glande, o testa del pene, si trova un margine chiamato corona. Nella parte del pene dove capo e corpo si incontrano, si trova un'area molto sensibile chiamata frenulo. Il corpo o asta del pene è fatto di un tessuto morbido assai simile ad una spugna. Questo tessuto spugnoso è irrorato da molti vasi sanguigni che durante l'eccitazione sessuale si riempiono di sangue e si gonfiano. L'anello di tessuto muscolare che si trova all'interno della base dell'asta si contrae provocando un afflusso forzato di sangue all'interno di questi vasi sanguigni causando così l'indurimento e l'ingrossamento del pene. Questa transizione da un pene molle (flaccido) ad un pene più rigido viene chiamata erezione. Nel pene non ci sono né ossa né cartilagini che producono l'erezione. Dopo l'eiaculazione o in caso di cessazione degli stimoli, il pene ritorna nello stato flaccido.  Lo scroto Lo scroto o sacco scrotale è una sacca muscolare, morbida e dalle pareti sottili, che contiene due compartimenti in cui si trovano i testicoli. Ogni testicolo è collegato da un cordone (cordone spermatico) che contiene vasi sanguigni, condotti, nervi e fibre muscolari. Il cordone spermatico si può apprezzare a ogni lato dello scroto. In certe condizioni, soprattutto al freddo, le fibre muscolari dello scroto causano la contrazione o raggrinzimento dell'intero sacco, in modo che i testicoli si avvicinano di più al resto del corpo e restano caldi. In altre condizioni, come al caldo in pieno rilassamento, lo scroto diventa del tutto rilassato e molle, con la superficie liscia. I testicoli allora pendono lontano dal corpo per rimanere più freschi. Queste azioni sottolineano la funzione primaria dello scroto che è quella di essere un naturale centro di controllo climatico per i testicoli. La temperatura nello scroto è un grado o due più bassa della normale temperatura del resto del corpo che è di 37° C. Il compito dei testicoli è di produrre spermatozoi, ed essi non potrebbero farlo alla temperatura corporea; hanno bisogno di stare più freschi. Se i testicoli vengono tenuti alla temperatura corporea o ad una temperatura più alta per un periodo prolungato, può derivarne sterilità o infertilità. Lo scroto registra continuamente i dati ambientali e risponde automaticamente nella maniera migliore per una sana produzione di spermatozoi. Gli organi genitali interni Gli organi sessuali e riproduttivi interni dell'uomo sono: 1. i testicoli, che producono lo sperma e gli ormoni (i testicoli a volte devono essere rimossi per mezzo di un'operazione che si chiama castrazione); 2. l'epididimo ; 3. i condotti deferenti ; 4. le vescichette seminali ; 5. la prostata ; 6. i condotti eiaculatori ; 7. Le ghiandole di Cowper ; 8. l'uretra . I testicoli I testicoli sono due piccole palle (il loro nome comune) che pendono nello scroto sotto il pene. Essi producono lo sperma e gli ormoni. I testicoli sono di forma ovale, misurano 3 centimetri e mezzo circa di lunghezza, 2 centimetri e mezzo di larghezza e 3 centimetri circa trasversalmente. Il peso dei testicoli di un adulto è di circa 30 grammi l'uno, anche se il testicolo sinistro può essere un po' più pesante, più grande e pendere quindi un po' più in basso del destro. La ragione di questo fatto non è conosciuta, ma potrebbe essere quella di impedire ai testicoli di urtare l'uno contro l'altro in maniera dolorosa e forse pericolosa quando l'uomo cammina. I testicoli hanno due funzioni: la produzione degli spermatozoi dal momento della pubertà sino alla morte, e la produzione degli ormoni sessuali maschili chiamati androgeni, tra il quale il testosterone è il più importante. La produzione degli ormoni da parte dei testicoli è evidente fin dalla nascita, ma aumenta enormemente intorno alla pubertà e si mantiene ad alto livello per tutta l'età adulta fino a manifestare una diminuzione durante gli ultimi anni di vita. La produzione degli spermatozoi non comincia fino alla pubertà, anche se segue il modello della produzione di ormoni riducendosi in età avanzata. Gli spermatozoi vengono prodotti in ogni testicolo in speciali strutture chiamate tubuli seminiferi. Questi tubicini sono al centro di ogni testicolo e sono collegati con una serie di condotti che convogliano lo sperma ad altri importanti organi e, alla fine, fuori dal pene, se ciò è richiesto. In ogni testicolo, vicino ai tubuli seminiferi, ci sono numerose cellule chiamate cellule interstiziali o cellule di Leydig. Esse sono responsabili della produzione dell'ormone sessuale maschile (testosterone) che viene secreto direttamente nei vasi sanguigni circostanti. Al momento della pubertà, la maggior parte dei cambiamenti che avvengono nel ragazzo è prodotta dalla maggior quantità di testosterone che scorre nel suo corpo. Durante l'eccitazione sessuale i testicoli aumentano di grandezza. Il sangue riempie i vasi sanguigni che si trovano in essi causando il loro ingrandimento. Dopo l'eiaculazione essi tornano alle loro normali dimensioni. Subito prima dell'eiaculazione i testicoli vengono tratti molto vicini al corpo. Dopo l'eiaculazione essi ritornano alla loro posizione usuale nello scroto. Il medesimo avvicinamento dei testicoli al corpo avviene nei momenti di intensa paura, collera o quando l'uomo ha freddo. In questo modo, naturalmente, il corpo protegge questo meccanismo delicato e vulnerabile. I testicoli pendono fuori dal corpo per potere stare alla temperatura leggermente più bassa che è richiesta per la produzione dello sperma. Quando la stagione è molto calda o durante un bagno tiepido essi pendono più in basso del normale, lontano dal corpo e dal suo calore; al contrario, nella stagione fredda, essi si avvicinano al tepore del corpo per mantenere una temperatura ottimale. Se vengono tenuti alla temperatura corporea, i testicoli non sono più in grado di produrre spermatozoi e l'uomo diventa sterile. Quando i muscoli dell'uomo si tendono, per esempio quando egli si prepara ad una fuga o ad una aggressione oppure subito prima dell'eiaculazione, un insieme di muscoli posto nello scroto spinge automaticamente i testicoli verso l'alto. Gli epididimi Sulla parte superiore di ogni testicolo si può apprezzare un piccolo rilievo. Si tratta dell'epididimo. Esso è un tubo strettamente avvolto, che aderisce alla superficie di ogni testicolo e funziona come una camera di maturazione ed immagazzinamento degli spermatozoi che sono stati prodotti, non appena essi escono dai tubuli seminiferi. Gli spermatozoi stanno negli epididimi fino a che non vengono distrutti ed assorbiti dal tessuto circostante o fino a che non vengono eiaculati.  I vasi deferenti Attaccato all'epididimo si trova, in ogni testicolo, un piccolo tubo chiamato vaso deferente. Ogni vaso è lungo approssimativamente dai 40 ai 45 centimetri e gli spermatozoi lo percorrono andando dagli epididimi ad altri organi. Una volta percorso il vaso, gli spermatozoi si mischiano con dei fluidi prodotti dalle vescichette seminali e dalla ghiandola prostatica, formando una nuova sostanza, il seme. Questo è ciò che l'uomo eiacula. Dal momento che i vasi deferenti sono luoghi di transito dello sperma e sono facilmente individuabili nello scroto, essi sono l'organo ideale su cui compiere la semplice procedura di sterilizzazione maschile chiamata vasectomia (pagine 83-86). Per compiere la vasectomia il chirurgo taglia tutti e due i vasi, posti ai due lati dello scroto, e li lega, oppure asporta un pezzo dei vasi, per impedire allo sperma di passare oltre quel punto. Gli spermatozoi quindi vengono ancora prodotti nei testicoli e passano attraverso l'epididimo ma non possono procedere oltre il punto in cui si è intervenuti chirurgicamente e non possono perciò uscire dal corpo e provocare una gravidanza. Essi vengono distrutti ed assorbiti come tutti gli altri spermatozoi che non sono stati eiaculati. Dopo una vasectomia i liquidi prodotti dalle vescichette seminali e dalla prostata continuano regolarmente ad essere fabbricati e ad uscire dal corpo durante i rapporti sessuali, la masturbazione ed i sogni che provocano eccitazione sessuale; l'orgasmo è esattamente lo stesso. L'assenza di spermatozoi nel seme è impossibile da individuare, salvo che al microscopio. Le vescichette seminali Le vescichette seminali si trovano appena sopra la prostata, ai due lati di essa. Esse sono piccole tasche lunghe circa otto centimetri che secernono un liquido simile allo zucchero (fruttosio). Questo liquido seminale si unisce agli spermatozoi (che provengono dai testicoli dopo aver attraversato gli epididimi ed i condotti deferenti) e al liquido prodotto dalla prostata nei condotti eiaculatori, da cui il seme passa nell'uretra e di qui fuoriesce dal pene. Il liquido prodotto dalle vescichette seminali fornisce nutrimento agli spermatozoi, e fa sì che essi si muovano più efficacemente. Pare che il fruttosio presente in una normale eiaculazione di seme arrivi al valore nutrizionale di circa 6 calorie! La prostata La prostata è posta sotto la vescica ed è appoggiata contro il suo collo: ha la grandezza di una grossa castagna ed è formata da un certo numero di sezioni chiamate lobi. L'uretra, che è il tubo che permette il passaggio dell'urina fuori dalla vescica, in cui è contenuta, attraversa la prostata e il pene. Se la prostata si gonfia, può esercitare una pressione sul collo della vescica o sull'uretra stessa e serrarle. In questi casi è richiesto l'immediato intervento medico. Dalla pubertà in avanti la prostata secerne una sostanza che serve di nutrimento agli spermatozoi e aumenta la loro capacità di muoversi autonomamente, proprio come il liquido prodotto dalle vescichette seminali. Il liquido prodotto dalla prostata fornisce circa il 39 per cento del liquido seminale, quello prodotto dalle vescichette seminali circa il 60 per cento; solamente l'uno per cento del seme è costituito dagli spermatozoi. Il liquido prostatico viene secreto dai molti condottini escretori che vanno dalla ghiandola all'uretra, dove esso si unisce con gli spermatozoi ed il liquido seminale provenienti dai condotti eiaculatori. Il seme ora è completo ed è pronto per essere eiaculato.  I dotti eiaculatori All'interno della prostata la fine dei dotti deferenti si unisce con le vescichette seminali e forma i dotti eiaculatori. I dotti sono lunghi circa due centimetri e mezzo e portano all'uretra. Durante i rapporti sessuali, il seme si raccoglie in quest'area e, quando l'eccitazione raggiunge il suo apice, un riflesso spinale provoca la contrazione ritmica di tutta l'area e spinge il seme fuori dall'uretra a schizzi. Questo processo viene chiamato eiaculazione, e quando un uomo raggiunge un certo livello di eccitazione non può più trattenersi dall'eiaculare. In genere si hanno dai tre agli otto spruzzi in pochi secondi. La sensazione soggettiva dell'orgasmo è unita all'eiaculazione ma separata da essa. L'orgasmo è quel tipo di piacevole esplosione o inondazione liberatoria che attraversa tutto il corpo. L'orgasmo infatti corrisponde al rilassamento della tensione neuromuscolare che si è accumulata durante la stimolazione sessuale Le ghiandole di Cowper Ad ogni lato dell'uretra, subito sotto la prostata, si trovano le ghiandole di Cowper. Durante l'eccitazione sessuale, ma prima dell'eiaculazione, queste piccolissime ghiandole secernono una piccola quantità di liquido nell'uretra, che passa attraverso l'apertura urinaria e compare alla sommità del pene. Questa piccola quantità di liquido proveniente dalle ghiandole di Cowper contiene abbastanza spermatozoi, filtrati dai dotti eiaculatori, da causare una gravidanza anche se l'eiaculazione non è ancora avvenuta. Quindi ritrarre il pene dalla vagina prima di eiaculare non è un buon metodo per il controllo delle nascite, dato che il fluido proveniente dalle ghiandole di Cowper può fuoriuscire dal pene a partire dall'inizio dell'eccitamento in avanti. Questo liquido è alcalino; esso aiuta a neutralizzare l'ambiente acido dell'uretra e fa sì che gli spermatozoi vivano più a lungo dopo essere stati eiaculati. L'uretra L'uretra maschile è lunga circa 20 centimetri e, iniziando dal fondo della vescica, attraversa la prostata e tutta la lunghezza del pene. L'uretra ha due funzioni: permette all'urina di fluire dalla vescica fino a fuoriuscire dal pene e permette al seme di essere eiaculato. [...]

MASTURBAZIONE FEMMINILE: IL METODO CUL-DE-SAC

La masturbazione cul-de-sac Per questo tipo di masturbazione è necessario avere muscoli pelvici e uterini ben sviluppati. Lubrificate il pene artificiale e inseritelo dolcemente nella vagina. Raggiungete un livello d’eccitazione molto alto stimolandovi il clitoride e/o il punto G, ma non fino ad arrivare ad un orgasmo. Ora muovete il pene fino ad arrivare alla cervice, esploratela per scoprire con quanta forza potete spingervi, o se le sensazioni che avvertite vi piacciono. Ora comportatevi come durante un rapporto sessuale. Spingete il pene in profondità e, contemporaneamente, contraete la muscolatura pubococcigea e quella uterina simultaneamente. Se i vostri muscoli sono abbastanza allenati, gli ultimi due centimetri della vagina -il passaggio del cul-de-sac- si apriranno alla penetrazione e poi si serreranno attorno al pene. La vagina tratterrà il pene al punto che, se provate a strattonarlo leggermente, non riuscirete ad estrarlo. Mantenete la pressione sul pene continuando a tirarlo con estrema dolcezza: state allenando maggiormente i vostri muscoli uterini. Se sarete abbastanza eccitate non avrete difficoltà a raggiungere quasi istantaneamente l’orgasmo da cul-de-sac. La masturbazione dell'uretra Per questo tipo d’orgasmo giocano un ruolo importante i muscoli pelvici. Contraeteli e rilasciateli, è un esercizio molto piacevole. Individuate con le dita, o con il pene artificiale, il punto che si colloca intorno alla parte dell’uretra situata all’interno della vostra vagina. Continuate a contrarre i muscoli, aggiungete un massaggio dell’uretra e aumentatene via, via la pressione. Quando sentirete lo stimolo ad urinare sarete vicine all’orgasmo. Incominciate a masturbarvi anche l’orifizio dell’uretra che si trova esternamente, muovete le dita come quando vi toccate il clitoride. Continuando così arriverete l’orgasmo. Se spingete in fuori la parte dell’uretra come se voleste far pipì quando siete vicine all’orgasmo, è molto probabile che otteniate una vera e propria eiaculazione (gusher). Molti confondono la masturbazione dell’uretra con quella del punto G, facendo coincidere questi due punti. Vi basterà provare questi due tipi di stimolazioni, per rendervi conto delle differenze. [...]

COME UTILIZZARE IL PRESERVATIVO

UN AMORE DI PLASTICA... ANZI DI LATTICE Si tratta di uno dei metodi anticoncezionali più sicuri sul mercato eppure, per molti, rappresenta più un problema che una soluzione. Perchè? Se usato correttamente, il profilattico contribuisce a ridurre i rischi di trasmissione di infezioni da HIV così come di altre malattie trasmissibili per via sessuale, come clamidia, herpes genitale, verruche, gonorrea, epatite B e sifilide. Sebbene nessun contraccettivo può garantire una sicurezza al 100% contro gravidanze, trasmissione di virus HIV e di altre malattie trasmissibili per via sessuale. Così come avete l'abitudine di pulirvi regolarmente i denti, così dovreste imparare ad usare il profilattico per abitudine. Un'abitudine nasce da una decisione presa una volta per tutte ossia quella di proteggervi con il preservativo sempre e comunque. Con il preservativo l'amore non ci perde nulla, la salute ci guadagna. La diffidenza verso l'uso del profilattico non deve, infatti, essere di ostacolo al vostro benessere fisico. E ricordate che l'uso del preservativo è un atto di responsabilità nei confronti vostri e della vostra/o compagna/o , occasionale o fissa che sia. E se pensate di non poter sopportare questa " corazza" al vostro piacere sessuale, se vi sentite un po' imbranati nell'usarlo (o addirittura non lo avete mai messo), se non sapete quale misura acquistare, niente paura. Preservativo e Prevenzione: perché? Le Malattie a Trasmissione Sessuale: da oltre 10 anni, parole come questa, unitamente ad Aids e Prevenzione, sono entrate a far parte, nel bene e nel male, del nostro quotidiano. Ora se ne parla, ora no. Ma il virus, silenzioso e tenace, continua incessantemente il suo lavoro e il contagio, sebbene ridotto nei numeri, continua ad interessare tutti, giovani e meno, eterosessuali e gay, uomini e donne. Finora non sono stati identificati vaccini ne cure risolutrici, sebbene molti passi in avanti siano stati fatti per migliorare la qualità della vita delle persone contagiate. Ormai tutti o quasi sanno cos'è l' Aids e come ci si contagia. Ma tale diffusa informazione non ha completamente sbarrato la strada al dilagare del virus, nei paesi occidentali. Segno che qualcosa non funziona nell'adozione dei mezzi di prevenzione. Il contagio avviene attraverso : i rapporti sessuali non protetti cioè senza l'uso del preservativo; il contatto sangue-sangue ( ad es. lo scambio di siringhe tra tossicodipendenti); da una madre sieropositiva al proprio figlio, durante la gravidanza, il parto o l'allattamento al seno. Nel rapporto sessuale il contagio avviene quando sangue, sperma, liquido che precede l'eiaculazione o secrezioni vaginali di una persona sieropositiva vengono a contatto con piccolissime erosioni, anche non visibili, presenti nella vagina, nell'ano, nelle pareti della bocca, sulla pelle del pene dell'altro partner: attraverso questi tagli, il virus può penetrare nel corpo infettandolo. Non esistono altri canali di trasmissione. Non c'è contagio dalle strette di mano, dagli abbracci, dallo stare nella stessa stanza con un siero positivo. Quindi smettiamola di essere ignoranti di fronte a questo problema e poi di fare gli stupidi non infilando un preservativo per non interrompere i preliminari! Se si pensa di aver avuto un rapporto a rischio, allora è bene fare il test Hiv, che consente tramite un semplice esame del sangue di conoscere se è presente o meno l'infezione. Per effettuare il test, gratuito e riservato, non occorre la richiesta del medico. Il risultato del test è affidabile e definitivo solo dopo tre mesi dal possibile contagio. Fare il test è un atto di responsabilità nei nostri confronti e nei confronti degli altri.Il preservativo è la sola protezione sicura contro la trasmissione del virus, a meno che non optiamo verso un'improbabile astinenza sessuale. Inoltre, il profilattico ripara anche dal contagio da altre malattie a trasmissione sessuale . C'è ne sono in giro oltre 20 e la possibilità di contagio è più frequente di quanti si pensi. Certo, non sono mortali come l'Aids, ma portano problemi e fastidi anche duraturi e definiti, quali ad es. l'infertilità. Non dimentichiamo, poi, che il preservativo protegge da gravidanze indesiderate, ed è il contraccettivo più facile da usare, senza alcuna controindicazione o intervento del medico. Un bambino è una responsabilità troppo seria ed una gravidanza deve essere un atto di scelta consapevole, non un incidente di percorso. Anche l'aborto, è una parola che si tramuta al momento di viverlo, in una esperienza poco piacevole. Il piacere ne risente? Diremmo fesserie negndo che una delle remore ad usare il preservativo, è relativa al fatto che tale strumento neghi la possibilità di avere rapporti sessuali liberi e piacevoli. Si interrompe la spontaneità, la naturalezza. Ma non credete che con un po' di fantasia, complicità con la propria partner si possa ovviare a queste "complicanze " e che comunque il prezzo da pagare sia giusto se va a vantaggio della vostra salute o addirittura vita? Imparare ad indossare un profilattico è più semplice di quanto si creda e poi se alla prima volta risultiamo essere un po' imbranati, ricordiamoci le prime cadute in bicicletta o con il motorino. Per fortuna qui ad assistere c'è solo il nostro partner con il quale affrontare " l'impresa" con curiosità e ironia. E poi basta seguire le istruzioni riportate all'interno del prodotto. Prendetelo come un gioco, insomma. E' solo questione di esercizio e poi si proverà ugualmente un intenso piacere con la massima sicurezza. I preservativi di oggi sono molto più sottili di quelli di una volta e dopo un po' che ci si fa l'abitudine è come non averlo. Oggi, grazie alla tecnologia, la differenza tra il rapporto sessuale con o senza il preservativo è si soli 6 centesimi di millimetro, che diventano 2 centesimi di millimetro usando i profilattici extrasottili. Pensate di poter sopportare tale peso, soprattutto considerando la tutela che offrite alla vostra salute? Preservativi per tutti i gusti. Il mercato oggi ci viene in aiuto, offrendo una gamma sempre più articolata di prodotti, realizzata comunque a partire dalla materia prima , il lattice naturale di gomma, ma differenziata nelle misure e nella lavorazione. E per chi è allergico al lattice, esistono i profilattici in poliuretano. A ciascuno il suo preservativo, quindi. Tanti tipi, ognuno rispondente alle più svariate esigenze. Ne esistono di più stretti o più larghi, sagomati o lisci , anatomici o normali, ritardanti o supersottili, con o senza spermicida. Insomma per tutti i gusti. E a proposito di gusti, si possono trovare preservativi ai gusti di frutta che oltre ad essere aromatizzati, sono simpaticamente colorati. Rossi, gialli, verdi. Si, ma dove come li compro? Se andassimo a fare una rapina, saremmo più disinvolti. Non guardiamo negli occhi la cassiera del supermercato quando mettiamo sulla cassa il nostro pacchetto di profilattici, e verifichiamo che la farmacia sai vuota prima di entrarci. Se siamo fortunati ad aver un distributore automatico a portata di mano, la cosa è fatta. Penseranno che stai acquistando delle sigarette ma in ogni caso, comunque, le macchinette offrono scarsa scelta di marche. E allora? Internet viene in nostro aiuto proponendo una soluzione facile e conveniente. www.comodo.it è l'unico sito italiano dove troverete oltre 120 tipi di preservativi delle migliori marche, dalla Durex alla Control, dalla 2003 alla Primex , preceduti da un'ampia informazione sul prodotto e da prezzi più bassi rispetto quelli praticati in farmacia o al supermercato. I prodotti vengono spediti direttamente a casa, in pacchi anonimi, non recanti alcuna indicazione sul contenuto. E poi troverete tutti gli approfondimenti sul tema della prevenzione e sul preservativo: come è fatto, come si usa e come viene prodotto. CONSIGLI Se al termine del rapporto sessuale, per qualunque motivo, vi fosse ragione di temere una gravidanza indesiderata, consultare immediatamente il medico. In soggetti ipersensibili, l'uso del profilattico in lattice può provocare reazioni allergiche. Consultare il vostro medico prima dell'uso. (Questo problema viene spesso utilizzato come SCUSA per evitare di utilizzare il preservativo! Diffidate, non sempre è vero...ma anche se fosse esistono anche preservativi per questo problema...quindi evitate di avere rapporti con persone che sottolineano questa impossibilità!) Non usare lubrificanti a base oleosa, come vasellina o ovuli. Nel caso si renda necessario l'uso di un lubrificante, accertarsi che sia compatibile con profilattici in lattice. Consultare un medico o un farmacista sulla compatibilità del profilattico con prodotti topici per l'applicazione sul pene o in vagina. Non usare il profilattico in presenza di dispositivi meccanici intrauterini. L'uso del profilattico al di fuori del rapporto vaginale incrementa il rischio che lo stesso si sfili o venga danneggiato. Aprire la confezione da un lato avendo cura di non strappare il profilattico all'interno. Estrarre il profilattico con attenzione, maneggiando con cura. Conservate il profilattico in luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore e dalla luce diretta del sole. Evitate di tenerlo nel portafoglio, dove può danneggiarsi, o dove può svilupparsi molto calore, come nel porta oggetti dell'auto durante i mesi caldi. Il profilattico si conserva se sigillato nel suo involucro protettivo; una volta aperto l'involucro, il profilattico va usato subito. Aprire la confezione facendo attenzione a non danneggiare il profilattico con unghie o con oggetti taglienti come anelli, cerniere e fibbie. Eventuale aria imprigionata all'interno del profilattico può causarne la rottura. Al fine di evitare questa possibilità, prendere il profilattico per il serbatoio e stringerlo fra il dito pollice e l'indice. Indossare il profilattico sul pene eretto, accertandosi che la parte da srotolare sia all'esterno. Il profilattico va indossato sul pene eretto, prima che lo stesso entri in contatto con il partner, in quanto sono frequenti le eiaculazioni preeiaculatorie di sperma così come di virus che possono causare malattie sessualmente trasmesse. Continuando a stringere il serbatoio, srotolare con cura il profilattico fino a totale copertura del pene. Se il profilattico dovesse riavvolgersi durante il rapporto, srotolarlo immediatamente fino alla base del pene. Nel caso in cui si sfili, estrarre il pene e indossare un nuovo profilattico prima di ricominciare il rapporto. Dopo l'eiaculazione, ritirare lentamente il pene prima della totale scomparsa dell'erezione, tenendo sempre stretto il profilattico. A questo punto bisogna evitare di avvicinare il pene e il profilattico al corpo del partner. Si consiglia di avvolgere il profilattico usato in carta e gettarlo in un bidone; non gettarlo nel WC. Il profilattico è monouso. [...]

LA FECONDAZIONE NATURALE: COME AVVIENE

Il fine dell’apparato genitale femminile è quello della procreazione per cui deve : produrre ovuli fecondabili. favorire l’ascesa dello spermatozoo. favorire l’azione fecondante dello spermatozoo. Provvedere alla nutrizione dell’embrione. L’inizio della gravidanza avviene grazie ad una serie di fenomeni. Il liquido seminale, con il rapporto sessuale, viene depositato in vagina e gli spermatozoi, in esso contenuto, risalgono dal fondo vaginale, attraversano il collo e la cavità dell’utero fino alle tube per incontrare l’ovulo che è stato maturato nell’ovaio, nel cosiddetto “follicolo”, e che è stato espulso e captato dalla tuba. E’ importante, in questo caso, che la posizione coitale sia eseguita nel migliore dei modi; infatti non sempre il rapporto sessuale è eseguito in modo tale da sfruttare al meglio l’utilizzo di tutti gli spermatozoi presenti nel liquido seminale. La posizione migliore è quella illustrata del "missionario", ovvero lui sopra di lei con le gambe unite e lei con le gambe aperte, che è quella che permette la penetrazione del pene profondamente per cui il liquido seminale viene depositato in fondo al canale vaginale; inoltre è consigliabile che la donna, dopo l’eiaculazione del partner, rimanga distesa per almeno 20-30 minuti con un cuscino sotto il bacino per evitare la fuoriuscita del liquido seminale troppo precocemente. Le altre posizioni possono essere eseguite per i rapporti di piacere, ma sono poco efficaci per la fecondazione. Durante il percorso nell’apparato genitale femminile gli spermatozoi acquisiscono la capacità di fecondare l’ovulo (capacitazione degli spermatozoi). Arrivati in corrispondenza del terzo esterno della tuba, l’ampolla, gli spermatozoi circondano l’ovulo, ma uno solo vi penetra. Gli spermatozoi, emessi con il liquido seminale, sono in quantità variabile da 40 a 120 milioni per c.c.; immessi in vagina con l’eiaculazione, viaggiano , con movimenti propri, alla velocità di 2/3 mm. al minuto e devono percorrere una distanza di circa 100/ 150 mm. Questo spostamento è condizionato dalla capacità di movimento dello spermatozoo e delle condizioni favorevoli o ostili dell’ambiente dell’apparato genitale femminile ove lo spostamento avviene. L’ambiente vaginale in cui lo spermatozoo è depositato, rappresenta , per la sua acidità , un ambiente sfavorevole che pero’ è tamponato per circa 6/7 ore dal ph del fluido seminale; pertanto il transito dello spermatozoo nell’ambiente vaginale deve essere veloce , infatti dopo circa 60/90 secondi gli spermatozoi che si trovano in posizione più favorevole, raggiungono il muco cervicale. Superata la barriera vaginale, lo spermatozoo giunge a contatto con la secrezione del collo uterino che ha invece un ph alcalino che è più favorevole alla sua sopravvivenza; infatti in questo ambiente può sopravvivere da due fino a sei giorni. Questo ambiente favorevole è però presente solo nei giorni del periodo ovulatorio. Dal collo uterino gli spermatozoi attraversano tutta la cavità uterina e la tuba e arrivano a contatto dell’ovulo nella cosiddetta porzione ampollare della tuba dove uno solo penetrerà nell’ovulo e lo feconderà. Avvenuta la fecondazione nell’ampolla tubarica, l’ovulo deve annidarsi nella cavità uterina e per questo dalla tuba viene trasportato con un apparato importantissimo, presente all’interno della tuba, che si chiama “ciglia vibratili”. Questo trasporto dura circa 5 giorni. Durante questo trasporto l’ovulo va soggetto ad un processo di “segmentazione” cioè dalla cellula fecondata se ne formano due per divisione, da queste quattro e così via . Questo processo porta alla formazione di un ammasso di cellule o blastomeri, che, nel loro insieme, assumono l’aspetto di una mora, per cui è definita “morula”. Dopo questi 5 giorni, in cui si forma, la morula arriva in cavità uterina e, sempre per trasformazione cellulare, diventa “blastocisti” che ha la capacità di erodere la mucosa uterina, l’endometrio, ed annidarsi, per cui si parla di attecchimento in cavità uterina. A tal punto inizia la produzione di un ormone che si chiama gonadotropina corionica ed è presente nell’organismo solo in questa occasione; questo ormone è quello che, se presente, darà positività al test di gravidanza, dopo qualche giorno di ritardo mestruale. Gli spermatozoi nelle vie genitali femminili: velocità degli spermatozooi e durata Subito dopo l’eiaculazione o contemporaneamente si producono nella donna contrazioni ritmiche a carico della muscolatura liscia dell’utero e delle trombe uterine, che costituiscono l’orgasmo femminile. In virtù di tali contrazioni il liquido spermatico, immesso profondamente nel canale vaginale, viene quasi risucchiato attraverso il canale cervicale e raggiunge la cavità uterina e successivamente il lume tubarico. Generalmente gli spermatozoi arrivano al luogo della fecondazione nello spazio di un’ora. Poiché gli spermatozoi si muovono con una velocità di 1,5 3 mmal minuto e poiché la distanza che dovrebbero coprire per arrivare al sito di fecondazione e di oltre 20 cm, appare chiaro che non è il solo movimento attivo che porta gli spermatozoi in tale luogo. La progressione è dovuta principalmente alle contrazioni delle pareti uterine, determinate dall’orgasmo. C’è tuttavia da rilevare che l’orgasmo non è essenziale perché la fecondazione abbia luogo. Infatti spermatozoi sono stati trovati nella porzione ovarica della tuba uterina dopo 5 minuti dalla inseminazione artificiale; forse uno dei fattori del veloce percorso degli spermatozoi è da ricercarsi anche nella presenza di prostaglandine, contenute nello sperma, che provocano la contrazione della muscolatura liscia. Si calcola che solo 200 spermatozoi su un milione riescano a raggiungere il luogo della fecondazione; perciò solo 300 – 500 spermatozoi raggiungerebbero, nella donna, la porzione ampollare della tuba. Lungo le vie genitali femminili si riscontrano, dopo l’eiaculazione, concentrazioni progressivamente decrescenti di spermatozoi, man mano che si procede dalla cavità uterina nei diversi tratti del lume tubarico, fino al segmento ampollare. Il primo gruppo di spermatozoiche viene immesso nel canale vaginale con la frazione prespermatica va incontro a fenomeni degenerativi, indotti principalmente dall’acidità dell’ambiente vaginale. Il fluido che bagna la mucosa vaginale è costituito da numerosissimi componenti: fanno parte di esso le secrezioni delle ghiandole endocervicali endometriali etubariche, nonché delle ghiandole vulvari e del Bartolino, il liquido trasudato dai vasi attraverso la parete vaginale e numerosi microrganismi costituenti la flora vaginale. Gli enzimi presenti nel liquido vaginale, compreso gli enzimi della prostata e contenute nel seme, determinano la liquefazione del plasma seminale dopo l’iniziale coagulazione che ha fatto seguito alla eiaculazione; inoltre batteri ed enzimi prodotte dalle cellule dell’epitelio vaginale, fermentano il glucosio formando un certo quantitavo di acido lattico, che conferisce all’ambiente vaginale un’acidità mal sopportata dagli spermatozoi. Il PH vaginale infatti, pur modificandosi in seguito a stimoli ormonali nel corso del ciclo vaginale, si mantiene su valori compresi tra 3,5 e 5. La seconda frazione, che viene immessa con l’eiaculazione a mezzo di contrazioni ritmichesuccedentesi a brevissima distanza dalle prime, possiede la maggiore concentrazione di spermatozoi: 80%. Essi sono distribuiti in un liquido seminale formato prevalentemente dalle secrezioni contenute nel lume delle vie genitali maschili, mescolate al liquido prostatico, immesso al momento della eiaculazione. Il muco cervicale favorisce il passaggio degli spermatozoi nel periodo ovulatorio, li protegge dall’acidità dei fluidi vaginali e conferisce loro un supplemento di energia in previsione del proseguimento del viaggio nelle vie genitali femminili. La terza frazione eiaculata per ultima nella vagina è formata dal 20-30% di spermatozoi attivi in quanto sono immersi nel liquido secreto dalle cellule delle vescichette seminali. Tale secreto conferisce l’alcalinità necessaria alla vitalità degli spermatozoi, fornendo loro i mezzi energetici più idonei per motilità e per la funzione fecondante. Solo una piccola parte degli spermatozoi eiaculati riesce a penetrare nelle tube. Il trasporto degli spermatozoi verso il sito di fecondazione è molto raido, ma prima che la cellula uovo e gli spermatozoi si incontrino possono passare anche molte ore. Mentre gli spermatozoi soggiornano nella tuba, vanno incontro al processo della capacitazione che li rende adatti alla fecondazione. Vitalità e capacitazione degli spermatozoi La sopravvivenza degli spermatozoi nelle vie genitali femminili varia nelle diverse specie. La sopravvivenza sarebbe di 24-48 ore per gli spermatozoi umani all’interne delle vie genitali femminili. La loro sopravvivenza dipende soprattutto dalla velocità con la quale essi consumano le loro fonti energetiche, specialmente le sostanze fornite dalle ghiandole seminali. E’ da ricordare che spermatozoi sottoposti a basse temperature conservano intatta la loro capacità di fecondare, come si usa fare nel caso della fecondazione artificiale. Durante tutto il periodo in cui gli spermatozoi transitano nelle vie genitali femminili per raggiungere il tratto ampollare della tuba sottostanno a particolari modificazioni che li rendono atti alla fecondazione. Tale processo è detto CAPACITAZIONE. Questo processo non si accompagna a modificazioni morfologiche ultrastrutturali apprezzabili a carico dello spermatozoo, ma piuttosto a cambiamenti di natura molecolare che avvengono a livello della membrana plasmatica. Tragitto e vitalità dell'ovulo Con lo scoppio del follicolo avviene l’espulsione dall’ovulo dell’ovaio nella cavità pelvica. In virtù di contrazioni ritmiche che interessano tutta la moscolatura liscia della tuba uterina, stimolata dalle prostaglandine, il padiglione si accolla alla superficie dell’ovaio, là dove è avvenuta l’ovulazione. L’ovulo, spinto dalle correnti del liquido follicolare, raggiunge la mucosa dell’infundibolo, agevolato anche dal movimento delle ciglia delle cellule che tappezzano l’orletto delle fimbrie della tuba. E’ stato accertato che in particolari condizioni, nella specie umana, la cellula uovo può passare dall’avaio alla tuba dell’altro lato. Dopo la captazione da parte del padiglione della tuba uterina l’ovulo, immerso in un fluido formato dai residui del liquido follicolare e perintoneale viene sospinto dal miìovimento delle ciglia delle cellule dell’epitelio della tuba verso l’interno della stessa. Da qui inizia il tragitto dell’ovulo verso il tratto ampollare della tuba, tra le numerose pliche di aspetto arborescente in cui la mucosa è sollevata e che rallentano il suo cammino. L’ovulo si trova così in un ambiente fluido in cui i componenti immessi dalle cellule secretici nel lume tubarico costituiscono una prima sostanza nutritizia. Durante il suo percorso nel segmento ampollare, nell’ovulo avvengono gli ultimi processi maturativi, nell’attesa che si attui la fecondazione. La permanenza nella tuba è una tappa importante per la fecondazione, non solo per lo spermatozoo ma anche per l’ovulo. Dopo l’ovulazione esiste un margine di tempo perché l’ovulo possa essere fecondato, al di là del quale esso va incontro a fenomeni degenerativi che per l’ovulo umano è di circa 12 ore. Dopo aver sostato per un certo tempo nel lume dell’ampolla uterina, la cellula uovo è dunque pronta per essere fecondata. Intanto pochi spermatozoi riescono a raggiungere la porzione ampollare della tuba: uno solo però riesce a penetrare all’interno dell’ovulo. E’ stato recentemente dimostrato che gli spermatozoi si dirigono verso l’ovulo non a caso ma in seguito di un richiamo dell’ovulo stesso. Il processo di fecondazione o fertilizzazione è il risultato di molteplici eventi molecolari, che consento agli spermatozoi eiaculati prima di riconoscere e poi di legarsi alla zona ben lucida dell’ovulo. [...]

LA STERILITA' MASCHILE

Le cause di una mancata gravidanza sono spesso da ricercare nell'uomo. Prova ne sia il fatto che entrambi i coniugi devono sottoporsi a una serie di esami. Fino a qualche tempo fa, ma non troppi anni indietro, la sterilità maschile era una "tabù". Non era varo che una coppia che non riusciva ad avere figli concentrasse le proprie attenzioni soltanto sulla donna. Per ottenere un coinvolgimento ab inizio dell'uomo si è dovuti uscire dalla falsa idea che sterilità è uguale a mancanza di virilità. Un uomo può vivere una normale e felice attività sessuale e, allo stesso tempo, può non poter concepire figli. COME INTERVENIRE SE DIPENDE DAL PARTNER MASCHILE: L'esame seminale. L'esame seminale -o spermiogramma- è l'indagine di laboratorio principale a cui viene sottoposto un uomo in questa fase. Anche se, è bene ricordarlo, nel 50% dei casi di sterilità maschile la causa non è imputabile ad alterazioni del liquido seminale. Lo spermiogramma mette in evidenza la presenza di un problema del quale, tuttavia, occorre comunque identificare la causa. L'esame seminale fornisce valori quantitativi e qualitativi del liquido (per esempio il numero e la vitalità degli spermatozoi ecc.): deve essere ripetuto a distanza di uno-due mesi, anche se il primo esame ha dato esito negativo e cioè se è normale. L'esame viene fatto ripetere perché il liquido seminale è sensibile a diversi fattori: (dall'uso di particolari farmaci, a scorrette abitudini di vita) che possono aver alterato i risultati. Il liquido seminale necessario per questi esami deve essere prelevato in modo sterile. Lavarsi molto accuratamente prima della raccolta, sia le mani che i genitali. Il seme va raccolto in contenitori sterili (chiedere in farmacia di contenitori sterili per l'urinocultura) curando di tenerli aperti il meno possibile e di non toccare l'interno. Il campione va portato di laboratorio dove va, previo appuntamento, esaminato subito e poi nelle ore successive. Si parla di: Aspermia : se non c'è liquido seminale. Ipospermia : se il volume è inferiore a 2 ml. Iperspermia: se il volume è superiore a 6 ml. Azoospermia : se nel liquido seminale non ci sono spermatozoi. Oligospermia : se il numero degli spermatozoi è inferiore a 20.000.000 per ml. Astenozoospermia : se la motilità è inferiore al 50% del numero totale. Teratozoospermia: quando gli spermatozoi ma formati superano il 50%   LE CAUSE DELLA STERILITÀ MASCHILE SI POSSONO IDENTIFICARE: Nell'incapacità o nella diminuita capacità di produrre spermatozoi normali. Nell'impossibilità di portare il seme prodotto all'esterno Nel varicocele. In traumi chirurgici. Nella formazione di anticorpi anti-spermatozoi. Il varicocele È una dilatazione varicosa delle vene dello scroto, che può interferire con la produzione degli spermatozoi perché innalza la temperatura del testicolo. Come accertarla: il medico sente la vena dilatata al tatto. Alla visita, però, deve seguire l'esame del liquido seminale (spermiogramma), perché non è detto che la presenza di varicocele determini sempre alterazioni del numero degli spermatozoi. Una volta accertata un'anomalia, si procede con l' Eco-Doppler, un esame che, mediante l'osservazione della circolazione nei vasi sanguigni, permette di valutare l'entità del disturbo. Il varicocele si cura con l'intervento chirurgico. Si tratta di un'operazione molto semplice, che richiede un solo giorno di ricovero e che consiste nell'asportazione della vena dilatata mediante un taglio all'altezza dell'inguine. L'intervento, però, dovrebbe essere eseguito non appena si rileva il disturbo: il varicocele, infatti, influisce sulla fecondità molto gradualmente, per cui prima si interviene e minori sono i rischi per la fertilità. Il Criptorchidismo È la mancata o incompleta discesa di uno o di entrambi i testicoli dello scroto. Si tratta di un difetto congenito, tanto più serio ai fini della fertilità se coinvolge entrambi i testicoli (criptorchidismo bilaterale). Il criptorchidismo si rileva con la visita degli organi genitali. L'unico intervento efficace è l'orchiopessi, che consiste nel riposizionamento del testicolo nella sua sede. Fino a poco tempo fa, si riteneva impossibile migliorare la funzionalità del testicolo fuori posto nell'adulto: i medici pensavano che l'intervento dovesse essere eseguito entro il 5 anni, altrimenti sarebbe stata compromessa la capacità di produrre spermatozoi. Recenti ricerche, al contrario, hanno dimostrato che non esiste una sicura correlazione tra l'età in cui viene effettuato l'intervento e i risultati ottenuti. Non sempre, comunque, una volta fatti scendere nella posizione normale i testicoli funzionano bene: soprattutto se il criptorchidismo è bilaterale, i testicoli, in genere, rimangono difettosi e non riescono a produrre sperma fecondante. Le infezioni Le forme infiammatorie non curate, se si cronicizzano, possono provocare infertilità e a volte anche sterilità. Infezioni provocate da malattie veneree (come la gonorrea e la sifilide) o da altre malattie sessualmente trasmessibili (Clamidia) possono, infatti, determinare l'ostruzione del canale (il dotto deferente) che dal testicolo va alla vescicola seminale. In questo caso, l'assenza di spermatozoi nel liquido eiaculato dipende da un ostacolo meccanico che impedisce il loro passaggio dal testicolo attraverso il dotto deferente. Come accertarla: l'esame più indicato per accertare la presenza di infezioni e il test di Stamey. Questa metodica si articola in tre fasi. In primo luogo, si esegue un'urinocoltura, cioè la ricerca di batteri nell'urina. Poi si procede con il massaggio prostatico (effettuato inserendo un dito nel retto per stimolare la prostata a secernere il liquido prostatico, un importante costituente di quello seminale) e con la coltura (ricerca di batteri) del liquido prostatico emesso dal pene. Infine, il paziente orina di nuovo (per effettuare una sorta di lavaggio dell'uretra in cui è confluito il liquido prostatico) e si esegue una seconda urinocoltura. Una volta individuato il germe responsabile dell'infezione, bisogna avviare subito una cura a base di farmaci antibiotici specifici. L'insufficienza ormonale La produzione degli spermatozoi può non avvenire normalmente se l'ipofisi (si tratta della ghiandola situata alla base del cervello che elabora numerosi ormoni e sovraintende al funzionamento di altre ghiandole) non secerne ormoni in quantità sufficiente. Questo deficit ormonale prende il nome di ipogonadismo ipogonadotropo ed è provocato dall'insufficiente produzione delle gonadotropine FSH (ormone follicolo-stimolante che nell'uomo stimola la produzione degli spermatozoi) da parte dell'ipofisi. Come accertarla: occorre sottoporsi a una serie di esami del sangue mirati al dosaggio de gli ormoni. Il deficit ormonale (ipogonadismo ipogonadotropo) si cura con farmaci specifici, che contengono l'ormone che si produce in quantità insufficiente. Le anomalie genetiche Negli ultimi anni, grazie a studi e ricerche sui geni (le particelle dei cromosomi portatrici dei caratteri ereditari), sono state scoperte anomalie costituzionali in grado di determinare la totale assenza di spermatozoi (azoospermia) o la produzione di un numero di spermatozoi insufficiente al concepimento (oligozoospermia). In particolare, si e accertata la connessione tra l'incapacità di secondaria e la mancanza di alcuni geni localizzati nel cromosoma Y (fa parte della coppia XY, che indica i due cromosomi sessuali della cellula maschile). Come accertarla: le anomalie vengono diagnosticate con un esame del sangue mirato alla ricerca di geni localizzati sul cromosoma Y. Quando il numero degli spermatozoi è molto ridotto, si può ricorrere a una particolare procedura di fecondazione in vitro. Si tratta della tecnica con microiniezione, che permette di iniettare, con una micropipetta di vetro, un singolo spermatozoo all'interno della cellula uovo precedentemente prelevata dal corpo materno. In presenza di questa anomalia genetica del cromosoma Y, però, usando gli spermatozoi per la microiniezione si corre il rischio, nel caso poi nasca un figlio maschio, che il bambino erediti lo stesso difetto del padre e che sia quindi destinato a essere sterile. [...]

EIACULAZIONE PRECOCE: CI VUOLE DIALOGO!

Sesso: più il dialogo che farmaco Il mercato dei farmaci per le disfunzioni sessuali ha una casella ancora da riempire: quella del rimedio per l’eiaculazione precoce. Al momento non esiste, infatti, trattamento farmacologico specificamente mirato al problema. A colmare questa lacuna sta pensando una grossa compagnia farmaceutica statunitense che, tramite le agenzie di stampa statunitensi, ha annunciato con clamore l’imminente arrivo, si parla del 2007, di questa pillola miracolosa. Mentre è tutta da definire la reale efficacia farmacologica si può dare per scontato l’eventuale successo sul mercato, dove si parla di una nicchia attorno ai 2,5 miliardi di dollari l’anno. Il problema, del resto, riguarda secondo dati recenti il 26% dei maschi, in pratica uno su quattro. Ma di che cosa si tratta esattamente? Precoce cioè? Si tratta di un disturbo sessuale del maschio che consiste nel raggiungere l’orgasmo costantemente in una fase molto precoce del rapporto sessuale. Ma quando è molto precoce? Difficile dirlo e forse proprio questo rende il disturbo di difficile inquadramento. Non si può tener conto dell’aspetto temporale, né del numero di spinte coitali, né del piacere raggiunto dal partner. Rimane come unico parametro la capacità del soggetto di controllare il riflesso eiaculatorio una volta raggiunto l’apice dell’eccitazione. Oltretutto la causa ben difficilmente è organica, legata, per esempio, a infiammazioni delle vie urogenitali, a malattie neurologiche o all’uso di farmaci, casi nei quali la soluzione è a portata di mano rimuovendo la causa per così dire esterna. Altrimenti? Tutto comincia nella psiche Le cause sono in gran parte psicologiche, si tratterebbe cioè di un tentativo di difendersi dall’ansia generata dalla sessualità. Un’ansia nella quale interagiscono molti fattori. È questa la ragione per cui i farmaci di uso più comune sono gli antidepressivi, gli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI) in particolare, in virtù di un loro effetto collaterale, l’eiaculazione ritardata. Ma si tratta di farmaci con evidenti svantaggi. Intanto l’assunzione cronica ha tra gli effetti collaterali il rischio di perdita di libido. Il nuovo farmaco, ribattezzato LI 301, andrebbe a colmare queste lacune grazie a un effetto anestetico che riduce l’intensità delle sensazioni, senza per questo condizionare né la funzione sessuale né l’orgasmo. Come questo possa accadere non è stato ancora chiarito, ecco perché le prime reazioni degli esperti sono di cautela. La sua efficacia dipende - sostiene Michael O’Leary, urologo di Harvard - da quanto specifico è il farmaco sui recettori cerebrali. Si tratta perciò di aspettare, avvalendosi delle soluzioni per ora disponibili e tenendo presenti i rischi insiti in una eccessiva medicalizzazione di questi problemi. Anche perché “il segreto di una buona relazione sessuale – come sostiene Jim Pollard, direttore di Male Health – è innanzitutto nella comunicazione tra i due partner”. Fonte Marco Malagutti - Pill for premature ejaculation in development. WebMd Health, 24 febbraio 2004 [...]

CIRCONCISIONE E FRENULECTOMIA

CIRCONCISIONE: ESISTE QUALCHE VANTAGGIO? Circa il 20% dei maschi ha difficoltà a far scendere fino in fondo il prepuzio, la pelle scorrevole che riveste il pene. Un disturbo che in molti casi si può curare tirando delicatamente, giorno dopo giorno, il prepuzio verso il basso, quando il bambino è ancora neonato. In alternativa si può rendere necessario un piccolo intervento chirurgico, al quale si fa ricorso spesso anche per motivazioni religiose, e rispetto al quale si rincorrono molte leggende. Una di queste riguarda la sua influenza sul rapporto sessuale. Si dice, infatti, che i circoncisi non soffrano di eiaculazione precoce, anzi, o che sentano un piacere minore durante l’orgasmo. È vero? Uno studio americano, pubblicato sulla rivista Urology sfata queste leggende, la circoncisione condiziona le performance sessuali, ma non necessariamente in modo negativo. Che cos’è la circoncisione Si tratta di un piccolo intervento chirurgico che può consistere in un semplice taglio che allarghi il prepuzio o che lo rimuova completamente, lasciando il glande permanentemente scoperto. L’intervento è piuttosto controverso. Molte culture, però, lo considerano una sorta di rito: i bambini ebrei vengono circoncisi a 8 giorni e anche la religione islamica la prevede in tenera età. La motivazione tradizionale per l’intervento precoce, è in alternativa di natura igienica, ma non è giustificata in quanto una corretta igiene, che prevenga infezioni o infiammazioni, è possibile anche con il prepuzio integro. Quello che succede, però, qualora l’intervento si renda necessario come nel caso di fimosi (anomala ristrettezza del prepuzio) o di frenulo corto, è che la pelle del glande sviluppa uno spesso strato di cheratina che lo rende molto meno sensibile. Lo studio Lo studio statunitense ha arruolato 42 uomini, attorno ai 22 anni di età, non circoncisi. Una parte di questi, tutti eterosessuali, sessualmente attivi e non in trattamento per problemi dell’erezione, desiderava l’intervento per ragioni religiose. Ai soggetti esaminati è stato richiesto di misurare il tempo necessario al raggiungimento dell’eiaculazione durante almeno tre sessioni di rapporti sessuali. Dodici settimane dopo l’intervento, i pazienti hanno nuovamente risposto agli interrogativi sulla loro vita sessuale. Dal confronto è emerso come tutto fosse andato liscio, tranne per l’eiaculazione che richiedeva tempi significativamente più lunghi dopo la circoncisione. Un fatto negativo? Non è detto – osservano i ricercatori – se, infatti, è indubbia la perdita di sensibilità del pene, d’altro canto può entrare in gioco un aumentata autostima del “circonciso”, visto che la durata potrebbe avere un risvolto positivo nel rapporto sessuale. Questo non vuol dire – precisa la ricerca – che si debba considerare l’intervento come un rimedio all’eiaculazione precoce. Certo per i soggetti con infezioni croniche, per i quali non esistano alternative valide all’intervento, i problemi successivi potrebbero essere maggiori. Per quanto possa sembrare insolito, va detto peraltro che negli Stati Uniti la principale motivazione alla circoncisione è culturale e non medica, una sorta di legge non scritta "tale padre tale figlio" che rende l’intervento necessario. Fonti Senkul, T et al. Urology, vol 63; pp 155-158 [...]

PENE CURVO

Solo un problema estetico? Una adeguata terapia chirurgica si rende necessaria in numerose affezioni andrologiche, basti pensare al varicocele o agli incurvamenti penieni congeniti, tanto per fare due esempi. Si tratta di una chirurgia tecnicamente non particolarmente impegnativa ma delicata, anche per i risvolti psicologici che determina nel paziente. Per questo motivo, è preferibile affidarsi a chirurghi che abbiano una preparazione specialistica e in questo campo. Interventi in anestesia locale: - varicocele (legatura e sezione vv. spermatiche a livello sub-inguinale) Il varicocele è una dilatazione delle vene del testicolo che si realizza per ragioni anatomiche nel 90% dei casi a livello del testicolo sinistro. In questo tipo di problematica intervengono fattori anatomici, costituzionali ed ereditari che favoriscono questa dilatazione venosa ed il ristagno di sangue a livello del testicolo. Il sangue, anziché seguire le normali vie di deflusso, ristagna all'interno di queste ectasie che circondano il testicolo, e dato che il sangue è "caldo", viene inevitabilmente riscaldato il testicolo interessato. Tale aumento di temperatura interferisce con il normale sviluppo e con l'adeguata produzione di spermatozoi, che possono risultare diminuiti di numero ma, in particolar modo, più "lenti" od addirittura immobili e, per la maggior parte, malformati. Il varicocele è importante perché è sicuramente al primo posto come causa di Infertilità Maschile; per questo motivo è importante un'accurata diagnosi del grado del varicocele stesso (I°, II°, III°) ed una valutazione, tramite un esame del liquido seminale ( spermiogramma ), delle ripercussioni che esso può dare sulla fertilità. La terapia del varicocele è chirurgica. Questo tipo di intervento, che viene fatto con l'ausilio di mezzi di ingrandimento - loupes e / o microscopio operatore - , è praticato in regime di Day Hospital, con il paziente che viene operato e nel giro di poche ore può tornare a casa. La piccola incisione cutanea (3 - 4 cm) che viene fatta a livello inguinale, non lascia nessuna traccia di sé. - idrocele (eversione della tunica vaginale) accumulo di liquido all'interno della tunica vaginale del testicolo. Può essere molle o teso (ed in questo caso comprime e disloca il testicolo). L’agoaspirazione è seguita quasi invariabilmente dalla recidiva a breve distanza di tempo. L'intervento di elezione consiste nella "eversione" della tunica vaginale, mediante un accesso scrotale mediano in anestesia locale ed ambulatorialmente (2 h. circa). Bendaggio compressivo nel post-operatorio. - epididimectomia, cisti dell'epididimo l'intervento può avere una durata variabile, a seconda dello stato flogistico e delle dimensioni della/e cisti. Generalmente eseguito in anestesia locale ed ambulatorialmente. Bendaggio compressivo nel post-operatorio. - esplorazione scrotale (sub-torsione, valutazione azoospermia, ecc..) si esegue soprattutto per capire il motivo di una azoospermia, che si suppone ostruttiva. In genere si abbina alla biopsia scrotale ed a deferentovescicolografia. Viene eseguita in anestesia locale se per scopi diagnostici, in generale se si suppone una contemporanea disostruzione mediante by-pass (vaso-vasostomia, epididimo-vasostomia, ecc..) - biopsia scrotale, agoaspirazione scrotale vi sono sostenitori dell'una e dell'altra tecnica. Entrambe vengono effettuate in anestesia locale. Con la biopsia si asporta una quantità maggiore e più anatomicamente definita di parenchima gonadico, in zone superficiali. L'agoaspirato è molto più semplice da eseguire, ma viene danneggiata una quota maggiore di parenchima, con possibilità di complicanze (ematomi, ecc..) - vasectomia mono o bilaterale (orchite recidivante, contraccezione) pratica comunemente eseguita nei paesi anglosassoni per la contraccezione maschile, consiste nell'interruzione chirurgica dei dotti deferenti (che veicolano gli spermatozoi verso l'esterno) in sede scrotale. Si esegue ambulatorialmente in anestesia locale, previa sottoscrizione di adeguato consenso informato. In seguito è possibile ripristinare la continuità dei dotti (vasectomy reversal), ma le possibilità di successo non sono garantite; in ogni caso è una pratica da riservare a soggetti esremamente motivati nel desiderio di non avere (o non avere più) figli. Si sottolinea che non viene praticamente variata la quantità di liquido seminale (che deriva in massima parte dalle vescicole seminali e prostata), l'appetito sessuale e l'orgasmo. - deferentovescicolografia (studio vie seminali) esame che permette lo studio radiografico del decorso delle vie seminali, eseguito in casi di sospetta ostruzione/stenosi. Si esegue in anestesia locale, ed è in genere abbinato ad esplorazione scrotale ed a eventuale disostruzione. - postectomia (circoncisione con plastica a Z) l'intervento di circoncisione viene eseguito nei casi di stenosi del prepuzio (di origine post-infiammatoria, traumatica, ecc..), e può essere completato da una plastica cutanea a Z nelle situazioni di stenosi particolarmente serrata. L'anestesia è locale (base del pene) + pomata anestetica (EMLA). - frenuloplastica (frenulo "corto", eiaculazione precoce) si esegue nei casi di "frenulo corto" congenito o acquisito, isolato o associato ad eiaculazione precoce. Intervento estremamente semplice, in anestesia locale + pomata anestetica (EMLA). Ottimi risultati si ottengono anche con l'uso del laser. - dermo-cosmetologia andrologica riguarda il campo delle alterazioni cutanee e mucose del pene e dello scroto, quali condilomi, papillomi, lesioni da funghi ed altri. Viene usato il laser o il diatermocoagulatore, previo adeguato studio della lesione. Interventi in anestesia generale (1-2 gg. di degenza): - disostruzione delle vie seminali prossimali si fa riferimento a cause ostruttive del primo tratto delle vie seminali; tale ostruzione può essere localizzata a livello dell'epididimo cefalico, mediano o caudale e prima parte del dotto deferente. Le cause più frequenti riguardano fatti flogistici, traumatici o congeniti. A seconda del livello dell'ostruzione, si eseguirà adeguato by-pass microchirurgico (vaso-vasostomia, epididimo-vasostomia, tubulo-vasostomia). Tali interventi hanno una certa durata (2-3 h. circa) e richiedono pazienza ed esperienza (si lavora con fili di sutura praticamente non visibili ad occhio nudo!). Per tale motivo l'anestesia è spinale o, più spesso, generale. E' auspicabile una notte di degenza. Il rischio di una possibile successiva stenosi/ostruzione post-cicatriziale dell'anastomosi è possibile. - disostruzione delle vie seminali distali tali ostruzioni possono verificarsi a livello dell'ultima parte del dotto deferente,delle vescicole seminali (ampolla deferenziale), lungo il decorso dei dotti eiaculatori sino al loro sbocco nel collicolo seminale prostatico. A questi livelli le disostruzioni vengono eseguite per via trans-uretrale, mediante una piccola sonda che viene introdotta nel meato urinario esterno e poi spinta in avanti oltre la vescica (mediante una telecamera posta alla sommità della sonda), sino all'uretra prostatica ed alla sede dell'ostruzione. Quindi si esegue la disostruzione mediante diatermocoagulatore o laser , attraverso l'estremità distale della sonda. Tale procedimento viene eseguito in anestesia spinale o generale e presuppone almeno una notte di degenza. Anche in questi casi, le cause sono di natura infiammatoria (stenosi post-cicatriziali), traumatica, o da ostruzione meccanica da formazione cistica di origine congenita, posta a livello dell'otricolo prostatico (cisti otricolare, ben evidenziabile mediante ecografia transrettale prostatica). - correzione di recurvatuum congenito o acquisito (Induratio penis plastica) nel caso di recurvatuum congenito, molto spesso è possibile identificare un ispessimento ecografico a livello ventrale. In questi casi l'intervento consiste nello sbrigliamento del corpo spongioso dell'uretra dalla tunica albuginea, con notevole recupero della rettilineità dell'asta. Nei casi in cui questo non sia sufficiente, viene eseguita una plicatura/asportazione di un lembo di albuginea controlaterale (intervento di Nesbit). In presenza di estese placche di IPP (induratio penis plastica), l'asportazione della placca viene seguita dall'innesto di materiale autologo, in genere parte di vena safena devalvolarizzata. Nei casi di lesioni (placche) di modeste dimensioni o di malattia plurifocale, si preferisce limitarci ad un intervento di plicatura/asportazione di albuginea controlaterale (intervento di Nesbit). L'anestesia è generale, la degenza è di due giorni ed il risultato (rettilineità dell'asta) è garantito. Nei casi di forme estese di malattia, si può verificare un modesto accorciamento dell'organo. - legatura vena dorsale del pene (principale ed emissarie per deficit di mantenimento dell'erezione) si effettua nei casi di deficit di mantenimento dell'erezione intrattabile farmacologicamente, o in pz. che richiedono una possibile alternativa alle iniezioni intracavernose. Si esegue in anestesia generale e la degenza è di circa due giorni. In questo intervento viene legata la vena dorsale del pene e le vene circonflesse tributarie; nei casi opportuni possono essere legate anche le vene crurali. I risultati sono controversi, a riprova della necessità di ulteriori studi sull'argomento: infatti, se inizialmente (entro il primo anno dall'intervento) praticamente tutti i pz. traggono significativi benefici, successivamente in circa la metà dei casi si ritorna ad una situazione simile a quella di partenza. Nell'altra metà dei casi il risultato è duraturo, spontamenamente o tramite terapia farmacologica di supporto. Ulteriori studi necessitano per un'adeguata selezione dei pazienti candidabili, tuttavia può rappresentare un corretto approccio in soggetti non o scarsamente trattabili con altre metodiche. - falloplastica di allungamento quali che siano le reali necessità del paziente, questo intervento permette di ottenere un allungamento del pene di qualche cm. L'entità di questo allungamento dipende dalla costituzione anatomica del soggetto, infatti è più facile ottenere un miglior risultato in soggetti grassottelli o comunque non magri. Questo perché la parte più importante dell'intervento è costituita dalla "liposcultura ultrasonica sovrapubica", mediante la quale viene asportata una variabile quantità di grasso dal basso addome, determinando un approfondamento del punto di insersione del pene (radice), che si traduce di fatto in un "allungamento". In realtà, la lunghezza dell'organo rimane invariata, mentre aumenta la lunghezza della parte visibile (in quanto i corpi cavernosi si estendono in profondità sino alle crura, dove prendono insersione). Associando a questa metodica la plastica a Z della parete cutanea (per sostenere l'allungamento), si possono ottenere incrementi che vanno dai 3 ai 6-7 cm. Un ulteriore incremento può essere consentito dalla sezione del legamento sospensore del pene, che però determina, in erezione, un'innaturale angolatura del pene (circa da 90° a 120° rispetto alla parete addominale). In ogni caso, l'anestesia è generale ed è prevista una notte di degenza. - posizionamento di protesi peniena mono-bi o tricomponente idraulica le protesi rappresentano attualmente il rimedio estremo nei casi di impotenza non trattabili o non più trattabili con altre forme di terapia. Il loro impiego è definitivo, infatti possono essere soltanto sostituite con altri modelli ma non rimosse definitivamente. Per questo motivo la selezione dei pazienti candidabili deve essere molto scrupolosa. Le protesi attuali presentano, contrariamente al passato, un alto grado di affidabilità e vengono quasi sempre garantite a vita. Ne esistono di vari tipi, che fondamentalmente possono raggruppare in modelli a funzionamento meccanico o idraulico. Le protesi idrauliche sono di gran lunga più usate, e si suddividono ulteriormente in protesi mono, bi o tricomponenti. Le monocomponenti sono costituite da due cilindri di silicone, malleabili, e presentano all'estremità una zona riempita di soluzione fisiologica. La parte distale normalmente è sgonfia, ed al momento del bisogno, attraverso opportune manovre, la soluzione fisiologica dall'estremità prossimale viene fatta defluire all'interno dei cilindri sino all'apice, determinando così la tumescenza. Alla fine del rapporto, si provvede a far defluire l'acqua all'estremità prossimale (situata all'interno del pube), provocando così la detumescenza. Le protesi bicomponenti sono costituite dagli stessi cilindri di silicone e da un serbatoio contenente la soluzione fisiologica, che viene inserito chirurgicamente nello spazio latero-vescicale od in una tasca infrapubica. Anche in questo caso, attraverso opportune manovre, il liquido viene fatto defluire dal serbatoio ai cilindri, determinando l'aumento di dimensioni e la rigidità. Con un meccanismo inverso viene favorita la detumescenza. Le protesi tricomponenti sono formate, oltre che da cilindri e serbatoio, anche da una piccola pompetta che viene situata all'interno della borsa scrotale. Agendo su questa pompa, che è collegata al serbatoio mediante raccordi, si provoca lo svutamento di quest'ultimo ed il riempimento dei cilindri si silicone. Questi si espandono in lunghezza e, in alcuni modelli ancor più sofisticati, anche in larghezza. In genere i pazienti, dopo un primo periodo di apprendimento, cominciano ad acquisire manualità, e la percentuale di soddisfazione a distanza è globalmente alta. Quale che sia il tipo di protesi, l'orgasmo e l'eiaculazione non vengono in alcun modo influenzati. Le complicanze più temibili sono l'infezione ed il malfunzionamento delle protesi, che implicano la loro sostituzione. Con una buona dose di manualità, la protesi può essere attivata in pochi secondi. L'accesso chirurgico varia con il tipo di protesi, e può essere sottocoronale per alcune monocomponenti o peno-scrotale, che risulta essere quello più usato dalla maggior parte dei chirurghi uro-andrologi. E' necessaria l'anestesia generale o spinale, ed almeno due giorni di ricovero. - protesi scrotale le protesi scrotali trovano il loro impiego nei casi di orchiectomia o di testicolo atrofico o non disceso (e successivamente asportato) o non presente alla nascita. Sono costituite da un involucro ovoidale in silicone preriempito, e ne esistono di diverse misure per meglio adattarsi al controlaterale. L'accesso chirurgico preferito è sub-inguinale, l'intervento è semplice ed il risultato estetico e "tattile" assolutamente soddisfacente. - ernia inguinale ed inguino-scrotale quando il sacco erniario è confinato all'interno del canale inguinale corrispondente si parla di ernia inguinale; quando quest’ultima si estende sino all'interno dello scroto si parla di ernia inguino-scrotale. Quale che sia il tipo di ernia, è neccessario ricorrere alla chirurgia oltre che per i fastidi in se', per la possibilità di fenomeni di "strozzamento" e di compressione sulle strutture funicolari e/o scrotali (compressione e dislocamento del testicolo). Benchè questo intervento venga proposto talvolta in anestesia locale, riteniamo che l'anestesia generale sia da preferirsi, se non altro per evitare possibili dolori al paziente durante le manovre intraoperatorie. - orchiectomia (con o senza linfoadenectomia) consiste nell'asportazione chirurgica del testicolo. I motivi possono essere diversi: testicolo atrofico, testicolo non disceso, neoplasie, rottura traumatica, ecc.L'accesso chirurgico è a livello inguinale, e, nei casi di neoplasia, a seconda della stadiazione clinica viene eseguita la linfoadenectomia lombo-aortica (per via chirurgica o laparoscopica). Ricordiamo che in testicoli ex criptorchidi (fatti discendere solo successivamente mediante chirurgia) è aumentato il rischio di neoplasia, sia nel testicolo interessato che nel controlaterale per cui è necessario sottoporre tali soggetti a controlli ravvicinati (in particolar modo ecografia annuale o semestrale). - orchidopessi (criptorchidismo) la terapia del criptorchidismo si prefigge di riportare il testicolo o i testicoli nello scroto, dal momento che la ritenzione testicolare predispone alla degenerazione neoplastica della gonade ed all'arresto della spermatogenesi. Nel testicolo criptorchide la spermatogenesi appare compromessa già dal secondo-terzo anno di vita; da ciò deriva che la terapia, ormonale o chirurgica che sia, dovrebbe essere intrapresa prima del terzo anno, al fine di proteggere la futura fertilità del soggetto che ne è affetto. In questi ultimi anni è stato dimostrato che anche per i testicoli criptorchidi unilaterali esistono buone possibilità di successo con la sola terapia medica. Nella descrizione della terapia chirurgica divideremo le ritenzioni in basse o alte e, ancora, in ritenzioni del canale inguinali ed intraddominali. Esistono diversi interventi chirurgici per il criptorchidismo basso, che differiscono fra loro spesso solo per i dettagli e per la tecnica di fissaggio del testicolo nello scroto. L'atteggiamento del chirurgo di fronte ad un criptorchidismo alto è in relazione all'età del paziente. L'orchiectomia si impone solo nei pazienti adulti, dato l'elevato rischio di cancerizzazione, quando ci si trovi di fronte ad un criptorchidismo monolaterale. In tutti gli altri casi il testicolo dovrà essere riportato nello scroto. Alcune volte la sufficiente lunghezza del dotto deferente dei vasi consente di riportare il testicolo nell'emiscoto senza successiva trazione sul peduncolo. Altre volte i vasi spermatici non hanno una lunghezza sufficiente da consentire un tale intervento. A questo punto l'operatore può optare per un intervento in due tempi, lasciando il testicolo in una posizione intermedia tra la sua originale localizzazione e lo scroto, operando nuovamente in un secondo tempo; in alternativa si ppuò utilizzare la tecnica di Fowler e Stephens, che consiste nella sezione dei vasi spermatici interni e nel posizionamento del testicolo nell'emiscroto affidando il suo apporto arterioso alle altre arterie minori; infine si può decidere per un autotrapianto del testicolo, possedendo i mezzi tecnici necessari ed una sufficiente esperienza microchirurgica. Tutte le suddette alternative sono suscettibili di critiche. In definitiva oggi si ritiene da più parti la validità dell'autotrapianto e pertanto il chirurgo che si accinge ad operare un testicolo ritenuto non palpabile dovrebbe essere preparato per operare con tecnica microchirurgica. - ginecomastia La ginecomastia viene definita come l'ingrossamento patologico della ghiandola mammaria nell'uomo. Le cause possono essere molteplici, ed è frequentemente riscontrabile in soggetti in età pre-pubere e può insorgere in soggetti in sovrappeso. Di norma tende a risolversi spontaneamente, ma nei casi di persistenza è utile eseguire uno screening dell'assetto ormonale prima di una eventuale terapia chirurgica. Attualmente vengono usate tecniche chirurgiche mini invasive, con il minimo danno estetico possibile per il paziente. Di norma l'intervento è condotto in anestesia generale, con una degenza molto limitata (1-2 giorni). Particolare attenzione viene posta al trattamento della/e ferite chirurgiche. [...]

CALO DEL DESIDERIO: EVITIATELO INSIEME

CALO DEL DESIDERIO: COSA FARE PER EVITARLOÈ facile lasciare la briglia sciolta al puledro del desiderio sessuale da giovani. Quando si è adolescenti e la pubertà è da poco terminata il problema non è certo quello di un ridotto desiderio sessuale; semmai il contrario. Ma quando condividiamo lo stesso letto con la stessa persona da tanti tanti anni, come fare a continuare a desiderarla? Anche se spesso invochiamo il sentimento amoroso come la colla che ci tiene insieme, il sesso ha tra i suoi motori principali proprio la varietà, qualcosa di lontano, lontanissimo dal nostro bisogno di una scelta sentimentale che duri un’intera vita.Una delle tecniche che i sessuologi suggeriscono per mantenere alto il desiderio consiste nel dare libero sfogo alle fantasie erotiche. Ne abbiamo tutti un po’ paura: crediamo che quei pensieri strani, così inconfessabili, particolari, che talvolta ci vengono mentre ci eccitiamo siano il nostro lato oscuro, siano il segno di una nostra perversione nascosta. Li scambiamo proprio per perversioni latenti. Pronte a esplodere se appena si lascia spazio e si abbassa la guardia. Così, anziché “usare” le fantasie per continuare a far bene l’amore le reprimiamo, le nascondiamo e ci vergogniamo anche con noi stessi.Uomini che sognano di essere a letto con 2 o più donne, donne che vagheggiano amori saffici, coiti violenti: non c’è limite alle umane fantasie. Non è realtà. Pochi, pochissimi sono i veri perversi che tentano di mettere in pratica queste fantasie. Si distinguono dalla grande maggioranza proprio perché non sono in grado di fare l’amore in altro modo, se non con l’ausilio di borchie e frustini, in presenza di estranei, in un parco pubblico. Chiamiamo infatti perversioni sessuali solo l’essere obbligati a certi comportamenti per trovare un poco di soddisfazione sessuale. Un poco, solo un poco, perché il perverso, nonostante l’impegno, ha sempre grandi difficoltà ad avere appagamento. Nulla di più lontano dalle fantasie, che vivono in un mondo a parte, separato e lontano da quello reale. Ecco perché non ha senso temerle. Ecco perché sono utili per continuare ad amare.Quando, nonostante l’amore, il desiderio si affievolisce e la vita sessuale si ripete uguale a se stessa per poi cessare del tutto, ci sono altre cose da fare. Vengono consigliate due cose apparentemente in contraddizione: imparare a dire di sì e imparare a dire di no. Imparare a dire di sì significa che quanto più si fa l’amore tanto più si desidera farlo, grazie alla secrezione di testosterone che accompagna l’atto sessuale in entrambi i sessi. Chi si ferma è perduto!, verrebbe da dire. Ed è proprio così. Ma occorre anche imparare a dire di no. Che significa imparare a non dare troppo peso a un rifiuto. Può succedere che non si abbia voglia di fare l’amore, e non necessariamente questo deve rappresentare il fallimento di un progetto di coppia. Insomma, ciascuno deve trovare la sua strada per escludere dalla camera da letto lo stress e i pensieri che distraggono, per reinventare ogni volta il sesso, quasi che fosse la prima volta.Uno dei fattori che minano il desiderio sessuale è lo stress. Animali ed esseri umani dispongono di meccanismi per rinunciare agli “optional” (come il sesso) quando c’è una eccessiva pressione da parte dell’ambiente. Il significato di questi meccanismi è che non ci si deve riprodurre in condizioni di pericolo. Quando è sotto stress, sia fisico che emotivo, il cervello produce le ben note endorfine, gli oppioidi naturali che se da una parte ci aiutano a sopportare meglio una situazione negativa (sono sostanze analgesiche capaci di dare benessere) sono anche potenti ormoni antisessuali. Per questo l’ultima cosa che ci viene in mente è di fare l’amore quando siamo sotto pressione, quando siamo preoccupati o abbiamo seri problemi. È naturale e non serve forzare la mano. Occorre aspettare di poter dominare lo stress.Anche droghe, alcool e farmaci abbassano il desiderio sessuale, soprattutto quando se ne abusa. Per non parlare delle malattie in generale che mettono in atto tutti quei meccanismi di risparmio sulle funzioni non essenziali (ancora una volta: il sesso) di cui abbiamo appena detto, e di quelle endocrine che con i loro ormoni in eccesso o in difetto interferiscono specificamente coi meccanismi del desiderio. Sono tutte condizioni che un bravo sessuologo medico deve escludere quando ha a che fare con il calo del desiderio.Molti pensano di poter sopperire alla mancanza di desiderio con i cosiddetti afrodisiaci. La scienza moderna ha sempre affermato che cibi o sostanze più o meno naturali capaci di suscitare il desiderio sessuale assopito non esistono. E probabilmente è così. Tuttavia, è la stessa scienza che ci informa che desiderio sessuale, gusto e olfatto sono funzioni collocate nel nostro cervello nelle stesse aree. La vista, l’odore o il semplice ricordo di un cibo è in grado di evocare un’infinità di sensazioni. Queste funzioni sono infatti collocate nel rinencefalo, nella parte tra le più antiche del nostro cervello. Dove sono posti i centri regolatori dell’olfatto, dell’alimentazione e, naturalmente, del sesso.Sono considerati afrodisiaci i cibi che evocano nella forma gli organi genitali (ostriche, asparagi), o piccanti (peperoncino) perché danno la sensazione di calore, o costosi (tartufo) perché indicano attenzione e passione, che però contiene effettivamente nel suo profumo ormoni volatili simili al testosterone. Ma l’unico vero afrodisiaco è la polenta, ma a condizione che sia solo quella a essere mangiata: è l’unico cibo che non contiene un aminoacido che serve per costruire l’ormone che inibisce il desiderio sessuale, la serotonina. I ratti da laboratorio alimentati solo con farina di granturco hanno sviluppato un comportamento sessuale così dirompente che arrivati a un certo punto non distinguevano più il sesso del partner con cui tentavano l’accoppiamento. Ma per gli esseri umani passere mesi mangiando solo polenta non è facile. Meglio allora ricordare un vecchissima storiella che risale alla tradizione medioevale: "Ti mostrerò un filtro amoroso che non contiene medicamenti, né erbe, né incantesimi di una strega. Ed è questo: se vuoi essere amato, allora devi prima amare."Il desiderio sessuale- il 5% dei matrimoni non è consumato per mancanza di desiderio - nel primo anno di matrimonio la media annua di rapporti sessuali è 200 - nel quinto anno 50 (un quarto) - nel decimo anno 20 (un decimo)La mancanza del desiderioLe 5 cause della mancanza del desiderio sono:- consuetudine, abitudine e stress - traumi sessuali, impotenza, eiaculazione precoce, frigidità e anorgasmia - farmaci, droghe e alcol - malattie ormonali - malattie sistemiche e psichiatricheLe terapie del desiderioLe 5 terapie del desiderio ipoattivo- Identificare ed eliminare le cause organiche e psichiatriche - Dire di no - Dire di si - Liberare le fantasie - Ormoni androgeniNon c'è desiderio?I 10 sintomi della mancanza del desiderio- abusare del telefono nelle ore più adatte a fare sesso- abusare della televisione nelle ore più adatte a fare sesso -iniziare una discussione nelle ore più adatte per fare sesso - accusare vari malesseri soggettivi - coricarsi prima o dopo il coniuge - lasciare la porta della camera aperta - lasciare che i bambini vengano nel lettone - trascurare aspetto e igiene - stordirsi di alcool e sedativi - avere rapporti sbrigativi e monotoni [...]

EIACULAZIONE FEMMINILE: Alcuni consigli!

L’uomo e la donna, sessualmente, sono più simili di quello che si creda. Possediamo una serie di ghiandole in comune… una di queste è la prostata. Quella di noi donne è leggermente abbozzata, però c’è… e funziona. Inoltre ci sono circa altri 30 canali da cui possiamo eiaculare. L’eiaculazione femminile è abbastanza rara e molto difficile da provare… la donna media ha semplicemente una fuoriuscita di umori… ma non possiamo definirla una vera eiaculazione che è molto più copiosa e violenta. Chi riesce a sperimentarla la descrive come un qualcosa di molto appagante sessualmente. Volendo tentare, provo a descrivere una tecnica… se non ci riesci al primo tentativo, riprova più volte… ripeto, non è assolutamente semplice! Cerca il muscolo che comanda l’uretra all’interno della vagina. Comincia a contrarlo e rilasciarlo. Vedrai, è molto piacevole e in questo modo potresti arrivare fino all’orgasmo. Massaggia l’uretra nella tua vagina con le dita. Spingi forte, e, dopo un po’, sentirai lo stimolo di fare la pipi. E’ un buon segno, significa che sei quasi pronta per eiaculare. Adesso metti un altro dito appena sotto alla parte dell’uretra che si trova esternamente e comincia a masturbarlo come se fosse il clitoride. Facendo questo ti accorgerai che i canali, quello all’interno e all’esterno della tua vagina sono pieni e forse doloranti. Ci sono altri 29 canali all’interno che spingono per scaricare il loro contenuto. Continua a masturbarti, e, quando sei vicina all’orgasmo, spingi fuori la parte dell’uretra come se volessi fare la pipì. Il liquido uscirà come un getto forte. [...]

COSA SI INTENDE PER CREAM PIE

Creampie è un termine dello slang inglese che significa letteralmente torta di panna, usato (soprattutto in pornografia) per indicare che un uomo eiacula all'interno della vagina della sua partner o nell'ano del partner. Paragonato ai rapporti orali, il Creampie è molto meno comune nei film pornografici. Un Anal Creampie (Creampie anale in italiano) è una variante in cui un uomo eiacula dentro l'ano del partner. Creampie nei film pornografici Molti film pornografici eterosessuali, specialmente americani, usano la parola creampie nel titolo o nella scatola della cassetta probabilmente solo per attirare l'attenzione. Infatti le scene in sé non sono molto differenti da quelle di altri film: spesso l'unica differenza di rilievo è presente nella scena finale, nella quale il pene del protagonista rimane dentro la vagina o l'ano del partner nel momento dell'eiaculazione. Subito dopo l'orgasmo, quando l'attore rimuove il suo pene dall'orifizio, solitamente il cameraman effettua un primo piano della vagina o dell'ano mentre lo sperma fuoriesce. Il protagonista può agevolare la visione dello sperma estraendo in parte il suo pene subito prima dell'eiaculazione, in modo tale da far rimanere parte del suo sperma vicino all'apertura dell'orifizio. Variazioni del creampie Creampie eating Il creampie eating è una tecnica sessuale che consiste nello bere lo sperma che fuoriesce da un orifizio del partner (ano o vagina). Solitamente in questa pratica figurano diversi "ruoli": due padroni (un uomo e una donna) e una schiava che riceve lo sperma dal pene dell'uomo in uno dei due orifizi (quello di più frequente uso è l'ano). L'uomo, dopo l'eiaculazione, toglie il pene dall'orifizio della ragazza schiava e la ragazza padrona, avvicina la bocca all'orifizio "riempito" con lo sperma e attende che il creampie fuoriesca. Una variante consiste anche nei due "padroni" (uomo e donna) che fanno sesso sopra la faccia di uno "schiavo" o una "schiava", mentre lo schiavo ha il compito di leccarli, quando i due hanno l'orgasmo, rimangono seduti sulla faccia dello shiavo che così pulisce con la bocca ingoiando lo sperma e i fluidi vaginali che fuoriescono. Alcune volte, però, questa pratica può risultare rischiosa, soprattutto per quanto riguarda il creampie dall'ano: infatti può succedere che lo sperma entri in contatto diretto con le feci. Il rischio principale è quello di contrarre virus e batteri, oltre ad un cambiamento nel sapore e nel colore (in tal caso si parla di Chocolate creampie). Chocolate creampie Il chocolate creampie è una tecnica sessuale che consiste nell'eiaculare nell'ano del proprio partner in modo da mettere lo sperma a contatto con gli escrementi presenti nell'intestino; in questo modo lo sperma, sporcato dal contatto con le feci, simula l'aspetto della crema al cioccolato. Va sottolineato che questa tecnica comporta dei rischi per i batteri e i virus che vi sono all'interno delle feci: infatti, anche se il contatto non avviene direttamente, i batteri possono trovarsi facilmente nello sperma sporco. Il chocolate creampie è una forma di feticismo: vi sono perciò video e film specificamente dedicati a questo atto sessuale, in cui l'uomo eiacula nell'ano del partner e dopo pochi secondi si vede fuoriuscire lo sperma sporco. Creampie gang bang Il creampie gang bang è una tecnica sessuale che consiste nell'eiaculare nell'ano o nella vagina di una donna, da parte di più uomini che agiscono simultaneamente. Coloro che effettuano questa pratica si masturbano in presenza della donna, la quale attende passivamente di ricevere l'eiaculazione. I partecipanti possono partire da un minimo di due, ma possono anche arrivare a numeri molto elevati. Questa pratica è ritratta in alcuni film pornografici. Si parla invece di felching quando lo sperma viene succhiato da un'altra persona. [...]

Il BAREBACKING

Il barebacking, che in inglese vuol dire letteralmente "cavalcare a pelo", cioè senza la sella per proteggersi, indica la pratica di rapporti sessuali senza protezioni, soprattutto quelli anali. Rappresenta anche un'ideologia, molto diffusa in Usa, Francia e Germania, che rivendica apertamente questa forma di pratica sessuale e condanna il sesso sicuro. Le persone che si dedicano al barebacking sono chiamate barebacker. Questa pratica è nata nella comunità gay americana e poco a poco si è diffusa anche in Europa, causando varie polemiche perché può rendere più facile la diffusione delle malattie trasmesse con il sesso e l'AIDS, una malattia mortale che non è ancora possibile guarire. In Francia ci sono persone famose che affermano pubblicamente di praticare il barebacking, come lo scrittore Guillaume Dustan ed Erik Rémès, autore del libro Serial fucker, diario di un barebacker. Aspetti del fenomeno Barebacking non è soltanto sesso senza protezioni, indica anche un atteggiamento volontario rivendicato da vari omosessuali. Reazioni La pratica del barebacking non è approvata dalle associazioni che sostengono la lotta all'AIDS e dalle organizzazioni a favore del sesso sicuro perché lo scambio di eiaculazioni maschili come quelle femminili, e la presenza di ferite piccole e molto difficili da vedere può provocare il contagio di varie malattie trasmesse con il sesso, ma soprattutto perché non esiste la certezza che la persona conosciuta da poco sia in perfetta salute. La polemica I barebacker sono convinti che indossare il preservativo può rovinare la qualità delle loro erezioni e riduce notevolmente le sensazioni di piacere vissute durante l'esperienza sessuale. Le persone contrarie al barebacking affermano che tale pratica è solamente la dimostrazione di edonismo sessuale. I barebacker, di fronte a questi atteggiamenti considerati ostili, spesso rispondono che esiste ancora una valutazione negativa della sessualità che assomiglia molto alle affermazioni della Chiesa cattolica. Alcuni sostenitori del barebacking affermano che l'atteggiamento ostile del movimento di liberazione omosessuale sia in realtà un modo per rendere più veloce alla comunità gay il riconoscimento legale dei matrimoni gay e anche la possibilità di adottare i bambini. Il movimento afferma che se gli atteggiamenti degli omosessuali non fossero più interpretati come pericolosi, sarebbero finalmente riconosciuti tutti i diritti che attualmente appartengono solo agli eteresessuali. I detrattori del barebacking affermano che i rischi legati a questo fenomeno aumentano a causa della pubblicità di alcuni siti web che favoriscono l'incontro dei barebacker e di alcuni locali che permettono con troppa facilità di praticare il sesso non protetto. Statistiche Alcuni mezzi d'informazione gay hanno pubblicato una statistica per verificare la diffusione del barebacking attraverso le risposte di un questionario e soprattutto per comprendere se i barebacker sono a conoscenza di tutti i fattori di rischio. [...]

L'eiaculzione femminile, o SQUIRTING

Il termine eiaculazione femminile (squirting) si riferisce alla espulsione di un fluido dall'uretra durante la stimolazione o l'eccitazione sessuale o in prossimità dell'orgasmo, espulsione che in qualche modo richiama l'eiaculazione maschile. L'origine e la natura esatta di questo fluido non sono ancora ben conosciute, sebbene alcuni ricercatori abbiano ipotizzato che possa aver origine dalle ghiandole di Skene (o ghiandole periuretrali). La possibilità che ogni donna sia in grado di eiaculare in questo modo è ugualmente oggetto di controversie. L'esistenza del fenomeno è stata oggetto di discussioni perché è difficile distinguere questo fenomeno dall'incontinenza urinaria che può accompagnare, in certe donne, il momento dell'orgasmo. In ogni caso, studi medici successivi al 2000 e in condizioni controllate hanno dimostrato un effetto bona fide non collegato all'urina. La natura dell'eiaculazione femminile L'eiaculazione femminile non è un concetto moderno. Il filosofo greco Aristotele ne annotava già l'esistenza, Galeno, nel II secolo, descrisse la prostata femminile; nel 1559, l'anatomista italiano Realdo Colombo riferì dell'eiaculazione femminile mentre spiegava le funzioni del clitoride, e nel XVII secolo, l'anatomista Olandese Regnier de Graaf scrisse, in un libro sull'anatomia femminile, di fluidi «che correvano fuori» e «che zampillavano» durante l'eccitamento sessuale. Fino agli anni ottanta l'eiaculazione femminile era largamente ignorata dalla comunità medica. In quegli anni il tema ritornò in auge con il bestseller The G Spot: And Other Discoveries About Human Sexuality (Il punto G e altre scoperte sulla sessualità umana) scritto da Alice Khan Ladas, Beverly Whipple e John Perry. Il libro non solo riconosce l'esistenza del punto G, ma porta all'interno della comunità medica l'innovativo concetto per cui l'eiaculazione femminile costituirebbe una delle principali fonti della salute sessuale delle donne. Sebbene in molti, nella comunità medica e scientifica, abbiano ora riconosciuto l'esistenza del fenomeno, permane un largo vuoto quando si cerca di spiegare su basi scientifiche il processo di eiaculazione o la fonte del fluido stesso. Sono stati condotti vari studi su questo argomento, da medici quali Beverly Whipple, John Perry, Gary Schuback, Milan Zaviacic e Cabello Santamaria, ma i risultati sono stati limitati. Se comunque le informazioni attualmente acquisite non spiegano chiaramente la provenienza del fluido, le analisi chimiche sul secreto, effettuate da numerosi team di ricerca, hanno rivelato che non è urina poiché i livelli di creatinina e urea sono risultati troppo bassi. Ricerche Sono stati compiuti diversi studi sui fluidi espulsi durante l'eiaculazione femminile per determinarne la composizione chimica. Attraverso le analisi [6][7] è stato rilevato che il fluido espulso contiene: * glucosio (uno zucchero naturale) e fruttosio (un altro zucchero naturale, rinvenuto anche nel fluido seminale prostatico); * antigene prostatico specifico (PSA), un'enzima prodotto dalla prostata e presente nello sperma che il PSA mantiene fluido dopo l'eiaculazione. È stato ipotizzato che nella donna l'antigene venga generato dalle ghiandole periuretrali di Skene; * un livello molto basso di creatinina e urea, i due principali marcatori chimici dell'urina, rinvenuti ad alte concentrazioni nelle analisi dell'urina, precedenti e successive, all'eiaculazione. Nel 1988, Milan Zaviacic, che dirige l'istituto di patologia dell'Università Comenius di Bratislava, pubblicò uno studio su cinque pazienti ricoverate per problemi di fertilità, presso il reparto di ginecologia e ostetricia. La totalità dei campioni di una delle pazienti e un campione su quattro di una seconda donna del gruppo, furono prelevati direttamente in laboratorio, i restanti a domicilio. In quattro casi su cinque, i campioni furono analizzati entro tre ore dal prelievo, mentre il campione restante fu analizzato tre mesi dopo. I risultati mostrarono, in tutti e cinque i casi, una concentrazione di fruttosio maggiore nel campione dell'eiaculato rispetto a quello delle urine. Nel 1997, Cabello Santamaria analizzò le urine alla ricerca del PSA tramite MEIA (Microparticle Enzyme Immunoassaye, metodica immunoenzimatica a microparticelle) e scoprì che il 75% del campione mostrava una elevata concentrazione di PSA nelle urine post orgasmiche che non era presente nel campione pre orgasmico. Il fluido raccolto al momento dell'orgasmo (distinto dal campione delle urine) mostrò la presenza del PSA nel 100% dei campioni. Nel 2002, Emanuele Jannini dell' Università dell'Aquila offrì una spiegazione per questo fenomeno, così come per le frequenti smentite della sua esistenza: le aperture delle ghiandole periuretrali sono di norma della dimensione dei pinoli, e variano da donna a donna nella loro dimensione, fino a quasi scomparire e/o essere atrofiche in alcune donne [9]. Se le ghiandole periuretrali sono la causa dell'eiaculazione femminile, questo potrebbe allora spiegare l'assenza del fenomeno in molte donne. In alcune situazioni patologiche di origine somatica, l'eiaculazione retrograda, consistente nello spostamento del fluido fino alla vescica attraverso l'uretra, potrebbe rappresentare una ulteriore spiegazione dell'assenza riscontrata. Le ghiandole periuretrali e l'eiaculazione femminile Le donne possiedono organi secretori sviluppatisi dallo stesso tessuto embrionale (similmente alla relazione tra testicoli e ovaie) che sono chiamati ghiandole periuretrali o di Skene. La dimensione e la struttura di queste ghiandole sembrano variare, in modo anche considerevole, da donna a donna. Il fluido che producono è simile a quello secreto dalla prostata maschile e, così come negli uomini, passa nell'uretra e in qualche caso potrebbe defluire anche nella vagina. Le ghiandole si riempiono con il fluido durante il rapporto sessuale e i preliminari, e possono essere sentite con l'esplorazione digitale attraverso il muro vaginale. Il rigonfiamento del tessuto circostante l'uretra, può essere una combinazione di ghiandole che si riempiono con il fluido e del tessuto erettile circostante che si solleva, il corpo spugnoso, che negli uomini consente l'erezione. In questo frangente potrà anche risultare evidente al tatto, il sollevamento/inturgidimento della parte non visibile del clitoride. Le contrazioni ritmiche dei muscoli pelvici, durante l'orgasmo, produrranno l'espulsione del fluido accumulato, quale ultima componente dell'eiaculazione femminile. Il quantitativo di fluido rilasciato può essere considerevole, attraverso il ripetersi di riempimento e svuotamento delle ghiandole durante l'orgasmo. Diagnosi differenziale La disinformazione riguardante l'eiaculazione femminile può portare alla diagnosi di un errato quadro clinico di fondo oppure a diagnosticare patologie inesistenti. Recenti studi hanno ormai appurato che il fluido eiaculato viene espulso attraverso l'uretra, anche se permane la credenza, errata, che il fluido sia rilasciato attraverso la vagina. L'espulsione di una copiosa quantità di fluido dalla vagina è chiamata, al contrario, leucorrea (perdita bianca) e può avere differenti cause: * perdita fisiologica - un'abbondante quantità di secrezione senza alcun disordine medico di fondo; * infezioni o malattie trasmesse sessualmente - presente con i tipici sintomi, tra cui prurito, cattivo odore e/o arrossamento; * un'infezione trasmessa sessualmente come quella da Trichomonas vaginalis, che spesso si presenta senza la sintomatologia tipica. Per tali motivi è importante che ogni donna che accusa quantità non normali di secrezioni vaginali si sottoponga ad appropriati test medici e di laboratorio. D'altra parte una donna che non sia stata informata correttamente sull'eiaculazione femminile potrebbe pensare di soffrire di incontinenza urinaria e cercare un intervento medico. La cura per l'incontinenza urinaria (da stress o da altre patologie) richiede spesso l'uso di medicinali o un intervento chirurgico, entrambi non necessari ed eventualmente iatrogeni, se la fonte del fluido si riferisce al fenomeno dell'eiaculazione femminile. Prima di richiedere un intervento medico queste donne dovrebbero provare a verificare se il fluido è espulso dall'uretra e se si tratta effettivamente di urina. [...]

Masturbazione: ancora oggi una pratica segreta

Non solo gli uomini si masturbano (il 95% degli uomini pratica la masturbazione), ma anche le donne e in numero maggiore di quanto si possa credere: l’89% si dedica all’autoerotismo. Molto meno praticata, invece, è la masturbazione nella coppia, che scende fino al 70%. Tutti gli psicoterapeuti del sesso sono d’accordo nel pensare che la partecipazione diretta o passiva all’autoerotismo della propria partner è uno degli stimoli più piacevoli per l’uomo. Ma anche il farsi praticare la masturbazione rientra tra i piaceri… più piacevoli e richiesti, almeno a giudicare dalla risposte ai sondaggi. Il 61% dei maschi si masturba e solo il 13% di essi considera normale tale pratica; Il 40 per cento degli uomini ammette di masturbarsi una volta al giorno mentre il 55% di coloro che ammettono la pratica lo fa una volta alla settimana. Lo stesso sondaggio attribuisce alle donne un 22% di quotidianità mentre il piacere settimanale è preferito dal 48% delle donne “sincere”. Le pratiche variano ovviamente molto da soggetto a soggetto ma sembra che la durata media della masturbazione degli adulti si aggiri intorno ai 12 minuti. Minutaggio che combinazione coincide con la durata media registrata dalla visione dei film porno negli hotel che offrono questo servizio. Se gli adolescenti “si toccano” in media almeno una volta al giorno, gli uomini sopra i 60 anni non abbandonano il piacere dell’autoerotismo: il 46% si masturba con una certa regolarità. La maggior parte delle donne che pratica la masturbazione, precisamente il 53%, lo fa con ilvibratore, strumento usato anche dal 17% degli uomini; La masturbazione è utile ad entrambi i sessi: per le donne può evitare problemi cervicali, mentre per gli uomini si riducono le malattie alla prostata; il mito che la masturbazione facesse male alla salute, nasce da un trattato scritto nel 1712 che vedeva la masturbazione come una malattia (perdita della vista, acne e crescita dei peli sulle mani). Secondo una ricerca australiana invece la masturbazione è un modo per prevenire il cancro alla prostata. Da studi fatti è emerso che gli uomini che eiaculano più di 5 volte alla settimana hanno 1/3 in meno il rischio di avere un tumore alla prostata. Se effettuato tra i 20 e i 50 anni, per cinque volte alla settimana, l’autoerotismo sarebbe il più potente mezzo di prevenzione di quel tipo di tumore. I sexy-shop e i siti web specializzati sono pieni di sexy-toys per uomini. Si va dai cilindri a svuotamento d’aria che creano pressione e depressione all’interno dei tubi simulando la masturbazione manuale a vere e proprie vagine artificiali (le cosiddette fleshlight) di cui ogni anno vengono venduti alcune milioni di esemplari. Ci sono poi le bambole gonfiabili (nate durante la Seconda guerra mondiale per sollazzare i sommergibilisti tedeschi) che hanno raggiunto altissimi livelli di morbidezza e somiglianza al vero proprio in ogni parte del corpo. Più di 2,5 milioni di vagine finte sono state vendute in tutto il mondo; Il 41% degli uomini dichiara di essere stato scoperto durante la masturbazione da altre persone, una o più volte nel corso della sua vita;  Le donne (4 su 10) hanno dichiarato di preferire la masturbazione al sesso; Secondo i Sumeri, il fiume Tigri è nato dopo all’eiaculazione del Dio Enki avvenuta proprio mediante masturbazione; In questo momento quasi 800 mila persone si stanno masturbando nella sola America; Il 30% dei suicidi maschili, età compresa tra i 12 e i 20 anni, sono stati attribuiti ad asfissiaautoerotica. [...]

COME ECCITARE UN UOMO

Molti pensano che per l’uomo raggiungere l’orgasmo sia molto più facile di quanto non lo sia per la donna. In generale è vero che le donne hanno bisogno di maggiore stimolazione per ottenere il piacere, ma in realtà anche gli uomini ne hanno bisogno e anche per loro l’orgasmo non è poi un evento così ‘automatico’ e scontato!Un recente sondaggio, infatti, ha messo in evidenza che al 29% degli uomini capita di eiaculare senza provare piacere, e al 18% degli uomini è capitato di simulare un orgasmo. A quanto pare, è un’esperienza più complicata di quanto sembri!Come stimolare al massimo l’orgasmo maschile e far sussultare di piacere il partner?Recenti studi dimostrano che usare preliminari lenti, stuzzicanti e protratti, il cervello dell’uomo rilascia tre ormoni (tesosterone, dopamina e ossitocina) che, agendo insieme, lo portano ad alti livelli di eccitazione e ad un finale a lunga durata. Ecco alcuni suggerimenti per potenziare l’orgasmo maschile.Comincia dalla vistaL’obiettivo è carburare lentamente per farlo salire all’apice del piacere, per questo è bene iniziare a solleticare i suoi sensi e i suoi pensieri perché l’orgasmo prima che dal corpo parte dal cervello. La stimolazione visiva è la prima strategia davvero potente. A volte bastaun piccolo gesto – un movimento delle gambe, una scollatura, un sorriso, un atteggiamento sexy – per dare inizio ad un incontro sessuale eccitante e piacevole. Meglio ancora se si prende l’uomo alla sprovvista, stuzzicandolo magari mentre è impegnato in qualche attività quotidiana. Nella sua mente già scatterà qualcosa e comincerà ad avvertire una certa eccitazione.Vai con le fantasie piccantiL’obiettivo, anche questa volta, è carburare lentamente per farlo salire all’apice del piacere, per questo la donna può solleticare i suoi pensieri  e la sua fantasia erotica. Per scaldarlo a fuoco lento è utile dare spazio alla sua immaginazione: fare un’allusione, mostragli qualche centimetro di coscia prima di andarsi a nascondere dietro una porta. Una dolce tortura fa salire il flusso ormonale dando il via all’orgasmo prolungato. A livello chimico, la stimolazione visiva e mentale, incrementa il rilascio di testosterone, che amplifica la sua libido e fa crescere la dopamina che regola l’eccitazione sessuale.Preliminari lenti e eccitantiA questo punto, la donna può prendere in mano la situazione iniziando da  baci e carezze, per arrivare lentamente alla masturbazione manuale e al sesso orale molto graditi dagli uomini. Alternando entrambe le cose, il partner arriverà ad un tale livello di eccitazione che pregherà la donna di penetrarla.Un suggerimento: non bisognerebbe toccare l’uomo ovunque e, soprattutto, non dove lui vorrebbe! E non andare subito alla stimolazione del suo pene.È essenziale che lei si avvicini il più possibile ai suoi genitali, senza arrivarci;questo crea anticipazione erotica: lui con la mente vive già ciò che ancora non ha e va su di giri. Se la partner sarà brava a tenerlo in sospeso, quando si arriverà alla penetrazione i livelli di dopamina lo porteranno all’estasi.Potenziare l’orgasmo, potenziare l’orgasmoIl metodo toccata e fugaMa ancora non è giunto il momento e, in questa fase, è importante ritardare ancora un po’ la penetrazione continuando a toccare il partner con i polpastrelli, le labbra, il seno.   Ogni volta che l’uomo si sente sfiorato, il suo corpo rilascia l’ossitocina, l’ormone dell’amore. Questa sostanza è rilasciata nel cervello in grandi dosi durante il sesso e più viene stimolato con il contatto pelle a pelle più ne fa il pieno.  Se a questo si aggiunge  il picco di testosterone e dopamina, il mix è vincente per intensificare e dilatare il suo orgasmo.A questo punto, lui sarà così eccitato che potrebbe esplodere. Ma non è ancora il momento: il segreto è portarlo ripetutamente al limite e poi rallentare. Più si sollecita l’uomo uomo con alternanza di stimoli e pause, più il suo organismo sarà “stressato” (in senso buono) e più intensa sarà la sua eccitazione. L’operazione deve essere ripetuta almeno due o tre volte, portando il partner fin quasi al punto di non ritorno e tornando indietro. Quando il suo respiro si farà più rapido o i suoi muscoli diventeranno  più tesi, il suo corpo sarà travolto da continue ondate di piacere: allora è segno che non può più trattenersi.Cambiare posizioni sessualiPer riuscire ad ottenere il massimo piacere durante il rapporto sessuale vero e proprio, è importante cambia le posizioni. [...]

Cosa evitare per rimanere incinta

Quando state cercando un bambino ci sono alcuni errori che vanno evitati per poter aumentare le probabilità di rimanere incinta.Vediamo quali sono:1) Non fare abbastanza sessoQuesto tutto sommato è l’errore più divertente da risolvere. Alcune pensano che poche volte aiutino a preservare le scorte di sperma del partner, ma quando l’astinenza è troppo prolungata non va bene. Mai far passare più di 5 giorni di astinenza anche nei giorni non fertili. Nei giorni fertili invece potete avere rapporti a giorni alterni.Non fate l’errore di avere rapporti solo quando pensate di ovulare in base ai calcoli. Molte donne che si basano solo sui calcoli pensano di essere in ovulazione quando invece non lo sono e concentrano i rapporti nei giorni sbagliati.Monitorate attentamente i sintomi dell’ovulazione osservando il muco cervicale o misurando la temperatura basale. Oppure se non riuscite a osservare i sintomi usate i test ovulazione.2) Fare troppo sessoAlcune coppie pensano che più fanno sesso più facilmente riusciranno ad acciuffare la cicogna. Sbagliato! Non sempre la quantità vince su tutto. Anche se fare sesso spesso non dovesse diminuire la riserva di sperma di un uomo, il troppo sesso rischia di far diventare i rapporti una sorta di dovere meccanico che porta a stanchezza o disinteresse magari proprio in prossimità dei giorni migliori.3) Usare sempre la stessa posizioneNon usate sempre la stessa posizione quando fate l’amore credendo che in qualche modo sia la più “produttiva”. Se qualcuno vi ha suggerito che la posizione del missionario sia la migliore o che dovete rimanere a gambe alzate per mezz’ora dopo il rapporto….non è propriamente vero.Qualsiasi posizione usiate il risultato è lo stesso. Quando un uomo eiacula, lo sperma intraprende subito il viaggio verso le tube imbrigliato nelle maglie del muco cervicale Questo accade in pochi secondi, indipendentemente dalla posizione scelta durante il rapporto. Quindi invece di fissarvi con la solita posizione… divertitevi e siate creativi.4) Pensare che sia la donna il problemaQuando una coppia incontra delle difficoltà nell’ottenimento della gravidanza, molte persone (coppie comprese) pensano  automaticamente che nella donna ci sia qualcosa che non va. Che abbia cioè un problema di fertilità. Gli uomini sono meno propensi a pensare che il problema sia loro. Le coppie devono essere consapevoli che il problema di fertilità nel 40% dei casi può essere femminile nel 40% dei casi maschile e nel 20% dei casi rimanenti di entrambi o inspiegabile. La cosa migliore da fare quando una gravidanza non arriva dopo un anno di tentativi mirati (o dopo sei mesi se la donna ha un’età superiore ai 36 anni) è di fare entrambi dei controlli di approfondimento.5) Calcolare nel momento sbagliato l’ovulazioneSapere esattamente quandosi ovula può essere complicato o richiedere parecchia attenzione ed esperienza.Molte donne credono erroneamente di ovulare dopo 14 giorni dall’inizio delle mestruazioni. Ma non è così, la durata del ciclo mestruale può variare e l’ovulazione non sempre si verifica allo stesso momento ogni mese.Ci si può aiutare osservando il muco cervicale. Molte donne notano senza particolare difficoltà l’evoluzione del muco nei giorni fertili.Per chi invece non è in grado di farlo, i test ovulazione possono rivelarsi molto utili (a meno che non si soffra di sindrome dell’ovaio micropolicistico).6) Fare sesso solo nel giorno dell’ovulazioneSe utilizzate i test ovulazione, o se monitorate il muco cervicale o usate il metodo del calendario per cercare di individuare l’ovulazione, potreste essere portate a pensare di poter avere il rapporto solo nel giorno dell’ovulazione.Ed è sbagliato perchè potrebbe essere troppo tardi. Quello che leggete nei test ovulazione è il risultato di qualcosa avvenuto ore prima nel vostro corpo e che impiega alcune ore per essere visibile a livello delle urine. L’ovulo può essere fecondato entro 12-24 ore dopo essere stato emesso dal follicolo. Gli spermatozoi invece possono vivere per tre a cinque giorni, a fare sesso nei pochi giorni che precedono l’ovulazione aumenterà le probabilità di rimanere incinta.7) Usare lubrificantiNon usate i lubrificanti se cercate una gravidanza. I lubrificanti commerciali influenzano negativamente la motilità degli spermatozoi, rendendo più difficile ali spermatozoi di raggiungere l’ovulo. Esistono (chiedete in farmacia) lubrificanti che non influenzano negativamente lo sperma. Oppure potete usare lubrificanti più naturali:  olio di oliva, olio vegetale, olio per bambini, ma anche gli albumi sono sicuri ed efficaci.8) Correre subito da uno specialistaQuando si decide di avere un bambino sarebbe opportuno fare un controllo ginecologico.Se però dopo due o tre mesi di tentativi la cicogna non è ancora arrivata, non dovete correre immediatamente da un medico esperto in problemi di fertilità. Anche in condizioni ideali, coppie perfettamente fertili possono aver bisogno di alcuni mesi di tentativi per raggiungere una gravidanza. Se hai meno di 36 anni, cicli mestruali regolari e non presenti problemi di salute che potrebbero influenzare la fertilità, in genere i medici consigliano di attendere un anno di tentativi mirati prima di fare approfondimenti particolari.9) Aspettare troppo per andare da uno specialistaCi sono alcune situazioni in cui è ben non attendere troppo per andare da uno specialista.Se la donna ha più di 36 anni, la coppia dovrebbe iniziare  fare accertamenti dopo sei mesi di tentativi senza successo. Se siete giovani ma avete cicli mestruali irregolari o una storia di infezioni sessualmente trasmesse alle spalle, o una precedente gravidanza ectopica, o una malattia infiammatoria pelvica, o altri problemi di salute che possono influenzare la fertilità o la gravidanza, è bene cercare subito uno specialista.10) Trascurare la vostra salute in generaleSpesso, quando le coppie stanno cercando di concepire, si concentrano così intensamente sulla loro salute riproduttiva, trascurando la loro salute complessiva. E’ invece molto importante prestare attenzione alla propria salute, perché questioni come il peso, il fumo, lo stress, e farmaci possono influenzare anche molto la fertilità. Prima di provare a concepire, sarebbe opportuno che la coppia facesse un controllo medico per parlare di eventuali problematiche che possono influenzare la fertilità. [...]

CONSIGLI SUL SESSO ANALE

Il sesso anale è una di quelle cose che o si ama o si odia. Non c’è via di mezzo. La maggior parte delle donne ad un certo punto della propria vita lo prova, ma sono solo in poche quelle che ripetono l’esperienza. La ragione è chiara: il dolore. Se non ci fosse dolore, ci sarebbe probabilmente piacere. E da qui, o amore o odio. Tuttavia, anche in questo campo è la pratica che rende perfetti. Solo provando e riprovando riuscirete ad imparare tutte le tecniche e i segreti che renderanno il sesso anale un’esperienza piacevole per la vostra partner. E’ fondamentale inizialmente capire cosa alle donne piace e cosa non piace del sesso anale.Il potere del sesso analeSia per gli uomini che per le donne il sesso anale può costituire un ottimo diversivo rispetto al sesso convenzionale. Le sensazioni che dona sono particolari, inconsuete e diverse. Inoltre, i tabù ancora associati a questa pratica sessuale non fanno altro che creare, in verità, una certa attrazione da parte sia dei più audaci che dei più timidi. Tuttavia, una volta provato, il sesso anale perde velocemente tutto il suo fascino per la maggior parte delle donne (e anche per qualche uomo). Ma quali sono le ragioni per cui le donne amano oppure odiano il sesso anale? Perché le piace il sesso anale? Partiamo dalle cose positive.Il sesso anale le piace perché la eccitaLe donne amano il sesso anale perché può far provare loro sensazioni magnifiche e mai provate prima. Il sesso anale permette alla donna di sentire una penetrazione molto profonda e di provare un insieme di sensazioni che coinvolgono, in una sorta di particolare mescolanza, sia il clitoride che la vagina. Qualora anche queste parti vengano correttamente stimolate, la donna verrà trasportata in un’altra dimensione e il suo piacere non avrà limiti. Ricordate che gli orgasmi anali sono una realtà.La trasgressione del sesso analeMolte persone amano la trasgressione. Il sesso anale è una di quelle trasgressioni che si possono fare privatamente e nessuno ne saprà mai niente, se non voi e la vostra partner. La cosa, ovviamente, è parte fondamentale del divertimento. Spesso per una donna il sesso anale è una di quelle attività del tipo “c’è una prima volta per tutto”. Può avere un sacco di fascino il fatto di fare qualcosa che non si è mai fatto prima nella vita. Perché lei odia il sesso anale? Parliamo delle cose negative.Perché il sesso anale fa maleIl sesso anale non è così facile da mettere in pratica se non lo si è mai fatto prima. Per un uomo può sembrare semplice – dentro e fuori – ma per la donna non è così. Il sesso anale, se fatto male, può causare sudorazione fredda, brividi e un’estrema agonia. Molto spesso tuttavia le donne decidono di sopportare il dolore perché desiderano che l’esperienza possa essere piacevole per voi. Una volta conclusa un’esperienza dolorosa, tuttavia, la vostra partner potrebbe rifiutare ogni altro tentativo. Quindi, per ridurre al minimo la possibilità di un rifiuto categorico nel futuro, cercate di non farle male sin dalla prima volta. Fate del vostro meglio ogni volta e probabilmente potrete riprovarci di nuovo. Fatele male e sarete interdetti dal suo ano a vita.Perché è preoccupata per le conseguenze esteticheIl sesso anale è, ovviamente, il modo ideale per fare disastri. Per una donna, l’idea che possiate entrare dentro di lei ed uscire in una situazione non “idonea”, è estremamente imbarazzante.Per questo motivo la vostra partner potrebbe essere assolutamente contraria al sesso anale, anche senza averlo mai provato. Le donne passano così tanto tempo per farsi belle per noi, che il solo pensiero di fare qualcosa che potrebbe compromettere fatalmente tutto quel duro lavoro, potrebbe essere inconcepibile. Per alleviare le sue preoccupazioni potrebbe essere utile consigliarle di praticare un lavaggio anale (in commercio esistono vari tipi di strumenti per effettuare una doccia anale) o assicurarsi che sia andata in bagno almeno un’ora prima del rapporto.Lubrificazione d'obbligo!Il canale rettale non produce un lubrificante proprio, quindi è fondamentale utilizzare sempre un lubrificante di buona qualità in tutte le vostre avventure anali. Si consiglia di usare lubrificanti a base di silicone, perché tendono a durare a lungo e a non seccarsi. Non utilizzate prodotti come la vaselina: intasano le pareti del retto e sono troppo appiccicosi.Giocate con leiE’ molto importante che la vostra partner sia molto eccitata. Solo a quel punto il suo corpo sarà pronto ad accogliervi. Massaggiate il suo corpo con l’olio, fatela rilassare, amatela, adoratela e accarezzatela.Tutto questo, ovviamente, dovrà avvenire senza che il suo ano venga minimamente sfiorato. L’attesa è una delle tecniche sessuali più efficaci che abbiamo a disposizione: usatela a vostro vantaggio. Il livello di eccitazione dovrebbe essere tale per cui sarà lei stessa ad un certo punto a pregarvi di farlo: è quello il momento adatto. A quel punto, quando le sfiorerete l’ano, invece di una smorfia di tensione, vi risponderà con gemiti e lamenti.Preservativi e igiene Le malattie si trasmettono attraverso tutti i tipi di rapporto sessuale, compreso quello anale. Inoltre, le pareti del retto sono molto sottili e permeabili quindi il rischio di contrarre una malattia sessuale è addirittura maggiore. Ma l’utilizzo di un preservativo potrebbe essere una buona idea anche per altri motivi.La vostra partner potrebbe non desiderare che eiaculiate all’interno del suo retto. E la cosa, francamente, è comprensibile: le cose per lei potrebbero diventare un po’ fastidiose una volta finito il sesso. Utilizzate un preservativo ed eviterete il problema. Inoltre, i preservativi vi aiuteranno anche a proteggere il pene dalla materia fecale che può essere presente in piccole quantità nel retto. Qualora succedesse non sarà un problema: basterà sciacquarla via. Infine, indossare il preservativo vi renderà meno sensibili e quindi vi permetterà di durare un po’ più a lungo.Cosa non fare MAI Non fatelo mai senza che la vostra partner abbia dato il suo espresso consenso. Una donna non è un oggetto da usare a piacimento: se la vostra partner è così gentile da voler condividere con voi il suo bellissimo di dietro, vedete di trattarlo con rispetto e siate solo grati. A meno che non vi sia espressamente richiesto, non eiaculate dentro di lei. Non siate troppo irruenti e non spingete troppo forte, sempre che non sia espressamente richiesto.Cosa fare SEMPREUtilizzate sempre il lubrificante. Indossate sempre il preservativo se vi viene richiesto, senza fare i bambini. Fate come vi viene richiesto, in qualsiasi momento: il sesso anale è una situazione delicata e lei avrà bisogno di potersi di fidarsi di voi.Sesso anale e stereotipi di genere Quando una coppia eterosessuale pensa al sesso anale, in genere pensa al sesso anale “uomo su donna”. Tuttavia, per meglio comprendere cosa sia il sesso anale e riuscire a migliorare le vostre prestazioni, sarebbe bene se vi apriste alla possibilità che sia lei a potervelo praticare.Spaventati? Non siatelo.Il sesso anale richiede una sacco di pratica per diventare perfetto e sperimentarlo a vicenda è anche un modo perfetto per rendere più profonda la vostra connessione sessuale e amorosa. Non si deve per forza usare un sex toy: potete usare dita, lingua, oli, lubrificanti o qualsiasi altra cosa. Sperimentate e lasciate che il vostro corpo venga amato. Vedrete come ripagherà.Il sesso anale non viene vissuto bene da tutti: fatelo bene e lo farete di nuovo. Fatelo male e potreste essere banditi per sempre dal di dietro della vostra lei. Beh, probabilmente non per sempre, ma almeno fino a quando non si dimenticherà quanto male le avete fatto la volta precedente. Il miglior consiglio che possiamo darvi è quello di assicurarvi che lei sia molto eccitata prima di iniziare. A quel punto sarà molto difficile perdere la sfida. [...]

COME DURARE DI PIU A LETTO

Come durare di più a letto per far godere una donna? Esistono tecniche ed esercizi che ti permettono di combattere l’eiaculazione precoce ed avere una soddisfacente vita sessuale?Oggi invece che di parlare di rimedi miracolosi per durare di più a letto cerchiamo di capire cosa non fare, i falsi miti da sfatare e per quale motivo non servono per durare di più.Durare di più i miti da sfatarePensare a cose brutte o comunque pensare ad altro: questo è il primo consiglio che a detta di amici dovrebbe funzionare. Non pensare al sesso, a quello che stai facendo e alla bella ragazza che hai nuda sotto di te. Pensa alle tasse, all’esame da fare, ai casini che hai al lavoro e per magia durerai di più Per quale motivo dovrebbe funzionare? Anzi nella maggior parte dei casi peggiori la situazione perché non controlli il tuo corpo, non leggi i segnali che ti manda e non ti rendi conto che stai raggiungendo il punto di non ritorno.Creme ritardanti: nel breve periodo funzionano perché hanno una sostanza che si fa sentire meno le sensazioni e quindi duri un po’ di più. Il problema è che questa sostanza la spalmi anche su di lei e quindi anche lei avrà il problema che raggiungerà l’orgasmo con più difficoltà e quindi alla fine hai peggiorato la situazione.Pillole e medicine miracolose: in linea di massima servono poco o niente e spesso fanno anche male. Stai attento a chi promette miracoli.Masturbarsi prima del rapporto: altro mito che non muore mai ma che tutti ripetono ma che nessuno ha mai provato. Ricorda che dopo la prima eiaculazione passa un po’ di tempo prima che puoi avere un altro rapporto e questo tempo varia da uomo a uomo e si allunga con l’età. Inoltre non riuscirai con i rapporti successivi ad avere un pieno appagamento sessuale. [...]

l'ORGASMO MULTIPLO NELL'UOMO

Anche se non tutti sanno, l’uomo può essere multiorgasmico come la donna, però per riuscirci deve impegnarsi ed allenarsi per un certo periodo.Il modo per ottenerlo è fare ripetutamente una serie di esericizi che lo aiutano a controllare l’eiaculazione, e permettergli in questo modo di sentire diversi orgasmi prima della completa e finale eiaculazione. Questo perchè la scienza afferma che orgasmo ed eiaculazione non sono la stessa cosa, anche se viene da pensare che siano lo stesso atto, e ci sono situazioni che attestano questa conoscenza, come i “sogni bagnati” degli adolescenti, che eiaculano senza orgasmo, oppure casi di orgasmo senza eiaculazione. E’ su questi ultimi che ci concentreremo.Il trucco per il multiorgasmo maschile si basa sul potere che gli uomini hanno sui propri muscoli pubococcigei e di quale uso ne fanno nell’atto sessuale. Gli esericizi di Kegel (più conosciuti dalle donne che dall’uomo) sono quelli che si incaricano di rinforzare la zona pelvica in modo tale da rendere l’uomo capace di controllare la sua eiaculazione e non evacuare il suo sperma nel momento del primo orgasmo.Per esercitare questi muscoli con gli esercizi di Kegel, tutto quello che deve fare l’uomo è contrarre volontariamente il bacino (come quando uno sforza in bagno, seduto sul water) 25 volte ogni volta, con due o tre ripetizioni al giorno, e aumentare le ripetizioni man mano. Come nella migliore tradizione ginnica, i muscoli si vanno fortificando e passano ad essere totalmente dominati dal cervello dell’uomo, che decide quando lasciar passare i fluidi.Un modo per sapere se i muscoli sono pronti per “darci” ilmultiorgasmo è controllarlo mentre ci si masturba, limitando l’impulso sessuale di pari paso. Bisogna masturbarsi fino al punto di orgasmo, goderselo, rilassarsi un poco, e poi proseguire. Il segreto sta nell’impossibilità di eiaculare ai primi orgasmi, e per questo oltre alla mente è doveroso controllare anche il corpo.Una volta fatta sua la tecnica, l’uomo può dimostrarlo anche alla sua compagna, rendendo entrambi più che felici e appassionati nell’atto sessuale, che sarà di fatto più lungo e intenso per entrambi. [...]

SQUIRTING CONSIGLI SU COME FARLA EIACULARE

Il termine squirting si riferisce alla espulsione dagli organi genitali della donna di un liquido durante l’orgasmo, paragonabile all’eiaculazione maschile. L’esistenza dello squirting è stata riconosciuta da molti, ed è stato accertato che in alcune donne vi sono manifestazioni eiaculatorie che si qualificano come straordinarie rispetto ai normali fenomeni di lubrificazione connessi all’eccitazione sessuale. L’eiaculato femminile è espulso dall’uretra, lo stesso posto da dove proviene l’urina. E anche se studi hanno dimostrato che il liquido chiaro espulso non è assolutamente urina (il succo è rilasciato dalle ghiandole di Skene, o spugna uretrale, o prostata femminile). L’eiaculazione femminile è un fenomeno che pare interessare una piccola percentuale della popolazione femminile, secondo alcuni nell’ordine del 10-30%.Ecco alcuni consigli e tecniche che permettono di trovare il punto G durante i preliminari e far squirtare la tua partner.1) Per prima cosa lubrificare: Questa non è una cosa opzionale, per lo meno le prime volte che si prova questa tecnica. Per aumentare il godimento ed arrivare all’eiaculazione femminile usa un lubrificante a base d’acqua. Eviterai anche di lesionare le pareti vaginali.2) Fai attenzione alle tue mani ed, eventualmente, preparale prima: Anche se la vagina non è un organo troppo delicato e può essere anche molto “strapazzata”, devi prenderti cura delle tue mani. Tagliati le unghie, evita la presenza di tagli o abrasioni e tienile pulite.3) Trova il punto G all’interno della vagina: Il punto G  è reperibile al di sotto dell’uretra  a circa 3-5 cm all’interno della vagina. Con la donna sdraiata a “pancia in su”, inserendo un dito dentro la vagina, lo troverai sulla parete anteriore. Più la donna si eccita e più è facile sentire il punto G perché si gonfia risulterà cribroso e un po spugnoso.Tecnica “Light”: con la donna a “pancia in su” inserisci il dito indice (o il medio) nella vagina e giralo verso su in modo da toccare le pareti frontali con le dita. A questo puntomassaggia con fermezza muovendo avanti e indietro. Inizia con un  accarezzamento lento e cadenzato per poi aumentare in intensità e fermezza. Una volta che vedrai la donna essere più coinvolta, prova con 2 dita continuando con gli stessi movimenti (usa l’indice ed il medio): passa alla tecnica “Strong”.Tecnica “Strong”: Questa modalità è da usare con cautela e dopo un po di pratica con la prima tecnica “light”. In questo caso usa subito indice e medio per penetrare la vagina. Cerca di appoggiare il palmo della mano sul clitoride per fare in modo di accarezzarlo mentre muoverai le dita dentro la vagina sul punto G.Dopo aver stimolato il punto G per 5-10 minuti con la tecnica “light”, dovresti iniziare ad osservare dei cambiamenti molto interessanti nella tua donna. Il punto G sarà sempre più gonfio e turgido e lei dovrebbe iniziare a gemere per il piacere. Questi sono segnali che lei si sta preparando allo squirting. La tecnica “strong” finirà il lavoro iniziato mentre tu continuerai con un movimento sempre più veloce e vigoroso. Dovresti anche sentire il muro vaginale modificarsi intorno alle tue dita: potrà sia stringersi che allargarsi. Continua sempre più duramente e velocemente fino a che lei non avrà eiaculato tutti i suoi liquidi interni all’esterno.Alcuni ultimi consigli da ricordare prima di dedicarti allo squirting. Non tutte le donne arrivano all’eiaculazione femminile, non subito in ogni caso. Non tutte le volte verranno emesse quelle caratteristiche perdite vaginali. Se non squirterà, comunque le farai provare una sensazione molto intensa.Ricorda anche che per la donna, le prime volte che proverai questa tecnica, è normale sentirsi strana quando sta per squirtare perché le sembrerà di essere in procinto di urinare. Se prova a trattenerla, non eiaculerà: deve lasciarsi andare senza inibizioni. Anche se puoi manipolare la vagina della tua femmina come vuoi, ci sono possibilità che lei non raggiunga l’apice della soddisfazione sessuale se non si lascerà andare completamente. La sensazione dello squirting potrebbe anche disturbarla, cerca di assicurati che lo voglia davvero. [...]

AUMENTARE LA QUANTITA' DI SPERMA DELL'EIACULAZIONE

Quella che emerge dal titolo di questo articolo potrà sembrare una richiesta bizzarra, ma in realtà avere eiaculazioni abbondanti ed esplosive è una priorità per l’uomo, e rappresenta un desiderio diffuso quasi quanto quello di avere un pene molto sviluppato. Ecco un aiuto preciso e mirato ad ottenere degli orgasmi davvero abbondanti di sperma.Per iniziare vorremmo ricordarvi che l’eiaculato, ovvero il liquido che viene emesso dal pene durante l’orgasmo, è composto dagli spermatozoi e dal liquido seminale, nel quale gli spermatozoi trovano un ambiente favorevole per sopravvivere all’interno della donna. Un uomo adulto, ad ogni eiaculazione, emette circa dai 1,5 ml ai 6 ml di sperma. Seguendo i consigli che di seguito riportiamo si può arrivare sino a 8 ml. Anche la densità del liquido spermatico è un elemento importante e dipende da più fattori. Nella maggior parte dei casi ha una densità discreta, ma il suo aspetto può variare da una cremosità vistosa ad uno stato quasi completamente liquido, ma mai trasparente. Quindi per avere un’eiaculazione abbondante, densa ed esplosiva bisognerà trovare delle strategie per aumentare la quantità e la qualità del liquido seminale. Ecco quindi i nostri trucchi:1) Assumere acqua: lo sperma è costituito per la maggior parte da acqua e bere molti liquidi comporta l’aumento delle scorte del prezioso liquido nelle vescichette. Si consigliano almeno 2 litri di acqua al giorno.2) Astenersi dai rapporti: la produzione di sperma necessita dai 4 ai 10 giorni per raggiungere il suo massimo. Nelle vescichette seminali lo sperma aumenta di volume sino a 10 giorni dopo l’ultimo rapporto, poi si mantiene stabile e diminuisce di qualità al fine della riproduzione.3) Assumere Arginina: L’arginina è un amminoacido che si può acquistare in tutti i negozi che vendono integratori alimentari. E’ anche presente in molti preparati che si trovano in farmacia e non è molto costoso. Assumere arginina è uno dei segreti più efficaci per incrementare il volume dello sperma.4) Assumere Lecitina di Soja: in tantissimi blog anglosassoni viene riportato che l’assunzione della lecitina di soia incrementa di molto la produzione sia di liquido seminale che di liquido pre-seminale. Si trovano molti studi su animali che indicano che la lecitina di soia aumenta sia la quantità che la qualità dello sperma.5) Aumentare i livelli di testosterone: l’unico modo “sano” per incrementare i livelli del testosterone nel nostro corpo è quello di allenarsi in palestra, avere una dieta proteica, esporsi alla luce solare, mantenere basso il grasso corporeo, non fumare e non bere alcolici. Ah, ancora una cosa…fruire di materiale pornografico sembra che aumenti i livelli di testosterone!6) Assumere Zinco: L’assunzione di zinco infatti stimola la produzione di testosterone, il quale stimola l’accumulo dello sperma nelle vescichette seminali e la produzione prostatica. I cibi più ricchi di zinco sono le nocciole, le noci, il tuorlo d’uovo, i semi di sesamo, la carne, il cacao, i semi di zucca e i funghi. Per introdurre almeno 11 mg al giorno di zinco, puoi utilizzare anche integratori alimentari che lo contengono. [...]

IPOPOSIA QUANDO LO SPERMA E' POCO

Dopo aver parlato degli esercizi di Kegel che, tra i vari effetti, potenziano la forza dell’eiaculazione, e dopo aver descritto i metodi per aumentare il volume dell’eiaculato in condizioni fisiologiche, oggi invece parliamo di quando lo sperma è diminuito a causa di una patologia e di come alcune terapie possono risolvere il problema riportando la quantità di eiaculato a livelli ottimali. La situazione tipica in ambulatorio è il paziente che giunge da me lamentandosi di come il suo sperma sia poco e/o “strano”. Il soggetto, di solito non giovanissimo, riferisce di aver notato ipoposia, cioè la riduzione del volume dello sperma, e l’agglutinazione , cioè uno sperma non liquido , ma finemente granuloso (sperma “a grumi”) o con presenza di fiocchi. Ciò può indicare la presenza di prostatite. Il mio obbiettivo a questo punto diventa curare la prostatite e ciò determinerà fisiologicamente un aumento della quantità dello sperma e della sua qualità. Ma cominciamo come al solito dal principio con la domanda più importante:CHE COS’E’ LO SPERMA?Lo sperma è un liquido organico di consistenza liquido-albuminosa, generalmente di colore bianco oppure bianco-perlato, con aspetto opalescente o lattescente, che contiene gli spermatozoi prodotti nei testicoli , ed altre sostanze di natura organica prodotte dalla prostata ,  dalle vescichette seminali  , dalle ghiandole periuretrali. Interventi chirurgici come la vasectomia permettono all’uomo di avere rapporti eiaculando solamente liquido spermatico privo di spermatozoi, annullando così la possibilità di concepire un figlio.Quantità normale di sperma e di spermatozoiUn uomo adulto, ad ogni eiaculazione, emette circa dai 1,5 ml ai 6 ml di sperma (circa un cucchiaino), quantità che dipende dall’intervallo di tempo che passa tra un’eiaculazione all’altra, dalla produzione di testosterone e da fattori individuali non del tutto studiati. In genere, più è lungo l’intervallo, più sperma viene prodotto, con una quantità massima cumulabile, generalmente dopo una settimana di astinenza. Variabile è anche il numero di spermatozoi per millilitro di eiaculato, legato soprattutto allo stato di salute del soggetto, tale numero varia da 20 a 200 milioni per millilitro Anche la densità del liquido spermatico dipende da più fattori. Nella maggior parte dei casi ha una densità discreta, ma il suo aspetto può variare da una cremosità vistosa ad uno stato quasi completamente liquido, ma mai trasparente. Laviscosità del liquido seminale cambia rapidamente dopo l’emissione; inizialmente molto denso e cremoso, tende a fluidificarsi in tempi variabili da pochi minuti a mezz’ora. Il caratteristico intenso odore è dovuto all’ossidazione della spermina nella sua base volatile.Protezione e nutrimento nel lungo viaggio fino all’ovulo da fecondareIl seme degli esseri umani contiene una complessa gamma di costituenti organici ed inorganici e rappresenta per gli spermatozoi sia una protezione che un nutrimento, durante il loro viaggio attraverso il tratto riproduttivo femminile. L’ambiente vaginale è infatti ostile per le cellule dello sperma, poiché è un ambiente molto acido (per via della microflora ivi esistente che produce acido lattico), viscoso e ricco di cellule immunitarie. I tanti componenti presenti nel seme, favorevoli agli spermatozoi, cercano di compensare con questo ambiente ostile affinché gli stessi possano sopravvivere per il tempo necessario al raggiungimento dell’ovulo da fecondare.CAUSE DI RIDUZIONE DEL VOLUME SPERMATICOIl ridotto volume del liquido seminale  può essere dovuto principalmente ad infiammazione, in genere delle vescicole seminali o della prostata (prostatite), o ad una carenza di testosterone. Per decidere la terapia è necessario valutare la situazione vescicolare e prostatica (con una ecografia) ed il quadro ormonale. Elenchiamo comunque le maggiori possibili cause di ipoposia. Prostatiti e ipertrofia prostatica: il processo infiammatorio altera la qualità del secreto prostatico e probabilmente induce inibizione sull’attività testicolare di produzione degli spermatozoi. La presenza della infiammazione , produce edema all’interno della ghiandola prostatica. L’aumento della pressione interna  (dato che la prostata è dotata di una capsula inestensibile), fa collabire i dotti eiaculatori , per cui per il passaggio dello sperma sarà necessaria una maggiore spinta. la presenza di questa pseudostruzione transitoria fa fuoriuscire meno sperma al momento della eiaculazione , sperma che sarà poi espulso piano piano con le urine. Il meccanismo della prostatite , può valere anche nella ipertrfoia prostatica , dove l’aumento volumetrico della ghiandola da incremento delle ghiandole e delle dimensioni di esse , porta a ipoposia (ridotta eliminazione di sperma). Malattie a trasmissione sessuale: i microrganismi possono interferire con la vitalità e la produzione degli spermatozoi, nonché con la qualità del secreto prostatico e vescicolare, la reazione immunitaria ad essi può indurre danni alla struttura degli spermatozoi ed alla funzione prostatico-vescicolare. Malattie sistemiche: febbre, infezioni, malattie renali, alterazioni metaboliche ed immunitarie possono alterare le due funzioni necessarie alla fertilità. Varicocele: l’alterazione indotta dei flussi vascolari peritesticolari e pelvici può alterare la capacità funzionale della prostata e dei testicoli. Criptorchidismo: la mancanta discesa nello scroto dei testicoli che induce la perdita della funzione produttiva degli spermatozoi Disfunzioni ormonali: i disordini della regolazione ipotalamico-ipofisario-testicolare altera gli equilibri necessari alla stimolazione ormonale degli organi produttori; tali disordini possono essere dovuti a fattori endogeni e talvolta all’azione di alcuni farmaci. Farmaci: oltre quelli interferenti con la regolazione ormonale, altri farmaci hanno azioni tossiche più o meno dirette, soprattutto nelle assunzioni a medio-lungo periodo. Eiaculazione retrograda: alcune disfunzioni motorie del collo vescicale o a seguito di interventi su di esso, l’eiaculazione può essere riversata nella vescica anziché avere la sua naturale espulsione all’esterno. Traumi testicolari e cancro testicolare: il danno indotto altera la funzione produttiva degli spermatozoi o la loro emissione verso il dotto deferente. Ostruzioni dei dotti deferenti ed eiaculatori: microtraumi, infezioni, infiammazioni, malformazioni, possono indurre l’occlusione dei dotti impedendo la migrazione degli spermatozoi verso l’uretra prostatica. Malattie geniche: alcune malattie a causa delle alterazioni metaboliche indotte portano a alterazioni testicolari o delle strutture coinvolte impedendo la produzione di spermatozoi e la loro emissione. Anticorpi prodotti nella via maschile o femminile possono paralizzare gli spermatozoi impedendo loro di nuotare verso la loro destinazione.TERAPIE PER RISOLVERE L’IPOPOSIAUna terapia deve essere completa e sopratutto andare a coprire  tutte le possibile cause. Abbiamo detto che la causa più frequente risiede nella prostatite. Nella prostatite avremo cause di ridotta escrezione e di ridotta produzione dello sperma. Si deve agire pertanto sui due fronti.Terapia per la prostatiteAntibiotico , possibilmente chinolonico, ad ottima penetrazione tessutale prostatica, edantinfiammatorio. A questi prodotti è possibile associare una varietà di integratori che hanno il compito di migliorare la quantità dello sperma (come tribulus terrestre e arginina). In caso di secrezione più vischiosa , ci sono indicazioni ad assumere anche dei fluidificanti ed effettuare terapia idropinica (almeno due litri di acqua oligominerale al giorno)Terapia per l’ipertrofia prostaticaDiverso sarà il quadro della ipoposia che si realizza nella ipertrofia prostatica. In questo caso , anche se non sono presenti sintomi irritativi ed ostruttivi , dovrà essere intrapresa una terapia volta alla riduzione del volume della ghiandola. Oltre ai farmaci che possono essere usati anche per la prostatite, si può usareserenoa repens associata allo zinco , per arrivare fino alla finasteride o dudasteride (anche se questi farmaci sono caratterizzati dal rischio diminuizione libo/deficit erettile).Nota bene: le indicazioni che leggete qui sono solo indicative, non giocate con la vostra salute cercando di curarvi da soli: rivolgetevi ad un bravo medico!TestosteroneSi ricorda che un’altra importante causa della ipoposia può essere il calo del testosterone, l’importante ormone maschile. Verificato il deficit di quest’ultimo il medico vi saprà indicare una buona terapia. Ovvio che prescrizione e somministrazione di tutti i farmaci e gli integratori fin qui descritti, dovranno avvenire sotto stretto controllo medico. [...]

COME FAR DAVVERO GODERE UNA DONNA

Come fare l’amore e far godere una donna è delle domande che si pongono molti uomini al fine di avere una vita sessuale piena di soddisfazioni per sé e per la partner.Il sesso è uno dei motori che tengono in vita una coppia ma, spesso e volentieri, è fonte di problemi e profonda frustrazione in camera da letto. Come mai far godere una donna è diventato così problematico? Le donne sono diventate troppo esigenti o è l’uomo che si è rammollito e non sa più come fare l’amore?Come fare l’amore e la sessualità femminile.Per raggiungere la piena soddisfazione sessuale e imparare i segreti su come fare l’amore e far godere una donna, è importante capire che la sessualità femminile è profondamente diversa da quella maschile. Solo approfondendo queste differenze potremo capire come funziona il corpo della donna e raggiungere una buona intesa sessuale a letto.Per l’uomo il sesso è un bisogno fisiologico che gli serve per scaricare le tensioni accumulate durante la giornata, per confermare la sua autostima e per sentirsi all’altezza della propria donna.Per le donne, invece, il sesso è un modo per entrare in piena sintonia con il partner, per sentirsi accettate ed attraenti e per eliminare le loro insicurezze.Il tempo giusto per far godere una donna.Un’altra differenza tra i due partner è il loro rapporto con il tempo. L’uomo vorrebbe portare a termine il rapporto in fretta e raggiungere l’orgasmo il prima possibile, considerato che per eccitarsi ha bisogno di poco tempo e riesce a sentirsi appagato e soddisfatto in poco tempo.La donna invece ha tempistiche differenti, raggiunge l’eccitazione lentamente, si deve sentire coinvolta pienamente nel rapporto e solo quando si sente a suo agio si abbandonerà ai piaceri del letto.Se non capisce a fondo queste differenze, a letto l’uomo avrà sempre problemi e non riuscirà a far godere una donna.Come fare l’amore e l’importanza dei preliminari.Considerate le differenze del fattore tempo, già capiamo l’importanza dei preliminari per fare l’amore. Quando siamo a letto con una ragazza non buttiamoci subito sulle sue zone erogene e non pensiamo alla penetrazione come unico mezzo per far godere una donna. Prendiamoci tutto il tempo necessario, procediamo lentamente, stimoliamo tutto il suo corpo, che è pieno di zone erogene, e portiamola al piacere con lentezza. Il segreto è di far salire la tensione sessuale gradualmente, leggere ed interpretare i segnali che ci manda la donna e variare gli stimoli a seconda delle sue risposte.Ricorda che un bravo amante pensa prima alla donna e alle sue esigenze e poi ai propri bisogni, anche perché una donna che si sente soddisfatta si concederà completamente e sarà disposta, in seguito, a soddisfare tutte le tue richieste.Conoscere le zone erogene per far godere una donna.Per far godere una donna bisogna anche conoscere il suo corpo, come funziona, come risponde agli stimoli e quali sono le sue zone erogene.Le zone erogene sono quei punti del corpo che quando vengono stimolate portano la donna al piacere e a raggiungere l’orgasmo. Ovviamente le donne sono complesse anche nella sessualità e hanno una miriade di zone erogene, alcune anche impensabili. In linea di massima suddividiamo il corpo femminile in: Zone erogene primarie, Zone erogene secondarie.Le zone erogene primarie (clitoride, vagina, Punto G) sono quelle legate agli organi sessuali e, se vengono opportunamente stimolate, portano la donna velocemente all’orgasmo.Le zone erogene secondarie (collo, viso, braccia, ginocchia, piedi) sono invece sparpagliate per tutto il corpo e possono aiutare a far salire l’eccitazione della donna.Il sesso orale per far godere una donna.Tramite il sesso orale, l’uomo è in grado di stimolare opportunamente gli organi genitali e far godere una donna con relativa facilità. In molte coppie viene preferito alla penetrazione perché è più immediato, si riescono a stimolare le zone erogene direttamente, in particolare il clitoride che è ricco di terminazioni nervose, e non ci sono problemi di ansia da prestazione e di eiaculazione precoce.Naturalmente anche il sesso orale necessita della tecnica giusta, altrimenti diventa fastidioso e noioso. Non è esclusivamente un fatto meccanico e fare sempre le stesse cose, ma è fondamentale capire i segnali che manda la donna, quali sono i punti che le piacciono di più e come vuole il sesso orale. Solo in questo modo capirai come far godere una donna.Come fare l’amore con le posizioni del Kamasutra.Per essere un amante perfetto è necessario conoscere varie posizioni del Kamasutra da utilizzare a seconda delle esigenze. Come fare l’amore bene è uno dei motivi per cui è stato scritto il Kamasutra e finalmente è arrivato il momento di parlare delle posizioni per fare l’amore.Una domanda sorge spontanea: è necessario conoscere le posizioni del Kamasutra per fare l’amore o sono soltanto una moda dei giorni nostri?Ricorda che i tempi sono cambiati, le donne sono diventate più esigenti e giustamente pretendono di raggiungere anche loro la soddisfazione sessuale. Inoltre come far godere una donna è diventato sempre più importante all’interno della coppia e se non è fatto bene rischi di mandare all’aria anche i rapporti più collaudati.Per questo è necessario conoscere le posizioni dell’amore per portare un po’ di fantasia in camera da letto, sapere che le donne sono diverse e che per far godere una donna la missionaria non è la posizione più adatta e che esistono posizioni per combattere l’eiaculazione precoce e durare di più. [...]

COME MASSAGGIARE ANALMENTE IL TUO LUI

Viviamo in un mondo difficile, dove spesso dobbiamo sacrificare il piacere alla salute. Hai presente quando si dice che tutti i cibi buoni fanno ingrassare? Conosci una verità più vera?Va da sé che quando piacere estremo e grandi benefici si combinano, l’occasione è così ghiotta che non ce la possiamo lasciar sfuggire. Anche se, a un primo sguardo, l’accoppiata è delle più improbabili.Stiamo parlando del massaggio della prostata che, oltre ad essere la fonte di esperienze erotiche travolgenti, è anche il segreto del benessere sessuale dell’uomo. E poiché, nonostante i benefici di questa pratica siano innegabili, gli uomini diventano subito reticenti quando c’è di mezzo la prostata, abbiamo preparato per voi cinque domande (e altrettante risposte) per un classico “tutto quello che avreste voluto sapere sul massaggio della prostata… ma non avete mai osato chiedere!”.Che cos’è la prostata?È una ghiandola delle dimensioni di una noce, situata alla radice del pene, proprio sotto la vescica, contenente il liquido seminale che veicola gli spermatozoi.Quando la prostata viene massaggiata, il liquido residuo in essa contenuto viene rilasciato e… voilà, la ghiandola è pulita. Quando invece la prostata viene trascurata, come spesso accade, il liquido seminale stagna al suo interno creando un accumulo di batteri che può portare all’ingrossamento della ghiandola stessa.Che benefici posso ricavare dal massaggio prostatico?                             Un regolare massaggio della prostata riduce i rischi di prostatiti, cancro alla prostata e dolore genitale, i sintomi della disfunzione erettile e l’enuresi (ovvero l’incontinenza notturna). Aumenta la quantità di liquido seminale e favorisce la circolazione.Gli effetti salutari di un regolare massaggio della prostata sono innegabili e di lunga durata, ma quello che ci sorprende di più sono tutti gli altri vantaggi del massaggio.Non sarà fastidioso?Quando eseguito correttamente, è piuttosto vero il contrario: il massaggio della prostata è talmente piacevole che molti uomini, grazie a questa pratica, provano orgasmi intensi, prolungati, a volte persino multipli, oltre a sperimentare una copiosa eiaculazione. La maggior parte degli uomini, soprattutto occidentali, si concentra solo sulle zone erogene esterne, mentre uno dei segreti meglio conservati della sessualità maschile risiede proprio lì, dove il sole non batte.Quindi…? Addirittura il massaggio mi piacerà?Se ti piace il sesso strabiliante sì. È arrivato il momento, per gli uomini, di smettere di invidiare le donne per la loro capacità di provare orgasmi intensi, duraturi e multipli. La prostata, che non a caso è chiamata punto L maschile, viene considerata il corrispettivo del punto G e, quando massaggiata, permette di provare orgasmi perfino più intensi di quelli generati dalla stimolazione del pene.Come faccio a massaggiare la prostata?Si può usare il dito e massaggiare la ghiandola muovendolo avanti e indietro. Ma non è una pratica particolarmente facile. Per questo, abbiamo deciso di darti (letteralmente) una mano e ti proponiamo un massaggiatore per la prostata che si adatta perfettamente all’anatomia maschile. [...]

5 Domande imbarazzanti sul sesso

Dall’eiaculazione precoce di lui alla secchezza vaginale in menopausa di lei, dall’orgasmo che non c’è a quello che si finge.  Lui si crede Casanova, ma “dura” poco. Il tuo compagno è da sempre un “velocista” o ha sviluppato questa tendenza di recente? «Se il “problema” è antico, significa che costituzionalmente è un amante “short action”. Se invece è insorto da poco, occorre indagare sul fronte prostata che, se ingrossata e infiammata (le prostatiti croniche sono spesso silenti), accelera il riflesso eiaculatorio», spiega la professoressa Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano. «Inoltre, devi sapere che clinicamente viene definita eiaculazione precoce solo quella che si verifica entro 2 minuti dall’inizio della penetrazione, preliminari e giochi erotici esclusi. Se lui dura 5-6 minuti non è “precox”». Il consiglio Però, se la cosa non ti soddisfa e desideri prolungare i tempi dell’amore, sappi che l’urologo o l’andrologo potrà proporre al tuo “lui” due soluzioni farmacologiche. La prima consiste nell’assumere tutti i giorni basse dosi di paroxetina, un antidepressivo serotoninergico che, inibendo il riassorbimento della serotonina (il neurotrasmettitore cerebrale che modula il riflesso eiaculatorio), consente di moltiplicare la durata del rapporto di 5-6 volte. Da 2 minuti, il tuo fidanzato può sperare di arrivare a 12. Se però, come molti uomini, non ama l’idea di assumere giornalmente una medicina, può farsi prescrivere la dapoxetina, farmaco specifico per l’eiaculazione precoce, da prendere all’occorrenza, un’ora prima del rapporto, e che consente di triplicare la “prestazione”».  Cronometro a parte, quello che conta è il tuo grado di soddisfazione personale. Se per te la penetrazione dura troppo poco, convinci il tuo “lui” a rivolgersi a uno specialista. Mi eccito ma non mi “bagno”. «Non c’è da preoccuparsi: una riduzione della lubrificazione vaginale è normale verso i 50 anni, quando si è entrate o si sta per entrare in menopausa», risponde Graziottin. «Però è bene non accettare la secchezza vaginale come una condizione definitiva.Per combatterla ti consiglio di fare dei dosaggi ormonali (FSH, LH, 17-betaestradiolo) per capire se sei in menopausa conclamata o in climaterio, la fase che la precede. Inoltre, chiedi al tuo ginecologo di misurare il pH vaginale: è un esame semplice, rapido e indolore che dicemolto sul tuo ecosistema vaginale e sulle cause della secchezza». Il consiglioPer fortuna, a tutto c’è rimedio. Basta assumere degli estrogeni per via vaginale, pronti a “nutrire” e reidratare le mucose interne. «Ci sono diverse soluzioni», puntualizza la Graziottin. «In una fase iniziale, può bastare un gel a base di estriolo da applicare due volte alla settimana. In caso di forte secchezza accompagnata da bruciori, cistiti e dolori ai rapporti, sono preferibili le compresse di estradiolo (sempre 2 volte alla settimana). Mentre chi ha avuto un tumore al seno potrà fidarsi del promestrene, un estrogeno in crema od ovuli che agiscelocalmente e ha un assorbimento sistemico basso (ideale anche per chi soffre di candida vaginale)». Infine, per coloro che non vogliono usare ormoni, il laser può rigenerare i tessuti intimi, risolvendo il problema. In ogni caso non vergognarti di parlare al tuo ginecologo. E cerca di mantenere alto il desiderio: l’eccitazione vale metà dell’opera. Rapporti orali: rischio la candida? Sì, se hai rapporti con un partner affetto da questo fungo. È una delle infezioni più diffuse (il 46 per cento vengono contratte con rapporti oro-genitali). «La candida provoca il “mughetto”, piccole e brucianti placchette bianche all’interno del cavo orale, che regrediscono solo con antimicotici per bocca (come il Fluconazolo)», spiega Alessandra Graziottin. Se, invece, sul pene ci sono delle vescicole, queste potranno comparire,nel giro di poco tempo, anche sulle tue labbra. A volte sono accompagnate da ulcerette nella mucosa internadella bocca che provocano un forte bruciore. «Si tratta dell’HSV2 (Herpes Simplex Virus di tipo 2).   Altre infezioni frequenti sono quelle da HPV (Human Papilloma Virus). «L’HPV si manifesta con delleverruche ruvide sulla lingua e sulla mucosa interna delle guance (nei rapporti orali profondi possono comparire persino sulle tonsille, la laringe e le corde vocali). Non fanno male ma vanno rimosse per tempo conil laser, perché possono degenerare in tumore, specie nelle fumatrici.  Infine, va ricordato che anche l’epatite B e C o la sifilide, possono essere trasmesse tramite i rapporti orali non protetti», spiega la dottoressa Graziottin. Il consiglioProteggiti sempre con un preservativo, se hai dei flirt occasionali. Se puoi scommettere a occhi chiusi sulla fedeltà del tuo “lui”, controlla comunque il pene prima di un rapporto. Molte donne fanno l’amore al buio: non sanno cosa si perdono ma, soprattutto, non sanno cosa si prendono! Niente orgasmo: forse sono stufo di lei? «La risposta sessuale, anche nell’uomo, non è solo una questione fisica, ma anche (e soprattutto) di testa. È quindi probabile che le tue débâcle siano legate a un problema di relazione: se la vita di coppia ti “va stretta” e i rapporti con la tua partner sono tesi, la sessualitàovviamente scricchiola», spiega Roberta Rossi, sessuologa dell’Istituto di Sessuologia Clinica di Roma. Attenzione anche allo stress: se sul lavoro macini tensioni, e magari ti consoli con qualche drink di troppo, i flopsotto le lenzuola possono esserne le insospettabili conseguenze. «Orgasmo a rischio anche se fai uso di alfa bloccanti (farmaci prescritti per l’adenoma della prostata) o antidepressivi. Non sottovalutare, infine, chela tua mancata risposta sessuale può essere legata a un problema organico: una riduzione della produzione di testosterone, la tiroide che lavora poco, infiammazioni della prostata o delle vescicole seminali», concludela sessuologa. Il consiglioSe hai il sospetto che la causa del tuo mancato orgasmo sia una disfunzione organica, chiedi consiglio a uno specialista. In commercio esistono molte cure farmacologiche: terapia ormonale sostitutiva se sei a corto di testosterone o se la tua tiroide lavora a scartamento ridotto; antibiotici o antinfiammatori nel caso in cui tu soffra di disturbi prostatici. Prendi già dei farmaci? Chiedi al tuo medico se possono interferire con la tua vita sessuale e, in questo caso, come sostituirli. Se invece alla base di tutto ci sono dei problemi di relazione, è meglio che tu ti rivolga a unterapeuta di coppia: pochi incontri, da soli o insieme, a volte bastano per trovare la soluzione. Come faccio a capire se lei finge l’orgasmo? Secondo un’indagine americana su 3000 donne il 50% finge. Per sapere se succede dovresti, appena raggiunge l’orgasmo, appoggiarle una mano sul cuore; dovrebbe palpitare come dopo una corsa. «Per lei il piacere non è solo genitale», spiega Rossi, «ma il risultato di un mix di intimità e tenerezza. Può sentirsi appagata semplicemente per il fatto di avere avuto un rapporto, indipendentemente da come si è concluso. Le dà la sensazione di essere amata e di amare». Il consiglioNon concentrarti sui suoi segnali di eccitazione. Rischi di trasformare il rapporto in un generatore di ansia. Abbandonati invece all’intimità, gioca sui preliminari e crea quell’intesa che fa bene all’amore. Proponile momenti “alternativi” di intimità a due, come fare la doccia o l’idromassaggio insieme. [...]

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