community of e-motions

RISULTATI DELLA RICERCA

La ricerca per la parola grasso ha restituito i seguenti risultati:

L'APPARATO SESSUALE FEMMINILE

L'apparato sessuale femminile si compone di: organi genitali esterni; organi genitali interni ; mammelle 1. Gli organi genitali esterni La vulva è l'organo che riassume tutti i genitali esterni della donna, cioè quelli che si possono osservare direttamente. Nella vulva si distinguono diverse parti: le labbra più esterne, dette grandi labbra , che si riuniscono superiormente a livello del monte di Venere Una protuberanza cedevole che dopo la pubertà è ricoperta di peli; Le labbra più interne dette piccole labbra , situate internamente rispetto alle grandi labbra; Il clitoride , situato nel punto di riunione superiore delle piccole labbra; Il vestibolo , un'area a forma di mandorla all'interno delle piccole labbra dove si aprono il meato urinario e l'apertura della vagina o ostio vaginale 1. Le grandi labbra Le grandi labbra, le labbra più esterne, sono le parti più esterne dei genitali femminili e variano in forma e dimensione da donna a donna. Dopo la pubertà sono di solito ricoperte di peli. Durante l'eccitazione sessuale, le grandi labbra si gonfiano, appiattendosi verso l'esterno e lasciando vedere l'apertura della vagina. Ciò è causato dall'aumentato afflusso di sangue nella circolazione locale. Le labbra delle donne che hanno avuto un figlio hanno una reazione più consistente di quelle di donne nullipare. Dopo la menopausa le grandi labbra si assottigliano, perdendo la maggior parte del tessuto adiposo che dà loro forma e prominenza; non si gonfiano più e non tendono ad appiattirsi in fuori come prima. 2. Il monte di Venere Il monte di Venere, chiamato anche monte del pube, è un deposito di tessuto adiposo situato sopra l'osso pubico. Durante la pubertà si ricopre di peli. 3. Le piccole labbra Le piccole labbra, le pieghe di tessuto più interne, non sono così spesse come le grandi labbra, ma sono più sensibili e se vengono toccate trasmettono una sensazione di piacere. Quando una donna raggiunge un certo livello di eccitazione sessuale, le piccole labbra cambiano di colore, e ciò indica che, continuando l'attività di stimolazione, la donna raggiungerà l'orgasmo. Le piccole labbra delle donne che non hanno ancora avuto un figlio diventano di un color rosso chiaro brillante, mentre nelle donne che hanno avuto figli il colore è più scuro o ambrato. Contemporaneamente al cambiamento di colore, le piccole labbra aumentano di volume a causa del maggior afflusso di sangue che è il risultato naturale della stimolazione sessuale. Quando la stimolazione cessa, sia le labbra esterne che quelle interne riassumono in breve tempo la loro abituale forma e dimensione. 4. Il clitoride Il clitoride, che si trova nel punto in cui si incontrano le piccole labbra o labbra più interne, possiede un'unica funzione: quella di dare piacere. Esso non ha nulla a che vedere con il concepimento della prole, ma le numerosissime terminazioni nervose disposte in esso e nell'area immediatamente adiacente significano che è molto sensibile al contatto diretto o indiretto. Il clitoride è formato da una parte terminale, arrotondata, detta glande del clitoride, e da una parte allungata detta asta o corpo del clitoride. Il corpo del clitoride è di solito protetto da una piega di tessuto formata dalle piccole labbra che assomiglia a una specie di cappuccio. In condizioni normali, quando non è stimolato, il clitoride ha più o meno le dimensioni di un nocciolo di ciliegia. Le normali variazioni di lunghezza sono comprese tra un tre millimetri e un centimetro. Quando viene stimolato, si riempie di sangue e aumenta di dimensioni, sia a livello del glande che del corpo: il glande, in particolare, può raddoppiare il proprio diametro. Se la stimolazione continua e l'orgasmo si avvicina, il clitoride si ritira sotto il cappuccio protettivo e riemerge solo quando la stimolazione ha termine. Dopo l'orgasmo il clitoride recupera le proprie normali dimensioni nel giro di dieci minuti circa. Se la donna non ha avuto l'orgasmo il sangue in eccesso che ha riempito il clitoride in risposta alla stimolazione può rimanere in sede, per cui le dimensioni del clitoride rientrano nella norma solo dopo diverse ore. Molte donne trovano fastidioso questo comportamento. L'orgasmo invece porta a un riassorbimento del sangue affluito in eccesso. 5 . Il vestibolo Il vestibolo è diviso in due parti principali, l'uretra e l'apertura o ostio della vagina. L'uretra è il canale di passaggio per l'urina dalla vescica all'esterno. La sua apertura è situata sotto il clitoride e sopra l'apertura della vagina. Appena sotto il meato o apertura dell'uretra si apre l'ostio della parte iniziale della vagina stessa. L'apertura della vagina non è molto grande e può essere vista meglio scostando entrambe le coppie di labbra. Gli organi genitali interni Gli organi genitali interni della donna si possono così elencare: 1. l'imene , sottile diaframma di tessuto che in parte ostruisce l'ingresso della vagina; 2. Le ghiandole del Bartolino , situate da ciascun lato rispetto alle piccole labbra, che secernono alcune gocce di liquido durante la fase di eccitazione della donna; 3. l'uretra, canale di passaggio per l'urina; 4. la vagina , il passaggio che conduce dalla vulva alla cervice (5), altrimenti nota come collo dell'utero ; 6. l'utero , in cui l'uovo fertilizzato si sviluppa fino al completamento del feto prima della nascita; se l'uovo non è stato fertilizzato, la mucosa di rivestimento delle pareti dell'utero sarà eliminata nel corso delle mestruazioni; se l'utero è sede di manifestazioni patologiche può rendersi necessaria la sua rimozione mediante un intervento detto di isterectomia; all'estremità superiore dell'utero si trovano le tube di Fallopio (7), lungo cui transita l'uovo e dove avviene l'incontro con lo spermatozoo maschile; le uova sono contenute nelle due ovaie (8). 1. L'imene Appena oltre l'apertura della vagina si trova l'imene, un sottile diaframma di tessuto che ostruisce in parte l'accesso alla vagina. Prende nome dal dio greco del matrimonio e non ha alcuna funzione biologica nota. Anche se alcune donne sono nate prive di imene, la maggior parte di esse ne è provvista; varia in forma e dimensioni da donna a donna. L'imene non ricopre interamente l'ingresso della vagina, poiché rimane un piccolo passaggio per la fuoriuscita del sangue mestruale. L'imene può lacerarsi in caso di esercizi ginnici o sportivi particolarmente violenti; può lacerarsi durante il rapporto sessuale o a causa dell'inserimento di un tampone igienico durante le mestruazioni, e a volte si lacera per motivi non specifici. Un imene lacerato non costituisce prova di avvenuto rapporto sessuale, né dimostra la perdita della verginità. Ne è controprova il fatto che in alcuni casi l'imene deve essere rimosso chirurgicamente (mediante imenectomia) prima della nascita del primo figlio, poi ché la sua flessibilità o piccolezza ne aveva impedito la lacerazione durante il rapporto sessuale. Quando l'imene si lacera, sia durante il rapporto sessuale, sia in altre occasioni può aversi una piccola perdita di sangue e si può avvertire un po' di dolore. Sia l'emorragia che il dolore sono del tutto normali ed entrambi cesseranno entro breve tempo. Per alcune donne la lacerazione dell'imene non comporta alcun dolore. A volte una donna può essere in tensione durante il rapporto sessuale, soprattutto se si tratta del primo, e questo stato può causare più disagio che non la perforazione stessa dell'imene. Inoltre, gli uomini che durante il rapporto sessuale hanno pochi riguardi e delicatezze, o cercano di penetrare in vagina prima che questa sia opportunamente lubrificata e pronta all'introduzione del pene, possono causare dolore. Di solito, tuttavia, l'eccitazione che prelude al rapporto sessuale risolve il problema, per cui la donna avverte un disagio minimo anche se il suo imene non era ancora stato lacerato. E' importante ricordare che una donna può rimanere incinta anche se il suo imene è ancora intatto e se il pene non è penetrato in vagina. Se lo sperma giunge a contatto con le labbra o con la zona vaginale, esso può penetrare attraverso la normale apertura dell'imene, e risalendo la vagina fino all'utero determinare uno stato di gravidanza. 2. Le ghiandole del Bartolino Le ghiandole del Bartolino sono situate da una parte e dall'altra delle piccole labbra. Queste ghiandole si aprono in prossimità dell'ingresso della vagina e quando la donna è sessualmente eccitata secernono una piccola quantità di liquido. Si riteneva che il liquido in questione fosse importante per la lubrificazione della vagina, ma le ricerche di Masters e Johnson hanno dimostrato che la lubrificazione della vagina è attuata da secrezioni che provengono dall'interno della vagina più a monte, per cui le ghiandole del Bartolino non hanno l'importanza presunta durante la fase di eccitazione sessuale. Quale sia la vera funzione delle ghiandole è quindi ancora da scoprire. A volte le ghiandole del Bartolino si irritano o si infettano; possono allora gonfiarsi e diventare dolenti. Ciò può essere facilmente curato dal medico. 3. L'uretra L'uretra è il breve canale di collegamento tra la vescica a monte e il vestibolo a valle. L dunque il passaggio che permette l'eliminazione dell'urina. La sua apertura o meato è situata tra il clitoride e l'apertura della vagina. 4. La vagina La vagina inizia affacciandosi all'esterno con l'ostio vaginale e termina in profondità al collo dell'utero. La vagina ha dimensioni che variano da una donna all'altra, ma di solito è lunga da sette a tredici centimetri. Ha la forma di un tubo appiattito con le pareti che si toccano. Le pareti della vagina non sono lisce, ma presentano dappertutto rughe e pieghe. La vagina ha una enorme capacità di espansione e di contrazione: ad esempio si dilata durante il processo del parto e durante il rapporto sessuale può adattarsi a qualunque dimensione del pene. Durante la fase di eccitazione sessuale, la vagina risponde pressoché immediatamente agli stimoli di piacere. In pochi secondi lungo le sue pareti compaiono goccioline di liquido. Se la stimolazione continua queste goccioline si diffondono fino a ricoprire uniformemente le pareti della vagina. Quando una donna comincia ad eccitarsi sessualmente i vasi sanguigni delle pareti della vagina si riempiono rapidamente di una quantità in eccesso di sangue. Il perseverare di questa situazione di congestione determina la compressione dei vasi sanguigni contro i tessuti circostanti, costringendo i liquidi tissutali fisiologici a essudare dalle pareti della vagina stessa. Il liquido non è solo sintomo di eccitazione sessuale, ma funziona da lubrificante per il rapporto sessuale, senza il quale la penetrazione per la donna sarebbe dolorosa. La vagina, come l'occhio, è un organo capace di mantenere. da sé le proprie condizioni igieniche senza bisogno di particolari interventi esterni. Le lavande non sono quindi necessarie, a meno che non siano state prescritte da uno specialista, poiché sottraggono alla vagina stessa le sostanze naturali che provvedono al suo equilibrio ambientale. Le pareti della vagina non sono sede di numerose terminazioni nervose, per cui non sono eccessivamente sensibili. I due terzi superiori della vagina sono dunque più sensibili alla pressione che alla manipolazione, mentre il terzo inferiore, soprattutto attorno all'ingresso della vagina, ha una innervazione più ricca ed è quindi molto più sensibile alla manipolazione. 5. Il collo dell'utero Il collo dell'utero è quella parte terminale dell'utero che, restringendosi, sconfina nella zona superiore della vagina. In questa zona il collo dell'utero si apre mediante un passaggio detto ostio cervicale. E' un passaggio molto stretto, come l'estremità di una cannuccia di paglia, e assomiglia alla punta di un naso o a un mento con la fossetta. Le donne che usano gli IUD come anticoncezionali hanno il filo dello IUD che pende attraverso il collo dell'utero nella vagina. Il collo dell'utero possiede la capacità di espandersi e di contrarsi per permettere il passaggio e l'espulsione del feto al momento della nascita. Attraverso il collo dell'utero passa anche il sangue mestruale prima di raggiungere la vagina. E lo sperma dalla vagina raggiunge l'utero e le tube di Fallopio passando attraverso il collo dell'utero. Il collo dell'utero secerne un liquido detto muco cervicale. Il muco varia in aspetto e consistenza nel corso del ciclo mestruale e viene sfruttato da coloro che praticano metodi naturali di controllo delle nascite come indicatore della possibilità di avere o non avere rapporti sessuali senza timore di rimanere incinte (questo metodo si chiama metodo Billings o del muco cervicale) 6. L 'utero In una donna che non è in stato di gravidanza, l'utero ha le dimensioni di un pugno chiuso (da sette a dieci centimetri di lunghezza e cinque centimetri di larghezza) ed ha la forma di una pera capovolta. In gravidanza, quando è completamente dilatato, misura circa trenta centimetri di lunghezza. L'estremità inferiore, più stretta, è detta collo dell'utero: trapassa nella vagina e termina con l'ostio cervicale. La parte più ampia dell'utero è quella superiore, in cui durante la gravidanza e fino al parto il feto cresce e si nutre. L'utero ha pareti molto spesse ed è insolitamente elastico, poiché deve espandersi per contenere il feto in via di sviluppo, mentre dopo il parto riacquista più o meno le sue dimensioni normali. L'utero è rivestito da tre strati di tessuto speciale e di muscolo. Lo strato più interno è l'endometrio, un tessuto molto particolare. Dopo la pubertà, questo strato di tessuto riveste il corpo centrale dell'utero pronto a fornire un luogo di parcheggio e di nutrizione a un uovo fertilizzato fin dai primi istanti della gravidanza. Se una donna non è incinta questo rivestimento non è necessario, per cui si stacca dall'utero e lascia il corpo attraverso il flusso mestruale. Questo processo si ripete mensilmente. Immediatamente un nuovo strato di rivestimento comincia a formarsi per rendersi disponibile nel caso la donna rimanga incinta nel ciclo successivo. Tranne che nel corso della gravidanza, questo ciclo di eventi molto regolare continua ininterrottamente dalla pubertà fino alla menopausa. Il secondo strato della parete dell'utero è formato da un potente strato muscolare detto miometrio, che conferisce all'utero la sua grande forza ed elasticità. Questo strato si contrae durante il processo della nascita costringendo il feto a uscire dall'utero e a passare nella vagina. Il terzo strato della parete dell'utero è il peritoneo, che ricopre gli altri due strati, miometrio ed endometrio e anche gli altri organi della cavità addominale. L'utero è mantenuto in posizione all'interno dello scavo pelvico da diverse serie di legamenti (il legamento largo dell'utero, il legamento rotondo e i legamenti anteriori e posteriori). Durante la fase di eccitazione sessuale l'utero si solleva, aumenta di dimensioni e rimane tale fino all'orgasmo o fino al termine della stimolazione. L'orgasmo si traduce in un rapido ritorno dell'utero alle sue dimensioni normali. Il motivo della dilatazione e del sollevamento dell'utero è che nella fase di eccitazione sessuale affluisce alle sue pareti una maggior quantità di sangue. 7. Le tube di Fallopio Le tube di Fallopio sono due, ciascuna lunga circa 10 centimetri, fissate a ciascun lato della parte superiore dell'utero. Ciascuna tuba conduce a un'ovaia. Le tube di Fallopio (dal nome dell'anatomista del sedicesimo secolo Gregorio Fallopio, che per primo le descrisse) sono piuttosto strette (da uno a due millimetri), e sono il canale di passaggio che permette all'uovo di raggiungere l'utero partendo dall'ovaio. Le tube di Fallopio non sono fissate alle ovaie in un punto ma le circondano avvolgendole alla loro estremità superiore. La estremità superiore delle tube di Fallopio è aperta e appare come l'imbuto di una tromba dotato di un bordo frastagliato (le frange sono chiamate fimbrie). Quando l'uovo è liberato dalla ovaia viene avviato rapidamente verso l'apertura della tuba di Fallopio e da lì comincia a muoversi verso l'utero, che si trova all'altra estremità della tuba. Le pareti delle tube di Fallopio sono ricoperte da strutture pilifere dette cilia, che si contraggono lievemente insieme alle tube garantendo il movimento dell'uovo verso l'utero. E' interessante notare che lo spermatozoo si muove nella tuba contro la corrente delle cilia. Quindi è solo lo spermatozoo più maturo e sviluppato che è in grado di compiere il viaggio. E' il modo che l'organismo ha di assicurare, in caso di fertilizzazione, buone possibilità che si realizzi una gravidanza senza problemi. La fertilizzazione, cioè l'incontro dello spermatozoo e dell'uovo, si verifica di solito nel tratto superiore della tuba di Fallopio. In qualche caso, la tuba si ostruisce, e a volte un uovo fertilizzato rimane incastrato nella tuba di Fallopio e lì si sviluppa: questo evento prende il nome di gravidanza ectopica. 8. Le ovaie Le donne possiedono due ovaie, ciascuna delle quali è situata a fianco dell'utero nella sua parte superiore. Esse sono situate da ciascuna parte rispetto all'ombelico, proprio sotto, e non sono direttamente connesse con l'utero e con le tube di Fallopio. Esse sono mantenute in situ dai legamenti ovarici. Le ovaie hanno forma di mandorla, e sono lunghe circa quattro centimetri, alte poco meno di due centimetri e larghe due centimetri e mezzo. Le ovaie assolvono a due importanti funzioni: esse liberano le uova attraverso un processo chiamato ovulazione; l'uovo può quindi essere fertilizzato da uno spermatozoo maschile; inoltre le ovaie producono ormoni femminili chiamati estrogeni e progesterone. Gli estrogeni sono fondamentali per lo sviluppo sessuale della donna, mentre il progesterone è molto importante per la gravidanza. Questi ormoni passano direttamente dalle ovaie nel circolo sanguigno. Una donna nasce con circa 200.000 ovuli in ciascuna ovaia. Nel corso del periodo fertile della donna verranno liberati da 300 a 500 ovuli. Ciascun uovo è contenuto in un follicolo, una cavità in cui l'uovo immaturo rimane protetto. Quando l'uovo matura, esso esce dalla cavità e viene liberato dall'ovaia nella tuba di Fallopio. La maturazione dei follicoli che permette la liberazione dell'uovo ha inizio alla pubertà, quando un follicolo dell'ovaia destra o di quella sinistra libera un uovo nella tuba di Fallopio. Questo processo prende il nome di ovulazione, e si verifica circa una volta ogni quattro settimane dalla pubertà alla menopausa. Per tutto il tempo che una donna è gravida, l'ovulazione cessa; e riprende il suo ciclo normale poco dopo la nascita del feto. 3. Le mammelle Tre sono gli aspetti importanti che caratterizzano le mammelle femminili: sono spesso fonte di piacere erotico, giocano un ruolo non piccolo nel formare l'immagine che una donna ha di sé, e la donna con esse può nutrire i propri figli. Le mammelle maschili possono essere fonte di piacere erotico, ma hanno ben poca influenza sull'immagine che l'uomo ha di sé. Una reazione normale alla stimolazione è l'erezione del capezzolo femminile. Fino alla menopausa, se la donna non ha allattato, le sue mammelle stimolate cresceranno in dimensione per un aumento del flusso del sangue venoso. Le mammelle maschili non aumentano in dimensione se vengono stimolate ma un po' più del 50% degli uomini dimostrano una erezione evidente del capezzolo. Spesso anche lo stare nudi e al freddo fa rizzare i capezzoli. Le mammelle femminili sono fatte nel seguente modo: al centro sulla superficie esterna si trova (1) il capezzolo , circondato dalla (2) areola . All'interno si trovano le (3) ghiandole lattifere , che in seguito alla gestazione e al parto di un bambino producono latte, e (4) i dotti lattiferi , che trasportano il latte dalle ghiandole lattifere ai capezzoli. La struttura restante della mammella è fatta di tessuto adiposo e di tessuto connettivo fibroso che dà consistenza e forma alla mammella. 1. Capezzoli I capezzoli possono essere molto prominenti, oppure avere scarso rilievo, possono essere un po' infossati nella mammella, oppure possono essere invertiti. L'ambito normale delle diverse morfologie è vasto. I dotti lattiferi che partono dalle ghiandole lattifere convergono e si svuotano proprio nel capezzolo, permettendo così al bimbo di succhiare. Ciascun capezzolo è provvisto di terminazioni nervose che lo rendono molto sensibile al tatto. Le minuscole fibre muscolari presenti in ciascun capezzolo gli permettono di diventare eretto in seguito all'eccitazione sessuale e in risposta ad altri stimoli come il freddo. Proprio come una mammella può essere leggermente più voluminosa dell'altra, così anche un capezzolo può diventare più eretto dell'altro in seguito alla stimolazione sessuale. 2. Areola L'areola mammaria è la zona scura e pigmentata che circonda ciascun capezzolo; l'intensità del suo colore varia da donna a donna. L del tutto normale che nell'areola vi siano minuscole protuberanze: si tratta di ghiandole produttrici di grasso che secernono una sostanza lubrificante per rendere più facile l'allattamento. Nel corso della gravidanza l'areola diventa più scura e rimane tale fino a un certo periodo dopo il parto. Le dimensioni dell'areola variano da donna a donna. 3. Ghiandole lattifere All'interno di ciascuna mammella si trovano da 15 a 25 piccole ghiandole produttrici di latte. Il latte da esse prodotto viene portato al capezzolo per mezzo di dotti lattiferi, pronto per essere succhiato dal bambino. Le dimensioni delle ghiandole lattifere sono più o meno le stesse in tutte le donne, e producono la stessa quantità di latte, indipendentemente dalle dimensioni complessive della mammella. 4. Dotti lattiferi Questi dotti mettono in comunicazione le ghiandole lattifere di ciascuna mammella con il capezzolo. Il latte viene prodotto dalle ghiandole, passa nei dotti e si accumula attorno al capezzolo. Il bambino allora può succhiare il latte dal capezzolo. Il latte viene prodotto come risposta all'azione di due ormoni, la prolattina e l'ossitocina. La prolattina stimola le ghiandole lattifere a produrre latte, e quando il bambino succhia, viene liberata una ulteriore quota di prolattina nel circolo sanguigno per far aumentare la produzione del latte. L'ossitocina fa sì che il latte venga portato dalle ghiandole al capezzolo in un processo detto di "caduta". A volte, il neonato nei primi giorni di vita non è in grado di succhiare in modo sufficientemente vigoroso da permettere la liberazione di opportune quantità di ossitocina, per cui il processo di "caduta" è inadeguato. Una volta che la madre e il neonato hanno sincronizzato i ritmi di allattamento, ogni cosa torna a funzionare bene. Le mammelle producono un'altra sostanza, il colostro. Il colostro non è latte, ma è estremamente nutriente. E una sostanza densa e giallastra e nel corso delle ultime settimane di gravidanza può sgocciolare occasionalmente dal capezzolo. I bambini si nutrono di colostro nei primissimi giorni dopo la nascita, fino a quando sopraggiunge il latte vero e proprio. Il colostro non è solo ricco di proteine, ma contiene anche importanti anticorpi che permettono al neonato di acquisire protezione immunologica contro determinate malattie cui i neonati sono particolarmente suscettibili. [...]

PENE CURVO

Solo un problema estetico? Una adeguata terapia chirurgica si rende necessaria in numerose affezioni andrologiche, basti pensare al varicocele o agli incurvamenti penieni congeniti, tanto per fare due esempi. Si tratta di una chirurgia tecnicamente non particolarmente impegnativa ma delicata, anche per i risvolti psicologici che determina nel paziente. Per questo motivo, è preferibile affidarsi a chirurghi che abbiano una preparazione specialistica e in questo campo. Interventi in anestesia locale: - varicocele (legatura e sezione vv. spermatiche a livello sub-inguinale) Il varicocele è una dilatazione delle vene del testicolo che si realizza per ragioni anatomiche nel 90% dei casi a livello del testicolo sinistro. In questo tipo di problematica intervengono fattori anatomici, costituzionali ed ereditari che favoriscono questa dilatazione venosa ed il ristagno di sangue a livello del testicolo. Il sangue, anziché seguire le normali vie di deflusso, ristagna all'interno di queste ectasie che circondano il testicolo, e dato che il sangue è "caldo", viene inevitabilmente riscaldato il testicolo interessato. Tale aumento di temperatura interferisce con il normale sviluppo e con l'adeguata produzione di spermatozoi, che possono risultare diminuiti di numero ma, in particolar modo, più "lenti" od addirittura immobili e, per la maggior parte, malformati. Il varicocele è importante perché è sicuramente al primo posto come causa di Infertilità Maschile; per questo motivo è importante un'accurata diagnosi del grado del varicocele stesso (I°, II°, III°) ed una valutazione, tramite un esame del liquido seminale ( spermiogramma ), delle ripercussioni che esso può dare sulla fertilità. La terapia del varicocele è chirurgica. Questo tipo di intervento, che viene fatto con l'ausilio di mezzi di ingrandimento - loupes e / o microscopio operatore - , è praticato in regime di Day Hospital, con il paziente che viene operato e nel giro di poche ore può tornare a casa. La piccola incisione cutanea (3 - 4 cm) che viene fatta a livello inguinale, non lascia nessuna traccia di sé. - idrocele (eversione della tunica vaginale) accumulo di liquido all'interno della tunica vaginale del testicolo. Può essere molle o teso (ed in questo caso comprime e disloca il testicolo). L’agoaspirazione è seguita quasi invariabilmente dalla recidiva a breve distanza di tempo. L'intervento di elezione consiste nella "eversione" della tunica vaginale, mediante un accesso scrotale mediano in anestesia locale ed ambulatorialmente (2 h. circa). Bendaggio compressivo nel post-operatorio. - epididimectomia, cisti dell'epididimo l'intervento può avere una durata variabile, a seconda dello stato flogistico e delle dimensioni della/e cisti. Generalmente eseguito in anestesia locale ed ambulatorialmente. Bendaggio compressivo nel post-operatorio. - esplorazione scrotale (sub-torsione, valutazione azoospermia, ecc..) si esegue soprattutto per capire il motivo di una azoospermia, che si suppone ostruttiva. In genere si abbina alla biopsia scrotale ed a deferentovescicolografia. Viene eseguita in anestesia locale se per scopi diagnostici, in generale se si suppone una contemporanea disostruzione mediante by-pass (vaso-vasostomia, epididimo-vasostomia, ecc..) - biopsia scrotale, agoaspirazione scrotale vi sono sostenitori dell'una e dell'altra tecnica. Entrambe vengono effettuate in anestesia locale. Con la biopsia si asporta una quantità maggiore e più anatomicamente definita di parenchima gonadico, in zone superficiali. L'agoaspirato è molto più semplice da eseguire, ma viene danneggiata una quota maggiore di parenchima, con possibilità di complicanze (ematomi, ecc..) - vasectomia mono o bilaterale (orchite recidivante, contraccezione) pratica comunemente eseguita nei paesi anglosassoni per la contraccezione maschile, consiste nell'interruzione chirurgica dei dotti deferenti (che veicolano gli spermatozoi verso l'esterno) in sede scrotale. Si esegue ambulatorialmente in anestesia locale, previa sottoscrizione di adeguato consenso informato. In seguito è possibile ripristinare la continuità dei dotti (vasectomy reversal), ma le possibilità di successo non sono garantite; in ogni caso è una pratica da riservare a soggetti esremamente motivati nel desiderio di non avere (o non avere più) figli. Si sottolinea che non viene praticamente variata la quantità di liquido seminale (che deriva in massima parte dalle vescicole seminali e prostata), l'appetito sessuale e l'orgasmo. - deferentovescicolografia (studio vie seminali) esame che permette lo studio radiografico del decorso delle vie seminali, eseguito in casi di sospetta ostruzione/stenosi. Si esegue in anestesia locale, ed è in genere abbinato ad esplorazione scrotale ed a eventuale disostruzione. - postectomia (circoncisione con plastica a Z) l'intervento di circoncisione viene eseguito nei casi di stenosi del prepuzio (di origine post-infiammatoria, traumatica, ecc..), e può essere completato da una plastica cutanea a Z nelle situazioni di stenosi particolarmente serrata. L'anestesia è locale (base del pene) + pomata anestetica (EMLA). - frenuloplastica (frenulo "corto", eiaculazione precoce) si esegue nei casi di "frenulo corto" congenito o acquisito, isolato o associato ad eiaculazione precoce. Intervento estremamente semplice, in anestesia locale + pomata anestetica (EMLA). Ottimi risultati si ottengono anche con l'uso del laser. - dermo-cosmetologia andrologica riguarda il campo delle alterazioni cutanee e mucose del pene e dello scroto, quali condilomi, papillomi, lesioni da funghi ed altri. Viene usato il laser o il diatermocoagulatore, previo adeguato studio della lesione. Interventi in anestesia generale (1-2 gg. di degenza): - disostruzione delle vie seminali prossimali si fa riferimento a cause ostruttive del primo tratto delle vie seminali; tale ostruzione può essere localizzata a livello dell'epididimo cefalico, mediano o caudale e prima parte del dotto deferente. Le cause più frequenti riguardano fatti flogistici, traumatici o congeniti. A seconda del livello dell'ostruzione, si eseguirà adeguato by-pass microchirurgico (vaso-vasostomia, epididimo-vasostomia, tubulo-vasostomia). Tali interventi hanno una certa durata (2-3 h. circa) e richiedono pazienza ed esperienza (si lavora con fili di sutura praticamente non visibili ad occhio nudo!). Per tale motivo l'anestesia è spinale o, più spesso, generale. E' auspicabile una notte di degenza. Il rischio di una possibile successiva stenosi/ostruzione post-cicatriziale dell'anastomosi è possibile. - disostruzione delle vie seminali distali tali ostruzioni possono verificarsi a livello dell'ultima parte del dotto deferente,delle vescicole seminali (ampolla deferenziale), lungo il decorso dei dotti eiaculatori sino al loro sbocco nel collicolo seminale prostatico. A questi livelli le disostruzioni vengono eseguite per via trans-uretrale, mediante una piccola sonda che viene introdotta nel meato urinario esterno e poi spinta in avanti oltre la vescica (mediante una telecamera posta alla sommità della sonda), sino all'uretra prostatica ed alla sede dell'ostruzione. Quindi si esegue la disostruzione mediante diatermocoagulatore o laser , attraverso l'estremità distale della sonda. Tale procedimento viene eseguito in anestesia spinale o generale e presuppone almeno una notte di degenza. Anche in questi casi, le cause sono di natura infiammatoria (stenosi post-cicatriziali), traumatica, o da ostruzione meccanica da formazione cistica di origine congenita, posta a livello dell'otricolo prostatico (cisti otricolare, ben evidenziabile mediante ecografia transrettale prostatica). - correzione di recurvatuum congenito o acquisito (Induratio penis plastica) nel caso di recurvatuum congenito, molto spesso è possibile identificare un ispessimento ecografico a livello ventrale. In questi casi l'intervento consiste nello sbrigliamento del corpo spongioso dell'uretra dalla tunica albuginea, con notevole recupero della rettilineità dell'asta. Nei casi in cui questo non sia sufficiente, viene eseguita una plicatura/asportazione di un lembo di albuginea controlaterale (intervento di Nesbit). In presenza di estese placche di IPP (induratio penis plastica), l'asportazione della placca viene seguita dall'innesto di materiale autologo, in genere parte di vena safena devalvolarizzata. Nei casi di lesioni (placche) di modeste dimensioni o di malattia plurifocale, si preferisce limitarci ad un intervento di plicatura/asportazione di albuginea controlaterale (intervento di Nesbit). L'anestesia è generale, la degenza è di due giorni ed il risultato (rettilineità dell'asta) è garantito. Nei casi di forme estese di malattia, si può verificare un modesto accorciamento dell'organo. - legatura vena dorsale del pene (principale ed emissarie per deficit di mantenimento dell'erezione) si effettua nei casi di deficit di mantenimento dell'erezione intrattabile farmacologicamente, o in pz. che richiedono una possibile alternativa alle iniezioni intracavernose. Si esegue in anestesia generale e la degenza è di circa due giorni. In questo intervento viene legata la vena dorsale del pene e le vene circonflesse tributarie; nei casi opportuni possono essere legate anche le vene crurali. I risultati sono controversi, a riprova della necessità di ulteriori studi sull'argomento: infatti, se inizialmente (entro il primo anno dall'intervento) praticamente tutti i pz. traggono significativi benefici, successivamente in circa la metà dei casi si ritorna ad una situazione simile a quella di partenza. Nell'altra metà dei casi il risultato è duraturo, spontamenamente o tramite terapia farmacologica di supporto. Ulteriori studi necessitano per un'adeguata selezione dei pazienti candidabili, tuttavia può rappresentare un corretto approccio in soggetti non o scarsamente trattabili con altre metodiche. - falloplastica di allungamento quali che siano le reali necessità del paziente, questo intervento permette di ottenere un allungamento del pene di qualche cm. L'entità di questo allungamento dipende dalla costituzione anatomica del soggetto, infatti è più facile ottenere un miglior risultato in soggetti grassottelli o comunque non magri. Questo perché la parte più importante dell'intervento è costituita dalla "liposcultura ultrasonica sovrapubica", mediante la quale viene asportata una variabile quantità di grasso dal basso addome, determinando un approfondamento del punto di insersione del pene (radice), che si traduce di fatto in un "allungamento". In realtà, la lunghezza dell'organo rimane invariata, mentre aumenta la lunghezza della parte visibile (in quanto i corpi cavernosi si estendono in profondità sino alle crura, dove prendono insersione). Associando a questa metodica la plastica a Z della parete cutanea (per sostenere l'allungamento), si possono ottenere incrementi che vanno dai 3 ai 6-7 cm. Un ulteriore incremento può essere consentito dalla sezione del legamento sospensore del pene, che però determina, in erezione, un'innaturale angolatura del pene (circa da 90° a 120° rispetto alla parete addominale). In ogni caso, l'anestesia è generale ed è prevista una notte di degenza. - posizionamento di protesi peniena mono-bi o tricomponente idraulica le protesi rappresentano attualmente il rimedio estremo nei casi di impotenza non trattabili o non più trattabili con altre forme di terapia. Il loro impiego è definitivo, infatti possono essere soltanto sostituite con altri modelli ma non rimosse definitivamente. Per questo motivo la selezione dei pazienti candidabili deve essere molto scrupolosa. Le protesi attuali presentano, contrariamente al passato, un alto grado di affidabilità e vengono quasi sempre garantite a vita. Ne esistono di vari tipi, che fondamentalmente possono raggruppare in modelli a funzionamento meccanico o idraulico. Le protesi idrauliche sono di gran lunga più usate, e si suddividono ulteriormente in protesi mono, bi o tricomponenti. Le monocomponenti sono costituite da due cilindri di silicone, malleabili, e presentano all'estremità una zona riempita di soluzione fisiologica. La parte distale normalmente è sgonfia, ed al momento del bisogno, attraverso opportune manovre, la soluzione fisiologica dall'estremità prossimale viene fatta defluire all'interno dei cilindri sino all'apice, determinando così la tumescenza. Alla fine del rapporto, si provvede a far defluire l'acqua all'estremità prossimale (situata all'interno del pube), provocando così la detumescenza. Le protesi bicomponenti sono costituite dagli stessi cilindri di silicone e da un serbatoio contenente la soluzione fisiologica, che viene inserito chirurgicamente nello spazio latero-vescicale od in una tasca infrapubica. Anche in questo caso, attraverso opportune manovre, il liquido viene fatto defluire dal serbatoio ai cilindri, determinando l'aumento di dimensioni e la rigidità. Con un meccanismo inverso viene favorita la detumescenza. Le protesi tricomponenti sono formate, oltre che da cilindri e serbatoio, anche da una piccola pompetta che viene situata all'interno della borsa scrotale. Agendo su questa pompa, che è collegata al serbatoio mediante raccordi, si provoca lo svutamento di quest'ultimo ed il riempimento dei cilindri si silicone. Questi si espandono in lunghezza e, in alcuni modelli ancor più sofisticati, anche in larghezza. In genere i pazienti, dopo un primo periodo di apprendimento, cominciano ad acquisire manualità, e la percentuale di soddisfazione a distanza è globalmente alta. Quale che sia il tipo di protesi, l'orgasmo e l'eiaculazione non vengono in alcun modo influenzati. Le complicanze più temibili sono l'infezione ed il malfunzionamento delle protesi, che implicano la loro sostituzione. Con una buona dose di manualità, la protesi può essere attivata in pochi secondi. L'accesso chirurgico varia con il tipo di protesi, e può essere sottocoronale per alcune monocomponenti o peno-scrotale, che risulta essere quello più usato dalla maggior parte dei chirurghi uro-andrologi. E' necessaria l'anestesia generale o spinale, ed almeno due giorni di ricovero. - protesi scrotale le protesi scrotali trovano il loro impiego nei casi di orchiectomia o di testicolo atrofico o non disceso (e successivamente asportato) o non presente alla nascita. Sono costituite da un involucro ovoidale in silicone preriempito, e ne esistono di diverse misure per meglio adattarsi al controlaterale. L'accesso chirurgico preferito è sub-inguinale, l'intervento è semplice ed il risultato estetico e "tattile" assolutamente soddisfacente. - ernia inguinale ed inguino-scrotale quando il sacco erniario è confinato all'interno del canale inguinale corrispondente si parla di ernia inguinale; quando quest’ultima si estende sino all'interno dello scroto si parla di ernia inguino-scrotale. Quale che sia il tipo di ernia, è neccessario ricorrere alla chirurgia oltre che per i fastidi in se', per la possibilità di fenomeni di "strozzamento" e di compressione sulle strutture funicolari e/o scrotali (compressione e dislocamento del testicolo). Benchè questo intervento venga proposto talvolta in anestesia locale, riteniamo che l'anestesia generale sia da preferirsi, se non altro per evitare possibili dolori al paziente durante le manovre intraoperatorie. - orchiectomia (con o senza linfoadenectomia) consiste nell'asportazione chirurgica del testicolo. I motivi possono essere diversi: testicolo atrofico, testicolo non disceso, neoplasie, rottura traumatica, ecc.L'accesso chirurgico è a livello inguinale, e, nei casi di neoplasia, a seconda della stadiazione clinica viene eseguita la linfoadenectomia lombo-aortica (per via chirurgica o laparoscopica). Ricordiamo che in testicoli ex criptorchidi (fatti discendere solo successivamente mediante chirurgia) è aumentato il rischio di neoplasia, sia nel testicolo interessato che nel controlaterale per cui è necessario sottoporre tali soggetti a controlli ravvicinati (in particolar modo ecografia annuale o semestrale). - orchidopessi (criptorchidismo) la terapia del criptorchidismo si prefigge di riportare il testicolo o i testicoli nello scroto, dal momento che la ritenzione testicolare predispone alla degenerazione neoplastica della gonade ed all'arresto della spermatogenesi. Nel testicolo criptorchide la spermatogenesi appare compromessa già dal secondo-terzo anno di vita; da ciò deriva che la terapia, ormonale o chirurgica che sia, dovrebbe essere intrapresa prima del terzo anno, al fine di proteggere la futura fertilità del soggetto che ne è affetto. In questi ultimi anni è stato dimostrato che anche per i testicoli criptorchidi unilaterali esistono buone possibilità di successo con la sola terapia medica. Nella descrizione della terapia chirurgica divideremo le ritenzioni in basse o alte e, ancora, in ritenzioni del canale inguinali ed intraddominali. Esistono diversi interventi chirurgici per il criptorchidismo basso, che differiscono fra loro spesso solo per i dettagli e per la tecnica di fissaggio del testicolo nello scroto. L'atteggiamento del chirurgo di fronte ad un criptorchidismo alto è in relazione all'età del paziente. L'orchiectomia si impone solo nei pazienti adulti, dato l'elevato rischio di cancerizzazione, quando ci si trovi di fronte ad un criptorchidismo monolaterale. In tutti gli altri casi il testicolo dovrà essere riportato nello scroto. Alcune volte la sufficiente lunghezza del dotto deferente dei vasi consente di riportare il testicolo nell'emiscoto senza successiva trazione sul peduncolo. Altre volte i vasi spermatici non hanno una lunghezza sufficiente da consentire un tale intervento. A questo punto l'operatore può optare per un intervento in due tempi, lasciando il testicolo in una posizione intermedia tra la sua originale localizzazione e lo scroto, operando nuovamente in un secondo tempo; in alternativa si ppuò utilizzare la tecnica di Fowler e Stephens, che consiste nella sezione dei vasi spermatici interni e nel posizionamento del testicolo nell'emiscroto affidando il suo apporto arterioso alle altre arterie minori; infine si può decidere per un autotrapianto del testicolo, possedendo i mezzi tecnici necessari ed una sufficiente esperienza microchirurgica. Tutte le suddette alternative sono suscettibili di critiche. In definitiva oggi si ritiene da più parti la validità dell'autotrapianto e pertanto il chirurgo che si accinge ad operare un testicolo ritenuto non palpabile dovrebbe essere preparato per operare con tecnica microchirurgica. - ginecomastia La ginecomastia viene definita come l'ingrossamento patologico della ghiandola mammaria nell'uomo. Le cause possono essere molteplici, ed è frequentemente riscontrabile in soggetti in età pre-pubere e può insorgere in soggetti in sovrappeso. Di norma tende a risolversi spontaneamente, ma nei casi di persistenza è utile eseguire uno screening dell'assetto ormonale prima di una eventuale terapia chirurgica. Attualmente vengono usate tecniche chirurgiche mini invasive, con il minimo danno estetico possibile per il paziente. Di norma l'intervento è condotto in anestesia generale, con una degenza molto limitata (1-2 giorni). Particolare attenzione viene posta al trattamento della/e ferite chirurgiche. [...]

AUMENTARE LA QUANTITA' DI SPERMA DELL'EIACULAZIONE

Quella che emerge dal titolo di questo articolo potrà sembrare una richiesta bizzarra, ma in realtà avere eiaculazioni abbondanti ed esplosive è una priorità per l’uomo, e rappresenta un desiderio diffuso quasi quanto quello di avere un pene molto sviluppato. Ecco un aiuto preciso e mirato ad ottenere degli orgasmi davvero abbondanti di sperma.Per iniziare vorremmo ricordarvi che l’eiaculato, ovvero il liquido che viene emesso dal pene durante l’orgasmo, è composto dagli spermatozoi e dal liquido seminale, nel quale gli spermatozoi trovano un ambiente favorevole per sopravvivere all’interno della donna. Un uomo adulto, ad ogni eiaculazione, emette circa dai 1,5 ml ai 6 ml di sperma. Seguendo i consigli che di seguito riportiamo si può arrivare sino a 8 ml. Anche la densità del liquido spermatico è un elemento importante e dipende da più fattori. Nella maggior parte dei casi ha una densità discreta, ma il suo aspetto può variare da una cremosità vistosa ad uno stato quasi completamente liquido, ma mai trasparente. Quindi per avere un’eiaculazione abbondante, densa ed esplosiva bisognerà trovare delle strategie per aumentare la quantità e la qualità del liquido seminale. Ecco quindi i nostri trucchi:1) Assumere acqua: lo sperma è costituito per la maggior parte da acqua e bere molti liquidi comporta l’aumento delle scorte del prezioso liquido nelle vescichette. Si consigliano almeno 2 litri di acqua al giorno.2) Astenersi dai rapporti: la produzione di sperma necessita dai 4 ai 10 giorni per raggiungere il suo massimo. Nelle vescichette seminali lo sperma aumenta di volume sino a 10 giorni dopo l’ultimo rapporto, poi si mantiene stabile e diminuisce di qualità al fine della riproduzione.3) Assumere Arginina: L’arginina è un amminoacido che si può acquistare in tutti i negozi che vendono integratori alimentari. E’ anche presente in molti preparati che si trovano in farmacia e non è molto costoso. Assumere arginina è uno dei segreti più efficaci per incrementare il volume dello sperma.4) Assumere Lecitina di Soja: in tantissimi blog anglosassoni viene riportato che l’assunzione della lecitina di soia incrementa di molto la produzione sia di liquido seminale che di liquido pre-seminale. Si trovano molti studi su animali che indicano che la lecitina di soia aumenta sia la quantità che la qualità dello sperma.5) Aumentare i livelli di testosterone: l’unico modo “sano” per incrementare i livelli del testosterone nel nostro corpo è quello di allenarsi in palestra, avere una dieta proteica, esporsi alla luce solare, mantenere basso il grasso corporeo, non fumare e non bere alcolici. Ah, ancora una cosa…fruire di materiale pornografico sembra che aumenti i livelli di testosterone!6) Assumere Zinco: L’assunzione di zinco infatti stimola la produzione di testosterone, il quale stimola l’accumulo dello sperma nelle vescichette seminali e la produzione prostatica. I cibi più ricchi di zinco sono le nocciole, le noci, il tuorlo d’uovo, i semi di sesamo, la carne, il cacao, i semi di zucca e i funghi. Per introdurre almeno 11 mg al giorno di zinco, puoi utilizzare anche integratori alimentari che lo contengono. [...]

I vostri problemi di sesso e sessualità sono subito risolti!