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RISULTATI DELLA RICERCA

La ricerca per la parola penetrazione ha restituito i seguenti risultati:

L'APPARATO SESSUALE FEMMINILE

L'apparato sessuale femminile si compone di: organi genitali esterni; organi genitali interni ; mammelle 1. Gli organi genitali esterni La vulva è l'organo che riassume tutti i genitali esterni della donna, cioè quelli che si possono osservare direttamente. Nella vulva si distinguono diverse parti: le labbra più esterne, dette grandi labbra , che si riuniscono superiormente a livello del monte di Venere Una protuberanza cedevole che dopo la pubertà è ricoperta di peli; Le labbra più interne dette piccole labbra , situate internamente rispetto alle grandi labbra; Il clitoride , situato nel punto di riunione superiore delle piccole labbra; Il vestibolo , un'area a forma di mandorla all'interno delle piccole labbra dove si aprono il meato urinario e l'apertura della vagina o ostio vaginale 1. Le grandi labbra Le grandi labbra, le labbra più esterne, sono le parti più esterne dei genitali femminili e variano in forma e dimensione da donna a donna. Dopo la pubertà sono di solito ricoperte di peli. Durante l'eccitazione sessuale, le grandi labbra si gonfiano, appiattendosi verso l'esterno e lasciando vedere l'apertura della vagina. Ciò è causato dall'aumentato afflusso di sangue nella circolazione locale. Le labbra delle donne che hanno avuto un figlio hanno una reazione più consistente di quelle di donne nullipare. Dopo la menopausa le grandi labbra si assottigliano, perdendo la maggior parte del tessuto adiposo che dà loro forma e prominenza; non si gonfiano più e non tendono ad appiattirsi in fuori come prima. 2. Il monte di Venere Il monte di Venere, chiamato anche monte del pube, è un deposito di tessuto adiposo situato sopra l'osso pubico. Durante la pubertà si ricopre di peli. 3. Le piccole labbra Le piccole labbra, le pieghe di tessuto più interne, non sono così spesse come le grandi labbra, ma sono più sensibili e se vengono toccate trasmettono una sensazione di piacere. Quando una donna raggiunge un certo livello di eccitazione sessuale, le piccole labbra cambiano di colore, e ciò indica che, continuando l'attività di stimolazione, la donna raggiungerà l'orgasmo. Le piccole labbra delle donne che non hanno ancora avuto un figlio diventano di un color rosso chiaro brillante, mentre nelle donne che hanno avuto figli il colore è più scuro o ambrato. Contemporaneamente al cambiamento di colore, le piccole labbra aumentano di volume a causa del maggior afflusso di sangue che è il risultato naturale della stimolazione sessuale. Quando la stimolazione cessa, sia le labbra esterne che quelle interne riassumono in breve tempo la loro abituale forma e dimensione. 4. Il clitoride Il clitoride, che si trova nel punto in cui si incontrano le piccole labbra o labbra più interne, possiede un'unica funzione: quella di dare piacere. Esso non ha nulla a che vedere con il concepimento della prole, ma le numerosissime terminazioni nervose disposte in esso e nell'area immediatamente adiacente significano che è molto sensibile al contatto diretto o indiretto. Il clitoride è formato da una parte terminale, arrotondata, detta glande del clitoride, e da una parte allungata detta asta o corpo del clitoride. Il corpo del clitoride è di solito protetto da una piega di tessuto formata dalle piccole labbra che assomiglia a una specie di cappuccio. In condizioni normali, quando non è stimolato, il clitoride ha più o meno le dimensioni di un nocciolo di ciliegia. Le normali variazioni di lunghezza sono comprese tra un tre millimetri e un centimetro. Quando viene stimolato, si riempie di sangue e aumenta di dimensioni, sia a livello del glande che del corpo: il glande, in particolare, può raddoppiare il proprio diametro. Se la stimolazione continua e l'orgasmo si avvicina, il clitoride si ritira sotto il cappuccio protettivo e riemerge solo quando la stimolazione ha termine. Dopo l'orgasmo il clitoride recupera le proprie normali dimensioni nel giro di dieci minuti circa. Se la donna non ha avuto l'orgasmo il sangue in eccesso che ha riempito il clitoride in risposta alla stimolazione può rimanere in sede, per cui le dimensioni del clitoride rientrano nella norma solo dopo diverse ore. Molte donne trovano fastidioso questo comportamento. L'orgasmo invece porta a un riassorbimento del sangue affluito in eccesso. 5 . Il vestibolo Il vestibolo è diviso in due parti principali, l'uretra e l'apertura o ostio della vagina. L'uretra è il canale di passaggio per l'urina dalla vescica all'esterno. La sua apertura è situata sotto il clitoride e sopra l'apertura della vagina. Appena sotto il meato o apertura dell'uretra si apre l'ostio della parte iniziale della vagina stessa. L'apertura della vagina non è molto grande e può essere vista meglio scostando entrambe le coppie di labbra. Gli organi genitali interni Gli organi genitali interni della donna si possono così elencare: 1. l'imene , sottile diaframma di tessuto che in parte ostruisce l'ingresso della vagina; 2. Le ghiandole del Bartolino , situate da ciascun lato rispetto alle piccole labbra, che secernono alcune gocce di liquido durante la fase di eccitazione della donna; 3. l'uretra, canale di passaggio per l'urina; 4. la vagina , il passaggio che conduce dalla vulva alla cervice (5), altrimenti nota come collo dell'utero ; 6. l'utero , in cui l'uovo fertilizzato si sviluppa fino al completamento del feto prima della nascita; se l'uovo non è stato fertilizzato, la mucosa di rivestimento delle pareti dell'utero sarà eliminata nel corso delle mestruazioni; se l'utero è sede di manifestazioni patologiche può rendersi necessaria la sua rimozione mediante un intervento detto di isterectomia; all'estremità superiore dell'utero si trovano le tube di Fallopio (7), lungo cui transita l'uovo e dove avviene l'incontro con lo spermatozoo maschile; le uova sono contenute nelle due ovaie (8). 1. L'imene Appena oltre l'apertura della vagina si trova l'imene, un sottile diaframma di tessuto che ostruisce in parte l'accesso alla vagina. Prende nome dal dio greco del matrimonio e non ha alcuna funzione biologica nota. Anche se alcune donne sono nate prive di imene, la maggior parte di esse ne è provvista; varia in forma e dimensioni da donna a donna. L'imene non ricopre interamente l'ingresso della vagina, poiché rimane un piccolo passaggio per la fuoriuscita del sangue mestruale. L'imene può lacerarsi in caso di esercizi ginnici o sportivi particolarmente violenti; può lacerarsi durante il rapporto sessuale o a causa dell'inserimento di un tampone igienico durante le mestruazioni, e a volte si lacera per motivi non specifici. Un imene lacerato non costituisce prova di avvenuto rapporto sessuale, né dimostra la perdita della verginità. Ne è controprova il fatto che in alcuni casi l'imene deve essere rimosso chirurgicamente (mediante imenectomia) prima della nascita del primo figlio, poi ché la sua flessibilità o piccolezza ne aveva impedito la lacerazione durante il rapporto sessuale. Quando l'imene si lacera, sia durante il rapporto sessuale, sia in altre occasioni può aversi una piccola perdita di sangue e si può avvertire un po' di dolore. Sia l'emorragia che il dolore sono del tutto normali ed entrambi cesseranno entro breve tempo. Per alcune donne la lacerazione dell'imene non comporta alcun dolore. A volte una donna può essere in tensione durante il rapporto sessuale, soprattutto se si tratta del primo, e questo stato può causare più disagio che non la perforazione stessa dell'imene. Inoltre, gli uomini che durante il rapporto sessuale hanno pochi riguardi e delicatezze, o cercano di penetrare in vagina prima che questa sia opportunamente lubrificata e pronta all'introduzione del pene, possono causare dolore. Di solito, tuttavia, l'eccitazione che prelude al rapporto sessuale risolve il problema, per cui la donna avverte un disagio minimo anche se il suo imene non era ancora stato lacerato. E' importante ricordare che una donna può rimanere incinta anche se il suo imene è ancora intatto e se il pene non è penetrato in vagina. Se lo sperma giunge a contatto con le labbra o con la zona vaginale, esso può penetrare attraverso la normale apertura dell'imene, e risalendo la vagina fino all'utero determinare uno stato di gravidanza. 2. Le ghiandole del Bartolino Le ghiandole del Bartolino sono situate da una parte e dall'altra delle piccole labbra. Queste ghiandole si aprono in prossimità dell'ingresso della vagina e quando la donna è sessualmente eccitata secernono una piccola quantità di liquido. Si riteneva che il liquido in questione fosse importante per la lubrificazione della vagina, ma le ricerche di Masters e Johnson hanno dimostrato che la lubrificazione della vagina è attuata da secrezioni che provengono dall'interno della vagina più a monte, per cui le ghiandole del Bartolino non hanno l'importanza presunta durante la fase di eccitazione sessuale. Quale sia la vera funzione delle ghiandole è quindi ancora da scoprire. A volte le ghiandole del Bartolino si irritano o si infettano; possono allora gonfiarsi e diventare dolenti. Ciò può essere facilmente curato dal medico. 3. L'uretra L'uretra è il breve canale di collegamento tra la vescica a monte e il vestibolo a valle. L dunque il passaggio che permette l'eliminazione dell'urina. La sua apertura o meato è situata tra il clitoride e l'apertura della vagina. 4. La vagina La vagina inizia affacciandosi all'esterno con l'ostio vaginale e termina in profondità al collo dell'utero. La vagina ha dimensioni che variano da una donna all'altra, ma di solito è lunga da sette a tredici centimetri. Ha la forma di un tubo appiattito con le pareti che si toccano. Le pareti della vagina non sono lisce, ma presentano dappertutto rughe e pieghe. La vagina ha una enorme capacità di espansione e di contrazione: ad esempio si dilata durante il processo del parto e durante il rapporto sessuale può adattarsi a qualunque dimensione del pene. Durante la fase di eccitazione sessuale, la vagina risponde pressoché immediatamente agli stimoli di piacere. In pochi secondi lungo le sue pareti compaiono goccioline di liquido. Se la stimolazione continua queste goccioline si diffondono fino a ricoprire uniformemente le pareti della vagina. Quando una donna comincia ad eccitarsi sessualmente i vasi sanguigni delle pareti della vagina si riempiono rapidamente di una quantità in eccesso di sangue. Il perseverare di questa situazione di congestione determina la compressione dei vasi sanguigni contro i tessuti circostanti, costringendo i liquidi tissutali fisiologici a essudare dalle pareti della vagina stessa. Il liquido non è solo sintomo di eccitazione sessuale, ma funziona da lubrificante per il rapporto sessuale, senza il quale la penetrazione per la donna sarebbe dolorosa. La vagina, come l'occhio, è un organo capace di mantenere. da sé le proprie condizioni igieniche senza bisogno di particolari interventi esterni. Le lavande non sono quindi necessarie, a meno che non siano state prescritte da uno specialista, poiché sottraggono alla vagina stessa le sostanze naturali che provvedono al suo equilibrio ambientale. Le pareti della vagina non sono sede di numerose terminazioni nervose, per cui non sono eccessivamente sensibili. I due terzi superiori della vagina sono dunque più sensibili alla pressione che alla manipolazione, mentre il terzo inferiore, soprattutto attorno all'ingresso della vagina, ha una innervazione più ricca ed è quindi molto più sensibile alla manipolazione. 5. Il collo dell'utero Il collo dell'utero è quella parte terminale dell'utero che, restringendosi, sconfina nella zona superiore della vagina. In questa zona il collo dell'utero si apre mediante un passaggio detto ostio cervicale. E' un passaggio molto stretto, come l'estremità di una cannuccia di paglia, e assomiglia alla punta di un naso o a un mento con la fossetta. Le donne che usano gli IUD come anticoncezionali hanno il filo dello IUD che pende attraverso il collo dell'utero nella vagina. Il collo dell'utero possiede la capacità di espandersi e di contrarsi per permettere il passaggio e l'espulsione del feto al momento della nascita. Attraverso il collo dell'utero passa anche il sangue mestruale prima di raggiungere la vagina. E lo sperma dalla vagina raggiunge l'utero e le tube di Fallopio passando attraverso il collo dell'utero. Il collo dell'utero secerne un liquido detto muco cervicale. Il muco varia in aspetto e consistenza nel corso del ciclo mestruale e viene sfruttato da coloro che praticano metodi naturali di controllo delle nascite come indicatore della possibilità di avere o non avere rapporti sessuali senza timore di rimanere incinte (questo metodo si chiama metodo Billings o del muco cervicale) 6. L 'utero In una donna che non è in stato di gravidanza, l'utero ha le dimensioni di un pugno chiuso (da sette a dieci centimetri di lunghezza e cinque centimetri di larghezza) ed ha la forma di una pera capovolta. In gravidanza, quando è completamente dilatato, misura circa trenta centimetri di lunghezza. L'estremità inferiore, più stretta, è detta collo dell'utero: trapassa nella vagina e termina con l'ostio cervicale. La parte più ampia dell'utero è quella superiore, in cui durante la gravidanza e fino al parto il feto cresce e si nutre. L'utero ha pareti molto spesse ed è insolitamente elastico, poiché deve espandersi per contenere il feto in via di sviluppo, mentre dopo il parto riacquista più o meno le sue dimensioni normali. L'utero è rivestito da tre strati di tessuto speciale e di muscolo. Lo strato più interno è l'endometrio, un tessuto molto particolare. Dopo la pubertà, questo strato di tessuto riveste il corpo centrale dell'utero pronto a fornire un luogo di parcheggio e di nutrizione a un uovo fertilizzato fin dai primi istanti della gravidanza. Se una donna non è incinta questo rivestimento non è necessario, per cui si stacca dall'utero e lascia il corpo attraverso il flusso mestruale. Questo processo si ripete mensilmente. Immediatamente un nuovo strato di rivestimento comincia a formarsi per rendersi disponibile nel caso la donna rimanga incinta nel ciclo successivo. Tranne che nel corso della gravidanza, questo ciclo di eventi molto regolare continua ininterrottamente dalla pubertà fino alla menopausa. Il secondo strato della parete dell'utero è formato da un potente strato muscolare detto miometrio, che conferisce all'utero la sua grande forza ed elasticità. Questo strato si contrae durante il processo della nascita costringendo il feto a uscire dall'utero e a passare nella vagina. Il terzo strato della parete dell'utero è il peritoneo, che ricopre gli altri due strati, miometrio ed endometrio e anche gli altri organi della cavità addominale. L'utero è mantenuto in posizione all'interno dello scavo pelvico da diverse serie di legamenti (il legamento largo dell'utero, il legamento rotondo e i legamenti anteriori e posteriori). Durante la fase di eccitazione sessuale l'utero si solleva, aumenta di dimensioni e rimane tale fino all'orgasmo o fino al termine della stimolazione. L'orgasmo si traduce in un rapido ritorno dell'utero alle sue dimensioni normali. Il motivo della dilatazione e del sollevamento dell'utero è che nella fase di eccitazione sessuale affluisce alle sue pareti una maggior quantità di sangue. 7. Le tube di Fallopio Le tube di Fallopio sono due, ciascuna lunga circa 10 centimetri, fissate a ciascun lato della parte superiore dell'utero. Ciascuna tuba conduce a un'ovaia. Le tube di Fallopio (dal nome dell'anatomista del sedicesimo secolo Gregorio Fallopio, che per primo le descrisse) sono piuttosto strette (da uno a due millimetri), e sono il canale di passaggio che permette all'uovo di raggiungere l'utero partendo dall'ovaio. Le tube di Fallopio non sono fissate alle ovaie in un punto ma le circondano avvolgendole alla loro estremità superiore. La estremità superiore delle tube di Fallopio è aperta e appare come l'imbuto di una tromba dotato di un bordo frastagliato (le frange sono chiamate fimbrie). Quando l'uovo è liberato dalla ovaia viene avviato rapidamente verso l'apertura della tuba di Fallopio e da lì comincia a muoversi verso l'utero, che si trova all'altra estremità della tuba. Le pareti delle tube di Fallopio sono ricoperte da strutture pilifere dette cilia, che si contraggono lievemente insieme alle tube garantendo il movimento dell'uovo verso l'utero. E' interessante notare che lo spermatozoo si muove nella tuba contro la corrente delle cilia. Quindi è solo lo spermatozoo più maturo e sviluppato che è in grado di compiere il viaggio. E' il modo che l'organismo ha di assicurare, in caso di fertilizzazione, buone possibilità che si realizzi una gravidanza senza problemi. La fertilizzazione, cioè l'incontro dello spermatozoo e dell'uovo, si verifica di solito nel tratto superiore della tuba di Fallopio. In qualche caso, la tuba si ostruisce, e a volte un uovo fertilizzato rimane incastrato nella tuba di Fallopio e lì si sviluppa: questo evento prende il nome di gravidanza ectopica. 8. Le ovaie Le donne possiedono due ovaie, ciascuna delle quali è situata a fianco dell'utero nella sua parte superiore. Esse sono situate da ciascuna parte rispetto all'ombelico, proprio sotto, e non sono direttamente connesse con l'utero e con le tube di Fallopio. Esse sono mantenute in situ dai legamenti ovarici. Le ovaie hanno forma di mandorla, e sono lunghe circa quattro centimetri, alte poco meno di due centimetri e larghe due centimetri e mezzo. Le ovaie assolvono a due importanti funzioni: esse liberano le uova attraverso un processo chiamato ovulazione; l'uovo può quindi essere fertilizzato da uno spermatozoo maschile; inoltre le ovaie producono ormoni femminili chiamati estrogeni e progesterone. Gli estrogeni sono fondamentali per lo sviluppo sessuale della donna, mentre il progesterone è molto importante per la gravidanza. Questi ormoni passano direttamente dalle ovaie nel circolo sanguigno. Una donna nasce con circa 200.000 ovuli in ciascuna ovaia. Nel corso del periodo fertile della donna verranno liberati da 300 a 500 ovuli. Ciascun uovo è contenuto in un follicolo, una cavità in cui l'uovo immaturo rimane protetto. Quando l'uovo matura, esso esce dalla cavità e viene liberato dall'ovaia nella tuba di Fallopio. La maturazione dei follicoli che permette la liberazione dell'uovo ha inizio alla pubertà, quando un follicolo dell'ovaia destra o di quella sinistra libera un uovo nella tuba di Fallopio. Questo processo prende il nome di ovulazione, e si verifica circa una volta ogni quattro settimane dalla pubertà alla menopausa. Per tutto il tempo che una donna è gravida, l'ovulazione cessa; e riprende il suo ciclo normale poco dopo la nascita del feto. 3. Le mammelle Tre sono gli aspetti importanti che caratterizzano le mammelle femminili: sono spesso fonte di piacere erotico, giocano un ruolo non piccolo nel formare l'immagine che una donna ha di sé, e la donna con esse può nutrire i propri figli. Le mammelle maschili possono essere fonte di piacere erotico, ma hanno ben poca influenza sull'immagine che l'uomo ha di sé. Una reazione normale alla stimolazione è l'erezione del capezzolo femminile. Fino alla menopausa, se la donna non ha allattato, le sue mammelle stimolate cresceranno in dimensione per un aumento del flusso del sangue venoso. Le mammelle maschili non aumentano in dimensione se vengono stimolate ma un po' più del 50% degli uomini dimostrano una erezione evidente del capezzolo. Spesso anche lo stare nudi e al freddo fa rizzare i capezzoli. Le mammelle femminili sono fatte nel seguente modo: al centro sulla superficie esterna si trova (1) il capezzolo , circondato dalla (2) areola . All'interno si trovano le (3) ghiandole lattifere , che in seguito alla gestazione e al parto di un bambino producono latte, e (4) i dotti lattiferi , che trasportano il latte dalle ghiandole lattifere ai capezzoli. La struttura restante della mammella è fatta di tessuto adiposo e di tessuto connettivo fibroso che dà consistenza e forma alla mammella. 1. Capezzoli I capezzoli possono essere molto prominenti, oppure avere scarso rilievo, possono essere un po' infossati nella mammella, oppure possono essere invertiti. L'ambito normale delle diverse morfologie è vasto. I dotti lattiferi che partono dalle ghiandole lattifere convergono e si svuotano proprio nel capezzolo, permettendo così al bimbo di succhiare. Ciascun capezzolo è provvisto di terminazioni nervose che lo rendono molto sensibile al tatto. Le minuscole fibre muscolari presenti in ciascun capezzolo gli permettono di diventare eretto in seguito all'eccitazione sessuale e in risposta ad altri stimoli come il freddo. Proprio come una mammella può essere leggermente più voluminosa dell'altra, così anche un capezzolo può diventare più eretto dell'altro in seguito alla stimolazione sessuale. 2. Areola L'areola mammaria è la zona scura e pigmentata che circonda ciascun capezzolo; l'intensità del suo colore varia da donna a donna. L del tutto normale che nell'areola vi siano minuscole protuberanze: si tratta di ghiandole produttrici di grasso che secernono una sostanza lubrificante per rendere più facile l'allattamento. Nel corso della gravidanza l'areola diventa più scura e rimane tale fino a un certo periodo dopo il parto. Le dimensioni dell'areola variano da donna a donna. 3. Ghiandole lattifere All'interno di ciascuna mammella si trovano da 15 a 25 piccole ghiandole produttrici di latte. Il latte da esse prodotto viene portato al capezzolo per mezzo di dotti lattiferi, pronto per essere succhiato dal bambino. Le dimensioni delle ghiandole lattifere sono più o meno le stesse in tutte le donne, e producono la stessa quantità di latte, indipendentemente dalle dimensioni complessive della mammella. 4. Dotti lattiferi Questi dotti mettono in comunicazione le ghiandole lattifere di ciascuna mammella con il capezzolo. Il latte viene prodotto dalle ghiandole, passa nei dotti e si accumula attorno al capezzolo. Il bambino allora può succhiare il latte dal capezzolo. Il latte viene prodotto come risposta all'azione di due ormoni, la prolattina e l'ossitocina. La prolattina stimola le ghiandole lattifere a produrre latte, e quando il bambino succhia, viene liberata una ulteriore quota di prolattina nel circolo sanguigno per far aumentare la produzione del latte. L'ossitocina fa sì che il latte venga portato dalle ghiandole al capezzolo in un processo detto di "caduta". A volte, il neonato nei primi giorni di vita non è in grado di succhiare in modo sufficientemente vigoroso da permettere la liberazione di opportune quantità di ossitocina, per cui il processo di "caduta" è inadeguato. Una volta che la madre e il neonato hanno sincronizzato i ritmi di allattamento, ogni cosa torna a funzionare bene. Le mammelle producono un'altra sostanza, il colostro. Il colostro non è latte, ma è estremamente nutriente. E una sostanza densa e giallastra e nel corso delle ultime settimane di gravidanza può sgocciolare occasionalmente dal capezzolo. I bambini si nutrono di colostro nei primissimi giorni dopo la nascita, fino a quando sopraggiunge il latte vero e proprio. Il colostro non è solo ricco di proteine, ma contiene anche importanti anticorpi che permettono al neonato di acquisire protezione immunologica contro determinate malattie cui i neonati sono particolarmente suscettibili. [...]

IL PUNTO L dell'UOMO

MA DOVE SI TROVA?Quando ho sentito parlare per la prima volta del punto L maschile ho pensato che fosse la solita follia femminista. Non volli neppure fare lo sforzo di capire di cosa si trattava. Era successo durante una conferenza della dottoressa Elisabetta Leslie Leonelli. Non potevo pensare che una donna avesse qualche cosa da insegnarmi sul mio orgasmo. Solo anni dopo, leggendo "Coccole e carezze" (della Leonelli) mi venne qualche dubbio e decisi di fare un esperimento. Ne restai folgorato. Tra l'altro capii come mai alcune volte avevo provato degli orgasmi fortissimi. Infatti si può sperimentare il piacere del punto L anche casualmente, non sapendo che esiste. Ma sapere dov'è e come trattarlo è meglio. Molto meglio. Ecco come Leslie Leonelli lo descrive: "... Mentre avevo davanti le sezioni laterali dei genitali maschili con i corpi cavernosi, i nervi, i testicoli, la prostata, ecc... mi sono resa conto, improvvisamente, di quanto la base del pene affondi profondamente dentro le pelvi. Ciò che si vede all'esterno del corpo costituisce meno della metà dell'intero apparato, mentre i corpi cavernosi, veri e propri protagonisti dell'erezione del pene, continuano all'interno delle pelvi, al di là dell'osso pubico, al di sotto della prostata, fin quasi a raggiungere la parete del retto."COME PROVOCARE IL PIACERE DEL PUNTO LQuesta zona alla radice del pene può essere sollecitata in vari modi:Succhiando. Attraverso il tubicino del pisello (l'uretra) è possibile sollecitare il punto L creando un'aspirazione. Le nostre progenitrici muovevano naturalmente i muscoli vaginali creando un'aspirazione durante il coito. Questo spiega perché il punto L si trova lì dov'è. Oggi poche donne sono consce dei propri muscoli vaginali e quindi è difficile che il punto L sia stimolato normalmente durante il rapporto sessuale.Lo stesso effetto lo si può ottenere attraverso un rapporto orale. Succhiando ritmicamente (cioè succhiare e poi smettere di succhiare ripetendo l'operazione in rapida sequenza) si può sollecitare ottimamente il punto L maschile. È anzi possibile far arrivare all'orgasmo un uomo soltanto succhiandolo, appoggiando le labbra sulla punta del pene, come fosse una cannuccia, senza toccarlo altrimenti. Ovviamente non per tutti è uguale e il succhiare non dovrà essere troppo forte. Fate attenzione perché, se esagerate, potrebbe essere irritante. Va poi detto che sarà bene continuare l'aspirazione dell'orgasmo dato dalla stimolazione del punto sensibile sotto il glande (la clitoride) anche durante l'eiaculazione. Infatti l'orgasmo del punto L è molto più lungo nel maschio. Sarebbe un peccato interrompere il godimento.Sollecitare con un massaggio delicato ma profondo la zona del perineo, tra l'attacco dello scroto (la sacca che contiene i testicoli) e l'ano. E possibile sollecitare il punto L attraverso la stimolazione anale.Questo spiega tra l'altro perché gli omosessuali possono raggiungere l'orgasmo attraverso la penetrazione anale o perché tanti uomini gradiscano essere penetrati con un dito durante un rapporto sessuale. Fino a ieri si ipotizzava una capacità della prostata di provare piacere. Ecco cosa scrivevano Ladas, Whipple e Perry sul libro "Il Punto G":"... E in effetti uno dei motivi per cui alcuni uomini provano piacere nel rapporto omosessuale è che spesso, in un'unione di questo tipo, la prostata viene stimolata più facilmente che in un rapporto eterosessuale".La dottoressa Leonelli ha però dimostrato che le cose stanno diversamente. Infatti, come si potrebbe raggiungere questo tipo di orgasmo profondo con il sistema dell'aspirazione e del massaggio perineale se il centro si trovasse nella prostata che è raggiungibile solo per via anale?L'ORGASMO DEL PUNTO LL'orgasmo nel suo complesso è ancora un fenomeno poco conosciuto scientificamente e solo sommariamente esplorato dalla narrativa. Cosa succede esattamente quando godiamo? E in particolare, come gode il maschio? Potremmo dire che vi sono quattro tipi di piacere.Il piacere di un semplice contatto genitale, una carezza o un bacio. Diventa particolarmente forte, accompagnato quasi da un mancamento emotivo, quando viene toccato in modo appropriato il punto più sensibile (la clitoride del maschio). Questa sensazione però spesso o non viene avvertita. La si sente solo quando c'è una sufficiente partecipazione emotiva. Sennò accade di fare solo su e giù attendendo che arrivi il piacere dell'orgasmo. Si è come anestetizzati. Le carezze, i baci o lo sfregamento danno piacere solo perché sono un preludio all'eiaculazione ma in quel momento non si prova nulla di speciale. Succede quando non si riesce a lasciarsi andare.Prima dell'eiaculazione il piacere cresce, diventa una sensazione acuta. Generalmente si arriva a un punto di resistenza. Cioè ci si sente compressi e poi si percepisce qualcosa che scatta. Come se fosse crollata la diga che tratteneva il seme. Si sentono alcune rapidissime scariche di piacere. Generalmente non più di quattro o cinque, che durano pochi secondi. Solo più raramente si arriva all'eiaculazione senza quel momento di resistenza. Allora le scariche di piacere possono essere di più e più forti e dotate di maggior profondità. Questa "resistenza" è causata da una eccessiva contrazione involontaria del muscoli che stanno tra il pube e l'ano.Alle sensazioni di piacere e agli orgasmi più forti possono essere associate sensazioni piacevoli diffuse in tutto il corpo come brividi o ondate di calore. Si tratta di un piacere accessorio non localizzato nell'area genitale ma generalizzato in tutto il corpo.Quando si sollecita il punto L c'è un sufficiente coinvolgimento emotivo e l'abbandono amoroso, si sperimenta un orgasmo che travolge arrivando in modo lento, graduale, senza scatti e senza resistenze, con la fluidità di un respiro. Le scariche di piacere sono più forti, meno acute, più tonde, più calde, più profonde. E soprattutto più lunghe. L'orgasmo inizia prima dell'eiaculazione e finisce dopo che l'ultimo schizzo è stato liberato. È un'orgasmo che contiene in sé tutti gli altri piaceri fin qui nominati e si diffonde in tutto il corpo. Cioè gente... una cosa da provare. Comunque, cari amici, il piacere del punto L non è ancora il massimo che potete provare.Attraverso la respirazione, il rilassamento del basso ventre e altre tecniche è possibile (con la persona giusta) arrivare a toccare vette di piacere ancora più alte.IL POSTILLONAGEIl Postillonage a volte chiamato anche mungitura della prostata (dall'inglese prostate milking) è una tecnica che prevede il massaggio della prostata allo scopo di ritardare l'orgasmo maschile (e la conseguente eiaculazione) e di aumentarne l'intensità.Il massaggio può avvenire sia in modo indiretto, premendo al centro del perineo (la zona compresa tra i testicoli e l'ano), che in modo diretto, introducendo parte della mano o altri oggetti (preferibilmente lubrificati per evitare abrasioni) nell'ano per circa 5 cm.L'individuazione della prostata è semplice giacché in seguito all'eccitazione l'afflusso di sangue la ingrossa e la indurisce.La ghiandola prostatica è la zona erogena più sensibile nel maschio, e per questo viene paragonato al punto G femminile, col nome di "punto A"; grazie a questa sensibilità gli orgasmi raggiunti con l'ausilio del massaggio della prostata (in aggiunta alle altre pratiche sessuali) hanno generalmente un'intensità notevolmente maggiore, oltre che una maggiore durata.Il postillonage come tabùIn alcuni paesi, tra cui l'Italia, la pratica del postillonage, come tutte quelle riconducibili al sesso anale, è un tabù molto diffuso[senza fonte]. Questo perché coloro che nutrono timore verso l'omosessualità, tendono ad evitare quelle pratiche e quei comportamenti che associano ad essa[senza fonte]. Tuttavia va ricordato per chiarezza, che l'omosessualità consiste nell'attrazione per individui del proprio sesso, e che invece i piaceri derivanti dalla stimolazione dell'ano e della prostata, non sono ad essa collegati, ma dipendono dalla conformazione biologica di tutti i maschi. [...]

I PROBLEMI DEL SESSO ANALE: COME SUPERARLI

Il sesso anale è ancora oggi un grande tabù e forse proprio per questo è cosi desiderato soprattutto dagli uomini! Praticato bene, però da le sue soddisfazioni ed il suo piacere, ma non dimenticate che questo tipo di incontro ha i suoi rischi che, se sottovalutati, possono comportare notevoli problemi di salute. Il sesso anale se praticato nel modo corretto può essere grande fonte di piacere sia per i ragazzi che per le ragazze, ma perchè sia così è necessario capire che l'ano e la vagina funzionano diversamente e che, quando si tratta di sesso anale, la delicatezza e la prevenzione sono le chiavi fondamentali perché entrambi possiate godere di questi incontri. FA MALE?Uno dei primi rischi che devono affrontare le coppie, in particolare le donne, è il dolore intenso durante e dopo la penetrazione, un fattore che genera grande paura, impedendo a volte che le ragazze si decidano a sperimentare questa pratica. Questo rischio è di semplice soluzione: si deve stimolare l'ano in modo adeguato e allo stesso tempo durante la penetrazione è necessario l'uso di un lubrificante intimo, affinché sia molto più delicata e piacevole. Si consigliano anche i dilatatori anali che renderanno più semplice il rapporto senza provocare dolore. E se l'obiettivo è estendere un po' l'ano prima della penetrazione, potete utilizzare vibratori o anal plug, che renderanno i preliminari molto più divertenti e piacevoli. PROBLEMI GRAVI Lacerazioni, ferite o emorragie prodotte dal sesso anale sono altri rischi che possono portare a problemi maggiori se non viene usata una protezione adeguata. Su questo punto è importante ricordare che l'ano è molto più stretto della vagina e che non si può penetrare con la stessa forza, bisogna entrare poco a poco, senza fretta e usando sempre del lubrificante.Inoltre, soprattutto se si pratica in modo casuale con degli sconosciuti, è importante usare un preservativo speciale per il sesso anale, in modo da evitare il contagio di malattie a trasmissione sessuale. INFEZIONI ANALIUn altro dei rischi più comuni del sesso anale sono le infezioni intime. Le coppie spesso dimenticano che dopo aver penetrato il retto della donna non si può passare alla penetrazione vaginale senza aver preso le precauzioni necessarie, in quanto si rischia di trasferire particelle di escrementi dall'ano alla vagina.Evitare questo problema è molto semplice: innanzitutto devono essere prese tutte le precauzioni riguardanti l'igiene per il sesso anale, e poi è importante non passare dall'ano alla vagina senza tener conto di alcuni dettagli. Ad esempio, se penetri l'ano con un preservativo, toglilo e cambialo prima di passare alla penetrazione vaginale. Se decidete di farlo senza protezione, invece, sarà meglio concludere il rapporto con il sesso anale, in modo da evitare infezioni. [...]

SESSO ANALE: ancora un TABU'

Per molte persone il sesso anale è l'ultimo tabù. Negli anni '90 è stato penalizzato, perché l'HIV il virus dell'AIDS si trasmette più facilmente con il rapporto anale. Alcune persone amano il sesso anale. Altre lo odiano. Altre ancora non lo hanno mai provato ma sono curiose. E molte persone ne sono cosi attratte proprio perché è un tabù, ed è misterioso.L'ano è una parte del corpo che molte persone amano leccare (e far leccare). Una parte dei nervi dell'ano finisce nel bacino e molte persone toccandoli si eccitano. Ma quando si fa sesso, non bisogna mai dimenticare di farlo in modo sicuro. Nell'ano e nel retto vivono molti batteri che sono benigni nel loro ambiente, ma possono essere molto dannosi nella bocca o nello stomaco. Quindi leccare l'ano è molto rischioso per una varietà di infezioni batteriologiche. Il sesso anale non deve far male. Se fa male, lo stai facendo nel modo sbagliato. Con sufficiente lubrificante e pazienza è possibile godere del sesso anale come parte di una vita sessuale sana e soddisfacente. Comunque, ad alcune persone non piacerà mai, e se il tuo partner è uno di loro, rispetta i suoi limiti. Il piacere del sesso anale è determinato da molti fattori. Fare qualcosa di "sporco" attrae molte persone, specialmente nel sesso. Il sesso anale può essere un'ottima occasione per portare qualcosa di nuovo, qualcosa di trasgressivo in un rapporto spento. La sensazione fisica che si prova durante questo rapporto è completamente diversa da qualsiasi altra cosa. Il retto è pieno di nervi, ed alcuni di essi segnalano al tuo cervello di "ricompensarti" con sensazioni piacevoli quando vengono stimolati. Per gli uomini, la prostata può essere fonte di intenso piacere. Per un pene "intraprendente" l'anello dell'ano può dare una nuova e forte sensazione tutta da godere. I consigli più importanti sul sesso anale sono: lubrificanti, condom e pazienza. I lubrificanti sono in vendita nelle farmacie, in alcuni supermercati e nei sexy shop. Non comprate lubrificanti a base di olio, ma solo quelli compatibili con il preservativo. I lubrificanti a base di olio (come la vaselina o baby oil) distruggono qualsiasi preservativo prima che finisca il rapporto. Anche se sei sicuro che entrambe siete sani, dovresti comunque usare il condom per evitare infezioni. È necessario avere molta pazienza per poter avere un rapporto anale. La penetrazione iniziale è sempre la parte più difficile. L'ano è un anello stretto di carne, parzialmente sotto controllo volontario e parzialmente riflessivo a stimolazioni. Il tuo partner deve rilassarsi, e tu devi introdurre lentamente il pene, aprendo l'ano abbastanza per riceverlo. Incomincia con un dito o un vibratore sottile (più piccolo del tuo pene). Il vibratore è più realistico, ma le tue dita possono sentire il movimento dei muscoli dell'ano. Infila lentamente un dito, lasciando che il tuo partner si abitui. Tira fuori il dito, poi rimettilo un'altra volta. Dai un po' di tempo al suo ano per abituarsi a questo tipo di attività. Fai scivolare dentro due dita. Considera quanto è grande il tuo pene e allarga sufficientemente l'apertura. Prendere la posizione giusta è molto importante. Molte donne vogliono stare sopra, per regolare il ritmo della penetrazione. Altre amano stare stese sullo stomaco o supine. Scegliete quella che vi piace di più prima di cominciare. Come sempre, controllati, non devi correre, e usa abbastanza lubrificante. Le persone che amano il sesso anale dicono: "Tanto lubrificante è sempre sufficiente". Ascolta la tua partner - quando ti dice che comincia a far male, tirati indietro. I muscoli dell'ano hanno bisogno di un po' di tempo per rilassarsi completamente. Quando riesci a penetrare in lei, non c'è nessun motivo di muoverti freneticamente. Agisci con calma, lentamente, dalle tempo per abituarsi. Eventualmente dopo un po' tutti e due sarete pronti ad andare oltre. Tecnicamente non è possibile rimanere incinta dopo un rapporto anale. Tuttavia il sesso anale non è un buon metodo di contraccezione. Dopo il rapporto, lo sperma rimasto nell'ano può gocciolare attraverso la penireum causando la gravidanza. La percentuale delle coppie che concepiscono un figlio con un rapporto anale è sorprendentemente alta, raggiunge anche l'8%. Infine, è possibile che il sesso anale non ti piace; nessun problema. Non c'è niente che ti può indulgere a fare qualcosa che non ti soddisfa. [...]

SESSO ORALE: SAI PRATICARLO

SESSO ORALEIl sesso orale è uno dei rapporti più desiderati dagli uomini. Talmente mitizzato che tante volte lo preferiscono alla classica penetrazione. Ovviamente il sesso orale è molto piacevole anche per noi donne, soprattutto per l'eccitazione emotiva che riesce a creare, senza dimenticare che anche gli odori e i sapori sono particolarmente eccitanti. Non sottovalutare il sesso orale, anche se in apparenza sembra una pratica semplice, se lo scopo è quello di far impazzire il tuo uomo, devi metterci una notevole dose di impegno ed abilità.Impara a...Innanzitutto devi imparare a sentire le sue reazioni, il pulsare del suo pene nella tua bocca è un valido termometro per sapere quando la sua eccitazione sta per raggiungere il culmine. E' importante saperlo! Soprattutto se vuoi che al sesso orale segua altro. Ed anche se non fosse un semplice preliminare è molto bello prolungare a lungo il suo piacere.Per praticare bene delsesso orale, non devi mai avventarti come un'affamata sul suo pene. Quando lui è ancora vestito, mentre vi scambiate dei baci appassionati, fai scorrere la tua mano sui suoi pantaloni, accarezzandogli la parte. Spogliati, o volendo, più semplicemente, scopriti il seno (dipende anche da come sei vestita). Entro breve, le carezze, i baci, daranno l'effetto desiderato: l'erezione! Lentamente scendi fino a trovarti con la tua testa all'altezza del suo missile... e tiragli giu piano la lampo, non sbottonargli subito i pantaloni, infila la mano all'interno e continua ancora un po' le tue carezze sopra gli slip prima, e poi direttamente sul pene. Ora sei pronta per portare alla luce il suo totem pulsante.... e ricorda che ...Devi tenere sempre presente una cosa, il pene è il tallone d'Achille di ogni uomo. Qualunque siano le sue dimensioni, mostrati stupita dalla sua grandezza... quasi come se ti trovassi di fronte una divinità da adorare. Mai ridere o scherzare in questi momenti, almeno le prime volte e finchè non raggiungi un intensa intimità con il tuo lui. Dalle piccole cose si riconosce una brava spompinatrice. Ricorda, il sesso orale è un arte!Come si inizia?Se il suo glande, malgrado l'erezione, è ancora coperto, delicatamente scoprilo abbassando la pelle del prepuzio. Ricorda che la delicatezza è la parola che devi sempre tenere presente finchè giochi con il suo pene! Struscia dapprima le tue guance sulla sua cappella, e poi comincia a dare teneri baci cominciando dal glande e proseguendo per tutta la lunghezza dell'asta. Ora, bagnati bene le labbra e lascia che il suo glande (solo il glande) scivoli lentamente nella tua bocca, con la lingua giragli attorno, soffermandoti di tanto in tanto sulla zona del frenulo (filetto) che è la sua parte più sensibile. All'uomo piace vedere quello che gli stai facendo, quindi in qualunque posizione vi troviate, devi far sempre attenzione a non togliergli la visuale.Entriamo nel vivoAdesso puoi abbassargli del tutto pantaloni e slip. Accarezzagli lo scroto, facendo scorrere la mano fino ai suoi glutei per poi tornare allo scroto. Afferra saldamente il suo pene alla base e, chinando la testa al di sotto di lui, fai scorrere la tua lingua lungo tutta la parte inferiore fino ad arrivare al glande. Rendere il suo pene ben lubrificato dalla tua saliva è fondamentale! Anzi, a molti uomini piace che gli si sputi direttamente sul membro, mentre con le mani gli distribuisci la saliva per tutta la sua lunghezza. Succhia e spingiCon le labbra ben strette fai scivolare tutto (o quanto più puoi), il suo pene nella tua bocca e comincia ad andare avanti e indietro con la testa. Fa attenzione a non fargli male con i denti e disponi la lingua in modo che eserciti una certa pressione durante il rapporto. Asseconda il movimento succhiando quando ti entra dentro e soffiando quando invece retrai il capo dal pene. Un po' come quando si succhia un ghiacciolo o un lecca lecca. Insomma, il movimento, più che i muscoli del tuo collo, lo deve creare proprio questa alternanza di succhio e spinta.Variare, un trucco per il sesso oraleBisogna sempre variare durante un sesso orale, è uno dei trucchi per fargli provare il massimo del piacere, variare, sia la parte stimolata che l'intensità della stimolazione. Quindi a questo punto ricomincia semplicemente a baciargli l'asta, magari accarezza il suo sesso con i tuoi seni e con le mani lo scroto, il sedere, le gambe. Devi fargli capire di amare quella parte, ricorda, è come un idolo e tu lo stai adorando, lo veneri!L'uomo vorrebbe che tu glielo tenessi in bocca per tutto il tempo. Qui si vede la tua bravura, anche se te lo chiedesse esplicitamente, devi seguire i miei consigli, continua a farlo impazzire, se lasci condurre lui, questo gioco finirebbe in pochissimi minuti! Concentrati con la lingua nella zona del frenulo, muovila rapidamente. Riaccoglilo nella tua bocca, ricomincia a succhiare, leccare, baciare... continua fino alla fine a variare stimolazione ed intensità!Il sesso orale è uno dei modi migliori per legare a te un uomo, quindi se diventi un esperta nell'arte dei pompini, avrai un enorme potere! Molte donne non la praticano perchè dicono che il loro uomo non ha un buon sapore, in genere questo vale anche per noi se non curiamo in modo particolare la nostra igiene intima. Quindi per essere sicure, lo si può fare dopo un bagno od una doccia fatta insieme. Ingoio: sì o no?Altro dubbio è cosa fare quando lui "viene"! L'uomo sogna che tu ingoi il suo nettare fino all'ultima goccia. Ovviamente non sei tenuta a farlo se la cosa ti disgusta! Molto eccitante e lasciarlo colare lentamente dalle labbra, mentre assolutamente non devi sputare come se avessi in bocca una medicina amara. Puoi anche evitare che ti venga in bocca, semplicemente imparando a sentire le pulsazioni del suo membro, una volta divenute troppo intense puoi continuare semplicemente masturbandolo con la mano e magari strusciandotelo sul viso o sul seno.Il sesso orale e le malattieOvviamente il sesso orale è una pratica a rischio per quanto riguarda il virus dell'AIDS e tante altre malattie, quindi se non conosciamo bene il nostro partner è meglio usare sempre un preservativo. Sarai tu ad infilarglielo, basta farlo prima di portarlo alla bocca direttamente. Indossandolo tutte le sensazioni sono attenuate, quindi devi usare un po' più energia rispetto ad una sesso orale fatta a nudo. In commercio ci sono preservativi molto sottili, ideali per questo tipo di rapporti.Esperta in sesso oraleMi sono dilungata molto su questo argomento, e tante sarebbero ancora le cose da dire sul sesso orale, molte le scoprirai con la pratica. L'importante è l'atteggiamento, ricorda stai venerando un idolo, non un wurstel, è questo forse il consiglio migliore da tenere sempre a mente. Vedrai che con la pratica diventerai bravissima, o bravissimo, visto che è una pratica adorata anche dai gay.Ma sapete davvero praticare il sesso orale al vostro compagno? Sapete muovere la bocca e la lingua? Usate il ritmo giusto? Siete voi le uniche in grado di farlo godere nel modo migliore o forse un’altra lo farebbe meglio di voi? Scopritelo con il nostro test!Rispondete alle seguenti domande poi verificate a quale lettera avete dato la maggioranza e andate a leggere il relativo profilo. Stampatevi la pagina, annotate tutte le risposte con una X su ogni lettera poi fate vedere il test al vostro ragazzo e commentate le risposte insieme a lui. Passate il test anche alle vostre amiche e confrontate le vostre risposte con quelle delle amiche più intime. È un modo per ascoltare le esperienze altrui o semplicemente per divertirsi in compagnia.1. Durante i preliminariA) Lui vi fa capire che vuole una fellatio e voi accettateB) Lui vi fa capire che vuole una fellatio ma voi evitate dedicandovi ad altre zone erogene2. Durante i preliminariA) Dopo aver baciato appassionatamente il vostro compagno sulla bocca gli tirate fuori il pene dai pantaloni e ve lo mettete in bocca succhiandolo avidamente con un movimento ascendente e discendenteB) Appoggiate il viso al petto di lui, prendete in mano il pene, lo osservate e di tanto in tanto lo baciate senza andare oltre3. Durante i preliminariA) Vi piace prenderlo in bocca solo quando è perfettamente duroB) Vi piace farlo crescere in bocca per sentire le pulsazioni e i movimenti del glande4. Lui non è infetto da AIDS e/o da altre malattie infettiveA) Gli mettete il preservativo prima di fargli la fellatioB) Odiate il preservativo specie in questi casi5. Durante i preliminariA) lo masturbate con forza tenendo il pene con due maniB) con una mano lo tenete mentre con la lingua esplorate il sapore del glande6. Come lo masturbate?A) Con una mano e a volte anche con due. Chiudete le labbra intorno al glande. Ogni tanto vi piace stringerlo con i denti per fargli provare un po’ di dolore.B) Preferite farlo solo con una mano. Con la lingua giocate sopra il glande leccandolo come se fosse un gelato. Siete sempre delicate: circondate la testa del pene con le vostre labbra facendo attenzione a non toccare il glande con i denti.7. Durante la fellatioA) Siete silenziose e pienamente concentrate su ciò che gli state facendoB) Gli domandate se state andando bene e/o gli chiedete come deve essere fatto8. Durante la fellatioA) Gli date le spalle e cercate di nascondervi dietro i vostri capelli senza mostrargli il visoB) Lo guardate in faccia intensamente per vedere che effetto gli state facendo e/o per fargli capire che sta piacendo anche a voi9. Durante la fellatioA) Muovete la testa su e giù ripetutamente con un ritmo veloce e frenetico. La vostra mano accompagna i movimenti della bocca con un ritmo serrato e velocissimo. Lo masturbate con vigore per portarlo all’orgasmo il più presto possibile.B) Muovete la testa su e giù molto lentamente. Ogni tanto vi fermate per concentrarvi solo sul glande. Vi piace leccarlo lungo tutta l’asta con tempi lunghissimi, quando arrivate in cima al glande chiudete la bocca sopra l’orifizio per poi riaprila e andare giù fin dove potete.10. Durante la fellatioA) Vi piace pomparlo e succhiarlo cercando di portare il glande più in fondo possibile in gola. Non vi piace leccarloB) Vi piace leccarlo e pomparlo lentamente. Non lo succhiate. Fate colare la saliva lungo tutta l’asta del pene e la raccogliete con la punta della lingua11. Durante la fellatioA) Cercate di fare meno rumori possibili con la bocca e se li fate li nascondete con dei mugolii o lamentiB) Non badate ai rumori12. Durante la fellatioA) Vi piace spalmare su tutto il pene il miele, il vino, lo champagne, insomma, tutto ciò che vi passa per la testa. Lo leccate lungo tutta l’astaB) Preparate con cura gli ingredienti da mettere sopra il pene del vostro compagno facendo attenzione che il colore e la densità somiglino il più possibile allo sperma. Vi piace utilizzare il latte condensato, la panna o del gelato fior di latte. Vi piace leccarlo con naturalezza come se fosse un gelato13. Durante la fellatioA) Vi piace masturbarlo con una mano mentre con l’altra vi piace accarezzarlo sul petto o nel viso con tenerezzaB) Con una mano lo masturbate. La bocca segue il movimento della mano mentre l’altra mano accarezza il perineo, i testicoli e/o stimola la cavità anale14. Durante la fellatioA) Vi masturbate voi stesse cercando di attirare la sua attenzioneB) Prendete la mano del vostro compagno e ve la portate alla testa . Volete che sia lui a stabilire il ritmo e la profondità della penetrazione.15. Durante la fellatioA) Vi piace essere penetrate da un vibratore o da un altro uomoB) Non vi piace essere penetrate. Volete solo delle tenere carezze.16. Durante la fellatioA) Vi piace essere leccate (69)B) Non volete distrazioni. Essere leccate lì vi infastidisce e vi blocca. Vi piace concentrarvi solo su di lui.17. Sentite che sta per venireA) Vi sollevate di scatto e proseguite la masturbazione con la manoB) Continuate con la bocca18. Sentite che sta per venire:A) Coprite il glande con il palmo della mano affinché gli schizzi non vi colpiscano in viso o sul corpoB) Continuate a fare quello che state facendo senza paura di macchiarvi il vestito e/o che qualche schizzo vi colpisca sul viso o sui capelli19. Durante l’orgasmoA) Lasciate che lui vi venga sulla pancia o sui seni ma non in viso o nel colloB) Lasciate fare a lui20. Lui vi viene in bocca improvvisamenteA) Ridete, vi alzate di scatto, sputate e/o correte in bagno a lavarviB) Guardate il vostro partner con occhi semiaperti. Aprite la bocca. Fate colare lo sperma dalle labbra oppure lo ingoiate21. Lo spermaA) Gli schizzi di sperma vi inorridiscono. Preferite non guardareB) Vi piace osservare i getti di sperma che escono dall’orifizio22. Lo spermaA) Non vi piace ingoiarlo, leccarlo e/o toccarloB) Non vi crea fastidio leccarlo e/o ingoiarlo23. Lo spermaA) Non ha sapore. È schifosoB) Ha un sapore particolare. Non è cattivo24. Lo spermaA) È preferibile non ingoiarlo perché fa maleB) Si può ingoiare tranquillamente, non fa male, è nutriente e non contiene calorie in eccesso25. Dopo l’orgasmoA) Vi andate a lavare e a sciacquare la boccaB) Continuate a baciarlo e a leccarlo. Vi piace pulirlo con la vostra lingua. Vi piace appoggiare la testa vicino al pene26. FantasieA) Una delle vostre fantasie è leccare il pene del vostro partner o di un altro uomo insieme alla vostra migliore amicaB) Una delle vostre fantasie è leccare il pene di un uomo di colore e/o di un’altra razzaI vostri profiliSe la maggioranza delle risposte sono contraddistinte dalla lettera ASai osare, ti piace prendere l’iniziativa, sei sicura di te. Hai grandi potenzialità sessuali ma non le sfrutti appieno. A letto sei capace di fare i numeri ma forse lo fai per farti ricordare dal partner. Sembra che tieni più alla tua performance piuttosto che al reale piacere che sai dare. Vuoi dimostrargli che sei brava e che puoi essere “porca” se lui lo vuole. Ti sei ricordata come lo aveva fatto quell’attrice in quel film porno e ora ti piace usare la stessa tecnica con il tuo partner. Entro certi limiti però. Risultato: non sei né porca né sexy o erotica! Il sesso orale con te è meccanico come se fosse un esercizio da fare in palestra! Un consiglio: ricordati che il sesso è anche una questione di testa! Lasciati andare, sii te stessa, dai sfogo alle tue fantasie. Non essere precipitosa. La fellatio richiede tempo, pazienza e tanta ma proprio tanta partecipazione mentale non solo fisica. Non guardare film hard piuttosto leggiti dei libri erotici.Se la maggioranza delle risposte sono contraddistinte dalla lettera BComplimenti! Voi conoscete i segreti che ogni donna vorrebbe conoscere (il vostro partner lo ha certamente capito). Ti lasci andare completamente, sei “naturale”, libera , trasgressiva, senza inibizioni. Ti piace il sesso forte purché sia condito da coccole e tenerezza. Sei comunicativa , ti piace ascoltare i suoi consigli ma non ne hai bisogno, percepisci da sola ciò che lui vuole, ciò che lui gradirebbe. Ti piace fargli la fellatio non perché sai che lui ne va pazzo ma semplicemente perché a te piace sentire il suo corpo dentro di te in modo ancora più intimo, più affettuoso. È un tuo bisogno fisiologico: ti piace baciarlo, leccarlo e pomparlo con la stessa passione e amore che hai quando lo baci sulla bocca. La tua bocca è ricettiva come una vulva: le tue labbra sono le piccole e grandi labbra, la tua lingua è il clitoride, è estremamente sensibile al tatto e al sapore; il palato e le gote sono le pareti vaginali; la tua saliva è l’orgasmo che fuoriesce per il piacere che provi durante la fellazione. Adori vederlo godere, faresti qualsiasi cosa per accontentarlo ma ciò che più conta è che tu provi piacere nel dare così come lui prova piacere nel ricevere. Voi siete l’amante che tutte vorrebbero essere e che tutti sognano di avere. [...]

MASTURBAZIONE FEMMINILE: IL METODO CUL-DE-SAC

La masturbazione cul-de-sac Per questo tipo di masturbazione è necessario avere muscoli pelvici e uterini ben sviluppati. Lubrificate il pene artificiale e inseritelo dolcemente nella vagina. Raggiungete un livello d’eccitazione molto alto stimolandovi il clitoride e/o il punto G, ma non fino ad arrivare ad un orgasmo. Ora muovete il pene fino ad arrivare alla cervice, esploratela per scoprire con quanta forza potete spingervi, o se le sensazioni che avvertite vi piacciono. Ora comportatevi come durante un rapporto sessuale. Spingete il pene in profondità e, contemporaneamente, contraete la muscolatura pubococcigea e quella uterina simultaneamente. Se i vostri muscoli sono abbastanza allenati, gli ultimi due centimetri della vagina -il passaggio del cul-de-sac- si apriranno alla penetrazione e poi si serreranno attorno al pene. La vagina tratterrà il pene al punto che, se provate a strattonarlo leggermente, non riuscirete ad estrarlo. Mantenete la pressione sul pene continuando a tirarlo con estrema dolcezza: state allenando maggiormente i vostri muscoli uterini. Se sarete abbastanza eccitate non avrete difficoltà a raggiungere quasi istantaneamente l’orgasmo da cul-de-sac. La masturbazione dell'uretra Per questo tipo d’orgasmo giocano un ruolo importante i muscoli pelvici. Contraeteli e rilasciateli, è un esercizio molto piacevole. Individuate con le dita, o con il pene artificiale, il punto che si colloca intorno alla parte dell’uretra situata all’interno della vostra vagina. Continuate a contrarre i muscoli, aggiungete un massaggio dell’uretra e aumentatene via, via la pressione. Quando sentirete lo stimolo ad urinare sarete vicine all’orgasmo. Incominciate a masturbarvi anche l’orifizio dell’uretra che si trova esternamente, muovete le dita come quando vi toccate il clitoride. Continuando così arriverete l’orgasmo. Se spingete in fuori la parte dell’uretra come se voleste far pipì quando siete vicine all’orgasmo, è molto probabile che otteniate una vera e propria eiaculazione (gusher). Molti confondono la masturbazione dell’uretra con quella del punto G, facendo coincidere questi due punti. Vi basterà provare questi due tipi di stimolazioni, per rendervi conto delle differenze. [...]

LA MASTURBAZIONE VAGINALE

Sono poche le donne che si masturbano accompagnando alla stimolazione clitoridea la penetrazione vaginale, solo un 2% quelle che si masturbano solo vaginalmente. Eppure, all’interno del nostro organo sessuale, possediamo diversi punti che, se correttamente stimolati, ci portano all’orgasmo. Quindi perché così poche donne ne usufruiscono? Forse si pensa che l’esplorazione della vagina sia una prerogativa del partner (ma lui come fa a trovare i punti giusti se non glieli indichiamo?). Oppure che sia più rapido e facile masturbarsi clitoridealmente e che una penetrazione possa distrarci da tale pratica (ma non è forse una limitazione?). O, ancora, non si sa bene quali punti andare a stimolare (in questo caso è bene trovarli). L’uso di un pene artificiale, o di chi per lui, durante la masturbazione, vi permette di esplorarvi e quindi conoscervi meglio. Di trovare le zone interne in cui siete più sensibili, di scoprirne la giusta stimolazione, le giuste pressioni e i giusti ritmi, di smascherarne il piacere, insomma. Conoscenze che arricchiscono sia voi che il vostro partner, perché -sia chiaro- nel rapporto sessuale è l’uomo che deve seguire la donna, essendo questa la più sensibile e complessa. Ripetiamo: come può un uomo conoscere i vostri punti deboli, se questi variano da donna a donna, per lo meno come ritmi e modi di stimolazione? Per questo è importante una masturbazione completa. Vi consigliamo di usare un pene artificiale perché molto spesso le dita non bastano, sia per la profondità delle zone ricercate che per le pressioni di cui queste necessitano. Una cosa importante è l’utilizzo del preservativo: incappucciate gli oggetti che avete deciso di utilizzare per la vostra masturbazione. Siano banane, cetrioli, carote, candele, bottigliette, falli artificiali o vibratori, tutto deve essere ben pulito onde evitare il rischio d’infezioni e un preservativo sterilizzato è la miglior precauzione. Altra raccomandazione è quella di non eccedere nelle dimensioni degli oggetti che avete deciso di utilizzare onde evitare sgradevoli inconvenienti. Per sfatare eventuali leggende metropolitane rileviamo che i peni artificiali non sono pericolosi da usare, ma sono un ottimo trattamento per quelle donne che hanno difficoltà ad arrivare all’orgasmo (per questo sono consigliati da molti terapisti). I peni artificiali non danno dipendenza e non diminuiscono la percezione del piacere. Chiaramente, come in ogni cosa, non bisogna abusarne e ricordarsi che il piacere ha in ogni modo i suoi tempi: il concentrarsi solo sull’orgasmo veloce dato dal vibratore non vi lascerà molto soddisfatte. [...]

SESSO TANTRICO e CONCETTI SUL TANTRA

IL SESSO TANTRICO Di libri sul tantra ne sono pieni gli scaffali di ogni libreria, per cui mi limiterò a darvi brevi cenni su cosa e' il sesso tantrico e su come sperimentare le tecniche di orgasmo rilassato : non prendetela solo come guida Michelin sulla sessualità alternativa, ma anche come modo di affrontare la vita (anche sessuale) serenamente :) Il "tantra" nasce in india con un preciso significato filosofico e dottrinale e una valenza principalmente spirituale. La dottrina tantrica infatti, insegna il metodo di liberazione dei vincoli sensoriali, e non una frenetica ricerca di sensazioni nuove ed eccitanti, e come tale va vissuta.nonostante oggi si parli di "tantra" in modo familiare, i riferimenti non sono quasi mai corretti. Si tende ad indentificarlo come una panacea ai piu' diversi problemi sessuali, mentre dovrebbe essere visto come la via dell'amore, si, ma non intesa solo come rapporto erotico, bensi' come unione sentimentale, psichica e naturalmente sessuale tra uomo e donna. Il sesso è solo l'inizio, non la fine. Provate a chiedervi : quante volte faccio sesso in modo concitato, quasi competitivo? La risposta la conoscete da soli. Adattandoci a stili di vita frenetici e stressanti, ci abituiamo a vivere la sessualita' allo stesso modo: affannandoci, sudando, gemendo, urlando e soffocando il respiro allo scopo di conquistare il/la partner con la nostra bravura erotica e la nostra carica sessuale. Quello stato orgasmico che sempre ricerchiamo, ci risulta così molto più lontano di quanto realmente sia. Se cominciassimo a pensare che il sesso non è solo un piacevole modo di consumare calorie e di dimostrarci forti e bravi, riusciremmo a capire la vera essenza del tantra. Rilassamento e respiro. «Un giorno lei mi disse: Fai l'amore in modo competitivo. Io mi incazzai, lei era sempre più polemica verso di me. Alla fine non realizzai nessuna delle mie fantasie sessuali strane, il nostro rapporto esplose e io mi trovai solo, disperato e in preda a una eccitazione selvaggia che non riuscivo a sedare in nessun modo. Vedevo il sesso come un modo divertente di fare ginnastica, stavo lì a pensare ai movimenti giusti che dovevo fare per godere e farla godere, ma mi perdevo ogni divertimento.» Se provate a ricordare l'ultima volta che avete fatto sesso, la vostra memoria si soffermerà per lo più su ricordi fisici e ambientali quali: luogo, posizione, calore, sudore, gemiti, penetrazione e movimenti; in piccola parte su sensazioni psichiche e sensoriali piacevoli. Questo perchè l'orgasmo che avete raggiunto, era sintonizzato su "onde corte" e non su "onde lunghe". Negli ultimi anni di ricerche sul cervello umano, si è scoperto che tanto più una persona è attiva e tesa, tanto più il cervello lavora su un ritmo di onde cerebrali corte e veloci. In questo stato la capacità di percepire sensazioni piacevoli è bassa. Il funzionamento del corpo è ridotto perché il cervello ha bisogno di molta energia per affrontare il difficile compito del pensare razionalmente. Pensare razionalmente durante l'atto sessuale è pratica comune ai nostri giorni. Sia gli uomini che le donne si trovano sommersi da paure e dubbi: "le piacerà?", "starà godendo?", "forse non sono abbastanza bella", "forse non sono abbastanza bravo", "dovrei cambiare posizione?" "forse dovrei succhiarglielo un po'". Tutti questi pensieri che ci affollano la mente inibiscono il naturale fluire del piacere, impedendoci di scorgere la vera carica erotica di una carezza, di un bacio o della penetrazione. In questo modo, l'energia vitale viene tolta al corpo per concentrarsi sui pensieri; che é poi lo stesso meccanismo che si instaura quando siamo stressati o ansiosi e digeriamo male: il cervello ha tolto energia allo stomaco che non può portare a termine una corretta digestione. Se proviamo a concentrarci sul rilassamento e sgombriamo la mente da dubbi inutili e controproducenti, il ritmo di "lavoro mentale" diviene più lento e le onde cerebrali si allungano. La dottrina tantrica insegna le tecniche di rilassamento e di "sgombero" da pensieri negativi e bloccanti, per giungere ad una più alta e profonda coscienza di sé, del nostro corpo e del nostro spirito. Il tantra, invece che spingere a concentrare le energie su tecniche amatorie e penetrazioni contorsionistiche, ci insegna a non fare niente e non pensare a niente. Prova a fare sesso e a concentrarti su "niente" e ti renderai conto che non è così semplice. Il punto è: mentre facciamo sesso, ci sono mille piccoli stimoli cerebrali e sensoriali che ci portano a pensare ad "altro", a partire dalla posizione fino ad arrivare all'orgasmo stesso; il sesso diviene una specie di gara, o di match con noi stessi. Ma se proviamo a concentrarci sul niente, nè sull'orgasmo, nè sulla durata, nè sul piacere che stiamo portando al/la partner, l'unica cosa che sentiremo sarà noi stessi e il nostro respiro. Bene, ora che hai sgombro il pensiero e che siete l'uno dentro all'altra, respira profondamente. Diventa tutt'uno col respiro e pensa solo a questo. Non fare sforzi, pensa che ti stai addormentando e ti concentri sulla respirazione in modo naturale. Ti sembrerà noioso e stupido, ma è il primo passo per liberarsi da quella zavorra che ti impedisce di godere di un amplesso intenso e prolungato che culmina in un'emozione spirituale profonda, mai provata. Nel tantra niente deve essere meccanico. Quando facciamo l'amore siamo generalmente molto impegnati a farlo bene, la tecnica ha la sua importanza, specie per gli uomini che mettono molta attenzione nell'ascoltare il proprio piacere sessuale. A volte è come se volessimo misurarlo, controllarlo,confrontarne la quantità e la qualità con il piacere provato altre volte, con altre persone.Ma questo meccanismo è controproducente ai fini del piacere stesso. Il sesso tantrico non si fa per mostrare la propria tecnica perché nel sesso non esiste una tecnica. Non si può misurare il piacere che si prova, perché non è un piacere che può essere più o meno forte, bensì un piacere totale: o c'è o non c'è. Se c'è, sei soddisfatto/a fino in fondo. Difficile descriverlo, bisogna proprio provarlo. Ma attenzione! Non è una cosa mistica, ideale, mentale. Stiamo parlando di una reazione fisiologica, di un cambiamento fisico che avviene dentro il nostro corpo quando si fa l'amore in questo modo diverso. Se due persone fanno l'amore in modo rilassato e rallentato, dopo 35 minuti circa avviene una reazione fisica che fa sì che le onde cerebrali dei due amanti si sintonizzano su un livello molto tranquillo e si passi dalle famigerate "onde corte" alle "onde lunghe". Fare l'amore per trentacinque minuti... E' più facile di quello che sembra, perchè non è necessario che il pene di lui sia eretto, è sufficiente che resti dentro, anche se è piccolino e anche se i movimenti non sono dei sonori e poderosi stantuffamenti che tolgono il respiro. Anzi! Il respiro deve essere sempre rilassato e profondo! Ricorda: Respiro corto e concitato = onde cerebrali corte. Respiro profondo e rilassato = onde cerebrali lunghe. Quando nel linguaggio comune si dice "sentire delle buone vibrazioni", essere "sulla stessa lunghezza d'onda" oppure "avere feeling"; ci si riferisce proprio a questo fenomeno di rilassatezza in cui ci sentiamo a nostro agio e non cerchiamo di mostrarci nè bravi, nè belli nè forti e che quindi non ci impone il raggiungimento di nessuna vittoria; non c'è gara con l'altro, e neppure con noi stessi: siamo perchè respiriamo. In termini pratici, quello che è necessario fare per acquisire una buona dimistichezza col sesso tantrico è provare, provare provare provare provare... La prima volta, ritrovarsi per 35 minuti l'uno nell'altra, muovendosi appena, con movimenti lenti e impercettibili, simili a quelli di un bradipo, ci risulterà davvero assurdo e forse noioso. Ma dopo le prime volte, superati quei 35 minuti in cui il nostro corpo e la nostra mente si adatterano a questa nuova dimensione di nulla, vi sarà uno sconvolgimento sensoriale e una percezione continua di piacere, come se il confine tra il proprio corpo e quello del/la partner non esistesse più. Ed è a questo punto che si inizia a godere in un modo completamente nuovo dello sfregamento tra i due sessi. Il contatto con la pelle acquisterà una nuova valenza, gli odori si amplificheranno, ci sembrerà quasi di percepire le minuscole particelle ormonali che si liberano nell'aria, ogni più piccolo movimento acquisterà una carica emotiva inaspettata, e tutte le sensazioni fisiche saranno moltiplicate. Ogni contatto, ogni movimento, ogni carezzamento interno dà subito piacere, non come accade spesso quando si fa "su e giù" e non si sente quasi nulla e il piacere sta tutto nell'attesa dell'orgasmo. In questo stato mentale il piacere sessuale si intensifica, è forte ma non esplode nell'orgasmo... Esplode dentro, in un piacere diffuso in tutto il corpo; un piacere fatto di brividi e calore che non è solo genitale e che ci lascia in uno stato di appagamento e soddisfazione totale, che passa in ogni centimetro di carne del suo e del tuo corpo. Ricapitolando: Sesso tantrico é un modo di concepire e attuare il sesso nella dottrina tantrica. Per metterlo in pratica serve: profonda rilassatezza sgombero del pensiero dalla volontà di godere e di far godere calma e lentezza apertura mentale verso se stessi e i propri sensi nessuno stimolo esterno che possa attirare l'attenzione lunghi respiri profondi NON serve: avercelo duro (e se ce lo avete duro, dopo 35 minuti di semi-immobilità diventerà molle ed bene così :)) sbattersi e affannarsi mettersi in attesa dell'orgasmo cambiare mille posizioni urlare, gemere, ansimare.. Detto questo, se ne avete voglia provate ad immaginarlo come una danza. una leggera danza che viene dall'interno, che vi coinvolge senza che voi vi imponiate di ballare. Se ci riuscite avete scoperto il tantra come lo scoprirono gli antichi indiani. Se non ci riuscite, vorrà dire che sarete costretti ad una vita di affanni per dimostrare che siete i migliori amanti del mondo, pur rimanendo col dubbio della potenza e della bellezza questo tanto declamato sesso tantrico. [...]

FISIOLOGIA DELLA RISPOSTA SESSUALE

I primi studiosi che hanno compiuto uno studio sistematico sulla fisiologia della risposta sessuale sono stati Williams H. Masters (ginecologo) e Virginia E. Johnson (psicologa) nella Washington University School of Medicine a partire dal 1954.Le loro ricerche hanno aperto l’orizzonte anche verso la classificazione precisa dei disturbi della sessualità.  Con una sperimentazione su migliaia di soggetti sani e con disfunzioni, singoli e in coppia, i due ricercatori americani hanno potuto definire le fasi della risposta sessuale.  Ma non si sono occupati di ciò che sta a monte: il desiderio sessuale.  Fisiologia del desiderio sessuale Il desiderio sessuale è una fase fondamentale nel rapporto. Perché questa fase sia attiva, il cervello deve produrre in quantità un neurotrasmettitore, la dopamina, che sollecita il desiderio e si deve rallentare la produzione della sostanza che lo inibisce: la serotonina. Occorre per questo uscire dall’anestesia emotiva, tanto che si ha anche una riduzione della produzione di endorfine da parte dell’ipotalamo. Contemporaneamente aumenta la produzione di una molecola che regola il sistema ormonale riproduttivo: il GnRH.  Perché tutto ciò si svolga adeguatamente è necessario che il cervello emozionale, chiamato sistema limbico, abbia dato il “via libera” di fronte ad un’emozione con connotazione erotica.Le fasi della risposta sessuale L'insieme dei fenomeni fisici e psichici che avvengono nel corpo umano in seguito ad uno stimolo erotico viene definito "ciclo di risposta sessuale" e comprende 4 fasi: Eccitamento Plateau Orgasmo Risoluzione Naturalmente l'intensità e la durata di queste fasi varia molto da un soggetto all'altro, perché esiste un'importante componente psicologica che accompagna, stimola o addirittura deprime e inibisce una buona risposta sessuale, soprattutto nella fase dell'orgasmo.  Oggi si pensa che la proporzione ottimale fra mente e corpo sia del 50%, perciò è importante sapersi abbandonare all'istinto e alle sensazioni, imparare a rilassarsi, diminuendo il livello di ansia e le inibizioni.  Questo buon approccio psicologico permette il realizzarsi della fisicità del rapporto a partire dalla prima fase cioè l'eccitamento, costituito da una serie di stimoli erotici sia fisici (carezze, stimolazione genitale) sia sensoriali (odore della pelle e delle secrezioni, fantasie erotiche).  Se la tensione sessuale persiste si raggiunge la fase statica: il plateau costituito dal perdurare dell'eccitazione fisica fino al raggiungimento della terza fase che è l'orgasmo, la cui intensità è condizionata sia dall'efficacia degli stimoli precedenti, sia dalle motivazioni e dalla disponibilità psicologica del soggetto. L'orgasmo si manifesta con un acme di piacere intenso e involontario nel quale si riversano tensioni fisico-psichiche del soggetto avvertite nella donna a livello di vagina, clitoride ed utero e nell'uomo a livello di pene, prostata e vescichette seminali. Nel maschio questa fase è sempre molto intensa e stabile, mentre nella donna è più variabile e si possono avere schemi di risposta diversi : in uno l'orgasmo si manifesta come un acme evidente sulla fase di plateau, talvolta invece l'acme è molto debole e con caratteristica ondulatoria, altre volte viene raggiunto per mezzo di un rapido e progressivo incremento della tensione sessuale. La fase di risoluzione vede una progressiva diminuzione della tensione sessuale che si manifesta con profonde differenze fra i due sessi. Nell'uomo si ha un fisiologico "periodo refrattario" la cui durata è estremamente soggettiva e variabile: in genere è più breve nei giovani. Tale periodo è caratterizzato da una fase di detumescenza rapida con condizioni inferiori alla norma d'eccitabilità. La donna, quando si trova in questa fase, se riceve un'adeguata stimolazione, può ricominciare il ciclo e avere successivi orgasmi distinti fra loro provando ondate di piacere nel corso dello stesso rapporto sessuale. RISPOSTA SESSUALE MASCHILE La zona maggiormente sensibile agli stimoli in fase d'eccitazione è il glande, perché ricco di recettori sessuali specifici che trasmettono le sensazioni attraverso il midollo spinale, fino all'encefalo. Il parasimpatico controlla il sistema vascolare penieno e agisce sia sull'afflusso di sangue in fase di erezione, sia sul deflusso che avviene con il calo dell'erezione .La stimolazione diretta dei genitali determina l'inizio del periodo di eccitamento caratterizzato dall'aumentato afflusso sanguigno con conseguente allagamento e irrigidimento dei corpi cavernosi. Nel sistema limbico si trovano le aree responsabili dell'erezione che sono sensibile all'azione del testosterone, infatti durante la fase di eccitamento si ha un aumento della sua secrezione. Nella fase di plateau, con il perdurare dell'eccitazione, il pene raggiunge il massimo di durezza, di lunghezza e di diametro . A questo proposito è importante sottolineare che non esiste una proporzione tra le dimensioni del pene a riposo e quelle in stato di erezione, perché molto dipende dall'elasticità dei tessuti e da come è fisiologicamente posizionata l'asta peniena dietro all'arcata pubica. La fase di plateau ha una durata variabile a seconda dell'individuo e si allunga spontaneamente con l'età ed è caratterizzata dal glande di un colore rosso vinoso e dall'aumento di volume dei testicoli, che risalgono aderendo al perineo per contrazione del saccco scrotale. L'orgasmo che segue è caratterizzato da una serie di violente contrazioni ritmiche che determinano l'emissione e l'eiaculazione. L'emissione è costituita dal rilascio di sperma e di fluidi di ghiandole accessorie nell'uretra pelvica, mentre l'eiaculazione consiste nell'espulsione del seme maschile. L'intensità del piacere è dovuta a più fattori: le contrazioni precedenti il momento dell'eiaculazione, il volume dell'eiaculato, il tempo di astinenza, la durata e l'intensità dell'eccitazione sessuale e da una serie di fattori psicologi estremamente variabili da un individuo all'altro. RISPOSTA SESSUALE FEMMINILE ll primo essenziale segno di eccitazione femminile, corrispondente all'erezione maschile, è la lubrificazione vaginale, che si manifesta velocemente e rende possibile e non doloroso il coito . Inoltre le secrezioni diminuiscono l'acidità della vagina che altrimenti sarebbe inadatta alla motilità degli spermatozoi. I centri nervosi che assicurano la risposta fisica sessuale , anche nella donna sono situati a livello midollare e in rapporto con il Sistema Nervoso Centrale. La stimolazione del clitoride, zona erogena di primaria importanza nella donna, attiva migliaia di fibre nervose e determina una serie di reazioni vascolari ed endocrine che contribuiscono alla formazione della "piattaforma orgasmica". Questa fase è costituita da una vasocongestione vaginale, dall'appiattimento e dalla distensione delle grandi labbra contro il perineo fino a scoprire parzialmente l'ostio vaginale e dall'aumento del diametro delle piccole labbra fino a sporgere dalle grandi labbra. Il colore varia dal rosa al rosso intenso, aumenta il corpo del clitoride e si ha una trasudazione di sostanza mucosa che ricopre tutta la parete vaginale. La zona esterna della vagina è, quindi, quella sicuramente più sensibile, infatti nel suo interno non si trovano molte terminazioni nervose. Si pensa che la sensibilità erogena vaginale sia comunque collegata a recettori profondi a partenza muscolare, ciò spiega il fatto che molte donne apprezzano una penetrazione profonda, ricavandone un piacere intenso diverso da quello ottenuto dalla stimolazione vaginale esterna. Il proseguire della fase di eccitamento porta alla fase di plateau, caratterizzata da un'intensa vasocongestione, dalla riduzione del lume vaginale di circa il 50% rispetto alla dilatazione verificatasi nella fase di eccitamento, dall'intensificazione del colore e dall'appiattimento delle pieghe mucose. Tutto questo porta all'aumento delle sensazioni fino ad arrivare all'orgasmo il cui piacere è unico e può variare parecchio di intensità in relazione allo stimolo iniziale. In questa fase il condotto vaginale si espande e si determinano una serie di contrazioni dei muscoli perivaginali spesso accompagnate da simili contrazioni dello sfintere anale esterno e da motilità del perineo. Avviene un'innalzamento dell'utero e il sollevamento del canale cervicale per creare una eventuale sede di deposito dello sperma. Dopo questa fase, l'eccitazione sessuale svanisce lentamente, senza avere il rapido crollo caratteristico dell'uomo e sia l'utero che il canale cervicale recuperano la loro posizione normale. Si è molto discusso sul tipo di orgasmo femminile: se è determinato dalla stimolazione clitoridea o da quella vaginale. Sicuramente la stimolazione del clitoride in modo diretto (carezze, baci...) prima del coito e quella che avviene durante il rapporto attraverso i movimenti penieni, lo sfregamento e la pressione delle pareti vaginali produce intense sensazioni che portano all'orgasmo. Esiste, però, un orgasmo definito vaginale del quale si ignorano ancora le cause scatenanti. Si crede che esistano alcuni punti capaci di attivarlo, per esempio il punto G nella parte interna anteriore della vagina, lo sbocco dell'uretra stimolato durante il coito, la prima parte della vagina e le strutture vaginali profonde. L'eccitazione dell'orgasmo è un'esperienza totale e unica che può arrivare a livelli così elevati da far perdere coscienza per qualche attimo. E' avvertito con contrazioni involontarie definite come tremito pelvico e precedute da una sensazione di spasmo, di calore che parte dalla zona pelvica e si irradia a tutto il corpo. Queste sensazioni possono ripetersi più volte nel corso dello stesso rapporto sessuale in particolari condizioni di coinvolgimento emotivo e di grande eccitazione, dando vita a quello che viene definito come orgasmo multiplo.  REAZIONI EXTRAGENITALI  Nella donna il primo segno di eccitazione è dato dall'erezione dei capezzoli e dalla congestione mammaria, che in seguito determina un aumento di volume delle mammelle e un ispessimento dell'aureola che ingloba parzialmente il capezzolo eretto. In fase di plateau facilmente nella donna si manifesta una reazione eritematosa sul torace, sul collo e sul volto che diventa un rossore generalizzato con l'aumentare dell'eccitamento e che scompare dopo l'orgasmo. Sia nell'uomo che nella donna è presente un aumento della tensione nella muscolatura degli arti, nei muscoli addominali e in quelli intercostali e un'accelerazione del ritmo respiratorio. Nella fase iniziale della risposta sessuale c'è il controllo volontario della muscolatura striata, ma questo scompare nella fase preorgasmica, nella quale si instaura un periodo tonico seguito da contrazioni cloniche tipiche dell'orgasmo. Spesso nel momento immediatamente successivo si può avere un tremolio in quei muscoli che avevano avuto movimenti involontari. Viene inibita la mobilità intestinale ed è presente una dilatazione delle pupille. Costante della tensione sessuale sono l'iperventilazione e la tachipnea con associazione di vocalizzi, gemiti che culminano con una inspirazione forzata nel momento dell'orgasmo. Si ha un aumento del battito cardiaco e della pressione arteriosa. In fase di risoluzione nell'uomo si presenta sudorazione a livello della superficie plantare dei piedi e delle mani e nella donna a livello del torace e delle cosce.  [...]

IL SESSO ANALE: GUIDA ALL'USO

Il sesso anale può essere la prima forma di attività sessuale oppure può essere accompagnata da altri tipi di stimolazione: per esempio molte coppie includono la stimolazione manuale dell’ano durante il rapporto vaginale massaggiando il cerchio intorno all'apertura con la saliva o con del lubrificante oppure inserendo un dito. La stimolazione dell’ano durante l’attività sessuale può essere praticata in vari modi: manualmente, oralmente o con la penetrazione del pene e/o di un fallo artificiale.Questo aiuta a procurare una maggiore tensione ed eccitazione tra i due partner.Tuttavia con il termine "rapporto anale" normalmente si intende proprio l’inserimento del pene nel retto del proprio partner. La penetrazione anale può essere piacevole ma può anche provocare un certo disagio.I muscoli esterni dell’ano normalmente tendono a stringersi se stimolati, il che significa che l’inserimento di un dito o di un pene può essere sgradevole anche se fatto delicatamente, senza forzare.Una parte dei nervi dell'ano finisce nel bacino e molte persone toccandoli si eccitano. Ma quando si fa sesso, non bisogna mai dimenticare di farlo in modo sicuro.Nell'ano e nel retto vivono molti batteri che sono benigni nel loro ambiente, ma possono essere molto dannosi nella bocca o nello stomaco.Quindi leccare l'ano è rischioso per una varietà di infezioni batteriologiche.Il sesso anale non deve far male.Se fa male, lo stai facendo nel modo sbagliato.Con sufficiente lubrificante e pazienza è possibile godere del sesso anale come parte di una vita sessuale sana e soddisfacente.Comunque, ad alcune persone non piacerà mai, e se il tuo partner è uno di loro, rispetta i suoi limiti. Il piacere del sesso anale è determinato da molti fattori: fare qualcosa di "sporco" attrae molte persone, specialmente nel sesso e d'altronde è un modo di sperimentare "altre vie" di piacere nel rapporto di coppia, non dimenticando che quel buchetto è fonte di incredibile ed estatico piacere! Per evitare comunque "spiacevoli sorprese" come pezzetti di feci sul pene sarebbe bene fare almeno un clistere prima (acqua tiepida oppure camomilla tiepida).Praticare rapporti anali può essere inoltre un'ottima occasione per portare qualcosa di nuovo, qualcosa di trasgressivo in un rapporto spento. La sensazione fisica che si prova durante questo rapporto è completamente diversa da qualsiasi altra cosa: il retto (sia maschile che femminile), è ricco di terminazioni nervose che segnalano al tuo cervello di "ricompensarti" con sensazioni piacevoli quando vengono stimolate. Per gli uomini, la prostata può essere fonte di intenso piacere. Per un pene "intraprendente" l'anello dell'ano può dare una nuova e forte sensazione tutta da godere. I consigli più importanti sul sesso anale sono: lubrificanti, condom e pazienza.I lubrificanti più sicuri, anallergici e che non rovinano il lattice dei preservativi, sono quelli a base d'acqua. Evitate dunque i lubrificanti a base di olio (compresi la vaselina e baby oil) se volete proteggervi con un condom. Anche se sei sicuro che entrambe siete sani, cerca comunque di usare il condom per evitare infezioni. È necessario avere molta pazienza per poter avere un rapporto anale. La penetrazione iniziale è sempre la parte più difficile; l'ano è un anello stretto di carne, parzialmente sotto controllo volontario e parzialmente riflessivo a stimolazioni. Il tuo partner deve rilassarsi, e tu devi introdurre lentamente il pene, aprendo l'ano abbastanza per riceverlo. Inizia con un dito o un vibratore sottile (più piccolo del tuo pene).Il vibratore è più realistico, ma le tue dita possono sentire il movimento dei muscoli dell'ano. Infila lentamente un dito, lasciando che il tuo partner si abitui. Tira fuori piano il dito, poi rimettilo un'altra volta. Dai un po' di tempo al suo ano per abituarsi a questo tipo di attività. Fai scivolare dentro due dita. Considera quanto è grande il tuo pene e allarga sufficientemente l'apertura. Prendere la posizione giusta è molto importante. Molte donne vogliono stare sopra, per regolare il ritmo della penetrazione. Altre amano stare stese sullo stomaco o supine. Scegliete quella che vi piace di più prima di cominciare. Come sempre, controllati, non devi correre, e usa taaaanto lubrificante. Le persone che amano il sesso anale dicono: "Tanto lubrificante è appena sufficiente", che vuol dire che è necessaria una dose sempre maggiore di quella che ti sembra sufficiente, per poter far scivolare facilmente il pene all'interno senza provocare dolore. Ascolta il tuo partner - quando ti dice che comincia a far male, tirati -lentamente- indietro. I muscoli dell'ano hanno bisogno di un po' di tempo per rilassarsi completamente. Quando riesci a penetrare, non c'è nessun motivo di muoverti freneticamente. Agisci con calma, lentamente, dai tempo per abituarsi. Eventualmente dopo un po' tutti e due sarete pronti ad andare oltre. Le regole d'oro da seguire per avere un soddisfacente rapporto anale: attendere il momento di massima eccitazione (subito dopo l'orgasmo è il momento migliore per provare a penetrare un retto che è già rilassato dal piacere dell'amplesso) leccare, inumidire, lubrificare l'ano (usate lubrificanti a base d'acqua!) carezzare l'entrata con un dito (ci vuole tempo e pazienza) prima di inserire tutto il dito muovere il dito lentamente e verificare le reazioni del partner inserire quindi un altro dito (o un fallo di gomma non più largo di 2 dita) quando percepite l'ano sufficientemente dilatato, potete cospargere dalla punta alla base il pisello (o il vibratore o il fallo che volete inserire) e penetrare il partner immobilità: lasciate il membro immobile dentro il retto, attendete che il partner si abitui alla sua presenza non spingete vorticosamente e non sforzatevi di farlo entrare tutto e subito, lasciate che sia la vostra dolce metà a decidere come e quando se sentite che il partner si muove e reagisce con eccitamento, potete muovervi finalmente anche voi, delicatamente è chiaro, e sempre rispettando il suo volere se vi chiede di punto in bianco di uscire: uscite subito! senza fare domande e senza attendere "un altro pochino".Tecnicamente non è possibile rimanere incinta dopo un rapporto anale. Tuttavia il sesso anale non è un buon metodo di contraccezione.Dopo il rapporto, lo sperma rimasto nell'ano può gocciolare attraverso il perineo causando la gravidanza. La percentuale delle coppie che concepiscono un figlio con un rapporto anale è sorprendentemente alta, raggiunge anche l'8%. Infine, è possibile che il sesso anale non ti piace; nessun problema. Non c'è niente che ti può indulgere a fare qualcosa che non ti soddisfa.Il sesso anale può essere la prima forma di attività sessuale oppure può essere accompagnata da altri tipi di stimolazione: per esempio molte coppie includono la stimolazione manuale dell’ano durante il rapporto vaginale massaggiando il cerchio intorno all'apertura con la saliva o con del lubrificante oppure inserendo un dito. La stimolazione dell’ano durante l’attività sessuale può essere praticata in vari modi: manualmente, oralmente o con la penetrazione del pene e/o di un fallo artificiale.Questo aiuta a procurare una maggiore tensione ed eccitazione tra i due partner.Tuttavia con il termine "rapporto anale" normalmente si intende proprio l’inserimento del pene nel retto del proprio partner. La penetrazione anale può essere piacevole ma può anche provocare un certo disagio.I muscoli esterni dell’ano normalmente tendono a stringersi se stimolati, il che significa che l’inserimento di un dito o di un pene può essere sgradevole anche se fatto delicatamente, senza forzare.Una parte dei nervi dell'ano finisce nel bacino e molte persone toccandoli si eccitano. Ma quando si fa sesso, non bisogna mai dimenticare di farlo in modo sicuro.Nell'ano e nel retto vivono molti batteri che sono benigni nel loro ambiente, ma possono essere molto dannosi nella bocca o nello stomaco.Quindi leccare l'ano è rischioso per una varietà di infezioni batteriologiche.Il sesso anale non deve far male.Se fa male, lo stai facendo nel modo sbagliato.Con sufficiente lubrificante e pazienza è possibile godere del sesso anale come parte di una vita sessuale sana e soddisfacente.Comunque, ad alcune persone non piacerà mai, e se il tuo partner è uno di loro, rispetta i suoi limiti. Il piacere del sesso anale è determinato da molti fattori: fare qualcosa di "sporco" attrae molte persone, specialmente nel sesso e d'altronde è un modo di sperimentare "altre vie" di piacere nel rapporto di coppia, non dimenticando che quel buchetto è fonte di incredibile ed estatico piacere! Per evitare comunque "spiacevoli sorprese" come pezzetti di feci sul pene sarebbe bene fare almeno un clistere prima (acqua tiepida oppure camomilla tiepida).Praticare rapporti anali può essere inoltre un'ottima occasione per portare qualcosa di nuovo, qualcosa di trasgressivo in un rapporto spento. La sensazione fisica che si prova durante questo rapporto è completamente diversa da qualsiasi altra cosa: il retto (sia maschile che femminile), è ricco di terminazioni nervose che segnalano al tuo cervello di "ricompensarti" con sensazioni piacevoli quando vengono stimolate. Per gli uomini, la prostata può essere fonte di intenso piacere. Per un pene "intraprendente" l'anello dell'ano può dare una nuova e forte sensazione tutta da godere. I consigli più importanti sul sesso anale sono: lubrificanti, condom e pazienza.I lubrificanti più sicuri, anallergici e che non rovinano il lattice dei preservativi, sono quelli a base d'acqua. Evitate dunque i lubrificanti a base di olio (compresi la vaselina e baby oil) se volete proteggervi con un condom. Anche se sei sicuro che entrambe siete sani, cerca comunque di usare il condom per evitare infezioni. È necessario avere molta pazienza per poter avere un rapporto anale. La penetrazione iniziale è sempre la parte più difficile; l'ano è un anello stretto di carne, parzialmente sotto controllo volontario e parzialmente riflessivo a stimolazioni. Il tuo partner deve rilassarsi, e tu devi introdurre lentamente il pene, aprendo l'ano abbastanza per riceverlo. Inizia con un dito o un vibratore sottile (più piccolo del tuo pene).Il vibratore è più realistico, ma le tue dita possono sentire il movimento dei muscoli dell'ano. Infila lentamente un dito, lasciando che il tuo partner si abitui. Tira fuori piano il dito, poi rimettilo un'altra volta. Dai un po' di tempo al suo ano per abituarsi a questo tipo di attività. Fai scivolare dentro due dita. Considera quanto è grande il tuo pene e allarga sufficientemente l'apertura. Prendere la posizione giusta è molto importante. Molte donne vogliono stare sopra, per regolare il ritmo della penetrazione. Altre amano stare stese sullo stomaco o supine. Scegliete quella che vi piace di più prima di cominciare. Come sempre, controllati, non devi correre, e usa taaaanto lubrificante. Le persone che amano il sesso anale dicono: "Tanto lubrificante è appena sufficiente", che vuol dire che è necessaria una dose sempre maggiore di quella che ti sembra sufficiente, per poter far scivolare facilmente il pene all'interno senza provocare dolore. Ascolta il tuo partner - quando ti dice che comincia a far male, tirati -lentamente- indietro. I muscoli dell'ano hanno bisogno di un po' di tempo per rilassarsi completamente. Quando riesci a penetrare, non c'è nessun motivo di muoverti freneticamente. Agisci con calma, lentamente, dai tempo per abituarsi. Eventualmente dopo un po' tutti e due sarete pronti ad andare oltre. Le regole d'oro da seguire per avere un soddisfacente rapporto anale: attendere il momento di massima eccitazione (subito dopo l'orgasmo è il momento migliore per provare a penetrare un retto che è già rilassato dal piacere dell'amplesso) leccare, inumidire, lubrificare l'ano (usate lubrificanti a base d'acqua!) carezzare l'entrata con un dito (ci vuole tempo e pazienza) prima di inserire tutto il dito muovere il dito lentamente e verificare le reazioni del partner inserire quindi un altro dito (o un fallo di gomma non più largo di 2 dita) quando percepite l'ano sufficientemente dilatato, potete cospargere dalla punta alla base il pisello (o il vibratore o il fallo che volete inserire) e penetrare il partner immobilità: lasciate il membro immobile dentro il retto, attendete che il partner si abitui alla sua presenza non spingete vorticosamente e non sforzatevi di farlo entrare tutto e subito, lasciate che sia la vostra dolce metà a decidere come e quando se sentite che il partner si muove e reagisce con eccitamento, potete muovervi finalmente anche voi, delicatamente è chiaro, e sempre rispettando il suo volere se vi chiede di punto in bianco di uscire: uscite subito! senza fare domande e senza attendere "un altro pochino".Tecnicamente non è possibile rimanere incinta dopo un rapporto anale. Tuttavia il sesso anale non è un buon metodo di contraccezione.Dopo il rapporto, lo sperma rimasto nell'ano può gocciolare attraverso il perineo causando la gravidanza. La percentuale delle coppie che concepiscono un figlio con un rapporto anale è sorprendentemente alta, raggiunge anche l'8%. Infine, è possibile che il sesso anale non ti piace; nessun problema. Non c'è niente che ti può indulgere a fare qualcosa che non ti soddisfa. [...]

IL CLITORIDE: QUESTO SCONOSCIUTO!

Il clitoride, questo sconosciuto. Gli uomini ne sono impauriti, rapiti, soggiogati; alcuni sono abilissimi a dialogarci, altri ne temono il giudizio al punto da ignorarlo completamente. Le donne sembrano conoscerlo un pò meglio ma lui, il clitoride, si sente come un genio incompreso anche ai loro occhi. Normale per l'unico degli organi di tutta l'intera specie mammifera apparentemente creato senza altro scopo da quello di produrre piacere. Grazie alle oltre 8000 fibre nervose che lo attraversano - il doppio rispetto a quelle della superfice del glande del pene - il clitoride è la parte più sensibilee reattiva dell'intero apparato genitale femminale. Lo dimostra il fatto che raramente la donna può resistere alla sua stimolazione; e che, alcune culture retrograde e misogene, ne prescrivono l'amputazione (infibulazione) per privare la donna della possibilità di godere oltre la penetrazione.In realtà è tecnicamente possibile provare del piacere clitorideo anche attraverso lastimolazione vaginale. Quasi tutti, uomini e donne, credono che il clitoride sia esterno, protetto esclusivamente da un cappuccio ed accolto tra le piccole labbra. Il clitoride invece è una sorta di iceberg: quello che vediamo da fuori è solo una parte di questo misterioso gioiello che si innesta tra la vulva e la vagina e che tiene ben nascosti allo sguardo i suoi movimenti. I corpi cavernosi del clitoride - il tessuto spugnoso ed erettile che reagisce all'ingente flusso di sangue conseguente all'eccitazione sessuale - sono interni all'apparato genitale femminale e in pochi si sono preoccupati di capirci qualcosa in più. La letteratura scientifica sull'argomento è praticamente inesistente e la sessuologia medica ne parla solo in relazione alla presunta esistenza di due tipologie di orgasmo femminile: il vaginale e il clitorideo.Assumere che l'anatomia del clitoride sia pressochè sconosciuta potrebbe riaprire il dibattito sulla genesi del piacere femminile, perchè probabilmente l'orgasmo vaginale non è altro che la conseguenza della reazione della porzione nascosta del clitoride, quella che si gonfia per l'afflusso di sangue e si contrae per l'azione dei muscoli pelvici.Questo spiegherebbe perchè molte donne provano piacere anche se il partner non è ben dotato. Le pareti della vagina sono infatti molto meno sensibili e reattive di quella porzione di vulva che accoglie il gioiello cui nessuna donna rinuncerebbe. [...]

LA FECONDAZIONE NATURALE: COME AVVIENE

Il fine dell’apparato genitale femminile è quello della procreazione per cui deve : produrre ovuli fecondabili. favorire l’ascesa dello spermatozoo. favorire l’azione fecondante dello spermatozoo. Provvedere alla nutrizione dell’embrione. L’inizio della gravidanza avviene grazie ad una serie di fenomeni. Il liquido seminale, con il rapporto sessuale, viene depositato in vagina e gli spermatozoi, in esso contenuto, risalgono dal fondo vaginale, attraversano il collo e la cavità dell’utero fino alle tube per incontrare l’ovulo che è stato maturato nell’ovaio, nel cosiddetto “follicolo”, e che è stato espulso e captato dalla tuba. E’ importante, in questo caso, che la posizione coitale sia eseguita nel migliore dei modi; infatti non sempre il rapporto sessuale è eseguito in modo tale da sfruttare al meglio l’utilizzo di tutti gli spermatozoi presenti nel liquido seminale. La posizione migliore è quella illustrata del "missionario", ovvero lui sopra di lei con le gambe unite e lei con le gambe aperte, che è quella che permette la penetrazione del pene profondamente per cui il liquido seminale viene depositato in fondo al canale vaginale; inoltre è consigliabile che la donna, dopo l’eiaculazione del partner, rimanga distesa per almeno 20-30 minuti con un cuscino sotto il bacino per evitare la fuoriuscita del liquido seminale troppo precocemente. Le altre posizioni possono essere eseguite per i rapporti di piacere, ma sono poco efficaci per la fecondazione. Durante il percorso nell’apparato genitale femminile gli spermatozoi acquisiscono la capacità di fecondare l’ovulo (capacitazione degli spermatozoi). Arrivati in corrispondenza del terzo esterno della tuba, l’ampolla, gli spermatozoi circondano l’ovulo, ma uno solo vi penetra. Gli spermatozoi, emessi con il liquido seminale, sono in quantità variabile da 40 a 120 milioni per c.c.; immessi in vagina con l’eiaculazione, viaggiano , con movimenti propri, alla velocità di 2/3 mm. al minuto e devono percorrere una distanza di circa 100/ 150 mm. Questo spostamento è condizionato dalla capacità di movimento dello spermatozoo e delle condizioni favorevoli o ostili dell’ambiente dell’apparato genitale femminile ove lo spostamento avviene. L’ambiente vaginale in cui lo spermatozoo è depositato, rappresenta , per la sua acidità , un ambiente sfavorevole che pero’ è tamponato per circa 6/7 ore dal ph del fluido seminale; pertanto il transito dello spermatozoo nell’ambiente vaginale deve essere veloce , infatti dopo circa 60/90 secondi gli spermatozoi che si trovano in posizione più favorevole, raggiungono il muco cervicale. Superata la barriera vaginale, lo spermatozoo giunge a contatto con la secrezione del collo uterino che ha invece un ph alcalino che è più favorevole alla sua sopravvivenza; infatti in questo ambiente può sopravvivere da due fino a sei giorni. Questo ambiente favorevole è però presente solo nei giorni del periodo ovulatorio. Dal collo uterino gli spermatozoi attraversano tutta la cavità uterina e la tuba e arrivano a contatto dell’ovulo nella cosiddetta porzione ampollare della tuba dove uno solo penetrerà nell’ovulo e lo feconderà. Avvenuta la fecondazione nell’ampolla tubarica, l’ovulo deve annidarsi nella cavità uterina e per questo dalla tuba viene trasportato con un apparato importantissimo, presente all’interno della tuba, che si chiama “ciglia vibratili”. Questo trasporto dura circa 5 giorni. Durante questo trasporto l’ovulo va soggetto ad un processo di “segmentazione” cioè dalla cellula fecondata se ne formano due per divisione, da queste quattro e così via . Questo processo porta alla formazione di un ammasso di cellule o blastomeri, che, nel loro insieme, assumono l’aspetto di una mora, per cui è definita “morula”. Dopo questi 5 giorni, in cui si forma, la morula arriva in cavità uterina e, sempre per trasformazione cellulare, diventa “blastocisti” che ha la capacità di erodere la mucosa uterina, l’endometrio, ed annidarsi, per cui si parla di attecchimento in cavità uterina. A tal punto inizia la produzione di un ormone che si chiama gonadotropina corionica ed è presente nell’organismo solo in questa occasione; questo ormone è quello che, se presente, darà positività al test di gravidanza, dopo qualche giorno di ritardo mestruale. Gli spermatozoi nelle vie genitali femminili: velocità degli spermatozooi e durata Subito dopo l’eiaculazione o contemporaneamente si producono nella donna contrazioni ritmiche a carico della muscolatura liscia dell’utero e delle trombe uterine, che costituiscono l’orgasmo femminile. In virtù di tali contrazioni il liquido spermatico, immesso profondamente nel canale vaginale, viene quasi risucchiato attraverso il canale cervicale e raggiunge la cavità uterina e successivamente il lume tubarico. Generalmente gli spermatozoi arrivano al luogo della fecondazione nello spazio di un’ora. Poiché gli spermatozoi si muovono con una velocità di 1,5 3 mmal minuto e poiché la distanza che dovrebbero coprire per arrivare al sito di fecondazione e di oltre 20 cm, appare chiaro che non è il solo movimento attivo che porta gli spermatozoi in tale luogo. La progressione è dovuta principalmente alle contrazioni delle pareti uterine, determinate dall’orgasmo. C’è tuttavia da rilevare che l’orgasmo non è essenziale perché la fecondazione abbia luogo. Infatti spermatozoi sono stati trovati nella porzione ovarica della tuba uterina dopo 5 minuti dalla inseminazione artificiale; forse uno dei fattori del veloce percorso degli spermatozoi è da ricercarsi anche nella presenza di prostaglandine, contenute nello sperma, che provocano la contrazione della muscolatura liscia. Si calcola che solo 200 spermatozoi su un milione riescano a raggiungere il luogo della fecondazione; perciò solo 300 – 500 spermatozoi raggiungerebbero, nella donna, la porzione ampollare della tuba. Lungo le vie genitali femminili si riscontrano, dopo l’eiaculazione, concentrazioni progressivamente decrescenti di spermatozoi, man mano che si procede dalla cavità uterina nei diversi tratti del lume tubarico, fino al segmento ampollare. Il primo gruppo di spermatozoiche viene immesso nel canale vaginale con la frazione prespermatica va incontro a fenomeni degenerativi, indotti principalmente dall’acidità dell’ambiente vaginale. Il fluido che bagna la mucosa vaginale è costituito da numerosissimi componenti: fanno parte di esso le secrezioni delle ghiandole endocervicali endometriali etubariche, nonché delle ghiandole vulvari e del Bartolino, il liquido trasudato dai vasi attraverso la parete vaginale e numerosi microrganismi costituenti la flora vaginale. Gli enzimi presenti nel liquido vaginale, compreso gli enzimi della prostata e contenute nel seme, determinano la liquefazione del plasma seminale dopo l’iniziale coagulazione che ha fatto seguito alla eiaculazione; inoltre batteri ed enzimi prodotte dalle cellule dell’epitelio vaginale, fermentano il glucosio formando un certo quantitavo di acido lattico, che conferisce all’ambiente vaginale un’acidità mal sopportata dagli spermatozoi. Il PH vaginale infatti, pur modificandosi in seguito a stimoli ormonali nel corso del ciclo vaginale, si mantiene su valori compresi tra 3,5 e 5. La seconda frazione, che viene immessa con l’eiaculazione a mezzo di contrazioni ritmichesuccedentesi a brevissima distanza dalle prime, possiede la maggiore concentrazione di spermatozoi: 80%. Essi sono distribuiti in un liquido seminale formato prevalentemente dalle secrezioni contenute nel lume delle vie genitali maschili, mescolate al liquido prostatico, immesso al momento della eiaculazione. Il muco cervicale favorisce il passaggio degli spermatozoi nel periodo ovulatorio, li protegge dall’acidità dei fluidi vaginali e conferisce loro un supplemento di energia in previsione del proseguimento del viaggio nelle vie genitali femminili. La terza frazione eiaculata per ultima nella vagina è formata dal 20-30% di spermatozoi attivi in quanto sono immersi nel liquido secreto dalle cellule delle vescichette seminali. Tale secreto conferisce l’alcalinità necessaria alla vitalità degli spermatozoi, fornendo loro i mezzi energetici più idonei per motilità e per la funzione fecondante. Solo una piccola parte degli spermatozoi eiaculati riesce a penetrare nelle tube. Il trasporto degli spermatozoi verso il sito di fecondazione è molto raido, ma prima che la cellula uovo e gli spermatozoi si incontrino possono passare anche molte ore. Mentre gli spermatozoi soggiornano nella tuba, vanno incontro al processo della capacitazione che li rende adatti alla fecondazione. Vitalità e capacitazione degli spermatozoi La sopravvivenza degli spermatozoi nelle vie genitali femminili varia nelle diverse specie. La sopravvivenza sarebbe di 24-48 ore per gli spermatozoi umani all’interne delle vie genitali femminili. La loro sopravvivenza dipende soprattutto dalla velocità con la quale essi consumano le loro fonti energetiche, specialmente le sostanze fornite dalle ghiandole seminali. E’ da ricordare che spermatozoi sottoposti a basse temperature conservano intatta la loro capacità di fecondare, come si usa fare nel caso della fecondazione artificiale. Durante tutto il periodo in cui gli spermatozoi transitano nelle vie genitali femminili per raggiungere il tratto ampollare della tuba sottostanno a particolari modificazioni che li rendono atti alla fecondazione. Tale processo è detto CAPACITAZIONE. Questo processo non si accompagna a modificazioni morfologiche ultrastrutturali apprezzabili a carico dello spermatozoo, ma piuttosto a cambiamenti di natura molecolare che avvengono a livello della membrana plasmatica. Tragitto e vitalità dell'ovulo Con lo scoppio del follicolo avviene l’espulsione dall’ovulo dell’ovaio nella cavità pelvica. In virtù di contrazioni ritmiche che interessano tutta la moscolatura liscia della tuba uterina, stimolata dalle prostaglandine, il padiglione si accolla alla superficie dell’ovaio, là dove è avvenuta l’ovulazione. L’ovulo, spinto dalle correnti del liquido follicolare, raggiunge la mucosa dell’infundibolo, agevolato anche dal movimento delle ciglia delle cellule che tappezzano l’orletto delle fimbrie della tuba. E’ stato accertato che in particolari condizioni, nella specie umana, la cellula uovo può passare dall’avaio alla tuba dell’altro lato. Dopo la captazione da parte del padiglione della tuba uterina l’ovulo, immerso in un fluido formato dai residui del liquido follicolare e perintoneale viene sospinto dal miìovimento delle ciglia delle cellule dell’epitelio della tuba verso l’interno della stessa. Da qui inizia il tragitto dell’ovulo verso il tratto ampollare della tuba, tra le numerose pliche di aspetto arborescente in cui la mucosa è sollevata e che rallentano il suo cammino. L’ovulo si trova così in un ambiente fluido in cui i componenti immessi dalle cellule secretici nel lume tubarico costituiscono una prima sostanza nutritizia. Durante il suo percorso nel segmento ampollare, nell’ovulo avvengono gli ultimi processi maturativi, nell’attesa che si attui la fecondazione. La permanenza nella tuba è una tappa importante per la fecondazione, non solo per lo spermatozoo ma anche per l’ovulo. Dopo l’ovulazione esiste un margine di tempo perché l’ovulo possa essere fecondato, al di là del quale esso va incontro a fenomeni degenerativi che per l’ovulo umano è di circa 12 ore. Dopo aver sostato per un certo tempo nel lume dell’ampolla uterina, la cellula uovo è dunque pronta per essere fecondata. Intanto pochi spermatozoi riescono a raggiungere la porzione ampollare della tuba: uno solo però riesce a penetrare all’interno dell’ovulo. E’ stato recentemente dimostrato che gli spermatozoi si dirigono verso l’ovulo non a caso ma in seguito di un richiamo dell’ovulo stesso. Il processo di fecondazione o fertilizzazione è il risultato di molteplici eventi molecolari, che consento agli spermatozoi eiaculati prima di riconoscere e poi di legarsi alla zona ben lucida dell’ovulo. [...]

L'IGIENE INTIMA

Per igiene intima si intendono tutte quelle norme di comportamento ed i presidi atti ad attuare una corretta pulizia della regione anatomica genitale esterna maschile e femminile e della regione anale. Contribuisce a conservarne l’integrità e quindi anche a mantenere il benessere psicofisico della persona, considerando che la salute è da intendersi non solo come "assenza di malattia ", ma anche come stato di "benessere psicofisico" dell’individuo. Tali comportamenti e presidi contribuiscono anche ad attuare la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse. Come si attua una corretta pulizia? Entrambe le regioni anatomiche genitali maschili e femminili sono ricoperte dalla cute con gli annessi cutanei: i peli e le ghiandole sebacee e sudoripare. La maggior parte dei batteri patogeni e saprofiti dell’uomo hanno un pH che oscilla tra 7,2 e 7,6. I bacilli vaginali (lactobacilli) prosperano ad un pH di 9. Il ph della cute è leggermente acido, cioè permette all’individuo di difendersi dalla moltiplicazione di germi normalmente saprofiti,"ospiti innocui",dell’uomo. La cute che ricopre i genitali esterni sia maschili che femminili contiene nel derma le ghiandole sudoripare produttrici di sudore. Il sudore contiene il 98% di acqua, il 2% di composti organici (urea, creatinina, acidi grassi) e sali (cloruro di sodio), acido urico, acido lattico, ammoniaca. Se non avviene una accurata, corretta pulizia, con conseguente asportazione di detriti cutanei e cataboliti derivanti dal sudore, si ha un effetto irritante con alterazione del normale pH della cute, bruciore, arrossamento, produzione di cattivo odore; a volte il prurito provoca grattamento e quindi anche dermatiti. E’ consigliato il lavaggio con frequenza regolare con detergenti solidi o liquidi con pH leggermente acido. Sia la scarsa igiene sia lavaggi troppo frequenti con sostanze non adatte,come saponi contenenti sostanze alcoliche e profumi possono creare seri problemi. Quando, anche in seguito ad una scarsa o scorretta igiene personale, viene alterato il pH, diminuiscono le normali difese della cute e vengono meno le funzioni che normalmente ha la nostra pelle. Quali sono le funzioni della nostra pelle? Le funzioni della cute sono: Difesa contro aggressioni di natura meccanica , chimica, batterica, protezione dal calore. Produzione di sudore. Produzione di sebo che costituisce il mantello idrolipidico protettivo della superficie cutanea. Funzione di termoregolazione mediante irradiazione, conduzione, convenzione del calore ed evaporazione del sudore. In cosa si distingue l'igiene femminile? Nella donna l’igiene intima riveste una particolare importanza data la comunicazione della vulva con la vagina e, tramite la vagina , con l’utero. Per quanto riguarda l’igiene intima femminile è importante ricordare i cambiamenti fisiologici della vagina, nelle varie fasi della vita: infanzia, pubertà, età fertile, menopausa. Durante l’età fertile si trovano nella vagina in condizioni fisiologiche, di normalità, numerosi bacilli chiamati di Doderlein. Questi bacilli , producendo acido lattico, mantengono acido il pH vaginale , contribuendo alla difesa della vagina dalle infezioni. I bacilli di Doderlein sono assenti nella bambina e poco presenti o quasi assenti in menopausa. La vagina presenta una difesa biologica basata sul pH acido e sulla presenza del bacillo di Doderlein. Questi due fattori, che impediscono lo sviluppo di altri germi , sono legati alla presenza di glicogeno nell’epitelio vaginale e alla possibilità di scissione del glicogeno in acido lattico ad opera del bacillo di Doderlein. In tutte le condizioni nelle quali vi è carenza di estrogeni si ha mancanza di glicogeno nell’epitelio vaginale e quindi poca acidità e scarso sviluppo di bacillo di Doderlein, con conseguente possibilità di moltiplicazione di altri germi. Queste condizioni di deficiente difesa genitale dovute a carenza ormonale si hanno fisiologicamente nella bambina e nella donna in menopausa. Infatti l’apparato genitale ritorna attraverso un processo di involuzione,a condizioni anatomiche e biologiche simili a quelle della bambina (mancanza di poteri di difesa della vagina e sottigliezza della mucosa vaginale). Cosa e' la leucorrea? Le secrezioni vaginali possono essere bianche o giallastre, più o meno dense, a seconda che si tratti di un fenomeno fisiologico o patologico. Casi di leucoreea fisiologica possono essere: La leucorrea delle ragazze in età pubere o nell’immediata postpubertà. La leucorrea che segue a volte il flusso mestruale. A volte ci può essere leucorrea durante la gravidanza Quando la leucorrea ha colore giallastro indica spesso una condizione patologica su base infiammatoria. Non bisogna confondere la leucorrea con il muco cervicale: questo è un fluido filante , trasparente che indica l’avvenuta ovulazione durante i giorni fertili del ciclo femminile. La scarsa igiene intima può contribuire all’instaurarsi di vulviti /infiammazioni della vulva , caratterizzate da prurito) e a volte per contiguità vaginiti. Le infiammazioni della vulva a volte si associano a flogosi delle ghiandole del Bartolini (ghiandole che fanno parte dell’apparato genitale femminile esterno). In genere i germi dalla vulva passano per contiguità nel condotto escretore della ghiandola di Bartolini, dando così origine ad un processo infiammatorio. Si ha tumefazione della ghiandola, arrossamento della cute, dolore in sede; a volte l’infiammazione degenera in ascesso. Nel maschio l’igiene intima e' ugualmente importante? Nel maschio l’igiene intima riveste l’importanza per quanto riguarda le infiammazioni dell’apparato genitale. La balanopostite è un’infezione dello spazio balanoprepuziale che interessa la mucosa del glande e del prepuzio che la ricopre, del solco coronale, del meato uretrale. Le cause dell’infezione possono essere costituite da germi gram positivi e da germi gram negativi.Molto frequentemente questa patologia è causata dalla presenza di una fimosi (restringimento dell’orifizio prepuziale), che rende molto difficoltosa, se non addirittura impossibile l’igiene locale , oppure a volte è causata da mancanza di igiene locale da parte del paziente. La balanopostite è più frequente nei bambini con fimosi e negli anziani che trascurano la propria igiene intima; in questo caso è la balanopostite ad essere causa di fimosi; l’infiammazione provoca aderenze tra la mucosa del prepuzio e del glande. Tali balanopostiti sono un evento frequente tra i pazienti diabetici. Vi sono poi dei presidi atti a prevenire le malattie sessualmente trasmesse, e sono i seguenti: Curare l’igiene intima con prodotti che abbiano un pH compreso tra 3,5 e 5,5, simile a quello della cute. Ciò contribuisce a conservare l’integrità dall’attacco di microorganismo. Osservare se il partner presenta lesioni della zona genitale, in questo caso usare sempre il profilattico, finchè non è sicuramente guarito, o meglio ancora interrompere fino a guarigione la vita sessuale. Usare sempre il profilattico con partner occasionali e/o poco conosciuti. Controllare sempre che il profilattico sia integro. Ricordare che i microorganismi , causa di malattie sessualmente trasmesse, si trovano nelle secrezioni vaginali, nel liquido seminale, nelle mucose genitali che presentano abrasioni. Quando si sospetta di essere stati contagiati, è utile rivolgersi subito al medico specialista: il ginecologo per la donna e l’andrologo per l’uomo. La terapia precoce di queste malattie ne previene le possibili gravi conseguenze. CHE FARE PER MANTENERE UN PH VAGINALE "EQUILIBRATO", A PROVA DI PROBLEMI INTIMI? Il mantenimento del pH dipende da molti fattori, primo fra tutti un ciclo regolare. Gli ormoni estrogeni sono i primi amici del pH e dell'ecosistema fisiologico in età fertile. Quando una donna subisce un blocco mestruale (amenorrea), il pH sale e, in parallelo, l'ecosistema viene alterato, perché mutano le tribù di microrganismi. La vagina diventa più vulnerabile alle invasioni dei germi provenienti dal colon, quali l'Escherischia Coli o l'Enterococcus Foecalis, chiamati "saprofiti patogeni" (dal greco "sapròs", marcio, ovvero batteri che crescono nel materiale in decomposizione a livello intestinale). Questi germi saprofiti sono normali nell'intestino, ossia fanno parte del suo ecosistema, ma diventano causa di patologia (malattia) se invadono la vagina, dove scatenano vaginiti, e la vescica, dove sono fonte di cistiti. E poi un pH sano è legato a doppio filo a una corretta igiene intima. QUALI SONO LE MOSSE GIUSTE PER UN'IGIENE INTIMA DAVVERO CORRETTA? Quella dei genitali esterni prevede una pulizia eseguita muovendo dall'avanti all'indietro sia la carta per la detersione, sia le mani per il lavaggio. Questo per evitare che frammenti di feci (che contengono milioni di germi saprofiti) possano inquinare i genitali anteriori, la vagina e/o l'uretra. All'igiene dei genitali interni, invece, ci pensa la natura femminile. La vagina, infatti, grazie alla produzione naturale di liquidi che - per la forza di gravità - scendono all'esterno, si autodeterge in presenza di normale pH. La donna sana, dunque, non ha bisogno di lavande interne, che vanno riservate e limitate, su indicazione medica, alla terapia complementare delle vaginiti. Anzi: secondo un'analisi di diversi studi, l'uso abituale di lavande vaginali sarebbe associato a significativo aumento di gravidanze ectopiche, di infezioni tubariche e, in alcuni studi, di tumore della cervice uterina. Un dato spiegabile con il fatto che la donna che ha rapporti non protetti, specie se promiscui, è a maggior rischio di infiammazioni vaginali. Questo potrebbe indurre la tendenza all'automedicazione con lavande vaginali frequenti. CI SONO ALTRI FATTORI A CUI LA DONNA DEVE FARE ATTENZIONE PER DIFENDERE LA ZONA INTIMA? Sì. È fondamentale rispettare un'adeguata protezione intima durante le mestruazioni, preferendo assorbenti, tamponi interni o salvaslip di cotone, che facilitano la traspirazione, ed evitando che le secrezioni vaginali, ricche di germi e molto acide, ristagnino a livello del vestibolo vulvare. Occhio anche all'attività intestinale: la stipsi, o costipazione (meno di quattro evacuazioni alla settimana), facilita l'alterazione degli ecosistemi vulvare e vaginale. Imperativo categorico, infine, è l'uso costante del profilattico in caso di cambio di partner o di rapporti promiscui. Anche il liquido spermatico, che ha pH 7.39, se abbondante e/o frequente potrebbe alterare il pH vaginale e causare irritazione vestibolare. L'alterazione del pH vaginale e vulvare, lo squilibrio degli ecosistemi, "l'effetto serra" genitale e la maggiore vulnerabilità della mucosa infiammata e microtraumi genitali possono concorrere a causare la vestibolite vulvare. CHE COS'È LA VESTIBOLITE VULVARE? È un'infiammazione cronica della mucosa del vestibolo vulvare, definita da tre sintomi e segni: variabile rossore del vestibolo (entrata della vagina); bruciore e dolore intenso, soprattutto in due punti, collocati alle ore 5 e alle ore 7, se si considera l'entrata vaginale come il quadrante di un orologio; dolore durante i rapporti (dispareunia). DA COSA È CARATTERIZZATA LA VESTIBOLITE VULVARE? Dall'iperattività di tre sistemi cardinali per la salute, primo fra tutti del sistema immunitario locale e, in particolare, del mastocita, una cellula di difesa che produce sia le sostanze che mediano l'infiammazione dei tessuti locali, causando bruciore, dolore, rossore, gonfiore e limitazioni funzionali, sia le sostanze che fanno proliferare le fibre nervose del dolore nella zona colpita. L'iperattività del mastocita è causata da diversi stimoli, detti "agonisti", tra cui: le infezioni da Candida, un fungo oggi in grande crescita a causa dell'eccessivo uso di antibiotici, da Gardnerella o da germi misti; l'irritazione del vestibolo dalle secrezioni vaginali che non evaporano a causa di salvaslip sintetici impermeabili; i microtraumi meccanici, tra cui il rapporto sessuale in condizioni di secchezza vaginale, e/o quando il muscolo elevatore è contratto e/o quando la mucosa è già irritata. Possono infiammare la mucosa del vestibolo anche un vestiario inadeguato che causi microabrasioni (tanga, jeans attillati), specie se la mucosa è già più vulnerabile e fragile a causa dell'infiammazione cronica, o sport (come ciclismo o equitazione), che causano una riduzione del flusso sanguigno e/o irritazioni nella zona genitale; gli estrogeni, perché l'infiammazione peggiora in fase premestruale); alcune sostanze chimiche, che provocano allergia, spesso contenute in detergenti inappropriati OLTRE AL SISTEMA IMMUNITARIO, QUALI SONO GLI ALTRI SISTEMI COINVOLTI IN CASO DI VESTIBOLITE? Il sistema nervoso del dolore: nella mucosa colpita da vestibolite, le fibre nervose sono moltiplicate di dieci volte rispetto al normale. Questo causa "iperalgesia", cioè aumento spiccato della sensibilità al dolore. Le fibre del dolore, inoltre, penetrano negli strati più superficiali della mucosa, in cui normalmente non si trovano, e questo provoca "allodinìa", ossia dolore urente ("come essere scottata da un ferro bollente", dicono le donne che ne soffrono). Inoltre, si registra un'iperattività del muscolo elevatore dell'ano, quello che chiude in basso la vagina e circonda l'uretra, la vagina e l'ano. Provoca una tensione, che causa ulteriore dolore ("mialgia") e riduce l'entrata vaginale, diventando cofattore di dolore ai rapporti (dispareunia). È POSSIBILE PROTEGGERE LA SALUTE GENITALE E PREVENIRE LA VESTIBOLITE VULVARE? Si può fare molto. Prima di tutto, utilizzando detergenti a pH acido per i genitali esterni non più di due, al massimo tre volte al giorno. Per il resto, detersione con acqua. Per la protezione periodica mestruale, usare solo assorbenti in puro cotone. Anche i tamponi interni di puro cotone vanno bene: se l'inserimento causa dolore - come succede spesso nelle adolescenti ai primi tentativi - il problema non è il tampone, ma lo spasmo muscolare di cui il tampone è solo una spia. In tal caso, bisogna ascoltare questo sintomo importante, valutare se c'è un'iperattività del muscolo e, in caso affermativo, rilassarlo mediante con l'automassaggio o lo stretching. Il vestiario deve lasciare "respirare" i tessuti, lasciando asciugare normalmente le modeste secrezioni vaginali: sì alle gonne o ai pantaloni morbidi in tessuti naturali. Non scordare l'uso regolare del profilattico, specie se si cambia partner e/o non si è certi della propria o altrui fedeltà: l'intolleranza vera al lattice è molto più rara del rischio di infezioni sessualmente trasmesse! Infine, attenzione alla lubrificazione vaginale durante i rapporti: la secchezza vaginale (causata da scarsa eccitazione e/o dal dolore alla penetrazione) facilita le microabrasioni della mucosa, perpetuando la cronicizzazione dell'infiammazione. In caso di dolore durante i rapporti, secchezza vaginale, ma anche cistiti o irritazioni vescicali, dopo il rapporto è importante rivolgersi a un ginecologo con competenza sessuologica. Non diagnosticate e non trattate, queste condizioni possono portare a una vestibolite cronica. Se diagnosticate e curate tempestivamente, possono invece essere completamente risolte. [...]

ATTO SESSUALE DOLOROSO: SCOPRIAMO I MOTIVI

Piacere o dolore? Le cause dovute ad un atto sessuale dolorosoLa donna può provare dolore o fastidio vaginale nel momento della penetrazione, durante o dopo il rapporto.Ne soffre il 14-19% delle donne tra i 18 e i 55 anni. Il dolore può essere causato da fattori sia fisici sia psichici. La diagnosi deve considerare entrambi i fattori, spesso associati, per avere una terapia davvero risolutiva del disturboE' frequente nelle donne di ogni età e può essere provocato da cause fisiche (contrazioni muscolari o anomalie del rivestimento vaginale) o psicologiche. Indipendentemente dalla causa occorrerà consultare un ginecologo se il sintomo persiste o se è spesso presente in quanto potrebbe influenzare negativamente sul desiderio sessuale. Andiamo a vedere comunque delle possibili cause ed eventuali primi interventi da attuare. Per "Disturbi sessuali caratterizzati da dolore" (Sexual Pain Disorders") si intendono:La dispareunia: definita come ricorrente o persistente dolore genitale associato al rapporto sessuale.Il vaginismo: definito come persistente o ricorrente spasmo involontario della muscolatura vaginale che impedisce o rende dolorosa la penetrazione vaginale.Il dolore sessuale non coitale: definito come ricorrente o persistente dolore genitale indotto da stimolazioni non coitali (per esempio, dal petting, da stimolazione manuale ecc).Il disturbo è considerato tale se causa "personal distress", ossia un significativo disagio e stress personale (e non solo se causa un problema coniugale). Per completare la diagnosi, di ciascun disturbo bisogna precisare:Se sia presente fin dall'inizio della vita sessuale e dei rapporti (primario o lifelong) o acquisito dopo un periodo di rapporti sessuali soddisfacenti (secondario o acquisito, acquired);Se sia generalizzato (con qualsiasi partner e in qualsiasi situazione) o situazionale (solo con un partner o in particolari situazioni);Quale sia la sua causa (etiologia): organica, psicogena, mista o indeterminata.Alcune tipologie di doloreVa detto anzitutto che i dolori alla vagina sono frequenti nelle settimane successive al parto, specialmente se sono presenti suture. Come fare? Astenetevi dai rapporti sessuali fin tanto ché la vagina non sarà guarita. Quando riprenderete i rapporti aiutatevi con una gelatina lubrificante e se continua ad essere doloroso consultate il vostro ginecologo di fiducia che vi visiterà per accertare che non vi siano postumi di lacerazione da parto. Se avete perdite vaginali anomale significa che è possibile che abbiate una vaginite. Se invece la penetrazione è difficile o dolorosa per una scarsa lubrificazione vaginale ed avete più di 45 anni sappiate che le modificazioni ormonali che avvengono in menopausa causano una riduzione del rivestimento vaginale e quindi una minore lubrificazione.Consultate il vostro ginecologo che vi prescriverà una terapia ormonale sostitutiva e/o una gelatina lubrificante. Inoltre vi consiglierà tecniche sessuali per favorire l'eccitamento e prevenire tali disturbi. Le donne che hanno avuto una soddisfacente attività sessuale continuano ad averla anche con l'avanzare dell'età... se avete un buon rapporto con il vostro partner non esiste nessuna causa fisica che riduca la capacità di godere a pieno di tutte le sensazioni fisiche ed emotive connesse con l'atto sessuale. Anzi molte donne trovano che l'attività sessuale migliori con una maggiore esperienza, con la capacità di apprezzare meglio il partner e con la sicurezza di non rischiare una gravidanza indesiderata. Se uno dei due partner e malato è ovvio che i rapporti sessuali saranno ridotti, quindi provate altre forme di contatto sessuale come carezze o rapporto orale. Se il rapporto sessuale provoca invece frustrazione consultate un consulente sessuale. Se avete un rapporto sessuale doloroso ma solo alcune volte e in determinate situazioni o se avete avuto mestruazioni insolite e dolorose sappiate che anche l'endometriosi può causare ciò. Tale patologia è caratterizzata dalla presenza al di fuori dell'utero (ovaie, tube di Falloppio), di endometrio (tessuto che normalmente rivestele pareti uterine), consultate un ginecologo che ispezionerà la vagina e potrà decidere di sottoporvi a laparoscopia. Se la diagnosi è confermata vi prescriverà una cura ormonale a lungo termine. Se il dolore durante il rapporto sessuale lo avvertite da poco tempo sappiate che una cisti ovarica (formazione a sacco contenente liquido) può causare dolore se sottoposta a pressione durante il rapporto sessuale. Cisti ovariche provocano anche gonfiore addominale. Il dolore è possibile che sia dovuto ad un'infiammazionedella cervice. Consultate il ginecologo di fiducia il quale dopo un'ispezione vaginale è probabile che vi richiederà un pap-test ed altri esami come ecografia ed una laparoscopica. Se la diagnosi è confermata è necessaria l'asportazione chirurgica. Se avete avuto di recente il vostro primo rapporto o avete cambiato da poco il partner sappiate che i dolori ed i bruciori ai genitali sono frequente dopo un rapporto insolito o molto coinvolgente!!! Non preoccupatevi, il disturbo scomparirà da solo; se il dolore è forte però è meglio astenersi da rapporti sessuali per qualche giorno. Importante è anche sapere che la pressione esercitata su di un ovaio o altro punto sensibile durante una penetrazione profonda può causare dolore, quindi se provate dolore sempre in determinate posizioni non preoccupatevi basta cercare posizioni nuove, consultate comunque il ginecologo che escluderà con la visita la presenza di cause organiche.Quali sono invece le cause psichiche?Molti più frequenti, nel vaginismo primario (lifelong), sono le cause psichiche, che associano la sessualità - e la penetrazione in particolare - a stimoli ed emozioni negativi:paura del dolore della prima volta; tabù e inibizioni educative ("una brava ragazza non lo fa fino al matrimonio"), cui spesso si associa una sopravvalutazione della verginità;pregresse violenze o molestie sessuali, nell'infanzia e/o nell'adolescenza. Spesso la sola idea del rapporto riattiva ricordi così dolorosi da bloccare ogni disponibilià all'intimità: si parla allora di inibizione sessuale generale. In altri casi, l'effetto del trauma si manifesta soprattutto al momento della penetrazione che richiama alla mente una violenza il cui potere di angosciare è rimasto intatto nel tempo. In tal caso è indicata una psicoterapia che aiuti a superare le conseguenze emotive e sessuali del trauma, per lasciare finalmente alle spalle i ricordi negativi e il dolore del passato;paura di gravidanze indesiderate e ambivalenza, ossia sentimenti contraddittori, verso la contraccezione più sicura, quella ormonale (la "pillola", per intenderci);paura della gravidanza e del parto;l'aver udito racconti drammatici relativi al primo rapporto, alla perdita di sangue, al dolore, al parto; disturbi del comportamento alimentare, specialmente l'anoressia. La difficoltà ad accettare la maturazione psicosessuale, tipica della ragazza che soffre di anoressia, si somatizza anche in diversi disturbi sessuali. Al punto che un terzo delle ragazze anoressiche soffre di vaginismo. Il bisogno ossessivo di controllo, che domina il rapporto con il cibo, si estende anche al controllo - fino al blocco - della sessualità. E non è un caso se la tensione psichica in molte ragazze si traduce in uno spasmo dei muscoli che chiudono la vagina;un eccessivo attaccamento alla famiglia di origine, per cui la ragazza resta "figlia di" piuttosto che diventare "moglie di";la paura dell'aggressività implicita nel gesto sessuale, paura spesso condivisa da entrambi i partner. Diceva Danielle Choucroun, che si è molto occupata di matrimoni e rapporti "bianchi": "Per un caso curioso, la signora che ha paura di essere penetrata sceglie (inconsciamente!) un uomo che ha paura di penetrare. E viceversa".Ricordiamo inoltre che anche un rapporto sessuale con ansia e/o mancanza d'eccitamento può provocare tensioni durante il rapporto sessuale impedendo una normale lubrificazione vaginale ed il normale rilassamento dei muscoli e tessuti circostanti. Cosa fare? Parlatene prima con il vostro partner e già ciò potrebbe risolvere il problema, usate una gelatina lubrificante durante il rapporto, poi vi suggerisco una tecnica per ridurre l'ansia ed aumentare la capacità di reazione agli stimoli sessuali che può essere d'aiuto per superare inibizioni e tensioni che compromettono il rapporto sessuale: in accordo con il partner astenetevi tre settimane da rapporti sessuali. Dopo di che, per alcuni giorni, senza che vi sia la possibilità di essere disturbati da qualcuno, create un'atmosfera adatta ad entrambi che vi faccia sentire rilassati (come ad esempio sentire musica), non abbiate ancora rapporti sessuali!!! A questo punto massaggiate ed accarezzate, ciascuno dei due, il corpo dell'altro per 20 min., meglio se entrambi nudi e se preferite usando l'olio, ma facendo attenzione a non toccare genitali e seno!!!! Ciascun partner dovrà concentrarsi sul piacere che prova alle carezze ed al contatto con l'altro corpo. Quando inizierete a godere delle sensazioni che vi provoca l'essere massaggiati, la sera successiva iniziate a toccare anche i genitali ed il seno. [...]

SESSO E GRAVIDANZA

FARE SESSO DURANTE LA GRAVIDANZA. POSSIBILE? Un calo del desiderio sessuale si verifica soprattutto durante il primo trimestre di gravidanza. Spesso si sta male, si ha la nausea, poca voglia anche di mangiare, figuriamoci se si pensa al sesso. Il secondo trimestre è invece il periodo più tranquillo e appagante anche dal punto di vista dell'affiatamento sessuale. Generalmente i disturbi funzionali sono cessati. Da parte della donna aumenta il bisogno di coccole e tenerezze, aumenta il desiderio di sentirsi al centro dell'universo e quindi di essere desiderate dal partner più intensamente. In questo periodo aumenta anche la vasocongestione e i genitali sono più sensibili: il desiderio sessuale può addirittura diventare più forte e gli orgasmi più intensi e frequenti. Il terzo trimestre è più controverso: l'ostacolo fisico del pancione può ridurre la voglia di fare sesso e questo sarebbe giustificato anche da alcune modificazioni ormonali, mentre la situazione generale sembra predisporre di più al sesso. Infatti se da un lato il desiderio cala per gli alti tassi di progesterone, ormoni che riducono il desiderio, dall'altro gli ormoni facilitano la lubrificazione e la risposta orgasmica. In più, il muscolo uterino aumentato di massa permette di percepire meglio le contrazioni uterine sia durante sia dopo l'orgasmo. Il sesso in gravidanza diventa pericoloso soltanto in quelle situazioni in cui la gestazione è complicata da qualche patologia. Vediamo quando è necessario astenersi da un rapporto completo: - se c'è minaccia d'aborto o di parto prematuro - se il collo dell'utero si dilata molto tempo prima della data prevista per il parto - se è stata diagnosticata attraverso l'ecografia una placenta "previa", cioè posta nella zona inferiore della cavità uterina. - se si è affette da ipercontrattilità uterina e, allo stesso tempo, si stanno assumendo farmaci che causano il rilassamento della parete uterina. - se si verifica anzitempo la rottura del sacco amniotico e, di conseguenza, si comincia una cura farmacologia per favorire la sviluppo completo dei polmoni del piccolo. Escluse queste eventualità, godiamoci il sesso e la bellezza di una donna che sta diventando madre. Consiglio una posizione, ideale per gli ultimi mesi di gravidanza: i due amanti stanno sul fianco, faccia a faccia. Lei solleva la gamba posandola sopra la coscia di lui in modo da facilitare la penetrazione. Una variante: lui sta alle spalle di lei e può accarezzarle il clitoride o il seno. [...]

LA STERILITA' FEMMINILE

Se la mancata gravidanza dipende dalla donna Le indagini. Il primo passo è sempre quello dell'anamnesi prima e della visita ginecologica dopo: tutta la storia medica dovrà essere raccontata dalla paziente con particolare precisione sugli aspetti riguardanti il ciclo mestruale. La visita ginecologica. Accertare manualmente la posizione, il volume dell'utero e la sua regolarità, accertare se lo spostamento manuale provoca dolore o meno e con lo speculum accertare visivamente le condizioni del collo uterino (eventuali "piaghette", polipi ecc.). L'ecografia pelvica. Le informazioni fornite dagli esami ecografici sono di indubbia utilità. L'ecografia pelvica consente di mettere in luce problemi alle ovaie, all'utero, la presenza di polipi, miomi ecc. Sterosalpingografia. È un esame radiologico che consente di valutare eventuali malformazioni o lesioni che possono essere alla base della sterilità meccanica. Consiste nell'iniettare dell'utero e nelle tube un mezzo di contrasto e nell'eseguire una serie di radiografie per studiarne il percorso. Oggi rimane il più utilizzato, è a volte doloroso, non è privo di complicazioni. Le percentuali di errore sono piuttosto alte, specie se l'interpretazione non è affidata a personale competente. Laparoscopia. Decisamente più affidabile dell'isterosalpingografia , consente di valutare la presenza di endometriosi, di aderenze o di altre patologie che causano sterilità, meccanica e non. Si esegue in anestesia generale: attraverso una piccola incisione dentro l'ombelico si inserisce una sonda ottica che consente di osservare tutti gli organi pelvici. La laparoscopia comporta, sia pur raramente, una serie di complicanze quali la lesione di un grosso vaso arterioso, piccole lesioni intestinali, dolori addominali. In tutti e tre i casi si tratta di complicanze di facile e rapida risoluzione che non lasciano conseguenze spiacevoli. La laparoscopia richiede un breve ricovero che può variare da alcune ore a due giorni. La falloppioscopia. Vi sono diverse modalità di studio della struttura delle tube: esse possono essere incannulate durante la laparoscopia; vi si può iniettare un liquido medicato od aria in modo da valutarne la pervietà ed il tono muscolare; oppure si ricorre alla falloppioscopia, tecnica di grande utilità ma non ancora così diffusa, che consiste nell'introdurre nelle tube attraverso l'utero un sottile catetere con una fibra ottica in modo da poter guardare da vicino lo stato di salute della parete interna della tuba, lungo il percorso che dovrà compiere l'ovulo. Grazie alla falloppioscopia è possibile anche notare eventuali danni a carico della mucosa tubarica che, altrimenti, non sarebbero evidenziabili con la laparoscopia. Dosaggi ormonali. (FSA-LH- 17 betaestradiolo - Progesterone - Prolattina - Testosterone) : per la valutazione del ciclo mestruale. Monitoraggio dell'ovulazione. Con questo termine si definisce il controllo ecografico della crescita follicolare che può essere di base (per controllare se esista l'ovulazione) o dopo stimolazione con i vari induttori dell'ovulazione presenti in commercio. Post Coital test (test dopo un rapporto completo). viene eseguito nel periodo dell'ovulazione, quando il muco cervicale è più recettivo alla penetrazione degli spermatozoi. Si esegue dopo 2/3 giorni di astinenza dei rapporti sessuali. Il momento può essere determinato tramite ecografia endovaginale o tramite temperatura basale oppure quando si nota una fluidificazione più marcata della secrezione vaginale. Nel giorno stabilito si deve avere un rapporto sessuale completo avendo cura di rimanere distesa per i successivi 15/20 minuti. Dopo 4/6 ore dal rapporto si preleva il muco mediante una semplice siringa e il muco si distende su un vetrino che viene subito messo al microscopio e si valuta la presenza o meno di spermatozoi mobili o no. Tampone vaginale e del muco cervicale Si preleva in modo sterile il secreto vaginale e il muco in corrispondenza del collo uterino e si invia al laboratorio dove vengono ricercati i germi comuni e principalmente la Clamidia e il Micoplasma. Le idrotubazioni. Nei casi di ostruzione tubarica lieve e cioè quando il quadro non è tra i più seri (tube congeste o tortuose ecc.) si possono effettuare idrotubazioni al settimo-decimo giorno del ciclo, per un massimo di sei cicli. Si introduce nell'utero, attraverso il canale cervicale, una piccola quantità di aria seguita da liquidi medicati (antibiotici e idrocortisone) e poi ancora aria. Il liquido, spinto dall'aria, crea una pressione sulle tube e vi esercita una lieve azione terapeutica. Non è una pratica dolorosa, ma fastidiosa, che lascia come conseguenze dolore alle spalle per alcune ore. Attualmente nei casi di malattie tubariche (tube impervie, inaccessibili o inaffidabili) o di sterilità meccaniche si tende a percorrere la strada della fecondazione in vitro o comunque della fecondazione assistita. Endometriosi. Cause: è una malattia subdola, dolorosa e capace di provocare anche una sterilità permanente. Se in alcune donne non provoca alcun sintomo, in altre può affacciarsi con notevole violenza: in genere si manifesta con mestruazioni molto dolorose dopo che per anni non hanno dato alcun problema. Si manifesta quando l'endometrio (cioè la mucosa dell'utero che, dopo essersi preparata ad accogliere l'embrione, viene espulsa con il sangue durante il ciclo qualora non si sia verificato il concepimento) per motivi ancora sconosciuti compie un percorso inverso risalendo attraverso le tube fino alla cavità addominale. L'endometriosi è davvero una malattia severa nei confronti della possibilità di concepire: in molti casi anche quando si è raggiunta la completa guarigione (peraltro non facile da ottenere) la fertilità rimane, almeno in parte, compromessa. Terapia: durante una laparoscopia diagnostica se il medico si accorge di trovarsi in presenza di endometriosi solitamente interviene direttamente coagulando con la diatermia o con il laser il tessuto malato o asportando le cisti ovariche. Dopo la fase chirurgica la donna viene trattata con farmaci specifici: sono cure lunghe e fastidiose che comportano una serie di effetti collaterali spiacevoli. Le ricadute non sono rare, ma nel 60% dei casi trattati chirurgicamente si ottengono una guarigione e una discreta qualità della vita. Sterilità secondaria. È così definita perché insorge successivamente ad una gravidanza portata felicemente a termine con parto spontaneo o taglio cesareo oppure esitata in aborto spontaneo o provocato. In genere è legata a problemi di natura meccanica insorti inspiegabilmente in occasione della precedente gravidanza. Anche in questo caso la donna dovrà sottoporsi a esami di laboratorio e principalmente all'isterosalpingografia per diagnosticare eventuali ostruzioni meccaniche o infiammatorie delle tube. In seguito ad ulteriori accertamenti come monitoraggio dell'ovulazione ecc. e per il coniuge esame del liquido seminale. I fattori vulvo-vaginali come causa di sterilità I fattori vulvo vaginali come causa di sterilità possono essere di due categorie: Fattori che determinano la così detta “sterilità coitale” che comporta difficoltà ai rapporti sessuali fino alla cosiddetta “impotenza coeundi femminile”. Fattori che determinano una sterilità vaginale vera, che incide soltanto per lo 0,2% di tutti i casi di sterilità e provoca una in attivazione degli spermatozoi prima che penetrino nel canale cervicale, pur essendo il coito normale. Questa distinzione non sempre è così netta, in quanto, specialmente nelle vaginiti acute, si associano i due fattori precedentemente detti ossia oltre all’inattivazione degli spermatozoi esiste anche difficoltà al coito (dispareunia). Tra i fattori coitali tutte le cause di dispareunia assumono un certo valore nel determinismo della sterilità. In genere la dispareunia viene distinta in esterna ed interna: nel primo caso si ha una difficoltà all’introduzione del pene in vagina, nel secondo caso si ha solamente dolore durante il coito dopo introduzione del pene in vagina. La dispareunia interna inoltre può essere funzionale od organica: la forma funzionale detta anche VAGINISMO è caratterizzata da uno spasmo involontario dei muscoli che circondano l’introito vaginale. E’ riconducibile ad una psiconeurosi genitale e rappresenta, al di fuori di qualsiasi alterazione anatomica, una difesa incoscia della donna di fronte al contatto sessuale, per paura di lesioni genitali, di malattie veneree o di gravidanze. A volte la sintomatologia oltre ad essere presente nel momento del rapporto sessuale può, a causa dello stato di ansia, essere scatenata anche solamente all’idea di esso. La forma organica esterna è rappresentata da cause imeneali (imene sclerotico o rigido, imene imperforato) o da cause di interventi vulvo vaginali in seguito a parti o a precedenti interventi chirurgici sulla vagina, oppure da malformazioni congenite della vagina o anche da tutti quei processi infettivi a carico della vulva, della vagina, dell’uretra, dell’ano i quali possono scatenare riflessi dolorosi. La forma organica interna è rappresentata da alterazioni anatomiche della vagina: vagina totalmente stretta, setti vaginali, restringimento a clessidra della vagina, più raramente delle endometriosi vaginali o dei legamenti utero sacrali, dalle annessiti, parametriti posteriori, cerviciti, cisti della ghiandola del Bartolini ecc.ecc. I casi di sterilità legati ad infezioni vaginali possono essere causati da batteri o da funghi e protozoi. Le infezioni batteriche sono le vaginiti da germi banali: streptococco, stafilococco, escherichia coli. Questi germi, causa di vaginiti, alterano, per azione delle tossine da esse prodotte, la motilità degli spermatozoi. Quindi le vaginiti da germi banali, poiché molto frequenti, possono avere rilevante importanza nel determinare alterazioni della progressione spermatica specialmente in quei casi in cui esistono alterazioni più o meno evidenti dello spermiogramma. Notevole importanza è attribuita alle vaginiti da candida albicans e da trichomonas vaginalis la cui frequenza è aumentata fino a diventare il 30- 50% delle infezioni vaginali. Tale aumento di incidenza è dovuto all’uso indiscriminato di antibiotici, cortisonici, contraccettivi ormonali e alla maggiore libertà sessuale. Possiamo dire che il ruolo delle infezioni vaginali, nei casi di sterilità o di infertilità, rappresenta senz’altro un fattore da tenere in giusta considerazione per le influenze negative che tali flogosi possono arrecare alla motilità degli spermatozoi. Occorre un trattamento medico adeguato prima di indagare su qualunque altra causa possibile di sterilità, soprattutto considerata la semplicità del loro trattamento e i rapidi e brillanti risultati che si possono conseguire. Liberamente tratto da “LA STERILITA’ UMANA” di E.CITTADINI ed. PICCIN [...]

L'UTERO RETROVERSO

Il normale angolo di "versione" dell'utero e' quello di 90° circa, aperto in avanti, formato dall'asse longitudinale dell'utero con l'asse della vagina quando la donna e' in piedi; l'angolo di flessione e' quello di 120° circa, aperto in avanti, che esiste normalmente tra corpo dell'utero e collo dell'utero (si suggerisce di seguire il discorso con innanzi una immagine degli organi genitali interni femminili). La retroversione uterina e' la condizione nella quale l'asse longitudinale dell'utero forma con l'asse della vagina un angolo aperto all'indietro; la retroflessione e' invece la condizione nella quale l'utero presenta l'angolo fra corpo e collo aperto posteriormente verso la cavità sacrale. In genere retroversione e retroflessione sono associate, per cui si parla di retroversoflessione dell'utero: per lo più l'utero va incontro prima ad una retroversione per una eccessiva lassita' dei legamenti rotondi e successivamente, per l'aumento della pressione endoaddominale che agisce sulla sua parete anteriore, si determina una retroflessione; in seguito si puo' anche associare, se ci sono le condizioni predisponenti, una discesa dell'utero, potendo arrivare sino al prolasso uterino. La retrodeviazione viene anche distinta in fissa e mobile: fissa quando, a seguito di aderenze, l'anomalia di posizione non puo' essere corretta con le manovre bimanuali eseguibili durante una esplorazione vaginale; mobile quando tali manovre riportano l'utero in asse. LE CAUSE DELL'UTERO RETROVERSO Le retrodeviazioni si riscontrano in circa il 20-30 % delle donne visitate da ginecologi; le pluripare ne sono piu' colpite delle nullipare. Possono talvolta essere congenite, ed in tal caso sono di solito associate ad un utero piccolo, con collo uterino molto lungo, cioe' sono indice di infantilismo genitale. Piu' spesso sono acquisite, con molte possibili cause: il parto, sia per rilassamento post-gravidico degli apparati di sostegno dell'utero, che per un eventuale processo infiammatorio, il quale, ritardando il regolare rimpicciolimento dell'utero, fa si' che con maggiore facilita' questo si posizioni in modo anomalo a causa del suo peso; l'endometriosi pelvica, che determina sovente retrodeviazione fissa; i processi infiammatori, in quanto possono favorire il formarsi di briglie aderenziali tra sigma/retto e parete posteriore dell'utero; la costituzione longilinea quando associata ad eccessiva magrezza; la presenza di tumori (ovarici, paraovarici, uterini). SINTOMI I sintomi principali sono soprattutto legati ai fatti di stasi ed alle alterazioni della circolazione; si possono avere: dolori sacro-coccigei e lombari; secrezioni bianche abbondanti; dolore durante il flusso, generalmente in eccesso, o durante il coito nella penetrazione profonda; disturbi nell'urinare e nella defecazione; alterazioni della fertilita', con maggiore difficolta' ad iniziare la gravidanza (sembrano coinvolti fattori meccanici, come il posizionarsi dell'orificio uterino esterno verso l'alto, lontano dal fornice vaginale posteriore, dove invece si raccoglie il seme; l'ostacolo che l'aumentata secrezione e trasudazione uterina produrrebbe all'ascesa degli spermatozoi; una possibile alterazione della funzione ovarica in conseguenza dei disturbi di circolo che la retrodeviazione determina) e, nella retroversoflessione congenita o nella retroversione talmente fissa da impedire lo sviluppo dell'utero durante la crescita del prodotto del concepimento, un piu' elevato rischio di aborto. Per lo piu' i disturbi riferiti non sono in rapporto al grado dell'anomalia di posizione: una retroversione fissa puo' causare, in modo apparentemente paradossale, disturbi meno accentuati di una retroversione mobile. DIAGNOSI La diagnosi si fonda sull'esame ginecologico: si sente la porzione vaginale del collo uterino spostata in avanti ed in alto e l'orificio uterino esterno rivolto verso la parete vaginale anteriore ed il pube; il corpo dell'utero viene invece avvertito, attraverso il fornice posteriore, rivolto verso la concavita' sacrale. La diagnosi differenziale deve soprattutto accertare che la formazione percepita sia effettivamente il corpo uterino e non tumore uterino, una cisti ovarica o una neo-formazione a carico della tuba; ci si basa sulla consistenza, sulla mobilita', sulla possibilita' di trasmettere ad essa i movimenti impressi sul collo dell'utero. L'ecotomografia puo' confermare l'anomala posizione dell'utero oppure la presenza di una neoformazione, che sposta l'utero in avanti ed in alto. Anche l'isterografia, specialmente in caso di retroversoflessione fissa, evidenzia la patologia di posizione uterina. Se la retroversoflessione si associa con sintomatologia molto dolorosa e/o alla visita ginecologica si provoca dolore premendo sulla cervice o spostando l'utero, di solito viene consigliato di eseguire una laparoscopia, per escludere l'endometriosi o altre patologie. In genere la retrodeviazione uterina va trattata solo per i disturbi che provoca: antiflogistici se occorre attenuare le conseguenze di stati aderenziali; analgesici durante la mestruazione. L'uso di un pessario normalmente e' utile solo per dimostrare se vale la pena dì correggere chirurgicamente l'anomalia di posizione: se i disturbi scompaiono mantenendo l'utero in asse per qualche giorno a mezzo del pessario, l'operazione puo' essere giustificata. Comunque l'intervento di isteropessi, al fine di portare l'utero in posizione fisiologica, si giustifica soprattutto se alla retrodeviazione si associano altre manifestazioni patologiche che possono giovarsi dell'atto chirurgico: cisti ovariche, fibromi, alterazioni mestruali, grave dolore durante il coito, sterilita', ripetuti aborti; non e' invece indicato nelle retroversoflessioni congenite, in quanto in questi casi e' la struttura stessa dell'utero a formare un angolo aperto posteriormente, angolo che non e' quindi modificabile dall'azione dei legamenti (gli interventi difatti correggono l'anomalia accorciando i legamenti rotondi con varie modalita'). [...]

QUEL PRURITO PROPRIO LI!

QUEL PRURITO PROPRIO LI: Vulvovaginiti non infettive Le vulvovaginiti di natura non infettiva costituiscono un ampio capitolo della patologia flogistica vulvovaginale. Costituiscono, infatti, almeno il 40% delle comuni sintomatologie del basso tratto genitale. Le cause che possono determinare questo tipo di infiammazione sono molte, spesso misconosciute e di norma quasi mai diagnosticate. Spesso laddove viene riferita una sintomatologia vulvovaginale, quasi sempre è individuata una noxa infettiva. Un denominatore comune tra questo tipo di disturbi è la prescrizione di terapie, topiche o orali, di regola ad ampio spettro antimicrobico che non eliminano il fattore eziopatogenetico e, quindi, non migliorano il disturbo. Vi sono quattro principali fattori che espongono ad un rischio maggiore di sviluppare vulvovaginiti di natura non infettiva: Rapporti sessuali. Una storia delle donne affette da patologia flogistica vulvovaginale ricorrente non infettiva, può essere direttamente correlata alla loro attività sessuale. La formazione di abrasioni microscopiche dovute ad un'inadeguata lubrificazione favorirebbe, infatti, la penetrazione di agenti esterni, possibile fonte di sensibilizzazione. Abitudini igieniche. Studi condotti su donne sessualmente attive hanno dimostrato come l'uso eccessivo di detergenti intimi e lavande vaginali aumenti notevolmente il rischio di contrarre vulvovaginiti irritative. Abbigliamento. L'abitudine ad indossare indumenti molto attillati, soprattutto, se costituiti da un materiale sintetico (nylon o lycra), contribuirebbero ad alterare l'ecosistema vaginale rendendolo più sensibile ad molecole esogene. Fattori psicologici. È stato dimostrato, infatti, che alcune donne affette da vulvovaginiti ricorrenti di natura non infettiva, conducono una vita sessuale insoddisfacente o sottacciono spesso quadri depressivi. Le manifestazioni cliniche sono del tutto aspecifiche e spesso indistinguibili dalle vulvovaginiti infettive. I sintomi sono di solito bruciore e prurito, dolore e senso di tensione e, nei casi più gravi, a seguito da una accurata anamnesi, può emergere come qualsiasi agente esterno sia in grado di irritare la regione genitale. All'ispezione si può osservare arrossamento ed edema vulvare (vulvite eritematosa) accompagnati da escoriazioni e fissurazioni. Più raramente, tali forme si possono associare alla comparsa di bolle o vescicole od ulcerazioni (reazione eritematoide), interessando talora anche la vagina. La leucorrea (secrezione mucosa definita spesso dalle donne come "perdita vaginale") può essere presente ed è priva di alcun odore. Spesso queste forme di vulvite non infettiva tendono a perpetrarsi a causa di trattamenti antibiotici inappropriati e/o antimicotici che hanno un effetto ipersensibilizzante sulle mucose, oltre che destruente per la flora batterica vaginale. Una corretta ed approfondita valutazione della storia clinica e delle abitudini della donna rappresentano un approccio imprescindibile quando si sospetta di un processo infiammatorio di natura non infettiva. Una volta esclusa la presenza dei principali agenti infettivi (Candida albicans, Trichomonas e Gardnerella vaginalis), diviene fondamentale porre una corretta diagnosi. Patologie sistemiche di natura dermatologica (come psoriasi, lichen, penfigo, lupus, sindrome di Behcet, sindrome di Paget) possono determinare quadri vulvovaginali di difficile interpretazione per specialisti poco esperti. La persistenza della sintomatologia accompagnata dalla presenza di particolari stili ed abitudini di vita (uso di assorbenti interni, salvaslip, etc.) devono orientare l'attenzione sul fatto che possa trattarsi di una forma di ipersensibilità vaginale ad agenti esterni. Spesso le donne che presentano i sintomi sono portatrici di una storia familiare di allergia ad agenti ambientali (riniti, asma, congiuntivite) o alimentari (orticaria, angioedema). La terapia di tutte queste forme consiste nell'eliminare la causa irritativa, allergizzante, traumatica. Il primo presidio terapico, di importanza fondamentale risulta essere l'educazione della paziente. Essa, infatti, messa a conoscenza della sua particolare sensibilità vaginale ad agenti esogeni, va' informata rispetto ai comportamenti e alle abitudini di vita corrette che possono risolvere la sua sintomatologia. Rimosso l'agente sensibilizzante (quando riconosciuto) è fondamentale nelle donne "ipersensibili" evitare: qualsiasi stimolo irritativo: applicazioni vaginali di deodoranti spray, profumi, saponi eccessivamente alcalini o ricchi di coloranti, lavande vaginali, creme depilatorie l'abitudine ad una eccessiva igiene intima, potrebbe alterare le naturali difese immunitarie vaginali e la flora microbica saprofita l'utilizzo di assorbenti interni; questi dovranno essere sostituiti da quelli esterni, preferibilmente non dotati di "ali protettive" poiché il materiale adesivo di cui sono costituite è ricco di colla in grado di sciogliersi a contatto con le normali sudorazioni e capace quindi di generare prurito e fenomeni di sensibilizzazione. In questi casi una corretta informazione è quasi "terapeutica". Informare la donna sulle più basilari nozioni di fisiologia vaginale (le funzioni della mucosa, il ruolo del pH e delle secrezioni in generale, etc.) la rende spesso partecipe di un "percorso medico" di difficile gestione. È comunque importante dettare delle norme comportamentali: Limitare, ad esempio, l'uso di salvaslip, indumenti attillati o di tessuti a maglie strette che non permettono una corretta ossigenazione tissutale favorendo il ristagno di secrezioni, la possibilità di sovrainfezione nonché di una possibile sensibilizzazione a fattori di contatto. Consigliare un'accurata e mai esasperata igiene intima e post-coitale (evitare che il liquido seminale permanga a lungo all'interno della vagina in virtù del suo effetto immunosoppressivo e della sua capacità di alterare il pH). Dettare delle norme alimentari per un corretto ed equilibrato regime dietetico. Preferire l'uso di biancheria intima di puro cotone ed evitare il continuo ricorso a salviette intime deodoranti o salvaslip. Nelle reazioni più gravi, con sintomatologia intensa e dolorosa, è consigliabile praticare impacchi con compresse rivestite da acido borico o soluzioni 1:20 di alluminio acetato. Anche l'applicazione locale di creme a base di corticosteroidi può provocare una rapida regressione dei sintomi, specie se la forma ha una base allergica. Tali applicazioni devono essere protratte per 2-3 settimane se la pelle vulvare presenta già fatti di lichenificazione. In alcuni casi se necessario è possibile somministrare dei corticosteroidi anche per via orale. Meno indicate sono le creme antistaminiche e a base di sodio cromoglicato che dimostrano una certa efficacia nelle reazioni vulvari al trattamento con antibiotici locali come la penicillina, ma hanno l'inconveniente, nelle forme su base irritativo-traumatica, di dare origine a reazioni allergiche. Vaginosi batterica Tra le infezioni del basso tratto genitale femminile, un ruolo di primaria importanza riveste la vaginosi batterica (VB) che è, insieme con la vulvovaginite micotica (VVC), la causa più frequente di vaginiti nelle donne in età fertile. In realtà, il termine stesso "vaginosi" indica come non si tratti di una vera e propria infezione, bensì di una modificazione dell'ecosistema vaginale con sostituzione della normale flora lattobacillare da parte di una flora patogena a prevalente composizione anaerobica. L'ambiente vaginale non è, infatti, sterile ma è popolato da una serie di microrganismi commensali che in condizioni di normalità, non arrecano alcun danno alla donna stessa. Tuttavia ci sono diverse condizioni che influiscono sulle difese immunitarie femminili e possono predisporre la donna a tale spiacevole disturbo. La VB, infatti, si manifesta, spesso, con la presenza di perdite vaginale profuse, omogenee, grigio-verdastre, abbastanza fluide e talora schiumose. La caratteristica che le rende uniche è, soprattutto, il cattivo odore a cui si accompagnano, un odore acre, simile a quello del pesce avariato che deriva dai prodotti del metabolismo di questi microrganismi. Questo odore sgradevole si accentua specialmente dopo un rapporto sessuale non protetto, e, soprattutto, non recede dopo ripetute toilette igieniche. Raramente queste perdite sono accompagnate da prurito, bruciore e dolore durante i rapporti sessuali. La diagnosi della VB si basa essenzialmente su criteri clinici e sull'osservazione al microscopio, dopo colorazione di GRAM, del secreto vaginale. Trattandosi di una alterazione dell'ecosistema vaginale più che di un'infezione, non vi sono norme igieniche né comportamentali da consigliare alla donna per prevenire tale forma. Si tratta, infatti, di una riduzione quantitativa dei potenziali fattori di difesa vaginali (lactobacilli). Fattori come lo stress, le terapie antibiotiche ad ampio spettro ed una indole tendenzialmente depressiva dovuta ad una vita insoddisfacente possono influire sulle difese immunitarie e quindi predisporre alla vaginosi. Vulvovaginiti di natura micotica Le patologie flogistiche vulvovaginali causate da miceti rappresentano oggi una delle più frequenti cause di consultazione dello specialista ostetrico-ginecologo. La vulvovaginite micotica è una malattia tipica dell'età riproduttiva a diffusione praticamente ubiquitaria, piuttosto debilitante per la donna, sia sul piano fisico sia psichico. L'agente eziologico responsabile della vulvovaginite micotica, repertato nella quasi totalità dei casi, appartiene al genere Candida: specie microbica che trova nell'ambiente vaginale le condizioni ideali per la sua proliferazione. Si calcola, infatti, che circa il 75% delle donne manifesti almeno una volta nella vita un episodio di VVC; nel 40-50% va incontro ad un secondo episodio, mentre nel 5% sviluppa una forma di VVC recidivante. L'infezione da Candida si può manifestare in forma asintomatica, acuta o recidivante. La sintomatologia è quasi costantemente caratterizzata da prurito intenso vaginale e/o vulvare, associato a perdite vaginali patognomoniche, talora scarse, dense, con un tipico aspetto "a ricotta". Altri sintomi spesso presenti sono irritazione più o meno diffusa, bruciore vulvovaginale, dolore durante i rapporti sessuali e bruciore urinario. In particolare, il bruciore è particolarmente frequente durante la minzione a causa delle escoriazioni da grattamento. I sintomi in genere si accentuano una settimana prima dell'inizio della mestruazione e tendono poi ad esaurirsi con l'arrivo del flusso mestruale. La vulvovaginite micotica non è una infezione a trasmissione sessuale, tuttavia, nel 20% circa dei partner di donne affette da VVC è possibile osservare un prurito penieno post-coitale. La relativa mancanza di segni e sintomi specifici non permette una diagnosi esclusivamente clinica, ma richiede anche l'isolamento dell'agente patogeno attraverso l'esecuzione di un tampone vaginale per la ricerca di miceti, batteri e vaginosi batterica ed un GRAM (vetrino su cui vengono strisciate le secrezioni vaginali della donna e sul quale poi sarà eseguita una apposita colorazione per la ricerca del micete). La terapia è di due tipi una locale ed una topica. Le terapie topiche consistono nella somministrazione del farmaco sotto forma di candelette, crema od ovuli, applicabili la sera prima di coricarsi in modo da prolungare al massimo il tempo di contatto fra il farmaco e la mucosa vaginale per un efficace assorbimento e di minimizzare le perdite conseguenti alla stazione eretta. Attualmente i farmaci più utilizzati sono gli azoli, farmaci che presentano un ampio spettro di azione contro i miceti un'alta attività antimicotica. La somministrazione locale di tali farmaci rende possibile il loro utilizzo anche durante la gravidanza, perché, unitamente all'ottima azione fungicida e agli scarsi e poco frequenti effetti collaterali (irritazione locale, senso di bruciore, reazioni allergiche) il rapido metabolismo epatico riduce i livelli ematici di farmaco a tal punto, da non determinare un pericolo teratogeno per il feto. Anche la terapia orale, riservate alle forme complicate e recidivanti, si basa sulla somministrazione degli stessi. Per l'eradicazione dell'infezione è necessario che vi sia anche, l'eliminazione dove possibile, o quantomeno il controllo di tutti i fattori predisponenti fra i quali il diabete mellito, l'immunodepressione o immunocompromissione, la terapia corticosteroidea o antibiotica a largo spettro, l'assunzione di contraccettivi orali, la presenza di una concomitante malattia a trasmissione sessuale. Vi sono poi una serie di norme igieniche e di profilassi delle reinfezioni che la donna affetta da tali episodi è tenuta a seguire, quali: Cambiare frequentemente la biancheria intima. Utilizzare alte temperature e disinfettanti specifici per il lavaggio della biancheria. Limitare l'uso di indumenti aderenti e di tessuti sintetici. Evitare lavaggi troppo frequenti con abuso di saponi a pH acido. Praticare correttamente il nettoyage (lavaggio antero-posteriore). Asciugare attentamente la cute e le mucose dopo la toilette. Limitare l'assunzione di carboidrati e zuccheri. Inserire lo yogurt o i fermenti lattici nell'alimentazione quotidiana. Aumentare l'assunzione di fibre alimentari. È consigliabile astenersi dai rapporti sessuali, oppure utilizzare il profilattico, fino ad accertata guarigione. Seguire scrupolosamente le modalità terapeutiche indicate dal ginecologo. Infezione da Trichomonas vaginalis La trichomoniasi è un'infezione sessualmente trasmessa causata da un protozoo, il Trichomonas vaginalis, un microrganismo mobile. La prevalenza dell'infezione in gruppi specifici è correlata con il livello dell'attività sessuale: dal 5% nella popolazione generale, al 13-25% delle pazienti afferenti ad ambulatori ginecologici, fino al 75% nelle prostitute. Sono, infatti, molte le evidenze che supportano l'importanza dell'acquisizione della trichomoniasi per contatto sessuale: 85% delle partner di maschi infetti risulta positivo e il 70% dei partner di donne infette è positivo nelle 48 ore successive all'ultimo rapporto. Spesso, pur essendo infetti, gli uomini non manifestano alcun sintomo, divenendo così il più importante vettore e serbatoio della malattia. Il 50-75% di donne con trichomoniasi lamenta perdite vaginali (leucorrea), descritta come maleodorante dal 10% di esse. Il prurito vaginale è descritto nel 25-50% dei casi ed è spesso severo. Può essere altresì riferita una sintomatologia soggettiva di dolore durante i rapporti sessuali, aumentata minzione e bruciore urinario. Le algie pelviche (dolori al basso ventre) non sono particolarmente comuni, essendo riportate solo nel 5-12% dei casi. Data però la frequente associazione della trichomoniasi ad altri agenti a trasmissione sessuale, bisognerebbe sempre sospettare una concomitante salpingite (infezione delle tube uterine). Nella maggior parte dei casi i sintomi si esacerbano durante o immediatamente dopo il periodo mestruale. La tipica leucorrea da Trichomonas vaginalis viene spesso descritta come giallo-verdastra e schiumosa; tuttavia solo una stretta minoranza di casi presenta queste tipiche caratteristiche. La perdita è grigia in circa 3/4 dei casi e gialla o verde in meno della metà dei casi. Nel maschio il Trichomonas vaginalis è una delle cause di uretrite non gonococcica (UNG) con prevalenze che vanno dal 5 al 15-20%. Perdite dall'uretra sono descritte nel 50-60% dei maschi sintomatici e sono in 1/3 dei casi francamente purulente, in un altro terzo mucopurulente e nel rimanente terzo di aspetto mucoide. Sintomi e segni di infezione non bastano, da soli, ad una sicura diagnosi di trichomoniasi. L'osservazione diretta del parassita al microscopio e/o la coltura mediante tampone vaginale devono confermare la natura della vaginite. La terapia, in questo, deve essere estesa anche al partner ed è unicamente orale, data l'alta percentuale di fallimento terapeutico delle terapie locali (creme o candelette vaginali), che quindi devono essere riservate sempre e solo ai casi nei quali esiste una controindicazione al trattamento sistemico con tali farmaci. Essendo un'infezione a trasmissione sessuale l'unico metodo preventivo è l'utilizzo, durante rapporti sessuali occasionali, di metodi contraccettivi barriera quali il preservativo: è in grado non solo di prevenire tale patologia, ma soprattutto la trasmissione di agenti infettivi potenzialmente mortali quali l'Hiv. tratto da un articolo di Francesco De Seta e Erika Bianchini Università degli Studi di Trieste, IRCCS Burlo Garofolo [...]

LA POSIZIONE DIVARICATA

Poggiando la testa in basso, la donna inarca la schiena, solleva la parte centrale del corpo fino a toccare il partner, allargando le gambe per assicurare una profonda penetrazione. Il contatto dei genitali prodotto da questa posizione dà probabilmente più soddisfazione alla donna che all'uomo. Questo perchè il clitoride è completamente esposto allo strofinìo da parte del patner, che, invece, non sente più sul pene la stretta delle gambe della sua compagna. [...]

LA POSIZIONE GIRATA

L'uomo si sorregge sulle braccia e ruota le gambe, sempre mantenendo il pene in vagina, fino a portarsi perpendicolare al corpo della partner.   Per voi signore: se rieuscite a non divaricare molto le gambe il vostro partner riuscirà con maggiore facilità a tenere il pene all'interno della vagina. Cercate di rilassarvi, state ferme e gustatevi le insolite sensazioni della penetrazione sotto quest'angolo inusuale [...]

LA POSIZIONE PREMUTA

La posizione premuta, mette la donna in stato di sottomissione. Cosa che può provocare emozioni subconscie in ambedue i partner, facendo sì che la donna si senta vulnerabile e l'uomo potente. La donna piega le gambe e le preme contro lo stomaco, puntando contro di lui le piante dei piedi. L'uomo deve stare attento alla profondità e alla forza di penetrazione per non causare dolore alla vagina che, in questa situazione, risulta accorciata. Usare i piedi: spingete la pianta dei piedi contro il petto di lui e con le dita provare a premergli il torace. Massaggi al piede: stringete e massaggiate dolcemente le sue caviglie eil collo del piede. Carezze sulle cosce: palpate e massaggiate le cosce del partner, sintonizzando i movimenti delle mani sul ritmo delle spinte del pene. [...]

OSTRICHE A TAVOLA, MA NON SOLO....

Dedicato a tutti i lettori che andranno in vacanza nella Francia Occidentale, patria delle migliori ostriche che si possano apprezzare nei (relativi) dintorni. Ma i consigli che vi diamo questa settimana possono essere applicati anche da tutti coloro che si trovano in qualsiasi localita' di villeggiatura marittima, o al limite anche in citta', purche' conoscano un ristorantino rifornito di pesce fresco. Tutti conoscono le proprieta' afrodisiache dell'ostrica: questo prodigioso mollusco marino, se ingerito crudo (meglio se condito da un'abbondante dose di limone), viene descritto come un portentoso sostituto naturale del viagra. Molti scettici sono pronti a giurare che non si tratti di altro se non di uno scarso "condizionamento autoindotto", ma per una volta, specie se in vacanza, vale la pena provare. E per concludere degnamente la serata dell'ostrica, tanto vale provare l'ononima posizione: specie se si tratta di met tere a frutto l'investimento appena fatto. La posizione detta "unione dell'ostrica" vede la donna sdraiata sul dorso ripiegare le coscie contro il ventre. L'uomo, inginocchiato davanti a lei, la tiene per le ginocchia e utilizza le coscie della compagna come un supporto per facilitare il movimento ondulatorio e conservare un ritmo regolare. La penetrazione e' profonda ed incoraggia una buona ampiezza di movimenti; la stimolazione e' ottima per entrambi poiche' la vagina si comprime sul pene. Attenzione: procedere con cautela. Puo' essere doloroso per lei se la penetrazione e' troppo profonda: necessaria una fase intensa di preliminari. UN CONSIGLIO PER LUI: Per una volta non fate i taccagni e portatela nel miglior ristorante della citta'. Se la portate in una bettola e vi fidate delle ostriche crude che vi servono, potreste trascorrere il resto della serata in una stanza molto meno eccitante della camera da letto. UN CONSIGLIO PER LEI: La posizione dell'ostrica permette un intenso contatto visivo: ripagatelo della costosa cena inframezzandouno sguardo "assassino" a qualche parolina oscena... lui gradira'. LA SCIMMIA CHE CANTA [...]

LA CODA DELLO STRUZZO

L'uomo può penetrare la donna semplicemente, oppure variare le sensazioni reciproche alzandola o abbassandola per modificare la profondità e l'angolo di penetrazione. In questo caso, dovrebbe sorreggerla da dietro con le mani. Questa posizione fa parte delle fantasie maschili e ha poco a che fare con un rapporto sessuale soddisfacente per la donna. Se però lei è felice di assecondare il partner, allora tutto bene. L'unione può risultare comunque molto scomoda per il suo collo e la sua schiena. Per le Signore: sul letto vi resteranno appoggiate solo la testa e le spalle. Per i Signori: In ginocchio davanti a lei, sollevatele le gambe, appoggiandovele sulle spalle, fino a farle volgere al soffitto le piante dei piedi. [...]

METTERSI IL CALZINO

Più che una vera e propria posizione, è un preliminare dell'accoppiamento e il nome è ben indovinato per indicare la donna che viene eccitata prima della completa penetrazione. Mentre giace sulla schiena, il partner, seduto tra le sue gambe, allarga le grandi labbra e appoggia il glande sulla clitoride, stringendone dolcemente le labbra con le dita della mano. Movendosi avanti e indietro, il pene sfrega l'area clitoridea bagnandola con il liquido che secerne. Dopo aver così dato alla donna un assaggio del piacere, l'uomo la penetra completamente. Questo tipo ti accoppiamento è un modo eccellente di usare il pene come una specie di vibratore. L'effetto, diverso da quello del coito, è concentrato sulla zona clitoridea e la donna può raggiungere il massimo della tensione prima della penetrazione. Per le Signore: Stendetevi appoggiando le vostre cosce sopra le sue. Per i Signori: Con una mano tenetele le labbra della vulva chiuse e con l'altra massaggiatele dolcemente la zona intorno alla clitoride. Penetratela con spinte rapide e poco profonde finché non è completamente eccitata e pronta per la penetrazione profonda. [...]

VICINO AI PIEDI

In questa posizione l'uomo non può muoversi liberamente, ma il tipo di unione è adatto a esprimere tenerezza ed è un interludio piacevole tra accoppiamenti più vigorosi. La donna giace distesa sulla schiena e il partner la penetra stando in ginocchio tra le sue cosce e tenendosi attaccato al letto o al pavimento con la punta dei piedi.  Questa è una delle posizioni che consentono all'uomo di variare l'inclinazione della penetrazione, avvicinandosi o allontanandosi dalla donna. Per le Signore: Stringete le mani attorno al suo collo. Cingetegli il corpo con le gambe e tiratelo verso di voi. Per i Signori: Stringete le mani attorno al suo collo. [...]

SESSO E GRAVIDANZA

Dopo tanti consigli sull'erotismo, è quasi inevitabile parlare di quello che spesso accade praticando certe attività. Il sesso in gravidanza è spesso visto come un tabù e, soprattutto le donne, hanno difficoltà a praticarlo, per paura di provocare danni al feto e in molti casi per questioni psicologiche che non andremo a sviscerare. Qualche consiglio per non smettere di "praticare" anche durante l'attesa. In realtà non vi sono controindicazioni particolari, l'unico problema sarà trovare posizioni adatte. Ecco alcuni suggerimenti: sdraiatevi a pancia in su sul bordo del letto con le ginocchia piegate e i piedi sul bordo del materasso. Il vostro partner potrà mettersi in ginocchio o in piedi di fronte a voi. Potete anche sdraiarvi di fianco e far sdraiare il partner dietro di voi, anche lui di fianco. La penetrazione in questa posizione non sarà totale e forse questo vi farà sentire più sicure.Un'altra posizione da adottare è quella da seduti: fate sedere il vostro partner su una sedia e sedetevi sopra di lui girandogli le spalle. UN CONSIGLIO PER LUI: L'importante è non farsi intimorire dallo stato interessante della propria compagna. Vivete il tutto in maniera normale e vedrete che non ve ne pentirete UN CONSIGLIO PER LEI: Non abbiate paura, è provato che l'orgasmo in gravidanza non provoca nessuna conseguenza al nascituro. Si chiederà solo cosa stanno combinando i suoi genitori [...]

LA MUTAZIONE DEL DRAGO

Questa posizione permette una penetrazione più profonda, quindi l'uomo non dovrebbe penetrare la donna finché essa non raggiunge la pienezza dell'eccitazione e la vagina non arriva al culmine della dilatazione. In questa unione l'uomo può trovare soddisfazione solo in modo impersonale. Le gambe sollevate della donna ostacolano il contatto visivo e lo sforzo che egli fa per sostenerle rende scomodo il rapporto; in più, la clitoride non può essere stimolata dal pene. Non è una posizione comoda ed è faticosa ma comunque per chi vuole provare un penetrazione diversa la consiglio. La donna deve tenere le gambe dritte e il più unite possibile. L'uomo si deve servire delle sue mani, con una preme le gambe della donna, con l'altra introduce il pene in vagina. [...]

LA POSIZIONE ACCERCHIANTE

La posizione accerchiante è molto adatta per gli amanti ardenti di desiderio. Mentre la donna è stesa sulla schiena, alza i piedi e incrocia i polpacci in modo che le gambe siano a forma di diamante. Poi l'uomo si mette sopra di lei e la penetra, come nella classica posizione con l'uomo sopra. In questa posizione la donna è in stato di sottomissione, cosa che, combinata al fatto che la zona pelvica è ben aperta e la clitoride in evidenza, dà al rapporto un approccio molto sensuale. La penetrazione non è particolarmente profonda, ma la notevole apertura della vagina è eccitante per l'uomo. Sembra che le gambe indichino e inquadrino la vagina, rendendo la posizione decisamente eccitante per tutti e due. Uomini appoggiatevi sulle mani per non pesare troppo sulle gambe incrociate della vostra partner. [...]

SESSO IN BAGNO

Il bagno è un luogo che abbiamo più volte esplorato nei nostri viaggi nel mondo dell'erotismo. La posizione di questa settimana potrà sembrarvi ad una prima e superficiale lettura non particolarmente romantica e intrigante, ma all'atto pratico vi renderete conto delle soddisfazioni che indubbiamente ne trarrete. Dopo la vasca da bagno, lo stenditoio e il lavandino, scelti in passato come location per amplessi "casalinghi", la proposta di oggi riguarda un elemento non propriamente erotico nell'immaginario collettivo: il water. In realtà, proprio per la sua conformazione strutturale, si può trasformare facilmente in un oggetto fortemente adatto alla pratica sessuale. Si tratta solo di dimenticare per un attimo (un attimo in senso lato, ovviamente), il suo utilizzo consueto. Praticate quindi una sorta di straniamento sull'oggetto "water" e preparatevi all'azione. L'uomo dovrà semplicemente sedersi e la donna si posizionerà sopra di lui,  standogli di fronte o dandogli  e spalle, a scelta. La posizione permetterà (soprattutto se sceglierete l'opzione "da dietro") una penetrazione molto profonda e un maggior controllo della situazione da parte della donna. Un unico accorgimento: moderate, se ci riuscite, la vostra irruenza, in quanto la struttura in questione potrebbe subire danni permanenti. UN CONSIGLIO PER LUI: Cercate di vincere il riflesso condizionato (certe abitudini sono dure a morire) di portare con voi la Gazzetta dello Sport. La vostra compagna potrebbe tentare di soffocarvi infilandovi in gola un rotolone di carta igienica. UN CONSIGLIO PER LEI: Lasciatevi andare e soprattutto cercate di non ridere quando vedrete il vostro partner posizionarsi sul w.c. Non è una bella immagine, certo, ma pensate al dopo... [...]

I DUE PESCI

I due amanti sono affiancati faccia a faccia come due pesci che si accoppiano stringendosi l'un l'altro con la pinna caudale. Dopo la penetrazione la donna appoggia le gambe su quelle di lui. Perché un rapporto fianco a fianco risulti soddisfacente, l'uomo deve avere il pene piuttosto lungo; altrimenti, penetrando solo parzialmente in vagina, può fuoriuscirne con facilità. Per l'uomo, con la mano libera stringete le sue cosce verso di voi, variando così la tensione tra pene e vagina. La donna invece deve tenere unite le gambe e appoggiarle su quelle del proprio partner. [...]

LA FENICE CHE GIOCA IN UNA GROTTA ROSSA

Il significato immaginifico del nome di questa posizione allude alla profondità della penetrazione. Alla lunga per la donna può risultare stancante, perciò è meglio che l'uomo aspetti che lei sia al culmine dell'eccitazione prima di penetrarla. Il nome di questa posizione è meravigliosamente suggestivo: la donna alza le gambe per aprire la sua "grotta rossa" al pene del partner.   Dato che lei non può muoversi molto, agli inizi lui dovrebbe usare il pene come un pendaglio, sfregandolo su e giù sulle piccole labbra e intorno alla clitoride. [...]

UN GRANDE UCCELLO SUL MARE SCURO

Ecco un'altra unione che permette una penetrazione profonda. Alzando le gambe, rispetto alla posizione base del missionario la donna modifica l'angolo secondo cui il pene entra in vagina e la stimolazione è più intensa per ambedue i partner. Con le gambe appoggiate all braccia del partner, la donna è sia psicologicamente che fisicamente molto vulnerabile. Sono numerose le donne non disponibili ad adottare questa posizione, a meno che non siamo molto innamorare, perché, insieme alla profonda percezione fisica, c'è un forte significato simbolico. L'uomo deve piegarsi su di lei senza usare troppa forza, le sostiene le gambe con le braccia tenendola per la vita. La donna deve alzare le gambe e appoggiarle sulle braccia del partner. [...]

COMPORTAMENTI SESSUALI NORMALI

CHE COSA SI INTENDE PER NORMALITA'?Come abbiamo descritto nella sezione che analizza le funzioni biologiche del sesso, nella specie umana non è possibile ridurre il comportamento sessuale alla procreazione. Ogni essere umano, nel corso della sua vita, sviluppa preferenze e scelte che variano da individuo a individuo. Di conseguenza anche le società e le culture a cui gli individui appartengono sviluppano codici di comportamento sessuale complessi e spesso contraddittori. Alcune dottrine islamiche, ad esempio, vietano l’omosessualità, i rapporti tra persone al di fuori del matrimonio e, al tempo stesso, la "dispersione del seme". Vietare la dispersione del seme significa proibire la masturbazione negli adolescenti e, quindi, dato che la produzione di sperma è particolarmente elevata in giovane età, questo di fatto incoraggia i rapporti anali tra adolescenti, entrando però in contraddizione con il divieto dell’omosessualità. La religione cattolica impone ai suoi sacerdoti la rinuncia alla sessualità. D’altra parte se il Dio dei cattolici ha creato l’uomo per riprodursi ("Andate e riproducetevi"), come può concepire che i suoi sacerdoti sfuggano alla loro natura umana, commettendo così il peccato di stravolgere i voleri di Dio? Presso le popolazioni occidentali moderne vige la monogamia (il legame matrimoniale con un solo coniuge), mentre la legislazione islamica permette che un marito abbia più mogli. L’infedeltà è malvista ovunque, ma gli Esquimesi offrono volentieri le loro mogli agli ospiti occasionali. In alcuni stati nordamericani il sesso orale è considerato un reato, così come in Italia il codice penale puniva, sino a qualche tempo fa (o forse ancora adesso?) il travestitismo. Insomma, ogni volta che poteri superiori di tipo religioso o politico tentano di stabilire cosa sia ‘normale’ e cosa ‘deviato’, generano una serie di contraddizioni e paradossi dai quali è veramente difficile uscire fuori mantenendo un minimo di coerenza logica. Anche medici e psicologi si sono, nel corso del secolo appena trascorso, cimentati nell’arduo e presuntuoso compito di stabilire e classificare normalità e devianza del comportamento sessuale, fallendo, naturalmente, anche loro. Oggi, la maggior parte delle persone ragionevoli sostiene che qualsiasi atto sessuale compiuto tra persone adulte, consenzienti e consapevoli è da ritenersi legittimo. Escluderemo, quindi, dall’elenco dei diversi comportamenti sessuali la violenza carnale e la pedofilia, che esamineremo a parte sotto la categoria degli abusi violenti, più legati all’idea di forza e sopraffazione che all’idea di piacere che caratterizza il sesso.Il comportamento sessualeNella nostra vita sessuale esistono tre condizioni che cerchiamo di soddisfare:la prima è il raggiungimento di uno stato di soddisfazione fisica che sopraggiunge quando proviamo un’intensa eccitazione seguita da un profondo rilassamento.Non crediamo sia il caso di dover spiegare questa condizione a chiunque l’abbia provata. E non è nemmeno facile spiegarla a chi non l’abbia provata.la seconda è la sensazione di intimità che proviamo quando siamo assieme ad un altro essere umano che ci giudica come a noi piace essere giudicati.Questa condizione si spiega nell’incompletezza che ognuno di noi si porta dietro nella vita, nelle frustrazioni che la nostra identità affronta quando si manifesta con gli altri, nelle continue incomprensioni che viviamo in famiglia, a scuola, al lavoro, ecc. Quando incontriamo una persona che ci dia ragione quando ci aspettiamo che ci spetti, che ci dia torto laddove, in effetti, pensiamo di essere nel torto, che ci lasci in pace con noi stessi quando non abbiamo voglia di essere giudicati, allora proviamo una sensazione di vitalità (anche se ciò può comportare una certa dose di sofferenza o irritazione) che chiamiamo Amore.la terza è la sensazione di sicurezza che ci deriva dal fatto che un altro essere umano sia al nostro fianco nella nostra esistenza quotidiana.Una persona che ci aiuti nel lavoro domestico o nei campi, che condivida e sostenga una nostra battaglia politica o ideale, con la quale si possa organizzare un viaggio entusiasmante senza litigare ad ogni sosta, che ci sostenga in caso di malattia o infortunio, ecc. E’ il principio "L’unione fa la forza", su cui si basa il matrimonio.La prima condizione può essere soddisfatta anche con rapporti sessuali occasionali, con persone sconosciute, con il sesso a pagamento e con la masturbazione.La seconda comporta la scelta di un partner con il quale trovare un accordo emotivo costante e in grado di seguire la nostra crescita ed evoluzioneLa terza comporta un’identità di obiettivi esistenziali rivolti verso il mondo esterno in cui la coppia che si è formata è in grado di agire in piena solidarietà e reciproco sostegno.Generalmente le donne tendono più a concentrarsi, sin dall’adolescenza, a ricercare rapporti sessuali in cui la seconda condizione siano maggiormente soddisfatta, mentre i maschi, soprattutto nell’adolescenza, tendono al soddisfacimento della prima condizione. Entrambi i sessi maturando negli anni, guardano molto alla terza, mentre la seconda, generalmente, viene più tenuta in considerazione costantemente dalle donne che non dagli uomini. Nella psicoterapia di coppia, i maschi sembrano non essere pienamente coscienti della dimensione intima ed emotiva che li lega al loro partner, così come non riescono a capire, in seguito ad una separazione dolorosa, che il problema è quasi sempre da ricercarsi nella mancanza di coordinamento emozionale tra i due. Le donne, invece, hanno ben presente il problema, anche se, molto spesso, non riescono a tradurlo con parole appropriate, proprio perché le emozioni non possono essere ‘spiegate’, ma solo vissute. Fatta questa breve premessa, possiamo dire che i comportamenti sessuali sono originati dal modo in cui ognuno di noi dà importanza alla soddisfazione delle condizioni suddette. Va aggiunto che, ogni comportamento sessuale, ha come primo stadio quello del corteggiamento, premessa necessaria allo stabilire una relazione fisica con qualcuno. L’argomento è molto vasto e non verrà trattato in questa sede, ma è necessario chiarire che quasi sempre, il periodo della reciproca seduzione può essere molto utile per evitare brutte sorprese. Naturalmente oggi è ridicolo pretendere che la libertà sessuale possa attuarsi rispettando tempi di avvicinamento troppo lunghi ed è anche vero che i lunghissimi fidanzamenti del passato producevano lo stesso numero di matrimoni infelici di oggigiorno. Tuttavia, magari, possiamo prenderci un po’ di tempo prima di infilarci in una storia, specialmente quando non siamo ancora molto certi di quello che ci aspettiamo dal sesso. Dopo questo doveroso appunto, passeremo ad elencare gli atti sessuali più comuni tra quelli che si possono osservare.1- Atti sessuali che comportano un contatto reciproco prolungato e intensoSono quelli che soddisfano maggiormente la prima e la seconda condizione, dato che nel loro svolgimento le persone si confrontano e si osservano sia fisicamente che emotivamente. In più, nel coito vaginale, la necessità di trovare tempi e luoghi adatti, affrontare il problema di un’eventuale gravidanza, ecc., rimanda anche alla terza condizione di adattamento sociale della coppia. Se uno dei partner non si preoccupa eccessivamente del piacere e del benessere dell’altro, il coito diviene un atto unilaterale ed egoistico che denota l’incapacità ad avere una relazione effettiva. Petting - Sono le intense carezze e abbracci che precedono il rapporto sessuale vero e proprio. Nell’adolescenza caratterizzano la maggior parte dei rapporti tra i partner. Coito - Consiste nella penetrazione del pene nella vagina o nell’ano (soprattutto tra gli omosessuali maschi). Si può effettuare secondo diverse posizioni, a seconda delle preferenze specifiche dei partner. Va specificato che il coito anale tra eterosessuali, pur risultando ad alcuni sgradevole o ‘sporco’, non rappresenta una forma di perversione ma può essere una pratica finalizzata a: 1)- introdurre una variazione. 2)- evitare il rischio di gravidanza. 3)- aumentare il piacere del maschio qualora la vagina sia eccessivamente lubrificata o rilassata. Durante il coito è importante che i partner imparino a capire quale sia la durata, il ritmo e la frequenza dei movimenti da compiere, al fine di produrre la massima reciprocità del godimento. Soprattutto durante i primi rapporti, è abbastanza normale che la mancata cooperazione possa portare sensazioni dolorose sia nelle donne con scarsa elasticità nell’imene (con piccole lacerazioni che possono comportare perdite di sangue) sia nei maschi con fimosi (anche qui si possono produrre lacerazioni ed emorragie). Un aiuto alle ragazze può venire dall’introduzione progressiva di un dito nella vagina durante i rapporti di petting qualche giorno prima del rapporto completo. Per i maschi che hanno problemi di apertura del pene, è consigliabile una visita medica che può suggerire la fitoectomia, un semplice intervento chirurgico in anestesia locale che corregge l’ispessimento della pelle che ricopre il glande. E’ pure frequente che durante i primi rapporti completi l’inesperienza e l’eccitamento comporti ai maschi il mancato controllo dell’eiaculazione. E’allora molto utile usare il profilattico, sia perché riduce la sensibilità e permette una maggior durata del rapporto, sia per evitare gravidanze indesiderate.Sesso orale – Comporta la stimolazione con lingua, bocca e labbra degli organi genitali del partner.Comporta soprattutto l’adempimento della prima condizione e, in misura inferiore a quella del coito, della seconda. Se richiesto unilateralmente da uno dei partner, implica un desiderio di disimpegno emotivo ed una conseguente incapacità di rapporti soddisfacenti in una relazione di coppia. Spesso caratterizza i rapporti sessuali tra adolescenti che vogliono evitare il coito per motivi personali (paura della penetrazione, paura della gravidanza, importanza data alla verginità). E’ pratica comune tra gli omosessuali sia maschi che femmine. Alcune volte viene compiuto quando una coppia si trovi in condizioni di fretta o in luoghi inopportuni. Può costituire uno stimolo o una variazione prima e durante il coito, o consentire l’eiaculazione fuori della vagina qualora non si usino mezzi contraccettivi. Diviene un problema quando (quasi esclusivamente da parte dei maschi) , divenga la forma abitualmente preferita (o esclusiva) di rapporto sessuale con il partner. In questo caso o si ritiene che il piacere sessuale debba valere solo per se’ stessi oppure può essere indice di mancata tranquillità o sfiducia nella relazione di coppia.Manipolazione (masturbazione) reciprocaComporta la stimolazione manuale degli organi sessuali del partner con le mani e, talvolta con oggetti. Valga quanto detto per il sesso orale.MasturbazioneComporta la autostimolazione dei propri genitali. Può essere usata, talvolta, durante il coito (specialmente nelle donne che hanno maggior sensibilità nella parte esterna della vagina) qualora vi sia insufficiente stimolo nel contatto reciproco. E’ inoltre l’espediente che si utilizza in mancanza di un partner. Una sua variante può essere il compiere atti sessuali su animali (zoofilia), considerati alla stregua di oggetti inanimati, una volta frequente quando le attività zootecniche confinavano gli uomini in località isolate ove l’incontro sessuale era scarsamente probabile. Nei casi in cui si preferisce la masturbazione agli altri rapporti sessuali, pur avendo partner a disposizione, l’individuo si trova in una condizione in cui cerca di evitare ogni coinvolgimento interpersonale nel soddisfare il suo desiderio di eccitamento-rilassamento. Spesso è accompagnata dalla necessità di guardare altri individui che compiono atti sessuali (Voyeurismo, pornografia), altre volte l’eccitamento proviene da oggetti particolari (feticismo), dal desiderio di spaventare e/o scandalizzare (esibizionismo), dall’indossare abiti del sesso opposto (travestitismo, soprattutto maschile), dall’essere maltrattati/umiliati (sadomasochismo), ecc. In generale questo tipo di atti può essere compiuto (anche in presenza di partner disponibili) da ognuno di noi nella vita, o per curiosità o per problemi particolari di natura temporanea. Qualora si protraggano per più di qualche mese, i sessuologi suggeriscono di affrontare opportune terapie. Va aggiunto che gli atteggiamenti sadomachisti non sono atti sessuali di per sé, ma che costituiscono un contesto di azione che viene preferito da alcuni (come chi ama guardarsi allo specchio o farlo in luoghi strani, ecc.) . Se entrambi i partner condividono la scelta di certe atmosfere,tutto ciò va considerato semplicemente preferenze personali non giudicabili da terze persone.Rapporti sessuali a pagamento, scambio di partner, giochi erotici, rituali orgiasticiTutti gli atti sessuali sopraelencati possono essere considerati sotto tre principali categorie:di necessità, laddove non ci sia la possibilità, per motivi di vario genere, di trovare un partner con il quale sia possibile stabilire qualcosa di più importante.di evitamento, quando si rinunci all’idea di investire psicologicamente su un partner, preferendo situazioni meno coinvolgenti.di gioco e ritualizzazione , quando si consideri il sesso come una dimensione fisico-estetica a sé stante e, talvolta, si voglia sperimentare esclusivamente tale dimensione, pur nella consapevolezza che la vera sessualità è una cosa diversa.Nell’antichità classica, i templi dedicati a Venere sembra svolgessero la funzione di luoghi ove si praticava il sesso a scopo rituale. C’è da supporre che i club dove le coppie adulte si scambiano i partner e le cosiddette ‘sette sataniche’ , assolvano oggi il ruolo di luoghi di svago sessuale ritualizzato ,così come le sale da gioco e gli stadi assolvono le altre necessità di gioco rituale che anche gli adulti amano praticare di tanto in tanto. L’importante è che si sia ben consapevoli che la vita è diversa dal gioco e dalla ritualizzazione. [...]

IL PEGGING (quando lui chiede certe cose a lei!)

Il termine pegging designa una pratica sessuale nella quale un uomo è penetrato analmente da una donna che indossa uno strap-on dildo. Pegging è il termine vincitore nella gara di neologismi bandita da Dan Savage nel giugno del 2001 nella sua rubrica Savage Love. In quel contesto, l'accezione era eterosessuale; il concorso fu bandito dopo l'osservazione fatta da Savage sul fatto che non esisteva un nome comune per indicare la pratica in questione. Il pegging può essere piacevole per entrambi i partners. Una donna può fare pegging con un uomo alla pecorina con un dildo, usando l'angolo del letto per arrivare alla giusta altezza. Il termine pegging designa una pratica sessuale nella quale un uomo è penetrato analmente da una donna. Il sedere dell’uomo è da sempre considerato una parte eccitante per la donna e la possibilità di violarlo può comportare nella donna una forte eccitazione, alimentata anche dall’inversione del ruolo nella situazione. Per poter fare pegging in modo corretto, la donna inizia a spingere piano nella posizione indicata, fino a fargli sentire il suo corpo attaccato: da quel momento inizia il piacere che se ben fatto è reciproco; perché il pegging stimola anche le parti interne della prostata mentre contemporaneamente, se il dildo è di tipo doppio, penetra le parti interne della vagina. A questo punto l’uomo, sentendo il corpo della donna attaccato al suo, si lascia penetrare: ora sfruttando la posizione del dildo che rende l’uomo immobile, la donna lo tiene facilmente fermo ed inizia a spingere in modo sempre più corposo e per lei eccitante, per provare un orgasmo che se raggiunto sarà intenso e forte, considerando anche l'aspetto trasgressivo dell’atto. Per alcune tradizioni orientali, l’atto è portatore di fortuna per la donna, tanto più forte quanta più è l’eccitazione che ne prova dal gesto che l’uomo sottostante le ha donato. Gli uomini potrebbero godere della stimolazione dell'ano, del retto e degli organi adiacenti - e specialmente della prostata - a condizione che venga usato lubrificante a sufficienza. Le donne, d'altro canto, possono beneficiare della stimolazione diretta operata dalla base del dildo, o, nel caso di un dildo a doppia punta, dalla penetrazione vaginale operata dall'altro capo dello strumento. In ogni caso, per trarre piacere dal pegging, la donna potrebbe usare un vibratore secondario posto tra lo strap-on dildo ed il clitoride. Uomini e donne potrebbero inoltre godere dell'aspetto psicologico della sottomissione e della dominazione, per quanto, come suggerirebbero i praticanti di BDSM, l'essere penetrati di per sé non sia atto di sottomissione né il penetrare di dominazione. Proprio in considerazione dello stigma associato al sesso anale (e alla associazione di questo con l'omosessualità), alcune persone - fra cui molti eterosessuali - traggono piacere dall'infrazione del tabù e dalla trasgressività insita nel pegging. Alcune donne apprezzano la sensazione di avere un pene simulato, e alcuni uomini l'esperienza passiva della penetrazione. Lo stesso Dan Savage, che è gay, ha consigliato ironicamente ad ogni uomo etero di farsi peggare almeno una volta nella vita. [...]

AMORE SAFFICO: LO SCISSORING

Scissoring: la traduzione letterale è sforbiciando ed è il termine con cui si descrive quella particolare posizione del sesso saffico in cui le donne tengono le gambe divaricate e si 'incastrano' l'un l'altra, tenendo i genitali a stretto contatto in modo dastimolare il clitoride. Il termine, usato soprattutto come chiave di ricerca nel porno, ha diversi sinonimi di origine colloquiale. Ad esempio (traducendo dall'inglese): Lucchetto, Le sorelle arrotolate, Ballare il twist, Pulire lo specchio, Fare le tortillas etc.Lo scissoring è una pozione molto utilizzata nelle produzioni porno, un pò meno nella vita reale, in quanto presuppone una certa intimità, una buona intesa sessuale e una discreta compatibilità fisica. Non essendoci penetrazione infatti, lo scissoring è ungioco di corpi che si incastrano e di sessi che si solleticano per donarsi piacere reciproco. Inoltre coinvolgendo direttamente il clitoride per stimolazione diretta, è una posizione che non tutte le donne gradiscono e che in molte definiscono troppo agonistica.Tecnicamente è identica alla posizione della forbice del sesso etero.In pratica se ne hanno due variabili:Scissoring tradizionale: le due donne sono in posizione speculare, entrambe sedute o sdraiate. Si fronteggiano in modo da avere entrambe lo stesso livello di controllo dei movimenti del bacino.Reverse scissoring: una donna sdraiata, l'altra sopra di lei che, in maniera apparententemente più dominante, conduce il gioco. E' una posizione interessante, perchè permette la contemporanea stimolazione anale. Una terza variante è il tribbing o tribadism, in cui una donna strofina i genitali sul corpo dell'altra, dove preferisce ad esclusione del viso (altrimenti si 'rischia' ilcunnilingus). E' un termine ombrello per indicare la stimolazione della vulva a prescindere dal contatto genitale. Quale sia la vostra preferenza, per farlo bene: - Fatelo con qualcuno che vi piace veramente! O se la chimica tra voi è davvero forte! Avere familiarità con il corpo (e l'orgasmo) della partner è una condizione imprescindibile per un'esperienza davvero soddisfacente. - Tenete a portata di mano dei cuscini. Vi aiuteranno a sperimentare nuove angolazioni, che vi daranno sensazioni e piaceri inediti. - Depilatevi! I peli pubici riducono l'attrito, che è il meccansimo di base dello scissoring. Inoltre la sensibilità di una patatina completamente glabra è maggiore; provare per credere! ;) - Usate il lubrificante. Vi aiuterà a rendere il gioco più fluido e sensuale, almeno nella fase iniziale di rottura del ghiaccio. - Utilizzate i sex toys. Al contrario di quanto pensano i profani, i toys non sono un must have del sesso saffico. Ma un vibratore per rinforzare la stimolazione clitoridea o unplug anale al momento giusto, potrebbero portare sorprese gradite. - Prendetevi il vostro tempo! Non ci stancheremo mai di ribadirlo: quello che fa la differenza tra il buon sesso e il sesso qualunque è la capacità di dialogare con il partner, di imparare a comunicare i propri desideri, di captare le voglie e di saper cogliere le sfumature del piacere del partner.Parlatevi, baciatevi, toccatevi, studiate il corpo della vostra partner; il sesso èesplorazione, è un viaggio a due nel piacere reciproco. Non abbiate dunque mai paura di osare e di spingervi verso l'ignoto, purchè lo facciate con intelligenza e rispetto. [...]

IL SESSO ANALE VISTO DA DUE DONNE

In generale, il sesso anale non è la prima cosa che viene in mente quando si sta pensando a cose reciprocamente piacevoli da fare con il proprio partner. Leggende metropolitane dicono che i ragazzi vogliono farlo perché hanno sentito che "il buco" è più stretto, oppure perchè stimolati da filmati porno estremi  o ancora usato come arma di ricatto con le proprie partner (regali, compromessi ecc.).  Ma a parte conversazioni a tarda notte tra le donne in preda ai fumi dell'alcol (o le donne ed i loro amici maschi gay), la conoscenza pratica del sesso anale in natura è difficile da trovare.  Così abbiamo pensato di chiederlo a due donne, che l'hanno fatto, e che forse lo fanno ancora, cosa ne pensano davvero!1. Probabilmente la prima cosa che tutti vogliono sapere è ... fa male? Ragazza A: Per me lo ha fatto. Quella prima volta è stato come, "Oh mio Dio, non ci entra proprio!" Bisogna davvero rilassarsi. Un sacco di respirazione profonda e si deve lasciare andare tutto. Allora il dolore si riduce quando finalmente ti rilassi, ma nel mio caso ho continuato a sentire dolore quando ha cominciato a spingere. Ho letto che usare un plug-anale durante i preliminari aiuta molto, ma io non l'ho mai usato.Ragazza B: SI! Se così non fosse, questo non sarebbe un argomento di conversazione così ricercato.2. Perché farlo? Ragazza A: Ho deciso di provarlo perché avevo sentito che può essere davvero piacevole e alcune ragazze sono in grado di raggiungere una sorta di orgasmo molto intenso. E 'anche molto un tabù, e io sono una di quelle ragazze che ama superare i tabù! Così ho pensato di provarlo! Ragazza B: Di solito farlo solo quando è ubriaco e se cercando di impressionare il tizio fortunato sto con. 3. Chi voleva farlo più: tu o il tuo partner? Ragazza A: Sembrerà strano....io! Avevo sentito dire che alcune ragazze lo amano, così ho voluto provare. Il mio ragazzo davvero non era così interessato ed è parte del motivo per cui l'ho fatto solo tre volte. Ragazza B: Lui. Quando l'ho fatto è perchè l'ho voluto accontentare. Dipende da quanto mi prende la situazione... e poi, mi sento tipo come se lui "mi dovesse qualcosa." 4. Come ci si sente la prima volta? Ragazza A: E 'strano. Ci si sente stretto e non è piacevole. Ci si sente come un crampo muscolare. Come se si stesse dilatando da solo, e tu cercassi di stringelo e non riuscissi. Questo è quello che ci si sente in un primo momento. Non mi piace. Poi dopo un po ti rilassi....e si sta subito meglio. Ragazza B: In un primo momento, estremamente sgradevole. E' davvero strana la sensazione...che ti entra dentro. 5. Come ci si sente le volte successive? Ragazza A: Si riesce meglio....ed è super intenso! Ragazza B: Nel corso del tempo ci si abitua. Simile al rapporto vaginale, suppongo. 6. Hai mai sentito piacere? Ragazza A: So che alcune ragazze lo amano ... ma è una di quelle cose che prende sicuramente più di una prova per vedere se ti piace. Ragazza B: A mio avviso non senti mai estremo piacere. Forse se riesci proprio ad abituarti. Dipende anche dalle dimensioni del suo membro. 7. E' meglio depilato o non bisogna preoccuparsi di qualche pelo di troppo? Ragazza A: Non credo ci siano problemi....poi dipende, c'è chi non li tollera da nessuna parte....figuriamoci li. Ragazza B: Non credo sia necessario.... 8. In media, quanto tempo in un rapporto bisogna aspettare? Ragazza A: Noi eravamo stati insieme per sette mesi prima di farlo. Ma so che ci sono ragazze che lo danno anche al primo incontro....per accaparrarsi il ragazzo. Ma credo che queste ormai non sentano piu la differenza tra davanti e dietro. Ragazza B: Hmm ... nella mia esperienza, lo feci ben presto, perchè ero davvero presa da lui. 9. Quanto lubrificante?Ragazza A: Un sacco di lubrificante! Lubrificante su di me e lubrificante su di lui. Non potevo nemmeno immaginare di fare senza lubrificante. Ragazza B: Tanto.... Di qualsiasi tipo. Anche la saliva se il lubrificante non è disponibile. 10. Hai sanguinato? Ragazza A: Non ho sanguinato (beh, almeno non che io sappia). Ma credo sia del tutto possibile, soprattutto se il ragazzo lo fa con forza o non si utilizza lubrificante (non oso immaginare!!!!). Ragazza B: Non che io ricordi. 11. Occorre coprire il letto con un asciugamano o altro? Ragazza A: Io non sono davvero perchè si dovrebbe fare? Io lo vedo come il sesso normale....con tutti i rischi del caso! Ragazza B: le macchie sono un rischio e deve essere considerato un danno collaterale. 12. Occorre fare un clistere e/o doccia anale?Ragazza A: C'avevo pensato anche io, ma poi ho detto che non era necessario e così è stato....non lo farei nenache in futuro. Mi sentirei come a dover fare una visita medica! E non ho mai sentito di nessuno che lo abbia fatto, quindi non so che questo è normale. Ragazza B: Nah. Se stai chiedendo l'ingresso alla mia uscita, devi conoscere i rischi a cui vai incontro. Poi clistere giammai! Mi sentirei come a dire "Aspetta, tesoro, lasciami andare a sciacquarmi il culo. Torno in pochi attimi"13. C'è una grande pulizia dopo? Ragazza A: Non credo che ci sia bisogno di grande pulizia. Soprattutto se si dispone di un preservativo. Basta tirarlo fuori e rimane pulito. Ragazza B: Ancora una volta? Dipende dai casi...e dai giorni!14. Ci sono posizioni che consigliereste? Ragazza A: L'ho fatto alla pecorina la prima volta e poi l'ho fatto con lui seduto sul divano. La seconda è decisamente la migliore. E secondo due ragazzi gay che conosco, il modo corretto per farlo è quello di avere la ragazza sopra, perchè cosi è lei a gestire quanto farne entrare e come muoversi, e una volta che succede si può capovolgere e far prendere la situazione in mano a lui. Ma credo la cosa importante sia dare alla ragazza la possibilità di dare il ritmo. Ragazza B: Penso che la pecorina è più favorevole. 15. Utilizzare il preservativo? Ragazza A: Solo con i preservativi. Ragazza B: Anche di più!16. Hai mai avuto un orgasmo da sesso anale? Ragazza A: No, ma ho sentito che è possibile. Ragazza B: No, ma sinceramente con la sola penetrazione non ne ho avuto nemmeno con i rapporti normali! [...]

Dal dolore al piacere: le verità sul sesso anale

Nella società "ipersessualizza" di oggi, il rapporto anale è riuscito in qualche modo a rimanere ancora un argomento tabù. Come mai con tutte le pratiche trasgressive, gira e rigira andiamo sempre a finire lì? Approfondiamo il misterioso mondo del sesso anale.Il sesso anale non è esattamente l'argomento di cui si parla ad un brunch o situazioni simili. E' uno di quei segreti che si desidera mantere confinati alla propria camera da letto. Perché sul serio, come si potrebbe mai parlare in modo casuale di sesso anale con i vostri amici o le vostre amiche?Ecco una notizia per voi: il rifiuto di affrontare l'argomento non significa che la quesytione del sesso anale non faccia parte della realtà. In realtà, non voler affrontare la questione non fa altro che alimentare falsi miti e tabù che riguardano da sempre il mondo del sesso anale e dei rapporti anali, senza che ci sia chiarezza da parte di nessuno.LA VERITA' SUL SESSO ANALESì, fa male... soprattutto se stai pensando di andare su e giù alla velocità di un treno a vapore! Il sesso anale è qualcosa che in realtà deve avvenire in modo facile. Dovete andare lentamente, molto lentamente, in un primo momento. Dopo un po potrete regolare la velocità in base a quanto entrerete dentro ed a quanto il vostro partner sarà rilassato.LUBRIFICATE e LUBRIFICATEVI! Beh diamine, mi sembra ovvio! Se si vuole rendere l'esperienza anche lontanamente soddisfacente, si deve usare la giusta dose di lubrificante. E' l'unico modo sicuro per entrare senza troppo dolore. Lubrificate lei/lui e lubrificatevi voi.... magari potrete iniziare con la saliva, ma i lubrificanti sono sempre meglio!LACERAZIONI ANALIEcco un altro motivo per cui la lubrificazione è necessaria. Se un pene è costretto ad entrare a forza nel vostro ano, ci possono essere conseguenze fisiche anche gravi! Se quindi non volete far male alla persona che vi sta dando così tanto....andate adagio.Le dimensioni contanoDiciamo che, se si sta cercando di spremere un cocomero attraverso la cruna di un ago, fa male più che cercare di spingere un pezzo di filo attraverso quell'ago  stesso! Cosa ne consegue? Che per una volta sarete felici della poca virilità del vostro uomo!!DOPO IL RAPPORTO ANALE NIENTE VAGINA!Questo è molto importante. L'ano è pieno di batteri che possono essere trasferiti alla vagina se scegliete di entrarci dopo essere usciti dalla porta posteriore. Ciò può causare infezioni delle vie vaginali e delle vie urinarie molto dolorose, e insomma chi vuole che guai? Nessuno direi!RILASSATEVIInspirate e respirate... Più il vostro corpo è rilassato, più facile sarà la penetrazione e di conseguenza meno dolorosa. E 'spaventoso, lo sappiamo. Ma se vi soffermerete solo sul dolore imminente tutto sarà complicato e allora focalizzatevi sul rilassamento e sul piacere che state per dare.LA POSIZIONE MIGLIORELa maggior parte delle persone che guardano un porno immagina il sesso anale sempre legato alla posizione "a pecora" o a cane che dir si voglia, ma questa non è la posizione migliore soprattutto per i primi rapporti. Il modo migliore (che ci crediate o no!) per il primo o i primi rapporti anali è quella in cui voi state sopra (la cosiddetta smorza)! Questo perchè sarete voi a decidere quanto prenderne e come....senza lasciare che lui guidi preso dall'enfasi del momento! Il trucco è sempre il solito: respirazione e rilassamento!E' super intensoUna volta attraversata "l'entrata" la sensazione sarà fortissima e capirai che forse il dolore ne è valso la pena...sempre che riuscirai a goderti il momento.PRESERVATIVO SI O PRESERVATIVO NO?Il preservativo è la procedura standard quando si hanno rapporti anche anali con partner sconosciuti. Ma moltissime coppie preferiscono usarlo per un fatto igienico... A voi la scelta.C'è possibilità di sporcarsi di feci?Oddio, certo! Cosa vorreste trovare li dentro? Se volete evitare il rischio è sempre meglio utilizzare il preservativo oppure far fare un clistere prima del rapporto....ma renderebbe tutto meno naturale. C'è da dire che l'uso di lubrificanti riduce "l'attaccamento" di sporcizia!CI VUOLE INTIMITA'Il rapporto anale è sicuramente più intimo di un rapporto classico, questo anche per quello detto proprio qui sopra riguarda la probabilità di sporcarsi e di situazioni imbarazzanti. Detto ciò non va relegato come atto sporco e può essere anche uno splendido momento di romanticismo e passione se affrontato nel giusto modo e con il giusto relax, magari dopo tanti massaggi con oli profumati e rilassanti ed una buona dose di sesso orale che renda tutto più bagnato!Ma si raggiunge l'orgasmo?Beh ... si potrebbe. O non si potrebbe. E 'un rischio che devi prendere.O si odia o si ama!A questo punto potremmo chiederci perchè si dovrebbe praticare sesso anale visti i molti "contro" ed i pochi Pro. Alcune donne si eccitano durante il rapporto anale e lo amano, mentre altre rabbrividiscono solo all'idea... prima durante e dopo! Se non diventirai un fan, almeno potrai dire di aver provato quest'esperienza, almeno saprai di cosa si tratta. Provare per credere! [...]

La sex guida per fare cilecca

In Germania è stato un grande successo, anche nelle scuole: 200.000 copie, 40.000 vendute solo su Amazon. L’hanno comprato molti adolescenti, con la paghetta settimanale, ma soprattutto molti genitori: leggi qui, guarda le foto, e se c’è qualcosa che non capisci chiedi a tua madre, non a me. “Sex & Lovers, a practical guide”, manuale di educazione sessuale scritto da una sessuologa danese, Ann-Marlene Henning, che lavora in Germania come terapista sessuale, e da una giornalista culturale, è stato pubblicato adesso in Inghilterra, e il Times si chiede se sia troppo. Troppo pornografico, troppo esplicito, troppe foto (belle) di ragazzi di Berlino che stanno veramente facendo sesso, con tatuaggi, piercing, teste rasate o capelli biondi. Contiene una guida alle misure del pene, anche, che getterà gli adolescenti nell’ansia, e l’analisi con lo schema di tutte le posizioni e fissazioni esistenti più alcune indicazioni sul sapore dello sperma e l’elogio delle lenzuola in vinile “perfette per un’orgia a base d’olio”.Secondo la imperturbabile sessuologa danese intervistata dal Times, questo libro si rivolge a quattordici-quindicenni, ma anche a bambini e bambine di dieci anni (“alcuni ragazzini fanno sesso a dieci, quindi loro devono leggerlo a dieci”). A dieci anni un bambino perfettamente scandinavo dovrebbe aprire questo libro, comprato dai genitori, e decidere se è pronto oppure no per studiare il fisting e le tecniche di penetrazione (il mortaio, l’elicottero), e per osservare da molto vicino una “pimpa, patata, selva oscura, risucchia anime, smile verticale”.In Italia questo libro c’è, da più di un anno, si intitola “Make Love” (L’Ippocampo), ma non ha avuto lo stesso successo. “Perché noi siamo più indietro”, dicono alla casa editrice, “e perché all’inizio può essere scioccante”. Guardare le foto molto realistiche e diversificate di ragazzi con in primo piano il “brando, gingillo, joystick, wurstel, cannolo, sfilatino, vendicatore calvo, kinderbueno, pennellone” (probabilmente i nomignoli cambiano a seconda dell’edizione italiana, francese, inglese) non è scioccante forse nemmeno per una ragazzina di quindici anni, che su internet ha già visto tutto, però il libretto di istruzioni su dove mettere le mani, e quanto a lungo, e da che parte girarsi, e come accordarsi sulla depilazione e sugli oggetti da utilizzare è simile al manuale per montare una libreria Ikea (e bisogna immaginare l’insegnante tedesca di educazione sessuale che legge in classe: “Per favore non infilate nulla nell’ano”. Rideranno, i ragazzi tedeschi? O prenderanno seriamente appunti?). C’è anche l’indicazione precisa sul ritmo dell’amore: “Prima nove volte il passerotto e poi una volta la balena, poi otto volte il passerotto e due volte la balena, poi sette volte il passerotto e tre volte la balena.And so on”, dove il passerotto fa piccoli movimenti veloci, mentre la balena fa il contrario (alle ragazze è consigliato di provare il passerotto- balena con il blowjob), e insomma niente è lasciato al mistero di due giovani corpi che si sfiorano impacciati, così come le istruzioni di montaggio di una libreria Ikea sono dettagliatissime e non saltano nemmeno un passaggio (però succede di ritrovarsi lo stesso, alla fine, con dodici viti e uno scaffale in mano e non capire che cosa sia successo). A leggerlo da adulti (dopo averlo sequestrato ai figli adolescenti) si immagina che sarebbe stato utile, però, anche nel secolo scorso, quando non c’era Internet e i libretti di istruzioni stavano nei romanzi, nei film e nelle canzoni, che i ragazzi avessero imparato per tempo il galateo dei baci: “Non si fa: la lingua rigida come una tavoletta, leccare, fare troppa saliva e l’elica, ruotando la lingua come una furia nella bocca dell’altro” (come in “Desperate Housewifes”, serie televisiva non rivolta agli adolescenti, ma che prova come certi errori si trascinino negli anni: “Lui: hai detto che potevo baciarti! Lei: sì, le labbra, non l’esofago”).fonte: (Annalena Benini per “il Foglio“) [...]

Fobie sessuali

Si parla poco di fobie sessuali, anche perché è difficile riconoscerle anche da parte di chi ne soffre. L’educazione e i fattori culturali sono spesso alla base di questo disturbo dalle molteplici forme. Come per le altre fobie è possibile intervenire con farmaci e con una terapia di sostegno con l’aiuto di un sessuologo. Le fobie, ovvero le paure irrazionali e incontrollate, sono svariate, possono essere indirizzate su una grande varietà di persone, oggetti o situazioni. In letteratura gli esempi trattati sono molteplici e anche apparentemente molto strani, ma si parla poco dellasessuofobia. Le fobie sessuali sono difficili da individuare anche perché spesso chi ne soffre non ne è consapevole. I sintomi comprendono l’evitamentodelle situazioni sessuali, l’avversione verso la propria sessualità e l’impossibilità di godere in modo appropriato dei rapporti sessuali. Fobie sessuali: tipologieNonostante siano difficili da individuare le fobie sessuali sono molto diffuse e riguardano tutti gli aspetti della vita sessuale di un individuo. Come per le altre fobie, le manifestazioni di paura vanno dalle forme più lievi all’attacco di panico. Quali sono le fobie sessuali? Vediamole: Agrafobia: paura degli abusi sessuali (diversa dalla agorafobia, la paura degli spazi aperti). Coitofobia: paura della penetrazione sessuale, sia attiva che passiva. Disabiliofobia: paura di spogliarsi di fronte a qualcuno. Erotofobia: paura di parlare di argomenti che riguardano la sessualità. Eurotofobia: paura dei genitali femminili (attenzione, diversa dalla “ereutofobia” che è invece la paura di diventare rossi) Filemafobia o Filematofobia: paura di un bacio.Gamofobia: paura del matrimonio. Gimnofobia: fobia di essere nudi o di vedere altri corpi nudi (dal greco “gymnos“, che significa “nudo”, come erano i ginnasti del tempo). Ginofobia: paura persistente e irrazionale che hanno gli uomini nei confronti delle donne. Itifallofobia: paura morbosa di vedere, o pensare ad un pene in erezione. Malaxofobia: paura del gioco amoroso (seduzione, preliminari, ecc.). Medomalacufobia: paura di perdere l’erezione.Medortofobia: timore del pene eretto. Menofobia: paura delle mestruazioni.Oneirogmofobia: paura di sogni “bagnati” o polluzioni notturne. Parafobia: paura di avere una perversione sessuale. Partenofobia: paura delle vergini o delle partner sessuali non esperte.Penterafobia: paura della suocera. Socerafobia: paura dei suoceri Tocofobia: fobia di rimanere incinta o di dover partorire.All’origine delle fobie sessualiAlla base delle fobie sessuali spesso si citano le condizioni ambientali e culturali. L’educazionericevuta durante l’infanzia è certamente un fattore da considerare. Una famiglia molto rigida che non impartisce una corretta educazione sessuale, né permette di esprimere liberamente i propri sentimenti, porta ad un arresto dello sviluppo emotivo compensato con comportamenti ossessivo-compulsivi e sintomi depressivi. Anche la religione può incidere in questa patologia. La monogamia è considerata una qualità da preservare fino al matrimonio e il sesso è consentito solo per scopi riproduttivi. Il piacere è stato quindi demonizzato e dissociato dalle esperienze sessuali. Questo pensiero si è radicato nella mentalità di molti paesi occidentali creando difficoltà nella relazione con il proprio corpo.Curare le fobie sessualiLe fobie sessuali vengono curate con le stesse modalità utilizzate per le altre fobie specifiche. Spesso la fobia sessuale è parte di una sindrome fobico-ansiosa: parte del trattamento include la somministrazione di farmaci antidepressivi per contenere i sintomi, come gli attacchi di panico. L’ansia può essere ridotta o meglio gestita grazie alle terapie di desensibilizzazione attraverso degli esercizi sessuali graduali con l’aiuto di un sessuologo. Spesso si richiede anche un lavoro di informazione sui temi della sessualità per rassicurare e sostenere il paziente in cura.VINCERE LE FOBIE AGENDO SUL TRAUMA CHE LE HA FATTE NASCEREPer vincere le fobie è importante comprendere come nascono. Una delle possibile teorie è che la paura si sviluppi a partire da un trauma infantile che non è stato felicemente risolto. Agire sul ricordo di questo evento è la forma di cura messa a punto da un gruppo statunitenseDi Francesca CilentoIl trauma psicologico è definibile come l’insieme degli effetti di un evento fisico, psicologico o sociale sulla mente e sul comportamento. Il costituirsi di una fobiapotrebbe essere uno dei possibili esiti, quindi conoscere la natura dei traumi diventa una via pervincere le fobie. Conoscere il trauma psicologico per vincere le fobieQuali sono le possibili reazioni ad evento traumatico? La resilienza è il decorso più favorevole in cui il soggetto è in grado di ripristinare uno stato di equilibrio nonostante si possa vivere un certo grado di malessere. Un’altra possibilità è una sintomatologia post-traumatica in forma parziale caratterizzata da un insieme di sintomi passeggeri. La guarigione in questi casi avviene generalmente nel giro di un mese grazie alla rielaborazione della situazione affrontata. L’attivazione delle proprie risorse psicologiche e la disponibilità di una rete sociale sono indispensabili. L’ultima opzione è una situazione di disagio acuto chiamata disturbo post traumatico da stress che si configura con del sintomi specifici a lungo termine. Alcuni di essi si avvicinano ai tipici meccanismi fobici come l’evitamento e un’iperattivazione emotiva che resta al di sotto della soglia della coscienza. I traumi e le fobieChe legame ci può essere tra il trauma psicologico e le fobie? La fobia può nascere i molti modi, in alcuni casi si pensa che sussistano delle cause genetiche ma anche a un trauma infantile. L’associazione tra l’evento e l’oggetto della paura può essere diretta o indiretta. Non è ancora chiaro se questo meccanismo possa colpire chiunque o solo chi è geneticamente predisposto a sviluppare una fobia. Spesso il trauma non viene ricordato oppure viene scambiato con un insieme di avvenimenti. Il legame tra trauma e fobia è quindi mediato dalla memoria ed è agendo sui ricordi che alcuni ricercatori hanno cercato di trovare un nuovo trattamento per vincere le fobie. Vincere le fobie attaccando il traumaNel tentativo di vincere le fobie senza utilizzare i farmaci, un gruppo di studiosi americani della New York University ha cercato di focalizzarsi sul modo in cui il cervello ricostruisce i ricordi. Il trattamento si rivelerebbe efficace solo a patto che si intervenga poco tempo dopo l’evento traumatico. Il ricordo che suscita la reazione fobica non viene sostituito, bensì manipolato in modo tale da dissociarlo dalla paura cui è associato. I soggetti che sono stati sottoposti al test hanno mostratorisultati notevoli al trattamento anche dopo un anno. Purtroppo il tempo si è rivelato un fattore estremamente decisivo in quanto solo coloro su cui si è intervenuti entro sei ore non mostravano paura alla presentazione dello stimolo fobico.fonte: crescita-personale.it [...]

COME ECCITARE UN UOMO

Molti pensano che per l’uomo raggiungere l’orgasmo sia molto più facile di quanto non lo sia per la donna. In generale è vero che le donne hanno bisogno di maggiore stimolazione per ottenere il piacere, ma in realtà anche gli uomini ne hanno bisogno e anche per loro l’orgasmo non è poi un evento così ‘automatico’ e scontato!Un recente sondaggio, infatti, ha messo in evidenza che al 29% degli uomini capita di eiaculare senza provare piacere, e al 18% degli uomini è capitato di simulare un orgasmo. A quanto pare, è un’esperienza più complicata di quanto sembri!Come stimolare al massimo l’orgasmo maschile e far sussultare di piacere il partner?Recenti studi dimostrano che usare preliminari lenti, stuzzicanti e protratti, il cervello dell’uomo rilascia tre ormoni (tesosterone, dopamina e ossitocina) che, agendo insieme, lo portano ad alti livelli di eccitazione e ad un finale a lunga durata. Ecco alcuni suggerimenti per potenziare l’orgasmo maschile.Comincia dalla vistaL’obiettivo è carburare lentamente per farlo salire all’apice del piacere, per questo è bene iniziare a solleticare i suoi sensi e i suoi pensieri perché l’orgasmo prima che dal corpo parte dal cervello. La stimolazione visiva è la prima strategia davvero potente. A volte bastaun piccolo gesto – un movimento delle gambe, una scollatura, un sorriso, un atteggiamento sexy – per dare inizio ad un incontro sessuale eccitante e piacevole. Meglio ancora se si prende l’uomo alla sprovvista, stuzzicandolo magari mentre è impegnato in qualche attività quotidiana. Nella sua mente già scatterà qualcosa e comincerà ad avvertire una certa eccitazione.Vai con le fantasie piccantiL’obiettivo, anche questa volta, è carburare lentamente per farlo salire all’apice del piacere, per questo la donna può solleticare i suoi pensieri  e la sua fantasia erotica. Per scaldarlo a fuoco lento è utile dare spazio alla sua immaginazione: fare un’allusione, mostragli qualche centimetro di coscia prima di andarsi a nascondere dietro una porta. Una dolce tortura fa salire il flusso ormonale dando il via all’orgasmo prolungato. A livello chimico, la stimolazione visiva e mentale, incrementa il rilascio di testosterone, che amplifica la sua libido e fa crescere la dopamina che regola l’eccitazione sessuale.Preliminari lenti e eccitantiA questo punto, la donna può prendere in mano la situazione iniziando da  baci e carezze, per arrivare lentamente alla masturbazione manuale e al sesso orale molto graditi dagli uomini. Alternando entrambe le cose, il partner arriverà ad un tale livello di eccitazione che pregherà la donna di penetrarla.Un suggerimento: non bisognerebbe toccare l’uomo ovunque e, soprattutto, non dove lui vorrebbe! E non andare subito alla stimolazione del suo pene.È essenziale che lei si avvicini il più possibile ai suoi genitali, senza arrivarci;questo crea anticipazione erotica: lui con la mente vive già ciò che ancora non ha e va su di giri. Se la partner sarà brava a tenerlo in sospeso, quando si arriverà alla penetrazione i livelli di dopamina lo porteranno all’estasi.Potenziare l’orgasmo, potenziare l’orgasmoIl metodo toccata e fugaMa ancora non è giunto il momento e, in questa fase, è importante ritardare ancora un po’ la penetrazione continuando a toccare il partner con i polpastrelli, le labbra, il seno.   Ogni volta che l’uomo si sente sfiorato, il suo corpo rilascia l’ossitocina, l’ormone dell’amore. Questa sostanza è rilasciata nel cervello in grandi dosi durante il sesso e più viene stimolato con il contatto pelle a pelle più ne fa il pieno.  Se a questo si aggiunge  il picco di testosterone e dopamina, il mix è vincente per intensificare e dilatare il suo orgasmo.A questo punto, lui sarà così eccitato che potrebbe esplodere. Ma non è ancora il momento: il segreto è portarlo ripetutamente al limite e poi rallentare. Più si sollecita l’uomo uomo con alternanza di stimoli e pause, più il suo organismo sarà “stressato” (in senso buono) e più intensa sarà la sua eccitazione. L’operazione deve essere ripetuta almeno due o tre volte, portando il partner fin quasi al punto di non ritorno e tornando indietro. Quando il suo respiro si farà più rapido o i suoi muscoli diventeranno  più tesi, il suo corpo sarà travolto da continue ondate di piacere: allora è segno che non può più trattenersi.Cambiare posizioni sessualiPer riuscire ad ottenere il massimo piacere durante il rapporto sessuale vero e proprio, è importante cambia le posizioni. [...]

CONSIGLI SUL SESSO ANALE

Il sesso anale è una di quelle cose che o si ama o si odia. Non c’è via di mezzo. La maggior parte delle donne ad un certo punto della propria vita lo prova, ma sono solo in poche quelle che ripetono l’esperienza. La ragione è chiara: il dolore. Se non ci fosse dolore, ci sarebbe probabilmente piacere. E da qui, o amore o odio. Tuttavia, anche in questo campo è la pratica che rende perfetti. Solo provando e riprovando riuscirete ad imparare tutte le tecniche e i segreti che renderanno il sesso anale un’esperienza piacevole per la vostra partner. E’ fondamentale inizialmente capire cosa alle donne piace e cosa non piace del sesso anale.Il potere del sesso analeSia per gli uomini che per le donne il sesso anale può costituire un ottimo diversivo rispetto al sesso convenzionale. Le sensazioni che dona sono particolari, inconsuete e diverse. Inoltre, i tabù ancora associati a questa pratica sessuale non fanno altro che creare, in verità, una certa attrazione da parte sia dei più audaci che dei più timidi. Tuttavia, una volta provato, il sesso anale perde velocemente tutto il suo fascino per la maggior parte delle donne (e anche per qualche uomo). Ma quali sono le ragioni per cui le donne amano oppure odiano il sesso anale? Perché le piace il sesso anale? Partiamo dalle cose positive.Il sesso anale le piace perché la eccitaLe donne amano il sesso anale perché può far provare loro sensazioni magnifiche e mai provate prima. Il sesso anale permette alla donna di sentire una penetrazione molto profonda e di provare un insieme di sensazioni che coinvolgono, in una sorta di particolare mescolanza, sia il clitoride che la vagina. Qualora anche queste parti vengano correttamente stimolate, la donna verrà trasportata in un’altra dimensione e il suo piacere non avrà limiti. Ricordate che gli orgasmi anali sono una realtà.La trasgressione del sesso analeMolte persone amano la trasgressione. Il sesso anale è una di quelle trasgressioni che si possono fare privatamente e nessuno ne saprà mai niente, se non voi e la vostra partner. La cosa, ovviamente, è parte fondamentale del divertimento. Spesso per una donna il sesso anale è una di quelle attività del tipo “c’è una prima volta per tutto”. Può avere un sacco di fascino il fatto di fare qualcosa che non si è mai fatto prima nella vita. Perché lei odia il sesso anale? Parliamo delle cose negative.Perché il sesso anale fa maleIl sesso anale non è così facile da mettere in pratica se non lo si è mai fatto prima. Per un uomo può sembrare semplice – dentro e fuori – ma per la donna non è così. Il sesso anale, se fatto male, può causare sudorazione fredda, brividi e un’estrema agonia. Molto spesso tuttavia le donne decidono di sopportare il dolore perché desiderano che l’esperienza possa essere piacevole per voi. Una volta conclusa un’esperienza dolorosa, tuttavia, la vostra partner potrebbe rifiutare ogni altro tentativo. Quindi, per ridurre al minimo la possibilità di un rifiuto categorico nel futuro, cercate di non farle male sin dalla prima volta. Fate del vostro meglio ogni volta e probabilmente potrete riprovarci di nuovo. Fatele male e sarete interdetti dal suo ano a vita.Perché è preoccupata per le conseguenze esteticheIl sesso anale è, ovviamente, il modo ideale per fare disastri. Per una donna, l’idea che possiate entrare dentro di lei ed uscire in una situazione non “idonea”, è estremamente imbarazzante.Per questo motivo la vostra partner potrebbe essere assolutamente contraria al sesso anale, anche senza averlo mai provato. Le donne passano così tanto tempo per farsi belle per noi, che il solo pensiero di fare qualcosa che potrebbe compromettere fatalmente tutto quel duro lavoro, potrebbe essere inconcepibile. Per alleviare le sue preoccupazioni potrebbe essere utile consigliarle di praticare un lavaggio anale (in commercio esistono vari tipi di strumenti per effettuare una doccia anale) o assicurarsi che sia andata in bagno almeno un’ora prima del rapporto.Lubrificazione d'obbligo!Il canale rettale non produce un lubrificante proprio, quindi è fondamentale utilizzare sempre un lubrificante di buona qualità in tutte le vostre avventure anali. Si consiglia di usare lubrificanti a base di silicone, perché tendono a durare a lungo e a non seccarsi. Non utilizzate prodotti come la vaselina: intasano le pareti del retto e sono troppo appiccicosi.Giocate con leiE’ molto importante che la vostra partner sia molto eccitata. Solo a quel punto il suo corpo sarà pronto ad accogliervi. Massaggiate il suo corpo con l’olio, fatela rilassare, amatela, adoratela e accarezzatela.Tutto questo, ovviamente, dovrà avvenire senza che il suo ano venga minimamente sfiorato. L’attesa è una delle tecniche sessuali più efficaci che abbiamo a disposizione: usatela a vostro vantaggio. Il livello di eccitazione dovrebbe essere tale per cui sarà lei stessa ad un certo punto a pregarvi di farlo: è quello il momento adatto. A quel punto, quando le sfiorerete l’ano, invece di una smorfia di tensione, vi risponderà con gemiti e lamenti.Preservativi e igiene Le malattie si trasmettono attraverso tutti i tipi di rapporto sessuale, compreso quello anale. Inoltre, le pareti del retto sono molto sottili e permeabili quindi il rischio di contrarre una malattia sessuale è addirittura maggiore. Ma l’utilizzo di un preservativo potrebbe essere una buona idea anche per altri motivi.La vostra partner potrebbe non desiderare che eiaculiate all’interno del suo retto. E la cosa, francamente, è comprensibile: le cose per lei potrebbero diventare un po’ fastidiose una volta finito il sesso. Utilizzate un preservativo ed eviterete il problema. Inoltre, i preservativi vi aiuteranno anche a proteggere il pene dalla materia fecale che può essere presente in piccole quantità nel retto. Qualora succedesse non sarà un problema: basterà sciacquarla via. Infine, indossare il preservativo vi renderà meno sensibili e quindi vi permetterà di durare un po’ più a lungo.Cosa non fare MAI Non fatelo mai senza che la vostra partner abbia dato il suo espresso consenso. Una donna non è un oggetto da usare a piacimento: se la vostra partner è così gentile da voler condividere con voi il suo bellissimo di dietro, vedete di trattarlo con rispetto e siate solo grati. A meno che non vi sia espressamente richiesto, non eiaculate dentro di lei. Non siate troppo irruenti e non spingete troppo forte, sempre che non sia espressamente richiesto.Cosa fare SEMPREUtilizzate sempre il lubrificante. Indossate sempre il preservativo se vi viene richiesto, senza fare i bambini. Fate come vi viene richiesto, in qualsiasi momento: il sesso anale è una situazione delicata e lei avrà bisogno di potersi di fidarsi di voi.Sesso anale e stereotipi di genere Quando una coppia eterosessuale pensa al sesso anale, in genere pensa al sesso anale “uomo su donna”. Tuttavia, per meglio comprendere cosa sia il sesso anale e riuscire a migliorare le vostre prestazioni, sarebbe bene se vi apriste alla possibilità che sia lei a potervelo praticare.Spaventati? Non siatelo.Il sesso anale richiede una sacco di pratica per diventare perfetto e sperimentarlo a vicenda è anche un modo perfetto per rendere più profonda la vostra connessione sessuale e amorosa. Non si deve per forza usare un sex toy: potete usare dita, lingua, oli, lubrificanti o qualsiasi altra cosa. Sperimentate e lasciate che il vostro corpo venga amato. Vedrete come ripagherà.Il sesso anale non viene vissuto bene da tutti: fatelo bene e lo farete di nuovo. Fatelo male e potreste essere banditi per sempre dal di dietro della vostra lei. Beh, probabilmente non per sempre, ma almeno fino a quando non si dimenticherà quanto male le avete fatto la volta precedente. Il miglior consiglio che possiamo darvi è quello di assicurarvi che lei sia molto eccitata prima di iniziare. A quel punto sarà molto difficile perdere la sfida. [...]

IL PIACERE FEMMINILE TRA MITI E STEREOTIPI

Liberiamoci da chi ci vuole mettere le mani nelle mutande.Ancora oggi sono presenti tantissimi stereotipi sulla sessualità femminile. Il vero problema è che questi non sono nemmeno voluti dalle donne.Questi steroetipi promuovono una vera e propria “mutilazione sessuale” delle donne. Ci portano a sentirci inadeguate, anomale, sbagliate promuovendo un modello che limita i diritti femminili nella sessualità limitando il piacere sessuali e le pulsioni in modo estremo. Essi sopravvivono purtroppo nei contesti dove l’informazione sessuale è assente. Chi è disinformato si affida ai luoghi comuni e questo può essere pericoloso, in quanto può generare seri problemi alla vita sessuale.Le donne, sopratutto in Italia (forse anche a causa di eccessivi luoghi comuni), hanno poca confidenza con il proprio corpo e con il proprio sesso e hanno molta paura di approciarsi ad esso. Altre pur avendo più confidenza tendono a vergognarsi quando si trovano davanti argomenti che riguardano la propria sessualità. Ricordatevi che nessuno deve imporvi regole sul vostro comportamento sessuale. Il sesso è bello proprio perchè non ha regole.Vediamo (e sfatiamo) alcuni stereotipi sessisti che rendono la sessualità delle donne poco appagante, ansiosa e piena di sensi di colpa: Una donna “seria” non deve perdere la testa durante il sesso. Questo luogo comune purtroppo allude ad una sessualità femminile ad esclusivo piacere maschile.Sfatiamolo. Il piacere femminile è importante quanto quello maschile così anche la salute sessuale. Lasciarsi andare non è una colpa, ma un diritto della donna.La serietà di una donna non la si dovrebbe misurare dal numero di orgasmi o dal suo comportamento sessuale. Una donna non deve prendere iniziativa sessuale.Sfatiamolo. Non sta scritto da nessuna parte che una donna debba comportarsi sempre da preda. Se una donna ama prendere iniziativa che male c’è? imporre questi luoghi comuni renderebbe poco felice la vita sessuale di una donna “attiva”.  Le donne che hanno avuto molti partner sono delle ”poco di buono”. Anche questo è falso. Perchè giudicare una donna dal numero di partner che ha avuto in passato? Le donne serie fanno sesso soltanto se innamorate. Falso anche questo. il sesso è anche piacere. Etichettare come “poco serie” chi fa sesso per puro piacere sessuale è un grave limite morale. Il sesso delle donne sarebbe quindi una moneta in cambio d’amore?  Se una donna guarda i film porno è “poco seria” (a meno che non li stia guardando assieme al partner). Sbagliato. Anche questo stereotipo vuole dire che la sessualità dovrebbe soddisfare solo l’uomo e la pornografia serve solo per stuzzicare la donna “a dagliela” datto apaple papale.  Le donne normali hanno un orgasmo ogni volta che hanno un rapporto sessuale. Questo luogo comune crea non pochi complessi in quelle donne che non possono raggiungerlo. Una donna su tre non raggiunge l’orgasmo. Spesso dipende dal partner o dalla donna stessa (poca conoscenza del proprio corpo o tabù).  Le donne si eccitano sempre ad ogni provocazione maschile.  Questa è la teoria degli stupri. Questo stereotipo è molto presente nella pornografia, dove le donne sono sempre disponibili.  La donna deve venire contemporaneamente all’uomo ed esclusivamente durante il coito. Falso. I tempi dell’orgasmo sono diversi tra uomo e donna e il piacere femminile può anche avvenire fuori dal coito. Questo luogo comune condanna la masturbazione e l’omosessualità femminile. L’uomo raggiunge l’orgasmo prima della donna e con più facilità. Non è vero, non dipende dal genere di appartenenza ma dal partner.  Le donne che non raggiungono l’orgasmo con la penetrazione  sono frigide. L’anorgasmia è spesso indice di poca conoscenza del proprio corpo, di un partner che non conosce le preferenze della partner e di tabù psicologici. L’orgasmo clitorideo è tipico delle donne immature. Vi siete fumati Freud?  Le donne che hanno orgasmi multipli sono ninfomani.Falsissimo. La donna che ha orgasmi multipli è una che ha acquisito maggior padronanza della propria sessualità. Altro stereotipo che demonizza il piacere femminile. L’alcool aumenta il desiderio delle donne. Semmai abbassa l’inibizione. Ricordatevi che chi fa bere una donna con il fine di portarsela a letto più facilmente è stupro! Le donne in menopausa non hanno più desiderio sessuale.Sbagliato. Ci sono donne che con la menopausa aumenta il desiderio. Se una donna si masturba perde interesse verso il rapporto sessuale completo. Ma chi ha detto che la sessualità femminile debba ruotare sempre attorno al fallo? La masturbazione è utile, perchè esplorando il proprio intimo si impara a conoscere il proprio corpo. Una donna non dovrebbe mai farsi vedere troppo esperta dal suo partner. Se lo è dove fare finta che sia lui a guidare il gioco e a indsegnarle tutto. Che noia! Siamo o non siamo noi padrone del nostro corpo? Allora chi più di noi dovrebbe conoscere il nostro corpo? La contraccezione è responsabilità esclusivamente femminile. Sbagliatissimo! Ma il sesso non si fa in due? Dagli steretopi sull’orgasmo sembra che deve fare sesso solo l’uomo e in alcuni solo la donna….decidetevi..il sesso si fa in due!! Gli uomini tradiscono  per sesso, le donne per amore.Falsissimo stereotipi nati per deresponsabilizzare il tradimento maschile. Le donne hanno meno desiderio sessuale rispetto agli uomini.Altro stereotipo che permette di dare della malata a chi ama il sesso. E’ strano che sussistano tanti stereotipi che poi si contraddicono. Da una parte non dobbiamo apparire “frigide”, dall’altra non dobbiamo apparire troppo desiderose. Il piacere di una donna dipende dalle dimensioni del pene del partner. Altra teoria fallocentrica. perchè a noi per provare piacere ci basta un dito di pochi centrimetri. Infatti lka magigor parte delle donne prova più piacere perl’autoerotismo che per il coito. Tutte le donne simulano gli orgasmi. Spesso purtroppo alcune donne per non ferire il partner tendono a simularlo. Non lo fate mai, perchè vi rende insoddisfatte. Semmai dite al partner che non siete soddisfatte. I tabù sulla sessualità femminile spesso fanno sì che le donne abbiano paura ad esporre la loro insoddisfazione sessuale. Alcuni uomini per giustificare la loro inadeguatezza hanno tirato fuori questo steroetipo. Una donna non può mai rimanere incinta durante il ciclo.Non credete a questo stereotipo. La rottura dell’imene avviene con la fuoriuscita del sangue.  Non è vero. Ci sono donne che hanno l’imene elastico che non comporta fuori uscita di sangue e non si rompe facilmente, ci sono altre che pur non avendo mai rapporti non possiedono l’imene. [...]

MASTURBAZIONE FEMMINILE SEGRETO O VERGOGNA

Masturbazione femminile: non se ne parla! Ma le donne la praticano o no?Numerose ricerche in sessuologia clinica hanno riscontrato che le donne che si dedicano all'autoerotismo hanno una vita sessuale molto più attiva e soddisfacente e raggiungono più facilmente l'orgasmo rispetto a quelle che non la praticano. Tante donne vivono l'autoerotismo come una zona d'ombra dell'erotismo femminile carica di sentimenti di colpa e vergogna. Masturbarsi quando si è sole non significa per forza compensare una mancanza di rapporti sessuali.Molte donne che non riescono a raggiungere l'orgasmo con il proprio partner spesso condividono l'esperienza  di non essersi mai masturbate. Luisa ha 54 anni e richiede una consulenza sessuologica per una problematica di anorgasmia. "Quando avevo 11 anni sentivo e notavo i cambiamenti che stavano avvenendo nel mio corpo. Avevo voglia di uscire con le mie amiche, e flirtare.... Mio padre spesso mi puniva se rientravo più tardi, se uscivo in compagnia di coetanei maschi: tutto questo perchè stavo diventando donna. Nella mia solitudine avevo scoperto che strofinare le mie coscie l'una sull'altra mi provocava delle sensazioni molto piacevoli. La punzione della solitudine si trasformava in piacere, e temevo di essere scoperta".Luisa soffre perchè negli anni si è resa conto che con gli uomini ha sempre ricercato e "trovato il piacere" nell'essere sottomessa, tutto perchè "Temevo di essere troppo esigente e perversa". La sessualità femminile può sembrare più complicata di quella maschile, ma questo elemento non può e non deve essere usato come un alibi per disinteressarsi dei gusti sessuali e di ciò che piace o non piace.La masturbazione nella donna, ma così come nell'uomo, rappresenta la palestra per la ricerca del proprio equilibrio sessuale. E' frequente riscontrare che molte donne raggiungono l'orgasmo solo masturbandosi, e già negli anni '80 Shere Hite nel suo trattato sul piacere femminile parlava di 85% di donne che raggiungevano l'orgasmo con la masturbazione piuttosto che con la penetrazione vaginale (dove il rapporto di orgasmi raggiunti era 1 su 4 rapporti sessuali consumati).L'eroticità femminile è stata per lungo sconosciuta e rimossa anche dalla cultura scientifica (specie da teorie psicoanalitiche ortodosse) che ha visto lo sviluppo psicosessuale della donna solo in funzione dell'aspetto riproduttivo della sessualità, la maternità, e il ruolo familiare come pilastri dell'identità femminile. Per secoli anche i medici si sono chiesti se l'orgasmo femminile fosse legato alla procreazione, analogamente a quello maschile e, in qualche modo, indispensabile alla stessa. La masturbazione è uno strumento di piacere, conoscenza del proprio corpo e delle proprie sensazioni erotiche e rappresenta una via privilegiata di conoscenza sui propri punti sensibili: la clitoride, il punto G e altre zone erogene.Ciò che definisce la sessualità è la ricerca e l'ottenimento del piacere che vuole essere protagonista anche della sessualità femminile, oggi che alle donne è permesso rivendicarlo.Una donna che scopre i suoi punti piacevoli e sa come raggiungerli sarà in grado di guidare il proprio/la propria partner al raggiungimento di soddisfazione sessuale di coppia... oppure provare piacere dalla stimolazione ricevuta senza necessariamente aspettare di avere un orgasmo assieme.Nessuna carezza intima è vergognosa. Tra i fattori che concorrono allo sviluppo e mantenimento delle problematiche della sessualità femminile le restrizioni culturali sulla vita sessuale della donna, i modelli appresi sul ruolo femminile, l'immagine della "buona donna" verso cui tendere...Come è vista una donna che si masturba? Spesso una donna anorgasmica vede la donna che si masturba come sporca, peccatrice, colpevole.Le nuove terapie sessuali sono inteventi di breve durata e prevedono nel trattamento di alcuni disturbi della sessualità femminile una parte di ri-educazione sulla conoscenza della fisiologia degli organi genitali, le peculiarità degli organi genitali interni ed esterni, le fasi di risposta sessuale e compiti di auto-esplorazione manuale degli organi genitali da eseguire a casa.Diversi autori hanno potuto constatare che le donne che mostrano un'attitudine negativa nei confronti della masturbazione sperimentano una vasocongestione pelvica, durante l'eccitazione, più scarsa rispetto alle donne che vivono positivamente anche il solo pensiero di una possibilità di masturbazione (sia individuale, sia di coppia). La masturbazione è pertanto un fattore predittivo del livello qualitativo della sessualità vissuta. [...]

IPOPOSIA QUANDO LO SPERMA E' POCO

Dopo aver parlato degli esercizi di Kegel che, tra i vari effetti, potenziano la forza dell’eiaculazione, e dopo aver descritto i metodi per aumentare il volume dell’eiaculato in condizioni fisiologiche, oggi invece parliamo di quando lo sperma è diminuito a causa di una patologia e di come alcune terapie possono risolvere il problema riportando la quantità di eiaculato a livelli ottimali. La situazione tipica in ambulatorio è il paziente che giunge da me lamentandosi di come il suo sperma sia poco e/o “strano”. Il soggetto, di solito non giovanissimo, riferisce di aver notato ipoposia, cioè la riduzione del volume dello sperma, e l’agglutinazione , cioè uno sperma non liquido , ma finemente granuloso (sperma “a grumi”) o con presenza di fiocchi. Ciò può indicare la presenza di prostatite. Il mio obbiettivo a questo punto diventa curare la prostatite e ciò determinerà fisiologicamente un aumento della quantità dello sperma e della sua qualità. Ma cominciamo come al solito dal principio con la domanda più importante:CHE COS’E’ LO SPERMA?Lo sperma è un liquido organico di consistenza liquido-albuminosa, generalmente di colore bianco oppure bianco-perlato, con aspetto opalescente o lattescente, che contiene gli spermatozoi prodotti nei testicoli , ed altre sostanze di natura organica prodotte dalla prostata ,  dalle vescichette seminali  , dalle ghiandole periuretrali. Interventi chirurgici come la vasectomia permettono all’uomo di avere rapporti eiaculando solamente liquido spermatico privo di spermatozoi, annullando così la possibilità di concepire un figlio.Quantità normale di sperma e di spermatozoiUn uomo adulto, ad ogni eiaculazione, emette circa dai 1,5 ml ai 6 ml di sperma (circa un cucchiaino), quantità che dipende dall’intervallo di tempo che passa tra un’eiaculazione all’altra, dalla produzione di testosterone e da fattori individuali non del tutto studiati. In genere, più è lungo l’intervallo, più sperma viene prodotto, con una quantità massima cumulabile, generalmente dopo una settimana di astinenza. Variabile è anche il numero di spermatozoi per millilitro di eiaculato, legato soprattutto allo stato di salute del soggetto, tale numero varia da 20 a 200 milioni per millilitro Anche la densità del liquido spermatico dipende da più fattori. Nella maggior parte dei casi ha una densità discreta, ma il suo aspetto può variare da una cremosità vistosa ad uno stato quasi completamente liquido, ma mai trasparente. Laviscosità del liquido seminale cambia rapidamente dopo l’emissione; inizialmente molto denso e cremoso, tende a fluidificarsi in tempi variabili da pochi minuti a mezz’ora. Il caratteristico intenso odore è dovuto all’ossidazione della spermina nella sua base volatile.Protezione e nutrimento nel lungo viaggio fino all’ovulo da fecondareIl seme degli esseri umani contiene una complessa gamma di costituenti organici ed inorganici e rappresenta per gli spermatozoi sia una protezione che un nutrimento, durante il loro viaggio attraverso il tratto riproduttivo femminile. L’ambiente vaginale è infatti ostile per le cellule dello sperma, poiché è un ambiente molto acido (per via della microflora ivi esistente che produce acido lattico), viscoso e ricco di cellule immunitarie. I tanti componenti presenti nel seme, favorevoli agli spermatozoi, cercano di compensare con questo ambiente ostile affinché gli stessi possano sopravvivere per il tempo necessario al raggiungimento dell’ovulo da fecondare.CAUSE DI RIDUZIONE DEL VOLUME SPERMATICOIl ridotto volume del liquido seminale  può essere dovuto principalmente ad infiammazione, in genere delle vescicole seminali o della prostata (prostatite), o ad una carenza di testosterone. Per decidere la terapia è necessario valutare la situazione vescicolare e prostatica (con una ecografia) ed il quadro ormonale. Elenchiamo comunque le maggiori possibili cause di ipoposia. Prostatiti e ipertrofia prostatica: il processo infiammatorio altera la qualità del secreto prostatico e probabilmente induce inibizione sull’attività testicolare di produzione degli spermatozoi. La presenza della infiammazione , produce edema all’interno della ghiandola prostatica. L’aumento della pressione interna  (dato che la prostata è dotata di una capsula inestensibile), fa collabire i dotti eiaculatori , per cui per il passaggio dello sperma sarà necessaria una maggiore spinta. la presenza di questa pseudostruzione transitoria fa fuoriuscire meno sperma al momento della eiaculazione , sperma che sarà poi espulso piano piano con le urine. Il meccanismo della prostatite , può valere anche nella ipertrfoia prostatica , dove l’aumento volumetrico della ghiandola da incremento delle ghiandole e delle dimensioni di esse , porta a ipoposia (ridotta eliminazione di sperma). Malattie a trasmissione sessuale: i microrganismi possono interferire con la vitalità e la produzione degli spermatozoi, nonché con la qualità del secreto prostatico e vescicolare, la reazione immunitaria ad essi può indurre danni alla struttura degli spermatozoi ed alla funzione prostatico-vescicolare. Malattie sistemiche: febbre, infezioni, malattie renali, alterazioni metaboliche ed immunitarie possono alterare le due funzioni necessarie alla fertilità. Varicocele: l’alterazione indotta dei flussi vascolari peritesticolari e pelvici può alterare la capacità funzionale della prostata e dei testicoli. Criptorchidismo: la mancanta discesa nello scroto dei testicoli che induce la perdita della funzione produttiva degli spermatozoi Disfunzioni ormonali: i disordini della regolazione ipotalamico-ipofisario-testicolare altera gli equilibri necessari alla stimolazione ormonale degli organi produttori; tali disordini possono essere dovuti a fattori endogeni e talvolta all’azione di alcuni farmaci. Farmaci: oltre quelli interferenti con la regolazione ormonale, altri farmaci hanno azioni tossiche più o meno dirette, soprattutto nelle assunzioni a medio-lungo periodo. Eiaculazione retrograda: alcune disfunzioni motorie del collo vescicale o a seguito di interventi su di esso, l’eiaculazione può essere riversata nella vescica anziché avere la sua naturale espulsione all’esterno. Traumi testicolari e cancro testicolare: il danno indotto altera la funzione produttiva degli spermatozoi o la loro emissione verso il dotto deferente. Ostruzioni dei dotti deferenti ed eiaculatori: microtraumi, infezioni, infiammazioni, malformazioni, possono indurre l’occlusione dei dotti impedendo la migrazione degli spermatozoi verso l’uretra prostatica. Malattie geniche: alcune malattie a causa delle alterazioni metaboliche indotte portano a alterazioni testicolari o delle strutture coinvolte impedendo la produzione di spermatozoi e la loro emissione. Anticorpi prodotti nella via maschile o femminile possono paralizzare gli spermatozoi impedendo loro di nuotare verso la loro destinazione.TERAPIE PER RISOLVERE L’IPOPOSIAUna terapia deve essere completa e sopratutto andare a coprire  tutte le possibile cause. Abbiamo detto che la causa più frequente risiede nella prostatite. Nella prostatite avremo cause di ridotta escrezione e di ridotta produzione dello sperma. Si deve agire pertanto sui due fronti.Terapia per la prostatiteAntibiotico , possibilmente chinolonico, ad ottima penetrazione tessutale prostatica, edantinfiammatorio. A questi prodotti è possibile associare una varietà di integratori che hanno il compito di migliorare la quantità dello sperma (come tribulus terrestre e arginina). In caso di secrezione più vischiosa , ci sono indicazioni ad assumere anche dei fluidificanti ed effettuare terapia idropinica (almeno due litri di acqua oligominerale al giorno)Terapia per l’ipertrofia prostaticaDiverso sarà il quadro della ipoposia che si realizza nella ipertrofia prostatica. In questo caso , anche se non sono presenti sintomi irritativi ed ostruttivi , dovrà essere intrapresa una terapia volta alla riduzione del volume della ghiandola. Oltre ai farmaci che possono essere usati anche per la prostatite, si può usareserenoa repens associata allo zinco , per arrivare fino alla finasteride o dudasteride (anche se questi farmaci sono caratterizzati dal rischio diminuizione libo/deficit erettile).Nota bene: le indicazioni che leggete qui sono solo indicative, non giocate con la vostra salute cercando di curarvi da soli: rivolgetevi ad un bravo medico!TestosteroneSi ricorda che un’altra importante causa della ipoposia può essere il calo del testosterone, l’importante ormone maschile. Verificato il deficit di quest’ultimo il medico vi saprà indicare una buona terapia. Ovvio che prescrizione e somministrazione di tutti i farmaci e gli integratori fin qui descritti, dovranno avvenire sotto stretto controllo medico. [...]

STRAP-ON COME FUNZIONA E COME USARLO

Lo strap on, uno dei sex toys in grado di rompere tutti i tabù e gli schemi relazionali, è sempre più utilizzato nelle coppie. Ovviamente, considerato l’argomento delicato, introdurlo in camera da letto non sempre è semplicissimo. Magari uno dei due lo vuole provare spinto dalla curiosità, oppure perché pensa che portare un po’ di novità sotto le coperte faccia bene alla coppia, ma non sa come proporlo al proprio partner in quanto non è proprio un topic da Corriere dei Piccoli.Se poi è la donna che vorrebbe indossare lo strap on e provarlo sul proprio uomo, la faccenda si fa ancora più complicata. Già si hanno problemi sul come chiamare quello che si vuole fare, considerato che l’atto della donna di usare lo strap on sull’uomo, ossia il sesso anale eterosessuale subito dall’uomo, è stato “codificato” solo da pochi anni con il termine di “pegging”.Se già è difficile nominarlo figuriamoci introdurlo nella vita di coppia (“introdurlo” anche in senso non figurato). Un uomo, anche se incuriosito, difficilmente tirerà fuori l’argomento per non dare l’impressione di essere diventato gay, e la donna avrà timore di proporre questa esperienza per paura di offendere il proprio compagno. In questo caso il “silenzio-assenso” porterà ad un nulla di fatto e a far rimanere questo gioco erotico solo un sogno nel cassetto.Lo strap on in una normale vita sessuale.La realtà è ben diversa, gli uomini che praticano il pegging non sono omosessuali, si fanno penetrare solo da donne e, una volta superati i dubbi iniziali, chi lo prova ne è profondamente soddisfatto.Per quale motivo il pegging può essere una piacevole scoperta per l’uomo? Ricordiamo che l’ano (maschile e femminile) è una zona erogena ricca di terminazioni nervose e che, se opportunamente stimolato, può regalare grandi soddisfazioni. Inoltre grande importanza ricopre la parte emotiva che amplifica tutte le sensazioni provate e permette di sfogare le proprie fantasie nascoste.Grande soddisfazione viene regalata anche alla donna che, una volta tanto, ha un ruolo attivo nel rapporto sessuale. Anche per lei il piacere è sia fisico, quando indossa uno strap on doppio che le stimola il clitoride, e sia mentale grazie al ribaltamento dei ruoli.C’è sempre la prima volta.Da dove partire? Sicuramente farsi penetrare da un sex toy non può essere semplice per una uomo che non l’ha mai provato, quindi è meglio procedere con calma e a piccoli passi. Il primo segreto da scoprire è proprio che l’ano, se stuzzicato nella maniera corretta, può essere fonte di estremo piacere. Quindi si può iniziare con le dita o con la lingua, poi passare a piccoli falli di gomma ed infine allo strap on.Quando arriverà il gran giorno “della prima volta” prenditela con calma e non avere fretta. Procedi con molti preliminari e fai salire lentamente la carica erotica dell’incontro. Quando sarà il momento, usa un lubrificante, fai entrare con dolcezza lo strap on e fai abituare le pareti interne alla presenza del nuovo amichetto.Le prime volte è meglio usare la posizione classica in cui l’uomo è piegato in avanti, in piedi, appoggiato al bordo del letto o a un tavolo in modo che abbia ampia possibilità di movimento e capacità di gestire il ritmo della penetrazione.Strap on: dubbi e perplessitàOvviamente saranno molte le domande che ti frullano per testa. Cerchiamo in questa ultima parte dell’articolo, di rispondere a quelle più comuni.Dove comprare uno strap on?Gli strap on possono essere acquistati nei sexy shop ormai presenti in tutte le città italiane oppure online sui numerosi siti internet. Il vantaggio del negozio “reale” è che puoi vedere e toccare con mano l’oggetto per renderti conto anche della qualità dei materiali, ma capisco che ci può essere imbarazzo ad entrare in questo genere di negozi se non l’hai mai fatto.I negozi online hanno il grande vantaggio della privacy e discrezione ma vedrai l’oggetto solo quando ti arriva a casa e magari hai comprato una cosa differente da quello che avevi in mente.Da dove iniziare?Il primo acquisto deve essere fatto con calma e con razionalità. È consigliabile acquistare unostrap on con montato un dildo relativamente morbido e di dimensioni contenute. Mi raccomando fai molta attenzione all’imbracatura che deve essere comoda e ben salda.La scelta del primo oggetto sessuale dovrebbe essere fatta in compagnia del partner in modo che anche l’acquisto rientri nell’esperienza sessuale che si sta vivendo e che soddisfi le esigenze di entrambi.Ci possono essere problemi alla salute?Ricorda che le zone intime sono molto delicate, quindi la pulizia è fondamentale per tutti i sex toys. L’ideale sarebbe di inserire il dildo all’interno di un preservativo in modo da facilitarne il lavaggio. [...]

COME FAR DAVVERO GODERE UNA DONNA

Come fare l’amore e far godere una donna è delle domande che si pongono molti uomini al fine di avere una vita sessuale piena di soddisfazioni per sé e per la partner.Il sesso è uno dei motori che tengono in vita una coppia ma, spesso e volentieri, è fonte di problemi e profonda frustrazione in camera da letto. Come mai far godere una donna è diventato così problematico? Le donne sono diventate troppo esigenti o è l’uomo che si è rammollito e non sa più come fare l’amore?Come fare l’amore e la sessualità femminile.Per raggiungere la piena soddisfazione sessuale e imparare i segreti su come fare l’amore e far godere una donna, è importante capire che la sessualità femminile è profondamente diversa da quella maschile. Solo approfondendo queste differenze potremo capire come funziona il corpo della donna e raggiungere una buona intesa sessuale a letto.Per l’uomo il sesso è un bisogno fisiologico che gli serve per scaricare le tensioni accumulate durante la giornata, per confermare la sua autostima e per sentirsi all’altezza della propria donna.Per le donne, invece, il sesso è un modo per entrare in piena sintonia con il partner, per sentirsi accettate ed attraenti e per eliminare le loro insicurezze.Il tempo giusto per far godere una donna.Un’altra differenza tra i due partner è il loro rapporto con il tempo. L’uomo vorrebbe portare a termine il rapporto in fretta e raggiungere l’orgasmo il prima possibile, considerato che per eccitarsi ha bisogno di poco tempo e riesce a sentirsi appagato e soddisfatto in poco tempo.La donna invece ha tempistiche differenti, raggiunge l’eccitazione lentamente, si deve sentire coinvolta pienamente nel rapporto e solo quando si sente a suo agio si abbandonerà ai piaceri del letto.Se non capisce a fondo queste differenze, a letto l’uomo avrà sempre problemi e non riuscirà a far godere una donna.Come fare l’amore e l’importanza dei preliminari.Considerate le differenze del fattore tempo, già capiamo l’importanza dei preliminari per fare l’amore. Quando siamo a letto con una ragazza non buttiamoci subito sulle sue zone erogene e non pensiamo alla penetrazione come unico mezzo per far godere una donna. Prendiamoci tutto il tempo necessario, procediamo lentamente, stimoliamo tutto il suo corpo, che è pieno di zone erogene, e portiamola al piacere con lentezza. Il segreto è di far salire la tensione sessuale gradualmente, leggere ed interpretare i segnali che ci manda la donna e variare gli stimoli a seconda delle sue risposte.Ricorda che un bravo amante pensa prima alla donna e alle sue esigenze e poi ai propri bisogni, anche perché una donna che si sente soddisfatta si concederà completamente e sarà disposta, in seguito, a soddisfare tutte le tue richieste.Conoscere le zone erogene per far godere una donna.Per far godere una donna bisogna anche conoscere il suo corpo, come funziona, come risponde agli stimoli e quali sono le sue zone erogene.Le zone erogene sono quei punti del corpo che quando vengono stimolate portano la donna al piacere e a raggiungere l’orgasmo. Ovviamente le donne sono complesse anche nella sessualità e hanno una miriade di zone erogene, alcune anche impensabili. In linea di massima suddividiamo il corpo femminile in: Zone erogene primarie, Zone erogene secondarie.Le zone erogene primarie (clitoride, vagina, Punto G) sono quelle legate agli organi sessuali e, se vengono opportunamente stimolate, portano la donna velocemente all’orgasmo.Le zone erogene secondarie (collo, viso, braccia, ginocchia, piedi) sono invece sparpagliate per tutto il corpo e possono aiutare a far salire l’eccitazione della donna.Il sesso orale per far godere una donna.Tramite il sesso orale, l’uomo è in grado di stimolare opportunamente gli organi genitali e far godere una donna con relativa facilità. In molte coppie viene preferito alla penetrazione perché è più immediato, si riescono a stimolare le zone erogene direttamente, in particolare il clitoride che è ricco di terminazioni nervose, e non ci sono problemi di ansia da prestazione e di eiaculazione precoce.Naturalmente anche il sesso orale necessita della tecnica giusta, altrimenti diventa fastidioso e noioso. Non è esclusivamente un fatto meccanico e fare sempre le stesse cose, ma è fondamentale capire i segnali che manda la donna, quali sono i punti che le piacciono di più e come vuole il sesso orale. Solo in questo modo capirai come far godere una donna.Come fare l’amore con le posizioni del Kamasutra.Per essere un amante perfetto è necessario conoscere varie posizioni del Kamasutra da utilizzare a seconda delle esigenze. Come fare l’amore bene è uno dei motivi per cui è stato scritto il Kamasutra e finalmente è arrivato il momento di parlare delle posizioni per fare l’amore.Una domanda sorge spontanea: è necessario conoscere le posizioni del Kamasutra per fare l’amore o sono soltanto una moda dei giorni nostri?Ricorda che i tempi sono cambiati, le donne sono diventate più esigenti e giustamente pretendono di raggiungere anche loro la soddisfazione sessuale. Inoltre come far godere una donna è diventato sempre più importante all’interno della coppia e se non è fatto bene rischi di mandare all’aria anche i rapporti più collaudati.Per questo è necessario conoscere le posizioni dell’amore per portare un po’ di fantasia in camera da letto, sapere che le donne sono diverse e che per far godere una donna la missionaria non è la posizione più adatta e che esistono posizioni per combattere l’eiaculazione precoce e durare di più. [...]

DONNE SENZA ORGASMO

Con la denominazione "disturbi dell'orgasmo femminile" (viene utilizzato anche il termine "anorgasmia") si intende quella condizione clinica che impedisce al soggetto di arrivare al piacere durante l'atto sessuale, nonostante siano state effettuate adeguate manovre di eccitazione. I disturbi dell'orgasmo femminile rappresentano un terreno di discussione medica estremamente complesso, riguardo al quale sono diffuse non poche incertezze, a causa delle informazioni fuorvianti diffuse da alcuni mezzi mediatici per nulla specialistici.Le cause di questa sfera di disturbi possono essere innanzitutto divise in due branche: quella psicologica e quella biologica.Quando si parla dell'origine delle cause psicologiche dell'anorgasmia femminile, si individuano diversi fattori causanti. Uno tra tutti è l'ansia, che può essere a sua volta collegata ad altri aspetti.QUALI SONO LE CAUSESi tratta di una risposta che si può dare in maniera assolutamente generale, dal momento che ogni singolo caso ha una storia personale. Però, in linea di massima, è possibile individuare alcuni punti comuni. Tra questi si può ricordare la presenza di eventuali abusi sessuali durante l'infanzia o l'adolescenza, oppure un'educazione restrittiva per quanto riguarda la sfera sessuale sia a livello teorico, sia a livello pratico.In assenza di particolari patologie fisiche, l'ansia può portare il soggetto femminile a essere protagonista dell'insorgere di un controllo involontario, che raggiunge livelli estremi. Livelli tale da non permettere alla donna di abbandonarsi al contesto emozionale creato dalla situazione che è il rapporto sessuale, a causa di una barriera difensiva eretta al fine di non mostrare nulla di quello che fa parte delle sue reazioni.Questa forma esasperata di autocontrollo può trasferirsi, in alcuni casi, anche nei preliminari, che per molte coppie rappresentano un momento di estrema importanza dell'atto sessuale. Inficiare la fase dei preliminari può voler significare l'inibizione dell'immaginario erotico, e l'incapacità di abbandonarsi anche a pratiche di autoerotismo o di eccitazione da parte del partner.In questo caso, uno dei metodi più utilizzati per portare la paziente alla guarigione è la terapia cognitivo - comportamentale. L'obiettivo di tale percorso terapeutico (che viene comunque adattato alle esigenze di ogni singola paziente) è, in linee generali, quello di guidare la donna a un rapporto libero con le sue sensazioni. L'iter di cura si divide in diverse fasi: la partenza è dedicata alla guida della paziente nella conoscenza del suo corpo, i passi successivi, invece, sono sostanzialmente mirati al ripristino di un tono muscolare vaginale che possa far sì che venga sopportata la penetrazione. L'anorgasmia legata a stati psicologici o psichici porta infatti spesso a una contrazione estrema dei muscoli vaginali, situazione che può essere causa di un forte dolore nel momento della penetrazione.Per quanto riguarda invece la patogenesi delle cause fisiche e biologiche, possono essere individuati diversi punti in comune tra i soggetti che lamentano disturbi dell'orgasmo.Prima di tutto è bene ricordare che un ruolo molto importante è giocato dall'assunzione di sostanze stupefacenti, psicofarmaci, ormoni. In particolare la categoria degli oppioidi risulterebbe particolarmente dannosa: gli studi clinici effettuati sulle donne che li hanno assunti per lungo tempo hanno portato in luce una grande frequenza nell'insorgenza sia di disturbi dell'orgasmo, sia di pesanti irregolarità nel ciclo mestruale.Un'altra delle cause biologiche dell'anorgasmia femminile è individuata nell'insufficiente irrorazione ematica della zona genitale. Questa condizione, abbastanza simile alla disfunzione erettile maschile per quanto riguarda le basi fisiche, è stata ufficialmente teorizzata nel 1998 dai sessuologi Irwin Goldstein e Jennifer Barman (fondatrice della prima clinica dedicata alle disfunzioni sessuali femminili), i padri della pillola rosa.Questa condizione di insufficiente irrorazione può essere effettiva causa impediente durante quello che è il momento introduttivo della seconda fase dell'intero processo orgasmico, ossia il plateau. Per far sì che questa fase avvenga, è necessario che il flusso ematico porti a un allungamento del canale vaginale, condizione che rappresenta il passo appena precedente la fase culminante del piacere.Una terza causa dell'anorgasmia può essere ricondotta a una tonicità effettivamente scarsa dei muscoli vaginali, il che può far conseguire effettivi episodi di contrazione durante il processo della penetrazione.Il disturbo dell'orgasmo femminile è un problema molto diffuso. Alcuni studi clinici effettuati in questi anni hanno portato alla luce un numero sempre crescente di donne che lamentano questa disfunzione, accompagnata da una sostanziale incapacità di comunicare la propria condizione al partner (molto spesso a causa dell'imbarazzo provato). Un problema che ha radici in diversi terreni, uno su tutti quello culturale, e che è necessario affrontare con gli strumenti clinici giusti, facendo il primo e importantissimo passo che è la consultazione di uno specialista. [...]

SEGRETI DEL SESSO ANALE

Perché secondo voi il sesso anale piace tanto agli uomini? In genere sono le donne ad avere timore di parlarne con le amiche o con il proprio partner o hanno paura di provare certe esperienze. Dal punto di vista fisico la penetrazione anale per l’uomo potrebbe essere più piacevole di quella vaginale per il semplice fatto che l’ano ha una conformazione anatomica più stretta e quindi esercita maggiore pressione sull’organo maschile.Se è l’uomo invece a riceverla? La stimolazione della prostata e delle mucose anali provoca una maggiore sensazione di piacere nell’uomo. Occhio a non confondere la preferenza della stimolazione anale con l’omosessualità. La sodomia (vecchio termine usato per indicare le pratiche sessuali… diciamo non curriculari, ovvero non destinate alla procreazione) veniva praticata anticamente per «sottomettere» uno schiavo o altri uomini, come simbolo di potere. E magari la posizione «a tergo» tipica di questa pratica sessuale potrebbe richiamare un po’ questo significato a livello psicologico nel maschio.ALLE DONNE PIACE?Alcune donne preferiscono i rapporti anali a causa di problemi sessuali (per esempio il dolore vaginale durante l’atto sessuale o la vulvodinia) o per il desiderio di sottomissione, ma molto più semplicemente perché riconoscono la sessualità in ogni gesto del partner e la sanno sfruttare. Altre invece non la hanno mai provata e preferiscono non praticarla perché non procura loro piacere, per pudore personale, perché provano dolore, per riluttanza psicologica o semplicemente per paura. Lo sapevate che tra le perversioni diagnosticate nei manuali di psicologi e psichiatri esiste la clismofilia, cioè la possibilità di provare piacere dall’introduzione di sostanze nell’ano con l’utilizzo di clisteri? Ecco alcuni consigli utili da seguire per una sana pratica della sessualità anale. Cominciate con una sufficiente lubrificazione. L’ano è una zona sensibile ma che non si lubrifica come la vagina, potreste ferire il vostro lui o la vostra lei. Utilizzate lubrificanti a base di acqua e silicone. Rilassatevi, magari accarezzando lo sfintere anale o inserendo prima un dito. La penetrazione deve essere dolce. Utilizzate sempre il preservativo e non passare mai dalla penetrazione anale a quella vaginale: c’è il rischio di trasmissione di batteri. Scegliete la posizione più comoda per voi e per il partner; ad esempio su un fianco, a tergo per la stimolazione del clitoride. Non dimenticate mai di parlare con il vostro partner: comunicate ogni fastidio, desiderio o sensazione. [...]

CUNNILINGUS OVVERO SAI LECCARLA DAVVERO

Oggi, scendiamo nei minimi particolari del sesso orale, cosa che dovremmo imparare a fare tutti, soprattutto se vogliamo che la nostra donna ricambi!PRIMA REGOLA: NON FARLO COME IN UN FILM PORNOLa cosa peggiore che puoi fare è prendere consigli sul sesso orale dal porno. Non solo lo fanno sbagliato, ma lo fanno in maniera errata di proposito in modo che la telecamera possa filmare l’azione. Seriamente, i film porno vengono girati per fare soldi non per far godere le donne.Un’altra cosa veloce, devi sforzarti di aumentare i commenti positivi che le dai associati al sesso orale: alcune donne saranno un po’ troppo concentrate sui propri difetti, quindi devi farle sapere che ami leccargliela e che il suo sapore è delizioso.Consigli Sul Sesso OraleNON AVERE FRETTA!Non andare direttamente al clitoride come fa la maggior parte dei ragazzi, è troppo affrettata come cosa e non crea tensione sessuale che come tu sai, se hai gli altri nostri articoli sul sesso, è la chiave per farle raggiungere un orgasmo. Comincia baciandola dolcemente leccando tutto intorno la vagina, fai passare così alcuni minuti finchè lei ti pregherà di andare oltre.LECCALA SOTTO IL CLITORIDEDopo averla baciata e leccata intorno, devi cominciare dolcemente a leccare l’area appena sotto il clitoride (usa entrambe le mani per divaricare le labbra della vagina). Quest’area è molto sensibile, puoi inoltre leccare dalla base della vagina fino alla cima, senza però toccare il clitoride, non ancora almeno.STIMOLA IL CLITORIDEContinua succhiando il clitoride in maniera gentile, i tuoi movimenti dovrebbero essere esattamente come se stessi per mordere una mela e stai cercando di non farti colare il succo addosso (sembra stupido ma funziona). Un altro modo per descrivere come la tua lingua e bocca dovrebbero sembrare è bocca = completamente aperta e lingua = a forma di una mezza pipa.La tua bocca dovrebbe coprire interamente il suo clitoride. Muovi la lingua sù, giù e di lato mentre la bocca copre il clitoride. Spingi un po’ gemendo un pochino, questo provocherà 2 cose: le farà pensare che tu ti stai davvero divertendo a leccargliela sentirà un tremolio sul clitoride che aumenterà il piacere.INSISTI CON QUEL DITOA questo punto dovrebbe esser venuta, se non è venuta ancora non preoccuparti è molto vicina. La prossima cosa che puoi fare è usare il tuo dito per simulare una penetrazione. La maggior parte dei ragazzi iniziamo subito a masturbarla col dito, non devi invece. Devi usare il tuo dito indice, inserirlo e lasciarlo alla base della vagina, senza muoverlo avanti e indietro, semplicemente lascialo li. Le sembrerà di fare sesso.ANILINGUS?Alcuni ragazzi saranno disgustati dal leccare il buchetto di una ragazza, quindi per tutti quelli più avventurosi che vogliono davvero dare piacere alle proprie donne… leccarle un po’ il culo le provocherà una grandiosa sensazione, quindi è sempre un’opzione. Può anche non piacerle quindi controlla prima.ED ORA, COSA NON FARE NEL SESSO ORALE Morderle il clitoride – A meno che non te lo chiede specificatamente, “per favore mordimi il clitoride” non farlo. Ricorda che il clitoride è incredibilmente sensibile e morderlo sarebbe incredibilmente doloroso per lei. Dare colpetti al clitoride – Nè con la lingua nè con le dita. Entrambe le cose la faranno sentire a disagio. Andare troppo veloci  – Amico, devi prenderti del tempo. Più a lungo è meglio è, ti dirà lei quando ne ha avuto abbastanza. Infilarle la lingua dentro – Un altro cosa che la maggior parte dei ragazzi fa è infilare la lingua nella vagina e leccarla in maniera aggressiva, questo non è sexy e non è gradevole per lei. [...]

IL DITALINO PERFETTO PER FARLA IMPAZZIRE

Amare come si deve una donna, è una questione che va ben oltre la mera prestanza fisica. Diventare un buon amante è un lavoro che richiede pazienza, dedizione e una conoscenza approfondita della complessità dell'orgasmo femminile. Un pene non può farcela da solo, è fondamentale sapersi mettere in ascolto delle vibrazioni che il corpo di una donna eccitata trasmette più o meno consciamente. Lei ama i preliminari, l'essere toccata, baciata e leccata, è per la donna - e per la sua vagina - una componente fondamentale del rapporto. Per soddisfarla non è possibile prescindere dalla masturbazione  e trattare con amore e rispetto il suo clitoride, vi garantirà l'accesso a quel caldo paradiso che è il vostro traguardo.Questa guida vi insegnerà a farla impazzire con le vostre mani ed imparerete l'arte del ditalino perfetto.PRIMA DI COMINCIARE... il vostro dito non è un pene! Il movimento dentro-fuori è solo la versione semplificata del ditalino e, il più delle volte, soprattutto se siete solo all'inizio del rapporto, non sortisce alcun effetto su di lei, anzi può darle fastidio.  Se non volete essere giudicati come dei verginelli, trasformate l'esperienza del ditalino in un viaggio avventuroso nella sua fichetta e date ascolto ai nostri semplici ma importanti consigli.FUORI DALLA VAGINASvegliare punto G e clitorideLe sensazioni più piacevoli per una donna, sono quelle che interessano il suo punto G. Iniziate con lo stimolarlo dall'esterno. Passate le dita sulla vulva, tenendo il palmo appoggiato sul suo pube. La doppia pressione nell'area genitale farà risvegliare le terminazioni nervose del suo punto G che faranno progressivamente ingrossare il  clitoride.Massaggiare le labbraDal pube scendete verso il basso con il palmo della mano, le dita rivolte verso l'ano, a massaggiare in modo superficiale tutta la sua vulva. Fatelo per un pò di volte, poi fatevi avanti con le dita, tra le grandi labbra prima e tra le piccole poi. Utilizzate le vostre tre dita più lunghe, indice ed anulare scorrono sulle grandi labbra, il medio si insinua tra le piccole. Già che ci siete, massaggiatele anche - movimenti circolari ed una leggera pressione - il perineo. Se lei non è molto bagnata, insalivatevi le dita o fatevele leccare da lei prima di continuare a toccarla; fatelo guardandola negli occhi, sarà eccitante per entrambi!Alla conquista del clitorideA questo punto lei sarà certamente pronta per avere di più. Cercate il clitoride, lavoratelo dall'esterno con movimenti circolari ed aspettate che si inturgidisca per bene. Fatelo uscire dal suo baccello e sgrillettatelo, con un movimento dell'indice simile a quello che si fa per chiamare qualcuno a sè. Premetelodolcemente, oppure stringetelo delicatamente tra il pollice e l'indice: una donna eccitata raramente prova il dolore del "pizzico"; sarà comunque il suo stesso clitoride a dirvi se state facendo un buon lavoro.  E se siete già stati a letto insieme, provate a ricordare come la avete vista toccarsi durante la penetrazione: non c'è migliore maestra della vostra stessa amante!DENTRO LA VAGINALa tecnica dell'"autostoppista"Dopo la stimolazione esterna, è il momento di entrare dentro di lei. Infilate indice e medio quel tanto che basta a permettervi di tenere il pollice ben aderente al suo clitoride o all'ano. Muovete le dita all'interno con movimenti gentili, circolari o verticali o combinati (aiutatevi anche con la rotazione del polso), e continuate con la stimolazione del clitoride o dell'area pre-anale.Deeper and deeperNon tutte le donne lo trovano piacevole, e ve ne accorgerete senza dovrene parlare ma, se le vostre mani non sono corte e tozze, potreste arrivare a toccare la sua cervice. Ovviamente lei deve essere ben dilatata e in una posizione favorevole. La riconoscerete al tatto, sembra essere una piccola cupola spugnosa.Ritmo e musicalitàLa masturbazione è un'arte: rispettare i tempi di reazione e la fisicità del partnerè la chiave del successo. Pensate al ditalino come un regalo per la vostra amante, in questo momento tutta la vostra attenzione deve focalizzarsi sul ritmo con cui il suo orgasmo monta. Sono bandite la fretta e la monotonia.IL DITALINO ANALEAlla donna eccitata piace che si giochi con il suo culetto anche se potrebbe non saperlo. Testate la sua disponibilità, "coccolandole" il perineo. Poi passate a solleticarle la corona anale (l'entrata dell'ano) e, al momento opportuno, inserite il dito ben lubrificato in posizione leggermente orizzontale. Coinvolgetela con le parole, anche per capire se la pratica è gradita e come, eventualmente, aggiustare il tiro. La stimolazione anale spesso rivela il potenziale sconosciuto della femmina; quel misto di inibizione e leggero fastidio mescolato ad un'indefinita sensazione di piacere, potrebbe trasformarla in una pantera cui sarà difficile tenere testa. [...]

DOPPIA PENETRAZIONE IL SOGNO SEGRETO DI TUTTE LE DONNE

Tra le esperienze sessuali che una donna merita di provare almeno una volta nella vita, c'è quella della doppia penetrazione che risulta, tra l'altro, essere uno dei desideri piccanti più inconfessabili delle over trenta.La doppia penetrazione coinvolge contemporaneamente ano e vagina e proprio questo la rende un'esperienza unica, come unici sono gli orgasmi che sperimentano le donne che la praticano. Attraverso la doppia penetrazione tutti i punti più sensibili e reattivi dell'apparato genitale femminile vengono stimolati in diversi modi e da diverse angolazioni. La bravura dei partecipanti darà un valore aggiunto all'esperienza, che necessita di delicatezza, feeling e di un profondo rispetto reciproco, per risultare altamente e parimenti gratificante per tutti.La doppia penetrazione è un traguardo che si raggiunge con la pratica e lapazienza; non costringete i vostri orifizi a sperimentarla anzi tempo ma pianificatela adeguatamente, anche attraverso una serie di esercizi preparatori e di step preliminari.Ad esempio approfittate dei vostri momenti di piacere solitario, rispolverate ildildo e il butt-plug che avete nel cassetto per avere un primo sentore di quella sensazione di pienezza che una blanda penetrazione singola non potrà mai farvi provare. Riscaldatevi utilizzando le dita e non lesinate mai sul lubrificante, fondamentale per conservare un buon ricordo dell'esperienza. Non trascurate il sesso anale e praticatelo con maggiore frequenza per aumentare l'elasticità del buchetto posteriore.Durante l'intimità di coppia non abbiate paura di confessare al vostro lui questo desiderio! Molte donne si lasciano facilmente inibire dalle loro stesse fantasie sessuali ed hanno spesso paura di non essere capite o, ancor peggio, giudicate. Il feeling tra le lenzuola è la solida base su cui poggia ogni relazione duratura! Aprite lo scrigno della perversione e fatevi aiutare dal vostro uomo: dovrà semplicemente metterci il membro, e contribuire alla stimolazione del buchino che è rimasto vuoto. Per i primi tempi saranno sufficienti un paio di dita, poi sarà il caso di munirsi di toys, fino a giungere al giorno in cui anche lui sarà pronto per il tanto sospirato threesome MFM. Qui dovrete mettercela davvero tutta ed impegnarvi anima e corpo!MANTENERE L'EREZIONEIl primo problema che dovrete fronteggiare, oltre a dover combattere la vostra stessa inevitabile ansietta, è quello dell'erezione dei vostri compagni. Potrete sperimentare diverse posizioni ma inevitabilmente tra gli uomini ci sarà un contatto! Se non altro sentiranno i loro scroti sfregarsi tra loro ed i membri solleticarsi, separati solo dalla sottilissima parete anovaginale (quella che divide internamente ano e vagina). Se uno - o peggio nessuno - dei due, è ben disposto verso la bisessualità, sarà estremamente faticoso fargli raggiungere e mantenere un'erezione decente; questo dovrebbe suggerirvi che la scelta dei partner non deve essere completamente casuale...Riscaldateli con il sesso orale; mentre uno dei due uomini è impegnato nella penetrazione anale o vaginale, l'altro si lascerà succhiare dalla donna che potrà essere sdraiata sulla schiena o in ginocchio alla pecorina.LA POSIZIONEIl secondo problema sarà la scelta di una posizione confortevole per tutti. Il buon senso consiglia di "utilizzare" il partner meno dotato per il retro. Ecco invece alcuni suggerimenti sulle posizioni: un lui sdraiato che pentera in vagina la lei, che sta frontale a cavalcioni su di lui e con la schiena abbastanza inarcata permette all'altro di entrare da dietro. un lui sdraiato o seduto che penetra analmente la lei che, dandogli le spalle, riceverà il secondo pene in vagina dall'uomo che le sta davanti. Questi può giocare con le gambe della lei (completamente divaricate, a candela, raccolte sul petto) per farle provare sensazioni variegate.  Sperimentate anche la variante con posizioni più laterali rispetto alla donna, per vedere come si gode di più. tutti in piedi, con la donna nel mezzo. Servono muscoli e orifizi molto elastici!Ovviamente fate le cose con calma e senza pensare di dover dimostrare qualcosa a qualcuno; non ignorate il dolore (se dovesse essere insopportabile fate dietro front!); utilizzate tanto lubtrificante e, se volete essere davvero giudiziosi, tanti preservativi, uno per ciascun partner e soprattutto uno per ciascun orifizio! [...]

UN PENE GRANDE NON SERVE OVVERO QUANDO LE DIMENSIONI (FORSE) NON CONTANO

Le dimensioni del pene sono un argomento che spaventa sia gli uomini, i quali hanno paura che il loro pene sia troppo piccolo per soddisfare le proprie partner, sia le donne, e qui viene il buffo della faccenda: alcune donne sono spaventate che il proprio uomo abbia un pene troppo grande tanto da farle male. Ora come minimo ci si dovrebbe mettere d’accordo.Tali paure sono comunque infondate per entrambi. La vagina è un organo elastico e può adattarsi senza grandi problemi alle dimensioni del pene, le sue pareti sono infatti composte di morbide pieghe elastiche di pelle membranoso-mucosa che si allungano o contraggono (con il concorso dei muscoli pelvici) per permetterle tale adeguamento. Ogni vagina ha la sua conformazione particolare come ognuno di noi ha un corpo diverso, ma in media è stato riscontrato che il condotto vaginale, in fase di non stimolazione, ha le dimensioni di 2 cm. di diametro e di 7-8 cm. di lunghezza interna. In fase di eccitazione le misure cambiano per la dilatazione, fino a raggiungere la lunghezza di 9,5-10,5 cm. e la larghezza della parte più interna di 5,75-6,25 cm. di diametro, continuando a dilatarsi ed adattarsi al pene durante la penetrazione (Masters & Johnson in “L’atto sessuale nell’uomo e nella donna”). Questo vuol dire che non serve un pene tanto grande per soddisfare una donna e che, eccetto rari casi, non esiste un pene tanto grande da causare grandi dolori ad una donna.Questo del dolore è poi un argomento sopravvalutato ed esagerato nelle sue conseguenze. Il dolore non è sempre presente nelle donne, né la prima volta né le volte seguenti, e anche quando c’è, nella maggior aprte dei casi, non è un dolore così acuto di cui spaventarsi. La vagina è un organo elastico, ma la sua elasticità dipende dai muscoli pelvici, se questi vengono contratti viene bloccata la dilatazione e si può provare del dolore. Se siete rilassate e tranquille non ci sarà contrazione di tali muscoli, anzi la dilatazione avverrà con più naturalezza e non ci sarà possibilità di provare dolore. Più siete spaventate dalla situazione, o dal dolore stesso, meno sarete rilassate e più dolore proverete.Può capitare che alcuni uomini durante la penetrazione spingano molto in profondità il loro pene perché hanno la sensazione che questo scivoli all’interno della vagina e non dia sensazioni piacevoli. Questo accade nei casi in cui c’è molta lubrificazione e cioè la donna è molto eccitata. Lo spingere molto in fondo però può causare fastidio nella donna, in questo caso non abbiate vergogna o paura di chiedere al vostro partner di spingere di meno, spiegandogli che le vostre sensazioni sono molto più piacevoli ed aiutando lui a provare maggiore stimolazione contraendo i muscoli vaginali, stringendo dunque il condotto vaginale ed aumentando l’aderenza del pene alla vostra vagina. Per imparare a fare questo potete usare gli esercizi di Kegel utili a rinforzare appunto tali muscoli.La vagina si è evoluta per poter accogliere ed adattarsi alle dimensioni del pene che si appresta a ricevere al suo interno, questo accade in modo naturale per poter permettere all’atto sessuale di avvenire in modo gradevole e spontaneo. Le dimensioni del pene in sè per una donna contano molto poco, poichè il suo apparato genitale è in grado di avere la giusta combinazione con tutti i tipi di pene. [...]

4 cose da sapere sull'orgasmo femminile

L'orgasmo femminile è da circa un secolo oggetto di studi e "classificazioni". Esistono donne che provano piacere solo con la stimolazione del clitoride, altre che invece raggiungono l'orgasmo con la penetrazione vaginale.Così come sono numerose le donne che giurano di aver scoperto il punto G e ben il 13% della popolazione femminile sessualmente attiva afferma di aver provato, almeno una volta nella vita, orgasmi multipli.Ma cos'è l'orgasmo femminile e come funziona? Dal lato prettamente fisico, si tratta di un fenomeno neuromuscolare. Nella donna, l'orgasmo è preceduto dalla lubrificazione delle pareti vaginali e da una dilatazione del clitoride dovuta a un aumento del flusso sanguigno. TIPI DI ORGASMOMa quanti tipi di orgasmo femminile esistono? E come si "innescano"?Molto interessante, a tal proposito, è un recente studio incentrato proprio sull'orgasmo al femminile e pubblicato sul Journal of Sexual Medicine. In questo caso, un'équipe di medici francesi ha analizzato, tramite ecografie, le variazioni del flusso sanguigno negli organi sessuali sottoposti a stimolazione ed eccitazione. Dai risultati, è emerso che esistono due tipologie di orgasmo femminile.Al contempo, si è rilevato che esiste una differenza sostanziale, proprio di tipo funzionale, tra i diversi orgasmi a seconda del contatto e dellastimolazione adottata. IL CLITORIDEGli studi hanno, quindi, evidenziato che è la parte del clitoride che reagisce a creare la differenza sostanziale tra ciò che viene definito orgasmo clitorideo e l'orgasmo ottenuto con la penetrazione vaginale. Nello specifico, con la stimolazione clitoridea, il flusso sanguigno aumenta solo nella parte superiore del clitoride scatenando il caratteristico orgasmo di tipo clitorideo. Con la penetrazione vaginale, invece, il flusso sanguigno aumenta sia alla radice del clitoride sia in tutta l'area vaginale. Dunque, tutti gli orgasmi femminili sono comunque clitoridei ma a fare la differenza è la parte del clitoride che reagisce. LE DIMENSIONI AL FEMMINILERecenti sondaggi hanno anche evidenziato come solo un terzo delle donne sessualmente attive, sia in grado di raggiungere l'orgasmo soltanto attraverso il rapporto sessuale e la "semplice" penetrazione vaginale. Nonostante quest'ultima vada comunque a stimolare la radice del clitoride, l'orgasmo al femminile è procurato, per la maggioranza delle donne, da una stimolazione diretta del clitoride. In tal senso, numerosi studi recenti, hanno proprio sottolineato quanto contino anche le dimensioni del clitoride e il suo posizionamento per raggiungere l'orgasmo: un clitoride più grande e situato più vicino alla vagina, rende più semplice il raggiungimento del piacere. LA PSICHEOvviamente, al di là di tutte le esplorazioni e le considerazioni prettamente fisiche, l'orgasmo femminile comprende anche una grande componente psicolgica. Infatti condizioni come ansia, stress o depressione possono influenzare notevolmente il raggiungimento dell'orgasmo, così come il piacere può restare "bloccato" a causa di problemi di comunicazioneall'interno della relazione.Il corpo si interseca continuamente con la mente, dando il via a reazioni imprevedibili e che ancora devono essere indagate a fondo persino da scienza e medicina. L'orgasmo femminile comprende anche una parte "culturale": recenti studi hanno dimostrato come le donne più competenti, informate e curiose siano più portate a raggiungere il piacere. Informarsi sull'orgasmo, conoscerne i meccanismi e segreti a ora rivelati dalla scienza, aumenterebbe la consapevolezza del proprio corpo e delle sue potenzialità.  [...]

5 Domande imbarazzanti sul sesso

Dall’eiaculazione precoce di lui alla secchezza vaginale in menopausa di lei, dall’orgasmo che non c’è a quello che si finge.  Lui si crede Casanova, ma “dura” poco. Il tuo compagno è da sempre un “velocista” o ha sviluppato questa tendenza di recente? «Se il “problema” è antico, significa che costituzionalmente è un amante “short action”. Se invece è insorto da poco, occorre indagare sul fronte prostata che, se ingrossata e infiammata (le prostatiti croniche sono spesso silenti), accelera il riflesso eiaculatorio», spiega la professoressa Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano. «Inoltre, devi sapere che clinicamente viene definita eiaculazione precoce solo quella che si verifica entro 2 minuti dall’inizio della penetrazione, preliminari e giochi erotici esclusi. Se lui dura 5-6 minuti non è “precox”». Il consiglio Però, se la cosa non ti soddisfa e desideri prolungare i tempi dell’amore, sappi che l’urologo o l’andrologo potrà proporre al tuo “lui” due soluzioni farmacologiche. La prima consiste nell’assumere tutti i giorni basse dosi di paroxetina, un antidepressivo serotoninergico che, inibendo il riassorbimento della serotonina (il neurotrasmettitore cerebrale che modula il riflesso eiaculatorio), consente di moltiplicare la durata del rapporto di 5-6 volte. Da 2 minuti, il tuo fidanzato può sperare di arrivare a 12. Se però, come molti uomini, non ama l’idea di assumere giornalmente una medicina, può farsi prescrivere la dapoxetina, farmaco specifico per l’eiaculazione precoce, da prendere all’occorrenza, un’ora prima del rapporto, e che consente di triplicare la “prestazione”».  Cronometro a parte, quello che conta è il tuo grado di soddisfazione personale. Se per te la penetrazione dura troppo poco, convinci il tuo “lui” a rivolgersi a uno specialista. Mi eccito ma non mi “bagno”. «Non c’è da preoccuparsi: una riduzione della lubrificazione vaginale è normale verso i 50 anni, quando si è entrate o si sta per entrare in menopausa», risponde Graziottin. «Però è bene non accettare la secchezza vaginale come una condizione definitiva.Per combatterla ti consiglio di fare dei dosaggi ormonali (FSH, LH, 17-betaestradiolo) per capire se sei in menopausa conclamata o in climaterio, la fase che la precede. Inoltre, chiedi al tuo ginecologo di misurare il pH vaginale: è un esame semplice, rapido e indolore che dicemolto sul tuo ecosistema vaginale e sulle cause della secchezza». Il consiglioPer fortuna, a tutto c’è rimedio. Basta assumere degli estrogeni per via vaginale, pronti a “nutrire” e reidratare le mucose interne. «Ci sono diverse soluzioni», puntualizza la Graziottin. «In una fase iniziale, può bastare un gel a base di estriolo da applicare due volte alla settimana. In caso di forte secchezza accompagnata da bruciori, cistiti e dolori ai rapporti, sono preferibili le compresse di estradiolo (sempre 2 volte alla settimana). Mentre chi ha avuto un tumore al seno potrà fidarsi del promestrene, un estrogeno in crema od ovuli che agiscelocalmente e ha un assorbimento sistemico basso (ideale anche per chi soffre di candida vaginale)». Infine, per coloro che non vogliono usare ormoni, il laser può rigenerare i tessuti intimi, risolvendo il problema. In ogni caso non vergognarti di parlare al tuo ginecologo. E cerca di mantenere alto il desiderio: l’eccitazione vale metà dell’opera. Rapporti orali: rischio la candida? Sì, se hai rapporti con un partner affetto da questo fungo. È una delle infezioni più diffuse (il 46 per cento vengono contratte con rapporti oro-genitali). «La candida provoca il “mughetto”, piccole e brucianti placchette bianche all’interno del cavo orale, che regrediscono solo con antimicotici per bocca (come il Fluconazolo)», spiega Alessandra Graziottin. Se, invece, sul pene ci sono delle vescicole, queste potranno comparire,nel giro di poco tempo, anche sulle tue labbra. A volte sono accompagnate da ulcerette nella mucosa internadella bocca che provocano un forte bruciore. «Si tratta dell’HSV2 (Herpes Simplex Virus di tipo 2).   Altre infezioni frequenti sono quelle da HPV (Human Papilloma Virus). «L’HPV si manifesta con delleverruche ruvide sulla lingua e sulla mucosa interna delle guance (nei rapporti orali profondi possono comparire persino sulle tonsille, la laringe e le corde vocali). Non fanno male ma vanno rimosse per tempo conil laser, perché possono degenerare in tumore, specie nelle fumatrici.  Infine, va ricordato che anche l’epatite B e C o la sifilide, possono essere trasmesse tramite i rapporti orali non protetti», spiega la dottoressa Graziottin. Il consiglioProteggiti sempre con un preservativo, se hai dei flirt occasionali. Se puoi scommettere a occhi chiusi sulla fedeltà del tuo “lui”, controlla comunque il pene prima di un rapporto. Molte donne fanno l’amore al buio: non sanno cosa si perdono ma, soprattutto, non sanno cosa si prendono! Niente orgasmo: forse sono stufo di lei? «La risposta sessuale, anche nell’uomo, non è solo una questione fisica, ma anche (e soprattutto) di testa. È quindi probabile che le tue débâcle siano legate a un problema di relazione: se la vita di coppia ti “va stretta” e i rapporti con la tua partner sono tesi, la sessualitàovviamente scricchiola», spiega Roberta Rossi, sessuologa dell’Istituto di Sessuologia Clinica di Roma. Attenzione anche allo stress: se sul lavoro macini tensioni, e magari ti consoli con qualche drink di troppo, i flopsotto le lenzuola possono esserne le insospettabili conseguenze. «Orgasmo a rischio anche se fai uso di alfa bloccanti (farmaci prescritti per l’adenoma della prostata) o antidepressivi. Non sottovalutare, infine, chela tua mancata risposta sessuale può essere legata a un problema organico: una riduzione della produzione di testosterone, la tiroide che lavora poco, infiammazioni della prostata o delle vescicole seminali», concludela sessuologa. Il consiglioSe hai il sospetto che la causa del tuo mancato orgasmo sia una disfunzione organica, chiedi consiglio a uno specialista. In commercio esistono molte cure farmacologiche: terapia ormonale sostitutiva se sei a corto di testosterone o se la tua tiroide lavora a scartamento ridotto; antibiotici o antinfiammatori nel caso in cui tu soffra di disturbi prostatici. Prendi già dei farmaci? Chiedi al tuo medico se possono interferire con la tua vita sessuale e, in questo caso, come sostituirli. Se invece alla base di tutto ci sono dei problemi di relazione, è meglio che tu ti rivolga a unterapeuta di coppia: pochi incontri, da soli o insieme, a volte bastano per trovare la soluzione. Come faccio a capire se lei finge l’orgasmo? Secondo un’indagine americana su 3000 donne il 50% finge. Per sapere se succede dovresti, appena raggiunge l’orgasmo, appoggiarle una mano sul cuore; dovrebbe palpitare come dopo una corsa. «Per lei il piacere non è solo genitale», spiega Rossi, «ma il risultato di un mix di intimità e tenerezza. Può sentirsi appagata semplicemente per il fatto di avere avuto un rapporto, indipendentemente da come si è concluso. Le dà la sensazione di essere amata e di amare». Il consiglioNon concentrarti sui suoi segnali di eccitazione. Rischi di trasformare il rapporto in un generatore di ansia. Abbandonati invece all’intimità, gioca sui preliminari e crea quell’intesa che fa bene all’amore. Proponile momenti “alternativi” di intimità a due, come fare la doccia o l’idromassaggio insieme. [...]

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