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RISULTATI DELLA RICERCA

La ricerca per la parola punto g ha restituito i seguenti risultati:

IL PUNTO L dell'UOMO

MA DOVE SI TROVA?Quando ho sentito parlare per la prima volta del punto L maschile ho pensato che fosse la solita follia femminista. Non volli neppure fare lo sforzo di capire di cosa si trattava. Era successo durante una conferenza della dottoressa Elisabetta Leslie Leonelli. Non potevo pensare che una donna avesse qualche cosa da insegnarmi sul mio orgasmo. Solo anni dopo, leggendo "Coccole e carezze" (della Leonelli) mi venne qualche dubbio e decisi di fare un esperimento. Ne restai folgorato. Tra l'altro capii come mai alcune volte avevo provato degli orgasmi fortissimi. Infatti si può sperimentare il piacere del punto L anche casualmente, non sapendo che esiste. Ma sapere dov'è e come trattarlo è meglio. Molto meglio. Ecco come Leslie Leonelli lo descrive: "... Mentre avevo davanti le sezioni laterali dei genitali maschili con i corpi cavernosi, i nervi, i testicoli, la prostata, ecc... mi sono resa conto, improvvisamente, di quanto la base del pene affondi profondamente dentro le pelvi. Ciò che si vede all'esterno del corpo costituisce meno della metà dell'intero apparato, mentre i corpi cavernosi, veri e propri protagonisti dell'erezione del pene, continuano all'interno delle pelvi, al di là dell'osso pubico, al di sotto della prostata, fin quasi a raggiungere la parete del retto."COME PROVOCARE IL PIACERE DEL PUNTO LQuesta zona alla radice del pene può essere sollecitata in vari modi:Succhiando. Attraverso il tubicino del pisello (l'uretra) è possibile sollecitare il punto L creando un'aspirazione. Le nostre progenitrici muovevano naturalmente i muscoli vaginali creando un'aspirazione durante il coito. Questo spiega perché il punto L si trova lì dov'è. Oggi poche donne sono consce dei propri muscoli vaginali e quindi è difficile che il punto L sia stimolato normalmente durante il rapporto sessuale.Lo stesso effetto lo si può ottenere attraverso un rapporto orale. Succhiando ritmicamente (cioè succhiare e poi smettere di succhiare ripetendo l'operazione in rapida sequenza) si può sollecitare ottimamente il punto L maschile. È anzi possibile far arrivare all'orgasmo un uomo soltanto succhiandolo, appoggiando le labbra sulla punta del pene, come fosse una cannuccia, senza toccarlo altrimenti. Ovviamente non per tutti è uguale e il succhiare non dovrà essere troppo forte. Fate attenzione perché, se esagerate, potrebbe essere irritante. Va poi detto che sarà bene continuare l'aspirazione dell'orgasmo dato dalla stimolazione del punto sensibile sotto il glande (la clitoride) anche durante l'eiaculazione. Infatti l'orgasmo del punto L è molto più lungo nel maschio. Sarebbe un peccato interrompere il godimento.Sollecitare con un massaggio delicato ma profondo la zona del perineo, tra l'attacco dello scroto (la sacca che contiene i testicoli) e l'ano. E possibile sollecitare il punto L attraverso la stimolazione anale.Questo spiega tra l'altro perché gli omosessuali possono raggiungere l'orgasmo attraverso la penetrazione anale o perché tanti uomini gradiscano essere penetrati con un dito durante un rapporto sessuale. Fino a ieri si ipotizzava una capacità della prostata di provare piacere. Ecco cosa scrivevano Ladas, Whipple e Perry sul libro "Il Punto G":"... E in effetti uno dei motivi per cui alcuni uomini provano piacere nel rapporto omosessuale è che spesso, in un'unione di questo tipo, la prostata viene stimolata più facilmente che in un rapporto eterosessuale".La dottoressa Leonelli ha però dimostrato che le cose stanno diversamente. Infatti, come si potrebbe raggiungere questo tipo di orgasmo profondo con il sistema dell'aspirazione e del massaggio perineale se il centro si trovasse nella prostata che è raggiungibile solo per via anale?L'ORGASMO DEL PUNTO LL'orgasmo nel suo complesso è ancora un fenomeno poco conosciuto scientificamente e solo sommariamente esplorato dalla narrativa. Cosa succede esattamente quando godiamo? E in particolare, come gode il maschio? Potremmo dire che vi sono quattro tipi di piacere.Il piacere di un semplice contatto genitale, una carezza o un bacio. Diventa particolarmente forte, accompagnato quasi da un mancamento emotivo, quando viene toccato in modo appropriato il punto più sensibile (la clitoride del maschio). Questa sensazione però spesso o non viene avvertita. La si sente solo quando c'è una sufficiente partecipazione emotiva. Sennò accade di fare solo su e giù attendendo che arrivi il piacere dell'orgasmo. Si è come anestetizzati. Le carezze, i baci o lo sfregamento danno piacere solo perché sono un preludio all'eiaculazione ma in quel momento non si prova nulla di speciale. Succede quando non si riesce a lasciarsi andare.Prima dell'eiaculazione il piacere cresce, diventa una sensazione acuta. Generalmente si arriva a un punto di resistenza. Cioè ci si sente compressi e poi si percepisce qualcosa che scatta. Come se fosse crollata la diga che tratteneva il seme. Si sentono alcune rapidissime scariche di piacere. Generalmente non più di quattro o cinque, che durano pochi secondi. Solo più raramente si arriva all'eiaculazione senza quel momento di resistenza. Allora le scariche di piacere possono essere di più e più forti e dotate di maggior profondità. Questa "resistenza" è causata da una eccessiva contrazione involontaria del muscoli che stanno tra il pube e l'ano.Alle sensazioni di piacere e agli orgasmi più forti possono essere associate sensazioni piacevoli diffuse in tutto il corpo come brividi o ondate di calore. Si tratta di un piacere accessorio non localizzato nell'area genitale ma generalizzato in tutto il corpo.Quando si sollecita il punto L c'è un sufficiente coinvolgimento emotivo e l'abbandono amoroso, si sperimenta un orgasmo che travolge arrivando in modo lento, graduale, senza scatti e senza resistenze, con la fluidità di un respiro. Le scariche di piacere sono più forti, meno acute, più tonde, più calde, più profonde. E soprattutto più lunghe. L'orgasmo inizia prima dell'eiaculazione e finisce dopo che l'ultimo schizzo è stato liberato. È un'orgasmo che contiene in sé tutti gli altri piaceri fin qui nominati e si diffonde in tutto il corpo. Cioè gente... una cosa da provare. Comunque, cari amici, il piacere del punto L non è ancora il massimo che potete provare.Attraverso la respirazione, il rilassamento del basso ventre e altre tecniche è possibile (con la persona giusta) arrivare a toccare vette di piacere ancora più alte.IL POSTILLONAGEIl Postillonage a volte chiamato anche mungitura della prostata (dall'inglese prostate milking) è una tecnica che prevede il massaggio della prostata allo scopo di ritardare l'orgasmo maschile (e la conseguente eiaculazione) e di aumentarne l'intensità.Il massaggio può avvenire sia in modo indiretto, premendo al centro del perineo (la zona compresa tra i testicoli e l'ano), che in modo diretto, introducendo parte della mano o altri oggetti (preferibilmente lubrificati per evitare abrasioni) nell'ano per circa 5 cm.L'individuazione della prostata è semplice giacché in seguito all'eccitazione l'afflusso di sangue la ingrossa e la indurisce.La ghiandola prostatica è la zona erogena più sensibile nel maschio, e per questo viene paragonato al punto G femminile, col nome di "punto A"; grazie a questa sensibilità gli orgasmi raggiunti con l'ausilio del massaggio della prostata (in aggiunta alle altre pratiche sessuali) hanno generalmente un'intensità notevolmente maggiore, oltre che una maggiore durata.Il postillonage come tabùIn alcuni paesi, tra cui l'Italia, la pratica del postillonage, come tutte quelle riconducibili al sesso anale, è un tabù molto diffuso[senza fonte]. Questo perché coloro che nutrono timore verso l'omosessualità, tendono ad evitare quelle pratiche e quei comportamenti che associano ad essa[senza fonte]. Tuttavia va ricordato per chiarezza, che l'omosessualità consiste nell'attrazione per individui del proprio sesso, e che invece i piaceri derivanti dalla stimolazione dell'ano e della prostata, non sono ad essa collegati, ma dipendono dalla conformazione biologica di tutti i maschi. [...]

MASTURBAZIONE FEMMINILE: IL METODO CUL-DE-SAC

La masturbazione cul-de-sac Per questo tipo di masturbazione è necessario avere muscoli pelvici e uterini ben sviluppati. Lubrificate il pene artificiale e inseritelo dolcemente nella vagina. Raggiungete un livello d’eccitazione molto alto stimolandovi il clitoride e/o il punto G, ma non fino ad arrivare ad un orgasmo. Ora muovete il pene fino ad arrivare alla cervice, esploratela per scoprire con quanta forza potete spingervi, o se le sensazioni che avvertite vi piacciono. Ora comportatevi come durante un rapporto sessuale. Spingete il pene in profondità e, contemporaneamente, contraete la muscolatura pubococcigea e quella uterina simultaneamente. Se i vostri muscoli sono abbastanza allenati, gli ultimi due centimetri della vagina -il passaggio del cul-de-sac- si apriranno alla penetrazione e poi si serreranno attorno al pene. La vagina tratterrà il pene al punto che, se provate a strattonarlo leggermente, non riuscirete ad estrarlo. Mantenete la pressione sul pene continuando a tirarlo con estrema dolcezza: state allenando maggiormente i vostri muscoli uterini. Se sarete abbastanza eccitate non avrete difficoltà a raggiungere quasi istantaneamente l’orgasmo da cul-de-sac. La masturbazione dell'uretra Per questo tipo d’orgasmo giocano un ruolo importante i muscoli pelvici. Contraeteli e rilasciateli, è un esercizio molto piacevole. Individuate con le dita, o con il pene artificiale, il punto che si colloca intorno alla parte dell’uretra situata all’interno della vostra vagina. Continuate a contrarre i muscoli, aggiungete un massaggio dell’uretra e aumentatene via, via la pressione. Quando sentirete lo stimolo ad urinare sarete vicine all’orgasmo. Incominciate a masturbarvi anche l’orifizio dell’uretra che si trova esternamente, muovete le dita come quando vi toccate il clitoride. Continuando così arriverete l’orgasmo. Se spingete in fuori la parte dell’uretra come se voleste far pipì quando siete vicine all’orgasmo, è molto probabile che otteniate una vera e propria eiaculazione (gusher). Molti confondono la masturbazione dell’uretra con quella del punto G, facendo coincidere questi due punti. Vi basterà provare questi due tipi di stimolazioni, per rendervi conto delle differenze. [...]

COME FARLA IMPAZZIRE

COME FARLA IMPAZZIRE CON LA BOCCA Se il verbo "to lick" in inglese significa banalmente "leccare", ce n'è un altro assai più evocativo che è "to lap", e significa "lappare". Lappare, secondo lo Zingarelli, significa "bere come fanno i cani, suggendo rumorosamente l'acqua con la lingua", "bere avidamente" e comunque "leccare". Se si dovesse trovare il verbo che più indica la leccata del cunnilinguus, direi che è più espressivo lappare piuttosto che leccare. Non voglio scrivere il solito decalogo dei dieci modi per fare qualcosa in campo erotico (ho già fatto quelli della missionaria, della masturbazione per lui, della masturbazione per lei e del bacio). Nè voglio propormi (come non mi sono mai voluto proporre in precedenza parlando di altre pratiche) come l'artista della leccata o il profeta del cunni. Mi piace praticare il cunnilinguus, ma non mi sento di farlo meglio di qualcun altro, e di sicuro so che tutti potrebbero, se non altro, farlo come riesce a me, ammesso che a me riesca. Scrivo solo, anche perchè sollecitato a farlo, per mettere nero su bianco un po' di esperienze fatte negli ultimi vent'anni, e forse anche per chiarire meglio le idee a me stesso. Dirò prima delle posizioni, poi delle tecniche (anche se so benissimo che sia le prime che le seconde hanno varianti infinite e che ognuno ne studia di personalizzate adatte a sè e alla propria compagna: insomma, di nuovo, non ci sono regole... "non esistono leggi in amore", cantava Marco Ferradini smentendo il suo stesso Teorema). POSIZIONI L'importante è che la lingua di lui possa lappare la micia di lei. Ciò premesso, ogni posizione è buona, anche appesi a testa in giù dal lampadario. Però, se vogliamo escludere i numeri da circo, sono dodici le posizioni più tradizionali. Lei distesa sulla schiena su un letto o su un divano o dove può stendersi comoda, e lui è steso a pancia in giù sullo stesso piano, ma più in basso, in modo di avere la testa sopra la fica di lei, in posa tale da poterle allargare le grandi labbra. Stessa cosa detta sopra, ma con lei che si è messa sotto i fianchi un cuscino (o due) per poter meglio porgere il monte di venere alla bocca di lui. Lei è sul letto o sul divano, seduta o sdraiata, ma con le gambe piegate giù verso il pavimento lui siede accucciato per terra e lecca fra le sue cosce. Lei è a quattro zampe, o con il sedere in alto a pecorina e il busto appoggiato, porge il sedere e può essere leccata e toccata da tergo da lui che è inginocchiato dietro. Lei è a quattro zampe e lui le è sotto, ma solo con la testa, e si fa accucciare la fica sulla bocca e lecca aiutandosi con le mani. Lei è a quattro zampe e lui le è sotto, con tutto il corpo... potrebbe essere il sessantanove, ma lei si gode la leccata e non lecca. Lei sotto, sdraiata sulla schiena, lui sopra rovesciato e aderente su di lei... potrebbe essere il sessantanove, ma lei si gode la leccata e non lecca. Il sessantanove con lei a quattro zampe sopra, o appoggiaata su lui che è sotto sulla schiena. Il sessantanove con lei sotto sulla schiena e lui sopra ventre a ventre. 10) Sessantanove sui fianchi. Lei in piedi (magari appoggiata) lui a terra la lecca da sotto 12) Lei seduta sul letto, gambe larghe, lui pancia in giù con la faccia a leccarla. TECNICHE Avvicinamento lento. La lingua non va SUBITO a cercare la fica e il clitoride, ma si avvicina facendosi desiderare, lentamente, con toccate e fughe, e con le dita che giocano a stuzzicare in collaborazione con la lingua. Il cunni può iniziare PRIMA che siano tolte le mutandine, ed è delizioso spostarle quel tanto che basta per tentare i primi affondi e le prime leccatine, sentendola già bagnata e profumatissima. Delicatezza. Il clitoride è delicato. Non va aggredito con slappate violente fin dall'inizio. Anzi, va titillato con estrema cautela, cercando di capire come reagisce lei. Se lei mostra di apprezzare, si intensificano piano piano il movimento e la pressione, altrimenti si rimane lievi. Il posto giusto. Il posto giusto è il clitoride. Lei gode solo se si stuzzica lì. Leccare più in basso è piacevole ma non porta all'orgasmo. Nessuna donna godrà solo per essere stata penetrata dalla lingua nella vagina. Non solo il clitoride. Tuttavia, se si rimane sempre e solo sul clitoride la cosa è monotona e si priva la nostra fantastica compagna di qualche brivido in più. Per cui pur concentrando *soprattutto* sul clitoride le nostre attenzioni, occorre leccare anche intorno, e giù, e dentro, compresa la zona magica fra ano e vagina, e poi lo stesso buchetto del sederino e il solco di pesca fra i due glutei. Movimenti non ripetitivi. Non si deve leccare sempre allo stesso modo, alla stessa velocità, allo stesso ritmo, sullo stesso punto. Si può leccare in punta di lingua, poi passare a movimenti di lingua piatta, poi a movimenti circolari, poi a movimenti a scalpello, poi andare su e giù, poi aumentare l'intensità, e poi dimuire o aumentare la vicinanza fra il nostro volto e la topina. Si può succhiare. Il tutto *rispondendo* a lei, vedendo se le piace, se cola umori, se mugola, se ci porge il monte di venere, se inarca la schiena. Aiutarsi con le dita. Le dita sono fondamentali per un buon cunnilinguus. Come minimo, servono a carezzare la topina prima e poi ad allargare le grandi labbra, e a tenerle allargate. Poi scoprono e scappucciano il clitoride offrendolo libero ed eretto alla lingua. Però sono di aiuto incredibile per l'orgasmo, servendo a titillare e penetrare nello stesso momento in cui si lecca. L'ideale per farla impazzire è tenere scoperto il clitoride con la sinistra, e usare la destra per penetrarla, in vagina o nel sederino, o in tutti e due i posti contemporaneamente. A volte lei dice, quando faccio così: non so che cosa tu mi stia facendo, ma continua a farlo! Il punto G. Il punto G esiste ed è pure abbastanza facile trovarlo. Stimolarlo in abbinamento al cunni scatena orgasmi violenti (dicono loro). Si inserisce l'indice o l'indice e il medio insieme nella fica, e si preme, strofinando energicamente, la parte anteriore della cavità vaginale, come scavando verso l'esterno del corpo di lei per uscire dal baso ventre. Si sente un piccolo dosso rugoso.Il punto G è in profondità in corrispondenza di quelle rughe, serve una frizione forte per stimolarlo. Se lo si fa, e intanto si lecca il clitoride, il palmo della mano si riempie di suoi umori come se lei facesse pipì. A volte si ottiene pure un effetto squirting. Magia, quando accade. Le dita di lei. Anche lei si può e si deve toccare mentre viene leccata. Lei può titillarsi il clitoride contemporaneamente alla lingua di lui, oppure mentre lui lecca più in basso, oppure può penetrarsi analmente e vaginalmente mentre lui lecca, o può titillarsi i capezzoli o stringersi i seni. I seni. Leccare la fica e titillare insieme i capezzoli o stringere le tette favorisce l'orgasmo in maniera notevole. I Toys. Leccare e intanto giocare con il fallo artificiale, o il vibrino, o le palline cinesi o altri "giochi" da sexy shop aiuta più che mai a farla godere. Naturalmente occorre variare le posizioni, di continuo, senza commettere però lo sbaglio di cambiare posizione o movimento proprio mentre lei sta per godere... occorre sentirlo, vedere, capirlo. Se le piace e le piace tanto, si insiste. Squadra che vince non si cambia. Non si deve aver paura di sporcarsi la faccia. La faccia va premuta sulla fica fino a lavarsela dei suoi umori. Si possono e si devono usare anche il naso e l'alito. Si deve non solo leccare, ma anche succhiare, bere. Si deve avere il gusto per quell'odore, quel sapore. Quel calore. E' il suo segreto, la sua essenza, la sua intimità. Si devono usare anche gli occhi, per aprirla e penetrarla con gli sguardi là dove è più donna. Se nonostante tutto ciò lei non gode, pazienza. Forse non è dell'umore, serve essere sereni e rilassati per arrivare all'orgasmo. Spesso all'orgasmo lei non arriva non perchè non le piace, ma perchè ha voglia di essere penetrata e allora chiede di smettere per passare ad altro. Va bene lo stesso. Ma forse a volte vale la pena insistere... perchè vederla e sentirla godere mentre la si lecca, è un'emozione grande. [...]

FISIOLOGIA DELLA RISPOSTA SESSUALE

I primi studiosi che hanno compiuto uno studio sistematico sulla fisiologia della risposta sessuale sono stati Williams H. Masters (ginecologo) e Virginia E. Johnson (psicologa) nella Washington University School of Medicine a partire dal 1954.Le loro ricerche hanno aperto l’orizzonte anche verso la classificazione precisa dei disturbi della sessualità.  Con una sperimentazione su migliaia di soggetti sani e con disfunzioni, singoli e in coppia, i due ricercatori americani hanno potuto definire le fasi della risposta sessuale.  Ma non si sono occupati di ciò che sta a monte: il desiderio sessuale.  Fisiologia del desiderio sessuale Il desiderio sessuale è una fase fondamentale nel rapporto. Perché questa fase sia attiva, il cervello deve produrre in quantità un neurotrasmettitore, la dopamina, che sollecita il desiderio e si deve rallentare la produzione della sostanza che lo inibisce: la serotonina. Occorre per questo uscire dall’anestesia emotiva, tanto che si ha anche una riduzione della produzione di endorfine da parte dell’ipotalamo. Contemporaneamente aumenta la produzione di una molecola che regola il sistema ormonale riproduttivo: il GnRH.  Perché tutto ciò si svolga adeguatamente è necessario che il cervello emozionale, chiamato sistema limbico, abbia dato il “via libera” di fronte ad un’emozione con connotazione erotica.Le fasi della risposta sessuale L'insieme dei fenomeni fisici e psichici che avvengono nel corpo umano in seguito ad uno stimolo erotico viene definito "ciclo di risposta sessuale" e comprende 4 fasi: Eccitamento Plateau Orgasmo Risoluzione Naturalmente l'intensità e la durata di queste fasi varia molto da un soggetto all'altro, perché esiste un'importante componente psicologica che accompagna, stimola o addirittura deprime e inibisce una buona risposta sessuale, soprattutto nella fase dell'orgasmo.  Oggi si pensa che la proporzione ottimale fra mente e corpo sia del 50%, perciò è importante sapersi abbandonare all'istinto e alle sensazioni, imparare a rilassarsi, diminuendo il livello di ansia e le inibizioni.  Questo buon approccio psicologico permette il realizzarsi della fisicità del rapporto a partire dalla prima fase cioè l'eccitamento, costituito da una serie di stimoli erotici sia fisici (carezze, stimolazione genitale) sia sensoriali (odore della pelle e delle secrezioni, fantasie erotiche).  Se la tensione sessuale persiste si raggiunge la fase statica: il plateau costituito dal perdurare dell'eccitazione fisica fino al raggiungimento della terza fase che è l'orgasmo, la cui intensità è condizionata sia dall'efficacia degli stimoli precedenti, sia dalle motivazioni e dalla disponibilità psicologica del soggetto. L'orgasmo si manifesta con un acme di piacere intenso e involontario nel quale si riversano tensioni fisico-psichiche del soggetto avvertite nella donna a livello di vagina, clitoride ed utero e nell'uomo a livello di pene, prostata e vescichette seminali. Nel maschio questa fase è sempre molto intensa e stabile, mentre nella donna è più variabile e si possono avere schemi di risposta diversi : in uno l'orgasmo si manifesta come un acme evidente sulla fase di plateau, talvolta invece l'acme è molto debole e con caratteristica ondulatoria, altre volte viene raggiunto per mezzo di un rapido e progressivo incremento della tensione sessuale. La fase di risoluzione vede una progressiva diminuzione della tensione sessuale che si manifesta con profonde differenze fra i due sessi. Nell'uomo si ha un fisiologico "periodo refrattario" la cui durata è estremamente soggettiva e variabile: in genere è più breve nei giovani. Tale periodo è caratterizzato da una fase di detumescenza rapida con condizioni inferiori alla norma d'eccitabilità. La donna, quando si trova in questa fase, se riceve un'adeguata stimolazione, può ricominciare il ciclo e avere successivi orgasmi distinti fra loro provando ondate di piacere nel corso dello stesso rapporto sessuale. RISPOSTA SESSUALE MASCHILE La zona maggiormente sensibile agli stimoli in fase d'eccitazione è il glande, perché ricco di recettori sessuali specifici che trasmettono le sensazioni attraverso il midollo spinale, fino all'encefalo. Il parasimpatico controlla il sistema vascolare penieno e agisce sia sull'afflusso di sangue in fase di erezione, sia sul deflusso che avviene con il calo dell'erezione .La stimolazione diretta dei genitali determina l'inizio del periodo di eccitamento caratterizzato dall'aumentato afflusso sanguigno con conseguente allagamento e irrigidimento dei corpi cavernosi. Nel sistema limbico si trovano le aree responsabili dell'erezione che sono sensibile all'azione del testosterone, infatti durante la fase di eccitamento si ha un aumento della sua secrezione. Nella fase di plateau, con il perdurare dell'eccitazione, il pene raggiunge il massimo di durezza, di lunghezza e di diametro . A questo proposito è importante sottolineare che non esiste una proporzione tra le dimensioni del pene a riposo e quelle in stato di erezione, perché molto dipende dall'elasticità dei tessuti e da come è fisiologicamente posizionata l'asta peniena dietro all'arcata pubica. La fase di plateau ha una durata variabile a seconda dell'individuo e si allunga spontaneamente con l'età ed è caratterizzata dal glande di un colore rosso vinoso e dall'aumento di volume dei testicoli, che risalgono aderendo al perineo per contrazione del saccco scrotale. L'orgasmo che segue è caratterizzato da una serie di violente contrazioni ritmiche che determinano l'emissione e l'eiaculazione. L'emissione è costituita dal rilascio di sperma e di fluidi di ghiandole accessorie nell'uretra pelvica, mentre l'eiaculazione consiste nell'espulsione del seme maschile. L'intensità del piacere è dovuta a più fattori: le contrazioni precedenti il momento dell'eiaculazione, il volume dell'eiaculato, il tempo di astinenza, la durata e l'intensità dell'eccitazione sessuale e da una serie di fattori psicologi estremamente variabili da un individuo all'altro. RISPOSTA SESSUALE FEMMINILE ll primo essenziale segno di eccitazione femminile, corrispondente all'erezione maschile, è la lubrificazione vaginale, che si manifesta velocemente e rende possibile e non doloroso il coito . Inoltre le secrezioni diminuiscono l'acidità della vagina che altrimenti sarebbe inadatta alla motilità degli spermatozoi. I centri nervosi che assicurano la risposta fisica sessuale , anche nella donna sono situati a livello midollare e in rapporto con il Sistema Nervoso Centrale. La stimolazione del clitoride, zona erogena di primaria importanza nella donna, attiva migliaia di fibre nervose e determina una serie di reazioni vascolari ed endocrine che contribuiscono alla formazione della "piattaforma orgasmica". Questa fase è costituita da una vasocongestione vaginale, dall'appiattimento e dalla distensione delle grandi labbra contro il perineo fino a scoprire parzialmente l'ostio vaginale e dall'aumento del diametro delle piccole labbra fino a sporgere dalle grandi labbra. Il colore varia dal rosa al rosso intenso, aumenta il corpo del clitoride e si ha una trasudazione di sostanza mucosa che ricopre tutta la parete vaginale. La zona esterna della vagina è, quindi, quella sicuramente più sensibile, infatti nel suo interno non si trovano molte terminazioni nervose. Si pensa che la sensibilità erogena vaginale sia comunque collegata a recettori profondi a partenza muscolare, ciò spiega il fatto che molte donne apprezzano una penetrazione profonda, ricavandone un piacere intenso diverso da quello ottenuto dalla stimolazione vaginale esterna. Il proseguire della fase di eccitamento porta alla fase di plateau, caratterizzata da un'intensa vasocongestione, dalla riduzione del lume vaginale di circa il 50% rispetto alla dilatazione verificatasi nella fase di eccitamento, dall'intensificazione del colore e dall'appiattimento delle pieghe mucose. Tutto questo porta all'aumento delle sensazioni fino ad arrivare all'orgasmo il cui piacere è unico e può variare parecchio di intensità in relazione allo stimolo iniziale. In questa fase il condotto vaginale si espande e si determinano una serie di contrazioni dei muscoli perivaginali spesso accompagnate da simili contrazioni dello sfintere anale esterno e da motilità del perineo. Avviene un'innalzamento dell'utero e il sollevamento del canale cervicale per creare una eventuale sede di deposito dello sperma. Dopo questa fase, l'eccitazione sessuale svanisce lentamente, senza avere il rapido crollo caratteristico dell'uomo e sia l'utero che il canale cervicale recuperano la loro posizione normale. Si è molto discusso sul tipo di orgasmo femminile: se è determinato dalla stimolazione clitoridea o da quella vaginale. Sicuramente la stimolazione del clitoride in modo diretto (carezze, baci...) prima del coito e quella che avviene durante il rapporto attraverso i movimenti penieni, lo sfregamento e la pressione delle pareti vaginali produce intense sensazioni che portano all'orgasmo. Esiste, però, un orgasmo definito vaginale del quale si ignorano ancora le cause scatenanti. Si crede che esistano alcuni punti capaci di attivarlo, per esempio il punto G nella parte interna anteriore della vagina, lo sbocco dell'uretra stimolato durante il coito, la prima parte della vagina e le strutture vaginali profonde. L'eccitazione dell'orgasmo è un'esperienza totale e unica che può arrivare a livelli così elevati da far perdere coscienza per qualche attimo. E' avvertito con contrazioni involontarie definite come tremito pelvico e precedute da una sensazione di spasmo, di calore che parte dalla zona pelvica e si irradia a tutto il corpo. Queste sensazioni possono ripetersi più volte nel corso dello stesso rapporto sessuale in particolari condizioni di coinvolgimento emotivo e di grande eccitazione, dando vita a quello che viene definito come orgasmo multiplo.  REAZIONI EXTRAGENITALI  Nella donna il primo segno di eccitazione è dato dall'erezione dei capezzoli e dalla congestione mammaria, che in seguito determina un aumento di volume delle mammelle e un ispessimento dell'aureola che ingloba parzialmente il capezzolo eretto. In fase di plateau facilmente nella donna si manifesta una reazione eritematosa sul torace, sul collo e sul volto che diventa un rossore generalizzato con l'aumentare dell'eccitamento e che scompare dopo l'orgasmo. Sia nell'uomo che nella donna è presente un aumento della tensione nella muscolatura degli arti, nei muscoli addominali e in quelli intercostali e un'accelerazione del ritmo respiratorio. Nella fase iniziale della risposta sessuale c'è il controllo volontario della muscolatura striata, ma questo scompare nella fase preorgasmica, nella quale si instaura un periodo tonico seguito da contrazioni cloniche tipiche dell'orgasmo. Spesso nel momento immediatamente successivo si può avere un tremolio in quei muscoli che avevano avuto movimenti involontari. Viene inibita la mobilità intestinale ed è presente una dilatazione delle pupille. Costante della tensione sessuale sono l'iperventilazione e la tachipnea con associazione di vocalizzi, gemiti che culminano con una inspirazione forzata nel momento dell'orgasmo. Si ha un aumento del battito cardiaco e della pressione arteriosa. In fase di risoluzione nell'uomo si presenta sudorazione a livello della superficie plantare dei piedi e delle mani e nella donna a livello del torace e delle cosce.  [...]

I SEGRETI DEL PIACERE: IL PUNTO G

DOV'È IL PUNTO G NELLA DONNA? Se ne sente parlare tantissimo, c'è chi sostiene che sia una illusoria diceria, ci sono donne invece che sostengono che solo con la stimolazione di quella zona riescono a raggiungere l'orgasmo...e che orgasmo! Noi siamo sostenitori di una sua possibile esistenza...sia per esperienze personali, ma anche per aver sentito molte esperienze concordanti. Il mitico punto G si trova ad un terzo della profondità della vagina, sulla parete superiore (dietro l'osso pubico); all'altezza della zona attraversata dall'uretra (il canale dal quale esce la pipì). Lì c'è una zona che, se opportunamente stimolata, si gonfia proprio come l'organo di principale conduzione del piacere: il/la clitoride. In effetti si tratta dello stesso tipo di tessuto. La cosa importante da sapere nella ricerca del punto G, è che questo si trova leggermente in profondità. È quindi necessario premere leggermente per procurare il piacere. Inoltre il punto G non reagisce immediatamente quindi va stimolato per un po' prima che possa dare tutto il piacere di cui è capace. Un modo semplice per individuarlo è quello di inserire due dita nella vagina (ben lubrificata); il palmo della mano deve essere rivolto verso il/la clitoride. In questo modo vi troverete, tra i polpastrelli delle due dita, un leggero rigonfiamento che finisce con una lieve depressione. Il punto G si trova a circa un centimetro di profondità proprio verso la fine del rigonfiamento. Comunque spiegarlo a parole è più complicato che arrivarci in pratica. A una donna è sufficiente toccarsi per un po' dentro per trovare il Punto Giusto. Poi sarà semplice insegnare a lui come fare. Un uomo invece dovrà sempre chiedere alla donna come le piace essere toccata perché ognuna ha gusti diversi e la localizzazione può variare, di poco, da donna a donna. Alcune donne preferiscono un tocco più forte, altre più lieve. Si tratta comunque di spingere un poco ma senza esagerare. Se il tocco è troppo forte, ovviamente, può diventare fastidioso o addirittura doloroso. Ma ogni donna è diversa, non lo si dirà mai abbastanza. Soltanto chiedendo saprete. Questo vale particolarmente per il punto G. Trovare il ritmo giusto del movimento e la pressione più gradevole con una donna e ripetere le stesse modalità con un'altra è un errore grossolano. C'è da dire che generalmente gli uomini fanno movimenti troppo rapidi quando toccano le donne dentro. Invece esse preferiscono un movimento morbido. È anche importantissimo il fatto che la vagina sia ben lubrificata, di modo che la carezza sia scivolosa. L'ideale è che prima dell'inizio del rapporto sessuale ci si dedichi a lungo a massaggiarsi e accarezzarsi e che prima di toccare dentro si indugi per un po' intorno al clitoride. C'è poi da dire che alcune donne preferiscono che le si tocchi soltanto intorno al punto G. Altre preferiscono che le si accarezzi anche la clitoride. Altre gradiscono essere toccate delicatamente anche intorno all'ano. A volte preferiscono i polpastrelli, altre volte le labbra. Insomma, bisogna ascoltare, sperimentare e parlare. Solo così si cresce, insieme, senza egoismo e scoprendo quantè bello anche solo soddisfare l'altro! Il luogo del piacere multiplo. Chi fu dunque a scoprire l'esistenza del punto G? Nelle sperdute isole dell'Oceania c'erano popoli che praticavano il "coito oceanico", che consiste proprio nell'infilare solo la punta del pene nella vagina e, tenendolo con la mano, muoverlo come un cucchiaio in una tazza. In questo modo andavano a toccare proprio il punto G. Noi europei abbiamo scoperto il punto G quando, nel 1980, ce l'hanno spiegato gli americani! Ma sarebbe bastato guardare una tavola di anatomia del 1800 per capire il punto G. Perché già nel secolo scorso gli anatomisti avevano notato che il tessuto erettile della clitoride si estendeva fino a quella zona interna, intorno all'uretra, che chiamiamo punto G. Il punto G si chiama così perché è stato ufficialmente scoperto dal dottor Gräfemberg (nel 1944). [...]

LA PRIMA VOLTA: CONSIGLI E SEGRETI SUL SESSO

Quello che segue non è un insieme di regole, perchè sul sesso mnon esistono;  quello che dovrebbe importare è che quello che fai ti faccia sentire bene. E "sentirsi bene" dovrebbe durare oltre il sesso in sé - non sentitevi in ansia di rimanere incinta, o di prendere qualche malattia orribile ed incurabile - perchè dovreste pensare prima del sesso stesso alla contraccezione e tutto ciò che comporta....ma non durante l'atto! Quando fare sesso per la prima volta? Quando si hanno rapporti sessuali non ha molta importanza: quello che è importante è che tutti e due lo facciate consapevolmente e con la piacevolezza che ci deve essere! Nesusno deve essere o sentirsi costretto...perchè se no tutto andrà male! Concedetevi, quando sarà il momento, un sacco di tempo per fare sesso per la prima volta. Un week-end è l'ideale, tutto il giorno, magari con qualche pausa di romantico sonno! Dovremmo mangiare o bere qualcosa prima del rapporto sessuale? Evitare di mangiare un pasto pesante, dal momento che rifarò sonnolenza. Mangiare leggero, non bere troppo alcol, se non del tutto. Essa può aiutare a perdere le inibizioni, ma può anche rendere la sua erezione molto più difficile da raggiungere e si desidera passare più tempo in camera da letto che il bagno in ogni caso, giusto?Dove dovremmo fare sesso?Nei casi in cui si hanno rapporti sessuali è probabilmente una decisione più importante. Trovare un posto dove entrambi possono essere privati per un massimo di 48 ore può essere difficile a quell'età in cui la maggior parte delle persone stanno progettando di perdere la loro verginità. Ma ne vale la pena. Auto non sono più abbastanza grande per fare sesso, e l'ha aperta meno privacy, così come insetti, sabbia e aghi di pino. Un letto è probabilmente la cosa migliore per fare l'amore in, ancora. Spero che possiate avere una stanza a te stesso, con tutte le comodità che una camera da letto vengono sfruttate, compreso il calore, comfort, spazio, e il bagno. Fare la doccia insieme! Se siete in procinto di fare sesso, probabilmente avete avuto le mani in tutto l'un l'altro prima d'ora. Venite a conoscere il corpo dell'altro. Prenditi il tuo tempo. Questo è ciò che l'amore è di circa.Che cosa dobbiamo portare?Portate quello che vi serve per farvi comodo. Il controllo delle nascite, preservativi, forse il vostro cuscino preferito o un accappatoio.Per lei: cosa devo fare prima?Non si può pretendere che sappia ciò che ti fa sentire bene. Dovrete dirgli o fargli vedere, e che può significare prendere un po 'di questa iniziativa, prendendo le mani e metterli dove ti fanno sentire bene. Andare piano. Se è la prima volta, può anche essere totalmente nervoso per quello che stai per fare, e il suo pene non può rispondere in un primo momento. Pazienza, gentilezza, e la comprensione sono tenuti a riportarlo in vita, e che può essere difficile per voi per raggiungere, ma è per questo che vi abbiamo detto di dare voi stessi un sacco di tempo.La prima volta farà male?Probabilmente avete sentito storie dell'orrore su quanto fa male perdere la verginità. Per alcune donne, lo fa, ma con il giusto tocco e il partner giusto, si dovrebbe essere in grado di prendere il suo pene nel vostro corpo senza dolore. Fategli prendere il suo tempo, usare un lubrificante, e premere le dita dentro di te, tu aprendo lentamente. Digli che quando ci si sente bene e quando fa male. Quale posizione è la migliore per la prima volta? Molte donne preferiscono fare sesso per la prima volta di essere in cima, dove si possono controllare la prima voce. Altri vogliono essere sul fondo e dare loro amanti che controllano. Scegli ciò che è meglio per voi. Basta ricordarsi di dirgli di andare piano, prenditi il tuo tempo, e se si sente il bisogno, usare un lubrificante commerciale come KY Jelly.Per lui: cosa succede se non riesco a farlo alzare?Può sembrare strano, ma il vostro pene, che ha lavorato molto per anni, può improvvisamente andare in sciopero a vostra prima occasione al sesso "reale". Questo è naturale - sei nervoso. Fai un respiro profondo. Fare qualcosa di diverso per un po 'con le mani, le labbra e la lingua. Prova a dimenticare l'ansia, e il vostro pene risponderanno. E 'solo una cosa temporanea. Devo dire di essere vergine?Molti uomini pensano che perché sono gli uomini, dovrebbero essere responsabile del sesso, a prescindere da chi ha più esperienza. Se sei vergine e lei non lo è, dirle, e lasciare che il suo esempio, se lo desidera. Questo è tanto una esperienza di apprendimento come amare. Non abbiate paura di confessare la verità. Un sacco di donne preferirebbe sapere che il vostro armeggiare è inesperienza, piuttosto che pura inettitudine, e vi mostrerà gratitudine le vie del mondo.Riusciremo a raggiungere l'orgasmo insieme?Non preoccupatevi di fare orgasmo simultaneo, sia. Alcune donne non orgasmo durante il rapporto sessuale, e anche se la tua ragazza è in grado di climax, le probabilità sono molto contro di voi venendo allo stesso tempo. Buon divertimento, e fare affidamento su di lei per dire la verità, quando lei si sta godendo. Cosa succede se vengo subito?Se effettivamente il punto culminante e troppo presto, prima che si voleva, prendere il vostro tempo, fare un pisolino, e riprovare. La seconda volta si dovrebbe essere molto più rilassato e pronto a prendere il vostro tempo - così sarà il vostro pene. Il mio pene è la giuste dimensioni, la forma giusta?Un'altra preoccupazione comune è formato. Il pene medio è di poco più di cinque centimetri e mezzo di lunghezza in erezione, e questo è più che sufficiente per colpire ogni grande centro nevralgico nella vagina, il leggendario punto G inclusa. La vagina è in grado di allungamento a prendere un grande pene, o si forma a piacere uno piccolo. Dimensione ha ben poco a che fare con la tua abilità come amante. Un altro problema comune è la forma. Alcuni uomini si preoccupano perché il loro pene si piega verso il basso, o verso sinistra, e dare per scontato che poiché non vedono mai uomini come loro in film erotico che non sono normale. Altri temono che una curva verso il basso renderà difficile il sesso o doloroso perché la vagina non ha la forma di quella curva in mente. Tenete a mente che il sesso può essere eseguita in qualsiasi numero di posizioni. Il pene e la vagina possono essere abbinati in molti modi diversi, e ogni nuova posizione può portare nuovi piaceri per voi e il vostro partner. Alcune persone credono che un pene verso il basso flessione è molto più facile a fare sesso orale su. Sarò un buon amante? Essere un buon amante non avviene automaticamente. Con il partner giusto, il tempo, la cura, e la pratica, si dispone di tutto il necessario per diventare un grande amante. Le tue prime volte, sia per voi, sarà armeggiando e goffo, ma speriamo che saranno l'inizio di grandi momenti per il resto della vostra vita. [...]

L'eiaculzione femminile, o SQUIRTING

Il termine eiaculazione femminile (squirting) si riferisce alla espulsione di un fluido dall'uretra durante la stimolazione o l'eccitazione sessuale o in prossimità dell'orgasmo, espulsione che in qualche modo richiama l'eiaculazione maschile. L'origine e la natura esatta di questo fluido non sono ancora ben conosciute, sebbene alcuni ricercatori abbiano ipotizzato che possa aver origine dalle ghiandole di Skene (o ghiandole periuretrali). La possibilità che ogni donna sia in grado di eiaculare in questo modo è ugualmente oggetto di controversie. L'esistenza del fenomeno è stata oggetto di discussioni perché è difficile distinguere questo fenomeno dall'incontinenza urinaria che può accompagnare, in certe donne, il momento dell'orgasmo. In ogni caso, studi medici successivi al 2000 e in condizioni controllate hanno dimostrato un effetto bona fide non collegato all'urina. La natura dell'eiaculazione femminile L'eiaculazione femminile non è un concetto moderno. Il filosofo greco Aristotele ne annotava già l'esistenza, Galeno, nel II secolo, descrisse la prostata femminile; nel 1559, l'anatomista italiano Realdo Colombo riferì dell'eiaculazione femminile mentre spiegava le funzioni del clitoride, e nel XVII secolo, l'anatomista Olandese Regnier de Graaf scrisse, in un libro sull'anatomia femminile, di fluidi «che correvano fuori» e «che zampillavano» durante l'eccitamento sessuale. Fino agli anni ottanta l'eiaculazione femminile era largamente ignorata dalla comunità medica. In quegli anni il tema ritornò in auge con il bestseller The G Spot: And Other Discoveries About Human Sexuality (Il punto G e altre scoperte sulla sessualità umana) scritto da Alice Khan Ladas, Beverly Whipple e John Perry. Il libro non solo riconosce l'esistenza del punto G, ma porta all'interno della comunità medica l'innovativo concetto per cui l'eiaculazione femminile costituirebbe una delle principali fonti della salute sessuale delle donne. Sebbene in molti, nella comunità medica e scientifica, abbiano ora riconosciuto l'esistenza del fenomeno, permane un largo vuoto quando si cerca di spiegare su basi scientifiche il processo di eiaculazione o la fonte del fluido stesso. Sono stati condotti vari studi su questo argomento, da medici quali Beverly Whipple, John Perry, Gary Schuback, Milan Zaviacic e Cabello Santamaria, ma i risultati sono stati limitati. Se comunque le informazioni attualmente acquisite non spiegano chiaramente la provenienza del fluido, le analisi chimiche sul secreto, effettuate da numerosi team di ricerca, hanno rivelato che non è urina poiché i livelli di creatinina e urea sono risultati troppo bassi. Ricerche Sono stati compiuti diversi studi sui fluidi espulsi durante l'eiaculazione femminile per determinarne la composizione chimica. Attraverso le analisi [6][7] è stato rilevato che il fluido espulso contiene: * glucosio (uno zucchero naturale) e fruttosio (un altro zucchero naturale, rinvenuto anche nel fluido seminale prostatico); * antigene prostatico specifico (PSA), un'enzima prodotto dalla prostata e presente nello sperma che il PSA mantiene fluido dopo l'eiaculazione. È stato ipotizzato che nella donna l'antigene venga generato dalle ghiandole periuretrali di Skene; * un livello molto basso di creatinina e urea, i due principali marcatori chimici dell'urina, rinvenuti ad alte concentrazioni nelle analisi dell'urina, precedenti e successive, all'eiaculazione. Nel 1988, Milan Zaviacic, che dirige l'istituto di patologia dell'Università Comenius di Bratislava, pubblicò uno studio su cinque pazienti ricoverate per problemi di fertilità, presso il reparto di ginecologia e ostetricia. La totalità dei campioni di una delle pazienti e un campione su quattro di una seconda donna del gruppo, furono prelevati direttamente in laboratorio, i restanti a domicilio. In quattro casi su cinque, i campioni furono analizzati entro tre ore dal prelievo, mentre il campione restante fu analizzato tre mesi dopo. I risultati mostrarono, in tutti e cinque i casi, una concentrazione di fruttosio maggiore nel campione dell'eiaculato rispetto a quello delle urine. Nel 1997, Cabello Santamaria analizzò le urine alla ricerca del PSA tramite MEIA (Microparticle Enzyme Immunoassaye, metodica immunoenzimatica a microparticelle) e scoprì che il 75% del campione mostrava una elevata concentrazione di PSA nelle urine post orgasmiche che non era presente nel campione pre orgasmico. Il fluido raccolto al momento dell'orgasmo (distinto dal campione delle urine) mostrò la presenza del PSA nel 100% dei campioni. Nel 2002, Emanuele Jannini dell' Università dell'Aquila offrì una spiegazione per questo fenomeno, così come per le frequenti smentite della sua esistenza: le aperture delle ghiandole periuretrali sono di norma della dimensione dei pinoli, e variano da donna a donna nella loro dimensione, fino a quasi scomparire e/o essere atrofiche in alcune donne [9]. Se le ghiandole periuretrali sono la causa dell'eiaculazione femminile, questo potrebbe allora spiegare l'assenza del fenomeno in molte donne. In alcune situazioni patologiche di origine somatica, l'eiaculazione retrograda, consistente nello spostamento del fluido fino alla vescica attraverso l'uretra, potrebbe rappresentare una ulteriore spiegazione dell'assenza riscontrata. Le ghiandole periuretrali e l'eiaculazione femminile Le donne possiedono organi secretori sviluppatisi dallo stesso tessuto embrionale (similmente alla relazione tra testicoli e ovaie) che sono chiamati ghiandole periuretrali o di Skene. La dimensione e la struttura di queste ghiandole sembrano variare, in modo anche considerevole, da donna a donna. Il fluido che producono è simile a quello secreto dalla prostata maschile e, così come negli uomini, passa nell'uretra e in qualche caso potrebbe defluire anche nella vagina. Le ghiandole si riempiono con il fluido durante il rapporto sessuale e i preliminari, e possono essere sentite con l'esplorazione digitale attraverso il muro vaginale. Il rigonfiamento del tessuto circostante l'uretra, può essere una combinazione di ghiandole che si riempiono con il fluido e del tessuto erettile circostante che si solleva, il corpo spugnoso, che negli uomini consente l'erezione. In questo frangente potrà anche risultare evidente al tatto, il sollevamento/inturgidimento della parte non visibile del clitoride. Le contrazioni ritmiche dei muscoli pelvici, durante l'orgasmo, produrranno l'espulsione del fluido accumulato, quale ultima componente dell'eiaculazione femminile. Il quantitativo di fluido rilasciato può essere considerevole, attraverso il ripetersi di riempimento e svuotamento delle ghiandole durante l'orgasmo. Diagnosi differenziale La disinformazione riguardante l'eiaculazione femminile può portare alla diagnosi di un errato quadro clinico di fondo oppure a diagnosticare patologie inesistenti. Recenti studi hanno ormai appurato che il fluido eiaculato viene espulso attraverso l'uretra, anche se permane la credenza, errata, che il fluido sia rilasciato attraverso la vagina. L'espulsione di una copiosa quantità di fluido dalla vagina è chiamata, al contrario, leucorrea (perdita bianca) e può avere differenti cause: * perdita fisiologica - un'abbondante quantità di secrezione senza alcun disordine medico di fondo; * infezioni o malattie trasmesse sessualmente - presente con i tipici sintomi, tra cui prurito, cattivo odore e/o arrossamento; * un'infezione trasmessa sessualmente come quella da Trichomonas vaginalis, che spesso si presenta senza la sintomatologia tipica. Per tali motivi è importante che ogni donna che accusa quantità non normali di secrezioni vaginali si sottoponga ad appropriati test medici e di laboratorio. D'altra parte una donna che non sia stata informata correttamente sull'eiaculazione femminile potrebbe pensare di soffrire di incontinenza urinaria e cercare un intervento medico. La cura per l'incontinenza urinaria (da stress o da altre patologie) richiede spesso l'uso di medicinali o un intervento chirurgico, entrambi non necessari ed eventualmente iatrogeni, se la fonte del fluido si riferisce al fenomeno dell'eiaculazione femminile. Prima di richiedere un intervento medico queste donne dovrebbero provare a verificare se il fluido è espulso dall'uretra e se si tratta effettivamente di urina. [...]

ALLA RICERCA DEL PUNTO G: NON SEMPRE CON SUCCESSO

E' notizia di questi giorni, il punto G è stato scientificamente trovato e provato. Sfuggente per definizione. Un mistero ben nascosto nella pieghe della mente, ma anche in quelle del corpo. Un mito o una chimera per chi nutre dubbi sulla sua esistenza e per tutte quelle donne che sono convinte di non averlo. Ora il punto G, la centrale del piacere femminile oggetto di disquisizioni pluriennali, è stato "fotografato".L'area considerata fondamentale per raggiungere l'orgasmo vaginale è localizzata in un punto preciso, sotto forma di un piccolo ispessimento della parete che divide la vagina dall'uretra: lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Sexual Medicine, una delle pubblicazioni di riferimento per la sessuologia, condotto dal professor Emmanuele A. Jannini, dell'Università dell'Aquila. Una ricerca che può suonare anche come una condanna: solo le donne che hanno questa particolarità anatomica possono provare l'orgasmo vaginale, le altre no.Jannini ha osservato per la prima volta quest'area specifica su un campione di donne attraverso un semplice strumento usato per esami di routine, come l'ecografia transvaginale. "Per dirla con Freud, l'anatomia è il destino, per cui l'aspetto anatomico suggerisce che avere o meno il punto G è una condizione congenita", spiega il docente.Il professore, che insegna Sessuologia medica all'Aquila, il punto G lo studia da anni. Il primo a descriverlo fu un ginecologo tedesco, Ernst Grafenberg, negli anni '50, ignaro di aver contribuito alla creazione di un mito inseguito e dibattuto nei decenni a venire.Già nel 2002, in un lavoro pubblicato su Urology, Jannini e colleghi avevano sostenuto l'esistenza del punto nevralgico dell'eros femminile, scoprendo in un campione di donne in premenopausa, all'interno della vagina, numerose ghiandole di Skene, la cosiddetta prostata femminile: una prova a sostegno dell'affinità dei meccanismi che regolano l'orgasmo maschile e femminile. Quello studio fu il punto di partenza, ma questo è "totalmente nuovo" spiega Jannini, "e dimostra che il punto G è fotografabile, visibile e misurabile. Ed è una variabile anatomica, che alcune donne hanno, altre no, senza che questo voglia dire che sono malate o penalizzate", ci tiene a specificare.La ricerca è stata condotta su un gruppo di venti giovani donne. Osservando con l'ecografia transvaginale l'anatomia interna, è stato visto che le donne che dichiaravano di avere orgasmi vaginali avevano una conformazione più ispessita della parete fra uretra e vagina. Il punto G, spiega Jannini, "è formato da diversi tipi di tessuti, che comprendono la parte interna del clitoride, corpi cavernosi come quelli del pene, le ghiandole di Skene e nervi che utilizzano gli stessi fattori biochimici dell'eiaculazione maschile".Alcune donne presentano, quindi, questa variabile anatomica, altre no. Ma oltre alle "escluse", anche diversi specialisti continuano a dubitare dell'effettiva esistenza delpunto G, che qualcuno, in uno studio di qualche anno fa, è arrivato a definire un "Ufo ginecologico".Secondo alcuni scienziati, l'ispessimento nella parte anteriore della vagina è solo da mettere in relazione con le dimensioni del clitoride. Secondo altri, il punto G potrebbe esistere anche nelle donne che non provano l'orgasmo vaginale. Per altri ancora, la capacità di provare questo tipo di orgasmo sarebbe solo questione di allenamento."Per anni si è preferito fare un dibattito basato su opinioni, mentre si rimane indietro sullo studio scientifico di questa parte anatomica" ribatte Jannini. E aggiunge: "Spero che questi dati contribuiscano a pacificare, a far finire un dibattito che è soprattutto politico, su un argomento che ancora oggi scandalizza". [...]

IL CLITORIDE FONDAMENTALE PER OGNI ORGASMO

Fare del buon sesso aiuta a togliere lo stress, diminuire la pressione sanguigna, è utile contro il rischio di malattie del cuore e stimola il sistema immunitario. Le endorfine rilasciate durante il sesso e l’orgasmo possono far diminuire il dolore e favorire l’afflusso del sangue ai genitali, prevenendo l’atrofia vaginale, ovvero il rilassamento dei tessuti della parete vaginale che possono accompagnare la menopausa.Quasi tutti gli animali fanno sesso solo per procreare, si accoppiano solo quando sono fertili e generalmente da dietro. Nella razza umana, dove si fa sesso per altre ragioni, la posizione della vagina facilita il sesso faccia a faccia. Nella nostra specie il sesso non è solo per creare la vita. Il sesso ha un grande impatto nell’umore: può farci calmare o rallegrarci e può migliorare la propria autostima.L’organo sessuale primario femminile è il clitoride, non la vagina, che è il canale per la nascita. Il termine “fallo” fa riferimento sia alla porzione esterna del clitoride che al pene. Durante l’eccitamento, quando stimolato, il tessuto si riempie di sangue proprio come il tessuto del pene. Si hanno anche erezioni ma la naturale lubrificazione è il “termometro” di quanto si è eccitati. Il glande del clitoride è la parte più sensibile e ricca di terminazioni nervose in una donna. Il clitoride è utilizzato solo per uno scopo, ovvero il piacere sessuale. La piccola protuberanza del clitoride è solo la punta dell’iceberg. E’ presente una larga area di tessuto molto sensibile proprio dietro la parte visibile del clitoride ed è chiamata corpo clitorideo, dove sono presenti molte estensioni che vanno verso l’esterno ed il basso e ruotano intorno la vagina e l’uretra, fino all’interno del corpo, misurano tra i 9 e gli 11 centimetri in totale. Per apprezzare appieno il potenziale sessuale occorre familiarizzare con il clitoride. Per avere piena consapevolezza del piacere sessuale occorre mettere da parte la vergogna ed il disagio che magari si può avere con il proprio corpo. Ci si preoccupa dell’anatomia della propria vagina (labbra troppo grandi, clitoride troppo piccolo o difficile da raggiungere), solo accettando che i propri genitali sono unici e belli nelle loro imperfezioni risulta determinante per rilassarsi e ricevere piacere sessuale. Molti terapisti sessuali raccomandano di sedersi di fronte ad uno specchio, esaminando ed imparando ad apprezzare la bellezza che c’è li sotto.Essere totalmente presenti con il proprio corpo e respirare profondamente aiuta a raggiungere l’orgasmo. Occorre focalizzarsi nelle sensazioni del corpo e che cosa fa sentire bene piuttosto che sull’aspetto e su quello che pensa il proprio partner.Esistono diversi tipi di orgasmo: ma tutto parte dal clitoride.Il piacere di un orgasmo può essere localizzato nell’area genitale, situazione più tipica, o diffondersi per l’intero corpo (le pratiche di sesso tantrico si focalizzano sull’intero corpo richiedendo più tempo affinché avvenga). L’eccitazione crea afflusso di sangue nei genitali ed un orgasmo espelle sangue e tensione da tutti gli organi pelvici che fa quindi ritornare il corpo allo stato d’origine. Masters e Johnson hanno determinato che tutti gli orgasmi provengono dalla stimolazione clitoridea e Betty Dodson è d’accordo. Ma ci sono anche ricercatori sessuali che credono in differenti tipi di orgasmo che si manifestano da forme differenti di stimolazione. Per esempio il dottor Berman fa riferimento all’orgasmo del “pavimento pelvico” che si manifesta dalla stimolazione del punto G.Qualsiasi tipo di stimolazione può portare ad un orgasmo. Ci sono donne che possono raggiungere l’orgasmo senza coinvolgere il clitoride. Ci sono casi di persone che hanno avuto l’orgasmo da stimolazione di qualunque parte del corpo, anche succhiare il dito del piede può portare una donna a provare l’orgasmo. Alcune donne possono raggiungerlo solo con la stimolazione dei capezzoli ed altre donne semplicemente nel pensare il loro seno e zona genitale toccate (lo studio di Kinsey quantifica l’orgasmo spontaneo senza stimolazione fisica nel 2% delle donne). Ti sei mai svegliata a metà di un sogno e ti accorgi di essere venuta? Molte donne hanno questi “sogni bagnati” (due ricercatori quantificano il 37% delle donne). Gli orgasmi notturni sono relazionati all’ansia, significa si è in uno stato di stress.Gli orgasmi multipli sono anche chiamati orgasmi seriali. Per molte donne dopo aver raggiunto l’orgasmo il clitoride risulta molto sensibile e diventa una zona “off limit”. E’ chiamato periodo refrattario ed è più evidente nell’uomo che nelle donne. Ma con la contrazione dei muscoli pelvici, focalizzandosi sulla respirazione profonda e muovendo la zona pelvica avanti ed indietro si può avere un’altra serie di spasmi sessuali.Il sesso è un antidepressivo naturale, e le ragioni per le quali il buon sesso ci fa sentire bene sono sia fisiche che emozionali. Essere un tutt’uno con il proprio partner e godere insieme dello spazio e tempo può essere un’esperienza spirituale molto forte. Ricevere le attenzioni amorose di qualcuno aiuta ad amarci ed accettarci. [...]

MASTURBAZIONE FEMMINILE SEGRETO O VERGOGNA

Masturbazione femminile: non se ne parla! Ma le donne la praticano o no?Numerose ricerche in sessuologia clinica hanno riscontrato che le donne che si dedicano all'autoerotismo hanno una vita sessuale molto più attiva e soddisfacente e raggiungono più facilmente l'orgasmo rispetto a quelle che non la praticano. Tante donne vivono l'autoerotismo come una zona d'ombra dell'erotismo femminile carica di sentimenti di colpa e vergogna. Masturbarsi quando si è sole non significa per forza compensare una mancanza di rapporti sessuali.Molte donne che non riescono a raggiungere l'orgasmo con il proprio partner spesso condividono l'esperienza  di non essersi mai masturbate. Luisa ha 54 anni e richiede una consulenza sessuologica per una problematica di anorgasmia. "Quando avevo 11 anni sentivo e notavo i cambiamenti che stavano avvenendo nel mio corpo. Avevo voglia di uscire con le mie amiche, e flirtare.... Mio padre spesso mi puniva se rientravo più tardi, se uscivo in compagnia di coetanei maschi: tutto questo perchè stavo diventando donna. Nella mia solitudine avevo scoperto che strofinare le mie coscie l'una sull'altra mi provocava delle sensazioni molto piacevoli. La punzione della solitudine si trasformava in piacere, e temevo di essere scoperta".Luisa soffre perchè negli anni si è resa conto che con gli uomini ha sempre ricercato e "trovato il piacere" nell'essere sottomessa, tutto perchè "Temevo di essere troppo esigente e perversa". La sessualità femminile può sembrare più complicata di quella maschile, ma questo elemento non può e non deve essere usato come un alibi per disinteressarsi dei gusti sessuali e di ciò che piace o non piace.La masturbazione nella donna, ma così come nell'uomo, rappresenta la palestra per la ricerca del proprio equilibrio sessuale. E' frequente riscontrare che molte donne raggiungono l'orgasmo solo masturbandosi, e già negli anni '80 Shere Hite nel suo trattato sul piacere femminile parlava di 85% di donne che raggiungevano l'orgasmo con la masturbazione piuttosto che con la penetrazione vaginale (dove il rapporto di orgasmi raggiunti era 1 su 4 rapporti sessuali consumati).L'eroticità femminile è stata per lungo sconosciuta e rimossa anche dalla cultura scientifica (specie da teorie psicoanalitiche ortodosse) che ha visto lo sviluppo psicosessuale della donna solo in funzione dell'aspetto riproduttivo della sessualità, la maternità, e il ruolo familiare come pilastri dell'identità femminile. Per secoli anche i medici si sono chiesti se l'orgasmo femminile fosse legato alla procreazione, analogamente a quello maschile e, in qualche modo, indispensabile alla stessa. La masturbazione è uno strumento di piacere, conoscenza del proprio corpo e delle proprie sensazioni erotiche e rappresenta una via privilegiata di conoscenza sui propri punti sensibili: la clitoride, il punto G e altre zone erogene.Ciò che definisce la sessualità è la ricerca e l'ottenimento del piacere che vuole essere protagonista anche della sessualità femminile, oggi che alle donne è permesso rivendicarlo.Una donna che scopre i suoi punti piacevoli e sa come raggiungerli sarà in grado di guidare il proprio/la propria partner al raggiungimento di soddisfazione sessuale di coppia... oppure provare piacere dalla stimolazione ricevuta senza necessariamente aspettare di avere un orgasmo assieme.Nessuna carezza intima è vergognosa. Tra i fattori che concorrono allo sviluppo e mantenimento delle problematiche della sessualità femminile le restrizioni culturali sulla vita sessuale della donna, i modelli appresi sul ruolo femminile, l'immagine della "buona donna" verso cui tendere...Come è vista una donna che si masturba? Spesso una donna anorgasmica vede la donna che si masturba come sporca, peccatrice, colpevole.Le nuove terapie sessuali sono inteventi di breve durata e prevedono nel trattamento di alcuni disturbi della sessualità femminile una parte di ri-educazione sulla conoscenza della fisiologia degli organi genitali, le peculiarità degli organi genitali interni ed esterni, le fasi di risposta sessuale e compiti di auto-esplorazione manuale degli organi genitali da eseguire a casa.Diversi autori hanno potuto constatare che le donne che mostrano un'attitudine negativa nei confronti della masturbazione sperimentano una vasocongestione pelvica, durante l'eccitazione, più scarsa rispetto alle donne che vivono positivamente anche il solo pensiero di una possibilità di masturbazione (sia individuale, sia di coppia). La masturbazione è pertanto un fattore predittivo del livello qualitativo della sessualità vissuta. [...]

SQUIRTING CONSIGLI SU COME FARLA EIACULARE

Il termine squirting si riferisce alla espulsione dagli organi genitali della donna di un liquido durante l’orgasmo, paragonabile all’eiaculazione maschile. L’esistenza dello squirting è stata riconosciuta da molti, ed è stato accertato che in alcune donne vi sono manifestazioni eiaculatorie che si qualificano come straordinarie rispetto ai normali fenomeni di lubrificazione connessi all’eccitazione sessuale. L’eiaculato femminile è espulso dall’uretra, lo stesso posto da dove proviene l’urina. E anche se studi hanno dimostrato che il liquido chiaro espulso non è assolutamente urina (il succo è rilasciato dalle ghiandole di Skene, o spugna uretrale, o prostata femminile). L’eiaculazione femminile è un fenomeno che pare interessare una piccola percentuale della popolazione femminile, secondo alcuni nell’ordine del 10-30%.Ecco alcuni consigli e tecniche che permettono di trovare il punto G durante i preliminari e far squirtare la tua partner.1) Per prima cosa lubrificare: Questa non è una cosa opzionale, per lo meno le prime volte che si prova questa tecnica. Per aumentare il godimento ed arrivare all’eiaculazione femminile usa un lubrificante a base d’acqua. Eviterai anche di lesionare le pareti vaginali.2) Fai attenzione alle tue mani ed, eventualmente, preparale prima: Anche se la vagina non è un organo troppo delicato e può essere anche molto “strapazzata”, devi prenderti cura delle tue mani. Tagliati le unghie, evita la presenza di tagli o abrasioni e tienile pulite.3) Trova il punto G all’interno della vagina: Il punto G  è reperibile al di sotto dell’uretra  a circa 3-5 cm all’interno della vagina. Con la donna sdraiata a “pancia in su”, inserendo un dito dentro la vagina, lo troverai sulla parete anteriore. Più la donna si eccita e più è facile sentire il punto G perché si gonfia risulterà cribroso e un po spugnoso.Tecnica “Light”: con la donna a “pancia in su” inserisci il dito indice (o il medio) nella vagina e giralo verso su in modo da toccare le pareti frontali con le dita. A questo puntomassaggia con fermezza muovendo avanti e indietro. Inizia con un  accarezzamento lento e cadenzato per poi aumentare in intensità e fermezza. Una volta che vedrai la donna essere più coinvolta, prova con 2 dita continuando con gli stessi movimenti (usa l’indice ed il medio): passa alla tecnica “Strong”.Tecnica “Strong”: Questa modalità è da usare con cautela e dopo un po di pratica con la prima tecnica “light”. In questo caso usa subito indice e medio per penetrare la vagina. Cerca di appoggiare il palmo della mano sul clitoride per fare in modo di accarezzarlo mentre muoverai le dita dentro la vagina sul punto G.Dopo aver stimolato il punto G per 5-10 minuti con la tecnica “light”, dovresti iniziare ad osservare dei cambiamenti molto interessanti nella tua donna. Il punto G sarà sempre più gonfio e turgido e lei dovrebbe iniziare a gemere per il piacere. Questi sono segnali che lei si sta preparando allo squirting. La tecnica “strong” finirà il lavoro iniziato mentre tu continuerai con un movimento sempre più veloce e vigoroso. Dovresti anche sentire il muro vaginale modificarsi intorno alle tue dita: potrà sia stringersi che allargarsi. Continua sempre più duramente e velocemente fino a che lei non avrà eiaculato tutti i suoi liquidi interni all’esterno.Alcuni ultimi consigli da ricordare prima di dedicarti allo squirting. Non tutte le donne arrivano all’eiaculazione femminile, non subito in ogni caso. Non tutte le volte verranno emesse quelle caratteristiche perdite vaginali. Se non squirterà, comunque le farai provare una sensazione molto intensa.Ricorda anche che per la donna, le prime volte che proverai questa tecnica, è normale sentirsi strana quando sta per squirtare perché le sembrerà di essere in procinto di urinare. Se prova a trattenerla, non eiaculerà: deve lasciarsi andare senza inibizioni. Anche se puoi manipolare la vagina della tua femmina come vuoi, ci sono possibilità che lei non raggiunga l’apice della soddisfazione sessuale se non si lascerà andare completamente. La sensazione dello squirting potrebbe anche disturbarla, cerca di assicurati che lo voglia davvero. [...]

ANORGASMIA FEMMINILE OVVERO QUANDO LEI NON RAGGIUNGE L'ORGASMO

L’anorgasmia femminile è la difficoltà da parte di una donna di raggiungere l’orgasmo grazie alla stimolazione sessuale.Nonostante si pensi che per una donna l’appagamento in un rapporto è un’esperienza più completa e che non si riduce solo al fatto di raggiungere l’orgasmo, l’anorgasmia è un problema molto comune e da non sottovalutare.Attenzione a non confonderlo con la frigidità, ossia all’assenza di piacere, che potrebbe essere invece una conseguenza dell’anorgasmia. Infatti una donna che non riesce a raggiungere l’orgasmo si può scoraggiare nella ricerca del piacere fino a diventare frigida.Il mistero dell’orgasmo femminile.L’orgasmo femminile è ancora un mistero. Mentre per quanto riguarda l’orgasmo maschile si sanno molte cose, anche perché il suo funzionamento è abbastanza semplice, nel caso dell’orgasmo femminile molte sue caratteristiche sono ancora oscure a causa della sua complessità e variabilità da una donna all’altra.Sicuramente ci sono ragioni storico evolutive per cui è stato un argomento non troppo preso in considerazione. Primo fra tutti il fatto che l’orgasmo femminile non è necessario alla riproduzione e quindi il suo funzionamento non è stato ritenuto indispensabile. Poi il fatto che la donna abbia due tipologie di orgasmi, quello clitorideo e quello vaginale, ha complicato ulteriormente la faccenda.L’orgasmo clitorideo è provocato dalla stimolazione del clitoride, che è un piccolo rigonfiamento di tessuto che si trova all’interno delle piccole labbra e una delle zone erogeneper eccellenza. Il clitoride è ricco di terminazioni nervose e per questo una sua stimolazione procura facilmente un piacevole orgasmo alla donna.L’orgasmo vaginale, invece, è procurato dalla stimolazione delle parete interne della vagina e in particolare del Punto G, anch’esso ricco di terminazioni nervose, che se opportunamente stimolato fa raggiungere alla donna un orgasmo indimenticabile.In genere l’orgasmo clitorideo è più facile da raggiungere anche se non sono molte le posizioni del Kamasutra che permettono di stimolare correttamente il clitoride, per questo si preferisce stimolarlo tramite il rapporto orale.Ultimamente, recenti ricerche nel campo della sessuologia, hanno dimostrato che il Punto G non è altro che un’estensione del clitoride, quindi alla fine si tratta sempre dello stesso organo che risulta accessibile da due punti differenti. Quindi possiamo dire che il vero organo del piacere femminile è il clitoride.La sensibilità dell’orgasmo femminile.L’anorgasmia è un problema comune a molte donne perché per loro raggiungere l’orgasmo è una faccenda molto delicata. Mentre per l’uomo, quando l’eccitazione è elevata, si arriva ad un punto in cui l’orgasmo diventa inevitabile (punto di non ritorno), questo fatto non lo ritroviamo nella donna che fino all’ultimo momento può vedere dispersi tutti i suoi sforzi per una piccola distrazione o per un disturbo esterno.Le tipologie dell’anorgasmia femminile.Considerato che la sessualità femminile è molto complessa, anche la sua anorgasmia non poteva che essere complicata. Parleremo infatti di: anorgasmia parziale, anorgasmia totale, anorgasmia relativa, anorgasmia primaria.L’anorgasmia parziale si ha quando la donna non riesce a raggiungere l’orgasmo con la stimolazione vaginale, e questo è la tipologia più diffusa. L’anorgasmia totale riguarda invece anche l’orgasmo clitorideo e l’impossibilità a raggiungere il piacere con qualsiasi tipo di stimolazione.Ci possono essere casi in cui la donna riesce a raggiungere l’orgasmo con la masturbazione ma non durante un rapporto sessuale (anorgasmia relativa), mentre è primaria quando l’orgasmo è un’esperienza che non si riesce mai a provare.Anorgasmia e ansia da prestazione.Con l’avvento dell’emancipazione femminile, il fatto di voler raggiungere l’orgasmo da parte di una donna è ormai considerato un diritto sacrosanto e necessario per far funzionare correttamente una relazione. In un rapporto paritario, non solo l’uomo, ma anche la donna ha il diritto di raggiungere una piena soddisfazione sessuale.Il problema è che se l’orgasmo viene visto come un traguardo da raggiungere a tutti i costi, assolutamente necessario in ogni rapporto sessuale e soprattutto visto come un atto liberatorio,subentra l’ansia da prestazione e l’eccessiva aspettativa rischia di far allontanare lo stesso orgasmo. In questo modo si arriva ad un circolo vizioso senza via d’uscita che rischia di mandare a pezzi la coppia.Nella donna infatti l’orgasmo non è un evento meccanico e facilmente raggiungibile come per l’uomo, ma un processo complesso che interessa molti aspetti della mentalità femminile che non sono attivabili a comando. Anzi, come nell’uomo la volontà di ritardare l’eiaculazione e di durare di più produce l’effetto contrario, anche per la donna la voglia di raggiungerlo a tutti i costi lo fa allontanare ancora.L’orgasmo femminile come lo vede l’uomo. Spesso il problema si ripercuote anche sull’uomo che vede il raggiungimento dell’orgasmo della donna come una conferma della sua “mascolinità”, come un obiettivo da raggiungere assolutamente e come una possibile causa da ansia da prestazione se non arriva nei tempi previsti.Come risolvere l’anorgasmia femminile.Come tutti i problemi che interessano la sfera sessuale, anche l’anorgasmia può essere risolta se si lavora sulle cause che l’hanno prodotta e si presta attenzione al proprio corpo e ai propri bisogni sessuali. Quindi difficilmente sarà risolvibile con una sveltina o con l’utilizzo di un preservativo stimolante.Il segreto è rilassarsi. Abbiamo detto che per una donna il rapporto sessuale è un’esperienza globale e che, per goderne fino in fondo, è necessario rilassarsi e connettere tra di loro tutti i sensi per amplificarli verso uno scopo comune.Quindi la chiave di volta è non pensare all’orgasmo ma abbandonarsi completamente alle attenzioni del partner, godere fino in fondo di quello che si riceve, prestare attenzione alle risposte del proprio corpo senza giudicarle ma apprezzandole per quello che sono. [...]

COME FAR DAVVERO GODERE UNA DONNA

Come fare l’amore e far godere una donna è delle domande che si pongono molti uomini al fine di avere una vita sessuale piena di soddisfazioni per sé e per la partner.Il sesso è uno dei motori che tengono in vita una coppia ma, spesso e volentieri, è fonte di problemi e profonda frustrazione in camera da letto. Come mai far godere una donna è diventato così problematico? Le donne sono diventate troppo esigenti o è l’uomo che si è rammollito e non sa più come fare l’amore?Come fare l’amore e la sessualità femminile.Per raggiungere la piena soddisfazione sessuale e imparare i segreti su come fare l’amore e far godere una donna, è importante capire che la sessualità femminile è profondamente diversa da quella maschile. Solo approfondendo queste differenze potremo capire come funziona il corpo della donna e raggiungere una buona intesa sessuale a letto.Per l’uomo il sesso è un bisogno fisiologico che gli serve per scaricare le tensioni accumulate durante la giornata, per confermare la sua autostima e per sentirsi all’altezza della propria donna.Per le donne, invece, il sesso è un modo per entrare in piena sintonia con il partner, per sentirsi accettate ed attraenti e per eliminare le loro insicurezze.Il tempo giusto per far godere una donna.Un’altra differenza tra i due partner è il loro rapporto con il tempo. L’uomo vorrebbe portare a termine il rapporto in fretta e raggiungere l’orgasmo il prima possibile, considerato che per eccitarsi ha bisogno di poco tempo e riesce a sentirsi appagato e soddisfatto in poco tempo.La donna invece ha tempistiche differenti, raggiunge l’eccitazione lentamente, si deve sentire coinvolta pienamente nel rapporto e solo quando si sente a suo agio si abbandonerà ai piaceri del letto.Se non capisce a fondo queste differenze, a letto l’uomo avrà sempre problemi e non riuscirà a far godere una donna.Come fare l’amore e l’importanza dei preliminari.Considerate le differenze del fattore tempo, già capiamo l’importanza dei preliminari per fare l’amore. Quando siamo a letto con una ragazza non buttiamoci subito sulle sue zone erogene e non pensiamo alla penetrazione come unico mezzo per far godere una donna. Prendiamoci tutto il tempo necessario, procediamo lentamente, stimoliamo tutto il suo corpo, che è pieno di zone erogene, e portiamola al piacere con lentezza. Il segreto è di far salire la tensione sessuale gradualmente, leggere ed interpretare i segnali che ci manda la donna e variare gli stimoli a seconda delle sue risposte.Ricorda che un bravo amante pensa prima alla donna e alle sue esigenze e poi ai propri bisogni, anche perché una donna che si sente soddisfatta si concederà completamente e sarà disposta, in seguito, a soddisfare tutte le tue richieste.Conoscere le zone erogene per far godere una donna.Per far godere una donna bisogna anche conoscere il suo corpo, come funziona, come risponde agli stimoli e quali sono le sue zone erogene.Le zone erogene sono quei punti del corpo che quando vengono stimolate portano la donna al piacere e a raggiungere l’orgasmo. Ovviamente le donne sono complesse anche nella sessualità e hanno una miriade di zone erogene, alcune anche impensabili. In linea di massima suddividiamo il corpo femminile in: Zone erogene primarie, Zone erogene secondarie.Le zone erogene primarie (clitoride, vagina, Punto G) sono quelle legate agli organi sessuali e, se vengono opportunamente stimolate, portano la donna velocemente all’orgasmo.Le zone erogene secondarie (collo, viso, braccia, ginocchia, piedi) sono invece sparpagliate per tutto il corpo e possono aiutare a far salire l’eccitazione della donna.Il sesso orale per far godere una donna.Tramite il sesso orale, l’uomo è in grado di stimolare opportunamente gli organi genitali e far godere una donna con relativa facilità. In molte coppie viene preferito alla penetrazione perché è più immediato, si riescono a stimolare le zone erogene direttamente, in particolare il clitoride che è ricco di terminazioni nervose, e non ci sono problemi di ansia da prestazione e di eiaculazione precoce.Naturalmente anche il sesso orale necessita della tecnica giusta, altrimenti diventa fastidioso e noioso. Non è esclusivamente un fatto meccanico e fare sempre le stesse cose, ma è fondamentale capire i segnali che manda la donna, quali sono i punti che le piacciono di più e come vuole il sesso orale. Solo in questo modo capirai come far godere una donna.Come fare l’amore con le posizioni del Kamasutra.Per essere un amante perfetto è necessario conoscere varie posizioni del Kamasutra da utilizzare a seconda delle esigenze. Come fare l’amore bene è uno dei motivi per cui è stato scritto il Kamasutra e finalmente è arrivato il momento di parlare delle posizioni per fare l’amore.Una domanda sorge spontanea: è necessario conoscere le posizioni del Kamasutra per fare l’amore o sono soltanto una moda dei giorni nostri?Ricorda che i tempi sono cambiati, le donne sono diventate più esigenti e giustamente pretendono di raggiungere anche loro la soddisfazione sessuale. Inoltre come far godere una donna è diventato sempre più importante all’interno della coppia e se non è fatto bene rischi di mandare all’aria anche i rapporti più collaudati.Per questo è necessario conoscere le posizioni dell’amore per portare un po’ di fantasia in camera da letto, sapere che le donne sono diverse e che per far godere una donna la missionaria non è la posizione più adatta e che esistono posizioni per combattere l’eiaculazione precoce e durare di più. [...]

IL DITALINO PERFETTO PER FARLA IMPAZZIRE

Amare come si deve una donna, è una questione che va ben oltre la mera prestanza fisica. Diventare un buon amante è un lavoro che richiede pazienza, dedizione e una conoscenza approfondita della complessità dell'orgasmo femminile. Un pene non può farcela da solo, è fondamentale sapersi mettere in ascolto delle vibrazioni che il corpo di una donna eccitata trasmette più o meno consciamente. Lei ama i preliminari, l'essere toccata, baciata e leccata, è per la donna - e per la sua vagina - una componente fondamentale del rapporto. Per soddisfarla non è possibile prescindere dalla masturbazione  e trattare con amore e rispetto il suo clitoride, vi garantirà l'accesso a quel caldo paradiso che è il vostro traguardo.Questa guida vi insegnerà a farla impazzire con le vostre mani ed imparerete l'arte del ditalino perfetto.PRIMA DI COMINCIARE... il vostro dito non è un pene! Il movimento dentro-fuori è solo la versione semplificata del ditalino e, il più delle volte, soprattutto se siete solo all'inizio del rapporto, non sortisce alcun effetto su di lei, anzi può darle fastidio.  Se non volete essere giudicati come dei verginelli, trasformate l'esperienza del ditalino in un viaggio avventuroso nella sua fichetta e date ascolto ai nostri semplici ma importanti consigli.FUORI DALLA VAGINASvegliare punto G e clitorideLe sensazioni più piacevoli per una donna, sono quelle che interessano il suo punto G. Iniziate con lo stimolarlo dall'esterno. Passate le dita sulla vulva, tenendo il palmo appoggiato sul suo pube. La doppia pressione nell'area genitale farà risvegliare le terminazioni nervose del suo punto G che faranno progressivamente ingrossare il  clitoride.Massaggiare le labbraDal pube scendete verso il basso con il palmo della mano, le dita rivolte verso l'ano, a massaggiare in modo superficiale tutta la sua vulva. Fatelo per un pò di volte, poi fatevi avanti con le dita, tra le grandi labbra prima e tra le piccole poi. Utilizzate le vostre tre dita più lunghe, indice ed anulare scorrono sulle grandi labbra, il medio si insinua tra le piccole. Già che ci siete, massaggiatele anche - movimenti circolari ed una leggera pressione - il perineo. Se lei non è molto bagnata, insalivatevi le dita o fatevele leccare da lei prima di continuare a toccarla; fatelo guardandola negli occhi, sarà eccitante per entrambi!Alla conquista del clitorideA questo punto lei sarà certamente pronta per avere di più. Cercate il clitoride, lavoratelo dall'esterno con movimenti circolari ed aspettate che si inturgidisca per bene. Fatelo uscire dal suo baccello e sgrillettatelo, con un movimento dell'indice simile a quello che si fa per chiamare qualcuno a sè. Premetelodolcemente, oppure stringetelo delicatamente tra il pollice e l'indice: una donna eccitata raramente prova il dolore del "pizzico"; sarà comunque il suo stesso clitoride a dirvi se state facendo un buon lavoro.  E se siete già stati a letto insieme, provate a ricordare come la avete vista toccarsi durante la penetrazione: non c'è migliore maestra della vostra stessa amante!DENTRO LA VAGINALa tecnica dell'"autostoppista"Dopo la stimolazione esterna, è il momento di entrare dentro di lei. Infilate indice e medio quel tanto che basta a permettervi di tenere il pollice ben aderente al suo clitoride o all'ano. Muovete le dita all'interno con movimenti gentili, circolari o verticali o combinati (aiutatevi anche con la rotazione del polso), e continuate con la stimolazione del clitoride o dell'area pre-anale.Deeper and deeperNon tutte le donne lo trovano piacevole, e ve ne accorgerete senza dovrene parlare ma, se le vostre mani non sono corte e tozze, potreste arrivare a toccare la sua cervice. Ovviamente lei deve essere ben dilatata e in una posizione favorevole. La riconoscerete al tatto, sembra essere una piccola cupola spugnosa.Ritmo e musicalitàLa masturbazione è un'arte: rispettare i tempi di reazione e la fisicità del partnerè la chiave del successo. Pensate al ditalino come un regalo per la vostra amante, in questo momento tutta la vostra attenzione deve focalizzarsi sul ritmo con cui il suo orgasmo monta. Sono bandite la fretta e la monotonia.IL DITALINO ANALEAlla donna eccitata piace che si giochi con il suo culetto anche se potrebbe non saperlo. Testate la sua disponibilità, "coccolandole" il perineo. Poi passate a solleticarle la corona anale (l'entrata dell'ano) e, al momento opportuno, inserite il dito ben lubrificato in posizione leggermente orizzontale. Coinvolgetela con le parole, anche per capire se la pratica è gradita e come, eventualmente, aggiustare il tiro. La stimolazione anale spesso rivela il potenziale sconosciuto della femmina; quel misto di inibizione e leggero fastidio mescolato ad un'indefinita sensazione di piacere, potrebbe trasformarla in una pantera cui sarà difficile tenere testa. [...]

COME FARLO GODERE COL SESSO ANALE

Il sesso anale è uno dei topic più caldi di questi ultimi tempi. Se ne parla e si pratica sempre di più all’interno della coppia eterosessuale, sia quando è la donna a riceverlo ma, non ci crederai, anche quando succede il contrario.E se un uomo etero, si dovesse domandare per quale motivo avventurarsi in quella direzione o se una donna etero, si stesse domandando in che modo rendere ancora più strabiliante l’intesa con il suo partner… beh, eccovi un po’ di motivi per farlo all’incontrario!Perché anche lui ha il punto "X" CHE SI CHIAMA PUNTO LQuando esplori le zone erogene del tuo lui ti soffermi sui lobi delle sue orecchie, lo baci sul collo, gli stimoli i capezzoli, ma sai bene che quello che lo manda in estasi è… lo stesso che manda in estasi te, ovvero il pene.Ma non sottovalutare il potere dell’ano, sia in quanto zona estremamente sensibile in sé perché dotata di innumerevoli terminazioni nervose, sia in quanto mezzo di accesso a una delle sue zone erogene più potenti che, per renderci le cose più difficili (ma intriganti!), è situata proprio lungo il canale rettale, precisamente all’esterno di esso, a una profondità di circa 5 cm: la prostata.La prostata, che generalmente associamo ai problemi che gli uomini iniziano ad avere a una certa età, è una piccola ghiandola la cui funzione è quella di produrre il liquido seminale che andrà a costituire lo sperma e, quando l’uomo si eccita inizia a contrarsi ritmicamente, provocando sensazioni molto piacevoli.Può essere stimolata in due modi: premendo la zona compresa tra lo scroto e l’ano o inserendo un dito (o un oggetto erotico) all’interno dell’ano. La zona non a caso è stata ribattezzata ‘il punto G maschile’, perché scatena orgasmi che gli uomini descrivono come molto diversi da quelli raggiunti tramite la stimolazione del pene: più lunghi, più potenti, più ‘totali’.I preliminariDiciamo che con questa digressione sull’orgasmo prostatico vi abbiamo convinto a provare, cosa dovete fare adesso? Innanzitutto, come succede anche quando è lei a ricevere il sesso anale, occorre estrema igiene, massimo relax, moltissima lubrificazione. Partiamo dall’igiene: poiché le pareti del retto sono estremamente porose e fragili e la zona particolarmente delicata anche da un punto di vista psicologico, il nostro consiglio è di cominciare con una doccia rilassante, che oltre a farti sentire al top della tua desiderabilità, ti aiuta anche a rilassare i muscoli.Ti consigliamo poi di usare un preservativo per ricoprire qualsiasi oggetto di cui facciate uso, non solo ti protegge, ma rende anche l’inserimento più facile in quanto illubrificante reagisce meglio alla superficie del condom. E infine togliamoci questo sassolino dalla scarpa: il retto è semplicemente un canale di passaggio per i rifiuti del nostro corpo, niente di quello che temi  può rimanere lì dentro.Ora che sei ma, soprattutto, ti senti pulito, il tuo obiettivo è rilassarti al massimo. L’ano è un muscolo circolare che tende a contrarsi automaticamente niente paura quindi se, inserendo un dito, la tua prima reazione è di rifiuto. Continua con la stimolazione, partendo dall’esterno, con un dito ben lubrificato e senza unghie sporgenti, e ricorda che più sei eccitato, meglio è.Infine, come anticipato, la lubrificazione è la chiave per un’esperienza anale appagante, quindi non lesinare.Ok, sei pulito, profumato, rilassato, tu e la tua compagna sfoggiate una manicure impeccabile e hai una pila di preservativi e un flacone di lubrificante di fianco a te.Ottimo! Potete cominciare con una stimolazione di tutto il lato B del corpo: nuca, schiena, incavi delle ginocchia, natiche… per farvi sempre più vicini. Continuate con un massaggio circolare e esterno della zona anale, finché non sentirete il muscolo così rilassato da provare una prima breve e piccola intrusione. Puoi usare il tuo dito, o quello della tua compagna, ma anche un sex toy: l’ideale è usare un massaggiatore o un dildo pensato proprio per la stimolazione anale e quindi dotato di una base allargata che impedisce all’oggetto di perdersi dentro il tuo corpo. Le regole rimangono comunque le stesse: massima calma, relax, e procedere per tentativi. Pian piano i muscoli si rilassano e l’ingresso diventa più facile. E soprattutto non dimenticare di comunicare alla partner le tue sensazioni e i tuoi desideri, non solo ti permetterà di guidarla nel labirinto della tua eccitazione, ma risulterà anche estremamente erotico. Per te e per lei.I massaggiatori prostaticiIl miglior alleato, nel caso del sesso anale, è indubbiamente un massaggiatore prostatico. Che non solo ti permette di raggiungere la prostata molto più facilmente di quanto riusciresti a fare con un dito (soprattutto se sei da solo) ma, in alcuni casi, ti offre anche una strabiliante stimolazione doppia, come HUGO™ per esempio, che non solo raggiunge la prostata dall’interno, ma la sollecita anche dall’esterno. Ci sono poi anche dei massaggiatori prostatici che riproducono il movimento di un dito che si ripiega su se stesso, che è proprio il tipo di movimento ideale per toccare la prostata (e il punto G femminile).Il pegging e lo strap-onMa, ovviamente, accanto all’aspetto meramente fisico della stimolazione anale, esiste anche tutta la parte ‘psicologica’, quella che eccita e appaga la nostra immaginazione erotica.E, nel caso in cui è lui a ricevere il sesso anale, può essere di vario tipo: l’idea di fare una cosa che molti considerano tabù all’interno di una relazione eterosessuale. L’idea di essere estremamente vicini, intimi, proprio perché insieme si affronta un percorso diverso. L’idea, eccitante per l’uomo, di essere dominato, anche sessualmente da una donna e, viceversa per la donna, di dominare il suo uomo. Ed è sull’onda di quest’ultima fantasia dal sapore un po’ BDSM, che si sta diffondendo sempre di più la pratica del pegging: la donna indossa un fallo artificiale, detto appunto strap-on, che fissa ai propri fianchi con una cintura apposita, che è spesso dotata di un dildo interno, e ‘penetra’ analmente l’uomo. I due partner ricevono così una stimolazione contemporanea anche se la situazione è completamente rovesciata.Indubbiamente il pegging può costituire un’esperienza estremamente stimolante per la coppia, sia a livello fisico che emotivo.Sesso anale sì (ma anche no)Concludiamo con la stessa raccomandazione data alle donne, se il sesso anale ti incuriosisce, ti eccita, se vuoi arrivare a provare un orgasmo anale, non ti scoraggiare ai primi tentativi e magari non partire con il pegging. Comincia con un dito (meglio ancora? Con la lingua!), prosegui inserendo un massaggiatore prostatico ‘singolo’, procedi con uno a doppia azione e, a questo punto, se ti va, se la tua compagna è d’accordo, passa allo strap on. Nessuno ti impedisce di fermarti in qualsiasi punto di questa escalation di piacere.E non avere nessuna curiosità nei confronti del sesso anale, così come amarlo alla follia, non significa essere meno ‘uomo’, ma solo che la tua curiosità funziona diversamente.Perché, se il mondo è bello perché è vario, il mondo del sesso è bellissimo perché è varissimo! [...]

Le migliori tecniche per un cunnilingus indimenticabile

Premessa necessariaPremessa indispensabile: il sesso orale può essere paragonato a un film che comincia dopo i titoli di testa, e più sono lunghi i titoli, più la tua attesa del film aumenta. Ovvio che i titoli, ovvero i preliminari, non possono durare all’infinito, ma anche cominciare il film senza titoli, il più delle volte, ti fa sentire derubato di una parte fondamentale in ogni piacere, soprattutto sensuale: l’anticipazione dello stesso.Poi certo, ci sono film che cominciano bruschi e va benissimo così, ma qui stiamo procedendo per generalizzazioni e, in generale, se hai deciso di deliziarla con il sesso orale, evita di dirigerti verso le sue zone calde dopo un paio di baci. Anche perché la maggior parte delle donne è paranoica rispetto a qualsiasi dettaglio del proprio aspetto fisico, e la paranoia aumenta esponenzialmente quando si tratta della propria intimità.Irretiscila in un gioco sensuale, falle capire che ti dirigerai da quella parte e disilludila, falle desiderare e anticipare tutto quello che hai in serbo per lei.  Dalle il tempo di perdersi e di aprirsi al piacere.1. Leggero come una piumaÈ il modo migliore di cominciare e, se la tua partner è particolarmente sensibile, può essere anche quello migliore di finire.Usa solo la punta della lingua per accarezzare, con un tocco leggero ma umido, le grandi e le piccole labbra, dal basso verso l’alto, fino a raggiungere il clitoride, per poi ritornare verso il basso, fermandoti ogni tanto per baciare l’interno coscia.Accarezzale contemporaneamente i capezzoli. Quando la senti sufficientemente eccitata, inizia a tracciare piccoli cerchi, con le dita o con la lingua, solo sul clitoride (o nelle zone che sollecitano maggiormente il suo entusiasmo).2. Il bacio del colibrìMolte donne adorano baci e carezze su tutta l’area della vulva, ma generalmente le sensazioni più intense sono scatenate dal clitoride. Puoi provare a succhiarlo leggermente con le labbra, e far seguire un movimento intenso ma lento della lingua dall’alto al basso.La comunicazione, verbale o (più probabilmente) di altro genere, con la partner è il modo più semplice per capire qual è il tipo di carezza che la entusiasma di più, quindi cerca di mantenerti sempre attento alla sua reazione.Prova anche a inserire leggermene un dito all’interno della vagina, ma prediligi una stimolazione del punto G piuttosto che andare in profondità. Se poi vuoi proprio strafare, prova con un piccolo vibratore.3. L’amazzone del sesso oraleSe noti che la tua partner ama cambiare l’intensità della pressione, o se è il tipo di donna che desidera avere il controllo della situazione, questa posizione potrebbe fare al caso vostro.Sdraiati e porta il bacino della tua compagna all’altezza del tuo viso. Lei si può sostenere alla testiera del letto o appoggiarsi direttamente sulle proprie mani; può decidere se sollevarsi per rendere il tocco più leggero o abbandonarsi di più verso la tua bocca, per farlo più intenso.Tu, d’altro canto, hai una soggettiva del suo corpo, molto (molto!) eccitante. E mani libere per stimolarle, che so, il lato B, per esempio!4. Sopra, sotto e tutt’intornoIl mondo è bello perché è vario?Perché allora non variare con un anilingus? Ma, tenendo in mente che l’utilizzo di unlubrificante può rendere l’esperienza molto più piacevole per entrambi. Ed è importante prendere precauzioni prima di passare da un rapporto vaginale a uno anale e viceversa: anche semplicemente un preservativo tagliato lungo il senso della lunghezza. Quanto basta per proteggere la zona e le labbra dal contatto diretto. [...]

Il punto G Meglio guardare al punto C

Uno studio statunitense avverte: la difficoltà nel raggiungere l’orgasmo, che tocca fino al 34% delle donne, potrebbe nascondersi nell’anatomia del clitoride, “origine di buona parte del piacere sessuale femminile”. Ma anche in un diverso atteggiamento sotto le lenzuola.“Non c’è un punto G, esiste piuttosto un punto C”. Amen. A emettere la sentenza, certo relativa, è la ginecologa Susan Oakley del Good Samaritan Hospital di Cincinnati, Ohio. La scienziata ha condotto un’analisi su 32 donne di circa 32 anni, una decina delle quali con grandi difficoltà a raggiungere l’orgasmo nel corso del rapporto sessuale. Non è un problema raro, tutto il contrario: secondo alcuni studi ne soffrirebbe fra il 18 e il 34 per cento delle donne. Inoltre meno della metà di quelle sposate vive un orgasmo a ogni rapporto e solo il 15 per cento ne ha sperimentati di multipli.Il problema? Altro che punto G, smentito d’altronde dalla quasi totalità degli studi condotti: la faccenda gira piuttosto intorno al clitoride, “origine di buona parte del piacere sessuale femminile”, secondo la dottoressa. Potrebbe infatti esseretroppo piccolo o anche troppo lontano dalla vagina. Tradotto: le dimensioni potrebbero essere importanti. Anche per la donna.L’indagine, pubblicata di recente sul Journal of Sexual Medicine, ruota intorno a una risonanza magnetica alla zona pelvica delle 32 volontarie. Nel gruppo che ha difficoltà a raggiungere l’orgasmo, a quanto pare, il clitoride è mediamente più piccolo e anche più distante di 5-6 millimetri. Dettagli a parte, rimangono alcuni dubbi per esempio sulrapporto che lega questa constatazione morfologica all’esperienza sessuale nel suo complesso: “Il problema è sempre quello dell’uovo o della gallina – ha spiegato Oakley –non sappiamo se le donne che hanno un clitoride più grande lo abbiano in virtù del fatto che hanno sperimentato più orgasmi o se essere nate con l’organo più sviluppato permetta loro di sperimentare meglio il piacere”.Per esempio, una distanza ridotta potrebbe favorire la stimolazione del clitoride durante il rapporto. Un organo più grande, e dunque più innervato, sarebbe invece in grado di produrre sensazioni più stimolanti e soddisfacenti. Tuttavia il punto C potrebbe non essere l’unico aspetto del problema. “Il piacere sessuale femminile è ovviamente molto soggettivo – ha aggiunto la responsabile dello studio – riguarda anche l’aspetto psicosociale. In questo caso, però, stiamo tentando di concentrarci su quello anatomico”.Dai questionari distribuiti alle volontarie gli scienziati statunitensi hanno infatti verificato, oltre al desiderio, all’attrazione e alla percezione di sé stesse, che anche gliatteggiamenti sotto le lenzuola erano significativamente diversi. In che modo? Le donne con problemi di orgasmo prediligevano la cosiddetta “posizione del missionario” mentre il resto del gruppo posizioni diverse, in particolare sopra al partner. Che il segreto si nasconda semplicemente in un pizzico di fantasia in più? [...]

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