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L'APPARATO SESSUALE FEMMINILE

L'apparato sessuale femminile si compone di: organi genitali esterni; organi genitali interni ; mammelle 1. Gli organi genitali esterni La vulva è l'organo che riassume tutti i genitali esterni della donna, cioè quelli che si possono osservare direttamente. Nella vulva si distinguono diverse parti: le labbra più esterne, dette grandi labbra , che si riuniscono superiormente a livello del monte di Venere Una protuberanza cedevole che dopo la pubertà è ricoperta di peli; Le labbra più interne dette piccole labbra , situate internamente rispetto alle grandi labbra; Il clitoride , situato nel punto di riunione superiore delle piccole labbra; Il vestibolo , un'area a forma di mandorla all'interno delle piccole labbra dove si aprono il meato urinario e l'apertura della vagina o ostio vaginale 1. Le grandi labbra Le grandi labbra, le labbra più esterne, sono le parti più esterne dei genitali femminili e variano in forma e dimensione da donna a donna. Dopo la pubertà sono di solito ricoperte di peli. Durante l'eccitazione sessuale, le grandi labbra si gonfiano, appiattendosi verso l'esterno e lasciando vedere l'apertura della vagina. Ciò è causato dall'aumentato afflusso di sangue nella circolazione locale. Le labbra delle donne che hanno avuto un figlio hanno una reazione più consistente di quelle di donne nullipare. Dopo la menopausa le grandi labbra si assottigliano, perdendo la maggior parte del tessuto adiposo che dà loro forma e prominenza; non si gonfiano più e non tendono ad appiattirsi in fuori come prima. 2. Il monte di Venere Il monte di Venere, chiamato anche monte del pube, è un deposito di tessuto adiposo situato sopra l'osso pubico. Durante la pubertà si ricopre di peli. 3. Le piccole labbra Le piccole labbra, le pieghe di tessuto più interne, non sono così spesse come le grandi labbra, ma sono più sensibili e se vengono toccate trasmettono una sensazione di piacere. Quando una donna raggiunge un certo livello di eccitazione sessuale, le piccole labbra cambiano di colore, e ciò indica che, continuando l'attività di stimolazione, la donna raggiungerà l'orgasmo. Le piccole labbra delle donne che non hanno ancora avuto un figlio diventano di un color rosso chiaro brillante, mentre nelle donne che hanno avuto figli il colore è più scuro o ambrato. Contemporaneamente al cambiamento di colore, le piccole labbra aumentano di volume a causa del maggior afflusso di sangue che è il risultato naturale della stimolazione sessuale. Quando la stimolazione cessa, sia le labbra esterne che quelle interne riassumono in breve tempo la loro abituale forma e dimensione. 4. Il clitoride Il clitoride, che si trova nel punto in cui si incontrano le piccole labbra o labbra più interne, possiede un'unica funzione: quella di dare piacere. Esso non ha nulla a che vedere con il concepimento della prole, ma le numerosissime terminazioni nervose disposte in esso e nell'area immediatamente adiacente significano che è molto sensibile al contatto diretto o indiretto. Il clitoride è formato da una parte terminale, arrotondata, detta glande del clitoride, e da una parte allungata detta asta o corpo del clitoride. Il corpo del clitoride è di solito protetto da una piega di tessuto formata dalle piccole labbra che assomiglia a una specie di cappuccio. In condizioni normali, quando non è stimolato, il clitoride ha più o meno le dimensioni di un nocciolo di ciliegia. Le normali variazioni di lunghezza sono comprese tra un tre millimetri e un centimetro. Quando viene stimolato, si riempie di sangue e aumenta di dimensioni, sia a livello del glande che del corpo: il glande, in particolare, può raddoppiare il proprio diametro. Se la stimolazione continua e l'orgasmo si avvicina, il clitoride si ritira sotto il cappuccio protettivo e riemerge solo quando la stimolazione ha termine. Dopo l'orgasmo il clitoride recupera le proprie normali dimensioni nel giro di dieci minuti circa. Se la donna non ha avuto l'orgasmo il sangue in eccesso che ha riempito il clitoride in risposta alla stimolazione può rimanere in sede, per cui le dimensioni del clitoride rientrano nella norma solo dopo diverse ore. Molte donne trovano fastidioso questo comportamento. L'orgasmo invece porta a un riassorbimento del sangue affluito in eccesso. 5 . Il vestibolo Il vestibolo è diviso in due parti principali, l'uretra e l'apertura o ostio della vagina. L'uretra è il canale di passaggio per l'urina dalla vescica all'esterno. La sua apertura è situata sotto il clitoride e sopra l'apertura della vagina. Appena sotto il meato o apertura dell'uretra si apre l'ostio della parte iniziale della vagina stessa. L'apertura della vagina non è molto grande e può essere vista meglio scostando entrambe le coppie di labbra. Gli organi genitali interni Gli organi genitali interni della donna si possono così elencare: 1. l'imene , sottile diaframma di tessuto che in parte ostruisce l'ingresso della vagina; 2. Le ghiandole del Bartolino , situate da ciascun lato rispetto alle piccole labbra, che secernono alcune gocce di liquido durante la fase di eccitazione della donna; 3. l'uretra, canale di passaggio per l'urina; 4. la vagina , il passaggio che conduce dalla vulva alla cervice (5), altrimenti nota come collo dell'utero ; 6. l'utero , in cui l'uovo fertilizzato si sviluppa fino al completamento del feto prima della nascita; se l'uovo non è stato fertilizzato, la mucosa di rivestimento delle pareti dell'utero sarà eliminata nel corso delle mestruazioni; se l'utero è sede di manifestazioni patologiche può rendersi necessaria la sua rimozione mediante un intervento detto di isterectomia; all'estremità superiore dell'utero si trovano le tube di Fallopio (7), lungo cui transita l'uovo e dove avviene l'incontro con lo spermatozoo maschile; le uova sono contenute nelle due ovaie (8). 1. L'imene Appena oltre l'apertura della vagina si trova l'imene, un sottile diaframma di tessuto che ostruisce in parte l'accesso alla vagina. Prende nome dal dio greco del matrimonio e non ha alcuna funzione biologica nota. Anche se alcune donne sono nate prive di imene, la maggior parte di esse ne è provvista; varia in forma e dimensioni da donna a donna. L'imene non ricopre interamente l'ingresso della vagina, poiché rimane un piccolo passaggio per la fuoriuscita del sangue mestruale. L'imene può lacerarsi in caso di esercizi ginnici o sportivi particolarmente violenti; può lacerarsi durante il rapporto sessuale o a causa dell'inserimento di un tampone igienico durante le mestruazioni, e a volte si lacera per motivi non specifici. Un imene lacerato non costituisce prova di avvenuto rapporto sessuale, né dimostra la perdita della verginità. Ne è controprova il fatto che in alcuni casi l'imene deve essere rimosso chirurgicamente (mediante imenectomia) prima della nascita del primo figlio, poi ché la sua flessibilità o piccolezza ne aveva impedito la lacerazione durante il rapporto sessuale. Quando l'imene si lacera, sia durante il rapporto sessuale, sia in altre occasioni può aversi una piccola perdita di sangue e si può avvertire un po' di dolore. Sia l'emorragia che il dolore sono del tutto normali ed entrambi cesseranno entro breve tempo. Per alcune donne la lacerazione dell'imene non comporta alcun dolore. A volte una donna può essere in tensione durante il rapporto sessuale, soprattutto se si tratta del primo, e questo stato può causare più disagio che non la perforazione stessa dell'imene. Inoltre, gli uomini che durante il rapporto sessuale hanno pochi riguardi e delicatezze, o cercano di penetrare in vagina prima che questa sia opportunamente lubrificata e pronta all'introduzione del pene, possono causare dolore. Di solito, tuttavia, l'eccitazione che prelude al rapporto sessuale risolve il problema, per cui la donna avverte un disagio minimo anche se il suo imene non era ancora stato lacerato. E' importante ricordare che una donna può rimanere incinta anche se il suo imene è ancora intatto e se il pene non è penetrato in vagina. Se lo sperma giunge a contatto con le labbra o con la zona vaginale, esso può penetrare attraverso la normale apertura dell'imene, e risalendo la vagina fino all'utero determinare uno stato di gravidanza. 2. Le ghiandole del Bartolino Le ghiandole del Bartolino sono situate da una parte e dall'altra delle piccole labbra. Queste ghiandole si aprono in prossimità dell'ingresso della vagina e quando la donna è sessualmente eccitata secernono una piccola quantità di liquido. Si riteneva che il liquido in questione fosse importante per la lubrificazione della vagina, ma le ricerche di Masters e Johnson hanno dimostrato che la lubrificazione della vagina è attuata da secrezioni che provengono dall'interno della vagina più a monte, per cui le ghiandole del Bartolino non hanno l'importanza presunta durante la fase di eccitazione sessuale. Quale sia la vera funzione delle ghiandole è quindi ancora da scoprire. A volte le ghiandole del Bartolino si irritano o si infettano; possono allora gonfiarsi e diventare dolenti. Ciò può essere facilmente curato dal medico. 3. L'uretra L'uretra è il breve canale di collegamento tra la vescica a monte e il vestibolo a valle. L dunque il passaggio che permette l'eliminazione dell'urina. La sua apertura o meato è situata tra il clitoride e l'apertura della vagina. 4. La vagina La vagina inizia affacciandosi all'esterno con l'ostio vaginale e termina in profondità al collo dell'utero. La vagina ha dimensioni che variano da una donna all'altra, ma di solito è lunga da sette a tredici centimetri. Ha la forma di un tubo appiattito con le pareti che si toccano. Le pareti della vagina non sono lisce, ma presentano dappertutto rughe e pieghe. La vagina ha una enorme capacità di espansione e di contrazione: ad esempio si dilata durante il processo del parto e durante il rapporto sessuale può adattarsi a qualunque dimensione del pene. Durante la fase di eccitazione sessuale, la vagina risponde pressoché immediatamente agli stimoli di piacere. In pochi secondi lungo le sue pareti compaiono goccioline di liquido. Se la stimolazione continua queste goccioline si diffondono fino a ricoprire uniformemente le pareti della vagina. Quando una donna comincia ad eccitarsi sessualmente i vasi sanguigni delle pareti della vagina si riempiono rapidamente di una quantità in eccesso di sangue. Il perseverare di questa situazione di congestione determina la compressione dei vasi sanguigni contro i tessuti circostanti, costringendo i liquidi tissutali fisiologici a essudare dalle pareti della vagina stessa. Il liquido non è solo sintomo di eccitazione sessuale, ma funziona da lubrificante per il rapporto sessuale, senza il quale la penetrazione per la donna sarebbe dolorosa. La vagina, come l'occhio, è un organo capace di mantenere. da sé le proprie condizioni igieniche senza bisogno di particolari interventi esterni. Le lavande non sono quindi necessarie, a meno che non siano state prescritte da uno specialista, poiché sottraggono alla vagina stessa le sostanze naturali che provvedono al suo equilibrio ambientale. Le pareti della vagina non sono sede di numerose terminazioni nervose, per cui non sono eccessivamente sensibili. I due terzi superiori della vagina sono dunque più sensibili alla pressione che alla manipolazione, mentre il terzo inferiore, soprattutto attorno all'ingresso della vagina, ha una innervazione più ricca ed è quindi molto più sensibile alla manipolazione. 5. Il collo dell'utero Il collo dell'utero è quella parte terminale dell'utero che, restringendosi, sconfina nella zona superiore della vagina. In questa zona il collo dell'utero si apre mediante un passaggio detto ostio cervicale. E' un passaggio molto stretto, come l'estremità di una cannuccia di paglia, e assomiglia alla punta di un naso o a un mento con la fossetta. Le donne che usano gli IUD come anticoncezionali hanno il filo dello IUD che pende attraverso il collo dell'utero nella vagina. Il collo dell'utero possiede la capacità di espandersi e di contrarsi per permettere il passaggio e l'espulsione del feto al momento della nascita. Attraverso il collo dell'utero passa anche il sangue mestruale prima di raggiungere la vagina. E lo sperma dalla vagina raggiunge l'utero e le tube di Fallopio passando attraverso il collo dell'utero. Il collo dell'utero secerne un liquido detto muco cervicale. Il muco varia in aspetto e consistenza nel corso del ciclo mestruale e viene sfruttato da coloro che praticano metodi naturali di controllo delle nascite come indicatore della possibilità di avere o non avere rapporti sessuali senza timore di rimanere incinte (questo metodo si chiama metodo Billings o del muco cervicale) 6. L 'utero In una donna che non è in stato di gravidanza, l'utero ha le dimensioni di un pugno chiuso (da sette a dieci centimetri di lunghezza e cinque centimetri di larghezza) ed ha la forma di una pera capovolta. In gravidanza, quando è completamente dilatato, misura circa trenta centimetri di lunghezza. L'estremità inferiore, più stretta, è detta collo dell'utero: trapassa nella vagina e termina con l'ostio cervicale. La parte più ampia dell'utero è quella superiore, in cui durante la gravidanza e fino al parto il feto cresce e si nutre. L'utero ha pareti molto spesse ed è insolitamente elastico, poiché deve espandersi per contenere il feto in via di sviluppo, mentre dopo il parto riacquista più o meno le sue dimensioni normali. L'utero è rivestito da tre strati di tessuto speciale e di muscolo. Lo strato più interno è l'endometrio, un tessuto molto particolare. Dopo la pubertà, questo strato di tessuto riveste il corpo centrale dell'utero pronto a fornire un luogo di parcheggio e di nutrizione a un uovo fertilizzato fin dai primi istanti della gravidanza. Se una donna non è incinta questo rivestimento non è necessario, per cui si stacca dall'utero e lascia il corpo attraverso il flusso mestruale. Questo processo si ripete mensilmente. Immediatamente un nuovo strato di rivestimento comincia a formarsi per rendersi disponibile nel caso la donna rimanga incinta nel ciclo successivo. Tranne che nel corso della gravidanza, questo ciclo di eventi molto regolare continua ininterrottamente dalla pubertà fino alla menopausa. Il secondo strato della parete dell'utero è formato da un potente strato muscolare detto miometrio, che conferisce all'utero la sua grande forza ed elasticità. Questo strato si contrae durante il processo della nascita costringendo il feto a uscire dall'utero e a passare nella vagina. Il terzo strato della parete dell'utero è il peritoneo, che ricopre gli altri due strati, miometrio ed endometrio e anche gli altri organi della cavità addominale. L'utero è mantenuto in posizione all'interno dello scavo pelvico da diverse serie di legamenti (il legamento largo dell'utero, il legamento rotondo e i legamenti anteriori e posteriori). Durante la fase di eccitazione sessuale l'utero si solleva, aumenta di dimensioni e rimane tale fino all'orgasmo o fino al termine della stimolazione. L'orgasmo si traduce in un rapido ritorno dell'utero alle sue dimensioni normali. Il motivo della dilatazione e del sollevamento dell'utero è che nella fase di eccitazione sessuale affluisce alle sue pareti una maggior quantità di sangue. 7. Le tube di Fallopio Le tube di Fallopio sono due, ciascuna lunga circa 10 centimetri, fissate a ciascun lato della parte superiore dell'utero. Ciascuna tuba conduce a un'ovaia. Le tube di Fallopio (dal nome dell'anatomista del sedicesimo secolo Gregorio Fallopio, che per primo le descrisse) sono piuttosto strette (da uno a due millimetri), e sono il canale di passaggio che permette all'uovo di raggiungere l'utero partendo dall'ovaio. Le tube di Fallopio non sono fissate alle ovaie in un punto ma le circondano avvolgendole alla loro estremità superiore. La estremità superiore delle tube di Fallopio è aperta e appare come l'imbuto di una tromba dotato di un bordo frastagliato (le frange sono chiamate fimbrie). Quando l'uovo è liberato dalla ovaia viene avviato rapidamente verso l'apertura della tuba di Fallopio e da lì comincia a muoversi verso l'utero, che si trova all'altra estremità della tuba. Le pareti delle tube di Fallopio sono ricoperte da strutture pilifere dette cilia, che si contraggono lievemente insieme alle tube garantendo il movimento dell'uovo verso l'utero. E' interessante notare che lo spermatozoo si muove nella tuba contro la corrente delle cilia. Quindi è solo lo spermatozoo più maturo e sviluppato che è in grado di compiere il viaggio. E' il modo che l'organismo ha di assicurare, in caso di fertilizzazione, buone possibilità che si realizzi una gravidanza senza problemi. La fertilizzazione, cioè l'incontro dello spermatozoo e dell'uovo, si verifica di solito nel tratto superiore della tuba di Fallopio. In qualche caso, la tuba si ostruisce, e a volte un uovo fertilizzato rimane incastrato nella tuba di Fallopio e lì si sviluppa: questo evento prende il nome di gravidanza ectopica. 8. Le ovaie Le donne possiedono due ovaie, ciascuna delle quali è situata a fianco dell'utero nella sua parte superiore. Esse sono situate da ciascuna parte rispetto all'ombelico, proprio sotto, e non sono direttamente connesse con l'utero e con le tube di Fallopio. Esse sono mantenute in situ dai legamenti ovarici. Le ovaie hanno forma di mandorla, e sono lunghe circa quattro centimetri, alte poco meno di due centimetri e larghe due centimetri e mezzo. Le ovaie assolvono a due importanti funzioni: esse liberano le uova attraverso un processo chiamato ovulazione; l'uovo può quindi essere fertilizzato da uno spermatozoo maschile; inoltre le ovaie producono ormoni femminili chiamati estrogeni e progesterone. Gli estrogeni sono fondamentali per lo sviluppo sessuale della donna, mentre il progesterone è molto importante per la gravidanza. Questi ormoni passano direttamente dalle ovaie nel circolo sanguigno. Una donna nasce con circa 200.000 ovuli in ciascuna ovaia. Nel corso del periodo fertile della donna verranno liberati da 300 a 500 ovuli. Ciascun uovo è contenuto in un follicolo, una cavità in cui l'uovo immaturo rimane protetto. Quando l'uovo matura, esso esce dalla cavità e viene liberato dall'ovaia nella tuba di Fallopio. La maturazione dei follicoli che permette la liberazione dell'uovo ha inizio alla pubertà, quando un follicolo dell'ovaia destra o di quella sinistra libera un uovo nella tuba di Fallopio. Questo processo prende il nome di ovulazione, e si verifica circa una volta ogni quattro settimane dalla pubertà alla menopausa. Per tutto il tempo che una donna è gravida, l'ovulazione cessa; e riprende il suo ciclo normale poco dopo la nascita del feto. 3. Le mammelle Tre sono gli aspetti importanti che caratterizzano le mammelle femminili: sono spesso fonte di piacere erotico, giocano un ruolo non piccolo nel formare l'immagine che una donna ha di sé, e la donna con esse può nutrire i propri figli. Le mammelle maschili possono essere fonte di piacere erotico, ma hanno ben poca influenza sull'immagine che l'uomo ha di sé. Una reazione normale alla stimolazione è l'erezione del capezzolo femminile. Fino alla menopausa, se la donna non ha allattato, le sue mammelle stimolate cresceranno in dimensione per un aumento del flusso del sangue venoso. Le mammelle maschili non aumentano in dimensione se vengono stimolate ma un po' più del 50% degli uomini dimostrano una erezione evidente del capezzolo. Spesso anche lo stare nudi e al freddo fa rizzare i capezzoli. Le mammelle femminili sono fatte nel seguente modo: al centro sulla superficie esterna si trova (1) il capezzolo , circondato dalla (2) areola . All'interno si trovano le (3) ghiandole lattifere , che in seguito alla gestazione e al parto di un bambino producono latte, e (4) i dotti lattiferi , che trasportano il latte dalle ghiandole lattifere ai capezzoli. La struttura restante della mammella è fatta di tessuto adiposo e di tessuto connettivo fibroso che dà consistenza e forma alla mammella. 1. Capezzoli I capezzoli possono essere molto prominenti, oppure avere scarso rilievo, possono essere un po' infossati nella mammella, oppure possono essere invertiti. L'ambito normale delle diverse morfologie è vasto. I dotti lattiferi che partono dalle ghiandole lattifere convergono e si svuotano proprio nel capezzolo, permettendo così al bimbo di succhiare. Ciascun capezzolo è provvisto di terminazioni nervose che lo rendono molto sensibile al tatto. Le minuscole fibre muscolari presenti in ciascun capezzolo gli permettono di diventare eretto in seguito all'eccitazione sessuale e in risposta ad altri stimoli come il freddo. Proprio come una mammella può essere leggermente più voluminosa dell'altra, così anche un capezzolo può diventare più eretto dell'altro in seguito alla stimolazione sessuale. 2. Areola L'areola mammaria è la zona scura e pigmentata che circonda ciascun capezzolo; l'intensità del suo colore varia da donna a donna. L del tutto normale che nell'areola vi siano minuscole protuberanze: si tratta di ghiandole produttrici di grasso che secernono una sostanza lubrificante per rendere più facile l'allattamento. Nel corso della gravidanza l'areola diventa più scura e rimane tale fino a un certo periodo dopo il parto. Le dimensioni dell'areola variano da donna a donna. 3. Ghiandole lattifere All'interno di ciascuna mammella si trovano da 15 a 25 piccole ghiandole produttrici di latte. Il latte da esse prodotto viene portato al capezzolo per mezzo di dotti lattiferi, pronto per essere succhiato dal bambino. Le dimensioni delle ghiandole lattifere sono più o meno le stesse in tutte le donne, e producono la stessa quantità di latte, indipendentemente dalle dimensioni complessive della mammella. 4. Dotti lattiferi Questi dotti mettono in comunicazione le ghiandole lattifere di ciascuna mammella con il capezzolo. Il latte viene prodotto dalle ghiandole, passa nei dotti e si accumula attorno al capezzolo. Il bambino allora può succhiare il latte dal capezzolo. Il latte viene prodotto come risposta all'azione di due ormoni, la prolattina e l'ossitocina. La prolattina stimola le ghiandole lattifere a produrre latte, e quando il bambino succhia, viene liberata una ulteriore quota di prolattina nel circolo sanguigno per far aumentare la produzione del latte. L'ossitocina fa sì che il latte venga portato dalle ghiandole al capezzolo in un processo detto di "caduta". A volte, il neonato nei primi giorni di vita non è in grado di succhiare in modo sufficientemente vigoroso da permettere la liberazione di opportune quantità di ossitocina, per cui il processo di "caduta" è inadeguato. Una volta che la madre e il neonato hanno sincronizzato i ritmi di allattamento, ogni cosa torna a funzionare bene. Le mammelle producono un'altra sostanza, il colostro. Il colostro non è latte, ma è estremamente nutriente. E una sostanza densa e giallastra e nel corso delle ultime settimane di gravidanza può sgocciolare occasionalmente dal capezzolo. I bambini si nutrono di colostro nei primissimi giorni dopo la nascita, fino a quando sopraggiunge il latte vero e proprio. Il colostro non è solo ricco di proteine, ma contiene anche importanti anticorpi che permettono al neonato di acquisire protezione immunologica contro determinate malattie cui i neonati sono particolarmente suscettibili. [...]

IL PUNTO L dell'UOMO

MA DOVE SI TROVA?Quando ho sentito parlare per la prima volta del punto L maschile ho pensato che fosse la solita follia femminista. Non volli neppure fare lo sforzo di capire di cosa si trattava. Era successo durante una conferenza della dottoressa Elisabetta Leslie Leonelli. Non potevo pensare che una donna avesse qualche cosa da insegnarmi sul mio orgasmo. Solo anni dopo, leggendo "Coccole e carezze" (della Leonelli) mi venne qualche dubbio e decisi di fare un esperimento. Ne restai folgorato. Tra l'altro capii come mai alcune volte avevo provato degli orgasmi fortissimi. Infatti si può sperimentare il piacere del punto L anche casualmente, non sapendo che esiste. Ma sapere dov'è e come trattarlo è meglio. Molto meglio. Ecco come Leslie Leonelli lo descrive: "... Mentre avevo davanti le sezioni laterali dei genitali maschili con i corpi cavernosi, i nervi, i testicoli, la prostata, ecc... mi sono resa conto, improvvisamente, di quanto la base del pene affondi profondamente dentro le pelvi. Ciò che si vede all'esterno del corpo costituisce meno della metà dell'intero apparato, mentre i corpi cavernosi, veri e propri protagonisti dell'erezione del pene, continuano all'interno delle pelvi, al di là dell'osso pubico, al di sotto della prostata, fin quasi a raggiungere la parete del retto."COME PROVOCARE IL PIACERE DEL PUNTO LQuesta zona alla radice del pene può essere sollecitata in vari modi:Succhiando. Attraverso il tubicino del pisello (l'uretra) è possibile sollecitare il punto L creando un'aspirazione. Le nostre progenitrici muovevano naturalmente i muscoli vaginali creando un'aspirazione durante il coito. Questo spiega perché il punto L si trova lì dov'è. Oggi poche donne sono consce dei propri muscoli vaginali e quindi è difficile che il punto L sia stimolato normalmente durante il rapporto sessuale.Lo stesso effetto lo si può ottenere attraverso un rapporto orale. Succhiando ritmicamente (cioè succhiare e poi smettere di succhiare ripetendo l'operazione in rapida sequenza) si può sollecitare ottimamente il punto L maschile. È anzi possibile far arrivare all'orgasmo un uomo soltanto succhiandolo, appoggiando le labbra sulla punta del pene, come fosse una cannuccia, senza toccarlo altrimenti. Ovviamente non per tutti è uguale e il succhiare non dovrà essere troppo forte. Fate attenzione perché, se esagerate, potrebbe essere irritante. Va poi detto che sarà bene continuare l'aspirazione dell'orgasmo dato dalla stimolazione del punto sensibile sotto il glande (la clitoride) anche durante l'eiaculazione. Infatti l'orgasmo del punto L è molto più lungo nel maschio. Sarebbe un peccato interrompere il godimento.Sollecitare con un massaggio delicato ma profondo la zona del perineo, tra l'attacco dello scroto (la sacca che contiene i testicoli) e l'ano. E possibile sollecitare il punto L attraverso la stimolazione anale.Questo spiega tra l'altro perché gli omosessuali possono raggiungere l'orgasmo attraverso la penetrazione anale o perché tanti uomini gradiscano essere penetrati con un dito durante un rapporto sessuale. Fino a ieri si ipotizzava una capacità della prostata di provare piacere. Ecco cosa scrivevano Ladas, Whipple e Perry sul libro "Il Punto G":"... E in effetti uno dei motivi per cui alcuni uomini provano piacere nel rapporto omosessuale è che spesso, in un'unione di questo tipo, la prostata viene stimolata più facilmente che in un rapporto eterosessuale".La dottoressa Leonelli ha però dimostrato che le cose stanno diversamente. Infatti, come si potrebbe raggiungere questo tipo di orgasmo profondo con il sistema dell'aspirazione e del massaggio perineale se il centro si trovasse nella prostata che è raggiungibile solo per via anale?L'ORGASMO DEL PUNTO LL'orgasmo nel suo complesso è ancora un fenomeno poco conosciuto scientificamente e solo sommariamente esplorato dalla narrativa. Cosa succede esattamente quando godiamo? E in particolare, come gode il maschio? Potremmo dire che vi sono quattro tipi di piacere.Il piacere di un semplice contatto genitale, una carezza o un bacio. Diventa particolarmente forte, accompagnato quasi da un mancamento emotivo, quando viene toccato in modo appropriato il punto più sensibile (la clitoride del maschio). Questa sensazione però spesso o non viene avvertita. La si sente solo quando c'è una sufficiente partecipazione emotiva. Sennò accade di fare solo su e giù attendendo che arrivi il piacere dell'orgasmo. Si è come anestetizzati. Le carezze, i baci o lo sfregamento danno piacere solo perché sono un preludio all'eiaculazione ma in quel momento non si prova nulla di speciale. Succede quando non si riesce a lasciarsi andare.Prima dell'eiaculazione il piacere cresce, diventa una sensazione acuta. Generalmente si arriva a un punto di resistenza. Cioè ci si sente compressi e poi si percepisce qualcosa che scatta. Come se fosse crollata la diga che tratteneva il seme. Si sentono alcune rapidissime scariche di piacere. Generalmente non più di quattro o cinque, che durano pochi secondi. Solo più raramente si arriva all'eiaculazione senza quel momento di resistenza. Allora le scariche di piacere possono essere di più e più forti e dotate di maggior profondità. Questa "resistenza" è causata da una eccessiva contrazione involontaria del muscoli che stanno tra il pube e l'ano.Alle sensazioni di piacere e agli orgasmi più forti possono essere associate sensazioni piacevoli diffuse in tutto il corpo come brividi o ondate di calore. Si tratta di un piacere accessorio non localizzato nell'area genitale ma generalizzato in tutto il corpo.Quando si sollecita il punto L c'è un sufficiente coinvolgimento emotivo e l'abbandono amoroso, si sperimenta un orgasmo che travolge arrivando in modo lento, graduale, senza scatti e senza resistenze, con la fluidità di un respiro. Le scariche di piacere sono più forti, meno acute, più tonde, più calde, più profonde. E soprattutto più lunghe. L'orgasmo inizia prima dell'eiaculazione e finisce dopo che l'ultimo schizzo è stato liberato. È un'orgasmo che contiene in sé tutti gli altri piaceri fin qui nominati e si diffonde in tutto il corpo. Cioè gente... una cosa da provare. Comunque, cari amici, il piacere del punto L non è ancora il massimo che potete provare.Attraverso la respirazione, il rilassamento del basso ventre e altre tecniche è possibile (con la persona giusta) arrivare a toccare vette di piacere ancora più alte.IL POSTILLONAGEIl Postillonage a volte chiamato anche mungitura della prostata (dall'inglese prostate milking) è una tecnica che prevede il massaggio della prostata allo scopo di ritardare l'orgasmo maschile (e la conseguente eiaculazione) e di aumentarne l'intensità.Il massaggio può avvenire sia in modo indiretto, premendo al centro del perineo (la zona compresa tra i testicoli e l'ano), che in modo diretto, introducendo parte della mano o altri oggetti (preferibilmente lubrificati per evitare abrasioni) nell'ano per circa 5 cm.L'individuazione della prostata è semplice giacché in seguito all'eccitazione l'afflusso di sangue la ingrossa e la indurisce.La ghiandola prostatica è la zona erogena più sensibile nel maschio, e per questo viene paragonato al punto G femminile, col nome di "punto A"; grazie a questa sensibilità gli orgasmi raggiunti con l'ausilio del massaggio della prostata (in aggiunta alle altre pratiche sessuali) hanno generalmente un'intensità notevolmente maggiore, oltre che una maggiore durata.Il postillonage come tabùIn alcuni paesi, tra cui l'Italia, la pratica del postillonage, come tutte quelle riconducibili al sesso anale, è un tabù molto diffuso[senza fonte]. Questo perché coloro che nutrono timore verso l'omosessualità, tendono ad evitare quelle pratiche e quei comportamenti che associano ad essa[senza fonte]. Tuttavia va ricordato per chiarezza, che l'omosessualità consiste nell'attrazione per individui del proprio sesso, e che invece i piaceri derivanti dalla stimolazione dell'ano e della prostata, non sono ad essa collegati, ma dipendono dalla conformazione biologica di tutti i maschi. [...]

I PROBLEMI DEL SESSO ANALE: COME SUPERARLI

Il sesso anale è ancora oggi un grande tabù e forse proprio per questo è cosi desiderato soprattutto dagli uomini! Praticato bene, però da le sue soddisfazioni ed il suo piacere, ma non dimenticate che questo tipo di incontro ha i suoi rischi che, se sottovalutati, possono comportare notevoli problemi di salute. Il sesso anale se praticato nel modo corretto può essere grande fonte di piacere sia per i ragazzi che per le ragazze, ma perchè sia così è necessario capire che l'ano e la vagina funzionano diversamente e che, quando si tratta di sesso anale, la delicatezza e la prevenzione sono le chiavi fondamentali perché entrambi possiate godere di questi incontri. FA MALE?Uno dei primi rischi che devono affrontare le coppie, in particolare le donne, è il dolore intenso durante e dopo la penetrazione, un fattore che genera grande paura, impedendo a volte che le ragazze si decidano a sperimentare questa pratica. Questo rischio è di semplice soluzione: si deve stimolare l'ano in modo adeguato e allo stesso tempo durante la penetrazione è necessario l'uso di un lubrificante intimo, affinché sia molto più delicata e piacevole. Si consigliano anche i dilatatori anali che renderanno più semplice il rapporto senza provocare dolore. E se l'obiettivo è estendere un po' l'ano prima della penetrazione, potete utilizzare vibratori o anal plug, che renderanno i preliminari molto più divertenti e piacevoli. PROBLEMI GRAVI Lacerazioni, ferite o emorragie prodotte dal sesso anale sono altri rischi che possono portare a problemi maggiori se non viene usata una protezione adeguata. Su questo punto è importante ricordare che l'ano è molto più stretto della vagina e che non si può penetrare con la stessa forza, bisogna entrare poco a poco, senza fretta e usando sempre del lubrificante.Inoltre, soprattutto se si pratica in modo casuale con degli sconosciuti, è importante usare un preservativo speciale per il sesso anale, in modo da evitare il contagio di malattie a trasmissione sessuale. INFEZIONI ANALIUn altro dei rischi più comuni del sesso anale sono le infezioni intime. Le coppie spesso dimenticano che dopo aver penetrato il retto della donna non si può passare alla penetrazione vaginale senza aver preso le precauzioni necessarie, in quanto si rischia di trasferire particelle di escrementi dall'ano alla vagina.Evitare questo problema è molto semplice: innanzitutto devono essere prese tutte le precauzioni riguardanti l'igiene per il sesso anale, e poi è importante non passare dall'ano alla vagina senza tener conto di alcuni dettagli. Ad esempio, se penetri l'ano con un preservativo, toglilo e cambialo prima di passare alla penetrazione vaginale. Se decidete di farlo senza protezione, invece, sarà meglio concludere il rapporto con il sesso anale, in modo da evitare infezioni. [...]

COME FARLO IMPAZZIRE A LETTO

Agli uomini piace il sesso così come piace, in egual misura alle donne. Tuttavia le donne, seppure in misura minore rispetto ad un tempo, provano ancora un certo timore nel mostrarsi fantasiose e/o troppo disponibili con il proprio partner. Questo atteggiamento, presente in molte fasce di età, giovanile e non, è purtroppo il sintomo di una cattiva relazione di coppia che porta molto spesso a delle rotture. Lo dicono sessuologi, psicologi, psicoterapeuti: parlare di sesso ma soprattutto giocare e scherzare con il sesso insieme al proprio partner, è fondamentale per un'ottima relazione di coppia. Cosa fare dunque? Semplice! Come prima cosa fategli capire che a voi il sesso piace, poi siate voi stesse! Niente paura e niente stupide inibizioni. Tutto verrà da sé! Dopo aver raggiunto un'adeguata confidenza con il proprio compagno è bello rinnovare la vita sessuale di coppia ricercando nuovi piaceri e fantasie erotiche da provare insieme. Sappiate che per lui tutto sarà più eccitante se sarete proprio voi a decidere e a prendere l'iniziativa. Dunque coraggio! Ecco per voi qualche metodo e qualche utile consiglio per farlo impazzire dal piacere. Come masturbarlo Con la mano massaggiategli il sesso ancora nascosto sotto il pantalone, poi con le dita esploratene la dimensione in tutta la sua lunghezza. Quando sentirete il pene gonfio e turgido, lentamente aprite il pantalone (attenzione a non graffiare il glande con la cerniera) e liberatelo dallo slip facendone uscire fuori i testicoli. Ora afferratelo appena sotto il glande con la mano ben chiusa poi lentamente iniziate i movimenti ascendenti e discendenti con molta naturalezza. Il segreto sta proprio nell'impugnatura e soprattutto nel movimento che dovrà essere molto lento e interrotto ogni tanto da brevi colpi forti e decisi verso il basso. Con l'altra mano accarezzatelo sotto i testicoli e ancora più in basso verso l'apertura dell'ano. (Lo fa impazzire.) Non appena eiaculerà continuate il movimento della mano cospargendo lo sperma lungo tutto il pene.  La bocca Come già ampiamente descritto nella lezione ( Il sesso orale ) la fellatio è uno degli atti sessuali che l'uomo ama più di ogni altro rapporto, dunque, se non lo avete ancora fatto provate e se avete qualche timore parlatene al vostro partner. Il vostro compagno apprezzerà moltissimo e probabilmente non andrà a cercare chi la pratica magari per professione (ci siamo intese!). Per chi non lo avesse mai fatto ecco un suggerimento su come procedere. Baciate il vostro partner sulla bocca poi lentamente sempre più giù: il collo, il petto, i capezzoli, l'ombelico il pube. Proseguite baciando molto lentamente tutta la lunghezza del pene. Almeno dieci baci prima di arrivare sulla cima. Poi, una volta arrivate sulla sommità appoggiate le labbra sul glande, sopra l'orifizio, ora aprite la bocca e provate a scendere giù con la testa mettendolo tutto dentro. Piano piano risalite in alto. La vostra bocca sarà eccitata da un intenso sapore di sale. Rimanete per un attimo ferme sentirete il glande pulsare di piacere nel vostro palato. Seguitate a leccarlo proprio come se fosse un gelato o un lecca lecca e di tanto in tanto mettetelo in bocca premendo con le labbra tutto intorno al glande. Con la punta della lingua esplorate l'orifizio e il contorno del glande poi continuate a masturbarlo con la bocca aiutandovi con la mano. La bocca dovrà seguire i movimenti della vostra mano. Lentamente dovrà salire e poi ridiscendere, senza indugio, ma piuttosto con molta naturalezza. Ogni tanto volgete lo sguardo al vostro uomo e guardatelo negli occhi per dimostrargli tutta la vostra sicurezza e piena partecipazione all'intenso piacere che state provando. Ricordate sempre che il movimento più sarà lento e più lo ecciterà alla follia. Mentre lo leccate fate colare la saliva lungo tutto il pene poi con la lingua riportate la goccia in alto e fatela colare giù nuovamente. (Sono giochi che lo fanno impazzire dal piacere). Quando sentirete le pulsazioni del glande farsi più rapide significa che il vostro partner sta per eiaculare e quindi dovrete decidere se tenerlo in bocca e tastare il sapore del liquido seminale oppure allontanarvi. Al vostro compagno ovviamente piace di più la prima ipotesi ad ogni modo dovrà rispettare le vostre decisioni. Abbiate solo un po' di tatto: se proprio non vi piace evitate di allontanarvi di colpo come se fosse veleno poiché questo metterebbe in grave imbarazzo il vostro compagno. Se proprio non desiderate ingoiare lo sperma fate un piccolo sforzo e provate a tenerlo in bocca per qualche istante poi riversatelo sul glande oppure lasciate che lui venga sulle vostre labbra o sul viso. Questo state pur certe lo fa impazzire dal piacere.  Sesso Anale Insieme alla bocca, il sesso anale è uno dei piaceri più richiesti e più desiderati dall'uomo tuttavia rimane anche il più chiacchierato e il più discusso. Il sesso anale è bello, anzi bellissimo, ma bisogna essere in due a ritenerlo gradevole e soprattutto bisogna essere in due a godere altrimenti significa che non state procedendo nel modo giusto. Per farlo bene, occorre conoscersi alla perfezione, avere cioè un'intesa sessuale perfetta nonché un'enorme rispetto per i gusti del proprio partner. Anzitutto non abbiate paura poiché se lui sarà delicato non vi farà alcun male, anzi ne trarrete un piacere nuovo, tutto da scoprire. Inoltre, se sarete voi a prendere l'iniziativa, questo scatenerà nel vostro compagno una forte eccitazione dovuta all'effetto sorpresa. Non ci stancheremo mai di dirlo: siate voi a prendere le iniziative ogni tanto! Mostrategli che anche a voi piace provare qualcosa di nuovo. Per l'uomo è esaltante osservare la propria compagna completamente libera da qualsiasi inibizione, quindi coraggio!  Leggendo la lezione sul "sesso anale " poi provate a seguire questo suggerimento: Spogliatevi e dite al vostro uomo che siete molto stanche e che avete bisogno di un buon massaggio. L'olio di oliva per cucinare andrà benissimo. Sdraiatevi sul letto e fatevi massaggiare nel collo e lungo tutta la schiena, poi ditegli di proseguire un po' più in basso; nelle natiche. Aprite leggermente le gambe e ditegli che vi piacerebbe essere massaggiate anche all'interno del canale che separa i glutei. Ora cambiate la vostra posizione: chinatevi e adagiate il petto sulle vostre gambe proprio come se pregaste alla maniera mussulmana. Esibitegli le vostre rotondità e le vostre aperture. Guidate la mano del vostro partner nell'ano e ditegli di versarvi ancora dell'olio facendogli intuire le vostre intenzioni. Con una mano toccatevi il clitoride e con l'altra indirizzate il dito del vostro compagno nella cavità anale. Lasciate che lui vi penetri piano piano fino in fondo poi fatelo uscire. Fatevi versare altro olio nell'apertura e lasciatevi penetrare ancora, questa volta con due dita. Provate a tenerle dentro di voi cercando di abituarvi alla loro dimensione poi provate con il membro. Appoggiate il pene nell'apertura anale poi lentamente spingete verso di lui facendo entrare solo il glande. Fermatevi lì. Non lasciatelo andare oltre. Aspettate invece che i vostri muscoli lo accettino. Ci vuole molta pazienza e concentrazione quindi pregate il vostro compagno di collaborare rimanendo immobile. Non lasciate che sia lui a spingere e a dirigere. Quando vi sentirete pronte sarete voi a muovervi verso il pene per riceverlo più profondamente. Forse sentirete un po' male all'inizio, ad ogni modo l'eccitazione del vostro uomo sarà talmente forte che l'eiaculazione sarà pressoché immediata. Le prime volte non è semplice ma è proprio quello il bello! Dovrete concentrarvi moltissimo ed esercitarvi spesso. Probabilmente il vostro legame diventerà ancora più forte: lui si sentirà un superuomo, voi invece avrete scoperto che il sesso anale non è poi così male, anzi... [...]

SESSO ANALE: ancora un TABU'

Per molte persone il sesso anale è l'ultimo tabù. Negli anni '90 è stato penalizzato, perché l'HIV il virus dell'AIDS si trasmette più facilmente con il rapporto anale. Alcune persone amano il sesso anale. Altre lo odiano. Altre ancora non lo hanno mai provato ma sono curiose. E molte persone ne sono cosi attratte proprio perché è un tabù, ed è misterioso.L'ano è una parte del corpo che molte persone amano leccare (e far leccare). Una parte dei nervi dell'ano finisce nel bacino e molte persone toccandoli si eccitano. Ma quando si fa sesso, non bisogna mai dimenticare di farlo in modo sicuro. Nell'ano e nel retto vivono molti batteri che sono benigni nel loro ambiente, ma possono essere molto dannosi nella bocca o nello stomaco. Quindi leccare l'ano è molto rischioso per una varietà di infezioni batteriologiche. Il sesso anale non deve far male. Se fa male, lo stai facendo nel modo sbagliato. Con sufficiente lubrificante e pazienza è possibile godere del sesso anale come parte di una vita sessuale sana e soddisfacente. Comunque, ad alcune persone non piacerà mai, e se il tuo partner è uno di loro, rispetta i suoi limiti. Il piacere del sesso anale è determinato da molti fattori. Fare qualcosa di "sporco" attrae molte persone, specialmente nel sesso. Il sesso anale può essere un'ottima occasione per portare qualcosa di nuovo, qualcosa di trasgressivo in un rapporto spento. La sensazione fisica che si prova durante questo rapporto è completamente diversa da qualsiasi altra cosa. Il retto è pieno di nervi, ed alcuni di essi segnalano al tuo cervello di "ricompensarti" con sensazioni piacevoli quando vengono stimolati. Per gli uomini, la prostata può essere fonte di intenso piacere. Per un pene "intraprendente" l'anello dell'ano può dare una nuova e forte sensazione tutta da godere. I consigli più importanti sul sesso anale sono: lubrificanti, condom e pazienza. I lubrificanti sono in vendita nelle farmacie, in alcuni supermercati e nei sexy shop. Non comprate lubrificanti a base di olio, ma solo quelli compatibili con il preservativo. I lubrificanti a base di olio (come la vaselina o baby oil) distruggono qualsiasi preservativo prima che finisca il rapporto. Anche se sei sicuro che entrambe siete sani, dovresti comunque usare il condom per evitare infezioni. È necessario avere molta pazienza per poter avere un rapporto anale. La penetrazione iniziale è sempre la parte più difficile. L'ano è un anello stretto di carne, parzialmente sotto controllo volontario e parzialmente riflessivo a stimolazioni. Il tuo partner deve rilassarsi, e tu devi introdurre lentamente il pene, aprendo l'ano abbastanza per riceverlo. Incomincia con un dito o un vibratore sottile (più piccolo del tuo pene). Il vibratore è più realistico, ma le tue dita possono sentire il movimento dei muscoli dell'ano. Infila lentamente un dito, lasciando che il tuo partner si abitui. Tira fuori il dito, poi rimettilo un'altra volta. Dai un po' di tempo al suo ano per abituarsi a questo tipo di attività. Fai scivolare dentro due dita. Considera quanto è grande il tuo pene e allarga sufficientemente l'apertura. Prendere la posizione giusta è molto importante. Molte donne vogliono stare sopra, per regolare il ritmo della penetrazione. Altre amano stare stese sullo stomaco o supine. Scegliete quella che vi piace di più prima di cominciare. Come sempre, controllati, non devi correre, e usa abbastanza lubrificante. Le persone che amano il sesso anale dicono: "Tanto lubrificante è sempre sufficiente". Ascolta la tua partner - quando ti dice che comincia a far male, tirati indietro. I muscoli dell'ano hanno bisogno di un po' di tempo per rilassarsi completamente. Quando riesci a penetrare in lei, non c'è nessun motivo di muoverti freneticamente. Agisci con calma, lentamente, dalle tempo per abituarsi. Eventualmente dopo un po' tutti e due sarete pronti ad andare oltre. Tecnicamente non è possibile rimanere incinta dopo un rapporto anale. Tuttavia il sesso anale non è un buon metodo di contraccezione. Dopo il rapporto, lo sperma rimasto nell'ano può gocciolare attraverso la penireum causando la gravidanza. La percentuale delle coppie che concepiscono un figlio con un rapporto anale è sorprendentemente alta, raggiunge anche l'8%. Infine, è possibile che il sesso anale non ti piace; nessun problema. Non c'è niente che ti può indulgere a fare qualcosa che non ti soddisfa. [...]

IL METODO CONTRACCETTIVO NATURALE

LA CONTRACCEZIONE NATURALE Quando i giorni contano! L'applicazione pratica di questi metodi, che si basano sull'astinenza periodica dai rapporti sessuali, è fondata sull'ipotesi della periodicità di fertilità e infertilità nel corso del ciclo femminile. Le premesse biologiche determinanti per tale periodicità sono così sintetizzabili: attitudine alla fecondazione dei gameti limitata nel tempo: a) ovulo, 6-12 ore b) spermatozoi, 2-3 giorni una sola ovulazione per ciclo determinabilità della data dell'ovulazione. La determinabilità della data dell'ovulazione rappresenta il criterio decisivo per l'applicazione pratica dei metodi di astinenza periodica ed è il fattore responsabile della maggior parte dei loro fallimenti. Metodo di Ogino In cosa consiste Basandosi sui propri studi clinici, il giapponese Ogino stabilì che l'ovulazione avviene tra il 16° e il 12° giorno antecedente l'inizio della mestruazione successiva. Ipotizzando una durata massima della vita degli spermatozoi di 3 giorni, se ne deduce una durata del periodo fertile dal 19° al 12° giorno prima della mestruazione successiva. Nel caso di una donna con ciclo mestruale normale di 28 giorni, il periodo fertile va dal 10° al 17° giorno del ciclo. In cosa consiste Nel caso invece di una donna con ciclo mestruale variabile da 26 a 30 giorni il periodo fertile va dall'8° al 19° giorno del ciclo. Primo giorno fertile = ciclo più breve - 18 giorni = 26-18 = 8. Ultimo giorno fertile = ciclo più lungo - 11 giorni = 30-11= 19. Vantaggi Utilizzabile quando non è disponibile o accettabile nessun altro metodo. Svantaggi Necessità di programmare i rapporti. Di difficile attuazione nelle donne con cicli irregolari. Difficoltà di calcolo della data presunta di ovulazione. Necessità di disporre dei dati di almeno 12 cicli consecutivi prima di poter disporre di una base di calcolo affidabile. Scarsa affidabilità. Indice di Pearl 14-40 Metodo di Ogino: calcoli secondo Knaus e Marschall In cosa consiste Variazione meno affidabile del metodo di Ogino, basata sulla convinzione che l'ovulazione avviene sempre il 15° giorno antecedente la mestruazione. La fase fertile è compresa fra i tre giorni precedenti l'ovulazione e il giorno successivo alla stessa. Metodo di Ogino: calcoli secondo Marschall In cosa consiste Variazione del metodo di Ogino. Il calcolo del periodo fertile è il seguente: ciclo più breve meno 18 = primo giorno fertile ciclo più lungo meno 10 = ultimo giorno fertile. Per una donna con cicli di 26-32 giorni, il periodo fertile va dall'8° al 22° giorno. Svantaggi Come per il metodo Ogino. Indice di Pearl 14-40 La misurazione della temperatura basale In cosa consiste La premessa biologica di questo metodo è l'effetto termogenetico del progesterone. Con la misurazione della temperatura, per via orale, rettale o vaginale, prima di alzarsi la mattina è possibile determinare la data dell'ovulazione con una precisione di ± 1-2 giorni. L'ovulazione si considera avvenuta quando la temperatura basale sale di 0,3-0,5 °C. Ci si deve astenere dai rapporti sessuali da 3 giorni prima a 3 giorni dopo l'aumento della temperatura. Vantaggi Utilizzabile quando non è disponibile o accettabile nessun altro metodo. Svantaggi Necessità di programmare i rapporti. Totalmente inaffidabile in caso di malesseri o malattie. Scarsa affidabilità globale. Impossibilità di prevedere con certezza il momento dell'ovulazione. Indice di Pearl 1 in caso di rapporti sessuali solo dopo l'ovulazione. 3 in caso di rapporti sessuali anche prima dell'ovulazione. Il metodo "Billings" In cosa consiste Determinazione del periodo fertile mediante l'osservazione del muco cervicale, che in prossimità dell'ovulazione diventa fluido, elastico e può essere stirato in lunghi filamenti. Astensione dai rapporti sessuali nel periodo fertile. Vantaggi Utilizzabile quando non è disponibile o accettabile nessun altro metodo. Svantaggi Necessità di programmare i rapporti. Necessità di una buona conoscenza del proprio corpo e disponibilità al contatto profondo con i propri genitali. Il muco può subire variazioni anche per cause diverse dall'influsso ormonale. Scarsa affidabilità, soprattutto perché il muco, prima dell'ovulazione può non dare segni rilevanti di modificazione. Indice di Pearl 15,5-32 secondo le casistiche. L'abbinamento della misurazione della temperatura basale e dell'osservazione del muco cervicale (metodo "sinto-termico") può migliorare l'indice di Pearl fino a 0,8. Persona In cosa consiste Persona è un sistema contraccettivo che, monitorando i livelli ormonali, è in grado di stabilire quali sono i giorni fertili. In pratica, con dei semplici stick usa e getta analizza le urine del mattino e segnala su un piccolo monitor portatile se si possono avere rapporti sessuali. Vantaggi Il più sicuro fra i metodi naturali. Svantaggi Necessità di programmare i rapporti. Costi. Indice di Pearl 6 Vantaggi Elevata affidabilità del metodo della temperatura basale e del metodo sinto-termico. Metodi contraccettivi in assoluto più innocui. Non è necessario alcun preparativo antecedente il rapporto sessuale. Reversibilità. Nessun problema di compatibilità. Nessun effetto secondario. Nessuna interferenza con la fertilità futura. Buona accettabilità se i partner cooperano. Nessun intervento chimico o meccanico sull'organismo. Nessuna spesa (eccetto per Persona). Svantaggi Bassa affidabilità del metodo del calendario e del metodo Billings. Non molto adatti a coppie giovani visti i giorni di astinenza richiesti. Accettabilità limitata in quanto alcune coppie non si fidano del metodo. Elevata percentuale di fallimento se la motivazione è scarsa. Elevata percentuale di fallimento se sui metodi sono state fornite informazioni scarse. Necessaria la misurazione quotidiana della temperatura. Necessaria una certa dose di intelligenza per l'interpretazione corretta della curva della temperatura. Non praticabili durante l'allattamento. Applicabili in modo condizionato in caso di forti oscillazioni del ciclo mestruale. [...]

ANILINGUS OVVERO LA MODA DEL DI DIETRO

Sembra che fra le lenzuola sia finita l'era del cunnilungus e della fellatio. Ma i baci dove non batte il sole continuano. Si cambia solo lato. E mentre il mondo dichiara il suo amore per le effusioni sul lato B, alcuni rimpiangono i vecchi tempi!LA NUOVA MODA DEL SESSO ORALE: L'ANILINGUSIl sesso è bello finchè è libero e desiderato, e su questo non ci piove. Ma questo non significa che di ogni moda erotica dobbiamo farne un cult. E va bene girare con la frusta da borsetta perchè ora se non fai bondage non sei nessuno. E va bene non depilarsi mai più laggiù, perchè gli anni 70 non tramonteranno mai. E va bene anche accettare le astronavi vibranti, gli anelli, gli orsetti, i conigli, che si agitano all'unisono nei nostri cassetti, finchè le pile durano. Ma la moda dell'anilingus sta dilagando a tal punto che ci siamo dimenticati il resto! E si legge ovunque che invece è praticamente impossibile non impazzire dalla gioia all'idea che il tuo partner slinguazzi il tuo lato B.COSA FARE PER ESSERE BRAVINon è un problema di romanticismo nè di pudore. Non è la pratica in sè a disturbare. Ci sono persone che si eccitano leccando gli stivali: quello che è esagerazione è tutto un parlare di questo anilingus. Dove il partner si avvicina alle tue natiche con la sua facciona e zac, prova piacere a sollazzarti da quella posizione. Ma siamo sicuri poi, che si provi piacere? Se il tuo partner è un uomo, dubito. Che io sappia al maschio medio, il sesso orale piace solo in entrata. Se lo riceve. Praticarlo, se è tanto gentile da concederlo, raramente lo apprezza. E perchè invece, dopo secoli diaccettazione svogliata del cunnilingus, lui dovrebbe impazzire di gioia solo perchè ci arriva da un altro punto di vista? E poi ancora: la pratica inversa, che effetto fa sulla virilità maschile? Raramente un maschio etero apprezza - o confessa di apprezzare - che si giochi con le sue natiche. Infilarci la lingua dentro, non è forse troppo?Come si pratica l'anilingus?Ad ogni modo, non siamo puritane, quindi ecco i consigli base per una sano, moderno e ultra cool anilingus. Il partner che prova piacere a subire le sollecitazioni b-side, si può mettere comodamente a carponi, o audacemente in piedi, con il viso contro il muro e le gambe aperte. L'altro partner, che non vede l'ora di mettere in atto la moda sessuale del momento, si accovaccia dietro e dà inizio a stimolanti giochi di lingua in zona perineo ed ano. Baci, risucchi, piccoli morsi sui glutei, fanno parte del sesso orale in zona anale. Se amate il genere, anche un paio di sculacciate nel mentre non dispiacciono. Le natiche del partner possono essere prese con decisione man mano che la pratica si fa più intensa. Le terminazioni nervose della zona b regaleranno al partner che riceve stimolanti sensazioni. O un'immensa voglia di dire: girami, ti prego, e facciamo del sesso vero [...]

Sesso e mestruazioni: come fare e cosa non fare

Come comportarsi davanti a quei giorni in cui ci sembra impossibile poter liberamente fare l'amore? La prima suggestione riguarda l’avvento del menarca, la prima mestruazione. Per ogni ragazza questo è un momento molto importante nel processo di crescita, poiché è carico di vissuti che determineranno profondamente il rapporto con il proprio corpo e il suo modo di sentirsi donna. E. Deutsch (45) parla di un periodo di aspettativa, variabile da persona a persona, durante il quale avviene una maturazione fisica e una preparazione psicologica alla femminilità. In questo processo maturativo entrano in gioco le esperienze infantili della ragazza relative ai segreti della madre circa le mestruazioni. Più la ragazza è giovane e più l’evento mestruazioni, a livello emotivo, suscita in lei sensazioni sconvolgenti e si può insinuare il pensiero che la femminilità sia qualcosa di doloroso, sanguinoso, sporco, pericoloso. Numerose possono essere le conseguenze di un simile vissuto: la mestruazione non viene sentita come parte integrante del proprio essere femminile, quanto analoga a una funzione escretoria, un rifiuto del corpo, qualcosa che non serve e di cui ci si deve solo vergognare (pare che questo vissuto accomuni donne e ragazze che soffrono o hanno sofferto di enuresi, enterite, nevrosi ossessiva, debolezza vescicale, o più semplicemente coloro che, nel periodo delle mestruazioni, stanno a letto). Il menarca assume infatti, nella psicologia femminile, secondo gli autori di matrice psicoanalitica, l’importante funzione di organizzatore della vita dell’adolescente, che le permette di “scandire la vita regolandola secondo le fasi procreative: non a caso vengono chiamate regole” (Vegetti Finzi, Battistin, 00). Quando esso non viene accolto e compreso nel suo significato positivo può dare origine a diverse reazioni di disagio e malessere psicologico, se non addirittura sfociare nella patologia. Ipereccitabilità, sensazioni di malessere, scarsa resistenza alla fatica, stati di depressione, ansia e angoscia che possono sfociare in fobie e paranoia, sono alcune possibili evoluzioni di un significato negativo, attribuito alle mestruazioni. Il rapporto con le mestruazioni, con il proprio corpo e quindi anche con il sesso è influenzato dal legame che la ragazza ha con la propria madre, e quindi con il modo in cui quest’ultima, a sua volta, ha vissuto ed ha accettato la sua femminilità e il rapporto con l’altro sesso. Inoltre, anche la società e la cultura familiare concorrono ad alimentare una visione ottimistica o pessimistica dell’essere donna o dell’essere uomo. Purtroppo anche nella nostra società continuano a rimanere antichi retaggi e credenze mitologiche, secondo cui “il sangue che le donne mestruate espellono è impuro perché passando dalla notte uterina al giorno rovescia la sua polarità e passa dal sacro destro al sacro sinistro. Le donne in questa condizione sono intoccabili e in numerose società segrete devono compiere un rito di purificazione prima di reintegrarsi nella società da cui sono state momentaneamente escluse” (Chevalier, Gheerbrant; 69). In Vegetti Finzi, Battistin (00) si legge: “In alcune civiltà primitive la donna era considerata tabù, e quindi inavvicinabile durante le mestruazioni: non solo il suo contatto, ma addirittura il suo sguardo potevano far perdere all’uomo la virilità e distruggere i vegetali che germinavano…Anche al di fuori della sessualità si tendeva ad attribuire alla donna nel periodo mestruale un misterioso potere malefico simile a quello delle streghe”. Se tali immagini, legate alla femminilità, al potere generativo, vissuto come oscuro e minaccioso, anziché come auspicabile meta da raggiungere viene avvallata dal gruppo di appartenenza (famiglia, scuola, società) la ragazza (e la futura donna) potrà essere indotta a vivere questo evento come elemento regressivo, che la induce a rifiutarsi di crescere e quindi di accettarsi come un essere sessuato che gode della piena maturità fisica e psichica raggiunta. Il padre, in questo senso, e più tardi il partner, può essere di grande aiuto perché fornisce alla ragazza, attraverso i suoi principi e le sue concezioni, la possibilità di rendere più agevole questo passaggio (Benjamin, 95). Ecco perché è importante ciò che i rispettivi sessi pensano l’uno dell’altro: l’uomo nei confronti della femminilità e della donna e quest’ultima nei confronti dell’universo maschile rappresentano punti importanti nella conquista di un forte senso di identità. Inoltre per quanto attiene alla relazione con il corpo essa non può prescindere dalla sfera emozionale e dalle esperienze dell’individuo perché la sessualità dipende anche da come viviamo: le emozioni, soprattutto quelle negative, le inibizioni di ordine psicologico e i conflitti e ne può risentire (Kaplan, 75). Da quanto asserito si deduce quindi la complessità della relazione esistente fra sesso e mestruazioni, per cui come rispondere a domande quali: si può fare sesso quando ci sono le mestruazioni? E’ vero che per un uomo la donna in quel periodo è meno attraente? La mestruazione dolorosa spegne il desiderio sessuale? La donna mestruata suscita fantasie particolari nell’uomo? Probabilmente tenendo conto di tutti i fattori sopra menzionati per cui esperienze, aspettative sociali, stereotipi, relazioni significative concorrono insieme a determinare quanto per una persona può essere accettabile e desiderabile e quanto invece rappresenterebbe un evento sgradevole. Non esiste quindi una risposta univoca, che va bene per tutti, esiste piuttosto la storia personale, propria di ogni persona cui bisogna dare valore, poiché ciò che può essere auspicabile per uno ad un altro può provocare fastidio ed esiste il rispetto e l’accettazione della differenza [...]

L'APPARATO SESSUALE MASCHILE

L'apparato sessuale maschile è composto da: 1. Gli organi genitali esterni ; (il pene e lo scroto ); 2. I genitali interni ( testicoli , epididimi , vasi deferenti , vescichette seminali , prostata , dotti eiaculatori , ghiandole di Cowper , uretra ). Gli organi genitali esterni Il pene Il pene è composto da una testa chiamata glande, e dall'asta o corpo. Alla sommità del glande è posta l'apertura esterna dell'uretra attraverso la quale fuoriescono l'urina e lo sperma. Il glande è ricoperto da uno strato di pelle ripiegata che viene chiamato prepuzio. Esso è come un cappuccio e può essere ritratto fino a scoprire la sommità del pene, salvo che nei neonati. Poco dopo la nascita, alcuni bambini vengono sottoposti ad un intervento per asportare questa pelle: tale intervento viene detto circoncisione. Il glande è liscio e contiene molte terminazioni nervose che lo rendono assai sensibile. Tutt'intorno alla parte inferiore del glande, o testa del pene, si trova un margine chiamato corona. Nella parte del pene dove capo e corpo si incontrano, si trova un'area molto sensibile chiamata frenulo. Il corpo o asta del pene è fatto di un tessuto morbido assai simile ad una spugna. Questo tessuto spugnoso è irrorato da molti vasi sanguigni che durante l'eccitazione sessuale si riempiono di sangue e si gonfiano. L'anello di tessuto muscolare che si trova all'interno della base dell'asta si contrae provocando un afflusso forzato di sangue all'interno di questi vasi sanguigni causando così l'indurimento e l'ingrossamento del pene. Questa transizione da un pene molle (flaccido) ad un pene più rigido viene chiamata erezione. Nel pene non ci sono né ossa né cartilagini che producono l'erezione. Dopo l'eiaculazione o in caso di cessazione degli stimoli, il pene ritorna nello stato flaccido.  Lo scroto Lo scroto o sacco scrotale è una sacca muscolare, morbida e dalle pareti sottili, che contiene due compartimenti in cui si trovano i testicoli. Ogni testicolo è collegato da un cordone (cordone spermatico) che contiene vasi sanguigni, condotti, nervi e fibre muscolari. Il cordone spermatico si può apprezzare a ogni lato dello scroto. In certe condizioni, soprattutto al freddo, le fibre muscolari dello scroto causano la contrazione o raggrinzimento dell'intero sacco, in modo che i testicoli si avvicinano di più al resto del corpo e restano caldi. In altre condizioni, come al caldo in pieno rilassamento, lo scroto diventa del tutto rilassato e molle, con la superficie liscia. I testicoli allora pendono lontano dal corpo per rimanere più freschi. Queste azioni sottolineano la funzione primaria dello scroto che è quella di essere un naturale centro di controllo climatico per i testicoli. La temperatura nello scroto è un grado o due più bassa della normale temperatura del resto del corpo che è di 37° C. Il compito dei testicoli è di produrre spermatozoi, ed essi non potrebbero farlo alla temperatura corporea; hanno bisogno di stare più freschi. Se i testicoli vengono tenuti alla temperatura corporea o ad una temperatura più alta per un periodo prolungato, può derivarne sterilità o infertilità. Lo scroto registra continuamente i dati ambientali e risponde automaticamente nella maniera migliore per una sana produzione di spermatozoi. Gli organi genitali interni Gli organi sessuali e riproduttivi interni dell'uomo sono: 1. i testicoli, che producono lo sperma e gli ormoni (i testicoli a volte devono essere rimossi per mezzo di un'operazione che si chiama castrazione); 2. l'epididimo ; 3. i condotti deferenti ; 4. le vescichette seminali ; 5. la prostata ; 6. i condotti eiaculatori ; 7. Le ghiandole di Cowper ; 8. l'uretra . I testicoli I testicoli sono due piccole palle (il loro nome comune) che pendono nello scroto sotto il pene. Essi producono lo sperma e gli ormoni. I testicoli sono di forma ovale, misurano 3 centimetri e mezzo circa di lunghezza, 2 centimetri e mezzo di larghezza e 3 centimetri circa trasversalmente. Il peso dei testicoli di un adulto è di circa 30 grammi l'uno, anche se il testicolo sinistro può essere un po' più pesante, più grande e pendere quindi un po' più in basso del destro. La ragione di questo fatto non è conosciuta, ma potrebbe essere quella di impedire ai testicoli di urtare l'uno contro l'altro in maniera dolorosa e forse pericolosa quando l'uomo cammina. I testicoli hanno due funzioni: la produzione degli spermatozoi dal momento della pubertà sino alla morte, e la produzione degli ormoni sessuali maschili chiamati androgeni, tra il quale il testosterone è il più importante. La produzione degli ormoni da parte dei testicoli è evidente fin dalla nascita, ma aumenta enormemente intorno alla pubertà e si mantiene ad alto livello per tutta l'età adulta fino a manifestare una diminuzione durante gli ultimi anni di vita. La produzione degli spermatozoi non comincia fino alla pubertà, anche se segue il modello della produzione di ormoni riducendosi in età avanzata. Gli spermatozoi vengono prodotti in ogni testicolo in speciali strutture chiamate tubuli seminiferi. Questi tubicini sono al centro di ogni testicolo e sono collegati con una serie di condotti che convogliano lo sperma ad altri importanti organi e, alla fine, fuori dal pene, se ciò è richiesto. In ogni testicolo, vicino ai tubuli seminiferi, ci sono numerose cellule chiamate cellule interstiziali o cellule di Leydig. Esse sono responsabili della produzione dell'ormone sessuale maschile (testosterone) che viene secreto direttamente nei vasi sanguigni circostanti. Al momento della pubertà, la maggior parte dei cambiamenti che avvengono nel ragazzo è prodotta dalla maggior quantità di testosterone che scorre nel suo corpo. Durante l'eccitazione sessuale i testicoli aumentano di grandezza. Il sangue riempie i vasi sanguigni che si trovano in essi causando il loro ingrandimento. Dopo l'eiaculazione essi tornano alle loro normali dimensioni. Subito prima dell'eiaculazione i testicoli vengono tratti molto vicini al corpo. Dopo l'eiaculazione essi ritornano alla loro posizione usuale nello scroto. Il medesimo avvicinamento dei testicoli al corpo avviene nei momenti di intensa paura, collera o quando l'uomo ha freddo. In questo modo, naturalmente, il corpo protegge questo meccanismo delicato e vulnerabile. I testicoli pendono fuori dal corpo per potere stare alla temperatura leggermente più bassa che è richiesta per la produzione dello sperma. Quando la stagione è molto calda o durante un bagno tiepido essi pendono più in basso del normale, lontano dal corpo e dal suo calore; al contrario, nella stagione fredda, essi si avvicinano al tepore del corpo per mantenere una temperatura ottimale. Se vengono tenuti alla temperatura corporea, i testicoli non sono più in grado di produrre spermatozoi e l'uomo diventa sterile. Quando i muscoli dell'uomo si tendono, per esempio quando egli si prepara ad una fuga o ad una aggressione oppure subito prima dell'eiaculazione, un insieme di muscoli posto nello scroto spinge automaticamente i testicoli verso l'alto. Gli epididimi Sulla parte superiore di ogni testicolo si può apprezzare un piccolo rilievo. Si tratta dell'epididimo. Esso è un tubo strettamente avvolto, che aderisce alla superficie di ogni testicolo e funziona come una camera di maturazione ed immagazzinamento degli spermatozoi che sono stati prodotti, non appena essi escono dai tubuli seminiferi. Gli spermatozoi stanno negli epididimi fino a che non vengono distrutti ed assorbiti dal tessuto circostante o fino a che non vengono eiaculati.  I vasi deferenti Attaccato all'epididimo si trova, in ogni testicolo, un piccolo tubo chiamato vaso deferente. Ogni vaso è lungo approssimativamente dai 40 ai 45 centimetri e gli spermatozoi lo percorrono andando dagli epididimi ad altri organi. Una volta percorso il vaso, gli spermatozoi si mischiano con dei fluidi prodotti dalle vescichette seminali e dalla ghiandola prostatica, formando una nuova sostanza, il seme. Questo è ciò che l'uomo eiacula. Dal momento che i vasi deferenti sono luoghi di transito dello sperma e sono facilmente individuabili nello scroto, essi sono l'organo ideale su cui compiere la semplice procedura di sterilizzazione maschile chiamata vasectomia (pagine 83-86). Per compiere la vasectomia il chirurgo taglia tutti e due i vasi, posti ai due lati dello scroto, e li lega, oppure asporta un pezzo dei vasi, per impedire allo sperma di passare oltre quel punto. Gli spermatozoi quindi vengono ancora prodotti nei testicoli e passano attraverso l'epididimo ma non possono procedere oltre il punto in cui si è intervenuti chirurgicamente e non possono perciò uscire dal corpo e provocare una gravidanza. Essi vengono distrutti ed assorbiti come tutti gli altri spermatozoi che non sono stati eiaculati. Dopo una vasectomia i liquidi prodotti dalle vescichette seminali e dalla prostata continuano regolarmente ad essere fabbricati e ad uscire dal corpo durante i rapporti sessuali, la masturbazione ed i sogni che provocano eccitazione sessuale; l'orgasmo è esattamente lo stesso. L'assenza di spermatozoi nel seme è impossibile da individuare, salvo che al microscopio. Le vescichette seminali Le vescichette seminali si trovano appena sopra la prostata, ai due lati di essa. Esse sono piccole tasche lunghe circa otto centimetri che secernono un liquido simile allo zucchero (fruttosio). Questo liquido seminale si unisce agli spermatozoi (che provengono dai testicoli dopo aver attraversato gli epididimi ed i condotti deferenti) e al liquido prodotto dalla prostata nei condotti eiaculatori, da cui il seme passa nell'uretra e di qui fuoriesce dal pene. Il liquido prodotto dalle vescichette seminali fornisce nutrimento agli spermatozoi, e fa sì che essi si muovano più efficacemente. Pare che il fruttosio presente in una normale eiaculazione di seme arrivi al valore nutrizionale di circa 6 calorie! La prostata La prostata è posta sotto la vescica ed è appoggiata contro il suo collo: ha la grandezza di una grossa castagna ed è formata da un certo numero di sezioni chiamate lobi. L'uretra, che è il tubo che permette il passaggio dell'urina fuori dalla vescica, in cui è contenuta, attraversa la prostata e il pene. Se la prostata si gonfia, può esercitare una pressione sul collo della vescica o sull'uretra stessa e serrarle. In questi casi è richiesto l'immediato intervento medico. Dalla pubertà in avanti la prostata secerne una sostanza che serve di nutrimento agli spermatozoi e aumenta la loro capacità di muoversi autonomamente, proprio come il liquido prodotto dalle vescichette seminali. Il liquido prodotto dalla prostata fornisce circa il 39 per cento del liquido seminale, quello prodotto dalle vescichette seminali circa il 60 per cento; solamente l'uno per cento del seme è costituito dagli spermatozoi. Il liquido prostatico viene secreto dai molti condottini escretori che vanno dalla ghiandola all'uretra, dove esso si unisce con gli spermatozoi ed il liquido seminale provenienti dai condotti eiaculatori. Il seme ora è completo ed è pronto per essere eiaculato.  I dotti eiaculatori All'interno della prostata la fine dei dotti deferenti si unisce con le vescichette seminali e forma i dotti eiaculatori. I dotti sono lunghi circa due centimetri e mezzo e portano all'uretra. Durante i rapporti sessuali, il seme si raccoglie in quest'area e, quando l'eccitazione raggiunge il suo apice, un riflesso spinale provoca la contrazione ritmica di tutta l'area e spinge il seme fuori dall'uretra a schizzi. Questo processo viene chiamato eiaculazione, e quando un uomo raggiunge un certo livello di eccitazione non può più trattenersi dall'eiaculare. In genere si hanno dai tre agli otto spruzzi in pochi secondi. La sensazione soggettiva dell'orgasmo è unita all'eiaculazione ma separata da essa. L'orgasmo è quel tipo di piacevole esplosione o inondazione liberatoria che attraversa tutto il corpo. L'orgasmo infatti corrisponde al rilassamento della tensione neuromuscolare che si è accumulata durante la stimolazione sessuale Le ghiandole di Cowper Ad ogni lato dell'uretra, subito sotto la prostata, si trovano le ghiandole di Cowper. Durante l'eccitazione sessuale, ma prima dell'eiaculazione, queste piccolissime ghiandole secernono una piccola quantità di liquido nell'uretra, che passa attraverso l'apertura urinaria e compare alla sommità del pene. Questa piccola quantità di liquido proveniente dalle ghiandole di Cowper contiene abbastanza spermatozoi, filtrati dai dotti eiaculatori, da causare una gravidanza anche se l'eiaculazione non è ancora avvenuta. Quindi ritrarre il pene dalla vagina prima di eiaculare non è un buon metodo per il controllo delle nascite, dato che il fluido proveniente dalle ghiandole di Cowper può fuoriuscire dal pene a partire dall'inizio dell'eccitamento in avanti. Questo liquido è alcalino; esso aiuta a neutralizzare l'ambiente acido dell'uretra e fa sì che gli spermatozoi vivano più a lungo dopo essere stati eiaculati. L'uretra L'uretra maschile è lunga circa 20 centimetri e, iniziando dal fondo della vescica, attraversa la prostata e tutta la lunghezza del pene. L'uretra ha due funzioni: permette all'urina di fluire dalla vescica fino a fuoriuscire dal pene e permette al seme di essere eiaculato. [...]

LA MASTURBAZIONE FEMMINILE E LE SUE FORME

Masturbatevi il più possibile e nei modi più svariati. E’ importante per conoscere meglio il vostro corpo, per amarlo di più e per farlo conoscere meglio. Nel rapporto sessuale è l’uomo che deve seguire la donna, essendo questa più complessa, ed è la donna che deve spiegare all’uomo come fare a seguirla. Per questo è fondamentale che essa conosca le proprie zone erogene, i modi in cui stimolarle, i ritmi di queste stimolazioni, il proprio piacere, insomma. Una donna che non si è mai masturbata parte svantaggiata nel rapporto sessuale. Non si può aspettare che sia l’uomo a farci conoscere, se non in piccola parte. Troviamo da sole i nostri punti, poi indichiamoli al partner e facciamoci aiutare a stimolarli. Conoscendo i nostri orgasmi con le loro potenzialità, ci sarà più agevole trasferirli in un rapporto a due e trascinare anche il partner nel nostro godimento. La masturbazione clitoridea. E’ la forma più comune di masturbazione femminile. Consiste nella stimolazione diretta o indiretta del clitoride. Diretta: viene manipolato, sfregato il corpo stesso del clitoride. Tenendo aperte le piccole labbra si può titillare delicatamente il glande fuoriuscito, avendo cura di tenerlo lubrificato, fino a giungere all’orgasmo. Questa non è la procedura più usata in quanto per molte donne il glande è un punto troppo sensibile perché sia stimolato direttamente. Più delicato è lo sfregamento diretto del clitoride con oggetti, perché in questo caso il glande rimane per lo più nascosto dentro al suo prepuzio. In questo caso la stimolazione avviene tramite movimenti circolari d’oggetti dalla punta arrotondata. Indiretta: il clitoride viene stimolato indirettamente facendo pressione sul monte di Venere o stirando le labbra vaginali. Le piccole labbra, che sono attaccate al prepuzio, se sono sfregate provocano un delicato e gradevole strappo della clitoride, e se titillate fanno scivolare il prepuzio avanti e indietro sul glande facendolo inturgidire e, infine, venire. Altre donne preferiscono sfregare gli interi genitali contro oggetti quali cuscini, pomi del letto, maniglie della porta, tessuti morbidi, ecc... Altre ancora, si masturbano sedendosi sui tacchi e facendo pressione sui muscoli o stringendo le cosce l’una contro l’altra ritmicamente o salendo in bicicletta o, ancora con il massaggio idrico della regione genitale e perineale. Le varianti per questo tipo di masturbazione sono in sostanza infinite. Un esperto in questo campo riconobbe in venti anni d’esperienza clinica più di cento forme di masturbazione clitoridea. [...]

MASTURBAZIONE FEMMINILE: IL METODO CUL-DE-SAC

La masturbazione cul-de-sac Per questo tipo di masturbazione è necessario avere muscoli pelvici e uterini ben sviluppati. Lubrificate il pene artificiale e inseritelo dolcemente nella vagina. Raggiungete un livello d’eccitazione molto alto stimolandovi il clitoride e/o il punto G, ma non fino ad arrivare ad un orgasmo. Ora muovete il pene fino ad arrivare alla cervice, esploratela per scoprire con quanta forza potete spingervi, o se le sensazioni che avvertite vi piacciono. Ora comportatevi come durante un rapporto sessuale. Spingete il pene in profondità e, contemporaneamente, contraete la muscolatura pubococcigea e quella uterina simultaneamente. Se i vostri muscoli sono abbastanza allenati, gli ultimi due centimetri della vagina -il passaggio del cul-de-sac- si apriranno alla penetrazione e poi si serreranno attorno al pene. La vagina tratterrà il pene al punto che, se provate a strattonarlo leggermente, non riuscirete ad estrarlo. Mantenete la pressione sul pene continuando a tirarlo con estrema dolcezza: state allenando maggiormente i vostri muscoli uterini. Se sarete abbastanza eccitate non avrete difficoltà a raggiungere quasi istantaneamente l’orgasmo da cul-de-sac. La masturbazione dell'uretra Per questo tipo d’orgasmo giocano un ruolo importante i muscoli pelvici. Contraeteli e rilasciateli, è un esercizio molto piacevole. Individuate con le dita, o con il pene artificiale, il punto che si colloca intorno alla parte dell’uretra situata all’interno della vostra vagina. Continuate a contrarre i muscoli, aggiungete un massaggio dell’uretra e aumentatene via, via la pressione. Quando sentirete lo stimolo ad urinare sarete vicine all’orgasmo. Incominciate a masturbarvi anche l’orifizio dell’uretra che si trova esternamente, muovete le dita come quando vi toccate il clitoride. Continuando così arriverete l’orgasmo. Se spingete in fuori la parte dell’uretra come se voleste far pipì quando siete vicine all’orgasmo, è molto probabile che otteniate una vera e propria eiaculazione (gusher). Molti confondono la masturbazione dell’uretra con quella del punto G, facendo coincidere questi due punti. Vi basterà provare questi due tipi di stimolazioni, per rendervi conto delle differenze. [...]

LA MASTURBAZIONE VAGINALE

Sono poche le donne che si masturbano accompagnando alla stimolazione clitoridea la penetrazione vaginale, solo un 2% quelle che si masturbano solo vaginalmente. Eppure, all’interno del nostro organo sessuale, possediamo diversi punti che, se correttamente stimolati, ci portano all’orgasmo. Quindi perché così poche donne ne usufruiscono? Forse si pensa che l’esplorazione della vagina sia una prerogativa del partner (ma lui come fa a trovare i punti giusti se non glieli indichiamo?). Oppure che sia più rapido e facile masturbarsi clitoridealmente e che una penetrazione possa distrarci da tale pratica (ma non è forse una limitazione?). O, ancora, non si sa bene quali punti andare a stimolare (in questo caso è bene trovarli). L’uso di un pene artificiale, o di chi per lui, durante la masturbazione, vi permette di esplorarvi e quindi conoscervi meglio. Di trovare le zone interne in cui siete più sensibili, di scoprirne la giusta stimolazione, le giuste pressioni e i giusti ritmi, di smascherarne il piacere, insomma. Conoscenze che arricchiscono sia voi che il vostro partner, perché -sia chiaro- nel rapporto sessuale è l’uomo che deve seguire la donna, essendo questa la più sensibile e complessa. Ripetiamo: come può un uomo conoscere i vostri punti deboli, se questi variano da donna a donna, per lo meno come ritmi e modi di stimolazione? Per questo è importante una masturbazione completa. Vi consigliamo di usare un pene artificiale perché molto spesso le dita non bastano, sia per la profondità delle zone ricercate che per le pressioni di cui queste necessitano. Una cosa importante è l’utilizzo del preservativo: incappucciate gli oggetti che avete deciso di utilizzare per la vostra masturbazione. Siano banane, cetrioli, carote, candele, bottigliette, falli artificiali o vibratori, tutto deve essere ben pulito onde evitare il rischio d’infezioni e un preservativo sterilizzato è la miglior precauzione. Altra raccomandazione è quella di non eccedere nelle dimensioni degli oggetti che avete deciso di utilizzare onde evitare sgradevoli inconvenienti. Per sfatare eventuali leggende metropolitane rileviamo che i peni artificiali non sono pericolosi da usare, ma sono un ottimo trattamento per quelle donne che hanno difficoltà ad arrivare all’orgasmo (per questo sono consigliati da molti terapisti). I peni artificiali non danno dipendenza e non diminuiscono la percezione del piacere. Chiaramente, come in ogni cosa, non bisogna abusarne e ricordarsi che il piacere ha in ogni modo i suoi tempi: il concentrarsi solo sull’orgasmo veloce dato dal vibratore non vi lascerà molto soddisfatte. [...]

COME UTILIZZARE IL PRESERVATIVO

UN AMORE DI PLASTICA... ANZI DI LATTICE Si tratta di uno dei metodi anticoncezionali più sicuri sul mercato eppure, per molti, rappresenta più un problema che una soluzione. Perchè? Se usato correttamente, il profilattico contribuisce a ridurre i rischi di trasmissione di infezioni da HIV così come di altre malattie trasmissibili per via sessuale, come clamidia, herpes genitale, verruche, gonorrea, epatite B e sifilide. Sebbene nessun contraccettivo può garantire una sicurezza al 100% contro gravidanze, trasmissione di virus HIV e di altre malattie trasmissibili per via sessuale. Così come avete l'abitudine di pulirvi regolarmente i denti, così dovreste imparare ad usare il profilattico per abitudine. Un'abitudine nasce da una decisione presa una volta per tutte ossia quella di proteggervi con il preservativo sempre e comunque. Con il preservativo l'amore non ci perde nulla, la salute ci guadagna. La diffidenza verso l'uso del profilattico non deve, infatti, essere di ostacolo al vostro benessere fisico. E ricordate che l'uso del preservativo è un atto di responsabilità nei confronti vostri e della vostra/o compagna/o , occasionale o fissa che sia. E se pensate di non poter sopportare questa " corazza" al vostro piacere sessuale, se vi sentite un po' imbranati nell'usarlo (o addirittura non lo avete mai messo), se non sapete quale misura acquistare, niente paura. Preservativo e Prevenzione: perché? Le Malattie a Trasmissione Sessuale: da oltre 10 anni, parole come questa, unitamente ad Aids e Prevenzione, sono entrate a far parte, nel bene e nel male, del nostro quotidiano. Ora se ne parla, ora no. Ma il virus, silenzioso e tenace, continua incessantemente il suo lavoro e il contagio, sebbene ridotto nei numeri, continua ad interessare tutti, giovani e meno, eterosessuali e gay, uomini e donne. Finora non sono stati identificati vaccini ne cure risolutrici, sebbene molti passi in avanti siano stati fatti per migliorare la qualità della vita delle persone contagiate. Ormai tutti o quasi sanno cos'è l' Aids e come ci si contagia. Ma tale diffusa informazione non ha completamente sbarrato la strada al dilagare del virus, nei paesi occidentali. Segno che qualcosa non funziona nell'adozione dei mezzi di prevenzione. Il contagio avviene attraverso : i rapporti sessuali non protetti cioè senza l'uso del preservativo; il contatto sangue-sangue ( ad es. lo scambio di siringhe tra tossicodipendenti); da una madre sieropositiva al proprio figlio, durante la gravidanza, il parto o l'allattamento al seno. Nel rapporto sessuale il contagio avviene quando sangue, sperma, liquido che precede l'eiaculazione o secrezioni vaginali di una persona sieropositiva vengono a contatto con piccolissime erosioni, anche non visibili, presenti nella vagina, nell'ano, nelle pareti della bocca, sulla pelle del pene dell'altro partner: attraverso questi tagli, il virus può penetrare nel corpo infettandolo. Non esistono altri canali di trasmissione. Non c'è contagio dalle strette di mano, dagli abbracci, dallo stare nella stessa stanza con un siero positivo. Quindi smettiamola di essere ignoranti di fronte a questo problema e poi di fare gli stupidi non infilando un preservativo per non interrompere i preliminari! Se si pensa di aver avuto un rapporto a rischio, allora è bene fare il test Hiv, che consente tramite un semplice esame del sangue di conoscere se è presente o meno l'infezione. Per effettuare il test, gratuito e riservato, non occorre la richiesta del medico. Il risultato del test è affidabile e definitivo solo dopo tre mesi dal possibile contagio. Fare il test è un atto di responsabilità nei nostri confronti e nei confronti degli altri.Il preservativo è la sola protezione sicura contro la trasmissione del virus, a meno che non optiamo verso un'improbabile astinenza sessuale. Inoltre, il profilattico ripara anche dal contagio da altre malattie a trasmissione sessuale . C'è ne sono in giro oltre 20 e la possibilità di contagio è più frequente di quanti si pensi. Certo, non sono mortali come l'Aids, ma portano problemi e fastidi anche duraturi e definiti, quali ad es. l'infertilità. Non dimentichiamo, poi, che il preservativo protegge da gravidanze indesiderate, ed è il contraccettivo più facile da usare, senza alcuna controindicazione o intervento del medico. Un bambino è una responsabilità troppo seria ed una gravidanza deve essere un atto di scelta consapevole, non un incidente di percorso. Anche l'aborto, è una parola che si tramuta al momento di viverlo, in una esperienza poco piacevole. Il piacere ne risente? Diremmo fesserie negndo che una delle remore ad usare il preservativo, è relativa al fatto che tale strumento neghi la possibilità di avere rapporti sessuali liberi e piacevoli. Si interrompe la spontaneità, la naturalezza. Ma non credete che con un po' di fantasia, complicità con la propria partner si possa ovviare a queste "complicanze " e che comunque il prezzo da pagare sia giusto se va a vantaggio della vostra salute o addirittura vita? Imparare ad indossare un profilattico è più semplice di quanto si creda e poi se alla prima volta risultiamo essere un po' imbranati, ricordiamoci le prime cadute in bicicletta o con il motorino. Per fortuna qui ad assistere c'è solo il nostro partner con il quale affrontare " l'impresa" con curiosità e ironia. E poi basta seguire le istruzioni riportate all'interno del prodotto. Prendetelo come un gioco, insomma. E' solo questione di esercizio e poi si proverà ugualmente un intenso piacere con la massima sicurezza. I preservativi di oggi sono molto più sottili di quelli di una volta e dopo un po' che ci si fa l'abitudine è come non averlo. Oggi, grazie alla tecnologia, la differenza tra il rapporto sessuale con o senza il preservativo è si soli 6 centesimi di millimetro, che diventano 2 centesimi di millimetro usando i profilattici extrasottili. Pensate di poter sopportare tale peso, soprattutto considerando la tutela che offrite alla vostra salute? Preservativi per tutti i gusti. Il mercato oggi ci viene in aiuto, offrendo una gamma sempre più articolata di prodotti, realizzata comunque a partire dalla materia prima , il lattice naturale di gomma, ma differenziata nelle misure e nella lavorazione. E per chi è allergico al lattice, esistono i profilattici in poliuretano. A ciascuno il suo preservativo, quindi. Tanti tipi, ognuno rispondente alle più svariate esigenze. Ne esistono di più stretti o più larghi, sagomati o lisci , anatomici o normali, ritardanti o supersottili, con o senza spermicida. Insomma per tutti i gusti. E a proposito di gusti, si possono trovare preservativi ai gusti di frutta che oltre ad essere aromatizzati, sono simpaticamente colorati. Rossi, gialli, verdi. Si, ma dove come li compro? Se andassimo a fare una rapina, saremmo più disinvolti. Non guardiamo negli occhi la cassiera del supermercato quando mettiamo sulla cassa il nostro pacchetto di profilattici, e verifichiamo che la farmacia sai vuota prima di entrarci. Se siamo fortunati ad aver un distributore automatico a portata di mano, la cosa è fatta. Penseranno che stai acquistando delle sigarette ma in ogni caso, comunque, le macchinette offrono scarsa scelta di marche. E allora? Internet viene in nostro aiuto proponendo una soluzione facile e conveniente. www.comodo.it è l'unico sito italiano dove troverete oltre 120 tipi di preservativi delle migliori marche, dalla Durex alla Control, dalla 2003 alla Primex , preceduti da un'ampia informazione sul prodotto e da prezzi più bassi rispetto quelli praticati in farmacia o al supermercato. I prodotti vengono spediti direttamente a casa, in pacchi anonimi, non recanti alcuna indicazione sul contenuto. E poi troverete tutti gli approfondimenti sul tema della prevenzione e sul preservativo: come è fatto, come si usa e come viene prodotto. CONSIGLI Se al termine del rapporto sessuale, per qualunque motivo, vi fosse ragione di temere una gravidanza indesiderata, consultare immediatamente il medico. In soggetti ipersensibili, l'uso del profilattico in lattice può provocare reazioni allergiche. Consultare il vostro medico prima dell'uso. (Questo problema viene spesso utilizzato come SCUSA per evitare di utilizzare il preservativo! Diffidate, non sempre è vero...ma anche se fosse esistono anche preservativi per questo problema...quindi evitate di avere rapporti con persone che sottolineano questa impossibilità!) Non usare lubrificanti a base oleosa, come vasellina o ovuli. Nel caso si renda necessario l'uso di un lubrificante, accertarsi che sia compatibile con profilattici in lattice. Consultare un medico o un farmacista sulla compatibilità del profilattico con prodotti topici per l'applicazione sul pene o in vagina. Non usare il profilattico in presenza di dispositivi meccanici intrauterini. L'uso del profilattico al di fuori del rapporto vaginale incrementa il rischio che lo stesso si sfili o venga danneggiato. Aprire la confezione da un lato avendo cura di non strappare il profilattico all'interno. Estrarre il profilattico con attenzione, maneggiando con cura. Conservate il profilattico in luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore e dalla luce diretta del sole. Evitate di tenerlo nel portafoglio, dove può danneggiarsi, o dove può svilupparsi molto calore, come nel porta oggetti dell'auto durante i mesi caldi. Il profilattico si conserva se sigillato nel suo involucro protettivo; una volta aperto l'involucro, il profilattico va usato subito. Aprire la confezione facendo attenzione a non danneggiare il profilattico con unghie o con oggetti taglienti come anelli, cerniere e fibbie. Eventuale aria imprigionata all'interno del profilattico può causarne la rottura. Al fine di evitare questa possibilità, prendere il profilattico per il serbatoio e stringerlo fra il dito pollice e l'indice. Indossare il profilattico sul pene eretto, accertandosi che la parte da srotolare sia all'esterno. Il profilattico va indossato sul pene eretto, prima che lo stesso entri in contatto con il partner, in quanto sono frequenti le eiaculazioni preeiaculatorie di sperma così come di virus che possono causare malattie sessualmente trasmesse. Continuando a stringere il serbatoio, srotolare con cura il profilattico fino a totale copertura del pene. Se il profilattico dovesse riavvolgersi durante il rapporto, srotolarlo immediatamente fino alla base del pene. Nel caso in cui si sfili, estrarre il pene e indossare un nuovo profilattico prima di ricominciare il rapporto. Dopo l'eiaculazione, ritirare lentamente il pene prima della totale scomparsa dell'erezione, tenendo sempre stretto il profilattico. A questo punto bisogna evitare di avvicinare il pene e il profilattico al corpo del partner. Si consiglia di avvolgere il profilattico usato in carta e gettarlo in un bidone; non gettarlo nel WC. Il profilattico è monouso. [...]

SESSO TANTRICO e CONCETTI SUL TANTRA

IL SESSO TANTRICO Di libri sul tantra ne sono pieni gli scaffali di ogni libreria, per cui mi limiterò a darvi brevi cenni su cosa e' il sesso tantrico e su come sperimentare le tecniche di orgasmo rilassato : non prendetela solo come guida Michelin sulla sessualità alternativa, ma anche come modo di affrontare la vita (anche sessuale) serenamente :) Il "tantra" nasce in india con un preciso significato filosofico e dottrinale e una valenza principalmente spirituale. La dottrina tantrica infatti, insegna il metodo di liberazione dei vincoli sensoriali, e non una frenetica ricerca di sensazioni nuove ed eccitanti, e come tale va vissuta.nonostante oggi si parli di "tantra" in modo familiare, i riferimenti non sono quasi mai corretti. Si tende ad indentificarlo come una panacea ai piu' diversi problemi sessuali, mentre dovrebbe essere visto come la via dell'amore, si, ma non intesa solo come rapporto erotico, bensi' come unione sentimentale, psichica e naturalmente sessuale tra uomo e donna. Il sesso è solo l'inizio, non la fine. Provate a chiedervi : quante volte faccio sesso in modo concitato, quasi competitivo? La risposta la conoscete da soli. Adattandoci a stili di vita frenetici e stressanti, ci abituiamo a vivere la sessualita' allo stesso modo: affannandoci, sudando, gemendo, urlando e soffocando il respiro allo scopo di conquistare il/la partner con la nostra bravura erotica e la nostra carica sessuale. Quello stato orgasmico che sempre ricerchiamo, ci risulta così molto più lontano di quanto realmente sia. Se cominciassimo a pensare che il sesso non è solo un piacevole modo di consumare calorie e di dimostrarci forti e bravi, riusciremmo a capire la vera essenza del tantra. Rilassamento e respiro. «Un giorno lei mi disse: Fai l'amore in modo competitivo. Io mi incazzai, lei era sempre più polemica verso di me. Alla fine non realizzai nessuna delle mie fantasie sessuali strane, il nostro rapporto esplose e io mi trovai solo, disperato e in preda a una eccitazione selvaggia che non riuscivo a sedare in nessun modo. Vedevo il sesso come un modo divertente di fare ginnastica, stavo lì a pensare ai movimenti giusti che dovevo fare per godere e farla godere, ma mi perdevo ogni divertimento.» Se provate a ricordare l'ultima volta che avete fatto sesso, la vostra memoria si soffermerà per lo più su ricordi fisici e ambientali quali: luogo, posizione, calore, sudore, gemiti, penetrazione e movimenti; in piccola parte su sensazioni psichiche e sensoriali piacevoli. Questo perchè l'orgasmo che avete raggiunto, era sintonizzato su "onde corte" e non su "onde lunghe". Negli ultimi anni di ricerche sul cervello umano, si è scoperto che tanto più una persona è attiva e tesa, tanto più il cervello lavora su un ritmo di onde cerebrali corte e veloci. In questo stato la capacità di percepire sensazioni piacevoli è bassa. Il funzionamento del corpo è ridotto perché il cervello ha bisogno di molta energia per affrontare il difficile compito del pensare razionalmente. Pensare razionalmente durante l'atto sessuale è pratica comune ai nostri giorni. Sia gli uomini che le donne si trovano sommersi da paure e dubbi: "le piacerà?", "starà godendo?", "forse non sono abbastanza bella", "forse non sono abbastanza bravo", "dovrei cambiare posizione?" "forse dovrei succhiarglielo un po'". Tutti questi pensieri che ci affollano la mente inibiscono il naturale fluire del piacere, impedendoci di scorgere la vera carica erotica di una carezza, di un bacio o della penetrazione. In questo modo, l'energia vitale viene tolta al corpo per concentrarsi sui pensieri; che é poi lo stesso meccanismo che si instaura quando siamo stressati o ansiosi e digeriamo male: il cervello ha tolto energia allo stomaco che non può portare a termine una corretta digestione. Se proviamo a concentrarci sul rilassamento e sgombriamo la mente da dubbi inutili e controproducenti, il ritmo di "lavoro mentale" diviene più lento e le onde cerebrali si allungano. La dottrina tantrica insegna le tecniche di rilassamento e di "sgombero" da pensieri negativi e bloccanti, per giungere ad una più alta e profonda coscienza di sé, del nostro corpo e del nostro spirito. Il tantra, invece che spingere a concentrare le energie su tecniche amatorie e penetrazioni contorsionistiche, ci insegna a non fare niente e non pensare a niente. Prova a fare sesso e a concentrarti su "niente" e ti renderai conto che non è così semplice. Il punto è: mentre facciamo sesso, ci sono mille piccoli stimoli cerebrali e sensoriali che ci portano a pensare ad "altro", a partire dalla posizione fino ad arrivare all'orgasmo stesso; il sesso diviene una specie di gara, o di match con noi stessi. Ma se proviamo a concentrarci sul niente, nè sull'orgasmo, nè sulla durata, nè sul piacere che stiamo portando al/la partner, l'unica cosa che sentiremo sarà noi stessi e il nostro respiro. Bene, ora che hai sgombro il pensiero e che siete l'uno dentro all'altra, respira profondamente. Diventa tutt'uno col respiro e pensa solo a questo. Non fare sforzi, pensa che ti stai addormentando e ti concentri sulla respirazione in modo naturale. Ti sembrerà noioso e stupido, ma è il primo passo per liberarsi da quella zavorra che ti impedisce di godere di un amplesso intenso e prolungato che culmina in un'emozione spirituale profonda, mai provata. Nel tantra niente deve essere meccanico. Quando facciamo l'amore siamo generalmente molto impegnati a farlo bene, la tecnica ha la sua importanza, specie per gli uomini che mettono molta attenzione nell'ascoltare il proprio piacere sessuale. A volte è come se volessimo misurarlo, controllarlo,confrontarne la quantità e la qualità con il piacere provato altre volte, con altre persone.Ma questo meccanismo è controproducente ai fini del piacere stesso. Il sesso tantrico non si fa per mostrare la propria tecnica perché nel sesso non esiste una tecnica. Non si può misurare il piacere che si prova, perché non è un piacere che può essere più o meno forte, bensì un piacere totale: o c'è o non c'è. Se c'è, sei soddisfatto/a fino in fondo. Difficile descriverlo, bisogna proprio provarlo. Ma attenzione! Non è una cosa mistica, ideale, mentale. Stiamo parlando di una reazione fisiologica, di un cambiamento fisico che avviene dentro il nostro corpo quando si fa l'amore in questo modo diverso. Se due persone fanno l'amore in modo rilassato e rallentato, dopo 35 minuti circa avviene una reazione fisica che fa sì che le onde cerebrali dei due amanti si sintonizzano su un livello molto tranquillo e si passi dalle famigerate "onde corte" alle "onde lunghe". Fare l'amore per trentacinque minuti... E' più facile di quello che sembra, perchè non è necessario che il pene di lui sia eretto, è sufficiente che resti dentro, anche se è piccolino e anche se i movimenti non sono dei sonori e poderosi stantuffamenti che tolgono il respiro. Anzi! Il respiro deve essere sempre rilassato e profondo! Ricorda: Respiro corto e concitato = onde cerebrali corte. Respiro profondo e rilassato = onde cerebrali lunghe. Quando nel linguaggio comune si dice "sentire delle buone vibrazioni", essere "sulla stessa lunghezza d'onda" oppure "avere feeling"; ci si riferisce proprio a questo fenomeno di rilassatezza in cui ci sentiamo a nostro agio e non cerchiamo di mostrarci nè bravi, nè belli nè forti e che quindi non ci impone il raggiungimento di nessuna vittoria; non c'è gara con l'altro, e neppure con noi stessi: siamo perchè respiriamo. In termini pratici, quello che è necessario fare per acquisire una buona dimistichezza col sesso tantrico è provare, provare provare provare provare... La prima volta, ritrovarsi per 35 minuti l'uno nell'altra, muovendosi appena, con movimenti lenti e impercettibili, simili a quelli di un bradipo, ci risulterà davvero assurdo e forse noioso. Ma dopo le prime volte, superati quei 35 minuti in cui il nostro corpo e la nostra mente si adatterano a questa nuova dimensione di nulla, vi sarà uno sconvolgimento sensoriale e una percezione continua di piacere, come se il confine tra il proprio corpo e quello del/la partner non esistesse più. Ed è a questo punto che si inizia a godere in un modo completamente nuovo dello sfregamento tra i due sessi. Il contatto con la pelle acquisterà una nuova valenza, gli odori si amplificheranno, ci sembrerà quasi di percepire le minuscole particelle ormonali che si liberano nell'aria, ogni più piccolo movimento acquisterà una carica emotiva inaspettata, e tutte le sensazioni fisiche saranno moltiplicate. Ogni contatto, ogni movimento, ogni carezzamento interno dà subito piacere, non come accade spesso quando si fa "su e giù" e non si sente quasi nulla e il piacere sta tutto nell'attesa dell'orgasmo. In questo stato mentale il piacere sessuale si intensifica, è forte ma non esplode nell'orgasmo... Esplode dentro, in un piacere diffuso in tutto il corpo; un piacere fatto di brividi e calore che non è solo genitale e che ci lascia in uno stato di appagamento e soddisfazione totale, che passa in ogni centimetro di carne del suo e del tuo corpo. Ricapitolando: Sesso tantrico é un modo di concepire e attuare il sesso nella dottrina tantrica. Per metterlo in pratica serve: profonda rilassatezza sgombero del pensiero dalla volontà di godere e di far godere calma e lentezza apertura mentale verso se stessi e i propri sensi nessuno stimolo esterno che possa attirare l'attenzione lunghi respiri profondi NON serve: avercelo duro (e se ce lo avete duro, dopo 35 minuti di semi-immobilità diventerà molle ed bene così :)) sbattersi e affannarsi mettersi in attesa dell'orgasmo cambiare mille posizioni urlare, gemere, ansimare.. Detto questo, se ne avete voglia provate ad immaginarlo come una danza. una leggera danza che viene dall'interno, che vi coinvolge senza che voi vi imponiate di ballare. Se ci riuscite avete scoperto il tantra come lo scoprirono gli antichi indiani. Se non ci riuscite, vorrà dire che sarete costretti ad una vita di affanni per dimostrare che siete i migliori amanti del mondo, pur rimanendo col dubbio della potenza e della bellezza questo tanto declamato sesso tantrico. [...]

IL BACIO: CONSIGLI PER L'ABUSO

Sapevate che gli uomini, baciando una donna, le trasmettono il testosterone, aumentando così il suo desiderio, e che le donne trasmettono invece le benzodiazepine che riducono l’ansia dell’amante? Tutte le meraviglie del bacio, in compagnia di Emmanuele Jannini. Darwin pensava che il bacio fosse naturale fra gli esseri umani. Pur sapendo che questa pratica era sconosciuta presso diverse culture, era convinto che fosse una tendenza innata. Aveva ragione: Più del 90% delle popolazioni che sono state studiate dagli antropologi si baciano… Se la pratica del bacio è praticamente universale nella cultura occidentale, non si può dire altrettanto per altre culture. E' infatti una pratica sconosciuta, per esempio, nei Tonga africani come nei Siriono boliviani. Gli stessi giapponesi hanno imparato baciarsi solo nel dopoguerra, e grazie all'influenza della cultura occidentale arrivata con le lattine di cocacola. Prima della colonizzazione, non ci si baciava tra i somali e i Tonga del sudafrica. A Bali si dice che ci si baci sfregando il naso; in realtà si accostano i volti e ci si odora e si gusta col naso il calore della pelle dell'altro, ma non ci si bacia. Il bonobo, la scimmia antropomorfa più vicina all'uomo dal punto di vista genetico, passeggiano a braccetto, si baciano le mani e i piedi, e si abbracciano dandosi lunghi baci "alla francese". Simbolicamente, il bacio è il simulacro del coito, perché la lingua che penetra nella bocca ha un significato fallico sia per l'uomo che per la donna e, restando nel campo simbolico, esprime l'impulso bisessuale per entrambi: possedere ed essere posseduto/a. Ma c’è anche una chimica del bacio. Qualcuno ha dimostrato che il maschio immette, baciando, una certa quantità di testosterone nella bocca della donna. Il testosterone è l'ormone del desiderio per entrambi i sessi (anche le donne lo producono nelle quantità sufficienti a questo scopo). Il bacio aumenta quindi il desiderio femminile. La donna, a sua volta, immetterebbe, secondo alcuni, delle sostanze ansiolitiche della famiglia delle benzodiazepine. Lo scopo è ridurre l'ansia dell'amante. Alcuni scienziati pensano addirittura che la frazione benzodiazepino-simile aumenti quando il desiderio sessuale di entrambi sia basso. Ciò avrebbe un effetto sedativo. QUEL MERAVIGLIOSO TOCCO SULLE LABBRA Che la bocca fosse piena di batteri l'aveva scoperto nel XVII secolo l'olandese Antonio Leewenhoek che si domandava angosciato: "Che succederebbe se si rivelasse alla gente che vi sono più animali viventi nella schiuma dei denti, in bocca a un uomo, che abitanti di un regno?". Infatti si calcola che in un millilitro di saliva ci sono circa 60 milioni di germi. In una sessualità come la nostra attuale, segnata dallo spettro dell’AIDS, i timori legati al bacio sono moltissimi. Tuttavia, la prevenzione delle malattie, e soprattutto di quelle sessualmente trasmissibili come l'AIDS, non passa attraverso la disinfezione della bocca, la sistemazione di un preservativo sulla lingua o l'astensione dal baciarsi. La maggior parte delle malattie che si trasmettono con i baci, dal raffreddore, all'influenza - le più banali - dalla difterite alla tubercolosi - le più gravi - sono trasmesse prima di tutto con le cosiddette "goccioline di Flugge", l'aerosol di saliva che emettiamo, anche a grande distanza (fino a 6 metri) quando parliamo, quando tossiamo e quando starnutiamo. Non si previene quindi l'influenza non baciando, ma vivendo in una campana di vetro. Un discorso a parte è per la monucleosi infettiva, la "kissing disease" degli autori anglosassoni. Si trasmette col bacio, ma non solo col bacio. E' vero che la bocca è ricettacolo di miliardi di germi, alcuni potenzialmente patogeni (streptococchi, stafilococchi, lattobacilli, spirochete benigne, protei, funghi come la candida), ma questi batteri e funghi diventano patogeni solo in condizioni di immunodepressione. Non serve quindi non baciare per avere la bocca sterile. Non serve nemmeno un ossessionante uso di collutori: la bocca non sarà mai sterile e si rischia di uccidere coi batteri cattivi anche quelli buoni, utili per il mantenimento di una sana flora batterica che difende, anziché provocarle, dalle malattie. Ma il bacio è anche lo scambio di uno dei fluidi con le più importanti caratteristiche immunologiche: la saliva contiene lisozima, un potente antibatterico e grandi quantità di anticorpi secretorii. Anziché deprimere il sistema immunitario, lo attiva e lo fortifica. Mutatis mutandis, è un poco come avviene durante l'allattamento. Il bambino, poverissimo di anticorpi, li assume per bocca col latte materno. Baciarsi è quindi un po' come continuare l'allattamento. Infine il bacio fa bene al cuore che in maniera direttamente proporzionale col grado di innamoramento, accelera i suoi battiti mentre si bacia. È una buona ginnastica per il muscolo cardiaco, un buon allenamento per il cuore di tutti, anche dei cardiopatici. Baciarsi fa bene all’amore e fa bene al cuore. [...]

FISIOLOGIA DELLA RISPOSTA SESSUALE

I primi studiosi che hanno compiuto uno studio sistematico sulla fisiologia della risposta sessuale sono stati Williams H. Masters (ginecologo) e Virginia E. Johnson (psicologa) nella Washington University School of Medicine a partire dal 1954.Le loro ricerche hanno aperto l’orizzonte anche verso la classificazione precisa dei disturbi della sessualità.  Con una sperimentazione su migliaia di soggetti sani e con disfunzioni, singoli e in coppia, i due ricercatori americani hanno potuto definire le fasi della risposta sessuale.  Ma non si sono occupati di ciò che sta a monte: il desiderio sessuale.  Fisiologia del desiderio sessuale Il desiderio sessuale è una fase fondamentale nel rapporto. Perché questa fase sia attiva, il cervello deve produrre in quantità un neurotrasmettitore, la dopamina, che sollecita il desiderio e si deve rallentare la produzione della sostanza che lo inibisce: la serotonina. Occorre per questo uscire dall’anestesia emotiva, tanto che si ha anche una riduzione della produzione di endorfine da parte dell’ipotalamo. Contemporaneamente aumenta la produzione di una molecola che regola il sistema ormonale riproduttivo: il GnRH.  Perché tutto ciò si svolga adeguatamente è necessario che il cervello emozionale, chiamato sistema limbico, abbia dato il “via libera” di fronte ad un’emozione con connotazione erotica.Le fasi della risposta sessuale L'insieme dei fenomeni fisici e psichici che avvengono nel corpo umano in seguito ad uno stimolo erotico viene definito "ciclo di risposta sessuale" e comprende 4 fasi: Eccitamento Plateau Orgasmo Risoluzione Naturalmente l'intensità e la durata di queste fasi varia molto da un soggetto all'altro, perché esiste un'importante componente psicologica che accompagna, stimola o addirittura deprime e inibisce una buona risposta sessuale, soprattutto nella fase dell'orgasmo.  Oggi si pensa che la proporzione ottimale fra mente e corpo sia del 50%, perciò è importante sapersi abbandonare all'istinto e alle sensazioni, imparare a rilassarsi, diminuendo il livello di ansia e le inibizioni.  Questo buon approccio psicologico permette il realizzarsi della fisicità del rapporto a partire dalla prima fase cioè l'eccitamento, costituito da una serie di stimoli erotici sia fisici (carezze, stimolazione genitale) sia sensoriali (odore della pelle e delle secrezioni, fantasie erotiche).  Se la tensione sessuale persiste si raggiunge la fase statica: il plateau costituito dal perdurare dell'eccitazione fisica fino al raggiungimento della terza fase che è l'orgasmo, la cui intensità è condizionata sia dall'efficacia degli stimoli precedenti, sia dalle motivazioni e dalla disponibilità psicologica del soggetto. L'orgasmo si manifesta con un acme di piacere intenso e involontario nel quale si riversano tensioni fisico-psichiche del soggetto avvertite nella donna a livello di vagina, clitoride ed utero e nell'uomo a livello di pene, prostata e vescichette seminali. Nel maschio questa fase è sempre molto intensa e stabile, mentre nella donna è più variabile e si possono avere schemi di risposta diversi : in uno l'orgasmo si manifesta come un acme evidente sulla fase di plateau, talvolta invece l'acme è molto debole e con caratteristica ondulatoria, altre volte viene raggiunto per mezzo di un rapido e progressivo incremento della tensione sessuale. La fase di risoluzione vede una progressiva diminuzione della tensione sessuale che si manifesta con profonde differenze fra i due sessi. Nell'uomo si ha un fisiologico "periodo refrattario" la cui durata è estremamente soggettiva e variabile: in genere è più breve nei giovani. Tale periodo è caratterizzato da una fase di detumescenza rapida con condizioni inferiori alla norma d'eccitabilità. La donna, quando si trova in questa fase, se riceve un'adeguata stimolazione, può ricominciare il ciclo e avere successivi orgasmi distinti fra loro provando ondate di piacere nel corso dello stesso rapporto sessuale. RISPOSTA SESSUALE MASCHILE La zona maggiormente sensibile agli stimoli in fase d'eccitazione è il glande, perché ricco di recettori sessuali specifici che trasmettono le sensazioni attraverso il midollo spinale, fino all'encefalo. Il parasimpatico controlla il sistema vascolare penieno e agisce sia sull'afflusso di sangue in fase di erezione, sia sul deflusso che avviene con il calo dell'erezione .La stimolazione diretta dei genitali determina l'inizio del periodo di eccitamento caratterizzato dall'aumentato afflusso sanguigno con conseguente allagamento e irrigidimento dei corpi cavernosi. Nel sistema limbico si trovano le aree responsabili dell'erezione che sono sensibile all'azione del testosterone, infatti durante la fase di eccitamento si ha un aumento della sua secrezione. Nella fase di plateau, con il perdurare dell'eccitazione, il pene raggiunge il massimo di durezza, di lunghezza e di diametro . A questo proposito è importante sottolineare che non esiste una proporzione tra le dimensioni del pene a riposo e quelle in stato di erezione, perché molto dipende dall'elasticità dei tessuti e da come è fisiologicamente posizionata l'asta peniena dietro all'arcata pubica. La fase di plateau ha una durata variabile a seconda dell'individuo e si allunga spontaneamente con l'età ed è caratterizzata dal glande di un colore rosso vinoso e dall'aumento di volume dei testicoli, che risalgono aderendo al perineo per contrazione del saccco scrotale. L'orgasmo che segue è caratterizzato da una serie di violente contrazioni ritmiche che determinano l'emissione e l'eiaculazione. L'emissione è costituita dal rilascio di sperma e di fluidi di ghiandole accessorie nell'uretra pelvica, mentre l'eiaculazione consiste nell'espulsione del seme maschile. L'intensità del piacere è dovuta a più fattori: le contrazioni precedenti il momento dell'eiaculazione, il volume dell'eiaculato, il tempo di astinenza, la durata e l'intensità dell'eccitazione sessuale e da una serie di fattori psicologi estremamente variabili da un individuo all'altro. RISPOSTA SESSUALE FEMMINILE ll primo essenziale segno di eccitazione femminile, corrispondente all'erezione maschile, è la lubrificazione vaginale, che si manifesta velocemente e rende possibile e non doloroso il coito . Inoltre le secrezioni diminuiscono l'acidità della vagina che altrimenti sarebbe inadatta alla motilità degli spermatozoi. I centri nervosi che assicurano la risposta fisica sessuale , anche nella donna sono situati a livello midollare e in rapporto con il Sistema Nervoso Centrale. La stimolazione del clitoride, zona erogena di primaria importanza nella donna, attiva migliaia di fibre nervose e determina una serie di reazioni vascolari ed endocrine che contribuiscono alla formazione della "piattaforma orgasmica". Questa fase è costituita da una vasocongestione vaginale, dall'appiattimento e dalla distensione delle grandi labbra contro il perineo fino a scoprire parzialmente l'ostio vaginale e dall'aumento del diametro delle piccole labbra fino a sporgere dalle grandi labbra. Il colore varia dal rosa al rosso intenso, aumenta il corpo del clitoride e si ha una trasudazione di sostanza mucosa che ricopre tutta la parete vaginale. La zona esterna della vagina è, quindi, quella sicuramente più sensibile, infatti nel suo interno non si trovano molte terminazioni nervose. Si pensa che la sensibilità erogena vaginale sia comunque collegata a recettori profondi a partenza muscolare, ciò spiega il fatto che molte donne apprezzano una penetrazione profonda, ricavandone un piacere intenso diverso da quello ottenuto dalla stimolazione vaginale esterna. Il proseguire della fase di eccitamento porta alla fase di plateau, caratterizzata da un'intensa vasocongestione, dalla riduzione del lume vaginale di circa il 50% rispetto alla dilatazione verificatasi nella fase di eccitamento, dall'intensificazione del colore e dall'appiattimento delle pieghe mucose. Tutto questo porta all'aumento delle sensazioni fino ad arrivare all'orgasmo il cui piacere è unico e può variare parecchio di intensità in relazione allo stimolo iniziale. In questa fase il condotto vaginale si espande e si determinano una serie di contrazioni dei muscoli perivaginali spesso accompagnate da simili contrazioni dello sfintere anale esterno e da motilità del perineo. Avviene un'innalzamento dell'utero e il sollevamento del canale cervicale per creare una eventuale sede di deposito dello sperma. Dopo questa fase, l'eccitazione sessuale svanisce lentamente, senza avere il rapido crollo caratteristico dell'uomo e sia l'utero che il canale cervicale recuperano la loro posizione normale. Si è molto discusso sul tipo di orgasmo femminile: se è determinato dalla stimolazione clitoridea o da quella vaginale. Sicuramente la stimolazione del clitoride in modo diretto (carezze, baci...) prima del coito e quella che avviene durante il rapporto attraverso i movimenti penieni, lo sfregamento e la pressione delle pareti vaginali produce intense sensazioni che portano all'orgasmo. Esiste, però, un orgasmo definito vaginale del quale si ignorano ancora le cause scatenanti. Si crede che esistano alcuni punti capaci di attivarlo, per esempio il punto G nella parte interna anteriore della vagina, lo sbocco dell'uretra stimolato durante il coito, la prima parte della vagina e le strutture vaginali profonde. L'eccitazione dell'orgasmo è un'esperienza totale e unica che può arrivare a livelli così elevati da far perdere coscienza per qualche attimo. E' avvertito con contrazioni involontarie definite come tremito pelvico e precedute da una sensazione di spasmo, di calore che parte dalla zona pelvica e si irradia a tutto il corpo. Queste sensazioni possono ripetersi più volte nel corso dello stesso rapporto sessuale in particolari condizioni di coinvolgimento emotivo e di grande eccitazione, dando vita a quello che viene definito come orgasmo multiplo.  REAZIONI EXTRAGENITALI  Nella donna il primo segno di eccitazione è dato dall'erezione dei capezzoli e dalla congestione mammaria, che in seguito determina un aumento di volume delle mammelle e un ispessimento dell'aureola che ingloba parzialmente il capezzolo eretto. In fase di plateau facilmente nella donna si manifesta una reazione eritematosa sul torace, sul collo e sul volto che diventa un rossore generalizzato con l'aumentare dell'eccitamento e che scompare dopo l'orgasmo. Sia nell'uomo che nella donna è presente un aumento della tensione nella muscolatura degli arti, nei muscoli addominali e in quelli intercostali e un'accelerazione del ritmo respiratorio. Nella fase iniziale della risposta sessuale c'è il controllo volontario della muscolatura striata, ma questo scompare nella fase preorgasmica, nella quale si instaura un periodo tonico seguito da contrazioni cloniche tipiche dell'orgasmo. Spesso nel momento immediatamente successivo si può avere un tremolio in quei muscoli che avevano avuto movimenti involontari. Viene inibita la mobilità intestinale ed è presente una dilatazione delle pupille. Costante della tensione sessuale sono l'iperventilazione e la tachipnea con associazione di vocalizzi, gemiti che culminano con una inspirazione forzata nel momento dell'orgasmo. Si ha un aumento del battito cardiaco e della pressione arteriosa. In fase di risoluzione nell'uomo si presenta sudorazione a livello della superficie plantare dei piedi e delle mani e nella donna a livello del torace e delle cosce.  [...]

IL SESSO ANALE: GUIDA ALL'USO

Il sesso anale può essere la prima forma di attività sessuale oppure può essere accompagnata da altri tipi di stimolazione: per esempio molte coppie includono la stimolazione manuale dell’ano durante il rapporto vaginale massaggiando il cerchio intorno all'apertura con la saliva o con del lubrificante oppure inserendo un dito. La stimolazione dell’ano durante l’attività sessuale può essere praticata in vari modi: manualmente, oralmente o con la penetrazione del pene e/o di un fallo artificiale.Questo aiuta a procurare una maggiore tensione ed eccitazione tra i due partner.Tuttavia con il termine "rapporto anale" normalmente si intende proprio l’inserimento del pene nel retto del proprio partner. La penetrazione anale può essere piacevole ma può anche provocare un certo disagio.I muscoli esterni dell’ano normalmente tendono a stringersi se stimolati, il che significa che l’inserimento di un dito o di un pene può essere sgradevole anche se fatto delicatamente, senza forzare.Una parte dei nervi dell'ano finisce nel bacino e molte persone toccandoli si eccitano. Ma quando si fa sesso, non bisogna mai dimenticare di farlo in modo sicuro.Nell'ano e nel retto vivono molti batteri che sono benigni nel loro ambiente, ma possono essere molto dannosi nella bocca o nello stomaco.Quindi leccare l'ano è rischioso per una varietà di infezioni batteriologiche.Il sesso anale non deve far male.Se fa male, lo stai facendo nel modo sbagliato.Con sufficiente lubrificante e pazienza è possibile godere del sesso anale come parte di una vita sessuale sana e soddisfacente.Comunque, ad alcune persone non piacerà mai, e se il tuo partner è uno di loro, rispetta i suoi limiti. Il piacere del sesso anale è determinato da molti fattori: fare qualcosa di "sporco" attrae molte persone, specialmente nel sesso e d'altronde è un modo di sperimentare "altre vie" di piacere nel rapporto di coppia, non dimenticando che quel buchetto è fonte di incredibile ed estatico piacere! Per evitare comunque "spiacevoli sorprese" come pezzetti di feci sul pene sarebbe bene fare almeno un clistere prima (acqua tiepida oppure camomilla tiepida).Praticare rapporti anali può essere inoltre un'ottima occasione per portare qualcosa di nuovo, qualcosa di trasgressivo in un rapporto spento. La sensazione fisica che si prova durante questo rapporto è completamente diversa da qualsiasi altra cosa: il retto (sia maschile che femminile), è ricco di terminazioni nervose che segnalano al tuo cervello di "ricompensarti" con sensazioni piacevoli quando vengono stimolate. Per gli uomini, la prostata può essere fonte di intenso piacere. Per un pene "intraprendente" l'anello dell'ano può dare una nuova e forte sensazione tutta da godere. I consigli più importanti sul sesso anale sono: lubrificanti, condom e pazienza.I lubrificanti più sicuri, anallergici e che non rovinano il lattice dei preservativi, sono quelli a base d'acqua. Evitate dunque i lubrificanti a base di olio (compresi la vaselina e baby oil) se volete proteggervi con un condom. Anche se sei sicuro che entrambe siete sani, cerca comunque di usare il condom per evitare infezioni. È necessario avere molta pazienza per poter avere un rapporto anale. La penetrazione iniziale è sempre la parte più difficile; l'ano è un anello stretto di carne, parzialmente sotto controllo volontario e parzialmente riflessivo a stimolazioni. Il tuo partner deve rilassarsi, e tu devi introdurre lentamente il pene, aprendo l'ano abbastanza per riceverlo. Inizia con un dito o un vibratore sottile (più piccolo del tuo pene).Il vibratore è più realistico, ma le tue dita possono sentire il movimento dei muscoli dell'ano. Infila lentamente un dito, lasciando che il tuo partner si abitui. Tira fuori piano il dito, poi rimettilo un'altra volta. Dai un po' di tempo al suo ano per abituarsi a questo tipo di attività. Fai scivolare dentro due dita. Considera quanto è grande il tuo pene e allarga sufficientemente l'apertura. Prendere la posizione giusta è molto importante. Molte donne vogliono stare sopra, per regolare il ritmo della penetrazione. Altre amano stare stese sullo stomaco o supine. Scegliete quella che vi piace di più prima di cominciare. Come sempre, controllati, non devi correre, e usa taaaanto lubrificante. Le persone che amano il sesso anale dicono: "Tanto lubrificante è appena sufficiente", che vuol dire che è necessaria una dose sempre maggiore di quella che ti sembra sufficiente, per poter far scivolare facilmente il pene all'interno senza provocare dolore. Ascolta il tuo partner - quando ti dice che comincia a far male, tirati -lentamente- indietro. I muscoli dell'ano hanno bisogno di un po' di tempo per rilassarsi completamente. Quando riesci a penetrare, non c'è nessun motivo di muoverti freneticamente. Agisci con calma, lentamente, dai tempo per abituarsi. Eventualmente dopo un po' tutti e due sarete pronti ad andare oltre. Le regole d'oro da seguire per avere un soddisfacente rapporto anale: attendere il momento di massima eccitazione (subito dopo l'orgasmo è il momento migliore per provare a penetrare un retto che è già rilassato dal piacere dell'amplesso) leccare, inumidire, lubrificare l'ano (usate lubrificanti a base d'acqua!) carezzare l'entrata con un dito (ci vuole tempo e pazienza) prima di inserire tutto il dito muovere il dito lentamente e verificare le reazioni del partner inserire quindi un altro dito (o un fallo di gomma non più largo di 2 dita) quando percepite l'ano sufficientemente dilatato, potete cospargere dalla punta alla base il pisello (o il vibratore o il fallo che volete inserire) e penetrare il partner immobilità: lasciate il membro immobile dentro il retto, attendete che il partner si abitui alla sua presenza non spingete vorticosamente e non sforzatevi di farlo entrare tutto e subito, lasciate che sia la vostra dolce metà a decidere come e quando se sentite che il partner si muove e reagisce con eccitamento, potete muovervi finalmente anche voi, delicatamente è chiaro, e sempre rispettando il suo volere se vi chiede di punto in bianco di uscire: uscite subito! senza fare domande e senza attendere "un altro pochino".Tecnicamente non è possibile rimanere incinta dopo un rapporto anale. Tuttavia il sesso anale non è un buon metodo di contraccezione.Dopo il rapporto, lo sperma rimasto nell'ano può gocciolare attraverso il perineo causando la gravidanza. La percentuale delle coppie che concepiscono un figlio con un rapporto anale è sorprendentemente alta, raggiunge anche l'8%. Infine, è possibile che il sesso anale non ti piace; nessun problema. Non c'è niente che ti può indulgere a fare qualcosa che non ti soddisfa.Il sesso anale può essere la prima forma di attività sessuale oppure può essere accompagnata da altri tipi di stimolazione: per esempio molte coppie includono la stimolazione manuale dell’ano durante il rapporto vaginale massaggiando il cerchio intorno all'apertura con la saliva o con del lubrificante oppure inserendo un dito. La stimolazione dell’ano durante l’attività sessuale può essere praticata in vari modi: manualmente, oralmente o con la penetrazione del pene e/o di un fallo artificiale.Questo aiuta a procurare una maggiore tensione ed eccitazione tra i due partner.Tuttavia con il termine "rapporto anale" normalmente si intende proprio l’inserimento del pene nel retto del proprio partner. La penetrazione anale può essere piacevole ma può anche provocare un certo disagio.I muscoli esterni dell’ano normalmente tendono a stringersi se stimolati, il che significa che l’inserimento di un dito o di un pene può essere sgradevole anche se fatto delicatamente, senza forzare.Una parte dei nervi dell'ano finisce nel bacino e molte persone toccandoli si eccitano. Ma quando si fa sesso, non bisogna mai dimenticare di farlo in modo sicuro.Nell'ano e nel retto vivono molti batteri che sono benigni nel loro ambiente, ma possono essere molto dannosi nella bocca o nello stomaco.Quindi leccare l'ano è rischioso per una varietà di infezioni batteriologiche.Il sesso anale non deve far male.Se fa male, lo stai facendo nel modo sbagliato.Con sufficiente lubrificante e pazienza è possibile godere del sesso anale come parte di una vita sessuale sana e soddisfacente.Comunque, ad alcune persone non piacerà mai, e se il tuo partner è uno di loro, rispetta i suoi limiti. Il piacere del sesso anale è determinato da molti fattori: fare qualcosa di "sporco" attrae molte persone, specialmente nel sesso e d'altronde è un modo di sperimentare "altre vie" di piacere nel rapporto di coppia, non dimenticando che quel buchetto è fonte di incredibile ed estatico piacere! Per evitare comunque "spiacevoli sorprese" come pezzetti di feci sul pene sarebbe bene fare almeno un clistere prima (acqua tiepida oppure camomilla tiepida).Praticare rapporti anali può essere inoltre un'ottima occasione per portare qualcosa di nuovo, qualcosa di trasgressivo in un rapporto spento. La sensazione fisica che si prova durante questo rapporto è completamente diversa da qualsiasi altra cosa: il retto (sia maschile che femminile), è ricco di terminazioni nervose che segnalano al tuo cervello di "ricompensarti" con sensazioni piacevoli quando vengono stimolate. Per gli uomini, la prostata può essere fonte di intenso piacere. Per un pene "intraprendente" l'anello dell'ano può dare una nuova e forte sensazione tutta da godere. I consigli più importanti sul sesso anale sono: lubrificanti, condom e pazienza.I lubrificanti più sicuri, anallergici e che non rovinano il lattice dei preservativi, sono quelli a base d'acqua. Evitate dunque i lubrificanti a base di olio (compresi la vaselina e baby oil) se volete proteggervi con un condom. Anche se sei sicuro che entrambe siete sani, cerca comunque di usare il condom per evitare infezioni. È necessario avere molta pazienza per poter avere un rapporto anale. La penetrazione iniziale è sempre la parte più difficile; l'ano è un anello stretto di carne, parzialmente sotto controllo volontario e parzialmente riflessivo a stimolazioni. Il tuo partner deve rilassarsi, e tu devi introdurre lentamente il pene, aprendo l'ano abbastanza per riceverlo. Inizia con un dito o un vibratore sottile (più piccolo del tuo pene).Il vibratore è più realistico, ma le tue dita possono sentire il movimento dei muscoli dell'ano. Infila lentamente un dito, lasciando che il tuo partner si abitui. Tira fuori piano il dito, poi rimettilo un'altra volta. Dai un po' di tempo al suo ano per abituarsi a questo tipo di attività. Fai scivolare dentro due dita. Considera quanto è grande il tuo pene e allarga sufficientemente l'apertura. Prendere la posizione giusta è molto importante. Molte donne vogliono stare sopra, per regolare il ritmo della penetrazione. Altre amano stare stese sullo stomaco o supine. Scegliete quella che vi piace di più prima di cominciare. Come sempre, controllati, non devi correre, e usa taaaanto lubrificante. Le persone che amano il sesso anale dicono: "Tanto lubrificante è appena sufficiente", che vuol dire che è necessaria una dose sempre maggiore di quella che ti sembra sufficiente, per poter far scivolare facilmente il pene all'interno senza provocare dolore. Ascolta il tuo partner - quando ti dice che comincia a far male, tirati -lentamente- indietro. I muscoli dell'ano hanno bisogno di un po' di tempo per rilassarsi completamente. Quando riesci a penetrare, non c'è nessun motivo di muoverti freneticamente. Agisci con calma, lentamente, dai tempo per abituarsi. Eventualmente dopo un po' tutti e due sarete pronti ad andare oltre. Le regole d'oro da seguire per avere un soddisfacente rapporto anale: attendere il momento di massima eccitazione (subito dopo l'orgasmo è il momento migliore per provare a penetrare un retto che è già rilassato dal piacere dell'amplesso) leccare, inumidire, lubrificare l'ano (usate lubrificanti a base d'acqua!) carezzare l'entrata con un dito (ci vuole tempo e pazienza) prima di inserire tutto il dito muovere il dito lentamente e verificare le reazioni del partner inserire quindi un altro dito (o un fallo di gomma non più largo di 2 dita) quando percepite l'ano sufficientemente dilatato, potete cospargere dalla punta alla base il pisello (o il vibratore o il fallo che volete inserire) e penetrare il partner immobilità: lasciate il membro immobile dentro il retto, attendete che il partner si abitui alla sua presenza non spingete vorticosamente e non sforzatevi di farlo entrare tutto e subito, lasciate che sia la vostra dolce metà a decidere come e quando se sentite che il partner si muove e reagisce con eccitamento, potete muovervi finalmente anche voi, delicatamente è chiaro, e sempre rispettando il suo volere se vi chiede di punto in bianco di uscire: uscite subito! senza fare domande e senza attendere "un altro pochino".Tecnicamente non è possibile rimanere incinta dopo un rapporto anale. Tuttavia il sesso anale non è un buon metodo di contraccezione.Dopo il rapporto, lo sperma rimasto nell'ano può gocciolare attraverso il perineo causando la gravidanza. La percentuale delle coppie che concepiscono un figlio con un rapporto anale è sorprendentemente alta, raggiunge anche l'8%. Infine, è possibile che il sesso anale non ti piace; nessun problema. Non c'è niente che ti può indulgere a fare qualcosa che non ti soddisfa. [...]

IL CLITORIDE: QUESTO SCONOSCIUTO!

Il clitoride, questo sconosciuto. Gli uomini ne sono impauriti, rapiti, soggiogati; alcuni sono abilissimi a dialogarci, altri ne temono il giudizio al punto da ignorarlo completamente. Le donne sembrano conoscerlo un pò meglio ma lui, il clitoride, si sente come un genio incompreso anche ai loro occhi. Normale per l'unico degli organi di tutta l'intera specie mammifera apparentemente creato senza altro scopo da quello di produrre piacere. Grazie alle oltre 8000 fibre nervose che lo attraversano - il doppio rispetto a quelle della superfice del glande del pene - il clitoride è la parte più sensibilee reattiva dell'intero apparato genitale femminale. Lo dimostra il fatto che raramente la donna può resistere alla sua stimolazione; e che, alcune culture retrograde e misogene, ne prescrivono l'amputazione (infibulazione) per privare la donna della possibilità di godere oltre la penetrazione.In realtà è tecnicamente possibile provare del piacere clitorideo anche attraverso lastimolazione vaginale. Quasi tutti, uomini e donne, credono che il clitoride sia esterno, protetto esclusivamente da un cappuccio ed accolto tra le piccole labbra. Il clitoride invece è una sorta di iceberg: quello che vediamo da fuori è solo una parte di questo misterioso gioiello che si innesta tra la vulva e la vagina e che tiene ben nascosti allo sguardo i suoi movimenti. I corpi cavernosi del clitoride - il tessuto spugnoso ed erettile che reagisce all'ingente flusso di sangue conseguente all'eccitazione sessuale - sono interni all'apparato genitale femminale e in pochi si sono preoccupati di capirci qualcosa in più. La letteratura scientifica sull'argomento è praticamente inesistente e la sessuologia medica ne parla solo in relazione alla presunta esistenza di due tipologie di orgasmo femminile: il vaginale e il clitorideo.Assumere che l'anatomia del clitoride sia pressochè sconosciuta potrebbe riaprire il dibattito sulla genesi del piacere femminile, perchè probabilmente l'orgasmo vaginale non è altro che la conseguenza della reazione della porzione nascosta del clitoride, quella che si gonfia per l'afflusso di sangue e si contrae per l'azione dei muscoli pelvici.Questo spiegherebbe perchè molte donne provano piacere anche se il partner non è ben dotato. Le pareti della vagina sono infatti molto meno sensibili e reattive di quella porzione di vulva che accoglie il gioiello cui nessuna donna rinuncerebbe. [...]

I SEGRETI DEL PIACERE: IL PUNTO G

DOV'È IL PUNTO G NELLA DONNA? Se ne sente parlare tantissimo, c'è chi sostiene che sia una illusoria diceria, ci sono donne invece che sostengono che solo con la stimolazione di quella zona riescono a raggiungere l'orgasmo...e che orgasmo! Noi siamo sostenitori di una sua possibile esistenza...sia per esperienze personali, ma anche per aver sentito molte esperienze concordanti. Il mitico punto G si trova ad un terzo della profondità della vagina, sulla parete superiore (dietro l'osso pubico); all'altezza della zona attraversata dall'uretra (il canale dal quale esce la pipì). Lì c'è una zona che, se opportunamente stimolata, si gonfia proprio come l'organo di principale conduzione del piacere: il/la clitoride. In effetti si tratta dello stesso tipo di tessuto. La cosa importante da sapere nella ricerca del punto G, è che questo si trova leggermente in profondità. È quindi necessario premere leggermente per procurare il piacere. Inoltre il punto G non reagisce immediatamente quindi va stimolato per un po' prima che possa dare tutto il piacere di cui è capace. Un modo semplice per individuarlo è quello di inserire due dita nella vagina (ben lubrificata); il palmo della mano deve essere rivolto verso il/la clitoride. In questo modo vi troverete, tra i polpastrelli delle due dita, un leggero rigonfiamento che finisce con una lieve depressione. Il punto G si trova a circa un centimetro di profondità proprio verso la fine del rigonfiamento. Comunque spiegarlo a parole è più complicato che arrivarci in pratica. A una donna è sufficiente toccarsi per un po' dentro per trovare il Punto Giusto. Poi sarà semplice insegnare a lui come fare. Un uomo invece dovrà sempre chiedere alla donna come le piace essere toccata perché ognuna ha gusti diversi e la localizzazione può variare, di poco, da donna a donna. Alcune donne preferiscono un tocco più forte, altre più lieve. Si tratta comunque di spingere un poco ma senza esagerare. Se il tocco è troppo forte, ovviamente, può diventare fastidioso o addirittura doloroso. Ma ogni donna è diversa, non lo si dirà mai abbastanza. Soltanto chiedendo saprete. Questo vale particolarmente per il punto G. Trovare il ritmo giusto del movimento e la pressione più gradevole con una donna e ripetere le stesse modalità con un'altra è un errore grossolano. C'è da dire che generalmente gli uomini fanno movimenti troppo rapidi quando toccano le donne dentro. Invece esse preferiscono un movimento morbido. È anche importantissimo il fatto che la vagina sia ben lubrificata, di modo che la carezza sia scivolosa. L'ideale è che prima dell'inizio del rapporto sessuale ci si dedichi a lungo a massaggiarsi e accarezzarsi e che prima di toccare dentro si indugi per un po' intorno al clitoride. C'è poi da dire che alcune donne preferiscono che le si tocchi soltanto intorno al punto G. Altre preferiscono che le si accarezzi anche la clitoride. Altre gradiscono essere toccate delicatamente anche intorno all'ano. A volte preferiscono i polpastrelli, altre volte le labbra. Insomma, bisogna ascoltare, sperimentare e parlare. Solo così si cresce, insieme, senza egoismo e scoprendo quantè bello anche solo soddisfare l'altro! Il luogo del piacere multiplo. Chi fu dunque a scoprire l'esistenza del punto G? Nelle sperdute isole dell'Oceania c'erano popoli che praticavano il "coito oceanico", che consiste proprio nell'infilare solo la punta del pene nella vagina e, tenendolo con la mano, muoverlo come un cucchiaio in una tazza. In questo modo andavano a toccare proprio il punto G. Noi europei abbiamo scoperto il punto G quando, nel 1980, ce l'hanno spiegato gli americani! Ma sarebbe bastato guardare una tavola di anatomia del 1800 per capire il punto G. Perché già nel secolo scorso gli anatomisti avevano notato che il tessuto erettile della clitoride si estendeva fino a quella zona interna, intorno all'uretra, che chiamiamo punto G. Il punto G si chiama così perché è stato ufficialmente scoperto dal dottor Gräfemberg (nel 1944). [...]

I MECCANISMI DEL DESIDERIO

L’eccitazione – in senso strettamente biologico – si nutre di due elementi fondamentali: il desiderio e la fantasia, tra loro collegati intimamente. Il desiderio è una specie di molla che si carica nel tempo che intercorre tra un rapporto e l’altro, che si “scarica” col rapporto stesso e che subito ricomincia a caricarsi. L’eccitazione è data quindi in primo luogo proprio dal fare l’amore. Questo fu dimostrato alla fine degli anni Sessanta, quando uno scienziato inglese trascorse per motivi di studio alcuni periodi di diverse settimane su un'isola remota, nel più completo isolamento. Si accorse che durante questi periodi la crescita della sua barba diminuiva. Quando tuttavia veniva a sapere che avrebbe presto rivisto sua moglie, e poi l’incontrava, la crescita ricominciava. Ma la crescita della barba dipende dal più importante ormone sessuale: il testosterone. Per lo scienziato, fu questa semplice osservazione l'inizio di uno dei primi studi mai condotti sulla fisiologia del desiderio. Lo scienziato, che pubblicò la sua scoperta sulla prestigiosa rivista scientifica “Nature”, aveva intuito una grande verità: che l’eccitazione nutre se stessa. Partendo proprio dal suo lavoro, gli endocrinologi sono riusciti a scoprire perché in certi periodi l'uomo e la donna sono più propensi all'attività sessuale, mentre in altri lo sono meno. Il desiderio di avere rapporti sessuali non ha infatti sempre la stessa intensità, come quasi tutte le altre funzioni del nostro corpo, ma dipende invece da uno speciale sistema di automantenimento. Quanto intensamente ricerchiamo l'attività sessuale dipende dal livello di testosterone nel sangue, che è il risultato di un complesso meccanismo di regolazione. Tutto ha inizio in una speciale struttura del cervello, l'ipotalamo, che produce un primo ormone. Questo stimola l'ipofisi a produrne un secondo, che a sua volta stimola delle speciali cellule del testicolo nell'uomo, o dell'ovaio nella donna, a produrre il testosterone. Quest'ultimo chiude il ciclo contribuendo a stimolare la corretta produzione del primo ormone. Il vero motore di questa "cascata ormonale" è però la corteccia cerebrale, cioè la nostra mente, che regola e controlla proprio la produzione del primo ormone ipotalamico. I rapporti sessuali, gli stimoli e le fantasie erotiche, ma anche la semplice aspettativa di un incontro, come nel caso dello scienziato inglese, possono accelerarla. LA FANTASIA Ma l’eccitazione non si nutre soltanto di desiderio: anche la fantasia ha un ruolo determinante. Il nostro programma biologico prevede la varietà sessuale. Dal punto di vista evolutivo una specie che incrocia ripetutamente il proprio patrimonio genetico attraverso accoppiamenti “infedeli” ha molte più possibilità di affermarsi che non una specie rigorosamente monogama. Per questo nel nostro DNA la varietà sessuale svolge un ruolo di potentissimo stimolante dell’eccitazione sessuale. Questo spiega storie che abbiamo tutti sotto gli occhi: mogli scoperte dal bellissimo marito a letto con un idraulico di dubbia igiene, mariti che fuggono con la segretaria un po’ racchia lasciando una moglie col fisico da indossatrice e il volto da attrice. Questo succede proprio quando si obbedisce al richiamo della varietà sessuale. E’ un richiamo che prima di tutto parte dal cervello e muove dai sentieri della fantasia. In questo fantasticare è sufficiente conoscere approfonditamente il corpo del partner perché gran parte dell’eccitazione svanisca, soprattutto se a letto non si è stati capaci di mantenere il mistero. È il doloroso lamento di molti: ti amo, ma non mi ecciti più. Naturalmente non deve e non è sempre così. Ci sono coppie (non molte a dire il vero) dove l’innamoramento rimane costante tutta la vita e sempre in perfetta sintonia con l’eccitazione. Non dimentichiamo infatti che siamo biologicamente infedeli ma anche biologicamente programmati per la monogamia e la fedeltà. Come potremmo infatti allevare cuccioli così deboli e bisognosi di cure come i nostri se non creando un’unità parentale di un papà e una mamma? Per questo per molti il matrimonio è tutt’altro che "la tomba dell’amore". COSA FARE SE NON TI ECCITA PIU' A volte, oggi, il desiderio in una coppia può scendere anche se uno dei partner, o tutti e due, vorrebbero invece che salisse. Che cosa è meglio fare, in questi casi? Il ruolo della mente è determinante: è come un "motorino di avviamento" per rimettere in moto la catena ormonale del desiderio, magari arrugginita da una forzata inattivita' sessuale: il sesso si fa prima di tutto con la testa. Quante volte? Non ci sono riferimenti validi per tutti, perché c'é una forte variabilità individuale. Ma è bene farlo il più possibile, e non c'é pericolo di esagerare. Chi lo fa di più, lo farà di più. Non solo adesso, ma anche più in là negli anni. E poi è importante, determinante, lavorare di fantasia, senza aver paura del proprio fantasticare in tema di sesso. Nulla uccide maggiormente il sesso coniugale della routine e dell’abitudine. Per essere sempre amati si può cercare di dare l’illusione di essere un amante diverso, imprevedibile; per amare sempre si può immaginare di avere tra le braccia un compagno o una compagna differente. [...]

LA FECONDAZIONE NATURALE: COME AVVIENE

Il fine dell’apparato genitale femminile è quello della procreazione per cui deve : produrre ovuli fecondabili. favorire l’ascesa dello spermatozoo. favorire l’azione fecondante dello spermatozoo. Provvedere alla nutrizione dell’embrione. L’inizio della gravidanza avviene grazie ad una serie di fenomeni. Il liquido seminale, con il rapporto sessuale, viene depositato in vagina e gli spermatozoi, in esso contenuto, risalgono dal fondo vaginale, attraversano il collo e la cavità dell’utero fino alle tube per incontrare l’ovulo che è stato maturato nell’ovaio, nel cosiddetto “follicolo”, e che è stato espulso e captato dalla tuba. E’ importante, in questo caso, che la posizione coitale sia eseguita nel migliore dei modi; infatti non sempre il rapporto sessuale è eseguito in modo tale da sfruttare al meglio l’utilizzo di tutti gli spermatozoi presenti nel liquido seminale. La posizione migliore è quella illustrata del "missionario", ovvero lui sopra di lei con le gambe unite e lei con le gambe aperte, che è quella che permette la penetrazione del pene profondamente per cui il liquido seminale viene depositato in fondo al canale vaginale; inoltre è consigliabile che la donna, dopo l’eiaculazione del partner, rimanga distesa per almeno 20-30 minuti con un cuscino sotto il bacino per evitare la fuoriuscita del liquido seminale troppo precocemente. Le altre posizioni possono essere eseguite per i rapporti di piacere, ma sono poco efficaci per la fecondazione. Durante il percorso nell’apparato genitale femminile gli spermatozoi acquisiscono la capacità di fecondare l’ovulo (capacitazione degli spermatozoi). Arrivati in corrispondenza del terzo esterno della tuba, l’ampolla, gli spermatozoi circondano l’ovulo, ma uno solo vi penetra. Gli spermatozoi, emessi con il liquido seminale, sono in quantità variabile da 40 a 120 milioni per c.c.; immessi in vagina con l’eiaculazione, viaggiano , con movimenti propri, alla velocità di 2/3 mm. al minuto e devono percorrere una distanza di circa 100/ 150 mm. Questo spostamento è condizionato dalla capacità di movimento dello spermatozoo e delle condizioni favorevoli o ostili dell’ambiente dell’apparato genitale femminile ove lo spostamento avviene. L’ambiente vaginale in cui lo spermatozoo è depositato, rappresenta , per la sua acidità , un ambiente sfavorevole che pero’ è tamponato per circa 6/7 ore dal ph del fluido seminale; pertanto il transito dello spermatozoo nell’ambiente vaginale deve essere veloce , infatti dopo circa 60/90 secondi gli spermatozoi che si trovano in posizione più favorevole, raggiungono il muco cervicale. Superata la barriera vaginale, lo spermatozoo giunge a contatto con la secrezione del collo uterino che ha invece un ph alcalino che è più favorevole alla sua sopravvivenza; infatti in questo ambiente può sopravvivere da due fino a sei giorni. Questo ambiente favorevole è però presente solo nei giorni del periodo ovulatorio. Dal collo uterino gli spermatozoi attraversano tutta la cavità uterina e la tuba e arrivano a contatto dell’ovulo nella cosiddetta porzione ampollare della tuba dove uno solo penetrerà nell’ovulo e lo feconderà. Avvenuta la fecondazione nell’ampolla tubarica, l’ovulo deve annidarsi nella cavità uterina e per questo dalla tuba viene trasportato con un apparato importantissimo, presente all’interno della tuba, che si chiama “ciglia vibratili”. Questo trasporto dura circa 5 giorni. Durante questo trasporto l’ovulo va soggetto ad un processo di “segmentazione” cioè dalla cellula fecondata se ne formano due per divisione, da queste quattro e così via . Questo processo porta alla formazione di un ammasso di cellule o blastomeri, che, nel loro insieme, assumono l’aspetto di una mora, per cui è definita “morula”. Dopo questi 5 giorni, in cui si forma, la morula arriva in cavità uterina e, sempre per trasformazione cellulare, diventa “blastocisti” che ha la capacità di erodere la mucosa uterina, l’endometrio, ed annidarsi, per cui si parla di attecchimento in cavità uterina. A tal punto inizia la produzione di un ormone che si chiama gonadotropina corionica ed è presente nell’organismo solo in questa occasione; questo ormone è quello che, se presente, darà positività al test di gravidanza, dopo qualche giorno di ritardo mestruale. Gli spermatozoi nelle vie genitali femminili: velocità degli spermatozooi e durata Subito dopo l’eiaculazione o contemporaneamente si producono nella donna contrazioni ritmiche a carico della muscolatura liscia dell’utero e delle trombe uterine, che costituiscono l’orgasmo femminile. In virtù di tali contrazioni il liquido spermatico, immesso profondamente nel canale vaginale, viene quasi risucchiato attraverso il canale cervicale e raggiunge la cavità uterina e successivamente il lume tubarico. Generalmente gli spermatozoi arrivano al luogo della fecondazione nello spazio di un’ora. Poiché gli spermatozoi si muovono con una velocità di 1,5 3 mmal minuto e poiché la distanza che dovrebbero coprire per arrivare al sito di fecondazione e di oltre 20 cm, appare chiaro che non è il solo movimento attivo che porta gli spermatozoi in tale luogo. La progressione è dovuta principalmente alle contrazioni delle pareti uterine, determinate dall’orgasmo. C’è tuttavia da rilevare che l’orgasmo non è essenziale perché la fecondazione abbia luogo. Infatti spermatozoi sono stati trovati nella porzione ovarica della tuba uterina dopo 5 minuti dalla inseminazione artificiale; forse uno dei fattori del veloce percorso degli spermatozoi è da ricercarsi anche nella presenza di prostaglandine, contenute nello sperma, che provocano la contrazione della muscolatura liscia. Si calcola che solo 200 spermatozoi su un milione riescano a raggiungere il luogo della fecondazione; perciò solo 300 – 500 spermatozoi raggiungerebbero, nella donna, la porzione ampollare della tuba. Lungo le vie genitali femminili si riscontrano, dopo l’eiaculazione, concentrazioni progressivamente decrescenti di spermatozoi, man mano che si procede dalla cavità uterina nei diversi tratti del lume tubarico, fino al segmento ampollare. Il primo gruppo di spermatozoiche viene immesso nel canale vaginale con la frazione prespermatica va incontro a fenomeni degenerativi, indotti principalmente dall’acidità dell’ambiente vaginale. Il fluido che bagna la mucosa vaginale è costituito da numerosissimi componenti: fanno parte di esso le secrezioni delle ghiandole endocervicali endometriali etubariche, nonché delle ghiandole vulvari e del Bartolino, il liquido trasudato dai vasi attraverso la parete vaginale e numerosi microrganismi costituenti la flora vaginale. Gli enzimi presenti nel liquido vaginale, compreso gli enzimi della prostata e contenute nel seme, determinano la liquefazione del plasma seminale dopo l’iniziale coagulazione che ha fatto seguito alla eiaculazione; inoltre batteri ed enzimi prodotte dalle cellule dell’epitelio vaginale, fermentano il glucosio formando un certo quantitavo di acido lattico, che conferisce all’ambiente vaginale un’acidità mal sopportata dagli spermatozoi. Il PH vaginale infatti, pur modificandosi in seguito a stimoli ormonali nel corso del ciclo vaginale, si mantiene su valori compresi tra 3,5 e 5. La seconda frazione, che viene immessa con l’eiaculazione a mezzo di contrazioni ritmichesuccedentesi a brevissima distanza dalle prime, possiede la maggiore concentrazione di spermatozoi: 80%. Essi sono distribuiti in un liquido seminale formato prevalentemente dalle secrezioni contenute nel lume delle vie genitali maschili, mescolate al liquido prostatico, immesso al momento della eiaculazione. Il muco cervicale favorisce il passaggio degli spermatozoi nel periodo ovulatorio, li protegge dall’acidità dei fluidi vaginali e conferisce loro un supplemento di energia in previsione del proseguimento del viaggio nelle vie genitali femminili. La terza frazione eiaculata per ultima nella vagina è formata dal 20-30% di spermatozoi attivi in quanto sono immersi nel liquido secreto dalle cellule delle vescichette seminali. Tale secreto conferisce l’alcalinità necessaria alla vitalità degli spermatozoi, fornendo loro i mezzi energetici più idonei per motilità e per la funzione fecondante. Solo una piccola parte degli spermatozoi eiaculati riesce a penetrare nelle tube. Il trasporto degli spermatozoi verso il sito di fecondazione è molto raido, ma prima che la cellula uovo e gli spermatozoi si incontrino possono passare anche molte ore. Mentre gli spermatozoi soggiornano nella tuba, vanno incontro al processo della capacitazione che li rende adatti alla fecondazione. Vitalità e capacitazione degli spermatozoi La sopravvivenza degli spermatozoi nelle vie genitali femminili varia nelle diverse specie. La sopravvivenza sarebbe di 24-48 ore per gli spermatozoi umani all’interne delle vie genitali femminili. La loro sopravvivenza dipende soprattutto dalla velocità con la quale essi consumano le loro fonti energetiche, specialmente le sostanze fornite dalle ghiandole seminali. E’ da ricordare che spermatozoi sottoposti a basse temperature conservano intatta la loro capacità di fecondare, come si usa fare nel caso della fecondazione artificiale. Durante tutto il periodo in cui gli spermatozoi transitano nelle vie genitali femminili per raggiungere il tratto ampollare della tuba sottostanno a particolari modificazioni che li rendono atti alla fecondazione. Tale processo è detto CAPACITAZIONE. Questo processo non si accompagna a modificazioni morfologiche ultrastrutturali apprezzabili a carico dello spermatozoo, ma piuttosto a cambiamenti di natura molecolare che avvengono a livello della membrana plasmatica. Tragitto e vitalità dell'ovulo Con lo scoppio del follicolo avviene l’espulsione dall’ovulo dell’ovaio nella cavità pelvica. In virtù di contrazioni ritmiche che interessano tutta la moscolatura liscia della tuba uterina, stimolata dalle prostaglandine, il padiglione si accolla alla superficie dell’ovaio, là dove è avvenuta l’ovulazione. L’ovulo, spinto dalle correnti del liquido follicolare, raggiunge la mucosa dell’infundibolo, agevolato anche dal movimento delle ciglia delle cellule che tappezzano l’orletto delle fimbrie della tuba. E’ stato accertato che in particolari condizioni, nella specie umana, la cellula uovo può passare dall’avaio alla tuba dell’altro lato. Dopo la captazione da parte del padiglione della tuba uterina l’ovulo, immerso in un fluido formato dai residui del liquido follicolare e perintoneale viene sospinto dal miìovimento delle ciglia delle cellule dell’epitelio della tuba verso l’interno della stessa. Da qui inizia il tragitto dell’ovulo verso il tratto ampollare della tuba, tra le numerose pliche di aspetto arborescente in cui la mucosa è sollevata e che rallentano il suo cammino. L’ovulo si trova così in un ambiente fluido in cui i componenti immessi dalle cellule secretici nel lume tubarico costituiscono una prima sostanza nutritizia. Durante il suo percorso nel segmento ampollare, nell’ovulo avvengono gli ultimi processi maturativi, nell’attesa che si attui la fecondazione. La permanenza nella tuba è una tappa importante per la fecondazione, non solo per lo spermatozoo ma anche per l’ovulo. Dopo l’ovulazione esiste un margine di tempo perché l’ovulo possa essere fecondato, al di là del quale esso va incontro a fenomeni degenerativi che per l’ovulo umano è di circa 12 ore. Dopo aver sostato per un certo tempo nel lume dell’ampolla uterina, la cellula uovo è dunque pronta per essere fecondata. Intanto pochi spermatozoi riescono a raggiungere la porzione ampollare della tuba: uno solo però riesce a penetrare all’interno dell’ovulo. E’ stato recentemente dimostrato che gli spermatozoi si dirigono verso l’ovulo non a caso ma in seguito di un richiamo dell’ovulo stesso. Il processo di fecondazione o fertilizzazione è il risultato di molteplici eventi molecolari, che consento agli spermatozoi eiaculati prima di riconoscere e poi di legarsi alla zona ben lucida dell’ovulo. [...]

IL SESSO ECOLOGICO

Greenpeace lancia la "Guide to Environment-Friendly sex" per sensibilizzare anche gli amanti al rispetto dell'ambienteStrana, inaspettata e probabilmente disarmante la "Guida al sesso ecologico" proposta da Greenpeace che con la " Guide to Environment-Friendly sex " da un lato diffonde consigli, dall'altro fa prendere coscienza (forse in maniera eccessiva) del fatto che anche fare l'amore ha un impatto sull'ambiente .E già, perché tenere le luci accese, per esempio, risulta già essere un inutile spreco d'energia elettrica. Si può tranquillamente farlo al buio e, se proprio si vuole vedere in faccia il partner, Greenpeace consiglia le candele , di moda, romantiche e certamente meno gravose sull'economia mondiale. Ma non ci si ferma qui. Se si ama il sesso all'aperto , magari nel giardino di casa, è bene che prima di cominciare a rotolarsi sul nostro prato si effettui qualche controllo. L'erba deve essere libera da pesticidi e sostanze chimiche ; è bene salvaguardare il prato e la propria pelle magari sostituendo quegli elementi con fertilizzanti biologici.Anche le cenette stile " 9 settimane e 1/2 " sono ad alto rischio. Se si vuole mangiare frutta , essa non deve essere geneticamente modificata. Le ostriche hanno potere afrodisiaco , ma Greenpeace informa che la fauna degli oceani viene distrutta dalla pesca a ritmi mai registrati prima. La soluzione? Bevande al guaranà e al caju , che pare abbiano poteri rinvigorenti.La guida va ben oltre e mette il naso anche fra i partner. Attenti alla vaselina! È a base di combustibili fossili. Amate i giocattoli erotici ? Scegliete quelli in cuoio e caucciù e boicottate la plastica (il pvc crea la micidiale diossina). Infine l'acqua, ormai divenuto un bene scarso in molte parti del mondo. È bene non sprecarla e quale miglior modo di condividere una doccia col partner per scambiarsi effusioni contribuendo così al risparmio della risorsa?Onestamente, solo l'ultimo consiglio sembra realizzabile o, quanto meno, ipotizzabile. Non è lecito pensare che prima di un atto sessuale la coppia debba effettuare tutti quei ragionamenti. Il sesso è bello se è naturale, imporre delle avvertenze lo trasformerebbe in una sorta di terapia. Certamente Greenpeace ha pubblicato questa guida per sensibilizzare anche le coppie all'amore nei confronti del pianeta e siamo certi che gli autori del libro , in primis, se vogliono vedere il loro partner in faccia mentre fanno l'amore, accendono la luce.Il Kamasutra del terzo millennioIl "Sex book" racconta il sesso full optional. La nuova Bibbia del piacere è già un best-seller in Inghilterra e presto arriverà anche in ItaliaIl sesso per tutti i gusti e per tutte le età . Senza distinzioni, senza inibizioni, senza pregiudizi. Tutto in 288 pagine da leggere e da guardare. L'evento editoriale dell'anno in Inghilterra si chiama "Sex book" ( Cassell Illustrated - 2002 , circa 33 euro ) e dopo aver sbancato le librerie d'Oltremanica si appresta ad arrivare anche in Italia edito da Sonzongno a partire dal prossimo anno.L'autrice è Suzi Godson che da anni si occupa di sessualità sui media londinesi e nei più importanti giornali femminili del mondo. Copertina con i colori del fuoco e della passione , le scritte bianche e una dichiarazione: "La gioia del sesso per il 21esimo secolo". L'obiettivo del libro, che è già un best-seller , è presto detto: diventare la nuova Bibbia dell'eros. Un primato che negli anni Settanta toccò a "Le gioie del sesso" di Alex Comfort (riservato solo agli eterosessuali): vendette oltre 8 milioni di copie in ogni angolo del Pianeta.Il Kamasutra del terzo millennio è una finestra aperta sul cortile della passione e c'è posto per tutti. Full optional . Sesso da maratona, orale , anale, in stile fetish . Ma anche sesso omosessuale , per gli anziani , per i portatori di handicap e per le donne in gravidanza . E poi, le immancabili posizioni . I giochi ? Ci sono pure quelli, dai vibratori agli anelli per il pene; dagli "stimolacapezzoli" a giochi per la lingua .Il linguaggio è immediato, diretto, no-frills . Comprensibile alla gente comune e non privo di una sottile ironia come nel paragrafo sulla zoofilia quando si sottolinea che "i maiali sembra rispondano meglio delle pecore alle effusioni". A margine del testo, poi, vengono riportate le testimonianze raccolte dall'autrice su internet. Messaggi dei lettori che raccontano di sé e del proprio modo di vivere il sesso .Le parole trovano raffigurazione nelle illustrazioni di Peter Stemmler che ha scelto il genere pop-art e ha immortalato con i colori i rapporti gay, la masturbazione e le pratiche più inconsuete. I contenuti sono stati realizzati con la collaborazione di numerosi medici e specialisti e la supervisione scientifica è stata messa a punto dal professor Robert Winston.«Il sesso - spiega Suzi Godson - cambia a seconda delle persone , dell'età, delle situazioni. Tuttavia, non è mai migliore o peggiore: è semplicemente diverso . Rappresenta una componente fondamentale della nostra vita e come tutte le parti del corpo, necessita di manutenzione ».Davvero nel "Sex book" c'è tutto quanto serve per fare bene all'amore ? Una domanda a cui ha risposto la sessuologa, Alessandra Graziottin nell'intervista rilasciata a News2000: «nel libro non si parla di sentimenti». [...]

UN ORGASMO DA 15 MINUTI: GRAZIE ALLA CANNABIS

Un orgasmo enorme vi scuote,vi fa fremere, è mozzafiato, visembra di levitare, vi trasporta in paradiso…Sì, l'orgasmo è una sensazione meravigliosa, ma non vipiacerebbe sapere se si potesse  allungare un po 'di più la sua durata? Unmarchio di lubrificanti ha ascoltato le nostre preghiere e sostiene di averinventato un lubrificante per prolungare questo piacere addirittura fino a 15minuti. Abbiamo catturato la vostra attenzione? Da non perdere i dettagli! Allungare il tempo dei nostri orgasmi, a quanto pare, è orapossibile. Mathew Gerson e Afrodite Group hanno creato un lubrificante che miraa rivoluzionare i parametri del piacere sessuale. Euforia, come viene chiamatoquesto nuovo migliore amico per molte donne, regalerà fino a  15 minuti di orgasmi. Vi sembra troppo,giusto? Il miracolo è stato prodotto mescolando olio di cocco con lacannabis terapeutica,  ottenendo quindiun  Lubrificante 100% naturale e senza  additivi chimici, senza zucchero e senzaglutine. La marijuana permette che ogni volta che viene spruzzato le sueproprietà lubrificanti vengano  espulse,in modo che possa essere ancora più divertente giocare a causa dei suoi notieffetti. Tuttavia, se avete voglia di testare questo lubrificante percontrollare se funzioni  o no, per ora ènecessario attendere a meno che non si viva in California, come solo iresidenti di questo stato possono acquistare la prescrizione per “soli” 86dollari. In un mondo con tanti giocattoli incredibili dasperimentare, stiamo assistendo a una nuova rivoluzione del piacere? E voivorreste prolungare il vostro orgasmo tutto quel tempo?  [...]

PAURA DEL GINECOLOGO

La prima volta dal ginecologo: perchè non bisogna temerla!E' sicuramente tra le visite mediche quella più intima e quindi quella che soprattutto nelle giovanissime crea un impatto emotivo più forte ed a volte più difficile da superare. Cercheremo con questa pagina da aiutare le molte ragazze che vivono tale momento in modo imbarazzante se non addirittura traumatico, di spiegare in cosa consiste, perchè è fondamentale e soprattutto perchè non avere paura. Se vissuta bene, tuttavia, è preziosa per la propria salute, fisica ed emotiva.Innanzitutto bisogna rendersi conto che un rapporto di fiducia con il proprio o la propria ginecologa èspesso alla base di una tranquilla e sana vita, non solo dal punto di vista della salute, ma anche della visione della propria sessualità. Già perchè non bisogna vedere il/la ginecologo/a semplicemente come un medico, ma talvolta è proprio quella figura che dovrà risolvere i nostri piccoli dubbi in materia di comportamenti sessuali. Si capisce bene come scegliere con cura il proprio medico, dunque, sia fondamentale.Di solito, soprattutto per le giovanissime, ci si affida al "ginecologo di famiglia". Se invece si hanno problemi specifici, è bene informarsi accuratamente sullo specialista migliore sul tema che vorremmo approfondire per avere la cura più qualificata.A che età e con che periodicità è bene fare la visita ginecologica?È bene iniziare una valutazione ginecologica ad ogni età, se vi sono problemi (dalla irregolarità delle mestruazioni, all'acne, alle vaginiti, ai disturbi del comportamento alimentare etc). Comunque quando si desidera avere il primo rapporto, per programmare in modo intelligente la contraccezione. E se si hanno 24, 25 anni, e non si sono ancora avuti rapporti sessuali, è comunque saggio fare un controllino annuale. La periodicità dei controlli è annuale o biennale, con pap-test, a meno che non vi siano problemi particolari che richiedono monitoraggi più frequenti.Come arrivare alla visita.Sembrerà eccessivo, ma scrivere su un foglietto le malattie più importanti presenti nella vostra famiglia di origine, e vostre personali, prima della visita avrà due vantaggi: aggiornare facilmente la vostra scheda medica, così nessuna informazione rilevante andrà perduta; e facilitare il lavoro del medico, che avrà una sintesi esaustiva di tutte le informazioni rilevanti, che spesso il/la paziente dimentica nell'emozione della visita. Grazie a queste informazioni verranno ottimizzate anche la sua accuratezza diagnostica e la vostra soddisfazione terapeutica. La valutazione medica inizia con una storia clinica accurata; oggi un buon ginecologo è di fatto l'internista della donna. Per questo, dopo aver chiesto il motivo principale della visita (controllo di routine o patologia specifica) deve porre attenzione a:a) anamnesi familiare: il medico vi chiedrà quali siano le malattie più importanti comparse nella famiglia di origine, tra cui tumori, malattie cardiovascolari (ipertensione, infarti, ictus.); problemi ormonali (disfunzioni della tiroide, irregolarità mestruali, menopausa precoce etc); dismetaboliche, quali il diabete mellito; neurologiche, tra cui la malattia di Alzheimer, il morbo di Parkinson o la sclerosi multipla) e anche autoimmuni (Lupus eritematoso etc).b) anamnesi patologica remota: il medico vi chiederà quali siano le malattie di cui avete sofferto in passato (appendicite, per esempio, o depressione e/o disturbi d'ansia, oppure disturbi del comportamento alimentare, o cistiti ricorrenti o altro), allergie.Vi chiederà anche le cure che sono state prescritte ed effettuate, il loro esito, con guarigione o persistenza dei sintomi. Ricordate quindi di portare tutta la documentazione relativa, meglio se preparata in ordine di tempo!; se siete state ricoverate per malattie o interventi importanti, chiedete copia della cartella clinica alla Direzione sanitaria dell'Ospedale in cui siete state curate e portatela al medico.c) anamnesi fisiologica: tutto quello che riguarda il vostro essere donne dal punto di vista medico:età di comparsa della prima mestruazione;caratteristiche del flusso (ritmo, ossia ogni quanti giorni si ha la mestruazione, contando dal primo giorno di inizio di un flusso al primo della mestruazione successiva;quantità, durata del flusso in giorni;irregolarità mestruali (mestruazioni troppo frequenti: polimenorrea; troppo abbondanti: metrorragia; poco frequenti, in ritardo: oligomenorrea; oppure blocco delle mestruazioni (amenorrea); mestruazioni dolorose (dismenorrea) o no;eventuale sindrome premestruale (PMS) e quindi sintomi quali gonfiore, irritabilità, caduta dell'umore, aumento di peso e/o dell'appetito nella settimana prima delle mestruazioni;data dell'ultima mestruazione: segnatela in agenda!;informazioni sulla vita sessuale.Il medico dovrebbe sempre chiedere di routine "come va la Sua vita sessuale?" con una domanda molto semplice che tuttavia dà alla donna la sensazione di poter parlare anche di quell'aspetto della vita: metodo contraccettivo scelto, se ha rapporti, a meno che la donna non stia cercando figli; eventuali gravidanze o aborti (numero di gravidanze, esito, tipo di parto (cesareo, naturale o operativo, ossia con forcipe o ventosa), peso dei bambini alla nascita, specie se è stata naturale (questo ci fa intuire come sia lo stato dei muscoli che circondano la vagina, spesso lesi se il bambino era di peso elevato, se il parto è stato traumatico o operativo), numero di figli vivi e loro stato di salute); stile di vita: il medico chiederà se e quanto la donna fuma, se e quanto beve, se fa uso di droghe e quali, se fa uso di farmaci quotidianamente (quali e perchè), se fa sport, se dorme bene, se ha disturbi dell'appetito, oltre che il peso corporeo attuale (specie se sovrappeso o troppo magra per l'altezza), se va di corpo regolarmente (una volta al giorno o almeno a giorni alterni) o soffre di stipsi.d) anamnesi patologica prossima: ossia i disturbi per i quali la signora viene in consultazione. Di questi bisogna dettagliare:sintomi precisi; momento e circostanze di inizio;fattori che li peggiorino o che li allevino; sintomi associati;eventuali diagnosi o esami già fatti da altri specialisti;esami di controllo recenti: la data dell'ultimo pap-test, ed ev. degli ultimi esami del sangue, o di altre indagini specialistiche: portare sempre tutti gli esami con sé, possibilmente ordinati per data.COME SI SVOLGE LA VISITA?Di norma un ginecologo comincia la visita .dall'alto. Questo è un altro segno di attenzione e di rispetto, perché crea una gradualità nell'invasività potenziale presente nella visita ginecologica. A lato della donna, stesa sul lettino ginecologico, dovrebbe visitare:la tiroide (ghiandola importantissima per la salute delle donne, posta al davanti del collo) specie se già allo sguardo la nota ingrossata;le mammelle e le ascelle (per ev. linfonodi);l'addome (il colon dice molto sia sullo stato di tensione della donna);l'apparato genitale.Durante la visita ginecologica, dovrebbe esaminare:i genitali esterni: se siano infiammati, arrossati, distrofici (con secchezza o lesioni da grattamento), con condilomi o altre lesioni;lo stato dei muscoli perivaginali ("ipertonici", ossia contratti e quindi dolenti, spesso associati a dolore ai rapporti, o "ipotonici", e quindi lassi, più associati a incontinenza da sforzo, oltre che a minore sensibilità vaginale durante il rapporto sessuale);se la donna riferisce dolore o bruciore durante i rapporti sessuali, dovrebbe accuratamente diagnosticare la "mappa del dolore", valutando con accurata gentilezza tutti i punti (sui genitali esterni, a metà vagina e profondi) in cui la donna avverte dolore. Sede e caratteristiche di inizio del dolore sono infatti i più forti fattori predittivi sulle cause fisiche di dolore: altro che dire "Signora il dolore è tutto nella sua testa!" come troppi medici fanno, saltando una visita accurata!Valuterà poi il collo dell'utero e l'utero (per fibromi o altre patologie), e le ovaie. Sarebbe bene che valutasse sempre il pH, ossia il grado di acidità vaginale, con un piccolo stick: in pochi secondi ha un'informazione preziosa sullo stato di estrogenizzazione della vagina e sugli ecosistemi vaginali, ossia le tribù di germi che normalmente abitano la vagina, così da orientare meglio le decisioni cliniche da prendere.Se la donna ha già avuto rapporti, completerà l'esame con la valutazione del collo dell'utero mediante lo speculum vaginale (uno strumento che consente di visualizzarlo). Prima di inserirlo, avrà cura di sceglierne uno di misura piccola, specie se la signora non ha ancora avuto figli; di divaricare gentilmente le labbra e di chiedere alla signora di spingere leggermente: questa fa distendere i muscoli che circondano la vagina e facilita l'inserimento, evitando il fastidio o il dolore che molte donne provano. Molti usano anche un leggero lubrificante.Il medico farà poi il pap test, un prelievo di cellule -NON DOLOROSO!- utile per la diagnosi precoce di eventuali lesioni pre-tumorali e tumorali. Farà eventualmente la colposcopia, un esame con lenti di ingrandimento e colorazioni speciali per evidenziare lesioni a rischio sul collo dell'utero, su cui fare una eventuale biopsia, ossia un prelievo per analizzare istologicamente le cellule asportate, se indicata. Molti medici fanno anche l'ecografia, che tuttavia non può mai sostituire un'accurata visita ginecologica!La valutazione della pressione arteriosa ed eventualmente del peso corporeo completa l'esame fisico.In caso di gravidanza, la valutazione del battito fetale, del pH e dell'incremento del peso mensile, oltre che la valutazione trimestrale di esami del sangue e dell'ecografia ostetrica, completa il monitoraggio. [...]

L'IGIENE INTIMA

Per igiene intima si intendono tutte quelle norme di comportamento ed i presidi atti ad attuare una corretta pulizia della regione anatomica genitale esterna maschile e femminile e della regione anale. Contribuisce a conservarne l’integrità e quindi anche a mantenere il benessere psicofisico della persona, considerando che la salute è da intendersi non solo come "assenza di malattia ", ma anche come stato di "benessere psicofisico" dell’individuo. Tali comportamenti e presidi contribuiscono anche ad attuare la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse. Come si attua una corretta pulizia? Entrambe le regioni anatomiche genitali maschili e femminili sono ricoperte dalla cute con gli annessi cutanei: i peli e le ghiandole sebacee e sudoripare. La maggior parte dei batteri patogeni e saprofiti dell’uomo hanno un pH che oscilla tra 7,2 e 7,6. I bacilli vaginali (lactobacilli) prosperano ad un pH di 9. Il ph della cute è leggermente acido, cioè permette all’individuo di difendersi dalla moltiplicazione di germi normalmente saprofiti,"ospiti innocui",dell’uomo. La cute che ricopre i genitali esterni sia maschili che femminili contiene nel derma le ghiandole sudoripare produttrici di sudore. Il sudore contiene il 98% di acqua, il 2% di composti organici (urea, creatinina, acidi grassi) e sali (cloruro di sodio), acido urico, acido lattico, ammoniaca. Se non avviene una accurata, corretta pulizia, con conseguente asportazione di detriti cutanei e cataboliti derivanti dal sudore, si ha un effetto irritante con alterazione del normale pH della cute, bruciore, arrossamento, produzione di cattivo odore; a volte il prurito provoca grattamento e quindi anche dermatiti. E’ consigliato il lavaggio con frequenza regolare con detergenti solidi o liquidi con pH leggermente acido. Sia la scarsa igiene sia lavaggi troppo frequenti con sostanze non adatte,come saponi contenenti sostanze alcoliche e profumi possono creare seri problemi. Quando, anche in seguito ad una scarsa o scorretta igiene personale, viene alterato il pH, diminuiscono le normali difese della cute e vengono meno le funzioni che normalmente ha la nostra pelle. Quali sono le funzioni della nostra pelle? Le funzioni della cute sono: Difesa contro aggressioni di natura meccanica , chimica, batterica, protezione dal calore. Produzione di sudore. Produzione di sebo che costituisce il mantello idrolipidico protettivo della superficie cutanea. Funzione di termoregolazione mediante irradiazione, conduzione, convenzione del calore ed evaporazione del sudore. In cosa si distingue l'igiene femminile? Nella donna l’igiene intima riveste una particolare importanza data la comunicazione della vulva con la vagina e, tramite la vagina , con l’utero. Per quanto riguarda l’igiene intima femminile è importante ricordare i cambiamenti fisiologici della vagina, nelle varie fasi della vita: infanzia, pubertà, età fertile, menopausa. Durante l’età fertile si trovano nella vagina in condizioni fisiologiche, di normalità, numerosi bacilli chiamati di Doderlein. Questi bacilli , producendo acido lattico, mantengono acido il pH vaginale , contribuendo alla difesa della vagina dalle infezioni. I bacilli di Doderlein sono assenti nella bambina e poco presenti o quasi assenti in menopausa. La vagina presenta una difesa biologica basata sul pH acido e sulla presenza del bacillo di Doderlein. Questi due fattori, che impediscono lo sviluppo di altri germi , sono legati alla presenza di glicogeno nell’epitelio vaginale e alla possibilità di scissione del glicogeno in acido lattico ad opera del bacillo di Doderlein. In tutte le condizioni nelle quali vi è carenza di estrogeni si ha mancanza di glicogeno nell’epitelio vaginale e quindi poca acidità e scarso sviluppo di bacillo di Doderlein, con conseguente possibilità di moltiplicazione di altri germi. Queste condizioni di deficiente difesa genitale dovute a carenza ormonale si hanno fisiologicamente nella bambina e nella donna in menopausa. Infatti l’apparato genitale ritorna attraverso un processo di involuzione,a condizioni anatomiche e biologiche simili a quelle della bambina (mancanza di poteri di difesa della vagina e sottigliezza della mucosa vaginale). Cosa e' la leucorrea? Le secrezioni vaginali possono essere bianche o giallastre, più o meno dense, a seconda che si tratti di un fenomeno fisiologico o patologico. Casi di leucoreea fisiologica possono essere: La leucorrea delle ragazze in età pubere o nell’immediata postpubertà. La leucorrea che segue a volte il flusso mestruale. A volte ci può essere leucorrea durante la gravidanza Quando la leucorrea ha colore giallastro indica spesso una condizione patologica su base infiammatoria. Non bisogna confondere la leucorrea con il muco cervicale: questo è un fluido filante , trasparente che indica l’avvenuta ovulazione durante i giorni fertili del ciclo femminile. La scarsa igiene intima può contribuire all’instaurarsi di vulviti /infiammazioni della vulva , caratterizzate da prurito) e a volte per contiguità vaginiti. Le infiammazioni della vulva a volte si associano a flogosi delle ghiandole del Bartolini (ghiandole che fanno parte dell’apparato genitale femminile esterno). In genere i germi dalla vulva passano per contiguità nel condotto escretore della ghiandola di Bartolini, dando così origine ad un processo infiammatorio. Si ha tumefazione della ghiandola, arrossamento della cute, dolore in sede; a volte l’infiammazione degenera in ascesso. Nel maschio l’igiene intima e' ugualmente importante? Nel maschio l’igiene intima riveste l’importanza per quanto riguarda le infiammazioni dell’apparato genitale. La balanopostite è un’infezione dello spazio balanoprepuziale che interessa la mucosa del glande e del prepuzio che la ricopre, del solco coronale, del meato uretrale. Le cause dell’infezione possono essere costituite da germi gram positivi e da germi gram negativi.Molto frequentemente questa patologia è causata dalla presenza di una fimosi (restringimento dell’orifizio prepuziale), che rende molto difficoltosa, se non addirittura impossibile l’igiene locale , oppure a volte è causata da mancanza di igiene locale da parte del paziente. La balanopostite è più frequente nei bambini con fimosi e negli anziani che trascurano la propria igiene intima; in questo caso è la balanopostite ad essere causa di fimosi; l’infiammazione provoca aderenze tra la mucosa del prepuzio e del glande. Tali balanopostiti sono un evento frequente tra i pazienti diabetici. Vi sono poi dei presidi atti a prevenire le malattie sessualmente trasmesse, e sono i seguenti: Curare l’igiene intima con prodotti che abbiano un pH compreso tra 3,5 e 5,5, simile a quello della cute. Ciò contribuisce a conservare l’integrità dall’attacco di microorganismo. Osservare se il partner presenta lesioni della zona genitale, in questo caso usare sempre il profilattico, finchè non è sicuramente guarito, o meglio ancora interrompere fino a guarigione la vita sessuale. Usare sempre il profilattico con partner occasionali e/o poco conosciuti. Controllare sempre che il profilattico sia integro. Ricordare che i microorganismi , causa di malattie sessualmente trasmesse, si trovano nelle secrezioni vaginali, nel liquido seminale, nelle mucose genitali che presentano abrasioni. Quando si sospetta di essere stati contagiati, è utile rivolgersi subito al medico specialista: il ginecologo per la donna e l’andrologo per l’uomo. La terapia precoce di queste malattie ne previene le possibili gravi conseguenze. CHE FARE PER MANTENERE UN PH VAGINALE "EQUILIBRATO", A PROVA DI PROBLEMI INTIMI? Il mantenimento del pH dipende da molti fattori, primo fra tutti un ciclo regolare. Gli ormoni estrogeni sono i primi amici del pH e dell'ecosistema fisiologico in età fertile. Quando una donna subisce un blocco mestruale (amenorrea), il pH sale e, in parallelo, l'ecosistema viene alterato, perché mutano le tribù di microrganismi. La vagina diventa più vulnerabile alle invasioni dei germi provenienti dal colon, quali l'Escherischia Coli o l'Enterococcus Foecalis, chiamati "saprofiti patogeni" (dal greco "sapròs", marcio, ovvero batteri che crescono nel materiale in decomposizione a livello intestinale). Questi germi saprofiti sono normali nell'intestino, ossia fanno parte del suo ecosistema, ma diventano causa di patologia (malattia) se invadono la vagina, dove scatenano vaginiti, e la vescica, dove sono fonte di cistiti. E poi un pH sano è legato a doppio filo a una corretta igiene intima. QUALI SONO LE MOSSE GIUSTE PER UN'IGIENE INTIMA DAVVERO CORRETTA? Quella dei genitali esterni prevede una pulizia eseguita muovendo dall'avanti all'indietro sia la carta per la detersione, sia le mani per il lavaggio. Questo per evitare che frammenti di feci (che contengono milioni di germi saprofiti) possano inquinare i genitali anteriori, la vagina e/o l'uretra. All'igiene dei genitali interni, invece, ci pensa la natura femminile. La vagina, infatti, grazie alla produzione naturale di liquidi che - per la forza di gravità - scendono all'esterno, si autodeterge in presenza di normale pH. La donna sana, dunque, non ha bisogno di lavande interne, che vanno riservate e limitate, su indicazione medica, alla terapia complementare delle vaginiti. Anzi: secondo un'analisi di diversi studi, l'uso abituale di lavande vaginali sarebbe associato a significativo aumento di gravidanze ectopiche, di infezioni tubariche e, in alcuni studi, di tumore della cervice uterina. Un dato spiegabile con il fatto che la donna che ha rapporti non protetti, specie se promiscui, è a maggior rischio di infiammazioni vaginali. Questo potrebbe indurre la tendenza all'automedicazione con lavande vaginali frequenti. CI SONO ALTRI FATTORI A CUI LA DONNA DEVE FARE ATTENZIONE PER DIFENDERE LA ZONA INTIMA? Sì. È fondamentale rispettare un'adeguata protezione intima durante le mestruazioni, preferendo assorbenti, tamponi interni o salvaslip di cotone, che facilitano la traspirazione, ed evitando che le secrezioni vaginali, ricche di germi e molto acide, ristagnino a livello del vestibolo vulvare. Occhio anche all'attività intestinale: la stipsi, o costipazione (meno di quattro evacuazioni alla settimana), facilita l'alterazione degli ecosistemi vulvare e vaginale. Imperativo categorico, infine, è l'uso costante del profilattico in caso di cambio di partner o di rapporti promiscui. Anche il liquido spermatico, che ha pH 7.39, se abbondante e/o frequente potrebbe alterare il pH vaginale e causare irritazione vestibolare. L'alterazione del pH vaginale e vulvare, lo squilibrio degli ecosistemi, "l'effetto serra" genitale e la maggiore vulnerabilità della mucosa infiammata e microtraumi genitali possono concorrere a causare la vestibolite vulvare. CHE COS'È LA VESTIBOLITE VULVARE? È un'infiammazione cronica della mucosa del vestibolo vulvare, definita da tre sintomi e segni: variabile rossore del vestibolo (entrata della vagina); bruciore e dolore intenso, soprattutto in due punti, collocati alle ore 5 e alle ore 7, se si considera l'entrata vaginale come il quadrante di un orologio; dolore durante i rapporti (dispareunia). DA COSA È CARATTERIZZATA LA VESTIBOLITE VULVARE? Dall'iperattività di tre sistemi cardinali per la salute, primo fra tutti del sistema immunitario locale e, in particolare, del mastocita, una cellula di difesa che produce sia le sostanze che mediano l'infiammazione dei tessuti locali, causando bruciore, dolore, rossore, gonfiore e limitazioni funzionali, sia le sostanze che fanno proliferare le fibre nervose del dolore nella zona colpita. L'iperattività del mastocita è causata da diversi stimoli, detti "agonisti", tra cui: le infezioni da Candida, un fungo oggi in grande crescita a causa dell'eccessivo uso di antibiotici, da Gardnerella o da germi misti; l'irritazione del vestibolo dalle secrezioni vaginali che non evaporano a causa di salvaslip sintetici impermeabili; i microtraumi meccanici, tra cui il rapporto sessuale in condizioni di secchezza vaginale, e/o quando il muscolo elevatore è contratto e/o quando la mucosa è già irritata. Possono infiammare la mucosa del vestibolo anche un vestiario inadeguato che causi microabrasioni (tanga, jeans attillati), specie se la mucosa è già più vulnerabile e fragile a causa dell'infiammazione cronica, o sport (come ciclismo o equitazione), che causano una riduzione del flusso sanguigno e/o irritazioni nella zona genitale; gli estrogeni, perché l'infiammazione peggiora in fase premestruale); alcune sostanze chimiche, che provocano allergia, spesso contenute in detergenti inappropriati OLTRE AL SISTEMA IMMUNITARIO, QUALI SONO GLI ALTRI SISTEMI COINVOLTI IN CASO DI VESTIBOLITE? Il sistema nervoso del dolore: nella mucosa colpita da vestibolite, le fibre nervose sono moltiplicate di dieci volte rispetto al normale. Questo causa "iperalgesia", cioè aumento spiccato della sensibilità al dolore. Le fibre del dolore, inoltre, penetrano negli strati più superficiali della mucosa, in cui normalmente non si trovano, e questo provoca "allodinìa", ossia dolore urente ("come essere scottata da un ferro bollente", dicono le donne che ne soffrono). Inoltre, si registra un'iperattività del muscolo elevatore dell'ano, quello che chiude in basso la vagina e circonda l'uretra, la vagina e l'ano. Provoca una tensione, che causa ulteriore dolore ("mialgia") e riduce l'entrata vaginale, diventando cofattore di dolore ai rapporti (dispareunia). È POSSIBILE PROTEGGERE LA SALUTE GENITALE E PREVENIRE LA VESTIBOLITE VULVARE? Si può fare molto. Prima di tutto, utilizzando detergenti a pH acido per i genitali esterni non più di due, al massimo tre volte al giorno. Per il resto, detersione con acqua. Per la protezione periodica mestruale, usare solo assorbenti in puro cotone. Anche i tamponi interni di puro cotone vanno bene: se l'inserimento causa dolore - come succede spesso nelle adolescenti ai primi tentativi - il problema non è il tampone, ma lo spasmo muscolare di cui il tampone è solo una spia. In tal caso, bisogna ascoltare questo sintomo importante, valutare se c'è un'iperattività del muscolo e, in caso affermativo, rilassarlo mediante con l'automassaggio o lo stretching. Il vestiario deve lasciare "respirare" i tessuti, lasciando asciugare normalmente le modeste secrezioni vaginali: sì alle gonne o ai pantaloni morbidi in tessuti naturali. Non scordare l'uso regolare del profilattico, specie se si cambia partner e/o non si è certi della propria o altrui fedeltà: l'intolleranza vera al lattice è molto più rara del rischio di infezioni sessualmente trasmesse! Infine, attenzione alla lubrificazione vaginale durante i rapporti: la secchezza vaginale (causata da scarsa eccitazione e/o dal dolore alla penetrazione) facilita le microabrasioni della mucosa, perpetuando la cronicizzazione dell'infiammazione. In caso di dolore durante i rapporti, secchezza vaginale, ma anche cistiti o irritazioni vescicali, dopo il rapporto è importante rivolgersi a un ginecologo con competenza sessuologica. Non diagnosticate e non trattate, queste condizioni possono portare a una vestibolite cronica. Se diagnosticate e curate tempestivamente, possono invece essere completamente risolte. [...]

LA CANDIDOSI: COME DIFENDERSI

LA CANDIDA La candida e' una malattia sostenuta da organismi del genere Candida, il piu' frequente dei quali e' la Candida albicans. Si tratta di miceti, ovvero funghi, appartenenti all'ordine degli Pseudolieviti: formano colonie bianche e pastose come i veri lieviti, ma, a differenza di questi, sono dotati di strutture filamentose (pseudoife e/o ife). La Candida albicans e' un normale saprofita (ossia utilizza come nutrimento la sostanza organica in decomposizione) del cavo orale, del tratto gastrointestinale e della vagina; raramente si trova anche su cute normale (pliche inguinali). Puo' occasionalmente diventare patogena: per cause locali, quali la macerazione e le terapie cutanei con antibiotici o cortisonici; per cause generali, quali il diabete mellito, i tumori, la terapia antibiotica, cortisonica, estrogenica o immunosoppressiva prolungata; per un deficit genetico o acquisito delle difese immunitarie. I quadri clinici piu' tipici sono: l'intertrigine delle grandi labbra e delle piccole pieghe cutanee (pieghe inguinale, interglutea, sottomammaria, labiale, interdigitali a piedi e mani), che si presenta con lesioni rosso vive, lisce, poco essudanti, orlate da un tipico bordo bianco di tessuto macerato, molto pruriginose; la perionissi e l'onissi, ossia la localizzazione alle unghie; il mughetto, che colpisce i bimbi nella prima infanzia e l'adulto sotto terapia debilitante; la vulvo-vaginite, sovente rivelatrice di diabete, frequente in gravidanza e nell'uso degli estroprogestinici (pare per alterazione del metabolismo glucidico nell'epitelio vaginale), trasmissibile per contatto sessuale, caratterizzata da leucorrea biancastra, eritema intenso alla vulva (col tipico collaretto bianco al margine delle lesioni), prurito intenso, tendenza a recidivare (interessa il 10-15% delle donne in eta' riproduttiva); la balanopostite, frequente nei diabetici, trasmessa sovente per contatto sessuale, localizzata o solo al glande (con lesioni eritemato-vescicolose puntiformi o confluenti in piccole aree bordate), oppure sia al glande che al prepuzio; prurito e bruciore sono intensi. COME CURARSI Bisogna fare un ciclo di pillole (entrambi) e di lavande vaginali (lei). Fino a fine cura, sesso con preservativo o astinenza. E' infatti contagiosa, anche se nell'uomo non si manifesta con sintomi palesi. La candida si trasmette tramite le mucose. Quindi non solo con il contatto tra organi genitali, ma anche, anzi soprattutto tramite la saliva (o meglio la bocca). Per questo motivo la cura fondamentale è tramite pillole e gel orali. Parlo (purtroppo) per grande esperienza in materia...... Inoltre è definita una malattia "ping-pong", nel senso che è difficile riuscire a curarsi e guarire in due contemporaneamente. Nel periodo del riacutizzarsi, quindi, ASTINENZA ASSOLUTA. Non solo di rapporti completi, ma anche e ripeto SOPRATTUTTO NO ai rapporti orali e tanto meno ai baci! Questo ovviamente, solo per il periodo della cura. [...]

ATTO SESSUALE DOLOROSO: SCOPRIAMO I MOTIVI

Piacere o dolore? Le cause dovute ad un atto sessuale dolorosoLa donna può provare dolore o fastidio vaginale nel momento della penetrazione, durante o dopo il rapporto.Ne soffre il 14-19% delle donne tra i 18 e i 55 anni. Il dolore può essere causato da fattori sia fisici sia psichici. La diagnosi deve considerare entrambi i fattori, spesso associati, per avere una terapia davvero risolutiva del disturboE' frequente nelle donne di ogni età e può essere provocato da cause fisiche (contrazioni muscolari o anomalie del rivestimento vaginale) o psicologiche. Indipendentemente dalla causa occorrerà consultare un ginecologo se il sintomo persiste o se è spesso presente in quanto potrebbe influenzare negativamente sul desiderio sessuale. Andiamo a vedere comunque delle possibili cause ed eventuali primi interventi da attuare. Per "Disturbi sessuali caratterizzati da dolore" (Sexual Pain Disorders") si intendono:La dispareunia: definita come ricorrente o persistente dolore genitale associato al rapporto sessuale.Il vaginismo: definito come persistente o ricorrente spasmo involontario della muscolatura vaginale che impedisce o rende dolorosa la penetrazione vaginale.Il dolore sessuale non coitale: definito come ricorrente o persistente dolore genitale indotto da stimolazioni non coitali (per esempio, dal petting, da stimolazione manuale ecc).Il disturbo è considerato tale se causa "personal distress", ossia un significativo disagio e stress personale (e non solo se causa un problema coniugale). Per completare la diagnosi, di ciascun disturbo bisogna precisare:Se sia presente fin dall'inizio della vita sessuale e dei rapporti (primario o lifelong) o acquisito dopo un periodo di rapporti sessuali soddisfacenti (secondario o acquisito, acquired);Se sia generalizzato (con qualsiasi partner e in qualsiasi situazione) o situazionale (solo con un partner o in particolari situazioni);Quale sia la sua causa (etiologia): organica, psicogena, mista o indeterminata.Alcune tipologie di doloreVa detto anzitutto che i dolori alla vagina sono frequenti nelle settimane successive al parto, specialmente se sono presenti suture. Come fare? Astenetevi dai rapporti sessuali fin tanto ché la vagina non sarà guarita. Quando riprenderete i rapporti aiutatevi con una gelatina lubrificante e se continua ad essere doloroso consultate il vostro ginecologo di fiducia che vi visiterà per accertare che non vi siano postumi di lacerazione da parto. Se avete perdite vaginali anomale significa che è possibile che abbiate una vaginite. Se invece la penetrazione è difficile o dolorosa per una scarsa lubrificazione vaginale ed avete più di 45 anni sappiate che le modificazioni ormonali che avvengono in menopausa causano una riduzione del rivestimento vaginale e quindi una minore lubrificazione.Consultate il vostro ginecologo che vi prescriverà una terapia ormonale sostitutiva e/o una gelatina lubrificante. Inoltre vi consiglierà tecniche sessuali per favorire l'eccitamento e prevenire tali disturbi. Le donne che hanno avuto una soddisfacente attività sessuale continuano ad averla anche con l'avanzare dell'età... se avete un buon rapporto con il vostro partner non esiste nessuna causa fisica che riduca la capacità di godere a pieno di tutte le sensazioni fisiche ed emotive connesse con l'atto sessuale. Anzi molte donne trovano che l'attività sessuale migliori con una maggiore esperienza, con la capacità di apprezzare meglio il partner e con la sicurezza di non rischiare una gravidanza indesiderata. Se uno dei due partner e malato è ovvio che i rapporti sessuali saranno ridotti, quindi provate altre forme di contatto sessuale come carezze o rapporto orale. Se il rapporto sessuale provoca invece frustrazione consultate un consulente sessuale. Se avete un rapporto sessuale doloroso ma solo alcune volte e in determinate situazioni o se avete avuto mestruazioni insolite e dolorose sappiate che anche l'endometriosi può causare ciò. Tale patologia è caratterizzata dalla presenza al di fuori dell'utero (ovaie, tube di Falloppio), di endometrio (tessuto che normalmente rivestele pareti uterine), consultate un ginecologo che ispezionerà la vagina e potrà decidere di sottoporvi a laparoscopia. Se la diagnosi è confermata vi prescriverà una cura ormonale a lungo termine. Se il dolore durante il rapporto sessuale lo avvertite da poco tempo sappiate che una cisti ovarica (formazione a sacco contenente liquido) può causare dolore se sottoposta a pressione durante il rapporto sessuale. Cisti ovariche provocano anche gonfiore addominale. Il dolore è possibile che sia dovuto ad un'infiammazionedella cervice. Consultate il ginecologo di fiducia il quale dopo un'ispezione vaginale è probabile che vi richiederà un pap-test ed altri esami come ecografia ed una laparoscopica. Se la diagnosi è confermata è necessaria l'asportazione chirurgica. Se avete avuto di recente il vostro primo rapporto o avete cambiato da poco il partner sappiate che i dolori ed i bruciori ai genitali sono frequente dopo un rapporto insolito o molto coinvolgente!!! Non preoccupatevi, il disturbo scomparirà da solo; se il dolore è forte però è meglio astenersi da rapporti sessuali per qualche giorno. Importante è anche sapere che la pressione esercitata su di un ovaio o altro punto sensibile durante una penetrazione profonda può causare dolore, quindi se provate dolore sempre in determinate posizioni non preoccupatevi basta cercare posizioni nuove, consultate comunque il ginecologo che escluderà con la visita la presenza di cause organiche.Quali sono invece le cause psichiche?Molti più frequenti, nel vaginismo primario (lifelong), sono le cause psichiche, che associano la sessualità - e la penetrazione in particolare - a stimoli ed emozioni negativi:paura del dolore della prima volta; tabù e inibizioni educative ("una brava ragazza non lo fa fino al matrimonio"), cui spesso si associa una sopravvalutazione della verginità;pregresse violenze o molestie sessuali, nell'infanzia e/o nell'adolescenza. Spesso la sola idea del rapporto riattiva ricordi così dolorosi da bloccare ogni disponibilià all'intimità: si parla allora di inibizione sessuale generale. In altri casi, l'effetto del trauma si manifesta soprattutto al momento della penetrazione che richiama alla mente una violenza il cui potere di angosciare è rimasto intatto nel tempo. In tal caso è indicata una psicoterapia che aiuti a superare le conseguenze emotive e sessuali del trauma, per lasciare finalmente alle spalle i ricordi negativi e il dolore del passato;paura di gravidanze indesiderate e ambivalenza, ossia sentimenti contraddittori, verso la contraccezione più sicura, quella ormonale (la "pillola", per intenderci);paura della gravidanza e del parto;l'aver udito racconti drammatici relativi al primo rapporto, alla perdita di sangue, al dolore, al parto; disturbi del comportamento alimentare, specialmente l'anoressia. La difficoltà ad accettare la maturazione psicosessuale, tipica della ragazza che soffre di anoressia, si somatizza anche in diversi disturbi sessuali. Al punto che un terzo delle ragazze anoressiche soffre di vaginismo. Il bisogno ossessivo di controllo, che domina il rapporto con il cibo, si estende anche al controllo - fino al blocco - della sessualità. E non è un caso se la tensione psichica in molte ragazze si traduce in uno spasmo dei muscoli che chiudono la vagina;un eccessivo attaccamento alla famiglia di origine, per cui la ragazza resta "figlia di" piuttosto che diventare "moglie di";la paura dell'aggressività implicita nel gesto sessuale, paura spesso condivisa da entrambi i partner. Diceva Danielle Choucroun, che si è molto occupata di matrimoni e rapporti "bianchi": "Per un caso curioso, la signora che ha paura di essere penetrata sceglie (inconsciamente!) un uomo che ha paura di penetrare. E viceversa".Ricordiamo inoltre che anche un rapporto sessuale con ansia e/o mancanza d'eccitamento può provocare tensioni durante il rapporto sessuale impedendo una normale lubrificazione vaginale ed il normale rilassamento dei muscoli e tessuti circostanti. Cosa fare? Parlatene prima con il vostro partner e già ciò potrebbe risolvere il problema, usate una gelatina lubrificante durante il rapporto, poi vi suggerisco una tecnica per ridurre l'ansia ed aumentare la capacità di reazione agli stimoli sessuali che può essere d'aiuto per superare inibizioni e tensioni che compromettono il rapporto sessuale: in accordo con il partner astenetevi tre settimane da rapporti sessuali. Dopo di che, per alcuni giorni, senza che vi sia la possibilità di essere disturbati da qualcuno, create un'atmosfera adatta ad entrambi che vi faccia sentire rilassati (come ad esempio sentire musica), non abbiate ancora rapporti sessuali!!! A questo punto massaggiate ed accarezzate, ciascuno dei due, il corpo dell'altro per 20 min., meglio se entrambi nudi e se preferite usando l'olio, ma facendo attenzione a non toccare genitali e seno!!!! Ciascun partner dovrà concentrarsi sul piacere che prova alle carezze ed al contatto con l'altro corpo. Quando inizierete a godere delle sensazioni che vi provoca l'essere massaggiati, la sera successiva iniziate a toccare anche i genitali ed il seno. [...]

LA PRIMA VOLTA: CONSIGLI E SEGRETI SUL SESSO

Quello che segue non è un insieme di regole, perchè sul sesso mnon esistono;  quello che dovrebbe importare è che quello che fai ti faccia sentire bene. E "sentirsi bene" dovrebbe durare oltre il sesso in sé - non sentitevi in ansia di rimanere incinta, o di prendere qualche malattia orribile ed incurabile - perchè dovreste pensare prima del sesso stesso alla contraccezione e tutto ciò che comporta....ma non durante l'atto! Quando fare sesso per la prima volta? Quando si hanno rapporti sessuali non ha molta importanza: quello che è importante è che tutti e due lo facciate consapevolmente e con la piacevolezza che ci deve essere! Nesusno deve essere o sentirsi costretto...perchè se no tutto andrà male! Concedetevi, quando sarà il momento, un sacco di tempo per fare sesso per la prima volta. Un week-end è l'ideale, tutto il giorno, magari con qualche pausa di romantico sonno! Dovremmo mangiare o bere qualcosa prima del rapporto sessuale? Evitare di mangiare un pasto pesante, dal momento che rifarò sonnolenza. Mangiare leggero, non bere troppo alcol, se non del tutto. Essa può aiutare a perdere le inibizioni, ma può anche rendere la sua erezione molto più difficile da raggiungere e si desidera passare più tempo in camera da letto che il bagno in ogni caso, giusto?Dove dovremmo fare sesso?Nei casi in cui si hanno rapporti sessuali è probabilmente una decisione più importante. Trovare un posto dove entrambi possono essere privati per un massimo di 48 ore può essere difficile a quell'età in cui la maggior parte delle persone stanno progettando di perdere la loro verginità. Ma ne vale la pena. Auto non sono più abbastanza grande per fare sesso, e l'ha aperta meno privacy, così come insetti, sabbia e aghi di pino. Un letto è probabilmente la cosa migliore per fare l'amore in, ancora. Spero che possiate avere una stanza a te stesso, con tutte le comodità che una camera da letto vengono sfruttate, compreso il calore, comfort, spazio, e il bagno. Fare la doccia insieme! Se siete in procinto di fare sesso, probabilmente avete avuto le mani in tutto l'un l'altro prima d'ora. Venite a conoscere il corpo dell'altro. Prenditi il tuo tempo. Questo è ciò che l'amore è di circa.Che cosa dobbiamo portare?Portate quello che vi serve per farvi comodo. Il controllo delle nascite, preservativi, forse il vostro cuscino preferito o un accappatoio.Per lei: cosa devo fare prima?Non si può pretendere che sappia ciò che ti fa sentire bene. Dovrete dirgli o fargli vedere, e che può significare prendere un po 'di questa iniziativa, prendendo le mani e metterli dove ti fanno sentire bene. Andare piano. Se è la prima volta, può anche essere totalmente nervoso per quello che stai per fare, e il suo pene non può rispondere in un primo momento. Pazienza, gentilezza, e la comprensione sono tenuti a riportarlo in vita, e che può essere difficile per voi per raggiungere, ma è per questo che vi abbiamo detto di dare voi stessi un sacco di tempo.La prima volta farà male?Probabilmente avete sentito storie dell'orrore su quanto fa male perdere la verginità. Per alcune donne, lo fa, ma con il giusto tocco e il partner giusto, si dovrebbe essere in grado di prendere il suo pene nel vostro corpo senza dolore. Fategli prendere il suo tempo, usare un lubrificante, e premere le dita dentro di te, tu aprendo lentamente. Digli che quando ci si sente bene e quando fa male. Quale posizione è la migliore per la prima volta? Molte donne preferiscono fare sesso per la prima volta di essere in cima, dove si possono controllare la prima voce. Altri vogliono essere sul fondo e dare loro amanti che controllano. Scegli ciò che è meglio per voi. Basta ricordarsi di dirgli di andare piano, prenditi il tuo tempo, e se si sente il bisogno, usare un lubrificante commerciale come KY Jelly.Per lui: cosa succede se non riesco a farlo alzare?Può sembrare strano, ma il vostro pene, che ha lavorato molto per anni, può improvvisamente andare in sciopero a vostra prima occasione al sesso "reale". Questo è naturale - sei nervoso. Fai un respiro profondo. Fare qualcosa di diverso per un po 'con le mani, le labbra e la lingua. Prova a dimenticare l'ansia, e il vostro pene risponderanno. E 'solo una cosa temporanea. Devo dire di essere vergine?Molti uomini pensano che perché sono gli uomini, dovrebbero essere responsabile del sesso, a prescindere da chi ha più esperienza. Se sei vergine e lei non lo è, dirle, e lasciare che il suo esempio, se lo desidera. Questo è tanto una esperienza di apprendimento come amare. Non abbiate paura di confessare la verità. Un sacco di donne preferirebbe sapere che il vostro armeggiare è inesperienza, piuttosto che pura inettitudine, e vi mostrerà gratitudine le vie del mondo.Riusciremo a raggiungere l'orgasmo insieme?Non preoccupatevi di fare orgasmo simultaneo, sia. Alcune donne non orgasmo durante il rapporto sessuale, e anche se la tua ragazza è in grado di climax, le probabilità sono molto contro di voi venendo allo stesso tempo. Buon divertimento, e fare affidamento su di lei per dire la verità, quando lei si sta godendo. Cosa succede se vengo subito?Se effettivamente il punto culminante e troppo presto, prima che si voleva, prendere il vostro tempo, fare un pisolino, e riprovare. La seconda volta si dovrebbe essere molto più rilassato e pronto a prendere il vostro tempo - così sarà il vostro pene. Il mio pene è la giuste dimensioni, la forma giusta?Un'altra preoccupazione comune è formato. Il pene medio è di poco più di cinque centimetri e mezzo di lunghezza in erezione, e questo è più che sufficiente per colpire ogni grande centro nevralgico nella vagina, il leggendario punto G inclusa. La vagina è in grado di allungamento a prendere un grande pene, o si forma a piacere uno piccolo. Dimensione ha ben poco a che fare con la tua abilità come amante. Un altro problema comune è la forma. Alcuni uomini si preoccupano perché il loro pene si piega verso il basso, o verso sinistra, e dare per scontato che poiché non vedono mai uomini come loro in film erotico che non sono normale. Altri temono che una curva verso il basso renderà difficile il sesso o doloroso perché la vagina non ha la forma di quella curva in mente. Tenete a mente che il sesso può essere eseguita in qualsiasi numero di posizioni. Il pene e la vagina possono essere abbinati in molti modi diversi, e ogni nuova posizione può portare nuovi piaceri per voi e il vostro partner. Alcune persone credono che un pene verso il basso flessione è molto più facile a fare sesso orale su. Sarò un buon amante? Essere un buon amante non avviene automaticamente. Con il partner giusto, il tempo, la cura, e la pratica, si dispone di tutto il necessario per diventare un grande amante. Le tue prime volte, sia per voi, sarà armeggiando e goffo, ma speriamo che saranno l'inizio di grandi momenti per il resto della vostra vita. [...]

SESSO E GRAVIDANZA

FARE SESSO DURANTE LA GRAVIDANZA. POSSIBILE? Un calo del desiderio sessuale si verifica soprattutto durante il primo trimestre di gravidanza. Spesso si sta male, si ha la nausea, poca voglia anche di mangiare, figuriamoci se si pensa al sesso. Il secondo trimestre è invece il periodo più tranquillo e appagante anche dal punto di vista dell'affiatamento sessuale. Generalmente i disturbi funzionali sono cessati. Da parte della donna aumenta il bisogno di coccole e tenerezze, aumenta il desiderio di sentirsi al centro dell'universo e quindi di essere desiderate dal partner più intensamente. In questo periodo aumenta anche la vasocongestione e i genitali sono più sensibili: il desiderio sessuale può addirittura diventare più forte e gli orgasmi più intensi e frequenti. Il terzo trimestre è più controverso: l'ostacolo fisico del pancione può ridurre la voglia di fare sesso e questo sarebbe giustificato anche da alcune modificazioni ormonali, mentre la situazione generale sembra predisporre di più al sesso. Infatti se da un lato il desiderio cala per gli alti tassi di progesterone, ormoni che riducono il desiderio, dall'altro gli ormoni facilitano la lubrificazione e la risposta orgasmica. In più, il muscolo uterino aumentato di massa permette di percepire meglio le contrazioni uterine sia durante sia dopo l'orgasmo. Il sesso in gravidanza diventa pericoloso soltanto in quelle situazioni in cui la gestazione è complicata da qualche patologia. Vediamo quando è necessario astenersi da un rapporto completo: - se c'è minaccia d'aborto o di parto prematuro - se il collo dell'utero si dilata molto tempo prima della data prevista per il parto - se è stata diagnosticata attraverso l'ecografia una placenta "previa", cioè posta nella zona inferiore della cavità uterina. - se si è affette da ipercontrattilità uterina e, allo stesso tempo, si stanno assumendo farmaci che causano il rilassamento della parete uterina. - se si verifica anzitempo la rottura del sacco amniotico e, di conseguenza, si comincia una cura farmacologia per favorire la sviluppo completo dei polmoni del piccolo. Escluse queste eventualità, godiamoci il sesso e la bellezza di una donna che sta diventando madre. Consiglio una posizione, ideale per gli ultimi mesi di gravidanza: i due amanti stanno sul fianco, faccia a faccia. Lei solleva la gamba posandola sopra la coscia di lui in modo da facilitare la penetrazione. Una variante: lui sta alle spalle di lei e può accarezzarle il clitoride o il seno. [...]

LA STERILITA' FEMMINILE

Se la mancata gravidanza dipende dalla donna Le indagini. Il primo passo è sempre quello dell'anamnesi prima e della visita ginecologica dopo: tutta la storia medica dovrà essere raccontata dalla paziente con particolare precisione sugli aspetti riguardanti il ciclo mestruale. La visita ginecologica. Accertare manualmente la posizione, il volume dell'utero e la sua regolarità, accertare se lo spostamento manuale provoca dolore o meno e con lo speculum accertare visivamente le condizioni del collo uterino (eventuali "piaghette", polipi ecc.). L'ecografia pelvica. Le informazioni fornite dagli esami ecografici sono di indubbia utilità. L'ecografia pelvica consente di mettere in luce problemi alle ovaie, all'utero, la presenza di polipi, miomi ecc. Sterosalpingografia. È un esame radiologico che consente di valutare eventuali malformazioni o lesioni che possono essere alla base della sterilità meccanica. Consiste nell'iniettare dell'utero e nelle tube un mezzo di contrasto e nell'eseguire una serie di radiografie per studiarne il percorso. Oggi rimane il più utilizzato, è a volte doloroso, non è privo di complicazioni. Le percentuali di errore sono piuttosto alte, specie se l'interpretazione non è affidata a personale competente. Laparoscopia. Decisamente più affidabile dell'isterosalpingografia , consente di valutare la presenza di endometriosi, di aderenze o di altre patologie che causano sterilità, meccanica e non. Si esegue in anestesia generale: attraverso una piccola incisione dentro l'ombelico si inserisce una sonda ottica che consente di osservare tutti gli organi pelvici. La laparoscopia comporta, sia pur raramente, una serie di complicanze quali la lesione di un grosso vaso arterioso, piccole lesioni intestinali, dolori addominali. In tutti e tre i casi si tratta di complicanze di facile e rapida risoluzione che non lasciano conseguenze spiacevoli. La laparoscopia richiede un breve ricovero che può variare da alcune ore a due giorni. La falloppioscopia. Vi sono diverse modalità di studio della struttura delle tube: esse possono essere incannulate durante la laparoscopia; vi si può iniettare un liquido medicato od aria in modo da valutarne la pervietà ed il tono muscolare; oppure si ricorre alla falloppioscopia, tecnica di grande utilità ma non ancora così diffusa, che consiste nell'introdurre nelle tube attraverso l'utero un sottile catetere con una fibra ottica in modo da poter guardare da vicino lo stato di salute della parete interna della tuba, lungo il percorso che dovrà compiere l'ovulo. Grazie alla falloppioscopia è possibile anche notare eventuali danni a carico della mucosa tubarica che, altrimenti, non sarebbero evidenziabili con la laparoscopia. Dosaggi ormonali. (FSA-LH- 17 betaestradiolo - Progesterone - Prolattina - Testosterone) : per la valutazione del ciclo mestruale. Monitoraggio dell'ovulazione. Con questo termine si definisce il controllo ecografico della crescita follicolare che può essere di base (per controllare se esista l'ovulazione) o dopo stimolazione con i vari induttori dell'ovulazione presenti in commercio. Post Coital test (test dopo un rapporto completo). viene eseguito nel periodo dell'ovulazione, quando il muco cervicale è più recettivo alla penetrazione degli spermatozoi. Si esegue dopo 2/3 giorni di astinenza dei rapporti sessuali. Il momento può essere determinato tramite ecografia endovaginale o tramite temperatura basale oppure quando si nota una fluidificazione più marcata della secrezione vaginale. Nel giorno stabilito si deve avere un rapporto sessuale completo avendo cura di rimanere distesa per i successivi 15/20 minuti. Dopo 4/6 ore dal rapporto si preleva il muco mediante una semplice siringa e il muco si distende su un vetrino che viene subito messo al microscopio e si valuta la presenza o meno di spermatozoi mobili o no. Tampone vaginale e del muco cervicale Si preleva in modo sterile il secreto vaginale e il muco in corrispondenza del collo uterino e si invia al laboratorio dove vengono ricercati i germi comuni e principalmente la Clamidia e il Micoplasma. Le idrotubazioni. Nei casi di ostruzione tubarica lieve e cioè quando il quadro non è tra i più seri (tube congeste o tortuose ecc.) si possono effettuare idrotubazioni al settimo-decimo giorno del ciclo, per un massimo di sei cicli. Si introduce nell'utero, attraverso il canale cervicale, una piccola quantità di aria seguita da liquidi medicati (antibiotici e idrocortisone) e poi ancora aria. Il liquido, spinto dall'aria, crea una pressione sulle tube e vi esercita una lieve azione terapeutica. Non è una pratica dolorosa, ma fastidiosa, che lascia come conseguenze dolore alle spalle per alcune ore. Attualmente nei casi di malattie tubariche (tube impervie, inaccessibili o inaffidabili) o di sterilità meccaniche si tende a percorrere la strada della fecondazione in vitro o comunque della fecondazione assistita. Endometriosi. Cause: è una malattia subdola, dolorosa e capace di provocare anche una sterilità permanente. Se in alcune donne non provoca alcun sintomo, in altre può affacciarsi con notevole violenza: in genere si manifesta con mestruazioni molto dolorose dopo che per anni non hanno dato alcun problema. Si manifesta quando l'endometrio (cioè la mucosa dell'utero che, dopo essersi preparata ad accogliere l'embrione, viene espulsa con il sangue durante il ciclo qualora non si sia verificato il concepimento) per motivi ancora sconosciuti compie un percorso inverso risalendo attraverso le tube fino alla cavità addominale. L'endometriosi è davvero una malattia severa nei confronti della possibilità di concepire: in molti casi anche quando si è raggiunta la completa guarigione (peraltro non facile da ottenere) la fertilità rimane, almeno in parte, compromessa. Terapia: durante una laparoscopia diagnostica se il medico si accorge di trovarsi in presenza di endometriosi solitamente interviene direttamente coagulando con la diatermia o con il laser il tessuto malato o asportando le cisti ovariche. Dopo la fase chirurgica la donna viene trattata con farmaci specifici: sono cure lunghe e fastidiose che comportano una serie di effetti collaterali spiacevoli. Le ricadute non sono rare, ma nel 60% dei casi trattati chirurgicamente si ottengono una guarigione e una discreta qualità della vita. Sterilità secondaria. È così definita perché insorge successivamente ad una gravidanza portata felicemente a termine con parto spontaneo o taglio cesareo oppure esitata in aborto spontaneo o provocato. In genere è legata a problemi di natura meccanica insorti inspiegabilmente in occasione della precedente gravidanza. Anche in questo caso la donna dovrà sottoporsi a esami di laboratorio e principalmente all'isterosalpingografia per diagnosticare eventuali ostruzioni meccaniche o infiammatorie delle tube. In seguito ad ulteriori accertamenti come monitoraggio dell'ovulazione ecc. e per il coniuge esame del liquido seminale. I fattori vulvo-vaginali come causa di sterilità I fattori vulvo vaginali come causa di sterilità possono essere di due categorie: Fattori che determinano la così detta “sterilità coitale” che comporta difficoltà ai rapporti sessuali fino alla cosiddetta “impotenza coeundi femminile”. Fattori che determinano una sterilità vaginale vera, che incide soltanto per lo 0,2% di tutti i casi di sterilità e provoca una in attivazione degli spermatozoi prima che penetrino nel canale cervicale, pur essendo il coito normale. Questa distinzione non sempre è così netta, in quanto, specialmente nelle vaginiti acute, si associano i due fattori precedentemente detti ossia oltre all’inattivazione degli spermatozoi esiste anche difficoltà al coito (dispareunia). Tra i fattori coitali tutte le cause di dispareunia assumono un certo valore nel determinismo della sterilità. In genere la dispareunia viene distinta in esterna ed interna: nel primo caso si ha una difficoltà all’introduzione del pene in vagina, nel secondo caso si ha solamente dolore durante il coito dopo introduzione del pene in vagina. La dispareunia interna inoltre può essere funzionale od organica: la forma funzionale detta anche VAGINISMO è caratterizzata da uno spasmo involontario dei muscoli che circondano l’introito vaginale. E’ riconducibile ad una psiconeurosi genitale e rappresenta, al di fuori di qualsiasi alterazione anatomica, una difesa incoscia della donna di fronte al contatto sessuale, per paura di lesioni genitali, di malattie veneree o di gravidanze. A volte la sintomatologia oltre ad essere presente nel momento del rapporto sessuale può, a causa dello stato di ansia, essere scatenata anche solamente all’idea di esso. La forma organica esterna è rappresentata da cause imeneali (imene sclerotico o rigido, imene imperforato) o da cause di interventi vulvo vaginali in seguito a parti o a precedenti interventi chirurgici sulla vagina, oppure da malformazioni congenite della vagina o anche da tutti quei processi infettivi a carico della vulva, della vagina, dell’uretra, dell’ano i quali possono scatenare riflessi dolorosi. La forma organica interna è rappresentata da alterazioni anatomiche della vagina: vagina totalmente stretta, setti vaginali, restringimento a clessidra della vagina, più raramente delle endometriosi vaginali o dei legamenti utero sacrali, dalle annessiti, parametriti posteriori, cerviciti, cisti della ghiandola del Bartolini ecc.ecc. I casi di sterilità legati ad infezioni vaginali possono essere causati da batteri o da funghi e protozoi. Le infezioni batteriche sono le vaginiti da germi banali: streptococco, stafilococco, escherichia coli. Questi germi, causa di vaginiti, alterano, per azione delle tossine da esse prodotte, la motilità degli spermatozoi. Quindi le vaginiti da germi banali, poiché molto frequenti, possono avere rilevante importanza nel determinare alterazioni della progressione spermatica specialmente in quei casi in cui esistono alterazioni più o meno evidenti dello spermiogramma. Notevole importanza è attribuita alle vaginiti da candida albicans e da trichomonas vaginalis la cui frequenza è aumentata fino a diventare il 30- 50% delle infezioni vaginali. Tale aumento di incidenza è dovuto all’uso indiscriminato di antibiotici, cortisonici, contraccettivi ormonali e alla maggiore libertà sessuale. Possiamo dire che il ruolo delle infezioni vaginali, nei casi di sterilità o di infertilità, rappresenta senz’altro un fattore da tenere in giusta considerazione per le influenze negative che tali flogosi possono arrecare alla motilità degli spermatozoi. Occorre un trattamento medico adeguato prima di indagare su qualunque altra causa possibile di sterilità, soprattutto considerata la semplicità del loro trattamento e i rapidi e brillanti risultati che si possono conseguire. Liberamente tratto da “LA STERILITA’ UMANA” di E.CITTADINI ed. PICCIN [...]

QUEL PRURITO PROPRIO LI!

QUEL PRURITO PROPRIO LI: Vulvovaginiti non infettive Le vulvovaginiti di natura non infettiva costituiscono un ampio capitolo della patologia flogistica vulvovaginale. Costituiscono, infatti, almeno il 40% delle comuni sintomatologie del basso tratto genitale. Le cause che possono determinare questo tipo di infiammazione sono molte, spesso misconosciute e di norma quasi mai diagnosticate. Spesso laddove viene riferita una sintomatologia vulvovaginale, quasi sempre è individuata una noxa infettiva. Un denominatore comune tra questo tipo di disturbi è la prescrizione di terapie, topiche o orali, di regola ad ampio spettro antimicrobico che non eliminano il fattore eziopatogenetico e, quindi, non migliorano il disturbo. Vi sono quattro principali fattori che espongono ad un rischio maggiore di sviluppare vulvovaginiti di natura non infettiva: Rapporti sessuali. Una storia delle donne affette da patologia flogistica vulvovaginale ricorrente non infettiva, può essere direttamente correlata alla loro attività sessuale. La formazione di abrasioni microscopiche dovute ad un'inadeguata lubrificazione favorirebbe, infatti, la penetrazione di agenti esterni, possibile fonte di sensibilizzazione. Abitudini igieniche. Studi condotti su donne sessualmente attive hanno dimostrato come l'uso eccessivo di detergenti intimi e lavande vaginali aumenti notevolmente il rischio di contrarre vulvovaginiti irritative. Abbigliamento. L'abitudine ad indossare indumenti molto attillati, soprattutto, se costituiti da un materiale sintetico (nylon o lycra), contribuirebbero ad alterare l'ecosistema vaginale rendendolo più sensibile ad molecole esogene. Fattori psicologici. È stato dimostrato, infatti, che alcune donne affette da vulvovaginiti ricorrenti di natura non infettiva, conducono una vita sessuale insoddisfacente o sottacciono spesso quadri depressivi. Le manifestazioni cliniche sono del tutto aspecifiche e spesso indistinguibili dalle vulvovaginiti infettive. I sintomi sono di solito bruciore e prurito, dolore e senso di tensione e, nei casi più gravi, a seguito da una accurata anamnesi, può emergere come qualsiasi agente esterno sia in grado di irritare la regione genitale. All'ispezione si può osservare arrossamento ed edema vulvare (vulvite eritematosa) accompagnati da escoriazioni e fissurazioni. Più raramente, tali forme si possono associare alla comparsa di bolle o vescicole od ulcerazioni (reazione eritematoide), interessando talora anche la vagina. La leucorrea (secrezione mucosa definita spesso dalle donne come "perdita vaginale") può essere presente ed è priva di alcun odore. Spesso queste forme di vulvite non infettiva tendono a perpetrarsi a causa di trattamenti antibiotici inappropriati e/o antimicotici che hanno un effetto ipersensibilizzante sulle mucose, oltre che destruente per la flora batterica vaginale. Una corretta ed approfondita valutazione della storia clinica e delle abitudini della donna rappresentano un approccio imprescindibile quando si sospetta di un processo infiammatorio di natura non infettiva. Una volta esclusa la presenza dei principali agenti infettivi (Candida albicans, Trichomonas e Gardnerella vaginalis), diviene fondamentale porre una corretta diagnosi. Patologie sistemiche di natura dermatologica (come psoriasi, lichen, penfigo, lupus, sindrome di Behcet, sindrome di Paget) possono determinare quadri vulvovaginali di difficile interpretazione per specialisti poco esperti. La persistenza della sintomatologia accompagnata dalla presenza di particolari stili ed abitudini di vita (uso di assorbenti interni, salvaslip, etc.) devono orientare l'attenzione sul fatto che possa trattarsi di una forma di ipersensibilità vaginale ad agenti esterni. Spesso le donne che presentano i sintomi sono portatrici di una storia familiare di allergia ad agenti ambientali (riniti, asma, congiuntivite) o alimentari (orticaria, angioedema). La terapia di tutte queste forme consiste nell'eliminare la causa irritativa, allergizzante, traumatica. Il primo presidio terapico, di importanza fondamentale risulta essere l'educazione della paziente. Essa, infatti, messa a conoscenza della sua particolare sensibilità vaginale ad agenti esogeni, va' informata rispetto ai comportamenti e alle abitudini di vita corrette che possono risolvere la sua sintomatologia. Rimosso l'agente sensibilizzante (quando riconosciuto) è fondamentale nelle donne "ipersensibili" evitare: qualsiasi stimolo irritativo: applicazioni vaginali di deodoranti spray, profumi, saponi eccessivamente alcalini o ricchi di coloranti, lavande vaginali, creme depilatorie l'abitudine ad una eccessiva igiene intima, potrebbe alterare le naturali difese immunitarie vaginali e la flora microbica saprofita l'utilizzo di assorbenti interni; questi dovranno essere sostituiti da quelli esterni, preferibilmente non dotati di "ali protettive" poiché il materiale adesivo di cui sono costituite è ricco di colla in grado di sciogliersi a contatto con le normali sudorazioni e capace quindi di generare prurito e fenomeni di sensibilizzazione. In questi casi una corretta informazione è quasi "terapeutica". Informare la donna sulle più basilari nozioni di fisiologia vaginale (le funzioni della mucosa, il ruolo del pH e delle secrezioni in generale, etc.) la rende spesso partecipe di un "percorso medico" di difficile gestione. È comunque importante dettare delle norme comportamentali: Limitare, ad esempio, l'uso di salvaslip, indumenti attillati o di tessuti a maglie strette che non permettono una corretta ossigenazione tissutale favorendo il ristagno di secrezioni, la possibilità di sovrainfezione nonché di una possibile sensibilizzazione a fattori di contatto. Consigliare un'accurata e mai esasperata igiene intima e post-coitale (evitare che il liquido seminale permanga a lungo all'interno della vagina in virtù del suo effetto immunosoppressivo e della sua capacità di alterare il pH). Dettare delle norme alimentari per un corretto ed equilibrato regime dietetico. Preferire l'uso di biancheria intima di puro cotone ed evitare il continuo ricorso a salviette intime deodoranti o salvaslip. Nelle reazioni più gravi, con sintomatologia intensa e dolorosa, è consigliabile praticare impacchi con compresse rivestite da acido borico o soluzioni 1:20 di alluminio acetato. Anche l'applicazione locale di creme a base di corticosteroidi può provocare una rapida regressione dei sintomi, specie se la forma ha una base allergica. Tali applicazioni devono essere protratte per 2-3 settimane se la pelle vulvare presenta già fatti di lichenificazione. In alcuni casi se necessario è possibile somministrare dei corticosteroidi anche per via orale. Meno indicate sono le creme antistaminiche e a base di sodio cromoglicato che dimostrano una certa efficacia nelle reazioni vulvari al trattamento con antibiotici locali come la penicillina, ma hanno l'inconveniente, nelle forme su base irritativo-traumatica, di dare origine a reazioni allergiche. Vaginosi batterica Tra le infezioni del basso tratto genitale femminile, un ruolo di primaria importanza riveste la vaginosi batterica (VB) che è, insieme con la vulvovaginite micotica (VVC), la causa più frequente di vaginiti nelle donne in età fertile. In realtà, il termine stesso "vaginosi" indica come non si tratti di una vera e propria infezione, bensì di una modificazione dell'ecosistema vaginale con sostituzione della normale flora lattobacillare da parte di una flora patogena a prevalente composizione anaerobica. L'ambiente vaginale non è, infatti, sterile ma è popolato da una serie di microrganismi commensali che in condizioni di normalità, non arrecano alcun danno alla donna stessa. Tuttavia ci sono diverse condizioni che influiscono sulle difese immunitarie femminili e possono predisporre la donna a tale spiacevole disturbo. La VB, infatti, si manifesta, spesso, con la presenza di perdite vaginale profuse, omogenee, grigio-verdastre, abbastanza fluide e talora schiumose. La caratteristica che le rende uniche è, soprattutto, il cattivo odore a cui si accompagnano, un odore acre, simile a quello del pesce avariato che deriva dai prodotti del metabolismo di questi microrganismi. Questo odore sgradevole si accentua specialmente dopo un rapporto sessuale non protetto, e, soprattutto, non recede dopo ripetute toilette igieniche. Raramente queste perdite sono accompagnate da prurito, bruciore e dolore durante i rapporti sessuali. La diagnosi della VB si basa essenzialmente su criteri clinici e sull'osservazione al microscopio, dopo colorazione di GRAM, del secreto vaginale. Trattandosi di una alterazione dell'ecosistema vaginale più che di un'infezione, non vi sono norme igieniche né comportamentali da consigliare alla donna per prevenire tale forma. Si tratta, infatti, di una riduzione quantitativa dei potenziali fattori di difesa vaginali (lactobacilli). Fattori come lo stress, le terapie antibiotiche ad ampio spettro ed una indole tendenzialmente depressiva dovuta ad una vita insoddisfacente possono influire sulle difese immunitarie e quindi predisporre alla vaginosi. Vulvovaginiti di natura micotica Le patologie flogistiche vulvovaginali causate da miceti rappresentano oggi una delle più frequenti cause di consultazione dello specialista ostetrico-ginecologo. La vulvovaginite micotica è una malattia tipica dell'età riproduttiva a diffusione praticamente ubiquitaria, piuttosto debilitante per la donna, sia sul piano fisico sia psichico. L'agente eziologico responsabile della vulvovaginite micotica, repertato nella quasi totalità dei casi, appartiene al genere Candida: specie microbica che trova nell'ambiente vaginale le condizioni ideali per la sua proliferazione. Si calcola, infatti, che circa il 75% delle donne manifesti almeno una volta nella vita un episodio di VVC; nel 40-50% va incontro ad un secondo episodio, mentre nel 5% sviluppa una forma di VVC recidivante. L'infezione da Candida si può manifestare in forma asintomatica, acuta o recidivante. La sintomatologia è quasi costantemente caratterizzata da prurito intenso vaginale e/o vulvare, associato a perdite vaginali patognomoniche, talora scarse, dense, con un tipico aspetto "a ricotta". Altri sintomi spesso presenti sono irritazione più o meno diffusa, bruciore vulvovaginale, dolore durante i rapporti sessuali e bruciore urinario. In particolare, il bruciore è particolarmente frequente durante la minzione a causa delle escoriazioni da grattamento. I sintomi in genere si accentuano una settimana prima dell'inizio della mestruazione e tendono poi ad esaurirsi con l'arrivo del flusso mestruale. La vulvovaginite micotica non è una infezione a trasmissione sessuale, tuttavia, nel 20% circa dei partner di donne affette da VVC è possibile osservare un prurito penieno post-coitale. La relativa mancanza di segni e sintomi specifici non permette una diagnosi esclusivamente clinica, ma richiede anche l'isolamento dell'agente patogeno attraverso l'esecuzione di un tampone vaginale per la ricerca di miceti, batteri e vaginosi batterica ed un GRAM (vetrino su cui vengono strisciate le secrezioni vaginali della donna e sul quale poi sarà eseguita una apposita colorazione per la ricerca del micete). La terapia è di due tipi una locale ed una topica. Le terapie topiche consistono nella somministrazione del farmaco sotto forma di candelette, crema od ovuli, applicabili la sera prima di coricarsi in modo da prolungare al massimo il tempo di contatto fra il farmaco e la mucosa vaginale per un efficace assorbimento e di minimizzare le perdite conseguenti alla stazione eretta. Attualmente i farmaci più utilizzati sono gli azoli, farmaci che presentano un ampio spettro di azione contro i miceti un'alta attività antimicotica. La somministrazione locale di tali farmaci rende possibile il loro utilizzo anche durante la gravidanza, perché, unitamente all'ottima azione fungicida e agli scarsi e poco frequenti effetti collaterali (irritazione locale, senso di bruciore, reazioni allergiche) il rapido metabolismo epatico riduce i livelli ematici di farmaco a tal punto, da non determinare un pericolo teratogeno per il feto. Anche la terapia orale, riservate alle forme complicate e recidivanti, si basa sulla somministrazione degli stessi. Per l'eradicazione dell'infezione è necessario che vi sia anche, l'eliminazione dove possibile, o quantomeno il controllo di tutti i fattori predisponenti fra i quali il diabete mellito, l'immunodepressione o immunocompromissione, la terapia corticosteroidea o antibiotica a largo spettro, l'assunzione di contraccettivi orali, la presenza di una concomitante malattia a trasmissione sessuale. Vi sono poi una serie di norme igieniche e di profilassi delle reinfezioni che la donna affetta da tali episodi è tenuta a seguire, quali: Cambiare frequentemente la biancheria intima. Utilizzare alte temperature e disinfettanti specifici per il lavaggio della biancheria. Limitare l'uso di indumenti aderenti e di tessuti sintetici. Evitare lavaggi troppo frequenti con abuso di saponi a pH acido. Praticare correttamente il nettoyage (lavaggio antero-posteriore). Asciugare attentamente la cute e le mucose dopo la toilette. Limitare l'assunzione di carboidrati e zuccheri. Inserire lo yogurt o i fermenti lattici nell'alimentazione quotidiana. Aumentare l'assunzione di fibre alimentari. È consigliabile astenersi dai rapporti sessuali, oppure utilizzare il profilattico, fino ad accertata guarigione. Seguire scrupolosamente le modalità terapeutiche indicate dal ginecologo. Infezione da Trichomonas vaginalis La trichomoniasi è un'infezione sessualmente trasmessa causata da un protozoo, il Trichomonas vaginalis, un microrganismo mobile. La prevalenza dell'infezione in gruppi specifici è correlata con il livello dell'attività sessuale: dal 5% nella popolazione generale, al 13-25% delle pazienti afferenti ad ambulatori ginecologici, fino al 75% nelle prostitute. Sono, infatti, molte le evidenze che supportano l'importanza dell'acquisizione della trichomoniasi per contatto sessuale: 85% delle partner di maschi infetti risulta positivo e il 70% dei partner di donne infette è positivo nelle 48 ore successive all'ultimo rapporto. Spesso, pur essendo infetti, gli uomini non manifestano alcun sintomo, divenendo così il più importante vettore e serbatoio della malattia. Il 50-75% di donne con trichomoniasi lamenta perdite vaginali (leucorrea), descritta come maleodorante dal 10% di esse. Il prurito vaginale è descritto nel 25-50% dei casi ed è spesso severo. Può essere altresì riferita una sintomatologia soggettiva di dolore durante i rapporti sessuali, aumentata minzione e bruciore urinario. Le algie pelviche (dolori al basso ventre) non sono particolarmente comuni, essendo riportate solo nel 5-12% dei casi. Data però la frequente associazione della trichomoniasi ad altri agenti a trasmissione sessuale, bisognerebbe sempre sospettare una concomitante salpingite (infezione delle tube uterine). Nella maggior parte dei casi i sintomi si esacerbano durante o immediatamente dopo il periodo mestruale. La tipica leucorrea da Trichomonas vaginalis viene spesso descritta come giallo-verdastra e schiumosa; tuttavia solo una stretta minoranza di casi presenta queste tipiche caratteristiche. La perdita è grigia in circa 3/4 dei casi e gialla o verde in meno della metà dei casi. Nel maschio il Trichomonas vaginalis è una delle cause di uretrite non gonococcica (UNG) con prevalenze che vanno dal 5 al 15-20%. Perdite dall'uretra sono descritte nel 50-60% dei maschi sintomatici e sono in 1/3 dei casi francamente purulente, in un altro terzo mucopurulente e nel rimanente terzo di aspetto mucoide. Sintomi e segni di infezione non bastano, da soli, ad una sicura diagnosi di trichomoniasi. L'osservazione diretta del parassita al microscopio e/o la coltura mediante tampone vaginale devono confermare la natura della vaginite. La terapia, in questo, deve essere estesa anche al partner ed è unicamente orale, data l'alta percentuale di fallimento terapeutico delle terapie locali (creme o candelette vaginali), che quindi devono essere riservate sempre e solo ai casi nei quali esiste una controindicazione al trattamento sistemico con tali farmaci. Essendo un'infezione a trasmissione sessuale l'unico metodo preventivo è l'utilizzo, durante rapporti sessuali occasionali, di metodi contraccettivi barriera quali il preservativo: è in grado non solo di prevenire tale patologia, ma soprattutto la trasmissione di agenti infettivi potenzialmente mortali quali l'Hiv. tratto da un articolo di Francesco De Seta e Erika Bianchini Università degli Studi di Trieste, IRCCS Burlo Garofolo [...]

LA STERILITA' MASCHILE

Le cause di una mancata gravidanza sono spesso da ricercare nell'uomo. Prova ne sia il fatto che entrambi i coniugi devono sottoporsi a una serie di esami. Fino a qualche tempo fa, ma non troppi anni indietro, la sterilità maschile era una "tabù". Non era varo che una coppia che non riusciva ad avere figli concentrasse le proprie attenzioni soltanto sulla donna. Per ottenere un coinvolgimento ab inizio dell'uomo si è dovuti uscire dalla falsa idea che sterilità è uguale a mancanza di virilità. Un uomo può vivere una normale e felice attività sessuale e, allo stesso tempo, può non poter concepire figli. COME INTERVENIRE SE DIPENDE DAL PARTNER MASCHILE: L'esame seminale. L'esame seminale -o spermiogramma- è l'indagine di laboratorio principale a cui viene sottoposto un uomo in questa fase. Anche se, è bene ricordarlo, nel 50% dei casi di sterilità maschile la causa non è imputabile ad alterazioni del liquido seminale. Lo spermiogramma mette in evidenza la presenza di un problema del quale, tuttavia, occorre comunque identificare la causa. L'esame seminale fornisce valori quantitativi e qualitativi del liquido (per esempio il numero e la vitalità degli spermatozoi ecc.): deve essere ripetuto a distanza di uno-due mesi, anche se il primo esame ha dato esito negativo e cioè se è normale. L'esame viene fatto ripetere perché il liquido seminale è sensibile a diversi fattori: (dall'uso di particolari farmaci, a scorrette abitudini di vita) che possono aver alterato i risultati. Il liquido seminale necessario per questi esami deve essere prelevato in modo sterile. Lavarsi molto accuratamente prima della raccolta, sia le mani che i genitali. Il seme va raccolto in contenitori sterili (chiedere in farmacia di contenitori sterili per l'urinocultura) curando di tenerli aperti il meno possibile e di non toccare l'interno. Il campione va portato di laboratorio dove va, previo appuntamento, esaminato subito e poi nelle ore successive. Si parla di: Aspermia : se non c'è liquido seminale. Ipospermia : se il volume è inferiore a 2 ml. Iperspermia: se il volume è superiore a 6 ml. Azoospermia : se nel liquido seminale non ci sono spermatozoi. Oligospermia : se il numero degli spermatozoi è inferiore a 20.000.000 per ml. Astenozoospermia : se la motilità è inferiore al 50% del numero totale. Teratozoospermia: quando gli spermatozoi ma formati superano il 50%   LE CAUSE DELLA STERILITÀ MASCHILE SI POSSONO IDENTIFICARE: Nell'incapacità o nella diminuita capacità di produrre spermatozoi normali. Nell'impossibilità di portare il seme prodotto all'esterno Nel varicocele. In traumi chirurgici. Nella formazione di anticorpi anti-spermatozoi. Il varicocele È una dilatazione varicosa delle vene dello scroto, che può interferire con la produzione degli spermatozoi perché innalza la temperatura del testicolo. Come accertarla: il medico sente la vena dilatata al tatto. Alla visita, però, deve seguire l'esame del liquido seminale (spermiogramma), perché non è detto che la presenza di varicocele determini sempre alterazioni del numero degli spermatozoi. Una volta accertata un'anomalia, si procede con l' Eco-Doppler, un esame che, mediante l'osservazione della circolazione nei vasi sanguigni, permette di valutare l'entità del disturbo. Il varicocele si cura con l'intervento chirurgico. Si tratta di un'operazione molto semplice, che richiede un solo giorno di ricovero e che consiste nell'asportazione della vena dilatata mediante un taglio all'altezza dell'inguine. L'intervento, però, dovrebbe essere eseguito non appena si rileva il disturbo: il varicocele, infatti, influisce sulla fecondità molto gradualmente, per cui prima si interviene e minori sono i rischi per la fertilità. Il Criptorchidismo È la mancata o incompleta discesa di uno o di entrambi i testicoli dello scroto. Si tratta di un difetto congenito, tanto più serio ai fini della fertilità se coinvolge entrambi i testicoli (criptorchidismo bilaterale). Il criptorchidismo si rileva con la visita degli organi genitali. L'unico intervento efficace è l'orchiopessi, che consiste nel riposizionamento del testicolo nella sua sede. Fino a poco tempo fa, si riteneva impossibile migliorare la funzionalità del testicolo fuori posto nell'adulto: i medici pensavano che l'intervento dovesse essere eseguito entro il 5 anni, altrimenti sarebbe stata compromessa la capacità di produrre spermatozoi. Recenti ricerche, al contrario, hanno dimostrato che non esiste una sicura correlazione tra l'età in cui viene effettuato l'intervento e i risultati ottenuti. Non sempre, comunque, una volta fatti scendere nella posizione normale i testicoli funzionano bene: soprattutto se il criptorchidismo è bilaterale, i testicoli, in genere, rimangono difettosi e non riescono a produrre sperma fecondante. Le infezioni Le forme infiammatorie non curate, se si cronicizzano, possono provocare infertilità e a volte anche sterilità. Infezioni provocate da malattie veneree (come la gonorrea e la sifilide) o da altre malattie sessualmente trasmessibili (Clamidia) possono, infatti, determinare l'ostruzione del canale (il dotto deferente) che dal testicolo va alla vescicola seminale. In questo caso, l'assenza di spermatozoi nel liquido eiaculato dipende da un ostacolo meccanico che impedisce il loro passaggio dal testicolo attraverso il dotto deferente. Come accertarla: l'esame più indicato per accertare la presenza di infezioni e il test di Stamey. Questa metodica si articola in tre fasi. In primo luogo, si esegue un'urinocoltura, cioè la ricerca di batteri nell'urina. Poi si procede con il massaggio prostatico (effettuato inserendo un dito nel retto per stimolare la prostata a secernere il liquido prostatico, un importante costituente di quello seminale) e con la coltura (ricerca di batteri) del liquido prostatico emesso dal pene. Infine, il paziente orina di nuovo (per effettuare una sorta di lavaggio dell'uretra in cui è confluito il liquido prostatico) e si esegue una seconda urinocoltura. Una volta individuato il germe responsabile dell'infezione, bisogna avviare subito una cura a base di farmaci antibiotici specifici. L'insufficienza ormonale La produzione degli spermatozoi può non avvenire normalmente se l'ipofisi (si tratta della ghiandola situata alla base del cervello che elabora numerosi ormoni e sovraintende al funzionamento di altre ghiandole) non secerne ormoni in quantità sufficiente. Questo deficit ormonale prende il nome di ipogonadismo ipogonadotropo ed è provocato dall'insufficiente produzione delle gonadotropine FSH (ormone follicolo-stimolante che nell'uomo stimola la produzione degli spermatozoi) da parte dell'ipofisi. Come accertarla: occorre sottoporsi a una serie di esami del sangue mirati al dosaggio de gli ormoni. Il deficit ormonale (ipogonadismo ipogonadotropo) si cura con farmaci specifici, che contengono l'ormone che si produce in quantità insufficiente. Le anomalie genetiche Negli ultimi anni, grazie a studi e ricerche sui geni (le particelle dei cromosomi portatrici dei caratteri ereditari), sono state scoperte anomalie costituzionali in grado di determinare la totale assenza di spermatozoi (azoospermia) o la produzione di un numero di spermatozoi insufficiente al concepimento (oligozoospermia). In particolare, si e accertata la connessione tra l'incapacità di secondaria e la mancanza di alcuni geni localizzati nel cromosoma Y (fa parte della coppia XY, che indica i due cromosomi sessuali della cellula maschile). Come accertarla: le anomalie vengono diagnosticate con un esame del sangue mirato alla ricerca di geni localizzati sul cromosoma Y. Quando il numero degli spermatozoi è molto ridotto, si può ricorrere a una particolare procedura di fecondazione in vitro. Si tratta della tecnica con microiniezione, che permette di iniettare, con una micropipetta di vetro, un singolo spermatozoo all'interno della cellula uovo precedentemente prelevata dal corpo materno. In presenza di questa anomalia genetica del cromosoma Y, però, usando gli spermatozoi per la microiniezione si corre il rischio, nel caso poi nasca un figlio maschio, che il bambino erediti lo stesso difetto del padre e che sia quindi destinato a essere sterile. [...]

EIACULAZIONE PRECOCE: CI VUOLE DIALOGO!

Sesso: più il dialogo che farmaco Il mercato dei farmaci per le disfunzioni sessuali ha una casella ancora da riempire: quella del rimedio per l’eiaculazione precoce. Al momento non esiste, infatti, trattamento farmacologico specificamente mirato al problema. A colmare questa lacuna sta pensando una grossa compagnia farmaceutica statunitense che, tramite le agenzie di stampa statunitensi, ha annunciato con clamore l’imminente arrivo, si parla del 2007, di questa pillola miracolosa. Mentre è tutta da definire la reale efficacia farmacologica si può dare per scontato l’eventuale successo sul mercato, dove si parla di una nicchia attorno ai 2,5 miliardi di dollari l’anno. Il problema, del resto, riguarda secondo dati recenti il 26% dei maschi, in pratica uno su quattro. Ma di che cosa si tratta esattamente? Precoce cioè? Si tratta di un disturbo sessuale del maschio che consiste nel raggiungere l’orgasmo costantemente in una fase molto precoce del rapporto sessuale. Ma quando è molto precoce? Difficile dirlo e forse proprio questo rende il disturbo di difficile inquadramento. Non si può tener conto dell’aspetto temporale, né del numero di spinte coitali, né del piacere raggiunto dal partner. Rimane come unico parametro la capacità del soggetto di controllare il riflesso eiaculatorio una volta raggiunto l’apice dell’eccitazione. Oltretutto la causa ben difficilmente è organica, legata, per esempio, a infiammazioni delle vie urogenitali, a malattie neurologiche o all’uso di farmaci, casi nei quali la soluzione è a portata di mano rimuovendo la causa per così dire esterna. Altrimenti? Tutto comincia nella psiche Le cause sono in gran parte psicologiche, si tratterebbe cioè di un tentativo di difendersi dall’ansia generata dalla sessualità. Un’ansia nella quale interagiscono molti fattori. È questa la ragione per cui i farmaci di uso più comune sono gli antidepressivi, gli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI) in particolare, in virtù di un loro effetto collaterale, l’eiaculazione ritardata. Ma si tratta di farmaci con evidenti svantaggi. Intanto l’assunzione cronica ha tra gli effetti collaterali il rischio di perdita di libido. Il nuovo farmaco, ribattezzato LI 301, andrebbe a colmare queste lacune grazie a un effetto anestetico che riduce l’intensità delle sensazioni, senza per questo condizionare né la funzione sessuale né l’orgasmo. Come questo possa accadere non è stato ancora chiarito, ecco perché le prime reazioni degli esperti sono di cautela. La sua efficacia dipende - sostiene Michael O’Leary, urologo di Harvard - da quanto specifico è il farmaco sui recettori cerebrali. Si tratta perciò di aspettare, avvalendosi delle soluzioni per ora disponibili e tenendo presenti i rischi insiti in una eccessiva medicalizzazione di questi problemi. Anche perché “il segreto di una buona relazione sessuale – come sostiene Jim Pollard, direttore di Male Health – è innanzitutto nella comunicazione tra i due partner”. Fonte Marco Malagutti - Pill for premature ejaculation in development. WebMd Health, 24 febbraio 2004 [...]

CIRCONCISIONE E FRENULECTOMIA

CIRCONCISIONE: ESISTE QUALCHE VANTAGGIO? Circa il 20% dei maschi ha difficoltà a far scendere fino in fondo il prepuzio, la pelle scorrevole che riveste il pene. Un disturbo che in molti casi si può curare tirando delicatamente, giorno dopo giorno, il prepuzio verso il basso, quando il bambino è ancora neonato. In alternativa si può rendere necessario un piccolo intervento chirurgico, al quale si fa ricorso spesso anche per motivazioni religiose, e rispetto al quale si rincorrono molte leggende. Una di queste riguarda la sua influenza sul rapporto sessuale. Si dice, infatti, che i circoncisi non soffrano di eiaculazione precoce, anzi, o che sentano un piacere minore durante l’orgasmo. È vero? Uno studio americano, pubblicato sulla rivista Urology sfata queste leggende, la circoncisione condiziona le performance sessuali, ma non necessariamente in modo negativo. Che cos’è la circoncisione Si tratta di un piccolo intervento chirurgico che può consistere in un semplice taglio che allarghi il prepuzio o che lo rimuova completamente, lasciando il glande permanentemente scoperto. L’intervento è piuttosto controverso. Molte culture, però, lo considerano una sorta di rito: i bambini ebrei vengono circoncisi a 8 giorni e anche la religione islamica la prevede in tenera età. La motivazione tradizionale per l’intervento precoce, è in alternativa di natura igienica, ma non è giustificata in quanto una corretta igiene, che prevenga infezioni o infiammazioni, è possibile anche con il prepuzio integro. Quello che succede, però, qualora l’intervento si renda necessario come nel caso di fimosi (anomala ristrettezza del prepuzio) o di frenulo corto, è che la pelle del glande sviluppa uno spesso strato di cheratina che lo rende molto meno sensibile. Lo studio Lo studio statunitense ha arruolato 42 uomini, attorno ai 22 anni di età, non circoncisi. Una parte di questi, tutti eterosessuali, sessualmente attivi e non in trattamento per problemi dell’erezione, desiderava l’intervento per ragioni religiose. Ai soggetti esaminati è stato richiesto di misurare il tempo necessario al raggiungimento dell’eiaculazione durante almeno tre sessioni di rapporti sessuali. Dodici settimane dopo l’intervento, i pazienti hanno nuovamente risposto agli interrogativi sulla loro vita sessuale. Dal confronto è emerso come tutto fosse andato liscio, tranne per l’eiaculazione che richiedeva tempi significativamente più lunghi dopo la circoncisione. Un fatto negativo? Non è detto – osservano i ricercatori – se, infatti, è indubbia la perdita di sensibilità del pene, d’altro canto può entrare in gioco un aumentata autostima del “circonciso”, visto che la durata potrebbe avere un risvolto positivo nel rapporto sessuale. Questo non vuol dire – precisa la ricerca – che si debba considerare l’intervento come un rimedio all’eiaculazione precoce. Certo per i soggetti con infezioni croniche, per i quali non esistano alternative valide all’intervento, i problemi successivi potrebbero essere maggiori. Per quanto possa sembrare insolito, va detto peraltro che negli Stati Uniti la principale motivazione alla circoncisione è culturale e non medica, una sorta di legge non scritta "tale padre tale figlio" che rende l’intervento necessario. Fonti Senkul, T et al. Urology, vol 63; pp 155-158 [...]

PENE CURVO

Solo un problema estetico? Una adeguata terapia chirurgica si rende necessaria in numerose affezioni andrologiche, basti pensare al varicocele o agli incurvamenti penieni congeniti, tanto per fare due esempi. Si tratta di una chirurgia tecnicamente non particolarmente impegnativa ma delicata, anche per i risvolti psicologici che determina nel paziente. Per questo motivo, è preferibile affidarsi a chirurghi che abbiano una preparazione specialistica e in questo campo. Interventi in anestesia locale: - varicocele (legatura e sezione vv. spermatiche a livello sub-inguinale) Il varicocele è una dilatazione delle vene del testicolo che si realizza per ragioni anatomiche nel 90% dei casi a livello del testicolo sinistro. In questo tipo di problematica intervengono fattori anatomici, costituzionali ed ereditari che favoriscono questa dilatazione venosa ed il ristagno di sangue a livello del testicolo. Il sangue, anziché seguire le normali vie di deflusso, ristagna all'interno di queste ectasie che circondano il testicolo, e dato che il sangue è "caldo", viene inevitabilmente riscaldato il testicolo interessato. Tale aumento di temperatura interferisce con il normale sviluppo e con l'adeguata produzione di spermatozoi, che possono risultare diminuiti di numero ma, in particolar modo, più "lenti" od addirittura immobili e, per la maggior parte, malformati. Il varicocele è importante perché è sicuramente al primo posto come causa di Infertilità Maschile; per questo motivo è importante un'accurata diagnosi del grado del varicocele stesso (I°, II°, III°) ed una valutazione, tramite un esame del liquido seminale ( spermiogramma ), delle ripercussioni che esso può dare sulla fertilità. La terapia del varicocele è chirurgica. Questo tipo di intervento, che viene fatto con l'ausilio di mezzi di ingrandimento - loupes e / o microscopio operatore - , è praticato in regime di Day Hospital, con il paziente che viene operato e nel giro di poche ore può tornare a casa. La piccola incisione cutanea (3 - 4 cm) che viene fatta a livello inguinale, non lascia nessuna traccia di sé. - idrocele (eversione della tunica vaginale) accumulo di liquido all'interno della tunica vaginale del testicolo. Può essere molle o teso (ed in questo caso comprime e disloca il testicolo). L’agoaspirazione è seguita quasi invariabilmente dalla recidiva a breve distanza di tempo. L'intervento di elezione consiste nella "eversione" della tunica vaginale, mediante un accesso scrotale mediano in anestesia locale ed ambulatorialmente (2 h. circa). Bendaggio compressivo nel post-operatorio. - epididimectomia, cisti dell'epididimo l'intervento può avere una durata variabile, a seconda dello stato flogistico e delle dimensioni della/e cisti. Generalmente eseguito in anestesia locale ed ambulatorialmente. Bendaggio compressivo nel post-operatorio. - esplorazione scrotale (sub-torsione, valutazione azoospermia, ecc..) si esegue soprattutto per capire il motivo di una azoospermia, che si suppone ostruttiva. In genere si abbina alla biopsia scrotale ed a deferentovescicolografia. Viene eseguita in anestesia locale se per scopi diagnostici, in generale se si suppone una contemporanea disostruzione mediante by-pass (vaso-vasostomia, epididimo-vasostomia, ecc..) - biopsia scrotale, agoaspirazione scrotale vi sono sostenitori dell'una e dell'altra tecnica. Entrambe vengono effettuate in anestesia locale. Con la biopsia si asporta una quantità maggiore e più anatomicamente definita di parenchima gonadico, in zone superficiali. L'agoaspirato è molto più semplice da eseguire, ma viene danneggiata una quota maggiore di parenchima, con possibilità di complicanze (ematomi, ecc..) - vasectomia mono o bilaterale (orchite recidivante, contraccezione) pratica comunemente eseguita nei paesi anglosassoni per la contraccezione maschile, consiste nell'interruzione chirurgica dei dotti deferenti (che veicolano gli spermatozoi verso l'esterno) in sede scrotale. Si esegue ambulatorialmente in anestesia locale, previa sottoscrizione di adeguato consenso informato. In seguito è possibile ripristinare la continuità dei dotti (vasectomy reversal), ma le possibilità di successo non sono garantite; in ogni caso è una pratica da riservare a soggetti esremamente motivati nel desiderio di non avere (o non avere più) figli. Si sottolinea che non viene praticamente variata la quantità di liquido seminale (che deriva in massima parte dalle vescicole seminali e prostata), l'appetito sessuale e l'orgasmo. - deferentovescicolografia (studio vie seminali) esame che permette lo studio radiografico del decorso delle vie seminali, eseguito in casi di sospetta ostruzione/stenosi. Si esegue in anestesia locale, ed è in genere abbinato ad esplorazione scrotale ed a eventuale disostruzione. - postectomia (circoncisione con plastica a Z) l'intervento di circoncisione viene eseguito nei casi di stenosi del prepuzio (di origine post-infiammatoria, traumatica, ecc..), e può essere completato da una plastica cutanea a Z nelle situazioni di stenosi particolarmente serrata. L'anestesia è locale (base del pene) + pomata anestetica (EMLA). - frenuloplastica (frenulo "corto", eiaculazione precoce) si esegue nei casi di "frenulo corto" congenito o acquisito, isolato o associato ad eiaculazione precoce. Intervento estremamente semplice, in anestesia locale + pomata anestetica (EMLA). Ottimi risultati si ottengono anche con l'uso del laser. - dermo-cosmetologia andrologica riguarda il campo delle alterazioni cutanee e mucose del pene e dello scroto, quali condilomi, papillomi, lesioni da funghi ed altri. Viene usato il laser o il diatermocoagulatore, previo adeguato studio della lesione. Interventi in anestesia generale (1-2 gg. di degenza): - disostruzione delle vie seminali prossimali si fa riferimento a cause ostruttive del primo tratto delle vie seminali; tale ostruzione può essere localizzata a livello dell'epididimo cefalico, mediano o caudale e prima parte del dotto deferente. Le cause più frequenti riguardano fatti flogistici, traumatici o congeniti. A seconda del livello dell'ostruzione, si eseguirà adeguato by-pass microchirurgico (vaso-vasostomia, epididimo-vasostomia, tubulo-vasostomia). Tali interventi hanno una certa durata (2-3 h. circa) e richiedono pazienza ed esperienza (si lavora con fili di sutura praticamente non visibili ad occhio nudo!). Per tale motivo l'anestesia è spinale o, più spesso, generale. E' auspicabile una notte di degenza. Il rischio di una possibile successiva stenosi/ostruzione post-cicatriziale dell'anastomosi è possibile. - disostruzione delle vie seminali distali tali ostruzioni possono verificarsi a livello dell'ultima parte del dotto deferente,delle vescicole seminali (ampolla deferenziale), lungo il decorso dei dotti eiaculatori sino al loro sbocco nel collicolo seminale prostatico. A questi livelli le disostruzioni vengono eseguite per via trans-uretrale, mediante una piccola sonda che viene introdotta nel meato urinario esterno e poi spinta in avanti oltre la vescica (mediante una telecamera posta alla sommità della sonda), sino all'uretra prostatica ed alla sede dell'ostruzione. Quindi si esegue la disostruzione mediante diatermocoagulatore o laser , attraverso l'estremità distale della sonda. Tale procedimento viene eseguito in anestesia spinale o generale e presuppone almeno una notte di degenza. Anche in questi casi, le cause sono di natura infiammatoria (stenosi post-cicatriziali), traumatica, o da ostruzione meccanica da formazione cistica di origine congenita, posta a livello dell'otricolo prostatico (cisti otricolare, ben evidenziabile mediante ecografia transrettale prostatica). - correzione di recurvatuum congenito o acquisito (Induratio penis plastica) nel caso di recurvatuum congenito, molto spesso è possibile identificare un ispessimento ecografico a livello ventrale. In questi casi l'intervento consiste nello sbrigliamento del corpo spongioso dell'uretra dalla tunica albuginea, con notevole recupero della rettilineità dell'asta. Nei casi in cui questo non sia sufficiente, viene eseguita una plicatura/asportazione di un lembo di albuginea controlaterale (intervento di Nesbit). In presenza di estese placche di IPP (induratio penis plastica), l'asportazione della placca viene seguita dall'innesto di materiale autologo, in genere parte di vena safena devalvolarizzata. Nei casi di lesioni (placche) di modeste dimensioni o di malattia plurifocale, si preferisce limitarci ad un intervento di plicatura/asportazione di albuginea controlaterale (intervento di Nesbit). L'anestesia è generale, la degenza è di due giorni ed il risultato (rettilineità dell'asta) è garantito. Nei casi di forme estese di malattia, si può verificare un modesto accorciamento dell'organo. - legatura vena dorsale del pene (principale ed emissarie per deficit di mantenimento dell'erezione) si effettua nei casi di deficit di mantenimento dell'erezione intrattabile farmacologicamente, o in pz. che richiedono una possibile alternativa alle iniezioni intracavernose. Si esegue in anestesia generale e la degenza è di circa due giorni. In questo intervento viene legata la vena dorsale del pene e le vene circonflesse tributarie; nei casi opportuni possono essere legate anche le vene crurali. I risultati sono controversi, a riprova della necessità di ulteriori studi sull'argomento: infatti, se inizialmente (entro il primo anno dall'intervento) praticamente tutti i pz. traggono significativi benefici, successivamente in circa la metà dei casi si ritorna ad una situazione simile a quella di partenza. Nell'altra metà dei casi il risultato è duraturo, spontamenamente o tramite terapia farmacologica di supporto. Ulteriori studi necessitano per un'adeguata selezione dei pazienti candidabili, tuttavia può rappresentare un corretto approccio in soggetti non o scarsamente trattabili con altre metodiche. - falloplastica di allungamento quali che siano le reali necessità del paziente, questo intervento permette di ottenere un allungamento del pene di qualche cm. L'entità di questo allungamento dipende dalla costituzione anatomica del soggetto, infatti è più facile ottenere un miglior risultato in soggetti grassottelli o comunque non magri. Questo perché la parte più importante dell'intervento è costituita dalla "liposcultura ultrasonica sovrapubica", mediante la quale viene asportata una variabile quantità di grasso dal basso addome, determinando un approfondamento del punto di insersione del pene (radice), che si traduce di fatto in un "allungamento". In realtà, la lunghezza dell'organo rimane invariata, mentre aumenta la lunghezza della parte visibile (in quanto i corpi cavernosi si estendono in profondità sino alle crura, dove prendono insersione). Associando a questa metodica la plastica a Z della parete cutanea (per sostenere l'allungamento), si possono ottenere incrementi che vanno dai 3 ai 6-7 cm. Un ulteriore incremento può essere consentito dalla sezione del legamento sospensore del pene, che però determina, in erezione, un'innaturale angolatura del pene (circa da 90° a 120° rispetto alla parete addominale). In ogni caso, l'anestesia è generale ed è prevista una notte di degenza. - posizionamento di protesi peniena mono-bi o tricomponente idraulica le protesi rappresentano attualmente il rimedio estremo nei casi di impotenza non trattabili o non più trattabili con altre forme di terapia. Il loro impiego è definitivo, infatti possono essere soltanto sostituite con altri modelli ma non rimosse definitivamente. Per questo motivo la selezione dei pazienti candidabili deve essere molto scrupolosa. Le protesi attuali presentano, contrariamente al passato, un alto grado di affidabilità e vengono quasi sempre garantite a vita. Ne esistono di vari tipi, che fondamentalmente possono raggruppare in modelli a funzionamento meccanico o idraulico. Le protesi idrauliche sono di gran lunga più usate, e si suddividono ulteriormente in protesi mono, bi o tricomponenti. Le monocomponenti sono costituite da due cilindri di silicone, malleabili, e presentano all'estremità una zona riempita di soluzione fisiologica. La parte distale normalmente è sgonfia, ed al momento del bisogno, attraverso opportune manovre, la soluzione fisiologica dall'estremità prossimale viene fatta defluire all'interno dei cilindri sino all'apice, determinando così la tumescenza. Alla fine del rapporto, si provvede a far defluire l'acqua all'estremità prossimale (situata all'interno del pube), provocando così la detumescenza. Le protesi bicomponenti sono costituite dagli stessi cilindri di silicone e da un serbatoio contenente la soluzione fisiologica, che viene inserito chirurgicamente nello spazio latero-vescicale od in una tasca infrapubica. Anche in questo caso, attraverso opportune manovre, il liquido viene fatto defluire dal serbatoio ai cilindri, determinando l'aumento di dimensioni e la rigidità. Con un meccanismo inverso viene favorita la detumescenza. Le protesi tricomponenti sono formate, oltre che da cilindri e serbatoio, anche da una piccola pompetta che viene situata all'interno della borsa scrotale. Agendo su questa pompa, che è collegata al serbatoio mediante raccordi, si provoca lo svutamento di quest'ultimo ed il riempimento dei cilindri si silicone. Questi si espandono in lunghezza e, in alcuni modelli ancor più sofisticati, anche in larghezza. In genere i pazienti, dopo un primo periodo di apprendimento, cominciano ad acquisire manualità, e la percentuale di soddisfazione a distanza è globalmente alta. Quale che sia il tipo di protesi, l'orgasmo e l'eiaculazione non vengono in alcun modo influenzati. Le complicanze più temibili sono l'infezione ed il malfunzionamento delle protesi, che implicano la loro sostituzione. Con una buona dose di manualità, la protesi può essere attivata in pochi secondi. L'accesso chirurgico varia con il tipo di protesi, e può essere sottocoronale per alcune monocomponenti o peno-scrotale, che risulta essere quello più usato dalla maggior parte dei chirurghi uro-andrologi. E' necessaria l'anestesia generale o spinale, ed almeno due giorni di ricovero. - protesi scrotale le protesi scrotali trovano il loro impiego nei casi di orchiectomia o di testicolo atrofico o non disceso (e successivamente asportato) o non presente alla nascita. Sono costituite da un involucro ovoidale in silicone preriempito, e ne esistono di diverse misure per meglio adattarsi al controlaterale. L'accesso chirurgico preferito è sub-inguinale, l'intervento è semplice ed il risultato estetico e "tattile" assolutamente soddisfacente. - ernia inguinale ed inguino-scrotale quando il sacco erniario è confinato all'interno del canale inguinale corrispondente si parla di ernia inguinale; quando quest’ultima si estende sino all'interno dello scroto si parla di ernia inguino-scrotale. Quale che sia il tipo di ernia, è neccessario ricorrere alla chirurgia oltre che per i fastidi in se', per la possibilità di fenomeni di "strozzamento" e di compressione sulle strutture funicolari e/o scrotali (compressione e dislocamento del testicolo). Benchè questo intervento venga proposto talvolta in anestesia locale, riteniamo che l'anestesia generale sia da preferirsi, se non altro per evitare possibili dolori al paziente durante le manovre intraoperatorie. - orchiectomia (con o senza linfoadenectomia) consiste nell'asportazione chirurgica del testicolo. I motivi possono essere diversi: testicolo atrofico, testicolo non disceso, neoplasie, rottura traumatica, ecc.L'accesso chirurgico è a livello inguinale, e, nei casi di neoplasia, a seconda della stadiazione clinica viene eseguita la linfoadenectomia lombo-aortica (per via chirurgica o laparoscopica). Ricordiamo che in testicoli ex criptorchidi (fatti discendere solo successivamente mediante chirurgia) è aumentato il rischio di neoplasia, sia nel testicolo interessato che nel controlaterale per cui è necessario sottoporre tali soggetti a controlli ravvicinati (in particolar modo ecografia annuale o semestrale). - orchidopessi (criptorchidismo) la terapia del criptorchidismo si prefigge di riportare il testicolo o i testicoli nello scroto, dal momento che la ritenzione testicolare predispone alla degenerazione neoplastica della gonade ed all'arresto della spermatogenesi. Nel testicolo criptorchide la spermatogenesi appare compromessa già dal secondo-terzo anno di vita; da ciò deriva che la terapia, ormonale o chirurgica che sia, dovrebbe essere intrapresa prima del terzo anno, al fine di proteggere la futura fertilità del soggetto che ne è affetto. In questi ultimi anni è stato dimostrato che anche per i testicoli criptorchidi unilaterali esistono buone possibilità di successo con la sola terapia medica. Nella descrizione della terapia chirurgica divideremo le ritenzioni in basse o alte e, ancora, in ritenzioni del canale inguinali ed intraddominali. Esistono diversi interventi chirurgici per il criptorchidismo basso, che differiscono fra loro spesso solo per i dettagli e per la tecnica di fissaggio del testicolo nello scroto. L'atteggiamento del chirurgo di fronte ad un criptorchidismo alto è in relazione all'età del paziente. L'orchiectomia si impone solo nei pazienti adulti, dato l'elevato rischio di cancerizzazione, quando ci si trovi di fronte ad un criptorchidismo monolaterale. In tutti gli altri casi il testicolo dovrà essere riportato nello scroto. Alcune volte la sufficiente lunghezza del dotto deferente dei vasi consente di riportare il testicolo nell'emiscoto senza successiva trazione sul peduncolo. Altre volte i vasi spermatici non hanno una lunghezza sufficiente da consentire un tale intervento. A questo punto l'operatore può optare per un intervento in due tempi, lasciando il testicolo in una posizione intermedia tra la sua originale localizzazione e lo scroto, operando nuovamente in un secondo tempo; in alternativa si ppuò utilizzare la tecnica di Fowler e Stephens, che consiste nella sezione dei vasi spermatici interni e nel posizionamento del testicolo nell'emiscroto affidando il suo apporto arterioso alle altre arterie minori; infine si può decidere per un autotrapianto del testicolo, possedendo i mezzi tecnici necessari ed una sufficiente esperienza microchirurgica. Tutte le suddette alternative sono suscettibili di critiche. In definitiva oggi si ritiene da più parti la validità dell'autotrapianto e pertanto il chirurgo che si accinge ad operare un testicolo ritenuto non palpabile dovrebbe essere preparato per operare con tecnica microchirurgica. - ginecomastia La ginecomastia viene definita come l'ingrossamento patologico della ghiandola mammaria nell'uomo. Le cause possono essere molteplici, ed è frequentemente riscontrabile in soggetti in età pre-pubere e può insorgere in soggetti in sovrappeso. Di norma tende a risolversi spontaneamente, ma nei casi di persistenza è utile eseguire uno screening dell'assetto ormonale prima di una eventuale terapia chirurgica. Attualmente vengono usate tecniche chirurgiche mini invasive, con il minimo danno estetico possibile per il paziente. Di norma l'intervento è condotto in anestesia generale, con una degenza molto limitata (1-2 giorni). Particolare attenzione viene posta al trattamento della/e ferite chirurgiche. [...]

CALO DEL DESIDERIO: EVITIATELO INSIEME

CALO DEL DESIDERIO: COSA FARE PER EVITARLOÈ facile lasciare la briglia sciolta al puledro del desiderio sessuale da giovani. Quando si è adolescenti e la pubertà è da poco terminata il problema non è certo quello di un ridotto desiderio sessuale; semmai il contrario. Ma quando condividiamo lo stesso letto con la stessa persona da tanti tanti anni, come fare a continuare a desiderarla? Anche se spesso invochiamo il sentimento amoroso come la colla che ci tiene insieme, il sesso ha tra i suoi motori principali proprio la varietà, qualcosa di lontano, lontanissimo dal nostro bisogno di una scelta sentimentale che duri un’intera vita.Una delle tecniche che i sessuologi suggeriscono per mantenere alto il desiderio consiste nel dare libero sfogo alle fantasie erotiche. Ne abbiamo tutti un po’ paura: crediamo che quei pensieri strani, così inconfessabili, particolari, che talvolta ci vengono mentre ci eccitiamo siano il nostro lato oscuro, siano il segno di una nostra perversione nascosta. Li scambiamo proprio per perversioni latenti. Pronte a esplodere se appena si lascia spazio e si abbassa la guardia. Così, anziché “usare” le fantasie per continuare a far bene l’amore le reprimiamo, le nascondiamo e ci vergogniamo anche con noi stessi.Uomini che sognano di essere a letto con 2 o più donne, donne che vagheggiano amori saffici, coiti violenti: non c’è limite alle umane fantasie. Non è realtà. Pochi, pochissimi sono i veri perversi che tentano di mettere in pratica queste fantasie. Si distinguono dalla grande maggioranza proprio perché non sono in grado di fare l’amore in altro modo, se non con l’ausilio di borchie e frustini, in presenza di estranei, in un parco pubblico. Chiamiamo infatti perversioni sessuali solo l’essere obbligati a certi comportamenti per trovare un poco di soddisfazione sessuale. Un poco, solo un poco, perché il perverso, nonostante l’impegno, ha sempre grandi difficoltà ad avere appagamento. Nulla di più lontano dalle fantasie, che vivono in un mondo a parte, separato e lontano da quello reale. Ecco perché non ha senso temerle. Ecco perché sono utili per continuare ad amare.Quando, nonostante l’amore, il desiderio si affievolisce e la vita sessuale si ripete uguale a se stessa per poi cessare del tutto, ci sono altre cose da fare. Vengono consigliate due cose apparentemente in contraddizione: imparare a dire di sì e imparare a dire di no. Imparare a dire di sì significa che quanto più si fa l’amore tanto più si desidera farlo, grazie alla secrezione di testosterone che accompagna l’atto sessuale in entrambi i sessi. Chi si ferma è perduto!, verrebbe da dire. Ed è proprio così. Ma occorre anche imparare a dire di no. Che significa imparare a non dare troppo peso a un rifiuto. Può succedere che non si abbia voglia di fare l’amore, e non necessariamente questo deve rappresentare il fallimento di un progetto di coppia. Insomma, ciascuno deve trovare la sua strada per escludere dalla camera da letto lo stress e i pensieri che distraggono, per reinventare ogni volta il sesso, quasi che fosse la prima volta.Uno dei fattori che minano il desiderio sessuale è lo stress. Animali ed esseri umani dispongono di meccanismi per rinunciare agli “optional” (come il sesso) quando c’è una eccessiva pressione da parte dell’ambiente. Il significato di questi meccanismi è che non ci si deve riprodurre in condizioni di pericolo. Quando è sotto stress, sia fisico che emotivo, il cervello produce le ben note endorfine, gli oppioidi naturali che se da una parte ci aiutano a sopportare meglio una situazione negativa (sono sostanze analgesiche capaci di dare benessere) sono anche potenti ormoni antisessuali. Per questo l’ultima cosa che ci viene in mente è di fare l’amore quando siamo sotto pressione, quando siamo preoccupati o abbiamo seri problemi. È naturale e non serve forzare la mano. Occorre aspettare di poter dominare lo stress.Anche droghe, alcool e farmaci abbassano il desiderio sessuale, soprattutto quando se ne abusa. Per non parlare delle malattie in generale che mettono in atto tutti quei meccanismi di risparmio sulle funzioni non essenziali (ancora una volta: il sesso) di cui abbiamo appena detto, e di quelle endocrine che con i loro ormoni in eccesso o in difetto interferiscono specificamente coi meccanismi del desiderio. Sono tutte condizioni che un bravo sessuologo medico deve escludere quando ha a che fare con il calo del desiderio.Molti pensano di poter sopperire alla mancanza di desiderio con i cosiddetti afrodisiaci. La scienza moderna ha sempre affermato che cibi o sostanze più o meno naturali capaci di suscitare il desiderio sessuale assopito non esistono. E probabilmente è così. Tuttavia, è la stessa scienza che ci informa che desiderio sessuale, gusto e olfatto sono funzioni collocate nel nostro cervello nelle stesse aree. La vista, l’odore o il semplice ricordo di un cibo è in grado di evocare un’infinità di sensazioni. Queste funzioni sono infatti collocate nel rinencefalo, nella parte tra le più antiche del nostro cervello. Dove sono posti i centri regolatori dell’olfatto, dell’alimentazione e, naturalmente, del sesso.Sono considerati afrodisiaci i cibi che evocano nella forma gli organi genitali (ostriche, asparagi), o piccanti (peperoncino) perché danno la sensazione di calore, o costosi (tartufo) perché indicano attenzione e passione, che però contiene effettivamente nel suo profumo ormoni volatili simili al testosterone. Ma l’unico vero afrodisiaco è la polenta, ma a condizione che sia solo quella a essere mangiata: è l’unico cibo che non contiene un aminoacido che serve per costruire l’ormone che inibisce il desiderio sessuale, la serotonina. I ratti da laboratorio alimentati solo con farina di granturco hanno sviluppato un comportamento sessuale così dirompente che arrivati a un certo punto non distinguevano più il sesso del partner con cui tentavano l’accoppiamento. Ma per gli esseri umani passere mesi mangiando solo polenta non è facile. Meglio allora ricordare un vecchissima storiella che risale alla tradizione medioevale: "Ti mostrerò un filtro amoroso che non contiene medicamenti, né erbe, né incantesimi di una strega. Ed è questo: se vuoi essere amato, allora devi prima amare."Il desiderio sessuale- il 5% dei matrimoni non è consumato per mancanza di desiderio - nel primo anno di matrimonio la media annua di rapporti sessuali è 200 - nel quinto anno 50 (un quarto) - nel decimo anno 20 (un decimo)La mancanza del desiderioLe 5 cause della mancanza del desiderio sono:- consuetudine, abitudine e stress - traumi sessuali, impotenza, eiaculazione precoce, frigidità e anorgasmia - farmaci, droghe e alcol - malattie ormonali - malattie sistemiche e psichiatricheLe terapie del desiderioLe 5 terapie del desiderio ipoattivo- Identificare ed eliminare le cause organiche e psichiatriche - Dire di no - Dire di si - Liberare le fantasie - Ormoni androgeniNon c'è desiderio?I 10 sintomi della mancanza del desiderio- abusare del telefono nelle ore più adatte a fare sesso- abusare della televisione nelle ore più adatte a fare sesso -iniziare una discussione nelle ore più adatte per fare sesso - accusare vari malesseri soggettivi - coricarsi prima o dopo il coniuge - lasciare la porta della camera aperta - lasciare che i bambini vengano nel lettone - trascurare aspetto e igiene - stordirsi di alcool e sedativi - avere rapporti sbrigativi e monotoni [...]

SESSO ESTREMO E PARAFILIE: QUANDO SI SUPERA IL LIMITE

Si tratta di quelle manifestazioni patologiche della sessualità che sono state chiamate dapprima perversioni e poi deviazioni sessuali. Ad esse non appartiene più, da quasi trent'anni, l'omosessualità. Il nuovo termine vuole indicare che la deviazione (para) dipende dall'oggetto fonte di attrazione (filia). Prima che nelle forme di rilievo clinico, se ne possono vedere nuclei non necessariamente patologici in soggetti che possono avere comunque difficoltà a vivere la relazione intima in modo anche emotivamente coinvolgente. Di solito si presentano associate ad un desiderio sufficiente, all'incapacità di investire in una direzione oggettuale definita e alla necessità di far fronte a sentimenti di vuoto. Nelle loro espressioni più benigne, le parafile presentano ancora un certo grado di flessibilità e il soggetto non ne è imprigionato senza via d'uscita. Ciò invece avviene nelle forme parafiliche organizzate, le quali hanno una codificazione diagnostica ben definita. Secondo l'ultima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-IV) prodotto dall'American Association of Psychiatry: le caratteristiche essenziali di una parafilia sono fantasie, impulsi sessuali o comportamenti ricorrenti e intensamente eccitanti sessualmente che riguardano : oggetti inanimati; la sofferenza o l'umiliazione di se stessi o del partner; bambini o altre persone non consenzienti. Devono manifestarsi per almeno sei mesi. Il DAM-IV chiarisce che: "Per alcuni soggetti, fantasie o stimoli parafilici sono indispensabili per l'eccitazione sessuale e sono sempre inclusi nell'attività sessuale. In altri casi, le preferenze parafiliche si manifestano solo episodicamente (per esempio, durante periodi di stress), mentre altre volte il soggetto riesce a funzionare sessualmente senza fantasie o stimoli parafilici. Il comportamento, i desideri sessuali, o le fantasie causano disagio clinicamente significativo o compromissione dell'area sociale, lavorativa, o di altre importanti aree di funzionamento. Le fantasie parafiliche possono essere agite con un partner non consenziente, in modo da risultare lesive per il partner stesso. Il soggetto può andare incontro ad arresto e reclusione. I reati sessuali contro i bambini costituiscono una parte significativa di tutti i crimini sessuali riportati e i soggetti con esibizionismo, pedofilia e voyeurismo costituiscono la maggior parte dei criminali sessuali arrestati. ...Le relazioni sociali e sessuali possono essere danneggiate se altri trovano il comportamento sessuale vergognoso o ripugnante o se il partner sessuale del soggetto rifiuta di condividere le preferenze sessuali inusuali. In alcuni casi, il comportamento inusuale (per esempio, atti esibizionistici o la collezione di oggetti feticistici) può diventare l'attività sessuale principale nella vita dell'individuo". Esibizionismo In questa parafilia, il soggetto prova piacere mostrando i propri genitali ad un estraneo e talvolta anche masturbandosi. Di solito egli non mette in atto tentativi di ulteriore attività sessuale. L'insorgenza avviene spesso prima dei 18 anni, anche se la manifestazione può avvenire più avanti nell'età. Perché la diagnosi sia soddisfatta, deve manifestarsi per almeno sei mesi e le fantasie, gli impulsi o i comportamenti sessuali devono causare disagio importante al soggetto e una compromissione in aree importanti del suo funzionamento, quali quella sociale o lavorativa. Queste ultime specificazioni valgono per la definizione compiuta di tutte le diagnosi di parafilia. Feticismo Si tratta dell'uso di oggetti (calze, mutande, reggiseno, stivali, ecc.) per raggiungere l'eccitazione. Di solito vengono strofinati o annusati durante la masturbazione, o fatti indossare al partner durante il rapporto sessuale. Il feticcio ha importanza fondamentale per l'eccitamento e per l'erezione che non avviene in sua mancanza. Il suo esordio è solitamente precoce. Si colloca nell'adolescenza anche se il feticcio può essere stato connotato di significati particolari nella prima fanciullezza. Una volta insorto, tende ad acquisire caratteristiche croniche. Frotteurismo Di solito in luoghi affollati (marciapiedi dove transita molta gente o mezzi affollati di trasporto pubblico) per potersi sottrarre dai rischi di essere arrestato, il soggetto si strofina o tocca una persona non consenziente. Le zone più coinvolte sono i genitali, i seni, le cosce e i glutei. L'esordio è di solito nell'adolescenza. Il comportamento ha un picco di intensità tra i 15 ed i 25 anni ed in seguito la sua frequenza si riduce progressivamente. Pedofilia Un soggetto di almeno 16 anni e di almeno 5 anni più vecchio della vittima che pratica attività sessuale con bambini prepuberi è definito pedofilo. Di solito è espresso da soggetti con età più avanzata da quella della tarda adolescenza. L'attrazione verso le femmine, che è la più frequente, coinvolge solitamente bambine tra gli 8 ed i 10 anni, mentre quella per i maschi coinvolge ragazzi un po' più grandi. Il DSM-IV annota: " i soggetti con pedofilia che sfogano i propri impulsi con bambini possono limitarsi a spogliare il bambino e a guardarlo, a mostrarsi, a masturbarsi in sua presenza, a toccarlo con delicatezza e a carezzarlo. Altri, comunque, sottopongono il bambino a fellatio o cunnilingus, o penetrano la vagina, la bocca o l'ano del bambino con le dita, con corpi estranei, o con il pene e usano vari gradi di violenza per fare ciò. Queste attività vengono di solito giustificate o razionalizzate sostenendo che esse hanno valore educativo per il bambino, che egli ne ricava piacere sessuale, o che era sessualmente provocante - argomenti comuni anche nella pornografia pedofilica. I soggetti possono limitare le attività ai propri figli, a figliastri, o a parenti, oppure possono scegliere come vittime bambini al di fuori della propria famiglia. Alcuni pedofili minacciano il bambino per evitare che parli. Altri, specie coloro che abusano spesso di bambini, sviluppano complicate tecniche per avere accesso a loro, che possono includere: guadagnare la fiducia della madre, sposare una donna con un bambino attraente, scambiarsi i bambini con altri pedofili o, in casi rari, adottare bambini di paesi sottosviluppati o rapire bambini ad estranei. Tranne i casi in cui il disturbo è associato a Sadismo sessuale, il soggetto può essere attento ai bisogni del bambino per ottenere l'affetto, l'interesse e la fedeltà del bambino stesso e per evitare che questi riveli l'attività sessuale. Il disturbo inizia di solito nell'adolescenza, sebbene alcuni pedofili riferiscano di non essere stati eccitati dai bambini fino alla mezza età. La frequenza del comportamento pedofilico varia spesso a seconda dello stress psicosociale. Il decorso è di solito cronico, specie in coloro che sono attratti dai maschi. Il tasso di recidive dei soggetti con Pedofilia con preferenze per i maschi è all'incirca doppio rispetto a coloro che preferiscono le femmine. Masochismo Sessuale Vi si esprime l'atto reale di subire umiliazioni, percosse, di essere legato e fatto soffrire. Vi sono masochisti turbati dalle loro fantasie che possono essere evocate durante la masturbazione o il rapporto sessuale, ma non vengono agite. Sadismo Sessuale Vengono svolte azioni che provocano sofferenza psicologica e fisica alla vittima e che sono sessualmente eccitanti per il sadico. Possono essere limitate a fantasie fastidiose per il soggetto durante l'attività sessuale che implicano la necessità di esercitare un controllo completo sulla vittima e sul suo essere terrorizzata dal fatto che si possano tradurre in atti reali. I comportamenti possono essere messe in atto con un partner consenziente, ma spesso con soggetti non consenzienti. Si esprimono con condotte che tendono ad umiliare la vittima, a imprigionarla, percuoterla, torturarla, fino anche ad ucciderla. L'esordio si colloca prevalentemente nella prima età adulta e acquisisce i connotati di cronicità. La gravità degli atti sadici aumenta di solito con il passare del tempo. Feticismo da travestimento E' di solito un collezionista di indumenti femminili con i quali si traveste. In questa situazione si masturba associando l'atto alla fantasia di essere sia il maschio soggetto, sia la femmina oggetto della sua fantasia sessuale. Alcuni maschi indossano biancheria intima femminile sotto gli abiti consueti, altri si vestono da donna e si truccano. Di solito, ma non necessariamente, è eterosessuale. Voyeurismo Si tratta dell'osservare soggetti di solito estranei quando sono nudi o sono impegnati in attività sessuali per ricavare eccitazione. Spesso hanno la fantasia di avere un'esperienza sessuale con la persona che guardano di nascosto. Nella sua forma più grave, il voyeurismo costituisce l'unica forma di attività sessuale possibile. Esordisce solitamente prima dei 15 anni e tende alla cronicità. [...]

GIOCARE CON IL FUOCO

Per gli americani rappresentano quasi un gioco erotico irrinunciabile, tanto che non si contano i film che se ne fa sfoggio: parliamo ovviamente delle candele di cera, un vero e proprio feticcio dei nostri amici transoceanici. Per noi italiani l'idea di "candela" e' associata soprattutto all'idea di chiesa e offerta votiva, a parte i frequentatori di locali notturni che invece penseranno subito ad una canzoncina ballata tutta l'estate: ma la pratica di utilizzare una candela come gadget per vivacizzare un rapporto sessuale non e' sicuramente diffusa nella nostra penisola, complice l'aura di sacralita' che da secoli questo oggetto multiuso si porta dietro. E' tempo allora di rovistare nei cassetti e tirare fuori quel set di candele comprate anni fa nel timore che la crisi del Kippur ci facesse piombare nel buio. Vi accorgerete subito dello stupendo effetto di luce creato da un perimetro di candele accese intorno al letto; e per i piu' pavidi questo bastera' per contribuire ad un amplesso comunque romantico e piacevolissimo. Per chi ama il rischio e non disdegna il sesso "hard", una pratica che anche il marchese de Sade raccomanderebbe e' quella di lasciar sgocciolare la candela sul corpo del partner. Tenete la candela piuttosto in alto rispetto alla pelle, di modo che la cera liquida abbia il tempo di raffreddarsi. Non vi basta? Bendate il vostro amante e fate cadere le bollenti gocce dove non puo' aspettarselo: la cera calda avra' l'effetto di un bacio appassionato e choccante. UN CONSIGLIO PER LUI: Evitate assolutamente di riciclare per i vostri incontri bollenti i cerini rossi da cimitero, soprattutto quelli dove l'effigie di Padre Pio o di Papa Giovanni XXIII fa sfoggio di se'. Potrebbero avere conseguenze funeree anche sulla piu' focosa amante. UN CONSIGLIO PER LEI: Abbiate cura di far cadere le gocce di cera su una zona del corpo priva di peli, o magari depilate la zona interessata prima di cominciare: lo scopo e' il piacere, non la tortura. Attenzione: i consigli che troverete sono rivolti solo agli amanti piu' esperti. Non abbattetevi se non riuscirete a metterli in pratica, in quanto richiedono un self-control ed una padronanza dei movimenti davvero eccezionali. Si sa che il sesso tantrico e' basato sul controllo totale di respiro e gesti, e si sa che queste pratiche di derivazione orientale permettono di dilatare i tempi del rapporto (fino ad arrivare alle famose 8 ore dichiarate dall'invidiatissimo cantante Sting). Se riuscirete a mettere in pratica quanto segue, potrete tranquillamente cercare di emulare l'ex leader dei Police: prendetela come una sfida, vi accorgerete ben presto che la vostra attivita' erotica ne avra' tratto enormi benefici. Prima prova: uno dei due partner (possibilmente quello in posizione verticale) tiene in equilibrio sulla testa una tazza di te'. Scopo dell'esercizio: riuscire aMportare a termine il rapporto sessuale senza versarne una sola goccia. Seconda prova (da affrontare solo quando la prima e' stata superata): ora entrambi i partner, in posizione verticale, hanno una tazza di te' sulla testa. I vostri gesti dovranno essere ancora piu' moderati e delicati, o vi ritroverete ben presto completamente bagnati (in un modo diverso da quello a cui pensavate). Terza ed ultima prova: se superate questa siete dei veri professionisti del sesso (ehm...in senso metaforico, si intende). Partendo dalla posizione del missionario, la donna alza una gamba in verticale; sul piede (rigidamente a martello) viene posta la solita tazza di te'. Questo esercizio non richiede solo coordinazione e controllo, ma anche una buona condizione atletica: attenzione, i crampi sono in agguato. UN CONSIGLIO PER LUI: Se credete, potete sostituire il te' con un buon bicchiere di vino o di amaro. Non sara' altrettanto esotico, ma in caso di fallimento sara' molto piu' eccitante "pulire" il corpo della vostra amante. UN CONSIGLIO PER LEI: Quando preparate il te', non portatelo all'ebollizione. Le ustioni non fanno bene al sesso. [...]

L'ARCOBALENO

Questa posizione è più insolita che pratica. Ma è divertente da sperimentare in una seduta sessuale particolare. Anche se meno comoda delle altre posizioni di fianco, l'insolita inclinazione del pene offre alla donna sensazioni insolite. Poichè quando afferra i piedi dell'uomo, tirandoli verso di sè, fa del corpo di lui una specie di arco, nel quale lei è la freccia, la posizione si chiama anche "Tirare con l'arco". Per i Signori: tenetela per le spalle o appoggiatele le mani sulla parte alta della schiena. Prima di penetrarla, mettete le gambe tra le sue ruotando finchè lei arriva ai vostri piedi. Per le Signore: aggrappatevi ai piedi o alle caviglie del partner tirandole verso di noi. [...]

LA CODA DELLO STRUZZO

L'uomo può penetrare la donna semplicemente, oppure variare le sensazioni reciproche alzandola o abbassandola per modificare la profondità e l'angolo di penetrazione. In questo caso, dovrebbe sorreggerla da dietro con le mani. Questa posizione fa parte delle fantasie maschili e ha poco a che fare con un rapporto sessuale soddisfacente per la donna. Se però lei è felice di assecondare il partner, allora tutto bene. L'unione può risultare comunque molto scomoda per il suo collo e la sua schiena. Per le Signore: sul letto vi resteranno appoggiate solo la testa e le spalle. Per i Signori: In ginocchio davanti a lei, sollevatele le gambe, appoggiandovele sulle spalle, fino a farle volgere al soffitto le piante dei piedi. [...]

SESSO IN BAGNO

Il bagno è un luogo che abbiamo più volte esplorato nei nostri viaggi nel mondo dell'erotismo. La posizione di questa settimana potrà sembrarvi ad una prima e superficiale lettura non particolarmente romantica e intrigante, ma all'atto pratico vi renderete conto delle soddisfazioni che indubbiamente ne trarrete. Dopo la vasca da bagno, lo stenditoio e il lavandino, scelti in passato come location per amplessi "casalinghi", la proposta di oggi riguarda un elemento non propriamente erotico nell'immaginario collettivo: il water. In realtà, proprio per la sua conformazione strutturale, si può trasformare facilmente in un oggetto fortemente adatto alla pratica sessuale. Si tratta solo di dimenticare per un attimo (un attimo in senso lato, ovviamente), il suo utilizzo consueto. Praticate quindi una sorta di straniamento sull'oggetto "water" e preparatevi all'azione. L'uomo dovrà semplicemente sedersi e la donna si posizionerà sopra di lui,  standogli di fronte o dandogli  e spalle, a scelta. La posizione permetterà (soprattutto se sceglierete l'opzione "da dietro") una penetrazione molto profonda e un maggior controllo della situazione da parte della donna. Un unico accorgimento: moderate, se ci riuscite, la vostra irruenza, in quanto la struttura in questione potrebbe subire danni permanenti. UN CONSIGLIO PER LUI: Cercate di vincere il riflesso condizionato (certe abitudini sono dure a morire) di portare con voi la Gazzetta dello Sport. La vostra compagna potrebbe tentare di soffocarvi infilandovi in gola un rotolone di carta igienica. UN CONSIGLIO PER LEI: Lasciatevi andare e soprattutto cercate di non ridere quando vedrete il vostro partner posizionarsi sul w.c. Non è una bella immagine, certo, ma pensate al dopo... [...]

COMPORTAMENTI SESSUALI NORMALI

CHE COSA SI INTENDE PER NORMALITA'?Come abbiamo descritto nella sezione che analizza le funzioni biologiche del sesso, nella specie umana non è possibile ridurre il comportamento sessuale alla procreazione. Ogni essere umano, nel corso della sua vita, sviluppa preferenze e scelte che variano da individuo a individuo. Di conseguenza anche le società e le culture a cui gli individui appartengono sviluppano codici di comportamento sessuale complessi e spesso contraddittori. Alcune dottrine islamiche, ad esempio, vietano l’omosessualità, i rapporti tra persone al di fuori del matrimonio e, al tempo stesso, la "dispersione del seme". Vietare la dispersione del seme significa proibire la masturbazione negli adolescenti e, quindi, dato che la produzione di sperma è particolarmente elevata in giovane età, questo di fatto incoraggia i rapporti anali tra adolescenti, entrando però in contraddizione con il divieto dell’omosessualità. La religione cattolica impone ai suoi sacerdoti la rinuncia alla sessualità. D’altra parte se il Dio dei cattolici ha creato l’uomo per riprodursi ("Andate e riproducetevi"), come può concepire che i suoi sacerdoti sfuggano alla loro natura umana, commettendo così il peccato di stravolgere i voleri di Dio? Presso le popolazioni occidentali moderne vige la monogamia (il legame matrimoniale con un solo coniuge), mentre la legislazione islamica permette che un marito abbia più mogli. L’infedeltà è malvista ovunque, ma gli Esquimesi offrono volentieri le loro mogli agli ospiti occasionali. In alcuni stati nordamericani il sesso orale è considerato un reato, così come in Italia il codice penale puniva, sino a qualche tempo fa (o forse ancora adesso?) il travestitismo. Insomma, ogni volta che poteri superiori di tipo religioso o politico tentano di stabilire cosa sia ‘normale’ e cosa ‘deviato’, generano una serie di contraddizioni e paradossi dai quali è veramente difficile uscire fuori mantenendo un minimo di coerenza logica. Anche medici e psicologi si sono, nel corso del secolo appena trascorso, cimentati nell’arduo e presuntuoso compito di stabilire e classificare normalità e devianza del comportamento sessuale, fallendo, naturalmente, anche loro. Oggi, la maggior parte delle persone ragionevoli sostiene che qualsiasi atto sessuale compiuto tra persone adulte, consenzienti e consapevoli è da ritenersi legittimo. Escluderemo, quindi, dall’elenco dei diversi comportamenti sessuali la violenza carnale e la pedofilia, che esamineremo a parte sotto la categoria degli abusi violenti, più legati all’idea di forza e sopraffazione che all’idea di piacere che caratterizza il sesso.Il comportamento sessualeNella nostra vita sessuale esistono tre condizioni che cerchiamo di soddisfare:la prima è il raggiungimento di uno stato di soddisfazione fisica che sopraggiunge quando proviamo un’intensa eccitazione seguita da un profondo rilassamento.Non crediamo sia il caso di dover spiegare questa condizione a chiunque l’abbia provata. E non è nemmeno facile spiegarla a chi non l’abbia provata.la seconda è la sensazione di intimità che proviamo quando siamo assieme ad un altro essere umano che ci giudica come a noi piace essere giudicati.Questa condizione si spiega nell’incompletezza che ognuno di noi si porta dietro nella vita, nelle frustrazioni che la nostra identità affronta quando si manifesta con gli altri, nelle continue incomprensioni che viviamo in famiglia, a scuola, al lavoro, ecc. Quando incontriamo una persona che ci dia ragione quando ci aspettiamo che ci spetti, che ci dia torto laddove, in effetti, pensiamo di essere nel torto, che ci lasci in pace con noi stessi quando non abbiamo voglia di essere giudicati, allora proviamo una sensazione di vitalità (anche se ciò può comportare una certa dose di sofferenza o irritazione) che chiamiamo Amore.la terza è la sensazione di sicurezza che ci deriva dal fatto che un altro essere umano sia al nostro fianco nella nostra esistenza quotidiana.Una persona che ci aiuti nel lavoro domestico o nei campi, che condivida e sostenga una nostra battaglia politica o ideale, con la quale si possa organizzare un viaggio entusiasmante senza litigare ad ogni sosta, che ci sostenga in caso di malattia o infortunio, ecc. E’ il principio "L’unione fa la forza", su cui si basa il matrimonio.La prima condizione può essere soddisfatta anche con rapporti sessuali occasionali, con persone sconosciute, con il sesso a pagamento e con la masturbazione.La seconda comporta la scelta di un partner con il quale trovare un accordo emotivo costante e in grado di seguire la nostra crescita ed evoluzioneLa terza comporta un’identità di obiettivi esistenziali rivolti verso il mondo esterno in cui la coppia che si è formata è in grado di agire in piena solidarietà e reciproco sostegno.Generalmente le donne tendono più a concentrarsi, sin dall’adolescenza, a ricercare rapporti sessuali in cui la seconda condizione siano maggiormente soddisfatta, mentre i maschi, soprattutto nell’adolescenza, tendono al soddisfacimento della prima condizione. Entrambi i sessi maturando negli anni, guardano molto alla terza, mentre la seconda, generalmente, viene più tenuta in considerazione costantemente dalle donne che non dagli uomini. Nella psicoterapia di coppia, i maschi sembrano non essere pienamente coscienti della dimensione intima ed emotiva che li lega al loro partner, così come non riescono a capire, in seguito ad una separazione dolorosa, che il problema è quasi sempre da ricercarsi nella mancanza di coordinamento emozionale tra i due. Le donne, invece, hanno ben presente il problema, anche se, molto spesso, non riescono a tradurlo con parole appropriate, proprio perché le emozioni non possono essere ‘spiegate’, ma solo vissute. Fatta questa breve premessa, possiamo dire che i comportamenti sessuali sono originati dal modo in cui ognuno di noi dà importanza alla soddisfazione delle condizioni suddette. Va aggiunto che, ogni comportamento sessuale, ha come primo stadio quello del corteggiamento, premessa necessaria allo stabilire una relazione fisica con qualcuno. L’argomento è molto vasto e non verrà trattato in questa sede, ma è necessario chiarire che quasi sempre, il periodo della reciproca seduzione può essere molto utile per evitare brutte sorprese. Naturalmente oggi è ridicolo pretendere che la libertà sessuale possa attuarsi rispettando tempi di avvicinamento troppo lunghi ed è anche vero che i lunghissimi fidanzamenti del passato producevano lo stesso numero di matrimoni infelici di oggigiorno. Tuttavia, magari, possiamo prenderci un po’ di tempo prima di infilarci in una storia, specialmente quando non siamo ancora molto certi di quello che ci aspettiamo dal sesso. Dopo questo doveroso appunto, passeremo ad elencare gli atti sessuali più comuni tra quelli che si possono osservare.1- Atti sessuali che comportano un contatto reciproco prolungato e intensoSono quelli che soddisfano maggiormente la prima e la seconda condizione, dato che nel loro svolgimento le persone si confrontano e si osservano sia fisicamente che emotivamente. In più, nel coito vaginale, la necessità di trovare tempi e luoghi adatti, affrontare il problema di un’eventuale gravidanza, ecc., rimanda anche alla terza condizione di adattamento sociale della coppia. Se uno dei partner non si preoccupa eccessivamente del piacere e del benessere dell’altro, il coito diviene un atto unilaterale ed egoistico che denota l’incapacità ad avere una relazione effettiva. Petting - Sono le intense carezze e abbracci che precedono il rapporto sessuale vero e proprio. Nell’adolescenza caratterizzano la maggior parte dei rapporti tra i partner. Coito - Consiste nella penetrazione del pene nella vagina o nell’ano (soprattutto tra gli omosessuali maschi). Si può effettuare secondo diverse posizioni, a seconda delle preferenze specifiche dei partner. Va specificato che il coito anale tra eterosessuali, pur risultando ad alcuni sgradevole o ‘sporco’, non rappresenta una forma di perversione ma può essere una pratica finalizzata a: 1)- introdurre una variazione. 2)- evitare il rischio di gravidanza. 3)- aumentare il piacere del maschio qualora la vagina sia eccessivamente lubrificata o rilassata. Durante il coito è importante che i partner imparino a capire quale sia la durata, il ritmo e la frequenza dei movimenti da compiere, al fine di produrre la massima reciprocità del godimento. Soprattutto durante i primi rapporti, è abbastanza normale che la mancata cooperazione possa portare sensazioni dolorose sia nelle donne con scarsa elasticità nell’imene (con piccole lacerazioni che possono comportare perdite di sangue) sia nei maschi con fimosi (anche qui si possono produrre lacerazioni ed emorragie). Un aiuto alle ragazze può venire dall’introduzione progressiva di un dito nella vagina durante i rapporti di petting qualche giorno prima del rapporto completo. Per i maschi che hanno problemi di apertura del pene, è consigliabile una visita medica che può suggerire la fitoectomia, un semplice intervento chirurgico in anestesia locale che corregge l’ispessimento della pelle che ricopre il glande. E’ pure frequente che durante i primi rapporti completi l’inesperienza e l’eccitamento comporti ai maschi il mancato controllo dell’eiaculazione. E’allora molto utile usare il profilattico, sia perché riduce la sensibilità e permette una maggior durata del rapporto, sia per evitare gravidanze indesiderate.Sesso orale – Comporta la stimolazione con lingua, bocca e labbra degli organi genitali del partner.Comporta soprattutto l’adempimento della prima condizione e, in misura inferiore a quella del coito, della seconda. Se richiesto unilateralmente da uno dei partner, implica un desiderio di disimpegno emotivo ed una conseguente incapacità di rapporti soddisfacenti in una relazione di coppia. Spesso caratterizza i rapporti sessuali tra adolescenti che vogliono evitare il coito per motivi personali (paura della penetrazione, paura della gravidanza, importanza data alla verginità). E’ pratica comune tra gli omosessuali sia maschi che femmine. Alcune volte viene compiuto quando una coppia si trovi in condizioni di fretta o in luoghi inopportuni. Può costituire uno stimolo o una variazione prima e durante il coito, o consentire l’eiaculazione fuori della vagina qualora non si usino mezzi contraccettivi. Diviene un problema quando (quasi esclusivamente da parte dei maschi) , divenga la forma abitualmente preferita (o esclusiva) di rapporto sessuale con il partner. In questo caso o si ritiene che il piacere sessuale debba valere solo per se’ stessi oppure può essere indice di mancata tranquillità o sfiducia nella relazione di coppia.Manipolazione (masturbazione) reciprocaComporta la stimolazione manuale degli organi sessuali del partner con le mani e, talvolta con oggetti. Valga quanto detto per il sesso orale.MasturbazioneComporta la autostimolazione dei propri genitali. Può essere usata, talvolta, durante il coito (specialmente nelle donne che hanno maggior sensibilità nella parte esterna della vagina) qualora vi sia insufficiente stimolo nel contatto reciproco. E’ inoltre l’espediente che si utilizza in mancanza di un partner. Una sua variante può essere il compiere atti sessuali su animali (zoofilia), considerati alla stregua di oggetti inanimati, una volta frequente quando le attività zootecniche confinavano gli uomini in località isolate ove l’incontro sessuale era scarsamente probabile. Nei casi in cui si preferisce la masturbazione agli altri rapporti sessuali, pur avendo partner a disposizione, l’individuo si trova in una condizione in cui cerca di evitare ogni coinvolgimento interpersonale nel soddisfare il suo desiderio di eccitamento-rilassamento. Spesso è accompagnata dalla necessità di guardare altri individui che compiono atti sessuali (Voyeurismo, pornografia), altre volte l’eccitamento proviene da oggetti particolari (feticismo), dal desiderio di spaventare e/o scandalizzare (esibizionismo), dall’indossare abiti del sesso opposto (travestitismo, soprattutto maschile), dall’essere maltrattati/umiliati (sadomasochismo), ecc. In generale questo tipo di atti può essere compiuto (anche in presenza di partner disponibili) da ognuno di noi nella vita, o per curiosità o per problemi particolari di natura temporanea. Qualora si protraggano per più di qualche mese, i sessuologi suggeriscono di affrontare opportune terapie. Va aggiunto che gli atteggiamenti sadomachisti non sono atti sessuali di per sé, ma che costituiscono un contesto di azione che viene preferito da alcuni (come chi ama guardarsi allo specchio o farlo in luoghi strani, ecc.) . Se entrambi i partner condividono la scelta di certe atmosfere,tutto ciò va considerato semplicemente preferenze personali non giudicabili da terze persone.Rapporti sessuali a pagamento, scambio di partner, giochi erotici, rituali orgiasticiTutti gli atti sessuali sopraelencati possono essere considerati sotto tre principali categorie:di necessità, laddove non ci sia la possibilità, per motivi di vario genere, di trovare un partner con il quale sia possibile stabilire qualcosa di più importante.di evitamento, quando si rinunci all’idea di investire psicologicamente su un partner, preferendo situazioni meno coinvolgenti.di gioco e ritualizzazione , quando si consideri il sesso come una dimensione fisico-estetica a sé stante e, talvolta, si voglia sperimentare esclusivamente tale dimensione, pur nella consapevolezza che la vera sessualità è una cosa diversa.Nell’antichità classica, i templi dedicati a Venere sembra svolgessero la funzione di luoghi ove si praticava il sesso a scopo rituale. C’è da supporre che i club dove le coppie adulte si scambiano i partner e le cosiddette ‘sette sataniche’ , assolvano oggi il ruolo di luoghi di svago sessuale ritualizzato ,così come le sale da gioco e gli stadi assolvono le altre necessità di gioco rituale che anche gli adulti amano praticare di tanto in tanto. L’importante è che si sia ben consapevoli che la vita è diversa dal gioco e dalla ritualizzazione. [...]

Come capire se piaci ad una ragazza

A volte si dice che capire se piaci davvero ad una donna sia indiscutibile: si capisce e basta, è quella scintilla che scocca e tutti e due lo sanno perfettamente.... Ma questo forse è nel mondo del cinema o delle fiabe, perchè nella società odierna, basata su maschere e sul non mostrarsi davvero, a volte capire certe cose diventa impossibile e si perde l'occasione magari della donna della propria vita!Esistono però dei segni che possono aiutare i maschietti a decifrare il linguaggi del complesso modndo femminile, eccono una rapida carrellata: Quando incroci i suoi occhi lei abbassa lo sguardo per sembrare timida. In questo modo mette in mostra la sua vulnerabilità che è un aspetto tipicamente femminile. Se invece lei distoglie lo sguardo e guarda altrove significa che non è interessata; Quando la guardi lei si passa una mano tra i capelli per aggiustarli. Significa che vuole apparire più bella e farsi notare da te; Quando la guardi lei scosta i capelli e scopre il collo. Ancora una volta vuole evidenziare la sua vulnerabilità e la sua femminilità. Il collo infatti è la zona più vulnerabile in tutte le specie viventi, In ogni combattimento tra animali si cerca sempre di azzannare il collo. Scoprendosi il collo è come se ti stesse dicendo "avvicinati, non sono pericolosa". Lei mette in mostra i polsi. I polsi sono una zona erotica ricca di terminazioni nervose, se li mette in mostra ci sarà un motivo! Quando parlate lei si morde il labbro inferiore. Questo è un gesto che fai anche tu inconsciamente quando vedi qualcosa che desideri. In quel caso lei potrebbe desiderare te oppure desidera che continui a parlare di quell'argomento dal quale è particolarmente attratta. Continua così! Lei tira dentro la pancia e gonfia il petto per mettere in mostra il seno. Questo gesto lo fanno anche gli uomini quando incontrano una donna che trovano attraente. Vogliono apparire più snelli e in forma per avere maggiori probabilità di essere scelti come partner sessuali. Ti sfiora “inavvertitamente” con il suo seno. Mai una donna farebbe un gesto del genere inavvertitamente. Il suo gesto potrebbe sembrarti casuale ma non lo è affatto. Questo è un gesto volontario fatto appositamente per stimolare una tua reazione sessuale. Se noti questo gesto vai tranquillo, lei ci sta! Trova qualsiasi scusa per avvicinarsi a te. Significa che prova piacere ad averti al suo fianco. Ti guarda con la testa inclinata da un lato e sorride. Ancora una volta si mostra vulnerabile esponendo il collo (vedi punti precedenti). Ti tocca spesso, anche con una scusa o per sbaglio. Significa che fa di tutto per mantenere il contatto con te e per rafforzare il vostro legame. Si aggiusta continuamente il look quando è con te. Se lo fa mentre ti guarda è buon segno, se invece sembra non considerarti vuol dire che si sta annoiando. Si sistema i vestiti o li stringe per mettere il risalto la sua femminilità. Ogni volta che mette in risalto la sua femminilità con qualsiasi gesto è un potenziale tentativo di seduzione. Gioca con anelli, braccialetti, collane mentre ti guarda. Sfoga la sua voglia di toccarti su oggetti simbolici. Accarezza oggetti di forma fallica mentre la sua attenzione è rivolta a te (penne, bottiglie, calici…). Vedi punto precedente. Ti allaccia un bottone della camicia, ti aggiusta il nodo dela cravatta o ti toglie dei pelucchi dai vestiti, anche se sono pelucchi immaginari. Sta mostrando la sua voglia di prendersi cura di te, è un gesto di interesse nei tuoi confronti altamente significativo. Si umetta le labbra con la lingua durante la conversazione. Rendere le labbra umide è il primo passo verso il bacio. Quando è con te le sue pupille sono molto dilatate. La dilatazione delle pupille è una reazione involontaria di tutti gli esseri umani davanti alle cose che ci piacciono. Le piaci! Lei ti guarda spesso e mantiene un buon contatto visivo con te. Ancora una volta cerca di creare un legame profondo con te. Ti fa molte domande. Vuole conoscerti meglio perché è interessata. Parla più spesso con te che con gli altri. Molto semplicemente significa che in quel momento è più interessata a te che agli altri. Arrossisce se le parli o se la guardi. Arrossiamo quando non ci sentiamo all'altezza della situazione e vorremmo esserlo. In questo caso lei vorrebbe sentirsi all'altezza di stare con te. Trova una scusa per toccare un tuo oggetto (chiavi, portafogli, cappello…). Questo è un modo indiretto per mantenere il contatto con te. Quando toccarti direttamente è un segnale troppo esplicito inizia a toccare gli oggetti che ti appartengono. Assume una postura identica alla tua, come se fosse il tuo specchio. In PNL si chiama rapport e significa che siete entrati in sintonia. Accavalla le gambe attorcigliando il piede della gamba accavallata attorno alla caviglia della gamba che poggia a terra. Questo è un gesto impossibile per gli uomini e che riesce solo alle donne per via della diversa fisicità. Serve ad evidenziare la sua femminilità per fare colpo su di te. Ti squilla, ti chiama e ti scrive sms o via chat molto di frequente. Più ti cerca più ti vuole. Ti saluta con un bacio vero sulla guancia. Se è interessata non fingerà di baciarti come fai tu quando saluti un parente, ma poggerà realmente le sue labbra sul tuo viso. Sporge o inclina il suo corpo in avanti o di lato verso di te. Vuole accorciare le distanze perché inconsciamente non riesce a starti lontana Ripete i tuoi movimenti (tu bevi lei beve, ti appoggi a un muro e lo fa anche lei, guardi da un lato e si gira con te…). Questa è un'altra forma di rapport che significa che siete entrati in sintonia. Avvicina le sue labbra alle tue, come per dire "baciami!!!". A volte lo fa con la scusa di sussurrarti qualcosa all’orecchio. Desidera essere baciata. Ha un atteggiamento sorridente e aperto nei tuoi riguardi, vuol dire che ci tiene alla tua compagnia. Solleva un lembo della gonna con la scusa di sistemarsi, e ti fa vedere le sue gambe. Non è un caso, vuole provocarti! Un conto è tirare giù la gonna per aggiustarsi, ben diverso è alzarla per poi riabbassarla e ricomporsi. Indossa abiti aderenti, succinti o comunque provocanti ad un appuntamento con te. Vuole mettersi in mostra per te. Ti chiede se i suoi vestiti le stanno bene. Anche se la domanda sembra innocua, in realtà vuole attirare la tua attenzione sul suo corpo per conquistarti. [...]

RIVERGINATION

Moltissimi giornali americani, anche politici ed economici, riportano una strabiliante notizia: da quelle parti va molto di moda rifarsi l'imene, attraverso un'operazione chirurgica che si chiama, appunto, 'imenoplastica', allo scopo di ritrovare la perduta verginità. La procedura è nota in America anche con il nome di ‘riverginazione’ : pubblicizzata come un dono da fare al proprio marito, che così potrà riprovare l’eccitante momento della deflorazione... Per la cronaca, la ‘riparazione dell’imene’ costa, fra l'altro, dai 1800 ai 5000 dollari. Questa cosa non può non lasciare di stucco noi europei, soprattutto noi italiani: nel nostro Paese infatti, fino a pochi decenni fa, moltissime ragazze ‘rovinate’ da una storia che non le aveva portate al matrimonio, ricorrevano a questa pratica per trovare un marito senza dover dichiarare la loro ‘colpa’. Le donne americane invece, non sembrano avere alcun motivo per ‘apparire’ illibate: esse sono libere, sin da adolescenti, di avere le loro storie di sesso, con il beneplacito dei genitori. E allora perché questa nuova ‘tendenza’ quasi tribale, che ricorda quasi le MGF (mutilazioni genitali femminili) ? I commentatori del luogo dicono che ci si vuole ‘riverginare’ principalmente per ritrovare l’autostima, per avere una vita sessuale nuova, più soddisfacente, per fare un regalo al proprio marito. Insomma, è poco più di uno sfizio, la conquista di uno status symbol, la soddisfazione di potersi permettere un’operazione chirurgica facile ed ‘economica’, almeno rispetto ad altre più costose e più invasive. Nella speranza che il fenomeno resti solamente americano e che non varchi l'oceano nel giro di poco tempo, mi sembra più che altro che queste americane ‘riverginate’ cerchino semplicemente di regredire ad uno stadio precedente della loro vita, precisamente alla loro infanzia ed adolescenza, per poter meglio esorcizzare il tabù dell’invecchiamento e della morte. Fonte: Political Gateway - Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona [...]

PILLOLA ANTICONCEZIONALE: COS'E' e COME SI USA

Con questo termine viene comunemente indicato un farmaco messo in commercio la prima volta negli anni ’60 dal Dott. Pinkus costituito da due ormoni in grado di bloccare l’ovulazione nel corpo femminile attraverso il metodo del “falso messaggio”. pillola anticoncezionale. I complessi meccanismi ormonali che scatenano l’ovulazione sono, nella donna in età fertile, attivati dalla periodica assenza di ormoni quale si verifica durante il normale ciclo all’inizio della mestruazione. La somministrazione per 21, 22, o più modernamente 24 giorni di un preparato ormonale da l’impressione all’organismo femminile di essere già in attività e quindi inibisce i comandi centrali. Negli anni la quantità di ormoni presenti nella pillola anticoncezionale è stata costantemente ridotta pur mantenendo una sicurezza elevatissima, tanto che il rischio di rimanere incinta assumendo correttamente la pillola è solo teorico. Attualmente l’assunzione della pillola anticoncezionale viene iniziata al primo giorno della mestruazione mentre un tempo si cominciava dal quinto giorno. Il cambiamento è legato all’intuizione che cominciando l’assunzione in anticipo si inibisce direttamente la prima ovulazione e in questo modo la sicurezza è garantita da subito. La pillola anticoncezionale va assunta tutti i giorni alla stessa ora e, anche se vi è una certa tolleranza oraria, quanto meno la fascia deve essere rispettata; esempio: se è l’ora di pranzo, il giorno dopo non può essere all’ora di cena né il terzo giorno all’ora di colazione. Qualora nel corso di una assunzione regolare ci si accorga di aver dimenticato una pillola, se non sono trascorse più di dodici ore dall’ora della mancata assunzione, è possibile assumere la pillola anticoncezionale dimenticata e l’effetto contraccettivo è garantito. Se le dodici ore sono trascorse, nei dieci o quindici giorni successivi sarà necessario usare un’altra precauzione; non vale la pena di assumere la pillola dimenticata e inoltre si potranno vedere delle perdite di sangue nei giorni successivi legate alla diminuzione della quantità di ormoni assunti ma prive di qualunque problema. Se si assumono degli altri farmaci insieme alla pillola anticoncezionale è necessario ricordare che alcuni fra essi, con vari meccanismi, possono interferire con la sicurezza contraccettiva. Qualunque somministrazione sporadica non è pericolosa; es. una compressa per il mal di testa, un ansiolitico, ma se assumete un farmaco di qualunque tipo in maniera regolare per più di qualche giorno prescrittovi da un medico o di automedicazione, accertatevi che la sicurezza contraccettiva non venga compromessa e se non avete notizie precise usate un’altra precauzione fino a 10 giorni dopo la sospensione. Un altro modo di perdere l’efficacia della pillola è avere problemi con l’assorbimento. Se prendete la pillola, andate a cena fuori, mangiate del cibo guasto e quando tornate a casa vomitate, dal vostro stomaco è stato espulso non solo il cibo guasto ma anche la pillola anticoncezionale. Per essere assorbita completamente dallo stomaco la pillola anticoncezionale necessita di 5 ore: se vomitate prima di tale intervallo sarà necessario prendere una nuova pillola entro 12 ore. Lo stesso discorso può essere fatto con la diarrea, ma se il vomito è pericoloso soprattutto nelle prime ore che seguono l’assunzione, la diarrea continua a essere pericolosa fino a 8/10 ore dall’assunzione soprattutto se gli episodi sono molti. In generale non sempre è facile quantificare il rischio ma nel dubbio è buona norma assumere comunque una pillola in più. Sull’usanza di eseguire analisi del sangue prima di cominciare la somministrazione non tutti sono d’accordo, ma comunque durante l’assunzione sono necessari dei controlli periodici. E’ possibile assumere la pillola anticoncezionale anche da parte delle donne sopra i 35 anni purché non fumatrici, ma è ovviamente consigliabile, per ovvi motivi di salute, la sospensione o almeno la riduzione del fumo a tutte le età. Le donne che hanno una storia familiare di incidenti vascolari precoci, di gestosi in gravidanza, di ipertensione, di malattie autoimmuni devono prestare una maggiore attenzione ai controlli da eseguire durante l’assunzione della pillola anticoncezionale. Per alcune predisposizioni familiari alle trombosi è sconsigliata l’assunzione. E’ necessario durante l’assunzione, soprattutto per le donne “più grandi”, il regolare controllo della pressione. Impongono la sospensione immediata della pillola anticoncezionale una cefalea persistente e dolori acuti alle gambe. Tutti gli altri sintomi, come perdite di sangue irregolari, dolori o gonfiori al seno, sensazione di gonfiore generalizzato o nausea, tendono a diminuire con il progredire dell’assunzione e non costituiscono una indicazione alla sospensione della pillola anticoncezionale. Per lungo tempo si è pensato che la somministrazione della pillola non potesse essere continua, ma necessitasse di pause durante le quali l’organismo si “riposava”. In realtà nei paesi del Nord Europa, come l’Olanda o la Svezia non si è mai osservata la pratica della “sospensione periodica “ della pillola e non esiste nessuna prova scientifica che le donne che la praticano abbiano dei vantaggi in termine di salute rispetto a quelle che non sospendono mai. L’unica conseguenza certa della sospensione periodica della pillola è stato un gran numero di gravidanze indesiderate. Sono in commercio forme di somministrazione alternative come il cerotto transdermico. Il principio è sempre lo stesso e probabilmente i vantaggi sembrano più che altro legati alla comodità di assunzione. Consente invece di ridurre drasticamente la quantità di ormoni assunti l’anello vaginale. ALCUNE DOMANDE E RISPOSTE FREQUENTI 1. Come funziona la pillola anticoncezionale? La pillola anticoncezionale contiene una combinazione di ormoni sintetici che bloccano l'ovulazione. Niente ovulazione = niente fecondazione = niente bambini ^__^ 2. e' davvero efficace? Se usata correttamente, la pillola e' in assoluto il metodo contraccettivo reversibile piu' efficace (99%). 3. la pillola serve anche contro l'AIDS? No, la pillola non protegge da nessuna malattia sessualmente trasmissibile. 4. per iniziare a prendere la pillola, come devo fare? Devi recarti da un ginecologo (consultabile anche presso consultori pubblici e privati), il quale ti prescrivera' il tipo di pillola che ritiene piu' adatto. 5. sono necessari esami medici per prendere la pillola? Di solito il medico fara' un'anamnesi accurata. Raccogliera' cioe' tutti i dati di carattere medico della paziente: storia medica familiare e personale, ponendo attenzione ad eventuali malattie in atto, all'uso di farmaci, fumo, etc. In seguito procedera' con una visita medica generale e una visita ginecologica. In mancanza di problemi o situazioni particolari, si prescriveranno esami del sangue per controllare glicemia, colesterolo HDL e LDL, trigliceridi, antitrombina e protrombina, transaminasi, lattico-deidrogenasi, gamma GT, bilirubina, emocromo, e uno striscio vaginale. I controlli successivi sono semestrali o annuali (a seconda dell'eta') e servono per verificare eventuali disturbi provocati dall'assunzione della pillola (spotting, cefalea, depressione, etc.). Si rifanno quindi tutti gli altri esami fatti prima dell'inizio dell'utilizzazione della pillola. 6. ci sono controindicazioni all'uso della pillola? Si', alcune condizioni fisiche ne sconsigliano l'utilizzo: - gravidanza sospetta, gravidanza accertata e allattamento; - disturbi cardiovascolari o cerebrovascolari; (in particolare: In particolare: anemia depranocitica (trombo-embolica), tromboflebite in atto o pregressa, arteriopatie e flebopatie infiammatorie o degenerative, malattie cerebro-vascolari o coronariche, cardiopatie vascolari). - ipertensione grave e nefropatie ipertensive; - disturbi epatici (=del fegato) gravi; - tumori (neoplasie) maligni; - colesterolo troppo alto; - livello dei trigliceridi troppo elevato (specie in caso di obesita' in eta' superiore ai 35-40 anni). - inoltre: metrorragie di natura non accertata, psicosi o nevrosi in atto o pregresse, porfiria (o iperbilirubinemia congenita), otosclerosi, glaucoma, diabete (anche potenziale), epilessia, polineuriti, lupus eritematoso. Ci sono poi alcune condizioni che vanno tenute sotto controllo; ad esempio: - le donne fumatrici hanno piu' probabilita' di contrarre malattie cardiovascolari; - chi soffre di emicranie deve controllare se queste aumentano di frequenza e/o intensita'; - varie ed eventuali (leggere il foglietto illustativo allegato ad ogni confezione di pillole!!!). 7. posso iniziare a prendere la pillola in qualsiasi momento? Si' e no. Se assunta il primo giorno delle mestruazioni, protegge subito da gravidenze indesiderate; se assunta in qualsiasi altro perde quest'immediata efficacia, e quindi occorrera' utilizzare un metodo contraccettivo aggiuntivo (preservativo) per tutta la durata del primo ciclo di assunzione. Va presa una pillola al giorno, piu' o meno alla stessa ora (meglio comunque di sera) per 21 gorni. 8. quando ho finito la prima confezione cosa devo fare? Aspettare 7 giorni e poi iniziare la confezione successiva l'ottavo giorno. Durante quei 7 giorni dovrebbero comparire le "mestruazioni". NB: "mestruazioni" tra virgolette poiche' in realta' non di mestruazioni vere e proprie si tratta, bensi' un'"emorragia da sospensione" spesso (ma non necessariamente) meno abbondante di quella del ciclo naturale. 9. dopo quanti giorni dalla sospensione settimanale della pillola mi verranno le "mestruazioni"? Circa dopo 2-3 giorni, ma i tempi variano da donna a donna, possono essere anche 4 o 5. 10. i 7 giorni di sospensione sono finiti ma ho ancora le "mestruazioni". Devo aspettare che finiscano per cominciare il nuovo ciclo di pillole? No! Devi sempre rispettare i tempi previsti. Prendi la pillola l'ottavo giorno, anche se le "mestruazioni" non sono ancora terminate. 11. i 7 giorni di sospensione sono passati ma le "mestruazioni" non sono ancora comparse. Che devo fare? Beh, se sei sicura di aver assunto la pillola correttamente (insomma, non l'hai mai dimenticata, non hai preso altri medicinali, non hai avuto vomito o diarrea ecc. vedi domanda 12-13), e' molto improbabile che tu sia incinta. Tuttavia, per precauzione, un test di gravidanza e' meglio farlo prima di proseguire con l'assunzione delle pillole. In ogni caso, meglio comunicare al proprio ginecologo la situazione. 12. Ho dimenticato una pillola! che devo fare? Se non sono ancora passate 12 ore dall'ora in cui avresti dovuto assumerla, prendila comunque. Se invece e' passato piu' tempo, passa direttamente a quella successiva, ma ricordati di prendere precauzioni aggiuntive finche' non termini quel ciclo. 13. ci sono casi in cui la pillola perde la sua efficacia? Si': - se ne dimentichi una o piu' - se assumi determinati medicinali (specialmente gli antibiotici), per cui e' sempre meglio chiedere al medico. - se hai vomito o diarrea entro 4 ore dall'assunzione della pillola. NB. se non assumi medicinali tradizionali ma ti piace la "medicina alternativa", fai comunque attenzione perche' ci sono sostanze che possono interagire con la pillola e ridurne l'efficacia. E' il caso dell'iperico, e, pare, del carbone vegetale. 14. Quando ho iniziato a prendere la pillola le mestruazioni sono durate piu' del solito: e' normale? Si'. 15. da quando prendo la pillola ho delle perdite di sangue anche in giorni lontani da quelli delle "mestruazioni". E' normale? Le perdite ematiche lontane dalle "mestruazioni" (spotting) avvengono spesso durante il primo mese di assunzione, e sono abbastanza normali. Se il fenomeno pero' continua anche nei mesi successivi forse stai prendendo una pillola non adatta a te. Chiedi al ginecologo di cambiarla. 16. e' vero che la pillola fa ingrassare? Dipende da donna a donna e anche da pillola a pillola. Le pillole di ultima generazione hanno dosaggi molto bassi che non causano l'aumento di peso. Tuttavia, in generale, le pillole favoriscono il ristagno dei liquidi, e dunque un aumento di peso intorno a uno o due chili e' molto frequente. Il consiglio e' di bere molto e fare movimento (non l'avreste mai detto, eh? :P). 17. E' vero che la pillola puo' dare fastidio a chi utilizza le lenti a contatto? Puo' succedere. Dal momento che la pillola fa trattenere i liquidi, anche l'occhio sara' meno umidificato, e di conseguenza le lenti a contatto potrebbero dare qualche fastidio. 18. E' vero che la pillola riduce il desiderio sessuale? Ad alcune donne succede, ma spesso e' un fattore psicologico. In ogni caso, si puo' provare a cambiare il tipo pillola, parlando al proprio ginecologo del problema. 19. E' vero che se prendo la pillola non posso stare al sole? In alcune donne, l'assunzione della pillola provoca la formazione di macchie sulla pelle se si espongono a bagni di sole. Queste macchie in genere se ne vanno da sole dopo un po' di tempo. 20. devo andare in vacanza per una settimana, e proprio in quella settimana mi verranno le "mestruazioni". Se vuoi puoi evitarle continuando a prendere la pillola senza interrompere nei 7 giorni previsti. In questo modo per quel mese salterai le "mestruazioni". [...]

IL PEGGING (quando lui chiede certe cose a lei!)

Il termine pegging designa una pratica sessuale nella quale un uomo è penetrato analmente da una donna che indossa uno strap-on dildo. Pegging è il termine vincitore nella gara di neologismi bandita da Dan Savage nel giugno del 2001 nella sua rubrica Savage Love. In quel contesto, l'accezione era eterosessuale; il concorso fu bandito dopo l'osservazione fatta da Savage sul fatto che non esisteva un nome comune per indicare la pratica in questione. Il pegging può essere piacevole per entrambi i partners. Una donna può fare pegging con un uomo alla pecorina con un dildo, usando l'angolo del letto per arrivare alla giusta altezza. Il termine pegging designa una pratica sessuale nella quale un uomo è penetrato analmente da una donna. Il sedere dell’uomo è da sempre considerato una parte eccitante per la donna e la possibilità di violarlo può comportare nella donna una forte eccitazione, alimentata anche dall’inversione del ruolo nella situazione. Per poter fare pegging in modo corretto, la donna inizia a spingere piano nella posizione indicata, fino a fargli sentire il suo corpo attaccato: da quel momento inizia il piacere che se ben fatto è reciproco; perché il pegging stimola anche le parti interne della prostata mentre contemporaneamente, se il dildo è di tipo doppio, penetra le parti interne della vagina. A questo punto l’uomo, sentendo il corpo della donna attaccato al suo, si lascia penetrare: ora sfruttando la posizione del dildo che rende l’uomo immobile, la donna lo tiene facilmente fermo ed inizia a spingere in modo sempre più corposo e per lei eccitante, per provare un orgasmo che se raggiunto sarà intenso e forte, considerando anche l'aspetto trasgressivo dell’atto. Per alcune tradizioni orientali, l’atto è portatore di fortuna per la donna, tanto più forte quanta più è l’eccitazione che ne prova dal gesto che l’uomo sottostante le ha donato. Gli uomini potrebbero godere della stimolazione dell'ano, del retto e degli organi adiacenti - e specialmente della prostata - a condizione che venga usato lubrificante a sufficienza. Le donne, d'altro canto, possono beneficiare della stimolazione diretta operata dalla base del dildo, o, nel caso di un dildo a doppia punta, dalla penetrazione vaginale operata dall'altro capo dello strumento. In ogni caso, per trarre piacere dal pegging, la donna potrebbe usare un vibratore secondario posto tra lo strap-on dildo ed il clitoride. Uomini e donne potrebbero inoltre godere dell'aspetto psicologico della sottomissione e della dominazione, per quanto, come suggerirebbero i praticanti di BDSM, l'essere penetrati di per sé non sia atto di sottomissione né il penetrare di dominazione. Proprio in considerazione dello stigma associato al sesso anale (e alla associazione di questo con l'omosessualità), alcune persone - fra cui molti eterosessuali - traggono piacere dall'infrazione del tabù e dalla trasgressività insita nel pegging. Alcune donne apprezzano la sensazione di avere un pene simulato, e alcuni uomini l'esperienza passiva della penetrazione. Lo stesso Dan Savage, che è gay, ha consigliato ironicamente ad ogni uomo etero di farsi peggare almeno una volta nella vita. [...]

COSA SI INTENDE PER CREAM PIE

Creampie è un termine dello slang inglese che significa letteralmente torta di panna, usato (soprattutto in pornografia) per indicare che un uomo eiacula all'interno della vagina della sua partner o nell'ano del partner. Paragonato ai rapporti orali, il Creampie è molto meno comune nei film pornografici. Un Anal Creampie (Creampie anale in italiano) è una variante in cui un uomo eiacula dentro l'ano del partner. Creampie nei film pornografici Molti film pornografici eterosessuali, specialmente americani, usano la parola creampie nel titolo o nella scatola della cassetta probabilmente solo per attirare l'attenzione. Infatti le scene in sé non sono molto differenti da quelle di altri film: spesso l'unica differenza di rilievo è presente nella scena finale, nella quale il pene del protagonista rimane dentro la vagina o l'ano del partner nel momento dell'eiaculazione. Subito dopo l'orgasmo, quando l'attore rimuove il suo pene dall'orifizio, solitamente il cameraman effettua un primo piano della vagina o dell'ano mentre lo sperma fuoriesce. Il protagonista può agevolare la visione dello sperma estraendo in parte il suo pene subito prima dell'eiaculazione, in modo tale da far rimanere parte del suo sperma vicino all'apertura dell'orifizio. Variazioni del creampie Creampie eating Il creampie eating è una tecnica sessuale che consiste nello bere lo sperma che fuoriesce da un orifizio del partner (ano o vagina). Solitamente in questa pratica figurano diversi "ruoli": due padroni (un uomo e una donna) e una schiava che riceve lo sperma dal pene dell'uomo in uno dei due orifizi (quello di più frequente uso è l'ano). L'uomo, dopo l'eiaculazione, toglie il pene dall'orifizio della ragazza schiava e la ragazza padrona, avvicina la bocca all'orifizio "riempito" con lo sperma e attende che il creampie fuoriesca. Una variante consiste anche nei due "padroni" (uomo e donna) che fanno sesso sopra la faccia di uno "schiavo" o una "schiava", mentre lo schiavo ha il compito di leccarli, quando i due hanno l'orgasmo, rimangono seduti sulla faccia dello shiavo che così pulisce con la bocca ingoiando lo sperma e i fluidi vaginali che fuoriescono. Alcune volte, però, questa pratica può risultare rischiosa, soprattutto per quanto riguarda il creampie dall'ano: infatti può succedere che lo sperma entri in contatto diretto con le feci. Il rischio principale è quello di contrarre virus e batteri, oltre ad un cambiamento nel sapore e nel colore (in tal caso si parla di Chocolate creampie). Chocolate creampie Il chocolate creampie è una tecnica sessuale che consiste nell'eiaculare nell'ano del proprio partner in modo da mettere lo sperma a contatto con gli escrementi presenti nell'intestino; in questo modo lo sperma, sporcato dal contatto con le feci, simula l'aspetto della crema al cioccolato. Va sottolineato che questa tecnica comporta dei rischi per i batteri e i virus che vi sono all'interno delle feci: infatti, anche se il contatto non avviene direttamente, i batteri possono trovarsi facilmente nello sperma sporco. Il chocolate creampie è una forma di feticismo: vi sono perciò video e film specificamente dedicati a questo atto sessuale, in cui l'uomo eiacula nell'ano del partner e dopo pochi secondi si vede fuoriuscire lo sperma sporco. Creampie gang bang Il creampie gang bang è una tecnica sessuale che consiste nell'eiaculare nell'ano o nella vagina di una donna, da parte di più uomini che agiscono simultaneamente. Coloro che effettuano questa pratica si masturbano in presenza della donna, la quale attende passivamente di ricevere l'eiaculazione. I partecipanti possono partire da un minimo di due, ma possono anche arrivare a numeri molto elevati. Questa pratica è ritratta in alcuni film pornografici. Si parla invece di felching quando lo sperma viene succhiato da un'altra persona. [...]

La pratica del FELCHING

Il felching è una pratica sessuale (il lemma inglese, coniato -a quanto sembra- negli Stati Uniti negli anni '70- non trova corrispettivo nella lingua italiana), che consiste nel succhiare il liquido seminale fuoriuscente dall'ano o dalla vagina in seguito all'eiaculazione al loro interno. Solitamente si tratta del liquido seminale della stessa persona che succhia. Il termine è altresì riferibile al succhiare il liquido che esce dall'ano o dalla vagina, costituito dal contenuto di un clistere immesso precedentemente. Di solito in questo tipo di pratica è utilizzato il latte, che ha un colore simile al liquido seminale. In genere poi il liquido viene passato di bocca in bocca tra i partner. Il termine è usato anche in riferimento ad altre pratiche sessuali, come defecare sul corpo del partner (coprofilia) o per richiamare il contenuto di quella che sembra più che altro una leggenda metropolitana, consistente nell'inserire animali di piccola taglia nell'ano o nella vagina, ("gerbilling" è il termine inglese). [...]

Il BAREBACKING

Il barebacking, che in inglese vuol dire letteralmente "cavalcare a pelo", cioè senza la sella per proteggersi, indica la pratica di rapporti sessuali senza protezioni, soprattutto quelli anali. Rappresenta anche un'ideologia, molto diffusa in Usa, Francia e Germania, che rivendica apertamente questa forma di pratica sessuale e condanna il sesso sicuro. Le persone che si dedicano al barebacking sono chiamate barebacker. Questa pratica è nata nella comunità gay americana e poco a poco si è diffusa anche in Europa, causando varie polemiche perché può rendere più facile la diffusione delle malattie trasmesse con il sesso e l'AIDS, una malattia mortale che non è ancora possibile guarire. In Francia ci sono persone famose che affermano pubblicamente di praticare il barebacking, come lo scrittore Guillaume Dustan ed Erik Rémès, autore del libro Serial fucker, diario di un barebacker. Aspetti del fenomeno Barebacking non è soltanto sesso senza protezioni, indica anche un atteggiamento volontario rivendicato da vari omosessuali. Reazioni La pratica del barebacking non è approvata dalle associazioni che sostengono la lotta all'AIDS e dalle organizzazioni a favore del sesso sicuro perché lo scambio di eiaculazioni maschili come quelle femminili, e la presenza di ferite piccole e molto difficili da vedere può provocare il contagio di varie malattie trasmesse con il sesso, ma soprattutto perché non esiste la certezza che la persona conosciuta da poco sia in perfetta salute. La polemica I barebacker sono convinti che indossare il preservativo può rovinare la qualità delle loro erezioni e riduce notevolmente le sensazioni di piacere vissute durante l'esperienza sessuale. Le persone contrarie al barebacking affermano che tale pratica è solamente la dimostrazione di edonismo sessuale. I barebacker, di fronte a questi atteggiamenti considerati ostili, spesso rispondono che esiste ancora una valutazione negativa della sessualità che assomiglia molto alle affermazioni della Chiesa cattolica. Alcuni sostenitori del barebacking affermano che l'atteggiamento ostile del movimento di liberazione omosessuale sia in realtà un modo per rendere più veloce alla comunità gay il riconoscimento legale dei matrimoni gay e anche la possibilità di adottare i bambini. Il movimento afferma che se gli atteggiamenti degli omosessuali non fossero più interpretati come pericolosi, sarebbero finalmente riconosciuti tutti i diritti che attualmente appartengono solo agli eteresessuali. I detrattori del barebacking affermano che i rischi legati a questo fenomeno aumentano a causa della pubblicità di alcuni siti web che favoriscono l'incontro dei barebacker e di alcuni locali che permettono con troppa facilità di praticare il sesso non protetto. Statistiche Alcuni mezzi d'informazione gay hanno pubblicato una statistica per verificare la diffusione del barebacking attraverso le risposte di un questionario e soprattutto per comprendere se i barebacker sono a conoscenza di tutti i fattori di rischio. [...]

L'eiaculzione femminile, o SQUIRTING

Il termine eiaculazione femminile (squirting) si riferisce alla espulsione di un fluido dall'uretra durante la stimolazione o l'eccitazione sessuale o in prossimità dell'orgasmo, espulsione che in qualche modo richiama l'eiaculazione maschile. L'origine e la natura esatta di questo fluido non sono ancora ben conosciute, sebbene alcuni ricercatori abbiano ipotizzato che possa aver origine dalle ghiandole di Skene (o ghiandole periuretrali). La possibilità che ogni donna sia in grado di eiaculare in questo modo è ugualmente oggetto di controversie. L'esistenza del fenomeno è stata oggetto di discussioni perché è difficile distinguere questo fenomeno dall'incontinenza urinaria che può accompagnare, in certe donne, il momento dell'orgasmo. In ogni caso, studi medici successivi al 2000 e in condizioni controllate hanno dimostrato un effetto bona fide non collegato all'urina. La natura dell'eiaculazione femminile L'eiaculazione femminile non è un concetto moderno. Il filosofo greco Aristotele ne annotava già l'esistenza, Galeno, nel II secolo, descrisse la prostata femminile; nel 1559, l'anatomista italiano Realdo Colombo riferì dell'eiaculazione femminile mentre spiegava le funzioni del clitoride, e nel XVII secolo, l'anatomista Olandese Regnier de Graaf scrisse, in un libro sull'anatomia femminile, di fluidi «che correvano fuori» e «che zampillavano» durante l'eccitamento sessuale. Fino agli anni ottanta l'eiaculazione femminile era largamente ignorata dalla comunità medica. In quegli anni il tema ritornò in auge con il bestseller The G Spot: And Other Discoveries About Human Sexuality (Il punto G e altre scoperte sulla sessualità umana) scritto da Alice Khan Ladas, Beverly Whipple e John Perry. Il libro non solo riconosce l'esistenza del punto G, ma porta all'interno della comunità medica l'innovativo concetto per cui l'eiaculazione femminile costituirebbe una delle principali fonti della salute sessuale delle donne. Sebbene in molti, nella comunità medica e scientifica, abbiano ora riconosciuto l'esistenza del fenomeno, permane un largo vuoto quando si cerca di spiegare su basi scientifiche il processo di eiaculazione o la fonte del fluido stesso. Sono stati condotti vari studi su questo argomento, da medici quali Beverly Whipple, John Perry, Gary Schuback, Milan Zaviacic e Cabello Santamaria, ma i risultati sono stati limitati. Se comunque le informazioni attualmente acquisite non spiegano chiaramente la provenienza del fluido, le analisi chimiche sul secreto, effettuate da numerosi team di ricerca, hanno rivelato che non è urina poiché i livelli di creatinina e urea sono risultati troppo bassi. Ricerche Sono stati compiuti diversi studi sui fluidi espulsi durante l'eiaculazione femminile per determinarne la composizione chimica. Attraverso le analisi [6][7] è stato rilevato che il fluido espulso contiene: * glucosio (uno zucchero naturale) e fruttosio (un altro zucchero naturale, rinvenuto anche nel fluido seminale prostatico); * antigene prostatico specifico (PSA), un'enzima prodotto dalla prostata e presente nello sperma che il PSA mantiene fluido dopo l'eiaculazione. È stato ipotizzato che nella donna l'antigene venga generato dalle ghiandole periuretrali di Skene; * un livello molto basso di creatinina e urea, i due principali marcatori chimici dell'urina, rinvenuti ad alte concentrazioni nelle analisi dell'urina, precedenti e successive, all'eiaculazione. Nel 1988, Milan Zaviacic, che dirige l'istituto di patologia dell'Università Comenius di Bratislava, pubblicò uno studio su cinque pazienti ricoverate per problemi di fertilità, presso il reparto di ginecologia e ostetricia. La totalità dei campioni di una delle pazienti e un campione su quattro di una seconda donna del gruppo, furono prelevati direttamente in laboratorio, i restanti a domicilio. In quattro casi su cinque, i campioni furono analizzati entro tre ore dal prelievo, mentre il campione restante fu analizzato tre mesi dopo. I risultati mostrarono, in tutti e cinque i casi, una concentrazione di fruttosio maggiore nel campione dell'eiaculato rispetto a quello delle urine. Nel 1997, Cabello Santamaria analizzò le urine alla ricerca del PSA tramite MEIA (Microparticle Enzyme Immunoassaye, metodica immunoenzimatica a microparticelle) e scoprì che il 75% del campione mostrava una elevata concentrazione di PSA nelle urine post orgasmiche che non era presente nel campione pre orgasmico. Il fluido raccolto al momento dell'orgasmo (distinto dal campione delle urine) mostrò la presenza del PSA nel 100% dei campioni. Nel 2002, Emanuele Jannini dell' Università dell'Aquila offrì una spiegazione per questo fenomeno, così come per le frequenti smentite della sua esistenza: le aperture delle ghiandole periuretrali sono di norma della dimensione dei pinoli, e variano da donna a donna nella loro dimensione, fino a quasi scomparire e/o essere atrofiche in alcune donne [9]. Se le ghiandole periuretrali sono la causa dell'eiaculazione femminile, questo potrebbe allora spiegare l'assenza del fenomeno in molte donne. In alcune situazioni patologiche di origine somatica, l'eiaculazione retrograda, consistente nello spostamento del fluido fino alla vescica attraverso l'uretra, potrebbe rappresentare una ulteriore spiegazione dell'assenza riscontrata. Le ghiandole periuretrali e l'eiaculazione femminile Le donne possiedono organi secretori sviluppatisi dallo stesso tessuto embrionale (similmente alla relazione tra testicoli e ovaie) che sono chiamati ghiandole periuretrali o di Skene. La dimensione e la struttura di queste ghiandole sembrano variare, in modo anche considerevole, da donna a donna. Il fluido che producono è simile a quello secreto dalla prostata maschile e, così come negli uomini, passa nell'uretra e in qualche caso potrebbe defluire anche nella vagina. Le ghiandole si riempiono con il fluido durante il rapporto sessuale e i preliminari, e possono essere sentite con l'esplorazione digitale attraverso il muro vaginale. Il rigonfiamento del tessuto circostante l'uretra, può essere una combinazione di ghiandole che si riempiono con il fluido e del tessuto erettile circostante che si solleva, il corpo spugnoso, che negli uomini consente l'erezione. In questo frangente potrà anche risultare evidente al tatto, il sollevamento/inturgidimento della parte non visibile del clitoride. Le contrazioni ritmiche dei muscoli pelvici, durante l'orgasmo, produrranno l'espulsione del fluido accumulato, quale ultima componente dell'eiaculazione femminile. Il quantitativo di fluido rilasciato può essere considerevole, attraverso il ripetersi di riempimento e svuotamento delle ghiandole durante l'orgasmo. Diagnosi differenziale La disinformazione riguardante l'eiaculazione femminile può portare alla diagnosi di un errato quadro clinico di fondo oppure a diagnosticare patologie inesistenti. Recenti studi hanno ormai appurato che il fluido eiaculato viene espulso attraverso l'uretra, anche se permane la credenza, errata, che il fluido sia rilasciato attraverso la vagina. L'espulsione di una copiosa quantità di fluido dalla vagina è chiamata, al contrario, leucorrea (perdita bianca) e può avere differenti cause: * perdita fisiologica - un'abbondante quantità di secrezione senza alcun disordine medico di fondo; * infezioni o malattie trasmesse sessualmente - presente con i tipici sintomi, tra cui prurito, cattivo odore e/o arrossamento; * un'infezione trasmessa sessualmente come quella da Trichomonas vaginalis, che spesso si presenta senza la sintomatologia tipica. Per tali motivi è importante che ogni donna che accusa quantità non normali di secrezioni vaginali si sottoponga ad appropriati test medici e di laboratorio. D'altra parte una donna che non sia stata informata correttamente sull'eiaculazione femminile potrebbe pensare di soffrire di incontinenza urinaria e cercare un intervento medico. La cura per l'incontinenza urinaria (da stress o da altre patologie) richiede spesso l'uso di medicinali o un intervento chirurgico, entrambi non necessari ed eventualmente iatrogeni, se la fonte del fluido si riferisce al fenomeno dell'eiaculazione femminile. Prima di richiedere un intervento medico queste donne dovrebbero provare a verificare se il fluido è espulso dall'uretra e se si tratta effettivamente di urina. [...]

ESERCIZI DI KEGEL

Sono definiti esercizi di Kegel, dal nome del dr. Arnold Kegel, che li ha ideati, delle semplici contrazioni volontarie attuate per esercitare i muscoli del pavimento pelvico. Molte donne credono che l'allenamento della propria vagina, ossia dei suoi muscoli, dovrebbe essere fatto solo per un breve periodo dopo il parto (per tornare ad essere strette). Errato. Drasticamente errato, soprattutto se si pensa che in altre culture le donne lavorano da sempre sulla loro forza vaginale perché questo aumenta il piacere sessuale loro e del loro partner (e non di poco!).Ma la nostra cultura, si sa, per certe cose lascia un po' a desiderare... Ma torniamo agli esercizi di Kegel: sono esercizi che permettono di sviluppare al meglio i propri muscoli vaginali ovvero quelli coinvolti nell'orgasmo, nel parto e nell'urinamento. Stiamo parlando dei muscoli pelvici, con precisione del subococcigeo. I benefici per una donna che ha la vagina forte sono: - orgasmi migliori: più facili da raggiungere, più intensi e forti - maggiore sensibilità vaginale (essendo più stretta) - maggiore contatto con il pene (vantaggio bipartito) - parti più facili (gli esercizi di Kegel sono utilizzati anche nella gestazione) -miglior ripresa dopo il parto -prevenzione di prolassi e incontinenza E' anche molto importante continuare ad esercitare e mantenere in forma i muscoli vaginali via via che si va' avanti con gli anni, perché con la menopausa possono cambiare e indebolirsi. Gli esercizi di Kegel consistono in una serie di contrazioni vaginali. Se non sapete come si contrae una vagina fate la prova del nove: provate a fermare il vostro flusso mentre state urinando. Il muscolo richiamato è il subococcigeo. Una volta trovato il muscolo provate a contrarlo e rilasciarlo tenendovi un dito nella vagina, questo per capire esattamente qual è il movimento giusto. Una volta appurato estraete il dito e continuate le contrazioni. Fate durare le contrazioni 3 secondi e altrettanto il rilassamento. Il rilassamento è importante quanto la contrazione, perché aiuta a scaricare la tensione accumulatasi nei muscoli vaginali. In caso contrario, la tensione accumulata ridurrebbe di molto la sensibilità vaginale. E' molto importante non usare i muscoli dell'addome, delle gambe o dei glutei, ma solo quelli vaginali. Potete eseguire le contrazioni utilizzando oggetti (esistono coni vaginali per aiutare le donne a localizzare ed esercitare i muscoli giusti ), ma può bastare anche un dito. Una volta capito esattamente qual è il giusto movimento potete iniziare con l'eseguire 3 serie da 10 contrazioni (da 3 secondi l'una), il giorno. Quando il muscolo sarà più sviluppato, basterà una settimana d'allenamento, potrete iniziare con le contrazioni graduate. Con il pene artificiale inserito in vagina, contraete gradualmente il muscolo pubococcigeo per 5 secondi, mantenete la tensione per altri 5 e quindi rilassatelo sempre gradualmente. Questo esercizio vi permette di stringere la vagina attorno al pene del partner così come se steste praticando una fellatio. Aggiungete questo tipo di contrazioni a quelle da 3 secondi. Sono consigliate due serie di 10 contrazioni da 3 secondi e una serie di 10 contrazioni graduate il giorno. Un altro modo per allenare i muscoli che circondano la vagina è sdraiate con le gambe a ranocchia (ginocchia piegate e piante dei piedi l'una contro l'altra). Così posizionate visualizzate le pareti interne della vagina e cercate di farle avvicinare contraendo come se doveste interrompere il flusso dell'urina. Contraete lentamente facendo durare la stretta 5-6 secondi, quindi rilassate per altri 6. Eseguite per 10 minuti il giorno. Ricordate che, per ottenere il meglio, vi dovrete allenare con continuità', ma potrete farlo quando e dove volete e che a volte questi stessi esercizi possono portarvi all'orgasmo. I cambiamenti si potranno notare dopo sole tre settimane. Anche gli uomini possono esercitare il loro muscolo subococcigeo, ne otterranno un maggior controllo dell'orgasmo e orgasmi multipli. fonte: giovani.it [...]

LA BISESSUALITA'

Si definisce bisessualità l'orientamento sessuale di un soggetto che trae piacere nell'avere rapporti sessuali e/o prova sentimenti erotico-affettivi con persone sia dello stesso che dell'altro sesso. Tali rapporti possono, in generale, essere accompagnati da fantasie erotiche, atteggiamenti e stili di vita specifici. Non è significativo, ai fini della definizione, che l'orientamento bisessuale si concretizzi realmente in rapporti sessuali, né che il ruolo assunto dal soggetto nel rapporto sessuale sia “attivo” o “passivo”. Terminologia Il termine bisessuale è stato coniato nel 1809 da alcuni botanici, per descrivere le piante provviste di organi riproduttivi sia maschili che femminili. Non è noto quando il termine sia stato applicato al contesto dell'orientamento sessuale. Esistono anche alcuni termini alternativi per descrivere le varie forme di bisessualità ma, molti di essi, sono considerati neologismi non universalmente accettati. Pansessuale, omnisessuale e pomosessuale (sessualità postmoderna) sono termini che si riferiscono all'attrazione verso ogni genere, compreso il transessualismo e il transgenderismo. * "Bi-permissivo" (in inglese Bi-permissive) indica qualcuno che non cerca attivamente relazioni sessuali con persone di un sesso specifico, ma che è "aperto", ossia disponibile, a fare nuove esperienze. Alcune persone che rispondono a questa descrizione potrebbero identificarsi come eterosessuali o omosessuali, e potrebbero essere incluse nella Scala Kinsey ai posti 1 o 5 (vedi più avanti), pur avendo normalmente rapporti sessuali con persone di sesso opposto. * "Ambisessuale" indica una indiscriminata attrazione che si rivolge verso persone di ambo i sessi. Chi si identifica come ambisessuale può provare attrazione verso qualcuno da un punto di vista fisico, emotivo, intellettuale o spirituale, a prescindere dal sesso o dal genere, mentre conferma i suoi criteri selettivi in altri ambiti. D'altra parte, alcuni potrebbero sperimentare nei confronti di un soggetto, una intensa attrazione forse causata da particolari qualità riguardanti proprio il sesso o il genere. Una persona con questo orientamento può essere inclusa nel settore 3 della scala Kinsey, anche se alcuni potrebbero identificarsi a pieno titolo nei posti 2 o 4 ( nonostante alcuni possano pensare di essere, invece, "bi-permissivi"). * "Bi-curioso" (in inglese Bi-curious) è un termine che può avere diversi e contraddittori significati. Comunemente è usato da persone che si identificano come eterosessuali ma che sono interessati ad esperienze omosessuali. Alcuni soggetti sono spesso ritenuti omosessuali oppure bisessuali (anche se in modo non appropriato), che però non accettano la loro omosessualità (in questo caso si parla di omosessualità latente). La parola bi-curioso può inoltre essere usata per classificare chi è "Bi-passivo" (vedi oltre), "Bi-permissivo" oppure aperto a rapporti bisessuali. * "Tri-sessuale" è sia una variante di "bisessuale" che un gioco di parole sempre collegato alla parola "bisessuale". Comunque, nel suo significato più tecnico, indica persone attratte da uomini, donne e transgender (cioè transessuali o crossdresser). In termini più generici, può indicare persone interessate a "tutte" le possibili e variegate esperienze sessuali. * "Bifobia" (in inglese Biphobia) indica la paura o il rifiuto della bisessualità, in base alla convinzione che solo l'eterosessualità e l'omosessualità siano "reali" orientamenti sessuali e corretti stili di vita. I bisessuali possono anche essere l'obiettivo di "omofobia" (in inglese homofobia) da parte di coloro che considerano soltanto l'eterosessualità come appropriato orientamento sessuale. Al contrario, alcuni bisessuali possono essere oggetto di critiche sia da parte di coloro che hanno atteggiamenti "eterofobi" (in inglese eterophobia), sia da una parte della comunità gay. * "Bi-passivo" descrive una persona eterosessuale o "bi-curiosa" che è "aperta" a contatti sia "casuali" che intenzionali, contatti che spesso si realizzano durante sesso di gruppo con persone dello stesso sesso, solitamente in modo passivo. * "Bi-attivo" (in inglese Actively-bi) descrive una persona "bi-curiosa" o bisessuale che inizia a stabilire un contatto diretto con persone dello stesso sesso. La bisessualità nella storia La considerazione sociale della bisessualità nel corso della storia e presso le varie civiltà è stata molto varia. Relativamente alla cultura occidentale si è andati dall'apprezzamento del mondo greco, quando esercitata secondo precisi canoni, alla assoluta condanna della tradizione giudaico cristiana che riteneva comunque inaccettabili i rapporti sessuali fra individui dello stesso sesso. Queste relazioni erano generalmente strutturate in base a classi di età (come nella pratica della pederastia nel bacino mediterraneo dell'antichità classica o la pratica dello "Shudo" nel Giappone premoderno, o strutturato in base al genere (come nella tradizione nordamericana dei "Due Spiriti" o nelle pratiche "bacchá" dell'Asia centrale). Molto più recentemente, nel quadro della laicizzazione o secolarizzazione del mondo occidentale, ha cominciato a svilupparsi un consistente movimento di opinione che considera la condotta bisessuale accettabile e naturale quanto la condotta eterosessuale od omosessuale. All'opposizione verso la bisessualità delle morali tradizionali, si è aggiunta, almeno in alcuni casi, una forte opposizione di molti gruppi omosessuali. Alcuni settori negano il concetto di bisessualità. Ciò ha portato alcuni sostenitori del movimento bisessuale a parlare di bifobia, intesa come avversione alla bisessualità, quale equivalente, specialmente in determinati settori gay, dell'omofobia. La bisessualità è oggi molto lontana dal ricoprire l'importanza sociale che ha avuto nel mondo antico. Antica Grecia Sia nella società greca che in quella romana il fatto di provare attrazione per le persone dello stesso sesso non era, di per sé, considerato deplorevole ma, al contrario di quanto è stato talvolta sostenuto, questo non significava affatto una piena accettazione dell'omosessualità o l'esistenza di una sessualità libera. Nel mondo antico, ove una potenza demografica significava anche una potenza militare e quindi politica, relazioni fra persone dello stesso sesso potevano essere accettate solo all'interno di un comportamento bisessuale. Ovvero, per quanto di per sé non vi fosse nulla di condannabile nell'attrazione verso persone dello stesso sesso, ciò poteva realizzarsi solo dopo che un cittadino adulto, sia greco che romano, avesse assolto ai doveri nei confronti dello stato. Fra questi ovviamente figuravano al primo posto unirsi in matrimonio, generare figli e rispettare le leggi e convenzioni sociali sulla famiglia, considerata l'architrave della società. Qualsiasi comportamento che minasse questo principio era assolutamente condannato. Ulteriori limitazioni derivavano poi dalle convenzioni o dalle leggi che regolavano i rapporti sessuali con persone dello stesso sesso. Sulle modalità con cui tale rapporto poteva realizzarsi, sia il mondo greco che quello romano differivano profondamente. Anzi, anche nel corso della storia greca tali modalità cambiarono notevolmente. È necessario comunque premettere che le informazioni storiche di cui disponiamo oggi, riguardano quasi esclusivamente la bisessualità maschile. La bisessualità femminile in Grecia, era sicuramente praticata e meno soggetta a regolamentazioni. Ciò a causa del ruolo sociale assolutamente subalterno che la cultura dominante assegnava alla donna. Proprio a causa della marginalizzazione sociale della donna greca, almeno per quanto riguarda la sfera pubblica, è possibile affermare che con Saffo finisce la tradizione letteraria dell'amore fra donne. Dopo di lei non rimarranno tracce evidenti nella cultura tramandata e si sa quindi ben poco sull'argomento. Il primo modello di relazione bisessuale tramandatoci, è quello manifestato dagli eroi omerici. Il rapporto fra uomini è, secondo una felice definizione di H. I. Marrou, una "omosessualità militare" la cui essenza consiste in un cameratismo fra guerrieri. Il rapporto fra Achille e Patroclo è stato in questo senso ritenuto paradigmatico. Anche dopo che questo modello fu abbandonato, almeno secondo la morale ufficiale, esso ha continuato a essere ben presente anche nella cultura greca successiva. Non a caso uno dei drammi perduti di Sofocle si intitolava "Achilleos Erastai", gli amanti di Achille. Le stesse fonti omeriche chiariscono per altro il fatto che questo tipo di rapporto potesse ridursi a esclusiva relazione omosessuale. Indicativo in questo senso è il tipo di rimprovero che Teti, madre di Achille, rivolge al figlio per la sua la relazione con Patroclo. Non biasima l'eroe perché porta avanti una relazione immorale ma perché questa relazione sta ritardando il dovere naturale cui neppure il semidio può sfuggire, cioè sposarsi e generare una discendenza. D'altro canto si deve osservare come i legami di tipo omosessuale, fra guerrieri, fossero comuni anche presso altre culture come quella celtica. Un quadro meglio conosciuto è quello della Grecia cittadina, che risulta invece del tutto differente. Un uomo, oltre che con le donne, può avere delle relazioni omosessuali ma solo ed esclusivamente sotto forma di pederastia, cioè una relazione di un adulto con un prepubere o un adolescente, secondo regole e ruoli codificati e ineludibili. Non si tratta certamente di una relazione alla pari, di fatto al pais (fanciullo) è assegnato il ruolo passivo. Esso viene scelto con precise limitazioni di età, ad Atene era un fanciullo fra 12 e i 17 anni. Non solo era vietato scegliere un bambino di età inferiore ma anche continuare nel ruolo passivo oltre i 17 anni era ritenuto inaccettabile. Probabilmente si voleva evitare una femminilizzazione dell'adolescente che avrebbe potuto prodursi non mettendo limiti temporali alla fine della relazione omofila. All'interno di tali regole la relazione non solo è tollerata ma diviene socialmente apprezzabile in quanto ritenuta formativa ed educativa per l'adolescente. Oltre l'adolescenza era possibile ricoprire solo un ruolo attivo, quindi avere relazioni eterosessuali adulte e con altri fanciulli, secondo le regole di cui sopra. L'omosessualità esclusiva era socialmente biasimata quando si esercitava il ruolo attivo o, addirittura, punita per un adulto che accettasse il ruolo passivo. A Sparta, una legge molto antica, ordinava che tutti gli uomini adulti avessero una relazione con un adolescente, fino a che quest'ultimo non si fosse sposato e avesse avuto dei figli. Gli Spartani pensavano che le relazioni, sia affettive che sessuali, tra uomini adulti e ragazzi, avrebbero rafforzato la lealtà in combattimento e favorito i comportamenti coraggiosi da parte di coloro che volevano fare buona impressione nei confronti dei propri amati. Quando i giovani soldati raggiungevano la maturità, la relazione sarebbe dovuta diventare prettamente affettiva, ma non è chiaro quanto frequentemente ciò avvenisse. Alcuni giovani erano infatti accusati di continuare la relazione con il proprio partner anche durante l'età adulta. I testi sacri greci, riflettendo alcune abitudini culturali del tempo, parlavano di relazioni bisessuali. L'argomento poteva essere affrontato sia sotto il profilo mistico che didattico. Antica Roma Del tutto differente è il contesto romano. La massima virtù era la virilità che era però intesa anche, se non principalmente, come sottomissione sessuale. Era pertanto applicabile solo ai soggetti considerati all'epoca "inferiori", alla donna, moglie, concubina o prostituta che fosse, ed in generale a chi si trovasse in situazione di schiavitù indipendentemente dal sesso. Viceversa era del tutto esclusa la possibilità, per un cittadino romano libero, di avere un ruolo passivo. Sarebbe stata una stridente contraddizione con l'ideologia del civis romanus quale dominatore assoluto. Non avendo quindi nessuna valenza educativa, ma anzi essendo una dimostrazione di predominio, non poteva avere senso una relazione pederasta come quella greca, almeno verso un fanciullo libero. Al contrario, fin dalla più tenera infanzia il romano era educato a sottomettere gli altri, anche sessualmente, e a non piegarsi mai. La passività sessuale non poteva essere tollerata, neppure temporaneamente come nel modello ellenico. La cosi detta "lex Scatinia" (149 a.C.) puniva esplicitamente lo "stuprum cum puero" (intendendo sempre un puer libero). Il tutto può lapidariamente riassumersi nella frase che Seneca, nelle Controversie, fa pronunciare all'avvocato di un liberto, cioè uno schiavo liberato, criticato per avere una relazione col suo ex padrone: "la passività sessuale (impudicitia) è un crimine per un uomo libero, una necessità per uno schiavo, un dovere per un liberto". D'altra parte per un greco il rapporto sessuale con uno schiavo sarebbe stato, almeno secondo l'ideologia ufficiale, completamente privo di contenuti "alti"; si sarebbe trattato di meschino soddisfacimento degli istinti sessuali. A prescindere dal fatto che, specialmente in età imperiale, i comportamenti effettivi si allontanassero non poco da quelli professati negli intenti ideologici, l'indirizzo tradizionale, almeno ufficialmente, non fu mai messo in discussione e quindi la passività non fu mai ritenuta socialmente accettabile in un uomo libero. L'elemento unificante che consente di affermare che, tanto quella greca che quella romana, furono culture bisessuali, è il fatto che l'opposizione nei confronti dei comportamenti sessuali non fu mai, principalmente, fra eterosessualità ed omosessualità ma fra attività e passività sessuale. Questo concetto rappresenta una sostanziale differenza rispetto alle successive società occidentali, fra cui quella attuale. Progressivamente, anche a causa dell'affermarsi del cristianesimo, la repressione di ogni comportamento tendente all'omosessualità sarà sempre più intensa. Culture Mediorientali In Medio Oriente l'omosessualità era diffusa; alcune fonti la descrivono come "molto frequente". Era anche un leitmotiv decantato da celebri artisti, dal Medioevo fino al XIX secolo, come il famoso poeta Abu Nuwas e il pittore persiano Reza Abbasi. Ancora oggi, nel Corano esistono divieti contro comportamenti omosessuali manifestati in pubblico (mentre l'attrazione è consentita), sono inoltre previste pene severe per i colpevoli, fino ad arrivare alla pena di morte in alcune nazioni. In ogni caso, il Corano prescrive che quattro uomini, oppure otto donne, testimonino sulla avvenuta "trasgressione" per condannare i colpevoli. Quindi, mentre i comportamenti omosessuali erano diffusi, gli uomini non avevano eccessivi problemi riguardo a ciò nel caso in cui fossero stati sposati, avessero messo su famiglia e adempiuto agli altri obblighi sociali. Esiste comunque il fatto che tali pratiche debbano rimanere "segrete", una esplicita ammissione della propria omosessualità sarebbe socialmente inaccettabile. In questo modo, la bisessualità nel mondo arabo e nell'impero persiano assomiglia alla cultura prevalente in alcune comunità afroamericane e latine. Oggi: diffusione della bisessualità nel mondo occidentale Alcuni sondaggi indicano che una percentuale di popolazione compresa tra il 2 e il 6 % è bisessuale, ma esistono ancora difficoltà metodologiche riguardo alla casualità e all'ampiezza del campione preso in esame, e anche riguardo all'accuratezza con cui gli intervistati descrivono la propria condizione. Differenti studi usano inoltre test e "scale di misurazione" diverse: alcune ricerche ignorano del tutto i comportamenti omosessuali, oppure li separano nelle componenti eterosessuale e omosessuale. I risultati proposti divergono sulla individuazione di aree geografiche o nazioni nelle quali l'omosessualità sia più diffusa della bisessualità (del termine bisessualità, come abbiamo visto, le definizioni sono diverse). Rapporti "non ufficiali", che vanno dunque presi con il beneficio del dubbio, evidenziano come, nelle aree al di fuori del mondo occidentale, la bisessualità sia maggiormente diffusa dell'omosessualità. Alcuni studi, tra cui ricordiamo quelli di Alfred Kinsey pubblicati nei volumi "Il comportamento sessuale nel maschio umano" del 1948, e "Il comportamento sessuale nella femmina umana" del 1953, indicano che la maggioranza delle persone esaminate sia in una certa misura bisessuale. Molti dei soggetti esaminati provano una certa attrazione per persone dello stesso sesso, sebbene provino una più forte attrazione verso persone dell'altro sesso. Secondo altri studi (erroneamente attribuiti a Kinsey), solo il 5 - 10 % della popolazione può essere considerato esclusivamente eterosessuale o omosessuale[senza fonte]. D'altra parte, una percentuale anche più piccola non ha specifiche preferenze nei confronti di uomini o donne. Studi sulla bisessualità Nonostante sia sempre stata presente nel corso della civiltà umana, la bisessualità è stata oggetto di studi scientifici affidabili solamente a partire dalla seconda metà del XX secolo. Rimangono comunque molte interpretazioni discordanti riguardo la sua natura. Per alcuni il termine esprime un contrasto con l'omosessualità e l'eterosessualità, mentre per altri indica una posizione intermedia fra i due estremi. In particolare Alfred Kinsey nella sua opera più nota, “Il comportamento sessuale nel maschio umano”, scrive: « Il mondo non è diviso in pecore e capre. Non tutte le cose sono bianche o nere. È fondamentale nella tassonomia che la natura raramente ha a che fare con categorie discrete. Soltanto la mente umana inventa categorie e cerca di forzare i fatti in gabbie distinte. Il mondo vivente è un continuum in ogni suo aspetto. Prima apprenderemo questo a proposito del comportamento sessuale umano, prima arriveremo ad una profonda comprensione delle realtà del sesso » Come è evidente il nucleo centrale del pensiero di Kinsey sta nella parola chiave continuum. Ovvero la sessualità umana non è una variabile discreta che può assumere solo i valori eterosessuale-omosessuale. Tenendo ferme queste premesse Kinsey ritenne comunque utile proporre una scala tassonomica:   Tale approccio non esaurisce completamente la complessità dell'orientamento sessuale. Viene ad esempio lasciato fuori dalla definizione il "fattore temporale". Con il passare del tempo alcune persone possono modificare il loro orientamento sessuale. Questo è particolarmente vero per molti bisessuali, gay o lesbiche e, sebbene in misura minore, ciò vale anche per gli eterosessuali. Non è affatto detto, comunque, che il punto della scala Kinsey in cui può trovarsi oggi una persona, sia lo stesso che aveva nel passato o che avrà nel futuro. Bisessualità nel regno animale Il bonobo presenta comportamenti bisessuali nel 100% degli individui Osservato sia allo stato libero che in cattività, il comportamento degli animali contraddice nettamente l'idea che i rapporti sessuali fra esseri dello stesso sesso siano una prerogativa degli esseri umani. Sono circa 450 le specie animali nelle quali sono stati osservati comportamenti di questo genere. L'elevato numero di osservazioni scientifiche contrasta quindi con la definizione di questi rapporti come "contro natura", almeno se la si intende come definizione derivante da osservazioni naturalistiche. Fatta l'ovvia premessa che non possono esistere specie esclusivamente omosessuali, a seconda delle specie varia la percentuale di soggetti eterosessuali esclusivi, bisessuali e omosessuali esclusivi. Di seguito sono riportate le frequenze di comportamento sessuale di varie specie[1]: * Gabbiano australiano (Chroicocephalus novaehollandiae) fra le femmine: 10% omosessuali; 11% bisessuali, 79% eterosessuali. * Gabbiano comune (Chroicocephalus ridibundus) - fra ambedue sessi: 22% omosessuali, 15% bisessuali, 63% eterosessuali. * Macaco giapponese (Macaca fuscata) - fra ambedue i sessi: 9% omosessuali, 56% bisessuali, 35% eterosessuali. * Bonobo (Pan paniscus), una scimmia antropomorfa, - fra ambedue i sessi- 0% omosessuali, 100% bisessuali, 0% eterosessuali. * Cacatua pettorosa (Cacatua roseicapilla), un tipo di pappagallo: 44% omosessuali, 11% bisessuali e 44% eterosessuali. Come si può osservare nel caso del bonobo, una scimmia antropomorfa con cui condividiamo il 96% del nostro patrimoni genetico, il comportamento bisessuale sembra essere l'unico praticato. Comportamenti bisessuali sono stati osservati anche in specie diversissime, quali le ostriche, le farfalle e le giraffe. Bisessualità e società Il tema della bisessualità è un argomento di difficile trattazione per diversi motivi: esistono degli stereotipi, come nel caso dell'omosessualità, dettati da condizionamenti culturali oppositivi, che potremmo definire in termini di “bifobia”, in analogia con il termine “omofobia”. Per inciso, la fobia è una "paura razionalmente non motivata"[2]. La bisessualità, rispetto all'omosessualità, è un concetto meno presente nell'opinione comune. Ciò deriva dal fatto che solitamente si ritiene che il bisessuale non sia identificabile (nella realtà o solo nello stereotipo del senso comune) con quelli che sono considerati i tipici comportamenti o cliché omosessuali (come l'effeminatezza nei maschi). Di conseguenza la persona bisessuale non è percepita come soggetto che si discosti significativamente dallo stereotipo maschile o femminile corrente, cosa che ovviamente potrebbe risultare completamente difforme alla prove dai fatti. In altre parole, per il senso comune, il bisessuale semplicemente "non esiste" o non appare. Ciò ha avuto come effetto, sul piano sociale, che solo negli ultimi decenni, in particolare negli Stati Uniti, la bisessualità sia risultata visibile a livello pubblico. Anche come conseguenza di tale scarsa visibilità a livello di opinione pubblica, il comportamento bisessuale tende, presso alcuni, ad essere assimilato con la tendenza eterosessuale tout court, l'uomo che ha rapporti sessuali come partner attivo, con uomini e con donne, rientra comunque nella categoria del "maschio". Presso altri è viceversa considerata una finzione, un camuffamento adottato per sfuggire alla disapprovazione sociale che in vasti strati dell'opinione pubblica circonda l'omosessualità. Un detto della cultura gay recita: Bi now, gay later (Bisessuale oggi, gay domani). Come conseguenza di questa subcultura, la persona bisessuale rischia un doppio ostracismo, tanto da parte dell'ambiente eterosessuale quanto da quello omosessuale, che non lo riconosce in quanto tale o lo giudica un “omosessuale mascherato”, ovvero con tendenze latenti. Dato che molti individui bisessuali non si sentono di appartenere né alla tipologia gay né al mondo eterosessuale, e tendono a mimetizzarsi in queste categorie, è stata creata negli anni una comunità politica bisessuale, che ha costituito una propria cultura e movimenti politici specifici. Così come la comunità gay si è data come simbolo la bandiera arcobaleno, esiste anche la bandiera dell'orgoglio bisessuale. In ogni caso, forse proprio a causa di questa ambivalenza latente il "bisessuale" medio non si è mai trovato a interessarsi eccessivamente, da un punto di vista politico, alla difesa di uno stile di vita che comunque tende a vivere in un modo strettamente privato. [...]

AMORE SAFFICO: LO SCISSORING

Scissoring: la traduzione letterale è sforbiciando ed è il termine con cui si descrive quella particolare posizione del sesso saffico in cui le donne tengono le gambe divaricate e si 'incastrano' l'un l'altra, tenendo i genitali a stretto contatto in modo dastimolare il clitoride. Il termine, usato soprattutto come chiave di ricerca nel porno, ha diversi sinonimi di origine colloquiale. Ad esempio (traducendo dall'inglese): Lucchetto, Le sorelle arrotolate, Ballare il twist, Pulire lo specchio, Fare le tortillas etc.Lo scissoring è una pozione molto utilizzata nelle produzioni porno, un pò meno nella vita reale, in quanto presuppone una certa intimità, una buona intesa sessuale e una discreta compatibilità fisica. Non essendoci penetrazione infatti, lo scissoring è ungioco di corpi che si incastrano e di sessi che si solleticano per donarsi piacere reciproco. Inoltre coinvolgendo direttamente il clitoride per stimolazione diretta, è una posizione che non tutte le donne gradiscono e che in molte definiscono troppo agonistica.Tecnicamente è identica alla posizione della forbice del sesso etero.In pratica se ne hanno due variabili:Scissoring tradizionale: le due donne sono in posizione speculare, entrambe sedute o sdraiate. Si fronteggiano in modo da avere entrambe lo stesso livello di controllo dei movimenti del bacino.Reverse scissoring: una donna sdraiata, l'altra sopra di lei che, in maniera apparententemente più dominante, conduce il gioco. E' una posizione interessante, perchè permette la contemporanea stimolazione anale. Una terza variante è il tribbing o tribadism, in cui una donna strofina i genitali sul corpo dell'altra, dove preferisce ad esclusione del viso (altrimenti si 'rischia' ilcunnilingus). E' un termine ombrello per indicare la stimolazione della vulva a prescindere dal contatto genitale. Quale sia la vostra preferenza, per farlo bene: - Fatelo con qualcuno che vi piace veramente! O se la chimica tra voi è davvero forte! Avere familiarità con il corpo (e l'orgasmo) della partner è una condizione imprescindibile per un'esperienza davvero soddisfacente. - Tenete a portata di mano dei cuscini. Vi aiuteranno a sperimentare nuove angolazioni, che vi daranno sensazioni e piaceri inediti. - Depilatevi! I peli pubici riducono l'attrito, che è il meccansimo di base dello scissoring. Inoltre la sensibilità di una patatina completamente glabra è maggiore; provare per credere! ;) - Usate il lubrificante. Vi aiuterà a rendere il gioco più fluido e sensuale, almeno nella fase iniziale di rottura del ghiaccio. - Utilizzate i sex toys. Al contrario di quanto pensano i profani, i toys non sono un must have del sesso saffico. Ma un vibratore per rinforzare la stimolazione clitoridea o unplug anale al momento giusto, potrebbero portare sorprese gradite. - Prendetevi il vostro tempo! Non ci stancheremo mai di ribadirlo: quello che fa la differenza tra il buon sesso e il sesso qualunque è la capacità di dialogare con il partner, di imparare a comunicare i propri desideri, di captare le voglie e di saper cogliere le sfumature del piacere del partner.Parlatevi, baciatevi, toccatevi, studiate il corpo della vostra partner; il sesso èesplorazione, è un viaggio a due nel piacere reciproco. Non abbiate dunque mai paura di osare e di spingervi verso l'ignoto, purchè lo facciate con intelligenza e rispetto. [...]

SCULACCIAMI! COS'E' LO SPANKING

Per tutti quelli che hanno fatto i cattivi, per chi coltiva pensieri peccaminosi e per chi sa di meritarsi proprio una bella punizione: abbassate le mutande, lo spanking è in arrivo!Praticare lo spanking significa eccitarsi grazie ad una sonora sculacciata o provare piacere sessuale nel colpire il lato b di una persona, a mani nude o utilizzando deglistrumenti (fruste, cinture, canne, cucchiai da cucina, giornali arrotolati) o gli appositispanker (palette). Lo spanking rientra nella gamma dei feticismi sessuali, e varia dalla semplice pacca sul sedere durante un rapporto sessuale, a pratiche più complesse che prevedono cos-play e giochi di ruolo.Lo spanking può essere un pratica di coppia estermamente eccitante se fatto con intelligenza ed eleganza. Molte donne covano in segreto il desiderio di essere "punite" dal proprio partner e per l'uomo non c'è niente di più gratificante che poter disporre del lato b di una donna sottomessa.Come in tutti i giochi fetish, è fondamentale che entrambi i partner condividano i medesimi orizzonti di gioco; calatevi nei personaggi che rispecchiano la vostra personalità e  sperimentate i ruoli che meglio si addicono alla vostra coppia.In generale, per eccitarsi a dovere, praticate la logica delclimax: create aspettative, facendo pregustareverbalmente al partner la punizione fisica, e cercate di stabilire l'intesa necessaria alla riuscita del gioco; aiutatevi definendo e recitando un rituale che precede ogni sessione di spanking (fare lo striptease, implorare la grazia, simulare una colluttazione etc).BDSMLa logica punitiva insita nella pratica dello spanking, usato da sempre ed in diverse culture come punzione corporale a scopo rieducativo, predispone verso il legame naturale con il BDSM e alcuni degli accessori in commercio ne sono la dimostrazione.La Spanking Skirt, solitamente realizzata in pelle, latex o pvc, è una gonna stretta, in perfetto stile sado, più o meno lunga, aperta sul dietro che lascia il sedere nudo, pronto per essere sculacciato. L'analogo capo di vestiario al maschile sono i motorcycle chaps, i soprapantaloni in pelle (che lasciano libero il didietro) indossati dai motociclisti, un ricercato capo fetish per molti gay bear.La Spanking Horse è la panca utilizzata per ospitare chi deve subire lo spanking. Trattandosi di un componente d'arredo ne esistono di diverse forme e fatture, dotate di legacci o meno.Da ricordare inoltre gli spanker borchiati e le fruste modello gatto a nove code.Over the kneeLa maggioranza degli appassionati del genere preferisce ricevere lo spanking direttamente dalle ginocchia del partner. Questa posizione riporta alla mente le punizioni dell'infanzia ed il piacere, oltre ad essere amplificato dalcontatto fisico, deriva soprattutto dalla sensazione divulnerabilità e di sottomissione. La pozione sulle ginocchia è particolarmente gradita alle donne, in quanto ogni sculacciata provoca lastimolazione del clitoride, a stretto contatto con il corpo del partner.Lo spankee (colui che riceve) può adagiarsi su entrambe le ginocchia dello spanker(colui che da) seduto a gambe strette su una sedia, oppure può stare su un solo ginocchio con entrambe le gambe bloccate dall'altra gamba dello spanker.Testa tra le gambeAltrimenti conosciuta come la posizione di Martin Van Maele (1863 -1926), illustratore erotico belga dal gusto macabro e grottesco.In questa posizione lo spanker è in piedi e tiene la testa dello spankee stretta tra le gambe.Vita tra le gambeIn questa posizione lo spanker è in piedi e tiene il busto dello spankee stretto tra le gambe, all'altezza della vita. Si può fare anche con lo spankee sdraiato e lo spankerseduto, a gambe divaricate, sulla schiena dello spankee; oppure con lo spankee a quattro zampee (doggie o pecorina) e lo spanker seduto su di lui.In tutte le posizioni naturalmente spanker e spankee sono rivolti in direzioni opposte. SdraiatiSul letto, sul divano o in terra, lo spankee si posiziona a pancia in sotto, con un cuscino sotto il bacino, per offrire meglio il lato b allo spanker.Possono essere utilizzate anche manette e legacci per stringere l'un l'altra le gambe dello spankee, altrimenti divaricate all'estremo e legate ai bordi del letto.TECNICHEPer rendere giustizia al lato erotico dello spanking bisogna prestare attenzione al come farlo.Innanzitutto è importante colpire nelle zone giuste: colpire troppo in alto o troppo in basso può risultare fastidioso e lesivo, dunque concentriamoci sulla zona centrale dei glutei, più carnosa e quindi meglio disposta ad essere picchiata.E' fondamentale mettere a proprio agio il partner. Prima di iniziare massaggiate con amore e passione i glutei che vi stanno offrendo; in questo modo aumenterete la circolazione facilitando il riscaldamento della zona e quello del partner, che pregiustando il trattamento inizierà ad eccitarsi.Chiaramente nessuno vi impedisce di allungare le mani oltre la zona dei glutei; un pò di masturbazione sarà utile a far rilassare il partner.Molto importante è variare l'intensità della sculacciata e la posizione delle mani e delle dita. Una mano estremamente rilassata colpisce molto più forte di una mano rigida; le dita aperte, diminuendo la resistenza con l'aria, fanno più male delle dita serrate.Dopo aver riscaldato la zona a suon di sculacciate, usate le dita anche per pizzicare e graffiare la pelle.Bandite la monotonomia e giocate sull'effetto sorpresa; il pathos subito dallo spankee nell'attesa tra un colpo e l'altro vi aiuterà moltissimo a far salire l'eccitazione.Lo spanking è molto diffuso nei college americani dove viene tradizionalmente usato come atto di nonnismo verso le nuove reclute all'interno di confraternite femminili chiamate le Sorority Sister. Questi circoli femminili hanno regole d'appartenenza ben precise e lo spanking è uno dei rituali di iniziazione per entrare nel gruppo; oltre ad essere inteso come una prova di coraggio ed un atto di sottomissione verso le "sorelle maggiori", il rituale dello spanking non è estraneo all'allusione sessuale. In rete è facile trovare foto e video amatoriali di ragazze impegnate in performance di spanking arricchite di flirt saffici. [...]

SESSO ANALE ORALE: L'ANILINGUS

La statistica dice che per ognuno che ne prova ribrezzo, ce ne è almeno un altro che lo adora. Parliamo dell'ano, e delle diverse pratiche sessuali che concentrano l'attenzione in quella zona del nostro corpo che per molti è ancora completamente taboo.Ci auguriamo che questa breve guida possa stimolarvi a spostare l'orizzonte, alla volta di un piacere che non conosce genere sessuale.Attenzione! I giochi anali sono tanto deliziosi, quanto pericolosi per la salute se non eseguiti con un certo grado di consapevolezza. Ci riferiamo in primis all'igiene, che non deve essere assolutamente approssimativa, essendo l'ano una zona particolarmente ricca di batteri; ma parliamo anche della possibilità di farsi male davvero, quindi non trascurate l'esercizio prima e la comunicazione con il partner durante l'atto.Una delle più note pratiche masturbatorie dell'ano è l'anilingus o rimming: stimolazione erotica che consiste nel leccare o baciare il buchino posteriore del partner. Ottimo come aperitivo alla penetrazione anale, per una prima stimolazione e lubrificazione della zona che, riccamente innervata, comincerà a rilassarsi.La migliore posizone per farlo è la pecorina o doggy style: in questo modo avrete una visuale perfetta di quello che state facendo ed inoltre entrambi potrete raggiungere facilmente con le vostre mani altre zone del piacere.L'analingus si può ricevere anche sdraiati sulla schiena o a pancia in giù, ma in questo caso aiutatevi con un cuscino per esporre meglio il vostro culetto alle attenzioni del partner; mettetelo sotto di voi o tra le gambe per tenerle ben divaricate, se impegnati in una sorta di 69 con il "rimmer" alle vostre spalle.COSA FAREIniziate con il carezzare i glutei, appoggiatevi le labbra con delicatezza e sensualità, fategli sentire il vostro fiato in prossimità del forellino anale. Poi cimentatevi in un bacio dolce e leggero nella zona che circonda l'apertura e azzardate qualche colpettino di lingua. Lasciate al vostro partner il tempo di metabolizzare questa sensazione e poi partite. Per il primo tocco avete diverse chance:lingua piatta a leccare, come un gelato, l'intero solco analelingua piatta a pressione contro l'apertura, poi alternare le leccate dal basso verso l'alto a delle leggere penetrazionicon la punta della lingua leccare tutto intorno all'apertura e penetrareMentre lo fate, masturbate la zona genitale del vostro partner;per far perdere definitivamente la testa alle donne, sono sufficienti dei movimenti circolari o una leggera pressione sulla zona del clitoride e delle gentili penetrazioni vaginali, con la mano o con un mini dildo.  La maggior parte degli uomini invece impazzisce per il "pompino reverso"; raggiungete il membro con una mano e tiratelo all'indietro in modo da poterlo stringere, alternate poi i movimenti di mano con i giochi di lingua, passando dall'ano allo scroto e, se ce la fate, fino in punta.I più audaci possono utilizzare il rimming come antidoto, o completamento, alla pratica sadomaso. La tortura e il bondage genitale si sposano alla perfezione con la delicatezza della leccata anale, generando un mix di sensazioni fisiche e mentali contrastanti.Se sarete abili nel dominare fisicamente e mentalmente il vostro partner, potrete aiutarlo a passare dal ricevere passivamente il rimming a desiderarlo tanto intensamente da improvvisare un implorante facesitting.Un'altra variante sono i giochi caldo-freddo. Munitevi di una tazza di tè caldo e di qualche cubetto di ghiaccio; dopo la prima trance di rimming, sorseggiate un pò della vostra bevanda tiepida e trasferitela poi dala vostra bocca direttamente nel solco anale del partner; fate lo stesso con il ghiaccio, o meglio ancora con dell'acqua gelata. Attenzione a regolarvi bene con le temperature, lì la pelle è delicatissima e i nervi ultra sensibili!In generale, consigliamo di farlo a conclusione dei vari preliminari orali: il passaggio di batteri dall'ano alla vagina o al pene potrebbe causare irritazioni o infezioni.Per farlo completamente safe, munitevi di dental gum, una pellicola di plastica leggera, waterproof e resistente al calore, da applicare sulla zona anale come un velo; purtroppo in Italia è ancora poco conosciuta e commercializzata ma è comunque reperibile nei migliori sexy shop on-line esteri... oppure dal vostro dentista, essendo molto usata nella chirurgia odontoiatrica. Potete anche costruire il vostro dental gum in casa, utilizzando un preservativo; tagliate prima, in orizzontale la parte del serbatoio, poi, in senso verticale, il preservativo per tutta la sua lunghezza. In questo modo lo ridurrete a un foglio. Applicate un pò di lubrificante sulla parte, per farlo aderire meglio ed evitare al partner che subisce l'analingus, fastidiosi sfregamenti. Utilizzate preservativi al gusto di frutta per rendere la pratica meno alienante. [...]

FANTASIE SESSUALI: MITI E LEGGENDE

La nostra vita è governato da regole ferree: dobbiamo pensare a quello che possiamo dire, a quello che possiamo pensare o desiderare compreso come e perché fantasticare! Tuttavia, il cervello è il nostro principale organo erotico. Le fantasie nascono dalla somma delle nostre esperienze e delle nostre immaginazioni. La conoscenza e l'esperienza della nostra infanzia sono fondamentali a questo riguardo: come qualsiasi comportamento  sessuale che si vede o sente durante l’infanzia, questo  può essere registrato e ricordato nella nostra mente per il futuro. Le Fantasie sono idee che nessun altro animale può generare, è una condizione esclusivamente umana, tuttavia, avere una  fantasia non significa che devi la si debba  rispettare. Le fantasie e hanno un fine in sé e non devono essere necessariamente traformate in realtà. Si tratta di un perido di sottoscrizione mentale personale che può restare circoscritto solo a quella sfera. Ma bisogna distinguere tra fantasie e desideri. Se una persona non è soddisfatta, senza che la realtà ha cessato di diventare una fantasia, potrebbe essere un problema!Fantasie possono essere ... Esistono  tre tipi di fantasie: -Vissute: Quelle fantasie che hai vissuto o sentito e che vuoi che si ripetano. -Desideri: Cose che si vorrebbero realizzare. Un esempio è l’amore dove il ragazzo è semplicemente meraviglioso. Questo, però, continua ad essere un'altra fantasia!!!! - Indesiderate: ci sono certe fantasie che non capiamo come possano passare per la nostra testa, ma avvengono! Situazioni con parenti, amici, scene familiari ecc. Cose che nella realtà non accettereste mai, ma sorgono alla mente come lampi!Cosa sono? Una fantasia può stimolare tanto quanto il rapporto sessuale o la masturbazione: i livelli ormonali possono salire per raggiungere gli stessi picchi di eccitazione. Tuttavia, la differenza tra uomini e donne è nel contesto, non nel contenuto. Abbiamo fantastie che possono ricreare lo spazio che ci circonda, mentre altre che si concentrano più sul l'atto stesso. I vantaggi delle fantasie sono: Esprimono  desideri e sentimenti Aiutiamo ad eludere la vita reale senza rischi Rilassano Sono libere Aumentano la concentrazione e l’afflusso di sangue al cervelloLe fantasie sessuali più frequenti degli uomini ... Avere un partner diverso Rapporti di gruppo Essere dominato o dominare Avere rapporti omosessuali Sesso con i partner precedenti Fare Sesso in un luogo diverso dal solito Sesso orale o anale con la propria partner molto piu frequente Essere violentato da una donnae le fantasie delle donne - Sesso con un uomo diverso da suo marito o compagno - Essere oggetto di violenza da parte di un bellissimo uomo. Questo è relativo perché nessuno vuole essere violentata da uno sconosciuto, bello o brutto, ciò che si desidera è l'incapacità di fare qualcosa al riguardo. - Sottomettere un uomo alla sua volontà - Sesso con una persona dello stesso sesso - Rivivere le esperienze sessuali passate - Sesso estremo (BDSM) - Sesso in un luogo diverso dal solitoCome nascono  le fantasieSenza dubbio, l'immaginazione e la creatività sono molto importanti quando si crea una fantasia. Ci sono persone incapaci, e così i sessuologi raccomandano la visione di materiale pornografico per queste persone! Il film erotico può essere una grande fonte di suggerimenti. Usateli! E anche se abbiamo messo in chiaro che le fantasie non devono essere realizzate, nel caso di coloro che invece vogliono che ciò accada, è necessario disporre di regole chiare per non superare il confine. Questo per non creare problemi a se stessi o al proprio partner! Dunque cosa possiamo fare per far avverare una nostra fantasia? Senza dubbio una delle cose più difficili e più spaventose è quando dobbiamo comunicare la nostra fantasia all’interno della coppia! Il partner potrebbe accettarla solo se esiste un rapporto basato sulla fiducia e se si fa capire che l’esistenza delle fantasie è una cosa del tutto naturale. Queste le fantasie, che secondo gli esperti, possono far bene: Se la fantasia da piacere ad entrambi Se la fantasia accresce la visione che si ha dell’altro Se l'obiettivo è quello di esplorare insieme un'altra dimensione della loro sessualità Se si fa con divertimento e gioco per arricchire entrambi Se entrambi l’accettano! Tuttavia, se nessuno di questo funziona, è possibile utilizzare piccoli trucchi, delle tracce per spingere il partner o la partner a capire che si cerca qualcosa di nuovo, ad esempio nei casi piu comuni provare a fare sesso in luoghi poco consueti! Insomma, il nostro consiglio è quello di non fare mai pressioni, di prendere le cose in modo molto leggero, e non fatevi ossessionare dalle fantasie: perché in fondo sono più belle se rimangono tali! [...]

PERCHE' SI DICE SCOPARE

I verbi, più o meno volgari, per indicare l’amplesso sono molti: trombare, copulare, fornicare… ma il più utilizzato rimane “scopare”L’uso metaforico del verbo scopare in accezione oscena è da ricollegarsi all’utilizzo di termini riferiti a fori e angoli per indicare l’organo sessuale femminile (per esempio, buco, pertugio, fenditura eccetera): il pene-scopa è l’attrezzo che pulisce il foro o l’angolo della donna. L’analogia è rafforzata dal carattere ritmico del movimento. Origini anticheGià in alcuni scrittori greci (Saffo, Anacreonte) il termine corrispondente era usato in senso equivoco.Ciò che è strano, invece, è la ragione dello straordinario successo di scopare rispetto ad altre voci analoghe, come spazzare, nettare, ripulire e così via: il loro uso osceno è documentato (come anche quello di “scopare”) nei canti carnascialeschi toscani del XV e XVI secolo.Una spiegazione convincente non esiste: si può soltanto osservare che la fortuna di questo verbo è piuttosto recente, e forse da collegare all’ambito romanesco.Sonetti. Il primo a usarlo in modo sistematico sembra infatti essere stato il poeta dialettale romano Giuseppe Gioacchino Belli (1791-1863), che nel 1831 nei suoi Sonetti scrisse: “De tante donne che mme sò scopato…”.C’è un modo per parlare di sesso senza risultare scurrili o essere scambiati per ginecologi? La risposta – grazie agli scrittori – arriva direttamente dalla Treccani: «Io non credo bisogna usare una parola diversa da quella necessaria – cioè sono già tanto allergico alla sinonimia, figuriamoci all’invenzione di una parola. Secondo me, insomma, scopare non è volgare, è preciso. E se un tempo ci si vergognava di usarlo o si facevano differenze (con gli innamorati non si “scopava”, adesso finalmente si “scopa” anche con loro) ora direi che è diverso e secondo me è il termine più preciso per riuscire a includere anche qualcosa che paradossalmente veniva tenuta fuori: l’eccitazione.La proposta è: usare scopare anche in tv in qualunque fascia oraria.Quindi sono contrario all’invenzione di un termine nuovo.» (Francesco Piccolo) «Scopare va bene. Perché no? Scopare va benissimo. Non vedo cosa ci sia che non vada. Scopare. Va bene con amore e va bene senza, scopare va bene sempre. La soluzione è scopare.» (Sandro Veronesi) [...]

La sex guida per fare cilecca

In Germania è stato un grande successo, anche nelle scuole: 200.000 copie, 40.000 vendute solo su Amazon. L’hanno comprato molti adolescenti, con la paghetta settimanale, ma soprattutto molti genitori: leggi qui, guarda le foto, e se c’è qualcosa che non capisci chiedi a tua madre, non a me. “Sex & Lovers, a practical guide”, manuale di educazione sessuale scritto da una sessuologa danese, Ann-Marlene Henning, che lavora in Germania come terapista sessuale, e da una giornalista culturale, è stato pubblicato adesso in Inghilterra, e il Times si chiede se sia troppo. Troppo pornografico, troppo esplicito, troppe foto (belle) di ragazzi di Berlino che stanno veramente facendo sesso, con tatuaggi, piercing, teste rasate o capelli biondi. Contiene una guida alle misure del pene, anche, che getterà gli adolescenti nell’ansia, e l’analisi con lo schema di tutte le posizioni e fissazioni esistenti più alcune indicazioni sul sapore dello sperma e l’elogio delle lenzuola in vinile “perfette per un’orgia a base d’olio”.Secondo la imperturbabile sessuologa danese intervistata dal Times, questo libro si rivolge a quattordici-quindicenni, ma anche a bambini e bambine di dieci anni (“alcuni ragazzini fanno sesso a dieci, quindi loro devono leggerlo a dieci”). A dieci anni un bambino perfettamente scandinavo dovrebbe aprire questo libro, comprato dai genitori, e decidere se è pronto oppure no per studiare il fisting e le tecniche di penetrazione (il mortaio, l’elicottero), e per osservare da molto vicino una “pimpa, patata, selva oscura, risucchia anime, smile verticale”.In Italia questo libro c’è, da più di un anno, si intitola “Make Love” (L’Ippocampo), ma non ha avuto lo stesso successo. “Perché noi siamo più indietro”, dicono alla casa editrice, “e perché all’inizio può essere scioccante”. Guardare le foto molto realistiche e diversificate di ragazzi con in primo piano il “brando, gingillo, joystick, wurstel, cannolo, sfilatino, vendicatore calvo, kinderbueno, pennellone” (probabilmente i nomignoli cambiano a seconda dell’edizione italiana, francese, inglese) non è scioccante forse nemmeno per una ragazzina di quindici anni, che su internet ha già visto tutto, però il libretto di istruzioni su dove mettere le mani, e quanto a lungo, e da che parte girarsi, e come accordarsi sulla depilazione e sugli oggetti da utilizzare è simile al manuale per montare una libreria Ikea (e bisogna immaginare l’insegnante tedesca di educazione sessuale che legge in classe: “Per favore non infilate nulla nell’ano”. Rideranno, i ragazzi tedeschi? O prenderanno seriamente appunti?). C’è anche l’indicazione precisa sul ritmo dell’amore: “Prima nove volte il passerotto e poi una volta la balena, poi otto volte il passerotto e due volte la balena, poi sette volte il passerotto e tre volte la balena.And so on”, dove il passerotto fa piccoli movimenti veloci, mentre la balena fa il contrario (alle ragazze è consigliato di provare il passerotto- balena con il blowjob), e insomma niente è lasciato al mistero di due giovani corpi che si sfiorano impacciati, così come le istruzioni di montaggio di una libreria Ikea sono dettagliatissime e non saltano nemmeno un passaggio (però succede di ritrovarsi lo stesso, alla fine, con dodici viti e uno scaffale in mano e non capire che cosa sia successo). A leggerlo da adulti (dopo averlo sequestrato ai figli adolescenti) si immagina che sarebbe stato utile, però, anche nel secolo scorso, quando non c’era Internet e i libretti di istruzioni stavano nei romanzi, nei film e nelle canzoni, che i ragazzi avessero imparato per tempo il galateo dei baci: “Non si fa: la lingua rigida come una tavoletta, leccare, fare troppa saliva e l’elica, ruotando la lingua come una furia nella bocca dell’altro” (come in “Desperate Housewifes”, serie televisiva non rivolta agli adolescenti, ma che prova come certi errori si trascinino negli anni: “Lui: hai detto che potevo baciarti! Lei: sì, le labbra, non l’esofago”).fonte: (Annalena Benini per “il Foglio“) [...]

Posologia del sesso: tre volte la settimana previene ictus e infarti

Ma più di 20 volte al mese fa male alla salute!Maratoneti del sesso, astinenti, schizzinosi o equilibrati: l’atteggiamento nei confronti della sessualità varia di persona in persona. Esiste però un modello da seguire, che stabilisca frequenza e ritmi ideali? Per rispondere alla domanda, negli ultimi anni alcuni ricercatori si sono dati da fare per delineare una sorta di “bugiardino” del sesso.TRE VOLTE A SETTIMANA PER PREVENIRE ICTUS E INFARTIChe l’attività amorosa faccia bene al sistema cardiocircolatorio è risaputo: nulla di nuovo, fin qui. Chi fa l’amore almeno tre volte a settimana però (se non di più) è maggiormente protetto da infarti e ictus. A dirlo è uno studio del Queens University di Belfast, che ribadisce l’influenza benefica di una pratica sessuale costante anche sul sistema osseo maschile. Avere un primo criterio di riferimento per la frequenza è senz’altro utile, ma che dire di più?PIU’ DI 20 VOLTE AL MESE È NOCIVOMa mai esagerare. La Stanford University e l’Università del Michigan sono state concordi nel precisare che troppo sesso provocherebbe alla coppia più danni che benefici. Se da un lato una carenza è responsabile del deperimento di alcune cellule fondamentali dell’organismo, dall’altro un’eccessiva attività risulterebbe nociva.Specie ai meccanismi genetici, condizionatori della durata media della vita, che causerebbero un decadimento cellulare prematuro nei soggetti coinvolti. In particolare, farlo per più di 20 volte al mese rappresenterebbe un rischio di deperimento per l’uomo, a seguito di un eccessivo rilascio di feromoni femminili, e di invecchiamento precoce per la donna, a causa di una tossina nociva rilasciata dalla controparte maschile nel rapporto.IL VERO PIACERE SI HA OLTRE IL SETTIMO MINUTO. OLTRE I 13 È NOIADue minuti volano e lasciano insoddisfatti. Dal terzo al settimo minuto il sesso si comincia ad assaporare, ma non ancora del tutto. Il vero piacere si raggiungerebbe tra il settimo e il tredicesimo minuto, consigliato come limite per la chiusura del rapporto. Un risultato che può lasciare perplessi, quello diffuso dalla rivista scientifica Journal of Sexual Medicine che ha riportato quanto emerso da uno studio americano. Cinquanta specialisti della Society for sex therapy and research di Washington hanno dimostrato come una durata superiore ai 13 minuti faciliti cali di attenzione durante il rapporto sessuale, che si trasformerebbe da quel momento in poi in un imbuto per distrazioni, pensieri e preoccupazioni quotidiane. Quindi sfatato il mito della durata, per cui il sesso non è bello se non dura a lungo.Insomma, come dicevano i latini: est modus in rebus (c’è un buon senso in tutto). Dunque, via libera al desiderio, ma occhio alle abbuffate: anche nell’intimità la moderazione premia. Fonte: http://letteradonna.it/147962/sesso-quante-volte-farlo-in-un-mese-e-quanto-farlo-durare/ [...]

La prima lettera del tuo nome svela la tua sessualità

Come ti comporti a letto? Quali sono le caratteristiche che ti differenziano dagli altri? Un nuovo studio ha appena evidenziato come il comportamento sotto le lenzuola sia influenzato, prima che da altri fattori, dal proprio nome. O per meglio dire, dall’iniziale del proprio nome.Ecco un elenco dettagliato di lettere e relativi comportamenti inerenti alla sessualità che vi faranno subito una desamina precisa ed esatta della vostra personalità e identità sessuale. ANon sei particolarmente all’antica, romantico, però sei interessante in azione. Con te, quello che si vede è quello che si ottiene, sei come sei. Non hai pazienza di provarci con calma e non ti da fastidio quando qualcuno è timido, carino o velatamente eccitante. Quando si tratta di sesso quello che conta è agire e non i trucchi segreti. Per te è molto importante l’attrazione fisica e quindi il corpo del tuo partner. Trovi che la persecuzione e le sfide siano una cosa rivitalizzante nella tua relazione. Sei appassionato e sessualmente avventuriero, più di quello che può sembrare, ma non racconti in giro le tue qualità. Le tue necessità fisiche sono essenziali e primordiali.BEmetti alte vibrazioni di sensualità rilassata. Ti appagano le romanticherie, con vino e cena inclusi. Sei felice quando ricevi regali come espressione di affetto dal tuo partner. Ti piace essere lodato e sai come lodare il tuo partner. Sei molto riservato con le espressioni di tenerezza che manifesti. Puoi controllare il tuo appetito e astenerti dal sesso se necessario. Hai bisogno di nuove sensazioni e di nuove esperienze e sei pronto ad averle.CSei un individuo molto socievole ed è importante per te interrelazionarti. Hai bisogno di vicinanza e di essere unito a qualcuno. Sei disposto a conversare con il tuo partner sessuale prima, durante e dopo. Vuoi che l’oggetto del tuo affetto stia bene e che sia socialmente accettato(a). Sei molto sessuale e sensuale e hai bisogno di qualcuno che lo apprezzi e ti adori. Quando questo non accade hai l’abilità di sparire per lunghi periodi senza avere attività sessuale. Sei un esperto nel controllare i tuoi desideri e sei capace di dilatare e allargare le tue relazioni in conseguenza al tuo appetito vorace per il sesso.DUna volta che ti sei messo in testa quello che vuoi, fai qualsiasi cosa per conseguire i tuoi propositi. Non dai una risposta facile, però sei educato e carino. Se qualcuno ha un problema lo converti in tuo. Sei altamente sessuale, appassionato, leale e intenso, alcune volte possessivo e geloso. Ti stimolano le cose eccentriche e inusuali che ti fanno diventare libero e aperto.ELa tua grande necessità è quella di parlare. Se la persona dell’appuntamento non è una buona ascoltatrice hai problemi per relazionarti. Una persona deve stimolarti intellettualmente o non ti interesserà sessualmente. Hai bisogno di un amico per amante e una compagnia nel letto. Ti piace flirtare perchè per te è più importante stimolare l’atto sessuale in sè, però una volta che intrighi il tuo cuore sei molto leale. Quando non hai un buon amante, preferisci dormire con un buon libro.FSei idealista e romantico, poni il tuo amante su un piedistallo. Ti piace flirtare però una volta che ti innamori sei molto leale. Sei sensuale, sessuale e privatamente appassionato. Pubblicamente ti mostri stravagante e galante. Sei nato romantico. Le scene di amore drammatiche sono le tue fantasie preferite. Puoi essere un amante molto generoso.GSei fastidioso(a) cercando la perfezione con te stesso e con il tuo amante. Rispondi a un amante il cui intelletto è uguale o superiore al tuo o a uno che possa aumentare la tua condizione. Sei molto sensuale e sai come arrivare al picco massimo della stimolazione erotica, perchè lo cerchi meticolosamente. Puoi essere estremamente attivo(a) sessualmente, quando trovi il tempo. Il tuo lavoro e le tue responsabilità precedono qualunque altra cosa.HCerchi un partner che rialzi la tua reputazione. Puoi essere molto generoso con il tuo amante una volta che riesci ad innamorarti. Prima di innamorarti, pensi, tendi a essere frugale nel dedicarti a queste cose e le tue abitudini negli appuntamenti sono ugualmente caute come nella tua disinvoltura sessuale. Sei un amante paziente e sensuale.IHai una grande necessità di essere amato, apprezzato… anche nel tuo lavoro. Cerchi amanti che sanno ciò che stanno facendo. Sei inquieto e esatto nel soddisfare i tuoi desideri. Sei disposto a sperimentare nuove forme di espressione sessuale. Ti annoi con facilità e per questo hai bisogno di avventure sessuali e cambiamenti. Sei più sensuale che sessuale però qualche volta sei completamente lascivo.JPuoi essere molto romantico e legato al glamour dell’amore. Avere un partner è la cosa più importante per te. Sei libero nelle tue espressioni di amore e sei disposto a prendere opportunità, provando nuove esperienze con il tuo partner proporzionando a tutto questo il buon gusto. I cervelli ti accendono, vuoi sentire che il tuo partner sia intellettualmente stimolante, in altro modo troverai difficoltà per sostenerela relazione.KSessualmente sei meraviglioso(a), però dovresti considerare meglio i valori delle persone e specialmente i tuoi. Non sarebbe male che questa motivazione ti ispiri a coltivarti un pò di più, cambiando l’immagine e l’impressione che proietti dall’inizio con le persone che hai intorno.LSei molto romantico, idealista e alcune volte credi che l’amore significa soffrire. Ti attraggono le persone che hanno problemi insoliti. Sei sincero, appassionato, lussurioso e sognatore. Non hai bisogno di aiuto per innamorarti. Fantastichi con film o riviste. Non racconti ad altri questa vita segreta nè le tue fantasie sessuali.M Sei emozionale e intenso. Quando ti vedi coinvolto in una relazione, ti dedichi totalmente a questa. Tu credi totalmente in qualcuno che è ugualmente appassionato e intenso. Credi nella totale libertà sessuale e cerchi sempre di provare tutto. La tua energia sessuale è instancabile e ti piace proteggere il tuo partner. Sei capace di dilatare e allargare le tue relazioni a seconda del tuo appetito vorace per il sesso. Come la lettera C. N Non ti nascondi dietro a nulla. Se vuoi il sesso vuoi il sesso. Sei appassionato/a ma guai se ti senti sfruttato sai come far uscire dal letto e dalla tua casa chi non merita la tua passione. Sei molto discreto per il tuo privato, ti piace vivere tutto insieme al tuo amore, quasi mangiare dallo stesso piattoSai amare, quasi da perdere la tua propria identità nella relazione, chi riesce a capire ed apprezzare la tua mente e il tuo corpo sarà un amante fortunato.OSei interessante nelle attività sessuali e riveli i tuoi segreti più timidi e i tuoi desideri. Puoi avere facilmente periodi di celibato però sei appassionato, compiacente, richiedendo le stesse qualità dal tuo partner. Il sesso è un negoziato serio e richiede intensità e diversità, sei capace di provare qualsiasi cosa o persona. Alcune volte le tue passioni diventano possessività, cosa che devi tenere sotto controllo.PSei molto cosciente delle tue priorità sociali. Non penseresti mai di fare qualcosa che danneggi la tua immagine o la tua reputazione. Le apparenze contano per te ed è per questo che vuoi un partner attraente. Allo stesso tempo vuoi una persona intelligente. E’ abbastanza strano che vedi il tuo partner come tuo nemico; ricorda che un buon litigio stimola le vibrazioni sessuali. Sperimenti sempre nuove forme di fare cose. Sei molto socievole e sensuale; ti piace flirtare e hai bisogno di essere trattato bene o di una ricompensa fisica.QHai bisogno di una attività costante e stimolante. E’ molto difficile per il tuo partner seguirti sessualmente e nelle altre cose. Sei un amante entusiasta e hai la tendenza a essere attratto da gente di altri gruppi etnici. Hai bisogno di romanticità, cuore e fiori e di conversazioni che ti accendano.RHai bisogno di qualcuno che possa mantenere la pace con te e il cui intelletto sia uguale o meglio del tuo. Ti accendi velocemente sia con chi ha una gran mente sia con chi ha un bel corpo. Quindi, l’attrazione fisica è molto importante per te. Privatamente sei molto sexy però non a letto, servi più come professore. Il sesso è importante per te però puoi essere un compagno di giochi troppo esigente. SHai segreti, autocontrollo e sei timido(a). Sei molto sexy, sensuale e passionale, però non te lo permetti. Conosci tutti i piccoli trucchi per negoziare. Puoi giocare qualsiasi ruolo, e prendere la tua vita amorosa seriamente. Non sei tonto, hai la pazienza di aspettare che arrivi la persona giusta.TSei molto sensibile, riservato e sessualmente passivo; ti piacciono i partner che prendono l’iniziativa. Musica, luci soffuse e pensieri romantici sono le cose che ti accendono. Fantastichi, però non tendi ad innamorarti facilmente. Quando sei innamorato(a) sei romantico(a), idealista, sentimentale e estremamente intenso(a). Puoi modificare le tue relazioni a seconda dei sogni che sono sempre nella tua testa.USei entusiasta e idealista quando sei innamorato. Ma quando non sei innamorato di qualche persona, sei innamorato dell’amore, cercando sempre qualcuno da adorare. Vedi le cose romantiche come una sfida. Ti piace fare regali e vedere che il tuo partner sta bene. Il tuo modo di condurre il sesso è forte e desideri una gratificazione istantanea. Sei disposto(a) ad anteporre il piacere del tuo partner al tuo.VSei individualista e hai bisogno di spazio, libertà e eccitazione. Senti la necessità di essere nella testa dell’altra persona per vedere cosa pensa. Ti attraggono i tipi eccentrici. Spesso c’è una differenza di età tra te e l’altro. Rispondi al pericolo, al thriller e alla suspense. Le scene lesbiche ti accendono anche quando non partecipi.ZPer te, negoziare sta prima del piacere. Se sei completamente preoccupato per la tua carriera, o con cose concernenti il denaro, troverai molto difficilmente il relax e cadrai nel fango. Puoi essere romanticamente idealista e essere capace di avere molta sensualità. Sei molto attento e cauto prima di intrigare il tuo cuore e il tuo corpo per queste cose. Una volta che sei riuscito a trovare l’amore ti pieghi come gomma. Fonte: (ilmondoinunsecondo.it) [...]

Cosa indicano le perdite marroni (spotting)

Comunemente denominate “perdite marroni“, sono quelle perdite di sangue scuro che non sono di tipo mestruale, e che si possono verificare sia in periodo intra-mestruale (tra un ciclo e l’altro, spesso in concomitanza con l’ovulazione) che poco prima delle mestruazioni stesse, che anche durante la prima fase di una gravidanza (in questo caso, però, sono normali e determinate dall’impianto dell’ovulo nell’utero). Le cause dello “spotting“, questo il termine che i ginecologi utilizzano per definire il fenomeno delle perdite ematiche scure, sono diverse a seconda di quale sia l’origine, ma nella maggior parte dei casi non sono tali da far preoccupare anche se non vanno sottovalutate, specie se si tratta di episodi ripetuti. Vediamo di fare un po’ di chiarezza, distinguendo tra perdite da spotting di origine disfunzionale o organica.Perdite marroni da spotting di origine disfunzionaleSi tratta delle cause più comuni, soprattutto in età fertile, e sono dovute non ad una patologia ginecologica di tipo organico (che vedremo più avanti), ma ad una condizione di disequilibrio psicofisico, o a problemi di natura “meccanica”, tutti risolvibili. Vediamone i principali:Stress: è in assoluto il primo fattore che i ginecologi prendono in considerazione quando le loro pazienti parlano di “perdite marroni” tra un ciclo e l’altro, o in prossimità di questo. Accade perché l’ormone cortisolo (quello i cui livelli si innalzano quando siamo stressate) e l’ormone adrenalina, insieme pongono l’organismo in una sorta di stato di allarme, che influenza l’ipotalamo, la parte del nostro cervello che regola anche l’attività delle nostre ovaie, come tutti i bioritmi corporei. In genere questi episodi di spotting sono associati anche a mestruazioni irregolari.Disturbi dell’alimentazione e obesità. Anche in questo caso, quando una ragazza soffre di problemi legati all’alimentazione, come l’anoressia, la bulimia, l’obesità da sindrome del mangiatore compulsivo, anche il suo ciclo mestruale perde la bussola. In questi casi, specie quando si parla di bulimia nervosa, si assiste ad una interruzione del ciclo mestruale (amenorrea secondaria) o a cicli mestruali privi di ovulazione con piccole perdite ematiche da spotting. Si tratta di una condizione reversibile, ma assolutamente legata ad un riequilibrio dell’organismo. Mangiare bene, fare dell’attività fisica sana e non compulsiva, dormire regolarmente, sono alcune semplici regole igieniche di salute per riprendere il ritmo naturale della propria funzionalità ovarica.I contraccettivi: sono spesso causa di episodi di spotting. Nello specifico, l’uso di anticoncezionali ormonali, come la pillola, ma anche l’anello vaginale, nel 10% delle donne provoca proprio piccole perdite ematiche scure tra un ciclo e l’altro. In ogni caso, anche se non si tratta di perdite preoccupanti, sempre meglio segnalare gli episodi al proprio ginecologo. Anche l’inserimento della spirale (IUD) al rame nel 12% circa dei casi, può determinare, specie a pochi mesi dall’inserimento, episodi di spotting. Se le perdite perdurano nel tempo e sono associate a bruciori, allora probabilmente il posizionamento non è corretto, e il dispositivo va rimosso. Perdite marroni da spotting di origine organicaVeniamo alla cause organiche principali che possono provocare perdite ematiche scure:Cisti ovariche: fenomeno molto frequente. In questo caso gli episodi di spotting si verificano prevalentemente tra una mestruazione e l’altra, e se sono ricorrenti, meglio fare un’indagine attraverso una ecografia pelvica. Anche la sindrome dell’ovaio policistico può manifestarsi in questo modo.Piaghetta al collo dell’utero: detta ectopia, può anch’essa determinare fenomeni di spotting. Di per sé si tratta di una condizione non patologica, anche perché in genere congenita, che oltre a provocare perdite marroni, è segnalata anche da una maggiore produzione di muco vaginale e da piccole perdite di sangue dopo i rapporti sessuali.Fibromi e polipi: sono dei tumori benigni che crescono nell’utero (possono essere cervicali o endometriali), determinando, tra i sintomi, anche queste perdite ematiche di colore scuro. Si possono diagnosticare facilmente attraverso delle ecografie, e vanno curati o rimossi per via chirurgica. Sono comunque innocui.Lesioni pre-cancerose e cancerose:Questo è sempre il timore maggiore di ogni donna, perché quando si parla di perdite di sangue marroni, il primo sospetto che viene è che si tratti di un tumore maligno dell’utero. In effetti, avere questo tipo di spotting, in modo ricorrente, e a maggior ragione se si è già in menopausa, può e deve far sorgere il sospetto che ci sia qualcosa di più grave. Effettuare ogni 2-3 anni il pap test dopo i 25 anni, e comunque quando si comincia l’attività sessuale, è il modo migliore per prevenire questo genere di patologie, scoprendone l’insorgenza in fase iniziale. Quindi, per togliervi qualunque dubbio, andate sempre dal ginecologo e parlate apertamente dei vostri dubbi e delle vostre paure, non appena notate perdite e irregolarità sospette tra una mestruazione e l’altra. Fonte: pourfemme.it [...]

Il dubbio di essere omosessuali

Ci sono tantissime cause e motivi perche’ un ragazzo/a possa sperimentare in adolescenza un’attrazione per lo stesso sesso SSA (Same Sex Attraction) tra tutti questi motivi l’unico non vero è l'essere nati gay o lesbiche e avere geni gay.Possono essere solo semplici insicurezze verso i componenti dell’altro sesso, il sentirvi inferiori rispetto ai compagni, a vostro avviso più attraenti e prestanti, del vostro stesso sesso. Dinamiche famigliari scorrette, incomprensioni e distanza emotiva o fisica dal genitore del proprio sesso, una madre emotivamente troppo presente, soffocante o invadente. Un fratello sportivamente più capace e più sicuro. Compagni aggressivi e prepotenti che vi hanno sempre ridicolizzato. Abusi emotivi o fisici. Pornografia che vi ha coinvolti. 3 esempi recenti: 1. questo ragazzo rispondendo alle domande degli psicologi che si perdono a parlare di orientamento sessuale e identità di genere, dice già lui stesso quale sia il motivo delle sue pulsioni: la sensazione di inadeguatezza verso il fratello ritenuto fisicamente più prestante e uomo e una mancanza di stima del padre nei suoi confronti come maschio.2. anche per questo ragazzo è molto evidente che la mancanza nel trovare figure maschili accoglienti che lo comprendessero e lo amassero  per suppliere al padre che purtroppo è morto, lo ha portato a pulsioni omosessuali che rappresentano in modo falsato la ricerca nel genere maschile di quel bisogno emotivo insoddisfatto. Subito dopo l'errore della masturbazione e l'errore della pornografia omosessuale che peggiorano le cose in una persona che ha altri sogni di vita, dando così una risposta di apparente soddisfazione allo stimolo, rafforzando nella mappa neurale questo collegamento.  3. questo ragazzo e l'altro che  risponde  ai suoi interrogativi, hanno subito abusi sessuali da piccoli, uno da parte dei compagni, l'altro da un fratello, come sospetta questa è la vera ragione delle sue emozioni omosessuali, mentre "l'esperto" LGBT nella sua risposta lo convince che gli abusi non c'entrano, perchè non tutti quelli che subiscono abusi (che potrebbero essere anche solo psicologici) sviluppano emozioni omossessuali, ignorando completamente che davanti agli avvenimenti della vita non tutti rispondono nello stesso modo psicologico inconscio. Questi poveri ragazzi subiranno un doppio abuso perchè l'associazione psicologi venduta all'ideologia gay li lascerà senza aiuto.  Sempre piu' spesso ora, la SSA è anche indotta dalla mentalità della società, dal bombardamento mediatico e dalle sperimentazioni: In una recente ricerca dell’Istituto di ortofonologia di Roma, è stato calcolato che tra gli undici e i sedici anni il 35 per cento delle ragazze, e addirittura il 60 per cento dei ragazzi, si è avvicinato o ha provato l’esperienza omosessuale. Gli adolescenti sperimentano una nuova libertà, ma anche un nuovo modo di NON DEFINIRSI. E' certo però che queste sperimentazioni, come tutte le esperienze vissute, creano collegamenti neurali  che possono coinvolgere e legare psicologicamente. Purtroppo in alcuni casi, difficili da interrompere (ma non impossibili) . I ragazzi dovrebbero essere informati di questo. L'orientamento delle emozioni sessuali NON E' INNATO nemmeno quello eterosessuale. Alla nascita il bambino ha già tutti gli elementi necessari per un naturale suo sviluppo, in base all'appresa consapevolezza del suo sesso biologico nel corretto rapporto triadico famigliare con il padre e la madre, e alle corrette interazioni sociali e ambientali) ... tuttavia la mancanza di corrette interazioni o l'aggiunta di elementi traumatici, ingannevoli, disinformativi, pornografia o la sperimentazione puo' portare a cambiamenti.Al di là dei motivi che possono determinare l’orientamento delle emozioni sessuali, il risultato risiede solo nel cervello emotivo della persona e non nei geni, negli ormoni o nell'epigenetica. L'orientamento è una direzione che riflette nell' esterno qualche cosa che risiede all'interno dell'inconscio. La sessualità è essa stessa un'emozione con i suoi effetti somatici, come l'eccitamento che porta alla trasformazione delle parti genitali. Per la scienza sono definite  emozioni tutti gli impulsi che partono dal cervello emotivo dando avvio a effetti somatici visibili nel corpo, come la paura che porta a pallore e battito cardiaco accellerato. Tutte le emozioni sono soggette a mutamenti anche nel tempo. Se non diventiamo consapevoli su di esse e le guidiamo nella direzione desiderata, saremo guidati noi nelle direzioni che non vogliamo da altri mediante trabochetti (pornografia)  e disinformazione (far credere che esiste l'"essere gay).Approfondite come si forma la sessualità e cos’è veramente. COSA FARE E COSA NON FARE ? ? ? ? ? ?Non bisogna spaventarsi, come le statistiche dimostrano, è una cosa molto frequente nei giovani passare in periodi dove si percepiscono questo tipo di attrazioni ... perfino Freud le riteneva una fase normale degli adolescenti, per poi in seguito confermare la loro eterosessualità. Per prima cosa bisogna accettarle, senza per questo pensare di essere gay, nessuno è gay se non lo vuole essere.  Evitate di avere contatti omosessuali o eterosessuali forzati, per mettervi alla prova.Evitate anche la pornografia omosessuale che attraverso le immagini vi potrà coinvolgere creando dei collegamenti neurali con quel tipo di eccitamento, rendendo il cambiamento molto più difficile ma anche la pornografia eterosessuale puo’ provocare forzature verso una sessualità per la quale ora non siete pronti e non desiderate, creando ulteriori blocchi. EVITATE LA PORNOGRAFIAin ogni modo,  vi allontana dalla vera sensualità. creando dipendenza e disfunzioni di ogni genere  Un esempio di cambiamento spontaneo di un adulto, tradotto dal francese:Ho 37 anni, e ho sempre pensato di essere gay senza essermi mai realizzato in amore.Ora sono sempre meno attratto dagli uomini: li guardo come guardavo le donne prima, vale a  dire senza un interesse sessuale mentre guardo fisicamente le donne con desiderio.Soprattutto, sono innamorato di una donna sul posto di lavoro: penso a lei tutto il tempo  quando sono con lei sono felice e entusiasta.Continuerò a provare questi sentimenti, e devo lasciarli andare.Vorrei parlare con degli uomini gay diventati etero.Lo sviluppo sessuale è unico per ognuno, evidentemente, se avete esperienze simili.forum.psychologies.com  Il cambiamento avviene anche senza che unapersona se ne renda conto. Essendosi innamorato di una donna, complice la nuova forte emozione "romantica"  che scientificamente è un tipo diverso di emozione rispetto a quella sessuale.  (2 tipi diversi di emozione per le quali si parla in ogni caso di "omosessualità innata", indipendentemente se c'è solo quella romantica o quella sessuale, questa è un'altra prova dell'infondatezza delle menzogne  propagandate dalle lobby gay http://www.today.it/donna/sesso-amore-attivano-diverse-aree-cerebrali.html ). Tutte le emozioni hanno effetti somatici visibili attraverso il corpo, l'emozioni sessuale porta all'eccitamento con tutte le visibili mutazioni principalmente dei genitali. L'amore romantico con tutte le sue caratteristiche di pensiero invadente ed energie intense,  nella fase dell’attrazione è caratterizzato dalla presenza di alti livelli di dopamina e di norepinefrina. Gli alti livelli di questi due neurotrasmettitori causano sensazioni di euforia, perdita dell’appetito, insonnia e attenzione focalizzata (l'ATTENZIONE è la presa di possesso da parte della mente, di chiare e vivide forme, di uno solo fra quanti sembrano diversi oggetti contemporaneamente possibili, o di un solo pensiero in un corso di pensieri. La FOCALIZZAZIONE ne rappresenta l'essenza. Essa indica l'abbandono psicologico di alcune cose per poter trattare in modo efficace con altre. William James - 1890).  E' proprio l'attenzione focalizzata che permette il cambiamento inconscio dell'emozione sessuale. Non basta il solo pensiero al fine di un cambiamento ma anche il cuore dev'essere sintonizzato al pensiero, l'insieme di questa realtà permette molto più facilmente il cambiamento dell'emozioni sessuali. La scienza ha scoperto che ci sono nel cuore neuroni importantissimi che influenzano la mente. Il segreto del cambiamento è nel focalizzare tutta la tua energia, non nel combattere il vecchio, ma nel costruire il nuovo. (Socrate) Nell' emozione romantica non necessariamente è sempre presente anche l'emozione  sessuale. Infatti può capitare in alcune persone di percepire l'emozione romantica per una persona dell'altro sesso e essere attratti sessualmente da una persona del proprio sesso o viceversa, per molte ragioni che andrebbero comprese. E' proprio la focalizzazione dell'amore romantico, influenzata dai neuroni del cuore che spesse volte porta ad un cambiamento spontaneo dell'emozione sessuale se la persona non si è prima "etichettata in gay"  creandosi delle barriere psicologiche al cambiamento. Oppure viceversa sempre per colpa della falsa idea che esiste l' "ESSERE gay" e per la mentalità della società, molto più facilmente, un ragazzo identifica una sensazione di "amore romantico" per una persona del proprio sesso, magari anche solo perchè finalmente trova comprensione da parte di un compagno,  dando così inizio con la  focalizzazione a pensieri fissi ed emozioni che coinvolgono i neuroni del cuore ad una nuova mappatura cerebrale che creerà una nuova  emozione omosessuale anche se prima non esisteva.  le ricerche di Damasio hanno mostrato soprattutto che le immagini si formano anche quando non siamo coscienti, influenzando in qualche modo il nostro pensiero e le nostre azioni. In altri termini, le immagini sono basate su cambiamenti che hanno luogo nel corpo e nel cervello durante l’interazione fisica con un oggetto o persona. I segnali inviati dai sensori distribuiti nel corpo creano configurazioni neurali che mappano l’interazione  dell’organismo con l’oggetto o la persona. Il corpo funge in un certo senso da medium tra il cervello e la rappresentazione del mondo esterno. Oltre a mappare gli stati del corpo, il cervello può anche trasformarli e simulare quelli che non si sono ancora verificati.  Cervello e corpo, dunque si influenzano a vicenda. (Es.: un ragazzo fisicamente gracile con già delle sue insicurezze, puo' percepire il suo corpo inadeguato rispetto a quello dei compagni. Nello sviluppo della sua emozione sessuale, questo desiderio  inconscio di poter possedere la fisicità altrui e sentirsi parte del mondo maschile del quale si sente rifiutato, puo' portare ad una percezione/attribuzione "distorta" dell'emozione sessuale con una prima mappatura cerebrale. Se si da un seguito a questa percezione con la realtà o solo con l'immaginazione o la visione di immagini, crea un'ulteriore mappatura, dove automaticamente l'emozione sessuale si lega a quella realtà in modo sempre più radicato.Se a questo si aggiunge la masturbazione, il cervello rilascia in questo caso una sostanza, la Dopamina che agisce da ricompensa, come una droga naturale. Se a tutto questo poi si aggiunge l'idea di "ESSERE gay" si vivrà un'intera vita in conseguenza ... convinti che quella era l'unica realtà possibile. Mentre esisteva un'altra realtà molto più reale che era quella di cercare le vere ragioni delle  prime emozioni omosessuali così da poterle comprendere e cambiare, invece di creare delle mappature neurali sempre più marcate. La mente non distingue quello che viene solo pensato da quello che viene anche vissuto realmente. Un forte pensiero continuo accompagnato da emozioni e immaginazione crea collegamenti neurali come la realtà. Anche se quella realtà è solo temuta e non desiderata (DOC omosessuale, disturbo ossessivo compulsivo).  Un problema che non avrebbe ragione d'esistere se fosse raccontata la verità: l'ESSERE omosessuali non è una realtà biologica nè scientifica, esiste solo l'AVERE emozioni omosessuali e in questo caso le state creando proprio voi con la vostra paura infondata in qualche cosa che non esiste.  L'"orientamento sessuale" consiste nell'identificazione coscente del nostro pensiero nell'oggetto o genere di persona reale o immaginato, al quale in quel momento  stiamo attribuendo l'attivazione della nostra emozione sessuale o romantica (un miscuglio di inconscio e conscio che in fine esiste solo nella nostra testa . Leggete le pubblicazioni del prof. A. Damasio sulle emozioni,  uno dei neuroscienziati più affermati al mondo in questo campo. Il suo ultimo libro: Il sè, viene dalla nostra mente).   L'"orientamento sessuale" Può cambiare da solo nel tempo in base all'evoluzione della persona, può cambiare con la psicoterapia, comprendendo e allargando gli orizzonti Puo' cambiare anche spontaneamente sotto una forte spinta emotiva causata dagli avvenimenti della vita piacevoli o spiacevoli.  Come l'esempio riportato sopra.  La vera scienza deve trovare conferme nella  realtà. Se pur supportata con paroloni da autorevoli signori che hanno svolto costosi studi ripetuti a pappagallo, la realtà è la prima a smentirla, vuol dire che sono solo menzogne e non è scienza. Ciò che si contrappone al cambiamento, oltre le coercizioni (motivazioni che sono state inconsciamente d'impedimento ad un naturale sviluppo di emozioni eterosessuali),  che andrebbero trovate, comprese e neutralizzate, sono delle frasi limitanti inconsce del tipo: "Non ce la farò mai", "Non è possibile", "Sono nato così" "E' parte del mio corpo o di me stesso" ecc.. Proprio quelle frasi, che appositamente gli attivisti gay hanno cercato, in tutti questi anni, di inculcare nella testa delle persone, per scoraggiare e impedire qualsiasi tentativo di> LE EMOZIONI OMOSESSUALI NON SONO CIO' CHE SIETE, SONO CIO' CHE PROVATE IN QUEL MOMENTO Allo stesso modo potete provare un'emozione d'amore romantica per una persona che in seguito scoprite indegna. L'acquisizione di questa nuova consapevolezza favorisce e contribuisce a cambiare ed annullare l' identificazione dell'emozione romantica per quella persona. Ma ciò non impedisce un domani di poter identificare un altro genere di persona all'emozione romantica o all'emozione sessuale e percepirle nuovamente  in tutta la loro intensità abbinate a questo nuovo soggetto. Voi siete  rimasti I medesimi, ma le conoscenze acquisite hanno permesso il cambiamento.  Non si tratta di fingere, non si tratta di reprimere, ma si tratta di comprendere veramente fino in fondo "l'inganno" emotivo, "vederlo" per quel che è realmente,  scoprirne tutti i "suoi trucchi seduttivi", neutralizzarli con la conoscenza dove sorgono,  e di conseguenza  l'emozione romantica e/o l'emozione sessuale che sono parte di ogni essere umano, cambiano inevitabilmente con il tempo orientandosi verso nuovi soggetti percepiti reali e degni di rispecchiare  le nuove conoscenze acquisite.  Tutto questo fa parte del "diventare consapevoli"; ciò può ferire, ma porta alla verità il pericolo non viene da ciò che non conosciamo, ma da ciò che pensiamo sia vero e invece non lo è Il pensiero. Piu’ sarete correttamente informati e piu’ sara’ facile cambiare. La conoscenza rende liberi. Quando sarete correttamente informati sarà molto più facile cambiare, e se non ci riuscite da soli fatevi aiutare, se questo è il vostro desiderio. Se volete essere aiutati, iniziate a parlarne con i vostri genitori. Questo è un passo molto importante. Spiegate loro attraverso queste informazioni della vostra SSA, di cosa rappresenta veramente e del vostro desiderio di essere aiutati nel cambiamento. Tante notizie scientifiche, per alcuni di voi anche difficili da comprendere, le si possono riassumere in questa unica frase  scrittami personalmente da un ragazzo che è riuscito nel suo cambiamento: ..."Se devo dirtela qui adesso e nel modo più semplice possibile, per cambiare ... bisogna SERNTIRSI UOMINI tra gli altri uomini E TRARRE PIACERE  DALL'ESSERLO...all'inizio può sembrare una recita innaturale ma se si è motivati, e io lo sono sempre stato , di certo dopo un po di tempo il cambiamento sopraggiunge" PRIMA DI DECIDERE SE  VOLETE VIVERE UNA VITA GAY O CAMBIARE LE VOSTRE EMOZIONI OMOSESSUALI LEGGETE ANCHE LA VERSIONE NEGATIVA DI COSA VUOL DIRE VIVERE UNA VITA GAY (TUTTO QUELLO CHE LE ASSOCIAZIONI LGBT EVITANO DI DIRE) fonte: alidavismara1.blogspot.it [...]

Fobie sessuali

Si parla poco di fobie sessuali, anche perché è difficile riconoscerle anche da parte di chi ne soffre. L’educazione e i fattori culturali sono spesso alla base di questo disturbo dalle molteplici forme. Come per le altre fobie è possibile intervenire con farmaci e con una terapia di sostegno con l’aiuto di un sessuologo. Le fobie, ovvero le paure irrazionali e incontrollate, sono svariate, possono essere indirizzate su una grande varietà di persone, oggetti o situazioni. In letteratura gli esempi trattati sono molteplici e anche apparentemente molto strani, ma si parla poco dellasessuofobia. Le fobie sessuali sono difficili da individuare anche perché spesso chi ne soffre non ne è consapevole. I sintomi comprendono l’evitamentodelle situazioni sessuali, l’avversione verso la propria sessualità e l’impossibilità di godere in modo appropriato dei rapporti sessuali. Fobie sessuali: tipologieNonostante siano difficili da individuare le fobie sessuali sono molto diffuse e riguardano tutti gli aspetti della vita sessuale di un individuo. Come per le altre fobie, le manifestazioni di paura vanno dalle forme più lievi all’attacco di panico. Quali sono le fobie sessuali? Vediamole: Agrafobia: paura degli abusi sessuali (diversa dalla agorafobia, la paura degli spazi aperti). Coitofobia: paura della penetrazione sessuale, sia attiva che passiva. Disabiliofobia: paura di spogliarsi di fronte a qualcuno. Erotofobia: paura di parlare di argomenti che riguardano la sessualità. Eurotofobia: paura dei genitali femminili (attenzione, diversa dalla “ereutofobia” che è invece la paura di diventare rossi) Filemafobia o Filematofobia: paura di un bacio.Gamofobia: paura del matrimonio. Gimnofobia: fobia di essere nudi o di vedere altri corpi nudi (dal greco “gymnos“, che significa “nudo”, come erano i ginnasti del tempo). Ginofobia: paura persistente e irrazionale che hanno gli uomini nei confronti delle donne. Itifallofobia: paura morbosa di vedere, o pensare ad un pene in erezione. Malaxofobia: paura del gioco amoroso (seduzione, preliminari, ecc.). Medomalacufobia: paura di perdere l’erezione.Medortofobia: timore del pene eretto. Menofobia: paura delle mestruazioni.Oneirogmofobia: paura di sogni “bagnati” o polluzioni notturne. Parafobia: paura di avere una perversione sessuale. Partenofobia: paura delle vergini o delle partner sessuali non esperte.Penterafobia: paura della suocera. Socerafobia: paura dei suoceri Tocofobia: fobia di rimanere incinta o di dover partorire.All’origine delle fobie sessualiAlla base delle fobie sessuali spesso si citano le condizioni ambientali e culturali. L’educazionericevuta durante l’infanzia è certamente un fattore da considerare. Una famiglia molto rigida che non impartisce una corretta educazione sessuale, né permette di esprimere liberamente i propri sentimenti, porta ad un arresto dello sviluppo emotivo compensato con comportamenti ossessivo-compulsivi e sintomi depressivi. Anche la religione può incidere in questa patologia. La monogamia è considerata una qualità da preservare fino al matrimonio e il sesso è consentito solo per scopi riproduttivi. Il piacere è stato quindi demonizzato e dissociato dalle esperienze sessuali. Questo pensiero si è radicato nella mentalità di molti paesi occidentali creando difficoltà nella relazione con il proprio corpo.Curare le fobie sessualiLe fobie sessuali vengono curate con le stesse modalità utilizzate per le altre fobie specifiche. Spesso la fobia sessuale è parte di una sindrome fobico-ansiosa: parte del trattamento include la somministrazione di farmaci antidepressivi per contenere i sintomi, come gli attacchi di panico. L’ansia può essere ridotta o meglio gestita grazie alle terapie di desensibilizzazione attraverso degli esercizi sessuali graduali con l’aiuto di un sessuologo. Spesso si richiede anche un lavoro di informazione sui temi della sessualità per rassicurare e sostenere il paziente in cura.VINCERE LE FOBIE AGENDO SUL TRAUMA CHE LE HA FATTE NASCEREPer vincere le fobie è importante comprendere come nascono. Una delle possibile teorie è che la paura si sviluppi a partire da un trauma infantile che non è stato felicemente risolto. Agire sul ricordo di questo evento è la forma di cura messa a punto da un gruppo statunitenseDi Francesca CilentoIl trauma psicologico è definibile come l’insieme degli effetti di un evento fisico, psicologico o sociale sulla mente e sul comportamento. Il costituirsi di una fobiapotrebbe essere uno dei possibili esiti, quindi conoscere la natura dei traumi diventa una via pervincere le fobie. Conoscere il trauma psicologico per vincere le fobieQuali sono le possibili reazioni ad evento traumatico? La resilienza è il decorso più favorevole in cui il soggetto è in grado di ripristinare uno stato di equilibrio nonostante si possa vivere un certo grado di malessere. Un’altra possibilità è una sintomatologia post-traumatica in forma parziale caratterizzata da un insieme di sintomi passeggeri. La guarigione in questi casi avviene generalmente nel giro di un mese grazie alla rielaborazione della situazione affrontata. L’attivazione delle proprie risorse psicologiche e la disponibilità di una rete sociale sono indispensabili. L’ultima opzione è una situazione di disagio acuto chiamata disturbo post traumatico da stress che si configura con del sintomi specifici a lungo termine. Alcuni di essi si avvicinano ai tipici meccanismi fobici come l’evitamento e un’iperattivazione emotiva che resta al di sotto della soglia della coscienza. I traumi e le fobieChe legame ci può essere tra il trauma psicologico e le fobie? La fobia può nascere i molti modi, in alcuni casi si pensa che sussistano delle cause genetiche ma anche a un trauma infantile. L’associazione tra l’evento e l’oggetto della paura può essere diretta o indiretta. Non è ancora chiaro se questo meccanismo possa colpire chiunque o solo chi è geneticamente predisposto a sviluppare una fobia. Spesso il trauma non viene ricordato oppure viene scambiato con un insieme di avvenimenti. Il legame tra trauma e fobia è quindi mediato dalla memoria ed è agendo sui ricordi che alcuni ricercatori hanno cercato di trovare un nuovo trattamento per vincere le fobie. Vincere le fobie attaccando il traumaNel tentativo di vincere le fobie senza utilizzare i farmaci, un gruppo di studiosi americani della New York University ha cercato di focalizzarsi sul modo in cui il cervello ricostruisce i ricordi. Il trattamento si rivelerebbe efficace solo a patto che si intervenga poco tempo dopo l’evento traumatico. Il ricordo che suscita la reazione fobica non viene sostituito, bensì manipolato in modo tale da dissociarlo dalla paura cui è associato. I soggetti che sono stati sottoposti al test hanno mostratorisultati notevoli al trattamento anche dopo un anno. Purtroppo il tempo si è rivelato un fattore estremamente decisivo in quanto solo coloro su cui si è intervenuti entro sei ore non mostravano paura alla presentazione dello stimolo fobico.fonte: crescita-personale.it [...]

I poteri dell'Attrazione psicofisica

L’attrazione fra i sessi è un meccanismo molto potente, capace di stabilire un legame anche fra persone che si conoscono da pochi minuti. Inoltre, è un pensiero così irresistibile che rende tutte le altre necessità e i doveri stranamente privi di senso, noiosi e irrilevanti…Quando ci si sente lontani dall’oggetto del proprio desiderio, si diventa incapaci di mangiare, di dormire, di concentrarsi su qualsiasi cosa. Ciò che conta, in questi casi, è solamente l’incontro successivo con la persona desiderata: al solo pensiero di incontrarla ci si può sentire euforici, felici, appagati. Chi rifiuterebbe dunque un tale lusso, una tale fortuna?Eppure in molti casi la forte attrazione per una persona “sbagliata” può essere molto pericolosa e destabilizzante. Non a caso i greci ritenevano che l’attrazione sessuale fosse come un arma, un dardo, capace di bucare la carne e prendere possesso di un’anima, provocando il caos, sia fra gli umani, sia nel mondo degli Dei.Pensiamo ad esempio a quelle relazioni pericolose che instaurano le donne con i così detti “mascalzoni”: soggetti potenzialmente pericolosi e inaffidabili, ma comunque molto attraenti per l’altro sesso. Presso la New Mexico State University di Las Cruces, dei ricercatori hanno studiato il carattere di 200 studenti universitari considerati “bad boys” (o mascalzoni) per capire quali fossero i tratti salienti della loro personalità e perché piacessero tanto alle donne.Si è visto così che le loro caratteristiche di personalità di questo tipo di uomo includono tratti di insensibilità, comportamenti impulsivi, estroversione, narcisismo ed altri comportamenti comunemente considerati anti-sociali.La conclusione di Peter Jonason, che ha condotto la ricerca, è che, se anche se la società tende a guardare dall’alto in basso questi tratti “negativi” di personalità, essere un cattivo ragazzo alla fine paga, e molto, nei rapporti con l’altro sesso, soprattutto se gli obiettivi della coppia sono di breve periodo. Il tipo classico del mascalzone è simile alla moderna figura di James Bond: un uomo con poca empatia per gli altri, con un debole per le auto veloci e per le relazioni ancor più veloci con l’altro sesso (la quantità per lui conta assai più della qualità). Questi tratti di personalità, spiega Jonason, sono evidentemente vincenti nel facilitare l’accoppiamento e per questo si sono mantenuti e rafforzati durante l’evoluzione umana.Altre spiegazioni su queste attrazioni pericolose potrebbero però essere ricercate in altri fattori, ad esempio fisiologici, prima che psicologici. E’ possibile infatti che un maschio con queste caratteristiche di personalità dominante possa essere percepito come maggiormente dotato di testosterone e pertanto considerato maggiormente ricco di fascino e di appeal sessuale. Va anche detto che, sul lungo periodo, l’uomo-mascalzone colleziona solo insuccessi, essendo incapace di costruire una relazione basata sulla fiducia, l’intimità e l’impegno.A volte si può provare un’attrazione a prima vista per una persona, perché sembra che essa somigli al proprio ideale, per poi rimanere delusi dal suo modo di fare, dalla sua conversazione, dai suoi interessi. Spesso le aspettative sono irrealistiche: molte donne tendono infatti a costruire la loro figura ideale di uomo sulla base di romanzi rosa, fotoromanzi o telenovele, mentre molti uomini si basano principalmente su aspettative di tipo sessuale.Secondo una ricerca condotta presso la Heriot Watt University, le commedie rosa portano spesso le donne a difficoltà relazionali con il proprio partner. L’aspettativa è infatti quella che il partner debba comprendere al volo i propri desideri e i propri bisogni, anche senza doverglieli comunicare esplicitamente, in quanto ci si aspetta che l’amore vero sia deciso dal fato, come una sorta di predestinazione e dunque sia “perfetto”.I film rosa, secondo la ricerca, riescono benissimo a trasmettere l’eccitazione e l’interesse presente nelle relazioni appena sbocciate, ma diventano irrealistici quando tendono a far credere che la fiducia e l’amore possano esistere sin dal primo momento, senza che essi debbano essere costruiti e perseguiti nel tempo, attraverso la reciproca frequentazione, la conoscenza e le tante altre mediazioni che portano i due partners a stabilire le regole del proprio rapporto di coppia.Gli uomini invece, come si diceva, sono attratti dalla sessualità che la donna riesce ad emanare e si aspettano da lei comportamenti sessuali molto vicini a quelli osservati nelle donne della pornografia.Che l’attrazione maschile per una donna sia soprattutto legata al sesso lo dimostra ad esempio una ricerca condotta presso l’Università di Rochester, dove è stato dimostrato che gli uomini prestano grande attenzione alle immagini di donne in cui sia presente il colore rosso (colore simbolicamente legato alla passione, al sangue, alla vita).Dovendo rispondere a domande del tipo: “Quanto ti sembra attraente questa persona?” si è visto che i soggetti erano più disposti a valutare positivamente le foto di donne vestite di rosso, o anche quelle dove il rosso era presente solo nella cornice esterna alla foto.Nel suo ultimo libro (Why Him? Why Her? – Henry Holt), Helen Fisher, che da anni studia l’attrazione fra i partner, l’innamoramento, e l’amore, sostiene che vi siano quattro sostanze chimiche a decidere chi siamo e come ci comportiamo in amore: due ormoni sessuali, il testosterone e l’estrogeno e due neurotrasmettitori: la dopamina e la serotonina.Ne aveva parlato anche in un lavoro precedente (Why We Love – 2004, pubblicato in Italia l’anno successivo, con il titolo Perché amiamo. Essenza e chimica dell’innamoramento, ed. Corbaccio), ma è soprattutto nel suo nuovo che l’autrice associa queste molecole a uno specifico tipo di personalità.La personalità che si basa su una grande attività dopaminica, ad esempio, è quella dell’Esploratore: un tipo avventuroso, sempre alla ricerca di novità, creativo. Poi c’è il Costruttore, colui che è dominato da una forte attività della serotonina: cauto, convenzionale, manageriale. Il Direttore è il tipo che ha fatto il pieno di testosterone: aggressivo, analitico, determinato. Infine la Fisher teorizza il tipo Negoziatore, influenzato dagli estrogeni e per questo empatico, idealista, pensatore.Secondo la Fisher i Costruttori si attraggono fra di loro, così come gli Esploratori; solo i Negoziatori e i Direttori sono invece fortementi attratti l’uno/a dell’altro/a, in quanto desiderosi di cercare l’altra metà di sé stessi e dare vita ad una coppia complementare. Per l’Esploratore il mondo è che conta è quello dell’avventura, per il Costruttore la vita ha senso se si ha una famiglia, per il Direttore ciò che merita attenzione è l’intelligenza e, infine per il Negoziatore, la cosa per la quale vale soprattutto spendersi è la passione.Questa dunque, secondo la Fisher, sarebbe la chimica alla base dell’attrazione.Se la chimica è importante, nel determinare l’attrazione sessuale fra persone, lo sono sicuramente anche altre valutazioni più specifiche, effettuate dagli interessati, che prendono in considerazione l’età, l’aspetto fisico, il modo di vestire, il portamento, il comportamento sociale ecc del possibile partner. Per valutare le potenzialità di attrazione di una persona impieghiamo solo qualche secondo, al massimo qualche minuto. E queste valutazioni possono a volte essere spietate.Chi sente di essere fisicamente attraente infatti, tende immediatamente a respingere le persone meno belle; chi ama seguire la moda scarta subito chi veste troppo casual; chi punta sulla posizione sociale, a colpo d’occhio decide se una persona ha lo status economico desiderato.Nonostante il mito e l’atmosfera di mistero che circonda ancora oggi i meccanismi dell’attrazione umana, quello che sembra ormai provato è che le persone tendano fondamentalmente a costruire delle coppie omogenee: pari come livello di attrattività, intelligenza, cultura o situazione economica. Laddove qualcosa non fosse pari, la persona in deficit deve poter offrire qualcosa di più: ad esempio la bellezza, la giovinezza, la posizione economica, la cultura, lo status sociale, ecc. Le coppie che mostrano di non tener conto di tali regole e pregiudizi, vengono considerate con diffidenza e spesso allontanate a livello sociale.Una donna giovane e bella, per esempio, si ritiene che non dovrebbe regalare la sua bellezza e la sua giovinezza, nel mercato del matrimonio, ad una persona che non avesse le sue stesse qualità.L’eccezione può essere rappresentata dall’incontro con un altro dotato di caratteristiche diverse, ma altrettanto attraenti, come ad esempio la ricchezza. Si tratta in questo caso di un scambio equo, tra adulti consenzienti.A questo proposito, è interessante citare il parere della scrittrice americana Hilary Black (The Secret Currency of Love: The Unabashed Truth about Women, Money and Relationships – ed. William Morrow), la quale sostiene che le donne, anche le più emancipate, di fronte ad un uomo ricco ma brutto, che potrebbe permettere loro una vita agiata senza lavorare, vivono ancora una forte ambivalenza. Del resto, non va dimenticato che per molti secoli il matrimonio ha rappresentato anzitutto una sorta di transazione finanziaria molto importante per la donna e per la sua famiglia ed ora che la scelta si fa più sui sentimenti che sui patrimoni, si è visto che se all’inizio si sceglie di non pensare agli aspetti economici, difficilmente le coppie poi durano nel tempo: i sentimenti infatti cambiano e spesso non sono sufficienti per tenere insieme i due partner. Gli interessi in comune “funzionano” molto di più. Se hai i soldi o non li hai, sostiene la Black, non è un dettaglio, in una relazione sentimentale: è un dato di fatto, che è sempre lì, presente, in ogni cosa che si fa.E le donne, un po’ perché abituate a pensarci sin da piccole, un po’ perché più interessate alla coppia stabile che al sesso occasionale, da tempo hanno capito come valutare il patrimonio dell’uomo da poche, veloci considerazioni. Una di queste è il tipo di automobile posseduta dall’uomo, dal momento che la macchina, a torto o a ragione, è uno tra gli status symbol più eloquenti per descrivere la situazione economica del suo proprietario. Che vi sia qualcosa in più rispetto al luogo comune sulla valutazione dell’uomo in simbiosi con la sua autovettura, lo dimostra una specifica ricerca condotta a Cardiff dai ricercatori Michael Dunn e Robert Searle. Nel centro di Cardiff essi hanno fermato degli ignari passanti, chiedendo loro di valutare il livello di attrazione che provavano verso un soggetto dell’altro sesso, seduto in una macchina. Agli uomini veniva mostrata una donna, alle donne un uomo. Erano sempre lo stesso uomo e la stessa donna, con la stessa postura e la stessa espressione facciale, ma ripresi con due “sfondi” differenti: o seduti su una Ford Fiesta , o seduti su una Bentley Continental (al tempo dell’intervista il valore stimato di questa macchina era di 75.000 sterline – circa 86.000 euro). La ricerca pilota ha dimostrato che sia il modello che la modella ricevevano una valutazione estetica media (in una scala da 1 a 10), ma che il modello maschile, nelle foto sulla Bentley riceveva una valutazione significativamente maggiore rispetto alle foto in cui era sull’altra macchina. Niente cambiava invece per le valutazioni maschili sulla modella: sia quando era nella city car sia quando era sulla macchina di lusso, veniva giudicata “attraente” allo stesso modo.La ricerca sembra dunque confermare quanto gli antropologi sostengono da tempo: le donne eterosessuali sono attratte da uomini ricchi, mentre gli uomini eterosessuali tendono ad essere attratti da donne giovani e fertili, senza curarsi della loro ricchezza.Questo trova spiegazione nella lunga evoluzione che ci siamo lasciati alle spalle: le donne si sono dovute preoccupare di trovare un compagno ricco e di prestigio per garantire un futuro alla propria prole, mentre gli uomini cercano di diffondere il loro seme, ingravidando donne giovani e sane, pronte a mettere il proprio utero al servizio della riproduzione. (Quello che è strano è che lo stereotipo viene confermato anche fra le donne ricche, le quali, pur godendo già di uno status elevato e di mezzi economici non indifferenti, non per questo sembrano aver perduto la loro attenzione ed il loro interesse verso la ricchezza del partner, a meno che non si tratti di relazioni occasionali).Un’altra recente ricerca che confermerebbe questa teoria è quella condotta su soggetti britannici di mezza età e di sesso maschile, la quale ha mostrato che gli uomini ricchi hanno più figli di quelli che hanno gli uomini poveri: cosa significa? Secondo i ricercatori ciò significa che le donne sono più propense a sposare uomini ricchi, capaci di mantenere economicamente sia la moglie, sia i figli nati da lei. Guardando alle crude statistiche, i ricercatori Nettle e Pollet hanno scoperto che gli uomini che guadagnano 10.000 sterline l’anno hanno in media un solo figlio, mentre quelli che guadagnano 50.000 e più sterline l’anno hanno due figli, o anche di più. Gli uomini ricchi hanno dunque una maggiore probabilità di trovare delle donne disposte a fare figli con loro, avendo maggiori possibilità di trasmettere i loro geni.C’è però un’altra ragione molto importante, che influisce sulla scelta del partner: parte della gioia nell’avere l’altra persona così intimamente presente nella propria vita è infatti saldamente collegata al fatto che l’altro conferma la nostra autostima e ci dà il senso del nostro valore. (Se mi ama, ciò significa che valgo)Freud riteneva che la capacità di formare rapporti significativi con il sesso opposto fosse il risultato di una buona educazione ricevuta da parte dei genitori. Al contrario, l’impossibilità di stringere rapporti significativi era la conseguenza di relazioni disfunzionali tra le ragazze e i loro padri, o dei ragazzi con le loro madri. Lo psicoanalista ha inoltre specificato che, seppure un certo grado di narcisismo sia utile e presente in tutti gli esseri umani, è importante ad un certo momento della vita saper liberare questo amore per sé stessi, donandolo ad un’altra persona, per non sviluppare un narcisismo incontrollato, he porterebbe alla follia.Jung è andato oltre questi concetti, ed ha suggerito che quello che sembrava “amore a prima vista” fosse semplicemente una proiezione. Le persone, secondo Jung, riconoscono il loro animus maschile o la loro anima femminile, e sono attratti da ciò che riconoscono come la parte inconscia e nascosta di sé stessi. Per Jung, era importante capire questo aspetto della propria psiche, in modo da imparare a interagire con la propria anima (o animus) in modo da scegliere il/la partner con maggiore saggezza, per formare un rapporto di coppia adulto.Insomma, il contrario del famoso “vai dove ti porta il cuore”.font: psicolinea.it [...]

La violenza sugli uomini: il nuovo sesso debole

La violenza contro gli uomini è la violenza perpetrata contro uomini basata sul genere. Fa parte del fenomeno noto come violenza di genere. Nelle culture democratiche, la violenza contro gli uomini risulterebbe un fenomeno sostanzialmente equivalente rispetto a quello perpetrato verso soggetti di genere femminile, sebbene vi sia sovente un senso comune diverso.Capire la violenza e gli abusiCome negli altri casi di violenza di genere, la violenza contro l'uomo è un fenomeno di difficile quantificazione, poiché commesso prevalentemente in ambito familiare, nel quale il rapporto di legame tra vittima e autore genera sovente una reazione di silenzio. Data una prevalente considerazione sociale verso il caso in cui la vittima è di genere femminile, è stata rilevata una comune sensibilizzazione che considera come eccezioni i casi in cui la vittima è di genere diverso, nonostante i dati statistici evidenzino il contrario. Tale fenomeno ha generato una "normalizzazione" della violenza femminile diminuendo l'allarme sociale.Uno studio statunitense ha sostenuto l'esistenza di un alto livello di accettazione da parte delle donne della violenza contro gli uomini.Costituisce un problema nello studiare il fenomeno il silenzio e il senso di vergogna che caratterizzano la vittima maschile di abusi a ciò si aggiunge l'incertezza tra gli studiosi nel dare definizioni univoche di "abuso domestico".Le teorie che affermano che le donne sono tanto violente quanto gli uomini sono state definite teorie della simmetria di genere.Straus e Gelles, analizzando la violenza entro le coppie sposate, hanno rilevato che nel 27% dei casi è il maschio a commettere la prima violenza; nel 24% è la femmina; nei rimanenti casi la violenza è reciproca, con entrambi i compagni che si abusano l'un l'altro.Nei casi di violenza di genere, risulta utile considerare altri fattori che giocano un ruolo quali la classe sociale, la cultura, la religione, la dimensione ideologica. Tuttavia il ruolo dei comportamenti sessisti in correlazione con la violenza domestica hanno dato risultati contraddittori.Uno studio del 1997 ha dimostrato come una percentuale notevolmente maggiore di uomini rispetto alle donne tenda a non rivelare l'identità del proprio aggressore. Una ricerca del 2009, mostrerebbe come ci sarebbe una maggiore accettazione degli abusi perpetrati dalle donne rispetto a quelli perpetrati dagli uomini.Violenza sessuale: Stupri di donne su uomini Per quanto concerne gli adulti, la statistica giudiziara riporta vari casi di stupro di donne su uomini,nei quali le vittime sono state oggetto di un trattamento cosiddetto double standard (applicazione di principi diversi a situazioni eguali), socialmente, politicamente e legalmente rispetto al trattamento corrisposto alle vittime femmine dello stesso tipo di reati.Per far fronte a questo problema la legislazione statunitense ha promulgato leggi in materia per sancire un'uguaglianza di trattamento al di là del genere della vittima.Negli Stati Uniti vi sono stati casi celebri di stupro su minori maschi da parte di donne adulte: tra questi quuelli di Mary Kay Letourneau e Debra Lafave.Stupri di uomini su uominiIl fenomeno di stupro tra uomini sarebbe diffuso in particolare nelle carceri, e potrebbe costituire la forma più comune e meno riportata di violenza carnale, più comune degli stupri di uomini a danni di donne.Una ricerca compiuta nel Regno Unito afferma che il 3% degli uomini ha subito un rapporto sessuale non consensuale da adulto e il 5% da bambino.La psicologa Sarah Crome ha criticato la mancanza di servizi a supporto delle vittime maschili di stupri, un sistema legale non preparato a prevenire e reprimere un simile crimine e una bassa propensione denunciatoria da parte delle vittime, stimando che meno di un maschio su dieci riporterebbe gli abusi sessuali subiti.Questa forma di stupro è stata usata anche come forma di tortura o terrorismo.fonte: wikipedia.org [...]

TI MASTURBI: ASSOLUTAMENTE NO

La masturbazione è un atto assolutamente naturale e le statistiche dimostrano che tutti, maschi e femmine, almeno una volta nella vita praticano l’autoerotismo.Masturbazione e autoerotismo sono due termini, sinonimi, che si usano comunamente per indicare la stimolazione degli organi genitali allo scopo di raggiungere l‘orgasmo, sia dell’uomo che della donna.Oggi la masturbazione è considerata una pratica fondamentale per lo sviluppo sessuale di ogni individuo e uno strumento indispensabile per conoscere il proprio corpo. Tuttavia viene considerata da molti ancora come un tabù favorendo in questo modo la diffusione di falsi miti che contribuiscono a creare solo confusione tra i più giovani.Intorno alla masturbazione, si sono tramandati per generazioni  leggende e falsi miti che, purtroppo, da molti ancora vengono ritenuti reali fino ad arriva a credere – sbagliando – che la masturbazione non sia una pratica sana.Masturbazione: le domande più comuni a riguardo.La masturbazione fa diventare ciechiSe così fosse l’intera popolazione mondiale sarebbe non vedente. Questo mito nasce da un trattato scritto nel 1712 contro la Masturbazione e ampiamente confutato dalla medicina moderna. Oggi praticamente tutti i medici e gli studiosi concordano sul fatto che la masturbazione è innocua (anzi fa anche bene). Le affermazioni secondo cui la masturbazione provoca cecità, pazzia, palmi delle mani pelose, perdita di capelli, acne o cancro sono del tutto infondate. Al contrario di quanto si credeva anni e anni fa la masturbazione possiede effetti benefici sulla salute dell’uomo.Masturbarsi per molti uomini è addirittura di aiuto contro lo stress, oltre che un sonnifero naturale. Clinicamente è stato dimostrato che la masturbazione può ridurre l’emicrania ed altri tipi di dolore e che, se frequente, può addirittura ridurre le probabilità di sviluppare un tumore alla prostata.Masturbarsi di frequente fa maleAssolutamente no, a meno che non sia così frequente da prevalere sulle altre attività giornaliere. La masturbazione, anche se praticata molte volte nel corso della settimana, non diminuisce la libido, non causa problemi di salute o patologie quali la disfunzione erettile e l’eiaculazione precoce. Sicuramente una masturbazione eccessiva potrebbe essere alquanto faticosa, tanto da portare ad un esaurimento fisico. Diventa tuttavia necessario rivolgersi ad uno specialista solo nel caso in cui la vita lavorativa e sociale ne risentano in termini di tempo e qualità.La masturbazione influisce sulla conta degli spermatozoiNo, in quanto il risultato della masturbazione è lo stesso di un’eiaculazione avvenuta a seguito di un rapporto sessuale. Sia la masturbazione, che il sesso non causano infatti una diminuzione della fertilità maschile. Tuttavia, se un uomo ha già inizialmente una conta degli spermatozoi non elevata, la masturbazione potrebbe in qualche modo influenzare la qualità dello sperma. Per questa ragione, solo agli uomini che stanno tentando di procreare, si consiglia di astenersi dalla masturbazione nel periodo di ovulazione della propria partner.Si masturbano solo gli uominiAnche questa è un’affermazione del tutto falsa. Le statistiche dimostrano che gli uomini si masturbano più delle donne, ma questo non implica necessariamente che le donne non lo facciano! Ciò che è vero è che l’atteggiamento sociale nei confronti della masturbazione femminile è molto più negativo e che le donne sono più reticenti nell’ammetterlo o nel parlarne perfino con il proprio partner!Si masturbano solo i singleFalso. La masturbazione è un’alternativa al sesso di coppia, ma una cosa non esclude l’altra. Anzi, potrebbe essere una piacevole esperienza da provare in due.Masturbarsi fa crescere il penePurtroppo neanche questo è vero. Non c’è nessun collegamento tra la misura degli organi genitali e il numero di volte che vi masturbate al giorno o in un mese. Quindi se praticate l’autoerotismo con l’obiettivo di far allungare il vostro pene, sappiate che non cambierà nulla! [...]

COME ECCITARE UN UOMO

Molti pensano che per l’uomo raggiungere l’orgasmo sia molto più facile di quanto non lo sia per la donna. In generale è vero che le donne hanno bisogno di maggiore stimolazione per ottenere il piacere, ma in realtà anche gli uomini ne hanno bisogno e anche per loro l’orgasmo non è poi un evento così ‘automatico’ e scontato!Un recente sondaggio, infatti, ha messo in evidenza che al 29% degli uomini capita di eiaculare senza provare piacere, e al 18% degli uomini è capitato di simulare un orgasmo. A quanto pare, è un’esperienza più complicata di quanto sembri!Come stimolare al massimo l’orgasmo maschile e far sussultare di piacere il partner?Recenti studi dimostrano che usare preliminari lenti, stuzzicanti e protratti, il cervello dell’uomo rilascia tre ormoni (tesosterone, dopamina e ossitocina) che, agendo insieme, lo portano ad alti livelli di eccitazione e ad un finale a lunga durata. Ecco alcuni suggerimenti per potenziare l’orgasmo maschile.Comincia dalla vistaL’obiettivo è carburare lentamente per farlo salire all’apice del piacere, per questo è bene iniziare a solleticare i suoi sensi e i suoi pensieri perché l’orgasmo prima che dal corpo parte dal cervello. La stimolazione visiva è la prima strategia davvero potente. A volte bastaun piccolo gesto – un movimento delle gambe, una scollatura, un sorriso, un atteggiamento sexy – per dare inizio ad un incontro sessuale eccitante e piacevole. Meglio ancora se si prende l’uomo alla sprovvista, stuzzicandolo magari mentre è impegnato in qualche attività quotidiana. Nella sua mente già scatterà qualcosa e comincerà ad avvertire una certa eccitazione.Vai con le fantasie piccantiL’obiettivo, anche questa volta, è carburare lentamente per farlo salire all’apice del piacere, per questo la donna può solleticare i suoi pensieri  e la sua fantasia erotica. Per scaldarlo a fuoco lento è utile dare spazio alla sua immaginazione: fare un’allusione, mostragli qualche centimetro di coscia prima di andarsi a nascondere dietro una porta. Una dolce tortura fa salire il flusso ormonale dando il via all’orgasmo prolungato. A livello chimico, la stimolazione visiva e mentale, incrementa il rilascio di testosterone, che amplifica la sua libido e fa crescere la dopamina che regola l’eccitazione sessuale.Preliminari lenti e eccitantiA questo punto, la donna può prendere in mano la situazione iniziando da  baci e carezze, per arrivare lentamente alla masturbazione manuale e al sesso orale molto graditi dagli uomini. Alternando entrambe le cose, il partner arriverà ad un tale livello di eccitazione che pregherà la donna di penetrarla.Un suggerimento: non bisognerebbe toccare l’uomo ovunque e, soprattutto, non dove lui vorrebbe! E non andare subito alla stimolazione del suo pene.È essenziale che lei si avvicini il più possibile ai suoi genitali, senza arrivarci;questo crea anticipazione erotica: lui con la mente vive già ciò che ancora non ha e va su di giri. Se la partner sarà brava a tenerlo in sospeso, quando si arriverà alla penetrazione i livelli di dopamina lo porteranno all’estasi.Potenziare l’orgasmo, potenziare l’orgasmoIl metodo toccata e fugaMa ancora non è giunto il momento e, in questa fase, è importante ritardare ancora un po’ la penetrazione continuando a toccare il partner con i polpastrelli, le labbra, il seno.   Ogni volta che l’uomo si sente sfiorato, il suo corpo rilascia l’ossitocina, l’ormone dell’amore. Questa sostanza è rilasciata nel cervello in grandi dosi durante il sesso e più viene stimolato con il contatto pelle a pelle più ne fa il pieno.  Se a questo si aggiunge  il picco di testosterone e dopamina, il mix è vincente per intensificare e dilatare il suo orgasmo.A questo punto, lui sarà così eccitato che potrebbe esplodere. Ma non è ancora il momento: il segreto è portarlo ripetutamente al limite e poi rallentare. Più si sollecita l’uomo uomo con alternanza di stimoli e pause, più il suo organismo sarà “stressato” (in senso buono) e più intensa sarà la sua eccitazione. L’operazione deve essere ripetuta almeno due o tre volte, portando il partner fin quasi al punto di non ritorno e tornando indietro. Quando il suo respiro si farà più rapido o i suoi muscoli diventeranno  più tesi, il suo corpo sarà travolto da continue ondate di piacere: allora è segno che non può più trattenersi.Cambiare posizioni sessualiPer riuscire ad ottenere il massimo piacere durante il rapporto sessuale vero e proprio, è importante cambia le posizioni. [...]

IL POMPINO PERFETTO La tecnica di Auntie Angel

Se non avete mai visto il video del pompelmo di Angel significa che non siete aggiornati. Molto male, cara generazione di internet. Niente biscottino per voi. Per rimediare guardate il video qui sopra, e solo dopo riprendete a leggere.  Visto? Bene, perché questo video è perfetto. La tecnica, che ho provato, non è immediata, e stando al mio ragazzo è “un po' troppo bagnata, eppure piacevole.” Ad ogni modo il pompelmo è solo una delle 50 tecniche da fellatio presentate nel corso in DVD di Angel. I fortunati l'hanno apprezzata dal vivo, durante le lezioni che secondo Angel avrebbero raggiunto più di 50.000 persone in dieci anni di insegnamento.Il suo primo successo virale, un video di 20 minuti intitolato "Angel’s Fellatio Secrets"—che garantisce l'orgasmo maschile in cinque minuti o meno—ha debuttato su World Star Hip Hop a febbraio del 2013 e da allora ha totalizzato più di sei milioni di visualizzazioni. I video di Angel raggiungono un equilibrio delicato. Franca e inequivocabile, la sua enfasi sulla terminologia e sul sesso sicuro ricordano le lezioni di educazione sessuale, mentre il senso dell'umorismo e le bizzarre dimostrazioni danno più l'idea di un addio al nubilato. La genialità di Angel è che incarna entrambi gli spiriti, rendendo il sesso qualcosa da prendere seriamente ora così da poterlo praticare in tutta leggerezza (o fragore) dopo.Auntie Angel, aka Denise Walker, ha 43 anni e vive a Chicago, dove lavora come specialista del sesso ed estetista specializzata in manicure. L'ho contattata per chiederle delle sue tecniche, degli otto anni nell'esercito e delle particolarità del suo suono da autospurgo incazzato.Come è venuta l'idea del pompelmo?Auntie Angel: Molti anni fa, prima ancora che cominciassi a tenere dei corsi—è una storia vera. Quando ho cominciato a praticare sesso orale non avevo idea di cosa fare. Il ragazzo che frequentavo voleva che lo facessi, così ho dovuto imparare, come fanno tanti, dal porno. Perciò guardavo i porno cercando di capire cosa stessero facendo quelle donne sullo schermo, e una in particolare aveva della frutta, e faceva quello che doveva fare, e l'uomo sembrava in estasi.Sono corsa in cucina a vedere cosa avevo. C'erano un limone, un'arancia e un pompelmo. Sono seria, eh. Ho preso prima l'arancia. Pensi che sia dolce e maneggevole, no? Ma lui era così dotato che l'arancia si è spappolata. Così ho tagliato il pompelmo, e mentre mi adoperavo con il pompelmo lui mi ha detto, “Oddio, sembra che stiamo contemporaneamente facendo sesso e che tu mi stai facendo un pompino.”In un tuo pezzo su Cosmo avevi 27 anni. Molte iniziano prima; com'è andata? Se devo essere sincera, nessuno me l'aveva mai chiesto, quindi non pensavo fosse un'esigenza. O era qualcosa che ti piaceva fare, come una fissazione, o eri sposata o via dicendo. [Ride] Poi quando il ragazzo con cui uscivo me l'ha chiesto, mi sono detta, “Davvero vuoi che lo faccia?! Ma è roba che fanno quelle brutte!” Volevo davvero che gli piacesse, quindi sono andata a fondo; non mi sono limitata a provarci. Volevo capire cosa stavo facendo. Sapevo che c'era un metodo. Quindi hai adottato una sorta di approccio accademico. Assolutamente sì. E questo atteggiamento ha effettivamente aperto la comunicazione tra me e il mio uomo—e come ho capito, questo è l'aspetto più importante, perché ogni uomo e ogni donna sono diversi. Ho dovuto cominciare a parlargli e a scoprire cosa gli piacesse. E gli uomini non sono molto bravi a comunicare. Non vogliono articolare. Vogliono solo l'azione. Ma alla fine ha cominciato a dirmi cosa gli piaceva o meno, ed è così che ho praticamente strutturato le 50 tecniche. Emetti un rumore molto preciso e riconoscibile mentre lo fai. Di cosa si tratta? L'effetto è esagerato, lo so. Guardando porno e parlando con le donne, ho notato che tutti fanno sempre più o meno i solito ooh e ah. Volevo fare qualcosa che fosse così sopra le righe da essere indimenticabile—una cosa da portarsi fino alla tomba. Quelli a cui lo fai collasseranno e durante gli ultimi respiri ricorderanno ancora quel suono. Se a loro non piace, puoi comunicare. Se non piace l'effetto, puoi diminuire o trovare un compromesso. Ma non cominciare dando loro quello che hanno sempre avuto. Hai fatto un sacco di lavori. Ora sei anche estetista, e ho letto che sei stata nell'esercito, giusto? Sono stata un meccanico per otto anni. Una volta, nei primi degli anni Novanta, stavo assistendo a una lezione sulla salute e il sesso, e continuavo a ripetermi che avrei saputo fare di meglio. E Angel non era ancora nata, ma anche in quell'occasione, anche nell'esercito, mi sono fatta avanti. Tenevo lezioni sul sesso sicuro.Molti uomini dicevano di odiare il preservativo. Ma tengo molto alla promozione del sesso sicuro, soprattutto nella comunità afroamericana, perché il tasso di HIV è molto alto. Una volta mi sono messa un preservativo sul piede, lì davanti a tutti. Ho insegnato a tutti come srotolarlo sul mio piede, l'ho alzato per aria e ho detto ai ragazzi, “Allora, se avete un pene più grande del mio piede non dovete usare un preservativo, ma penso non sia questo il caso.” Mi guardavano tutti con un'espressione a dir poco stupita. Ma io non mi vergognavo. Amo il sesso. È un denominatore comune. Non dovrebbe essere un tabù del quale le persone hanno paura di parlare.Quindi quando è “nata” Angel? Dieci anni fa. Stavo con un ragazzo particolare. Ero così eccitata delle cose che facevo con lui che ho cominciato a raccontarle alle mie amiche, e loro erano sbalordite. Poi hanno cominciato a raccontarlo ai loro amici, e agli amici degli amici. Ecco come è nata Angel, per aiutare gli amici. Ma si è diffusa come il fuoco—sono finita ovunque.Ora stai con il tuo manager, Jay, no? Proprio così. È bello perché capisce quello che faccio. Non è solo lì per farmi da manager. Proviate nuove tecniche insieme, no? È una sorta di laboratorio del sesso? La camera da letto è il nostro laboratorio, cara mia. Ma uno dei miei DVD—Home Is Where the Heart Is—consiglia di non limitarsi alla camera da letto. Se vivi solo o i bambini sono fuori, ci sono il salotto, la sala da pranzo, la cucina, il bagno, il corridoio, la macchina, il cortile... ci sono così tanti posti in cui avere una gran bel rapporto sessuale. Ho anche la cosiddetta Tecnica della Morte. E, a essere sincera, ci sono state donne che l'hanno usata e si sono trovate con un morto.... durante il sesso orale? Sì, un attacco di cuore. E io lo dico, non mi prendo responsabilità per la salute dei vostri uomini. Fatelo a vostro rischio e pericolo!Di che tecnica si tratta. Praticamente unisci un vibratore alla tecnica del pompino perfetto, quindi scendi e giri tutto su tutto il corpo, su e giù e poi intervieni sul perineo con il vibratore.Che programmi ha Angel? Tanti! Io e Jay siamo appena stati intervistati per Sex Sent Me to the ER. Non posso dirti cosa è successo, ma una volta sono davvero finita in ospedale per una cosa del genere. Anche diversi reality show si sono interessati a noi. È molto eccitante. Non ho mai pensato che quello che facevo potesse portare a fama o fortuna. Volevo aiutare le donne a emanciparsi nella sessualità. Tra tutte le dritte e le tecniche, quale pensi sia la migliore? La nostra bocca può fare cose che la vagina non può fare. La vagina è fantastica—così fantastica che, nove volte su dieci, l'uomo con cui stai facendo sesso avrò un orgasmo. Dio l'ha resa perfetta. La bocca è diversa: devi lavoraci un po'. Ma una volta che hai una vagina fantastica e una grande testa, allora diventi una belva. Il mio consiglio per le donne è diventare belve.  [...]

PERCHE GUARDIAMO I PORNO

David J. Linden, Ph.D. è un Professore di Neuroscienza alla John Hopkins University School of Medicine e autore di Touch: The Science of Hand, Heart and Mind.Dopo una lunga lotta che ha implicato molte e diverse procedure mediche, i miei figli sono stati concepiti in vitro. Mia moglie ha sopportato quasi interamente l’umiliazione di questo processo con infinite iniezioni, test e operazioni. Il mio minore contributo consisteva nel masturbarmi nei decisamente anti-erotici dintorni dell’ufficio del dottore.Mi veniva dato un bicchiere di carta da un’infermiera torva e mi veniva indicata la stanza designata.Aveva paesaggi marini amatoriali sui muri, mobilia attrezzata con fodere aderenti di plastica e una pila di giornali sconci—Penthouse, Hustler e simili. Era il 1996, prima dell’era del porno su internet, e quelli che avevano un gusto particolare avevano poca fortuna. Era una sfida entrare nel mood, ma, in verità, i giornaletti aiutavano. Col tempo, ho diligentemente prodotto i miei liquidi su Penthouse, e li ho indirizzati verso il mio piccolo, tiepido bicchiere con un sorriso imbarazzato.Mentre i numeri dei sondaggi sono quasi sicuramente sottostime, una ricerca recente ha rivelato che il 66 percento di tutti gli uomini e il 41 percento delle donne americane guarda pornografia almeno una volta al mese. Un’analisi di pacchetti di dati che viaggiano attraverso i server internet ha indicato che circa metà del traffico web è porno; alcuni gridano al mito, insistendo che il numero è molto minore, più realisticamente circa il 4%. Il vero numero rimane nascosto nell’oscurità dei dati di traffico di internet, tanto quanto nei tabù culturali, ma ci si interroga poco sulla popolarità del porno.Perché il porno è così incredibilmente popolare? Ci sono diversi tipi di risposta a questa semplice domanda. Mentre un certo tipo di porno è usato per entrare nel mood per attività sessuali, il più vasto uso del porno, sia da parte delle donne che degli uomini, ha la sua funzione nell’aiutare l’utente a raggiungere l’orgasmo attraverso la masturbazione. Infatti, molte persone trovano che sia difficile arrivare all’orgasmo per masturbazione senza guardare porno.Ma perché il porno aiuta? Su un piano psicologico, si potrebbe dire che il porno facilita l’orgasmo auto-indotto aumentando l’eccitazione sessuale, promuovendo fantasie ed escapismi sessuali. Queste risposte sono corrette, ma sospetto che siano anche incomplete e che falliscano nel catturare un aspetto neurobiologico essenziale di auto-stimolazione.Siamo programmati per prestare meno attenzione a segnali di tatto che risultano provenire dai nostri stessi movimenti, in confronto a quelli originati nel mondo esterno. Per esempio, quando camminiamo per la strada, notiamo a stento la sensazione dei nostri vestiti che si muovono contro la nostra pelle. Ad ogni modo, se facessimo esperienza di queste stesse sensazioni mentre siamo immobili, sarebbero molto evidenti e richiederebbero la nostra attenzione immediata: Chi o cosa si sta sfregando contro di noi? Ha senso: le sensazioni che arrivano dal mondo esterno sono quelle che più probabilmente attirano la nostra attenzione perché sono potenzialmente minacciose, o altrimenti importanti (provocanti, dolci, sorprendenti, etc.). Siamo progettati per dare meno attenzione ai segnali tattili provenienti da noi stessi, rispetto a quello provenienti dal mondo esterno. Si pensi al solletico. Questo fenomeno è chiaramente illustrato nel caso del solletico. La maggior parte delle persone non può farsi il solletico con efficacia; la sensazione tattile proveniente dall’auto-solletico è molto più debole di quella che deriva dal solletico fatto da un’altra persona. Sarah-Jayne Blakemore e i suoi colleghi dell’Institute of Neurology a Londra hanno condotto esperimenti in cui i soggetti subivano il solletico o ricevano istruzioni di auto-solleticarsi mentre erano in una macchina che scansionava il loro cervello.Il solletico risultava nell’attivazione di regioni del cervello coinvolte nella decodifica della posizione precisa e della qualità del tatto (regioni chiamate corteccia somatosensoriale primaria e secondaria), così come le parti del cervello che sono responsabili per il tono emotivo positivo del tatto (la corteccia cingolata anteriore e la corteccia insulare posteriore). Quando l’esperimento era ripetuto con auto-solletico, l’attivazione di questi centri del tatto appariva ridotta, se confrontata con il solletico convenzionale.Ad ogni modo, allo stesso tempo, l’auto-solletico produceva una forte stimolazione del cervelletto, una struttura del cervello che riceve sia i segnali del tatto sia le istruzioni dalle altre regioni del cervello per iniziare un movimento—tipo i segnali elettrici che navigano attraverso i neuroni per controllare i muscoli nella mano e nel braccio durante l’auto-solletico. Il cervelletto è attivato quando le istruzioni per il movimento sono correlate in modo specifico con i feedback sensoriali da parte dei sensori di tatto della pelle. Manda poi segnali inibitori ai centri di tatto del cervello (e altre regioni), che smorzano la loro attivazione e dunque attenuano la sensazione di solletico durante l’auto-solletico. I nostri cervelli possono distinguere quando la nostra mano sta facendo il solletico al nostro corpo, e riducono la quantità di solletico che sentiamo di conseguenza.I paralleli tra l’auto-solletico e la masturbazione sono ovvi. In entrambi i casi, il cervelletto è attivato dal fatto che è necessario sopprimere l’attività neurale in quelle parti del cervello che rispondono ad entrambe le componenti del tatto, sensoriale ed emotiva. Per intensificare i segnali pilotati dal tatto durante la masturbazione, uno può impegnarsi in fantasie ad occhi aperti o, ancor più efficacemente, può usare il porno. Entrambe queste pratiche producono un’attivazione di regioni visive e di altri sensi del cervello. Anche se stai leggendo una storia erotica, piuttosto che guardando immagini, la cosa attiverà regioni visive più alte del tuo cervello, man mano che crei un’immagine mentale della narrazione.(Considerate che, da quel che so, questa teoria non è stata testata in laboratorio esplicitamente—ed è improbabile che gli sia data priorità nei finanziamenti governativi. Ma può essere dimostrata facilmente mettendo uomini e donne ad auto-stimolarsi in uno scanner per il cervello, con o senza porno. Un altra sfida da superare, ad ogni modo: è difficile auto-stimolarsi senza far girovagare un po’ il cervello.)Quando ci si tocca, la corteccia anteriore cingolata, responsabile per la regolazione delle emozioni, è soppressa dal cervelletto. Immagine: Wikipedia Per intensificare i segnali provenienti dal toccarsi, le persone possono immaginare o, ancora meglio, guardare dei porno.Il fatto di poterci eccitare alla vista di attori che si toccano sullo schermo come se accadesse sulla nostra stessa pelle, risulta dall’informazione neurale ricevuta dallaparte posteriore dell’insula, il centro corticale principale attivato dalle carezze e un nodo cruciale nel cervello emotivo. In aggiunta alle fibre nervose attivate dalle carezze, anche la parte posteriore dell’insula riceve informazioni elaborate in modo altamente visivo. Straordinariamente, guardare meramente un film in cui il corpo di qualcuno viene accarezzato attiverebbe la parte posteriore dell’insula di un soggetto in un modo che è simile al ricevere una vera carezza. L’attivazione dei centri del tatto emotivo con il porno contrasta l’azione del cervelletto di smorzare le sensazioni di tatto auto-indotto. Il risultato finale è che la maggiore attività dei centri del tatto emotivo aumentano l’intensità e il piacere della sensazione del toccarsi da soli, rendendo più facile raggiungere l’orgasmo.Dunque ecco la risposta. Se guardare porno non contrastasse i circuiti del cervelletto progettati per identificare e sopprimere le conseguenze sensoriali dell’ auto-movimento, sarebbe molto meno efficace e d’aiuto alla masturbazione, e non avrebbe neanche un ruolo tanto prominente nelle nostre vite culturali e private. [...]

CONSIGLI SUL SESSO ANALE

Il sesso anale è una di quelle cose che o si ama o si odia. Non c’è via di mezzo. La maggior parte delle donne ad un certo punto della propria vita lo prova, ma sono solo in poche quelle che ripetono l’esperienza. La ragione è chiara: il dolore. Se non ci fosse dolore, ci sarebbe probabilmente piacere. E da qui, o amore o odio. Tuttavia, anche in questo campo è la pratica che rende perfetti. Solo provando e riprovando riuscirete ad imparare tutte le tecniche e i segreti che renderanno il sesso anale un’esperienza piacevole per la vostra partner. E’ fondamentale inizialmente capire cosa alle donne piace e cosa non piace del sesso anale.Il potere del sesso analeSia per gli uomini che per le donne il sesso anale può costituire un ottimo diversivo rispetto al sesso convenzionale. Le sensazioni che dona sono particolari, inconsuete e diverse. Inoltre, i tabù ancora associati a questa pratica sessuale non fanno altro che creare, in verità, una certa attrazione da parte sia dei più audaci che dei più timidi. Tuttavia, una volta provato, il sesso anale perde velocemente tutto il suo fascino per la maggior parte delle donne (e anche per qualche uomo). Ma quali sono le ragioni per cui le donne amano oppure odiano il sesso anale? Perché le piace il sesso anale? Partiamo dalle cose positive.Il sesso anale le piace perché la eccitaLe donne amano il sesso anale perché può far provare loro sensazioni magnifiche e mai provate prima. Il sesso anale permette alla donna di sentire una penetrazione molto profonda e di provare un insieme di sensazioni che coinvolgono, in una sorta di particolare mescolanza, sia il clitoride che la vagina. Qualora anche queste parti vengano correttamente stimolate, la donna verrà trasportata in un’altra dimensione e il suo piacere non avrà limiti. Ricordate che gli orgasmi anali sono una realtà.La trasgressione del sesso analeMolte persone amano la trasgressione. Il sesso anale è una di quelle trasgressioni che si possono fare privatamente e nessuno ne saprà mai niente, se non voi e la vostra partner. La cosa, ovviamente, è parte fondamentale del divertimento. Spesso per una donna il sesso anale è una di quelle attività del tipo “c’è una prima volta per tutto”. Può avere un sacco di fascino il fatto di fare qualcosa che non si è mai fatto prima nella vita. Perché lei odia il sesso anale? Parliamo delle cose negative.Perché il sesso anale fa maleIl sesso anale non è così facile da mettere in pratica se non lo si è mai fatto prima. Per un uomo può sembrare semplice – dentro e fuori – ma per la donna non è così. Il sesso anale, se fatto male, può causare sudorazione fredda, brividi e un’estrema agonia. Molto spesso tuttavia le donne decidono di sopportare il dolore perché desiderano che l’esperienza possa essere piacevole per voi. Una volta conclusa un’esperienza dolorosa, tuttavia, la vostra partner potrebbe rifiutare ogni altro tentativo. Quindi, per ridurre al minimo la possibilità di un rifiuto categorico nel futuro, cercate di non farle male sin dalla prima volta. Fate del vostro meglio ogni volta e probabilmente potrete riprovarci di nuovo. Fatele male e sarete interdetti dal suo ano a vita.Perché è preoccupata per le conseguenze esteticheIl sesso anale è, ovviamente, il modo ideale per fare disastri. Per una donna, l’idea che possiate entrare dentro di lei ed uscire in una situazione non “idonea”, è estremamente imbarazzante.Per questo motivo la vostra partner potrebbe essere assolutamente contraria al sesso anale, anche senza averlo mai provato. Le donne passano così tanto tempo per farsi belle per noi, che il solo pensiero di fare qualcosa che potrebbe compromettere fatalmente tutto quel duro lavoro, potrebbe essere inconcepibile. Per alleviare le sue preoccupazioni potrebbe essere utile consigliarle di praticare un lavaggio anale (in commercio esistono vari tipi di strumenti per effettuare una doccia anale) o assicurarsi che sia andata in bagno almeno un’ora prima del rapporto.Lubrificazione d'obbligo!Il canale rettale non produce un lubrificante proprio, quindi è fondamentale utilizzare sempre un lubrificante di buona qualità in tutte le vostre avventure anali. Si consiglia di usare lubrificanti a base di silicone, perché tendono a durare a lungo e a non seccarsi. Non utilizzate prodotti come la vaselina: intasano le pareti del retto e sono troppo appiccicosi.Giocate con leiE’ molto importante che la vostra partner sia molto eccitata. Solo a quel punto il suo corpo sarà pronto ad accogliervi. Massaggiate il suo corpo con l’olio, fatela rilassare, amatela, adoratela e accarezzatela.Tutto questo, ovviamente, dovrà avvenire senza che il suo ano venga minimamente sfiorato. L’attesa è una delle tecniche sessuali più efficaci che abbiamo a disposizione: usatela a vostro vantaggio. Il livello di eccitazione dovrebbe essere tale per cui sarà lei stessa ad un certo punto a pregarvi di farlo: è quello il momento adatto. A quel punto, quando le sfiorerete l’ano, invece di una smorfia di tensione, vi risponderà con gemiti e lamenti.Preservativi e igiene Le malattie si trasmettono attraverso tutti i tipi di rapporto sessuale, compreso quello anale. Inoltre, le pareti del retto sono molto sottili e permeabili quindi il rischio di contrarre una malattia sessuale è addirittura maggiore. Ma l’utilizzo di un preservativo potrebbe essere una buona idea anche per altri motivi.La vostra partner potrebbe non desiderare che eiaculiate all’interno del suo retto. E la cosa, francamente, è comprensibile: le cose per lei potrebbero diventare un po’ fastidiose una volta finito il sesso. Utilizzate un preservativo ed eviterete il problema. Inoltre, i preservativi vi aiuteranno anche a proteggere il pene dalla materia fecale che può essere presente in piccole quantità nel retto. Qualora succedesse non sarà un problema: basterà sciacquarla via. Infine, indossare il preservativo vi renderà meno sensibili e quindi vi permetterà di durare un po’ più a lungo.Cosa non fare MAI Non fatelo mai senza che la vostra partner abbia dato il suo espresso consenso. Una donna non è un oggetto da usare a piacimento: se la vostra partner è così gentile da voler condividere con voi il suo bellissimo di dietro, vedete di trattarlo con rispetto e siate solo grati. A meno che non vi sia espressamente richiesto, non eiaculate dentro di lei. Non siate troppo irruenti e non spingete troppo forte, sempre che non sia espressamente richiesto.Cosa fare SEMPREUtilizzate sempre il lubrificante. Indossate sempre il preservativo se vi viene richiesto, senza fare i bambini. Fate come vi viene richiesto, in qualsiasi momento: il sesso anale è una situazione delicata e lei avrà bisogno di potersi di fidarsi di voi.Sesso anale e stereotipi di genere Quando una coppia eterosessuale pensa al sesso anale, in genere pensa al sesso anale “uomo su donna”. Tuttavia, per meglio comprendere cosa sia il sesso anale e riuscire a migliorare le vostre prestazioni, sarebbe bene se vi apriste alla possibilità che sia lei a potervelo praticare.Spaventati? Non siatelo.Il sesso anale richiede una sacco di pratica per diventare perfetto e sperimentarlo a vicenda è anche un modo perfetto per rendere più profonda la vostra connessione sessuale e amorosa. Non si deve per forza usare un sex toy: potete usare dita, lingua, oli, lubrificanti o qualsiasi altra cosa. Sperimentate e lasciate che il vostro corpo venga amato. Vedrete come ripagherà.Il sesso anale non viene vissuto bene da tutti: fatelo bene e lo farete di nuovo. Fatelo male e potreste essere banditi per sempre dal di dietro della vostra lei. Beh, probabilmente non per sempre, ma almeno fino a quando non si dimenticherà quanto male le avete fatto la volta precedente. Il miglior consiglio che possiamo darvi è quello di assicurarvi che lei sia molto eccitata prima di iniziare. A quel punto sarà molto difficile perdere la sfida. [...]

IL CLITORIDE FONDAMENTALE PER OGNI ORGASMO

Fare del buon sesso aiuta a togliere lo stress, diminuire la pressione sanguigna, è utile contro il rischio di malattie del cuore e stimola il sistema immunitario. Le endorfine rilasciate durante il sesso e l’orgasmo possono far diminuire il dolore e favorire l’afflusso del sangue ai genitali, prevenendo l’atrofia vaginale, ovvero il rilassamento dei tessuti della parete vaginale che possono accompagnare la menopausa.Quasi tutti gli animali fanno sesso solo per procreare, si accoppiano solo quando sono fertili e generalmente da dietro. Nella razza umana, dove si fa sesso per altre ragioni, la posizione della vagina facilita il sesso faccia a faccia. Nella nostra specie il sesso non è solo per creare la vita. Il sesso ha un grande impatto nell’umore: può farci calmare o rallegrarci e può migliorare la propria autostima.L’organo sessuale primario femminile è il clitoride, non la vagina, che è il canale per la nascita. Il termine “fallo” fa riferimento sia alla porzione esterna del clitoride che al pene. Durante l’eccitamento, quando stimolato, il tessuto si riempie di sangue proprio come il tessuto del pene. Si hanno anche erezioni ma la naturale lubrificazione è il “termometro” di quanto si è eccitati. Il glande del clitoride è la parte più sensibile e ricca di terminazioni nervose in una donna. Il clitoride è utilizzato solo per uno scopo, ovvero il piacere sessuale. La piccola protuberanza del clitoride è solo la punta dell’iceberg. E’ presente una larga area di tessuto molto sensibile proprio dietro la parte visibile del clitoride ed è chiamata corpo clitorideo, dove sono presenti molte estensioni che vanno verso l’esterno ed il basso e ruotano intorno la vagina e l’uretra, fino all’interno del corpo, misurano tra i 9 e gli 11 centimetri in totale. Per apprezzare appieno il potenziale sessuale occorre familiarizzare con il clitoride. Per avere piena consapevolezza del piacere sessuale occorre mettere da parte la vergogna ed il disagio che magari si può avere con il proprio corpo. Ci si preoccupa dell’anatomia della propria vagina (labbra troppo grandi, clitoride troppo piccolo o difficile da raggiungere), solo accettando che i propri genitali sono unici e belli nelle loro imperfezioni risulta determinante per rilassarsi e ricevere piacere sessuale. Molti terapisti sessuali raccomandano di sedersi di fronte ad uno specchio, esaminando ed imparando ad apprezzare la bellezza che c’è li sotto.Essere totalmente presenti con il proprio corpo e respirare profondamente aiuta a raggiungere l’orgasmo. Occorre focalizzarsi nelle sensazioni del corpo e che cosa fa sentire bene piuttosto che sull’aspetto e su quello che pensa il proprio partner.Esistono diversi tipi di orgasmo: ma tutto parte dal clitoride.Il piacere di un orgasmo può essere localizzato nell’area genitale, situazione più tipica, o diffondersi per l’intero corpo (le pratiche di sesso tantrico si focalizzano sull’intero corpo richiedendo più tempo affinché avvenga). L’eccitazione crea afflusso di sangue nei genitali ed un orgasmo espelle sangue e tensione da tutti gli organi pelvici che fa quindi ritornare il corpo allo stato d’origine. Masters e Johnson hanno determinato che tutti gli orgasmi provengono dalla stimolazione clitoridea e Betty Dodson è d’accordo. Ma ci sono anche ricercatori sessuali che credono in differenti tipi di orgasmo che si manifestano da forme differenti di stimolazione. Per esempio il dottor Berman fa riferimento all’orgasmo del “pavimento pelvico” che si manifesta dalla stimolazione del punto G.Qualsiasi tipo di stimolazione può portare ad un orgasmo. Ci sono donne che possono raggiungere l’orgasmo senza coinvolgere il clitoride. Ci sono casi di persone che hanno avuto l’orgasmo da stimolazione di qualunque parte del corpo, anche succhiare il dito del piede può portare una donna a provare l’orgasmo. Alcune donne possono raggiungerlo solo con la stimolazione dei capezzoli ed altre donne semplicemente nel pensare il loro seno e zona genitale toccate (lo studio di Kinsey quantifica l’orgasmo spontaneo senza stimolazione fisica nel 2% delle donne). Ti sei mai svegliata a metà di un sogno e ti accorgi di essere venuta? Molte donne hanno questi “sogni bagnati” (due ricercatori quantificano il 37% delle donne). Gli orgasmi notturni sono relazionati all’ansia, significa si è in uno stato di stress.Gli orgasmi multipli sono anche chiamati orgasmi seriali. Per molte donne dopo aver raggiunto l’orgasmo il clitoride risulta molto sensibile e diventa una zona “off limit”. E’ chiamato periodo refrattario ed è più evidente nell’uomo che nelle donne. Ma con la contrazione dei muscoli pelvici, focalizzandosi sulla respirazione profonda e muovendo la zona pelvica avanti ed indietro si può avere un’altra serie di spasmi sessuali.Il sesso è un antidepressivo naturale, e le ragioni per le quali il buon sesso ci fa sentire bene sono sia fisiche che emozionali. Essere un tutt’uno con il proprio partner e godere insieme dello spazio e tempo può essere un’esperienza spirituale molto forte. Ricevere le attenzioni amorose di qualcuno aiuta ad amarci ed accettarci. [...]

IL SENO RIFATTO MIGLIORA L'AUTOSTIMA

Le donne con il seno rifatto a letto sono più soddisfatte. Ma il merito non è della taglia in più, ma dell’investimento fatto per se stesse: un modo per acquistare più fiducia e autostima, assicurano gli esperti sentiti dal Daily Mail.Secondo la psicologo Tomi-Ann Roberts, professore al Colorado College, le donne che si rivolgono al chirurgo plastico per l’operazione di mastoplastica additiva non lo fanno solo per migliorare il proprio aspetto fisico, ma anche per avere più fiducia in se stesse, soprattutto a letto.La dottoressa Roberts ha seguito 45 donne che si erano fatte la plastica al seno, facendo compilare loro dei questionari prima e dopo l’operazione. Alla fine 36 di loro sostenevano di aver avuto dei miglioramenti nella propria vita sessuale. Secondo la professoressa Roberts il motivo è proprio che le donne si erano rivolte al chirurgo perché convinte dai media a non essere adeguate. [...]

SESSO E IGNORANZA I GIOVANI SONO A RISCHIO

Sesso, 2 adolescenti italiani su 3 sono a rischio. I pericoli maggiori sono le malattie sessualmente trasmissibilie le gravidanze indesiderate. Ma anche semplici patologie come il varicocele che solo una visita dall’andrologo può diagnosticare.Solo il 7% dei ragazzi delle scuole superiori usa il preservativoquando ha un rapporto per proteggersi da Hiv e altre malattie.La percentuale sale al 90% per evitare gravidanze, ma il risultato è che solo un giovane su tre usa sempre il profilattico. Il 27% addirittura non ne ha mai comprato uno.I dati arrivano dallo studio pubblicato sull’archivio italiano di urologia e andrologia che, per la prima volta, esamina la salute sessuale dei diciottenni dopo l’abolizione della visita di leva nel 2005.Lo studio rivela anche altri comportamenti a rischio dei giovanissimi: l’80% degli under 18 beve troppi alcolici e il 40% abusa di droghe. Rischi per la salute e anche per le performance sessuali.Il problema è che dal momento del primo rapporto fino a quando si ha una vita relazionale stabile i ragazzi non hannoinformazioni serie, e in caso di dubbi non sanno a chi rivolgersi, finendo per cercare notizie sul web o dagli amici,fonti spesso non proprio affidabili perchè come diciamo sempre anche noi, prima di tutto rivolgersi allo specialista (ginecologo, urologo, andrologo ecc.).Questo nonostante i problemi andrologici colpiscano anche gli adolescenti: quasi il 18% di loro, per esempio, soffre divariocele, la dilatazione delle vene dei testicoli che provoca un aumento della temperatura locale che può portare anche all’infertilità. Il 4% è affetto da criptorchidismo, cioè ha i testicoli che non sono adeguatamente scesi nello scroto, più del 3% ha il frenulo corto. Tutti problemi facilmente diagnosticabili, ma solo se ci si rivolge ad un medico. [...]

COME CAPIRE SE PIACI A UN RAGAZZO

Hai conosciuto un nuovo ragazzo, oppure stai cercando di riconquistare il tuo uomo e vuoi essere sicura dei sentimenti che prova per te? In genere questa è una domanda che si fanno gli uomini, quando vogliono sedurre una ragazza che gli piace, perché le donne non sono semplici da capire e non si sa mai quello che pensano. O meglio, gli uomini non sono in grado di leggere i segnali di interesse che gli vengono mandati e pensano che le donne siano indecifrabili, mentre spesso e volentieri il problema sono loro e la loro incapacità di osservazione.Come capire se gli piaci e il linguaggio non verbale.Comunque anche alle donne può capitare di farsi questa domanda quando non riescono a capire l’atteggiamento dell’uomo che vogliono sedurre. Oppure, quelle che non sono troppo intraprendenti, hanno bisogno di avere dei segnali sicuri che le permettano di farsi avanti minimizzando così le possibilità di fallimento.Gli uomini sono scontati.Fortunatamente gli uomini sono molto lineari e scontati e con un po’ di attenzione è facile interpretare il loro comportamento, il loro linguaggio non verbale e capire se gli piaci. Ovviamente la ricetta perfetta che possa andare bene in tutte le occasioni non esiste, ma se cogli un bel po’ dei segnali di interesse che approfondiremo in questo articolo, allora stai sulla buona strada e ti puoi buttare anche se lui è titubante e poco sicuro di sé. Infatti il problema dei maschi di oggi è che spesso hanno poca sicurezza, una bassa autostima e una paura matta di essere rifiutati. Per questo fanno sempre fatica a dichiararsi e a provarci veramente con la ragazza che gli piace, cercando sempre più segnali di interesse che possano massimizzare la possibilità di conquista. Peccato che la maggior parte delle volte la sicurezza al 100% non l’avranno e staranno sempre allafinestra aspettando il segnale definitivo che non arriverà mai. I segnali di interesse per capire se gli piaci.Per ovviare all’insicurezza dei maschi di oggi, andiamo a studiare i loro segnali di interesse che ti permetteranno dicapire se gli piaci e di darti quel minimo di sicurezza per buttarti e fare te la parte del “maschio alfa”. Ormai i tempi sono cambiati e trovo giusto che anche le donne facciano la loro parte nel gioco della seduzione. Sposta il corpo verso di te.Quando siete vicini, uno di fronte l’altro, se lui sposta la parte superiore del suo corpo verso di te, vuol dire che vuole accorciare le distanze, invadere il tuo spazio personale fino a raggiungere il contatto fisico. Altro segnale importante è la direzione dei suoi piedi, in genere sono rivolti verso la persona per cui si prova interesse. Per essere sicura che non si sia trattato di un falso allarme, prova ad avvicinarti te e vedi come reagisce. Se apprezza la tua vicinanza e non si ritrae, allora qualche interesse nei tuoi confronti sicuramente c’è.Leggi i suoi occhi.Gli occhi sono lo specchio dell’anima e fondamentali per capire se gli piaci. Se noti che ti cerca sempre con lo sguardo e lo abbassa velocemente quando vi incrociate, allora gli interessi (ma lui è troppo timido per reggere il tuo sguardo). Stesso discorso se state parlando e lui ti fissa la bocca o la tua scollatura (ottimo segno, la prossima volta sbottona di più la camicetta!). Se invece lui inizia a guardarsi in giro, ti guarda solo fisso negli occhi o nella parte superiore del naso, vuol dire che si sta annoiando e che non gli interessi.Il contatto fisico.Il contatto fisico è l’anima della seduzione ed è la cartina di tornasole per capire se gli piaci veramente. Se lui ti tocca “per sbaglio” ripetutamente, ti prende per il braccio per accompagnarti a prendere un aperitivo, ti leva un capello immaginario dalle spalle, vuol dire che cerca in tutti i modi di avere un contatto fisico con te e di far salire la temperatura erotica dell’incontro.L’incontro quasi casuale.Le coincidenze sono fatti rari ma possono succedere. Ovviamente se queste coincidenze capitano un po’ troppo spesso, se te lo ritrovi “per caso” quando vai al mercato a fare la spesa alle sei del mattino, se lo incontri quando vai in palestra nei tuoi orari preferiti e “ma guarda che caso!” te lo ritrovi all’uscita  dopo che hai passato un’ora ad asciugarti i capelli, forse si tratta di coincidenze “aiutate”. Ti ascolta.Se quando parlate lui è veramente interessato ai tuoi discorsi, ride per tutte le battute sceme che fai e ascolta veramente quello che dici, questo è un ottimo segno. Per essere sicura che ti sta seguendo, ogni tanto fermati e fagli qualche domanda su quello che stavi dicendo. Se ti risponde e seguiva i tuoi vaneggiamenti stai veramente sulla buona strada.Non c’è problema!Prova a chiedergli di accompagnarti a fare shopping per le via del centro la domenica pomeriggio quando allo stadio c’è il derby della sua squadra del cuore, oppure a vedere l’ultimo film d’amore con finale straziante, se ti risponde di sì senza battere ciglio o chiedere informazioni aggiuntive, è veramente cotto. Mostra segni di insofferenza.Se gli interessi, noterai alcuni suoi segni di insofferenza quando starà in tua presenza. Magari si slaccerà la camicia o lacravatta per le vampate di caldo che gli stanno salendo dentro (inconsciamente è un segnale che si vorrebbe levare i vestiti e fare sesso con te). Oppure i suoi segnali di insofferenza aumentano quando “per sbaglio” vi sfiorate e i vostri corpi si toccano.Mette in mostra la sua virilità.Per attirare la tua attenzione ti farà vedere che è un vero uomo gonfiando il petto, allargando le gambe per mostrare le suezone erogene o si mettendosi in pose plastiche classiche della televisione.Invade il tuo spazio privato.Se siete seduti nello stesso tavolo, inizierà ad invadere i tuoi spazi, magari mettendo il suo telefonino nella tua parte, oppure prendendo qualche tuo oggetto e giocarci. Anche accarezzare il bicchiere di vino è un chiaro segnale di attrazione sessuale.Invadere i tuoi spazi gli darà anche l’occasione di toccarti manifestando in maniera chiara ed evidente la voglia di approfondire la tua conoscenza. Il rapport.Una delle più potenti tecniche di seduzione è il rapport, ossia quando due persone campiono gli stessi movimenti. Se ci fai caso quando due persone sono affiatate e stanno bene insieme tendono a muoversi in sintonia: una beve e l’altro lo segue a ruota, uno alza la testa per vedere una parte della stanza e lo stesso fa l’altro e così via.Se noti che il tuo uomo inizia a ripetere i tuoi gesti, magari in modo impercettibile, sei sulla buona strada e sicuramente prova attrazione nei tuoi confronti.Ha le pupille dilatate.È stato dimostrato che quando stiamo di fronte ad una cosa che ci piace, le pupille si dilatano. Naturalmente non è semplice notare queste variazioni, spesso impercettibili, ma con un po’ di allenamento e tanta attenzione riuscirai a renderti conto di ogni minimo segnale.Ti sorride sempre.Il sorriso è contagioso e quando sorridiamo vogliamo sia manifestare e sia  indurre simpatia nella persona che abbiamo di fronte. Se lui ti sorride spesso e il sorriso gli rimane stampato sulla faccia per un periodo molto lungo, sicuramente è un ottimo segnale di interesse.Trova tempo da dedicarti.Un altro segnale di forte interesse è, se lavorate insieme e gli chiedi un favore mentre è molto impegnato, lui comunque ti sta ad ascoltare e cercherà di darti una mano.Ti accompagna a casa.Può capitare che l’uomo dei tuoi sogni frequenta la tua compagnia e spesso uscite insieme. Se la sera cerca ogni occasione per accompagnarti a casa, anche se abita dall’altra parte della città, oppure ti viene a prendere sicuramente proprio schifo non gli fai.Risponde subito ai tuoi messaggi.Sai benissimo che agli uomini non piace passare troppo tempo al telefono o mandare tonnellate di messaggi, se invece lui ti risponde subito ai messaggini che gli mandi ed è pronto a sorbirsi gli sms della buonanotte, sicuramente è cotto di te ed è disposto a sopportare questa tortura.Cambia il tono della voce.Quando siete insieme ma in presenza di altre persone, cercherà di attirare la tua attenzione variando il tono della sua voce per farla risaltare e per distinguersi dagli altri. Si mette a posto.Quando ti vede si aggiusta i capelli, si mette a posto la cravatta oppure tira sù le maniche della camicia per mostrare le braccia. Come abbiamo visto i segnali di interesse di uomo che ti possono aiutare a capire se gli piaci sono numerosi. Naturalmente non devi stare sempre allerta per captare ogni minimo suo segnale, altrimenti ti perdi la spontaneità e la naturalezza dell’incontro, ma se quando ti rendi conto che alcuni suoi segnali di interesse si fanno ripetitivi, allora lui è veramente interessato a te e puoi osare a farti avanti anche se lui è timido e insicuro. [...]

UOMINI SCONTENTI DELLE DIMENSIONI DEL PENE

Non sta solo nell’immaginario collettivo la particolare attenzione degli uomini  per le dimensioni del loro pene. Prevale infatti l’oppinine comune che lunghezza e grandezza dell’organo sessuale maschile, sia anche sinonimo di virilità maggiore o minore a seconda i casi. Non stupisce apprendere che sempre più alta percentuale di uomini ricorrono al laser per aumentare la lunghezza del loro organo. Questo accade non solo tra i giovani, ma anche tra gli uomini di età un pò più avanzata.Dalle statistiche emerge che il paziente medio che si sottopone ad intervento ha 32 anni, ma sono in aumento gli over 50. In questa direzione il Centro di Medicina Sessuale di Milano ha proposto la “designer laser falloplastica“, un bouquet di procedure chirurgiche che avevano lo scopo di ottenere lamiglior soddisfazione per il paziente che desidera modificare le dimensioni del proprio pene nella piu’ assoluta sicurezza.Un boooooom... anzi molto di più!!!Gli interventi di chirurgia mirati all'aumento delle dimensioni del pene hanno avuto negli ultimi tempi un aumento esponenziale. Sembra che a nessuno stia bene il pisello che madre nature gli ha dato... non c'è storia, tutti, ma proprio tutti, lo vogliono più lungo e più largo. Si calcola che nel 2011 si siano sottoposti a questa chirurgia dai 2.000 ai 3.000 uomini in Italia mentre negliStati Uniti siamo circa 7.000 interventi l'anno. Una evidente sproporzione! Sarà per il mito del maschio latino? Attenzione però... come succede nella vita bisogna far attenzione in quali mani mettiamo il nostro gingillo.Infatti solo pochissimi (tipo 3-4) i medici davvero specializzati nelle nuove tecniche laser per l'allungamento del pene... gli altri potrebbero far più male che bene. Su tutto c'è da considerare che l'allungamento massimo è di circa 4 cm. (leggo.it)Voi andreste sotto i ferri per 4 cm in più?Ma davvero le dimensioni contano così tanto? E' vero che i superdotati tipo San Sebastiano sono più contenti ed hanno più autostima?  ...e poi, meglio lungo e sottile o corto ma largo? Domande ataviche a cui l'uomo dopo secoli non è stato in grado di dare una risposta soddisfacente! [...]

COME DURARE DI PIU A LETTO

Come durare di più a letto per far godere una donna? Esistono tecniche ed esercizi che ti permettono di combattere l’eiaculazione precoce ed avere una soddisfacente vita sessuale?Oggi invece che di parlare di rimedi miracolosi per durare di più a letto cerchiamo di capire cosa non fare, i falsi miti da sfatare e per quale motivo non servono per durare di più.Durare di più i miti da sfatarePensare a cose brutte o comunque pensare ad altro: questo è il primo consiglio che a detta di amici dovrebbe funzionare. Non pensare al sesso, a quello che stai facendo e alla bella ragazza che hai nuda sotto di te. Pensa alle tasse, all’esame da fare, ai casini che hai al lavoro e per magia durerai di più Per quale motivo dovrebbe funzionare? Anzi nella maggior parte dei casi peggiori la situazione perché non controlli il tuo corpo, non leggi i segnali che ti manda e non ti rendi conto che stai raggiungendo il punto di non ritorno.Creme ritardanti: nel breve periodo funzionano perché hanno una sostanza che si fa sentire meno le sensazioni e quindi duri un po’ di più. Il problema è che questa sostanza la spalmi anche su di lei e quindi anche lei avrà il problema che raggiungerà l’orgasmo con più difficoltà e quindi alla fine hai peggiorato la situazione.Pillole e medicine miracolose: in linea di massima servono poco o niente e spesso fanno anche male. Stai attento a chi promette miracoli.Masturbarsi prima del rapporto: altro mito che non muore mai ma che tutti ripetono ma che nessuno ha mai provato. Ricorda che dopo la prima eiaculazione passa un po’ di tempo prima che puoi avere un altro rapporto e questo tempo varia da uomo a uomo e si allunga con l’età. Inoltre non riuscirai con i rapporti successivi ad avere un pieno appagamento sessuale. [...]

SESSO SENZA AMORE I GIOVANI NON SI IMPEGNANO

Cambiano i tempi e cambiano le forme di rapporto. Se prima si credeva in maniera più cieca all'amore romantico e al suo durare per sempre, oggi, ai tempi dei social network e della velocità nelle comunicazioni, si crede più al sesso che all'amore.Oggigiorno l'approccio con l'altro sesso è molto più facilerispetto ai tempi che furono. Ci si conosce sul web, si parla suFacebook e Twitter e gli altri social network. Insomma, in altre parole tutto è più veloce, specialmente i rapporti.Oggi i giovani non sembrano credere più nell'amore ma sempre di più nel sesso. A riguardo, gli psicologi dell'Istituto di Ortofonologia hanno condotto un accurato studio effettuato su un variegato campione, composto da 1600 ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 19 anni. Cos'è emerso da suddetto sondaggio? Innanzitutto che i giovani creano la loro educazione sessuale mediante la rete.Quindi passa dal web l'educazione sessuale dei più giovani e ciò significa che sempre più spesso, sempre più ragazzi vengono in possesso di informazioni non del tutto corrette dato che, come sappiamo, chiunque può scrivere su internet e può anche dire castronerie.Da questo sondaggio si vede ancora come sempre meno giovani si rivolgono a scuola e genitori per fare delle domande topiche sull'argomento: si preferiscono gli amici, ma spesso questi sono giovani e male informati. Ad ogni caso, si nota anche che i giovani distinguono sesso e amore e la cosa che più fa pensare è che molti di loro hanno dichiarato di avere avuto la prima esperienza sessuale solo per provare cosa significa fare sesso e non perché erano innamorati del ragazzo o della ragazza con cui l'hanno fatto.Molti, inoltre, hanno dichiarato che fanno sesso per non sentirsi esclusi dal gruppo, per non essere diversi, insomma. Questo fa pensare che c'è estremo bisogno di informazione anche perché molti ragazzi non sanno nulla in merito a prevenzione, sia di gravidanze indesiderate che di malattie trasmissibili attraverso rapporti sessuali. [...]

l'ORGASMO MULTIPLO NELL'UOMO

Anche se non tutti sanno, l’uomo può essere multiorgasmico come la donna, però per riuscirci deve impegnarsi ed allenarsi per un certo periodo.Il modo per ottenerlo è fare ripetutamente una serie di esericizi che lo aiutano a controllare l’eiaculazione, e permettergli in questo modo di sentire diversi orgasmi prima della completa e finale eiaculazione. Questo perchè la scienza afferma che orgasmo ed eiaculazione non sono la stessa cosa, anche se viene da pensare che siano lo stesso atto, e ci sono situazioni che attestano questa conoscenza, come i “sogni bagnati” degli adolescenti, che eiaculano senza orgasmo, oppure casi di orgasmo senza eiaculazione. E’ su questi ultimi che ci concentreremo.Il trucco per il multiorgasmo maschile si basa sul potere che gli uomini hanno sui propri muscoli pubococcigei e di quale uso ne fanno nell’atto sessuale. Gli esericizi di Kegel (più conosciuti dalle donne che dall’uomo) sono quelli che si incaricano di rinforzare la zona pelvica in modo tale da rendere l’uomo capace di controllare la sua eiaculazione e non evacuare il suo sperma nel momento del primo orgasmo.Per esercitare questi muscoli con gli esercizi di Kegel, tutto quello che deve fare l’uomo è contrarre volontariamente il bacino (come quando uno sforza in bagno, seduto sul water) 25 volte ogni volta, con due o tre ripetizioni al giorno, e aumentare le ripetizioni man mano. Come nella migliore tradizione ginnica, i muscoli si vanno fortificando e passano ad essere totalmente dominati dal cervello dell’uomo, che decide quando lasciar passare i fluidi.Un modo per sapere se i muscoli sono pronti per “darci” ilmultiorgasmo è controllarlo mentre ci si masturba, limitando l’impulso sessuale di pari paso. Bisogna masturbarsi fino al punto di orgasmo, goderselo, rilassarsi un poco, e poi proseguire. Il segreto sta nell’impossibilità di eiaculare ai primi orgasmi, e per questo oltre alla mente è doveroso controllare anche il corpo.Una volta fatta sua la tecnica, l’uomo può dimostrarlo anche alla sua compagna, rendendo entrambi più che felici e appassionati nell’atto sessuale, che sarà di fatto più lungo e intenso per entrambi. [...]

IL PIACERE FEMMINILE TRA MITI E STEREOTIPI

Liberiamoci da chi ci vuole mettere le mani nelle mutande.Ancora oggi sono presenti tantissimi stereotipi sulla sessualità femminile. Il vero problema è che questi non sono nemmeno voluti dalle donne.Questi steroetipi promuovono una vera e propria “mutilazione sessuale” delle donne. Ci portano a sentirci inadeguate, anomale, sbagliate promuovendo un modello che limita i diritti femminili nella sessualità limitando il piacere sessuali e le pulsioni in modo estremo. Essi sopravvivono purtroppo nei contesti dove l’informazione sessuale è assente. Chi è disinformato si affida ai luoghi comuni e questo può essere pericoloso, in quanto può generare seri problemi alla vita sessuale.Le donne, sopratutto in Italia (forse anche a causa di eccessivi luoghi comuni), hanno poca confidenza con il proprio corpo e con il proprio sesso e hanno molta paura di approciarsi ad esso. Altre pur avendo più confidenza tendono a vergognarsi quando si trovano davanti argomenti che riguardano la propria sessualità. Ricordatevi che nessuno deve imporvi regole sul vostro comportamento sessuale. Il sesso è bello proprio perchè non ha regole.Vediamo (e sfatiamo) alcuni stereotipi sessisti che rendono la sessualità delle donne poco appagante, ansiosa e piena di sensi di colpa: Una donna “seria” non deve perdere la testa durante il sesso. Questo luogo comune purtroppo allude ad una sessualità femminile ad esclusivo piacere maschile.Sfatiamolo. Il piacere femminile è importante quanto quello maschile così anche la salute sessuale. Lasciarsi andare non è una colpa, ma un diritto della donna.La serietà di una donna non la si dovrebbe misurare dal numero di orgasmi o dal suo comportamento sessuale. Una donna non deve prendere iniziativa sessuale.Sfatiamolo. Non sta scritto da nessuna parte che una donna debba comportarsi sempre da preda. Se una donna ama prendere iniziativa che male c’è? imporre questi luoghi comuni renderebbe poco felice la vita sessuale di una donna “attiva”.  Le donne che hanno avuto molti partner sono delle ”poco di buono”. Anche questo è falso. Perchè giudicare una donna dal numero di partner che ha avuto in passato? Le donne serie fanno sesso soltanto se innamorate. Falso anche questo. il sesso è anche piacere. Etichettare come “poco serie” chi fa sesso per puro piacere sessuale è un grave limite morale. Il sesso delle donne sarebbe quindi una moneta in cambio d’amore?  Se una donna guarda i film porno è “poco seria” (a meno che non li stia guardando assieme al partner). Sbagliato. Anche questo stereotipo vuole dire che la sessualità dovrebbe soddisfare solo l’uomo e la pornografia serve solo per stuzzicare la donna “a dagliela” datto apaple papale.  Le donne normali hanno un orgasmo ogni volta che hanno un rapporto sessuale. Questo luogo comune crea non pochi complessi in quelle donne che non possono raggiungerlo. Una donna su tre non raggiunge l’orgasmo. Spesso dipende dal partner o dalla donna stessa (poca conoscenza del proprio corpo o tabù).  Le donne si eccitano sempre ad ogni provocazione maschile.  Questa è la teoria degli stupri. Questo stereotipo è molto presente nella pornografia, dove le donne sono sempre disponibili.  La donna deve venire contemporaneamente all’uomo ed esclusivamente durante il coito. Falso. I tempi dell’orgasmo sono diversi tra uomo e donna e il piacere femminile può anche avvenire fuori dal coito. Questo luogo comune condanna la masturbazione e l’omosessualità femminile. L’uomo raggiunge l’orgasmo prima della donna e con più facilità. Non è vero, non dipende dal genere di appartenenza ma dal partner.  Le donne che non raggiungono l’orgasmo con la penetrazione  sono frigide. L’anorgasmia è spesso indice di poca conoscenza del proprio corpo, di un partner che non conosce le preferenze della partner e di tabù psicologici. L’orgasmo clitorideo è tipico delle donne immature. Vi siete fumati Freud?  Le donne che hanno orgasmi multipli sono ninfomani.Falsissimo. La donna che ha orgasmi multipli è una che ha acquisito maggior padronanza della propria sessualità. Altro stereotipo che demonizza il piacere femminile. L’alcool aumenta il desiderio delle donne. Semmai abbassa l’inibizione. Ricordatevi che chi fa bere una donna con il fine di portarsela a letto più facilmente è stupro! Le donne in menopausa non hanno più desiderio sessuale.Sbagliato. Ci sono donne che con la menopausa aumenta il desiderio. Se una donna si masturba perde interesse verso il rapporto sessuale completo. Ma chi ha detto che la sessualità femminile debba ruotare sempre attorno al fallo? La masturbazione è utile, perchè esplorando il proprio intimo si impara a conoscere il proprio corpo. Una donna non dovrebbe mai farsi vedere troppo esperta dal suo partner. Se lo è dove fare finta che sia lui a guidare il gioco e a indsegnarle tutto. Che noia! Siamo o non siamo noi padrone del nostro corpo? Allora chi più di noi dovrebbe conoscere il nostro corpo? La contraccezione è responsabilità esclusivamente femminile. Sbagliatissimo! Ma il sesso non si fa in due? Dagli steretopi sull’orgasmo sembra che deve fare sesso solo l’uomo e in alcuni solo la donna….decidetevi..il sesso si fa in due!! Gli uomini tradiscono  per sesso, le donne per amore.Falsissimo stereotipi nati per deresponsabilizzare il tradimento maschile. Le donne hanno meno desiderio sessuale rispetto agli uomini.Altro stereotipo che permette di dare della malata a chi ama il sesso. E’ strano che sussistano tanti stereotipi che poi si contraddicono. Da una parte non dobbiamo apparire “frigide”, dall’altra non dobbiamo apparire troppo desiderose. Il piacere di una donna dipende dalle dimensioni del pene del partner. Altra teoria fallocentrica. perchè a noi per provare piacere ci basta un dito di pochi centrimetri. Infatti lka magigor parte delle donne prova più piacere perl’autoerotismo che per il coito. Tutte le donne simulano gli orgasmi. Spesso purtroppo alcune donne per non ferire il partner tendono a simularlo. Non lo fate mai, perchè vi rende insoddisfatte. Semmai dite al partner che non siete soddisfatte. I tabù sulla sessualità femminile spesso fanno sì che le donne abbiano paura ad esporre la loro insoddisfazione sessuale. Alcuni uomini per giustificare la loro inadeguatezza hanno tirato fuori questo steroetipo. Una donna non può mai rimanere incinta durante il ciclo.Non credete a questo stereotipo. La rottura dell’imene avviene con la fuoriuscita del sangue.  Non è vero. Ci sono donne che hanno l’imene elastico che non comporta fuori uscita di sangue e non si rompe facilmente, ci sono altre che pur non avendo mai rapporti non possiedono l’imene. [...]

MASTURBAZIONE FEMMINILE SEGRETO O VERGOGNA

Masturbazione femminile: non se ne parla! Ma le donne la praticano o no?Numerose ricerche in sessuologia clinica hanno riscontrato che le donne che si dedicano all'autoerotismo hanno una vita sessuale molto più attiva e soddisfacente e raggiungono più facilmente l'orgasmo rispetto a quelle che non la praticano. Tante donne vivono l'autoerotismo come una zona d'ombra dell'erotismo femminile carica di sentimenti di colpa e vergogna. Masturbarsi quando si è sole non significa per forza compensare una mancanza di rapporti sessuali.Molte donne che non riescono a raggiungere l'orgasmo con il proprio partner spesso condividono l'esperienza  di non essersi mai masturbate. Luisa ha 54 anni e richiede una consulenza sessuologica per una problematica di anorgasmia. "Quando avevo 11 anni sentivo e notavo i cambiamenti che stavano avvenendo nel mio corpo. Avevo voglia di uscire con le mie amiche, e flirtare.... Mio padre spesso mi puniva se rientravo più tardi, se uscivo in compagnia di coetanei maschi: tutto questo perchè stavo diventando donna. Nella mia solitudine avevo scoperto che strofinare le mie coscie l'una sull'altra mi provocava delle sensazioni molto piacevoli. La punzione della solitudine si trasformava in piacere, e temevo di essere scoperta".Luisa soffre perchè negli anni si è resa conto che con gli uomini ha sempre ricercato e "trovato il piacere" nell'essere sottomessa, tutto perchè "Temevo di essere troppo esigente e perversa". La sessualità femminile può sembrare più complicata di quella maschile, ma questo elemento non può e non deve essere usato come un alibi per disinteressarsi dei gusti sessuali e di ciò che piace o non piace.La masturbazione nella donna, ma così come nell'uomo, rappresenta la palestra per la ricerca del proprio equilibrio sessuale. E' frequente riscontrare che molte donne raggiungono l'orgasmo solo masturbandosi, e già negli anni '80 Shere Hite nel suo trattato sul piacere femminile parlava di 85% di donne che raggiungevano l'orgasmo con la masturbazione piuttosto che con la penetrazione vaginale (dove il rapporto di orgasmi raggiunti era 1 su 4 rapporti sessuali consumati).L'eroticità femminile è stata per lungo sconosciuta e rimossa anche dalla cultura scientifica (specie da teorie psicoanalitiche ortodosse) che ha visto lo sviluppo psicosessuale della donna solo in funzione dell'aspetto riproduttivo della sessualità, la maternità, e il ruolo familiare come pilastri dell'identità femminile. Per secoli anche i medici si sono chiesti se l'orgasmo femminile fosse legato alla procreazione, analogamente a quello maschile e, in qualche modo, indispensabile alla stessa. La masturbazione è uno strumento di piacere, conoscenza del proprio corpo e delle proprie sensazioni erotiche e rappresenta una via privilegiata di conoscenza sui propri punti sensibili: la clitoride, il punto G e altre zone erogene.Ciò che definisce la sessualità è la ricerca e l'ottenimento del piacere che vuole essere protagonista anche della sessualità femminile, oggi che alle donne è permesso rivendicarlo.Una donna che scopre i suoi punti piacevoli e sa come raggiungerli sarà in grado di guidare il proprio/la propria partner al raggiungimento di soddisfazione sessuale di coppia... oppure provare piacere dalla stimolazione ricevuta senza necessariamente aspettare di avere un orgasmo assieme.Nessuna carezza intima è vergognosa. Tra i fattori che concorrono allo sviluppo e mantenimento delle problematiche della sessualità femminile le restrizioni culturali sulla vita sessuale della donna, i modelli appresi sul ruolo femminile, l'immagine della "buona donna" verso cui tendere...Come è vista una donna che si masturba? Spesso una donna anorgasmica vede la donna che si masturba come sporca, peccatrice, colpevole.Le nuove terapie sessuali sono inteventi di breve durata e prevedono nel trattamento di alcuni disturbi della sessualità femminile una parte di ri-educazione sulla conoscenza della fisiologia degli organi genitali, le peculiarità degli organi genitali interni ed esterni, le fasi di risposta sessuale e compiti di auto-esplorazione manuale degli organi genitali da eseguire a casa.Diversi autori hanno potuto constatare che le donne che mostrano un'attitudine negativa nei confronti della masturbazione sperimentano una vasocongestione pelvica, durante l'eccitazione, più scarsa rispetto alle donne che vivono positivamente anche il solo pensiero di una possibilità di masturbazione (sia individuale, sia di coppia). La masturbazione è pertanto un fattore predittivo del livello qualitativo della sessualità vissuta. [...]

QUALE LUBRIFICANTE SCEGLIERE

Intanto diciamo subito che i lubrificanti non servono solo per il sesso anale. Quando si penetra l’ano sono senz’altro fondamentali ma ci sono molte situazioni in cui usare una buona lubrificazione aggiunge molto divertimento. Alcuni esempiIntanto se è presente un po di secchezza vaginale lubrificare è sempre utile, inoltre è fondamentale per tentare di fare squirtare la vostra donna, oppure per massaggiare i genitali in maniera più libidinosa, o ancora per lubrificare un profilattico ed evitare rischi di rottura, infine masturbarsi è sempre più bello se il pene o la vagina sono molto lubrificati. Per decidere quale lubrificante scegliere i fattori da tenere presenti sono due: i componenti di cui è fatto e l’uso che se ne vuole fare.Il principale e più economico lubrificante sempre disponibile è la saliva anche se ha come svantaggio il fatto di essere spesso troppo acquosa, non sempre molto scivolosa, e inoltre tende a seccarsi molto rapidamente. Il suo utilizzo può essere quello di una lubrificazione rapida e preliminare. Quindi è utile per masturbare o masturbarsi oppure per iniziare un rapporto vaginale. I lubrificanti artificiali più diffusi sono quelli a base d’acqua. Iniziamo con i pro: si trovano facilmente in commercio, possono essere usati in modo sicuro anche con i preservativi, non sporcano le lenzuola, si lavano via con acqua facilmente e si possono ingerire senza complicazioni. Invece i contro sono: non sono adatti ad essere usati come oli da massaggio e si asciugano quando il rapporto sessuale è prolungato (in quel caso va rinnovata l’applicazione).Molto diffusi per i giochi erotici sono gli oli derivati dal petrolio come l’olio Johnson o simili. Attenzione questi prodotti non andrebbero mai usati all’interno della vagina poiché possono causare irritazioni e aumentare il rischio di infezioni cambiando la chimica vaginale e non possono essere ingeriti (sono più sicuri, ma con qualche riserva, per il sesso anale). Attenzione: danneggiano i profilattici. Altro genere di lubrificanti oleosi sono quelli alimentari naturali come oli vegetali o burro i quali sono commestibili: l’utilizzo di queste sostanze alimentari che si trovano facilmente in casa è piuttosto sicuro e non richiede accortezze a parte il fatto che queste sostanze macchiano molto e hanno un odore che può risultare sgradevole durante il sesso se miscelato con gli altri liquidi corporei. Anche questi grassi danneggiano i profilattici.Parliamo infine dei lubrificanti di ultima generazione a base di silicone. La loro consistenza è setosa, molto delicata, hanno un altissimo potere lubrificante e tendono a seccare molto poco, per cui ne verrà utilizzata una quantità minore rispetto agli altri. Tendenzialmente non hanno controindicazioni con il lattice dei profilattici, ma non vanno d’accordo con oggetti fatti a loro volta di silicone, controllate dunque di che materiale sono fatti i vostri sex toys prima di cospargerli con questi prodotti. Possono essere usati senza problemi sui genitali, anche se non è ancora stato appurato quanto sia sicuro ingerirli; possono macchiare alcuni tessuti e non si lavano via facilmente con l’acqua, ma è necessario usare un sapone. Essendo fantastici sia per i massaggi che per ogni altro gioco sessuale, anche sotto la doccia o nella vasca da bagno, un unico prodotto è sufficiente per quasi ogni esigenza. Unico difetto è il prezzo, tendenzialmente  molto più alto dei prodotti a base acquosa.Concludiamo dicendo che qualsiasi lubrificante intendiate usare non applicate il lubrificante direttamente sui genitali del vostro (o della vostra) partner: quando esce direttamente dal contenitore spesso è freddo, quindi prendine una piccola quantità tra le mani e strofinalo per riscaldarlo. [...]

A CHI PIACE FARLO VELOCE OVVERO LA SVELTINA E IL SESSO

Il sesso è una di quelle cose a cui dedicare tempo, tutto quello che si ha a disposizione.Ma violare questa regola generale è trasgressivo, eccitante e divertente.Parliamo allora della "sveltina".Odiata, rivalutata, e poi di nuovo esaltata e sminuita da uomini e da donne, a seconda dei contesti, dei partner e delle situazioni, può però essere divertente.E allora, per le donne: sveltina sì o sveltina no?Il mito è sfatato: l'amplesso veloce e intenso, rapido ma eccitante piace molto anche alla donna. A patto che anche lei riesca a godere appieno.Certo la qualità di un rapporto sessuale non si misura con il cronometro perché spesso, soprattutto alla donna, piace preparare l'amplesso con momenti preliminari fatti di parole, carezze, baci che svolgono un a funzione importante per l'eccitazione di lui e lei. Non solo, le donne sono selettive circa i partner sessuali perché cercano quello 'giusto' che garantisca sicurezza una volta nata la prole; quindi ci vanno piano e ci pensano su.Gli uomini invece si sono evoluti per diffondere il più possibile il proprio patrimonio genetico e quindi per avere più rapporti sessuali con partner diverse. Quindi vanno di corsa.L'obiettivo in effetti non è però durare il più a lungo possibile, ma divertirsi il più possibile insieme. Questo, a volte significa trascorrere ore in preliminari, altre volte vuol dire passare ore a fare sesso sul serio, ma la sveltina è altrettanto gradevole e spesso più divertente rispetto a ritrovarsi martellate per 40 minuti mentre guardate con gli occhi fissi al soffitto.Una ricerca condotta dal Center for Sex Education and Research, ha rivelato che perché sia davvero soddisfacente, un incontro sessuale deve durare tra i 3 e i 13 minuti, non di più.La sveltina non è soltanto fare sesso veloci come colibrì, è comunque un atto che può avere delle conseguenze (mediche e di salute), per questo va sempre e comunque usato il preservativo per diminuire il rischio di malattie o gravidanze indesiderate.Fate anche molta attenzione al luogo dove fate la sveltina, perché il rischio di essere colti inflagrante è tanto eccitante quanto reale.Eviterete così figuracce e nei peggiori dei casi anche delle vere e proprie denunce per atti osceni. [...]

SQUIRTING CONSIGLI SU COME FARLA EIACULARE

Il termine squirting si riferisce alla espulsione dagli organi genitali della donna di un liquido durante l’orgasmo, paragonabile all’eiaculazione maschile. L’esistenza dello squirting è stata riconosciuta da molti, ed è stato accertato che in alcune donne vi sono manifestazioni eiaculatorie che si qualificano come straordinarie rispetto ai normali fenomeni di lubrificazione connessi all’eccitazione sessuale. L’eiaculato femminile è espulso dall’uretra, lo stesso posto da dove proviene l’urina. E anche se studi hanno dimostrato che il liquido chiaro espulso non è assolutamente urina (il succo è rilasciato dalle ghiandole di Skene, o spugna uretrale, o prostata femminile). L’eiaculazione femminile è un fenomeno che pare interessare una piccola percentuale della popolazione femminile, secondo alcuni nell’ordine del 10-30%.Ecco alcuni consigli e tecniche che permettono di trovare il punto G durante i preliminari e far squirtare la tua partner.1) Per prima cosa lubrificare: Questa non è una cosa opzionale, per lo meno le prime volte che si prova questa tecnica. Per aumentare il godimento ed arrivare all’eiaculazione femminile usa un lubrificante a base d’acqua. Eviterai anche di lesionare le pareti vaginali.2) Fai attenzione alle tue mani ed, eventualmente, preparale prima: Anche se la vagina non è un organo troppo delicato e può essere anche molto “strapazzata”, devi prenderti cura delle tue mani. Tagliati le unghie, evita la presenza di tagli o abrasioni e tienile pulite.3) Trova il punto G all’interno della vagina: Il punto G  è reperibile al di sotto dell’uretra  a circa 3-5 cm all’interno della vagina. Con la donna sdraiata a “pancia in su”, inserendo un dito dentro la vagina, lo troverai sulla parete anteriore. Più la donna si eccita e più è facile sentire il punto G perché si gonfia risulterà cribroso e un po spugnoso.Tecnica “Light”: con la donna a “pancia in su” inserisci il dito indice (o il medio) nella vagina e giralo verso su in modo da toccare le pareti frontali con le dita. A questo puntomassaggia con fermezza muovendo avanti e indietro. Inizia con un  accarezzamento lento e cadenzato per poi aumentare in intensità e fermezza. Una volta che vedrai la donna essere più coinvolta, prova con 2 dita continuando con gli stessi movimenti (usa l’indice ed il medio): passa alla tecnica “Strong”.Tecnica “Strong”: Questa modalità è da usare con cautela e dopo un po di pratica con la prima tecnica “light”. In questo caso usa subito indice e medio per penetrare la vagina. Cerca di appoggiare il palmo della mano sul clitoride per fare in modo di accarezzarlo mentre muoverai le dita dentro la vagina sul punto G.Dopo aver stimolato il punto G per 5-10 minuti con la tecnica “light”, dovresti iniziare ad osservare dei cambiamenti molto interessanti nella tua donna. Il punto G sarà sempre più gonfio e turgido e lei dovrebbe iniziare a gemere per il piacere. Questi sono segnali che lei si sta preparando allo squirting. La tecnica “strong” finirà il lavoro iniziato mentre tu continuerai con un movimento sempre più veloce e vigoroso. Dovresti anche sentire il muro vaginale modificarsi intorno alle tue dita: potrà sia stringersi che allargarsi. Continua sempre più duramente e velocemente fino a che lei non avrà eiaculato tutti i suoi liquidi interni all’esterno.Alcuni ultimi consigli da ricordare prima di dedicarti allo squirting. Non tutte le donne arrivano all’eiaculazione femminile, non subito in ogni caso. Non tutte le volte verranno emesse quelle caratteristiche perdite vaginali. Se non squirterà, comunque le farai provare una sensazione molto intensa.Ricorda anche che per la donna, le prime volte che proverai questa tecnica, è normale sentirsi strana quando sta per squirtare perché le sembrerà di essere in procinto di urinare. Se prova a trattenerla, non eiaculerà: deve lasciarsi andare senza inibizioni. Anche se puoi manipolare la vagina della tua femmina come vuoi, ci sono possibilità che lei non raggiunga l’apice della soddisfazione sessuale se non si lascerà andare completamente. La sensazione dello squirting potrebbe anche disturbarla, cerca di assicurati che lo voglia davvero. [...]

IPOPOSIA QUANDO LO SPERMA E' POCO

Dopo aver parlato degli esercizi di Kegel che, tra i vari effetti, potenziano la forza dell’eiaculazione, e dopo aver descritto i metodi per aumentare il volume dell’eiaculato in condizioni fisiologiche, oggi invece parliamo di quando lo sperma è diminuito a causa di una patologia e di come alcune terapie possono risolvere il problema riportando la quantità di eiaculato a livelli ottimali. La situazione tipica in ambulatorio è il paziente che giunge da me lamentandosi di come il suo sperma sia poco e/o “strano”. Il soggetto, di solito non giovanissimo, riferisce di aver notato ipoposia, cioè la riduzione del volume dello sperma, e l’agglutinazione , cioè uno sperma non liquido , ma finemente granuloso (sperma “a grumi”) o con presenza di fiocchi. Ciò può indicare la presenza di prostatite. Il mio obbiettivo a questo punto diventa curare la prostatite e ciò determinerà fisiologicamente un aumento della quantità dello sperma e della sua qualità. Ma cominciamo come al solito dal principio con la domanda più importante:CHE COS’E’ LO SPERMA?Lo sperma è un liquido organico di consistenza liquido-albuminosa, generalmente di colore bianco oppure bianco-perlato, con aspetto opalescente o lattescente, che contiene gli spermatozoi prodotti nei testicoli , ed altre sostanze di natura organica prodotte dalla prostata ,  dalle vescichette seminali  , dalle ghiandole periuretrali. Interventi chirurgici come la vasectomia permettono all’uomo di avere rapporti eiaculando solamente liquido spermatico privo di spermatozoi, annullando così la possibilità di concepire un figlio.Quantità normale di sperma e di spermatozoiUn uomo adulto, ad ogni eiaculazione, emette circa dai 1,5 ml ai 6 ml di sperma (circa un cucchiaino), quantità che dipende dall’intervallo di tempo che passa tra un’eiaculazione all’altra, dalla produzione di testosterone e da fattori individuali non del tutto studiati. In genere, più è lungo l’intervallo, più sperma viene prodotto, con una quantità massima cumulabile, generalmente dopo una settimana di astinenza. Variabile è anche il numero di spermatozoi per millilitro di eiaculato, legato soprattutto allo stato di salute del soggetto, tale numero varia da 20 a 200 milioni per millilitro Anche la densità del liquido spermatico dipende da più fattori. Nella maggior parte dei casi ha una densità discreta, ma il suo aspetto può variare da una cremosità vistosa ad uno stato quasi completamente liquido, ma mai trasparente. Laviscosità del liquido seminale cambia rapidamente dopo l’emissione; inizialmente molto denso e cremoso, tende a fluidificarsi in tempi variabili da pochi minuti a mezz’ora. Il caratteristico intenso odore è dovuto all’ossidazione della spermina nella sua base volatile.Protezione e nutrimento nel lungo viaggio fino all’ovulo da fecondareIl seme degli esseri umani contiene una complessa gamma di costituenti organici ed inorganici e rappresenta per gli spermatozoi sia una protezione che un nutrimento, durante il loro viaggio attraverso il tratto riproduttivo femminile. L’ambiente vaginale è infatti ostile per le cellule dello sperma, poiché è un ambiente molto acido (per via della microflora ivi esistente che produce acido lattico), viscoso e ricco di cellule immunitarie. I tanti componenti presenti nel seme, favorevoli agli spermatozoi, cercano di compensare con questo ambiente ostile affinché gli stessi possano sopravvivere per il tempo necessario al raggiungimento dell’ovulo da fecondare.CAUSE DI RIDUZIONE DEL VOLUME SPERMATICOIl ridotto volume del liquido seminale  può essere dovuto principalmente ad infiammazione, in genere delle vescicole seminali o della prostata (prostatite), o ad una carenza di testosterone. Per decidere la terapia è necessario valutare la situazione vescicolare e prostatica (con una ecografia) ed il quadro ormonale. Elenchiamo comunque le maggiori possibili cause di ipoposia. Prostatiti e ipertrofia prostatica: il processo infiammatorio altera la qualità del secreto prostatico e probabilmente induce inibizione sull’attività testicolare di produzione degli spermatozoi. La presenza della infiammazione , produce edema all’interno della ghiandola prostatica. L’aumento della pressione interna  (dato che la prostata è dotata di una capsula inestensibile), fa collabire i dotti eiaculatori , per cui per il passaggio dello sperma sarà necessaria una maggiore spinta. la presenza di questa pseudostruzione transitoria fa fuoriuscire meno sperma al momento della eiaculazione , sperma che sarà poi espulso piano piano con le urine. Il meccanismo della prostatite , può valere anche nella ipertrfoia prostatica , dove l’aumento volumetrico della ghiandola da incremento delle ghiandole e delle dimensioni di esse , porta a ipoposia (ridotta eliminazione di sperma). Malattie a trasmissione sessuale: i microrganismi possono interferire con la vitalità e la produzione degli spermatozoi, nonché con la qualità del secreto prostatico e vescicolare, la reazione immunitaria ad essi può indurre danni alla struttura degli spermatozoi ed alla funzione prostatico-vescicolare. Malattie sistemiche: febbre, infezioni, malattie renali, alterazioni metaboliche ed immunitarie possono alterare le due funzioni necessarie alla fertilità. Varicocele: l’alterazione indotta dei flussi vascolari peritesticolari e pelvici può alterare la capacità funzionale della prostata e dei testicoli. Criptorchidismo: la mancanta discesa nello scroto dei testicoli che induce la perdita della funzione produttiva degli spermatozoi Disfunzioni ormonali: i disordini della regolazione ipotalamico-ipofisario-testicolare altera gli equilibri necessari alla stimolazione ormonale degli organi produttori; tali disordini possono essere dovuti a fattori endogeni e talvolta all’azione di alcuni farmaci. Farmaci: oltre quelli interferenti con la regolazione ormonale, altri farmaci hanno azioni tossiche più o meno dirette, soprattutto nelle assunzioni a medio-lungo periodo. Eiaculazione retrograda: alcune disfunzioni motorie del collo vescicale o a seguito di interventi su di esso, l’eiaculazione può essere riversata nella vescica anziché avere la sua naturale espulsione all’esterno. Traumi testicolari e cancro testicolare: il danno indotto altera la funzione produttiva degli spermatozoi o la loro emissione verso il dotto deferente. Ostruzioni dei dotti deferenti ed eiaculatori: microtraumi, infezioni, infiammazioni, malformazioni, possono indurre l’occlusione dei dotti impedendo la migrazione degli spermatozoi verso l’uretra prostatica. Malattie geniche: alcune malattie a causa delle alterazioni metaboliche indotte portano a alterazioni testicolari o delle strutture coinvolte impedendo la produzione di spermatozoi e la loro emissione. Anticorpi prodotti nella via maschile o femminile possono paralizzare gli spermatozoi impedendo loro di nuotare verso la loro destinazione.TERAPIE PER RISOLVERE L’IPOPOSIAUna terapia deve essere completa e sopratutto andare a coprire  tutte le possibile cause. Abbiamo detto che la causa più frequente risiede nella prostatite. Nella prostatite avremo cause di ridotta escrezione e di ridotta produzione dello sperma. Si deve agire pertanto sui due fronti.Terapia per la prostatiteAntibiotico , possibilmente chinolonico, ad ottima penetrazione tessutale prostatica, edantinfiammatorio. A questi prodotti è possibile associare una varietà di integratori che hanno il compito di migliorare la quantità dello sperma (come tribulus terrestre e arginina). In caso di secrezione più vischiosa , ci sono indicazioni ad assumere anche dei fluidificanti ed effettuare terapia idropinica (almeno due litri di acqua oligominerale al giorno)Terapia per l’ipertrofia prostaticaDiverso sarà il quadro della ipoposia che si realizza nella ipertrofia prostatica. In questo caso , anche se non sono presenti sintomi irritativi ed ostruttivi , dovrà essere intrapresa una terapia volta alla riduzione del volume della ghiandola. Oltre ai farmaci che possono essere usati anche per la prostatite, si può usareserenoa repens associata allo zinco , per arrivare fino alla finasteride o dudasteride (anche se questi farmaci sono caratterizzati dal rischio diminuizione libo/deficit erettile).Nota bene: le indicazioni che leggete qui sono solo indicative, non giocate con la vostra salute cercando di curarvi da soli: rivolgetevi ad un bravo medico!TestosteroneSi ricorda che un’altra importante causa della ipoposia può essere il calo del testosterone, l’importante ormone maschile. Verificato il deficit di quest’ultimo il medico vi saprà indicare una buona terapia. Ovvio che prescrizione e somministrazione di tutti i farmaci e gli integratori fin qui descritti, dovranno avvenire sotto stretto controllo medico. [...]

ARRIVA IL VIAGRA FEMMINILE

Come funziona il Viagra femminile?Approvata definitivamente negli Usa la flibanserina, il farmaco per la libido femminile già soprannominato “Viagra rosa”. Ecco il suo (misterioso) funzionamento.La Food and Drug Administration americana ha approvato ufficialmente il primo farmaco che tratta i problemi di libido delle donne. Già ribattezzato Viagra femminile, o Viagra rosa, laflibanserina riguarda disordini che si stima colpiscano una donna su dieci, quelli da “desiderio sessuale ipoattivo”, una mancanza di desiderio in un periodo più o meno lungo che può provocare stress, problemi interpersonali e in alcuni casi depressione. Lanota ufficiale della Fda parla di uso per le donne in pre-menopausa. Un percorso, quello di approvazione dell’Addyi, prodotto realizzato dalla Sprout Pharmaceutical nei primi anni del Duemila, piuttosto accidentato, dato che si conclude solo oggi (ultimo giorno burocraticamente utile), dopo essere stato interrotto due volte a causa di pareri negativi di un comitato consultivo. Di recente, poi, c’è stato il voto a favore di 18 membri del comitato contro 6.Anche se è soprannominato Viagra femminile, sono diverse le differenze rispetto al più famoso farmaco per trattare i problemi erettili maschili.Innanzitutto, la pillola di flibanserina andrebbe assunta ogni sera e non prima dell’atto sessuale (come il Viagra), preferibilmente poco prima di andare a dormire. Un’indicazione, questa, che mira a ridurre gli eventuali problemi di pressione bassa e sonnolenza/sedazione che può causare.Inoltre, il Viagra è un farmaco usato per trattare la disfunzione erettile che segue un meccanismo semplice per un problema fisico semplice: invia più sangue al pene per tenerlo eretto e presuppone che sia presente il desiderio sessuale. “Un accurato equivalente femminile del Viagra avrebbe dovuto, al limite, agire direttamente sul clitoride” ha commentato Andrew Thomson, psicologo dell’Università della Virginia. La flibanserina, invece, non lavora sui genitali, ma sui recettori del cervello e mira proprio ad aumentare il desiderio sessuale.La pillola è stata infatti originariamente usata per trattare la depressione e, inizialmente, gli scienziati temevano che avrebbe diminuito, e non promosso, il desiderio sessuale. La sostanza è infatti un agonista 5HT1A e 5HT2A, e condivide meccanismi comuni con l’antidepressivo buspirone. Come agonista 5HT1A promuove il rilascio di dopamina, legata ai meccanismi di piacere e appagamento. Inoltre, la flibanserina promuove anche il rilascio di noradrenalina, che entra in gioco quando si presenta uno stimolo esterno. Al di là di questi dati tecnici, comunque, nessuno è veramente certo di come il farmaco riesca a sollecitare il desiderio sessuale femminile, qualcosa di più sfumato e complicato di un’erezione, essendo il risultato di una danza tra piùneurotrasmettitori.Non mancano, naturalmente, gli effetti collaterali, che hanno alimentato il dibattito sulla flibanserina nei mesi scorsi. Il farmaco può causare ipotensione e perdita di coscienza, rischio che aumenta sensibilmente quando c’è interazione con alcool, la cui assunzione durante il trattamento è perciò controindicata.È interessante notare, infine, come si conclude il comunicato della Fda: “L’Addyi (flibanserina) è un agonista recettore 1A della serotonina e antagonista recettore 2A, ma il meccanismo per cui il farmaco migliora il desiderio sessuale e i relativi disturbi è sconosciuto”. Segno che, forse, il desiderio sessuale femminile è destinato a restare un mistero. [...]

CONSIGLI DI SESSO PER EVITARE GLI ERRORI PIU COMUNI DELLE DONNE

Nessuna relazione è uguale ad un’altra e i motivi per i quali un rapporto può avere dei problemi possono essere molti e vari, ma è inutile negare che uomini e donne spesso ripetono gesti ed errori che complicano inutilmente la loro vita sentimentale. Il sesso è una delle componenti fondamentali nella vita di coppia e per questo molti errori si commettono proprio in quell’ambito. Ma quali sono glierrori più comuni delle donne a letto? E quali conseguenze possono avere nella relazione? Vediamo!NON FINGERE MAI!Voi pensate di aiutarlo e invece commettete un enorme sbaglio. Se il vostro uomo pensa che vi piaccia il suo modo d’amarvi, non lo cambierà. Se non cambierà, voi non godrete mai appieno della vostra vita intima con lui, facendo di fatto scadere il rapporto. Certo, l’orgasmo non è tutto nelrapporto sessuale, e raggiungerlo non è sempre semplice, per questo non dovete rimproverarlo o mostrarvi seccate, ma semplicemente parlarne, spiegando cosa vi è piaciuto e cosa è meglio evitare. Per raggiungere il piacere ci sono molti modi, basta solo trovare la giusta sintonia.SII SEMPRE AL TOPNon andare in giro trasandata e non farlo neanche a letto! Per te stessa, prima di tutto, perché meriti il meglio e meriti sempre di essere bellissima, e poi anche per lui. Mantenere vivo l’interesse passa anche dal non andare a letto tutte le sere con il pigiamone e i calzettoni di lana! Vestiti per lui, per una serata speciale, magari dopo una cena romantica a base di ricette afrodiasiache. Sceglil’intimo che ti fa sentire a tuo agio e che sia carino e sexy; esistono mille varianti di completi intimied esiste anche quello che fa per te, basta provare!DATTI UNA MOSSA!Essere desiderati piace anche agli uomini! Saranno anche cacciatori come dice il detto ma vogliono sentirsi ammirati ed amati esattamente come le donne! Cercalo tu, corteggialo e fagli capire che vuoi fare l’amore con lui. Uno sguardo inequivocabile e un sorriso malizioso valgono più di mille parole.NON FORZARSIIl sesso ha dei meccanismi psicologici complessi e spesso inspiegabili. Quello che ti piaceva con un ex può non andare bene con un nuovo partner. Non forzare mai te stessa a fare cose che non senti. Lui lo noterebbe e non saprebbe come comportarsi, potrebbe andare avanti (in quei momenti la lucidità a volte cala) e alla fine ti sentiresti solo usata. Lui, di certo, non starà meglio di te. Si creerà, insomma, una tensione inutile e dolorosa. Evita, dunque, di provare cose nuove quando non è il momento. [...]

ALLARME GONORREA TRA I GIOVANI DILAGANO LE MALATTIE SESSUALI

L’emergenza in termini di salute pubblica è oggi rappresentata dalle malattie croniche, ma poco si dice invece sulle infezioni a trasmissione sessuale in realtà ancora molto aggressive e diffuse. Sebbene le malattie infettive risultino in calo per merito della profilassi, il trend che riguarda quelle che si trasmettono sotto le lenzuola è opposto. Clamidia, gonorrea e sifilide le più diffuse e contro cui non risultano disponibili vaccini. ECCO LE MALATTIE SESSUALI MAGGIORMENTE DIFFUSE  L’istantanea è stata scattata dall’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc), con gli ultimi dati disponibili (relativi al 2013). L’infezione daChlamydia trachomatis rimane la più diffusa, tra quelle sessualmente trasmesse: 146 milioni i nuovi casi ogni anno, 385mila soltanto in Europa due anni fa. Ma a preoccupare è soprattutto il “boom” della gonorrea (la malattia è nota anche come “scolo”), la cui incidenza risulta cresciuta del 78%, dal 2008 a oggi. A contrarla sono soprattutto gli uomini. «Il trend, in questo caso, sembra legato all’aumento dei rapporti omosessuali», hanno messo nero su bianco gli esperti del centro di Stoccolma, che proprio in questi giorni festeggia il decimo anniversario di attività. Seguono la sifilide (trasmessa dal treponema pallidum), illinfogranuloma venereo (causata da alcuni immunotipi di Chlamydia trachomatis) e la sifilide congenita (contratta per via transplacentare). Segno che ci sono donne che intraprendono una gravidanza ignorando - pur potendo arrivare alla diagnosi in modo abbastanza semplice: attraverso un tampone vaginale o un semplice esame delle urine - che l’infezione ha colpito anche il loro corpo. SOLO IL PRESERVATIVO CI METTE AL SICURO  Patogeni a parte, la situazione denuncia la scarsa consapevolezza da parte dei più giovani dei rischi e la mancanza delle precauzioni che dovrebbero accompagnare i rapporti sessuali: soprattutto se occasionali. A complicare i piani di chi si muove per fare prevenzione, c’è l’aspetto “silente” della maggior parte di queste infezioni. Così, per esempio, oltre a un’ampia fetta della popolazione che ne risulta inconsapevolmente portatrice, sono in pochi a sapere che la Chlamidia espone a un rischio cinque volte più alto di contrarre l’infezione da Hiv(responsabile dell’Aids), oltre al rischio di infertilità e gravidanza extrauterina. Lo stesso discorso è valido per la gonorrea che, se trasmessa dalla mamma incinta al futuro neonato, può provocargli cecità, infiammazioni articolari o sanguigne. L’unica vera arma per evitare il contagio è sempre la stessa: l’utilizzo del preservativo.  IN GRAN BRETAGNA È UN VERA E PROPRIA EMERGENZA  Proprio la gonorrea è salita alla ribalta nelle ultime settimane nel nord della Gran Bretagna, dove un focolaio di quindici infezioni resistenti ai farmaci ha innescato un allarme senza precedenti, di cui si sono occupati tutti i principali organi di stampa. Anche l’Ecdc aveva evidenziato il problema nel luglio scorso . L’emergenza rimanda al cattivo utilizzo che per anni è stato fatto degli antibiotici, al punto da renderli ormai innocui contro un ampio spettro di microrganismi. Ma pure alla facilità con cui oggi si organizzano appuntamenti al buio attraverso uno smartphone. «Oltre a un incontro sessuale, con queste nuove app c’è anche il rischio di contrarre una nuova infezione», afferma Whitney Engeran-Cordova, direttrice dell’ultime campagna voluta dall’Aids Healthcare Foundation che mostra, sui muri e sui bus di Los Angeles, dei poster in un uomo chiamato “Mr Tinder” incontra una donna di nome “Clamydia”.UNA SETTIMANA PER PROTEGGERE LA SESSUALITÀ  È anche di queste problematiche che si è parlato nel corso della Settimana del Benessere Sessuale iniziata il 28 settembre e che terminerà sabato 3 ottobre. Organizzata dalla Federazione Italiana Sessuologia Scientifica ha avuto appuntamenti in tutta Italia, per discutere del ruolo di un’alimentazione equilibrata nel rapporto di coppia e delle difficoltà psicologiche che oggi rischiano di minare l’intesa tra due partner. [...]

SESSO ORALE SOTTO ACCUSA CAUSA DI TUMORI ALLA FARINGE

I dati sulla diffusione e la mortalità dei tumori nella popolazione ci dicono che l'andamento per alcuni tipi di cancro è positivo: l'incidenza di molti tumori comuni, come quello del colon, della prostata, dei polmoni, è in calo.Aumentano invece i casi, soprattutto tra gli uomini, di tumore orofaringeo, che colpisce cioè il palato molle, la base della lingua, l’arco delle tonsille e la parte posteriore della gola. E gli scienziati si interrogano su quale sia il ruolo del sesso orale nella diffusione di queste neoplasie.I due maggiori fattori di rischio per i tumori orofaringei sono il fumo e l'alcol. Ma mentre altri tipi di tumori che colpiscono zone molto vicine, come la laringe e le corde vocali, stanno diminuendo negli Stati Uniti, dove il fumo è in netto calo da anni, il cancro dell'orofaringe è in aumento. La colpa è delleinfezioni da HPV (papilloma virus), un virus sessualmente trasmesso che, soprattutto nel suo tipo 16, è in grado di causare l'insorgenza del cancro nei tessuti colpiti.La ricerca più recente, che ha cercato di stabilire la diffusione del virus e il suo legame con il carcinoma orofaringeo a cellule squamose, è stata pubblicata sulla rivista scientifica Jama e porta la firma di Maura Gillison, oncologa dell'Ohio State University. Intervistata dal magazine americano The Atlantic , Gillison ha spiegato che non deve stupire l'età spesso avanzata di alcuni dei pazienti diagnosticati, perché il periodo di latenza tra l'iniziale infezione e l'insorgenza del tumore può essere anche molto lungo.Nelle sua ricerche passate Gillison aveva stabilito che le persone che hanno avuto più partner sessuali, (comprendendo sia il sesso vaginale che il sesso orale) nel corso della loro vita hanno unrischio maggiore di sviluppare un tumore dell'orofaringe, e che l'infezione da HPV 16 è correlata a questo tipo di cancro. Ma quanto è diffuso il virus nella popolazione generale, e quindi quanto alto il rischio?Il suo nuovo studio ha preso in esame 5.579 uomini e donne di età compresa tra 14 e 69 anni, attingendo a soggetti che erano già stati reclutati per il National Health and Nutrition Examination Survey, e ha chiesto loro di raccogliere un campione di saliva. Il virus è stato poi ricercato nelle cellule orali presenti nella saliva, e trovato nel 7% dei campioni, con una forte prevalenza nelle fasce di età comprese tra 30 e 34 anni e tra 60 e 64, e tra gli uomini (10 per cento contro il 3,6 per cento delle donne). La ricerca conferma inoltre il legame direttamente proporzionale tra numero di partner sessuali e probabilità di infezione.Panorama.it ha chiesto un commento alla ricerca a Laura Locati, oncologo medico che lavora all'Istituto tumori di Milano, presso la struttura di oncologia medica testa-collo .Anche in Italia si è registrato un aumento dell'incidenza di tumori all'orofaringe negli ultimi 20 anni. A cosa è dovuto?Questo tipo di tumori in realtà è incluso nella categoria più generale dei tumori delle vie aerodigestive superiori, non ci sono dati specifici per queste sedi per l'Italia. Abbiamo però dati europei in cui è incluso anche il nostro paese, che fanno riferimento agli anni dal 1988 al 2002, in cui è evidente che questi tipi di tumore HPV correlati hanno un'incidenza in crescita rispetto a altri tumori non correlati al papilloma virus.L'HPV si può contrarre solo per via sessuale?La via più probabile di contatto per l'infezione del papilloma virus orale è la via sessuale.E' il sesso orale il responsabile di questo incremento dei casi di tumore legati all'HPV?Non solo rapporti orali, ma avere più partner, in particolare aver avuto oltre 20 partner sessuali, aumenta il rischio. La trasmissione del virus attraverso il sesso orale è comunque la via più accreditata. Gli uomini sono più soggetti a contrarre l'infezione a livello orale, si suppone perché è più diffusa la pratica del sesso orale da parte dell'uomo sulla donna che non viceversa. Il cambiamento nei costumi sessuali negli ultimi 20 anni si riflette nell'andamento dell’incidenza di questa malattia.Quali sono gli altri responsabili?Altri responsabili dell'infezione orale sono il fumo di tabacco, che causa un'irritazione cronica della mucosa che altera le difese immunitarie della zona, il fumo di marijuana e l'assunzione di alcol. Questi fattori contribuiscono alla persistenza dell'infezione del virus a livello orale.Contrarre il virus è cosa abbastanza comune?Possiamo entrare in contatto durante la nostra vita con diversi papilloma virus ma la maggior parte viene eliminata dalle nostre difese immunitarie. Non sappiamo ancora quali sono i co-fattori fondamentali e perché in alcuni individui questo virus invece di essere clearato (eliminato n.d.r.) dà origine alla malattia. Il ruolo del sistema immunitario è senz'altro centrale, tanto è vero che nei soggetti HIV positivi l'incidenza dell'infezione orale da HPV è doppia rispetto alla popolazione generale.Devono preoccupare i risultati della ricerca?Dall'HPV al tumore la strada è lunga, non sappiamo chi è più predisposto a svilupparlo. Molti di quelli che rientrano nel 7% in cui si è riscontrata la presenza di HPV elimineranno il virus. E quel che più conta è che i tumori dell'orofaringe sono correlati all'HPV di tipo 16. Il 7% individuato da Gillison è quello di tutti i papillomi. L'incidenza del tipo 16 è pari a circa l'1-2% del totale. Insomma solo una minima parte di tutte le infezioni HPV a livello orale è più frequentemente correlata al tumore.Il vaccino può proteggere?Esistono dati pubblicati che dicono che il vaccino protegge dal rischio di tumori dovuti all'HPV anche in sedi diverse dalla cervice ma per l'orofaringe non ci sono dati. Di sicuro si sta pensando di estendere la vaccinazione anche ai maschi.Cosa si può fare per proteggersi dal rischio di infezione?Le cose che dovremmo fare sempre: non fumare, non bere alcolici, e avere rapporti sessuali protetti.In che direzione punta la ricerca?La sfida principale è capire il processo di carcinogenesi. Individuare il percorso che porta dal contrarre l'infezione allo sviluppo del tumore. Dobbiamo capire perché in alcuni individui il virus non venga eliminato per poter poi efficacemente prevenire lo sviluppo della malattia tumorale. Non è un caso comunque che l'HPV 16 sia il genotipo più mutante e quindi il più subdolo, che perciò sfugge al sistema immunitario. [...]

STRAP-ON COME FUNZIONA E COME USARLO

Lo strap on, uno dei sex toys in grado di rompere tutti i tabù e gli schemi relazionali, è sempre più utilizzato nelle coppie. Ovviamente, considerato l’argomento delicato, introdurlo in camera da letto non sempre è semplicissimo. Magari uno dei due lo vuole provare spinto dalla curiosità, oppure perché pensa che portare un po’ di novità sotto le coperte faccia bene alla coppia, ma non sa come proporlo al proprio partner in quanto non è proprio un topic da Corriere dei Piccoli.Se poi è la donna che vorrebbe indossare lo strap on e provarlo sul proprio uomo, la faccenda si fa ancora più complicata. Già si hanno problemi sul come chiamare quello che si vuole fare, considerato che l’atto della donna di usare lo strap on sull’uomo, ossia il sesso anale eterosessuale subito dall’uomo, è stato “codificato” solo da pochi anni con il termine di “pegging”.Se già è difficile nominarlo figuriamoci introdurlo nella vita di coppia (“introdurlo” anche in senso non figurato). Un uomo, anche se incuriosito, difficilmente tirerà fuori l’argomento per non dare l’impressione di essere diventato gay, e la donna avrà timore di proporre questa esperienza per paura di offendere il proprio compagno. In questo caso il “silenzio-assenso” porterà ad un nulla di fatto e a far rimanere questo gioco erotico solo un sogno nel cassetto.Lo strap on in una normale vita sessuale.La realtà è ben diversa, gli uomini che praticano il pegging non sono omosessuali, si fanno penetrare solo da donne e, una volta superati i dubbi iniziali, chi lo prova ne è profondamente soddisfatto.Per quale motivo il pegging può essere una piacevole scoperta per l’uomo? Ricordiamo che l’ano (maschile e femminile) è una zona erogena ricca di terminazioni nervose e che, se opportunamente stimolato, può regalare grandi soddisfazioni. Inoltre grande importanza ricopre la parte emotiva che amplifica tutte le sensazioni provate e permette di sfogare le proprie fantasie nascoste.Grande soddisfazione viene regalata anche alla donna che, una volta tanto, ha un ruolo attivo nel rapporto sessuale. Anche per lei il piacere è sia fisico, quando indossa uno strap on doppio che le stimola il clitoride, e sia mentale grazie al ribaltamento dei ruoli.C’è sempre la prima volta.Da dove partire? Sicuramente farsi penetrare da un sex toy non può essere semplice per una uomo che non l’ha mai provato, quindi è meglio procedere con calma e a piccoli passi. Il primo segreto da scoprire è proprio che l’ano, se stuzzicato nella maniera corretta, può essere fonte di estremo piacere. Quindi si può iniziare con le dita o con la lingua, poi passare a piccoli falli di gomma ed infine allo strap on.Quando arriverà il gran giorno “della prima volta” prenditela con calma e non avere fretta. Procedi con molti preliminari e fai salire lentamente la carica erotica dell’incontro. Quando sarà il momento, usa un lubrificante, fai entrare con dolcezza lo strap on e fai abituare le pareti interne alla presenza del nuovo amichetto.Le prime volte è meglio usare la posizione classica in cui l’uomo è piegato in avanti, in piedi, appoggiato al bordo del letto o a un tavolo in modo che abbia ampia possibilità di movimento e capacità di gestire il ritmo della penetrazione.Strap on: dubbi e perplessitàOvviamente saranno molte le domande che ti frullano per testa. Cerchiamo in questa ultima parte dell’articolo, di rispondere a quelle più comuni.Dove comprare uno strap on?Gli strap on possono essere acquistati nei sexy shop ormai presenti in tutte le città italiane oppure online sui numerosi siti internet. Il vantaggio del negozio “reale” è che puoi vedere e toccare con mano l’oggetto per renderti conto anche della qualità dei materiali, ma capisco che ci può essere imbarazzo ad entrare in questo genere di negozi se non l’hai mai fatto.I negozi online hanno il grande vantaggio della privacy e discrezione ma vedrai l’oggetto solo quando ti arriva a casa e magari hai comprato una cosa differente da quello che avevi in mente.Da dove iniziare?Il primo acquisto deve essere fatto con calma e con razionalità. È consigliabile acquistare unostrap on con montato un dildo relativamente morbido e di dimensioni contenute. Mi raccomando fai molta attenzione all’imbracatura che deve essere comoda e ben salda.La scelta del primo oggetto sessuale dovrebbe essere fatta in compagnia del partner in modo che anche l’acquisto rientri nell’esperienza sessuale che si sta vivendo e che soddisfi le esigenze di entrambi.Ci possono essere problemi alla salute?Ricorda che le zone intime sono molto delicate, quindi la pulizia è fondamentale per tutti i sex toys. L’ideale sarebbe di inserire il dildo all’interno di un preservativo in modo da facilitarne il lavaggio. [...]

ANORGASMIA FEMMINILE OVVERO QUANDO LEI NON RAGGIUNGE L'ORGASMO

L’anorgasmia femminile è la difficoltà da parte di una donna di raggiungere l’orgasmo grazie alla stimolazione sessuale.Nonostante si pensi che per una donna l’appagamento in un rapporto è un’esperienza più completa e che non si riduce solo al fatto di raggiungere l’orgasmo, l’anorgasmia è un problema molto comune e da non sottovalutare.Attenzione a non confonderlo con la frigidità, ossia all’assenza di piacere, che potrebbe essere invece una conseguenza dell’anorgasmia. Infatti una donna che non riesce a raggiungere l’orgasmo si può scoraggiare nella ricerca del piacere fino a diventare frigida.Il mistero dell’orgasmo femminile.L’orgasmo femminile è ancora un mistero. Mentre per quanto riguarda l’orgasmo maschile si sanno molte cose, anche perché il suo funzionamento è abbastanza semplice, nel caso dell’orgasmo femminile molte sue caratteristiche sono ancora oscure a causa della sua complessità e variabilità da una donna all’altra.Sicuramente ci sono ragioni storico evolutive per cui è stato un argomento non troppo preso in considerazione. Primo fra tutti il fatto che l’orgasmo femminile non è necessario alla riproduzione e quindi il suo funzionamento non è stato ritenuto indispensabile. Poi il fatto che la donna abbia due tipologie di orgasmi, quello clitorideo e quello vaginale, ha complicato ulteriormente la faccenda.L’orgasmo clitorideo è provocato dalla stimolazione del clitoride, che è un piccolo rigonfiamento di tessuto che si trova all’interno delle piccole labbra e una delle zone erogeneper eccellenza. Il clitoride è ricco di terminazioni nervose e per questo una sua stimolazione procura facilmente un piacevole orgasmo alla donna.L’orgasmo vaginale, invece, è procurato dalla stimolazione delle parete interne della vagina e in particolare del Punto G, anch’esso ricco di terminazioni nervose, che se opportunamente stimolato fa raggiungere alla donna un orgasmo indimenticabile.In genere l’orgasmo clitorideo è più facile da raggiungere anche se non sono molte le posizioni del Kamasutra che permettono di stimolare correttamente il clitoride, per questo si preferisce stimolarlo tramite il rapporto orale.Ultimamente, recenti ricerche nel campo della sessuologia, hanno dimostrato che il Punto G non è altro che un’estensione del clitoride, quindi alla fine si tratta sempre dello stesso organo che risulta accessibile da due punti differenti. Quindi possiamo dire che il vero organo del piacere femminile è il clitoride.La sensibilità dell’orgasmo femminile.L’anorgasmia è un problema comune a molte donne perché per loro raggiungere l’orgasmo è una faccenda molto delicata. Mentre per l’uomo, quando l’eccitazione è elevata, si arriva ad un punto in cui l’orgasmo diventa inevitabile (punto di non ritorno), questo fatto non lo ritroviamo nella donna che fino all’ultimo momento può vedere dispersi tutti i suoi sforzi per una piccola distrazione o per un disturbo esterno.Le tipologie dell’anorgasmia femminile.Considerato che la sessualità femminile è molto complessa, anche la sua anorgasmia non poteva che essere complicata. Parleremo infatti di: anorgasmia parziale, anorgasmia totale, anorgasmia relativa, anorgasmia primaria.L’anorgasmia parziale si ha quando la donna non riesce a raggiungere l’orgasmo con la stimolazione vaginale, e questo è la tipologia più diffusa. L’anorgasmia totale riguarda invece anche l’orgasmo clitorideo e l’impossibilità a raggiungere il piacere con qualsiasi tipo di stimolazione.Ci possono essere casi in cui la donna riesce a raggiungere l’orgasmo con la masturbazione ma non durante un rapporto sessuale (anorgasmia relativa), mentre è primaria quando l’orgasmo è un’esperienza che non si riesce mai a provare.Anorgasmia e ansia da prestazione.Con l’avvento dell’emancipazione femminile, il fatto di voler raggiungere l’orgasmo da parte di una donna è ormai considerato un diritto sacrosanto e necessario per far funzionare correttamente una relazione. In un rapporto paritario, non solo l’uomo, ma anche la donna ha il diritto di raggiungere una piena soddisfazione sessuale.Il problema è che se l’orgasmo viene visto come un traguardo da raggiungere a tutti i costi, assolutamente necessario in ogni rapporto sessuale e soprattutto visto come un atto liberatorio,subentra l’ansia da prestazione e l’eccessiva aspettativa rischia di far allontanare lo stesso orgasmo. In questo modo si arriva ad un circolo vizioso senza via d’uscita che rischia di mandare a pezzi la coppia.Nella donna infatti l’orgasmo non è un evento meccanico e facilmente raggiungibile come per l’uomo, ma un processo complesso che interessa molti aspetti della mentalità femminile che non sono attivabili a comando. Anzi, come nell’uomo la volontà di ritardare l’eiaculazione e di durare di più produce l’effetto contrario, anche per la donna la voglia di raggiungerlo a tutti i costi lo fa allontanare ancora.L’orgasmo femminile come lo vede l’uomo. Spesso il problema si ripercuote anche sull’uomo che vede il raggiungimento dell’orgasmo della donna come una conferma della sua “mascolinità”, come un obiettivo da raggiungere assolutamente e come una possibile causa da ansia da prestazione se non arriva nei tempi previsti.Come risolvere l’anorgasmia femminile.Come tutti i problemi che interessano la sfera sessuale, anche l’anorgasmia può essere risolta se si lavora sulle cause che l’hanno prodotta e si presta attenzione al proprio corpo e ai propri bisogni sessuali. Quindi difficilmente sarà risolvibile con una sveltina o con l’utilizzo di un preservativo stimolante.Il segreto è rilassarsi. Abbiamo detto che per una donna il rapporto sessuale è un’esperienza globale e che, per goderne fino in fondo, è necessario rilassarsi e connettere tra di loro tutti i sensi per amplificarli verso uno scopo comune.Quindi la chiave di volta è non pensare all’orgasmo ma abbandonarsi completamente alle attenzioni del partner, godere fino in fondo di quello che si riceve, prestare attenzione alle risposte del proprio corpo senza giudicarle ma apprezzandole per quello che sono. [...]

COME FAR DAVVERO GODERE UNA DONNA

Come fare l’amore e far godere una donna è delle domande che si pongono molti uomini al fine di avere una vita sessuale piena di soddisfazioni per sé e per la partner.Il sesso è uno dei motori che tengono in vita una coppia ma, spesso e volentieri, è fonte di problemi e profonda frustrazione in camera da letto. Come mai far godere una donna è diventato così problematico? Le donne sono diventate troppo esigenti o è l’uomo che si è rammollito e non sa più come fare l’amore?Come fare l’amore e la sessualità femminile.Per raggiungere la piena soddisfazione sessuale e imparare i segreti su come fare l’amore e far godere una donna, è importante capire che la sessualità femminile è profondamente diversa da quella maschile. Solo approfondendo queste differenze potremo capire come funziona il corpo della donna e raggiungere una buona intesa sessuale a letto.Per l’uomo il sesso è un bisogno fisiologico che gli serve per scaricare le tensioni accumulate durante la giornata, per confermare la sua autostima e per sentirsi all’altezza della propria donna.Per le donne, invece, il sesso è un modo per entrare in piena sintonia con il partner, per sentirsi accettate ed attraenti e per eliminare le loro insicurezze.Il tempo giusto per far godere una donna.Un’altra differenza tra i due partner è il loro rapporto con il tempo. L’uomo vorrebbe portare a termine il rapporto in fretta e raggiungere l’orgasmo il prima possibile, considerato che per eccitarsi ha bisogno di poco tempo e riesce a sentirsi appagato e soddisfatto in poco tempo.La donna invece ha tempistiche differenti, raggiunge l’eccitazione lentamente, si deve sentire coinvolta pienamente nel rapporto e solo quando si sente a suo agio si abbandonerà ai piaceri del letto.Se non capisce a fondo queste differenze, a letto l’uomo avrà sempre problemi e non riuscirà a far godere una donna.Come fare l’amore e l’importanza dei preliminari.Considerate le differenze del fattore tempo, già capiamo l’importanza dei preliminari per fare l’amore. Quando siamo a letto con una ragazza non buttiamoci subito sulle sue zone erogene e non pensiamo alla penetrazione come unico mezzo per far godere una donna. Prendiamoci tutto il tempo necessario, procediamo lentamente, stimoliamo tutto il suo corpo, che è pieno di zone erogene, e portiamola al piacere con lentezza. Il segreto è di far salire la tensione sessuale gradualmente, leggere ed interpretare i segnali che ci manda la donna e variare gli stimoli a seconda delle sue risposte.Ricorda che un bravo amante pensa prima alla donna e alle sue esigenze e poi ai propri bisogni, anche perché una donna che si sente soddisfatta si concederà completamente e sarà disposta, in seguito, a soddisfare tutte le tue richieste.Conoscere le zone erogene per far godere una donna.Per far godere una donna bisogna anche conoscere il suo corpo, come funziona, come risponde agli stimoli e quali sono le sue zone erogene.Le zone erogene sono quei punti del corpo che quando vengono stimolate portano la donna al piacere e a raggiungere l’orgasmo. Ovviamente le donne sono complesse anche nella sessualità e hanno una miriade di zone erogene, alcune anche impensabili. In linea di massima suddividiamo il corpo femminile in: Zone erogene primarie, Zone erogene secondarie.Le zone erogene primarie (clitoride, vagina, Punto G) sono quelle legate agli organi sessuali e, se vengono opportunamente stimolate, portano la donna velocemente all’orgasmo.Le zone erogene secondarie (collo, viso, braccia, ginocchia, piedi) sono invece sparpagliate per tutto il corpo e possono aiutare a far salire l’eccitazione della donna.Il sesso orale per far godere una donna.Tramite il sesso orale, l’uomo è in grado di stimolare opportunamente gli organi genitali e far godere una donna con relativa facilità. In molte coppie viene preferito alla penetrazione perché è più immediato, si riescono a stimolare le zone erogene direttamente, in particolare il clitoride che è ricco di terminazioni nervose, e non ci sono problemi di ansia da prestazione e di eiaculazione precoce.Naturalmente anche il sesso orale necessita della tecnica giusta, altrimenti diventa fastidioso e noioso. Non è esclusivamente un fatto meccanico e fare sempre le stesse cose, ma è fondamentale capire i segnali che manda la donna, quali sono i punti che le piacciono di più e come vuole il sesso orale. Solo in questo modo capirai come far godere una donna.Come fare l’amore con le posizioni del Kamasutra.Per essere un amante perfetto è necessario conoscere varie posizioni del Kamasutra da utilizzare a seconda delle esigenze. Come fare l’amore bene è uno dei motivi per cui è stato scritto il Kamasutra e finalmente è arrivato il momento di parlare delle posizioni per fare l’amore.Una domanda sorge spontanea: è necessario conoscere le posizioni del Kamasutra per fare l’amore o sono soltanto una moda dei giorni nostri?Ricorda che i tempi sono cambiati, le donne sono diventate più esigenti e giustamente pretendono di raggiungere anche loro la soddisfazione sessuale. Inoltre come far godere una donna è diventato sempre più importante all’interno della coppia e se non è fatto bene rischi di mandare all’aria anche i rapporti più collaudati.Per questo è necessario conoscere le posizioni dell’amore per portare un po’ di fantasia in camera da letto, sapere che le donne sono diverse e che per far godere una donna la missionaria non è la posizione più adatta e che esistono posizioni per combattere l’eiaculazione precoce e durare di più. [...]

DIFFERENZE TRA DESIDERIO MASCHILE E DESIDERIO FEMMINILE

Il desiderio, è il motore della sessualità. Senza questo una relazione.Il desiderio, è il motore della sessualità. Senza questo una relazione rischia di trasformarsi rapidamente in un'amicizia. Diversi i fattori, fisici e psicologici, che scatenano il desiderio sessuale: stile di vita, educazione, ormoni, fantasie, sentimenti.Desiderio sessuale: l’influenza degli ormoniL’ormone che regola il desiderio, è il testosterone, sia per l’uomo che per la donna. Il testosterone è prodotto dai testicoli nell’uomo, e dalle ovaie nelle donne, e in minima parte, dalla corteccia surrenale di entrambi. Le donne hanno in genere un tasso più basso di testosterone rispetto a quello degli uomini; questo implica un minor appetito sessuale? Non per forza; il corpo femminile è molto più sensibile al testosterone del corpo maschile, e quindi la differenza viene compensata.Gli sbalzi ormonali, durante il ciclo mestruale, influenzano in modo rilevante l’intensità del desiderio femminile. Nei giorni che precedono l’ovulazione, il nostro corpo registra un picco di estrogeni e la nostra libido è al massimo (tranne per coloro che assumono contraccettivi ormonali). In compenso, dopo un parto, l’organismo produce della prolattina, un ormone anti-desiderio.I fattori psicologiciEducazione, cultura, tabù sociali e religiosi, eredità dei secoli passati, esercitano ancora una pressione morale importante sulle donne, che esprimono meno liberamente il loro desiderio sessuale rispetto agli uomini.Il desiderio maschile corrisponde a una pulsione, che proviene dall’interno, mentre quello della donna viene più che altro provocato, spesso dalla voglia e l’eccitazione dell’altro, da un contesto favorevole, rilassato ma anche un po' più pericoloso.Età e desiderio sessualeNell’uomo, il desiderio sessuale si fa strada durante la pubertà, sin dalle prime esperienze di masturbazione.Fino ai 50 anni è molto sviluppato, dopodichè comincia a scemare, complice l'andropausa, una diminuzione del testosterone che provoca un calo della libido.Nella donna il desiderio nasce un po' più tardi, ma aumenta con il tempo e l’esperienza. La maturità sessuale è intorno ai 35 anni. Quando la donna entra in menopausa, le ovaie generano meno testosterone e il tasso di estrogeni diminuisce. Nonostante i cambiamenti fisici, il desiderio non cala per forza, grazie ai condizionamenti psicologici. A questa età le donne hanno più tempo per pensare a se stesse e alla coppia, e si concedono più momenti dedicati alla sessualità. Per questo la menopausa è complice spesso di un momento di rinascita del desiderio.Il momento giusto per lui e per leiPerchè la maggiorparte degli uomini vuole fare sesso la mattina, proprio quando le donne hanno meno tempo? Il tasso di testosterone nell’uomo con le primi luci del giorno aumenta del 30%, ecco perché la libido aumenta notevolmente.Le donne, invece, per essere eccitare hanno bisogno di sentirsi rilassate, riposate e in linea di massima non avere pensieri. Il momento propizio è quindi la sera, una volta che i bambini sono andati a letto e i problemi dell'ufficio dimenticati.Anche dal punto di vista delle stagioni, il bioritmo incide notevolmente sul desiderio sessuale. Le donne constatano che il desiderio si manifesta con più vigore con l’arrivo della primavera, mentre per gli uomini, il risveglio avviene più tardi, verso l’inizio dell’estate.Come ci si mette d’accordo?Quando il partner non ha voglia, ci si sente respinti, poco amati e indesiderati. Per evitare questo tipo di situazione, bisogna sempre cercare di comunicare. Parlare di sesso non è certo facile, ma per far sì che una relazione funzioni è necessario esprimere i propri sentimenti e le proprie frustrazioni.Inoltre, come dice il proverbio, "l’appetito vien mangiando", quindi non esitate a forzarvi un po’ all’inizio, a forza di coccole e carezze il desiderio si risveglierà naturalmente. [...]

DONNE SENZA ORGASMO

Con la denominazione "disturbi dell'orgasmo femminile" (viene utilizzato anche il termine "anorgasmia") si intende quella condizione clinica che impedisce al soggetto di arrivare al piacere durante l'atto sessuale, nonostante siano state effettuate adeguate manovre di eccitazione. I disturbi dell'orgasmo femminile rappresentano un terreno di discussione medica estremamente complesso, riguardo al quale sono diffuse non poche incertezze, a causa delle informazioni fuorvianti diffuse da alcuni mezzi mediatici per nulla specialistici.Le cause di questa sfera di disturbi possono essere innanzitutto divise in due branche: quella psicologica e quella biologica.Quando si parla dell'origine delle cause psicologiche dell'anorgasmia femminile, si individuano diversi fattori causanti. Uno tra tutti è l'ansia, che può essere a sua volta collegata ad altri aspetti.QUALI SONO LE CAUSESi tratta di una risposta che si può dare in maniera assolutamente generale, dal momento che ogni singolo caso ha una storia personale. Però, in linea di massima, è possibile individuare alcuni punti comuni. Tra questi si può ricordare la presenza di eventuali abusi sessuali durante l'infanzia o l'adolescenza, oppure un'educazione restrittiva per quanto riguarda la sfera sessuale sia a livello teorico, sia a livello pratico.In assenza di particolari patologie fisiche, l'ansia può portare il soggetto femminile a essere protagonista dell'insorgere di un controllo involontario, che raggiunge livelli estremi. Livelli tale da non permettere alla donna di abbandonarsi al contesto emozionale creato dalla situazione che è il rapporto sessuale, a causa di una barriera difensiva eretta al fine di non mostrare nulla di quello che fa parte delle sue reazioni.Questa forma esasperata di autocontrollo può trasferirsi, in alcuni casi, anche nei preliminari, che per molte coppie rappresentano un momento di estrema importanza dell'atto sessuale. Inficiare la fase dei preliminari può voler significare l'inibizione dell'immaginario erotico, e l'incapacità di abbandonarsi anche a pratiche di autoerotismo o di eccitazione da parte del partner.In questo caso, uno dei metodi più utilizzati per portare la paziente alla guarigione è la terapia cognitivo - comportamentale. L'obiettivo di tale percorso terapeutico (che viene comunque adattato alle esigenze di ogni singola paziente) è, in linee generali, quello di guidare la donna a un rapporto libero con le sue sensazioni. L'iter di cura si divide in diverse fasi: la partenza è dedicata alla guida della paziente nella conoscenza del suo corpo, i passi successivi, invece, sono sostanzialmente mirati al ripristino di un tono muscolare vaginale che possa far sì che venga sopportata la penetrazione. L'anorgasmia legata a stati psicologici o psichici porta infatti spesso a una contrazione estrema dei muscoli vaginali, situazione che può essere causa di un forte dolore nel momento della penetrazione.Per quanto riguarda invece la patogenesi delle cause fisiche e biologiche, possono essere individuati diversi punti in comune tra i soggetti che lamentano disturbi dell'orgasmo.Prima di tutto è bene ricordare che un ruolo molto importante è giocato dall'assunzione di sostanze stupefacenti, psicofarmaci, ormoni. In particolare la categoria degli oppioidi risulterebbe particolarmente dannosa: gli studi clinici effettuati sulle donne che li hanno assunti per lungo tempo hanno portato in luce una grande frequenza nell'insorgenza sia di disturbi dell'orgasmo, sia di pesanti irregolarità nel ciclo mestruale.Un'altra delle cause biologiche dell'anorgasmia femminile è individuata nell'insufficiente irrorazione ematica della zona genitale. Questa condizione, abbastanza simile alla disfunzione erettile maschile per quanto riguarda le basi fisiche, è stata ufficialmente teorizzata nel 1998 dai sessuologi Irwin Goldstein e Jennifer Barman (fondatrice della prima clinica dedicata alle disfunzioni sessuali femminili), i padri della pillola rosa.Questa condizione di insufficiente irrorazione può essere effettiva causa impediente durante quello che è il momento introduttivo della seconda fase dell'intero processo orgasmico, ossia il plateau. Per far sì che questa fase avvenga, è necessario che il flusso ematico porti a un allungamento del canale vaginale, condizione che rappresenta il passo appena precedente la fase culminante del piacere.Una terza causa dell'anorgasmia può essere ricondotta a una tonicità effettivamente scarsa dei muscoli vaginali, il che può far conseguire effettivi episodi di contrazione durante il processo della penetrazione.Il disturbo dell'orgasmo femminile è un problema molto diffuso. Alcuni studi clinici effettuati in questi anni hanno portato alla luce un numero sempre crescente di donne che lamentano questa disfunzione, accompagnata da una sostanziale incapacità di comunicare la propria condizione al partner (molto spesso a causa dell'imbarazzo provato). Un problema che ha radici in diversi terreni, uno su tutti quello culturale, e che è necessario affrontare con gli strumenti clinici giusti, facendo il primo e importantissimo passo che è la consultazione di uno specialista. [...]

ANORGASMIA FEMMINILE POSSIBILI CAUSE NEI GENI

Secondo un recente studio inglese le difficoltà incontrate da alcune donne nel raggiungere l'orgasmo potrebbero derivare da fattori genetici ereditari. I risultati della ricerca condotta presso la Keele UniversityCos’è l'ANORGASMIA?E' quel disturbo che affligge il 30,1% delle donne italiane, lo stesso per cui le donne fingono di godere; o se preferite è quello che rende nervose, invidiose, gelose e intrattabili lo stesso 30,1% delle donne italiane.  Potrebbe essere lui, il disturbo dell’anorgasmia, alla fine dei conti, a distruggere molti dei rapporti che vanno a rotoli piano piano o che non cominciano mai ad ingranare.Una ricerca della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) ha distribuito 600 questionari negli ambulatori dei medici di base, scoprendo alla fine che questo già menzionato 30,1 % delle donne (percentuale allargata a partire dal campione rappresentativo scelto appositamente dalla SIMG) non riesce a raggiungere l’orgasmo, mentre il 26,9% delle stesse ha seri problemi di lubrificazione vaginale. Come se non bastasse, uno studio della dottoressa Kate Dunn, del Primary Care Sciences Research Centre alla Keele University, a Staffordshire in Gran Bretagna, ha dimostrato una cosa che ha dell ’incredibile: non riesci a raggiungere l’orgasmo? Sei una delle povere sfigate che ha un problema genetico, per di più ereditario, quindi se avrai una figlia potresti anche trasmetterglielo. Già: la disgrazia di poter godere molto raramente se non mai, è dovuta per gran parte ai geni. Certo esistono cause fisiologiche, ma sono molto rare. Poi ci sono le cause psicologiche e socio-culturali: tabù, paure, blocchi derivanti da retaggi culturali, insicurezze personali, senso di inadeguatezza e chi più ne ha più ne metta. Ma le cause genetiche ancora non erano state prese in considerazione e sono di quanto più impensabile poteva profilarsi all’orizzonte orgasmo. Lo studio è stato condotto su un campione di 4037 gemelle tra i 19 e gli 83 anni. Al termine dei test è stato dimostrato che il 34% delle donne non raggiunge l’orgasmo in un rapporto sessuale e il 45% non ci riesce nemmeno con la masturbazione, in pratica una tragedia. Inoltre la ricerca della Dunn svela che per il 34-45 per cento delle donne la capacità di raggiungere l'acme del piacere durante un rapporto dipende dalla variabilità genetica individuale. Lo studio ha infine evidenziato che una donna su tre (32 per cento) ha difficoltà a raggiungere l'orgasmo al punto da non arrivarci mai o quasi mai. Solo il 14 per cento delle donne coinvolte nello studio ha dichiarato di riuscirci sempre in un rapporto, il 34 per cento solo mediante la masturbazione.La consapevolezza che l’incapacità di godere può non dipendere da noi, può toglierci i sensi di colpa e la spiacevole sensazione di non sentirci completamente donne. Ma la certezza che, se si soffre di lubrificazione scarsa, si può rimediare, se ci sono cause organiche (per altro molto rare) si possono curare, se ci sono cause psicologiche si possono sradicare, ma che se ci sono cause genetiche non si può proprio fare niente, certo non mette allegria. Il fatto poi che le donne ci mettano in media 12 minuti per arrivare al momento più alto del piacere, pare che renda la popolazione femminile non molto contenta, tanto più se si pensa che la media dell’uomo è di 2,5 minuti. Certo io direi che le donne che raggiungono l’orgasmo, fosse anche dopo 75 minuti, dovrebbero essere più che grate alla natura, alla luce di questi ultimi fatti, anche se il loro uomo è venuto da circa un’ora e loro sono costrette a raggiungere l’orgasmo con un bel crampo alla mano, perché lui si è addormentato: voi donne comprese in questa descrizione, sappiate che comunque la vostra non è una performance da poco! [...]

SEGRETI DEL SESSO ANALE

Perché secondo voi il sesso anale piace tanto agli uomini? In genere sono le donne ad avere timore di parlarne con le amiche o con il proprio partner o hanno paura di provare certe esperienze. Dal punto di vista fisico la penetrazione anale per l’uomo potrebbe essere più piacevole di quella vaginale per il semplice fatto che l’ano ha una conformazione anatomica più stretta e quindi esercita maggiore pressione sull’organo maschile.Se è l’uomo invece a riceverla? La stimolazione della prostata e delle mucose anali provoca una maggiore sensazione di piacere nell’uomo. Occhio a non confondere la preferenza della stimolazione anale con l’omosessualità. La sodomia (vecchio termine usato per indicare le pratiche sessuali… diciamo non curriculari, ovvero non destinate alla procreazione) veniva praticata anticamente per «sottomettere» uno schiavo o altri uomini, come simbolo di potere. E magari la posizione «a tergo» tipica di questa pratica sessuale potrebbe richiamare un po’ questo significato a livello psicologico nel maschio.ALLE DONNE PIACE?Alcune donne preferiscono i rapporti anali a causa di problemi sessuali (per esempio il dolore vaginale durante l’atto sessuale o la vulvodinia) o per il desiderio di sottomissione, ma molto più semplicemente perché riconoscono la sessualità in ogni gesto del partner e la sanno sfruttare. Altre invece non la hanno mai provata e preferiscono non praticarla perché non procura loro piacere, per pudore personale, perché provano dolore, per riluttanza psicologica o semplicemente per paura. Lo sapevate che tra le perversioni diagnosticate nei manuali di psicologi e psichiatri esiste la clismofilia, cioè la possibilità di provare piacere dall’introduzione di sostanze nell’ano con l’utilizzo di clisteri? Ecco alcuni consigli utili da seguire per una sana pratica della sessualità anale. Cominciate con una sufficiente lubrificazione. L’ano è una zona sensibile ma che non si lubrifica come la vagina, potreste ferire il vostro lui o la vostra lei. Utilizzate lubrificanti a base di acqua e silicone. Rilassatevi, magari accarezzando lo sfintere anale o inserendo prima un dito. La penetrazione deve essere dolce. Utilizzate sempre il preservativo e non passare mai dalla penetrazione anale a quella vaginale: c’è il rischio di trasmissione di batteri. Scegliete la posizione più comoda per voi e per il partner; ad esempio su un fianco, a tergo per la stimolazione del clitoride. Non dimenticate mai di parlare con il vostro partner: comunicate ogni fastidio, desiderio o sensazione. [...]

CUNNILINGUS OVVERO SAI LECCARLA DAVVERO

Oggi, scendiamo nei minimi particolari del sesso orale, cosa che dovremmo imparare a fare tutti, soprattutto se vogliamo che la nostra donna ricambi!PRIMA REGOLA: NON FARLO COME IN UN FILM PORNOLa cosa peggiore che puoi fare è prendere consigli sul sesso orale dal porno. Non solo lo fanno sbagliato, ma lo fanno in maniera errata di proposito in modo che la telecamera possa filmare l’azione. Seriamente, i film porno vengono girati per fare soldi non per far godere le donne.Un’altra cosa veloce, devi sforzarti di aumentare i commenti positivi che le dai associati al sesso orale: alcune donne saranno un po’ troppo concentrate sui propri difetti, quindi devi farle sapere che ami leccargliela e che il suo sapore è delizioso.Consigli Sul Sesso OraleNON AVERE FRETTA!Non andare direttamente al clitoride come fa la maggior parte dei ragazzi, è troppo affrettata come cosa e non crea tensione sessuale che come tu sai, se hai gli altri nostri articoli sul sesso, è la chiave per farle raggiungere un orgasmo. Comincia baciandola dolcemente leccando tutto intorno la vagina, fai passare così alcuni minuti finchè lei ti pregherà di andare oltre.LECCALA SOTTO IL CLITORIDEDopo averla baciata e leccata intorno, devi cominciare dolcemente a leccare l’area appena sotto il clitoride (usa entrambe le mani per divaricare le labbra della vagina). Quest’area è molto sensibile, puoi inoltre leccare dalla base della vagina fino alla cima, senza però toccare il clitoride, non ancora almeno.STIMOLA IL CLITORIDEContinua succhiando il clitoride in maniera gentile, i tuoi movimenti dovrebbero essere esattamente come se stessi per mordere una mela e stai cercando di non farti colare il succo addosso (sembra stupido ma funziona). Un altro modo per descrivere come la tua lingua e bocca dovrebbero sembrare è bocca = completamente aperta e lingua = a forma di una mezza pipa.La tua bocca dovrebbe coprire interamente il suo clitoride. Muovi la lingua sù, giù e di lato mentre la bocca copre il clitoride. Spingi un po’ gemendo un pochino, questo provocherà 2 cose: le farà pensare che tu ti stai davvero divertendo a leccargliela sentirà un tremolio sul clitoride che aumenterà il piacere.INSISTI CON QUEL DITOA questo punto dovrebbe esser venuta, se non è venuta ancora non preoccuparti è molto vicina. La prossima cosa che puoi fare è usare il tuo dito per simulare una penetrazione. La maggior parte dei ragazzi iniziamo subito a masturbarla col dito, non devi invece. Devi usare il tuo dito indice, inserirlo e lasciarlo alla base della vagina, senza muoverlo avanti e indietro, semplicemente lascialo li. Le sembrerà di fare sesso.ANILINGUS?Alcuni ragazzi saranno disgustati dal leccare il buchetto di una ragazza, quindi per tutti quelli più avventurosi che vogliono davvero dare piacere alle proprie donne… leccarle un po’ il culo le provocherà una grandiosa sensazione, quindi è sempre un’opzione. Può anche non piacerle quindi controlla prima.ED ORA, COSA NON FARE NEL SESSO ORALE Morderle il clitoride – A meno che non te lo chiede specificatamente, “per favore mordimi il clitoride” non farlo. Ricorda che il clitoride è incredibilmente sensibile e morderlo sarebbe incredibilmente doloroso per lei. Dare colpetti al clitoride – Nè con la lingua nè con le dita. Entrambe le cose la faranno sentire a disagio. Andare troppo veloci  – Amico, devi prenderti del tempo. Più a lungo è meglio è, ti dirà lei quando ne ha avuto abbastanza. Infilarle la lingua dentro – Un altro cosa che la maggior parte dei ragazzi fa è infilare la lingua nella vagina e leccarla in maniera aggressiva, questo non è sexy e non è gradevole per lei. [...]

PROBLEMA EREZIONE COME DURARE DI PIU A LETTO

Oggi parleremo di come aumentare la durata dell'erezione (praticamente di come avere un’erezione forte e dura come una roccia) così non dovrai preoccuparti di deludere mai più un’altra donna.Come rimanere duro più a lungoHai una ragazza sul letto… super-sexy, ti ci son volute settimane per arrivare a questo punto… costruire attrazione, rapporto, escalation sessuale, kino… hai eseguito tutti gli step come da manuale. Solo per farti rovinare la festa… dal temuto pene moscio! Patologia anche conosciuta come disfunzione erettile. Il tuo amichetto ha deciso di farsi un pisolino e di mettersi in letargo, invece di diventare una bestia da letto che distrugge qualsiasi donna che gli si avvicina. E’ una cosa che capita più frequentemente di quanto credi e ad un sacco di ragazzi, ma non abbatterti. Fortunatamente ci sono dei trucchi e consigli testati per avere un erezione stile mammut, un’erezione così dura che la prossima ragazza che si trova nel tuo letto pregherà per un poco d’aria per prendere fiato.Come Rimanere Duro Più A LungoTecnica Dell’AsciugamanoAsciugamano? Si, è così! Un semplice asciugamano può aiutarti a rafforzare l’erezione. Ci sono legamenti e tendini alla base del pene che se esercitati regolarmente spingeranno il pene verso l’alto. Tutto ciò che devi fare è: Avere un’erezione Mettere un asciugamano medio sul tuo pene (come se fosse appeso) Ora con il pene che si abbassa, contrai i tendini e essenzialmente solleva l’asciugamano e poi rilascia… in modo che vada giù ancora e continua così per più o meno 5 minutiUsa Gli Esercizi Di KegelGli esercizi Kegel sono ottimi per la salute del pene. Non solo aiutano a prevenire l’eiaculazione precoce ma aiutano anche a rafforzare l’erezione. E dovrebbero essere fatti direttamente dopo l’asciugamano in modo da avere un doppia sessione d’allenamento. Ecco come farlo: 1. Incomincia con il trovare il muscolo che si trova nella piccola area tra l’ano e i genitali. 2. Contrai il muscolo, mantieni per 5 secondi e poi rilascia per 3 (il miglior modo per imparare questo esercizio è quello di fermarsi, quando si urina, a metà strada, stesso muscolo). 3. Fai quest’esercizio per 5/10 minuti.Non Bere TroppoL’alcool causa impotenza lo sappiamo da un pezzo, quindi se hai bisogno di un aiuto dall’alcool per alzare il tuo livello di autostima non aspettarti poi che il tuo pene sia pronto all’azione nel momento del bisogno. Quindi, non essere un altro ragazzo che non può alzarlo perché ha bevuto troppo.Non Farti Troppe Pippe Mentali!Pensarci troppo può uccidere l’erezione. Se ti preoccupi di cosa pensa di te nudo, o ti chiedi  sei stai facendo le cose bene, ecc… tutto ciò può portare ad avere ansia, che rovina qualsiasi possibilità di avere una buona erezione. Quindi non pensarci troppo, energie sprecate. Finché sai quali sono le posizioni sessuali che vuoi usare e lei è a proprio agio, va tutto bene!Mangia Il Cibo GiustoPuò sembrare sciocco, ma la dieta è fondamentale per quanto riguarda l’erezione. Fai in modo di avere il giusto nutrimento nel flusso sanguineo (alto grado di alcalinità come broccoli e spinaci), cibo essenziale alla dieta (carboidrati complessi, pane integrale, semi di lino, ecc) e le giusta dose di proteine (pesce, pollo, ecc). Se mangi solo schifezze, il tuo flusso sanguineo sarà lento e blando. Gli scienziati hanno provato che se si ha una dieta molto acida, il tuo sangue ne risente e questo può portare, tra le altre cose, all’impotenza.Più ZincoPrendendo zinco regolarmente innalzerai i livelli di testosterone, aiuterai lo sperma e i fluidi seminali. Un perfetto nutrimento per rimanere duro più a lungo.Usa Un Anello Per Il Pene”Provato tutto sopra e ancora non riesci a stare duro? Allora prova ad usare un anello per il pene, potrebbe funzionare. Mai provato ma potrebbe essere giusto per te. L’idea e quella d’imprigionare il sangue nel tuo pene in modo che stia duro, fino all’eiaculazione. Esistono in commercio dei preservativi che lo hanno già alla base. [...]

UN PENE GRANDE NON SERVE OVVERO QUANDO LE DIMENSIONI (FORSE) NON CONTANO

Le dimensioni del pene sono un argomento che spaventa sia gli uomini, i quali hanno paura che il loro pene sia troppo piccolo per soddisfare le proprie partner, sia le donne, e qui viene il buffo della faccenda: alcune donne sono spaventate che il proprio uomo abbia un pene troppo grande tanto da farle male. Ora come minimo ci si dovrebbe mettere d’accordo.Tali paure sono comunque infondate per entrambi. La vagina è un organo elastico e può adattarsi senza grandi problemi alle dimensioni del pene, le sue pareti sono infatti composte di morbide pieghe elastiche di pelle membranoso-mucosa che si allungano o contraggono (con il concorso dei muscoli pelvici) per permetterle tale adeguamento. Ogni vagina ha la sua conformazione particolare come ognuno di noi ha un corpo diverso, ma in media è stato riscontrato che il condotto vaginale, in fase di non stimolazione, ha le dimensioni di 2 cm. di diametro e di 7-8 cm. di lunghezza interna. In fase di eccitazione le misure cambiano per la dilatazione, fino a raggiungere la lunghezza di 9,5-10,5 cm. e la larghezza della parte più interna di 5,75-6,25 cm. di diametro, continuando a dilatarsi ed adattarsi al pene durante la penetrazione (Masters & Johnson in “L’atto sessuale nell’uomo e nella donna”). Questo vuol dire che non serve un pene tanto grande per soddisfare una donna e che, eccetto rari casi, non esiste un pene tanto grande da causare grandi dolori ad una donna.Questo del dolore è poi un argomento sopravvalutato ed esagerato nelle sue conseguenze. Il dolore non è sempre presente nelle donne, né la prima volta né le volte seguenti, e anche quando c’è, nella maggior aprte dei casi, non è un dolore così acuto di cui spaventarsi. La vagina è un organo elastico, ma la sua elasticità dipende dai muscoli pelvici, se questi vengono contratti viene bloccata la dilatazione e si può provare del dolore. Se siete rilassate e tranquille non ci sarà contrazione di tali muscoli, anzi la dilatazione avverrà con più naturalezza e non ci sarà possibilità di provare dolore. Più siete spaventate dalla situazione, o dal dolore stesso, meno sarete rilassate e più dolore proverete.Può capitare che alcuni uomini durante la penetrazione spingano molto in profondità il loro pene perché hanno la sensazione che questo scivoli all’interno della vagina e non dia sensazioni piacevoli. Questo accade nei casi in cui c’è molta lubrificazione e cioè la donna è molto eccitata. Lo spingere molto in fondo però può causare fastidio nella donna, in questo caso non abbiate vergogna o paura di chiedere al vostro partner di spingere di meno, spiegandogli che le vostre sensazioni sono molto più piacevoli ed aiutando lui a provare maggiore stimolazione contraendo i muscoli vaginali, stringendo dunque il condotto vaginale ed aumentando l’aderenza del pene alla vostra vagina. Per imparare a fare questo potete usare gli esercizi di Kegel utili a rinforzare appunto tali muscoli.La vagina si è evoluta per poter accogliere ed adattarsi alle dimensioni del pene che si appresta a ricevere al suo interno, questo accade in modo naturale per poter permettere all’atto sessuale di avvenire in modo gradevole e spontaneo. Le dimensioni del pene in sè per una donna contano molto poco, poichè il suo apparato genitale è in grado di avere la giusta combinazione con tutti i tipi di pene. [...]

COME MASSAGGIARE ANALMENTE IL TUO LUI

Viviamo in un mondo difficile, dove spesso dobbiamo sacrificare il piacere alla salute. Hai presente quando si dice che tutti i cibi buoni fanno ingrassare? Conosci una verità più vera?Va da sé che quando piacere estremo e grandi benefici si combinano, l’occasione è così ghiotta che non ce la possiamo lasciar sfuggire. Anche se, a un primo sguardo, l’accoppiata è delle più improbabili.Stiamo parlando del massaggio della prostata che, oltre ad essere la fonte di esperienze erotiche travolgenti, è anche il segreto del benessere sessuale dell’uomo. E poiché, nonostante i benefici di questa pratica siano innegabili, gli uomini diventano subito reticenti quando c’è di mezzo la prostata, abbiamo preparato per voi cinque domande (e altrettante risposte) per un classico “tutto quello che avreste voluto sapere sul massaggio della prostata… ma non avete mai osato chiedere!”.Che cos’è la prostata?È una ghiandola delle dimensioni di una noce, situata alla radice del pene, proprio sotto la vescica, contenente il liquido seminale che veicola gli spermatozoi.Quando la prostata viene massaggiata, il liquido residuo in essa contenuto viene rilasciato e… voilà, la ghiandola è pulita. Quando invece la prostata viene trascurata, come spesso accade, il liquido seminale stagna al suo interno creando un accumulo di batteri che può portare all’ingrossamento della ghiandola stessa.Che benefici posso ricavare dal massaggio prostatico?                             Un regolare massaggio della prostata riduce i rischi di prostatiti, cancro alla prostata e dolore genitale, i sintomi della disfunzione erettile e l’enuresi (ovvero l’incontinenza notturna). Aumenta la quantità di liquido seminale e favorisce la circolazione.Gli effetti salutari di un regolare massaggio della prostata sono innegabili e di lunga durata, ma quello che ci sorprende di più sono tutti gli altri vantaggi del massaggio.Non sarà fastidioso?Quando eseguito correttamente, è piuttosto vero il contrario: il massaggio della prostata è talmente piacevole che molti uomini, grazie a questa pratica, provano orgasmi intensi, prolungati, a volte persino multipli, oltre a sperimentare una copiosa eiaculazione. La maggior parte degli uomini, soprattutto occidentali, si concentra solo sulle zone erogene esterne, mentre uno dei segreti meglio conservati della sessualità maschile risiede proprio lì, dove il sole non batte.Quindi…? Addirittura il massaggio mi piacerà?Se ti piace il sesso strabiliante sì. È arrivato il momento, per gli uomini, di smettere di invidiare le donne per la loro capacità di provare orgasmi intensi, duraturi e multipli. La prostata, che non a caso è chiamata punto L maschile, viene considerata il corrispettivo del punto G e, quando massaggiata, permette di provare orgasmi perfino più intensi di quelli generati dalla stimolazione del pene.Come faccio a massaggiare la prostata?Si può usare il dito e massaggiare la ghiandola muovendolo avanti e indietro. Ma non è una pratica particolarmente facile. Per questo, abbiamo deciso di darti (letteralmente) una mano e ti proponiamo un massaggiatore per la prostata che si adatta perfettamente all’anatomia maschile. [...]

Cinque motivi (più uno) per cui le donne vanno pazze per il sesso orale

1. Perché è estremamente piacevoleIl clitoride è la zona erogena più sensibile del corpo femminile, con più di 8000 terminazioni nervose. Questo si traduce non solo in una notevole sensibilità alle carezze, ma anche in un’estrema delicatezza.La lingua è umida, morbida, calda e per quanto energica possa risultare, non avrà mai la ‘pesantezza’ di una mano o di un vibratore. Queste caratteristiche la rendono l’ideale per la stimolazione del clitoride. Che è poi il tipo di stimolazione che porta la maggior parte delle donne all’orgasmo.2. Perché è estremamente eroticoNon tutte le donne amano il sesso orale e, una percentuale molto alta di queste, non lo ama perché lo trova piuttosto imbarazzante. Molte temono di non essere abbastanza belle, a posto, profumate… insomma, tutte quelle paure che quotidianamente applichiamo all’aspetto fisico, le centuplichiamo quando si tratta del nostro sesso.Vincere queste paure e trovare col partner un’intesa tale che ci permette, non solo di non vergognarci di noi stesse, ma addirittura di offrirci al contatto più intimo, risulta quindi estremamente erotico: più ci sentiamo disinibite, più la situazione si fa eccitante.3. Perché con l’uomo con cui fai sesso orale puoi fare di tuttoDiretta conseguenza di quanto sopra. Un uomo che ti bacia e ti accarezza con la lingua, proprio lì, è un uomo che ti prende tutta intera, per come sei, senza sconti e senza limiti.E, da parte tua, con un uomo con il quale ti senti libera di offrirti al 100% sarai probabilmente pronta a sperimentare molto. E molto altro ancora…4. Perché l’uomo che pratica sesso orale, è un uomo generosoE sensibile al piacere femminile. È un uomo che ti vuole scoprire e che vuole esplorare tutti i modi di darti piacere. Ed è attento alle sfumature. E con un uomo così, è bello fare l’amore.5. Perché può durare all’infinitoI tempi di uomini e donne sono sostanzialmente diversi e molto spesso pensiamo che l’uomo sia ‘troppo veloce’ o noi ‘troppo lente’. In realtà si tratta solo di una sfasatura fisiologica che però, in alcune coppie, rischia di creare una distanza non colmabile. Difficilmente si troverà il punto di contatto tra un uomo particolarmente rapido e una donna particolarmente lenta. Il sesso orale, al contrario, può andare avanti all’infinito e sono molte le donne che sperimentano un orgasmo più frequentemente con il rapporto orale che con quello sessuale.+ 1. Perché è il preliminare più sexyÈ il modo migliore per passare dal petting all’amore: la stimolazione fisica è nulla a paragone di quella mentale. E mentre ti abbandoni ai suoi baci, lui ti eccita e ti lubrifica in un colpo solo. Cosa vuoi di più dalla vita? [...]

Il punto G Meglio guardare al punto C

Uno studio statunitense avverte: la difficoltà nel raggiungere l’orgasmo, che tocca fino al 34% delle donne, potrebbe nascondersi nell’anatomia del clitoride, “origine di buona parte del piacere sessuale femminile”. Ma anche in un diverso atteggiamento sotto le lenzuola.“Non c’è un punto G, esiste piuttosto un punto C”. Amen. A emettere la sentenza, certo relativa, è la ginecologa Susan Oakley del Good Samaritan Hospital di Cincinnati, Ohio. La scienziata ha condotto un’analisi su 32 donne di circa 32 anni, una decina delle quali con grandi difficoltà a raggiungere l’orgasmo nel corso del rapporto sessuale. Non è un problema raro, tutto il contrario: secondo alcuni studi ne soffrirebbe fra il 18 e il 34 per cento delle donne. Inoltre meno della metà di quelle sposate vive un orgasmo a ogni rapporto e solo il 15 per cento ne ha sperimentati di multipli.Il problema? Altro che punto G, smentito d’altronde dalla quasi totalità degli studi condotti: la faccenda gira piuttosto intorno al clitoride, “origine di buona parte del piacere sessuale femminile”, secondo la dottoressa. Potrebbe infatti esseretroppo piccolo o anche troppo lontano dalla vagina. Tradotto: le dimensioni potrebbero essere importanti. Anche per la donna.L’indagine, pubblicata di recente sul Journal of Sexual Medicine, ruota intorno a una risonanza magnetica alla zona pelvica delle 32 volontarie. Nel gruppo che ha difficoltà a raggiungere l’orgasmo, a quanto pare, il clitoride è mediamente più piccolo e anche più distante di 5-6 millimetri. Dettagli a parte, rimangono alcuni dubbi per esempio sulrapporto che lega questa constatazione morfologica all’esperienza sessuale nel suo complesso: “Il problema è sempre quello dell’uovo o della gallina – ha spiegato Oakley –non sappiamo se le donne che hanno un clitoride più grande lo abbiano in virtù del fatto che hanno sperimentato più orgasmi o se essere nate con l’organo più sviluppato permetta loro di sperimentare meglio il piacere”.Per esempio, una distanza ridotta potrebbe favorire la stimolazione del clitoride durante il rapporto. Un organo più grande, e dunque più innervato, sarebbe invece in grado di produrre sensazioni più stimolanti e soddisfacenti. Tuttavia il punto C potrebbe non essere l’unico aspetto del problema. “Il piacere sessuale femminile è ovviamente molto soggettivo – ha aggiunto la responsabile dello studio – riguarda anche l’aspetto psicosociale. In questo caso, però, stiamo tentando di concentrarci su quello anatomico”.Dai questionari distribuiti alle volontarie gli scienziati statunitensi hanno infatti verificato, oltre al desiderio, all’attrazione e alla percezione di sé stesse, che anche gliatteggiamenti sotto le lenzuola erano significativamente diversi. In che modo? Le donne con problemi di orgasmo prediligevano la cosiddetta “posizione del missionario” mentre il resto del gruppo posizioni diverse, in particolare sopra al partner. Che il segreto si nasconda semplicemente in un pizzico di fantasia in più? [...]

Inghilterra, l'anilingus è la nuova tendenza sessuale dei giovani inglesi

Il lato B nelle abitudini sessuali sta prendendo sempre più spazio. Ha già scatenato l'indignazione di intellettuali eticamente corretti la notizia del boom in Italia di chi pratica più che in passato il sesso anale. Le nuove generazioni però sono già avanti e sull'onda delle scene peccaminose della serie tv Girls di Lena Dunham si sta diffondendo un'altra pruriginosa novità. A partire dell'Inghilterra i ragazzi si dedicano sempre di più all'anilingus, una variante del cunnilingus, quindi non più solo vagina, ma anche foro anale. Superata la paura iniziale del dolore, i sondaggi inglesi dicono che il 50% delle ragazze intervistate si dichiara aperta a praticare sesso anale, più bassa però la percentuale di chi si sente pronta al contatto orale che comunque sembra riscuotere grossa curiosità. [...]

Sexbot contro la pedofilia I problemi etici e non solo dei robot sessuali

Le bambole pre-adolescenti giapponesi, vietate in alcune nazioni, dividono anche gli psicologi: scaricano davvero desideri inconfessabili e salvano i piccoli dalle violenze?Il modello base costa 6.700 dollari, più altri 1.020 per la spedizione in Italia. Con circa 7 mila euro, quindi, si può far arrivare a casa dal Giappone una «bambola» con le fattezze anatomiche (in tutte le sue parti) e le dimensioni di una bambina pre-adolescente. Vestitini e biancheria intima compresi nel prezzo. L’azienda che le produce (che volutamente non citiamo) nel sito online specifica che non si tratta di bambole sessuali, però le immagini delle gallerie fotografiche non lasciano dubbi a cosa servano. Sembrerebbe una banale storia simile a quella delle bambole gonfiabili utilizzate da decenni, oppure ad altre bambole più o meno realistiche vendute sempre a fini sessuali. Se non fosse che il fondatore dichiari esplicitamente che le sue creazioni (alcune riproducono bambine di 5 anni di età) possono essere utilizzate da pedofili di tutti i continenti per realizzare le loro fantasie sessuali, anche le più oscure e perverse. E salvare in questo modo bambine e bambini veri da abusi e violenze sessuali.Realtà virtualeCon la prossima diffusione di visori 3D e di software che permettono alla realtà virtuale di apparire sempre più reale, le bambole giapponesi potrebbero presto appartenere al passato. Sostituite da robot dal comportamento e dall’aspetto sempre più umano, anche sotto il profilo sessuale. Tanto che nel settembre dell’anno scorso è nata la Campagna contro i robot sessuali, guidata dalla dottoressa Kathleen Richardson della De Montfort University di Leicester, per sensibilizzare sui problemi etici e morali che comporta la diffusione e l’utilizzo dei sexbot, robot umanoidi sessuali. Problematiche che sono già sorte in alcuni film e romanzi come Her di Spike Jonze e A. I. di Spielberg. «Anche se esistono sexbot dalle sembianze maschili, la grande maggioranza sono femminili e la loro diffusione contribuisce a far percepire le donne come “oggetti” e a “disumanizzarle”», spiega Richardson. Il sesso e la pornografia 3D sono un mercato in rapidissima espansione.I problemiSecondo alcuni studiosi di robotica, la diffusione dei sexbot è più vicina di quanto si pensi. Per altri, invece, se ne parlerà non prima di 20-30 anni. In ogni caso le problematiche che tutto ciò solleva sono reali e non virtuali e ilMassachusetts Institute of Technology (Mit) se ne è occupato in luglio durante un simposio di Forbidden Research. Il primo problema etico è l’utilizzo di robot umanoidi adolescenti per prevenire o curare la pedofilia. In alcune nazioni sono vietati, per esempio in Canada dove un uomo nel 2013 è stato arrestato per aver ordinato una delle bambole dell’azienda giapponesedi cui sopra, considerata pornografia infantile secondo le leggi canadesi. InAustralia dal 2013 ne sono state bloccate 18 in dogana e 60 mila persone hanno firmato una petizione per renderle fuorilegge.Psicologi divisiAnche gli psicologi sono divisi se i sexbot e la realtà virtuale possano davvero prevenire abusi e violenze su minori. La realtà virtuale è già impiegata per il trattamento medico di varie fobie, stress post-traumatici e schizofrenia. Sul trattamento della pedofilia (sia di soggetti già condannati che di persone che vogliono farsi curare per evitare guai a sé e agli altri) la cautela però è massima. «La realtà virtuale e i sexbot possono avere un effetto opposto», ammonisce Patrice Renaud, psicologo dell’Università di Montreal, che ha in cura soggetti pedofili. «Non sappiamo cosa potrebbe succedere», ammette Kate Darling, che studia le interazioni uomo-robot al Mit. «Ed è difficile trovare soggetti (pedofili, ndr) disposti a partecipare alle ricerche». [...]

Problemi a letto? E’ tutta una questione di luce

PRESENTATO A VIENNA UNO STUDIO SENESE SULLA TERAPIA DELLA LUCE IN AIUTO AI PROBLEMI DI DESIDERIO SESSUALE.E pensare che per molti il momento ideale per fare l’amore è la notte, al buio. La scienza infatti dice il contrario, in quanto la terapia della luce aumenta il desiderio sessuale negli uomini. Questi i risultati di uno studio coordinato dal professor Andrea Fagiolini, direttore del Dipartimento Interaziendale Salute Mentale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, insieme ai professori dell’Università di Siena Roberto Ponchietti e Letizia Bossini, appena presentati a Vienna al congresso dell’European College of Neurpsycopharmacology.E’ stato dimostrato che l’esposizione alla luce intensa, con lampade specifiche a 10000 lux, per 30 minuti al giorno, aumenta i livelli di testosterone e porta ad una maggiore soddisfazione sessuale negli uomini con un basso desiderio.«Una riduzione del desiderio sessuale – spiega Fagiolini – colpisce un numero significativo di uomini dopo i 40 anni determinata, nel 25% dei casi, anche da particolari problemi legati all’età o ad altri fattori».I ricercatori sono partiti dalla constatazione che l’interesse sessualevaria a seconda delle stagioni e, quindi, i livelli di luce ambientale possano contribuire a modificare il desiderio sessuale.«Abbiamo trovato differenze significative tra coloro che hanno ricevuto il trattamento con luce attiva – aggiunge Fagiolini – ed i gruppi di controllo. Prima del trattamento, entrambi i gruppi avevano in media un punteggio di soddisfazione sessuale di circa 2 su 10, ma dopo il trattamento il gruppo esposto alla luce attiva ha riportato punteggi di soddisfazione sessuale di circa 6.3, con un aumento superiore al 300%. Al contrario, il gruppo di controllo ha mostrato solo un punteggio medio di circa 2,7 dopo il trattamento».Sono stati reclutati 38 uomini con riduzione del desiderio sessuale o della capacità di erezione, e sono stati divisi in due gruppi: un gruppo ha ricevuto un trattamento con la terapia della luce e un gruppo ha ricevuto un trattamento con una lampada a minore intensità, con funzione di placebo.«Nell’emisfero nord – prosegue Fagiolini – la produzione di testosterone del corpo diminuisce naturalmente da novembre ad aprile, e quindi aumenta costantemente con la primavera e l’estate, con un picco nel mese di ottobre. Gli effetti di queste variazioni potrebbero contribuire al fatto che il mese di giugno mostra il più alto tasso di concepimento. Con l’uso della terapia della luce, possiamo riprodurre ciò che accade normalmente in natura. Non siamo ancora in una fase in cui possiamo consigliare la terapia con la luce artificiale come un trattamento clinico – conclude Fagiolini – Tuttavia, se i nostri risultati saranno confermati in uno studio più ampio, la terapia della luce potrà essere utilizzata in un ampio numero di persone. Per il momento, abbiamo solo un piccolo studio e dobbiamo trattare i risultati con la dovuta cautela». [...]

Problemi sessuali per più del 10 percento dei ragazzi

I problemi sessuali legati al piacere non sono più prerogativa solo di adulti e anziani, ma possono colpire anche i giovanissimi. Dati allarmantiUn ragazzo su 10 soffre di problemi sessuali. Secondo uno studio dell’università di Glasgow (Scozia), il 44% delle ragazze e il 34% dei ragazzi ha avuto a che fare con uno o più disturbi sessuali nel corso dello scorso anno: specialmente raggiungimento dell’orgasmo per lei (6%), precoce raggiungimento dell’eccitazione (5%) e difficoltà di erezione (3%) per lui. Per il 9% dei maschi e il 13% delle femmine la problematica incontrata è stata molto limitante sul piano affettivo e relazionale.Ripercussioni nel lungo periodoUna sessualità appagante  e serena, sostengono gli esperti, è fondamentale in età giovanile: eventuali problemi sessuali possono avere, infatti, un impatto a lungo termine sul benessere dei ragazzi. Per questo il dato secondo cui un ragazzo su 10 soffre di problemi sessuali deve far riflettere. L’autrice dell’indagine aggiunge che i programmi di educazione sessuale e assistenza sanitaria (che spesso trascurano le problematiche legate al piacere fisico, soffermandosi solo sulla prevenzione delle gravidanze indesiderate e delle malattie sessualmente trasmesse) dovrebbero fornire ai ragazzi le rassicurazioni e gli spunti per affrontare quanto prima queste difficoltà. Altrimenti mancanza di conoscenza, ansia e vergogna possono compromettere il piacere sessuale e i rapporti di coppia per tutta la vita.Causa anche astinenzaLa ricerca evidenzia che circa un terzo dei ragazzi con problemi sessuali ha chiesto aiuto, solitamente alla famiglia, agli amici o a siti internet, mentre il 4% dei maschi e l’8% delle ragazze si è rivolto a specialisti ed esperti. Tra coloro che non hanno praticato sesso nell’ultimo anno, uno su 10 ha dichiarato di aver intenzionalmente evitato i rapporti a causa di precedenti esperienze negative.La situazione in ItaliaDati simili a quelli inglesi sono stati riscontrati anche in altri Paesi, Italia compresa. Secondo l’ultimo rapporto dell’Istituto superiore di sanità, nel nostro Paese l’età del primo rapporto sessuale si è abbassata: il 20% dei ragazzi ha dichiarato di aver avuto il primo rapporto quando aveva meno di 15 anni.  [...]

4 cose da sapere sull'orgasmo femminile

L'orgasmo femminile è da circa un secolo oggetto di studi e "classificazioni". Esistono donne che provano piacere solo con la stimolazione del clitoride, altre che invece raggiungono l'orgasmo con la penetrazione vaginale.Così come sono numerose le donne che giurano di aver scoperto il punto G e ben il 13% della popolazione femminile sessualmente attiva afferma di aver provato, almeno una volta nella vita, orgasmi multipli.Ma cos'è l'orgasmo femminile e come funziona? Dal lato prettamente fisico, si tratta di un fenomeno neuromuscolare. Nella donna, l'orgasmo è preceduto dalla lubrificazione delle pareti vaginali e da una dilatazione del clitoride dovuta a un aumento del flusso sanguigno. TIPI DI ORGASMOMa quanti tipi di orgasmo femminile esistono? E come si "innescano"?Molto interessante, a tal proposito, è un recente studio incentrato proprio sull'orgasmo al femminile e pubblicato sul Journal of Sexual Medicine. In questo caso, un'équipe di medici francesi ha analizzato, tramite ecografie, le variazioni del flusso sanguigno negli organi sessuali sottoposti a stimolazione ed eccitazione. Dai risultati, è emerso che esistono due tipologie di orgasmo femminile.Al contempo, si è rilevato che esiste una differenza sostanziale, proprio di tipo funzionale, tra i diversi orgasmi a seconda del contatto e dellastimolazione adottata. IL CLITORIDEGli studi hanno, quindi, evidenziato che è la parte del clitoride che reagisce a creare la differenza sostanziale tra ciò che viene definito orgasmo clitorideo e l'orgasmo ottenuto con la penetrazione vaginale. Nello specifico, con la stimolazione clitoridea, il flusso sanguigno aumenta solo nella parte superiore del clitoride scatenando il caratteristico orgasmo di tipo clitorideo. Con la penetrazione vaginale, invece, il flusso sanguigno aumenta sia alla radice del clitoride sia in tutta l'area vaginale. Dunque, tutti gli orgasmi femminili sono comunque clitoridei ma a fare la differenza è la parte del clitoride che reagisce. LE DIMENSIONI AL FEMMINILERecenti sondaggi hanno anche evidenziato come solo un terzo delle donne sessualmente attive, sia in grado di raggiungere l'orgasmo soltanto attraverso il rapporto sessuale e la "semplice" penetrazione vaginale. Nonostante quest'ultima vada comunque a stimolare la radice del clitoride, l'orgasmo al femminile è procurato, per la maggioranza delle donne, da una stimolazione diretta del clitoride. In tal senso, numerosi studi recenti, hanno proprio sottolineato quanto contino anche le dimensioni del clitoride e il suo posizionamento per raggiungere l'orgasmo: un clitoride più grande e situato più vicino alla vagina, rende più semplice il raggiungimento del piacere. LA PSICHEOvviamente, al di là di tutte le esplorazioni e le considerazioni prettamente fisiche, l'orgasmo femminile comprende anche una grande componente psicolgica. Infatti condizioni come ansia, stress o depressione possono influenzare notevolmente il raggiungimento dell'orgasmo, così come il piacere può restare "bloccato" a causa di problemi di comunicazioneall'interno della relazione.Il corpo si interseca continuamente con la mente, dando il via a reazioni imprevedibili e che ancora devono essere indagate a fondo persino da scienza e medicina. L'orgasmo femminile comprende anche una parte "culturale": recenti studi hanno dimostrato come le donne più competenti, informate e curiose siano più portate a raggiungere il piacere. Informarsi sull'orgasmo, conoscerne i meccanismi e segreti a ora rivelati dalla scienza, aumenterebbe la consapevolezza del proprio corpo e delle sue potenzialità.  [...]

5 Domande imbarazzanti sul sesso

Dall’eiaculazione precoce di lui alla secchezza vaginale in menopausa di lei, dall’orgasmo che non c’è a quello che si finge.  Lui si crede Casanova, ma “dura” poco. Il tuo compagno è da sempre un “velocista” o ha sviluppato questa tendenza di recente? «Se il “problema” è antico, significa che costituzionalmente è un amante “short action”. Se invece è insorto da poco, occorre indagare sul fronte prostata che, se ingrossata e infiammata (le prostatiti croniche sono spesso silenti), accelera il riflesso eiaculatorio», spiega la professoressa Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano. «Inoltre, devi sapere che clinicamente viene definita eiaculazione precoce solo quella che si verifica entro 2 minuti dall’inizio della penetrazione, preliminari e giochi erotici esclusi. Se lui dura 5-6 minuti non è “precox”». Il consiglio Però, se la cosa non ti soddisfa e desideri prolungare i tempi dell’amore, sappi che l’urologo o l’andrologo potrà proporre al tuo “lui” due soluzioni farmacologiche. La prima consiste nell’assumere tutti i giorni basse dosi di paroxetina, un antidepressivo serotoninergico che, inibendo il riassorbimento della serotonina (il neurotrasmettitore cerebrale che modula il riflesso eiaculatorio), consente di moltiplicare la durata del rapporto di 5-6 volte. Da 2 minuti, il tuo fidanzato può sperare di arrivare a 12. Se però, come molti uomini, non ama l’idea di assumere giornalmente una medicina, può farsi prescrivere la dapoxetina, farmaco specifico per l’eiaculazione precoce, da prendere all’occorrenza, un’ora prima del rapporto, e che consente di triplicare la “prestazione”».  Cronometro a parte, quello che conta è il tuo grado di soddisfazione personale. Se per te la penetrazione dura troppo poco, convinci il tuo “lui” a rivolgersi a uno specialista. Mi eccito ma non mi “bagno”. «Non c’è da preoccuparsi: una riduzione della lubrificazione vaginale è normale verso i 50 anni, quando si è entrate o si sta per entrare in menopausa», risponde Graziottin. «Però è bene non accettare la secchezza vaginale come una condizione definitiva.Per combatterla ti consiglio di fare dei dosaggi ormonali (FSH, LH, 17-betaestradiolo) per capire se sei in menopausa conclamata o in climaterio, la fase che la precede. Inoltre, chiedi al tuo ginecologo di misurare il pH vaginale: è un esame semplice, rapido e indolore che dicemolto sul tuo ecosistema vaginale e sulle cause della secchezza». Il consiglioPer fortuna, a tutto c’è rimedio. Basta assumere degli estrogeni per via vaginale, pronti a “nutrire” e reidratare le mucose interne. «Ci sono diverse soluzioni», puntualizza la Graziottin. «In una fase iniziale, può bastare un gel a base di estriolo da applicare due volte alla settimana. In caso di forte secchezza accompagnata da bruciori, cistiti e dolori ai rapporti, sono preferibili le compresse di estradiolo (sempre 2 volte alla settimana). Mentre chi ha avuto un tumore al seno potrà fidarsi del promestrene, un estrogeno in crema od ovuli che agiscelocalmente e ha un assorbimento sistemico basso (ideale anche per chi soffre di candida vaginale)». Infine, per coloro che non vogliono usare ormoni, il laser può rigenerare i tessuti intimi, risolvendo il problema. In ogni caso non vergognarti di parlare al tuo ginecologo. E cerca di mantenere alto il desiderio: l’eccitazione vale metà dell’opera. Rapporti orali: rischio la candida? Sì, se hai rapporti con un partner affetto da questo fungo. È una delle infezioni più diffuse (il 46 per cento vengono contratte con rapporti oro-genitali). «La candida provoca il “mughetto”, piccole e brucianti placchette bianche all’interno del cavo orale, che regrediscono solo con antimicotici per bocca (come il Fluconazolo)», spiega Alessandra Graziottin. Se, invece, sul pene ci sono delle vescicole, queste potranno comparire,nel giro di poco tempo, anche sulle tue labbra. A volte sono accompagnate da ulcerette nella mucosa internadella bocca che provocano un forte bruciore. «Si tratta dell’HSV2 (Herpes Simplex Virus di tipo 2).   Altre infezioni frequenti sono quelle da HPV (Human Papilloma Virus). «L’HPV si manifesta con delleverruche ruvide sulla lingua e sulla mucosa interna delle guance (nei rapporti orali profondi possono comparire persino sulle tonsille, la laringe e le corde vocali). Non fanno male ma vanno rimosse per tempo conil laser, perché possono degenerare in tumore, specie nelle fumatrici.  Infine, va ricordato che anche l’epatite B e C o la sifilide, possono essere trasmesse tramite i rapporti orali non protetti», spiega la dottoressa Graziottin. Il consiglioProteggiti sempre con un preservativo, se hai dei flirt occasionali. Se puoi scommettere a occhi chiusi sulla fedeltà del tuo “lui”, controlla comunque il pene prima di un rapporto. Molte donne fanno l’amore al buio: non sanno cosa si perdono ma, soprattutto, non sanno cosa si prendono! Niente orgasmo: forse sono stufo di lei? «La risposta sessuale, anche nell’uomo, non è solo una questione fisica, ma anche (e soprattutto) di testa. È quindi probabile che le tue débâcle siano legate a un problema di relazione: se la vita di coppia ti “va stretta” e i rapporti con la tua partner sono tesi, la sessualitàovviamente scricchiola», spiega Roberta Rossi, sessuologa dell’Istituto di Sessuologia Clinica di Roma. Attenzione anche allo stress: se sul lavoro macini tensioni, e magari ti consoli con qualche drink di troppo, i flopsotto le lenzuola possono esserne le insospettabili conseguenze. «Orgasmo a rischio anche se fai uso di alfa bloccanti (farmaci prescritti per l’adenoma della prostata) o antidepressivi. Non sottovalutare, infine, chela tua mancata risposta sessuale può essere legata a un problema organico: una riduzione della produzione di testosterone, la tiroide che lavora poco, infiammazioni della prostata o delle vescicole seminali», concludela sessuologa. Il consiglioSe hai il sospetto che la causa del tuo mancato orgasmo sia una disfunzione organica, chiedi consiglio a uno specialista. In commercio esistono molte cure farmacologiche: terapia ormonale sostitutiva se sei a corto di testosterone o se la tua tiroide lavora a scartamento ridotto; antibiotici o antinfiammatori nel caso in cui tu soffra di disturbi prostatici. Prendi già dei farmaci? Chiedi al tuo medico se possono interferire con la tua vita sessuale e, in questo caso, come sostituirli. Se invece alla base di tutto ci sono dei problemi di relazione, è meglio che tu ti rivolga a unterapeuta di coppia: pochi incontri, da soli o insieme, a volte bastano per trovare la soluzione. Come faccio a capire se lei finge l’orgasmo? Secondo un’indagine americana su 3000 donne il 50% finge. Per sapere se succede dovresti, appena raggiunge l’orgasmo, appoggiarle una mano sul cuore; dovrebbe palpitare come dopo una corsa. «Per lei il piacere non è solo genitale», spiega Rossi, «ma il risultato di un mix di intimità e tenerezza. Può sentirsi appagata semplicemente per il fatto di avere avuto un rapporto, indipendentemente da come si è concluso. Le dà la sensazione di essere amata e di amare». Il consiglioNon concentrarti sui suoi segnali di eccitazione. Rischi di trasformare il rapporto in un generatore di ansia. Abbandonati invece all’intimità, gioca sui preliminari e crea quell’intesa che fa bene all’amore. Proponile momenti “alternativi” di intimità a due, come fare la doccia o l’idromassaggio insieme. [...]

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