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RISULTATI DELLA RICERCA

La ricerca per la parola stimoli esterni ha restituito i seguenti risultati:

SOGNI E STIMOLI ESTERNI

Abbiamo già detto come il sonno normalmente sia caratterizzato da una ridotta attività cerebrale, da torpore motorio e diminuita sensibilità esterna, e interna. Come già si è accennato, però, stimoli uguali non inducono immagini e situazioni oniriche uguali. Un unico stimolo può venire usato variamente nel sogno, ricevendo interpretazioni diverse attorno alle quali possono essere costruite le scene più complesse. Lo stimolo esterno costituisce dunque uno dei fattori del sogno, ma non è essenziale, venendo utilizzato dalla scena onirica secondo finalità proprie. Va poi detto che esiste un determinato livello di intensità dello stimolo sensoriale entro cui esso può essere inserito nel sogno; se lo stimolo diviene troppo forte provoca il risveglio. Ecco un esempio tipico: un soggetto che faceva uso al mattino di una sveglia a suoneria, raccontò un sogno in cui era evidente l'influenza dovuta agli squilli della sveglia. Fino a un certo punto, dunque, il sogno riesce ad utilizzare lo stimolo, evitando il risveglio; ma se lo stimolo è troppo insistente, l'equilibrio si rompe e il risveglio è inevitabile. Il sogno è perciò una specie di guardiano dei sonno e cerca di garantirne la prosecuzione contro qualsiasi fastidio esterno. A proposito di tale rapidità, è interessante vedere come non solo il sogno può modificarsi per accettare un nuovo stimolo, ma come possa addirittura svilupparsi un sogno "ex novo" basato su una sensazione esterna. In questi casi abbiamo la sequenza: Stimolo Sogno Risveglio. Questa è la sequenza oggettiva; ma soggettivamente lo stimolo appare "durante" il sogno, e non all'inizio. In un breve istante di tempo reale si era così creato un sogno angoscioso con una durata soggettiva molto lunga; e lo stimolo vero e proprio (il dolore sul collo), pur essendo stato la causa dell'intero sogno, interveniva solo alla fine (la lama della ghigliottina che cadeva). Abbiamo così un altro dato interessante riguardo alla durata oggettiva dei sogni: essa è variabile, indipendentemente dalla lunghezza della scena onirica vissuta soggettivamente. Alle volte, cioè, il ritmo della scena del sogno segue il tempo reale (un'azione che nel sogno dura dieci minuti, ad esempio, si svolge effettivamente in un arco di dieci minuti di sonno). Significato e formazione dei sogni Il sogno rappresenta la storia personale del soggetto che sogna (la più personale, anzi); bisogna quindi rapportare il contenuto del sogno con le più profonde esigenze della personalità. Freud parla di "contenuto manifesto" del sogno (ossia la scena onirica così come è vissuta e raccontata) e di "contenuto latente" (ossia l'insieme delle tendenze e delle idee che, in forma più o meno travestita, vengono espresse nella scena onirica stessa). I sogni infantili sono lineari, erompenti, vale a dire che esprimono direttamente i desideri e i bisogni dell'organismo e della psiche. come se ci fosse una folla di pensieri inibiti nella nostra mente che attendono il momento del sogno per prendere forma. Tutti questi processi di camuffamento operati dal sogno, diventano particolarmente importanti a proposito dei sogni a carattere latente erotico. Sia ben inteso che la psicoanalisi non attribuisce ad ogni singolo sogno un significato preciso e immutabile. Solo attraverso numerose esperienze e mediante l'analisi complessiva della personalità possiamo essere certi del significato erotico di un sogno, rivelatore di uno stato acuto di queste tendenze. Per esempio gli oggetti appuntiti simboleggiano, nel sogno, gli organi sessuali maschili; gli oggetti cavi, gli organi sessuali femminili. Freud parla in generale dei sogni come mezzo per concretizzare desideri altrimenti irrealizzabili. Innanzitutto molti sogni di questo genere derivano dalla frequente presenza di tendenze autopunitive nell'inconscio umano; si tratterebbe pertanto di sogni originati comunque da desideri, anche se si tratta di desideri che potremmo definire "masochistici". Altri sogni a sfondo penoso sono i "sogni di esame": sono i sogni di esami scolastici, piuttosto frequenti, che ci accompagnano generalmente per tutta la vita. Va precisato che nel tipo di sogni esposti più sopra, nonostante il carattere penoso dei sogno stesso, l'emotività del soggetto che sogna appare sempre distaccata rispetto alle situazioni cui prende parte. Si parla in tal caso di sogni di "incubo". Per giustificare tali sogni Freud formulò fin dal 1900 un'ipotesi interessante: se il sogno, cioè, è sempre promosso da un desiderio, non è però detto che il sogno stesso debba essere semplicemente il prodotto di quel desiderio. Non potendosi giustificare l'angoscia dell'incubo ',sulla base dei desiderio latente, allora essa deve derivare dall'effetto delle forze della censura. I sogni di incubo sarebbero cioè sogni in cui la funzione della censura è venuta meno, non riuscendo a trasformare il pensiero latente del sogno in modo da renderlo accettabile al soggetto, così da permettergli di continuare a dormire senza allarmarsi e svegliarsi. Torniamo ora alla simbologia dei sogni, per vedere brevemente, prima di concludere, alcuni simboli onirici più comuni e generali. Un'altra teoria sostiene che i rapporti spaziali, nel sogno, esprimono una valutazione morale della sessualità. Ad esempio tutto ciò che sta a sinistra dei soggetto nella scena onirica rappresenta qualcosa di proibito e discutibile (incesto, omosessualità, masturbazione, perversioni, ecc.); al contrario ciò che sta alla destra ha carattere normale e positivo (matrimonio, rapporti eterosessuali, ecc.). [...]

I SOGNI SECONDO FREUD

DEFINIZIONE DI SOGNO Il sogno è un’esperienza mentale tipica, ma forse non esclusiva del sonno, con caratteristiche percettive, svolgimento sequenziale, eventuali elementi di bizzarria e frequente vissuto di partecipazione personale, accompagnata da alienità rispetto all’hic et nunc del dormiente, da inefficienza dell’esame di realtà e da perdita di controllo volontario del pensiero. La ricerca sperimentale non ha ancora chiarito le funzioni specifiche del sogno, ma alcune ipotesi suggestive si ispirano ad un criterio genericamente adattivo. L’attività onirica avrebbe un ruolo di integratore e regolatore delle informazioni ricevute durante la veglia. Sarebbe responsabile di una sorta di metabolizzazione degli apprendimenti utili o funzionali alla condizione psicologica attuale del sognatore (la maggior parte degli autori di impostazione cognitivista). Memoria e sogno Ricordo dei sogni  Implicazione della memoria nella generazione dei sogni → Fonti mnestiche del sogno Coscienza e sogno Modello di accesso agli stadi del processamento onirico attraverso le associazioni alle fonti mnestiche. DOVE FREUD PARLA DEL SOGNO Freud parla del sogno e ne intuisce i significato all’interno di una teoria dell’inconscio nel: PROGETTO PER UNA PSICOLOGIA SCIENTIFICA, 1895 (VOL II – OPERE) 3 Punti fondamentali: il sogno come fenomeno allucinatorio; paralisi motoria; meccanismi del lavoro onirico: spostamento d’accento, simbolismo, condensazione INTERPRETAZIONE DEI SOGNI, 1899-1900 (VOL. III – OPERE) L’opera più esaustiva sul sogno e una delle fondamentali per tutta la teoria psicoanalitica IL SOGNO, 1900 (VOL IV – OPERE) E’ riassunta la dottrina dell’opera maggiore in modo semplice e succinto SUPPLEMENTO METAPSICOLOGICO ALLA TEORIA DEL SOGNO, 1915 (VOL. VIII - -OPERE) Approfondimento teorico del capitolo VII della Traumdeutung INTRODUZIONE ALLA PSICOANALISI, 1915-17 (VOL. VIII – OPERE) Lezioni tenute a Vienna nei semestri 1915-16 e 1916-17 Definizioni di sogno in Freud sogno: soddisfazione allucinatoria di desiderio (vedi es. pag.122- 128, Interpretazione dei sogni) sogno: soluzione di compromesso (come il sintomo nevrotico) tra desideri rimossi, che tendono a riemergere e le istanze difensive dell’Io. Funzione del sogno: guardiano del sonno (vedi pag. 218 Interpretazione dei sogni) Funzione del sogno guardiano del sonno (vedi pag. 218 Interpretazione dei sogni) Espressione di desideri inconsci Definizione di sogno latente • Sogno latente = contenuto latente = pensieri del sogno • Insieme di significati che esprimono uno o più desideri inconsci. • il contenuto latente, come opposizione al sogno manifesto, è l’espressione adeguata di desideri inconsci. Sogno manifesto= esperienza fenomenica del sognatore • Sogno latente e sogno manifesto, dice Freud “stanno davanti a noi come due esposizioni del medesimo contenuto in due lingue diverse, o meglio, il contenuto manifesto ci appare come una traduzione dei pensieri del sogno in un diverso modo di espressione di cui dobbiamo imparare a conoscere caratteri e regole sintattiche, confrontando l’originale con la traduzione.” FONTI ORIGINARIE DEL SOGNO Desideri rimossi Rappresentanti delle pulsioni Teatro affettivo attuale Fanno da stimolo per l’attivazione: Stimoli attuali : Stimoli esterni Stimoli somatici Resti diurni LAVORO ONIRICO Complesso di operazioni che trasformano i materiali del sogno (stimoli attuali, resti diurni, pensieri del sogno) in un prodotto che è il sogno manifesto. La deformazione dei pensieri del sogno è l’effetto di tale lavoro. MECCANISMI DEL LAVORO ONIRICO Drammatizzazione/raffigurabilità Spostamento d’accento Condensazione/ Diffusione Trascrizione simbolica Identificazione/Proiezione Elaborazione secondaria Ad eccezione dell’Elaborazione secondaria (che opera secondo le leggi del processo secondario, corrispondenti a quelle del pensiero vigile) questi meccanismi operano secondo le leggi del processo primario (funzionamento della dinamica inconscia). Il processo primario ignora la contraddizione; ignora la negazione; le tendenze sono dotate di mobilità (carica che si sposta); è acrono, fuori dal tempo Il sogno nell’ipotesi cognitiva Il sogno è l’esito di un sistema di elaborazione cognitiva che ha a disposizione il medesimo patrimonio di conoscenze (o contenuti mnestici) di cui dispone il pensiero vigile. Non sembra inoltre ragionevole ipotizzare il coinvolgimento di processi che funzionino ad hoc durante il sonno, diversi da quelli che generano l’attività mentale vigile. Nel tentativo di spiegare la natura dell’attività onirica sembra ragionevole spiegarne le peculiarità in funzione della variazione dello stato di coscienza e, quindi, in termini cognitivi, alla diversa modalità di funzionamento dei processi di controllo. [...]

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