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- DIVX WORLD: Guide e consigli sul video digitale -

La rivoluzione della rete si fa sentire quano stravolge usi ed abitudini di persone ed in generale di una generazione intera! Non abbiamo timore di essere smentiti affermando che tale rivoluzione e passata anche al mondo dell'audio e più di recente del video digitale. Le nuove tecnologia di compressione e l'aumento sempre più crescente della banda larga (connessioni adsl, hdsl e fibra), hanno permesso una notevole divulgazione di file in rete anche grazie a programmi share to share (p2p: pear to pear, ovvero condivisione da, a). E' nata così la necessità di rendere file video ed audio molto più "leggeri".

PRIMA FU MP3

La vera rivoluzione cominciò con l'audio e con la codifica MP3, ma se proprio vogliamo essere precisi, tutto ebbe inizio con le immagini. Un tempo esistevano solo le BMP bitmap o le TIFF, file di grandi dimensioni ad altissima risoluzione, poco adatti a pagine web al tempo di connessioni dial-up. Nacque così il consorzio JPEG (JPEG è l'acronimo di Joint Photographic Experts Group) che studiò il metodo di compression omonimo! Per quanto riguarda l'audio il passo è stato lo stesso, ma con la dicitura di MPEG (Moving Picture Experts Group). Era l'equivalente compresso per i file video.

Pensate che un file di 60 min in formato nativo DV (720x576) occuperebbe circa 11 Gb, mentre lo stesso filmato compresso in DIVX occuperebbe poco più di 700 MB (La capacità di un CD)...
Per capire bene il mondo dei DIVX e quindi del video digitale e di tutte le sue potenzialità abbiamo raccolto delle guide molto interessanti. Vi ricordiamo comunque che tutti i consigli che troverete sono da utilizzare solo per la conversione di FILMATI AMATORIALI o NON PROTETTI dai diritti d'autore, o per eseguire COPIE DI BACKUP di DVD regolarmente ACQUISTATI!

Altri Contratti
Clicca qui per leggere l'articolo di Formazione Lavoro COSA SONO I CODEC DIVX
Clicca qui per leggere l'articolo di Formazione Lavoro I DIVX SONO LEGALI?
Clicca qui per leggere l'articolo di Formazione Lavoro COSA SERVE PER I DIVX
In rilievo : I DIVX SONO LEGALI?

USA: iniziato il processo contro l'MP3 del cinema.
DMCA è la sigla con la quale viene indicato il Digital Millennium Copyright Act, la legge che gli Stati Uniti si sono dati nel 1997 per dare soluzione ai problemi imposti dalla diffusione di Internet al vecchio concetto di proprietà intellettuale. Fortemente voluta dall'industria dell'intrattenimento e fortemente osteggiata da tutte le associazioni che si battono per la libertà di espressione in rete, questa legge, che abbiamo sentito citare spessissimo negli ultimi tempi nei processi contro Napster e le file-sharing communities è arrivata alla sua prima prova nel campo del cinema. Merito di un relativamente nuovo formato di compressione video chiamato DIVX che alcuni esperti si sono già affannati a chiamare l'MP3 del cinema.

DIVX consente di comprimere un film in DVD fino ad un livello tale da renderlo trasmissibile via rete anche se a tempi decisamente lunghi. La prova ufficiale la si è avuta ieri all'apertura del processo quando, gli avvocati dell'accusa hanno aperto l'udienza proiettando una scena di The Matrix in formato DIVX, scaricata dalla rete qualche giorno prima.

Ma oggetto della causa non è il DIVX bensì il magazine cartaceo e telematico 2600 che è un po' il volto ufficiale del movimento hacker americano. 2600 distribuì lo scorso anno un programmino chiamato DeCSS che consente di visualizzare correttamente film in DVD bypassando le protezioni software inserite dalle case madri. Il DeCSS insomma è stato lo strumento con il quale hanno cominciato a diffondersi film in DIVX.

Il processo, ad ogni modo, si prospetta tesissimo se, come sostengono gli avvocati della difesa, il giudice che presiede la causa non garantirebbe una neutralità di giudizio avendo in passato lavorato come avvocato in una ditta che rappresentava la Warner Bros. Ed anche perché è in quest'aula che si gioca il futuro della libera distribuzione dei film in rete. Il futuro certo perché, allo stato attuale, sono molto poche le persone con la capacità e gli strumenti tecnici (leggi velocità di connessione) che possono scaricare sul proprio computer un film del peso di circa un gigabyte di dati.

DivX;-) ovvero quando il cinema incontra Napster

ROMA - Il diavolo sta nei dettagli, le buone intenzioni pure. La differenza tra un formato "buono" e uno "cattivo" la può fare uno smiley, quei sorrisini formati da segni vari di interpunzione. E così se il DivX era il sistema condannato dai tribunali Usa perché favoriva la pirateria dei film in Dvd, il DivX;-) è quello che strizza l'occhio - letteralmente, provate a ruotare la testa a sinistra di 90 gradi - alle major di Hollywood: se diventerà uno standard come i suoi inventori sperano, anche le grandi case cinematografiche potranno servirsene e reinventare così il modo con cui distribuire i loro titoli.

Per esser precisi siamo già al DivX;-) Deux, la versione migliorata del promettente formato di compressione che può stringere un video ad alta risoluzione di due ore in un file da scaricare attraverso una connessione veloce alla Rete (Adsl o simili) in tre quarti d'ora o giù di lì. Sono già state "downloadate" 12 milioni di copie del software e innumerevoli esemplari digitali di film recenti come "The Matrix" o "Charlie's Angels" sono disponibili in vari siti clandestini. In più, come effetto collaterale non voluto, la condanna dell'estate scorsa ha procurato una grossa pubblicità a tutti i software che servono per duplicare illecitamente i Dvd.

Jerome Rota, il ventisettenne ingegnere francese autore del DivX;-), assieme ai co-fondatori Joe Bezdek e Eldon Hylton, ha messo su di recente Project Mayo, una società (ma anche una piattaforma di open software dove programmatori da tutto il mondo possono intervenire per migliorarlo) per sfruttare il potenziale commerciale dell'invenzione: a settembre la startup ha raccolto 5 milioni di dollari di finanziamenti e nel secondo giro del prossimo febbraio altri 7-10 milioni dovrebbero arrivare. Una cifra totale che, in tempi di vacche non particolarmente grasse per i venture capitalist, risulta assai impressionante.

Perché tanto interesse? Perché il modello di business, l'idea che i tre soci hanno in mente per far soldi con la loro tecnologia, dovrebbe non incorrere nei rigori della legge. Al di là delle migliorie tecniche (riuscirebbe a far dimagrire i file di un ulteriore 40 per cento senza per questo diminuire la qualità dell'immagine) è proprio l'architettura della distribuzione che si presterebbe a utilizzi a prova di giudice: i video, compressi e messi in rete sul DivXNetworks, sarebbero scaricabili solo dopo un pagamento. La transazione potrà essere saldata con carta di credito o spendendo dei punti denominati "baku" che si guadagnano cliccando su apposite pubblicità sul Web. Circa metà della somma versata andrebbe ai gestori dell'infrastruttura mentre il resto finirebbe nelle tasche dell'autore del video.

Rota e compagnia non pensano solo a film veri e propri, magari di registi che vogliono farsi un nome attraverso Internet e che vogliono vendere i loro prodotti saltando l'intermediazione delle major, ma anche a qualsiasi altro video da trasferire da un luogo all'altro. E così clienti del nuovo sistema potrebbero essere ad esempio le agenzie pubblicitarie che hanno bisogno di far vedere ai loro clienti le anteprime degli spot confezionati per loro o i privati che vogliono rendere accessibili ad amici e familiari il video del loro matrimonio. Se tutti questi esperimenti funzioneranno bene è verosimile che, alla fine, quelli di DivX;-) busseranno alla porta degli studios proponendosi come i migliori pony express digitali in circolazione di quelle che una volta erano le "pizze" di pellicola. Completando così la metamorfosi da incubo di Hollywood (DivX prima maniera) a suo fidato socio in affari (DivX, ma questa volta con l'occhiolino).

I pirati di Hollywood cercano pace e legalità
Così come Napster ha optato per la "collaborazione" con i giganti dell’industria discografica, DivX trasformato in DivX;-) Deux si pone "al servizio" delle Major

FIRENZE, 24 GENNAIO - Tutta la differenza la fa un sorriso. Un sorriso e un occhiolino strizzato al modo degli sms e delle chat ovvero punto e virgola, piccola linea, parentesi. Risultato ;-) "emoticon" da legare a una sigla che fino all'altro ieri era il peggio del peggio, in quel di Hollywood. Così il DivX, il sistema che nel giro degli ultimi mesi ha permesso di scaricare da Internet i Dvd piratati e che ha fatto gridare allo scandalo le Major cinematografiche hollywoodiane, ora giusto con l'aggiunta di un sorriso, di maggiore velocità, dell'"open source" e soprattutto di un "proposito onesto" è pronto per oltrepassare la sottile linea rossa della net-illegalità.

DivX è noto agli internauti (appassionati di cinema) dall'inverno scorso: tanto per intendersi è una sorta di Mp3 dei film, ovvero un sistema per comprimere i file (video ed audio) in modo da "allegerirli" e farli viaggiare per la Rete delle reti. Finora DivX ha contemporaneamente viaggiato più o meno nell'illegalità: i file disponibili sono quelli dei Dvd in commercio opportunamente però copiati - quindi perlopiù scaricabili gratis - grazie al sedicenne norvegese (già portato in tribunale negli Usa) che ha inventato il grimaldello informatico per "violarli", il DeCSS. Adesso, così come Napster ha infine optato per la "collaborazione" con i giganti dell'industria discografica, DivX trasformato in DivX;-) Deux si pone "al servizio" delle Major.

Garantisce innanzi tutto un migliore standard tecnico: altissima qualità delle immagini, suono in stereo hi-fi, tempi di download sensibilmente ristretti rispetto a prima (con una connessione Adsl, si passa dalle oltre due ore a tre quarti d'ora). Dopodichè gli inventori di DivX;-) Deux, capitanati dall'ingegnere 27enne francese Jerome Rota, si sono preoccupati di organizzarsi in una "società" che dovrebbe tutelarli da beghe legali: i video compressi sarebbero messi in Rete su "DivXNetworks" e scaricabili solo a pagamento, con carta di credito o spendendo dei punti che si guadagnano cliccando su appositi Web-spot. In questo modo, tutto il "pacchetto tecnologico" è spendibile, oltrechè con registi indipendenti che abbiano voglia di farsi distribuire su Internet, anche con le Major stesse. Le quali - la Miramax in testa - stanno comunque già lavorando da tempo all'idea della cyberdiffusione delle proprie produzioni.

Un Napster anche per il cinema

Il nuovo DivX;-) sfida gli studios di Hollywood. Dopo lo scambio di brani musicali in Rete arriva anche un programma per gestire filmati e intere pellicole al di fuori dei canali di distribuzione legali

NEW YORK - Napster non è morto. Anzi, le tecnologie che permettono lo scambio di file tra i singoli utenti della Rete, diventano ancora più ambiziose. E mettono in discussione le misure volte a contenere la pirateria su Internet.
Dopo il mondo della musica, rivoluzionato dai brani musicali in formato digitale Mp3, gli "anarchici" del Web puntano a cambiare le regole nel mondo del cinema.

Progetto Mayo si apprestano a lanciare DivX;-) Deux, la versione commerciale di un formato di compressione che permetterà di scaricare due ore di film ad alta risoluzione in meno di 45 minuti su Internet.
In pratica il DivX è, appllicato ai video, lo stesso principio dell'Mp3 per la musica: l'Mp3 consente di ridurre i brani musicali a un formato digitale facilmente scaricabile dal Web. Un formato di comprssione che ha fatto la fortuna di siti come Mp3.com, Napster, Gnutella e Vitaminic.it, la Net company torinese protagonista da giorni in Borsa sul Nuovo Mercato con una serie impressionante di rialzi nell'ultima settimana.

Il francese Jerome Rota ha 27 anni e si firma on-line come Gej: è lui l'inventore del formato di compressione originario DivX;-) che anche nell'ideogramma alla fine della sigla DivX (;-), ruotato di 90 gradi) strizza l'occhio alle major hollywoodiane evocando l'incubo del formato DivX, già condannato lo scorso agosto dai tribunali Usa perché si tradurrebbe in un nuovo canale dove potrebbe proliferare la pirateria informatica.
Per i suoi fan - già molto numerosi - Rota è un eroe come Shaw Fanning, il creatore e il fondatore di Napster, o come Jon Johanson, il ragazzino norvegese che l'anno scorso aveva scardinato i codici di protezione dei film e dei video con il programma DeCSS.
Gli studi di Hollywood, come già allora, hanno gridato alla pirateria: ma se Rota e i suoi soci - l'avvocato Jordan Greenhall, Joe Bezdek e Eldon Hylton - hanno davvero ragione, gli stessi studi tra non molto busseranno alla loro porta con corposi assegni a portata di mano. Proprio come è successo, dopo lunghe e improduttive liti giudiziarie, con Napster (alleato da qualche tempo con la BMG Bertelsmann) e Mp3.com (che ha chiuso accordi con le principali major internazionali).

Il Progetto Mayo ha già rastrellato capitali in abbondanza: 5 milioni di dollari lo scorso anno e altri 7-10 milioni di dollari in un secondo giro che partirà nel prossimo febbraio grazie ai quali sotto il marchio DivXNetworks sarà lanciato DivX;-) Deux, un formato capace di comprimere un video di due ore ad alta definizione in un file da scaricare attraverso una connessione veloce alla Rete in forma digitale e meno di tre quarti d'ora.
Immaginate un catalogo di dieci milioni di film da cui scegliere il preferito e scaricarlo nello stesso tempo che si impiegherebbe ad andare e tornare al più vicino Blockbuster:
questo scenario che Internet potrebba regalarci a breve nel settore dei video a richiesta (on demand) è una prospettiva su cui giganti come la Warner Bros sta lavorando da 15 anni con scarso successo.

Perché DivxNetworks dovrebbe andare meglio? Secondo RedHerring.com, una rivista online dedicata alle tecnologia, Rota e i suoi hanno già creato la loro base di mercato: un seguito fanatico di hacker e di cinefili che in un anno hanno scaricato 12 milioni di copie del software e copiato in DivX;-) successi recenti come Charlie's Angels distribuendoli gratis su oscuri siti Web.
DivX;-) è salito all'onore delle cronache l'anno scorso quando la Motion Picture Association of America fece causa al giovane Johansen.
Hollywood vinse la causa ma la pubblicità aveva attirato migliaia di clienti verso il DivX;-) e coagulato finanziamenti miliardari attorno ai quattro fondatori del Progetto Mayo e al loro modello di business fatto apposta per non incorrere, come Johansen, nei rigori della legge.
I video, compressi e messi in rete sarebbero infatti scaricabili solo dopo un pagamento su carta di credito o spendendo punti denominati buku che si guadagnano cliccando sui banner pubblicitari indicato.
Sempre allo scopo di strizzare l'occhio a Hollywood (senza entrare almeno all'inizio) in diretta concorrenza con i colossi, DivXNetworks ha inoltre individuato i primi clienti nelle agenzie di pubblicità (potrebbero mostrare i video-clip ai clienti via DivX-;) anziché spedirli via corriere espresso) e tra i consumatori privati (per far vedere agli amici i video dell'ultimo viaggio o del matrimonio) oltre che nei registi indipendenti intenzionati a promuoversi da soli sul Web.
Solo quando la prima fase sarà superata, i quattro di DivXNetworks busseranno a Hollywood presentandosi come una società via cavo con un sistema di distribuzione e milioni di utenti