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Connettività
Quanti e che tipo di collegamenti deve avere la scheda dei vostri sogni? Gli standard di collegamento audio sono diversi e, oltre a essere distinti tra analogici e digitali, variano in forma di presa, modalità di trasporto e locazione: interna, esterna ed esterna su box separato. Ultimamente la moda è quella di raccogliere tutti i collegamenti in ingresso e uscita su un modulo separato, eventualmente da montare in un bay del CD del pc, così che siano più comodamente raggiungibili. I collegamenti interni sono utili per raccogliere i segnali in ingresso come quelli dal lettore CD (con connessione analogica e/ o digitale) o di schede di cattura audio/ video, modem con funzioni vocali e altri dispositivi. Oltre alle uscite analogiche per sistemi di altoparlanti tradizionali, la scheda può presentare uscite digitali S/PDIF e ottiche per pilotare sistemi Dolby Digital AC3 o altre proprietarie.
Una parte importante riguarda invece gli ingressi, fondamentali per effettuare registrazioni da fonti esterne analogiche e digitali. Oltre alle prese microfono e di linea analogiche (normalmente dei normali connettori RCA), possono essere presenti anche ingressi digitali S/PDIF e ottici. Infine citiamo ancora gli ingressi/ uscite MIDI e la buona vecchia presa per cuffie.
Surround, DOlby Digital AC3 e Pro Logic
Le schede che offrono un sonoro surround, ovvero riproducibile con almeno quattro altoparlanti, sono dotate di almeno due uscite stereo, una per i diffusori anteriori e l'altra per quelli posteriori. Questo tipo di collegamento è analogico e risale ad almeno un paio di anni fa, con la prima comparsa dei sistemi di altoparlanti a 4 canali. I nuovi standard surround sono invece digitali e si avvalgono di connessioni S/PDIF, ottiche o proprietarie per portare il suono dalla scheda al decoder. I decoder più moderni, normalmente facenti parte dei sistemi di altoparlanti stessi, offrono diversi tipi di ingressi/ uscite tra cui i più famosi sono il Dolby Digital AC3, il sistema usato dai DVD, e il Pro Logic. Il primo è quello che garantisce la migliore qualità offrendo 5 distinti segnali che giungono ad altrettanti altoparlanti: 4 satelliti surround (due frontali e due posteriori), un altoparlante centrale e il subwoofer. Il sistema Pro Logic, sempre di Dolby Laboratory, usa invece solo quattro canali distinti per pilotare 5 altoparlanti: due segnali per i due satelliti frontali, uno per l'altoparlante centrale e uno condiviso per i satelliti posteriori. Il segnale per il subwoofer viene estratto con un filtro che individua i toni bassi direttamente dai segnali degli altoparlanti frontali. Il Dolby Pro Logic è una traformazione definita down-mixing del flusso AC3 in modalità analogica. Rispetto all'AC3 la qualità è inferiore ma ha il vantaggio di essere compatibile verso i vecchi sistemi di diffusione sonora.
Campionamento/ risoluzione
La frequenza di campionamento misura la qualità del campionamento digitale. La massima frequenza con cui un sistema digitale può registrare o riprodurre suoni è la metà della frequenza di campionamento. Quindi una registrazione effettuata a a 48kHz riporta un segnale di 24kHz. Per fare un esempio, il campionamento utilizzato per le tracce di un CD audio è di 44,1kHz. La tecnologia di campionamento utilizza diversi filtri per migliorare i segnali e ripulirli.
I campionamenti si effettuano a una certa "profondità" di bit, utilizzati come scala di precisione (o risoluzione) che definisce il suono. In generale, al crescere della profondità di bit, migliora la qualità dell'audio, un po' come accade per il colore. Per esempio, la profondità di bit delle tracce di un CD audio è di 16 bit. Le schede più moderne e potenti offrono una frequenza di campionamento di 96kHz (48kHz) e una risoluzione di 24 bit, caratteristiche assolutamente professionali.
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