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- MONDO LAVORO: Il mercato -

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Fabbro: artigiano e artista del ferro
Mestiere antico che conta 21.000 imprese

Artigiano ed artista del ferro: è ormai questa la duplice natura del fabbro. Un mestiere antico, una lunga tradizione che in Italia conta circa 21.400 imprese e 65.000 dipendenti. Oggi non si parla più del fabbro come dell'artigiano che lavora il ferro incandescente con martello e tenaglie per realizzare utensili, strumenti per l'agricoltura o altri oggetti. L'immagine tradizionale ha lasciato il passo ad una forte specializzazione in rami particolari, quali i serramentisti e i carpentieri. Sono ormai rare le botteghe-laboratorio che seguono la vecchia tradizione di forgiare a fuoco il ferro, attività che, invece, è divenuta appannaggio soprattutto dei giovani, che da veri e propri artisti del ferro battuto, si dedicano al mestiere con passione, abilità tecniche e soprattutto creative. La prestazione di questi - come chiamarli? - artisti si esplica maggiormente in proprio, attraverso la partecipazione a mostre mercato e a meeting, dove vengono allestiti stand per l'esposizione di manufatti che spesso sono pezzi unici. Inoltre, la sempre maggiore attenzione per la salvaguardia dei beni artistici ed architettonici richiede mani più che esperte per i restauri. Dunque, fabbri sì, ma con notevoli capacità tecniche e, in più, una forte sensibilità estetica. La tradizione italiana, nata nel XIV secolo con autentici maestri come il conte di Lello Orlandi, senese, autore delle cancellate del Duomo di Orvieto, ma appannatasi durante il periodo neoclassico, è poi di nuovo fiorita a partire dall'esposizione di Parigi del 1925, poi confermata all'esposizione internazionale delle arti decorative di Monza. Infine, ai giorni nostri la produzione in serie ha lasciato ai fabbri gli spazi della creatività e - appunto - dell'arte.Dall'università alla fucina. Una scelta di vitaArtista del ferro battuto, un mestiere affascinante e un hobby coinvolgente per molti giovani. Ad intraprende questa via sono soprattutto coloro che terminano i corsi presso gli istituti d'arte e i licei artistici. Molti perfezionano le tecniche e approfondiscono gli studi all'accademia delle Belle Arti. Non mancano i laureati: sono coloro che provengono dalla facoltà di architettura. Ma per chi si dedica alla forgiatura e alla lavorazione a mano del ferro battuto ciò non basta per eccellere nel settore. Distinguersi è fondamentale, poiché i manufatti e le creazioni di questi artisti sono quasi sempre pezzi unici, molto particolari. Le opere in ferro battuto sono frutto dello studio di tecniche di matrice diversa, ognuna delle quali ha i suoi segreti. Momenti di apprendimento, specializzazione e aggiornamento per chi vive nel settore diventano, allora, i meeting, le mostre-stage e le attività di laboratorio organizzate dagli operatori. Diverso, invece, il discorso per quanto riguarda il carpentiere, il serramentista, l'artigiano di bottega o di grande azienda attivi nelle lavorazioni metalliche.

E l'apprendistato dura quattro o cinque anni

L'iter formativo, per un artigiano del ferro battuto, ha inizio obbligatoriamente con gli studi di base presso gli istituti professionali, dove si apprendono le tecniche della lavorazione e dove l'allievo comincia ad utilizzare gli strumenti del mestiere durante le ore di laboratorio. Per operare al meglio in questo settore, però, è indispensabile una buona esperienza sul campo: sono previsti, infatti, da quattro a cinque anni di apprendistato. E, comunque, non è un lavoro che possa essere intrapreso senza una vera preparazione, anche fisica, ciò in particolare per la natura stessa dell'attività e per gli attrezzi con cui quotidianamente l'artigiano deve operare, quali il martello da due chili, che si utilizza per fare i riccioli, l'incudine, il trapano, la saldatrice, il maglio ed il tornio.

I guadagni? "sì, non sono male"

Incudine, martello, pinze e tenaglie: sono gli arnesi classici del fabbro, che dal ferro incandescente crea forme sempre nuove, utili e decorative. Abbiamo incontrato Ernesto Vannulli che, sulle orme paterne, da circa 30 anni ha una sua bottega in provincia di Roma e si dedica alla lavorazione del ferro battuto su commissione. Quanto è cambiato il mestiere in questi anni? "Moltissimo, tanto è vero che il fabbro, nella terminologia corrente, non esiste quasi più. Oggi si parla di carpentieri e metalmeccanici da un lato, e di chi si dedica alla forgiatura e alla lavorazione a mano dall'altro. Anche per quanto riguarda la produzione artigianale, gli attrezzi sono elettrici, mentre una volta erano alimentati dalla forza idraulica, per esempio il maglio. I lavori artistici, invece, vengono ancora effettuati tutti a mano, con l'aiuto del martello". I giovani intraprendono volentieri questo mestiere? C'è spazio per loro? "La carpenteria metallica richiede personale esperto. Quindi, chi si avvicina a questo mestiere deve necessariamente fare molti anni di pratica, prima di essere assunto da un'azienda. La nostra categoria, tanto per dire, difficilmente potrebbe rientrare nei turnover coperti dall'interinale". Quali sono le richieste del mercato? "Il ferro battuto, oggi, viene richiesto soprattutto per arredare internamente ed esternamente edifici e case, con lampadari, tavoli, cancelli e così via. Inoltre, dall'estero, arrivano molte richieste di cerniere particolari per mobili". Lei ha seguito una formazione particolare? "Oltre all'esperienza e ai segreti del mestiere appresi attraverso l'esperienza di mio padre, ho frequentato un istituto professionale, dove mi hanno insegnato le basi della lavorazione. Solo in seguito, con fatica e volontà, ho acquisito la necessaria padronanza". A parte le soddisfazioni professionali, si sente gratificato anche economicamente dal suo lavoro? "Direi di si. C'è molta richiesta sul mercato. Basta avere buona volontà e se si ha voglia di lavorare, questo mestiere può essere molto redditizio".

Nilda Tempini (Lavorare.com)