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GUIDE SESSO LORO

LA FECONDAZIONE NATURALE: COME AVVIENE

Il fine dell’apparato genitale femminile è quello della procreazione per cui deve :

  • produrre ovuli fecondabili.
  • favorire l’ascesa dello spermatozoo.
  • favorire l’azione fecondante dello spermatozoo.
  • Provvedere alla nutrizione dell’embrione.

L’inizio della gravidanza avviene grazie ad una serie di fenomeni. Il liquido seminale, con il rapporto sessuale, viene depositato in vagina e gli spermatozoi, in esso contenuto, risalgono dal fondo vaginale, attraversano il collo e la cavità dell’utero fino alle tube per incontrare l’ovulo che è stato maturato nell’ovaio, nel cosiddetto “follicolo”, e che è stato espulso e captato dalla tuba.
E’ importante, in questo caso, che la posizione coitale sia eseguita nel migliore dei modi; infatti non sempre il rapporto sessuale è eseguito in modo tale da sfruttare al meglio l’utilizzo di tutti gli spermatozoi presenti nel liquido seminale. La posizione migliore è quella illustrata del "missionario", ovvero lui sopra di lei con le gambe unite e lei con le gambe aperte, che è quella che permette la penetrazione del pene profondamente per cui il liquido seminale viene depositato in fondo al canale vaginale; inoltre è consigliabile che la donna, dopo l’eiaculazione del partner, rimanga distesa per almeno 20-30 minuti con un cuscino sotto il bacino per evitare la fuoriuscita del liquido seminale troppo precocemente. Le altre posizioni possono essere eseguite per i rapporti di piacere, ma sono poco efficaci per la fecondazione. Durante il percorso nell’apparato genitale femminile gli spermatozoi acquisiscono la capacità di fecondare l’ovulo (capacitazione degli spermatozoi). Arrivati in corrispondenza del terzo esterno della tuba, l’ampolla, gli spermatozoi circondano l’ovulo, ma uno solo vi penetra.
Gli spermatozoi, emessi con il liquido seminale, sono in quantità variabile da 40 a 120 milioni per c.c.; immessi in vagina con l’eiaculazione, viaggiano , con movimenti propri, alla velocità di 2/3 mm. al minuto e devono percorrere una distanza di circa 100/ 150 mm.
Questo spostamento è condizionato dalla capacità di movimento dello spermatozoo e delle condizioni favorevoli o ostili dell’ambiente dell’apparato genitale femminile ove lo spostamento avviene.
L’ambiente vaginale in cui lo spermatozoo è depositato, rappresenta , per la sua acidità , un ambiente sfavorevole che pero’ è tamponato per circa 6/7 ore dal ph del fluido seminale; pertanto il transito dello spermatozoo nell’ambiente vaginale deve essere veloce , infatti dopo circa 60/90 secondi gli spermatozoi che si trovano in posizione più favorevole, raggiungono il muco cervicale.

Superata la barriera vaginale, lo spermatozoo giunge a contatto con la secrezione del collo uterino che ha invece un ph alcalino che è più favorevole alla sua sopravvivenza; infatti in questo ambiente può sopravvivere da due fino a sei giorni. Questo ambiente favorevole è però presente solo nei giorni del periodo ovulatorio. Dal collo uterino gli spermatozoi attraversano tutta la cavità uterina e la tuba e arrivano a contatto dell’ovulo nella cosiddetta porzione ampollare della tuba dove uno solo penetrerà nell’ovulo e lo feconderà.
Avvenuta la fecondazione nell’ampolla tubarica, l’ovulo deve annidarsi nella cavità uterina e per questo dalla tuba viene trasportato con un apparato importantissimo, presente all’interno della tuba, che si chiama “ciglia vibratili”. Questo trasporto dura circa 5 giorni.
Durante questo trasporto l’ovulo va soggetto ad un processo di “segmentazione” cioè dalla cellula fecondata se ne formano due per divisione, da queste quattro e così via . Questo processo porta alla formazione di un ammasso di cellule o blastomeri, che, nel loro insieme, assumono l’aspetto di una mora, per cui è definita “morula”.
Dopo questi 5 giorni, in cui si forma, la morula arriva in cavità uterina e, sempre per trasformazione cellulare, diventa “blastocisti” che ha la capacità di erodere la mucosa uterina, l’endometrio, ed annidarsi, per cui si parla di attecchimento in cavità uterina.
A tal punto inizia la produzione di un ormone che si chiama gonadotropina corionica ed è presente nell’organismo solo in questa occasione; questo ormone è quello che, se presente, darà positività al test di gravidanza, dopo qualche giorno di ritardo mestruale.

Gli spermatozoi nelle vie genitali femminili: velocità degli spermatozooi e durata

Subito dopo l’eiaculazione o contemporaneamente si producono nella donna contrazioni ritmiche a carico della muscolatura liscia dell’utero e delle trombe uterine, che costituiscono l’orgasmo femminile.
In virtù di tali contrazioni il liquido spermatico, immesso profondamente nel canale vaginale, viene quasi risucchiato attraverso il canale cervicale e raggiunge la cavità uterina e successivamente il lume tubarico.
Generalmente gli spermatozoi arrivano al luogo della fecondazione nello spazio di un’ora. Poiché gli spermatozoi si muovono con una velocità di 1,5 3 mmal minuto e poiché la distanza che dovrebbero coprire per arrivare al sito di fecondazione e di oltre 20 cm, appare chiaro che non è il solo movimento attivo che porta gli spermatozoi in tale luogo. La progressione è dovuta principalmente alle contrazioni delle pareti uterine, determinate dall’orgasmo. C’è tuttavia da rilevare che l’orgasmo non è essenziale perché la fecondazione abbia luogo. Infatti spermatozoi sono stati trovati nella porzione ovarica della tuba uterina dopo 5 minuti dalla inseminazione artificiale; forse uno dei fattori del veloce percorso degli spermatozoi è da ricercarsi anche nella presenza di prostaglandine, contenute nello sperma, che provocano la contrazione della muscolatura liscia. Si calcola che solo 200 spermatozoi su un milione riescano a raggiungere il luogo della fecondazione; perciò solo 300 – 500 spermatozoi raggiungerebbero, nella donna, la porzione ampollare della tuba. Lungo le vie genitali femminili si riscontrano, dopo l’eiaculazione, concentrazioni progressivamente decrescenti di spermatozoi, man mano che si procede dalla cavità uterina nei diversi tratti del lume tubarico, fino al segmento ampollare.
Il primo gruppo di spermatozoiche viene immesso nel canale vaginale con la frazione prespermatica va incontro a fenomeni degenerativi, indotti principalmente dall’acidità dell’ambiente vaginale.
Il fluido che bagna la mucosa vaginale è costituito da numerosissimi componenti: fanno parte di esso le secrezioni delle ghiandole endocervicali endometriali etubariche, nonché delle ghiandole vulvari e del Bartolino, il liquido trasudato dai vasi attraverso la parete vaginale e numerosi microrganismi costituenti la flora vaginale.
Gli enzimi presenti nel liquido vaginale, compreso gli enzimi della prostata e contenute nel seme, determinano la liquefazione del plasma seminale dopo l’iniziale coagulazione che ha fatto seguito alla eiaculazione; inoltre batteri ed enzimi prodotte dalle cellule dell’epitelio vaginale, fermentano il glucosio formando un certo quantitavo di acido lattico, che conferisce all’ambiente vaginale un’acidità mal sopportata dagli spermatozoi. Il PH vaginale infatti, pur modificandosi in seguito a stimoli ormonali nel corso del ciclo vaginale, si mantiene su valori compresi tra 3,5 e 5.
La seconda frazione, che viene immessa con l’eiaculazione a mezzo di contrazioni ritmichesuccedentesi a brevissima distanza dalle prime, possiede la maggiore concentrazione di spermatozoi: 80%. Essi sono distribuiti in un liquido seminale formato prevalentemente dalle secrezioni contenute nel lume delle vie genitali maschili, mescolate al liquido prostatico, immesso al momento della eiaculazione.
Il muco cervicale favorisce il passaggio degli spermatozoi nel periodo ovulatorio, li protegge dall’acidità dei fluidi vaginali e conferisce loro un supplemento di energia in previsione del proseguimento del viaggio nelle vie genitali femminili.
La terza frazione eiaculata per ultima nella vagina è formata dal 20-30% di spermatozoi attivi in quanto sono immersi nel liquido secreto dalle cellule delle vescichette seminali. Tale secreto conferisce l’alcalinità necessaria alla vitalità degli spermatozoi, fornendo loro i mezzi energetici più idonei per motilità e per la funzione fecondante.
Solo una piccola parte degli spermatozoi eiaculati riesce a penetrare nelle tube. Il trasporto degli spermatozoi verso il sito di fecondazione è molto raido, ma prima che la cellula uovo e gli spermatozoi si incontrino possono passare anche molte ore. Mentre gli spermatozoi soggiornano nella tuba, vanno incontro al processo della capacitazione che li rende adatti alla fecondazione.

Vitalità e capacitazione degli spermatozoi

La sopravvivenza degli spermatozoi nelle vie genitali femminili varia nelle diverse specie. La sopravvivenza sarebbe di 24-48 ore per gli spermatozoi umani all’interne delle vie genitali femminili.
La loro sopravvivenza dipende soprattutto dalla velocità con la quale essi consumano le loro fonti energetiche, specialmente le sostanze fornite dalle ghiandole seminali. E’ da ricordare che spermatozoi sottoposti a basse temperature conservano intatta la loro capacità di fecondare, come si usa fare nel caso della fecondazione artificiale.
Durante tutto il periodo in cui gli spermatozoi transitano nelle vie genitali femminili per raggiungere il tratto ampollare della tuba sottostanno a particolari modificazioni che li rendono atti alla fecondazione. Tale processo è detto CAPACITAZIONE. Questo processo non si accompagna a modificazioni morfologiche ultrastrutturali apprezzabili a carico dello spermatozoo, ma piuttosto a cambiamenti di natura molecolare che avvengono a livello della membrana plasmatica.

Tragitto e vitalità dell'ovulo

Con lo scoppio del follicolo avviene l’espulsione dall’ovulo dell’ovaio nella cavità pelvica. In virtù di contrazioni ritmiche che interessano tutta la moscolatura liscia della tuba uterina, stimolata dalle prostaglandine, il padiglione si accolla alla superficie dell’ovaio, là dove è avvenuta l’ovulazione. L’ovulo, spinto dalle correnti del liquido follicolare, raggiunge la mucosa dell’infundibolo, agevolato anche dal movimento delle ciglia delle cellule che tappezzano l’orletto delle fimbrie della tuba.
E’ stato accertato che in particolari condizioni, nella specie umana, la cellula uovo può passare dall’avaio alla tuba dell’altro lato. Dopo la captazione da parte del padiglione della tuba uterina l’ovulo, immerso in un fluido formato dai residui del liquido follicolare e perintoneale viene sospinto dal miìovimento delle ciglia delle cellule dell’epitelio della tuba verso l’interno della stessa. Da qui inizia il tragitto dell’ovulo verso il tratto ampollare della tuba, tra le numerose pliche di aspetto arborescente in cui la mucosa è sollevata e che rallentano il suo cammino. L’ovulo si trova così in un ambiente fluido in cui i componenti immessi dalle cellule secretici nel lume tubarico costituiscono una prima sostanza nutritizia.
Durante il suo percorso nel segmento ampollare, nell’ovulo avvengono gli ultimi processi maturativi, nell’attesa che si attui la fecondazione.
La permanenza nella tuba è una tappa importante per la fecondazione, non solo per lo spermatozoo ma anche per l’ovulo.
Dopo l’ovulazione esiste un margine di tempo perché l’ovulo possa essere fecondato, al di là del quale esso va incontro a fenomeni degenerativi che per l’ovulo umano è di circa 12 ore. Dopo aver sostato per un certo tempo nel lume dell’ampolla uterina, la cellula uovo è dunque pronta per essere fecondata.
Intanto pochi spermatozoi riescono a raggiungere la porzione ampollare della tuba: uno solo però riesce a penetrare all’interno dell’ovulo. E’ stato recentemente dimostrato che gli spermatozoi si dirigono verso l’ovulo non a caso ma in seguito di un richiamo dell’ovulo stesso. Il processo di fecondazione o fertilizzazione è il risultato di molteplici eventi molecolari, che consento agli spermatozoi eiaculati prima di riconoscere e poi di legarsi alla zona ben lucida dell’ovulo.

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