community of e-motions
PROBLEMI SESSO LORO

RISCHI E PERICOLI DEL WEB PER I GIOVANI


«Fatti una foto, alla scollatura. Mandamela». 

Il messaggio è arrivato sul telefonino di una ragazzina, 12 anni. 

Lei ha spedito l' mms, ha ottenuto in cambio una ricarica per il cellulare. Le sembrava roba da poco. Le richieste sono diventate più pesanti, più insistenti. Si sentiva braccata. Un' amica, l' unica con cui aveva avuto il coraggio di confidarsi, ha raccontato tutto a sua madre. La storia alla fine è stata denunciata: «Siamo riusciti a intervenire proprio a ridosso di un primo incontro e abbiamo bloccato il pedofilo», racconta Lisa Di Berardino, vice questore aggiunto della polizia Postale e delle comunicazioni di Milano. È una storia simbolica: rappresenta una generazione di ragazzini e adolescenti che vive una parte della propria socialità in Rete, ma che non è ancora preparata a fiutare il pericolo, riconoscerlo, evitarlo. È anche una storia che mette gli adulti di fronte a una nuova responsabilità: pur di fronte a una diffusa impreparazione tecnologica rispetto ai figli, sono costretti a informarsi, capire, leggere i segnali. A volte basta poco: «Se una ragazzina riceve una "paghetta" limitata - avvertono gli investigatori - come fa a spendere ore e ore di telefono? Oppure, come è possibile che torni a casa con una borsetta da 3-400 euro?». 

Le prestazioni sessuali tecnologiche (foto dai telefonini, immagini, webcam) a volte vengono accettate dalle adolescenti. La polizia Postale ieri ha organizzato una giornata informativa sui rischi del Web in piazza San Carlo. Semplici accorgimenti possono ridurre i rischi: «Il computer non andrebbe tenuto nella stanza dei ragazzi, ma in un posto di passaggio della casa. Si evita così che una ragazzina possa mostrarsi in webcam o che si chiuda a chattare nella sua stanza di notte, mentre i genitori dormono». Allo stesso tempo andrebbero attivati sul pc i programmi di parental control, «una sorta di filtri - spiega Lisa Di Berardino - che permettono di inibire la navigazione sui siti a rischio. Se i genitori non sono preparati, è opportuno rivolgersi a qualcuno che conosca meglio il computer e possa creare le protezioni». Ai ragazzini, nelle scuole, i poliziotti danno un altro semplice consiglio: «Se qualcuno in chat vi chiede di "aprire" la webcam, rifiutatevi e chiedete che siano sempre gli altri a farlo per primi».

 I pedofili che adescano in Rete sfruttano l' incoscienza, la voglia di confidarsi delle vittime. 

Altra storia: una ragazzina conosce un «amico» in chat, parlano per mesi, lei si racconta, si confida. Racconta della scuola, delle interrogazioni, delle vacanze, delle amicizie. Si crea un rapporto di confidenza e fiducia. Lei manda i suoi dati (rischio da non correre mai). 

Fissano un appuntamento: la ragazza crede di trovarsi di fronte un coetaneo e nel luogo prestabilito non incontra nessuno; l' uomo la individua, la segue in macchina e la aggancia. Veste in giacca e cravatta, si presenta come tipo a posto, dice: «Anche se sono più grande di come immaginavi, sono sempre io, quello con cui ti sei confidata». La ragazzina sale su quella macchina e subisce un tentativo di stupro. L' uomo verrà arrestato poco dopo dalla polizia. Che spesso, negli ultimi tempi, si trova anche alle prese con molte situazioni di bullismo in Rete: ragazzini che vengono isolati dai gruppi di facebook, colpiti da mail di minacce e insulti, vittime di dispetti con foto rubate che poi finiscono in Internet. «Sfugge ai ragazzi la gravità di questi comportamenti», conclude il vice questore Di Berardino. Con conseguenze molto gravi. Affari tra ragazzi che arrivano a indagini penali. 

Tra i consigli della Polizia delle comunicazioni: attivare sempre i programmi di «parental control», i filtri che inibiscono la navigazione nei siti a rischio per i ragazzini (pornografia, pedopornografia) Computer e controlli È consigliabile non tenere il computer nella stanza dei ragazzi, ma metterlo in un luogo di passaggio della casa. In questo modo sarà più facile prevenire comportamenti potenzialmente pericolosi da parte dei propri figli.

Sms e mms: Le ricariche 

Spesso i pedofili «agganciano» le proprie vittime offrendo ricariche telefoniche in cambio di foto o altro. Controllare la «congruità» della disponibilità di traffico telefonico può rivelare situazioni a rischio Attenzione alle webcam Gli investigatori, durante gli incontri nelle scuole, danno un consiglio ai ragazzi: «Se qualcuno vi chiede di accendere la webcam, non fatelo mai per primi, ma chiedete che siano gli altri a farlo prima di voi»

fonte: corriere.it

Articolo letto 917 volte.

SCOPRI Altri contenuti

Contenuto esplicito: si consiglia ad un pubblico maggiorenne!

CONTENUTO PER ADULTI

L'APP XXX di MIMANCHITU

L'app di MIMANCHITU