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L'APPARATO SESSUALE FEMMINILE

L'apparato sessuale femminile si compone di: organi genitali esterni; organi genitali interni ; mammelle 1. Gli organi genitali esterni La vulva è l'organo che riassume tutti i genitali esterni della donna, cioè quelli che si possono osservare direttamente. Nella vulva si distinguono diverse parti: le labbra più esterne, dette grandi labbra , che si riuniscono superiormente a livello del monte di Venere Una protuberanza cedevole che dopo la pubertà è ricoperta di peli; Le labbra più interne dette piccole labbra , situate internamente rispetto alle grandi labbra; Il clitoride , situato nel punto di riunione superiore delle piccole labbra; Il vestibolo , un'area a forma di mandorla all'interno delle piccole labbra dove si aprono il meato urinario e l'apertura della vagina o ostio vaginale 1. Le grandi labbra Le grandi labbra, le labbra più esterne, sono le parti più esterne dei genitali femminili e variano in forma e dimensione da donna a donna. Dopo la pubertà sono di solito ricoperte di peli. Durante l'eccitazione sessuale, le grandi labbra si gonfiano, appiattendosi verso l'esterno e lasciando vedere l'apertura della vagina. Ciò è causato dall'aumentato afflusso di sangue nella circolazione locale. Le labbra delle donne che hanno avuto un figlio hanno una reazione più consistente di quelle di donne nullipare. Dopo la menopausa le grandi labbra si assottigliano, perdendo la maggior parte del tessuto adiposo che dà loro forma e prominenza; non si gonfiano più e non tendono ad appiattirsi in fuori come prima. 2. Il monte di Venere Il monte di Venere, chiamato anche monte del pube, è un deposito di tessuto adiposo situato sopra l'osso pubico. Durante la pubertà si ricopre di peli. 3. Le piccole labbra Le piccole labbra, le pieghe di tessuto più interne, non sono così spesse come le grandi labbra, ma sono più sensibili e se vengono toccate trasmettono una sensazione di piacere. Quando una donna raggiunge un certo livello di eccitazione sessuale, le piccole labbra cambiano di colore, e ciò indica che, continuando l'attività di stimolazione, la donna raggiungerà l'orgasmo. Le piccole labbra delle donne che non hanno ancora avuto un figlio diventano di un color rosso chiaro brillante, mentre nelle donne che hanno avuto figli il colore è più scuro o ambrato. Contemporaneamente al cambiamento di colore, le piccole labbra aumentano di volume a causa del maggior afflusso di sangue che è il risultato naturale della stimolazione sessuale. Quando la stimolazione cessa, sia le labbra esterne che quelle interne riassumono in breve tempo la loro abituale forma e dimensione. 4. Il clitoride Il clitoride, che si trova nel punto in cui si incontrano le piccole labbra o labbra più interne, possiede un'unica funzione: quella di dare piacere. Esso non ha nulla a che vedere con il concepimento della prole, ma le numerosissime terminazioni nervose disposte in esso e nell'area immediatamente adiacente significano che è molto sensibile al contatto diretto o indiretto. Il clitoride è formato da una parte terminale, arrotondata, detta glande del clitoride, e da una parte allungata detta asta o corpo del clitoride. Il corpo del clitoride è di solito protetto da una piega di tessuto formata dalle piccole labbra che assomiglia a una specie di cappuccio. In condizioni normali, quando non è stimolato, il clitoride ha più o meno le dimensioni di un nocciolo di ciliegia. Le normali variazioni di lunghezza sono comprese tra un tre millimetri e un centimetro. Quando viene stimolato, si riempie di sangue e aumenta di dimensioni, sia a livello del glande che del corpo: il glande, in particolare, può raddoppiare il proprio diametro. Se la stimolazione continua e l'orgasmo si avvicina, il clitoride si ritira sotto il cappuccio protettivo e riemerge solo quando la stimolazione ha termine. Dopo l'orgasmo il clitoride recupera le proprie normali dimensioni nel giro di dieci minuti circa. Se la donna non ha avuto l'orgasmo il sangue in eccesso che ha riempito il clitoride in risposta alla stimolazione può rimanere in sede, per cui le dimensioni del clitoride rientrano nella norma solo dopo diverse ore. Molte donne trovano fastidioso questo comportamento. L'orgasmo invece porta a un riassorbimento del sangue affluito in eccesso. 5 . Il vestibolo Il vestibolo è diviso in due parti principali, l'uretra e l'apertura o ostio della vagina. L'uretra è il canale di passaggio per l'urina dalla vescica all'esterno. La sua apertura è situata sotto il clitoride e sopra l'apertura della vagina. Appena sotto il meato o apertura dell'uretra si apre l'ostio della parte iniziale della vagina stessa. L'apertura della vagina non è molto grande e può essere vista meglio scostando entrambe le coppie di labbra. Gli organi genitali interni Gli organi genitali interni della donna si possono così elencare: 1. l'imene , sottile diaframma di tessuto che in parte ostruisce l'ingresso della vagina; 2. Le ghiandole del Bartolino , situate da ciascun lato rispetto alle piccole labbra, che secernono alcune gocce di liquido durante la fase di eccitazione della donna; 3. l'uretra, canale di passaggio per l'urina; 4. la vagina , il passaggio che conduce dalla vulva alla cervice (5), altrimenti nota come collo dell'utero ; 6. l'utero , in cui l'uovo fertilizzato si sviluppa fino al completamento del feto prima della nascita; se l'uovo non è stato fertilizzato, la mucosa di rivestimento delle pareti dell'utero sarà eliminata nel corso delle mestruazioni; se l'utero è sede di manifestazioni patologiche può rendersi necessaria la sua rimozione mediante un intervento detto di isterectomia; all'estremità superiore dell'utero si trovano le tube di Fallopio (7), lungo cui transita l'uovo e dove avviene l'incontro con lo spermatozoo maschile; le uova sono contenute nelle due ovaie (8). 1. L'imene Appena oltre l'apertura della vagina si trova l'imene, un sottile diaframma di tessuto che ostruisce in parte l'accesso alla vagina. Prende nome dal dio greco del matrimonio e non ha alcuna funzione biologica nota. Anche se alcune donne sono nate prive di imene, la maggior parte di esse ne è provvista; varia in forma e dimensioni da donna a donna. L'imene non ricopre interamente l'ingresso della vagina, poiché rimane un piccolo passaggio per la fuoriuscita del sangue mestruale. L'imene può lacerarsi in caso di esercizi ginnici o sportivi particolarmente violenti; può lacerarsi durante il rapporto sessuale o a causa dell'inserimento di un tampone igienico durante le mestruazioni, e a volte si lacera per motivi non specifici. Un imene lacerato non costituisce prova di avvenuto rapporto sessuale, né dimostra la perdita della verginità. Ne è controprova il fatto che in alcuni casi l'imene deve essere rimosso chirurgicamente (mediante imenectomia) prima della nascita del primo figlio, poi ché la sua flessibilità o piccolezza ne aveva impedito la lacerazione durante il rapporto sessuale. Quando l'imene si lacera, sia durante il rapporto sessuale, sia in altre occasioni può aversi una piccola perdita di sangue e si può avvertire un po' di dolore. Sia l'emorragia che il dolore sono del tutto normali ed entrambi cesseranno entro breve tempo. Per alcune donne la lacerazione dell'imene non comporta alcun dolore. A volte una donna può essere in tensione durante il rapporto sessuale, soprattutto se si tratta del primo, e questo stato può causare più disagio che non la perforazione stessa dell'imene. Inoltre, gli uomini che durante il rapporto sessuale hanno pochi riguardi e delicatezze, o cercano di penetrare in vagina prima che questa sia opportunamente lubrificata e pronta all'introduzione del pene, possono causare dolore. Di solito, tuttavia, l'eccitazione che prelude al rapporto sessuale risolve il problema, per cui la donna avverte un disagio minimo anche se il suo imene non era ancora stato lacerato. E' importante ricordare che una donna può rimanere incinta anche se il suo imene è ancora intatto e se il pene non è penetrato in vagina. Se lo sperma giunge a contatto con le labbra o con la zona vaginale, esso può penetrare attraverso la normale apertura dell'imene, e risalendo la vagina fino all'utero determinare uno stato di gravidanza. 2. Le ghiandole del Bartolino Le ghiandole del Bartolino sono situate da una parte e dall'altra delle piccole labbra. Queste ghiandole si aprono in prossimità dell'ingresso della vagina e quando la donna è sessualmente eccitata secernono una piccola quantità di liquido. Si riteneva che il liquido in questione fosse importante per la lubrificazione della vagina, ma le ricerche di Masters e Johnson hanno dimostrato che la lubrificazione della vagina è attuata da secrezioni che provengono dall'interno della vagina più a monte, per cui le ghiandole del Bartolino non hanno l'importanza presunta durante la fase di eccitazione sessuale. Quale sia la vera funzione delle ghiandole è quindi ancora da scoprire. A volte le ghiandole del Bartolino si irritano o si infettano; possono allora gonfiarsi e diventare dolenti. Ciò può essere facilmente curato dal medico. 3. L'uretra L'uretra è il breve canale di collegamento tra la vescica a monte e il vestibolo a valle. L dunque il passaggio che permette l'eliminazione dell'urina. La sua apertura o meato è situata tra il clitoride e l'apertura della vagina. 4. La vagina La vagina inizia affacciandosi all'esterno con l'ostio vaginale e termina in profondità al collo dell'utero. La vagina ha dimensioni che variano da una donna all'altra, ma di solito è lunga da sette a tredici centimetri. Ha la forma di un tubo appiattito con le pareti che si toccano. Le pareti della vagina non sono lisce, ma presentano dappertutto rughe e pieghe. La vagina ha una enorme capacità di espansione e di contrazione: ad esempio si dilata durante il processo del parto e durante il rapporto sessuale può adattarsi a qualunque dimensione del pene. Durante la fase di eccitazione sessuale, la vagina risponde pressoché immediatamente agli stimoli di piacere. In pochi secondi lungo le sue pareti compaiono goccioline di liquido. Se la stimolazione continua queste goccioline si diffondono fino a ricoprire uniformemente le pareti della vagina. Quando una donna comincia ad eccitarsi sessualmente i vasi sanguigni delle pareti della vagina si riempiono rapidamente di una quantità in eccesso di sangue. Il perseverare di questa situazione di congestione determina la compressione dei vasi sanguigni contro i tessuti circostanti, costringendo i liquidi tissutali fisiologici a essudare dalle pareti della vagina stessa. Il liquido non è solo sintomo di eccitazione sessuale, ma funziona da lubrificante per il rapporto sessuale, senza il quale la penetrazione per la donna sarebbe dolorosa. La vagina, come l'occhio, è un organo capace di mantenere. da sé le proprie condizioni igieniche senza bisogno di particolari interventi esterni. Le lavande non sono quindi necessarie, a meno che non siano state prescritte da uno specialista, poiché sottraggono alla vagina stessa le sostanze naturali che provvedono al suo equilibrio ambientale. Le pareti della vagina non sono sede di numerose terminazioni nervose, per cui non sono eccessivamente sensibili. I due terzi superiori della vagina sono dunque più sensibili alla pressione che alla manipolazione, mentre il terzo inferiore, soprattutto attorno all'ingresso della vagina, ha una innervazione più ricca ed è quindi molto più sensibile alla manipolazione. 5. Il collo dell'utero Il collo dell'utero è quella parte terminale dell'utero che, restringendosi, sconfina nella zona superiore della vagina. In questa zona il collo dell'utero si apre mediante un passaggio detto ostio cervicale. E' un passaggio molto stretto, come l'estremità di una cannuccia di paglia, e assomiglia alla punta di un naso o a un mento con la fossetta. Le donne che usano gli IUD come anticoncezionali hanno il filo dello IUD che pende attraverso il collo dell'utero nella vagina. Il collo dell'utero possiede la capacità di espandersi e di contrarsi per permettere il passaggio e l'espulsione del feto al momento della nascita. Attraverso il collo dell'utero passa anche il sangue mestruale prima di raggiungere la vagina. E lo sperma dalla vagina raggiunge l'utero e le tube di Fallopio passando attraverso il collo dell'utero. Il collo dell'utero secerne un liquido detto muco cervicale. Il muco varia in aspetto e consistenza nel corso del ciclo mestruale e viene sfruttato da coloro che praticano metodi naturali di controllo delle nascite come indicatore della possibilità di avere o non avere rapporti sessuali senza timore di rimanere incinte (questo metodo si chiama metodo Billings o del muco cervicale) 6. L 'utero In una donna che non è in stato di gravidanza, l'utero ha le dimensioni di un pugno chiuso (da sette a dieci centimetri di lunghezza e cinque centimetri di larghezza) ed ha la forma di una pera capovolta. In gravidanza, quando è completamente dilatato, misura circa trenta centimetri di lunghezza. L'estremità inferiore, più stretta, è detta collo dell'utero: trapassa nella vagina e termina con l'ostio cervicale. La parte più ampia dell'utero è quella superiore, in cui durante la gravidanza e fino al parto il feto cresce e si nutre. L'utero ha pareti molto spesse ed è insolitamente elastico, poiché deve espandersi per contenere il feto in via di sviluppo, mentre dopo il parto riacquista più o meno le sue dimensioni normali. L'utero è rivestito da tre strati di tessuto speciale e di muscolo. Lo strato più interno è l'endometrio, un tessuto molto particolare. Dopo la pubertà, questo strato di tessuto riveste il corpo centrale dell'utero pronto a fornire un luogo di parcheggio e di nutrizione a un uovo fertilizzato fin dai primi istanti della gravidanza. Se una donna non è incinta questo rivestimento non è necessario, per cui si stacca dall'utero e lascia il corpo attraverso il flusso mestruale. Questo processo si ripete mensilmente. Immediatamente un nuovo strato di rivestimento comincia a formarsi per rendersi disponibile nel caso la donna rimanga incinta nel ciclo successivo. Tranne che nel corso della gravidanza, questo ciclo di eventi molto regolare continua ininterrottamente dalla pubertà fino alla menopausa. Il secondo strato della parete dell'utero è formato da un potente strato muscolare detto miometrio, che conferisce all'utero la sua grande forza ed elasticità. Questo strato si contrae durante il processo della nascita costringendo il feto a uscire dall'utero e a passare nella vagina. Il terzo strato della parete dell'utero è il peritoneo, che ricopre gli altri due strati, miometrio ed endometrio e anche gli altri organi della cavità addominale. L'utero è mantenuto in posizione all'interno dello scavo pelvico da diverse serie di legamenti (il legamento largo dell'utero, il legamento rotondo e i legamenti anteriori e posteriori). Durante la fase di eccitazione sessuale l'utero si solleva, aumenta di dimensioni e rimane tale fino all'orgasmo o fino al termine della stimolazione. L'orgasmo si traduce in un rapido ritorno dell'utero alle sue dimensioni normali. Il motivo della dilatazione e del sollevamento dell'utero è che nella fase di eccitazione sessuale affluisce alle sue pareti una maggior quantità di sangue. 7. Le tube di Fallopio Le tube di Fallopio sono due, ciascuna lunga circa 10 centimetri, fissate a ciascun lato della parte superiore dell'utero. Ciascuna tuba conduce a un'ovaia. Le tube di Fallopio (dal nome dell'anatomista del sedicesimo secolo Gregorio Fallopio, che per primo le descrisse) sono piuttosto strette (da uno a due millimetri), e sono il canale di passaggio che permette all'uovo di raggiungere l'utero partendo dall'ovaio. Le tube di Fallopio non sono fissate alle ovaie in un punto ma le circondano avvolgendole alla loro estremità superiore. La estremità superiore delle tube di Fallopio è aperta e appare come l'imbuto di una tromba dotato di un bordo frastagliato (le frange sono chiamate fimbrie). Quando l'uovo è liberato dalla ovaia viene avviato rapidamente verso l'apertura della tuba di Fallopio e da lì comincia a muoversi verso l'utero, che si trova all'altra estremità della tuba. Le pareti delle tube di Fallopio sono ricoperte da strutture pilifere dette cilia, che si contraggono lievemente insieme alle tube garantendo il movimento dell'uovo verso l'utero. E' interessante notare che lo spermatozoo si muove nella tuba contro la corrente delle cilia. Quindi è solo lo spermatozoo più maturo e sviluppato che è in grado di compiere il viaggio. E' il modo che l'organismo ha di assicurare, in caso di fertilizzazione, buone possibilità che si realizzi una gravidanza senza problemi. La fertilizzazione, cioè l'incontro dello spermatozoo e dell'uovo, si verifica di solito nel tratto superiore della tuba di Fallopio. In qualche caso, la tuba si ostruisce, e a volte un uovo fertilizzato rimane incastrato nella tuba di Fallopio e lì si sviluppa: questo evento prende il nome di gravidanza ectopica. 8. Le ovaie Le donne possiedono due ovaie, ciascuna delle quali è situata a fianco dell'utero nella sua parte superiore. Esse sono situate da ciascuna parte rispetto all'ombelico, proprio sotto, e non sono direttamente connesse con l'utero e con le tube di Fallopio. Esse sono mantenute in situ dai legamenti ovarici. Le ovaie hanno forma di mandorla, e sono lunghe circa quattro centimetri, alte poco meno di due centimetri e larghe due centimetri e mezzo. Le ovaie assolvono a due importanti funzioni: esse liberano le uova attraverso un processo chiamato ovulazione; l'uovo può quindi essere fertilizzato da uno spermatozoo maschile; inoltre le ovaie producono ormoni femminili chiamati estrogeni e progesterone. Gli estrogeni sono fondamentali per lo sviluppo sessuale della donna, mentre il progesterone è molto importante per la gravidanza. Questi ormoni passano direttamente dalle ovaie nel circolo sanguigno. Una donna nasce con circa 200.000 ovuli in ciascuna ovaia. Nel corso del periodo fertile della donna verranno liberati da 300 a 500 ovuli. Ciascun uovo è contenuto in un follicolo, una cavità in cui l'uovo immaturo rimane protetto. Quando l'uovo matura, esso esce dalla cavità e viene liberato dall'ovaia nella tuba di Fallopio. La maturazione dei follicoli che permette la liberazione dell'uovo ha inizio alla pubertà, quando un follicolo dell'ovaia destra o di quella sinistra libera un uovo nella tuba di Fallopio. Questo processo prende il nome di ovulazione, e si verifica circa una volta ogni quattro settimane dalla pubertà alla menopausa. Per tutto il tempo che una donna è gravida, l'ovulazione cessa; e riprende il suo ciclo normale poco dopo la nascita del feto. 3. Le mammelle Tre sono gli aspetti importanti che caratterizzano le mammelle femminili: sono spesso fonte di piacere erotico, giocano un ruolo non piccolo nel formare l'immagine che una donna ha di sé, e la donna con esse può nutrire i propri figli. Le mammelle maschili possono essere fonte di piacere erotico, ma hanno ben poca influenza sull'immagine che l'uomo ha di sé. Una reazione normale alla stimolazione è l'erezione del capezzolo femminile. Fino alla menopausa, se la donna non ha allattato, le sue mammelle stimolate cresceranno in dimensione per un aumento del flusso del sangue venoso. Le mammelle maschili non aumentano in dimensione se vengono stimolate ma un po' più del 50% degli uomini dimostrano una erezione evidente del capezzolo. Spesso anche lo stare nudi e al freddo fa rizzare i capezzoli. Le mammelle femminili sono fatte nel seguente modo: al centro sulla superficie esterna si trova (1) il capezzolo , circondato dalla (2) areola . All'interno si trovano le (3) ghiandole lattifere , che in seguito alla gestazione e al parto di un bambino producono latte, e (4) i dotti lattiferi , che trasportano il latte dalle ghiandole lattifere ai capezzoli. La struttura restante della mammella è fatta di tessuto adiposo e di tessuto connettivo fibroso che dà consistenza e forma alla mammella. 1. Capezzoli I capezzoli possono essere molto prominenti, oppure avere scarso rilievo, possono essere un po' infossati nella mammella, oppure possono essere invertiti. L'ambito normale delle diverse morfologie è vasto. I dotti lattiferi che partono dalle ghiandole lattifere convergono e si svuotano proprio nel capezzolo, permettendo così al bimbo di succhiare. Ciascun capezzolo è provvisto di terminazioni nervose che lo rendono molto sensibile al tatto. Le minuscole fibre muscolari presenti in ciascun capezzolo gli permettono di diventare eretto in seguito all'eccitazione sessuale e in risposta ad altri stimoli come il freddo. Proprio come una mammella può essere leggermente più voluminosa dell'altra, così anche un capezzolo può diventare più eretto dell'altro in seguito alla stimolazione sessuale. 2. Areola L'areola mammaria è la zona scura e pigmentata che circonda ciascun capezzolo; l'intensità del suo colore varia da donna a donna. L del tutto normale che nell'areola vi siano minuscole protuberanze: si tratta di ghiandole produttrici di grasso che secernono una sostanza lubrificante per rendere più facile l'allattamento. Nel corso della gravidanza l'areola diventa più scura e rimane tale fino a un certo periodo dopo il parto. Le dimensioni dell'areola variano da donna a donna. 3. Ghiandole lattifere All'interno di ciascuna mammella si trovano da 15 a 25 piccole ghiandole produttrici di latte. Il latte da esse prodotto viene portato al capezzolo per mezzo di dotti lattiferi, pronto per essere succhiato dal bambino. Le dimensioni delle ghiandole lattifere sono più o meno le stesse in tutte le donne, e producono la stessa quantità di latte, indipendentemente dalle dimensioni complessive della mammella. 4. Dotti lattiferi Questi dotti mettono in comunicazione le ghiandole lattifere di ciascuna mammella con il capezzolo. Il latte viene prodotto dalle ghiandole, passa nei dotti e si accumula attorno al capezzolo. Il bambino allora può succhiare il latte dal capezzolo. Il latte viene prodotto come risposta all'azione di due ormoni, la prolattina e l'ossitocina. La prolattina stimola le ghiandole lattifere a produrre latte, e quando il bambino succhia, viene liberata una ulteriore quota di prolattina nel circolo sanguigno per far aumentare la produzione del latte. L'ossitocina fa sì che il latte venga portato dalle ghiandole al capezzolo in un processo detto di "caduta". A volte, il neonato nei primi giorni di vita non è in grado di succhiare in modo sufficientemente vigoroso da permettere la liberazione di opportune quantità di ossitocina, per cui il processo di "caduta" è inadeguato. Una volta che la madre e il neonato hanno sincronizzato i ritmi di allattamento, ogni cosa torna a funzionare bene. Le mammelle producono un'altra sostanza, il colostro. Il colostro non è latte, ma è estremamente nutriente. E una sostanza densa e giallastra e nel corso delle ultime settimane di gravidanza può sgocciolare occasionalmente dal capezzolo. I bambini si nutrono di colostro nei primissimi giorni dopo la nascita, fino a quando sopraggiunge il latte vero e proprio. Il colostro non è solo ricco di proteine, ma contiene anche importanti anticorpi che permettono al neonato di acquisire protezione immunologica contro determinate malattie cui i neonati sono particolarmente suscettibili. [...]

I PROBLEMI DEL SESSO ANALE: COME SUPERARLI

Il sesso anale è ancora oggi un grande tabù e forse proprio per questo è cosi desiderato soprattutto dagli uomini! Praticato bene, però da le sue soddisfazioni ed il suo piacere, ma non dimenticate che questo tipo di incontro ha i suoi rischi che, se sottovalutati, possono comportare notevoli problemi di salute. Il sesso anale se praticato nel modo corretto può essere grande fonte di piacere sia per i ragazzi che per le ragazze, ma perchè sia così è necessario capire che l'ano e la vagina funzionano diversamente e che, quando si tratta di sesso anale, la delicatezza e la prevenzione sono le chiavi fondamentali perché entrambi possiate godere di questi incontri. FA MALE?Uno dei primi rischi che devono affrontare le coppie, in particolare le donne, è il dolore intenso durante e dopo la penetrazione, un fattore che genera grande paura, impedendo a volte che le ragazze si decidano a sperimentare questa pratica. Questo rischio è di semplice soluzione: si deve stimolare l'ano in modo adeguato e allo stesso tempo durante la penetrazione è necessario l'uso di un lubrificante intimo, affinché sia molto più delicata e piacevole. Si consigliano anche i dilatatori anali che renderanno più semplice il rapporto senza provocare dolore. E se l'obiettivo è estendere un po' l'ano prima della penetrazione, potete utilizzare vibratori o anal plug, che renderanno i preliminari molto più divertenti e piacevoli. PROBLEMI GRAVI Lacerazioni, ferite o emorragie prodotte dal sesso anale sono altri rischi che possono portare a problemi maggiori se non viene usata una protezione adeguata. Su questo punto è importante ricordare che l'ano è molto più stretto della vagina e che non si può penetrare con la stessa forza, bisogna entrare poco a poco, senza fretta e usando sempre del lubrificante.Inoltre, soprattutto se si pratica in modo casuale con degli sconosciuti, è importante usare un preservativo speciale per il sesso anale, in modo da evitare il contagio di malattie a trasmissione sessuale. INFEZIONI ANALIUn altro dei rischi più comuni del sesso anale sono le infezioni intime. Le coppie spesso dimenticano che dopo aver penetrato il retto della donna non si può passare alla penetrazione vaginale senza aver preso le precauzioni necessarie, in quanto si rischia di trasferire particelle di escrementi dall'ano alla vagina.Evitare questo problema è molto semplice: innanzitutto devono essere prese tutte le precauzioni riguardanti l'igiene per il sesso anale, e poi è importante non passare dall'ano alla vagina senza tener conto di alcuni dettagli. Ad esempio, se penetri l'ano con un preservativo, toglilo e cambialo prima di passare alla penetrazione vaginale. Se decidete di farlo senza protezione, invece, sarà meglio concludere il rapporto con il sesso anale, in modo da evitare infezioni. [...]

SESSO ORALE: SAI PRATICARLO

SESSO ORALEIl sesso orale è uno dei rapporti più desiderati dagli uomini. Talmente mitizzato che tante volte lo preferiscono alla classica penetrazione. Ovviamente il sesso orale è molto piacevole anche per noi donne, soprattutto per l'eccitazione emotiva che riesce a creare, senza dimenticare che anche gli odori e i sapori sono particolarmente eccitanti. Non sottovalutare il sesso orale, anche se in apparenza sembra una pratica semplice, se lo scopo è quello di far impazzire il tuo uomo, devi metterci una notevole dose di impegno ed abilità.Impara a...Innanzitutto devi imparare a sentire le sue reazioni, il pulsare del suo pene nella tua bocca è un valido termometro per sapere quando la sua eccitazione sta per raggiungere il culmine. E' importante saperlo! Soprattutto se vuoi che al sesso orale segua altro. Ed anche se non fosse un semplice preliminare è molto bello prolungare a lungo il suo piacere.Per praticare bene delsesso orale, non devi mai avventarti come un'affamata sul suo pene. Quando lui è ancora vestito, mentre vi scambiate dei baci appassionati, fai scorrere la tua mano sui suoi pantaloni, accarezzandogli la parte. Spogliati, o volendo, più semplicemente, scopriti il seno (dipende anche da come sei vestita). Entro breve, le carezze, i baci, daranno l'effetto desiderato: l'erezione! Lentamente scendi fino a trovarti con la tua testa all'altezza del suo missile... e tiragli giu piano la lampo, non sbottonargli subito i pantaloni, infila la mano all'interno e continua ancora un po' le tue carezze sopra gli slip prima, e poi direttamente sul pene. Ora sei pronta per portare alla luce il suo totem pulsante.... e ricorda che ...Devi tenere sempre presente una cosa, il pene è il tallone d'Achille di ogni uomo. Qualunque siano le sue dimensioni, mostrati stupita dalla sua grandezza... quasi come se ti trovassi di fronte una divinità da adorare. Mai ridere o scherzare in questi momenti, almeno le prime volte e finchè non raggiungi un intensa intimità con il tuo lui. Dalle piccole cose si riconosce una brava spompinatrice. Ricorda, il sesso orale è un arte!Come si inizia?Se il suo glande, malgrado l'erezione, è ancora coperto, delicatamente scoprilo abbassando la pelle del prepuzio. Ricorda che la delicatezza è la parola che devi sempre tenere presente finchè giochi con il suo pene! Struscia dapprima le tue guance sulla sua cappella, e poi comincia a dare teneri baci cominciando dal glande e proseguendo per tutta la lunghezza dell'asta. Ora, bagnati bene le labbra e lascia che il suo glande (solo il glande) scivoli lentamente nella tua bocca, con la lingua giragli attorno, soffermandoti di tanto in tanto sulla zona del frenulo (filetto) che è la sua parte più sensibile. All'uomo piace vedere quello che gli stai facendo, quindi in qualunque posizione vi troviate, devi far sempre attenzione a non togliergli la visuale.Entriamo nel vivoAdesso puoi abbassargli del tutto pantaloni e slip. Accarezzagli lo scroto, facendo scorrere la mano fino ai suoi glutei per poi tornare allo scroto. Afferra saldamente il suo pene alla base e, chinando la testa al di sotto di lui, fai scorrere la tua lingua lungo tutta la parte inferiore fino ad arrivare al glande. Rendere il suo pene ben lubrificato dalla tua saliva è fondamentale! Anzi, a molti uomini piace che gli si sputi direttamente sul membro, mentre con le mani gli distribuisci la saliva per tutta la sua lunghezza. Succhia e spingiCon le labbra ben strette fai scivolare tutto (o quanto più puoi), il suo pene nella tua bocca e comincia ad andare avanti e indietro con la testa. Fa attenzione a non fargli male con i denti e disponi la lingua in modo che eserciti una certa pressione durante il rapporto. Asseconda il movimento succhiando quando ti entra dentro e soffiando quando invece retrai il capo dal pene. Un po' come quando si succhia un ghiacciolo o un lecca lecca. Insomma, il movimento, più che i muscoli del tuo collo, lo deve creare proprio questa alternanza di succhio e spinta.Variare, un trucco per il sesso oraleBisogna sempre variare durante un sesso orale, è uno dei trucchi per fargli provare il massimo del piacere, variare, sia la parte stimolata che l'intensità della stimolazione. Quindi a questo punto ricomincia semplicemente a baciargli l'asta, magari accarezza il suo sesso con i tuoi seni e con le mani lo scroto, il sedere, le gambe. Devi fargli capire di amare quella parte, ricorda, è come un idolo e tu lo stai adorando, lo veneri!L'uomo vorrebbe che tu glielo tenessi in bocca per tutto il tempo. Qui si vede la tua bravura, anche se te lo chiedesse esplicitamente, devi seguire i miei consigli, continua a farlo impazzire, se lasci condurre lui, questo gioco finirebbe in pochissimi minuti! Concentrati con la lingua nella zona del frenulo, muovila rapidamente. Riaccoglilo nella tua bocca, ricomincia a succhiare, leccare, baciare... continua fino alla fine a variare stimolazione ed intensità!Il sesso orale è uno dei modi migliori per legare a te un uomo, quindi se diventi un esperta nell'arte dei pompini, avrai un enorme potere! Molte donne non la praticano perchè dicono che il loro uomo non ha un buon sapore, in genere questo vale anche per noi se non curiamo in modo particolare la nostra igiene intima. Quindi per essere sicure, lo si può fare dopo un bagno od una doccia fatta insieme. Ingoio: sì o no?Altro dubbio è cosa fare quando lui "viene"! L'uomo sogna che tu ingoi il suo nettare fino all'ultima goccia. Ovviamente non sei tenuta a farlo se la cosa ti disgusta! Molto eccitante e lasciarlo colare lentamente dalle labbra, mentre assolutamente non devi sputare come se avessi in bocca una medicina amara. Puoi anche evitare che ti venga in bocca, semplicemente imparando a sentire le pulsazioni del suo membro, una volta divenute troppo intense puoi continuare semplicemente masturbandolo con la mano e magari strusciandotelo sul viso o sul seno.Il sesso orale e le malattieOvviamente il sesso orale è una pratica a rischio per quanto riguarda il virus dell'AIDS e tante altre malattie, quindi se non conosciamo bene il nostro partner è meglio usare sempre un preservativo. Sarai tu ad infilarglielo, basta farlo prima di portarlo alla bocca direttamente. Indossandolo tutte le sensazioni sono attenuate, quindi devi usare un po' più energia rispetto ad una sesso orale fatta a nudo. In commercio ci sono preservativi molto sottili, ideali per questo tipo di rapporti.Esperta in sesso oraleMi sono dilungata molto su questo argomento, e tante sarebbero ancora le cose da dire sul sesso orale, molte le scoprirai con la pratica. L'importante è l'atteggiamento, ricorda stai venerando un idolo, non un wurstel, è questo forse il consiglio migliore da tenere sempre a mente. Vedrai che con la pratica diventerai bravissima, o bravissimo, visto che è una pratica adorata anche dai gay.Ma sapete davvero praticare il sesso orale al vostro compagno? Sapete muovere la bocca e la lingua? Usate il ritmo giusto? Siete voi le uniche in grado di farlo godere nel modo migliore o forse un’altra lo farebbe meglio di voi? Scopritelo con il nostro test!Rispondete alle seguenti domande poi verificate a quale lettera avete dato la maggioranza e andate a leggere il relativo profilo. Stampatevi la pagina, annotate tutte le risposte con una X su ogni lettera poi fate vedere il test al vostro ragazzo e commentate le risposte insieme a lui. Passate il test anche alle vostre amiche e confrontate le vostre risposte con quelle delle amiche più intime. È un modo per ascoltare le esperienze altrui o semplicemente per divertirsi in compagnia.1. Durante i preliminariA) Lui vi fa capire che vuole una fellatio e voi accettateB) Lui vi fa capire che vuole una fellatio ma voi evitate dedicandovi ad altre zone erogene2. Durante i preliminariA) Dopo aver baciato appassionatamente il vostro compagno sulla bocca gli tirate fuori il pene dai pantaloni e ve lo mettete in bocca succhiandolo avidamente con un movimento ascendente e discendenteB) Appoggiate il viso al petto di lui, prendete in mano il pene, lo osservate e di tanto in tanto lo baciate senza andare oltre3. Durante i preliminariA) Vi piace prenderlo in bocca solo quando è perfettamente duroB) Vi piace farlo crescere in bocca per sentire le pulsazioni e i movimenti del glande4. Lui non è infetto da AIDS e/o da altre malattie infettiveA) Gli mettete il preservativo prima di fargli la fellatioB) Odiate il preservativo specie in questi casi5. Durante i preliminariA) lo masturbate con forza tenendo il pene con due maniB) con una mano lo tenete mentre con la lingua esplorate il sapore del glande6. Come lo masturbate?A) Con una mano e a volte anche con due. Chiudete le labbra intorno al glande. Ogni tanto vi piace stringerlo con i denti per fargli provare un po’ di dolore.B) Preferite farlo solo con una mano. Con la lingua giocate sopra il glande leccandolo come se fosse un gelato. Siete sempre delicate: circondate la testa del pene con le vostre labbra facendo attenzione a non toccare il glande con i denti.7. Durante la fellatioA) Siete silenziose e pienamente concentrate su ciò che gli state facendoB) Gli domandate se state andando bene e/o gli chiedete come deve essere fatto8. Durante la fellatioA) Gli date le spalle e cercate di nascondervi dietro i vostri capelli senza mostrargli il visoB) Lo guardate in faccia intensamente per vedere che effetto gli state facendo e/o per fargli capire che sta piacendo anche a voi9. Durante la fellatioA) Muovete la testa su e giù ripetutamente con un ritmo veloce e frenetico. La vostra mano accompagna i movimenti della bocca con un ritmo serrato e velocissimo. Lo masturbate con vigore per portarlo all’orgasmo il più presto possibile.B) Muovete la testa su e giù molto lentamente. Ogni tanto vi fermate per concentrarvi solo sul glande. Vi piace leccarlo lungo tutta l’asta con tempi lunghissimi, quando arrivate in cima al glande chiudete la bocca sopra l’orifizio per poi riaprila e andare giù fin dove potete.10. Durante la fellatioA) Vi piace pomparlo e succhiarlo cercando di portare il glande più in fondo possibile in gola. Non vi piace leccarloB) Vi piace leccarlo e pomparlo lentamente. Non lo succhiate. Fate colare la saliva lungo tutta l’asta del pene e la raccogliete con la punta della lingua11. Durante la fellatioA) Cercate di fare meno rumori possibili con la bocca e se li fate li nascondete con dei mugolii o lamentiB) Non badate ai rumori12. Durante la fellatioA) Vi piace spalmare su tutto il pene il miele, il vino, lo champagne, insomma, tutto ciò che vi passa per la testa. Lo leccate lungo tutta l’astaB) Preparate con cura gli ingredienti da mettere sopra il pene del vostro compagno facendo attenzione che il colore e la densità somiglino il più possibile allo sperma. Vi piace utilizzare il latte condensato, la panna o del gelato fior di latte. Vi piace leccarlo con naturalezza come se fosse un gelato13. Durante la fellatioA) Vi piace masturbarlo con una mano mentre con l’altra vi piace accarezzarlo sul petto o nel viso con tenerezzaB) Con una mano lo masturbate. La bocca segue il movimento della mano mentre l’altra mano accarezza il perineo, i testicoli e/o stimola la cavità anale14. Durante la fellatioA) Vi masturbate voi stesse cercando di attirare la sua attenzioneB) Prendete la mano del vostro compagno e ve la portate alla testa . Volete che sia lui a stabilire il ritmo e la profondità della penetrazione.15. Durante la fellatioA) Vi piace essere penetrate da un vibratore o da un altro uomoB) Non vi piace essere penetrate. Volete solo delle tenere carezze.16. Durante la fellatioA) Vi piace essere leccate (69)B) Non volete distrazioni. Essere leccate lì vi infastidisce e vi blocca. Vi piace concentrarvi solo su di lui.17. Sentite che sta per venireA) Vi sollevate di scatto e proseguite la masturbazione con la manoB) Continuate con la bocca18. Sentite che sta per venire:A) Coprite il glande con il palmo della mano affinché gli schizzi non vi colpiscano in viso o sul corpoB) Continuate a fare quello che state facendo senza paura di macchiarvi il vestito e/o che qualche schizzo vi colpisca sul viso o sui capelli19. Durante l’orgasmoA) Lasciate che lui vi venga sulla pancia o sui seni ma non in viso o nel colloB) Lasciate fare a lui20. Lui vi viene in bocca improvvisamenteA) Ridete, vi alzate di scatto, sputate e/o correte in bagno a lavarviB) Guardate il vostro partner con occhi semiaperti. Aprite la bocca. Fate colare lo sperma dalle labbra oppure lo ingoiate21. Lo spermaA) Gli schizzi di sperma vi inorridiscono. Preferite non guardareB) Vi piace osservare i getti di sperma che escono dall’orifizio22. Lo spermaA) Non vi piace ingoiarlo, leccarlo e/o toccarloB) Non vi crea fastidio leccarlo e/o ingoiarlo23. Lo spermaA) Non ha sapore. È schifosoB) Ha un sapore particolare. Non è cattivo24. Lo spermaA) È preferibile non ingoiarlo perché fa maleB) Si può ingoiare tranquillamente, non fa male, è nutriente e non contiene calorie in eccesso25. Dopo l’orgasmoA) Vi andate a lavare e a sciacquare la boccaB) Continuate a baciarlo e a leccarlo. Vi piace pulirlo con la vostra lingua. Vi piace appoggiare la testa vicino al pene26. FantasieA) Una delle vostre fantasie è leccare il pene del vostro partner o di un altro uomo insieme alla vostra migliore amicaB) Una delle vostre fantasie è leccare il pene di un uomo di colore e/o di un’altra razzaI vostri profiliSe la maggioranza delle risposte sono contraddistinte dalla lettera ASai osare, ti piace prendere l’iniziativa, sei sicura di te. Hai grandi potenzialità sessuali ma non le sfrutti appieno. A letto sei capace di fare i numeri ma forse lo fai per farti ricordare dal partner. Sembra che tieni più alla tua performance piuttosto che al reale piacere che sai dare. Vuoi dimostrargli che sei brava e che puoi essere “porca” se lui lo vuole. Ti sei ricordata come lo aveva fatto quell’attrice in quel film porno e ora ti piace usare la stessa tecnica con il tuo partner. Entro certi limiti però. Risultato: non sei né porca né sexy o erotica! Il sesso orale con te è meccanico come se fosse un esercizio da fare in palestra! Un consiglio: ricordati che il sesso è anche una questione di testa! Lasciati andare, sii te stessa, dai sfogo alle tue fantasie. Non essere precipitosa. La fellatio richiede tempo, pazienza e tanta ma proprio tanta partecipazione mentale non solo fisica. Non guardare film hard piuttosto leggiti dei libri erotici.Se la maggioranza delle risposte sono contraddistinte dalla lettera BComplimenti! Voi conoscete i segreti che ogni donna vorrebbe conoscere (il vostro partner lo ha certamente capito). Ti lasci andare completamente, sei “naturale”, libera , trasgressiva, senza inibizioni. Ti piace il sesso forte purché sia condito da coccole e tenerezza. Sei comunicativa , ti piace ascoltare i suoi consigli ma non ne hai bisogno, percepisci da sola ciò che lui vuole, ciò che lui gradirebbe. Ti piace fargli la fellatio non perché sai che lui ne va pazzo ma semplicemente perché a te piace sentire il suo corpo dentro di te in modo ancora più intimo, più affettuoso. È un tuo bisogno fisiologico: ti piace baciarlo, leccarlo e pomparlo con la stessa passione e amore che hai quando lo baci sulla bocca. La tua bocca è ricettiva come una vulva: le tue labbra sono le piccole e grandi labbra, la tua lingua è il clitoride, è estremamente sensibile al tatto e al sapore; il palato e le gote sono le pareti vaginali; la tua saliva è l’orgasmo che fuoriesce per il piacere che provi durante la fellazione. Adori vederlo godere, faresti qualsiasi cosa per accontentarlo ma ciò che più conta è che tu provi piacere nel dare così come lui prova piacere nel ricevere. Voi siete l’amante che tutte vorrebbero essere e che tutti sognano di avere. [...]

IL SESSO ANALE: GUIDA ALL'USO

Il sesso anale può essere la prima forma di attività sessuale oppure può essere accompagnata da altri tipi di stimolazione: per esempio molte coppie includono la stimolazione manuale dell’ano durante il rapporto vaginale massaggiando il cerchio intorno all'apertura con la saliva o con del lubrificante oppure inserendo un dito. La stimolazione dell’ano durante l’attività sessuale può essere praticata in vari modi: manualmente, oralmente o con la penetrazione del pene e/o di un fallo artificiale.Questo aiuta a procurare una maggiore tensione ed eccitazione tra i due partner.Tuttavia con il termine "rapporto anale" normalmente si intende proprio l’inserimento del pene nel retto del proprio partner. La penetrazione anale può essere piacevole ma può anche provocare un certo disagio.I muscoli esterni dell’ano normalmente tendono a stringersi se stimolati, il che significa che l’inserimento di un dito o di un pene può essere sgradevole anche se fatto delicatamente, senza forzare.Una parte dei nervi dell'ano finisce nel bacino e molte persone toccandoli si eccitano. Ma quando si fa sesso, non bisogna mai dimenticare di farlo in modo sicuro.Nell'ano e nel retto vivono molti batteri che sono benigni nel loro ambiente, ma possono essere molto dannosi nella bocca o nello stomaco.Quindi leccare l'ano è rischioso per una varietà di infezioni batteriologiche.Il sesso anale non deve far male.Se fa male, lo stai facendo nel modo sbagliato.Con sufficiente lubrificante e pazienza è possibile godere del sesso anale come parte di una vita sessuale sana e soddisfacente.Comunque, ad alcune persone non piacerà mai, e se il tuo partner è uno di loro, rispetta i suoi limiti. Il piacere del sesso anale è determinato da molti fattori: fare qualcosa di "sporco" attrae molte persone, specialmente nel sesso e d'altronde è un modo di sperimentare "altre vie" di piacere nel rapporto di coppia, non dimenticando che quel buchetto è fonte di incredibile ed estatico piacere! Per evitare comunque "spiacevoli sorprese" come pezzetti di feci sul pene sarebbe bene fare almeno un clistere prima (acqua tiepida oppure camomilla tiepida).Praticare rapporti anali può essere inoltre un'ottima occasione per portare qualcosa di nuovo, qualcosa di trasgressivo in un rapporto spento. La sensazione fisica che si prova durante questo rapporto è completamente diversa da qualsiasi altra cosa: il retto (sia maschile che femminile), è ricco di terminazioni nervose che segnalano al tuo cervello di "ricompensarti" con sensazioni piacevoli quando vengono stimolate. Per gli uomini, la prostata può essere fonte di intenso piacere. Per un pene "intraprendente" l'anello dell'ano può dare una nuova e forte sensazione tutta da godere. I consigli più importanti sul sesso anale sono: lubrificanti, condom e pazienza.I lubrificanti più sicuri, anallergici e che non rovinano il lattice dei preservativi, sono quelli a base d'acqua. Evitate dunque i lubrificanti a base di olio (compresi la vaselina e baby oil) se volete proteggervi con un condom. Anche se sei sicuro che entrambe siete sani, cerca comunque di usare il condom per evitare infezioni. È necessario avere molta pazienza per poter avere un rapporto anale. La penetrazione iniziale è sempre la parte più difficile; l'ano è un anello stretto di carne, parzialmente sotto controllo volontario e parzialmente riflessivo a stimolazioni. Il tuo partner deve rilassarsi, e tu devi introdurre lentamente il pene, aprendo l'ano abbastanza per riceverlo. Inizia con un dito o un vibratore sottile (più piccolo del tuo pene).Il vibratore è più realistico, ma le tue dita possono sentire il movimento dei muscoli dell'ano. Infila lentamente un dito, lasciando che il tuo partner si abitui. Tira fuori piano il dito, poi rimettilo un'altra volta. Dai un po' di tempo al suo ano per abituarsi a questo tipo di attività. Fai scivolare dentro due dita. Considera quanto è grande il tuo pene e allarga sufficientemente l'apertura. Prendere la posizione giusta è molto importante. Molte donne vogliono stare sopra, per regolare il ritmo della penetrazione. Altre amano stare stese sullo stomaco o supine. Scegliete quella che vi piace di più prima di cominciare. Come sempre, controllati, non devi correre, e usa taaaanto lubrificante. Le persone che amano il sesso anale dicono: "Tanto lubrificante è appena sufficiente", che vuol dire che è necessaria una dose sempre maggiore di quella che ti sembra sufficiente, per poter far scivolare facilmente il pene all'interno senza provocare dolore. Ascolta il tuo partner - quando ti dice che comincia a far male, tirati -lentamente- indietro. I muscoli dell'ano hanno bisogno di un po' di tempo per rilassarsi completamente. Quando riesci a penetrare, non c'è nessun motivo di muoverti freneticamente. Agisci con calma, lentamente, dai tempo per abituarsi. Eventualmente dopo un po' tutti e due sarete pronti ad andare oltre. Le regole d'oro da seguire per avere un soddisfacente rapporto anale: attendere il momento di massima eccitazione (subito dopo l'orgasmo è il momento migliore per provare a penetrare un retto che è già rilassato dal piacere dell'amplesso) leccare, inumidire, lubrificare l'ano (usate lubrificanti a base d'acqua!) carezzare l'entrata con un dito (ci vuole tempo e pazienza) prima di inserire tutto il dito muovere il dito lentamente e verificare le reazioni del partner inserire quindi un altro dito (o un fallo di gomma non più largo di 2 dita) quando percepite l'ano sufficientemente dilatato, potete cospargere dalla punta alla base il pisello (o il vibratore o il fallo che volete inserire) e penetrare il partner immobilità: lasciate il membro immobile dentro il retto, attendete che il partner si abitui alla sua presenza non spingete vorticosamente e non sforzatevi di farlo entrare tutto e subito, lasciate che sia la vostra dolce metà a decidere come e quando se sentite che il partner si muove e reagisce con eccitamento, potete muovervi finalmente anche voi, delicatamente è chiaro, e sempre rispettando il suo volere se vi chiede di punto in bianco di uscire: uscite subito! senza fare domande e senza attendere "un altro pochino".Tecnicamente non è possibile rimanere incinta dopo un rapporto anale. Tuttavia il sesso anale non è un buon metodo di contraccezione.Dopo il rapporto, lo sperma rimasto nell'ano può gocciolare attraverso il perineo causando la gravidanza. La percentuale delle coppie che concepiscono un figlio con un rapporto anale è sorprendentemente alta, raggiunge anche l'8%. Infine, è possibile che il sesso anale non ti piace; nessun problema. Non c'è niente che ti può indulgere a fare qualcosa che non ti soddisfa.Il sesso anale può essere la prima forma di attività sessuale oppure può essere accompagnata da altri tipi di stimolazione: per esempio molte coppie includono la stimolazione manuale dell’ano durante il rapporto vaginale massaggiando il cerchio intorno all'apertura con la saliva o con del lubrificante oppure inserendo un dito. La stimolazione dell’ano durante l’attività sessuale può essere praticata in vari modi: manualmente, oralmente o con la penetrazione del pene e/o di un fallo artificiale.Questo aiuta a procurare una maggiore tensione ed eccitazione tra i due partner.Tuttavia con il termine "rapporto anale" normalmente si intende proprio l’inserimento del pene nel retto del proprio partner. La penetrazione anale può essere piacevole ma può anche provocare un certo disagio.I muscoli esterni dell’ano normalmente tendono a stringersi se stimolati, il che significa che l’inserimento di un dito o di un pene può essere sgradevole anche se fatto delicatamente, senza forzare.Una parte dei nervi dell'ano finisce nel bacino e molte persone toccandoli si eccitano. Ma quando si fa sesso, non bisogna mai dimenticare di farlo in modo sicuro.Nell'ano e nel retto vivono molti batteri che sono benigni nel loro ambiente, ma possono essere molto dannosi nella bocca o nello stomaco.Quindi leccare l'ano è rischioso per una varietà di infezioni batteriologiche.Il sesso anale non deve far male.Se fa male, lo stai facendo nel modo sbagliato.Con sufficiente lubrificante e pazienza è possibile godere del sesso anale come parte di una vita sessuale sana e soddisfacente.Comunque, ad alcune persone non piacerà mai, e se il tuo partner è uno di loro, rispetta i suoi limiti. Il piacere del sesso anale è determinato da molti fattori: fare qualcosa di "sporco" attrae molte persone, specialmente nel sesso e d'altronde è un modo di sperimentare "altre vie" di piacere nel rapporto di coppia, non dimenticando che quel buchetto è fonte di incredibile ed estatico piacere! Per evitare comunque "spiacevoli sorprese" come pezzetti di feci sul pene sarebbe bene fare almeno un clistere prima (acqua tiepida oppure camomilla tiepida).Praticare rapporti anali può essere inoltre un'ottima occasione per portare qualcosa di nuovo, qualcosa di trasgressivo in un rapporto spento. La sensazione fisica che si prova durante questo rapporto è completamente diversa da qualsiasi altra cosa: il retto (sia maschile che femminile), è ricco di terminazioni nervose che segnalano al tuo cervello di "ricompensarti" con sensazioni piacevoli quando vengono stimolate. Per gli uomini, la prostata può essere fonte di intenso piacere. Per un pene "intraprendente" l'anello dell'ano può dare una nuova e forte sensazione tutta da godere. I consigli più importanti sul sesso anale sono: lubrificanti, condom e pazienza.I lubrificanti più sicuri, anallergici e che non rovinano il lattice dei preservativi, sono quelli a base d'acqua. Evitate dunque i lubrificanti a base di olio (compresi la vaselina e baby oil) se volete proteggervi con un condom. Anche se sei sicuro che entrambe siete sani, cerca comunque di usare il condom per evitare infezioni. È necessario avere molta pazienza per poter avere un rapporto anale. La penetrazione iniziale è sempre la parte più difficile; l'ano è un anello stretto di carne, parzialmente sotto controllo volontario e parzialmente riflessivo a stimolazioni. Il tuo partner deve rilassarsi, e tu devi introdurre lentamente il pene, aprendo l'ano abbastanza per riceverlo. Inizia con un dito o un vibratore sottile (più piccolo del tuo pene).Il vibratore è più realistico, ma le tue dita possono sentire il movimento dei muscoli dell'ano. Infila lentamente un dito, lasciando che il tuo partner si abitui. Tira fuori piano il dito, poi rimettilo un'altra volta. Dai un po' di tempo al suo ano per abituarsi a questo tipo di attività. Fai scivolare dentro due dita. Considera quanto è grande il tuo pene e allarga sufficientemente l'apertura. Prendere la posizione giusta è molto importante. Molte donne vogliono stare sopra, per regolare il ritmo della penetrazione. Altre amano stare stese sullo stomaco o supine. Scegliete quella che vi piace di più prima di cominciare. Come sempre, controllati, non devi correre, e usa taaaanto lubrificante. Le persone che amano il sesso anale dicono: "Tanto lubrificante è appena sufficiente", che vuol dire che è necessaria una dose sempre maggiore di quella che ti sembra sufficiente, per poter far scivolare facilmente il pene all'interno senza provocare dolore. Ascolta il tuo partner - quando ti dice che comincia a far male, tirati -lentamente- indietro. I muscoli dell'ano hanno bisogno di un po' di tempo per rilassarsi completamente. Quando riesci a penetrare, non c'è nessun motivo di muoverti freneticamente. Agisci con calma, lentamente, dai tempo per abituarsi. Eventualmente dopo un po' tutti e due sarete pronti ad andare oltre. Le regole d'oro da seguire per avere un soddisfacente rapporto anale: attendere il momento di massima eccitazione (subito dopo l'orgasmo è il momento migliore per provare a penetrare un retto che è già rilassato dal piacere dell'amplesso) leccare, inumidire, lubrificare l'ano (usate lubrificanti a base d'acqua!) carezzare l'entrata con un dito (ci vuole tempo e pazienza) prima di inserire tutto il dito muovere il dito lentamente e verificare le reazioni del partner inserire quindi un altro dito (o un fallo di gomma non più largo di 2 dita) quando percepite l'ano sufficientemente dilatato, potete cospargere dalla punta alla base il pisello (o il vibratore o il fallo che volete inserire) e penetrare il partner immobilità: lasciate il membro immobile dentro il retto, attendete che il partner si abitui alla sua presenza non spingete vorticosamente e non sforzatevi di farlo entrare tutto e subito, lasciate che sia la vostra dolce metà a decidere come e quando se sentite che il partner si muove e reagisce con eccitamento, potete muovervi finalmente anche voi, delicatamente è chiaro, e sempre rispettando il suo volere se vi chiede di punto in bianco di uscire: uscite subito! senza fare domande e senza attendere "un altro pochino".Tecnicamente non è possibile rimanere incinta dopo un rapporto anale. Tuttavia il sesso anale non è un buon metodo di contraccezione.Dopo il rapporto, lo sperma rimasto nell'ano può gocciolare attraverso il perineo causando la gravidanza. La percentuale delle coppie che concepiscono un figlio con un rapporto anale è sorprendentemente alta, raggiunge anche l'8%. Infine, è possibile che il sesso anale non ti piace; nessun problema. Non c'è niente che ti può indulgere a fare qualcosa che non ti soddisfa. [...]

QUELLA STRANA MEDICINA: URINOTERAPIA

URINOTERAPIA: UN PO' DI CHIAREZZA E’ la cura Naturale per eccellenza, meglio di ciò la Natura, non poteva proporre alle sue creature, per la prevenzione e la cura di TUTTI i malesseri; l’utilizzo dell’Orina si perde nella notte dei tempi del passato dell’uomo; è la migliore, la più sicura ed efficace cura per ogni tipo di malattia. Fin da quando è comparso l’uomo sulla Terra egli ha utilizzato questo "Elisir di lunga Vita" per potersi auto curare ed è anche per questo motivo che l’umanità non è scomparsa dalla faccia del pianeta prima d’ora. Tutte le culture e popolazioni del mondo ne hanno fatto uso; in Italia conosciuta da Etruschi e Romani, è passata nel medioevo attraverso le tradizioni alchemiche e quelle dei medici contadini (detti pagani), giungendo fino ai giorni nostri. L’urina era molto utilizzata sopra tutto fra i contadini. La scarsa popolarità dei nostri giorni, di questa antica terapia, deriva dal fatto che è stato insegnato da ormai decenni che essa è un prodotto di scarto, generando in larghi strati della popolazione, l’idea che è tossica ma sopra tutto ripugnante, al solo pensiero di utilizzarla come rimedio per la salute, pur essendo normalmente un prodotto autologo e sterile. L’Orina nell’antichità è stata chiamata con vari nomi: Frutto della Vita, Acqua Santa, Elisir, Acqua di Vita, Acqua dorata, Acqua degli iDei (iDee), Rugiada del Cielo, Nettare Celeste, Amaroli, ecc. Il medico naturista dell’antica Grecia di nome Galeno, (129-199 prima dell’era volgare) utilizzava e consigliava l’uso dell’urina, assieme agli altri medici naturisti greci. Plinio, scrittore Romano (23-79 era volgare) ci ha lasciato scritto nella sua "Storia Naturale" che l’uso dell’urina sulle ferite, morsi di cani e serpenti, anomalie della pelle, infiammazioni oculari, ustioni e cicatrici ecc., guarisce. Ippocrate (antico naturista Greco) stesso utilizzava ed insegnava l’uso dell’urina per diagnosi e terapie. Paracelso conferma nei suoi scritti l’utilizzo dell’urina come mezzo diagnostico e terapeutico. Il romano Diodoro Sicule, riferisce nella sua "Bibliotheca" (V,33,5), che la pratica dell’urino terapia e di lavarsi anche i denti con l’urina era già nota nell’antichità, ma e sopra tutto in uso presso i Celtibèri come documentato anche dal poeta latino Catullo, il quale parlando con un suo rivale in amore riferisce: "ma si dà il caso che tu sia celtibèro, in terra celtibèra, ciascuno con quel che ha pisciato al mattino si suole strofinare i denti e la gengiva che diventa rossa; quanto più i tuoi denti sono bianchi è segno che li hai sciacquati con una dose più abbondante" (carme 39,w.17-21). Le malattie come abbiamo già più volte affermato, sono la conseguenza dei conflitti Spirituali (vedi cap 7 nel 2° vol.) che "scendono" dal "cielo dello Spirito" nella "terra fisiologica" e quando trovano il "terreno" (vedi cap. 3 voce Bio elettronica) adatto, prolificano generando il corpo del conflitto, la malattia, ovvero l’azione del male, cioè dell’ignoranza. Gli organismi degli esseri viventi (mammiferi) sono come delle "centrifughe", che separano le scorie dai prodotti nobili ed attraverso enzimi e batteri (se l’intestino ed il metabolismo funzionano a dovere) estraggono i fattori energetici vitali (le micro molecole) che per mezzo del sangue vengono trasportati a tutte le cellule del corpo perché queste possano nutrirsene, ma le cellule oltre a trarre nutrimento ed a rendere al sangue le eccedenze, riemanano anch’esse sostanze vitali, specializzate e personalizzate, che sono quindi reimmesse nella circolazione sanguigna, redistribuite e trasportate, affinché altre parti (cellule e tessuti) interessati possano nutrirsene e ne traggano vantaggio; ciò significa che ogni molecola circolante nel corpo, è "informata del tutto e delle singole parti del corpo e guidata" anche attraverso il Campo Psico Elettro Magnetico Informato (CEI) del corpo stesso, a quello delle singole cellule, in modo che le sostanze "personalizzate" dalle singole cellule, possano nutrire altre cellule in altre parti del corpo, in un "colloquio informazionale e fisiologico" perenne di scambio, dal concepimento alla morte del fisico, fin negli atomi che compongono i corpi sottili. Quindi l’urina che è il distillato del sangue, è il miglior prodotto che si possa immaginare per se stessi e per il mantenimento della propria ed altrui salute; è quindi anche possibile "allattare" altri in caso di bisogno, cioè quando non vi sia disponibile l’urina del soggetto stesso. Essa serve anche per re-informatizzare le acque matriciali dette "sacre", che sono la base dei processi di terapeutica delle Medicine Biologico Naturali. Questa "divina" ed antichissima tecnica è stata da sempre ritenuta "sacra" in quanto insegna a coloro che la praticano a ricercare in primo luogo ed in se stessi le energie del proprio benessere e quindi a credere in se stessi, scopo primario dell’insegnamento di tutte le VERE religioni; quelle false insegnano che occorre rivolgersi a qualche mediatore. Il corpo è il più perfetto laboratorio Al-Chemico che "distilla" estraendo dal "piombo" l’Or-Ina; essa è la "Quintessenza" (del livello fisiologico) di cui si parla negli scritti iniziatici dell’Alchimia. Le uree in essa contenute sono molto utili per le digestioni, inoltre essendo a base di Azoto, permettono la produzione degli amminoacidi i quali sono i mattoni della Vita, ma ciò che importa è che essi svolgono compiti importanti ad esempio, produrre e riattivare l’ADN, rallentando quindi anche il processo di invecchiamento, la produzione di ormoni T1, immuno globuline, globuli bianchi, ecc. L’Orina non è tossica come ci vogliono far credere per fede i medici allopatici; i cibi una volta terminato il processo di digestione divengono escrementi passando dal TUBO digerente e non sono assolutamente in contatto con l’interno del corpo; il lato, la parete a contatto con i cibi e gli escrementi di questo Tubo, fanno parte del "fuori del corpo" ovvero della parte esterna, la pelle delle viscere, quella anaerobica (senz’aria), mentre la cute (la pelle esterna) è quella parte a contatto con l’aria dell’ambiente. Tutti gli altri organi, a parte il sistema digerente, sono solo all’interno del corpo; solo l’apparato digerente è a contatto sia con la parte interna che con la parte esterna per mezzo delle mucose che hanno un lato facente parte del tubo digerente e l’altro a contatto con l’interno del corpo, formando una perfetta membrana osmotica che funziona per mezzo di scambi bio elettronici e bio chimici. Il "metabolismo" corporeo estrae e distilla tutto ciò che serve dagli alimenti introdotti nel tubo digerente per poter attuare il processo Nutrizionale delle cellule del corpo; la parola alimento, significa: ciò che si porta "al mento"; il sangue prodotto, dall’intestino e dal midollo spinale, è quindi parte integrante dell’interno del corpo; infatti distribuisce le sostanze vitali e da esso si distilla l’Orina che, dopo vari passaggi, esce da un rubinetto speciale chiamato da sempre ....l’Albero delle Vite (Pene) o la Fonte della Vite (Vulva). Occorre quindi ritornare ad abbeverarci alla nostra personale fonte e berci ogni giorno! Bevendola impariamo a conoscerci, amarci sempre di più, a comprendere come amare gli altri, quindi ad amare questa meravigliosa Manifestazione che ci regala tanta Perfezione. La parola Orina od Urina significa nell’antico linguaggio semantico: La bevanda, la forza, la Luce, l’Energia, l’Informazione, (l’Or-o) cioè l’or-INA (l’anagramma di INA è ANI e significa in antico Fenicio ed Ebraico semplicemente l’IO dell’Essere), per cui il vero significato dell’Orina è questo: la sorgente fondamentale, il dono, simbolo dell’anima Universale, la sintesi dell’Essere, il distillato della persona, capace di poteri tramutanti, cioè di far passare da uno stato ad un altro (dalla malattia alla salute), infatti l’Orina è il distillato del sangue; per mezzo dei reni essa viene estratta dal sangue, possiamo chiamarla l’Oro del Sangue; essa è l’unico ed il vero "Elisir di lunga Vita" di cui parlano tutte le tradizioni antiche; in Sanscrito l’Orina si dice "Amaroli", da "Amar" che significa immortalità !, dalla stessa parola deriva anche la nostra parola "Amore" quindi l’urina e l’amore fin dall’antichità sono strade da percorrere per giungere alla tanto sospirata immortalità. Nel libro dei Veda si parla molto di urino terapia; i monaci Tibetani la usano quotidianamente. Gli Egizi, Esseni, i Giudeo cristiani ed in seguito alcune piccole chiese cristiane, sette eretiche, ma quasi tutti i Maghi e le Streghe detti "pagani o contadini" dei secoli scorsi, utilizzavano l’urina anche per aspergere ovvero frizionare il corpo dei loro adepti; di queste utili usanze ne è rimasta traccia anche nel cattolicesimo, infatti ai bambini si asperge il capo con "acqua santa" per battezzarli; questo rito proviene proprio dal "battesimo" che si effettuava per immersione (battismos, in greco significa immersione) in acqua corrente, finito il quale il neo battezzato beveva e si aspergeva il corpo con la sua Orina ovvero con l’acqua santa. Quando i sistemi di controllo della Distribuzione e di Assimilazione (Nutrizione) delle sostanze vitali contenute nel sangue alle e per le cellule del corpo, vengono ad essere alterati per qualunque motivo (stress, alimentazione sbagliata ecc.), i reni distillano ciò che è "eccedenza", per poter mantenere costanti i valori nel sangue delle sostanze vitali necessarie al buon funzionamento dell’organismo e quindi queste sostanze Vitali con l’eccedenza di liquidi divengono urina, non rimanendo più a disposizione per la Nutrizione corporea; quindi sono espulse dal Pene o dalla Vulva, per essere disponibili per la guarigione dell’uomo e dell’animale in ogni situazione di malessere o per prevenire TUTTE le malattie. L’Orina è la base della Totale Salute Perfetta (compatibilmente a ciò che si è ereditato, a cosa si mangia od agli stress ai quali ci sottoponiamo) e di conseguenza della longevità della Vita. La ricerca del santo "Graal", di cui parla la tradizione religiosa Cristiana, che contiene la "fonte della giovinezza e della guarigione" è il calice che la tradizione afferma essere stato utilizzato da Gesù il Nazareno, con i suoi discepoli per bere "l’acqua della vita" che era di colore Oro; esso conteneva semplicemente l’Orina che essi hanno regolarmente bevuto con lui, dopo essere stati iniziati a questa tecnica, la sera della santa cena od ultima cena; l’Orino terapia era in uso presso gli Esseni (Essi sono) di cui Gesù era un rabbino/maestro e presso gli iniziati giudeo cristiani. La parola "Graal" nel suo significato semantico antico significa: il posto, il luogo, il contenitore, ove ci si reca per riportare l’uomo su se stesso. Anche nella Bibbia (Prov. 5:15-19) sta scritto: "Bevi le acque della tua cisterna (vescica), le acque che escono dal tuo pozzo; le tue sorgenti devono spargersi fuori ? Ed i tuoi ruscelli devono scorrere nelle pubbliche piazze? Che esse siano per te solo e non per gli stranieri che sono con te. Che la tua sorgente sia benedetta e fanne la gioia della donna della tua gioventù"...parole molto chiare e precise per indicare questa tecnica; nell’Apocalisse è riferito che nel Nuovo Cielo e nella Nuova Terra gli abitanti berranno tutti al Fiume della Vita sui cui 2 bordi vi è l’Albero della Vita, chi ha "orecchio per intendere" capisca ciò che vuol dire questo testo. Tutti voi potete abbeverarvi a questa fonte di vita facendo ogni giorno la "santa cena" innalzando il calice e rendendo grazie alla Manifestazione Universale, per questo dono meraviglioso, senza bisogno di mediatori, né farmaci. Bevendo noi stessi impariamo ogni giorno ad auto curarci ed a guidarci nell’auto sufficienza della Salute, in quanto capiremo se sbagliamo alimentazione oppure se siamo nel giusto per noi stessi. E’ per questo motivo che fin dall’antichità il "Fallo e la Vagina" sono stati i simboli per eccellenza della Vita, non solo perché essi sono Fonte di Orgasmo, di Gioia e di continuazione della specie, ma anche perché in quel luogo e per mezzo di essi, noi possiamo abbeverarci all’Albero della Vita stessa, alla fonte della Vitalità. Il nostro corpo è il più perfetto laboratorio di medicinali e sostanze vitali che possa essere immaginato. Perché non ci abbeveriamo più a questa sacra "Fonte di Vita" ? perché le religioni e la scienza imperante od ufficiale ovvero questo "sistema bestiale", per poter gestire le coscienze ed il denaro di coloro che gli danno credito e fiducia e cioè gli "credono" per "fede" tenendoli psico dipendenti da esso, ha inserito nella loro mente un Engram, uno schema mentale, una falsa informazione che afferma che "l’urina è tossica" e così li gestisce annullando loro la possibilità dell’autosufficienza nella Salute, tutto ciò per poter vendere i suoi servizi od i suoi prodotti. L’educazione fin dalla tenera età all’uso della propria urina insegna all’uomo il "riciclaggio" che è la base nei processi biologici della Natura; in essa NULLA è tossico, TUTTO viene riciclato nel processo di Nutrizione operato bevendo giornalmente l’urina. E’ solamente l’uomo "sapiens, civilizzato, colto, moderno e scientifico" che però riesce ad auto distruggersi ed a distruggere l’ambiente del quale è OSPITE, quindi non è capace di comprendere bene i giusti cicli biologici, che ha "perso" la conoscenza di questa unica ed insostituibile terapia naturale. Egli si è anche auto costruito le bombe atomiche per l’ambiente o le Vaccinazioni (vere bombe atomiche per il Sistema immunitario del corpo). Malgrado vi siano in commercio nel mondo, circa 15.000 farmaci, il loro utilizzo NON ha permesso la guarigione vera di NESSUNA malattia, ma al contrario la loro cronicizzazione, malattia che rimane "addormentata" per risvegliarsi nel futuro con danni ancor più gravi. Nel giuramento Ippocratico il medico recita: "Primo NON NUOCERE" e poi di fatto somministra farmaci anche tossici; permette l’utilizzo di cibi coltivati e prodotti con l’agricoltura tossico chimica, per di più raffinati, cioè senza fattori vitali ma pieni di conservanti, coloranti, ecc.; l’uomo ha inquinato le fonti delle acque che utilizziamo per bere, con i prodotti tossici utilizzati per l’agricoltura e con gli scarichi industriali, ecc.; il "contagio", cioè la proliferazione dei danni della chimica, in ogni campo, è ormai sotto gli occhi di tutti. Parlare di Urino terapia in questa società "moderna" è ricordare che ognuno è portatore della propria Salute o malattia e ha in se stesso la fonte della propria guarigione, la porta con sé ovunque egli va e se ne può servire quando vuole e quanto gli necessita, ma soprattutto NON COSTA ASSOLUTAMENTE NULLA, ecco perché questa tecnica NON deve essere insegnata, in quanto toglie potere finanziario a chi utilizzando la disinformazione sfrutta l’ignoranza ed il denaro dei suoi seguaci. L’urina contiene il meglio del nostro laboratorio Naturale e cioè: anticorpi, anti ossidanti, antibiotici naturali, amminoacidi, enzimi (specialmente il Q), minerali, vitamine, proteine, ormoni, ecc., tutti in forma colloidale, in acqua dinamizzata (il 96% della sostanza è acqua), tutte sostanze biologiche ed attive e tutti questi prodotti sono PERSONALIZZATI cioè magnetizzati dal nostro proprio Campo Psico Elettro Magnetico Informato (CEI). Ricordiamo che la Luce inFormata, (le frequenze modulate ricevute o create dall’essere) si memorizza nei corpi viventi, nel substrato che ha alla base la "terra" fisiologica, cioè e sopra tutto nei metalli amorfi a base di minerali rari. La composizione dell’urina non ha mai riscosso grande attenzione da parte dell’ordine medico/sanitario, giacché considerata un liquido inutile e tossico, sebbene naturalmente si ricorre abitualmente ed in ogni caso, ad analisi delle urine per fini diagnostici. L’urina umana è costituita dal 96% di acqua e da un rimanente 4% di prodotti vari del metabolismo: proteine, sali, ormoni, enzimi, vitamine e altre sostanze in tracce; di fatto, sono note all’incirca 200 sostanze principali, ma in realtà l’urina ne contiene alcune migliaia. Ricerche mediche effettuate nei paesi più avanzati (Giappone e U.S.A.) hanno rivelato la presenza di sostanze importantissime per la cura di molte malattie inguaribili come cirrosi, problemi cardiocircolatori, cancro, aids, ecc. Alcune di queste meritano una citazione: Urokinase: enzima che aiuta a sciogliere grumi di sangue che si accumulano nelle vene o nelle arterie. Direttina: obbliga le cellule cancerogene ad allinearsi per poter essere meglio controllate. 3-Methyl Glyoxal: scoperta dal premio nobel Albert Gyorgi, distrugge le cellule cancerose o le libera del loro contenuto tossico. H-II: inibisce la crescita delle cellule cancerose e diminuisce i tumori già esistenti senza interferire con i processi di ricostruzione. Acido Urico: controlla il processo dei radicali liberi ed il processo di invecchiamento del corpo. Allantoina: usata dai medici e dai veterinari per trattare le ferite e stimolare la crescita dei tessuti sani. Renina: enzima, prodotto dei reni per mantenere la tonicità vascolare del corpo influenzando, regolando così la pressione sanguigna. Creatinina: possiede proprietà antibatteriche e antitubercolari. Dhea: previene l’obesità, estende la durata della vita degli animali ed è un possibile trattamento per l’anemia, il diabete e il cancro al seno. Urea: inibisce la crescita dei bacilli tubercolosi; è un anti infiammatorio, dissolve i grassi ed altre secrezioni del corpo; è utile per la formazione degli amminoacidi essenziali. Prostalglandium: efficace per ipertensione ed anche come anticoncezionale. Melatonina: ormone naturale che si produce solo di notte, rallenta il processo di invecchiamento perché agisce attivando l’eliminazione dei radicali liberi, cioè gli ossidanti; favorisce il sonno e funge anche da tonico. Somatostatina: ormone naturale formato da 14 amminoacidi, secreto dall’ipotalamo e dalle cellule D del isole di Langerhans del pancreas, in medicina allopatica farmacologica, è prodotta sinteticamente ed è utilizzata come anticancerogeno in alcuni tipi di tumori. Enzimi: Catalizzatori di origine biologica; sono proteine semplici o coniugate di elevato peso molecolare, prodotte dalle cellule viventi a partire dagli amminoacidi. Sono molto sensibili alle variazioni della temperatura, radiazioni elettromagnetiche, acidi e basi forti, dagli ioni di metalli pesanti, ecc.; ogni enzima richiede temperatura fra i 25 ed i 40 gradi C. A livello internazionale, sono state classificate 6 classi di enzimi a seconda delle loro tipologie di reazione catalizzate Coenzimi: composti di natura bio chimica, diversi da caso a caso, che combinandosi con la parte proteica di uno specifico enzima dà origine ad un enzima cataliticamente attivo; essi intervengono direttamente nel meccanismo della catalisi e ciascuno di essi è utilizzato per un determinato tipo di reazione anche simili fra di loro; esempio i coenzimi "flavinici" intervengono in reazioni di ossido riduzione; altri in reazioni di carbossilazione o trascarbossilazione; molti dei coenzimi derivano da vitamine, che sono trasformate in coenzimi per mezzo di reazioni enzimatiche dopo la loro introduzione con la dieta alimentare. Tra i coenzimi presenti, vi è in grandi quantità il "coenzima Q", responsabile dell’attivazione dei processi osmotici cellulari, indispensabili alla vita sana delle cellule stesse. Una delle scoperte che abbiamo fatto nei nostri studi sull’urino terapia è che, quando un soggetto è sotto stress intenso o cronico, la sua urina diviene acida; al contrario quando il soggetto è rilassato l’urina diviene neutra o leggermente basica. Queste sono solo alcune delle oltre 1000 sostanze (ponderali ed atomiche, cioè in forma omeopatica) che si trovano nell’urina; quindi usatela per QUALSIASI MALATTIA, dal raffreddore al cancro, all’aids, ecc. Tutti i cicli bio geochimici del pianeta Terra sono regolati da quelli dello Zolfo, Azoto, Fosforo, Carbonio, ebbene l’Orina contiene queste sostanze e ripristina questi indispensabili cicli biologici. Nulla può sostituire i suoi prodotti, perché essi sono immediatamente assimilabili dall’organismo perché da esso auto preparati per mezzo dell’alchimia Vivente (la Chimica del Vivente), cioè la distillazione/filtrazione dal sangue. Noi siamo concepiti e cresciamo nella Placenta, immersi nel liquido amniotico, che di fatto è principalmente Orina ! L’Orina tende a normalizzare e rinforzare il Sistema immunitario e quindi tutto l’organismo come nessun’altra sostanza; per eliminare la malattia, oltre alle tecniche descritte in questo libro, bevi la tua urina; da essa le case farmaceutiche e quelle di prodotti di bellezza estraggono certi "estratti biologici" (descritti sulle confezioni di certi farmaci o di certe creme) venduti poi a caro prezzo; essi ritirano l’urina dagli ospedali, caserme, ecc., per poter estrarre le sostanze che necessitano alla preparazione dei loro prodotti; questi prodotti garantiscono la salute delle società od industrie che li producono ed assicurano molto spesso e facilmente l’intossicazione di coloro che li usano, mentre basta bere e fare frizioni quotidiane della vostra urina sulla pelle dopo averla orticata con un guanto di corda, per ottenere una bella pelle vellutata ed elastica. "Pisciare sulle ferite o sulle bruciature" è una pratica ancora nota che funziona perfettamente, perché l’Orina è asettica e nutre le cellule traumatizzate, cicatrizzando le ferite in modo naturale; non usate MAI l’alcool. NON esiste malattia che non regredisca o non guarisca usando l’urina in ogni sua forma; essa serve per ogni tipo di disturbo: Spirituale, Emotivo, Mentale o Fisico. Ovviamente da sola essa non basta, essa è però la base sulla quale "costruire" una vera ed efficace terapia che deve comprendere anche certe vitamine e minerali (colloidali), fermenti lattici ed al limite certi tamponi utili per riequilibrare il terreno, i liquidi del corpo; occorre anche inserirla in un contesto di varie terapie naturali coadiuvanti ed esaltanti l’effetto dell’urina, altrimenti non se ne traggono tutti i benefici, alimentazione appropriata, diete idriche a base di acque pure con bassissimi residui fissi di minerali (al di sotto dei 100 mgr per litro), tecniche di riequilibrio termico (orticazione della pelle e frizioni fredde, idroterapia, fango terapia ecc.). Comunque e sempre occorre effettuare prima di tutto e se possibile, le analisi del "terreno", come descritto in questo capitolo, voce Bio elettronica, per conoscere preventivamente il tipo di terreno ed applicare quella serie di terapie accessorie per preparare la situazione ottimale al ripristino della salute per mezzo anche dell’urina e della appropriata alimentazione solida giornaliera di tipo quasi vegetariano e liquida con l’assunzione di almeno 2 lt. al dì, di apposite acque demineralizzate; senza l’urina comunque NON si può pretendere di guarire veramente, perché essa contiene anche anti ossidanti ma e sopra tutto serve a riordinare il processo di nutrizione/eliminazione cellulare (processo osmotico) attraverso il riordino bio elettronico fra i liquidi extra cellulari e quelli endo cellulari, normalizzando quindi il metabolismo della cellula stessa, con il ripristino del ciclo di Krebs; ricordiamoci che la vita e l’energia si producono nelle cellule del corpo, quindi pulire e mantenere al miglior livello funzionale possibile le nostre cellule, permette a tutti di mantenersi sani o di guarire facilmente quando si è malati. Gli effetti migliori si ottengono quando un malato inizia subito le cure naturali SENZA l’utilizzo di farmaci che sempre intossicano l’organismo; sopra tutto nel caso di malattie degenerative NON si devono fare tecniche immuno soppressive, invalidanti, tossiche, invasive (chemio terapia, radio terapia, interferone, cortisone, ecc.); in questi casi l’effetto NON è assicurato perché il corpo ormai è quasi distrutto dalle terapie invalidanti e quindi NON è più in grado di reagire verso la guarigione, deve arrivare alla "cronicizzazione nascosta" fino alla morte finale. NON si devono combattere i sintomi, ma aiutare il corpo ad eliminarli, ripristinando il terreno adatto in modo che l’intero organismo non segnali più con i sintomi, le cause del proprio malessere, ........essere nel male. La concausa delle malattie è, lo ricordiamo, l’assenza di sostanze che dovrebbero essere nel corpo e la presenza di sostanze che non dovrebbero esserci, quindi una alterazione del giusto processo di Nutrizione. Le malattie come abbiamo già più volte affermato e dimostrato, sono la conseguenza dei conflitti Spirituali (vedi cap 7, Uomo elettronico, nel 2° vol.) che "scendono" dal "cielo dello Spirito" nella "terra fisiologica" e quando trovano il "terreno" adatto (vedi cap. 3 voce Bio elettronica), prolificano generando il corpo del conflitto, la malattia, ovvero l’azione del male, cioè dell’ignoranza. La malattia quindi è il prodotto dell’intossicazione del corpo fisico, determinata dalle azioni sbagliate, cioè dagli errati Comportamenti Etici che derivano dalle scelte effettuate nel mezzo di Conflitti Spirituali della Mente (la Personalità) che sono generati dall’incoerenza prodotta da iDee in contrasto con le Leggi della Manifestazione (della Vita nell’UniVerso) ovvero dai desideri profondi dell’Ego/IO che è sempre consciamente od inconsciamente informato su di esse per l’attrazione che esso ha nei confronti dell’InFinita Perfezione, perché ad essa attratto per sua natura intrinseca, quindi la malattia è un conflitto fra mente ed Ego/IO. Le persone che decidono di iniziarsi all’urino terapia devono procedere a tentativi per le quantità e le frequenze, ma sopra tutto coloro che hanno avuto malattie curate a lungo con farmaci, dovranno avvicinarsi con cautela per le reazioni alle volte anche forti, che sicuramente interverranno, in quanto esse tenderanno ad eliminare i farmaci e la malattia stessa (il Conflitto = Afflitto), per cui le reazioni saranno sicure ed in certi casi anche intense; i sintomi appariranno nell’ordine inverso nel quale sono apparsi all’inizio delle malattie. Queste reazioni sono dovute al fatto che i sintomi sono stati addormentati dai farmaci utilizzati ed immagazzinati e con l’urina essi verranno risvegliati ed eliminati, ma nella fase eliminatoria si possono indurre malesseri vari dovuti all’incosciente ed errato trattamento della malattia da parte di "medici", non conoscitori dei processi della malattia e quindi di tutte le tecniche mediche Biologico/Naturali. Molte persone quando sentono parlare di Urino terapia "inorridiscono", questo avviene in quanto ignorano che l’intestino è una perfetta membrana osmotica con permeabilità selettiva che filtra le sostanze utili all’organismo, eliminando quelle tossiche per il corpo dal colon per mezzo delle feci, per cui quando bevete l’urina non preoccupatevi, bevetela e state a guardare cosa avviene in voi. Il sangue raccoglie le sostanze nutrienti, prodotte dalla digestione e dal metabolismo e le distribuisce (se il sistema è funzionante) in tutte le cellule e queste assimilano solo ciò che esse necessitano (regolando le loro carenze, riportandole ai giusti rapporti) ed eliminano le eccedenze accumulate per mal funzione osmotica, (alterazione della tensione della membrana cellulare) dovute anche e sopra tutto alle variazioni del pH intestinale ed a quelle bio elettroniche del corpo stesso e da quelle generate dall’ambiente (aria, acqua, terra, luna, sole, pianeti, cosmo), dalle infiammazioni viscerali, in primis quelle della mucosa intestinale generate dalle alterazioni Termiche fra pelle e viscere e dalle carenze Nutrizionali dovute ad alimenti (aria, acqua, cibi) alterati, inquinati e privi di fattori vitali e dalle cariche bio elettroniche delle varie sostanze ingerite. Le "eccedenze" delle Sostanze Vitali prodotte dall’organismo, vengono quindi estratte dal sangue per mezzo dei Reni, filtrate con un processo alchemico nell’acqua dorata chiamata Urina e messe a disposizione per poter essere bevute e riutilizzate attraverso l’apparato digerente o per l’utilizzo esterno. Di fatto noi ci alimentiamo (portiamo .......al mento i cibi) per poter produrre urina della quale dobbiamo nutrirci; essa è l’elemento Nutrizionale per eccellenza; quindi a seconda della qualità e del tipo di alimenti introdotti, avremo un’urina più o meno nutriente; alimenti biologico naturali faranno sì che il distillato (l’urina) del nostro laboratorio alchemico, ci consenta di avere i fattori probiotici migliori; da questo deriva l’assoluta importanza di alimentarsi il più possibile con prodotti naturali, coltivati su colture biologiche, senza nessun tipo di sostanze chimiche, neanche per la conservazione; il liquido filtrato dai reni viene reimmesso al 90% nella circolazione sanguigna, il resto viene preparato come urina, questo in condizioni normali, senza stress; una persona in buone condizioni di salute prepara 1,5 lt. di urina al giorno, praticamente il quantitativo per tutte le necessità interne ed esterne. Quando vi è una qualsiasi forma di stress, dovuto a comportamenti in disarmonia rispetto alle leggi biologico/spirituali della Natura, i reni ricevono l’ordine (secondo il ciclo: Ipofisi, surRenale, Reni), l’input di drenare e distillare dal sangue, più elementi vitali (molecole ed atomi) del solito, in modo che l’individuo si impoverisca e quindi si ammali; ciò significa che le malattie sono create solo dai comportamenti, cioè dagli errori Etici e che quindi la malattia è un processo educativo che tende a portare la riflessione dell’essere sui suoi errori Etici. L’urina viene ribevuta per servire da nutrimento ideale per tutte le cellule del corpo "in un circolo chiuso su se stesso di auto purificazione"; se però l’individuo persiste nel continuare a produrre conflitti con le leggi Naturali, il drenaggio qualitativo aumenterà, il metabolismo varierà non producendo le sostanze vitali necessarie e quindi non si produrrà più urina "adatta a guarire". I migliori risultati con l’urino terapia si ottengono con una alimentazione biologica (frugivora in certi casi; solo alimenti vegetali crudi in altri ed in certi casi il digiuno) ma comunque con un’alimentazione il più possibile tendente al vegetariano, (con poche proteine animali), con grande percentuale di alimenti crudi, 70 % e 30 % di cotto che deve essere implementata con le micro diete, capsule di frutta e verdura micronizzate a freddo e l’aggiunta dei fermenti lattici multibatterici. Il ciclo di interdipendenza che, attivato dal Pensiero/Psiche (conscio od inconscio), genera a tutti i livelli la malattia, lo ricordiamo ancora una volta, è questo: la Psiche sottoposta a Stress di Incoerenza rispetto alle Leggi dei Giusti rapporti con la Manifestazione della Natura, attiva l’ipofisi (ghiandola endocrina posizionata al centro del Cranio), la quale invia opportuni messaggi bio elettrochimici alle surrenali (poste sopra i reni), le quali a loro volta attivano i reni ad espellere più del normale, le sostanze Vitali (vitalie) nell’urina e quindi se quest’ultima viene gettata via, l’organismo si indebolisce man mano che il processo Nutrizionale si và via via depauperando, permettendo quindi la nascita di QUALSIASI tipo di malattia. Quindi la malattia è chiaramente un metodo che l’UniVerso ha messo a punto per far comprendere all’essere che non deve trasgredire le sacre Leggi della Manifestazione, vivendo una vita di Incoerenza, in quanto egli, se continuerà nell’incoerenza, somatizzerà sicuramente qualsiasi tipo di malattia; ma comunque essa è la base dalla quale partire per riprendere coscienza su se stessi, sui propri errori e quindi iniziare ad invertire la "rotta" di Vita. Quando per Comportamenti Etici non conformi alle Leggi della Manifestazione, con alimenti non adatti, per mal Nutrizione ed Alterazione Bio Elettro Termica, i reni non riescono più ad effettuare il loro lavoro di controllo e di riassorbimento delle sostanze vitali in modo corretto, immettono nell’urina le sostanze utili prodotte, esse quindi possono e devono essere reintegrate bevendo la propria urina. Bevendo giornalmente da 1 a 2 bicchieri di urina, mattina, pomeriggio (in genere si beve prima dei pasti; dopo il pasto, un dito di urina è un ottimo digestivo) l’organismo a questo punto riassorbirà per mezzo della mucosa gastrointestinale le sostanze perse ma già metabolizzate e ridotte agli elementi Essenziali, Nutrizionali Personalizzati e Magneto Informati, che saranno velocemente assimilati, redistribuiti, riordinando al più presto la funzione osmotico (assimilazione/eliminazione) di tutte le cellule del corpo nutrendole con le sostanze Vitali e disintossicandole completamente a poco a poco; l’urina è anche un ottimo disinfiammante dell’intestino e regola bene le evacuazioni delle feci; il pH dell’urina è simile a quello dell’intestino, che nel colon deve essere a pH 7, cioè neutro oppure leggermente alcalino/basico. I primi effetti si ottengono nel giro di qualche giorno, durante i quali è possibile che vi siano dei momenti di malessere perché i parassiti e le tossine accumulate e fissate nelle cellule vengono rimesse in circolo per essere eliminate, onde per cui il malessere sarà di fatto una "mini malattia" (in quei giorni diminuite le quantità assorbite ma non arrestate la terapia); rifarete di conseguenza nel giro di qualche settimana o qualche mese, in certi casi dopo qualche anno, tutte le malattie avute fin dall’infanzia e mai eliminate veramente, sopra tutto quelle bloccate con farmaci; le sostanze tossiche introdotte con i vaccini, potranno solo in certi casi, essere eliminate, ma le mutazioni genetiche indotte nel DNA, non potranno essere facilmente invertite solo con l’urina. E’ possibile eliminare oltre agli effetti dei farmaci stessi, le sostanze tossiche dei loro componenti. L’urina riequilibra anche il pH (acidità e basicità), lo rH (carica bio elettronica) e lo rò (resistività) del sangue e dei liquidi corporei, il terreno. Le sostanze contenute sono elencate nella tabella; l’urea è comunque composta da azoto ed è noto che l’azoto è il componente base dei processi biochimici del mondo biologico; esso attiva le basi azotate che producono gli amminoacidi essenziali. Per ottenere effetti completi e profondi occorrono da 3 mesi a 3 anni anche con l’opportuna alimentazione suggerita e sopra tutto con le "micro diete" (vedi vol.1° cap.2, stessa voce), l’urino terapia e con i fermenti lattici multibatterici; questi sono i migliori approcci terapeuti in assoluto per la PREVENZIONE o per la cura adatta alla GUARIGIONE da qualsiasi malattia; non esiste NULLA meglio di questo abbinamento; il Sistema Immunitario tenderà a ritornare "come nuovo", se non vi saranno mutazioni genetiche già avvenute, per esempio con le vaccinazioni. Gli usi principali dell’urino terapia sono questi: Uso esterno; Orale ed attraverso la via iniettiva. Consigli per la pratica dell’Urino Terapia: L’Urino terapia si concilia meglio con il Digiuno e con l’Alimentazione Biologica Cruda (senza prodotti cotti) oltre ad essere più sanatrice è anche più buona al gusto; bevete acqua fresca e tutta la vostra urina durante i giorni del digiuno o dell’alimentazione cruda; questa è la tecnica da utilizzare quando siete malati assieme ai fermenti lattici e le micro diete; un’altra tecnica è quella dei clisteri (giornalieri od a giorni alterni per almeno 3 oppure 5 o 7 o 15 o più giorni, contenenti per ogni litro di acqua da 1 a 3 bicchieri della vostra urina) e mangiando SOLO crudità (vegetali) per lo stesso ciclo intrapreso, riprendendo alla fine del periodo con la normale alimentazione quasi vegetariana a base di cibi biologici integrali e con l’assunzione di preparati multi batterici, micro diete ed urino terapia. Assunzione orale: appena uscita dalla sorgente, dopo il primo getto, bevetene quanto volete, anche tutti i giorni della vostra vita; imparate ad auto regolarvi a seconda delle necessità, potete berla anche di notte, poca rilassa ed aiuta la digestione, quindi favorisce il sonno. Potete iniziare da qualche goccia ad un bicchiere. Occorre comunque ricordare che con queste terapie Naturali ognuno DEVE auto gestirsi, ma sopra tutto con questa terapia, le frequenze e le quantità da assumere possono variare completamente da persona a persona, per cui occorre prestare molta attenzione agli effetti derivanti dalla cura arrivando a ridurre o sospendere in caso di reazioni troppo forti, riprendendo dopo un certo periodo, non superiore alla settimana Quando iniziate la terapia, bevete dopo il primo getto, quella del mattino (la seconda pipì è meno forte); al mattino vi fornirà energia ed al pomeriggio vi calmerà ed alla sera (poca) vi farà dormire bene; imparate ad auto regolarvi da soli, in generale state sulla dose massima di 2 bicchieri al dì, in alcuni casi potreste avere degli strani effetti indesiderati. Se non riuscite per problemi mentali a berla pura, mescolatela con qualche altro liquido (succo d’arancia, pompelmo, succhi crudi in genere oppure acqua o ghiaccio, ma bevetela comunque); se non riuscite, turatevi il naso ma bevetela; dopo averla bevuta pura eventualmente sorseggiate un poco di acqua o succhiate una caramella, se possibile naturale. Può anche essere diluita in acqua più volte fino a dosi Omeopatiche, (diluire per 4 volte utilizzando ogni volta il 10 % della precedente mescola), ci vorrà comunque più tempo per avere gli effetti desiderati; ma se diluite a dosi omeopatiche poche gocce di urina in acqua sacra o matriciale, il nuovo composto diverrà il migliore mezzo per re-infromatizzare tutto l’organismo malato che ha perso l’informazione della salute. Fate digiuni o nutritevi solo di crudità per periodi di 3 oppure 5 o 7 o 15 o più giorni; bevete i 2 bicchieri della vostra urina ancora calda; bevete durante quel periodo, anche acqua pura e la meno minerale possibile, oppure utilizzate acque minerali a pH 7 con basso residuo fisso, (al di sotto di 50 mgr. litro) Potete utilizzare l’urina anche nel clistere: da 1 a 2 bicchieri per 2 litri di acqua tiepida. Durante il digiuno od i cicli dei clisteri, bevendo l’urina; può capitare che le palpitazioni cardiache aumentino di frequenza, in tal caso ridurre la quantità di urina, prendere degli ovuletti di aglio e fare frizioni di urina sulla testa, sulle braccia, sul corpo e tutto si normalizzerà; queste frizioni servono comunque a chiunque. Si può utilizzare anche per fare fanghi, cataplasmi ed impacchi. Nel caso vi sia dissenteria, ricordarsi di non proseguire a bere l’urina oltre il 3 giorno di diarrea; sospendere ed assumere dei fermenti lattici multi batterici in capsule (3 volte al dì, prima dei pasti) e riprendere dopo 15 giorni l’assunzione di urina, bere con parsimonia ed attenzione, magari con metà dose. In certi casi può essere utile fare 7 giorni con la "dieta del minestrone" (vedi vol.1°, cap. 5, voce "dieta base per star bene") e dal 3° giorno iniziare a berla. Ricordarsi che questa tecnica naturale, prevede sempre l’auto gestione sulle frequenze e per le quantità; quindi esse possono variare da individuo ad individuo. Alle volte è necessario interrompere per un certo periodo e riprendere successivamente; NON vi è una regola fissa, ognuno deve imparare a gestire da sé questa tecnica. Che la beviate tutti i giorni o solo quando siete malati, l’importante è sapere che avete a disposizione un mezzo importante (non il solo) per la vostra salute. L’urina si deteriora se aspettate a berla, in quanto si ossida e cambia composizione chimica facilmente al contatto dell’aria, per cui bevetela appena sgorga dalla fonte; essa può comunque essere raccolta e conservata solo per uso esterno. Se consumate farmaci, diminuiteli del 50 % ogni giorno fino ad eliminare totalmente le quantità utilizzate e bevete il vostro nettare; anche se pensate che siete intossicati e che la vostra urina non vada bene, bevetela comunque e ne vedrete gli effetti ! il nostro corpo ha delle particolarità impensabili, "raddrizza" energeticamente tutto e tende a riciclare e separare ogni cosa, purché le sostanze riescano a compiere normalmente e biologicamente tutto il ciclo naturale fino all’urina, al sudore, alle feci. Usatela anche esternamente in ogni problema; un esempio di come mantenere parti del corpo sempre umide di urina: prendere della garza e del cotone idrofilo e stendetelo sulla garza in modo da creare un buon strato assorbente da fissare con un grande cerotto adesivo, sulle parti da trattare; lasciate un buco nella parte esterna del cerotto in modo da poter far filtrare l’urina che ogni volta che con una boccetta, ove avrete raccolto la vostra urina, la verserete nel buco; questo serve per alimentare e mantenere la parte sempre umida di urina senza avere odore di urina; in genere bastano 2 applicazioni di urina per mantenere l’umidità necessaria a far lavorare l’urina sulla parte; è utile anche sui "nei" di tutti i tipi. Se volete riordinare la vostra energia migliorandone la distibuzione di tutti i "ciakra", iniziate ad urinarvi sul pube (a cavalcioni del bidet) lasciando che essa vada a bagnare fino all’ano, tenete la parte bagnata fino a quando la pelle è asciutta e lavatevi e rivestitevi, vedrete come "funziona"…. Fate sciacqui boccali per le infiammazioni alle gengive per 3, 4 minuti (ogni sera ed ogni mattina o più) o dei gargarismi (nella bocca e nella gola, abbiamo dei sensori, delle "placche" importanti del Sistema Immunitario, che vengono attivate dall’urina e le informazioni in essa contenute arriveranno subito al cervello per riorganizzare il sistema immunitario). Lavatevi i denti, occhi, orecchie (lasciate per almeno 30 minuti e quindi sciacquate con un poco di acqua per togliere l’odore) pulite anche ferite e bruciature; fatevi impacchi sulla pelle per qualsiasi problema su di essa; sui capelli (lasciate l’impacco per almeno 1 ora, poi fatevi un leggero shampoo, oltre a nutrire il cuoio capelluto ed il capello stesso essa dà anche riflessi dorati), fate spugnature, frizioni, pediluvi, maniluvi, clisteri, ecc., con l’urina; sui bambini avrà effetti veloci ed insperati. Fate attenzione, in certi casi essa rimetterà in circolo parassiti e tossine accumulate che potranno alle volte disturbarvi, non scoraggiatevi proseguite senza timore, al limite diminuite la o le dosi giornalieri, in certi casi sospendete le bevute per qualche giorno e riprendete più in là e vedrete la guarigione avvenire come mai vi sareste aspettati oppure il completo blocco di gravi malattie; il ritorno naturale della Salute passa SEMPRE attraverso l’eliminazione delle tossine accumulate. Per ottenere migliori risultati in minor tempo, è opportuno implementare il processo Nutrizionale dell’urina con: vitamine, minerali, fermenti multi batterici, alghe verdi/azzurre, aloe vera, aglio micronizzato, timo od altri prodotti necessari a "rifinire" l’attività dell’urina nell’organismo; sempre e comunque con le frizioni fredde. L’urina può essere scambiata nell’ambito della famiglia (parentela) facendo attenzione a scambiarla, maschi con maschi e femmine con femmine, salvo nei casi di aids nei quali si consiglia di utilizzare quella di individui sani e giovani, dell’altro sesso, per il contenuto di certe sostanze che il malato di aids deve reintegrare. In casi eccezionali può essere utilizzata al di fuori della famiglia, ma con attenzione. Probabilmente ogni animale produce un’urina adatta a certe malattie anche umane, ma non abbiamo ancora l’esperienza necessaria per poterne parlare Uso per via iniettiva: preparazione omeopatica attraverso le opportune diluizioni iniettata sotto cute, nelle zone necessarie; alcuni medici la iniettano pura, non diluita. Recentemente un ricercatore italiano il dott. Francesco P. Iaccarino ha messo a punto un procedimento per estrarre dalla propria urina tutti i fattori vitali senza alterarli, riducendoli in polvere bianca (il procedimento si basa sull’evaporazione dell’acqua contenuta nell’urina sotto vuoto), che vengono in seguito introdotti nel corpo per mezzo di apposite capsule. Presto avremo la possibilità di poter disporre di queste capsule contenenti i fattori nobili della nostra urina, per poter andare incontro alle richieste di coloro che non riescono a vincere i propri tabu mentali, essi dicono: "mi fa schifo" e con queste frasi stupide si impediscono di berla e di godere dei suoi benefici! Per riassumere: ogni malattia lo ricordiamo, nasce solo dal disordine del "terreno" i liquidi del corpo, generati dalle azioni e dai comportamenti errati dei singoli individui (trasgressioni alle Leggi della Natura che determinano conflitti di ordine Spirituale (vedi cap 7 nel 2° vol.), "non Etica", azioni auto soppressive e quindi divengono la somatizzazione della disarmonia fra ciò che dovremmo essere e ciò che siamo; la malattia quindi non va aggredita come fosse un "demone da distruggere", ma occorre agire fisiologicamente sul terreno (i liquidi del corpo) rinforzando ed aiutando l’organismo intero a reagire naturalmente per far sì che esso stesso sia il motore della propria auto guarigione arrivando alla eliminazione progressiva di tutte le cause Spirituali/emozionali che generano il dolore e quindi delle concause fisiologiche, le alterazioni Nutrizionali che determinano i sintomi, sensori finali per la determinazione del disordine/conflitto Spirituale iniziale. Quindi è la MEDICINA del TERRENO, (Spirituale e Fisico) che parte dalla ConoScienza dei processi naturali della Salute/malattia (malessere ...essere nel male) abbinata alle medicine mitocondriali, nutrizionali, tecniche di riordino termico, quelle da perseguire e NON il tipo di medicina aggressiva ed invasiva oggi tanto praticata. Occorre lavorare nella direzione della riparazione dei danni nei mitocondri, con coenzima Q, enzimi derivati dalle piante, alghe verdi, amminoacidi, batteri simbiotici, vitamine e minerali colloidali e ionizzati (chelanti dei metalli tossici e non solo), l’argento colloidale eccetera. Ricordiamo che la Luce inFormata, (le frequenze modulate ricevute o create dall’essere) si memorizza nei corpi viventi, nel substrato che ha alla base la "terra" fisiologica, cioè e sopra tutto nei metalli amorfi a base di minerali rari. Il tutto abbinato con alimentaziono biologica, micro diete, pulizia intestinale (ripetuti clisteri con acqua ed olio di semi di girasole per il ripristino della vitamina F), ripristino della flora batterica (preparati multi batterici), amminoacidi, enzimi, bere la propria urina giornalmente, 1 bicchiere al mattino, tenendo sotto controllo anche la temperatura dell'intestino con il freddo sulle parti (fango terapia e frizioni fredde) ed il pH, rH, rò del sangue, saliva, urina con analisi bio elettroniche del terreno fatte almeno una volta ogni 3 mesi, dunque 4 volte all’anno; vitamine e minerali colloidali e ionizzati (nutrienti e chelanti dei metalli tossici); argento colloidale, utilizzato anche come "antinfiammatorio"; l'opportuna alimentazione (cibi biologici e personalizzati), solida e liquida (bere acqua, molta, a basso residuo di minerali, almeno 2 lit. al giorno) ed parallelamente con la risoluzione dei Conflitti (motori matriciali delle patologie), per mezzo della Riflessione, dell’Azione nella Conoscenza dell’Etica, Giustizia e Coerenza, sono la Giusta ed Unica strada per ottenere dei risultati veramente risolutori e per non arrivare al trapianto od alla morte, che di fatto sono i dichiarati fallimenti della medicina diagnostica, terapeutica e preventiva attuale. La forma Umana è stata progettata per funzionare con un pH corporeo neutro o tendente all’alcalino e come tale deve essere mantenuto per star bene e vivere il più possibile nel benEssere. Per rimanere in quei limiti occorre che ci si alimenti con diete idriche di acque le più pure possibili, con cibi integrali e biologici, con prevalenza di verdura e frutta crude e micro diete, alle volte cotte, pochissime proteine di tipo vegetale e raramente di quelle animali, preferendo carne di pesce piccolo (niente molluschi, crostacei) ed alle volte di piccoli animali terrestri; mai cibarsi di quelli grandi nemmeno se sono ancora lattanti; praticando ginnastiche o movimento all’aria aperta e con la pelle in contatto con il sole e l’aria, riposando adeguatamente, respirando bene e profondamente, cercando di non crearsi degli inutili conflitti Spirituali (vedi cap 7 nel 2° vol.) oltre a quelli che la vita stessa propone, arrivando a pensare in positivo il più possibile in modo da digerire bene anche tutte le asperità della vita. Fare all’Amore spesso e bene con il proprio partner, Meditare, Riflettere, pregare, ascoltare o fare musica melodiosa, ballare con musiche rilassanti o gioiose, giocare e passeggiare in mezzo alla Natura, sono medicine gratuite che vanno utilizzate il più possibile per mantenersi in Perfetta Salute. Dal momento che vi inizierete al "Nettare degli Dei" bevendo ogni giorno l’Elisir di Lunga Vita, la vostra personalità assumerà più forza di carattere, vi sentirete più sicuri in ogni situazione, perché le sostanze entro contenute forniscono gli apporti Nutrizionali adatti per il miglior funzionamento delle vostre ghiandole endocrine e quindi la vostra Spiritualità ne trarrà enorme vantaggio. Ringraziate sempre la Natura per quanto vi offre ogni giorno, quando la bevete. Alcuni aneddoti: Fino a 40 anni or sono nel mondo, l’urina era utilizzata anche per la lavorazione delle pelli, dei tappeti, come ottimo ammorbidente per la lana e flanella, per dare aroma al tabacco (solo quella delle femmine), far fermentare prima il formaggio e dargli un gusto migliore, per disinfettare i contenitori del latte ecc., le scimmie per esempio si bevono e ciucciano l’urina fra di loro per aiutarsi a stare sempre bene. Anche nel libro del celebre Giuseppe Romeo di Luca: "La vera e completa NUOVA SMORFIA del Giuoco del Lotto" stampata da diversi secoli, alla voce "O" della "Spiegazione dei sogni", è riferito: "Orina bevuta, denota sanità recuperata".......... ecco la sapienza del popolo in contrapposizione con quella dei "luminari" della medicina che hanno fatto di tutto per insegnare il contrario della verità semplice, bere l’urina significa star sempre facilmente bene. Ricordate quindi: Assorbire la propria Urina è accettare e conoscere sempre di più se stessi. BIBLIOGRAFIA in Italia: Guida alla Salute Naturale; dott. G. Paolo Vanoli; Vanoli editore srl (MI). Urino terapia, osservazioni ed esperienze; ediz. Tecniche N. (MI) L’acqua della Vita, un trattato di urinoterapia; ediz. Baul, (MS) La terapia del soffio; ediz. Mediterranne (Roma) Diario di un amarolista ; ediz. Blu Int. Studio Borgofranco I. (TO) La tua perfetta medicina, il miracolo che la scienza non ci aveva rivelato; Ediz. Amrita Il succo della vita; ediz. Corbaccio (MI) Urinoterapia; ediz. Red (CO) Shivambu Kalpa; ediz. Litotipografia verbano (CH) Urinoterapia, la riscoperta di un’antica terapia naturale; ediz Mediterranee (Roma) Amica felicità; ediz. C. Benessere Psicofisico (TO) Amaroli 2, non più tabu; ediz. Blu International S. Borgofranco I. (TO) La fontana d’oro; ediz. Punto d’incontro (VI) Tratto da: www.mednat.org [...]

PAURA DEL GINECOLOGO

La prima volta dal ginecologo: perchè non bisogna temerla!E' sicuramente tra le visite mediche quella più intima e quindi quella che soprattutto nelle giovanissime crea un impatto emotivo più forte ed a volte più difficile da superare. Cercheremo con questa pagina da aiutare le molte ragazze che vivono tale momento in modo imbarazzante se non addirittura traumatico, di spiegare in cosa consiste, perchè è fondamentale e soprattutto perchè non avere paura. Se vissuta bene, tuttavia, è preziosa per la propria salute, fisica ed emotiva.Innanzitutto bisogna rendersi conto che un rapporto di fiducia con il proprio o la propria ginecologa èspesso alla base di una tranquilla e sana vita, non solo dal punto di vista della salute, ma anche della visione della propria sessualità. Già perchè non bisogna vedere il/la ginecologo/a semplicemente come un medico, ma talvolta è proprio quella figura che dovrà risolvere i nostri piccoli dubbi in materia di comportamenti sessuali. Si capisce bene come scegliere con cura il proprio medico, dunque, sia fondamentale.Di solito, soprattutto per le giovanissime, ci si affida al "ginecologo di famiglia". Se invece si hanno problemi specifici, è bene informarsi accuratamente sullo specialista migliore sul tema che vorremmo approfondire per avere la cura più qualificata.A che età e con che periodicità è bene fare la visita ginecologica?È bene iniziare una valutazione ginecologica ad ogni età, se vi sono problemi (dalla irregolarità delle mestruazioni, all'acne, alle vaginiti, ai disturbi del comportamento alimentare etc). Comunque quando si desidera avere il primo rapporto, per programmare in modo intelligente la contraccezione. E se si hanno 24, 25 anni, e non si sono ancora avuti rapporti sessuali, è comunque saggio fare un controllino annuale. La periodicità dei controlli è annuale o biennale, con pap-test, a meno che non vi siano problemi particolari che richiedono monitoraggi più frequenti.Come arrivare alla visita.Sembrerà eccessivo, ma scrivere su un foglietto le malattie più importanti presenti nella vostra famiglia di origine, e vostre personali, prima della visita avrà due vantaggi: aggiornare facilmente la vostra scheda medica, così nessuna informazione rilevante andrà perduta; e facilitare il lavoro del medico, che avrà una sintesi esaustiva di tutte le informazioni rilevanti, che spesso il/la paziente dimentica nell'emozione della visita. Grazie a queste informazioni verranno ottimizzate anche la sua accuratezza diagnostica e la vostra soddisfazione terapeutica. La valutazione medica inizia con una storia clinica accurata; oggi un buon ginecologo è di fatto l'internista della donna. Per questo, dopo aver chiesto il motivo principale della visita (controllo di routine o patologia specifica) deve porre attenzione a:a) anamnesi familiare: il medico vi chiedrà quali siano le malattie più importanti comparse nella famiglia di origine, tra cui tumori, malattie cardiovascolari (ipertensione, infarti, ictus.); problemi ormonali (disfunzioni della tiroide, irregolarità mestruali, menopausa precoce etc); dismetaboliche, quali il diabete mellito; neurologiche, tra cui la malattia di Alzheimer, il morbo di Parkinson o la sclerosi multipla) e anche autoimmuni (Lupus eritematoso etc).b) anamnesi patologica remota: il medico vi chiederà quali siano le malattie di cui avete sofferto in passato (appendicite, per esempio, o depressione e/o disturbi d'ansia, oppure disturbi del comportamento alimentare, o cistiti ricorrenti o altro), allergie.Vi chiederà anche le cure che sono state prescritte ed effettuate, il loro esito, con guarigione o persistenza dei sintomi. Ricordate quindi di portare tutta la documentazione relativa, meglio se preparata in ordine di tempo!; se siete state ricoverate per malattie o interventi importanti, chiedete copia della cartella clinica alla Direzione sanitaria dell'Ospedale in cui siete state curate e portatela al medico.c) anamnesi fisiologica: tutto quello che riguarda il vostro essere donne dal punto di vista medico:età di comparsa della prima mestruazione;caratteristiche del flusso (ritmo, ossia ogni quanti giorni si ha la mestruazione, contando dal primo giorno di inizio di un flusso al primo della mestruazione successiva;quantità, durata del flusso in giorni;irregolarità mestruali (mestruazioni troppo frequenti: polimenorrea; troppo abbondanti: metrorragia; poco frequenti, in ritardo: oligomenorrea; oppure blocco delle mestruazioni (amenorrea); mestruazioni dolorose (dismenorrea) o no;eventuale sindrome premestruale (PMS) e quindi sintomi quali gonfiore, irritabilità, caduta dell'umore, aumento di peso e/o dell'appetito nella settimana prima delle mestruazioni;data dell'ultima mestruazione: segnatela in agenda!;informazioni sulla vita sessuale.Il medico dovrebbe sempre chiedere di routine "come va la Sua vita sessuale?" con una domanda molto semplice che tuttavia dà alla donna la sensazione di poter parlare anche di quell'aspetto della vita: metodo contraccettivo scelto, se ha rapporti, a meno che la donna non stia cercando figli; eventuali gravidanze o aborti (numero di gravidanze, esito, tipo di parto (cesareo, naturale o operativo, ossia con forcipe o ventosa), peso dei bambini alla nascita, specie se è stata naturale (questo ci fa intuire come sia lo stato dei muscoli che circondano la vagina, spesso lesi se il bambino era di peso elevato, se il parto è stato traumatico o operativo), numero di figli vivi e loro stato di salute); stile di vita: il medico chiederà se e quanto la donna fuma, se e quanto beve, se fa uso di droghe e quali, se fa uso di farmaci quotidianamente (quali e perchè), se fa sport, se dorme bene, se ha disturbi dell'appetito, oltre che il peso corporeo attuale (specie se sovrappeso o troppo magra per l'altezza), se va di corpo regolarmente (una volta al giorno o almeno a giorni alterni) o soffre di stipsi.d) anamnesi patologica prossima: ossia i disturbi per i quali la signora viene in consultazione. Di questi bisogna dettagliare:sintomi precisi; momento e circostanze di inizio;fattori che li peggiorino o che li allevino; sintomi associati;eventuali diagnosi o esami già fatti da altri specialisti;esami di controllo recenti: la data dell'ultimo pap-test, ed ev. degli ultimi esami del sangue, o di altre indagini specialistiche: portare sempre tutti gli esami con sé, possibilmente ordinati per data.COME SI SVOLGE LA VISITA?Di norma un ginecologo comincia la visita .dall'alto. Questo è un altro segno di attenzione e di rispetto, perché crea una gradualità nell'invasività potenziale presente nella visita ginecologica. A lato della donna, stesa sul lettino ginecologico, dovrebbe visitare:la tiroide (ghiandola importantissima per la salute delle donne, posta al davanti del collo) specie se già allo sguardo la nota ingrossata;le mammelle e le ascelle (per ev. linfonodi);l'addome (il colon dice molto sia sullo stato di tensione della donna);l'apparato genitale.Durante la visita ginecologica, dovrebbe esaminare:i genitali esterni: se siano infiammati, arrossati, distrofici (con secchezza o lesioni da grattamento), con condilomi o altre lesioni;lo stato dei muscoli perivaginali ("ipertonici", ossia contratti e quindi dolenti, spesso associati a dolore ai rapporti, o "ipotonici", e quindi lassi, più associati a incontinenza da sforzo, oltre che a minore sensibilità vaginale durante il rapporto sessuale);se la donna riferisce dolore o bruciore durante i rapporti sessuali, dovrebbe accuratamente diagnosticare la "mappa del dolore", valutando con accurata gentilezza tutti i punti (sui genitali esterni, a metà vagina e profondi) in cui la donna avverte dolore. Sede e caratteristiche di inizio del dolore sono infatti i più forti fattori predittivi sulle cause fisiche di dolore: altro che dire "Signora il dolore è tutto nella sua testa!" come troppi medici fanno, saltando una visita accurata!Valuterà poi il collo dell'utero e l'utero (per fibromi o altre patologie), e le ovaie. Sarebbe bene che valutasse sempre il pH, ossia il grado di acidità vaginale, con un piccolo stick: in pochi secondi ha un'informazione preziosa sullo stato di estrogenizzazione della vagina e sugli ecosistemi vaginali, ossia le tribù di germi che normalmente abitano la vagina, così da orientare meglio le decisioni cliniche da prendere.Se la donna ha già avuto rapporti, completerà l'esame con la valutazione del collo dell'utero mediante lo speculum vaginale (uno strumento che consente di visualizzarlo). Prima di inserirlo, avrà cura di sceglierne uno di misura piccola, specie se la signora non ha ancora avuto figli; di divaricare gentilmente le labbra e di chiedere alla signora di spingere leggermente: questa fa distendere i muscoli che circondano la vagina e facilita l'inserimento, evitando il fastidio o il dolore che molte donne provano. Molti usano anche un leggero lubrificante.Il medico farà poi il pap test, un prelievo di cellule -NON DOLOROSO!- utile per la diagnosi precoce di eventuali lesioni pre-tumorali e tumorali. Farà eventualmente la colposcopia, un esame con lenti di ingrandimento e colorazioni speciali per evidenziare lesioni a rischio sul collo dell'utero, su cui fare una eventuale biopsia, ossia un prelievo per analizzare istologicamente le cellule asportate, se indicata. Molti medici fanno anche l'ecografia, che tuttavia non può mai sostituire un'accurata visita ginecologica!La valutazione della pressione arteriosa ed eventualmente del peso corporeo completa l'esame fisico.In caso di gravidanza, la valutazione del battito fetale, del pH e dell'incremento del peso mensile, oltre che la valutazione trimestrale di esami del sangue e dell'ecografia ostetrica, completa il monitoraggio. [...]

L'IGIENE INTIMA

Per igiene intima si intendono tutte quelle norme di comportamento ed i presidi atti ad attuare una corretta pulizia della regione anatomica genitale esterna maschile e femminile e della regione anale. Contribuisce a conservarne l’integrità e quindi anche a mantenere il benessere psicofisico della persona, considerando che la salute è da intendersi non solo come "assenza di malattia ", ma anche come stato di "benessere psicofisico" dell’individuo. Tali comportamenti e presidi contribuiscono anche ad attuare la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse. Come si attua una corretta pulizia? Entrambe le regioni anatomiche genitali maschili e femminili sono ricoperte dalla cute con gli annessi cutanei: i peli e le ghiandole sebacee e sudoripare. La maggior parte dei batteri patogeni e saprofiti dell’uomo hanno un pH che oscilla tra 7,2 e 7,6. I bacilli vaginali (lactobacilli) prosperano ad un pH di 9. Il ph della cute è leggermente acido, cioè permette all’individuo di difendersi dalla moltiplicazione di germi normalmente saprofiti,"ospiti innocui",dell’uomo. La cute che ricopre i genitali esterni sia maschili che femminili contiene nel derma le ghiandole sudoripare produttrici di sudore. Il sudore contiene il 98% di acqua, il 2% di composti organici (urea, creatinina, acidi grassi) e sali (cloruro di sodio), acido urico, acido lattico, ammoniaca. Se non avviene una accurata, corretta pulizia, con conseguente asportazione di detriti cutanei e cataboliti derivanti dal sudore, si ha un effetto irritante con alterazione del normale pH della cute, bruciore, arrossamento, produzione di cattivo odore; a volte il prurito provoca grattamento e quindi anche dermatiti. E’ consigliato il lavaggio con frequenza regolare con detergenti solidi o liquidi con pH leggermente acido. Sia la scarsa igiene sia lavaggi troppo frequenti con sostanze non adatte,come saponi contenenti sostanze alcoliche e profumi possono creare seri problemi. Quando, anche in seguito ad una scarsa o scorretta igiene personale, viene alterato il pH, diminuiscono le normali difese della cute e vengono meno le funzioni che normalmente ha la nostra pelle. Quali sono le funzioni della nostra pelle? Le funzioni della cute sono: Difesa contro aggressioni di natura meccanica , chimica, batterica, protezione dal calore. Produzione di sudore. Produzione di sebo che costituisce il mantello idrolipidico protettivo della superficie cutanea. Funzione di termoregolazione mediante irradiazione, conduzione, convenzione del calore ed evaporazione del sudore. In cosa si distingue l'igiene femminile? Nella donna l’igiene intima riveste una particolare importanza data la comunicazione della vulva con la vagina e, tramite la vagina , con l’utero. Per quanto riguarda l’igiene intima femminile è importante ricordare i cambiamenti fisiologici della vagina, nelle varie fasi della vita: infanzia, pubertà, età fertile, menopausa. Durante l’età fertile si trovano nella vagina in condizioni fisiologiche, di normalità, numerosi bacilli chiamati di Doderlein. Questi bacilli , producendo acido lattico, mantengono acido il pH vaginale , contribuendo alla difesa della vagina dalle infezioni. I bacilli di Doderlein sono assenti nella bambina e poco presenti o quasi assenti in menopausa. La vagina presenta una difesa biologica basata sul pH acido e sulla presenza del bacillo di Doderlein. Questi due fattori, che impediscono lo sviluppo di altri germi , sono legati alla presenza di glicogeno nell’epitelio vaginale e alla possibilità di scissione del glicogeno in acido lattico ad opera del bacillo di Doderlein. In tutte le condizioni nelle quali vi è carenza di estrogeni si ha mancanza di glicogeno nell’epitelio vaginale e quindi poca acidità e scarso sviluppo di bacillo di Doderlein, con conseguente possibilità di moltiplicazione di altri germi. Queste condizioni di deficiente difesa genitale dovute a carenza ormonale si hanno fisiologicamente nella bambina e nella donna in menopausa. Infatti l’apparato genitale ritorna attraverso un processo di involuzione,a condizioni anatomiche e biologiche simili a quelle della bambina (mancanza di poteri di difesa della vagina e sottigliezza della mucosa vaginale). Cosa e' la leucorrea? Le secrezioni vaginali possono essere bianche o giallastre, più o meno dense, a seconda che si tratti di un fenomeno fisiologico o patologico. Casi di leucoreea fisiologica possono essere: La leucorrea delle ragazze in età pubere o nell’immediata postpubertà. La leucorrea che segue a volte il flusso mestruale. A volte ci può essere leucorrea durante la gravidanza Quando la leucorrea ha colore giallastro indica spesso una condizione patologica su base infiammatoria. Non bisogna confondere la leucorrea con il muco cervicale: questo è un fluido filante , trasparente che indica l’avvenuta ovulazione durante i giorni fertili del ciclo femminile. La scarsa igiene intima può contribuire all’instaurarsi di vulviti /infiammazioni della vulva , caratterizzate da prurito) e a volte per contiguità vaginiti. Le infiammazioni della vulva a volte si associano a flogosi delle ghiandole del Bartolini (ghiandole che fanno parte dell’apparato genitale femminile esterno). In genere i germi dalla vulva passano per contiguità nel condotto escretore della ghiandola di Bartolini, dando così origine ad un processo infiammatorio. Si ha tumefazione della ghiandola, arrossamento della cute, dolore in sede; a volte l’infiammazione degenera in ascesso. Nel maschio l’igiene intima e' ugualmente importante? Nel maschio l’igiene intima riveste l’importanza per quanto riguarda le infiammazioni dell’apparato genitale. La balanopostite è un’infezione dello spazio balanoprepuziale che interessa la mucosa del glande e del prepuzio che la ricopre, del solco coronale, del meato uretrale. Le cause dell’infezione possono essere costituite da germi gram positivi e da germi gram negativi.Molto frequentemente questa patologia è causata dalla presenza di una fimosi (restringimento dell’orifizio prepuziale), che rende molto difficoltosa, se non addirittura impossibile l’igiene locale , oppure a volte è causata da mancanza di igiene locale da parte del paziente. La balanopostite è più frequente nei bambini con fimosi e negli anziani che trascurano la propria igiene intima; in questo caso è la balanopostite ad essere causa di fimosi; l’infiammazione provoca aderenze tra la mucosa del prepuzio e del glande. Tali balanopostiti sono un evento frequente tra i pazienti diabetici. Vi sono poi dei presidi atti a prevenire le malattie sessualmente trasmesse, e sono i seguenti: Curare l’igiene intima con prodotti che abbiano un pH compreso tra 3,5 e 5,5, simile a quello della cute. Ciò contribuisce a conservare l’integrità dall’attacco di microorganismo. Osservare se il partner presenta lesioni della zona genitale, in questo caso usare sempre il profilattico, finchè non è sicuramente guarito, o meglio ancora interrompere fino a guarigione la vita sessuale. Usare sempre il profilattico con partner occasionali e/o poco conosciuti. Controllare sempre che il profilattico sia integro. Ricordare che i microorganismi , causa di malattie sessualmente trasmesse, si trovano nelle secrezioni vaginali, nel liquido seminale, nelle mucose genitali che presentano abrasioni. Quando si sospetta di essere stati contagiati, è utile rivolgersi subito al medico specialista: il ginecologo per la donna e l’andrologo per l’uomo. La terapia precoce di queste malattie ne previene le possibili gravi conseguenze. CHE FARE PER MANTENERE UN PH VAGINALE "EQUILIBRATO", A PROVA DI PROBLEMI INTIMI? Il mantenimento del pH dipende da molti fattori, primo fra tutti un ciclo regolare. Gli ormoni estrogeni sono i primi amici del pH e dell'ecosistema fisiologico in età fertile. Quando una donna subisce un blocco mestruale (amenorrea), il pH sale e, in parallelo, l'ecosistema viene alterato, perché mutano le tribù di microrganismi. La vagina diventa più vulnerabile alle invasioni dei germi provenienti dal colon, quali l'Escherischia Coli o l'Enterococcus Foecalis, chiamati "saprofiti patogeni" (dal greco "sapròs", marcio, ovvero batteri che crescono nel materiale in decomposizione a livello intestinale). Questi germi saprofiti sono normali nell'intestino, ossia fanno parte del suo ecosistema, ma diventano causa di patologia (malattia) se invadono la vagina, dove scatenano vaginiti, e la vescica, dove sono fonte di cistiti. E poi un pH sano è legato a doppio filo a una corretta igiene intima. QUALI SONO LE MOSSE GIUSTE PER UN'IGIENE INTIMA DAVVERO CORRETTA? Quella dei genitali esterni prevede una pulizia eseguita muovendo dall'avanti all'indietro sia la carta per la detersione, sia le mani per il lavaggio. Questo per evitare che frammenti di feci (che contengono milioni di germi saprofiti) possano inquinare i genitali anteriori, la vagina e/o l'uretra. All'igiene dei genitali interni, invece, ci pensa la natura femminile. La vagina, infatti, grazie alla produzione naturale di liquidi che - per la forza di gravità - scendono all'esterno, si autodeterge in presenza di normale pH. La donna sana, dunque, non ha bisogno di lavande interne, che vanno riservate e limitate, su indicazione medica, alla terapia complementare delle vaginiti. Anzi: secondo un'analisi di diversi studi, l'uso abituale di lavande vaginali sarebbe associato a significativo aumento di gravidanze ectopiche, di infezioni tubariche e, in alcuni studi, di tumore della cervice uterina. Un dato spiegabile con il fatto che la donna che ha rapporti non protetti, specie se promiscui, è a maggior rischio di infiammazioni vaginali. Questo potrebbe indurre la tendenza all'automedicazione con lavande vaginali frequenti. CI SONO ALTRI FATTORI A CUI LA DONNA DEVE FARE ATTENZIONE PER DIFENDERE LA ZONA INTIMA? Sì. È fondamentale rispettare un'adeguata protezione intima durante le mestruazioni, preferendo assorbenti, tamponi interni o salvaslip di cotone, che facilitano la traspirazione, ed evitando che le secrezioni vaginali, ricche di germi e molto acide, ristagnino a livello del vestibolo vulvare. Occhio anche all'attività intestinale: la stipsi, o costipazione (meno di quattro evacuazioni alla settimana), facilita l'alterazione degli ecosistemi vulvare e vaginale. Imperativo categorico, infine, è l'uso costante del profilattico in caso di cambio di partner o di rapporti promiscui. Anche il liquido spermatico, che ha pH 7.39, se abbondante e/o frequente potrebbe alterare il pH vaginale e causare irritazione vestibolare. L'alterazione del pH vaginale e vulvare, lo squilibrio degli ecosistemi, "l'effetto serra" genitale e la maggiore vulnerabilità della mucosa infiammata e microtraumi genitali possono concorrere a causare la vestibolite vulvare. CHE COS'È LA VESTIBOLITE VULVARE? È un'infiammazione cronica della mucosa del vestibolo vulvare, definita da tre sintomi e segni: variabile rossore del vestibolo (entrata della vagina); bruciore e dolore intenso, soprattutto in due punti, collocati alle ore 5 e alle ore 7, se si considera l'entrata vaginale come il quadrante di un orologio; dolore durante i rapporti (dispareunia). DA COSA È CARATTERIZZATA LA VESTIBOLITE VULVARE? Dall'iperattività di tre sistemi cardinali per la salute, primo fra tutti del sistema immunitario locale e, in particolare, del mastocita, una cellula di difesa che produce sia le sostanze che mediano l'infiammazione dei tessuti locali, causando bruciore, dolore, rossore, gonfiore e limitazioni funzionali, sia le sostanze che fanno proliferare le fibre nervose del dolore nella zona colpita. L'iperattività del mastocita è causata da diversi stimoli, detti "agonisti", tra cui: le infezioni da Candida, un fungo oggi in grande crescita a causa dell'eccessivo uso di antibiotici, da Gardnerella o da germi misti; l'irritazione del vestibolo dalle secrezioni vaginali che non evaporano a causa di salvaslip sintetici impermeabili; i microtraumi meccanici, tra cui il rapporto sessuale in condizioni di secchezza vaginale, e/o quando il muscolo elevatore è contratto e/o quando la mucosa è già irritata. Possono infiammare la mucosa del vestibolo anche un vestiario inadeguato che causi microabrasioni (tanga, jeans attillati), specie se la mucosa è già più vulnerabile e fragile a causa dell'infiammazione cronica, o sport (come ciclismo o equitazione), che causano una riduzione del flusso sanguigno e/o irritazioni nella zona genitale; gli estrogeni, perché l'infiammazione peggiora in fase premestruale); alcune sostanze chimiche, che provocano allergia, spesso contenute in detergenti inappropriati OLTRE AL SISTEMA IMMUNITARIO, QUALI SONO GLI ALTRI SISTEMI COINVOLTI IN CASO DI VESTIBOLITE? Il sistema nervoso del dolore: nella mucosa colpita da vestibolite, le fibre nervose sono moltiplicate di dieci volte rispetto al normale. Questo causa "iperalgesia", cioè aumento spiccato della sensibilità al dolore. Le fibre del dolore, inoltre, penetrano negli strati più superficiali della mucosa, in cui normalmente non si trovano, e questo provoca "allodinìa", ossia dolore urente ("come essere scottata da un ferro bollente", dicono le donne che ne soffrono). Inoltre, si registra un'iperattività del muscolo elevatore dell'ano, quello che chiude in basso la vagina e circonda l'uretra, la vagina e l'ano. Provoca una tensione, che causa ulteriore dolore ("mialgia") e riduce l'entrata vaginale, diventando cofattore di dolore ai rapporti (dispareunia). È POSSIBILE PROTEGGERE LA SALUTE GENITALE E PREVENIRE LA VESTIBOLITE VULVARE? Si può fare molto. Prima di tutto, utilizzando detergenti a pH acido per i genitali esterni non più di due, al massimo tre volte al giorno. Per il resto, detersione con acqua. Per la protezione periodica mestruale, usare solo assorbenti in puro cotone. Anche i tamponi interni di puro cotone vanno bene: se l'inserimento causa dolore - come succede spesso nelle adolescenti ai primi tentativi - il problema non è il tampone, ma lo spasmo muscolare di cui il tampone è solo una spia. In tal caso, bisogna ascoltare questo sintomo importante, valutare se c'è un'iperattività del muscolo e, in caso affermativo, rilassarlo mediante con l'automassaggio o lo stretching. Il vestiario deve lasciare "respirare" i tessuti, lasciando asciugare normalmente le modeste secrezioni vaginali: sì alle gonne o ai pantaloni morbidi in tessuti naturali. Non scordare l'uso regolare del profilattico, specie se si cambia partner e/o non si è certi della propria o altrui fedeltà: l'intolleranza vera al lattice è molto più rara del rischio di infezioni sessualmente trasmesse! Infine, attenzione alla lubrificazione vaginale durante i rapporti: la secchezza vaginale (causata da scarsa eccitazione e/o dal dolore alla penetrazione) facilita le microabrasioni della mucosa, perpetuando la cronicizzazione dell'infiammazione. In caso di dolore durante i rapporti, secchezza vaginale, ma anche cistiti o irritazioni vescicali, dopo il rapporto è importante rivolgersi a un ginecologo con competenza sessuologica. Non diagnosticate e non trattate, queste condizioni possono portare a una vestibolite cronica. Se diagnosticate e curate tempestivamente, possono invece essere completamente risolte. [...]

ATTO SESSUALE DOLOROSO: SCOPRIAMO I MOTIVI

Piacere o dolore? Le cause dovute ad un atto sessuale dolorosoLa donna può provare dolore o fastidio vaginale nel momento della penetrazione, durante o dopo il rapporto.Ne soffre il 14-19% delle donne tra i 18 e i 55 anni. Il dolore può essere causato da fattori sia fisici sia psichici. La diagnosi deve considerare entrambi i fattori, spesso associati, per avere una terapia davvero risolutiva del disturboE' frequente nelle donne di ogni età e può essere provocato da cause fisiche (contrazioni muscolari o anomalie del rivestimento vaginale) o psicologiche. Indipendentemente dalla causa occorrerà consultare un ginecologo se il sintomo persiste o se è spesso presente in quanto potrebbe influenzare negativamente sul desiderio sessuale. Andiamo a vedere comunque delle possibili cause ed eventuali primi interventi da attuare. Per "Disturbi sessuali caratterizzati da dolore" (Sexual Pain Disorders") si intendono:La dispareunia: definita come ricorrente o persistente dolore genitale associato al rapporto sessuale.Il vaginismo: definito come persistente o ricorrente spasmo involontario della muscolatura vaginale che impedisce o rende dolorosa la penetrazione vaginale.Il dolore sessuale non coitale: definito come ricorrente o persistente dolore genitale indotto da stimolazioni non coitali (per esempio, dal petting, da stimolazione manuale ecc).Il disturbo è considerato tale se causa "personal distress", ossia un significativo disagio e stress personale (e non solo se causa un problema coniugale). Per completare la diagnosi, di ciascun disturbo bisogna precisare:Se sia presente fin dall'inizio della vita sessuale e dei rapporti (primario o lifelong) o acquisito dopo un periodo di rapporti sessuali soddisfacenti (secondario o acquisito, acquired);Se sia generalizzato (con qualsiasi partner e in qualsiasi situazione) o situazionale (solo con un partner o in particolari situazioni);Quale sia la sua causa (etiologia): organica, psicogena, mista o indeterminata.Alcune tipologie di doloreVa detto anzitutto che i dolori alla vagina sono frequenti nelle settimane successive al parto, specialmente se sono presenti suture. Come fare? Astenetevi dai rapporti sessuali fin tanto ché la vagina non sarà guarita. Quando riprenderete i rapporti aiutatevi con una gelatina lubrificante e se continua ad essere doloroso consultate il vostro ginecologo di fiducia che vi visiterà per accertare che non vi siano postumi di lacerazione da parto. Se avete perdite vaginali anomale significa che è possibile che abbiate una vaginite. Se invece la penetrazione è difficile o dolorosa per una scarsa lubrificazione vaginale ed avete più di 45 anni sappiate che le modificazioni ormonali che avvengono in menopausa causano una riduzione del rivestimento vaginale e quindi una minore lubrificazione.Consultate il vostro ginecologo che vi prescriverà una terapia ormonale sostitutiva e/o una gelatina lubrificante. Inoltre vi consiglierà tecniche sessuali per favorire l'eccitamento e prevenire tali disturbi. Le donne che hanno avuto una soddisfacente attività sessuale continuano ad averla anche con l'avanzare dell'età... se avete un buon rapporto con il vostro partner non esiste nessuna causa fisica che riduca la capacità di godere a pieno di tutte le sensazioni fisiche ed emotive connesse con l'atto sessuale. Anzi molte donne trovano che l'attività sessuale migliori con una maggiore esperienza, con la capacità di apprezzare meglio il partner e con la sicurezza di non rischiare una gravidanza indesiderata. Se uno dei due partner e malato è ovvio che i rapporti sessuali saranno ridotti, quindi provate altre forme di contatto sessuale come carezze o rapporto orale. Se il rapporto sessuale provoca invece frustrazione consultate un consulente sessuale. Se avete un rapporto sessuale doloroso ma solo alcune volte e in determinate situazioni o se avete avuto mestruazioni insolite e dolorose sappiate che anche l'endometriosi può causare ciò. Tale patologia è caratterizzata dalla presenza al di fuori dell'utero (ovaie, tube di Falloppio), di endometrio (tessuto che normalmente rivestele pareti uterine), consultate un ginecologo che ispezionerà la vagina e potrà decidere di sottoporvi a laparoscopia. Se la diagnosi è confermata vi prescriverà una cura ormonale a lungo termine. Se il dolore durante il rapporto sessuale lo avvertite da poco tempo sappiate che una cisti ovarica (formazione a sacco contenente liquido) può causare dolore se sottoposta a pressione durante il rapporto sessuale. Cisti ovariche provocano anche gonfiore addominale. Il dolore è possibile che sia dovuto ad un'infiammazionedella cervice. Consultate il ginecologo di fiducia il quale dopo un'ispezione vaginale è probabile che vi richiederà un pap-test ed altri esami come ecografia ed una laparoscopica. Se la diagnosi è confermata è necessaria l'asportazione chirurgica. Se avete avuto di recente il vostro primo rapporto o avete cambiato da poco il partner sappiate che i dolori ed i bruciori ai genitali sono frequente dopo un rapporto insolito o molto coinvolgente!!! Non preoccupatevi, il disturbo scomparirà da solo; se il dolore è forte però è meglio astenersi da rapporti sessuali per qualche giorno. Importante è anche sapere che la pressione esercitata su di un ovaio o altro punto sensibile durante una penetrazione profonda può causare dolore, quindi se provate dolore sempre in determinate posizioni non preoccupatevi basta cercare posizioni nuove, consultate comunque il ginecologo che escluderà con la visita la presenza di cause organiche.Quali sono invece le cause psichiche?Molti più frequenti, nel vaginismo primario (lifelong), sono le cause psichiche, che associano la sessualità - e la penetrazione in particolare - a stimoli ed emozioni negativi:paura del dolore della prima volta; tabù e inibizioni educative ("una brava ragazza non lo fa fino al matrimonio"), cui spesso si associa una sopravvalutazione della verginità;pregresse violenze o molestie sessuali, nell'infanzia e/o nell'adolescenza. Spesso la sola idea del rapporto riattiva ricordi così dolorosi da bloccare ogni disponibilià all'intimità: si parla allora di inibizione sessuale generale. In altri casi, l'effetto del trauma si manifesta soprattutto al momento della penetrazione che richiama alla mente una violenza il cui potere di angosciare è rimasto intatto nel tempo. In tal caso è indicata una psicoterapia che aiuti a superare le conseguenze emotive e sessuali del trauma, per lasciare finalmente alle spalle i ricordi negativi e il dolore del passato;paura di gravidanze indesiderate e ambivalenza, ossia sentimenti contraddittori, verso la contraccezione più sicura, quella ormonale (la "pillola", per intenderci);paura della gravidanza e del parto;l'aver udito racconti drammatici relativi al primo rapporto, alla perdita di sangue, al dolore, al parto; disturbi del comportamento alimentare, specialmente l'anoressia. La difficoltà ad accettare la maturazione psicosessuale, tipica della ragazza che soffre di anoressia, si somatizza anche in diversi disturbi sessuali. Al punto che un terzo delle ragazze anoressiche soffre di vaginismo. Il bisogno ossessivo di controllo, che domina il rapporto con il cibo, si estende anche al controllo - fino al blocco - della sessualità. E non è un caso se la tensione psichica in molte ragazze si traduce in uno spasmo dei muscoli che chiudono la vagina;un eccessivo attaccamento alla famiglia di origine, per cui la ragazza resta "figlia di" piuttosto che diventare "moglie di";la paura dell'aggressività implicita nel gesto sessuale, paura spesso condivisa da entrambi i partner. Diceva Danielle Choucroun, che si è molto occupata di matrimoni e rapporti "bianchi": "Per un caso curioso, la signora che ha paura di essere penetrata sceglie (inconsciamente!) un uomo che ha paura di penetrare. E viceversa".Ricordiamo inoltre che anche un rapporto sessuale con ansia e/o mancanza d'eccitamento può provocare tensioni durante il rapporto sessuale impedendo una normale lubrificazione vaginale ed il normale rilassamento dei muscoli e tessuti circostanti. Cosa fare? Parlatene prima con il vostro partner e già ciò potrebbe risolvere il problema, usate una gelatina lubrificante durante il rapporto, poi vi suggerisco una tecnica per ridurre l'ansia ed aumentare la capacità di reazione agli stimoli sessuali che può essere d'aiuto per superare inibizioni e tensioni che compromettono il rapporto sessuale: in accordo con il partner astenetevi tre settimane da rapporti sessuali. Dopo di che, per alcuni giorni, senza che vi sia la possibilità di essere disturbati da qualcuno, create un'atmosfera adatta ad entrambi che vi faccia sentire rilassati (come ad esempio sentire musica), non abbiate ancora rapporti sessuali!!! A questo punto massaggiate ed accarezzate, ciascuno dei due, il corpo dell'altro per 20 min., meglio se entrambi nudi e se preferite usando l'olio, ma facendo attenzione a non toccare genitali e seno!!!! Ciascun partner dovrà concentrarsi sul piacere che prova alle carezze ed al contatto con l'altro corpo. Quando inizierete a godere delle sensazioni che vi provoca l'essere massaggiati, la sera successiva iniziate a toccare anche i genitali ed il seno. [...]

LA PRIMA VOLTA: CONSIGLI E SEGRETI SUL SESSO

Quello che segue non è un insieme di regole, perchè sul sesso mnon esistono;  quello che dovrebbe importare è che quello che fai ti faccia sentire bene. E "sentirsi bene" dovrebbe durare oltre il sesso in sé - non sentitevi in ansia di rimanere incinta, o di prendere qualche malattia orribile ed incurabile - perchè dovreste pensare prima del sesso stesso alla contraccezione e tutto ciò che comporta....ma non durante l'atto! Quando fare sesso per la prima volta? Quando si hanno rapporti sessuali non ha molta importanza: quello che è importante è che tutti e due lo facciate consapevolmente e con la piacevolezza che ci deve essere! Nesusno deve essere o sentirsi costretto...perchè se no tutto andrà male! Concedetevi, quando sarà il momento, un sacco di tempo per fare sesso per la prima volta. Un week-end è l'ideale, tutto il giorno, magari con qualche pausa di romantico sonno! Dovremmo mangiare o bere qualcosa prima del rapporto sessuale? Evitare di mangiare un pasto pesante, dal momento che rifarò sonnolenza. Mangiare leggero, non bere troppo alcol, se non del tutto. Essa può aiutare a perdere le inibizioni, ma può anche rendere la sua erezione molto più difficile da raggiungere e si desidera passare più tempo in camera da letto che il bagno in ogni caso, giusto?Dove dovremmo fare sesso?Nei casi in cui si hanno rapporti sessuali è probabilmente una decisione più importante. Trovare un posto dove entrambi possono essere privati per un massimo di 48 ore può essere difficile a quell'età in cui la maggior parte delle persone stanno progettando di perdere la loro verginità. Ma ne vale la pena. Auto non sono più abbastanza grande per fare sesso, e l'ha aperta meno privacy, così come insetti, sabbia e aghi di pino. Un letto è probabilmente la cosa migliore per fare l'amore in, ancora. Spero che possiate avere una stanza a te stesso, con tutte le comodità che una camera da letto vengono sfruttate, compreso il calore, comfort, spazio, e il bagno. Fare la doccia insieme! Se siete in procinto di fare sesso, probabilmente avete avuto le mani in tutto l'un l'altro prima d'ora. Venite a conoscere il corpo dell'altro. Prenditi il tuo tempo. Questo è ciò che l'amore è di circa.Che cosa dobbiamo portare?Portate quello che vi serve per farvi comodo. Il controllo delle nascite, preservativi, forse il vostro cuscino preferito o un accappatoio.Per lei: cosa devo fare prima?Non si può pretendere che sappia ciò che ti fa sentire bene. Dovrete dirgli o fargli vedere, e che può significare prendere un po 'di questa iniziativa, prendendo le mani e metterli dove ti fanno sentire bene. Andare piano. Se è la prima volta, può anche essere totalmente nervoso per quello che stai per fare, e il suo pene non può rispondere in un primo momento. Pazienza, gentilezza, e la comprensione sono tenuti a riportarlo in vita, e che può essere difficile per voi per raggiungere, ma è per questo che vi abbiamo detto di dare voi stessi un sacco di tempo.La prima volta farà male?Probabilmente avete sentito storie dell'orrore su quanto fa male perdere la verginità. Per alcune donne, lo fa, ma con il giusto tocco e il partner giusto, si dovrebbe essere in grado di prendere il suo pene nel vostro corpo senza dolore. Fategli prendere il suo tempo, usare un lubrificante, e premere le dita dentro di te, tu aprendo lentamente. Digli che quando ci si sente bene e quando fa male. Quale posizione è la migliore per la prima volta? Molte donne preferiscono fare sesso per la prima volta di essere in cima, dove si possono controllare la prima voce. Altri vogliono essere sul fondo e dare loro amanti che controllano. Scegli ciò che è meglio per voi. Basta ricordarsi di dirgli di andare piano, prenditi il tuo tempo, e se si sente il bisogno, usare un lubrificante commerciale come KY Jelly.Per lui: cosa succede se non riesco a farlo alzare?Può sembrare strano, ma il vostro pene, che ha lavorato molto per anni, può improvvisamente andare in sciopero a vostra prima occasione al sesso "reale". Questo è naturale - sei nervoso. Fai un respiro profondo. Fare qualcosa di diverso per un po 'con le mani, le labbra e la lingua. Prova a dimenticare l'ansia, e il vostro pene risponderanno. E 'solo una cosa temporanea. Devo dire di essere vergine?Molti uomini pensano che perché sono gli uomini, dovrebbero essere responsabile del sesso, a prescindere da chi ha più esperienza. Se sei vergine e lei non lo è, dirle, e lasciare che il suo esempio, se lo desidera. Questo è tanto una esperienza di apprendimento come amare. Non abbiate paura di confessare la verità. Un sacco di donne preferirebbe sapere che il vostro armeggiare è inesperienza, piuttosto che pura inettitudine, e vi mostrerà gratitudine le vie del mondo.Riusciremo a raggiungere l'orgasmo insieme?Non preoccupatevi di fare orgasmo simultaneo, sia. Alcune donne non orgasmo durante il rapporto sessuale, e anche se la tua ragazza è in grado di climax, le probabilità sono molto contro di voi venendo allo stesso tempo. Buon divertimento, e fare affidamento su di lei per dire la verità, quando lei si sta godendo. Cosa succede se vengo subito?Se effettivamente il punto culminante e troppo presto, prima che si voleva, prendere il vostro tempo, fare un pisolino, e riprovare. La seconda volta si dovrebbe essere molto più rilassato e pronto a prendere il vostro tempo - così sarà il vostro pene. Il mio pene è la giuste dimensioni, la forma giusta?Un'altra preoccupazione comune è formato. Il pene medio è di poco più di cinque centimetri e mezzo di lunghezza in erezione, e questo è più che sufficiente per colpire ogni grande centro nevralgico nella vagina, il leggendario punto G inclusa. La vagina è in grado di allungamento a prendere un grande pene, o si forma a piacere uno piccolo. Dimensione ha ben poco a che fare con la tua abilità come amante. Un altro problema comune è la forma. Alcuni uomini si preoccupano perché il loro pene si piega verso il basso, o verso sinistra, e dare per scontato che poiché non vedono mai uomini come loro in film erotico che non sono normale. Altri temono che una curva verso il basso renderà difficile il sesso o doloroso perché la vagina non ha la forma di quella curva in mente. Tenete a mente che il sesso può essere eseguita in qualsiasi numero di posizioni. Il pene e la vagina possono essere abbinati in molti modi diversi, e ogni nuova posizione può portare nuovi piaceri per voi e il vostro partner. Alcune persone credono che un pene verso il basso flessione è molto più facile a fare sesso orale su. Sarò un buon amante? Essere un buon amante non avviene automaticamente. Con il partner giusto, il tempo, la cura, e la pratica, si dispone di tutto il necessario per diventare un grande amante. Le tue prime volte, sia per voi, sarà armeggiando e goffo, ma speriamo che saranno l'inizio di grandi momenti per il resto della vostra vita. [...]

LA STERILITA' FEMMINILE

Se la mancata gravidanza dipende dalla donna Le indagini. Il primo passo è sempre quello dell'anamnesi prima e della visita ginecologica dopo: tutta la storia medica dovrà essere raccontata dalla paziente con particolare precisione sugli aspetti riguardanti il ciclo mestruale. La visita ginecologica. Accertare manualmente la posizione, il volume dell'utero e la sua regolarità, accertare se lo spostamento manuale provoca dolore o meno e con lo speculum accertare visivamente le condizioni del collo uterino (eventuali "piaghette", polipi ecc.). L'ecografia pelvica. Le informazioni fornite dagli esami ecografici sono di indubbia utilità. L'ecografia pelvica consente di mettere in luce problemi alle ovaie, all'utero, la presenza di polipi, miomi ecc. Sterosalpingografia. È un esame radiologico che consente di valutare eventuali malformazioni o lesioni che possono essere alla base della sterilità meccanica. Consiste nell'iniettare dell'utero e nelle tube un mezzo di contrasto e nell'eseguire una serie di radiografie per studiarne il percorso. Oggi rimane il più utilizzato, è a volte doloroso, non è privo di complicazioni. Le percentuali di errore sono piuttosto alte, specie se l'interpretazione non è affidata a personale competente. Laparoscopia. Decisamente più affidabile dell'isterosalpingografia , consente di valutare la presenza di endometriosi, di aderenze o di altre patologie che causano sterilità, meccanica e non. Si esegue in anestesia generale: attraverso una piccola incisione dentro l'ombelico si inserisce una sonda ottica che consente di osservare tutti gli organi pelvici. La laparoscopia comporta, sia pur raramente, una serie di complicanze quali la lesione di un grosso vaso arterioso, piccole lesioni intestinali, dolori addominali. In tutti e tre i casi si tratta di complicanze di facile e rapida risoluzione che non lasciano conseguenze spiacevoli. La laparoscopia richiede un breve ricovero che può variare da alcune ore a due giorni. La falloppioscopia. Vi sono diverse modalità di studio della struttura delle tube: esse possono essere incannulate durante la laparoscopia; vi si può iniettare un liquido medicato od aria in modo da valutarne la pervietà ed il tono muscolare; oppure si ricorre alla falloppioscopia, tecnica di grande utilità ma non ancora così diffusa, che consiste nell'introdurre nelle tube attraverso l'utero un sottile catetere con una fibra ottica in modo da poter guardare da vicino lo stato di salute della parete interna della tuba, lungo il percorso che dovrà compiere l'ovulo. Grazie alla falloppioscopia è possibile anche notare eventuali danni a carico della mucosa tubarica che, altrimenti, non sarebbero evidenziabili con la laparoscopia. Dosaggi ormonali. (FSA-LH- 17 betaestradiolo - Progesterone - Prolattina - Testosterone) : per la valutazione del ciclo mestruale. Monitoraggio dell'ovulazione. Con questo termine si definisce il controllo ecografico della crescita follicolare che può essere di base (per controllare se esista l'ovulazione) o dopo stimolazione con i vari induttori dell'ovulazione presenti in commercio. Post Coital test (test dopo un rapporto completo). viene eseguito nel periodo dell'ovulazione, quando il muco cervicale è più recettivo alla penetrazione degli spermatozoi. Si esegue dopo 2/3 giorni di astinenza dei rapporti sessuali. Il momento può essere determinato tramite ecografia endovaginale o tramite temperatura basale oppure quando si nota una fluidificazione più marcata della secrezione vaginale. Nel giorno stabilito si deve avere un rapporto sessuale completo avendo cura di rimanere distesa per i successivi 15/20 minuti. Dopo 4/6 ore dal rapporto si preleva il muco mediante una semplice siringa e il muco si distende su un vetrino che viene subito messo al microscopio e si valuta la presenza o meno di spermatozoi mobili o no. Tampone vaginale e del muco cervicale Si preleva in modo sterile il secreto vaginale e il muco in corrispondenza del collo uterino e si invia al laboratorio dove vengono ricercati i germi comuni e principalmente la Clamidia e il Micoplasma. Le idrotubazioni. Nei casi di ostruzione tubarica lieve e cioè quando il quadro non è tra i più seri (tube congeste o tortuose ecc.) si possono effettuare idrotubazioni al settimo-decimo giorno del ciclo, per un massimo di sei cicli. Si introduce nell'utero, attraverso il canale cervicale, una piccola quantità di aria seguita da liquidi medicati (antibiotici e idrocortisone) e poi ancora aria. Il liquido, spinto dall'aria, crea una pressione sulle tube e vi esercita una lieve azione terapeutica. Non è una pratica dolorosa, ma fastidiosa, che lascia come conseguenze dolore alle spalle per alcune ore. Attualmente nei casi di malattie tubariche (tube impervie, inaccessibili o inaffidabili) o di sterilità meccaniche si tende a percorrere la strada della fecondazione in vitro o comunque della fecondazione assistita. Endometriosi. Cause: è una malattia subdola, dolorosa e capace di provocare anche una sterilità permanente. Se in alcune donne non provoca alcun sintomo, in altre può affacciarsi con notevole violenza: in genere si manifesta con mestruazioni molto dolorose dopo che per anni non hanno dato alcun problema. Si manifesta quando l'endometrio (cioè la mucosa dell'utero che, dopo essersi preparata ad accogliere l'embrione, viene espulsa con il sangue durante il ciclo qualora non si sia verificato il concepimento) per motivi ancora sconosciuti compie un percorso inverso risalendo attraverso le tube fino alla cavità addominale. L'endometriosi è davvero una malattia severa nei confronti della possibilità di concepire: in molti casi anche quando si è raggiunta la completa guarigione (peraltro non facile da ottenere) la fertilità rimane, almeno in parte, compromessa. Terapia: durante una laparoscopia diagnostica se il medico si accorge di trovarsi in presenza di endometriosi solitamente interviene direttamente coagulando con la diatermia o con il laser il tessuto malato o asportando le cisti ovariche. Dopo la fase chirurgica la donna viene trattata con farmaci specifici: sono cure lunghe e fastidiose che comportano una serie di effetti collaterali spiacevoli. Le ricadute non sono rare, ma nel 60% dei casi trattati chirurgicamente si ottengono una guarigione e una discreta qualità della vita. Sterilità secondaria. È così definita perché insorge successivamente ad una gravidanza portata felicemente a termine con parto spontaneo o taglio cesareo oppure esitata in aborto spontaneo o provocato. In genere è legata a problemi di natura meccanica insorti inspiegabilmente in occasione della precedente gravidanza. Anche in questo caso la donna dovrà sottoporsi a esami di laboratorio e principalmente all'isterosalpingografia per diagnosticare eventuali ostruzioni meccaniche o infiammatorie delle tube. In seguito ad ulteriori accertamenti come monitoraggio dell'ovulazione ecc. e per il coniuge esame del liquido seminale. I fattori vulvo-vaginali come causa di sterilità I fattori vulvo vaginali come causa di sterilità possono essere di due categorie: Fattori che determinano la così detta “sterilità coitale” che comporta difficoltà ai rapporti sessuali fino alla cosiddetta “impotenza coeundi femminile”. Fattori che determinano una sterilità vaginale vera, che incide soltanto per lo 0,2% di tutti i casi di sterilità e provoca una in attivazione degli spermatozoi prima che penetrino nel canale cervicale, pur essendo il coito normale. Questa distinzione non sempre è così netta, in quanto, specialmente nelle vaginiti acute, si associano i due fattori precedentemente detti ossia oltre all’inattivazione degli spermatozoi esiste anche difficoltà al coito (dispareunia). Tra i fattori coitali tutte le cause di dispareunia assumono un certo valore nel determinismo della sterilità. In genere la dispareunia viene distinta in esterna ed interna: nel primo caso si ha una difficoltà all’introduzione del pene in vagina, nel secondo caso si ha solamente dolore durante il coito dopo introduzione del pene in vagina. La dispareunia interna inoltre può essere funzionale od organica: la forma funzionale detta anche VAGINISMO è caratterizzata da uno spasmo involontario dei muscoli che circondano l’introito vaginale. E’ riconducibile ad una psiconeurosi genitale e rappresenta, al di fuori di qualsiasi alterazione anatomica, una difesa incoscia della donna di fronte al contatto sessuale, per paura di lesioni genitali, di malattie veneree o di gravidanze. A volte la sintomatologia oltre ad essere presente nel momento del rapporto sessuale può, a causa dello stato di ansia, essere scatenata anche solamente all’idea di esso. La forma organica esterna è rappresentata da cause imeneali (imene sclerotico o rigido, imene imperforato) o da cause di interventi vulvo vaginali in seguito a parti o a precedenti interventi chirurgici sulla vagina, oppure da malformazioni congenite della vagina o anche da tutti quei processi infettivi a carico della vulva, della vagina, dell’uretra, dell’ano i quali possono scatenare riflessi dolorosi. La forma organica interna è rappresentata da alterazioni anatomiche della vagina: vagina totalmente stretta, setti vaginali, restringimento a clessidra della vagina, più raramente delle endometriosi vaginali o dei legamenti utero sacrali, dalle annessiti, parametriti posteriori, cerviciti, cisti della ghiandola del Bartolini ecc.ecc. I casi di sterilità legati ad infezioni vaginali possono essere causati da batteri o da funghi e protozoi. Le infezioni batteriche sono le vaginiti da germi banali: streptococco, stafilococco, escherichia coli. Questi germi, causa di vaginiti, alterano, per azione delle tossine da esse prodotte, la motilità degli spermatozoi. Quindi le vaginiti da germi banali, poiché molto frequenti, possono avere rilevante importanza nel determinare alterazioni della progressione spermatica specialmente in quei casi in cui esistono alterazioni più o meno evidenti dello spermiogramma. Notevole importanza è attribuita alle vaginiti da candida albicans e da trichomonas vaginalis la cui frequenza è aumentata fino a diventare il 30- 50% delle infezioni vaginali. Tale aumento di incidenza è dovuto all’uso indiscriminato di antibiotici, cortisonici, contraccettivi ormonali e alla maggiore libertà sessuale. Possiamo dire che il ruolo delle infezioni vaginali, nei casi di sterilità o di infertilità, rappresenta senz’altro un fattore da tenere in giusta considerazione per le influenze negative che tali flogosi possono arrecare alla motilità degli spermatozoi. Occorre un trattamento medico adeguato prima di indagare su qualunque altra causa possibile di sterilità, soprattutto considerata la semplicità del loro trattamento e i rapidi e brillanti risultati che si possono conseguire. Liberamente tratto da “LA STERILITA’ UMANA” di E.CITTADINI ed. PICCIN [...]

L'UTERO RETROVERSO

Il normale angolo di "versione" dell'utero e' quello di 90° circa, aperto in avanti, formato dall'asse longitudinale dell'utero con l'asse della vagina quando la donna e' in piedi; l'angolo di flessione e' quello di 120° circa, aperto in avanti, che esiste normalmente tra corpo dell'utero e collo dell'utero (si suggerisce di seguire il discorso con innanzi una immagine degli organi genitali interni femminili). La retroversione uterina e' la condizione nella quale l'asse longitudinale dell'utero forma con l'asse della vagina un angolo aperto all'indietro; la retroflessione e' invece la condizione nella quale l'utero presenta l'angolo fra corpo e collo aperto posteriormente verso la cavità sacrale. In genere retroversione e retroflessione sono associate, per cui si parla di retroversoflessione dell'utero: per lo più l'utero va incontro prima ad una retroversione per una eccessiva lassita' dei legamenti rotondi e successivamente, per l'aumento della pressione endoaddominale che agisce sulla sua parete anteriore, si determina una retroflessione; in seguito si puo' anche associare, se ci sono le condizioni predisponenti, una discesa dell'utero, potendo arrivare sino al prolasso uterino. La retrodeviazione viene anche distinta in fissa e mobile: fissa quando, a seguito di aderenze, l'anomalia di posizione non puo' essere corretta con le manovre bimanuali eseguibili durante una esplorazione vaginale; mobile quando tali manovre riportano l'utero in asse. LE CAUSE DELL'UTERO RETROVERSO Le retrodeviazioni si riscontrano in circa il 20-30 % delle donne visitate da ginecologi; le pluripare ne sono piu' colpite delle nullipare. Possono talvolta essere congenite, ed in tal caso sono di solito associate ad un utero piccolo, con collo uterino molto lungo, cioe' sono indice di infantilismo genitale. Piu' spesso sono acquisite, con molte possibili cause: il parto, sia per rilassamento post-gravidico degli apparati di sostegno dell'utero, che per un eventuale processo infiammatorio, il quale, ritardando il regolare rimpicciolimento dell'utero, fa si' che con maggiore facilita' questo si posizioni in modo anomalo a causa del suo peso; l'endometriosi pelvica, che determina sovente retrodeviazione fissa; i processi infiammatori, in quanto possono favorire il formarsi di briglie aderenziali tra sigma/retto e parete posteriore dell'utero; la costituzione longilinea quando associata ad eccessiva magrezza; la presenza di tumori (ovarici, paraovarici, uterini). SINTOMI I sintomi principali sono soprattutto legati ai fatti di stasi ed alle alterazioni della circolazione; si possono avere: dolori sacro-coccigei e lombari; secrezioni bianche abbondanti; dolore durante il flusso, generalmente in eccesso, o durante il coito nella penetrazione profonda; disturbi nell'urinare e nella defecazione; alterazioni della fertilita', con maggiore difficolta' ad iniziare la gravidanza (sembrano coinvolti fattori meccanici, come il posizionarsi dell'orificio uterino esterno verso l'alto, lontano dal fornice vaginale posteriore, dove invece si raccoglie il seme; l'ostacolo che l'aumentata secrezione e trasudazione uterina produrrebbe all'ascesa degli spermatozoi; una possibile alterazione della funzione ovarica in conseguenza dei disturbi di circolo che la retrodeviazione determina) e, nella retroversoflessione congenita o nella retroversione talmente fissa da impedire lo sviluppo dell'utero durante la crescita del prodotto del concepimento, un piu' elevato rischio di aborto. Per lo piu' i disturbi riferiti non sono in rapporto al grado dell'anomalia di posizione: una retroversione fissa puo' causare, in modo apparentemente paradossale, disturbi meno accentuati di una retroversione mobile. DIAGNOSI La diagnosi si fonda sull'esame ginecologico: si sente la porzione vaginale del collo uterino spostata in avanti ed in alto e l'orificio uterino esterno rivolto verso la parete vaginale anteriore ed il pube; il corpo dell'utero viene invece avvertito, attraverso il fornice posteriore, rivolto verso la concavita' sacrale. La diagnosi differenziale deve soprattutto accertare che la formazione percepita sia effettivamente il corpo uterino e non tumore uterino, una cisti ovarica o una neo-formazione a carico della tuba; ci si basa sulla consistenza, sulla mobilita', sulla possibilita' di trasmettere ad essa i movimenti impressi sul collo dell'utero. L'ecotomografia puo' confermare l'anomala posizione dell'utero oppure la presenza di una neoformazione, che sposta l'utero in avanti ed in alto. Anche l'isterografia, specialmente in caso di retroversoflessione fissa, evidenzia la patologia di posizione uterina. Se la retroversoflessione si associa con sintomatologia molto dolorosa e/o alla visita ginecologica si provoca dolore premendo sulla cervice o spostando l'utero, di solito viene consigliato di eseguire una laparoscopia, per escludere l'endometriosi o altre patologie. In genere la retrodeviazione uterina va trattata solo per i disturbi che provoca: antiflogistici se occorre attenuare le conseguenze di stati aderenziali; analgesici durante la mestruazione. L'uso di un pessario normalmente e' utile solo per dimostrare se vale la pena dì correggere chirurgicamente l'anomalia di posizione: se i disturbi scompaiono mantenendo l'utero in asse per qualche giorno a mezzo del pessario, l'operazione puo' essere giustificata. Comunque l'intervento di isteropessi, al fine di portare l'utero in posizione fisiologica, si giustifica soprattutto se alla retrodeviazione si associano altre manifestazioni patologiche che possono giovarsi dell'atto chirurgico: cisti ovariche, fibromi, alterazioni mestruali, grave dolore durante il coito, sterilita', ripetuti aborti; non e' invece indicato nelle retroversoflessioni congenite, in quanto in questi casi e' la struttura stessa dell'utero a formare un angolo aperto posteriormente, angolo che non e' quindi modificabile dall'azione dei legamenti (gli interventi difatti correggono l'anomalia accorciando i legamenti rotondi con varie modalita'). [...]

QUEL PRURITO PROPRIO LI!

QUEL PRURITO PROPRIO LI: Vulvovaginiti non infettive Le vulvovaginiti di natura non infettiva costituiscono un ampio capitolo della patologia flogistica vulvovaginale. Costituiscono, infatti, almeno il 40% delle comuni sintomatologie del basso tratto genitale. Le cause che possono determinare questo tipo di infiammazione sono molte, spesso misconosciute e di norma quasi mai diagnosticate. Spesso laddove viene riferita una sintomatologia vulvovaginale, quasi sempre è individuata una noxa infettiva. Un denominatore comune tra questo tipo di disturbi è la prescrizione di terapie, topiche o orali, di regola ad ampio spettro antimicrobico che non eliminano il fattore eziopatogenetico e, quindi, non migliorano il disturbo. Vi sono quattro principali fattori che espongono ad un rischio maggiore di sviluppare vulvovaginiti di natura non infettiva: Rapporti sessuali. Una storia delle donne affette da patologia flogistica vulvovaginale ricorrente non infettiva, può essere direttamente correlata alla loro attività sessuale. La formazione di abrasioni microscopiche dovute ad un'inadeguata lubrificazione favorirebbe, infatti, la penetrazione di agenti esterni, possibile fonte di sensibilizzazione. Abitudini igieniche. Studi condotti su donne sessualmente attive hanno dimostrato come l'uso eccessivo di detergenti intimi e lavande vaginali aumenti notevolmente il rischio di contrarre vulvovaginiti irritative. Abbigliamento. L'abitudine ad indossare indumenti molto attillati, soprattutto, se costituiti da un materiale sintetico (nylon o lycra), contribuirebbero ad alterare l'ecosistema vaginale rendendolo più sensibile ad molecole esogene. Fattori psicologici. È stato dimostrato, infatti, che alcune donne affette da vulvovaginiti ricorrenti di natura non infettiva, conducono una vita sessuale insoddisfacente o sottacciono spesso quadri depressivi. Le manifestazioni cliniche sono del tutto aspecifiche e spesso indistinguibili dalle vulvovaginiti infettive. I sintomi sono di solito bruciore e prurito, dolore e senso di tensione e, nei casi più gravi, a seguito da una accurata anamnesi, può emergere come qualsiasi agente esterno sia in grado di irritare la regione genitale. All'ispezione si può osservare arrossamento ed edema vulvare (vulvite eritematosa) accompagnati da escoriazioni e fissurazioni. Più raramente, tali forme si possono associare alla comparsa di bolle o vescicole od ulcerazioni (reazione eritematoide), interessando talora anche la vagina. La leucorrea (secrezione mucosa definita spesso dalle donne come "perdita vaginale") può essere presente ed è priva di alcun odore. Spesso queste forme di vulvite non infettiva tendono a perpetrarsi a causa di trattamenti antibiotici inappropriati e/o antimicotici che hanno un effetto ipersensibilizzante sulle mucose, oltre che destruente per la flora batterica vaginale. Una corretta ed approfondita valutazione della storia clinica e delle abitudini della donna rappresentano un approccio imprescindibile quando si sospetta di un processo infiammatorio di natura non infettiva. Una volta esclusa la presenza dei principali agenti infettivi (Candida albicans, Trichomonas e Gardnerella vaginalis), diviene fondamentale porre una corretta diagnosi. Patologie sistemiche di natura dermatologica (come psoriasi, lichen, penfigo, lupus, sindrome di Behcet, sindrome di Paget) possono determinare quadri vulvovaginali di difficile interpretazione per specialisti poco esperti. La persistenza della sintomatologia accompagnata dalla presenza di particolari stili ed abitudini di vita (uso di assorbenti interni, salvaslip, etc.) devono orientare l'attenzione sul fatto che possa trattarsi di una forma di ipersensibilità vaginale ad agenti esterni. Spesso le donne che presentano i sintomi sono portatrici di una storia familiare di allergia ad agenti ambientali (riniti, asma, congiuntivite) o alimentari (orticaria, angioedema). La terapia di tutte queste forme consiste nell'eliminare la causa irritativa, allergizzante, traumatica. Il primo presidio terapico, di importanza fondamentale risulta essere l'educazione della paziente. Essa, infatti, messa a conoscenza della sua particolare sensibilità vaginale ad agenti esogeni, va' informata rispetto ai comportamenti e alle abitudini di vita corrette che possono risolvere la sua sintomatologia. Rimosso l'agente sensibilizzante (quando riconosciuto) è fondamentale nelle donne "ipersensibili" evitare: qualsiasi stimolo irritativo: applicazioni vaginali di deodoranti spray, profumi, saponi eccessivamente alcalini o ricchi di coloranti, lavande vaginali, creme depilatorie l'abitudine ad una eccessiva igiene intima, potrebbe alterare le naturali difese immunitarie vaginali e la flora microbica saprofita l'utilizzo di assorbenti interni; questi dovranno essere sostituiti da quelli esterni, preferibilmente non dotati di "ali protettive" poiché il materiale adesivo di cui sono costituite è ricco di colla in grado di sciogliersi a contatto con le normali sudorazioni e capace quindi di generare prurito e fenomeni di sensibilizzazione. In questi casi una corretta informazione è quasi "terapeutica". Informare la donna sulle più basilari nozioni di fisiologia vaginale (le funzioni della mucosa, il ruolo del pH e delle secrezioni in generale, etc.) la rende spesso partecipe di un "percorso medico" di difficile gestione. È comunque importante dettare delle norme comportamentali: Limitare, ad esempio, l'uso di salvaslip, indumenti attillati o di tessuti a maglie strette che non permettono una corretta ossigenazione tissutale favorendo il ristagno di secrezioni, la possibilità di sovrainfezione nonché di una possibile sensibilizzazione a fattori di contatto. Consigliare un'accurata e mai esasperata igiene intima e post-coitale (evitare che il liquido seminale permanga a lungo all'interno della vagina in virtù del suo effetto immunosoppressivo e della sua capacità di alterare il pH). Dettare delle norme alimentari per un corretto ed equilibrato regime dietetico. Preferire l'uso di biancheria intima di puro cotone ed evitare il continuo ricorso a salviette intime deodoranti o salvaslip. Nelle reazioni più gravi, con sintomatologia intensa e dolorosa, è consigliabile praticare impacchi con compresse rivestite da acido borico o soluzioni 1:20 di alluminio acetato. Anche l'applicazione locale di creme a base di corticosteroidi può provocare una rapida regressione dei sintomi, specie se la forma ha una base allergica. Tali applicazioni devono essere protratte per 2-3 settimane se la pelle vulvare presenta già fatti di lichenificazione. In alcuni casi se necessario è possibile somministrare dei corticosteroidi anche per via orale. Meno indicate sono le creme antistaminiche e a base di sodio cromoglicato che dimostrano una certa efficacia nelle reazioni vulvari al trattamento con antibiotici locali come la penicillina, ma hanno l'inconveniente, nelle forme su base irritativo-traumatica, di dare origine a reazioni allergiche. Vaginosi batterica Tra le infezioni del basso tratto genitale femminile, un ruolo di primaria importanza riveste la vaginosi batterica (VB) che è, insieme con la vulvovaginite micotica (VVC), la causa più frequente di vaginiti nelle donne in età fertile. In realtà, il termine stesso "vaginosi" indica come non si tratti di una vera e propria infezione, bensì di una modificazione dell'ecosistema vaginale con sostituzione della normale flora lattobacillare da parte di una flora patogena a prevalente composizione anaerobica. L'ambiente vaginale non è, infatti, sterile ma è popolato da una serie di microrganismi commensali che in condizioni di normalità, non arrecano alcun danno alla donna stessa. Tuttavia ci sono diverse condizioni che influiscono sulle difese immunitarie femminili e possono predisporre la donna a tale spiacevole disturbo. La VB, infatti, si manifesta, spesso, con la presenza di perdite vaginale profuse, omogenee, grigio-verdastre, abbastanza fluide e talora schiumose. La caratteristica che le rende uniche è, soprattutto, il cattivo odore a cui si accompagnano, un odore acre, simile a quello del pesce avariato che deriva dai prodotti del metabolismo di questi microrganismi. Questo odore sgradevole si accentua specialmente dopo un rapporto sessuale non protetto, e, soprattutto, non recede dopo ripetute toilette igieniche. Raramente queste perdite sono accompagnate da prurito, bruciore e dolore durante i rapporti sessuali. La diagnosi della VB si basa essenzialmente su criteri clinici e sull'osservazione al microscopio, dopo colorazione di GRAM, del secreto vaginale. Trattandosi di una alterazione dell'ecosistema vaginale più che di un'infezione, non vi sono norme igieniche né comportamentali da consigliare alla donna per prevenire tale forma. Si tratta, infatti, di una riduzione quantitativa dei potenziali fattori di difesa vaginali (lactobacilli). Fattori come lo stress, le terapie antibiotiche ad ampio spettro ed una indole tendenzialmente depressiva dovuta ad una vita insoddisfacente possono influire sulle difese immunitarie e quindi predisporre alla vaginosi. Vulvovaginiti di natura micotica Le patologie flogistiche vulvovaginali causate da miceti rappresentano oggi una delle più frequenti cause di consultazione dello specialista ostetrico-ginecologo. La vulvovaginite micotica è una malattia tipica dell'età riproduttiva a diffusione praticamente ubiquitaria, piuttosto debilitante per la donna, sia sul piano fisico sia psichico. L'agente eziologico responsabile della vulvovaginite micotica, repertato nella quasi totalità dei casi, appartiene al genere Candida: specie microbica che trova nell'ambiente vaginale le condizioni ideali per la sua proliferazione. Si calcola, infatti, che circa il 75% delle donne manifesti almeno una volta nella vita un episodio di VVC; nel 40-50% va incontro ad un secondo episodio, mentre nel 5% sviluppa una forma di VVC recidivante. L'infezione da Candida si può manifestare in forma asintomatica, acuta o recidivante. La sintomatologia è quasi costantemente caratterizzata da prurito intenso vaginale e/o vulvare, associato a perdite vaginali patognomoniche, talora scarse, dense, con un tipico aspetto "a ricotta". Altri sintomi spesso presenti sono irritazione più o meno diffusa, bruciore vulvovaginale, dolore durante i rapporti sessuali e bruciore urinario. In particolare, il bruciore è particolarmente frequente durante la minzione a causa delle escoriazioni da grattamento. I sintomi in genere si accentuano una settimana prima dell'inizio della mestruazione e tendono poi ad esaurirsi con l'arrivo del flusso mestruale. La vulvovaginite micotica non è una infezione a trasmissione sessuale, tuttavia, nel 20% circa dei partner di donne affette da VVC è possibile osservare un prurito penieno post-coitale. La relativa mancanza di segni e sintomi specifici non permette una diagnosi esclusivamente clinica, ma richiede anche l'isolamento dell'agente patogeno attraverso l'esecuzione di un tampone vaginale per la ricerca di miceti, batteri e vaginosi batterica ed un GRAM (vetrino su cui vengono strisciate le secrezioni vaginali della donna e sul quale poi sarà eseguita una apposita colorazione per la ricerca del micete). La terapia è di due tipi una locale ed una topica. Le terapie topiche consistono nella somministrazione del farmaco sotto forma di candelette, crema od ovuli, applicabili la sera prima di coricarsi in modo da prolungare al massimo il tempo di contatto fra il farmaco e la mucosa vaginale per un efficace assorbimento e di minimizzare le perdite conseguenti alla stazione eretta. Attualmente i farmaci più utilizzati sono gli azoli, farmaci che presentano un ampio spettro di azione contro i miceti un'alta attività antimicotica. La somministrazione locale di tali farmaci rende possibile il loro utilizzo anche durante la gravidanza, perché, unitamente all'ottima azione fungicida e agli scarsi e poco frequenti effetti collaterali (irritazione locale, senso di bruciore, reazioni allergiche) il rapido metabolismo epatico riduce i livelli ematici di farmaco a tal punto, da non determinare un pericolo teratogeno per il feto. Anche la terapia orale, riservate alle forme complicate e recidivanti, si basa sulla somministrazione degli stessi. Per l'eradicazione dell'infezione è necessario che vi sia anche, l'eliminazione dove possibile, o quantomeno il controllo di tutti i fattori predisponenti fra i quali il diabete mellito, l'immunodepressione o immunocompromissione, la terapia corticosteroidea o antibiotica a largo spettro, l'assunzione di contraccettivi orali, la presenza di una concomitante malattia a trasmissione sessuale. Vi sono poi una serie di norme igieniche e di profilassi delle reinfezioni che la donna affetta da tali episodi è tenuta a seguire, quali: Cambiare frequentemente la biancheria intima. Utilizzare alte temperature e disinfettanti specifici per il lavaggio della biancheria. Limitare l'uso di indumenti aderenti e di tessuti sintetici. Evitare lavaggi troppo frequenti con abuso di saponi a pH acido. Praticare correttamente il nettoyage (lavaggio antero-posteriore). Asciugare attentamente la cute e le mucose dopo la toilette. Limitare l'assunzione di carboidrati e zuccheri. Inserire lo yogurt o i fermenti lattici nell'alimentazione quotidiana. Aumentare l'assunzione di fibre alimentari. È consigliabile astenersi dai rapporti sessuali, oppure utilizzare il profilattico, fino ad accertata guarigione. Seguire scrupolosamente le modalità terapeutiche indicate dal ginecologo. Infezione da Trichomonas vaginalis La trichomoniasi è un'infezione sessualmente trasmessa causata da un protozoo, il Trichomonas vaginalis, un microrganismo mobile. La prevalenza dell'infezione in gruppi specifici è correlata con il livello dell'attività sessuale: dal 5% nella popolazione generale, al 13-25% delle pazienti afferenti ad ambulatori ginecologici, fino al 75% nelle prostitute. Sono, infatti, molte le evidenze che supportano l'importanza dell'acquisizione della trichomoniasi per contatto sessuale: 85% delle partner di maschi infetti risulta positivo e il 70% dei partner di donne infette è positivo nelle 48 ore successive all'ultimo rapporto. Spesso, pur essendo infetti, gli uomini non manifestano alcun sintomo, divenendo così il più importante vettore e serbatoio della malattia. Il 50-75% di donne con trichomoniasi lamenta perdite vaginali (leucorrea), descritta come maleodorante dal 10% di esse. Il prurito vaginale è descritto nel 25-50% dei casi ed è spesso severo. Può essere altresì riferita una sintomatologia soggettiva di dolore durante i rapporti sessuali, aumentata minzione e bruciore urinario. Le algie pelviche (dolori al basso ventre) non sono particolarmente comuni, essendo riportate solo nel 5-12% dei casi. Data però la frequente associazione della trichomoniasi ad altri agenti a trasmissione sessuale, bisognerebbe sempre sospettare una concomitante salpingite (infezione delle tube uterine). Nella maggior parte dei casi i sintomi si esacerbano durante o immediatamente dopo il periodo mestruale. La tipica leucorrea da Trichomonas vaginalis viene spesso descritta come giallo-verdastra e schiumosa; tuttavia solo una stretta minoranza di casi presenta queste tipiche caratteristiche. La perdita è grigia in circa 3/4 dei casi e gialla o verde in meno della metà dei casi. Nel maschio il Trichomonas vaginalis è una delle cause di uretrite non gonococcica (UNG) con prevalenze che vanno dal 5 al 15-20%. Perdite dall'uretra sono descritte nel 50-60% dei maschi sintomatici e sono in 1/3 dei casi francamente purulente, in un altro terzo mucopurulente e nel rimanente terzo di aspetto mucoide. Sintomi e segni di infezione non bastano, da soli, ad una sicura diagnosi di trichomoniasi. L'osservazione diretta del parassita al microscopio e/o la coltura mediante tampone vaginale devono confermare la natura della vaginite. La terapia, in questo, deve essere estesa anche al partner ed è unicamente orale, data l'alta percentuale di fallimento terapeutico delle terapie locali (creme o candelette vaginali), che quindi devono essere riservate sempre e solo ai casi nei quali esiste una controindicazione al trattamento sistemico con tali farmaci. Essendo un'infezione a trasmissione sessuale l'unico metodo preventivo è l'utilizzo, durante rapporti sessuali occasionali, di metodi contraccettivi barriera quali il preservativo: è in grado non solo di prevenire tale patologia, ma soprattutto la trasmissione di agenti infettivi potenzialmente mortali quali l'Hiv. tratto da un articolo di Francesco De Seta e Erika Bianchini Università degli Studi di Trieste, IRCCS Burlo Garofolo [...]

LA POSIZIONE PREMUTA

La posizione premuta, mette la donna in stato di sottomissione. Cosa che può provocare emozioni subconscie in ambedue i partner, facendo sì che la donna si senta vulnerabile e l'uomo potente. La donna piega le gambe e le preme contro lo stomaco, puntando contro di lui le piante dei piedi. L'uomo deve stare attento alla profondità e alla forza di penetrazione per non causare dolore alla vagina che, in questa situazione, risulta accorciata. Usare i piedi: spingete la pianta dei piedi contro il petto di lui e con le dita provare a premergli il torace. Massaggi al piede: stringete e massaggiate dolcemente le sue caviglie eil collo del piede. Carezze sulle cosce: palpate e massaggiate le cosce del partner, sintonizzando i movimenti delle mani sul ritmo delle spinte del pene. [...]

SOGNI E STIMOLI ESTERNI

Abbiamo già detto come il sonno normalmente sia caratterizzato da una ridotta attività cerebrale, da torpore motorio e diminuita sensibilità esterna, e interna. Come già si è accennato, però, stimoli uguali non inducono immagini e situazioni oniriche uguali. Un unico stimolo può venire usato variamente nel sogno, ricevendo interpretazioni diverse attorno alle quali possono essere costruite le scene più complesse. Lo stimolo esterno costituisce dunque uno dei fattori del sogno, ma non è essenziale, venendo utilizzato dalla scena onirica secondo finalità proprie. Va poi detto che esiste un determinato livello di intensità dello stimolo sensoriale entro cui esso può essere inserito nel sogno; se lo stimolo diviene troppo forte provoca il risveglio. Ecco un esempio tipico: un soggetto che faceva uso al mattino di una sveglia a suoneria, raccontò un sogno in cui era evidente l'influenza dovuta agli squilli della sveglia. Fino a un certo punto, dunque, il sogno riesce ad utilizzare lo stimolo, evitando il risveglio; ma se lo stimolo è troppo insistente, l'equilibrio si rompe e il risveglio è inevitabile. Il sogno è perciò una specie di guardiano dei sonno e cerca di garantirne la prosecuzione contro qualsiasi fastidio esterno. A proposito di tale rapidità, è interessante vedere come non solo il sogno può modificarsi per accettare un nuovo stimolo, ma come possa addirittura svilupparsi un sogno "ex novo" basato su una sensazione esterna. In questi casi abbiamo la sequenza: Stimolo Sogno Risveglio. Questa è la sequenza oggettiva; ma soggettivamente lo stimolo appare "durante" il sogno, e non all'inizio. In un breve istante di tempo reale si era così creato un sogno angoscioso con una durata soggettiva molto lunga; e lo stimolo vero e proprio (il dolore sul collo), pur essendo stato la causa dell'intero sogno, interveniva solo alla fine (la lama della ghigliottina che cadeva). Abbiamo così un altro dato interessante riguardo alla durata oggettiva dei sogni: essa è variabile, indipendentemente dalla lunghezza della scena onirica vissuta soggettivamente. Alle volte, cioè, il ritmo della scena del sogno segue il tempo reale (un'azione che nel sogno dura dieci minuti, ad esempio, si svolge effettivamente in un arco di dieci minuti di sonno). Significato e formazione dei sogni Il sogno rappresenta la storia personale del soggetto che sogna (la più personale, anzi); bisogna quindi rapportare il contenuto del sogno con le più profonde esigenze della personalità. Freud parla di "contenuto manifesto" del sogno (ossia la scena onirica così come è vissuta e raccontata) e di "contenuto latente" (ossia l'insieme delle tendenze e delle idee che, in forma più o meno travestita, vengono espresse nella scena onirica stessa). I sogni infantili sono lineari, erompenti, vale a dire che esprimono direttamente i desideri e i bisogni dell'organismo e della psiche. come se ci fosse una folla di pensieri inibiti nella nostra mente che attendono il momento del sogno per prendere forma. Tutti questi processi di camuffamento operati dal sogno, diventano particolarmente importanti a proposito dei sogni a carattere latente erotico. Sia ben inteso che la psicoanalisi non attribuisce ad ogni singolo sogno un significato preciso e immutabile. Solo attraverso numerose esperienze e mediante l'analisi complessiva della personalità possiamo essere certi del significato erotico di un sogno, rivelatore di uno stato acuto di queste tendenze. Per esempio gli oggetti appuntiti simboleggiano, nel sogno, gli organi sessuali maschili; gli oggetti cavi, gli organi sessuali femminili. Freud parla in generale dei sogni come mezzo per concretizzare desideri altrimenti irrealizzabili. Innanzitutto molti sogni di questo genere derivano dalla frequente presenza di tendenze autopunitive nell'inconscio umano; si tratterebbe pertanto di sogni originati comunque da desideri, anche se si tratta di desideri che potremmo definire "masochistici". Altri sogni a sfondo penoso sono i "sogni di esame": sono i sogni di esami scolastici, piuttosto frequenti, che ci accompagnano generalmente per tutta la vita. Va precisato che nel tipo di sogni esposti più sopra, nonostante il carattere penoso dei sogno stesso, l'emotività del soggetto che sogna appare sempre distaccata rispetto alle situazioni cui prende parte. Si parla in tal caso di sogni di "incubo". Per giustificare tali sogni Freud formulò fin dal 1900 un'ipotesi interessante: se il sogno, cioè, è sempre promosso da un desiderio, non è però detto che il sogno stesso debba essere semplicemente il prodotto di quel desiderio. Non potendosi giustificare l'angoscia dell'incubo ',sulla base dei desiderio latente, allora essa deve derivare dall'effetto delle forze della censura. I sogni di incubo sarebbero cioè sogni in cui la funzione della censura è venuta meno, non riuscendo a trasformare il pensiero latente del sogno in modo da renderlo accettabile al soggetto, così da permettergli di continuare a dormire senza allarmarsi e svegliarsi. Torniamo ora alla simbologia dei sogni, per vedere brevemente, prima di concludere, alcuni simboli onirici più comuni e generali. Un'altra teoria sostiene che i rapporti spaziali, nel sogno, esprimono una valutazione morale della sessualità. Ad esempio tutto ciò che sta a sinistra dei soggetto nella scena onirica rappresenta qualcosa di proibito e discutibile (incesto, omosessualità, masturbazione, perversioni, ecc.); al contrario ciò che sta alla destra ha carattere normale e positivo (matrimonio, rapporti eterosessuali, ecc.). [...]

IL SESSO ANALE VISTO DA DUE DONNE

In generale, il sesso anale non è la prima cosa che viene in mente quando si sta pensando a cose reciprocamente piacevoli da fare con il proprio partner. Leggende metropolitane dicono che i ragazzi vogliono farlo perché hanno sentito che "il buco" è più stretto, oppure perchè stimolati da filmati porno estremi  o ancora usato come arma di ricatto con le proprie partner (regali, compromessi ecc.).  Ma a parte conversazioni a tarda notte tra le donne in preda ai fumi dell'alcol (o le donne ed i loro amici maschi gay), la conoscenza pratica del sesso anale in natura è difficile da trovare.  Così abbiamo pensato di chiederlo a due donne, che l'hanno fatto, e che forse lo fanno ancora, cosa ne pensano davvero!1. Probabilmente la prima cosa che tutti vogliono sapere è ... fa male? Ragazza A: Per me lo ha fatto. Quella prima volta è stato come, "Oh mio Dio, non ci entra proprio!" Bisogna davvero rilassarsi. Un sacco di respirazione profonda e si deve lasciare andare tutto. Allora il dolore si riduce quando finalmente ti rilassi, ma nel mio caso ho continuato a sentire dolore quando ha cominciato a spingere. Ho letto che usare un plug-anale durante i preliminari aiuta molto, ma io non l'ho mai usato.Ragazza B: SI! Se così non fosse, questo non sarebbe un argomento di conversazione così ricercato.2. Perché farlo? Ragazza A: Ho deciso di provarlo perché avevo sentito che può essere davvero piacevole e alcune ragazze sono in grado di raggiungere una sorta di orgasmo molto intenso. E 'anche molto un tabù, e io sono una di quelle ragazze che ama superare i tabù! Così ho pensato di provarlo! Ragazza B: Di solito farlo solo quando è ubriaco e se cercando di impressionare il tizio fortunato sto con. 3. Chi voleva farlo più: tu o il tuo partner? Ragazza A: Sembrerà strano....io! Avevo sentito dire che alcune ragazze lo amano, così ho voluto provare. Il mio ragazzo davvero non era così interessato ed è parte del motivo per cui l'ho fatto solo tre volte. Ragazza B: Lui. Quando l'ho fatto è perchè l'ho voluto accontentare. Dipende da quanto mi prende la situazione... e poi, mi sento tipo come se lui "mi dovesse qualcosa." 4. Come ci si sente la prima volta? Ragazza A: E 'strano. Ci si sente stretto e non è piacevole. Ci si sente come un crampo muscolare. Come se si stesse dilatando da solo, e tu cercassi di stringelo e non riuscissi. Questo è quello che ci si sente in un primo momento. Non mi piace. Poi dopo un po ti rilassi....e si sta subito meglio. Ragazza B: In un primo momento, estremamente sgradevole. E' davvero strana la sensazione...che ti entra dentro. 5. Come ci si sente le volte successive? Ragazza A: Si riesce meglio....ed è super intenso! Ragazza B: Nel corso del tempo ci si abitua. Simile al rapporto vaginale, suppongo. 6. Hai mai sentito piacere? Ragazza A: So che alcune ragazze lo amano ... ma è una di quelle cose che prende sicuramente più di una prova per vedere se ti piace. Ragazza B: A mio avviso non senti mai estremo piacere. Forse se riesci proprio ad abituarti. Dipende anche dalle dimensioni del suo membro. 7. E' meglio depilato o non bisogna preoccuparsi di qualche pelo di troppo? Ragazza A: Non credo ci siano problemi....poi dipende, c'è chi non li tollera da nessuna parte....figuriamoci li. Ragazza B: Non credo sia necessario.... 8. In media, quanto tempo in un rapporto bisogna aspettare? Ragazza A: Noi eravamo stati insieme per sette mesi prima di farlo. Ma so che ci sono ragazze che lo danno anche al primo incontro....per accaparrarsi il ragazzo. Ma credo che queste ormai non sentano piu la differenza tra davanti e dietro. Ragazza B: Hmm ... nella mia esperienza, lo feci ben presto, perchè ero davvero presa da lui. 9. Quanto lubrificante?Ragazza A: Un sacco di lubrificante! Lubrificante su di me e lubrificante su di lui. Non potevo nemmeno immaginare di fare senza lubrificante. Ragazza B: Tanto.... Di qualsiasi tipo. Anche la saliva se il lubrificante non è disponibile. 10. Hai sanguinato? Ragazza A: Non ho sanguinato (beh, almeno non che io sappia). Ma credo sia del tutto possibile, soprattutto se il ragazzo lo fa con forza o non si utilizza lubrificante (non oso immaginare!!!!). Ragazza B: Non che io ricordi. 11. Occorre coprire il letto con un asciugamano o altro? Ragazza A: Io non sono davvero perchè si dovrebbe fare? Io lo vedo come il sesso normale....con tutti i rischi del caso! Ragazza B: le macchie sono un rischio e deve essere considerato un danno collaterale. 12. Occorre fare un clistere e/o doccia anale?Ragazza A: C'avevo pensato anche io, ma poi ho detto che non era necessario e così è stato....non lo farei nenache in futuro. Mi sentirei come a dover fare una visita medica! E non ho mai sentito di nessuno che lo abbia fatto, quindi non so che questo è normale. Ragazza B: Nah. Se stai chiedendo l'ingresso alla mia uscita, devi conoscere i rischi a cui vai incontro. Poi clistere giammai! Mi sentirei come a dire "Aspetta, tesoro, lasciami andare a sciacquarmi il culo. Torno in pochi attimi"13. C'è una grande pulizia dopo? Ragazza A: Non credo che ci sia bisogno di grande pulizia. Soprattutto se si dispone di un preservativo. Basta tirarlo fuori e rimane pulito. Ragazza B: Ancora una volta? Dipende dai casi...e dai giorni!14. Ci sono posizioni che consigliereste? Ragazza A: L'ho fatto alla pecorina la prima volta e poi l'ho fatto con lui seduto sul divano. La seconda è decisamente la migliore. E secondo due ragazzi gay che conosco, il modo corretto per farlo è quello di avere la ragazza sopra, perchè cosi è lei a gestire quanto farne entrare e come muoversi, e una volta che succede si può capovolgere e far prendere la situazione in mano a lui. Ma credo la cosa importante sia dare alla ragazza la possibilità di dare il ritmo. Ragazza B: Penso che la pecorina è più favorevole. 15. Utilizzare il preservativo? Ragazza A: Solo con i preservativi. Ragazza B: Anche di più!16. Hai mai avuto un orgasmo da sesso anale? Ragazza A: No, ma ho sentito che è possibile. Ragazza B: No, ma sinceramente con la sola penetrazione non ne ho avuto nemmeno con i rapporti normali! [...]

Dal dolore al piacere: le verità sul sesso anale

Nella società "ipersessualizza" di oggi, il rapporto anale è riuscito in qualche modo a rimanere ancora un argomento tabù. Come mai con tutte le pratiche trasgressive, gira e rigira andiamo sempre a finire lì? Approfondiamo il misterioso mondo del sesso anale.Il sesso anale non è esattamente l'argomento di cui si parla ad un brunch o situazioni simili. E' uno di quei segreti che si desidera mantere confinati alla propria camera da letto. Perché sul serio, come si potrebbe mai parlare in modo casuale di sesso anale con i vostri amici o le vostre amiche?Ecco una notizia per voi: il rifiuto di affrontare l'argomento non significa che la quesytione del sesso anale non faccia parte della realtà. In realtà, non voler affrontare la questione non fa altro che alimentare falsi miti e tabù che riguardano da sempre il mondo del sesso anale e dei rapporti anali, senza che ci sia chiarezza da parte di nessuno.LA VERITA' SUL SESSO ANALESì, fa male... soprattutto se stai pensando di andare su e giù alla velocità di un treno a vapore! Il sesso anale è qualcosa che in realtà deve avvenire in modo facile. Dovete andare lentamente, molto lentamente, in un primo momento. Dopo un po potrete regolare la velocità in base a quanto entrerete dentro ed a quanto il vostro partner sarà rilassato.LUBRIFICATE e LUBRIFICATEVI! Beh diamine, mi sembra ovvio! Se si vuole rendere l'esperienza anche lontanamente soddisfacente, si deve usare la giusta dose di lubrificante. E' l'unico modo sicuro per entrare senza troppo dolore. Lubrificate lei/lui e lubrificatevi voi.... magari potrete iniziare con la saliva, ma i lubrificanti sono sempre meglio!LACERAZIONI ANALIEcco un altro motivo per cui la lubrificazione è necessaria. Se un pene è costretto ad entrare a forza nel vostro ano, ci possono essere conseguenze fisiche anche gravi! Se quindi non volete far male alla persona che vi sta dando così tanto....andate adagio.Le dimensioni contanoDiciamo che, se si sta cercando di spremere un cocomero attraverso la cruna di un ago, fa male più che cercare di spingere un pezzo di filo attraverso quell'ago  stesso! Cosa ne consegue? Che per una volta sarete felici della poca virilità del vostro uomo!!DOPO IL RAPPORTO ANALE NIENTE VAGINA!Questo è molto importante. L'ano è pieno di batteri che possono essere trasferiti alla vagina se scegliete di entrarci dopo essere usciti dalla porta posteriore. Ciò può causare infezioni delle vie vaginali e delle vie urinarie molto dolorose, e insomma chi vuole che guai? Nessuno direi!RILASSATEVIInspirate e respirate... Più il vostro corpo è rilassato, più facile sarà la penetrazione e di conseguenza meno dolorosa. E 'spaventoso, lo sappiamo. Ma se vi soffermerete solo sul dolore imminente tutto sarà complicato e allora focalizzatevi sul rilassamento e sul piacere che state per dare.LA POSIZIONE MIGLIORELa maggior parte delle persone che guardano un porno immagina il sesso anale sempre legato alla posizione "a pecora" o a cane che dir si voglia, ma questa non è la posizione migliore soprattutto per i primi rapporti. Il modo migliore (che ci crediate o no!) per il primo o i primi rapporti anali è quella in cui voi state sopra (la cosiddetta smorza)! Questo perchè sarete voi a decidere quanto prenderne e come....senza lasciare che lui guidi preso dall'enfasi del momento! Il trucco è sempre il solito: respirazione e rilassamento!E' super intensoUna volta attraversata "l'entrata" la sensazione sarà fortissima e capirai che forse il dolore ne è valso la pena...sempre che riuscirai a goderti il momento.PRESERVATIVO SI O PRESERVATIVO NO?Il preservativo è la procedura standard quando si hanno rapporti anche anali con partner sconosciuti. Ma moltissime coppie preferiscono usarlo per un fatto igienico... A voi la scelta.C'è possibilità di sporcarsi di feci?Oddio, certo! Cosa vorreste trovare li dentro? Se volete evitare il rischio è sempre meglio utilizzare il preservativo oppure far fare un clistere prima del rapporto....ma renderebbe tutto meno naturale. C'è da dire che l'uso di lubrificanti riduce "l'attaccamento" di sporcizia!CI VUOLE INTIMITA'Il rapporto anale è sicuramente più intimo di un rapporto classico, questo anche per quello detto proprio qui sopra riguarda la probabilità di sporcarsi e di situazioni imbarazzanti. Detto ciò non va relegato come atto sporco e può essere anche uno splendido momento di romanticismo e passione se affrontato nel giusto modo e con il giusto relax, magari dopo tanti massaggi con oli profumati e rilassanti ed una buona dose di sesso orale che renda tutto più bagnato!Ma si raggiunge l'orgasmo?Beh ... si potrebbe. O non si potrebbe. E 'un rischio che devi prendere.O si odia o si ama!A questo punto potremmo chiederci perchè si dovrebbe praticare sesso anale visti i molti "contro" ed i pochi Pro. Alcune donne si eccitano durante il rapporto anale e lo amano, mentre altre rabbrividiscono solo all'idea... prima durante e dopo! Se non diventirai un fan, almeno potrai dire di aver provato quest'esperienza, almeno saprai di cosa si tratta. Provare per credere! [...]

TI MASTURBI: ASSOLUTAMENTE NO

La masturbazione è un atto assolutamente naturale e le statistiche dimostrano che tutti, maschi e femmine, almeno una volta nella vita praticano l’autoerotismo.Masturbazione e autoerotismo sono due termini, sinonimi, che si usano comunamente per indicare la stimolazione degli organi genitali allo scopo di raggiungere l‘orgasmo, sia dell’uomo che della donna.Oggi la masturbazione è considerata una pratica fondamentale per lo sviluppo sessuale di ogni individuo e uno strumento indispensabile per conoscere il proprio corpo. Tuttavia viene considerata da molti ancora come un tabù favorendo in questo modo la diffusione di falsi miti che contribuiscono a creare solo confusione tra i più giovani.Intorno alla masturbazione, si sono tramandati per generazioni  leggende e falsi miti che, purtroppo, da molti ancora vengono ritenuti reali fino ad arriva a credere – sbagliando – che la masturbazione non sia una pratica sana.Masturbazione: le domande più comuni a riguardo.La masturbazione fa diventare ciechiSe così fosse l’intera popolazione mondiale sarebbe non vedente. Questo mito nasce da un trattato scritto nel 1712 contro la Masturbazione e ampiamente confutato dalla medicina moderna. Oggi praticamente tutti i medici e gli studiosi concordano sul fatto che la masturbazione è innocua (anzi fa anche bene). Le affermazioni secondo cui la masturbazione provoca cecità, pazzia, palmi delle mani pelose, perdita di capelli, acne o cancro sono del tutto infondate. Al contrario di quanto si credeva anni e anni fa la masturbazione possiede effetti benefici sulla salute dell’uomo.Masturbarsi per molti uomini è addirittura di aiuto contro lo stress, oltre che un sonnifero naturale. Clinicamente è stato dimostrato che la masturbazione può ridurre l’emicrania ed altri tipi di dolore e che, se frequente, può addirittura ridurre le probabilità di sviluppare un tumore alla prostata.Masturbarsi di frequente fa maleAssolutamente no, a meno che non sia così frequente da prevalere sulle altre attività giornaliere. La masturbazione, anche se praticata molte volte nel corso della settimana, non diminuisce la libido, non causa problemi di salute o patologie quali la disfunzione erettile e l’eiaculazione precoce. Sicuramente una masturbazione eccessiva potrebbe essere alquanto faticosa, tanto da portare ad un esaurimento fisico. Diventa tuttavia necessario rivolgersi ad uno specialista solo nel caso in cui la vita lavorativa e sociale ne risentano in termini di tempo e qualità.La masturbazione influisce sulla conta degli spermatozoiNo, in quanto il risultato della masturbazione è lo stesso di un’eiaculazione avvenuta a seguito di un rapporto sessuale. Sia la masturbazione, che il sesso non causano infatti una diminuzione della fertilità maschile. Tuttavia, se un uomo ha già inizialmente una conta degli spermatozoi non elevata, la masturbazione potrebbe in qualche modo influenzare la qualità dello sperma. Per questa ragione, solo agli uomini che stanno tentando di procreare, si consiglia di astenersi dalla masturbazione nel periodo di ovulazione della propria partner.Si masturbano solo gli uominiAnche questa è un’affermazione del tutto falsa. Le statistiche dimostrano che gli uomini si masturbano più delle donne, ma questo non implica necessariamente che le donne non lo facciano! Ciò che è vero è che l’atteggiamento sociale nei confronti della masturbazione femminile è molto più negativo e che le donne sono più reticenti nell’ammetterlo o nel parlarne perfino con il proprio partner!Si masturbano solo i singleFalso. La masturbazione è un’alternativa al sesso di coppia, ma una cosa non esclude l’altra. Anzi, potrebbe essere una piacevole esperienza da provare in due.Masturbarsi fa crescere il penePurtroppo neanche questo è vero. Non c’è nessun collegamento tra la misura degli organi genitali e il numero di volte che vi masturbate al giorno o in un mese. Quindi se praticate l’autoerotismo con l’obiettivo di far allungare il vostro pene, sappiate che non cambierà nulla! [...]

CONSIGLI SUL SESSO ANALE

Il sesso anale è una di quelle cose che o si ama o si odia. Non c’è via di mezzo. La maggior parte delle donne ad un certo punto della propria vita lo prova, ma sono solo in poche quelle che ripetono l’esperienza. La ragione è chiara: il dolore. Se non ci fosse dolore, ci sarebbe probabilmente piacere. E da qui, o amore o odio. Tuttavia, anche in questo campo è la pratica che rende perfetti. Solo provando e riprovando riuscirete ad imparare tutte le tecniche e i segreti che renderanno il sesso anale un’esperienza piacevole per la vostra partner. E’ fondamentale inizialmente capire cosa alle donne piace e cosa non piace del sesso anale.Il potere del sesso analeSia per gli uomini che per le donne il sesso anale può costituire un ottimo diversivo rispetto al sesso convenzionale. Le sensazioni che dona sono particolari, inconsuete e diverse. Inoltre, i tabù ancora associati a questa pratica sessuale non fanno altro che creare, in verità, una certa attrazione da parte sia dei più audaci che dei più timidi. Tuttavia, una volta provato, il sesso anale perde velocemente tutto il suo fascino per la maggior parte delle donne (e anche per qualche uomo). Ma quali sono le ragioni per cui le donne amano oppure odiano il sesso anale? Perché le piace il sesso anale? Partiamo dalle cose positive.Il sesso anale le piace perché la eccitaLe donne amano il sesso anale perché può far provare loro sensazioni magnifiche e mai provate prima. Il sesso anale permette alla donna di sentire una penetrazione molto profonda e di provare un insieme di sensazioni che coinvolgono, in una sorta di particolare mescolanza, sia il clitoride che la vagina. Qualora anche queste parti vengano correttamente stimolate, la donna verrà trasportata in un’altra dimensione e il suo piacere non avrà limiti. Ricordate che gli orgasmi anali sono una realtà.La trasgressione del sesso analeMolte persone amano la trasgressione. Il sesso anale è una di quelle trasgressioni che si possono fare privatamente e nessuno ne saprà mai niente, se non voi e la vostra partner. La cosa, ovviamente, è parte fondamentale del divertimento. Spesso per una donna il sesso anale è una di quelle attività del tipo “c’è una prima volta per tutto”. Può avere un sacco di fascino il fatto di fare qualcosa che non si è mai fatto prima nella vita. Perché lei odia il sesso anale? Parliamo delle cose negative.Perché il sesso anale fa maleIl sesso anale non è così facile da mettere in pratica se non lo si è mai fatto prima. Per un uomo può sembrare semplice – dentro e fuori – ma per la donna non è così. Il sesso anale, se fatto male, può causare sudorazione fredda, brividi e un’estrema agonia. Molto spesso tuttavia le donne decidono di sopportare il dolore perché desiderano che l’esperienza possa essere piacevole per voi. Una volta conclusa un’esperienza dolorosa, tuttavia, la vostra partner potrebbe rifiutare ogni altro tentativo. Quindi, per ridurre al minimo la possibilità di un rifiuto categorico nel futuro, cercate di non farle male sin dalla prima volta. Fate del vostro meglio ogni volta e probabilmente potrete riprovarci di nuovo. Fatele male e sarete interdetti dal suo ano a vita.Perché è preoccupata per le conseguenze esteticheIl sesso anale è, ovviamente, il modo ideale per fare disastri. Per una donna, l’idea che possiate entrare dentro di lei ed uscire in una situazione non “idonea”, è estremamente imbarazzante.Per questo motivo la vostra partner potrebbe essere assolutamente contraria al sesso anale, anche senza averlo mai provato. Le donne passano così tanto tempo per farsi belle per noi, che il solo pensiero di fare qualcosa che potrebbe compromettere fatalmente tutto quel duro lavoro, potrebbe essere inconcepibile. Per alleviare le sue preoccupazioni potrebbe essere utile consigliarle di praticare un lavaggio anale (in commercio esistono vari tipi di strumenti per effettuare una doccia anale) o assicurarsi che sia andata in bagno almeno un’ora prima del rapporto.Lubrificazione d'obbligo!Il canale rettale non produce un lubrificante proprio, quindi è fondamentale utilizzare sempre un lubrificante di buona qualità in tutte le vostre avventure anali. Si consiglia di usare lubrificanti a base di silicone, perché tendono a durare a lungo e a non seccarsi. Non utilizzate prodotti come la vaselina: intasano le pareti del retto e sono troppo appiccicosi.Giocate con leiE’ molto importante che la vostra partner sia molto eccitata. Solo a quel punto il suo corpo sarà pronto ad accogliervi. Massaggiate il suo corpo con l’olio, fatela rilassare, amatela, adoratela e accarezzatela.Tutto questo, ovviamente, dovrà avvenire senza che il suo ano venga minimamente sfiorato. L’attesa è una delle tecniche sessuali più efficaci che abbiamo a disposizione: usatela a vostro vantaggio. Il livello di eccitazione dovrebbe essere tale per cui sarà lei stessa ad un certo punto a pregarvi di farlo: è quello il momento adatto. A quel punto, quando le sfiorerete l’ano, invece di una smorfia di tensione, vi risponderà con gemiti e lamenti.Preservativi e igiene Le malattie si trasmettono attraverso tutti i tipi di rapporto sessuale, compreso quello anale. Inoltre, le pareti del retto sono molto sottili e permeabili quindi il rischio di contrarre una malattia sessuale è addirittura maggiore. Ma l’utilizzo di un preservativo potrebbe essere una buona idea anche per altri motivi.La vostra partner potrebbe non desiderare che eiaculiate all’interno del suo retto. E la cosa, francamente, è comprensibile: le cose per lei potrebbero diventare un po’ fastidiose una volta finito il sesso. Utilizzate un preservativo ed eviterete il problema. Inoltre, i preservativi vi aiuteranno anche a proteggere il pene dalla materia fecale che può essere presente in piccole quantità nel retto. Qualora succedesse non sarà un problema: basterà sciacquarla via. Infine, indossare il preservativo vi renderà meno sensibili e quindi vi permetterà di durare un po’ più a lungo.Cosa non fare MAI Non fatelo mai senza che la vostra partner abbia dato il suo espresso consenso. Una donna non è un oggetto da usare a piacimento: se la vostra partner è così gentile da voler condividere con voi il suo bellissimo di dietro, vedete di trattarlo con rispetto e siate solo grati. A meno che non vi sia espressamente richiesto, non eiaculate dentro di lei. Non siate troppo irruenti e non spingete troppo forte, sempre che non sia espressamente richiesto.Cosa fare SEMPREUtilizzate sempre il lubrificante. Indossate sempre il preservativo se vi viene richiesto, senza fare i bambini. Fate come vi viene richiesto, in qualsiasi momento: il sesso anale è una situazione delicata e lei avrà bisogno di potersi di fidarsi di voi.Sesso anale e stereotipi di genere Quando una coppia eterosessuale pensa al sesso anale, in genere pensa al sesso anale “uomo su donna”. Tuttavia, per meglio comprendere cosa sia il sesso anale e riuscire a migliorare le vostre prestazioni, sarebbe bene se vi apriste alla possibilità che sia lei a potervelo praticare.Spaventati? Non siatelo.Il sesso anale richiede una sacco di pratica per diventare perfetto e sperimentarlo a vicenda è anche un modo perfetto per rendere più profonda la vostra connessione sessuale e amorosa. Non si deve per forza usare un sex toy: potete usare dita, lingua, oli, lubrificanti o qualsiasi altra cosa. Sperimentate e lasciate che il vostro corpo venga amato. Vedrete come ripagherà.Il sesso anale non viene vissuto bene da tutti: fatelo bene e lo farete di nuovo. Fatelo male e potreste essere banditi per sempre dal di dietro della vostra lei. Beh, probabilmente non per sempre, ma almeno fino a quando non si dimenticherà quanto male le avete fatto la volta precedente. Il miglior consiglio che possiamo darvi è quello di assicurarvi che lei sia molto eccitata prima di iniziare. A quel punto sarà molto difficile perdere la sfida. [...]

IL CLITORIDE FONDAMENTALE PER OGNI ORGASMO

Fare del buon sesso aiuta a togliere lo stress, diminuire la pressione sanguigna, è utile contro il rischio di malattie del cuore e stimola il sistema immunitario. Le endorfine rilasciate durante il sesso e l’orgasmo possono far diminuire il dolore e favorire l’afflusso del sangue ai genitali, prevenendo l’atrofia vaginale, ovvero il rilassamento dei tessuti della parete vaginale che possono accompagnare la menopausa.Quasi tutti gli animali fanno sesso solo per procreare, si accoppiano solo quando sono fertili e generalmente da dietro. Nella razza umana, dove si fa sesso per altre ragioni, la posizione della vagina facilita il sesso faccia a faccia. Nella nostra specie il sesso non è solo per creare la vita. Il sesso ha un grande impatto nell’umore: può farci calmare o rallegrarci e può migliorare la propria autostima.L’organo sessuale primario femminile è il clitoride, non la vagina, che è il canale per la nascita. Il termine “fallo” fa riferimento sia alla porzione esterna del clitoride che al pene. Durante l’eccitamento, quando stimolato, il tessuto si riempie di sangue proprio come il tessuto del pene. Si hanno anche erezioni ma la naturale lubrificazione è il “termometro” di quanto si è eccitati. Il glande del clitoride è la parte più sensibile e ricca di terminazioni nervose in una donna. Il clitoride è utilizzato solo per uno scopo, ovvero il piacere sessuale. La piccola protuberanza del clitoride è solo la punta dell’iceberg. E’ presente una larga area di tessuto molto sensibile proprio dietro la parte visibile del clitoride ed è chiamata corpo clitorideo, dove sono presenti molte estensioni che vanno verso l’esterno ed il basso e ruotano intorno la vagina e l’uretra, fino all’interno del corpo, misurano tra i 9 e gli 11 centimetri in totale. Per apprezzare appieno il potenziale sessuale occorre familiarizzare con il clitoride. Per avere piena consapevolezza del piacere sessuale occorre mettere da parte la vergogna ed il disagio che magari si può avere con il proprio corpo. Ci si preoccupa dell’anatomia della propria vagina (labbra troppo grandi, clitoride troppo piccolo o difficile da raggiungere), solo accettando che i propri genitali sono unici e belli nelle loro imperfezioni risulta determinante per rilassarsi e ricevere piacere sessuale. Molti terapisti sessuali raccomandano di sedersi di fronte ad uno specchio, esaminando ed imparando ad apprezzare la bellezza che c’è li sotto.Essere totalmente presenti con il proprio corpo e respirare profondamente aiuta a raggiungere l’orgasmo. Occorre focalizzarsi nelle sensazioni del corpo e che cosa fa sentire bene piuttosto che sull’aspetto e su quello che pensa il proprio partner.Esistono diversi tipi di orgasmo: ma tutto parte dal clitoride.Il piacere di un orgasmo può essere localizzato nell’area genitale, situazione più tipica, o diffondersi per l’intero corpo (le pratiche di sesso tantrico si focalizzano sull’intero corpo richiedendo più tempo affinché avvenga). L’eccitazione crea afflusso di sangue nei genitali ed un orgasmo espelle sangue e tensione da tutti gli organi pelvici che fa quindi ritornare il corpo allo stato d’origine. Masters e Johnson hanno determinato che tutti gli orgasmi provengono dalla stimolazione clitoridea e Betty Dodson è d’accordo. Ma ci sono anche ricercatori sessuali che credono in differenti tipi di orgasmo che si manifestano da forme differenti di stimolazione. Per esempio il dottor Berman fa riferimento all’orgasmo del “pavimento pelvico” che si manifesta dalla stimolazione del punto G.Qualsiasi tipo di stimolazione può portare ad un orgasmo. Ci sono donne che possono raggiungere l’orgasmo senza coinvolgere il clitoride. Ci sono casi di persone che hanno avuto l’orgasmo da stimolazione di qualunque parte del corpo, anche succhiare il dito del piede può portare una donna a provare l’orgasmo. Alcune donne possono raggiungerlo solo con la stimolazione dei capezzoli ed altre donne semplicemente nel pensare il loro seno e zona genitale toccate (lo studio di Kinsey quantifica l’orgasmo spontaneo senza stimolazione fisica nel 2% delle donne). Ti sei mai svegliata a metà di un sogno e ti accorgi di essere venuta? Molte donne hanno questi “sogni bagnati” (due ricercatori quantificano il 37% delle donne). Gli orgasmi notturni sono relazionati all’ansia, significa si è in uno stato di stress.Gli orgasmi multipli sono anche chiamati orgasmi seriali. Per molte donne dopo aver raggiunto l’orgasmo il clitoride risulta molto sensibile e diventa una zona “off limit”. E’ chiamato periodo refrattario ed è più evidente nell’uomo che nelle donne. Ma con la contrazione dei muscoli pelvici, focalizzandosi sulla respirazione profonda e muovendo la zona pelvica avanti ed indietro si può avere un’altra serie di spasmi sessuali.Il sesso è un antidepressivo naturale, e le ragioni per le quali il buon sesso ci fa sentire bene sono sia fisiche che emozionali. Essere un tutt’uno con il proprio partner e godere insieme dello spazio e tempo può essere un’esperienza spirituale molto forte. Ricevere le attenzioni amorose di qualcuno aiuta ad amarci ed accettarci. [...]

COME INIZIARE A FARE SESSO ANALE GUIDA PER NOVELLINI

FALLO SOLO SE LO VUOIC'è una grande differenza tra "Ok, il sesso anale non è esattamente una delle mie fantasie più gettonate, ma voglio provare a farlo e mandarlo fuori di testa" e "Piuttosto che farlo mi farei picchiare, ma lui me lo sta chiedendo così tanto che magari posso sopportare il dolore". Se siete in una relazione sana di mutuo rispetto e piacere (il che significa che normalmente lui ti dedica cunnilingus di almeno mezz'ora), forse ti verrà voglia di provare a farlo perché lui ci tiene. Ma anche no. In entrambi i casi va benissimo. Ma se lui continua a romperti le scatole per farlo anche quando sei stata molto chiara nel dirgli che no, non ti interessa, allora sei autorizzata a mandarlo a quel paese.USATE SEMPRE IL PRESERVATIVOPerché fa sì che i batteri dell'intestino non vadano un po' dappertutto (e adesso hai proprio voglia di provare l'anal vero?). E soprattutto, quando dall'ano passa alla vagina, il preservativo va cambiato.MEGLIO LUBRIFICAREProbabilmente hai sentito dire che quando usi troppo lubrificante ai maschi non piace più perché toglie tutto il bello della frizione. Be', sono stronzate. Il concetto "troppo lubrificante" non esiste quando si parla di sesso anale. Facilita le cose, e le rende più piacevoli per te. E tanto basta.PRELIMINARI PRIMA DI TUTTOChe non includono soltanto la stimolazione dell'ano con le dita, ma dell'intera parte. Anzi, ancora meglio: se lui ti riservasse un bel cunnilingus e tu già raggiungessi l'orgasmo, allora saresti molto rilassata, ben disposta a passare allo step successivo.SUPERA LA PRIMA IMPRESSIONE... La punta del pene è l parte più larga e quindi quella più dolorosa da inserire! Una volta entrata, poi sentirai meno male. Ricordi come all'inizio ti faceva male anche fare il sesso "normale"?RILASSA I MUSCOLICome? Hai presente gli esercizi di Kegel? Ecco più o meno la sensazione è la stessa. Rilassa la zona, come quando senti che devi andare in bagno (tranquilla, non succederà niente! ).QUALE POSIZIONEPuoi stare 1) distesa sulla pancia, 2) a doggy-style o 3) fare il missionario. Probabilmente ti conviene cominciare dalla posizione numero 1, perché da un punto di vista anatomico è in genere quella meno dolorosa. Tieni conto però che con il missionario potrai facilmente stimolare il clitoride, quindi la cosa potrebbe aiutarti a rilassarti mooolto.VACCI PIANO! Non ti preoccupare di deluderlo. In fin dei conti non sei una navigata pornostar. Ma una ragazza volenterosa e curiosa che ha deciso di provare una nuova via. Quindi si fa come dici tu.VOGLIA DI ANDARE AL BAGNOE probabilmente ti si aprirà tutto un mondo di, ehm, esalazioni d'aria. Non si tratta tecnicamente di flatulenza, ma semplicemente di aria che è entrata nel canale rettale e che deve uscire.SE NON TI E' PIACIUTO NON RIFARLO...Non devi entrare in un girone infernale di prove e controprove per capire che non fa per te. Se qualcosa laggiù si è smosso, e hai avuto sensazioni contrastanti, be' magari un altro giretto ci sta. [...]

DONNE SENZA ORGASMO

Con la denominazione "disturbi dell'orgasmo femminile" (viene utilizzato anche il termine "anorgasmia") si intende quella condizione clinica che impedisce al soggetto di arrivare al piacere durante l'atto sessuale, nonostante siano state effettuate adeguate manovre di eccitazione. I disturbi dell'orgasmo femminile rappresentano un terreno di discussione medica estremamente complesso, riguardo al quale sono diffuse non poche incertezze, a causa delle informazioni fuorvianti diffuse da alcuni mezzi mediatici per nulla specialistici.Le cause di questa sfera di disturbi possono essere innanzitutto divise in due branche: quella psicologica e quella biologica.Quando si parla dell'origine delle cause psicologiche dell'anorgasmia femminile, si individuano diversi fattori causanti. Uno tra tutti è l'ansia, che può essere a sua volta collegata ad altri aspetti.QUALI SONO LE CAUSESi tratta di una risposta che si può dare in maniera assolutamente generale, dal momento che ogni singolo caso ha una storia personale. Però, in linea di massima, è possibile individuare alcuni punti comuni. Tra questi si può ricordare la presenza di eventuali abusi sessuali durante l'infanzia o l'adolescenza, oppure un'educazione restrittiva per quanto riguarda la sfera sessuale sia a livello teorico, sia a livello pratico.In assenza di particolari patologie fisiche, l'ansia può portare il soggetto femminile a essere protagonista dell'insorgere di un controllo involontario, che raggiunge livelli estremi. Livelli tale da non permettere alla donna di abbandonarsi al contesto emozionale creato dalla situazione che è il rapporto sessuale, a causa di una barriera difensiva eretta al fine di non mostrare nulla di quello che fa parte delle sue reazioni.Questa forma esasperata di autocontrollo può trasferirsi, in alcuni casi, anche nei preliminari, che per molte coppie rappresentano un momento di estrema importanza dell'atto sessuale. Inficiare la fase dei preliminari può voler significare l'inibizione dell'immaginario erotico, e l'incapacità di abbandonarsi anche a pratiche di autoerotismo o di eccitazione da parte del partner.In questo caso, uno dei metodi più utilizzati per portare la paziente alla guarigione è la terapia cognitivo - comportamentale. L'obiettivo di tale percorso terapeutico (che viene comunque adattato alle esigenze di ogni singola paziente) è, in linee generali, quello di guidare la donna a un rapporto libero con le sue sensazioni. L'iter di cura si divide in diverse fasi: la partenza è dedicata alla guida della paziente nella conoscenza del suo corpo, i passi successivi, invece, sono sostanzialmente mirati al ripristino di un tono muscolare vaginale che possa far sì che venga sopportata la penetrazione. L'anorgasmia legata a stati psicologici o psichici porta infatti spesso a una contrazione estrema dei muscoli vaginali, situazione che può essere causa di un forte dolore nel momento della penetrazione.Per quanto riguarda invece la patogenesi delle cause fisiche e biologiche, possono essere individuati diversi punti in comune tra i soggetti che lamentano disturbi dell'orgasmo.Prima di tutto è bene ricordare che un ruolo molto importante è giocato dall'assunzione di sostanze stupefacenti, psicofarmaci, ormoni. In particolare la categoria degli oppioidi risulterebbe particolarmente dannosa: gli studi clinici effettuati sulle donne che li hanno assunti per lungo tempo hanno portato in luce una grande frequenza nell'insorgenza sia di disturbi dell'orgasmo, sia di pesanti irregolarità nel ciclo mestruale.Un'altra delle cause biologiche dell'anorgasmia femminile è individuata nell'insufficiente irrorazione ematica della zona genitale. Questa condizione, abbastanza simile alla disfunzione erettile maschile per quanto riguarda le basi fisiche, è stata ufficialmente teorizzata nel 1998 dai sessuologi Irwin Goldstein e Jennifer Barman (fondatrice della prima clinica dedicata alle disfunzioni sessuali femminili), i padri della pillola rosa.Questa condizione di insufficiente irrorazione può essere effettiva causa impediente durante quello che è il momento introduttivo della seconda fase dell'intero processo orgasmico, ossia il plateau. Per far sì che questa fase avvenga, è necessario che il flusso ematico porti a un allungamento del canale vaginale, condizione che rappresenta il passo appena precedente la fase culminante del piacere.Una terza causa dell'anorgasmia può essere ricondotta a una tonicità effettivamente scarsa dei muscoli vaginali, il che può far conseguire effettivi episodi di contrazione durante il processo della penetrazione.Il disturbo dell'orgasmo femminile è un problema molto diffuso. Alcuni studi clinici effettuati in questi anni hanno portato alla luce un numero sempre crescente di donne che lamentano questa disfunzione, accompagnata da una sostanziale incapacità di comunicare la propria condizione al partner (molto spesso a causa dell'imbarazzo provato). Un problema che ha radici in diversi terreni, uno su tutti quello culturale, e che è necessario affrontare con gli strumenti clinici giusti, facendo il primo e importantissimo passo che è la consultazione di uno specialista. [...]

SEGRETI DEL SESSO ANALE

Perché secondo voi il sesso anale piace tanto agli uomini? In genere sono le donne ad avere timore di parlarne con le amiche o con il proprio partner o hanno paura di provare certe esperienze. Dal punto di vista fisico la penetrazione anale per l’uomo potrebbe essere più piacevole di quella vaginale per il semplice fatto che l’ano ha una conformazione anatomica più stretta e quindi esercita maggiore pressione sull’organo maschile.Se è l’uomo invece a riceverla? La stimolazione della prostata e delle mucose anali provoca una maggiore sensazione di piacere nell’uomo. Occhio a non confondere la preferenza della stimolazione anale con l’omosessualità. La sodomia (vecchio termine usato per indicare le pratiche sessuali… diciamo non curriculari, ovvero non destinate alla procreazione) veniva praticata anticamente per «sottomettere» uno schiavo o altri uomini, come simbolo di potere. E magari la posizione «a tergo» tipica di questa pratica sessuale potrebbe richiamare un po’ questo significato a livello psicologico nel maschio.ALLE DONNE PIACE?Alcune donne preferiscono i rapporti anali a causa di problemi sessuali (per esempio il dolore vaginale durante l’atto sessuale o la vulvodinia) o per il desiderio di sottomissione, ma molto più semplicemente perché riconoscono la sessualità in ogni gesto del partner e la sanno sfruttare. Altre invece non la hanno mai provata e preferiscono non praticarla perché non procura loro piacere, per pudore personale, perché provano dolore, per riluttanza psicologica o semplicemente per paura. Lo sapevate che tra le perversioni diagnosticate nei manuali di psicologi e psichiatri esiste la clismofilia, cioè la possibilità di provare piacere dall’introduzione di sostanze nell’ano con l’utilizzo di clisteri? Ecco alcuni consigli utili da seguire per una sana pratica della sessualità anale. Cominciate con una sufficiente lubrificazione. L’ano è una zona sensibile ma che non si lubrifica come la vagina, potreste ferire il vostro lui o la vostra lei. Utilizzate lubrificanti a base di acqua e silicone. Rilassatevi, magari accarezzando lo sfintere anale o inserendo prima un dito. La penetrazione deve essere dolce. Utilizzate sempre il preservativo e non passare mai dalla penetrazione anale a quella vaginale: c’è il rischio di trasmissione di batteri. Scegliete la posizione più comoda per voi e per il partner; ad esempio su un fianco, a tergo per la stimolazione del clitoride. Non dimenticate mai di parlare con il vostro partner: comunicate ogni fastidio, desiderio o sensazione. [...]

IL DITALINO PERFETTO PER FARLA IMPAZZIRE

Amare come si deve una donna, è una questione che va ben oltre la mera prestanza fisica. Diventare un buon amante è un lavoro che richiede pazienza, dedizione e una conoscenza approfondita della complessità dell'orgasmo femminile. Un pene non può farcela da solo, è fondamentale sapersi mettere in ascolto delle vibrazioni che il corpo di una donna eccitata trasmette più o meno consciamente. Lei ama i preliminari, l'essere toccata, baciata e leccata, è per la donna - e per la sua vagina - una componente fondamentale del rapporto. Per soddisfarla non è possibile prescindere dalla masturbazione  e trattare con amore e rispetto il suo clitoride, vi garantirà l'accesso a quel caldo paradiso che è il vostro traguardo.Questa guida vi insegnerà a farla impazzire con le vostre mani ed imparerete l'arte del ditalino perfetto.PRIMA DI COMINCIARE... il vostro dito non è un pene! Il movimento dentro-fuori è solo la versione semplificata del ditalino e, il più delle volte, soprattutto se siete solo all'inizio del rapporto, non sortisce alcun effetto su di lei, anzi può darle fastidio.  Se non volete essere giudicati come dei verginelli, trasformate l'esperienza del ditalino in un viaggio avventuroso nella sua fichetta e date ascolto ai nostri semplici ma importanti consigli.FUORI DALLA VAGINASvegliare punto G e clitorideLe sensazioni più piacevoli per una donna, sono quelle che interessano il suo punto G. Iniziate con lo stimolarlo dall'esterno. Passate le dita sulla vulva, tenendo il palmo appoggiato sul suo pube. La doppia pressione nell'area genitale farà risvegliare le terminazioni nervose del suo punto G che faranno progressivamente ingrossare il  clitoride.Massaggiare le labbraDal pube scendete verso il basso con il palmo della mano, le dita rivolte verso l'ano, a massaggiare in modo superficiale tutta la sua vulva. Fatelo per un pò di volte, poi fatevi avanti con le dita, tra le grandi labbra prima e tra le piccole poi. Utilizzate le vostre tre dita più lunghe, indice ed anulare scorrono sulle grandi labbra, il medio si insinua tra le piccole. Già che ci siete, massaggiatele anche - movimenti circolari ed una leggera pressione - il perineo. Se lei non è molto bagnata, insalivatevi le dita o fatevele leccare da lei prima di continuare a toccarla; fatelo guardandola negli occhi, sarà eccitante per entrambi!Alla conquista del clitorideA questo punto lei sarà certamente pronta per avere di più. Cercate il clitoride, lavoratelo dall'esterno con movimenti circolari ed aspettate che si inturgidisca per bene. Fatelo uscire dal suo baccello e sgrillettatelo, con un movimento dell'indice simile a quello che si fa per chiamare qualcuno a sè. Premetelodolcemente, oppure stringetelo delicatamente tra il pollice e l'indice: una donna eccitata raramente prova il dolore del "pizzico"; sarà comunque il suo stesso clitoride a dirvi se state facendo un buon lavoro.  E se siete già stati a letto insieme, provate a ricordare come la avete vista toccarsi durante la penetrazione: non c'è migliore maestra della vostra stessa amante!DENTRO LA VAGINALa tecnica dell'"autostoppista"Dopo la stimolazione esterna, è il momento di entrare dentro di lei. Infilate indice e medio quel tanto che basta a permettervi di tenere il pollice ben aderente al suo clitoride o all'ano. Muovete le dita all'interno con movimenti gentili, circolari o verticali o combinati (aiutatevi anche con la rotazione del polso), e continuate con la stimolazione del clitoride o dell'area pre-anale.Deeper and deeperNon tutte le donne lo trovano piacevole, e ve ne accorgerete senza dovrene parlare ma, se le vostre mani non sono corte e tozze, potreste arrivare a toccare la sua cervice. Ovviamente lei deve essere ben dilatata e in una posizione favorevole. La riconoscerete al tatto, sembra essere una piccola cupola spugnosa.Ritmo e musicalitàLa masturbazione è un'arte: rispettare i tempi di reazione e la fisicità del partnerè la chiave del successo. Pensate al ditalino come un regalo per la vostra amante, in questo momento tutta la vostra attenzione deve focalizzarsi sul ritmo con cui il suo orgasmo monta. Sono bandite la fretta e la monotonia.IL DITALINO ANALEAlla donna eccitata piace che si giochi con il suo culetto anche se potrebbe non saperlo. Testate la sua disponibilità, "coccolandole" il perineo. Poi passate a solleticarle la corona anale (l'entrata dell'ano) e, al momento opportuno, inserite il dito ben lubrificato in posizione leggermente orizzontale. Coinvolgetela con le parole, anche per capire se la pratica è gradita e come, eventualmente, aggiustare il tiro. La stimolazione anale spesso rivela il potenziale sconosciuto della femmina; quel misto di inibizione e leggero fastidio mescolato ad un'indefinita sensazione di piacere, potrebbe trasformarla in una pantera cui sarà difficile tenere testa. [...]

FIGGING o GINGERING PER UN TOCCO ORIENTALE PROPRIO LI

In ambito ippico si chiama faguering o gingering ed indica una pratica che consiste nell'infilare nell'ano di un cavallo, un pezzo di radice di zenzero. Il bruciore improvviso costringe il cavallo ad alzare la coda e scalpitare, ma soprattutto ad avere un'erezione; in questo modo alcuni commercianti senza scrupoli riescono ad ingannare gli acquirenti sull'età dell'animale, almeno ad un primo esame superficiale.Leggenda vuole - ma non ci sono prove a riguardo - che la pratica fosse in uso anche nei collegi inglesi dell'epoca vittoriana. Lo zenzero veniva infilato nell'ano degli studenti disobbedienti, costretti a subire il dolore e l'umiliazione della punzione corporale. Al giorno d'oggi è impossibile stimare quanti conoscano e pratichino il figging; tuttavia sappiamo bene che pur trattandosi di un costume piuttosto elitario e sconosciuto, è una pratica appartenente al mondo BDSM.Il figging è un gioco innocuo, non cruento, che non lascia conseguenze permanenti e richiede solo un minimo di attenta e adeguata preparazione della radice di zenzero. Preferite quello di origine bio e modellate la radice come fosse un un plug anale; scegliete le dimensioni che preferite ma ricordate di lasciare labase più larga, in modo da non lasciarlo scivolare nell'ano del vostro partner. Gli effetti durano dai 15 ai 30 minuti, in relazione alla freschezza della radice; una volta rimossa dall'orifizio, le sensazioni restano vivide per un'altra decina di minuti.La risposta orgasmica varia da persona a persona; in generale, si percepisce uncalore intenso che dalla mucosa in contatto diretto con la radice si propaga per tutto il corpo. I sensi sono amplificati e, in risposta alla diffusa sensazione di avvampamento, si intensificano le contrazioni muscolari che gradualmente si faranno involontarie, esattamente come quelle orgasmiche.Secondo le testimonianze, le sensazioni e le emozioni possono essere talmente incredibili da spingere i soggetti a piangere e ad implorare l'amplesso che smorzi il caldo prurito che pervade il corpo.Il figging può essere praticato per via anale e per via vaginale. Non ci sono particolari controindicazioni, perchè si tratta di un prodotto alimentare peraltro noto per le sue proprietà afrodisiache e curative. Come sempre raccomandiamo nel proprovi pratiche estreme, non abbiate fretta di strafare; iniziate con delicatezza ed ascoltate il vostro corpo per capire fin dove spingervi senza farvi male. [...]

DOPPIA PENETRAZIONE IL SOGNO SEGRETO DI TUTTE LE DONNE

Tra le esperienze sessuali che una donna merita di provare almeno una volta nella vita, c'è quella della doppia penetrazione che risulta, tra l'altro, essere uno dei desideri piccanti più inconfessabili delle over trenta.La doppia penetrazione coinvolge contemporaneamente ano e vagina e proprio questo la rende un'esperienza unica, come unici sono gli orgasmi che sperimentano le donne che la praticano. Attraverso la doppia penetrazione tutti i punti più sensibili e reattivi dell'apparato genitale femminile vengono stimolati in diversi modi e da diverse angolazioni. La bravura dei partecipanti darà un valore aggiunto all'esperienza, che necessita di delicatezza, feeling e di un profondo rispetto reciproco, per risultare altamente e parimenti gratificante per tutti.La doppia penetrazione è un traguardo che si raggiunge con la pratica e lapazienza; non costringete i vostri orifizi a sperimentarla anzi tempo ma pianificatela adeguatamente, anche attraverso una serie di esercizi preparatori e di step preliminari.Ad esempio approfittate dei vostri momenti di piacere solitario, rispolverate ildildo e il butt-plug che avete nel cassetto per avere un primo sentore di quella sensazione di pienezza che una blanda penetrazione singola non potrà mai farvi provare. Riscaldatevi utilizzando le dita e non lesinate mai sul lubrificante, fondamentale per conservare un buon ricordo dell'esperienza. Non trascurate il sesso anale e praticatelo con maggiore frequenza per aumentare l'elasticità del buchetto posteriore.Durante l'intimità di coppia non abbiate paura di confessare al vostro lui questo desiderio! Molte donne si lasciano facilmente inibire dalle loro stesse fantasie sessuali ed hanno spesso paura di non essere capite o, ancor peggio, giudicate. Il feeling tra le lenzuola è la solida base su cui poggia ogni relazione duratura! Aprite lo scrigno della perversione e fatevi aiutare dal vostro uomo: dovrà semplicemente metterci il membro, e contribuire alla stimolazione del buchino che è rimasto vuoto. Per i primi tempi saranno sufficienti un paio di dita, poi sarà il caso di munirsi di toys, fino a giungere al giorno in cui anche lui sarà pronto per il tanto sospirato threesome MFM. Qui dovrete mettercela davvero tutta ed impegnarvi anima e corpo!MANTENERE L'EREZIONEIl primo problema che dovrete fronteggiare, oltre a dover combattere la vostra stessa inevitabile ansietta, è quello dell'erezione dei vostri compagni. Potrete sperimentare diverse posizioni ma inevitabilmente tra gli uomini ci sarà un contatto! Se non altro sentiranno i loro scroti sfregarsi tra loro ed i membri solleticarsi, separati solo dalla sottilissima parete anovaginale (quella che divide internamente ano e vagina). Se uno - o peggio nessuno - dei due, è ben disposto verso la bisessualità, sarà estremamente faticoso fargli raggiungere e mantenere un'erezione decente; questo dovrebbe suggerirvi che la scelta dei partner non deve essere completamente casuale...Riscaldateli con il sesso orale; mentre uno dei due uomini è impegnato nella penetrazione anale o vaginale, l'altro si lascerà succhiare dalla donna che potrà essere sdraiata sulla schiena o in ginocchio alla pecorina.LA POSIZIONEIl secondo problema sarà la scelta di una posizione confortevole per tutti. Il buon senso consiglia di "utilizzare" il partner meno dotato per il retro. Ecco invece alcuni suggerimenti sulle posizioni: un lui sdraiato che pentera in vagina la lei, che sta frontale a cavalcioni su di lui e con la schiena abbastanza inarcata permette all'altro di entrare da dietro. un lui sdraiato o seduto che penetra analmente la lei che, dandogli le spalle, riceverà il secondo pene in vagina dall'uomo che le sta davanti. Questi può giocare con le gambe della lei (completamente divaricate, a candela, raccolte sul petto) per farle provare sensazioni variegate.  Sperimentate anche la variante con posizioni più laterali rispetto alla donna, per vedere come si gode di più. tutti in piedi, con la donna nel mezzo. Servono muscoli e orifizi molto elastici!Ovviamente fate le cose con calma e senza pensare di dover dimostrare qualcosa a qualcuno; non ignorate il dolore (se dovesse essere insopportabile fate dietro front!); utilizzate tanto lubtrificante e, se volete essere davvero giudiziosi, tanti preservativi, uno per ciascun partner e soprattutto uno per ciascun orifizio! [...]

UN PENE GRANDE NON SERVE OVVERO QUANDO LE DIMENSIONI (FORSE) NON CONTANO

Le dimensioni del pene sono un argomento che spaventa sia gli uomini, i quali hanno paura che il loro pene sia troppo piccolo per soddisfare le proprie partner, sia le donne, e qui viene il buffo della faccenda: alcune donne sono spaventate che il proprio uomo abbia un pene troppo grande tanto da farle male. Ora come minimo ci si dovrebbe mettere d’accordo.Tali paure sono comunque infondate per entrambi. La vagina è un organo elastico e può adattarsi senza grandi problemi alle dimensioni del pene, le sue pareti sono infatti composte di morbide pieghe elastiche di pelle membranoso-mucosa che si allungano o contraggono (con il concorso dei muscoli pelvici) per permetterle tale adeguamento. Ogni vagina ha la sua conformazione particolare come ognuno di noi ha un corpo diverso, ma in media è stato riscontrato che il condotto vaginale, in fase di non stimolazione, ha le dimensioni di 2 cm. di diametro e di 7-8 cm. di lunghezza interna. In fase di eccitazione le misure cambiano per la dilatazione, fino a raggiungere la lunghezza di 9,5-10,5 cm. e la larghezza della parte più interna di 5,75-6,25 cm. di diametro, continuando a dilatarsi ed adattarsi al pene durante la penetrazione (Masters & Johnson in “L’atto sessuale nell’uomo e nella donna”). Questo vuol dire che non serve un pene tanto grande per soddisfare una donna e che, eccetto rari casi, non esiste un pene tanto grande da causare grandi dolori ad una donna.Questo del dolore è poi un argomento sopravvalutato ed esagerato nelle sue conseguenze. Il dolore non è sempre presente nelle donne, né la prima volta né le volte seguenti, e anche quando c’è, nella maggior aprte dei casi, non è un dolore così acuto di cui spaventarsi. La vagina è un organo elastico, ma la sua elasticità dipende dai muscoli pelvici, se questi vengono contratti viene bloccata la dilatazione e si può provare del dolore. Se siete rilassate e tranquille non ci sarà contrazione di tali muscoli, anzi la dilatazione avverrà con più naturalezza e non ci sarà possibilità di provare dolore. Più siete spaventate dalla situazione, o dal dolore stesso, meno sarete rilassate e più dolore proverete.Può capitare che alcuni uomini durante la penetrazione spingano molto in profondità il loro pene perché hanno la sensazione che questo scivoli all’interno della vagina e non dia sensazioni piacevoli. Questo accade nei casi in cui c’è molta lubrificazione e cioè la donna è molto eccitata. Lo spingere molto in fondo però può causare fastidio nella donna, in questo caso non abbiate vergogna o paura di chiedere al vostro partner di spingere di meno, spiegandogli che le vostre sensazioni sono molto più piacevoli ed aiutando lui a provare maggiore stimolazione contraendo i muscoli vaginali, stringendo dunque il condotto vaginale ed aumentando l’aderenza del pene alla vostra vagina. Per imparare a fare questo potete usare gli esercizi di Kegel utili a rinforzare appunto tali muscoli.La vagina si è evoluta per poter accogliere ed adattarsi alle dimensioni del pene che si appresta a ricevere al suo interno, questo accade in modo naturale per poter permettere all’atto sessuale di avvenire in modo gradevole e spontaneo. Le dimensioni del pene in sè per una donna contano molto poco, poichè il suo apparato genitale è in grado di avere la giusta combinazione con tutti i tipi di pene. [...]

COME MASSAGGIARE ANALMENTE IL TUO LUI

Viviamo in un mondo difficile, dove spesso dobbiamo sacrificare il piacere alla salute. Hai presente quando si dice che tutti i cibi buoni fanno ingrassare? Conosci una verità più vera?Va da sé che quando piacere estremo e grandi benefici si combinano, l’occasione è così ghiotta che non ce la possiamo lasciar sfuggire. Anche se, a un primo sguardo, l’accoppiata è delle più improbabili.Stiamo parlando del massaggio della prostata che, oltre ad essere la fonte di esperienze erotiche travolgenti, è anche il segreto del benessere sessuale dell’uomo. E poiché, nonostante i benefici di questa pratica siano innegabili, gli uomini diventano subito reticenti quando c’è di mezzo la prostata, abbiamo preparato per voi cinque domande (e altrettante risposte) per un classico “tutto quello che avreste voluto sapere sul massaggio della prostata… ma non avete mai osato chiedere!”.Che cos’è la prostata?È una ghiandola delle dimensioni di una noce, situata alla radice del pene, proprio sotto la vescica, contenente il liquido seminale che veicola gli spermatozoi.Quando la prostata viene massaggiata, il liquido residuo in essa contenuto viene rilasciato e… voilà, la ghiandola è pulita. Quando invece la prostata viene trascurata, come spesso accade, il liquido seminale stagna al suo interno creando un accumulo di batteri che può portare all’ingrossamento della ghiandola stessa.Che benefici posso ricavare dal massaggio prostatico?                             Un regolare massaggio della prostata riduce i rischi di prostatiti, cancro alla prostata e dolore genitale, i sintomi della disfunzione erettile e l’enuresi (ovvero l’incontinenza notturna). Aumenta la quantità di liquido seminale e favorisce la circolazione.Gli effetti salutari di un regolare massaggio della prostata sono innegabili e di lunga durata, ma quello che ci sorprende di più sono tutti gli altri vantaggi del massaggio.Non sarà fastidioso?Quando eseguito correttamente, è piuttosto vero il contrario: il massaggio della prostata è talmente piacevole che molti uomini, grazie a questa pratica, provano orgasmi intensi, prolungati, a volte persino multipli, oltre a sperimentare una copiosa eiaculazione. La maggior parte degli uomini, soprattutto occidentali, si concentra solo sulle zone erogene esterne, mentre uno dei segreti meglio conservati della sessualità maschile risiede proprio lì, dove il sole non batte.Quindi…? Addirittura il massaggio mi piacerà?Se ti piace il sesso strabiliante sì. È arrivato il momento, per gli uomini, di smettere di invidiare le donne per la loro capacità di provare orgasmi intensi, duraturi e multipli. La prostata, che non a caso è chiamata punto L maschile, viene considerata il corrispettivo del punto G e, quando massaggiata, permette di provare orgasmi perfino più intensi di quelli generati dalla stimolazione del pene.Come faccio a massaggiare la prostata?Si può usare il dito e massaggiare la ghiandola muovendolo avanti e indietro. Ma non è una pratica particolarmente facile. Per questo, abbiamo deciso di darti (letteralmente) una mano e ti proponiamo un massaggiatore per la prostata che si adatta perfettamente all’anatomia maschile. [...]

Inghilterra, l'anilingus è la nuova tendenza sessuale dei giovani inglesi

Il lato B nelle abitudini sessuali sta prendendo sempre più spazio. Ha già scatenato l'indignazione di intellettuali eticamente corretti la notizia del boom in Italia di chi pratica più che in passato il sesso anale. Le nuove generazioni però sono già avanti e sull'onda delle scene peccaminose della serie tv Girls di Lena Dunham si sta diffondendo un'altra pruriginosa novità. A partire dell'Inghilterra i ragazzi si dedicano sempre di più all'anilingus, una variante del cunnilingus, quindi non più solo vagina, ma anche foro anale. Superata la paura iniziale del dolore, i sondaggi inglesi dicono che il 50% delle ragazze intervistate si dichiara aperta a praticare sesso anale, più bassa però la percentuale di chi si sente pronta al contatto orale che comunque sembra riscuotere grossa curiosità. [...]

I vostri problemi di sesso e sessualità sono subito risolti!